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Carbon tax

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2012

en:Primorye Power Plant in Luchegorsk, Primors...

en:Primorye Power Plant in Luchegorsk, Primorsky Krai ru:Приморская ГРЭС, пгт Лучегорск, Приморский край (Photo credit: Wikipedia)

Assopetroli-Assoenergia ribadisce nuovamente il suo fermo no alla carbon tax che il Governo Monti vorrebbe introdurre con la riforma del fisco. Lo fa per bocca del suo presidente Franco Ferrari Aggradi che da tre anni guida l’Associazione di rappresentanza delle oltre 1000 imprese attive nel commercializzazione/distribuzione di prodotti petroliferi/energetici. “Con la carbon tax – spiega Ferrari Aggradi – il Governo veicola un messaggio fuorviante prefiggendosi – come si evince da una delle tante bozze circolate – l’intento di colpire precise categorie quali le famiglie piu’ agiate per scoraggiarne i consumi ed il settore dei trasporti con ricadute non più sostenibili su molti settori e tali da imprimere un ulteriore impennata dei prezzi al consumo. La Carbon Tax non ce la chiede l’Europa – precisa Ferrari Aggradi – come ci stanno dicendo. In questi mesi e’ si in discussione a Bruxelles una proposta di modifica della metodologia di tassazione dei prodotti petroliferi basata sul loro potere calorifico e sulle emissioni di anidride carbonica ma i parametri indicati dalla Comunita’ europea per il calcolo dell’imposta sono notevolmente inferiori a quelli oggi vigenti nel nostro Paese. Quindi un Governo consapevole di cio’ annuncerebbe un allineamento delle nostre accise ai livelli indicati dalla UE: sarebbe un sogno per le tasche degli italiani. Siccome cio’ non e’ stato detto, appare chiaro che il Governo nasconde dietro la Carbon Tax, lo scopo di drenare ulteriori risorse dal già vessatissimo settore energetico (il 60% del prezzo dei carburanti e’ composto da accise e Iva). Il Governo – incalza Ferrari Aggradi – non puo’ contare sulla voglia di guida degli italiani perche’ i consumi di carburante sono drasticamente in calo (nell’ultimo anno: -10% complessivo con un -22% in autostrada) , o sul soddisfacimento dei bisogni primari come riscaldamento e illuminazione delle case o l’uso del gas per cuocere il cibo, con l’intento di drenare altre risorse economiche attraverso il costante aumento delle accise! Tutti sono allo stremo, in primis le famiglie che riducono i consumi ma anche le imprese, ormai quasi al default, perche’ vedono ogni giorno aumentare il costo della produzione a causa dei continui rincari. Anche le imprese di Assopetroli-Assoenergia sono al limite di tenuta, essendo ormai in crisi per l’eccessivo calo di vendite con tutte le conseguenze che ne deriveranno anche sul piano occupazionale. Non vogliamo sostituirci al Governo – aggiunge Ferrari Aggradi – ma e’ necessario cambiare registro proponendo soluzioni strutturali per risanare i conti del Paese senza tassare ancora i carburanti e deprimendo i consumi: la ”cura” sta schiantando il malato. L’attuale contingenza economica richiede esattamente il contrario di quanto si sta facendo, cioe’ – aggiunge Ferrari Aggradi – si dovrebbero ridurre le accise e sterilizzare l’effetto perverso dell’Iva per rilanciare i consumi e far ripartire il Paese”.

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A Napoli niente farmaci gratuiti per malati tumore

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

“Ancora una volta a farne le spese sono i soggetti più deboli, in questo caso, pazienti oncologici che giornalmente lottano per la vita e chi si vedono costretti a pagare  in prima persona per risanare i piani di rientro in quelle regioni che si trovano in deficit. Da una parte il Governo prende posizione a favore della vita, contro il testamento biologico, dall’altra però non garantisce mezzi indispensabili per proseguirla degnamente”. Commenta netta, Antonella Aprile, viceresponsabile per la Sanità dell’Italia dei Diritti, l’interruzione della somministrazione gratuita da parte della Asl 1 di Napoli di alcuni farmaci sostanziali in presenza di gravi patologie. Le medicine, denominate “off- label”, ossia in uso  al di fuori dell’indicazione curativa con approvazione dal Ministero, a causa del piano nazionale di rientro dal debito, non sono più elargite ai pazienti, i quali per curarsi, devono sborsare, facendo i conti con le loro possibilità economiche, enormi cifre. “Che i pazienti e i loro familiari sappiano – dichiara l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – , che il Governo, con il maxi-emendamento al Milleproroghe, votato nei giorni scorsi, e voluto dalla Lega Nord a favore degli allevatori per pagare le multe relative alle quote latte imposte dalla comunità europea, ha deciso di attingere alle disponibilità di un fondo di stabilità che serviva al riequilibrio socio-economico dei territori”. Il riassetto finanziario grava pesantemente sulle tasche degli ammalati, i quali, disperati, sono privi da febbraio della distribuzione gratuita dei supporti farmaceutici che li tengono in vita. “In poche parole quindi – conclude la Aprile – i fondi destinati ai malati di tumore serviranno a pagare le multe relative alle quote latte. Si è tolto ai pazienti oncologici per favorire gli allevatori e la Lega Nord”.

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Nuovi reparti al Sant’Eugenio di Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2009

L’apertura a Roma dei nuovi reparti di Oncologia e Geriatria dell’ospedale Sant’Eugenio ha rianimato il dibattito sulla situazione d’emergenza della sanità regionale. Durante l’inaugurazione, Esterino Montino, vicepresidente della Regione Lazio, ha infatti parlato di una inversione di tendenza che andrebbe a risanare il buco creatosi con 500 milioni di euro, provenienti non da tagli ma dalla lotta agli sprechi. “La ristrutturazione della Sanità del Lazio è un argomento delicato è non sarà l’apertura di due nuovi reparti a dimostrare il cambio di rotta”, ha commentato il responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti, Vittorio Marinelli. “Non sappiamo se veramente l’assessore crede a quello che dichiara perché è proprio di pochi giorni fa la pubblicazione dei dati delle varie amministrazioni sanitarie regionali e il Lazio è in lotta per la pole position del dissesto”, ha aggiunto l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro. Marinelli esorta poi a prendere Firenze o Bologna come città modello, invitando il vicepresidente della Regione a recarsi in quelle zone in treno per farsi spiegare come funziona la buona Sanità. “Montino avrà optato per la tratta più breve e veloce andando quindi a Napoli e nelle varie zone disastrate del sud Italia. Faccia però attenzione – conclude Marinelli – perché dopo la Campania c’è la Calabria e la Sicilia, pessimi modelli di amministrazione e, se proprio vuol proseguire, i paesi del Terzo Mondo verso cui Roma sembra si stia avvicinando sempre più.”

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