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Posts Tagged ‘ripresa’

Scuola: Ripresa delle lezioni, il Ministero pubblica un vademecum con le indicazioni ufficiali anti Covid

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2022

Scuola: Ripresa delle lezioni, il Ministero pubblica un vademecum con le indicazioni ufficiali anti Covid

A pochissimi giorni dal nuovo anno scolastico, arriva dal Ministero dell’Istruzione un vademecum illustrativo con le Note tecniche sulle indicazioni finalizzate a mitigare gli effetti delle infezioni da Sars-CoV-2 in ambito scolastico, nei servizi educativi e nelle scuole dell’infanzia, per l’anno scolastico 2022 -2023: il documento è riassuntivo delle indicazioni già trasmesse alle istituzioni scolastiche dallo stesso Ministero, a partire dalla Nota 1998 del 19 agosto a firma del Capo Dipartimento Versari, e delle Note tecniche pubblicate sul sito istituzionale dell’Istituto Superiore della Sanità. Sono tutte confermate le indicazioni preannunciate dal sindacato Udir e l’esigenza di realizzare un modello organizzativo in ogni istituto scolastico: è possibile chiedere il protocollo direttamente al sindacato. Tra le disposizioni contenute nel vademecum risultano il mancato ricorso alla Didattica digitale integrata anche per gli alunni positivi al Covid, venendo meno dal 31 agosto 2022 “la normativa speciale per il contesto scolastico”. Tra coloro che risulteranno positivi al Covid è invece confermata la “misura dell’isolamento” e per il rientro a scuola è necessario il test antigenico rapido o molecolare con esito negativo, anche in centri privati. Vi sarà la possibilità di indossare la mascherina per gli alunni e il personale “fragile”, ma anche per coloro che avranno raffreddore e per tutto “il personale che ha la volontà di proteggersi con un DPI”. Inoltre, “nell’eventualità di specifiche esigenze di sanità pubblica sono previste le ulteriori misure, che potrebbero essere implementate, singole o associate, su disposizione delle autorità sanitarie per il contenimento della circolazione virale e la protezione dei lavoratori, della popolazione scolastica e delle relative famiglie qualora le condizioni epidemiologiche peggiorino”

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I tre fattori che dettano la ripresa immobiliare cinese

Posted by fidest press agency su sabato, 30 luglio 2022

A cura di Som Bhattacharya, Portfolio Manager, Emerging Markets, BlueBay. Il settore immobiliare cinese continua ad affrontare sfide e le prospettive rimangono incerte. Il recupero sembra essere determinato da tre fattori: viaggi, con la fine della politica zero-Covid, ripresa della fiducia, possibile grazie al sostegno fornito dal Governo, tempo, più a lungo i policymaker aspettano ad agire, peggiore sarà probabilmente la ripresa. A causa del persistente sentiment negativo del mercato, dell’ulteriore contrazione della liquidità e delle attuali politiche, i rendimenti da inizio anno rimangono negativi e le speranze di una ripresa sono state smorzate dalla recrudescenza della politica restrittiva zero-Covid in tutta la Cina continentale, come dimostra in particolare il prolungato lockdown di Shanghai. La pressione esercitata sull’economia ha ritardato la ripresa delle vendite residenziali, che rimangono significativamente in calo rispetto all’anno precedente, sebbene si registrino incoraggianti miglioramenti nelle imprese statali. Sebbene il settore abbia avuto una breve tregua dagli annunci delle riaperture a seguito delle restrizioni zero-Covid, i titoli recenti suggeriscono un aumento dei tassi di infezione e un conseguente inasprimento delle politiche di mobilità della popolazione. Oltre a questi fattori, che hanno contribuito alla debolezza della situazione, ci sono stati sviluppi idiosincratici, come la recente offerta di scambio della Groenlandia, che hanno ulteriormente incupito l’umore creando pressioni di vendita al ribasso.Se consideriamo il settore immobiliare cinese, abbiamo individuato tre principali categorie di emittenti. I potenziali sopravvissuti, aziende con bilanci solidi, di proprietà privata o statale, senza rischi di default, emittenti in difficoltà, scambiati a 8-15 centesimi e già ristrutturati o in procinto di esserlo, e, infine, emittenti privati che scambiano a livelli di stress ma non sono ancora in difficoltà.La stragrande maggioranza degli emittenti rientra in questa categoria, che riteniamo più rischiosa e non presenta una sufficiente differenziazione rispetto ai nomi a bassa liquidità. In generale, sottopesiamo queste aziende. La pressione sulla liquidità subita dai costruttori immobiliari è stata esacerbata dalle persistenti politiche restrittive anti-Covid e dalla mancanza di politiche macro di supporto. Manteniamo un atteggiamento cauto nei confronti dell’immobiliare cinese e continuiamo a monitorare il settore con estrema attenzione. Un allentamento delle politiche anti-Covid da parte del governo potrebbe rivelarsi un catalizzatore di opportunità potenzialmente interessanti, ma è improbabile che si assista a un cambiamento nel mix di politiche prima del ventesimo Congresso del Partito in autunno.

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Italia: La ripresa del turismo è pienamente confermata

Posted by fidest press agency su sabato, 30 luglio 2022

Dopo gli ultimi duri anni della pandemia e sembra che la maggior parte delle persone si sia lasciata alle spalle la paura del coronavirus, con una grande voglia di viaggiare e di godersi una meritata vacanza; secondo il potente motore di ricerca di voli e hotel http://www.jetcost.it, le ricerche di voli sono aumentate del 250%, mentre quelle di hotel sono aumentate del 330% nei primi sette mesi del 2022. Infatti, le ricerche per le vacanze di agosto 2022 sono già superiori del 30% di quelle dello stesso mese nel 2019. Inoltre, gli utenti passano il 50% di tempo in più nella ricerca di diverse soluzioni, budget e date alternative, per trovare l’offerta che meglio si adatta alle loro esigenze..Molti degli europei che hanno deciso di viaggiare ad agosto 2022 stanno scegliendo l’Italia. L’ottimo clima quasi sempre con il sole e le tante spiagge a disposizione, il patrimonio culturale, le tradizioni e le feste popolari, così come la ricchissima offerta enogastronomica, i buoni alberghi e le infrastrutture e i prezzi più bassi rispetto ad altri paesi, hanno portato il nostro Paese ad essere il secondo più ricercato su Jetcost per trascorrere queste vacanze, seguito dalla Spagna e preceduto solo dal Portogallo.Jetcost.it analizza regolarmente le ricerche effettuate attraverso il suo sito, in modo da ottenere dati molto affidabili visto che si tratta di ricerche reali e non di sondaggi. I dati che analizzano i risultati delle ricerche di voli per il mese di agosto 2022 indicano che moltissime persone hanno optato per Roma, è la città più richiesta dai viaggiatori francesi, spagnoli, olandesi e portoghesi, e la seconda dai tedeschi e britannici.

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Proposte del Cno per favorire la ripresa occupazionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2022

Misure per rilanciare l’economia, contrattazione collettiva, riforma delle politiche attive, formazione permanente e riqualificazione delle competenze sono alcune delle proposte avanzate dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro al termine della tredicesima edizione del Festival del Lavoro. La Categoria, partendo da un’analisi degli scenari occupazionali del semestre maggio-ottobre 2022, ha riassunto in un documento quali sono le leve che possono favorire la ripresa occupazionale ancora rallentata dall’elevato costo del lavoro, dall’incertezza del quadro internazionale ed economico e dalle difficoltà che le imprese stanno incontrando nel ricercare profili necessari. “Dobbiamo sostenere la contrattazione collettiva, in particolare quella decentrata di secondo livello che guarda al territorio, ha affermato la presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone. “Non c’è dubbio che a pagare il costo di un salario minimo per legge saranno gli imprenditori. Si tratta di circa 12 miliardi l’anno, con un aumento di circa il 20% del costo del lavoro, che farebbe scaturire l’aumento dei prezzi di beni e servizi al consumo. Un vortice negativo che andrebbe a vanificare l’obiettivo del salario minimo, cioè quello di adeguare le retribuzioni all’aumento del costo della vita”, ha concluso.

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La ripresa del turismo in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2022

E’ prevista per quest’anno, dopo i difficili anni passati in cui la pandemia aveva condizionato il settore, avrà un forte impatto anche in termini di crescita delle offerte di lavoro stagionali, in particolare per il settore Ho.Re.Ca., che ha in programma una massiccia campagna di assunzioni. Secondo le stime del sistema Excelsior di Unioncamere-ANPAL, infatti, tra aprile e giugno sono previsti 343.700 nuovi addetti per alberghi e ristoranti. Un dato destinato a crescere ancora durante i mesi estivi e che sta riportando all’interno del settore tanti professionisti che si erano reinventati in altri comparti a causa della pandemia.Secondo i risultati dell’indagine sulle prospettive occupazionali svolta da ManpowerGroup, in Italia nel prossimo trimestre, da luglio a settembre 2022, le aspettative di assunzione nel settore della ristorazione e dell’ospitalità sono del +11%.Infatti, l’Agenzia per il lavoro Manpower è attualmente alla ricerca di oltre 1000 professionisti tra chef, maître, camerieri e front office manager.Le figure più ricercate dal mondo dell’hotellerie spaziano dagli chef agli addetti alla reception, passando per sous chef, camerieri, chef de rang, capo partita e capo pasticceria. A tutti questi profili è richiesta esperienza in strutture a forte impatto turistico o di alto livello. Molto ricercati anche baristi e addetti alla caffetteria esperti e dotati di grande flessibilità oraria. Anche nel comparto della ristorazione si evidenziano molte occasioni: posizioni aperte per cuochi e addetti ai servizi mensa e addetti alla ristorazione commerciale nelle principali catene di fast food.Le aree dove si riscontriamo il maggior numero di ricerche attive di Manpower sono quelle a maggiore vocazione turistica come, ad esempio nel Nord della penisola, il Veneto, il Trentino-Alto Adige e l’Emilia-Romagna, oppure le isole come la Sardegna o ancora nel centro Italia il Lazio, con Roma che rimane una delle mete più visitate del Paese. Ma anche le città lombarde – da Milano a Brescia, da Bergamo a Como e Varese – e quelle piemontesi – Torino e tutte le zone limitrofe – risentono di un aumento di opportunità lavorative legato al periodo estivo e dovuto all’arrivo di numerosi turisti e al periodo che coincide con le vacanze di molti lavoratori.Nonostante i rientri previsti, il gap tra domanda e offerta rimane alto: secondo Excelsior la difficoltà di reperimento per l’Ho.Re.Ca è del 38,7%, vale a dire circa due offerte di lavoro su cinque vanno a vuoto. Un valore più alto rispetto alla media dei servizi (35,5%) e degli impiegati d’ufficio (28,3%).Tale difficoltà si lega anche alla carenza di profili con le adeguate competenze in ambito digitale. Il settore Ho.Re.Ca., infatti, ha reagito alla crisi innescata dalla pandemia garantendo, per quanto possibile, la continuità dei servizi, e allo stesso tempo innovando e digitalizzando i propri processi. Il comparto ha investito in sicurezza, formazione e tecnologia, introducendo piattaforme e progetti dedicati, come delivery e servizi digitali. Ciò, da una parte, ha aumentato le opportunità di impego del settore, attraverso l’ampliamento della gamma dei profili ricercati e della profondità delle loro skills, ma dall’altra questo ampliamento della domanda ha generato fenomeni di mismatch delle competenze difficili da colmare. Per questo le aziende del comparto dovranno attrezzarsi per offrire corsi di reskilling e upskilling sempre più necessari per integrare le figure richieste nei propri organici.«Reskilling e upskilling sono ormai fondamentali anche per lavorare nell’ospitalità e ristorazione, settori in cui Manpower offre opportunità lungo tutto l’anno» afferma Stefano Pregel, Vertical Leader Horeca in ManpowerGroup. «Il comparto durante il periodo della pandemia si è fortemente evoluto attraverso una trasformazione digitale che ha creato nuove figure e competenze. Tutto questo ha aumentato la richiesta di profili capaci di lavorare con le nuove tecnologie: a molte figure professionali sono sempre più richieste digital skill per la gestione di strumenti innovativi, ormai necessari per interagire con una clientela molto più evoluta dal punto di vista digitale».Le offerte stagionali rappresentano dunque un’occasione per rientrare nel settore Ho.Re.Ca., con la possibilità per chi volesse proseguire oltre il periodo stagionale estivo, di inserirsi in un percorso professionale che, nel caso di un costante sviluppo di competenze, fornisce occupabilità per un periodo duraturo. Per scoprire tutte le posizioni aperte di Manpower in ambito Hospitality visita il sito: https://www.manpower.it/azienda/horeca

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Polonia: in arrivo i fondi del piano di ripresa e resilienza

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

La Commissione europea darà il via libera al fondo polacco per la ripresa e resilienza nelle prossime due settimane.Varsavia e Bruxelles sono state bloccate in una lunga disputa sull’indipendenza della magistratura del Paese, che ha ritardato l’approvazione della quota della Polonia nel fondo di recupero pandemico, equivalente a 36 miliardi di euro in sovvenzioni e prestiti. L’UE ha stabilito tre condizioni per l’approvazione: smantellamento di una controversa sezione disciplinare per i giudici; riforma del regime disciplinare; ripristino dei giudici destituiti.In sintesi, le normative polacche sulla magistratura poneva questo ordinamento agli ordini del governo, il che viola le norme comunitarie sulla indipendenza della magistratura. Ora dopo l’accordo, si potranno trasferire i fondi comunitari alla Polonia.Primo Mastrantoni, http://www.aduc.it

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Covid, Ucraina e mercati: sarà una ripresa rapida?

Posted by fidest press agency su domenica, 3 aprile 2022

L’Etf dei mercati azionari europei SMEA (SMEA.MI) è tornato al di sopra dei livelli del 23 febbraio, alla vigilia dell’invasione russa dell’Ucraina. A questo proposito occorre fare subito due considerazioni: in primo luogo, la storia sembra sostenere l’acquisto di asset azionari durante le crisi geopolitiche, come ben documentato da un articolo di Barry Ritholtz del febbraio 2022, che mostra la performance dell’S&P500 in diversi momenti di crisi dalla prima metà del Novecento ad oggi. La storia sembra quindi destinata a ripetersi, anche se in modo forse meno evidente, quando si guarda all’attuale performance dell’Etf dei mercati azionari europei. Inoltre, nel giugno 2020, nel pieno della crisi pandemica, i mercati azionari sembravano convinti che i governi avrebbero fornito un notevole sostegno all’economia globale e che un vaccino efficace sarebbe stato trovato molto più velocemente che in passato, rivelandosi quindi piuttosto lungimiranti.Dunque la prospettiva di lungo termine sugli eventi geopolitici e l’esperienza più recente del Covid suggeriscono una ripresa rapida dei mercati azionari, ancora prima del miglioramento dei fondamentali. Non mancano, ovviamente, punti di vista alternativi che sostengono il fatto che i mercati non riflettano adeguatamente la situazione attuale: il conflitto in Ucraina si sta prolungando con un grande costo in termini di vite umane e sembra abbastanza probabile che, nonostante i negoziati, la crisi geopolitica non si risolverà a breve. Le premesse ora sono molto diverse: le Banche Centrali stanno “spingendo” verso politiche monetarie più restrittive e il presidente della Fed Jerome Powell ha sottolineato che l’economia statunitense è abbastanza forte da tollerare tassi di interesse più alti, mentre la Banca d’Inghilterra ha inviato un messaggio leggermente più conservativo (con un membro del MPC che ha votato per non apportare nessun cambiamento di politica monetaria). I mercati obbligazionari si aspettano altri sei (o più) rialzi dei tassi negli Stati Uniti nei prossimi dodici mesi e se questa previsione si dovesse rivelare corretta (cosa improbabile, a nostro parere), è facile immaginarsi che le aspettative di crescita negli Stati Uniti diminuiranno. L’inversione di tendenza delle azioni europee è stata rapida ed evidenzia ancora una volta come cercare di “cronometrare” i mercati sia un compito complesso. Dobbiamo, però, essere cauti nel lasciarci guidare dall’esperienza del Covid, rispetto a cui sono cambiati non solo il contesto di politica monetaria: alla luce della ripresa economica e degli attuali livelli di inflazione, le Banche Centrali non potranno prolungare la loro azione di supporto. Per il futuro non è dunque da escludere una maggiore volatilità, che rende consigliabile un posizionamento leggermente più conservativo rispetto agli ultimi diciotto mesi, con un’ampia gamma di esposizioni al rischio, anche se è bene ricordare che l’opzione più rischiosa resta senza dubbio quella di uscire del tutto dai propri investimenti. (abstract https://www.moneyfarm.com/it/)

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Previsioni di ripresa economica

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2022

Una nuova ricerca1 commissionata dal provider di ETP GraniteShares, la prima società a lanciare ETP a leva singola su singole azioni su Borsa Italiana, mostra come i maggiori trader in Italia si aspettino un boom dei volumi scambiati, contando su anno molto positivo per l’economia, che sostenga anche un aumento degli investimenti.Due trader intervistati su tre (il 65%) prevedono di effettuare un numero di operazioni nel 2022 superiore all’anno precedente, con un 21% che afferma che saranno molto superiori. Lo studio condotto ha evidenziato che oltre la metà dei trader (il 51%) ha dichiarato che i volumi di scambio cresceranno a fronte di aspettative positive sulla performance dell’economia italiana; il 39% prevede un aumento dei profitti e il 34% ritiene che le imprese italiane, rispetto allo scorso anno, siano sottostimate dal mercato, rappresentando dunque una buona opportunità di investimento. Il 29% infine ritiene che le azioni italiane vedranno crescere il loro valore quest’anno.Ai fattori che potrebbero trainare un aumento dei volumi di trading deve essere aggiunto l’attuale conflitto in Ucraina. Il 58% degli intervistati ha infatti dichiarato che le proprie operazioni sono aumentate dall’inizio di questa nuova crisi. Per il 29% la guerra in Ucraina porterà a una maggiore volatilità dei prezzi, creando così più opportunità di investimento. La ricerca di GraniteShares ha evidenziato anche che il trading in Italia è decollato con la crisi del Covid-19. L’82% di chi ha partecipato al sondaggio ha dichiarato di aver aumentato le sue attività o addirittura di avere iniziato a fare trading proprio a seguito del suo inizio.Will Rhind, fondatore e CEO di GraniteShate, ha dichiarato: “I trader italiani che investono almeno 1000 dollari al mese in azioni sono fiduciosi guardando al 2022 e, rispetto allo scorso anno, intendono aumentare i volumi di scambio. Parte di questa fiducia è da ricondurre all’ottimismo circa le performance dell’economia italiana, ma anche al fatto che i trader aumentano i loro introiti con l’aumento delle operazioni e che molte imprese italiane sono sottostimate, rappresentando una buona opportunità di investimento. Inoltre, c’è stato un aumento generale dell’interesse per il trading durante la pandemia e un cambiamento che ha portato i maggiori investitori ad adottare strategie che una volta erano prerogative degli istituzionali.” In generale, il trading azionario nel nostro Paese è cresciuto da quando è iniziata la pandemia di Covid-19 e lo studio di GraniteShares ha messo in mostra come il 43% dei trader si sia trovata a gestire maggiori investimenti da allora. Inoltre, si è registrata anche una forte domanda di report di analisti e di dati nelle imprese, con il 94% degli intervistati che ritiene siano importanti per approntare le proprie strategie di investimento. By Luca Maranesi

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Il comparto calzaturiero italiano in ripresa nel 2021

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2022

L’anno scorso infatti ha registrato un incremento del fatturato del +18,7% sul 2020 attestandosi a 12,7 miliardi di euro. Un valore però ancora inferiore all’epoca pre-covid (-11% rispetto al 2019). È la fotografia scattata dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici su un settore dove le griffe trainano l’export, con le aziende che viaggiano a velocità differente (solo una su tre ha recuperato i livelli ante pandemia) e su cui c’è l’ombra gettata dallo scenario geopolitico in continua evoluzione in Ucraina. I dati sono stati illustrati oggi, a Milano, nella conferenza stampa di presentazione della manifestazione internazionale Micam in programma dal 13 al 15 marzo 2022 a Fiera Miano Rho. Nel dettaglio, l’export ha raggiunto in valore (10,3 miliardi di euro a consuntivo) il secondo miglior risultato di sempre, anche al netto dell’inflazione. Bene, in particolare, le prime due destinazioni, ovvero Svizzera (+16,2% in valore sul 2020, nei primi 11 mesi) e Francia (+24%), tradizionalmente legate al terzismo; ma anche USA (+42%) e Cina (+37,5%) che ha già abbondantemente superato i livelli 2019. Tra i primi 20 mercati di sbocco, solo 3 hanno registrato nel 2021 un segno negativo: Regno Unito, Giappone e Corea del Sud (che ha così interrotto la forte e costante crescita degli anni precedenti). Infine si guarda con preoccupazione alla crisi russo Ucraina che inevitabilmente frenerà la ripresa appena descritta data l’importanza strategica dei due mercati per la calzatura italiana. Risale l’attivo del saldo commerciale (+22% da gennaio a novembre), atteso a poco meno di 5,2 miliardi nei 12 mesi. Sul fronte interno, invece, gli acquisti delle famiglie (pur in crescita del +15,6% in valore, con un +12,1% in volume) restano ancora al di sotto dell’11,1% rispetto alla situazione già largamente insoddisfacente di due anni addietro. L’analisi per merceologia evidenzia incrementi attorno al +16% in spesa sul 2020 per le calzature classiche per uomo e del +18% per quelle per donna; entrambe le voci, duramente colpite nel 2020 dal venir meno di molte occasioni d’uso, restano però al di sotto di circa il -20% rispetto al pre-crisi; +14% per le scarpe da bambino; +16,3% per le sportive e le sneakers (con un gap del -4% sul 2019). Aumento contenuto, infine, per la pantofoleria (+6%), ma sufficiente ad appianare il divario con la situazione pre-Covid (+0,3%), visto il diffuso utilizzo durante la permanenza forzata nelle case nel 2020 e quindi la minor flessione negli acquisti subìta. Permane inoltre in forte sofferenza lo shopping legato al turismo straniero, sempre molto penalizzato. Dal punto di vista occupazionale, nel 2021 si contano in Italia 3.981 calzaturifici attivi, con un saldo negativo di -171 unità rispetto a dicembre 2020. La forza lavoro settoriale è scesa a 70.586 addetti, -1.296 sul 2020 (-1,8%). Considerando anche i produttori di componentistica, i saldi precedenti salgono a -312 aziende e -2.067 addetti rispetto al 2020, tra industria e artigianato. Il numero di imprese attive cala in tutte le regioni. Con riferimento agli addetti, Campania e Puglia risultano le uniche in controtendenza (+95 e +148 unità). Nelle Marche e in Toscana le riduzioni più elevate in termini assoluti sia nelle imprese attive (-114 e -65 unità rispettivamente) che nel numero di addetti (-1.269 e -624). Infine, dopo il picco del 2020 raggiunto a seguito dell’interruzione delle attività lavorative durante il lockdown (83 milioni di ore), nel 2021 le autorizzazioni rilasciate da INPS per la filiera pelle sono scese a 68,2 milioni (-17,8%), restando però su livelli più di 8 volte superiori a quelli del 2019 (+722%), a testimonianza di uno scenario ancora decisamente complesso in cui l’aumento dei prezzi delle materie prime (che ha caratterizzato tutto il 2021) e quello dei costi energetici erodono i margini delle imprese, mettendo a rischio la ripartenza stessa del settore.

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L’energia è la vera emergenza che mina la ripresa

Posted by fidest press agency su domenica, 16 gennaio 2022

Oggi la vera emergenza che mina la ripresa economica italiana riguarda l’energia – ha dichiarato Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda, nel corso della Conferenza ‘Il mondo nel 2022: ritorno al futuro? Opportunità e rischi per le imprese’ promossa da ISPI, Assolombarda e SACE, svoltasi questa mattina.“Il prezzo dell’energia è in crescita rispetto al pre-Covid, con il gas naturale che registra il rincaro più impressionante: l’indice globale del gas naturale registra un aumento del +383% e, ancora più nel dettaglio, il prezzo del gas naturale europeo del +947%. L’Italia è uno tra i paesi dell’area euro che più rischia di essere penalizzato da questo shock energetico: secondo le simulazioni di Intesa Sanpaolo, nel 2022 la perdita di PIL dovrebbe raggiungere il mezzo punto percentuale, colpendo sia i consumi delle famiglie sia soprattutto gli investimenti delle imprese”.“La situazione è allarmante: le aziende sono strozzate dai prezzi al punto che si paventa il rischio di un arresto delle attività produttive in particolare per i settori più energivori come siderurgia, ceramiche, cartiere, vetrerie, e chimica. È quindi necessario intervenire con misure urgenti e, in questa direzione, come Sistema Confindustria abbiamo richiesto l’attivazione di una task force a Palazzo Chigi per affrontare l’emergenza e varare misure straordinarie”.“Francia e Germania stanno affrontando la questione con una strategia di politica industriale mirata. Il Governo italiano ha finora stanziato circa 8 miliardi di euro rivolgendosi principalmente alle famiglie in difficoltà. Serve fare di più. Serve una strategia di politica industriale che limiti gli effetti del caro energia nel breve, per esempio attraverso lo sfruttamento dei nostri giacimenti di gas per rilasciare al sistema industriale il gas a prezzi ragionevoli o attraverso interventi di agevolazione fiscale”.“E serve una visione di lungo periodo che affronti con efficacia la transizione energetica per raggiungere gli obiettivi del programma europeo “Fit for 55”, potenziare un mix eterogeneo di fonti e puntare all’indipendenza energetica” – ha concluso Alessandro Spada.

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“Sulla ripresa delle lezioni, il Governo non può continuare a tirare dritto”

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 gennaio 2022

Ci sono Regioni che hanno spostato il ritorno al 10 gennaio, già si contano sicure assenze di docenti e ATA per quarantena, ma anche per il personale sospeso per via dell’inutile imposizione del Green pass e del vaccino, poi ci sono i dati sui contagi Covid che parlano da soli: chi dice che la dad sarebbe il male della scuola sembra volere tenere la testa nella sabbia”. A sostenerlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, a ridosso dell’avvio della cabina di regia dell’emergenza e del Consiglio ministri da cui scaturiranno le nuove disposizioni sulle quarantene in caso di contagio a scuola.Il sindacalista fa notare che a fronte delle Regioni che “spingono per un rinvio delle lezioni per via del numero dei contagi”, dall’esecutivo del premier Draghi continuano ad arrivare prese di posizioni completamente in disaccordo con la realtà delle cose. Anche i partiti minori si allineano a questo modo di pensare. “Mai più Dad, tutti a scuola. Il rinvio delle aperture degli istituti scolastici, come sempre, è la strada più facile, ma è solo sulla pelle dei ragazzi”, ha detto Maurizio Lupi, presidente di Noi con l’Italia.“Comprendiamo che la scuola sia diventata argomento centrale nella politica del Paese, ma – replica Marcello Pacifico, leader dell’Anief – non si può continuare a trattarla con argomentazioni così generiche: a chi dice che la didattica a distanza non si può fare perché danneggerebbe gli alunni, ricordo che la dad è stata condotta egregiamente per lunghi tratti degli ultimi due anni scolastici. Dire tutti a scuola, sempre e comunque, è facile. Anche con classi affollate, spazi e personale ridotti. Perché non si dice anche, allora, che a formare gli alunni sono docenti e Ata pagati meno degli operai specializzati? Perché non si danno loro le indennità, ad iniziare da quella di rischio biologico, ma anche di sede e altre ancora, a seconda del profilo, che invece vengono assegnate da decenni ai lavoratori di altri comparti, ad iniziare dai medici del pronto soccorso? Basta con gli slogan, la scuola ha bisogno di fatti”.

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Ripresa economica sulla pelle dei consumatori e coi soliti furbi?

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2021

Tutti in crisi, pieni di debiti, stipendi “al palo”, commercianti chiusi da tempo e che ora, più o meno responsabilmente, hanno riaperto e i consumatori rifrequentano le loro botteghe. Ma a quale prezzo e con qual prospettiva? Facciamo alcuni casi fiorentini, città notoriamente non economica, ma che ha vissuto e vive al pari di altre tutta la realtà e le conseguenze del covid, con l’aggravante che essendo il turismo uno dei settori più colpiti, in una città che vive molto di turismo, la crisi dovrebbe essere peggiore. Divertimenti natalizi per eccellenza sono mercatini e attrazioni stagionali. A Firenze è stata installata una ruota panoramica alla Fortezza dove, per salirci, con pagamento possibile solo in contanti, occorrono 12 euro (DODICI)… e se si decide di fare uno spuntino nelle mangiatoie che accerchiano questa Ruota, occorre essere disinvolti e attenti, pena essere spennati. Stessa spennata nella mangiatoia di piazza Santa Croce dove, a parte alcuni venditori realmente nord-europei e con prezzi più o meno giusti, il resto è solo cibo+cibo+cibo a prezzi stellari e con qualità e igiene discutibile. Ma per non farsi mancare niente, in una pizzeria al taglio, zona piazza dei Ciompi, tavolini al sole decembrino, due pezzetti di pizza di 15×15 cm + mezzo litro di minerale… 24,30 euro… pizza col lievito madre… ma pizza (farina e acqua, senza particolari indicazioni su origine e qualità dei due elementi) e, tra l’altro, al forno elettrico e salviette di carta.Il solito lamento di chi non capisce e non dà valore al lavoro dei poveri bottegai che non hanno più neanche gli occhi per piangere? E i nostri occhi? Non dovevamo fare comunità per affrontare meglio la crisi e venirne tutti fuori? E’ tutto inutile e siamo degli inguaribili individualisti e profittatori? Può anche darsi, come è possibile anche il contrario. Ma crediamo giovi a tutti, bottegai inclusi, che se ne parli. COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC http://www.aduc.it

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L’industria manifatturiera accelera su digitalizzazione, sostenibilità e formazione per la ripresa del comparto

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

Digitalizzazione, sostenibilità e formazione sono i tre asset su cui il comparto manifatturiero deve puntare per la ripartenza, come emerge dai dati dell’ultimo Osservatorio MECSPE di Senaf sul II quadrimestre 2021. L’analisi, volta ad approfondire lo stato di salute dell’industria in Italia, è stata presentata in occasione della 19ᵃ edizione di MECSPE.Il processo di trasformazione digitale, che interessa già le aziende di grandi e piccole dimensioni, subirà un’ulteriore accelerata grazie ai fondi del PNRR. Molte aziende, anche se si ritengono ‘imprese sostenibili’, per le numerose azioni pratiche intraprese o in programmazione, spesso non possiedono un livello di conoscenza soddisfacente dei criteri ESG (Environment, Social, Governance). È necessario, inoltre, che le aziende dispongano di tutte le competenze e strumenti per realizzare la trasformazione 4.0, percorso già avviato dalla maggioranza di esse a seguito della pandemia. Di seguito i principali risultati emersi dall’Osservatorio MECSPE.Anche l’industria manifatturiera è coinvolta nel processo di trasformazione digitale, che interessa già le imprese di grandi e piccole dimensioni e che subirà un’accelerata grazie ai fondi del PNRR. La pandemia ha dato una grande spinta alla crescita digitale: oltre il 61% ritiene di avere adeguato le proprie tecnologie a seguito del Covid-19. In particolare si punta su sicurezza informatica, 5G, IoT e robotica collaborativa, anche se rimangono ancora in pochi (13%) a essere a conoscenza delle opportunità del PNRR nel dettaglio. Altro aspetto di rilievo è il ruolo di primo piano che proprio il PNRR affida ai Competence Center e ai Digital Innovation Hub, introdotti dal MISE nel 2018 nell’ambito del Piano Nazionale Industria 4.0, con lo stanziamento di 350 milioni per il 2021-2026, ma ancora poco sfruttati dalle imprese: solo il 4% ha collaborato con almeno una di queste realtà e sono ancora tante a non conoscerle affatto (21%). Come emerso dalla recente Cop26 di Glasgow, i cambiamenti climatici in atto nel nostro pianeta coinvolgono tutti, dalle grandi potenze fino ad arrivare ai singoli.Questa coscienza permea anche il nostro tessuto industriale, che certo ha margini di miglioramento, ma che già dimostra di avere a cuore queste tematiche. Ad oggi sono già tante (40%) le aziende a considerarsi sostenibili, grazie a numerose azioni pratiche già intraprese o in corso d’opera come l’uso di dispositivi a basso consumo energetico, l’acquisto di macchinari e/o impianti efficienti di nuova generazione e l’installazione di impianti di produzione d’energia elettrica e termica da fonti rinnovabili. Meno soddisfacente è invece il livello di conoscenza dei criteri ambientali, sociali e di governance che definiscono il nuovo comportamento virtuoso delle imprese (i criteri ESG). Questi rappresentano i parametri attraverso cui valutare l’impatto di un’attività imprenditoriale e saranno sempre più decisivi per poter attrarre investimenti e migliorare la reputazione dell’azienda. Eppure, solo un’azienda su tre (34%) li conosce. Tra gli accorgimenti applicati, quelli di gestire l’azienda ispirandosi a buone pratiche e principi etici (73%) e quelli di introdurre misure per il miglioramento del benessere e della qualità del lavoro dei dipendenti (48%).Per attuare il cambiamento è necessario essere preparati a esso e dunque è compito delle aziende disporre di tutte le competenze utili per realizzare la trasformazione 4.0, aspetto considerato centrale per il 52% delle imprese. In questo senso la metà degli intervistati (49%) ha risposto di aver già formato il personale e di prevedere corsi di aggiornamento. Circa un’impresa su dieci (11%) ha preferito invece rivolgersi al mercato assumendo lavoratori già formati e un altro 17% intende farlo. La formazione resta il fattore fondamentale per poter rimanere competitivi sul mercato e il ruolo di Università e di Istituti Tecnici Superiori (ITS) si fa determinante: il 48% delle imprese già collabora con figure di questo tipo. L’accento sulla formazione e sui momenti di avvicinamento dei giovani alle imprese fa parte della missione di MECSPE, è ormai consolidato infatti che maggiori competenze in azienda incidono direttamente sull’incremento di fatturato.I numeri della prossima edizione di MECSPE aggiornati al 17 novembre 202192.000 mq di superficie espositiva, oltre 2.024 aziende presenti, 2.000 mq del Cuore Mostra Fabbrica Senza Limiti, 46 iniziative speciali e convegni. Visitatori professionali attesi in sicurezza 50.000. Per informazioni, http://www.mecspe.com

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Senza defiscalizzazione energetica, il buio economico 2020 rischia di minare la ripresa 2021

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2021

Dai dati sui conti economici 2020 che l’Istat ha diffuso oggi si ha un quadro preoccupante, pur se scontato, visto che stiamo parlando di uno degli anni più terribili degli ultimi periodi, l’anno della comparsa della pandemia e dei lockdown più rigidi. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici ha registrato -2,9% in valore e -2,6% in potere d’acquisto. Il calo dei consumi privati (-11,0%), ha generato una crescita della propensione al risparmio al 15,6% dall’8,0% del 2019.E’ probabile che i dati dei primi mesi 2021 (meno lockdown) saranno migliori: produzioni e consumi sofferenti nel 2020 hanno ripreso vigore.Una ripresa, però, su cui grava negativamente proprio quanto in questo periodo: l’aumento dei prezzi dei prodotti energetici, sì consistente (40% luce, 31% gas, benzina ai massimi rispetto al 2014: 1,670 al litro) da vanificare la “ripresina” 2021. Il Governo ha per ora intenzioni tampone (molto poco influenti) solo per luce e gas, mentre per la benzina… accetta la fatalità. Considerato che i prodotti energetici sono base delle economie domestiche ed industriali, si profila il peggio. Si assottiglieranno i risparmi accumulati dalle famiglie nel 2020 e – a caduta – si minimizzerà la propensione al risparmio: il “grasso” accumulato nel 2020 utilizzato per la nuova “magra” 2021/2022. Governo e Parlamento hanno chiara questa situazione. Ma – purtroppo – queste istituzioni danno priorità alla tenuta della maggioranza, in cui c’è tutto e il contrario. E tralascia provvedimenti che – cosiddetti impopolari quanto necessari – defiscalizzando i prodotti energetici slancino consumi e produzione. Si tratterebbe di rovesciare l’attuale politica: da priorità assistenziali/tampone a priorità di stimolo, con consumatori e produttori attori principali. Primo Mastrantoni, Aduc

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Il mercato del lavoro è in forte ripresa

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2021

E le offerte di lavoro gestite da Randstad, primo operatore mondiale nei servizi per le risorse umane, nel trimestre giugno-agosto sono cresciute del 45% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, del 58% rispetto al 2019. L’IT è il settore con più opportunità – soprattutto per web developer, back end developer, cloud specialist, mobile developer e security specialist – insieme all’edilizia e ai trasporti, ma è forte anche la richiesta di magazzinieri, operai metalmeccanici, commerciali, amministrativi, addetti marketing e specialisti delle risorse umane. Per aiutare le imprese a sostenere la ripresa del mercato del lavoro e facilitare l’incontro fra domanda e offerta di opportunità professionali, Randstad organizza un recruiting day in oltre 200 città sull’intero territorio nazionale. L’appuntamento è martedì 28 settembre, dalle 09.00 alle 17.30: Randstad accoglierà i candidati in cerca di un impiego all’interno delle sue filiali, dove potranno sostenere un colloquio con un recruiter esperto e ricevere una valutazione dei propri punti di forza e di debolezza, valutare e candidarsi alle offerte di lavoro in linea con il proprio profilo e apprendere come prepararsi e affrontare un colloquio in azienda. “Le offerte di lavoro gestite dalle nostre filiali sono cresciute non soltanto rispetto allo scorso anno, ma anche nel confronto col 2019, prima che scoppiasse l’emergenza – commenta Elena Parpaiola, Amministratore Delegato Randstad Italia Spa -. È il segnale che il mercato del lavoro è in ripresa e presenta molte opportunità interessanti in tutte le zone del paese e in diversi settori. Il nostro impegno è sostenerne la crescita facilitando l’incontro fra domanda e offerta di lavoro in tutti quei territori dove ci sono aziende che vorrebbero assumere ma non trovano il personale di cui hanno bisogno e candidati che cercano occasioni per entrare o ricollocarsi nel mercato”. Per partecipare al recruiting day è necessario prenotare il proprio colloquio via mail o chiamando la filiale della località più vicina che aderisce all’iniziativa. Il colloquio si svolgerà nel rispetto della normativa sanitaria vigente e al momento non è previsto obbligo di Green Pass, i posti sono limitati alla massima disponibilità dei recruiter. A questo link la ricerca delle filiali aderenti tramite codice postale: https://bit.ly/recruitingday28settembre2021

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Scuola: Il Ministero stanzia 350 milioni per la ripresa delle lezioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2021

In vista dell’avvio del nuovo anno scolastico, le nostre scuole pubbliche si apprestano a ricevere migliaia di euro, anche oltre 100mila, a seconda delle dimensioni, della complessità e del numero di alunni iscritti. Si tratta di risorse, spiega il ministero, che i dirigenti scolastici potranno utilizzare per l’acquisto di dispositivi di protezione e di materiale per l’igiene individuale o degli ambienti, ma anche per interventi a favore della didattica per le studentesse e gli studenti con disabilità, disturbi specifici di apprendimento e altri bisogni educativi speciali, per potenziare gli strumenti digitali, per favorire l’inclusione e contrastare la dispersione scolastica attraverso il potenziamento dell’offerta formativa.L’assegnazione dei fondi avverrà nei prossimi giorni insieme all’invio di una apposita nota che il Ministero dell’Istruzione fornirà alle scuole con le istruzioni operative per l’utilizzo delle risorse. Nel frattempo, con il decreto firmato, ora al vaglio degli organi di controllo, viene resa nota la somma a disposizione di ciascuna scuola. Sarà previsto un supporto attraverso l’help desk per l’emergenza.I fondi si potranno utilizzare anche per adattare gli spazi interni ed esterni degli istituti per garantire lo svolgimento delle lezioni in sicurezza o per l’acquisto di servizi professionali, di formazione e di assistenza tecnica per la sicurezza sui luoghi di lavoro, per l’assistenza medico-sanitaria e psicologica. Inoltre, si potranno acquistare strumenti per l’aerazione e quanto ritenuto utile per migliorare le condizioni di sicurezza all’interno degli Istituti.Il sindacato rappresentativo Anief reputa questi investimenti solo un “antipasto” di quelli utili per il ritorno in classe in presenza ed in sicurezza. La condizione preliminare perché ciò avvenga rimane infatti quella di aumentare le metrature scolastiche, dimezzare il numero degli alunni, con classi al massimo con 15 iscritti, e tornare ai parametri degli organici del 2008, poiché con il dimensionamento sono stati tagliate 200mila cattedre e 50mila unità di personale Ata.

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Castelli: Ripresa economica e green-pass

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

“I dati della ripresa, sia sui consumi che sul Pmi, sono buoni. Non è un motivo per festeggiare ma per continuare ad agire come abbiamo fatto, quindi con risorse concrete che riportano la produzione italiana al centro”. Lo ha detto, intervenendo a SKY Tg24 Economia, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.“Penso ai dati delle esportazioni – ha proseguito – che sono tra i più positivi degli ultimi anni e che hanno prospettive di crescita. Unire le forze è stato necessario e positivo, visti i dati, e i prossimi mesi saranno dedicati alla costruzione di una manovra finanziaria che guarderà chiaramente in questa prospettiva. Dovremo mettere a terra ulteriori misure, anche in termini di politica industriale, per sostenere il nostro settore produttivo”. E rispondendo ad una domanda del conduttore, sul Green Pass, ha aggiunto: “Ci permette di tenere aperte le attività e di non immaginare più nessuno lockdown. Non vogliamo più vivere ciò che abbiamo vissuto. Abbiamo un sistema economico che ha sofferto moltissimo e che non potrebbe sopravvivere ancora con ulteriori cadute come quelle che abbiamo vissuto. Questa è sicuramente una misura che ci permette di guardare avanti e di poter spingere su quei settori che hanno ancora bisogno di sostegno. Questo faremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”.

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Il grande potenziale per la ripresa del lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2021

L’Italia ha almeno 4 milioni di occupati in meno rispetto alla media europea, un enorme spreco di capitale umano da cui potrebbe attingere: ben 26 milioni di lavoratori “inattivi”, di cui il 60% donne (4 su 10 concentrati nel Sud e nelle Isole), oltre 5 milioni di giovani. Complessivamente (considerando anche i pensionati), non lavora e non è in cerca di occupazione quasi metà della popolazione, un’anomalia tutta italiana che ci pone ai primi posti in Europa, aggravata nell’anno del Covid19, perché nel 2020 l’inattività nella fascia 15-64 anni è cresciuta del 3%. Un “arcipelago” molto diversificato, che va da giovani impegnati negli studi ad anziani che percepiscono la pensione (statisticamente inattivi, ma con un giustificato motivo), passando da Neet, giovani che non studiano e non lavorano, casalinghe alle quali mancano servizi di supporto per affacciarsi al mercato del lavoro, ex lavoratori, possessori di un sussidio che le politiche attive non hanno intercettato. Vere e proprie “isole”, una diversa dall’altra, perché l’inattività comporta un certo grado di separazione delle comunità sociali.Alcuni italiani sono inattivi per scelta, perché hanno deciso di dedicarsi allo studio, ad un periodo “sabbatico”, alla gestione della famiglia, perché il lavoro e la retribuzione offerta non sono considerati accettabili o perché possono vivere con una pensione o un sussidio. Altri per forza, vittime di eventi traumatici o scoraggiati dall’attesa di una transizione, dallo studio o dalla disoccupazione, al lavoro. Nello specifico, l’arcipelago degli inattivi è costituito da 5,2 milioni di giovani tra i 15 e i 29 anni, 3,6 milioni di uomini 30-69 anni, 7,1 milioni di donne 30-69 anni e 9,9 milioni di over 70. È la fotografia di “Ripartiamo da 26 milioni di inattivi”, il nuovo rapporto di Randstad Research, il centro di ricerca sul lavoro promosso da Randstad, che ha analizzato questa anomalia italiana per esplorarne il futuro possibile.La geografia degli inattivi. Considerando la popolazione oltre i 15 anni, sono 26 milioni gli inattivi in Italia a fine 2019 (scelto come periodo di riferimento dell’analisi per non scontrarsi con gli effetti della pandemia). Di questi, quasi il 40% è concentrato nel Sud e nelle Isole (10,2 milioni), il 24,5% nel Nord ovest, il 19% nel Centro e il 17,3% nel Nord est. Se metà della popolazione italiana è inattiva, impressiona il dato del meridione dove la quota raggiunge ben il 58% della popolazione. Analizzando l’età degli inattivi, la quota maggiore di 11 milioni di persone si trova nella classe di età centrale dei 30-69 anni, composta soprattutto da lavoratori “scoraggiati”; 10 milioni sono over 70 pensionati; i rimanenti 5,3 milioni appartengono alla classe dei più giovani. In Italia le donne sono il 60% degli inattivi. Una netta maggioranza comune in tutta Italia, senza particolari differenze regionali. Nel confronto internazionale, il problema dell’inattività grava in maniera speciale sull’Italia: nell’Europa a 28 siamo il terzo paese (dopo Turchia e Montenegro) per percentuale di inattivi sulla popolazione tra i 15 e i 64 anni, 8,4 punti percentuali più della media europea (25,8%). Ancora più impressionante il dato sulla popolazione femminile: con il 43,2% di donne inattive sulla popolazione 15-64 anni, siamo 12 punti in più rispetto alla media Eurostat (terzi dopo Turchia e Macedonia).

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“L’economia italiana è in ripresa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2021

Ora dipende tutto da noi. Dobbiamo evitare di frenare questo trend positivo, per questo il Green Pass va visto come un’opportunità per uscire dalla crisi sanitaria ed economica. Le misure emergenziali che abbiamo messo in campo si stanno dimostrando efficaci ed i dati di queste settimane ci evidenziano come servizi e consumi stiano spingendo la ripartenza. Sale il PMI, migliorano gli investimenti, la fiducia delle famiglie è oltre i livelli pre-crisi. L’industria continua ad avere un percorso di crescita stabile. Aumentano anche gli occupati a tempo determinato, da marzo nel manifatturiero e da maggio nei servizi, superando i livelli pre-pandemia. Nei prossimi giorni arriveranno i primi fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e questo vuol dire che entreremo sempre di più nel vivo della realizzazione dei progetti. Dalla capacità di cambiare quei meccanismi che, come Paese, non siamo mai riusciti a modificare e dalla sinergia che riusciremo a mettere in campo con tutti gli enti attuatori dipenderà moltissimo. Ma abbiamo tutte le carte in regola per fare bene anche, perché stiamo realizzando la più grande riforma di sempre: finanziamo sostenibile. Lasciamo, finalmente, da parte misure spot e perseguiamo un disegno ben preciso con degli obiettivi da raggiungere. È il momento di guardare avanti, con ottimismo, e con la consapevolezza che dal comportamento di ciascuno di noi dipende il futuro di tutti. Forza!“. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, sui social.

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Turismo e ripresa

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2021

“Le ultime prospettive di restrizione e i crescenti allarmismi per i contagi ci lasciano forte preoccupazione. Limitare oggi, seppur parzialmente, il settore turistico e il comparto delle attività connesse sarebbe drammatico per migliaia di imprenditori. Se diffondiamo un nuovo sentimento di paura, rischiamo di innescare catene di disdette. Non si può però demolire, dopo un anno e mezzo di profonda crisi, la ripresa del settore. La salute delle persone resta naturalmente la priorità e per questo è giusto continuare il più rapidamente possibile nelle vaccinazioni. Tuttavia, non ci possiamo permettere di creare sfiducia. Dobbiamo entrare nella fase di convivenza con il virus e realizzare situazioni di equilibrio che consentano alle imprese di lavorare, senza il rischio di nuovi fallimenti e disoccupazione. Mettiamo al centro il parametro dei ricoveri e dei decessi e, considerando che la maggior parte della popolazione è immunizzata e protetta, solo in secondo piano il dato dei contagi”. Così Stefano Bettanin, presidente Property Managers Italia, associazione nazionale di categoria del turismo residenziale. “All’interno della nostra categoria sono state adottate da tempo importanti misure di sanificazione e sono state ridotte al minimo le occasioni di contatto con i clienti. Pur tra ovvi timori – aggiunge Bettanin – il settore sta provando a ripartire grazie al turismo nazionale, soprattutto nelle località di mare. Tuttavia siamo distanti dagli standard del passato data l’assenza dei viaggiatori stranieri. Le perdite rimangono marcate. Anche il Green Pass è uno strumento prezioso che certifica la limitazione del contagio e dobbiamo riuscire a sfruttarlo con raziocinio, a vantaggio della salute e al tempo stesso dell’economia”.

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