Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘ripresa’

Voto sulle risorse proprie: i deputati aprono la via al Piano di ripresa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2020

Bruxelles. I deputati accelerano la procedura che permetterà all’UE di prendere in prestito 750 miliardi di euro per il piano di ripresa “Next Generation EU”.I deputati hanno velocizzato la procedura votando già nella sessione plenaria di settembre il loro parere legislativo sulla decisione relativa al sistema delle risorse proprie (DRP). Ciò elimina un importante ostacolo e accelera la procedura per l’attuazione di questa legge fondamentale dell’UE per rilanciare l’economia, consentendo alla Commissione di reperire 750 miliardi di euro sui mercati per il fondo di ripresa.Il voto di mercoledì consentirà al Consiglio UE di adottare rapidamente la DRP e di avviare il processo di ratifica in 27 paesi dell’UE, così da poter lanciare il piano di ripresa al più presto.Nel suo parere, adottato con 455 voti favorevoli, 146 contrari e 88 astensioni, il Parlamento mantiene la propria posizione sulla necessità di introdurre nel bilancio dell’UE nuove fonti di entrate che coprano almeno i costi relativi al Piano per la ripresa.Il Parlamento chiede anche un calendario vincolante per l’introduzione di queste nuove risorse proprie. Insiste affinché il finanziamento della ripresa sia reso sostenibile, ad esempio tassando i responsabili dell’inquinamento a livello transfrontaliero e le multinazionali, senza gravare sulla prossima generazione.

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Vendita a domicilio in forte ripresa dopo il lockdown

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2020

Dopo il lockdown a giugno e luglio il fatturato delle aziende di Univendita, la maggiore associazione italiana della vendita a domicilio, ha raggiunto rispettivamente +30% e +32% in confronto agli stessi mesi del 2019. Le aziende che fanno parte di Univendita, che proprio il 16 settembre 2020 festeggia i suoi primi 10 anni di attività, presentano in questo momento 30mila offerte di lavoro attive, mentre 4,8 milioni sono le famiglie servite: una clientela variegata, composta in maggioranza da donne (84,1%), che apprezzano la possibilità di fare acquisti personalizzati e consapevoli, nella tranquillità della propria casa, con la consulenza di un esperto.La relazione diretta e personale che si instaura tra venditore e cliente e la dimostrazione del prodotto, in tutte le sue funzionalità, sono gli elementi irrinunciabili della vendita a domicilio. E i clienti hanno dimostrato di ricercarli fortemente già nelle prime settimane dopo il lockdown. «Tra marzo e maggio, naturalmente, le vendite fisiche non hanno potuto avere luogo e le aziende hanno saputo mettere in campo soluzioni digitali alternative, mantenendo così un buon 35% del fatturato abituale – spiega il presidente di Univendita Ciro Sinatra –. Ma era il contatto umano ciò che mancava di più ai nostri clienti, e quando abbiamo potuto tornare alle vendite in presenza la risposta del mercato è stata positiva oltre le previsioni».Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d’ordine di Univendita, la maggiore associazione del settore che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio. All’associazione aderiscono: AMC Italia, Avon, Bimby (divisione di Vorwerk Italia), bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini, Dalmesse Italia, DES, Fi.Ma.Stars, Folletto (divisione di Vorwerk Italia), Just Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Starline, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vast & Fast, Witt Italia, che danno vita a una realtà che mira a riunire l’eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l’obiettivo di rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni. Univendita, che aderisce a Confcommercio, rappresenta il 46% del valore dell’intero comparto della vendita diretta in Italia (fonte: Format Research, marzo 2017).

Dopo il lockdown a giugno e luglio il fatturato delle aziende di Univendita, la maggiore associazione italiana della vendita a domicilio, ha raggiunto rispettivamente +30% e +32% in confronto agli stessi mesi del 2019. Le aziende che fanno parte di Univendita, che proprio il 16 settembre 2020 festeggia i suoi primi 10 anni di attività, presentano in questo momento 30mila offerte di lavoro attive, mentre 4,8 milioni sono le famiglie servite: una clientela variegata, composta in maggioranza da donne (84,1%), che apprezzano la possibilità di fare acquisti personalizzati e consapevoli, nella tranquillità della propria casa, con la consulenza di un esperto.La relazione diretta e personale che si instaura tra venditore e cliente e la dimostrazione del prodotto, in tutte le sue funzionalità, sono gli elementi irrinunciabili della vendita a domicilio. E i clienti hanno dimostrato di ricercarli fortemente già nelle prime settimane dopo il lockdown. «Tra marzo e maggio, naturalmente, le vendite fisiche non hanno potuto avere luogo e le aziende hanno saputo mettere in campo soluzioni digitali alternative, mantenendo così un buon 35% del fatturato abituale – spiega il presidente di Univendita Ciro Sinatra –. Ma era il contatto umano ciò che mancava di più ai nostri clienti, e quando abbiamo potuto tornare alle vendite in presenza la risposta del mercato è stata positiva oltre le previsioni».Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d’ordine di Univendita, la maggiore associazione del settore che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio. All’associazione aderiscono: AMC Italia, Avon, Bimby (divisione di Vorwerk Italia), bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini, Dalmesse Italia, DES, Fi.Ma.Stars, Folletto (divisione di Vorwerk Italia), Just Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Starline, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vast & Fast, Witt Italia, che danno vita a una realtà che mira a riunire l’eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l’obiettivo di rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni. Univendita, che aderisce a Confcommercio, rappresenta il 46% del valore dell’intero comparto della vendita diretta in Italia (fonte: Format Research, marzo 2017).

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Confeuro: Non c’è ripresa senza agricoltura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2020

I nuovi fondi europei per la ripresa non possono trascurare il settore agroalimentare che si è rivelato fondamentale per superare l’emergenza coronavirus – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Con l’approvazione del Recovery Fund l’Europa ha compiuto il primo passo, ma dalla sua efficace ripartizione dipende buona parte del suo successo.
L’Unione europea ha stanziato 750 miliardi di euro per sostenere le economie dei Paesi membri e realizzare il Green New Deal. Le risorse devono ora essere allocate in modo equilibrato tra i vari settori produttivi. Crediamo che all’agroalimentare debba spettare il giusto riconoscimento per aver sostenuto sulle sue spalle buona parte del peso dell’emergenza, mentre altri settori sono stati costretti a chiudere – continua Tiso.Secondo la Commissione europea, il 30% del Recovery Fund dovrà essere investito per rendere possibile una svolta verde. Stabilendo l’obiettivo della transizione energetica, Bruxelles ha fissato un traguardo condivisibile e ambizioso. Per raggiungerlo tutti i settori devono essere protagonisti della conversione sostenibile: dall’industria alla mobilità, all’agricoltura.Non può esserci alcuna transizione energetica se l’agricoltura non verrà coinvolta nella ripresa a livello nazionale ed europeo. Per una nuova qualità dell’ambiente non basterà infatti ridurre le emissioni industriali e degli autoveicoli. E’ indispensabile abbattere anche l’uso di fertilizzanti e pesticidi – tra le principali cause di inquinamento atmosferico insieme con gli allevamenti industriali – e introdurre metodi di produzione agroecologici, gli unici che possono assicurare crescita equilibrata e rispetto dell’ambiente.

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A che punto è la ripresa globale?

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2020

A cura di Jean-Pierre Durante, Head of Applied Research di Pictet Wealth Management.Nel terzo e nel quarto trimestre il PIL reale mondiale dovrebbe tornare in territorio positivo grazie all’allentamento del lockdown.Il recente aumento dei casi di Covid-19 ha influito sulla mobilità. A partire dalla metà di giugno, gli afflussi nei luoghi pubblici si sono stabilizzati sia nelle economie avanzate che in quelle emergenti. Tuttavia, il tasso giornaliero di nuovi contagi a livello globale è in diminuzione (1,3% g/g rispetto all’1,7% di un mese fa). Tale progresso è ascrivibile sia ai Paesi avanzati che a quelli emergenti.Al di là di questi sviluppi nel complesso favorevoli, alcune nazioni registrano tuttora un significativo incremento delle infezioni su base giornaliera (Germania 2,9%, Spagna 2,5%). Per contro, giungono notizie positive dai Paesi recentemente interessati da un aumento dei casi di coronavirus: in Giappone (1,6%), Australia (0,9%) e Svizzera (1,0%) i contagi sono in calo rispetto alla crescita a due cifre di metà luglio. Anche negli Stati Uniti la situazione appare più incoraggiante: il tasso di crescita giornaliero dello 0,9% è inferiore a quello di molti Stati europei. Gli Stati USA meridionali, quelli maggiormente colpiti, presentano tassi sotto l’1,6% e alcuni segnano persino una contrazione. Nelle economie emergenti il quadro non è omogeneo. Da un lato si osserva una diminuzione dei casi netti in Paesi densamente popolati come Russia (-0,5%), Brasile (-0,3%), Messico (-0,6%) e Sudafrica (-1,8%). Si registrano inoltre tassi di crescita giornalieri estremamente bassi in Stati a rischio, come l’India (0,1%). Dall’altro lato, alcuni Paesi, soprattutto latinoamericani, presentano tuttora tassi sostenuti su base giornaliera.In sintesi, siamo ancora ben lontani da una soluzione, ma la situazione sembra gestibile. Benché il recente aumento dei contagi abbia imposto misure di distanziamento sociale più rigide, una nuova chiusura totale delle singole economie è assai improbabile. Gli ultimi dati economici sembrano confermare che negli USA, in Cina e in Europa è chiaramente in corso una ripresa. Nel complesso, i sondaggi rivelano una rinnovata crescita a livello settoriale, i dati relativi agli ordini di produzione sono incoraggianti e nei principali Paesi esportatori si assiste a una graduale ripresa del commercio internazionale. Tali sviluppi sostengono il nostro scenario di una probabile crescita positiva del PIL reale mondiale nel T3 e nel T4 dopo le significative perdite registrate nel T1 e nel T2 (perdita cumulativa stimata per il primo semestre del 2020: 9,4%). Pertanto, rivediamo leggermente al rialzo le previsioni sulla crescita annua del PIL reale mondiale dal -4,1% al -3,9%.

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Scuola: Ripresa lezioni, Pacifico (Anief): dovremo convivere con aule piccole e poco personale

Posted by fidest press agency su domenica, 30 agosto 2020

Malgrado i protocolli e tutte le accortezze per prevenire i contagi, rimane “un problema fisiologico nelle nostre scuole: le classi non sono tali da poter garantire il distanziamento e non c’è abbastanza personale. Questo governo non porta avanti le tesi dei sindacati, in particolare di Anief, sul precariato, ovvero stabilizzare i precari dopo 36 mesi. Su questo punto c’è una norma comunitaria che lo prevede”: a dirlo è Marcello Pacifico, nel corso di un’intervista pubblicata oggi su Orizzonte Scuola.A pochi giorni dall’inizio di anno scolastico più difficile del dopoguerra, sono ancora tanti i nodi da sciogliere per riportare alunni e personale in classe in condizioni di sicurezza. Come da tradizione, le scuole italiane devono fare i conti con la dimensione ridotta delle aule e l’alto numero di alunni, anche più di 30 per classe. Inoltre, permane la percentuale doppia, rispetto a tutti gli altri comparti pubblici, di dipendenti precari. E nemmeno nell’anno del Covid i tantissimi posti liberi – più 60 mila solo su sostegno – continueranno a rimanere tali. I fondi stanziati dal governo rimangono insufficienti: serviranno, al massimo, per assumere 56 mila docenti e 20 mila Ata supplenti in più. “ll personale – dice Marcello Pacifico nel corso dell’intervista alla testa specializzata – viene utilizzato con contratti di supplenza per anni e anni. Le tante domande presentate dai precari per i prossimi concorsi è la dimostrazione che dopo anni di sfruttamento i precari non vogliono andare a una regione di mille chilometri di distanza per essere valutati ed entrare di ruolo”.

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Scuola. Iannone (FdI): unica certezza per la ripresa è il caos

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

“Dell’incapacità del ministro Azzolina si è detto e quanto accaduto al Senato riguardo il decreto Scuola certifica l’esponente Cinquestelle come il peggior ministro di questo governo. Adesso però il rischio che corre tutto il settore scolastico è gravissimo. Mancano poche settimane alla ripresa e il caos è l’unica certezza che attendono alunni, famiglie, insegnanti e dirigenti scolastici. Dagli spazi agli arredi passando per il personale, tutto nella scuola italiana oggi è in alto mare. E dire che Fratelli d’Italia aveva più volte avvisato il governo sui rischi alla ripresa dell’anno scolastico, ma sistematicamente non siamo stati ascoltati e i nostri emendamenti bocciati. Tra questi anche quello che avevo presentato in Commissione in Senato al decreto Scuola che prevedeva uno scudo penale per i dirigenti scolastici, bocciato dall’intera maggioranza. Che invece ha preferito imporre un concorso che calpesta i diritti dei precari e aggiunge confusione a confusione. L’arroganza e l’incompetenza del ministro Azzollina e di questo governo, interessato soltanto a salvare la propria poltrona, ormai non è più tollerabile”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, capogruppo in Commissione Istruzione in Senato.

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Scuola: Incontro per la firma del protocollo d’intesa per garantire ripresa attività in presenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2020

La delegazione ANIEF, composta dal vicepresidente nazionale Gianmauro Nonnis e dal presidente ANIEF Veneto Rita Fusinato, ha ritenuto complessivamente soddisfacenti i punti recepiti da parte della amministrazione sui rilievi mossi nelle sedute precedenti. “Sono state accolte gran parte delle nostre richieste – afferma Gianmauro Nonnis – lo scorporo delle sezioni 0-6 delle scuole statali dal presente accordo e il loro accorpamento al protocollo scuola del 6 agosto consente ai DS di uniformare le procedure all’interno degli istituti statali” “Permangono alcune perplessità di tipo generale su cui gli organi competenti potranno dare risposta in tempo utile – continua Rita Fusinato – per esempio a chi spetta la comunicazione per l’avvenuta negativizzazione degli studenti? Ovvero sarà in capo ai genitori o avverrà tra uffici della amministrazione?”
“Con l’attivazione dei tavoli permanenti regionali, il rafforzamento dei rapporti tra il Servizio di Prevenzione e Protezione, il RLS e il datore di lavoro, il recepimento delle indicazioni tecniche introdotte in materia di ingresso e uscita, pulizia e igienizzazione e l’attenzione posta nei confronti dei bambini con disabilità, e sull’uso dei locali esterni all’istituto, nonché sulla necessità di formare una commissione ad hoc per ogni istituto, punti già introdotti nel protocollo scuola del 6 agosto scorso grazie anche al lavoro dell’ing. Saccone e del DS Vito Lo Scrudato, i protocolli per le scuole pubbliche e le scuole paritarie non statali sono stati sufficientemente uniformati – ha affermato Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief – soddisfazione anche per l’introduzione dell’ultimo punto sulle dotazioni organiche”.

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Scuola: Ripresa in sicurezza

Posted by fidest press agency su domenica, 9 agosto 2020

Mancano circa 30 giorni all’avvio dell’anno scolastico e alla ripresa delle lezioni. Al sindacalista Anief Marcello Pacifico è stato chiesto qual è la situazione, partendo dalle scuole siciliane e arrivando a quelle nazionali. “È stato aperto un tavolo regionale che – ha detto Pacifico – si va ad integrare con il protocollo nazionale per riaprire gli istituti a settembre in sicurezza: l’accordo è in via di chiusura e probabilmente la prossima settimana sarà firmato dalle parti coinvolte. Nel protocollo sono descritti gli impegni del ministero dell’Istruzione per la riapertura, in collaborazione del ministero della Salute e del commissario straordinario Domenico Arcuri”.“Intanto – ha detto ancora il leader dell’organizzazione rappresentativa – le scuole hanno risposto ad un questionario ulteriore sugli spazi che servono per mantenere il distanziamento sociale descritto dal Comitato Tecnico Scientifico in un corposo volume da 500 pagine di analisi e proposte. Per il personale docente Ata sono previsti test diagnostici, su misura e su base volontaria, a campione per gli studenti: vanno svolti prima dell’inizio dell’anno scolastico. Entro il 7 settembre dovrebbero arrivare i banchi mono-uso e le postazioni innovative: la prima regola deve essere infatti quella di mantenere il distanziamento sociale nelle classi.“A questo proposito – ha continuato Pacifico – , è in arrivo per i dirigenti scolastici un’ordinanza che darà loro la facoltà di chiedere nuovi organici: avere più personale è infatti importante, perché se abbiamo una classe di 35 metri quadrati non possiamo farci stare più di 15 alunni; quindi diventa importante sdoppiare quella classe e avere nuovi spazi, dunque anche personale in più che insegna, assiste e controlla. Sulla didattica a distanza ribadiamo che può essere solo complementare: non si può pensare ad un nuovo lockdown per un intero anno, neanche nelle scuole secondarie”.

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Scuola Ripresa: appello di Azzolina

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2020

Ma bisogna rivedere le politiche sul reclutamento per sconfiggere la piaga del precariato. Per Pacifico, infatti, accanto ai concorsi si devono assumere tutti i precari chiamati nel corso degli anni per non disperdere risorse umane preziose che hanno dedicato la loro vita da silenti lavoratori dello Stato.”La scuola sta facendo squadra, sta lavorando compatta. Sta dando una grande lezione di resilienza unità, capacità organizzativa. Sta dimostrando ancora una volta il proprio valore a tutto il Paese, lavorando a testa bassa per il bene di tutti”. Sono parole importanti quelle pronunciate oggi dalla ministra per l’istruzione Lucia Azzolina intervenendo alla Camera dei Deputati con una informativa urgente. Riferendosi anche alla politica, a cui ha chiesto di essere altrettanto collaborativa, Azzolina ha detto che “in questa occasione, ancor più che in altre, lasciatemelo dire, credo debba stringersi attorno al tema della ripresa delle attività didattiche in presenza, che merita di essere affrontato con serietà e consapevolezza”.“Raccogliamo l’invito a collaborare con la ministra dell’Istruzione – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – consapevoli comunque che per noi si tratta di proseguire il percorso sinora tracciato ma a condizione di rivedere profondamente la politica sul precariato scolastico. È chiaro, da parte dell’amministrazione e del Governo, che occorrono sforzi importanti, avvalendosi di una quota importante dei fondi UE derivanti dal Recovery Fund. Ad iniziare dall’adeguamento del personale, che deve essere maggiore, lo dicono anche le Regioni, rispetto ai soli 50 mila docenti e Ata indicati sinora, peraltro pure con contratti a termine: servono almeno 200 mila nuovi insegnanti, amministrativi, tecnici e ausiliari, lo diciamo da inizio di maggio. È una esigenza primaria, quella di costituire classi da non più di 15 alunni, anche per non rischiare di andare sotto al metro minimo di distanza “bocca a bocca” imposto dal Cts, nominare personale in più, che diventa vitale per lo svolgimento in sicurezza delle lezioni in locali aggiuntivi e senza doppi turni, didattica a distanza o ritorno alla DaD. Come rimane prioritario garantire la copertura delle cattedre dal primo giorno di scuola, in modo da evitare riduzioni del tempo scuola”.

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Scuola: Ripresa, la Toscana chiede 6.700 docenti e Ata in più

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2020

Cominciano a materializzarsi le richieste di incremento di organico delle scuole, a seguito delle rilevazioni effettuate in tutti gli istituti le scorse settimane per determinare gli spazi aggiuntivi e così rispettare il distanziamento degli alunni “bocca a bocca” imposto dal Comitato Tecnico Scientifico, in modo da prevenire contagi da Covid19. Dall’Ufficio scolastico regionale della Toscana, dopo un accurato confronto con le istituzioni locali, è emerso che “servirebbero quasi 3.600 insegnanti e oltre 3.100 dipendenti Ata in più per il nuovo anno scolastico”, scrive la stampa specializzata. Se si proietta la richiesta anche alle altre regioni, emerge un fabbisogno molto vicino ai 200 mila posti rivendicati ormai tre mesi fa dall’Anief.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “I 160 mila docenti e Ata da aggiungere rappresentano una quantità di posti molto più vicine alle nostre richieste di 200 mila posti aggiuntivi, piuttosto che a quelle del Governo che ha detto di volere al massimo incrementare gli organici degli insegnanti del personale docente e Ata di non oltre 50 mila unità di docenti e Ata in più, peraltro licenziabili in qualsiasi momento laddove dovesse esservi l’esigenza di un secondo lockdown. Il numero di lavoratori da assumere deve essere quattro volte pari a quello annunciato, che vanno tutti inquadrati nei ruoli dello Stato e non con un contratto di lavoro ‘usa e getta’, senza preavviso e nemmeno l’indennità di disoccupazione”.Le regioni stanno formulando le loro richieste al ministero di viale Trastevere. Una delle prime domande è stata formalizzata in queste ore dal direttore dell’Usr toscano, Ernesto Pellecchia, al termine del tavolo regionale per la ripresa tenuto a Firenze: quello da noi individuato, ha detto il direttore dell’Usr della Toscana, è il “fabbisogno aggiuntivo di organico sia docente che Ata, necessario per attuare le misure che sono state individuate dalle scuole in aderenza alle indicazioni dei documenti nazionali”.

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Il mercato del libro in Italia in ripresa

Posted by fidest press agency su domenica, 2 agosto 2020

Il mercato editoriale italiano in ripresa dopo i mesi di chiusura delle librerie per l’emergenza Covid-19: all’11 luglio la perdita di fatturato anno su anno si riduce al -11%, praticamente dimezzata rispetto al -20% del 18 aprile. Lo rileva una ricerca dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sulla base di dati Nielsen e IE – Informazioni Editoriali che svela, inoltre, una parziale risalita negli ultimi mesi delle quote di mercato delle librerie e della grande distribuzione rispetto agli store online.
In una precedente ricerca a cura del Centro per il Libro e la Lettura e AIE sui consumi culturali durante il lockdown, pur in un quadro in cui la lettura di libri cedeva il passo rispetto alla necessità di informazioni, al lavoro e alla didattica a distanza e ad un aumento dei consumi televisivi, era emerso che gli italiani che prevedevano di leggere più libri nella seconda parte del 2020 di quanto non avessero fatto nei mesi di chiusura, erano 5 punti percentuali in più di quelli che pensavano di ridurre il tempo dedicato a leggere. Al contrario, i “pessimisti” prevalevano sugli “ottimisti” nelle prospettive di andare a teatro (-39 punti), ad ascoltare concerti (-36), al cinema (-28) e a visitare musei e mostre (-27).Quanto vale il mercato. Il mercato del libro nei canali trade (librerie, store digitali, grande distribuzione) vale, all’11 luglio, 533 milioni di euro, in calo dell’11% rispetto ai 600 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Al 18 aprile, la perdita cumulata dell’anno era ben più superiore e pari al 20%. Ciò è dovuto al fatto che, da metà giugno, gli italiani sono tornati a comprare in librerie e grande distribuzione quanto nell’anno precedente, mentre gli acquisti online sono aumentati rispetto al 2019, consentendo così un primo recupero delle quote perse nei mesi precedenti.Pur fornendo un dato parziale, le librerie e gli store online che fanno parte del circuito Arianna, che non comprende Amazon (fonte: ibuk.it, IE-Informazioni Editoriali), dopo aver registrato un picco negativo del -70% nelle vendite settimanali tra marzo e aprile, dalla metà di giugno sono tornate a vendere all’incirca quanto l’anno precedente, con una punta del +2,5% nella settimana che si è chiusa il 19 luglio. Sommando Amazon, di cui però non disponiamo di dati puntuali settimana per settimana, il risultato dell’ultimo mese sarebbe nettamente positivo.I canali di vendita. All’11 luglio le vendite nei canali fisici (librerie e grande distribuzione) recuperano quote di mercato rispetto al 18 aprile, passando dal 52% al 56%, mentre gli store online passano dal 48% al 44%. Nello stesso periodo dell’anno precedente, i canali fisici erano al 70% e gli store online al 30%: i prossimi mesi ci diranno se il recupero di librerie e grande distribuzione continuerà o se i mesi di chiusura hanno accelerato un processo di rafforzamento dei canali online che era già in corso negli anni precedenti.

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I deputati europei discutono il Fondo di ripresa e criticano i tagli al bilancio UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2020

Bruxelles. In una sessione plenaria straordinaria, il PE ha valutato l’accordo del Consiglio del 17-21 luglio su finanziamento UE e Piano di ripresa per affrontare le conseguenze della pandemia.Nel dibattito con i Presidenti del Consiglio e della Commissione, Charles Michel e Ursula von der Leyen, l’accordo raggiunto sul Fondo di ripresa nel recente Consiglio europeo è stato qualificato come “storico” da molti deputati, poiché per la prima volta i Paesi UE hanno accettato di emettere un debito congiunto di 750 miliardi di euro. Tuttavia, la maggior parte dei deputati non è “soddisfatta” dei tagli apportati al bilancio a lungo termine (Quadro finanziario pluriennale, QFP).”Non siamo pronti ad inghiottire il boccone del QFP”, ha affermato Manfred Weber (PPE). Inoltre, secondo il leader del gruppo S&D Iratxe García Pérez non si dovrebbero accettare i tagli, “non in un momento in cui dobbiamo rafforzare la nostra autonomia strategica e ridurre le disparità tra gli Stati membri”.Molti deputati hanno sottolineato come la questione del rimborso del debito non sia stata risolta e hanno insistito sul fatto che l’onere non deve ricadere sui cittadini e che deve essere garantito un solido sistema di nuove risorse proprie che includa una tassa digitale o prelievi sul carbonio, e chiedono un calendario vincolante per la loro introduzione.Inoltre, molti deputati hanno sottolineato che “l’UE non è un bancomat per i bilanci nazionali”, deplorando che i Paesi “frugali” non vogliano pagare il prezzo per beneficiare del mercato unico, insistendo sul fatto che nessun fondo debba andare a governi “pseudo-democratici” che non rispettano lo Stato di diritto e i valori dell’UE.Altri deputati si sono detti più scettici nei confronti di nuove risorse proprie capaci di generare abbastanza per ripagare tutto il debito e hanno avvertito che la crisi non dovrebbe essere usata come pretesto per un’ulteriore integrazione dell’UE. La maggior parte ha comunque sottolineato che il Parlamento è pronto a negoziati rapidi per apportare i necessari miglioramenti alla posizione del Consiglio.I deputati votano ora una risoluzione per concludere il dibattito, che servirà come mandato per i prossimi negoziati con la Presidenza tedesca del Consiglio dell’UE.

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L’agricoltura è il motore per la ripresa

Posted by fidest press agency su domenica, 19 luglio 2020

L’agricoltura raccoglie finalmente il frutto del lavoro svolto nei mesi di chiusura per sostenere il Paese in un momento di grande difficoltà – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Secondo il rapporto dall’Osservatorio sul mondo agricolo di Enpaia e Censis, l’87,9% degli italiani è convinto che l’agricoltura sarà il motore per la ripresa, creerà nuovi posti di lavoro e offrirà nuove possibilità di fare impresa. La crisi coronavirus ha dunque cambiato la percezione del settore primario: tutti riconoscono le sue potenzialità di fungere da volano per l’economia nella fase post Covid.Lo studio diffuso da Enpaia e Censis dimostra che gli italiani, nella loro duplice veste di cittadini e consumatori, hanno capito appieno l’importanza dell’agricoltura nel tessuto produttivo del Paese. Una centralità emersa con forza nei mesi scorsi, quando altri settori sono stati costretti a chiudere – continua Tiso. Ci sono insomma tutte le condizioni per imprimere una svolta al settore primario, che non chiede solo risorse ma anche una reale conversione verde e sostenibile.Questa nuova presa di coscienza è un’occasione da non perdere. Ci auguriamo che Governo e amministrazioni locali facciano del loro meglio per promuovere il consumo di prodotti italiani di qualità, avvicinando i consumatori alla realtà delle imprese agricole grazie a filiere corte e sostenibili. L’altro augurio è che il rinnovato ruolo dell’agricoltura sia riconosciuto anche a livello nazionale ed europeo.

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Fipe-Confcommercio: “Allentare lo smart working per dare una spinta alla ripresa”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2020

“Il nostro Paese, i cittadini, i lavoratori, le imprese stanno dando prova di grande responsabilità -personale e collettiva- in questi mesi di emergenza, dimostrando di essere pronti ad affrontare la fase post-emergenziale in maniera corretta e capace di recuperare la necessaria normalità, che passa anche dal rientro delle persone nei posti di lavoro. Non possiamo accettare, oltre i danni economici che l’emergenza Covid-19 ha indotto sul sistema delle imprese della ristorazione, dell’intrattenimento e del turismo in generale, anche il rischio di un mortale indebolimento del già fragile tessuto imprenditoriale di un settore determinante all’interno delle filiere agro-alimentare e turistica del Paese, nelle quali valorizza le qualità, l’identità e l’attrattività della nostra straordinaria offerta”.Il presidente della Fipe-Confcommercio – Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, Lino Enrico Stoppani, riassume così le ragioni che hanno spinto la Federazione a scrivere al Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e alla titolare del Ministero della Funzione Pubblica Fabiana Dadone, all’indomani dell’annuncio del Presidente del Consiglio di estendere lo Stato d’Emergenza oltre il 31 luglio, presumibilmente per altri 6 mesi.“La desertificazione dei centri storici e dei quartieri direzionali, causata anche dall’assenza dei lavoratori – si legge nella lettera – rischia di generare una diffusa chiusura di numerosi pubblici esercizi ed attività commerciali ubicati nel centro delle città, già duramente provati dalla totale mancanza di turismo nazionale ed estero. Come certificato dall’ultima nota mensile dell’Istat sull’andamento dell’economia italiana, ricordiamo come oggi il 65,2% delle attività di ristorazione e alloggio rischiano la chiusura, con danni incalcolabili in termini economici e sociali”.Parallelamente la Federazione chiede il rifinanziamento degli strumenti di protezione sociale. “Proprio per far fronte al drammatico calo dei consumi, si impone l’esigenza di prorogare gli ammortizzatori sociali straordinari, già usufruiti da parte delle imprese del settore. La quasi totalità delle aziende del comparto ha, infatti, già utilizzato interamente le diciotto settimane di ammortizzatori a disposizione, trovandosi ora senza alcuna copertura in una situazione di crollo dei fatturati. La cassa integrazione rappresenta una necessità in questa fase post-emergenziale, indispensabile per preservare le professionalità presenti nel settore, faticosamente costruite nel corso degli anni, necessarie per agganciare l’auspicata ripresa”.

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Un’Europa sociale forte è essenziale per una ripresa equa e sostenibile dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2020

Gli sforzi di ripresa dell’UE dopo la pandemia di Covid-19 devono assumere una forte dimensione sociale per mantenere solide reti di sicurezza sociale, salvaguardare i posti di lavoro dei lavoratori ed evitare licenziamenti abusivi, hanno sottolineato i rappresentanti eletti degli enti locali e regionali in un dibattito con Nicolas Schmit, commissario europeo per il Lavoro e i diritti sociali. Un parere discusso giovedì dalla commissione SEDEC del Comitato europeo delle regioni pone in evidenza lo stretto legame esistente tra l’agenda sociale dell’UE, il Green Deal e la transizione digitale, e chiede maggiori investimenti nei settori della gioventù, dell’istruzione e dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita.Rivolgendosi ai membri della commissione Politica sociale, istruzione, occupazione, ricerca e cultura (SEDEC) del Comitato europeo delle regioni (CdR), il commissario Nicolas Schmit ha dichiarato: “È nelle regioni dell’UE che l’azione si concretizza. È nelle regioni che le nostre politiche vengono attuate. Ed è nelle regioni che il nostro Fondo sociale europeo diventa una realtà sul campo. Lavoriamo dunque insieme per attuare il pilastro europeo dei diritti sociali e per utilizzarlo come punto di riferimento per superare l’impatto socio-economico della pandemia di Covid-19”. Inoltre, il commissario ha promesso che la Commissione affronterà le “situazioni inaccettabili” dei lavoratori stagionali in UE.Daniela Ballico (IT/ECR), sindaco di Ciampino, ha affermato: “Il Covid ha fatto emergere quanto sia fragile il nostro sistema economico. In un attimo abbiamo assistito a una trasformazione epocale del mondo del lavoro: in interi settori come cultura, turismo e trasporti i giovani stagionali e interinali si sono trovati a casa dal giorno alla notte. Tante aziende non riprenderanno le loro attività, quindi serve la certezza di un sostegno economico immediato per evitare che questi giovani diventino milioni di poveri. Bisognerà puntare sulla formazione professionale e sulle competenze, ma per questi aspetti serve tempo. Tuttavia, sostegno economico immediato e formazione sul medio termine non sono in contrasto, devono andare di pari passo”.
Donatella Porzi (IT/PSE), consigliere regionale dell’Umbria, ha dichiarato: “La pandemia ha messo in evidenza grandi differenze e difficoltà che dobbiamo colmare attraverso un’operazione congiunta. La mia raccomandazione, da insegnante, è che per la scuola e il mondo della formazione vengano messe a disposizione tutte quelle risorse e azioni capaci di colmare queste differenze. In un momento critico come quello che si è attraversato in tutta Europa, dovendo ricorrere anche alla didattica a distanza, abbiamo visto come le differenze sociali abbiano acuito le disuguaglianze. Siccome non possiamo permetterci di procedere sopportando queste differenze, chiedo un intervento consistente in questa direzione”.Anne Karjalainen (FI/PSE), presidente della commissione SEDEC e relatrice del parere del CdR sul tema Un’Europa sociale forte per transizioni giuste , ha affermato: “La pandemia di Covid-19 sta lasciando una scia di profondi danni sociali ed economici in tutta l’UE, ma non deve essere usata come pretesto per rinviare o ritirare le proposte presentate in materia di politica sociale. La transizione ecologica e digitale deve fondarsi sulla giustizia sociale, sull’uguaglianza e sulla sostenibilità ambientale. In tempi di difficoltà, come quelli in cui viviamo, tutti noi guardiamo all’Unione europea per ricevere protezione. Speriamo che gli Stati membri siano ora all’altezza delle nostre aspettative e raggiungano rapidamente un accordo sul futuro bilancio dell’UE, un bilancio che deve essere commisurato alla grande sfida della ripresa. Questo è essenziale per un’Europa sociale forte, che non lasci indietro nessuno, né persone né territori, e affinché le città e le regioni dispongano di tutti gli strumenti per portare avanti le giuste transizioni”.Facendo riferimento alla comunicazione della Commissione europea pubblicata in gennaio, il parere della relatrice Karjalainen chiede una tabella di marcia chiara, coordinata e ambiziosa per l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali e sottolinea che anche il Fondo per una transizione giusta , ossia il fondo dell’UE volto a sostenere la transizione ecologica nelle regioni più vulnerabili, dovrebbe essere in linea con tale pilastro. Il parere pone in risalto il ruolo chiave del dialogo sociale e della contrattazione collettiva nel garantire l’equità delle condizioni di lavoro e invita a prestare maggiore attenzione alla salute e al benessere sul lavoro, anche alla luce delle nuove forme di occupazione (economia delle piattaforme) e dei nuovi modelli di lavoro, come l’essere costantemente connessi e il lavoro a distanza.Il parere sottolinea inoltre l’importanza di competenze aggiornate e dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita e raccomanda di aumentare i finanziamenti a favore della Garanzia giovani e di rendere tale programma permanente ed estenderlo fino all’età di 30 anni. I membri della commissione SEDEC hanno accolto con favore le recenti proposte della Commissione in merito a una nuova agenda delle competenze per l’Europa e al sostegno all’occupazione giovanile .I membri hanno inoltre sottolineato che i lavoratori dei settori particolarmente esposti al rischio di contagio da Covid-19 necessitano di una maggiore protezione sociale, di condizioni di lavoro più sicure e di una migliore retribuzione. Dato che la maggior parte dei lavoratori di questi settori sono donne, l’impatto della pandemia dovrebbe essere affrontato anche nella strategia dell’UE per la parità di genere , come sostiene la Commissione SEDEC in un altro parere presentato giovedì da Concha Andreu (ES/PSE), presidente della regione La Rioja.”Tutte le principali sfide che l’UE deve affrontare oggi, tra cui la transizione ecologica e digitale e la sfida demografica, presentano una dimensione di genere. Per questo motivo è essenziale che la prospettiva di genere sia integrata in tutte le politiche dell’Unione, in particolare quelle collegate al piano di ripresa, per evitare che le disuguaglianze di genere diventino ancora più ampie. La parità è una responsabilità di tutti noi, e in particolare degli enti locali e regionali, che chiedono di essere riconosciuti come partner strategici nella concezione, nell’attuazione e nel monitoraggio della strategia dell’UE per la parità. Lavoriamo dunque insieme per accelerare il più possibile il processo verso la piena parità”, ha esortato la relatrice Concha Andreu.

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Piano di ripresa dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2020

Due settimane prima di un vertice europeo d’importanza cruciale, il Comitato europeo delle regioni – l’assemblea degli enti regionali e locali dell’UE – invita gli Stati membri a raggiungere un accordo tempestivo ed equo sul quadro finanziario pluriennale (QFP) e sul piano Next Generation EU . In una risoluzione e un dibattito con Johannes Hahn, Commissario europeo responsabile del Bilancio e dell’amministrazione, le regioni e le città hanno chiesto che la coesione diventi la bussola per tutte le politiche dell’UE e che l’attuazione dei programmi dell’UE si basi su responsabilità e partenariati condivisi.”Nonostante il ruolo riconosciuto alla politica di coesione nel piano di rilancio, esso funzionerà solo se ci sarà un ancoraggio territoriale. Ad oggi, la sua governance non contempla un vero coinvolgimento delle regioni nella definizione dei piani di investimento, che sono nazionali, e nella loro attuazione. Le risorse sono assegnate agli Stati membri senza alcun vincolo di destinazione territoriale, lasciando ai governi nazionali piena libertà di decidere a quali aree allocarle” ha dichiarato Enrico Rossi (IT/PSE), presidente della Regione Toscana.Il CdR ribadisce che sia il QFP che il piano di ripresa devono concentrarsi sulla coesione quale valore fondamentale e su una solida politica di investimenti a lungo termine dell’UE, che contribuisca a creare un’Unione più resiliente, più verde e orientata al futuro. Il CdR accoglie con favore il sostegno supplementare per la politica di coesione (55 miliardi di euro), lo sviluppo rurale (15 miliardi di euro) e il Fondo per una transizione giusta (30 miliardi di euro), il programma rafforzato Orizzonte (12,5 miliardi di euro) e il meccanismo per collegare l’Europa (1,5 miliardi di euro), nonché per il programma autonomo in materia di salute con una dotazione di 9,37 miliardi di euro.L’attuazione del nuovo bilancio e del nuovo piano di ripresa rappresenterà una sfida in termini di pianificazione strategica, coordinamento e capacità amministrativa. Il Comitato europeo delle regioni chiede di evitare qualsiasi processo di centralizzazione e di garantire che le regioni e le città possano aiutare a dirigere gli investimenti là dove sono più necessari. Il Comitato è pronto a contribuire al miglioramento del semestre europeo, che svolgerà un ruolo importante nel coordinamento strategico del piano di ripresa. Un nuovo partenariato tra UE, attori nazionali, regionali e locali contribuirà a ridurre l’attuale distanza tra il coordinamento delle politiche economiche e i bisogni reali dei cittadini e delle imprese, promuovendo l’attuazione e l’utilizzo dei programmi europei nelle città e nelle regioni.

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Istruzione: Piano per la ripresa a settembre, ancora troppe ombre

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2020

Anief ha predisposto un documento di risposta, punto per punto, al Piano per la ripresa delle attività didattiche a settembre presentato oggi ai sindacati dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. L’organizzazione autonoma pone il problema della riconfigurazione del gruppo classe, dell’articolazione modulare di gruppi di alunni, della frequenza scolastica in turni differenziati è inattuabile, del diverso frazionamento del tempo di insegnamento, dell’aggregazione delle discipline, dell’attività da svolgere per i PAI, della sorveglianza e vigilanza degli alunni. Grossi dubbi sono stati posti sulla volontà di utilizzare spazi al di fuori degli edifici scolastici, poiché gli spostamenti di docenti e studenti incrementano i rischi di assembramento. Come viene data poca considerazione alla disabilità e all’inclusione. Il Piano necessita, inoltre, di una collaborazione programmatica maggiore tra Enti locali, ISA, Servizi socio sanitari e famiglie.Manca uno scenario sulla valorizzazione del personale, che va contrattualizzata, così da farla rientrare nei doveri retribuiti e disciplinati anche in materia di sicurezza e vigilanza sanitaria. Si richieda maggiore attenzione anche alla formazione sulle metodologie innovative di insegnamento e di apprendimento, nonché alla formazione degli studenti impegnati in didattica laboratoriale. Vi sono perplessità sull’indicazione in capo alle istituzioni scolastiche per gli interventi sulla “edilizia leggera” per la “manutenzione straordinaria”. Come non è stato affrontato il problema delle classi numerose e come è possibile avere sdoppiamenti di classi. E su come l’eventuale turnazione potrebbe comportare enormi problemi a livello familiare. Nella scuola dell’infanzia non è chiaro quale operatore dovrebbe occuparsi della frequente igienizzazione dei materiali, giocattoli e altro. Va fatta chiarezza pure sui turni della mensa e sull’obbligo del PTCO. Come sono necessari interventi per la messa in sicurezza del servizio convittuale. Per gli istituti di primo e secondo grado, come per gli ITS, viene concesso troppo spazio all’autonomia. Le aule e i refettori individuati per le attività d’assemblea degli studenti devono prevedere gli stessi standard previsti per le attività d’aula. La didattica digitale deve necessariamente partire dalla formalizzazione contrattuale degli obblighi dei lavoratori. Dubbi giungono anche dalle manutenzioni.Marcello Pacifico (Anief): “Il confronto con la ministra Lucia Azzolina è servito a chiarire diversi aspetti. Vi sono delle parti da migliorare. Confidiamo nella volontà dell’amministrazione di venire incontro alle nostre osservazioni, realizzate da dirigenti sindacali che conoscono la scuola e vogliono il bene della scuola, ancora di più per una ripresa a settembre il più possibile proficua”.

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Bilancio UE 2021: un bilancio annuale con al centro la ripresa europea

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2020

La Commissione ha proposto oggi un bilancio UE di 166,7 miliardi di € per il 2021, cui si aggiungono 211 miliardi di € in sovvenzioni e fino a 133 miliardi di € in prestiti nel quadro di Next Generation EU, lo strumento temporaneo per la ripresa il cui obiettivo è mobilitare gli investimenti e far ripartire l’economia europea.
Insieme il bilancio annuale e Next Generation EU mobiliteranno nel 2021 massicci investimenti per far fronte alle ripercussioni economiche e sociali immediate della pandemia di Covid-19, avviare una ripresa sostenibile, proteggere l’occupazione e creare posti di lavoro. Il bilancio è inoltre pienamente in linea con l’impegno di investire nel futuro per realizzare un’Europa più verde, più digitale e resiliente.Questo bilancio, una volta adottato, sarà il primo del nuovo quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e il primo bilancio annuale proposto dalla Commissione della Presidente von der Leyen.Il Commissario europeo per il Bilancio Johannes Hahn ha dichiarato: “Di fronte a questa situazione senza precedenti la proposta della Commissione europea mobilita un sostegno mai visto prima. Il bilancio annuale 2021 aiuterà centinaia di migliaia di persone, imprese e regioni a superare la crisi e a uscirne più forti di prima. Perché questo accada, occorre un accordo sul bilancio a lungo termine e su Next Generation EU in grado di trasmettere un segnale di fiducia a tutta l’Europa.”Il progetto di bilancio 2021, integrato da Next Generation EU, indirizza i fondi là dove possono fare maggiormente la differenza, in linea con le esigenze di ripresa più importanti degli Stati membri dell’UE e dei nostri partner nel mondo.I finanziamenti contribuiranno alla ricostruzione e alla modernizzazione dell’Unione promuovendo la duplice transizione verde e digitale, creando posti di lavoro e rafforzando il ruolo dell’Europa nel mondo.Il bilancio riflette le priorità dell’Europa che garantiscono una ripresa sostenibile. La Commissione propone per questo di stanziare:
– 1,34 miliardi di € per il programma Europa digitale allo scopo di potenziare le ciberdifese dell’Unione e favorire la transizione digitale;
– 3 miliardi di € a favore del meccanismo per collegare l’Europa allo scopo di investire in un’infrastruttura di trasporto aggiornata ad elevata efficienza per facilitare le connessioni transfrontaliere;
– 575 milioni di € a favore del programma per il mercato unico, e ancora 36,2 milioni di € e 127 milioni di € rispettivamente per i programmi che promuovono la cooperazione nei settori della fiscalità e delle dogane;
– 2,89 miliardi di € per Erasmus+ allo scopo di investire nei giovani e 306 milioni di € per i settori culturali e creativi attraverso Europa creativa;
– 1,1 miliardi di € per il Fondo asilo e migrazione e 1 miliardo di € per il Fondo per la gestione integrata delle frontiere, allo scopo di rafforzare la cooperazione per la protezione delle frontiere esterne e la politica di migrazione e asilo;
– 55,2 miliardi di € per la politica agricola comune e 813 milioni di € per il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, a beneficio degli agricoltori e dei pescatori europei, ma anche per rafforzare la resilienza del settore agroalimentare e di quello della pesca e dotarli dei mezzi necessari per gestire la crisi;
– 228 milioni di € per il Fondo sicurezza interna e 1,05 milioni di € per il Fondo europeo per la difesa a sostegno dell’autonomia strategica e della sicurezza dell’Europa;
– 1,9 miliardi di € per l’assistenza preadesione, a sostegno dei nostri partner, anche nei Balcani occidentali.
Una gran parte dei fondi sarà inoltre destinata alle azioni prioritarie individuate in relazione a Next Generation EU, in particolare:
– 131,5 miliardi di € di prestiti e fino a 133 miliardi di € di sovvenzioni potranno essere forniti agli Stati membri nel quadro del dispositivo per la ripresa e la resilienza, che rientra in Next Generation EU;
– 17,3 miliardi di €, 5 dei quali nel quadro di Next Generation EU, andranno a Orizzonte Europa per rafforzare il sostegno europeo alle attività di ricerca e innovazione nei settori della salute e del clima;
– 10,13 miliardi di € saranno destinati a InvestEU per investimenti in infrastrutture sostenibili, innovazione e digitalizzazione. Una parte dei fondi andrà al dispositivo per gli investimenti strategici per sviluppare l’autonomia strategica delle catene di approvvigionamento essenziali a livello europeo;
– 8,28 miliardi di € andranno allo strumento di sostegno alla solvibilità, secondo la proposta per Next Generation EU, per affrontare i problemi di solvibilità delle imprese economicamente sostenibili di tutti i settori economici;
– 47,15 miliardi di € saranno destinati alla politica di coesione e saranno integrati da altri 42,45 miliardi di € nel quadro di REACT-EU, secondo la proposta per Next Generation EU. I fondi saranno impiegati per sussidi all’occupazione, regimi di riduzione dell’orario di lavoro e misure a favore dell’occupazione giovanile, e della liquidità e solvibilità delle PMI;
– 9,47 miliardi di €, 7,96 dei quali nel quadro di Next Generation EU, saranno assegnati al Fondo per una transizione giusta in modo che la transizione verso la neutralità climatica non lasci indietro nessuno;
– 619 milioni di € saranno destinati a rescEU, il meccanismo di protezione civile dell’Unione europea, in modo che l’Unione sia in grado di rispondere a emergenze su vasta scala;
– 1,19 miliardi di €, 1,17 dei quali nel quadro di Next Generation EU, andranno al nuovo programma per la salute EU4Health per attrezzare l’Unione contro future minacce sanitarie;
– 15,36 miliardi di €, 3,29 dei quali nel quadro di Next Generation EU, saranno destinati ai nostri partner esterni attraverso lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI);
– 2,8 miliardi di €, 1,3 dei quali nel quadro di Next Generation EU, andranno agli aiuti umanitari, per far fronte al crescente fabbisogno umanitario nelle zone più vulnerabili del mondo.
Il progetto di bilancio per il 2021 si basa sulla proposta della Commissione per il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE presentata il 27 maggio 2020. Una volta che il Parlamento europeo e il Consiglio avranno trovato l’accordo sul QFP 2021-2027, compreso il piano per la ripresa, la Commissione adeguerà di conseguenza la sua proposta di bilancio per il 2021 con una lettera rettificativa. L’adozione rapida del progetto di bilancio è essenziale per consentire a centinaia di migliaia di imprenditori, ricercatori, agricoltori e comuni in tutta Europa di beneficiare dei fondi, in modo da investire in un futuro migliore per le prossime generazioni.

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“Real Estate e ripresa economica: il ruolo di Milano”

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

Milano. Da alcune settimane, l’Italia è entrata nella fase di ripartenza, con la ripresa delle attività costrette a un periodo forzato di interruzione causa lockdown. Anche il settore Real Estate deve affrontare una serie di problematiche e di sfide per rimettere in moto le dinamiche delle varie asset class, in particolare in una città come Milano che, prima dell’emergenza COVID-19, era al centro dell’interesse dei grandi player e investitori nazionali ed esteri.Per analizzare la situazione attuale del comparto e pianificare una possibile ripartenza dal punto di vista di operatori sia pubblici che privati, American Chamber of Commerce in Italy ha organizzato il webinar “Real Estate e ripresa economica: il ruolo di Milano”. All’evento virtuale hanno partecipato Roberto Tasca, Assessore al Bilancio e Demanio del Comune di Milano, con un intervento sulle prospettive di valorizzazione economico-sociale post COVID-19 del patrimonio immobiliare della città con un’attenzione al tema ambientale, Mario Abbadessa, Senior Managing Director e Country Head Hines Italy, che si è focalizzato sui progetti real estate nell’area milanese legati alla rigenerazione in chiave di sostenibilità, al living e alla logistica, Giovanna Della Posta, AD di Invimit SGR, che ha portato la sua esperienza relativa a investimenti immobiliari su beni pubblici a Milano ma anche in altre città italiane e Paola Ricciardi, Country Managing Director Duff & Phelps in Italia.In particolare, durante il suo contributo, Paola Ricciardi ha commentato: “In questo momento, dare una view complessiva sul mercato immobiliare non è semplice, in quanto ci sono poche evidenze oggettive sulle quali basare delle previsioni. Il lockdown ha indubbiamente congelato la situazione per tre mesi, anche se a Milano le transazioni nel primo semestre hanno registrato una lieve flessione rispetto al periodo dello scorso anno. Molte operazioni sono state sospese e non cancellate, ma semplicemente rimandate. Le prospettive macro-economiche indicano per il 2020 una contrazione del PIL italiano di circa il 10%, con un impatto che si rifletterà inevitabilmente sulla salute delle imprese e indirettamente sul valore degli immobili.

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In merito alla ripresa delle attività religiose nei luoghi di culto

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

La possibilità di riaprire moschee e sale di preghiera, pur nel più scrupoloso rispetto delle norme indicate dal protocollo redatto dal Ministero dell’Interno, giunge a sanare un vulnus doloroso che era stato deciso nel quadro delle misure di contenimento della pandemia in atto. L’Unione infatti partecipa assieme alle altre sigle religiose non cattoliche al tavolo indetto dal Dipartimento per le Libertà Civili del Ministero dell’Interno per la definizione della nuova fase due per le organizzazioni religiose.L’UCOII, in attesa di sapere dal Governo la data per la riapertura delle sale preghiere e delle moschee, tuttavia sottolinea la specificità della comunità musulmana che prevede le modalità di culto congregazionali e che sta vivendo la sensibile e particolare ritualità del mese di Ramadan. Inoltre, sarà necessario al più presto dare delle risposte chiare sulla celebrazione dell’importante festività di Eid Al Fitr prevista per il 24 maggio. Per questo ci auguriamo che oltre alla celerità che dovrà avere questo percorso indetto dal Governo ci possa essere già da subito anche una più ampia collaborazione da parte delle autorità locali con le nostre realtà di base nel concedere quegli spazi esterni e guidare le stesse comunità alla realizzazione della libertà di culto nella massima tutela possibile.
Un altro invito di responsabilità invece, l’Unione lo rivolge a tutte le comunità di musulmani in Italia, per conformarsi diligentemente alle norme evidenziate nei protocolli governativi o a valutare, nel caso non fosse possibile, di mantenere chiuso il proprio centro.
Si tratta ancora una volta di una fase transitoria che ci auguriamo possa concludersi quanto prima e cogliamo l’occasione per porgere a tutta la comunità dei musulmani d’Italia i nostri rinnovati auguri.
https://fidest.wordpress.com/2020/04/30/islam-siamo-entrati-nel-mese-di-ramadan/
https://fidest.wordpress.com/2020/05/07/guardare-lislam-senza-preconcetti/
https://fidest.wordpress.com/2020/05/07/islamismo-immerso-in-una-miscela-di-laicismo-e-religiosita/

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