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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

Posts Tagged ‘ripresa’

La ripresa del turismo in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2022

E’ prevista per quest’anno, dopo i difficili anni passati in cui la pandemia aveva condizionato il settore, avrà un forte impatto anche in termini di crescita delle offerte di lavoro stagionali, in particolare per il settore Ho.Re.Ca., che ha in programma una massiccia campagna di assunzioni. Secondo le stime del sistema Excelsior di Unioncamere-ANPAL, infatti, tra aprile e giugno sono previsti 343.700 nuovi addetti per alberghi e ristoranti. Un dato destinato a crescere ancora durante i mesi estivi e che sta riportando all’interno del settore tanti professionisti che si erano reinventati in altri comparti a causa della pandemia.Secondo i risultati dell’indagine sulle prospettive occupazionali svolta da ManpowerGroup, in Italia nel prossimo trimestre, da luglio a settembre 2022, le aspettative di assunzione nel settore della ristorazione e dell’ospitalità sono del +11%.Infatti, l’Agenzia per il lavoro Manpower è attualmente alla ricerca di oltre 1000 professionisti tra chef, maître, camerieri e front office manager.Le figure più ricercate dal mondo dell’hotellerie spaziano dagli chef agli addetti alla reception, passando per sous chef, camerieri, chef de rang, capo partita e capo pasticceria. A tutti questi profili è richiesta esperienza in strutture a forte impatto turistico o di alto livello. Molto ricercati anche baristi e addetti alla caffetteria esperti e dotati di grande flessibilità oraria. Anche nel comparto della ristorazione si evidenziano molte occasioni: posizioni aperte per cuochi e addetti ai servizi mensa e addetti alla ristorazione commerciale nelle principali catene di fast food.Le aree dove si riscontriamo il maggior numero di ricerche attive di Manpower sono quelle a maggiore vocazione turistica come, ad esempio nel Nord della penisola, il Veneto, il Trentino-Alto Adige e l’Emilia-Romagna, oppure le isole come la Sardegna o ancora nel centro Italia il Lazio, con Roma che rimane una delle mete più visitate del Paese. Ma anche le città lombarde – da Milano a Brescia, da Bergamo a Como e Varese – e quelle piemontesi – Torino e tutte le zone limitrofe – risentono di un aumento di opportunità lavorative legato al periodo estivo e dovuto all’arrivo di numerosi turisti e al periodo che coincide con le vacanze di molti lavoratori.Nonostante i rientri previsti, il gap tra domanda e offerta rimane alto: secondo Excelsior la difficoltà di reperimento per l’Ho.Re.Ca è del 38,7%, vale a dire circa due offerte di lavoro su cinque vanno a vuoto. Un valore più alto rispetto alla media dei servizi (35,5%) e degli impiegati d’ufficio (28,3%).Tale difficoltà si lega anche alla carenza di profili con le adeguate competenze in ambito digitale. Il settore Ho.Re.Ca., infatti, ha reagito alla crisi innescata dalla pandemia garantendo, per quanto possibile, la continuità dei servizi, e allo stesso tempo innovando e digitalizzando i propri processi. Il comparto ha investito in sicurezza, formazione e tecnologia, introducendo piattaforme e progetti dedicati, come delivery e servizi digitali. Ciò, da una parte, ha aumentato le opportunità di impego del settore, attraverso l’ampliamento della gamma dei profili ricercati e della profondità delle loro skills, ma dall’altra questo ampliamento della domanda ha generato fenomeni di mismatch delle competenze difficili da colmare. Per questo le aziende del comparto dovranno attrezzarsi per offrire corsi di reskilling e upskilling sempre più necessari per integrare le figure richieste nei propri organici.«Reskilling e upskilling sono ormai fondamentali anche per lavorare nell’ospitalità e ristorazione, settori in cui Manpower offre opportunità lungo tutto l’anno» afferma Stefano Pregel, Vertical Leader Horeca in ManpowerGroup. «Il comparto durante il periodo della pandemia si è fortemente evoluto attraverso una trasformazione digitale che ha creato nuove figure e competenze. Tutto questo ha aumentato la richiesta di profili capaci di lavorare con le nuove tecnologie: a molte figure professionali sono sempre più richieste digital skill per la gestione di strumenti innovativi, ormai necessari per interagire con una clientela molto più evoluta dal punto di vista digitale».Le offerte stagionali rappresentano dunque un’occasione per rientrare nel settore Ho.Re.Ca., con la possibilità per chi volesse proseguire oltre il periodo stagionale estivo, di inserirsi in un percorso professionale che, nel caso di un costante sviluppo di competenze, fornisce occupabilità per un periodo duraturo. Per scoprire tutte le posizioni aperte di Manpower in ambito Hospitality visita il sito: https://www.manpower.it/azienda/horeca

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Polonia: in arrivo i fondi del piano di ripresa e resilienza

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

La Commissione europea darà il via libera al fondo polacco per la ripresa e resilienza nelle prossime due settimane.Varsavia e Bruxelles sono state bloccate in una lunga disputa sull’indipendenza della magistratura del Paese, che ha ritardato l’approvazione della quota della Polonia nel fondo di recupero pandemico, equivalente a 36 miliardi di euro in sovvenzioni e prestiti. L’UE ha stabilito tre condizioni per l’approvazione: smantellamento di una controversa sezione disciplinare per i giudici; riforma del regime disciplinare; ripristino dei giudici destituiti.In sintesi, le normative polacche sulla magistratura poneva questo ordinamento agli ordini del governo, il che viola le norme comunitarie sulla indipendenza della magistratura. Ora dopo l’accordo, si potranno trasferire i fondi comunitari alla Polonia.Primo Mastrantoni, http://www.aduc.it

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Covid, Ucraina e mercati: sarà una ripresa rapida?

Posted by fidest press agency su domenica, 3 aprile 2022

L’Etf dei mercati azionari europei SMEA (SMEA.MI) è tornato al di sopra dei livelli del 23 febbraio, alla vigilia dell’invasione russa dell’Ucraina. A questo proposito occorre fare subito due considerazioni: in primo luogo, la storia sembra sostenere l’acquisto di asset azionari durante le crisi geopolitiche, come ben documentato da un articolo di Barry Ritholtz del febbraio 2022, che mostra la performance dell’S&P500 in diversi momenti di crisi dalla prima metà del Novecento ad oggi. La storia sembra quindi destinata a ripetersi, anche se in modo forse meno evidente, quando si guarda all’attuale performance dell’Etf dei mercati azionari europei. Inoltre, nel giugno 2020, nel pieno della crisi pandemica, i mercati azionari sembravano convinti che i governi avrebbero fornito un notevole sostegno all’economia globale e che un vaccino efficace sarebbe stato trovato molto più velocemente che in passato, rivelandosi quindi piuttosto lungimiranti.Dunque la prospettiva di lungo termine sugli eventi geopolitici e l’esperienza più recente del Covid suggeriscono una ripresa rapida dei mercati azionari, ancora prima del miglioramento dei fondamentali. Non mancano, ovviamente, punti di vista alternativi che sostengono il fatto che i mercati non riflettano adeguatamente la situazione attuale: il conflitto in Ucraina si sta prolungando con un grande costo in termini di vite umane e sembra abbastanza probabile che, nonostante i negoziati, la crisi geopolitica non si risolverà a breve. Le premesse ora sono molto diverse: le Banche Centrali stanno “spingendo” verso politiche monetarie più restrittive e il presidente della Fed Jerome Powell ha sottolineato che l’economia statunitense è abbastanza forte da tollerare tassi di interesse più alti, mentre la Banca d’Inghilterra ha inviato un messaggio leggermente più conservativo (con un membro del MPC che ha votato per non apportare nessun cambiamento di politica monetaria). I mercati obbligazionari si aspettano altri sei (o più) rialzi dei tassi negli Stati Uniti nei prossimi dodici mesi e se questa previsione si dovesse rivelare corretta (cosa improbabile, a nostro parere), è facile immaginarsi che le aspettative di crescita negli Stati Uniti diminuiranno. L’inversione di tendenza delle azioni europee è stata rapida ed evidenzia ancora una volta come cercare di “cronometrare” i mercati sia un compito complesso. Dobbiamo, però, essere cauti nel lasciarci guidare dall’esperienza del Covid, rispetto a cui sono cambiati non solo il contesto di politica monetaria: alla luce della ripresa economica e degli attuali livelli di inflazione, le Banche Centrali non potranno prolungare la loro azione di supporto. Per il futuro non è dunque da escludere una maggiore volatilità, che rende consigliabile un posizionamento leggermente più conservativo rispetto agli ultimi diciotto mesi, con un’ampia gamma di esposizioni al rischio, anche se è bene ricordare che l’opzione più rischiosa resta senza dubbio quella di uscire del tutto dai propri investimenti. (abstract https://www.moneyfarm.com/it/)

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Previsioni di ripresa economica

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2022

Una nuova ricerca1 commissionata dal provider di ETP GraniteShares, la prima società a lanciare ETP a leva singola su singole azioni su Borsa Italiana, mostra come i maggiori trader in Italia si aspettino un boom dei volumi scambiati, contando su anno molto positivo per l’economia, che sostenga anche un aumento degli investimenti.Due trader intervistati su tre (il 65%) prevedono di effettuare un numero di operazioni nel 2022 superiore all’anno precedente, con un 21% che afferma che saranno molto superiori. Lo studio condotto ha evidenziato che oltre la metà dei trader (il 51%) ha dichiarato che i volumi di scambio cresceranno a fronte di aspettative positive sulla performance dell’economia italiana; il 39% prevede un aumento dei profitti e il 34% ritiene che le imprese italiane, rispetto allo scorso anno, siano sottostimate dal mercato, rappresentando dunque una buona opportunità di investimento. Il 29% infine ritiene che le azioni italiane vedranno crescere il loro valore quest’anno.Ai fattori che potrebbero trainare un aumento dei volumi di trading deve essere aggiunto l’attuale conflitto in Ucraina. Il 58% degli intervistati ha infatti dichiarato che le proprie operazioni sono aumentate dall’inizio di questa nuova crisi. Per il 29% la guerra in Ucraina porterà a una maggiore volatilità dei prezzi, creando così più opportunità di investimento. La ricerca di GraniteShares ha evidenziato anche che il trading in Italia è decollato con la crisi del Covid-19. L’82% di chi ha partecipato al sondaggio ha dichiarato di aver aumentato le sue attività o addirittura di avere iniziato a fare trading proprio a seguito del suo inizio.Will Rhind, fondatore e CEO di GraniteShate, ha dichiarato: “I trader italiani che investono almeno 1000 dollari al mese in azioni sono fiduciosi guardando al 2022 e, rispetto allo scorso anno, intendono aumentare i volumi di scambio. Parte di questa fiducia è da ricondurre all’ottimismo circa le performance dell’economia italiana, ma anche al fatto che i trader aumentano i loro introiti con l’aumento delle operazioni e che molte imprese italiane sono sottostimate, rappresentando una buona opportunità di investimento. Inoltre, c’è stato un aumento generale dell’interesse per il trading durante la pandemia e un cambiamento che ha portato i maggiori investitori ad adottare strategie che una volta erano prerogative degli istituzionali.” In generale, il trading azionario nel nostro Paese è cresciuto da quando è iniziata la pandemia di Covid-19 e lo studio di GraniteShares ha messo in mostra come il 43% dei trader si sia trovata a gestire maggiori investimenti da allora. Inoltre, si è registrata anche una forte domanda di report di analisti e di dati nelle imprese, con il 94% degli intervistati che ritiene siano importanti per approntare le proprie strategie di investimento. By Luca Maranesi

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Il comparto calzaturiero italiano in ripresa nel 2021

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

L’anno scorso infatti ha registrato un incremento del fatturato del +18,7% sul 2020 attestandosi a 12,7 miliardi di euro. Un valore però ancora inferiore all’epoca pre-covid (-11% rispetto al 2019). È la fotografia scattata dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici su un settore dove le griffe trainano l’export, con le aziende che viaggiano a velocità differente (solo una su tre ha recuperato i livelli ante pandemia) e su cui c’è l’ombra gettata dallo scenario geopolitico in continua evoluzione in Ucraina. I dati sono stati illustrati oggi, a Milano, nella conferenza stampa di presentazione della manifestazione internazionale Micam in programma dal 13 al 15 marzo 2022 a Fiera Miano Rho. Nel dettaglio, l’export ha raggiunto in valore (10,3 miliardi di euro a consuntivo) il secondo miglior risultato di sempre, anche al netto dell’inflazione. Bene, in particolare, le prime due destinazioni, ovvero Svizzera (+16,2% in valore sul 2020, nei primi 11 mesi) e Francia (+24%), tradizionalmente legate al terzismo; ma anche USA (+42%) e Cina (+37,5%) che ha già abbondantemente superato i livelli 2019. Tra i primi 20 mercati di sbocco, solo 3 hanno registrato nel 2021 un segno negativo: Regno Unito, Giappone e Corea del Sud (che ha così interrotto la forte e costante crescita degli anni precedenti). Infine si guarda con preoccupazione alla crisi russo Ucraina che inevitabilmente frenerà la ripresa appena descritta data l’importanza strategica dei due mercati per la calzatura italiana. Risale l’attivo del saldo commerciale (+22% da gennaio a novembre), atteso a poco meno di 5,2 miliardi nei 12 mesi. Sul fronte interno, invece, gli acquisti delle famiglie (pur in crescita del +15,6% in valore, con un +12,1% in volume) restano ancora al di sotto dell’11,1% rispetto alla situazione già largamente insoddisfacente di due anni addietro. L’analisi per merceologia evidenzia incrementi attorno al +16% in spesa sul 2020 per le calzature classiche per uomo e del +18% per quelle per donna; entrambe le voci, duramente colpite nel 2020 dal venir meno di molte occasioni d’uso, restano però al di sotto di circa il -20% rispetto al pre-crisi; +14% per le scarpe da bambino; +16,3% per le sportive e le sneakers (con un gap del -4% sul 2019). Aumento contenuto, infine, per la pantofoleria (+6%), ma sufficiente ad appianare il divario con la situazione pre-Covid (+0,3%), visto il diffuso utilizzo durante la permanenza forzata nelle case nel 2020 e quindi la minor flessione negli acquisti subìta. Permane inoltre in forte sofferenza lo shopping legato al turismo straniero, sempre molto penalizzato. Dal punto di vista occupazionale, nel 2021 si contano in Italia 3.981 calzaturifici attivi, con un saldo negativo di -171 unità rispetto a dicembre 2020. La forza lavoro settoriale è scesa a 70.586 addetti, -1.296 sul 2020 (-1,8%). Considerando anche i produttori di componentistica, i saldi precedenti salgono a -312 aziende e -2.067 addetti rispetto al 2020, tra industria e artigianato. Il numero di imprese attive cala in tutte le regioni. Con riferimento agli addetti, Campania e Puglia risultano le uniche in controtendenza (+95 e +148 unità). Nelle Marche e in Toscana le riduzioni più elevate in termini assoluti sia nelle imprese attive (-114 e -65 unità rispettivamente) che nel numero di addetti (-1.269 e -624). Infine, dopo il picco del 2020 raggiunto a seguito dell’interruzione delle attività lavorative durante il lockdown (83 milioni di ore), nel 2021 le autorizzazioni rilasciate da INPS per la filiera pelle sono scese a 68,2 milioni (-17,8%), restando però su livelli più di 8 volte superiori a quelli del 2019 (+722%), a testimonianza di uno scenario ancora decisamente complesso in cui l’aumento dei prezzi delle materie prime (che ha caratterizzato tutto il 2021) e quello dei costi energetici erodono i margini delle imprese, mettendo a rischio la ripartenza stessa del settore.

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L’energia è la vera emergenza che mina la ripresa

Posted by fidest press agency su domenica, 16 gennaio 2022

Oggi la vera emergenza che mina la ripresa economica italiana riguarda l’energia – ha dichiarato Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda, nel corso della Conferenza ‘Il mondo nel 2022: ritorno al futuro? Opportunità e rischi per le imprese’ promossa da ISPI, Assolombarda e SACE, svoltasi questa mattina.“Il prezzo dell’energia è in crescita rispetto al pre-Covid, con il gas naturale che registra il rincaro più impressionante: l’indice globale del gas naturale registra un aumento del +383% e, ancora più nel dettaglio, il prezzo del gas naturale europeo del +947%. L’Italia è uno tra i paesi dell’area euro che più rischia di essere penalizzato da questo shock energetico: secondo le simulazioni di Intesa Sanpaolo, nel 2022 la perdita di PIL dovrebbe raggiungere il mezzo punto percentuale, colpendo sia i consumi delle famiglie sia soprattutto gli investimenti delle imprese”.“La situazione è allarmante: le aziende sono strozzate dai prezzi al punto che si paventa il rischio di un arresto delle attività produttive in particolare per i settori più energivori come siderurgia, ceramiche, cartiere, vetrerie, e chimica. È quindi necessario intervenire con misure urgenti e, in questa direzione, come Sistema Confindustria abbiamo richiesto l’attivazione di una task force a Palazzo Chigi per affrontare l’emergenza e varare misure straordinarie”.“Francia e Germania stanno affrontando la questione con una strategia di politica industriale mirata. Il Governo italiano ha finora stanziato circa 8 miliardi di euro rivolgendosi principalmente alle famiglie in difficoltà. Serve fare di più. Serve una strategia di politica industriale che limiti gli effetti del caro energia nel breve, per esempio attraverso lo sfruttamento dei nostri giacimenti di gas per rilasciare al sistema industriale il gas a prezzi ragionevoli o attraverso interventi di agevolazione fiscale”.“E serve una visione di lungo periodo che affronti con efficacia la transizione energetica per raggiungere gli obiettivi del programma europeo “Fit for 55”, potenziare un mix eterogeneo di fonti e puntare all’indipendenza energetica” – ha concluso Alessandro Spada.

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“Sulla ripresa delle lezioni, il Governo non può continuare a tirare dritto”

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 gennaio 2022

Ci sono Regioni che hanno spostato il ritorno al 10 gennaio, già si contano sicure assenze di docenti e ATA per quarantena, ma anche per il personale sospeso per via dell’inutile imposizione del Green pass e del vaccino, poi ci sono i dati sui contagi Covid che parlano da soli: chi dice che la dad sarebbe il male della scuola sembra volere tenere la testa nella sabbia”. A sostenerlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, a ridosso dell’avvio della cabina di regia dell’emergenza e del Consiglio ministri da cui scaturiranno le nuove disposizioni sulle quarantene in caso di contagio a scuola.Il sindacalista fa notare che a fronte delle Regioni che “spingono per un rinvio delle lezioni per via del numero dei contagi”, dall’esecutivo del premier Draghi continuano ad arrivare prese di posizioni completamente in disaccordo con la realtà delle cose. Anche i partiti minori si allineano a questo modo di pensare. “Mai più Dad, tutti a scuola. Il rinvio delle aperture degli istituti scolastici, come sempre, è la strada più facile, ma è solo sulla pelle dei ragazzi”, ha detto Maurizio Lupi, presidente di Noi con l’Italia.“Comprendiamo che la scuola sia diventata argomento centrale nella politica del Paese, ma – replica Marcello Pacifico, leader dell’Anief – non si può continuare a trattarla con argomentazioni così generiche: a chi dice che la didattica a distanza non si può fare perché danneggerebbe gli alunni, ricordo che la dad è stata condotta egregiamente per lunghi tratti degli ultimi due anni scolastici. Dire tutti a scuola, sempre e comunque, è facile. Anche con classi affollate, spazi e personale ridotti. Perché non si dice anche, allora, che a formare gli alunni sono docenti e Ata pagati meno degli operai specializzati? Perché non si danno loro le indennità, ad iniziare da quella di rischio biologico, ma anche di sede e altre ancora, a seconda del profilo, che invece vengono assegnate da decenni ai lavoratori di altri comparti, ad iniziare dai medici del pronto soccorso? Basta con gli slogan, la scuola ha bisogno di fatti”.

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Ripresa economica sulla pelle dei consumatori e coi soliti furbi?

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2021

Tutti in crisi, pieni di debiti, stipendi “al palo”, commercianti chiusi da tempo e che ora, più o meno responsabilmente, hanno riaperto e i consumatori rifrequentano le loro botteghe. Ma a quale prezzo e con qual prospettiva? Facciamo alcuni casi fiorentini, città notoriamente non economica, ma che ha vissuto e vive al pari di altre tutta la realtà e le conseguenze del covid, con l’aggravante che essendo il turismo uno dei settori più colpiti, in una città che vive molto di turismo, la crisi dovrebbe essere peggiore. Divertimenti natalizi per eccellenza sono mercatini e attrazioni stagionali. A Firenze è stata installata una ruota panoramica alla Fortezza dove, per salirci, con pagamento possibile solo in contanti, occorrono 12 euro (DODICI)… e se si decide di fare uno spuntino nelle mangiatoie che accerchiano questa Ruota, occorre essere disinvolti e attenti, pena essere spennati. Stessa spennata nella mangiatoia di piazza Santa Croce dove, a parte alcuni venditori realmente nord-europei e con prezzi più o meno giusti, il resto è solo cibo+cibo+cibo a prezzi stellari e con qualità e igiene discutibile. Ma per non farsi mancare niente, in una pizzeria al taglio, zona piazza dei Ciompi, tavolini al sole decembrino, due pezzetti di pizza di 15×15 cm + mezzo litro di minerale… 24,30 euro… pizza col lievito madre… ma pizza (farina e acqua, senza particolari indicazioni su origine e qualità dei due elementi) e, tra l’altro, al forno elettrico e salviette di carta.Il solito lamento di chi non capisce e non dà valore al lavoro dei poveri bottegai che non hanno più neanche gli occhi per piangere? E i nostri occhi? Non dovevamo fare comunità per affrontare meglio la crisi e venirne tutti fuori? E’ tutto inutile e siamo degli inguaribili individualisti e profittatori? Può anche darsi, come è possibile anche il contrario. Ma crediamo giovi a tutti, bottegai inclusi, che se ne parli. COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC http://www.aduc.it

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L’industria manifatturiera accelera su digitalizzazione, sostenibilità e formazione per la ripresa del comparto

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

Digitalizzazione, sostenibilità e formazione sono i tre asset su cui il comparto manifatturiero deve puntare per la ripartenza, come emerge dai dati dell’ultimo Osservatorio MECSPE di Senaf sul II quadrimestre 2021. L’analisi, volta ad approfondire lo stato di salute dell’industria in Italia, è stata presentata in occasione della 19ᵃ edizione di MECSPE.Il processo di trasformazione digitale, che interessa già le aziende di grandi e piccole dimensioni, subirà un’ulteriore accelerata grazie ai fondi del PNRR. Molte aziende, anche se si ritengono ‘imprese sostenibili’, per le numerose azioni pratiche intraprese o in programmazione, spesso non possiedono un livello di conoscenza soddisfacente dei criteri ESG (Environment, Social, Governance). È necessario, inoltre, che le aziende dispongano di tutte le competenze e strumenti per realizzare la trasformazione 4.0, percorso già avviato dalla maggioranza di esse a seguito della pandemia. Di seguito i principali risultati emersi dall’Osservatorio MECSPE.Anche l’industria manifatturiera è coinvolta nel processo di trasformazione digitale, che interessa già le imprese di grandi e piccole dimensioni e che subirà un’accelerata grazie ai fondi del PNRR. La pandemia ha dato una grande spinta alla crescita digitale: oltre il 61% ritiene di avere adeguato le proprie tecnologie a seguito del Covid-19. In particolare si punta su sicurezza informatica, 5G, IoT e robotica collaborativa, anche se rimangono ancora in pochi (13%) a essere a conoscenza delle opportunità del PNRR nel dettaglio. Altro aspetto di rilievo è il ruolo di primo piano che proprio il PNRR affida ai Competence Center e ai Digital Innovation Hub, introdotti dal MISE nel 2018 nell’ambito del Piano Nazionale Industria 4.0, con lo stanziamento di 350 milioni per il 2021-2026, ma ancora poco sfruttati dalle imprese: solo il 4% ha collaborato con almeno una di queste realtà e sono ancora tante a non conoscerle affatto (21%). Come emerso dalla recente Cop26 di Glasgow, i cambiamenti climatici in atto nel nostro pianeta coinvolgono tutti, dalle grandi potenze fino ad arrivare ai singoli.Questa coscienza permea anche il nostro tessuto industriale, che certo ha margini di miglioramento, ma che già dimostra di avere a cuore queste tematiche. Ad oggi sono già tante (40%) le aziende a considerarsi sostenibili, grazie a numerose azioni pratiche già intraprese o in corso d’opera come l’uso di dispositivi a basso consumo energetico, l’acquisto di macchinari e/o impianti efficienti di nuova generazione e l’installazione di impianti di produzione d’energia elettrica e termica da fonti rinnovabili. Meno soddisfacente è invece il livello di conoscenza dei criteri ambientali, sociali e di governance che definiscono il nuovo comportamento virtuoso delle imprese (i criteri ESG). Questi rappresentano i parametri attraverso cui valutare l’impatto di un’attività imprenditoriale e saranno sempre più decisivi per poter attrarre investimenti e migliorare la reputazione dell’azienda. Eppure, solo un’azienda su tre (34%) li conosce. Tra gli accorgimenti applicati, quelli di gestire l’azienda ispirandosi a buone pratiche e principi etici (73%) e quelli di introdurre misure per il miglioramento del benessere e della qualità del lavoro dei dipendenti (48%).Per attuare il cambiamento è necessario essere preparati a esso e dunque è compito delle aziende disporre di tutte le competenze utili per realizzare la trasformazione 4.0, aspetto considerato centrale per il 52% delle imprese. In questo senso la metà degli intervistati (49%) ha risposto di aver già formato il personale e di prevedere corsi di aggiornamento. Circa un’impresa su dieci (11%) ha preferito invece rivolgersi al mercato assumendo lavoratori già formati e un altro 17% intende farlo. La formazione resta il fattore fondamentale per poter rimanere competitivi sul mercato e il ruolo di Università e di Istituti Tecnici Superiori (ITS) si fa determinante: il 48% delle imprese già collabora con figure di questo tipo. L’accento sulla formazione e sui momenti di avvicinamento dei giovani alle imprese fa parte della missione di MECSPE, è ormai consolidato infatti che maggiori competenze in azienda incidono direttamente sull’incremento di fatturato.I numeri della prossima edizione di MECSPE aggiornati al 17 novembre 202192.000 mq di superficie espositiva, oltre 2.024 aziende presenti, 2.000 mq del Cuore Mostra Fabbrica Senza Limiti, 46 iniziative speciali e convegni. Visitatori professionali attesi in sicurezza 50.000. Per informazioni, http://www.mecspe.com

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Senza defiscalizzazione energetica, il buio economico 2020 rischia di minare la ripresa 2021

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2021

Dai dati sui conti economici 2020 che l’Istat ha diffuso oggi si ha un quadro preoccupante, pur se scontato, visto che stiamo parlando di uno degli anni più terribili degli ultimi periodi, l’anno della comparsa della pandemia e dei lockdown più rigidi. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici ha registrato -2,9% in valore e -2,6% in potere d’acquisto. Il calo dei consumi privati (-11,0%), ha generato una crescita della propensione al risparmio al 15,6% dall’8,0% del 2019.E’ probabile che i dati dei primi mesi 2021 (meno lockdown) saranno migliori: produzioni e consumi sofferenti nel 2020 hanno ripreso vigore.Una ripresa, però, su cui grava negativamente proprio quanto in questo periodo: l’aumento dei prezzi dei prodotti energetici, sì consistente (40% luce, 31% gas, benzina ai massimi rispetto al 2014: 1,670 al litro) da vanificare la “ripresina” 2021. Il Governo ha per ora intenzioni tampone (molto poco influenti) solo per luce e gas, mentre per la benzina… accetta la fatalità. Considerato che i prodotti energetici sono base delle economie domestiche ed industriali, si profila il peggio. Si assottiglieranno i risparmi accumulati dalle famiglie nel 2020 e – a caduta – si minimizzerà la propensione al risparmio: il “grasso” accumulato nel 2020 utilizzato per la nuova “magra” 2021/2022. Governo e Parlamento hanno chiara questa situazione. Ma – purtroppo – queste istituzioni danno priorità alla tenuta della maggioranza, in cui c’è tutto e il contrario. E tralascia provvedimenti che – cosiddetti impopolari quanto necessari – defiscalizzando i prodotti energetici slancino consumi e produzione. Si tratterebbe di rovesciare l’attuale politica: da priorità assistenziali/tampone a priorità di stimolo, con consumatori e produttori attori principali. Primo Mastrantoni, Aduc

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Il mercato del lavoro è in forte ripresa

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2021

E le offerte di lavoro gestite da Randstad, primo operatore mondiale nei servizi per le risorse umane, nel trimestre giugno-agosto sono cresciute del 45% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, del 58% rispetto al 2019. L’IT è il settore con più opportunità – soprattutto per web developer, back end developer, cloud specialist, mobile developer e security specialist – insieme all’edilizia e ai trasporti, ma è forte anche la richiesta di magazzinieri, operai metalmeccanici, commerciali, amministrativi, addetti marketing e specialisti delle risorse umane. Per aiutare le imprese a sostenere la ripresa del mercato del lavoro e facilitare l’incontro fra domanda e offerta di opportunità professionali, Randstad organizza un recruiting day in oltre 200 città sull’intero territorio nazionale. L’appuntamento è martedì 28 settembre, dalle 09.00 alle 17.30: Randstad accoglierà i candidati in cerca di un impiego all’interno delle sue filiali, dove potranno sostenere un colloquio con un recruiter esperto e ricevere una valutazione dei propri punti di forza e di debolezza, valutare e candidarsi alle offerte di lavoro in linea con il proprio profilo e apprendere come prepararsi e affrontare un colloquio in azienda. “Le offerte di lavoro gestite dalle nostre filiali sono cresciute non soltanto rispetto allo scorso anno, ma anche nel confronto col 2019, prima che scoppiasse l’emergenza – commenta Elena Parpaiola, Amministratore Delegato Randstad Italia Spa -. È il segnale che il mercato del lavoro è in ripresa e presenta molte opportunità interessanti in tutte le zone del paese e in diversi settori. Il nostro impegno è sostenerne la crescita facilitando l’incontro fra domanda e offerta di lavoro in tutti quei territori dove ci sono aziende che vorrebbero assumere ma non trovano il personale di cui hanno bisogno e candidati che cercano occasioni per entrare o ricollocarsi nel mercato”. Per partecipare al recruiting day è necessario prenotare il proprio colloquio via mail o chiamando la filiale della località più vicina che aderisce all’iniziativa. Il colloquio si svolgerà nel rispetto della normativa sanitaria vigente e al momento non è previsto obbligo di Green Pass, i posti sono limitati alla massima disponibilità dei recruiter. A questo link la ricerca delle filiali aderenti tramite codice postale: https://bit.ly/recruitingday28settembre2021

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Scuola: Il Ministero stanzia 350 milioni per la ripresa delle lezioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2021

In vista dell’avvio del nuovo anno scolastico, le nostre scuole pubbliche si apprestano a ricevere migliaia di euro, anche oltre 100mila, a seconda delle dimensioni, della complessità e del numero di alunni iscritti. Si tratta di risorse, spiega il ministero, che i dirigenti scolastici potranno utilizzare per l’acquisto di dispositivi di protezione e di materiale per l’igiene individuale o degli ambienti, ma anche per interventi a favore della didattica per le studentesse e gli studenti con disabilità, disturbi specifici di apprendimento e altri bisogni educativi speciali, per potenziare gli strumenti digitali, per favorire l’inclusione e contrastare la dispersione scolastica attraverso il potenziamento dell’offerta formativa.L’assegnazione dei fondi avverrà nei prossimi giorni insieme all’invio di una apposita nota che il Ministero dell’Istruzione fornirà alle scuole con le istruzioni operative per l’utilizzo delle risorse. Nel frattempo, con il decreto firmato, ora al vaglio degli organi di controllo, viene resa nota la somma a disposizione di ciascuna scuola. Sarà previsto un supporto attraverso l’help desk per l’emergenza.I fondi si potranno utilizzare anche per adattare gli spazi interni ed esterni degli istituti per garantire lo svolgimento delle lezioni in sicurezza o per l’acquisto di servizi professionali, di formazione e di assistenza tecnica per la sicurezza sui luoghi di lavoro, per l’assistenza medico-sanitaria e psicologica. Inoltre, si potranno acquistare strumenti per l’aerazione e quanto ritenuto utile per migliorare le condizioni di sicurezza all’interno degli Istituti.Il sindacato rappresentativo Anief reputa questi investimenti solo un “antipasto” di quelli utili per il ritorno in classe in presenza ed in sicurezza. La condizione preliminare perché ciò avvenga rimane infatti quella di aumentare le metrature scolastiche, dimezzare il numero degli alunni, con classi al massimo con 15 iscritti, e tornare ai parametri degli organici del 2008, poiché con il dimensionamento sono stati tagliate 200mila cattedre e 50mila unità di personale Ata.

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Castelli: Ripresa economica e green-pass

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

“I dati della ripresa, sia sui consumi che sul Pmi, sono buoni. Non è un motivo per festeggiare ma per continuare ad agire come abbiamo fatto, quindi con risorse concrete che riportano la produzione italiana al centro”. Lo ha detto, intervenendo a SKY Tg24 Economia, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.“Penso ai dati delle esportazioni – ha proseguito – che sono tra i più positivi degli ultimi anni e che hanno prospettive di crescita. Unire le forze è stato necessario e positivo, visti i dati, e i prossimi mesi saranno dedicati alla costruzione di una manovra finanziaria che guarderà chiaramente in questa prospettiva. Dovremo mettere a terra ulteriori misure, anche in termini di politica industriale, per sostenere il nostro settore produttivo”. E rispondendo ad una domanda del conduttore, sul Green Pass, ha aggiunto: “Ci permette di tenere aperte le attività e di non immaginare più nessuno lockdown. Non vogliamo più vivere ciò che abbiamo vissuto. Abbiamo un sistema economico che ha sofferto moltissimo e che non potrebbe sopravvivere ancora con ulteriori cadute come quelle che abbiamo vissuto. Questa è sicuramente una misura che ci permette di guardare avanti e di poter spingere su quei settori che hanno ancora bisogno di sostegno. Questo faremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”.

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Il grande potenziale per la ripresa del lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2021

L’Italia ha almeno 4 milioni di occupati in meno rispetto alla media europea, un enorme spreco di capitale umano da cui potrebbe attingere: ben 26 milioni di lavoratori “inattivi”, di cui il 60% donne (4 su 10 concentrati nel Sud e nelle Isole), oltre 5 milioni di giovani. Complessivamente (considerando anche i pensionati), non lavora e non è in cerca di occupazione quasi metà della popolazione, un’anomalia tutta italiana che ci pone ai primi posti in Europa, aggravata nell’anno del Covid19, perché nel 2020 l’inattività nella fascia 15-64 anni è cresciuta del 3%. Un “arcipelago” molto diversificato, che va da giovani impegnati negli studi ad anziani che percepiscono la pensione (statisticamente inattivi, ma con un giustificato motivo), passando da Neet, giovani che non studiano e non lavorano, casalinghe alle quali mancano servizi di supporto per affacciarsi al mercato del lavoro, ex lavoratori, possessori di un sussidio che le politiche attive non hanno intercettato. Vere e proprie “isole”, una diversa dall’altra, perché l’inattività comporta un certo grado di separazione delle comunità sociali.Alcuni italiani sono inattivi per scelta, perché hanno deciso di dedicarsi allo studio, ad un periodo “sabbatico”, alla gestione della famiglia, perché il lavoro e la retribuzione offerta non sono considerati accettabili o perché possono vivere con una pensione o un sussidio. Altri per forza, vittime di eventi traumatici o scoraggiati dall’attesa di una transizione, dallo studio o dalla disoccupazione, al lavoro. Nello specifico, l’arcipelago degli inattivi è costituito da 5,2 milioni di giovani tra i 15 e i 29 anni, 3,6 milioni di uomini 30-69 anni, 7,1 milioni di donne 30-69 anni e 9,9 milioni di over 70. È la fotografia di “Ripartiamo da 26 milioni di inattivi”, il nuovo rapporto di Randstad Research, il centro di ricerca sul lavoro promosso da Randstad, che ha analizzato questa anomalia italiana per esplorarne il futuro possibile.La geografia degli inattivi. Considerando la popolazione oltre i 15 anni, sono 26 milioni gli inattivi in Italia a fine 2019 (scelto come periodo di riferimento dell’analisi per non scontrarsi con gli effetti della pandemia). Di questi, quasi il 40% è concentrato nel Sud e nelle Isole (10,2 milioni), il 24,5% nel Nord ovest, il 19% nel Centro e il 17,3% nel Nord est. Se metà della popolazione italiana è inattiva, impressiona il dato del meridione dove la quota raggiunge ben il 58% della popolazione. Analizzando l’età degli inattivi, la quota maggiore di 11 milioni di persone si trova nella classe di età centrale dei 30-69 anni, composta soprattutto da lavoratori “scoraggiati”; 10 milioni sono over 70 pensionati; i rimanenti 5,3 milioni appartengono alla classe dei più giovani. In Italia le donne sono il 60% degli inattivi. Una netta maggioranza comune in tutta Italia, senza particolari differenze regionali. Nel confronto internazionale, il problema dell’inattività grava in maniera speciale sull’Italia: nell’Europa a 28 siamo il terzo paese (dopo Turchia e Montenegro) per percentuale di inattivi sulla popolazione tra i 15 e i 64 anni, 8,4 punti percentuali più della media europea (25,8%). Ancora più impressionante il dato sulla popolazione femminile: con il 43,2% di donne inattive sulla popolazione 15-64 anni, siamo 12 punti in più rispetto alla media Eurostat (terzi dopo Turchia e Macedonia).

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“L’economia italiana è in ripresa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2021

Ora dipende tutto da noi. Dobbiamo evitare di frenare questo trend positivo, per questo il Green Pass va visto come un’opportunità per uscire dalla crisi sanitaria ed economica. Le misure emergenziali che abbiamo messo in campo si stanno dimostrando efficaci ed i dati di queste settimane ci evidenziano come servizi e consumi stiano spingendo la ripartenza. Sale il PMI, migliorano gli investimenti, la fiducia delle famiglie è oltre i livelli pre-crisi. L’industria continua ad avere un percorso di crescita stabile. Aumentano anche gli occupati a tempo determinato, da marzo nel manifatturiero e da maggio nei servizi, superando i livelli pre-pandemia. Nei prossimi giorni arriveranno i primi fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e questo vuol dire che entreremo sempre di più nel vivo della realizzazione dei progetti. Dalla capacità di cambiare quei meccanismi che, come Paese, non siamo mai riusciti a modificare e dalla sinergia che riusciremo a mettere in campo con tutti gli enti attuatori dipenderà moltissimo. Ma abbiamo tutte le carte in regola per fare bene anche, perché stiamo realizzando la più grande riforma di sempre: finanziamo sostenibile. Lasciamo, finalmente, da parte misure spot e perseguiamo un disegno ben preciso con degli obiettivi da raggiungere. È il momento di guardare avanti, con ottimismo, e con la consapevolezza che dal comportamento di ciascuno di noi dipende il futuro di tutti. Forza!“. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, sui social.

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Turismo e ripresa

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2021

“Le ultime prospettive di restrizione e i crescenti allarmismi per i contagi ci lasciano forte preoccupazione. Limitare oggi, seppur parzialmente, il settore turistico e il comparto delle attività connesse sarebbe drammatico per migliaia di imprenditori. Se diffondiamo un nuovo sentimento di paura, rischiamo di innescare catene di disdette. Non si può però demolire, dopo un anno e mezzo di profonda crisi, la ripresa del settore. La salute delle persone resta naturalmente la priorità e per questo è giusto continuare il più rapidamente possibile nelle vaccinazioni. Tuttavia, non ci possiamo permettere di creare sfiducia. Dobbiamo entrare nella fase di convivenza con il virus e realizzare situazioni di equilibrio che consentano alle imprese di lavorare, senza il rischio di nuovi fallimenti e disoccupazione. Mettiamo al centro il parametro dei ricoveri e dei decessi e, considerando che la maggior parte della popolazione è immunizzata e protetta, solo in secondo piano il dato dei contagi”. Così Stefano Bettanin, presidente Property Managers Italia, associazione nazionale di categoria del turismo residenziale. “All’interno della nostra categoria sono state adottate da tempo importanti misure di sanificazione e sono state ridotte al minimo le occasioni di contatto con i clienti. Pur tra ovvi timori – aggiunge Bettanin – il settore sta provando a ripartire grazie al turismo nazionale, soprattutto nelle località di mare. Tuttavia siamo distanti dagli standard del passato data l’assenza dei viaggiatori stranieri. Le perdite rimangono marcate. Anche il Green Pass è uno strumento prezioso che certifica la limitazione del contagio e dobbiamo riuscire a sfruttarlo con raziocinio, a vantaggio della salute e al tempo stesso dell’economia”.

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Previsioni economiche di estate 2021: Le riaperture stimolano la ripresa

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2021

Si prevede una ripresa dell’economia europea più rapida di quanto atteso in precedenza, poiché l’attività nel primo trimestre dell’anno ha superato le aspettative e il miglioramento della situazione sanitaria ha determinato un allentamento più rapido delle restrizioni per il controllo della pandemia nel secondo trimestre. Secondo le previsioni economiche intermedie di estate 2021, l’economia dell’UE e della zona euro dovrebbe crescere del 4,8 % quest’anno e del 4,5 % nel 2022. Rispetto alle previsioni di primavera precedenti, il tasso di crescita per il 2021 è significativamente più elevato nell’UE (+ 0,6 punti percentuali) e nella zona euro (+ 0,5 % punti percentuali), mentre per il 2022 è leggermente più elevato in entrambe le aree (+ 0,1 punti percentuali). Si prevede che il PIL reale tornerà al livello precedente alla crisi nell’ultimo trimestre del 2021 sia nell’UE che nella zona euro. Per la zona euro, si tratta di un trimestre prima di quanto indicato nelle previsioni di primavera.La crescita dovrebbe rafforzarsi a causa di diversi fattori. In primo luogo, l’attività nel primo trimestre dell’anno ha superato le aspettative. In secondo luogo, un’efficace strategia di contenimento del virus e il progresso delle vaccinazioni hanno portato a un calo del numero di nuove infezioni e ricoveri ospedalieri, che a sua volta ha consentito agli Stati membri dell’UE di riaprire le loro economie nel trimestre successivo. Questa riapertura ha avvantaggiato in particolare le imprese del settore dei servizi. I risultati dell’indagine Upbeat presso i consumatori e le imprese, nonché la mobilità in base al tracciamento dei dati, suggeriscono che è già in atto una forte ripresa dei consumi privati. Inoltre vi sono prove di un rilancio dell’attività turistica all’interno dell’UE, che dovrebbe beneficiare ulteriormente dell’entrata in vigore del nuovo certificato COVID digitale dell’UE a partire dal 1º luglio. Nel loro insieme, questi fattori dovrebbero superare l’impatto negativo della carenza temporanea di fattori di produzione e dell’aumento dei costi che colpiscono alcune parti del settore manifatturiero.Anche le previsioni per l’inflazione di quest’anno e del prossimo sono state riviste al rialzo. L’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, le strozzature della produzione dovute a limiti di capacità e alla carenza di alcune componenti di input e materie prime, nonché la forte domanda sia all’interno che all’esterno, dovrebbero esercitare pressioni al rialzo sui prezzi al consumo quest’anno. Nel 2022 tali pressioni dovrebbero gradualmente attenuarsi man mano che verranno superati i limiti di produzione e vi sarà convergenza tra offerta e domanda. Ne consegue che l’inflazione nell’UE viene ora data in media al 2,2 % per quest’anno (+ 0,3 punti percentuali rispetto alle previsioni di primavera) e all’1,6 % per il 2022 (+ 0,1 punti percentuali). Per la zona euro i valori corrispondenti sono dell’1,9 % nel 2021 (+ 0,2 punti percentuali) e dell’1,4 % nel 2022 (+ 0,1 punti percentuali). L’incertezza e i rischi che circondano le prospettive di crescita sono elevati, ma rimangono nel complesso equilibrati.I rischi posti dall’emergenza e dalla diffusione di varianti del virus COVID-19 sottolineano l’importanza di accelerare ulteriormente le campagne di vaccinazione. I rischi economici sono connessi in particolare alla reazione delle famiglie e delle imprese ai cambiamenti delle restrizioni.L’inflazione potrebbe risultare più elevata del previsto, se i limiti nell’offerta sono più persistenti e le pressioni sui prezzi si ripercuotono maggiormente sui prezzi al consumo.

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L’Intelligenza Artificiale a supporto della ripresa

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2021

L’Intelligenza Artificiale (IA) è uno degli strumenti abilitatori della trasformazione digitale del Paese insieme a Cloud, Cybersecurity, Blockchain e IoT che hanno trainato il mercato digitale durante la pandemia e che incideranno sull’evoluzione della società nei prossimi anni. Mentre Usa e Cina stanno investendo massivamente nel campo delle nuove tecnologie digitali per conquistare l’egemonia economica, l’Unione Europea, seppur in ritardo, si sta attivando attraverso l’adozione di misure per la crescita del settore, sia in termini di competenze, sia in termini di applicazione con una specifica attenzione agli aspetti etici, sociali e regolatori, come dimostrano il White Paper pubblicato nel 2020 e la proposta di regolamento pubblicata lo scorso 21 aprile. Molti stati membri stanno anche definendo un proprio piano organico per infondere fiducia e far crescere le competenze dirette e indirette in IA e stimolarne l’utilizzo.Nel panorama globale, l’Italia si colloca indietro rispetto ai grandi competitor ma anche nei confronti di alcuni paesi Europei di simili dimensioni, sia in termini di investimenti pubblici sia in termini di utilizzo nel settore privato. L’Intelligenza Artificiale è un fattore abilitante chiave per la ripresa economica e, grazie al suo sterminato potenziale applicativo, può essere determinante anche per migliorare l’efficienza della Pubblica Amministrazione e in generale la vita dei cittadini.In questo contesto, il White Paper “Promuovere lo sviluppo e l’adozione dell’Intelligenza Artificiale a supporto della ripresa” predisposto dal Tavolo di lavoro Anitec-Assinform “Intelligenza Artificiale” presentato oggi nel corso dell’evento “L’Intelligenza Artificiale motore della ripresa: una call to action per l’Italia” promosso dall’Associazione, vuole contribuire a individuare possibili interventi per la diffusione dell’Intelligenza Artificiale nell’Italia post-pandemica. Il documento evidenzia come lo sfruttamento della crescente mole di dati prodotti da imprese, amministrazioni e cittadini non possa prescindere dall’IA che potrà migliorare l’efficienza, la qualità delle relazioni tra imprese, cittadini/consumatori e PA, la tipologia di servizi e prodotti in un’ottica di migliore fruibilità.Il White Paper si rivolge a istituzioni e imprese, presentando esempi applicativi in settori chiave (manifattura, salute, Pubblica Amministrazione per citarne alcuni) e proposte per i policy-maker. Un solido piano di formazione, una vision di investimento permanente, politiche di incentivi e una strategia per il trasferimento tecnologico tra università e impresa, sono le strade maestre individuate per consentire all’Italia di sfruttare al meglio le possibilità offerte dall’IA.Inoltre, Il White Paper rileva, anche, con l’esemplificazione di use case, che l’IA va intesa come leva che si affianca alle risorse umane e non come forza in contrapposizione all’elemento umano. Per questo, sottolineiamo l’importanza di un piano di formazione rapido, efficace e continuo che da un lato prepari le future generazioni (promozione aree STEM, dall’ITS all’Università) e dall’altro riqualifichi la forza lavoro attuale.Il documento si compone di diversi focus specifici relativi al monitoraggio delle tecnologie esistenti, un’analisi del mercato e del contesto internazionale, con una breve panoramica per rappresentare quanto si stia facendo in USA, Cina e Giappone. Si è voluto offrire un approfondimento dei settori sanità e pharma, che più di ogni altro hanno una base di dati enorme che si presta a essere trattata, e sfruttata, attraverso sistemi di intelligenza artificiale e un’analisi sulla formazione, in cui è evidenziato che l’efficacia e la correttezza delle soluzioni basate sull’IA da applicare all’interno delle industrie e dei prodotti si basano, oltre che sulle infrastrutture di calcolo e sui dati a disposizione, sulle competenze delle persone che costruiscono e allenano gli algoritmi utilizzati.Il gruppo di lavoro di Anitec-Assinform continuerà a far evolvere il White Paper ampliando i case study di utilizzo, in sintonia con i lavori sui data spaces di Gaia-X e monitorando le evoluzioni tecnologiche in modo da continuare ad essere un punto di riferimento per l’impresa italiana in questo settore in forte evoluzione.

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La Rimbamband torna sul palco per una ripresa all’insegna della risata

Posted by fidest press agency su martedì, 15 giugno 2021

Bari. Giovedì 17 giugno alle 21, all’anfiteatro Arena della Pace di Bari, Via Natale Loiacono, 20 l’associazione culturale Echo Events e l’agenzia I viaggi di Salomone proporranno lo spettacolo “The veri veri best of” della Rimbamband, gruppo musicale composto da Raffaello Tullo in voce e alle percussioni, Renato Ciardo alla batteria, Nicolò Pantaleo alla tromba, Francesco Pagliarulo al pianoforte e Vittorio Bruno al contrabbasso. “Non vediamo l’ora di tornare sul palco – ha commentato Renato Ciardo – ci è mancato molto regalare sorrisi. Noi durante il lockdown abbiamo incrementato la nostra voglia di fare spettacolo con video pubblicati sulla nostra pagina Facebook e ora siamo desiderosi e felici di esibirci dal vivo”. Questo evento che riporta la Rimbamband su un palcoscenico, di fronte ad un pubblico presente in sala, è stato possibile grazie all’impegno e alla volontà della Echo Events e dell’agenzia I viaggi di Salomone, che hanno scelto di proporre uno spettacolo simile nonostante la riduzione dei posti a sedere per via dell’emergenza sanitaria ancora in atto. Nell’anfiteatro Arena della Pace, infatti, la visione dello spettacolo sarà possibile a soli 294 posti a fronte della capienza regolamentare che è di 700 spettatori circa. Tullo e soci porteranno in scena uno show che sarà formato da alcuni dei più simpatici sketch dei 4 spettacoli realizzati dal gruppo nei loro 15 anni di attività, con un filo logico. “Noi siamo cinque e ognuno di noi ha la propria personalità. Siamo cinque rimbambiti, ognuno con la sua particolarità. Mettiamo le nostre caratteristiche a servizio della risata e in questo momento più che mai non vediamo l’ora di vedere il sorriso sui volti del nostro pubblico”. Insieme dal 2006 i componenti di questo divertente gruppo mixano tutti i linguaggi possibili dell’arte e dello spettacolo, dalla musica al mimo, passando per la clowneria, il tip tap, il teatro di figura, il rumorismo, la fantasia teatrale e le parodie, con ritmo serrato ed energia travolgente. Grazie a queste qualità la Rimbamband ha avuto ben presto la possibilità di esibirsi in palcoscenici importanti e ha ottenuto notevole visibilità a livello nazionale. Importante è stata la collaborazione con Maurizio Costanzo in varie situazioni tra cui il programma televisivo “Stella”, in onda su Sky Vivo nel 2007, nel “Maurizio Costanzo Show”, registrato al teatro Morgana di Roma, ex Brancaccio, in onda sulle reti Mediaset e nello spettacolo teatrale “ Il poeta straniero, ovvero straniero Ugo poeta”.

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Piani nazionali di ripresa: opportunità storica per crescita a lungo termine

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

Straburgo. Il Parlamento insiste sul fatto che i piani nazionali di ripresa devono soddisfare pienamente gli obiettivi concordati per una crescita equa e verde e la trasformazione digitale.La risoluzione sulla valutazione in corso dei piani nazionali di ripresa e resilienza (PNRR) presentati finora dai Paesi dell’UE alla Commissione è stata adottata giovedì con 514 voti favorevoli, 163 contrari e 9 astensioni.I deputati sottolineano che il Dispositivo per la ripresa e la resilienza (componente principale del Recovery Plan) è uno strumento storico dell’UE che non deve solo mitigare gli effetti negativi della pandemia COVID-19, ma deve anche avere un impatto duraturo sulla prosperità e contribuire a distribuire equamente la crescita. Chiedono alla Commissione di approvare solo i piani che soddisfano pienamente gli obiettivi e i traguardi concordati nel regolamento e di non piegarsi a nessuna pressione politica.I deputati chiedono che la Commissione valuti attentamente e garantisca che ciascuno dei PNRR contribuisca efficacemente alle sei aree politiche concordate: la transizione verde, la trasformazione digitale, la competitività, la coesione sociale, la parità di genere, la reazione e la preparazione alle crisi, e la prossima generazione, compresa l’istruzione e le competenze.I piani devono dedicare almeno il 37% del loro bilancio alla protezione del clima, compresa la biodiversità. Inoltre, i deputati sottolineano che il principio del “non arrecare un danno significativo” è uno strumento cruciale per sostenere la transizione verde.I deputati sottolineano anche che il bilancio dedicato alle azioni digitali (20%) deve contribuire alla transizione digitale, comprese le questioni di sicurezza, gli interessi strategici dell’UE e le infrastrutture digitali.Al fine di garantire il miglior impatto possibile, i fondi devono essere equamente distribuiti tra i settori, le società e tener conto delle generazioni future, sottolineano i deputati.Il PE invita la Commissione a scoraggiare la pratica del riconfezionamento di progetti privi di reale valore aggiunto, in particolare per le regioni in ritardo di sviluppo, e insiste che tutte le riforme e gli investimenti devono essere legati a obiettivi e costi che siano rilevanti, chiari, dettagliati e adeguatamente monitorati con l’aiuto di indicatori comuni. Tali misure dovrebbero anche aiutare a prevenire e rilevare la corruzione, la frode e i conflitti di interesse quando i fondi vengono utilizzati.I deputati sottolineano l’importanza del regolamento sulla condizionalità dello stato di diritto, che si applica anche ai fondi del Recovery, e che nessun progetto può andare contro i valori dell’UE. Infine, chiedono che la società civile, le parti sociali e le autorità locali e regionali siano consultate nell’attuazione e nel monitoraggio dei piani per coinvolgere meglio i beneficiari e rendere i piani trasparenti.

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