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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘riscaldamento’

Efficienza energetica e riscaldamento degli edifici

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

Il riscaldamento delle abitazioni è tra le cause principali dell’inquinamento delle città ed è responsabile di oltre il 19% delle emissioni climalteranti prodotti dal nostro Paese e del 60% delle polveri sottili nelle aree urbane. In Italia sono installati oltre 19 milioni di caldaie a gas e si stima che più di 7 milioni di caldaie siano antecedenti alla direttiva 90/396/CE sulle prestazioni degli apparecchi a gas che rischiano di essere sostituite da altri impianti a gas, più efficienti ma non risolutivi del problema di inquinamento locale e globale che producono. Questa situazione può e deve essere cambiata, come del resto prevedono gli obiettivi europei e come risulta tra gli impegni del Governo italiano del Pniec. Ma ora è il tempo di accelerare su questa direzione per ridurre l’inquinamento che ogni giorno respiriamo e per contribuire nella lotta ai cambiamenti climatici. Per questo Legambiente e Kyoto Club lanciano oggi una campagna dal titolo “Per la decarbonizzazione degli impianti di riscaldamento degli edifici in Italia” per far comprendere ai cittadini e alla politica la necessità di fermare la diffusione di impianti di riscaldamento da fonti fossili in Italia. Oggi esistono alternative competitive rispetto a impianti di riscaldamento a gas nelle abitazioni, come le pompe di calore elettriche, che oltretutto si possono integrare con impianti solari fotovoltaici e a geotermia a bassa entalpia con un’efficienza molto maggiore di quelli da fonti fossili. La nostra campagna è un contributo alla sensibilizzazione sull’urgenza di agire e per il sostegno alle aziende del settore perché entro il 2030 producano solo impianti senza emissioni climalteranti”. Legambiente e Kyoto Club ricordano che secondo dati più recenti dello European Environmental Bureau, l’energia consumata per il riscaldamento di edifici e forniture d’acqua rappresenta il 28% del totale dell’energia consumata nella UE, l’80% dei consumi finali di energia delle abitazioni e il 12% del totale delle emissioni di CO2 equivalenti UE. Sempre a livello UE, l’85% del riscaldamento centralizzato è alimentato con fonti energetiche fossili; i boiler a gas rappresentano il 58% di quelli installati e il 60% è vecchio e inefficiente (di classe C o inferiore).

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Riscaldamento globale in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

Guardando all’Italia la situazione è preoccupante. Le nostre province stanno registrando pericolosi incrementi: ben 72 su 110 province totali (il 65%) superano la media continentale (+1,990°C). Fra le realtà più colpite spicca Brindisi, la più riscaldata d’Italia, che secondo quanto riporta l’osservatorio ha subito un riscaldamento di +3.12° C gradi. Appena sotto le città metropolitane Roma (3,07°) e Milano (2,85°), al secondo e quarto posto, sul podio anche Sondrio (2,98°), al terzo posto. In ordine fino alla 20esima posizione troviamo Latina (2,79°), Vicenza (2,76°), Monza Brianza (2,73°), Bolzano-Bozen (2,71°), Lecce (2,69°), Taranto (2,68°), Campobasso (2,67°), Verbano-Cusio-Ossola (2,66°), Reggio Calabria (2,65°), Pordenone (2,63°), Varese (2,61°), Bergamo (2,58°), Verona (2,56°), Brescia (2,56°), Treviso (2,54°) e Frosinone (2,53°).La regione che ha registrato l’incremento maggiore è il Lazio (+2,66 °C), seguita da Trentino-Alto Adige (+2,57 °C) e Lombardia (+2,56 °C).
Il campanello d’allarme suonato dall’Osservatorio non è passato inosservato all’ex euro-parlamentare Marco Cappato (Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e fondatore di EUMANS!, il movimento di cittadini europei attivo sullo sviluppo sostenibile) attualmente attivo a livello internazionale con stopglobalwarming.eu, l’unica iniziativa formale già incardinata istituzionalmente sul tema in alternativa all’inerzia della UE, una ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) nata da un’idea avanzata da 27 Premi Nobel e 5.227 scienziati e che vanta la fiducia di personalità del mondo della cultura e dello spettacolo come il climatologo L.Mercalli, e artisti come G. Salvatores, O.Toscani, G.Muccino, Pif, Fedez, T.Gelisio, M.Maionchi, G.Covatta N. Zilli, N.Marcorè, G.Innocenzi, C.Capotondi, G.Muccino, Arisa, Pif e P.Pardo.Stopglobalwarming.eu, promossa insieme a esperti come Alberto Majocchi (Professore Emerito di Scienza delle Finanze all’Università di Pavia) e Monica Frassoni (ex co-Presidente del Partito Verde Europeo), al raggiungimento del milione di firme chiederà alla Commissione Europea di impegnarsi a elaborare la proposta legislativa di fermare il riscaldamento globale spostando le tasse dalle persone all’ambiente, e dunque tassando le emissioni di CO2 e riducendo le tasse sul lavoro. Secondo la proposta, chi emette anidride carbonica in Europa pagherebbe un prezzo a tonnellata (dai 50 euro iniziali a 100 dopo 5 anni) incentivando il risparmio energetico e le fonti rinnovabili. Il ricavato andrebbe a beneficio dei lavoratori, con una riduzione delle tasse in busta paga. In questo modo l’Unione Europea potrebbe ricavare un tesoretto di 180 miliardi di euro all’anno per ridurre la pressione fiscale sui lavoratori europei.
Per raggiungere il milione di firme necessario, notizia dell’ultim’ora, è appena stato prorogato di 6 mesi il termine inizialmente fissato al 20 luglio 2020, e ora spostato al 20 gennaio 2021.

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Riscaldamento globale, collasso del commercio globale e cyber warfare

Posted by fidest press agency su martedì, 17 dicembre 2019

E’ questo è il podio degli eventi rari che potrebbero avere il maggiore impatto sulla crescita economica globale e sui rendimenti degli asset secondo gli investitori. Lo rivela l’Extreme risks 2019 report and ranking del Thinking Ahead Institute (TAI) di Willis Towers Watson.
La classifica dei rischi estremi del 2019 ha visto salire al primo posto un tema di grandissima attualità: il riscaldamento globale, con la conseguente progressiva inabitabilità del nostro pianeta. Al secondo posto il potenziale collasso del commercio globale, spinto dall’aumento del protezionismo causato principalmente dagli sviluppi politici mondiali negli ultimi sei anni. Al terzo posto si trova il cyber warfare, una new entry assoluta che si posiziona ai vertici della classifica, dimostrando come, in un mondo sempre più connesso, sia aumentato anche il rischio dell’utilizzo di Internet come arma.Tra le altre novità della classifica di quest’anno, rispetto all’ultima edizione del 2013: l’ingresso di nuovi rischi come il collasso della biodiversità e la dismissione della moneta legale, a favore di quella virtuale, e l’uscita di rischi “storici” come deflazione, crisi assicurativa e terrorismo. Cresce la preoccupazione per il fallimento delle infrastrutture, in salita di otto posizioni, e per il collasso del commercio globale e la crisi valutaria, che guadagnano tre posti. Scende invece la stagnazione, in calo di otto posti, e la scarsità di risorse, primo rischio ne 2013, ora in quarta posizione.Gianmarco Tosti, Country Manager per l’Italia di Willis Towers Watson, ha detto: “Dalla classifica dei rischi estremi emerge un trend generale in cui i rischi finanziari perdono posizioni mentre i rischi estremi non finanziari diventano sempre più rilevanti. Il riscaldamento globale è diventato il rischio più temuto nella nostra analisi che abbina la probabilità che un fenomeno si verifichi all’importanza del suo impatto”.“Riteniamo che il mondo stia attraversando cambiamenti cruciali, sia ambientali sia politici, in grado di modificare gli equilibri di potere. Un mondo così complesso può generare conseguenze estreme difficili da immaginare quando si lavora con una modello distributivo dei rischi ’tradizionale’. Ciò significa che gli eventi estremi sono molto più probabili di quanto si pensasse in precedenza. Per muoversi in questo mondo complesso, suggeriamo che gli investitori adottino una mentalità aperta, evitino concentrazioni di rischi, siano attenti ai segnali di allarme e adattino costantemente la loro politica per essere pronti ad affrontare anche le congiunture negative”.

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Riscaldamento scuole: Campidoglio, tutti gli edifici al caldo

Posted by fidest press agency su sabato, 14 gennaio 2017

scuolaRoma. I tecnici comunali sono intervenuti su tutti i malfunzionamenti degli impianti termici di competenza di Roma Capitale Tutti gli impianti termici nelle scuole di competenza di Roma Capitale sono stati riaccesi e funzionano correttamente. Gli edifici scolastici sono dunque adeguatamente riscaldati. È quanto rende noto il Campidoglio sulla base dei dati rilevati dal Dipartimento Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana (Simu). Su 1.124 impianti a servizio delle scuole si sono complessivamente verificati 62 malfunzionamenti o mancati avvii, pari a circa il 6% del totale: su circa 20 di questi si è già intervenuti nella giornata di domenica 8 gennaio; i restanti malfunzionamenti si sono verificati nella mattinata del 9 gennaio e sono stati prontamente risolti, ad eccezione di 7 situazioni con problematiche strutturali che ora risultano eliminate.
“Con l’operazione ‘scuole calde’ abbiamo disposto l’accensione in anticipo dei termosifoni negli edifici scolastici di Roma – spiega la sindaca Virginia Raggi – per far fronte all’ondata di freddo che ha investito la nostra città. Ci sono stati dei malfunzionamenti ma hanno comunque riguardato una minima parte degli impianti, sui quali siamo immediatamente intervenuti inviando delle squadre per risolvere le criticità.
L’amministrazione ha garantito il massimo impegno per affrontare una realtà che abbiamo ereditato – continua Raggi – e che purtroppo in molti casi è drammatica, come hanno confermato anche tanti presidi: i continui tagli dei finanziamenti ai Comuni e la mancata manutenzione ci hanno consegnato strutture fatiscenti, termosifoni danneggiati, tubature vecchie e impianti elettrici inadeguati. Per tutte queste ragioni, e per valutare le misure necessarie a evitare analoghi disagi in futuro, ho convocato un’apposita riunione che si svolgerà la prossima settimana: l’obiettivo è di individuare delle procedure standard, fino ad oggi mancanti, per prevedere l’accensione
anticipata degli impianti nei casi di prolungata chiusura delle scuole. Ho inoltre chiesto di approntare dettagliate disposizioni che individuino per ogni Municipio i soggetti incaricati di garantire l’accesso, in qualunque momento, a ciascun edificio scolastico”, conclude la sindaca.

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Mancato riscaldamento scuole fiorentine. Non è colpa della Raggi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2017

piazza san marco firenzeFirenze. E’ un bollettino di guerra quello che ci arriva da vari messaggi e testimonianze di studenti e genitori che in una giornata come ieri (e anche l’altro ieri) hanno dovuto rinunciare alle ore di lezione a scuola (o le hanno tenute in condizioni precarie) perchè il riscaldamento non funzionava o era insufficiente. Un inverno particolare? Se qualcuno lo dice, ci sta prendendo in giro. E’ inverno e fa freddo, in linea grossomodo con le temperature di questo periodo in questa parte del mondo. A sentire i vari responsabili c’e’ da vergognarsi ad essere cittadini che pagano le tasse con cui vengono pagati gli stipendi di queste persone: i piu’ dotti usano le parole inglesi “spending review”. E si scopre che, con una temperatura invernale preannunciata e gia’ in atto da diversi giorni, le scuole hanno riaperto con gli impianti di riscaldamento (dove funzionavano) che sono stati attivati la mattina stessa e poi spenti la sera, e cosi’ via. Incapaci?Troppo buoni: forse solo inutili, e quindi piu’ pericolosi e piu’ dannosi.
Una testimonianza valga per tutti. In un istituto superiore del centro fiorentino, gli studenti, dopo che l’insegnante il giorno prima aveva loro relazionato sul diritto di sciopero e la Costituzione, oggi, costretti dal freddo ad abbandonare le aule scolastiche alle 10 dopo che alle 8 erano entrati, hanno avuto modo di dire alla stessa insegnante che il suo insegnamento sullo sciopero era stato fruttuoso e l’avrebbero messo in atto per quanto stava accadendo; l’insegnante, ovviamente (un avvocato che presta volontariato presso la nostra associazione), non ha potuto dire loro che avevano ragione.Dicevamo di varie testimonianze. Anche stamane durante un filo diretto ad una radio privata fiorentina con diversi genitori che hanno telefonato per raccontare la loro esperienza, con figli a casa che, talvolta, si sono anche ammalati per l’occasione.C’e’ da vergognarsi per quanto sta accadendo e, qualunque provvedimento sara’ preso per far tornare la vita scolastica alla sua normalita’, i presidi -responsabili a tutti gli effetti, istituto per istituto- devono pagare civilmente e penalmente per quanto accaduto. Spetta ai genitori denunciarli ai loro superiori e alla Procura della Repubblica. Da parte nostra avranno il necessario supporto legale.Una chiosa per chiudere. Io ho fatto la scuola media e il liceo a meta’ degli anni 60 del secolo scorso e, ogni anno ero tra gli organizzatori degli altri studenti per scioperare con questo motivazione: “sciopero causa mancanza adeguato riscaldamento”, e dopo scioperi e cortei le cose venivano in qualche modo rimesse come avrebbero dovuto essere fin dall’inizio. Ma eravamo cinquanta anni fa. Il mondo e’ cambiato ma non l’incapacita’ dei dirigenti scolastici nello svolgere il lavoro per cui sono pagati dai contribuenti. Non ci sentiamo eccessivi auspicando un licenziamento di queste persone.. .anche se intuiamo consapevolmente che “la consorteria dei diritti propri ma non degli altri e di tutti”, l’avra’ vinta anche questa volta. Poi dicono che l’Italia va male…. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc) (n.r. in un altro comunicato è stato scritto che a Roma solo poche scuole sono rimaste al freddo, ma la colpa non è del sindaco che aveva dato in proposito precise istruzioni ma da un ritardo delle squadre adibite a tale servizio. Nonostante ciò vi sono stati grandi clamori mediatici e minaccia di una class action contro la Raggi. A Firenze, invece, che è la patria del nostro ex-presidente del consiglio e dove vi è una amministrazione comunale affidata a un suo fedelissimo tutto tace. I soliti due pesi e due misure.)

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Riscaldamento scuole: Campidoglio, segnalati malfunzionamenti in 62 su 1.124 impianti

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2017

scuolaRoma Su un totale di 1.124 impianti termici nelle scuole di competenza di Roma Capitale, sono stati segnalati 62 malfunzionamenti o mancati avvii. È quanto rende noto il Campidoglio sulla base dei dati rilevati dal Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana. Su circa una ventina di questi malfunzionamenti si è già prontamente intervenuti nella giornata di ieri, domenica 8 gennaio 2017. I restanti si sono verificati nella mattinata odierna e sono in fase di risoluzione.Tra questi in particolare: 3 malfunzionamenti sono stati dovuti a spegnimento dopo riaccensione (Via Niobe 50, Via Fosso dell’Osa e Via Belon 150); 3 dovuti a mancanza di gas (Via Rivisondoli e Via Casal Bianco ora risolti e Piazza Minucciano in fase di risoluzione); 1 dovuto a mancanza di energia elettrica (Via Ostiense 263 ora risolto); 2 con perdite idriche da riparare (Via Fossacesia e Via di Gesù e Maria). Diversi impianti malfunzionanti, sin dalle prime accensioni, avevano manifestato criticità dovute alla vetustà.Si ricorda che normalmente gli impianti termici degli edifici scolastici vengono accesi alle ore 7.00 del mattino nelle giornate in cui è prevista l’attività didattica. In previsione della chiusura per le festività natalizie, in data 23 dicembre 2016 è stato dato ordine alle imprese manutentrici di procedere alla preaccensione degli impianti termici delle scuole, a partire dalle ore 5.00 del giorno 9 gennaio 2017, rispetto al normale orario di avvio delle ore 7.00. Giovedì 5 gennaio 2017, in considerazione del previsto abbassamento delle temperature, è stato disposto di anticipare l’accensione alle ore 3.00 del 9 gennaio 2017. Nella mattina di sabato 7 gennaio 2017, a seguito di precisa indicazione della Sindaca di Roma Virginia Raggi, al fine di preriscaldare i locali, impedire le rotture delle tubazioni di riscaldamento ed evitare un eccessivo livello di malfunzionamenti all’avvio, è stato ordinato alle imprese manutentrici di procedere all’accensione a regime ridotto a partire dalle ore 18.00 del medesimo giorno, sempre mantenendo la preaccensione totale alle 3.00 del 9 gennaio 2017.

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Riscaldamento: autonomo o centralizzato?

Posted by fidest press agency su martedì, 8 novembre 2011

Riscaldamento, heater

Image by stefano meneghetti via Flickr

Inizia il freddo ed è il momento di pensare al riscaldamento e, come tutti gli anni, si ripropone la vessata questio: meglio un riscaldamento centralizzato o individuale? La risposta e’ semplice: dipende dalle esigenze del consumatore. Non esiste una scelta di per se’ migliore dell’altra. E’ evidente che le grandi quantita’, razionalmente impiegate, fanno risparmiare cosi’ i grandi impianti di combustibile per il riscaldamento sono piu’ convenienti. Un riscaldamento centralizzato e’ piu’ indicato se omogeneamente utilizzato, il che vale per gli uffici che hanno un orario standard, per esempio 9-17. In questo caso l’impianto viene messo attivato e disattivato ad orari stabiliti, e’ spento il sabato e la domenica, e’ prevista una sola caldaia con manutenzione unificata. Diverso e’ il caso delle abitazioni private perche’ ciascuna famiglia ha esigenze diverse. C’e’ chi esce la mattina e rientra in serata o il fine settimana e’ fuori, chi e’ in casa solo per alcune ore della giornata, chi invece vi soggiorna per molte ore (vedi anziani). Nello stesso edificio inoltre vi possono essere uffici e abitazioni private, con esigenze del tutto opposte. Le necessita’ del mondo condominiale sono insomma estremamente differenziate e accontentare tutti e’ praticamente impossibile. In questo caso la caldaia autonoma appare la soluzione piu’ razionale, perche’ consente di adattare alle proprie esigenze giorni e orari di accensione, ottenendo un buon rapporto costi-benefici e consente di evitare lunghe e accesissime discussioni condominiali sui termosifoni troppo o troppo poco accesi e sulle relative bollette.

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Riscaldamento e termosifoni modificati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2010

Inizia la stagione fredda e subito sorgono problemi. E’ noto che la ripartizione delle spese di riscaldamento per un impianto centralizzato avviene per tabelle millesimali, nelle quali sonno riportati i valori proporzionali relativi alle singole unita’ immobiliari e che determinano il contributo alle spese. Uno degli elementi di calcolo riguarda la superficie radiante dei termosifoni: se tale superficie cambia, anche la quota da versare dovra’ essere corretta. Motivo di litigio tra i condomini (tra i mille possibili) e’ proprio la sostituzione dei termosifoni senza che siano state aggiornate le tabelle millesimali. Per correttezza chi effettua tale operazione dovrebbe informare l’amministratore del condominio ma, visto che i furbi abbondano, puo’ succedere che non ne faccia nulla. In questo caso gli altri condomini possono chiedere all’amministratore di effettuare un nuovo calcolo, ridistribuendo le spese di riscaldamento. Nel frattempo, in via provvisoria, l’assemblea condominiale puo’ modificare le tabelle millesimali e permettere la riscossione dei contributi a titolo di acconto salvo conguaglio successivo. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Fabio Pellicano: Il paradiso perduto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 ottobre 2010

Roma  21 ottobre – 15 novembre 2010. Inaugurazione: 21 ottobre 2010, ore 18.30 Museo Crocetti, Via Cassia 492  Da sempre attento nel sostenere le cause legate al rispetto della natura e delle sue bellezze. Fabio Pellicano affascinato dalla luce e dai paesaggi africani è partito per studiare gli animali selvatici. Vederli interagire liberi nella savana è stata un’esperienza indimenticabile per ammirare la ricchezza del mondo animale. E cosi nata una serie di dipinti dedicata al ‘’Paradiso Perduto’’. Infatti, tanta bellezza è minacciata. Il cambiamento climatico dovuto al riscaldamento della terra sembra aver sconvolto il ritmo delle stagioni delle piogge creando zone asciutte. Molte specie sono a rischio di estinzione o seriamente compromesse sia a causa della perdita dell’habitat, sia del commercio illecito e del bracconaggio.
Fabio Pellicano è membro dell’organizzazione internazionale ‘’ Artists for Conservation’’ cui sono affiliati artisti dal mondo intero la cui missione è supportare la natura selvaggia e la conservazione degli habitat attraverso l’arte. l’O.N.U. ha dichiarato il 2010 l’anno della biodiversità. (fabio pellicano)

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Riscaldamento: autonomo o centralizzato?

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2010

Sembra un po’ presto ma e’ proprio il momento di pensarci per evitare di fare le corse, dopo e con affanno e, probabilmente, con costi aggiuntivi. Ci riferiamo agli impianti di riscaldamento e alla vessata questio: meglio un riscaldamento centralizzato o individuale? La risposta e’ semplice: dipende dalle esigenze del consumatore. Non esiste una scelta di per se’ migliore dell’altra. E’ evidente che le grandi quantita’, razionalmente impiegate, fanno risparmiare e cosi’ i grandi impianti di combustibile per il riscaldamento sono piu’ convenienti. Un riscaldamento centralizzato e’ piu’ indicato se omogeneamente utilizzato, il che vale per gli uffici che hanno un orario standard, per esempio 9-17. In questo caso l’impianto viene messo attivato e disattivato ad orari stabiliti, e’ spento il sabato e la domenica, e’ prevista una sola caldaia con manutenzione unificata. Diverso e’ il caso delle abitazioni private perche’ ciascuna famiglia ha esigenze diverse. C’e’ chi esce la mattina e rientra in serata o il fine settimana e’ fuori, chi e’ in casa solo per alcune ore della giornata, chi invece vi soggiorna per molte ore (vedi anziani). Nello stesso edificio inoltre vi possono essere uffici e abitazioni private, con esigenze del tutto opposte. Le necessita’ del mondo condominiale sono insomma estremamente differenziate e accontentare tutti e’ praticamente impossibile. In questo caso la caldaia autonoma appare la soluzione piu’ razionale, perche’ consente di adattare alle proprie esigenze giorni e orari di accensione, ottenendo un buon rapporto costi-benefici e consente di evitare lunghe e accesissime discussioni condominiali sui termosifoni troppo o troppo poco accesi e sulle relative bollette. (fonte aduc)

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Parte il solare termico

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2010

“Il Sole riscalderà gli ambienti interni dell’asilo nido dove avremo aria calda ricavata direttamente dai raggi solari. E’ il Jumbo Solar, tecnologia tedesca prodotta dalla Grammer, un sistema innovativo e all’avanguardia che sfrutta l’insolazione per riscaldare non acqua ma aria”. Lo dichiara il presidente della ENAM SpA, società ad intero capitale pubblico del Comune di Pomigliano d’Arco, operativa in campo energetico ed ambientale . “Questa forma di riscaldamento si aggiungerà a quella tradizionale consentendoci di ottenere un abbattimento di almeno il 24 % sul consumo di gas metano con risparmio economico per l’amministrazione che potrà investire quei soldi in altre attività didattiche o in azioni di manutenzione. Una scuola perfettamente ecosostenibile – prosegue Gaudiano – il cui sistema di riscaldamento darà la possibilità all’intera comunità di ottenere un importante risparmio energetico”.

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Blocco del traffico a Milano

Posted by fidest press agency su martedì, 2 febbraio 2010

Il blocco del traffico a Milano? “E’ soltanto un palliativo che non risolve assolutamente il problema dell’inquinamento atmosferico”. Luca Ragone, viceresponsabile dell’Italia dei Diritti per il capoluogo lombardo, commenta in questo modo la decisione della Giunta Moratti di fermare per un giorno la circolazione veicolare in città al fine di ridurre il livello di polveri sottili nell’aria. “Lo stop forzato delle automobili – continua Ragone – è soltanto una goccia nel mare, vi sono ben altri fattori che influiscono in maniera maggiore sulla qualità dell’aria che respiriamo. In primis il mancato rispetto delle più recenti normative sul risparmio energetico per quel che concerne la stragrande maggioranza degli impianti di riscaldamento installati nelle case dei milanesi. Basti pensare che allo stato attuale dei fatti sono pochissime le famiglie che dispongono di caldaie classe A. Agli Enti locali – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – spetta l’applicazione rigorosa di un sistema di certificazione coerente con i principi normativi in essere in tema di risparmio energetico degli edifici”.

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Sgomberi Milano

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2010

Il 21 gennaio scorso ottanta baracche sono state distrutte dalle autorità milanesi, con fornelli per il riscaldamento, coperte, abiti invernali e medicinali essenziali al loro interno, maciullati dalle ruspe. “E’ avvenuto in via Sant’Arialdo, nell’area dell’abbazia di Chiaravalle, dove circa 150 Rom, con bambini, donne incinte, malati gravi (pazienti oncologici, cardiopatici e sofferenti di patologie da precarietà) e portatori di handicap sono stati messi in mezzo alla strada e costretti ad allontanarsi in una tragica marcia verso il nulla”. Lo affermano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti del Gruppo EveryOne e autori della denuncia che  ha raggiunto il tavolo dei magistrati della Corte Penale Internazionale de L’Aja. “Per fortuna molte famiglie che hanno visto passare nei pressi dell’insediamento alcune auto della polizia municipale, prima delle operazioni di evacuazione, si sono allontanate in tempo, evitando le denunce, le schedature in Questura e le umiliazioni cui sono state costrette le altre” continuano i rappresentanti dell’organizzazione per i diritti umani. “I loro rifugi di fortuna, costruiti assemblando legno, plastica e cartone per ripararsi dal freddo e dalle intemperie non esistono più. Novantacinque Rom romeni sono stati denunciati per occupazione abusiva di terreno e sottoposti a un’espulsione di massa: le autorità, infatti, hanno intimato loro di andarsene dalla città,  come accadeva agli stessi Rom secoli fa e negli anni antecedenti l’Olocausto”. Secondo il Gruppo EveryOne, si tratta di violazioni intollerabili dei diritti fondamentali della persona, che solo un serio provvedimento giudiziario può fermare.  “Codesta eccelsa Corte” si legge nell’atto recapitato a L’Aja da EveryOne, “definisce quali ‘crimini contro l’umanità’ le azioni identificabili quali ‘parte di un diffuso o sistematico attacco diretto contro uno specifico popolo o una specifica etnia, con consapevolezza di tale attacco’, e in particolare lo Statuto che regola la Corte sottolinea che sono da identificare quali crimini contro l’umanità:  lo ‘sterminio’, che secondo l’art. 7 del Rome Statute è da considerarsi anche quale la provocata privazione o il provocato mancato accesso a cibo e a medicinali; ‘l’espulsione di massa o il trasferimento forzoso di individui’; la ‘persecuzione’, intesa come ‘privazione intenzionale e severa dei diritti fondamentali, contrariamente al diritto internazionale, a causa dell’identità di un gruppo o di una collettività’; ‘l’apartheid’.” “Ci auguriamo” concludono i co-presidenti di EveryOne, “che azioni come questa, che minano all’integrità e alla dignità di esseri umani indifesi, vengano duramente perseguite dai giudici e condannate da tutti gli organi di garanzia internazionali; copia del nostro atto di denuncia è stata infatti recapitata anche agli uffici dell’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, del Presidente della Commissione europea e del Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa”.

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Clima e sensibilità

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2009

Diminuisce la sensibilità degli italiani sul tema del clima: negli ultimi due anni, la percezione che il clima della Terra stia diventando più caldo si è ridotta notevolmente.  Rispetto al 2007, i cittadini convinti che il clima stia effettivamente cambiando sono diminuiti dal 90% al 71,7%.  “Tra questi” nota Massimiano Bucchi, professore di Scienza e Società all’Università di Trento, tra i curatori dell’Osservatorio,“aumenta però in modo significativo la rilevanza dei dati e degli studi scientifici: nel 2007 per due su tre la percezione del riscaldamento del pianeta era fondata sull’esperienza personale. Oggi i dati forniti dagli scienziati sono decisivi per il 38% – un dato quasi raddoppiato rispetto al 18,7% del 2007”. La rilevanza del ruolo dei dati scientifici è particolarmente accentuata tra i laureati, mentre tra i meno istruiti prevale un giudizio basato sulla propria percezione quotidiana. Il peso del dibattito scientifico emerge, seppur in modo diverso, anche tra gli incerti (9,1%): oltre la metà non si pronuncia ritenendo gli scienziati in disaccordo tra di loro.  Resta invece debole l’influenza delle organizzazioni ambientaliste: solo il 13% (un dato stabile) attribuisce loro un ruolo rilevante nella propria percezione che il clima stia cambiando. Un giudizio che diviene marcatamente negativo tra gli ‘scettici’: quasi uno su due ritiene che “gli ambientalisti esagerino sempre”. Resta in ogni caso elevata l’attenzione sul tema: il 63% si considera informato sul cambiamento del clima.

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Brigitte Bardot per una “giornata vegetariana”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2009

Lettera aperta al Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso: Tra poche settimane avrà luogo il summit sul clima a Copenhagen e vorrei puntare la sua attenzione sulla necessità di una maggiore attenzione sull’allevamento di animali, il cui impatto ambientale è molto allarmante.  Come sa, nel report “Bestiame – una delle maggiori minacce per l’ambiente”, l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura della Nazioni Unite (FAO) afferma che il settore dell’allevamento produce più gas serra del settore dei trasporti (l’intero settore, considerando tutti i mezzi di trasporto).  Inoltre, la Banca Mondiale ha annunciato che dal 1970 il 90% della deforestazione dell’Amazzonia è correlato all’industria della carne, aggravando in questo modo gli effetti del riscaldamento globale, che oggi preoccupa molto tutti noi.  Il settore zootecnico è responsabile del 37% di tutto il metano derivante dalle attività produttive umane (che influisce sul riscaldamento globale 23 volte più della CO2), prodotto soprattutto dall’apparato digerente dei ruminanti, e del 64% dell’ammoniaca, che contribuisce alla piogge acide. L’allevamento intensivo inoltre degrada il suolo e mette in pericolo le riserve d’acqua, perché la produzione di un solo kg di manzo richiede 323 mq di terra da pascolo, da 7 a 16 kg di cereali e soia e fino a 15.500 litri d’acqua!  Quindi, il settore dell’allevamento ha un impatto diretto sul riscaldamento globale, sull’inquinamento del suolo e delle sorgenti d’acqua, e si tratta di uno spreco terribile, dato che quasi un terzo dei cereali coltivati globalmente vengono usati per la produzione di carne.  Se i paesi “sviluppati” decrementassero il proprio consumo di carne, sarebbe possibile alleviare considerevolmente il problema della fame nel mondo, che uccide quasi sei milioni di bambini ogni anno.  Signor Presidente, di fronte a questi dati innegabili e allarmanti, è nostro dovere collettivo agire su tutti i livelli, compreso quello della promozione di uno stile di vita vegetariano.  Il lancio di una “Giornata Vegetariana Europea” sarebbe un segnale forte. La già esistente “Giornata Vegetariana Mondiale” dell’1 ottobre purtroppo ancora oggi manca di un riconoscimento ufficiale in Europa e per questa ragione sarebbe estremamente utile promuovere questo evento speciale all’interno della comunità di tutti gli stati membri dell’UE, e potenziare l’iniziativa con una campagna d’informazione sull’impatto ambientale degli allevamenti.  Lo stile di vita vegetariano è una scelta da cittadini responsabili. Rifiutare il consumo di carne rappresenta anche il modo migliore per opporsi alla crudeltà e alla mancanza di umanità negli allevamenti intensivi, nei trasporti e nella macellazione di miliardi di animali, che vengono sacrificati e mangiati ogni anno. Signor Presidente, la ringrazio e le chiedo di prendere in considerazione le nostre preoccupazioni e discuterne durante il prossimo summit sul clima”.

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Gasolio da riscaldamento più caro d’Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2009

Tempi di primi freddi e, dal 15 Ottobre, in alcune regioni si potranno accendere i riscaldamenti, con relativa stangate sulle bollette. Abbiamo un primato non invidiabile tra i 27 Paesi europei: siamo i piu’ cari. Secondo lo stesso ministero dello Sviluppo Economico, aggiornato al 28 Settembre scorso, un litro di gasolio per riscaldamento costa 1.037 euro al litro mentre nel Lussemburgo costa 0,461 euro, meno della metà. Il motivo? Sempre lo stesso: le tasse. Più della metà del costo al consumatore se ne va in tasse: circa il 55%.  Così come per la benzina sul costo della quale il fisco raggiunge quota 61%.  Dracula non farebbe di meglio.

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Tutti in bici contro il riscaldamento globale

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2009

Roma, 20 settembre presso la Città dell’Altra Economia, alle ore 10:30. Il 20 settembre l’Europa va in bicicletta in tre importanti capitali europee per dare un contributo positivo e duraturo alla lotta contro i cambiamenti climatici e chiedere ai governi un maggiore impegno in questo ambito.  Andare in bici è uno dei modi più efficaci per contribuire attivamente al miglioramento del nostro clima. La mobilità urbana è infatti responsabile del 40% di tutte le emissioni di anidride carbonica prodotte dal trasporto stradale.  L’evento si svolge durante la Settimana Europea della Mobilità, che ha come slogan Migliorare il clima delle città. Un invito chiaro per sensibilizzare i cittadini europei ad agire urgentemente contro l’inquinamento causato dall’aumento del traffico motorizzato e contro i cambiamenti climatici. Dal 7 all’8 dicembre 2009, i leader mondiali si riuniranno a Copenhagen per trovare un nuovo accordo sul clima. Obiettivo dell’Unione Europea è ridurre le emissioni globali di anidride carbonica del 30% e proseguire la strada intrapresa con il protocollo di Kyoto, che scadrà nel 2012. Il programma della manifestazione, aperta a tutti, prevede una passeggiata in bicicletta di circa 17 chilometri attraverso le vie più importanti del centro storico di Roma. Si partirà dalla Città dell’Altra Economia, in Largo Dino Frisullo al Testaccio. Lungo il percorso sono previste quattro tappe, dove si esibiranno bande musicali e artisti di strada. Il giro terminerà verso le ore 14 con ritorno alla Città dell’Altra Economia.www.ec.europa.eu/climateaction

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Ater invia errati conguagli agli inquilini

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2009

Roma. “Le proteste inviate da numerosissimi inquilini dei palazzi a gestione ATER di Corviale ci hanno spinto a verificare l’erroneità dei conguagli sui riscaldamenti inviati alla cittadinanza in questi giorni e tale errore è stato infine ammesso dalla stessa azienda attraverso i suoi tecnici”, così dichiarano in una nota Ida D’Orazi e Augusto Santori, consiglieri del PDL del Municipio XV. “Gli importi dei conguagli per riscaldamento inviati annualmente agli inquilini – prosegue la  nota dei consiglieri – si sono effettivamente sempre contraddistinti per la loro rilevanza e per criteri di definizione alla cittadinanza spesso poco chiari, crediamo però che le spese per utenza pervenute in questo mese abbiano raggiunto limiti non tollerabili. L’aspetto grave è che molti inquilini hanno già provveduto al pagamento del conguaglio richiesto, comportando quindi danni di natura finanziaria a numerose famiglie, che probabilmente saranno soggette ad angosce e ulteriori privazioni”. “Vogliamo quindi rassicurare, anche con la presente nota, gli inquilini di Corviale informando che buona parte delle rilevazioni dell’ultimo conguaglio sono state riconosciute come formalmente errato”, conclude la nota di D’Orazi e Santori.

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Antarctica, Climate Change and YOU

Posted by fidest press agency su sabato, 30 Maggio 2009

Pavia 3 giugno 2009 – ore 17 – Collegio “A. Volta”   Lo scienziato che ha scoperto il buco dell’ozono Jonathan D. Shanklin, del British Antarctic Survey di Cambridge,  sarà a Pavia il 3 giugno, al Collegio “A. Volta” (via Ferrata, 17 ) per la Volta Lecture 2009, dedicata al tema  Antarctica, Climate Change and YOU. La scoperta del buco dell’ozono da parte di Jonathan D. Shanklin risale ai primi anni Ottanta ed è stata pubblicata su Nature nel 1985. E’ una scoperta che ha profondamente inciso sul dibattito scientifico sul riscaldamento globale e i cambiamenti climatici, portando a un coinvolgimento sempre più consapevole di governi, gruppi politici e sociali.  A questo tema e alla vita nell’Antartide è dedicata la Volta Lecture 2009, che si conferma un importante focus su scoperte e scienziati che hanno rivoluzionate le nostre conoscenze. “La Volta Lecture – dichiara il Rettore del Collegio Volta, prof. Ermanno Gherardi – punta l’attenzione su un contributo scientifico che non significa solo un avanzamento della conoscenza, ma testimonia un impatto decisivo sulla società nel suo complesso”.

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