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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘riproduzione’

L’evoluzione nel campo della riproduzione in medicina

Posted by fidest press agency su domenica, 31 marzo 2019

Mallorca (Palma di Maioca Spagna) dal 4 al 6 aprile IVI celebra il proprio Congresso biennale, che quest’anno ha luogo a Mallorca, incentrato sulla condivisione degli ultimi progressi nel settore della Medicina della Riproduzione e su come ottenere miglioramenti che aiutino ad ottimizzare il futuro della professione.In questa occasione, inoltre, l’incontro è realizzato sulla base di una strategia pienamente sostenibile, definita dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (ODS) proposti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) nel settembre del 2015.“Questo Congresso rappresenta un incontro d’avanguardia medica e scientifica durante il quale proviamo a riunire le grandi menti che rendono possibile l’evoluzione nel campo della riproduzione. Essendo un Congresso molto importante, e proseguendo nell’obiettivo di progresso e innovazione che abbiamo sempre perseguito, non possiamo ovviare al concetto di sostenibilità che oggi più che mai rappresenta una necessità fondamentale. Dunque, in questa edizione del nostro Congresso abbiamo voluto scommettere con tutta la nostra forza sugli ODS, consapevoli di quanto sia importante adottare una strategia d’impresa vincolata a questi obiettivi globali”, commenta il Dottor Javier Marqueta, Direttore di IVI Mallorca e Presidente dell’8th IVIRMA Congress.
L’impegno di IVI per la sostenibilità si concretizza in tre aspetti: Economico, Sociale e Ambientale. “Già nel corso della sua precedente edizione tenutasi a Bilbao, per la prima volta, il Congresso organizzato da IVI ha messo in atto una strategia di sostenibilità che ha aiutato a generare un’eredità – informa la Dottoressa Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma – ed è stato riconosciuto come tale con il certificato di eventi sostenibili concesso dal governo basco. Ora, riprende a viva forza questo piano, essendo l’impegno sociale ed ambientale una parte fondamentale nella sua definizione e implementazione”.Il piano di sostenibilità si articola lungo quattro ambiti in relazione con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU, un’iniziativa mondiale lanciata da questa organizzazione, che si propone di porre fine alla povertà, proteggere il pianeta e assicurare che tutte le persone godano di pace e prosperità.L’obiettivo è diminuire il più possibile il consumo di materiali e l’inclusione dei criteri di recupero, riutilizzo e riciclo. E tra le misure adottate, si evidenziano la digitalizzazione della documentazione per evitare il consumo di carta mediante la creazione di una APP del Congresso, la riduzione degli elementi del Pack di Benvenuto e uso di materiali riutilizzati e riciclabili per la loro fabbricazione, un manuale di buone pratiche per gli stand, la semplificazione della scenografia e la separazione effettiva dei residui per facilitare la loro gestione e il loro riciclo.

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Procreazione assistita: scoperta una proteina che predice la possibilità di gravidanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2015

procreaIndividuata una proteina capace di indicare il possibile successo di una terapia di procreazione assistita nelle donne con problemi di infertilità. A questa conclusione è arrivato lo studio condotto dal laboratorio di genetica molecolare del centro per la fertilità ProCrea di Lugano in collaborazione con l’università di Ferrara. Lo studio è stato presentato nei giorni scorsi a Lisbona nel corso del 31esimo congresso Eshre (European Society of Human Reproduction Embryology).«Abbiamo riscontrato una correlazione tra livelli elevati della proteina sHLA-G e il successo della terapia, quindi la gravidanza, nelle donne sottoposte a un trattamento di inseminazione artificiale», spiega Giuditta Filippini direttore del laboratorio di ProCreaLab che ha condotto lo studio con Michael Jemec ginecologo del centro ProCrea e Roberta Rizzo ricercatrice del dipartimento di Scienze mediche – microbiologia e genetica medica – dell’università di Ferrara. «È il primo lavoro che viene effettuato su questa proteina in questo particolare ambito; i risultati sono decisamente interessanti e possono aprire nuovi ambiti di ricerca. Adesso per indicare la gravidanza si fa riferimento ai livelli di Beta-hCG, studiando invece la sHLA-G si potrebbe arrivare ad individuare la gravidanza prima. Inoltre, andando ad analizzare il gene corrispettivo HLA-G nei due partner, si potrebbe delineare un quadro clinico più preciso della coppia e così intraprendere la terapia migliore per arrivare ad una gravidanza».Lo studio ha preso in considerazione 18 donne con problemi di infertilità non spiegata, senza altre patologie. Sono stati controllati i livelli della proteina in diversi momenti: prima dell’inizio della stimolazione ovarica, due giorni prima del pickup, durante il pickup, durante il trasferimento embrionale e sette giorni il dopo il trasferimento. Il risultato ha evidenziato livelli alti di sHLA-G nelle 6 donne che hanno avviato una gravidanza e bassi nelle altre.«Conosciuta soprattutto per l’importante ruolo che svolge nei trapianti, solo recentemente questa proteina è stata affiancata alla medicina della riproduzione. Studi hanno rilevato che la concentrazione della sHLA-G rilasciata dall’embrione è correlata con il successo del transfer nell’utero materno. Con questa ricerca siamo andati più a monte abbinando i livelli di concentrazione nella madre al successo della terapia». Lo studio apre nuove prospettive. Conclude la direttrice del laboratorio di ProCreaLab: «Sono ambiti che necessariamente dovranno essere ulteriormente approfonditi. Resta il fatto che abbiamo un elemento in più per valutare il quadro clinico e individuare la strada più corretta per arrivare ad un successo delle terapie, ovvero arrivare ad una gravidanza».
ProCrea – Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare (www.procrealab.ch), ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. http://www.procrea.ch. (foto: procrea)

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Gravidanza a rischio se il papà fuma

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2011

Al congresso Eshre presentato lo studio del centro di medicina della riproduzione ProCrea: la frammentazione del DNA spermatico, determinata anche dalle sigarette, favorisce aborti spontanei.
Il fumo in un uomo danneggia anche il buon esito di una gravidanza. È questo quanto hanno rilevato i biologi del laboratorio di analisi genetiche del centro di medicina per la riproduzione assistita ProCrea di Lugano. Lo studio, che viene presentato a Stoccolma, al congresso annuale Eshre (European Society of Human Reproduction and Embriology), è stato effettuato su 816 pazienti. «Abbiamo studiato gli effetti della frammentazione del DNA spermatico sui trattamenti di fecondazione assistita, andando ad analizzare oltre 1.200 cicli», premette Giuditta Filippini, direttrice del laboratorio di genetica umana ProcreaLab del centro ProCrea. Si tratta di un test già praticato da tempo negli Stati Uniti e che viene fatto normalmente sui pazienti di ProCrea. «Si va ad analizzare il grado di frammentazione del DNA dello sperma per poter comprendere meglio gli effetti che questo valore può avere sulla gravidanza. E come poter intervenire», continua Filippini. Se infatti un’elevata frammentazione del DNA già era sintomo di un probabile problema di infertilità, lo studio condotto da ProCrea è andato oltre. «Siamo riusciti a introdurre un’importante distinzione: dividendo in due il gruppo dei pazienti interessati dallo studio, abbiamo visto che la frammentazione del DNA spermatico non incide sulla percentuale di gravidanze, quanto sugli aborti spontanei. Ovvero, utilizzando per la fecondazione un seme maschile caratterizzato da un’elevata frammentazione del DNA, abbiamo registrato un livello elevato di aborti spontanei. Più facilmente la donna fecondata con un seme di questo tipo va incontro ad un’interruzione di gravidanza». Questo ha permesso ai medici di ProCrea di stabilire delle procedure mirate a seconda dei pazienti. «Sappiamo infatti che tra le cause più diffuse che provocano la frammentazione del DNA c’è, per esempio, il fumo. Quindi, a fronte di un paziente che sappiamo tabagista, prevediamo una cura a base di vitamina E, oltre ad invitare l’uomo a ridurre, se non addirittura sospendere, la cattiva abitudine del fumo», continua Filippini. «In alcuni casi, il problema della frammentazione può essere superato nell’arco di qualche mese (il tempo necessario per una completa spermatogenesi). Come nelle situazioni in cui questa frammentazione del DNA è determinata dall’utilizzo di particolari farmaci: basta la sospensione del farmaco per ristabilire la situazione». Diversi i casi in cui questo problema deriva da una condizione genetica. «In situazioni come queste, possiamo intervenire con un trattamento differente: non basta una Fivet ma occorre optare per la Icsi». Questo test sulla frammentazione del Dna spermatico viene utilizzato dai medici di ProCrea anche per la scelta dei donatori. Il centro della fertilità di Lugano infatti mette a disposizione delle coppie dove i problemi di infertilità riguardano l’uomo, anche la possibilità di ricorrere ad una fecondazione eterologa con seme da donatore. «Scegliamo i donatori migliori che possono anche dare maggiori garanzie di successo», conclude la biologa.
ProCrea – Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare (www.procrealab.ch), ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. http://www.procrea.ch.

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Procreazione assistita

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 febbraio 2011

È aumentato anche nel 2010 il ricorso alla procreazione medico assistita. Confermando il trend di crescita registrato fin dal 2005, sono sempre più le coppie che, riscontrando problemi di infertilità, non vogliono rinunciare alla gioia di diventare genitori. Secondo i dati di ProCrea, centro svizzero di medicina della riproduzione e punto di riferimento internazionale per la fecondazione assistita, nel 2010 il numero delle coppie è cresciuto di quasi l’8 per cento rispetto all’anno precedente. Così anche i trattamenti effettuati che hanno superato la quota dei 2.200 cicli. In crescita anche le percentuali di successo.  Questi risultati si allineano alle ultime tendenze che sono state registrate in Italia e nella vicina Svizzera. Secondo le più recenti statistiche dell’Istituto Superiore della Sanità, che sono relative al 2008, il ricorso alla procreazione medico assistita è aumentato negli ultimi anni. Solamente nell’ultimo anno considerato, il 2008, è stato registrato un incremento del 7 per cento rispetto all’anno precedente. Inoltre, nel periodo 2005-2008, le coppie che complessivamente si sono rivolti a centri per la procreazione assistita sono aumentate di quasi il 27 per cento. Più accentuata la tendenza in Svizzera dove molte coppie italiane sono andate alla ricerca di un figlio. Secondo i dati dell’istituto federale di statistica, tra il 2005 e il 2008 il ricorso alla procreazione assistita è cresciuto del 35 per cento, con un incremento di quasi il 9 per cento tra il 2007 e il 2008 (ultimo anno disponibile). In questo contesto, più di mille le coppie italiane in prevalenza lombarde che hanno scelto ProCrea l’anno scorso. Il motivo non è esclusivamente dettato dalle restrizioni imposte dalla legge italiane. «Due coppie su tre si sono sottoposte a trattamenti con cicli di fecondazione in vitro», spiega Luca Jelmoni, direttore di ProCrea. «Più di trecento invece le coppie che hanno fatto ricorso alla fecondazione eterologa con seme da donatore». I risultati medi sono migliorati rispetto al 2009, merito della costante ricerca scientifica e delle tecniche utilizzate, passando dal 33 a oltre il 36 per cento. «Sono numeri che però non hanno molto significato perché uno dei fattori determinanti per arrivare ad una gravidanza è l’età della donna», ricorda Cesare Taccani, medico specialista in medicina della riproduzione di ProCrea. Meglio, quindi, fare delle distinzioni. Continua infatti Taccani: «Nei cicli a fresco abbiamo registrato gravidanze in oltre il 50 per cento dei casi con donne al di sotto dei 34 anni. Una percentuale che scende al 40 per cento tra i 35 e 36 anni per arrivare al 15 per cento quando la donna ha 40 anni. Oltre i 43 anni i successi sono stati il 6 per cento circa».
ProCrea – Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare (www.procrealab.ch), ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. http://www.procrea.ch.

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“Genetica della Riproduzione Umana”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2010

E’ il tema al centro dell’incontro che si è tenuto all’Università di Torino, presso il Dipartimento di Scienze Ginecologiche e Ostetriche. Responsabile scientifico dell’evento è il Professor Alberto Revelli, Responsabile del Centro di Medicina della Riproduzione presso il Dipartimento di Discipline Ginecologiche ed Ostetriche dell’Università di Torino; Presidente Onorario il Professor Marco Massobrio, Direttore del dipartimento di Discipline Ginecologiche e Ostetriche della Prima Clinica di Ostetricia e Ginecologia presso l’AO S’Anna di Torino.
Fra le tematiche più interessanti che sono state affrontate è la regolazione epigenetica degli embrioni in vitro è sicuramente una delle più affascinanti.  L’epigenetica aiuta a spiegare attraverso quali modalità alcuni geni modificati, cosiddetti imprinted, vengono espressi diversamente se trasmessi dal padre o, al contrario, se trasmessi dalla madre. Questi fenomeni di mutazioni, dovuti a particolari processi biochimici, possono determinare alcune patologie che si manifestano solo nei maschi o solo nelle femmine, a seconda del gene imprinted.
Le patologie osservate nei nati con tecniche di fecondazione in vitro possono essere rappresentate sia da sindromi rare che da disfunzioni e malattie frequenti come diabete, Alzheimer e autismo.
Nell’uomo tutto questo rientra nell’ipotesi di Barker, secondo cui insulti ambientali durante la gravidanza possono determinare, nel tempo, patologie croniche nell’adulto, come ipertensione, diabete, ictus e patologie cardiovascolari. Riportando questa teoria ad epoche ancora più precoci di sviluppo dell’individuo, si può sostenere che le tecniche di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita) costituiscano una prima fonte di stress per il “sistema”. Quindi, prima ancora dell’impianto, la coltura in vitro potrebbe alterare lo sviluppo e determinare effetti a lungo termine nella prole.
Durante il convegno si è discusso dei pro e dei contro dello screening genetico degli embrioni umani prodotti in vitro. Univoci, oramai, i pareri sull’efficacia della PGD nel caso di patologie genetiche note; ancora aperto, invece, il dibattito sull’utilità di uno screening genetico pre-impianto.
Storicamente il PGS è stato utilizzato nell’ambito della PMA per le donne in età fertile avanzata, nei casi di fallimenti ripetuti dopo transfer di embrioni di buona qualità, nell’abortività ripetuta e nel caso di gravi patologie seminali. I primi studi, di dimensioni limitate, avevano confermato l’efficacia della tecnica; recentemente, invece, l’avvio di studi prospettici randomizzati e di sufficiente numerosità hanno fortemente messo in discussione la validità di tale metodica. In sintesi questo tipo di analisi ha mostrato alcune criticità e allo stato attuale lo screening pre-impianto non viene consigliato nella pratica routinaria, anche se nuove tecnologie stanno aprendo scenari più promettenti. In particolare, la tradizionale ibridizzazione in situ (FISH) potrebbe essere sostituita con tecniche che permettano l’analisi contemporanea dell’intero patrimonio cromosomico (comparative genomic hybridization).
Altra tematica innovativa che è stata affrontata nel corso dell’incontro è la genetica dell’ovocita umano e l’impiego dei globuli polari nell’analisi clinica. Nell’ovocita, durante il processo di meiosi, il materiale genetico (cromosomi) si divide in modo perfettamente uguale, mentre il restante materiale cellulare (massa citoplasmatica) si divide in modo asimmetrico. Ne derivano un ovocita di grande dimensioni ed una cellula molto piccola chiamata globulo polare.
Il primo globulo polare (PB1) viene espulso dall’ovocita al momento dell’ovulazione. Il secondo globulo polare (PB2), invece, non viene espulso fino al momento della fecondazione. La rimozione del primo globulo polare può pertanto essere utile per fornire una fonte di studio dell’ovocita e dell’embrione senza interferire con lo sviluppo dell’embrione. Per il meccanismo che caratterizza la maturazione nucleare della cellula uovo, l’analisi dei globuli polari consente di ottenere informazioni sulla condizione cromosomica dell’ovocita stesso e, poiché la maggior parte delle anomalie cromosomiche è di origine materna, lo studio dei cromosomi nei globuli polari rappresenta un valido strumento per identificare gli ovociti potenzialmente euploidi, quindi dotati delle migliori capacità di sviluppo. Questa diagnosi rappresenta una svolta nel campo della delicata questione della diagnosi pre-impianto dell’embrione.

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I francesi al Salone Fieracavalli 2010

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2010

Verona 4-7 novembre 2010 Pad 6  I cavalli da tiro allevati in Francia sono rappresentati da nove razze diverse: Ardennais, Trait Auxois, Boulonnais, Trait Breton, Cob Normand, Trait Comtois, Trait Poitevin, Percheron e Trait du Nord. Ecco alcune cifre significative: 12mila riproduttori, 32mila giumente riproduttrici di cui 27mila sono in riproduzione ogni anno, 2.200 stalloni per 31mila monte, 15mila nascite ogni anno di cui l’80% assicura la riproduzione di cavalli di razza pura. Attualmente in Francia, i cavalli da tiro sono utilizzati per la riproduzione o per l’industria della carne, ma anche per lavori da tiro, attività nel tempo libero o competizione.www.france-trait.fr
–   Akkor International : KOZY è un marchio registrato francese che produce calze al ginocchio per chi va a cavallo. http://chaussettes.kozy.free.fr
–   Antares Sellier : Antarès Sellier France è un produttore francese di selle per equitazione su misura, con una presenza a livello mondiale, che gode di un’eccellente reputazione per l’alta qualità della sua produzione artigianale e del cuoio utilizzato.  http://www.antares-sellier.com
– Rectiligne : RECTILIGNE, sa che gli sport equestri richiedono abilità eccezionali, forza e dedizione. I cavalieri hanno esigenze diverse, in base alla disciplina praticata e al livello di competizione. Gli stivali e le ghette RECTILIGNE sono fabbricati combinando una fattura di altissimo livello con tecniche moderne e la migliore pelle di vitello italiana e francese. http://www.e-rectiligne.com
–   Sellerie Phoenix : La selleria Phoenix ha una doppia attività di produzione artigianale di selle di ogni tipo. La seconda parte è rappresentata dall’attività di commercio al dettaglio di accessori e prodotti per l’equitazione, con una specializzazione nei modelli spagnoli e portoghesi.” http://www.selleriephoenix.com
Fieracavalli 2010 è l’occasione per scoprire e soprattutto riscoprire la diversità dell’allevamento equino francese, che conta attualmente 51 razze riconosciute di cavalli e di asini:
•  23 razze di cavalli purosangue;
•  11 razze di pony;
•  10 razze di cavalli da tiro ;
•  7 razze di asini.
La Francia conta circa un milione di equidi, di cui 350mila cavalli da allevamento, 200mila cavalli da corsa o da competizione e 250mila cavalli per il tempo libero.  Il catalogo degli espositori francesi sarà disponibile in italiano (su richiesta anche in versione digitale) e verrà distribuito in versione cartacea al Padiglione Francia durante la manifestazione veronese. La Francia è stata recentemente selezionata dalla Federazione equestre internazionale per organizzare i “Giochi equestri mondiali del 2014” (l’edizione 2010 si svolgerà negli Stati Uniti).  http://www.ubifrance.fr

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Rossella Traversa: A temporary blood

Posted by fidest press agency su domenica, 25 luglio 2010

Bari fino 1/8/2010 Via Cattaro 14 Nodo a cura di Mariantonietta Bagliato  Il termine “mestruazione” deriva dal latino menstruatio (“mensilità”), sostantivo derivato dall’avverbio di tempo menstrum (“una volta al mese-). Questo -sangue temporaneo – dunque, diviene il fuoco della riflessione da cui nasce -A temporary blood- il titolo della mostra personale di Rossella Traversa. L’artista utilizza il mezzo fotografico per riflettere su una verità solitamente -invisibile- agli altri, rievocando con le immagini la figurazione del ciclo iniziatico della riproduzione della specie umana e dell’identità ancestrale della donna. (rossella traversa)

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Fernanda Veron Le sale di Los

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2009

veronRoma fino al 20/9/2009 Via del Pellegrino, 60 Dora Diamanti Arte Contemporanea a cura di Micol Di Veroli. Fernanda Veron presenta al pubblico una nuova serie di opere che allontanandosi dalle consuetudini visive della fotografia contemporanea raffigurano un universo interiore costituito da immagini della memoria. Il cervello diviene cosi’ uno sconfinato banco ottico attraverso il quale ogni percezione visiva si ricostituisce e si riassembla creando nuove formule oniriche, nuovi fotogrammi fantastici. Fernanda Veron per comporre le sue enigmatiche immagini mnemoniche parte dai principi della scolastica secondo i quali la mente umana sarebbe regolata da tre cavità cerebrali cooperanti. Queste sono le sale di Los, ambienti infiniti in cui si trovano le luminose riproduzioni di tutte le cose passate sulla terra. Il corpus della mostra e’ composto da una sequenza di autoscatti dove una massa di nubi in movimento si pone in costante dialogo ed interazione con la fisicità e la natura emozionale del soggetto principale. Un gioco innocente e lieve con il mondo delle nuvole come suprema metafora delle potenzialità della mente umana. Le immagini segnate da molteplici interventi sembrano provenire da un momento fermo nel tempo dove l’essere umano entra in contatto con la propria interiorità. Assieme a queste imago mentis Fernanda Veron presenta nel livello inferiore della galleria un’opera video che associa l’immagine al pensiero scritto. Una specie di diario frammento e fragile, assorbito dalla poesia di una memoria immersa nel fiabesco che genera cristalli di quotidianità fantastica. Fernanda Veron in contemporanea alla mostra Le sale di Los alla galleria Dora Diamanti e’ inoltre stata invitata a partecipare all’edizione 2009 del FotoGrafia Festival di Roma nella mostra La gioa che si terrà al Palazzo delle Esposizioni.
Bio: Nata a Necochea (Argentina) nel 1978. Vive e lavora a Roma. Tra le maggiori esposizioni ricordiamo: Gioia, Fotografia Festival, Palazzo delle Esposizioni, 2009, Roma; Whaleless, Fotografia europea, Reggio Nell’Emilia, 2009; Contemporaneamonti, Roma, 2008; CF3 – Festival delle Arti Visive, Ceglie Messapica (BR), 2007; Argentina ’70 – A Trip Down Memory Lane, Container, Roma, 2006. (veron)

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