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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘rischi’

Fed: nuovi rischi finanziari sistemici

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 giugno 2021

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi. Dopo aver cercato, come sempre, di rassicurare gli animi, l’ultimo Financial Stability Report (FSR) della Federal Reserve presenta una lista impressionante di rischi per la stabilità finanziaria negli Usa e a livello mondiale. Nelle orecchie dei governatori della Fed fischia ancora quanto è successo a marzo con il collasso del fondo hedge Archegos Capital Management, che ha lasciato un buco di oltre 10 miliardi di dollari in alcune della maggiori banche internazionali. In verità, c’è che dice che il problema potrebbe essere cinque volte più grande. Il FSR è pubblicato due volte l’anno con l’intento di prevenire il ripetersi della Grande Crisi del 2008. La presentazione del rapporto è stata centrata sul significato e sugli strascichi proprio di Archegos, evidenziando che le difficoltà di istituti finanziari non bancari (il famoso shadow banking) influiscono sull’intero sistema finanziario. “ Stanno aumentando le vulnerabilità associate all’elevato appetito al rischio”, si afferma. Il che evidenzia “la limitata visibilità delle esposizioni dei fondi hedge e che le loro disponibilità, create con la leva finanziaria, potrebbero non essere sufficienti per far fronte a rischi importanti.”.I valori di molti asset sono cresciuti enormemente, superando i record dell’anno scorso. Gli indici azionari e i prezzi delle azioni sono ai lori massimi storici. Per esempio, dall’inizio del 2021 l’indice azionario Standard & Poor’s 500 è cresciuto del 12%. Inoltre, il Bloomberg Commodity Index, che traccia tutte le materie prime e i beni alimentari, è cresciuto del 19% in un anno. Nello stesso periodo, il prezzo delle case negli Usa è aumentato del 12%. Sono tutti effetti dell’insaziabile “appetito” di profitti più alti. Del resto l’eccessiva liquidità, gli interessi quasi negativi e i bassi rendimenti offerti dai tradizionali titoli, come le obbligazioni del Tesoro americano, spingono verso investimenti speculativi, tanto che invece di comprare bond pubblici, i grandi della finanza preferiscono acquistare le obbligazioni corporate o quelle già ritenute come speculative. Il pericolo vero sta in un possibile repentino cambiamento di valutazioni. La Fed, infatti, teme che qualche evento possa ridefinire i prezzi degli asset, delle azioni, obbligazioni o altri titoli. Proprio com’è avvenuto nel caso Archegos, quando determinate azioni vennero vendute per poter coprire le perdite di gestione, determinando un improvviso e forte calo del loro valore. In altre parole, si teme che gli speculatori possano mitigare il loro “appetito al rischio” e ridurre la frenesia proprio verso i titoli e le operazioni più rischiose. Il sistema è drogato e ha bisogno di dosi sempre più forti, il che rischia di crollare in un momento di astinenza. Come il drogato ha bisogno di un autorevole aiuto, così la finanza speculativa ha bisogno dell’intervento correttivo dei governi e degli Stati, quando occorre. Il Rapporto elenca altri rischi di vulnerabilità del sistema, il peggioramento della pandemia e l’aumento dei tassi d’interesse per fronteggiare a un’impennata dell’inflazione. Anche il governatore del Fed, Jerome Powell, esprime una certa preoccupazione per l’aumento dei prezzi in alcuni settori, come quello immobiliare e ha ammesso che “non è proprio un bene che negli Usa i prezzi aumentino così tanto”. Non sorprende, quindi, che la Fed cerchi di scaricare su altri le cause dei rischi della sua vulnerabilità finanziaria. Prima di tutto sull’Europa e sui paesi emergenti. “Sviluppi negativi nelle economie dei mercati emergenti, stimolati in parte da un aumento dei tassi d’interesse a lungo termine, potrebbero avere delle ripercussioni negli Stati Uniti”. Si dimentica, però, di riconoscere le proprie responsabilità. Infatti, gli andamenti economici di questi paesi sono di solito determinati dalle politiche monetarie e finanziarie degli Usa. Anche le misure adottate dalla Cina per contenere la speculazione sui mercati immobiliari, si dice, potrebbero creare situazioni di stress finanziario interno con ripercussioni globali, anche negli Stati Uniti. Il Rapporto, in definitiva, presenta una serie di analisi e di preoccupazioni, in parte anche condivisibili. Però sono enunciazioni scritte che possono al più suscitare discussioni mediatiche e accademiche ma non far adottare azioni efficaci da parte delle istituzioni preposte, come sarebbe necessario. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Scompenso cardiaco, la disfunzione diastolica aiuta a predire il rischio di eventi avversi e morte

Posted by fidest press agency su domenica, 16 maggio 2021

Bergamo. Lo studio è stato di recente pubblicato su International Journal of Cardiology, una rivista scientifica influente in campo cardiovascolare. I risultati dello studio suggeriscono di aggiornare le linee guida che i cardiologi di tutto il mondo seguono per predire i ricoveri per scompenso cardiaco o il rischio di decesso nei pazienti con scompenso cardiaco, la seconda causa di morte in Italia ogni anno. Nel corso della vita, una persona su cinque è a rischio di sviluppare questa condizione cardiovascolare, che consiste nell’incapacità del cuore di pompare quantità di sangue sufficienti nell’organismo. Oggi gli specialisti cardiologi riescono a classificare, per ciascun paziente, una stima approssimativa della prognosi negli anni a venire, grazie ad algoritmi predittivi che si basano su alcuni parametri, i cosiddetti ‘score di rischio’ prognostico. Secondo questo studio, gli algoritmi andrebbero ora aggiornati, comprendendo la disfunzione diastolica, un parametro che può essere sempre rilevato dagli esami ecocardiografici di controllo. “Con i colleghi ricercatori di Boston abbiamo valutato la probabilità di eventi avversi, tenendo in considerazione i fattori di rischio usati nella pratica clinica, di 1.155 pazienti affetti da scompenso cardiaco a ridotta frazione di eiezione – ha spiegato Mauro Gori della Cardiologia del Papa Giovanni e ‘principal investigator’ dello studio -. I nostri dati dimostrano come proprio la disfunzione diastolica rappresenti il primo fattore da usare per stratificare il rischio di questi pazienti, meglio di quanto si possa fare con parametri di uso comune, quali i peptidi natriuretici. In tutti i sottogruppi, la disfunzione diastolica si è rivelata un grande fattore prognostico indipendente di scompenso cardiaco o decesso in pazienti con frazione di eiezione ridotta. Questo apre a una considerazione utile per noi specialisti. Va tenuto in considerazione questo dato quando si valutano le condizioni di un paziente per stabilire il programma terapeutico più efficace”. Lo studio è nato dal vivace rapporto di collaborazione scientifica tra l’ospedale di Bergamo ed i ricercatori del Dipartimento Cardiovascolare del Brigham and Women’s Hospital (BWH) di Boston, tra cui il direttore della Cardiologia non invasiva Scott David Solomon, professore alla Harvard Medical School. “Il Papa Giovanni è centro di riferimento per lo scompenso cardiaco in fase avanzata o acuta e per pazienti affetti da scompenso cardiaco cronico, sia a funzione sistolica ridotta che preservata. Trattiamo i pazienti con terapie multifarmacologiche individualizzate, sistemi di assistenza respiratoria e/o di circolo, tecniche di ultrafiltrazione o di dialisi, terapia elettrica, impianti di assistenza ventricolare – ha sottolineato Michele Senni, direttore della Cardiologia e direttore del Dipartimento Cardiovascolare dell’ASST Papa Giovanni XXIII -. Studi come questo hanno una ricaduta clinica immediata. Inseriremo infatti fin da subito nei nostri protocolli la misurazione della disfunzione diastolica come elemento da considerare per la definizione della prognosi e delle terapie per i nostri pazienti”. “Tra il nostro ospedale e quello di Boston è in atto da tempo una relazione che si basa sulla ricerca clinica in campo cardiovascolare e su esperienze di fellowship negli Stati Uniti di nostri medici specialisti – ha commentato Fabio Pezzoli, direttore sanitario dell’ASST Papa Giovanni XXIII -. E’ da collaborazioni come questa che scaturiscono risultati importanti per individuare le cure più efficaci per i nostri pazienti”. International Journal of Cardiology, “Combining diastolic dysfunction and natriuretic peptides to risk stratify patients with heart failure with reduced ejection fraction” Mauro Gori, Brian Claggett, Michele Senni, Dorit Knappe, Ann-Catherine Pouleur, Scott D. Solomon DOI: https://doi.org/10.1016/j.ijcard.2021.04.028

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La gestione del rischio legato al cambiamento climatico

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2021

A cura di Chris Wagstaff, Responsabile pensioni ed educazione all’investimento di Columbia Threadneedle Investments. Istituita dall’ONU nel 1970, l’Earth Day, ossia la Giornata Mondiale della Terra, che si è celebrata il 22 aprile scorso. Earth Day è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente, con l’obiettivo di sensibilizzare tutta la popolazione mondiale (governi, cittadini, opinione pubblica) sulla salvaguardia del pianeta. Il tema dell’edizione di quest’anno è Restore Our Earth. Il programma prevede una tre giorni di iniziative ed eventi virtuali a sostegno del clima e della sostenibilità ambientale, a cui si potrà partecipare in streaming su piattaforme e canali social di earthday.org. L’attenzione nei confronti dei temi della sostenibilità è cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi anni, con il fenomeno del cambiamento climatico prima e con la pandemia globale ora, in un susseguirsi di profondi cambiamenti socio-economici.Capire a che punto del processo di costruzione del portafoglio vanno inglobate le considerazioni sulla gestione del rischio legato al cambiamento climatico e se queste debbano costituire input primari o secondari. In molti casi, la gestione del rischio legato al cambiamento climatico è parte integrante della selezione dei gestori ma probabilmente secondaria rispetto a fattori quali il tasso di rendimento richiesto, i parametri di rischio, la diversificazione e la liquidità nel determinare l’asset allocation strategica, che possono incidere in maniera significativa sul profilo di rischio/rendimento, sulla diversificazione e sulle caratteristiche di liquidità del portafoglio.L’Accordo di Parigi fissa un obiettivo di lunghissimo termine a cui ambire, ma i proprietari di attivi guarderanno inevitabilmente al proprio gruppo dei pari per un primo confronto di base e per monitorare in corso d’opera i parametri climatici prescelti. Perché tale raffronto funzioni, tutte le parti in gioco dovranno aumentare il livello di trasparenza e fissare traguardi intermedi realistici. In particolare, le emissioni Scope 3 hanno una definizione vaga, sono per lo più stimate e soggette al rischio del doppio conteggio, inoltre il modo in cui i fornitori di dati raccolgono le informazioni varia enormemente in quanto ognuno utilizza metodologie diverse e adotta una visione differente dello stesso fattore. Malgrado queste limitazioni, gli investitori stanno utilizzando i dati a disposizione (principalmente di Ambito 1 e 2 ma anche di Ambito 3, spesso dopo aver apportato qualche correzione discrezionale) per decidere quali sono le società che si stanno impegnando per potenziare le proprie credenziali di sostenibilità e usare questi dati per monitorarne i progressi nel corso del tempo.Poiché molti fornitori di dati ESG offrono coperture difformi, adottano metodologie non standardizzate e formulano valutazioni ESG soggettive, misurare i fattori ESG in maniera uniforme è estremamente difficile. Fortunatamente, i gestori patrimoniali con ottime credenziali sul fronte dell’amministrazione responsabile e del profilo ESG stanno lavorando a soluzioni all’avanguardia e ad hoc che, nel tempo, consentiranno di offrire ai proprietari di attivi dati più accurati con cui prendere decisioni ancora più informate.Di fatto, l’aumento degli standard di rendicontazione e trasparenza consente di valutare e quantificare in maniera più efficiente i rischi e le opportunità legati al clima in relazione a ciascuna impresa, il che, a sua volta, conduce a titoli con quotazioni più accurate, a mercati finanziari più efficienti sul fronte dei prezzi e ad un’allocazione più efficiente del capitale. Fortunatamente, la direzione intrapresa dalle aziende è quella che conduce alla divulgazione integrale dei rischi climatici associati alle loro attività in maniera più standardizzata e omogenea.I rischi di transizione e fisici analizzati dai gestori patrimoniali vengono comunicati ai proprietari di attivi, molti dei quali stanno già analizzando questi rischi in maniera autonoma comunicando l’intensità di carbonio dei propri portafogli (rispetto a benchmark adeguati) ai loro sottoscrittori o beneficiari.Le esposizioni del portafoglio a questi rischi vengono tipicamente riportati sotto forma di impronta di carbonio. La TCFD raccomanda ai proprietari di attivi di comunicare l’intensità di carbonio media ponderata dei loro portafogli (per ogni titolo in portafoglio) sulla base delle emissioni di Ambito 1 e 2 (quelle che esulano dal controllo dell’organizzazione) ed espresse in tonnellate di CO2 equivalenti (tonnellate di emissioni di CO2)/fatturato in milioni di USD). Tuttavia, nei rapporti preparati per i titolari di attivi, e in particolare per i portafogli azionari, molti gestori forniscono parametri supplementari, come le emissioni di carbonio (tonnellate di emissioni di CO2/milioni di USD investiti) e le emissioni di carbonio totali (tonnellate di emissioni di CO2). Ad integrazione di questa analisi del rischio – benché si tratti di un’area ancora sperimentale, e fermi restando i tre limiti appena discussi – i gestori e i proprietari di attivi stanno cercando di potenziare la gestione del rischio legato al cambiamento climatico sviluppando indicatori basati sul Value-at-Risk (VaR) delle esposizioni climatiche del portafoglio al fine di stimare le perdite potenziali in un dato scenario climatico. (abstract by http://www.columbiathreadneedle.it)

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Rischi finanziari anche per la Cina

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2021

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi.Anche la Cina sta facendo i conti con le sue bolle finanziarie, create nei passati due decenni con la scadente applicazione del modello finanziario speculativo americano. Perciò è scesa in campo la potentissima China Banking and Insurance Regulatory Commission, l’agenzia governativa di controllo sulle attività bancarie e assicurative, attraverso il suo presidente Guo Shuqing, manager competente e uomo forte del Partito Comunista Cinese. Il problema numero uno è il rischio rappresentato dal debito corporate cinese e del crescente stock di non performing loans, i crediti inesigibili delle imprese. Secondo l’International Capital Market Association, l’associazione degli investitori nel fixed income, il mercato obbligazionario cinese interno in yuan, è equivalente a circa 15.000 miliardi di dollari, il secondo al mondo dopo quello Usa. La parte strettamente relativa al debito corporate non finanziario sarebbe pari a 3.700 miliardi di dollari. Il mercato obbligazionario cinese offshore è di 752 miliardi di dollari. E’ in grande crescita e legato soprattutto al settore immobiliare. Il 2020 è stato l’anno che ha certamente “shoccato” la Cina e i mercati internazionali per i debiti corporate interni: circa 40 fallimenti per 30 miliardi di dollari, il 14% in più rispetto al 2019. Anche 12 imprese cinesi offshore sono fallite coinvolgendo obbligazioni per 7 miliardi di dollari. Ciò sta provocando forti preoccupazioni per una possibile crisi del debito nel periodo post Covid. Infatti, nel 2021 bond per 7,1 trilioni di yuan (6,5 yuan sono equivalenti a 1 dollaro) arriveranno a scadenza sul mercato interno.Alcune delle imprese fallite sono delle controllate dallo Stato e ciò solleva dubbi anche sulla garanzia, finora certa, di salvataggi pubblici. Nel recente incontro con la stampa, Guo Shuqing ha dato un quadro preoccupante della situazione: “Nel 2020, il rimborso di 6,6 trilioni di yuan di prestiti è stato differito.” Per quanto riguarda i npl ha detto: ”Un numero considerevole di imprese potrebbe dover affrontare una riorganizzazione o liquidazione fallimentare. Pertanto, l’aumento dei crediti in sofferenza è una tendenza inevitabile. Nel 2020, abbiamo ceduto 3.02 trilioni di yuan di attività deteriorate. È possibile che i crediti in sofferenza aumentino nel 2021 e anche nel 2022.”. Guo Shuqing ha annunciato alcuni programmi d’intervento e illustrato i risultati già ottenuti. In primo piano vi è la riduzione dell’elevato effetto leva all’interno del sistema finanziario, che aveva visto una pericolosa crescita nel periodo 2017-19.Sarebbe in atto lo smantellamento del settore bancario ombra, la cui portata è diminuita nel 2020 di circa 20 trilioni di yuan. All’inizio dell’anno il totale era di 85 trilioni di yuan, pari all’86% del pil cinese. La Regulatory Commission teme che alcune attività ad alto rischio dello shadow banking possano ripresentarsi sotto forma di pseudo “innovazioni”. Perciò, per l’internet private banking, saranno applicate le stesse regole di adeguatezza patrimoniale e di garanzie valide per il settore bancario. Guo ha ammesso che “nel settore immobiliare la finanziarizzazione e la tendenza a diventare una bolla sono ancora relativamente forti, anche se nel 2020 il tasso di crescita dei prestiti investiti nel real estate è sceso per la prima volta sotto quello medio dei prestiti”. E’ un pericoloso “rinoceronte grigio”, perché “molte persone comprano case non per abitarci, ma per investimenti o per speculazioni. Se in futuro il mercato dovesse scendere, potrebbero esserci grandi perdite e i prestiti non sarebbero rimborsati, mandando le banche e l’intera economia in sofferenza.”. Usa docet.Egli, inoltre, ha spostato l’attenzione sui mercati finanziari negli Usa e in Europa che opererebbero “in contraddizione con l’economia reale”. “Il mercato finanziario dovrebbe riflettere lo stato dell’economia reale, ha detto, altrimenti sorgeranno problemi e sarà costretto alla fine ad adeguarsi. Pertanto, siamo molto preoccupati per il giorno in cui scoppierà il mercato finanziario, in particolare la bolla delle attività finanziarie estere.”.Considerazioni corrette, che valgono anche per i comportamenti finanziari della Cina e per i rischi sistemici che stanno creando. Alla fine, in Cina o negli Usa, in Africa o in Europa, la finanza speculativa è sempre un pericolo per l’economia reale. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Dirigenti scolastici: Le tre R della dirigenza: resilienza, rischi e retribuzioni

Posted by fidest press agency su domenica, 14 marzo 2021

Si è appena concluso il primo dei tre seminari “Le tre R della dirigenza” organizzati dal sindacato Udir su Resilienza, rischi e retribuzioni. Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, ha affermato che “nel primo incontro abbiamo parlato del piano sul Recovery plan presentato dal nuovo Governo e delle proposte Udir sull’attivazione di 4 mila nuove sedi di presidenza, dell’assegnazione di altri 50 milioni di euro al Fun per integrare il salario accessorio dei presidi con 5 mila euro annui, per equiparare i dirigenti scolastici tra loro con la RIA e con gli altri del pubblico impiego che hanno il doppio del salario accessorio. Bisogna riconoscere una tutela, uno scudo penale al dirigente scolastico per le responsabilità sulla sicurezza, anche in tempo di Covid-19.

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Parto pretermine, nuovo algoritmo prevede il rischio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 febbraio 2021

La presenza sia di metaboliti del progesterone nel plasma sia di fattori di rischio specifici, quali l’esposizione prenatale ai corticosteroidi, possono aiutare a identificare le gestanti a rischio di parto pretermine e morbilità neonatale. Questo è quanto conclude un articolo appena pubblicato su Plos One e firmato dai ricercatori della Facoltà di medicina all’Università dell’Arizona a Phoenix. «In precedenza gran parte della ricerca in questo campo era concentrata sulla previsione dell’età gestazionale al momento del parto come stima della prognosi neonatale» esordisce il ginecologo Avinash Patil, coautore dello studio, sottolineando che questi risultati suggeriscono il ruolo predittivo dei livelli plasmatici di 11-deossicorticosterone (Doc) e 16-alfa-idrossiprogesterone (16-alfa-Ohp) misurati all’inizio della gravidanza in termini di morbilità neonatale associata al rischio di parto pretermine. Tant’è che da studi precedenti Patil e colleghi avevano scoperto che Doc e 16-alfa-Ohp, misurati alla fine del primo trimestre o all’inizio del secondo erano in grado di predire le probabilità di parto pretermine spontaneo prima della 32ma settimana. Partendo da questi presupposti i ricercatori hanno quantificato con la spettroscopia di massa i livelli plasmatici di Doc e 16-alfa-Ohp in 58 gestanti alla fine del primo trimestre/inizio del secondo. Hanno poi combinato i dati sull’assunzione materna di steroidi con quelli anamnestici demografici e ostetrici in modelli di regressione logistica multivariata. Così facendo, hanno scoperto che i livelli dei due biomarcatori associato all’esposizione prenatale a corticosteroidi e al genere del feto erano direttamente correlati al rischio di morbilità neonatale, alla nascita pretermine e alla durata della degenza ospedaliera. «Il prossimo passo sarà la conferma dei risultati su casistiche più ampie. I biomarcatori studiati sono promettenti, e aprono la strada alla futura introduzione di un nuovo test nella pratica clinica» conclude Patil. (Fonte Ginecologia33)

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Joyce Carol Oates: Rischi di un viaggio nel tempo

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 dicembre 2020

Collana Oceani, trad. Alberto Pezzotta, pp. 336, 20 euro Editrice: La Nave di Teseo. Il nuovo libro della più grande scrittrice americana vivente. Un romanzo distopico, un ritratto lucidissimo della società che verrà e la resistenza di una giovane donna contro i vincoli di una società oppressiva. In contemporanea un’edizione speciale per i 20 anni di Blonde, il romanzo di culto su Marylin Monroe. I “viaggi nel tempo” – e i loro pericoli – sono raccontati con dovizia di particolari in questo sorprendente nuovo romanzo la cui protagonista è una ragazza del futuro sconsideratamente idealista, punita per aver osato forzare le rigide regole del suo mondo. Viene per questo rimandata indietro nel tempo di ottant’anni, in una regione del Nord America (“Wainscotia, Wisconsin”). Lanciata alla deriva nel tempo in questa idilliaca cittadina del Midwest, viene avviata a un percorso di “riabilitazione”, ma non può resistere all’innamoramento per un altro esiliato, che la porterà a riflettere su questo mondo, con risultati al contempo devastanti e liberatori. Sbalorditivo e visionario, Rischi di un viaggio nel tempo è sia un romanzo di fantascienza originalissimo sia una commovente storia d’amore. Probabilmente il libro più sorprendente di Joyce Carol Oates.

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Allianz: nel 2021 nuovi rischi a causa di insolvenze, minacce informatiche e adempimenti ESG

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

La pandemia di Covid-19 ha creato un ambiente altamente volatile e incerto per le imprese, determinando una serie di nuovi o aggravati rischi per amministratori e dirigenti (D&O), oltre ad inasprire la situazione in un mercato assicurativo D&O già teso, secondo quanto emerge dal nuovo rapporto Directors and Officers Insurance Insights 2021 di Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS).L’aumento dell’esposizione all’insolvenza, le crescenti minacce alla sicurezza informatica e la persistente attività di class action relative a strumenti finanziari sono tra i principali rischi per i quali gli amministratori e i manager delle aziende potrebbero essere ritenuti responsabili. Nel 2021, le imprese devono anche essere preparate ad affrontare controversie causate da eventi che possono derivare da fattori scatenanti come la scarsa attenzione alla diversity o alla sustainability, oppure derivanti dalla sottovalutazione o errori di interpretazione dei rischi legati al Covid-19.La crescita del numero di cause legali e l’aumento della frequenza e della gravità delle richieste di risarcimento hanno già determinato negli ultimi anni un contesto difficile per il settore assicurativo D&O. I rapporti Sinistri/Premi sono stati superiori al 100% in molti mercati nel mondo, tra cui Regno Unito, Stati Uniti e Germania. All’inizio del 2020 il mercato si stava riallineando, prima di essere duramente colpito dall’attuale pandemia e dalla crisi economica. Gli attesi warning circa le insolvenze sono tra le principali preoccupazioni del settore assicurativo D&O, poiché l’insolvenza è tra le primarie cause dei sinistri D&O stessi – i commissari di solito tendono a recuperare le perdite attraverso gli amministratori. Secondo Euler Hermes, la grande massa di questi avvisi arriverà durante la prima metà del 2021 e l’indice di insolvenza globale presumibilmente raggiungerà un picco di fallimenti fino al 35% entro la fine del 2021; i maggiori aumenti sono previsti negli Stati Uniti, in Brasile, in Cina e nei principali paesi europei come Regno Unito, Italia, Belgio e Francia. “La graduale eliminazione delle politiche governative temporanee di sostegno alle aziende è una delle maggiori preoccupazioni per il 2021”, afferma David Van den Berghe, Global Head of Financial Institutions di AGCS.Le aziende devono anche affrontare la costante evoluzione delle minacce alla sicurezza informatica, poiché gli attacchi ransomware e le violazioni dei dati continuano ad essere in aumento con il passaggio al lavoro da remoto dovuto a Covid-19 che acuito le vulnerabilità della sicurezza. Gli investitori considerano la gestione del rischio informatico e l’adeguatezza degli standard di sicurezza come una componente critica delle responsabilità di supervisione di un consiglio di amministrazione. Le class action, in particolare negli Stati Uniti sono un rischio fondamentale per qualsiasi consiglio di amministrazione anche se, secondo la Cornerstone Research, le nuove class action statunitensi sugli strumenti finanziari hanno registrato un rallentamento di circa il 18% durante il primo semestre del 2020 rispetto al 2019. Questo è dovuto in gran parte all’interruzione delle attività commerciali e giudiziarie causata dalla pandemia.

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Pensioni: Docenti e personale della scuola esposto a rischi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2020

Il personale scolastico va collocato in pensione in anticipo: torna a chiederlo il sindacato Anief, presentando alla V Commissione della Camera degli emendamenti al Disegno di Legge di Bilancio 2021 dopo il via libera del Governo sul testo. Considerando l’alto stress che comporta l’operare nelle mura scolastiche, le malattie conseguenti e rischio biologico molto superiore ad altre categorie, chiede di procedere da subito al lavoro agile da equiparare al ricovero nei nosocomi, la possibilità di lasciare il lavoro in anticipo, agganciando tutte le professionalità della scuola all’Ape Social, senza decurtazioni all’assegna di quiescenza, esattamente così come si applica ai dipendenti statali in divisa. Il concetto che secondo il sindacato deve passare è che i lavoratori della scuola vanno considerati tra le professionalità “fragili”. Nella richiesta di pensionamento anticipato per il personale scolastico, si pone l’accento anche sul fatto che il “diffuso e gravoso stress psicofisico, unito all’attuale pesante gap generazionale tra personale scolastico e discenti necessita di un’apposita finestra che permetta l’accesso e la decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità secondo le regole previgenti la riforma cosiddetta “Fornero”. Il sindacato reputa, in conclusione, che proprio alla luce del “carattere gravoso” del lavoro svolto “in tutti gli ordini di scuola” debba risultare “indispensabile allargare l’attuale finestra di pensione anticipata prevista soltanto per il personale delle forze armate”.

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Reti 5G: i rischi per la cybersecurity

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

Il 5G è oltre 100 volte più veloce del 4G sugli smartphone di oggi, e anche 10 volte più veloce del migliore servizio a banda larga in fibra ottica per la casa offerto attualmente – in realtà è abbastanza veloce da scaricare un film in HD 4K in pochi secondi. Il 5G sarà inoltre caratterizzato da una latenza ultra-bassa, che apre le porte a una nuova era di connettività istantanea e sempre attiva tra i sistemi. Tutte queste caratteristiche consentono di implementare una vasta gamma di applicazioni, servizi e dispositivi che hanno lo scopo di rendere la nostra vita più facile, più efficiente, più sana e più sicura. Queste applicazioni spaziano dai veicoli autonomi, alla telemedicina, all’agricoltura intelligente, alla produzione intelligente e altro ancora. Decine di miliardi di dispositivi saranno collegati tramite 5G, consentendo il monitoraggio in tempo reale di tutto, dalla posizione del vostro gatto domestico, al controllo dei dispositivi medici indossabili. Si prevede che la rivoluzione industriale consentita da 5G sosterrà un ulteriore produzione economica globale di 12 trilioni di dollari nei prossimi 15 anni. La posta in gioco è alta, ma il mondo totalmente connesso promesso dal 5G offre anche ai criminali e agli hacker infinite opportunità per lanciare attacchi informatici e causare disagi, danni o addirittura morti.

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I nuovi rischi di un federalismo competitivo fra regioni ricche e povere

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

Di Giuseppe Bianchi. Non è nella tradizione delle Note Isril intervenire su fatti contingenti, anche se politicamente rilevanti come il referendum e le elezioni amministrative. Se ciò avviene è per esprimere una perplessità sulle interpretazioni che vengono date sui risultati di queste elezioni in termini di individuazione dei partiti che hanno vinto o hanno perso. Tale perplessità è sostenuta dal convincimento che si è assistito a un ulteriore accelerazione della crisi dei partiti: di tutti i partiti, al di là dell’esito del voto. Le prove? I veri vincitori sono i Governatori eletti con maggioranze quasi bulgare (Veneto, Campania, Puglia), che escono rafforzati nella rappresentanza degli interessi territoriali da far valere nei confronti di un governo fragile nella sua coesione partitica. Questa novità va collocata nel momento difficile di un Paese, stremato dalla pandemia, impegnato in un progetto interno di ricostruzione sostenuto da risorse europee, per lo più a debito. Una ricostruzione che sani le croniche inefficienze e superi i tradizionali divari per reimmettere il sistema Paese in un nuovo circuito di sviluppo.Questa partita decisiva per il futuro del Paese quanto sarà influenzata dal nuovo potere politico acquisito dai Governatori, in nome di una autonomia regionale rafforzata promessa ai propri elettori?Quale ruolo assumerà la Conferenza Stato-Regioni nel percorso istituzionale delle decisioni con cui si definiranno i progetti e gli investimenti da attuare? Si sta configurando una nuova Camera para-legislativa i cui compromessi prevarranno sulle prerogative del Parlamento e del Senato, depositari, in declino, della volontà popolare? Non ci si può esprimere sulle cose da fare, quelle previste dal futuro Piano di Ricostruzione, senza indicare le istituzioni che le devono realizzare.L’Italia è un Paese molto territorialmente differenziato in termini di accumulazione dei fattori di sviluppo. Ha bisogno di politiche generali ma, nello stesso tempo, di politiche territorialmente differenziate. Di istituzioni politiche centralizzate ma, nello stesso tempo, di istituzioni politiche periferiche che realizzino le vocazioni dei territori e i bisogni dei cittadini.L’estraneità di questo tema dai commenti politici rischia di non far emergere i rischi di un potenziale conflitto istituzionale tra Stato e Regioni di cui c’è evidente anticipazione nei risultati di questa tornata elettorale giocata all’insegna di un federalismo competitivo che rischia di creare nuove incomprensioni fra regioni ricche e povere. Assumere la conoscenza di questo rischio è la condizione preliminare per scongiurarlo. (fonte: http://www.isril.it)

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Limitare la propensione al rischio

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2020

A cura di Maya Bhandari, Gestore di portafoglio di Columbia Threadneedle Investments. Il termine “propensione al rischio” può generare ambiguità. In parole semplici, rispecchia le attese di remuneratività della volatilità, tenendo presente che a prospettive di rendimento più elevate per unità di rischio corrisponde una maggiore propensione al rischio, e viceversa.A marzo, mentre le economie erano afflitte da “improvvise interruzioni” dell’attività economica, man mano che i vari paesi adottavano misure di lockdown per contenere l’epidemia di Covid-19, la paura è filtrata nelle valutazioni di pressoché tutte le classi di attivi. Le obbligazioni societarie investment grade, ad esempio, incorporavano un premio per il rischio d’insolvenza pari a 50 volte il tasso storico, mentre le quotazioni di svariati indici azionari sono scese o si sono avvicinate al valore contabile, trascinate fino al valore di realizzo degli attivi in liquidazione. Allo stesso tempo, però, una serie di misure di stimolo senza precedenti ha inondato i mercati del credito e del lavoro a livello globale. Credevamo che, per quanto fosse prevedibile una forte recessione, molto più profonda di qualsiasi altra osservata nel dopoguerra, si sarebbe trattato di uno shock temporaneo e che l’economia statunitense, ad esempio, avrebbe riguadagnato i livelli del quarto trimestre 2019 entro la fine del 2022.E così a marzo e aprile, con la prospettiva di rendimenti eccezionali, abbiamo cercato di esporci a mercati di rischio selezionati che sembravano ben posizionati per un rialzo. Investendo in obbligazioni societarie ad alto rating e incrementando e ruotando la nostra esposizione azionaria dalle aree cicliche di Giappone e Regno Unito verso gli Stati Uniti, abbiamo contemporaneamente aumentato la qualità e la quantità del rischio nei portafogli multi-asset total return.
Questa modifica non implica un orientamento difensivo; in realtà, ci lascia piuttosto esposti sia al rischio azionario sia al rischio di credito, che continuiamo a preferire nell’ambito del nostro approccio complessivamente neutrale al rischio. Inoltre, benché le attuali posizioni degli investitori siano la conseguenza della correzione di marzo, sembrano esserci ancora ampi margini per ulteriori rialzi: ad esempio, le posizioni azionarie degli investitori non bancari sono ancora ai minimi del periodo successivo alla crisi Lehman e al di sotto delle medie storiche, con elevati saldi di cassa di compensazione. Non siamo timorosi, solo un po’ meno avidi.

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Lavoratori domestici: rischi occupazionali

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

Quasi tre quarti dei lavoratori domestici in tutto il mondo, oltre 55 milioni, corrono il rischio di perdere lavoro a causa della pandemia, per mancanza di coperture previdenziali (dati ILO). La maggior parte di questi lavoratori (37 milioni) sono donne. La regione più colpita è il sud-est asiatico e Pacifico con il 76% dei lavoratori a rischio, seguito dalle Americhe (74%), Africa (72%) ed Europa (45%). Il problema è comune a tutti i continenti. L’ha ribadito un confronto tra rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro provenienti da Repubblica Dominicana, Kuwait, Malaysia, Togo e Italia, in occasione del webinar ILO “International Domestic Workers’ Day: Making decent work a reality beyond COVID-19″. All’incontro l’Italia è stata rappresentata da Lorenzo Gasparrini, segretario generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico, che ha riportato le difficoltà italiane: “Le famiglie hanno tagliato le spese non essenziali comprese quelle per colf e badanti. Molti lavoratori migranti sono tornati a casa, lasciando le famiglie in difficoltà. Il nostro paese non ha messo in campo misure di sostegno sufficienti per consentire alle famiglie di mantenere i contratti in essere e continuare a pagare i lavoratori. Per rilanciare il settore abbiamo chiesto al Governo una riforma fiscale e sociale in linea con i principi della Convenzione ILO 189”.

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Le aziende devono far fronte ai rischi di cyber security

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2020

Il Network Insights Report 2020 di NTT Ltd. evidenzia come il passaggio delle applicazioni aziendali su ambienti multi-cloud ha fatto sì che gli investimenti sul cloud superassero la spesa per le infrastrutture on-premise. Questo ha provocato un rallentamento dei refresh e degli aggiornamenti, con molte aziende che stanno continuando a sfruttare gli asset di rete e a rallentare gli investimenti nella riprogettazione della propria rete e della propria infrastruttura di sicurezza. Di conseguenza, c’è stato un incremento dei dispositivi di rete obsoleti e non adeguatamente aggiornati che presentano quindi vulnerabilità software, introducono ulteriori rischi ed espongono le organizzazioni a nuove minacce di sicurezza informatica.Il report, basato sui dati provenienti da assessment tecnologici effettuati su più 1.000 clienti e che contano più di 800.000 dispositivi di rete, ha rilevato che il 47,9% (45,6 in Europa) degli asset di rete aziendali sono datati o obsoleti, rispetto ai dati del 2017 quando questo dato rappresentava solo il 13,1% (12% in Europa).
I dispositivi obsoleti presentano in media il doppio delle vulnerabilità (42,2) rispetto a quelli datati (26,8) e a quelli recenti (19,4), dando origine a rischi inutili. Tale rischio viene esasperato ulteriormente quando le aziende non eseguono gli aggiornamenti di un dispositivo o non rivedono le versioni del sistema operativo durante l’intero ciclo di vita. E anche se l’aggiornamento consta di un’attività relativamente semplice e spesso non vincolata a contratti di manutenzione o all’estensione di garanzia, la maggior parte delle aziende continua a non aggiornare i propri dispositivi.Nella ‘nuova normalità’, dal momento che le aziende stanno reimpostando il proprio modo di lavorare, integrare la resilienza all’interno delle operazioni sarà fondamentale. La pandemia modificherà in modo permanente le modalità con cui operano le organizzazioni inclusa l’implementazione di spazi di lavoro intelligenti in grado di garantire il distanziamento sociale, mentre molte altre aziende continueranno a ricorrere al lavoro da remoto. Contemporaneamente, con l’adozione in crescita delle infrastrutture wireless – un incremento annuo del 13% – e un aumento degli uffici in open space e degli spazi di co-working, sarà necessario considerare un nuovo approccio per tutta l’infrastruttura di rete.Le aziende avranno bisogno di strumenti, conoscenze e competenze per essere in grado di riprogettare la rete in un’ottica di evoluzione nel breve, medio e lungo periodo tenendo conto delle persone che lavorano in modalità remota e che si connettono con qualsiasi tipo di dispositivo, in qualsiasi momento. Pertanto, dovranno avvalersi di partner strategici capaci di guidarle verso quella che sarà la rete del futuro – non solo in termini di supporto dello spazio aziendale ma anche delle aree aperte al pubblico e nei punti vendita dove il distanziamento sociale è più difficile da mantenere. Ad esempio, l’intelligenza artificiale e il machine learning potrebbero essere applicati per aiutare a monitorare le distanze da tenere e la rete diventerebbe quindi l’abilitatore della piattaforma.Come parte delle strategie di trasformazione digitale, le principali organizzazioni stanno già ricorrendo alle reti per abilitare nuovi modelli di business (es. the Internet of Things) o ottimizzare i modelli operativi esistenti (es. Il tracciamento degli asset). In alternativa, le aziende potrebbero investire in tecnologie quali Ia robotic process automation (RPA) all’interno delle proprie iniziative di trasformazione digitale per ridurre i costi ed essere in grado di scalare i propri servizi in modo agile. Indipendente dalla motivazione, la digital transformation sta contribuendo a migliorare l’esperienza di clienti e dipendenti attraverso le reti. Queste iniziative potranno essere accelerate solo grazie al supporto di infrastrutture pertinenti e sicure, soprattutto per quanto riguarda le iniziative tecnologiche, operative e finanziarie delle aziende.Rob Lopez ha concluso, commentando “La rete costituisce la piattaforma per la trasformazione digitale del business e deve essere pervasiva, flessibile, robusta e sicura per adattarsi facilmente ai cambiamenti aziendali e, al contempo, incrementare la maturità degli ambienti di supporto operativo. Le organizzazioni che ricorrono a un elevato livello di automazione e intelligenza della rete per ottimizzare l’operatività potranno raggiungere un significativo vantaggio competitivo e realizzare i benefici della cloud economy, in modo sicuro.”

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Covid e RC auto: i rischi della sospensione

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Il Senato, nell’ambito della conversione del DL n. 18/2020, ha approvato un emendamento che introduce per tutti gli automobilisti italiani la possibilità di sospendere, fino al 31 luglio, l’RC auto o moto in corso di validità. Una novità che, se venisse confermata nell’attuale formula, secondo le simulazioni di Facile.it potrebbe tradursi, per un automobilista “medio”, in un potenziale risparmio variabile tra i 40 e i 150 euro, ma con molti rischi da valutare attentamente; dal blocco delle garanzie accessorie agli eventuali costi di sospensione e riattivazione fino all’obbligo di un box privato per il mezzo.Ecco perché, come evidenziano gli esperti del comparatore, non tutti potranno approfittare della norma né avere un beneficio tangibile da questa opportunità.

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Mappa dei Rischi 2020 di SACE SIMEST

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

Gruppo CDP) Roma mercoledì 26 febbraio presso la sede di Roma alle ore 11:15 (piazza Poli 37/42). Interverranno Andrea Montanino, Chief Economist CDP e Alessandro Terzulli, Responsabile Ricerca e Studi SACE per delineare lo scenario dei profili di rischio per chi esporta e si internazionalizza in 198 mercati al mondo. Tensioni e rivalità tra Stati Uniti, Cina ed Unione Europea, una Brexit ancora tutta da gestire, crescente instabilità, criticità finanziarie e indebitamento di diverse economie emergenti: si profila un 2020 complesso sui mercati esteri e per chi, come le imprese italiane, fa dell’export e dell’internazionalizzazione il proprio motore di crescita. Quali le prospettive per l’anno che verrà? E quali i punti da tenere in mente per le imprese che puntano sui mercati esteri per crescere?

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Rischi e assicurazione. Le lezioni dal passato per le sfide del futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2020

Parma 6 e il 7 febbraio all’Università di Parma, in una “due giorni” organizzata dal Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali.
I rischi spesso non costituiscono elementi innovativi degli accadimenti economici e sociali, ma possono risultare già noti in un passato più o meno recente. Una visione storica retrospettiva può contribuire a comprendere al meglio rischi magari solo apparentemente nuovi e aiutare il mercato, gli operatori e i clienti nella progettazione e nell’offerta delle più efficaci e delle più economiche coperture assicurative. Di questo si discuterà nella “due giorni” di Parma, che vuole essere l’occasione per mettere in relazione le competenze di studiosi, professionisti, operatori e intermediari specializzati nella gestione dei rischi.
Prima giornata giovedì 6 febbraio alle 15.30 nell’Aula D del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali (via Kennedy 6), con interventi di Sabine Go (Vrije Universiteit Amsterdam, Insurance history and information technology: a future interplay), Adrian Leonard (University of Cambridge, From uncertainty to risk: the role of insurance history), Guido Rossi (University of Edinburgh, Insurance contracts and clauses: a possible historical database ), Giovanni Ceccarelli (Università di Parma, Insurance history in Europe and Asia: a comparative perspective), Michele Martini (Risky Business Project, Risky business database: a pilot demo). Seguirà una tavola rotonda cui parteciperanno Donatella Baiardi (Università di Parma), Annamaria Olivieri (Università di Parma) e Germano Maifreda (Università di Milano).
Venerdì 7 febbraio si riprenderà nell’Aula Magna dell’Ateneo, con gli interventi dei docenti dell’Università di Parma Giovanni Ceccarelli (Prospettive storiche dell’assicurazione dei rischi), Luca Di Nella (Contratti assicurativi, tutela degli assicurati, salvaguardia delle compagnie) e Claudio Cacciamani (Rischi, assicurazioni, finanza, gambling).Seguirà una tavola rotonda con esponenti di Autorità e Associazioni e operatori del mercato: Elena Bellizzi di IVASS, Dario Focarelli di ANIA, Luca Franzi di AIBA, Carlo Cosimi di ANRA, Roberto Conforti di UEA, Cesare Caldarelli di Vittoria Assicurazioni, Orazio Rossi di Chubb, Stefano Sidoli di Area Broker, Roberto Salvi di Gaat Service.L’incontro rappresenta l’appendice accademica della mostra ospitata da APE Parma Museo Onde evitar tegole in testa. Sette secoli di assicurazione, che il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma ha concorso a organizzare in occasione di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020.Il convegno rientra inoltre nelle iniziative del progetto internazionale di ricerca Risky business: pricing, governance, and integration in European insurance markets, c. 1400-c. 1870 (http://riskybusinessdb.nl/) finanziato dalla NWO (Netherlands Organisation for Scientific Research), di cui l’Università di Parma è partner insieme a Vrije Universiteit Amsterdam e University of Cambridge.

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Seminario su rischi, opportunità e contenziosi nel mondo digitale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 gennaio 2020

Milano venerdì 31 gennaio 2020, presso la sala riunioni Venere dell’Entreprise Hotel in Corso Sempione, 91 a partire dalle ore 14.00. Internet e le tecnologie digitali stanno progressivamente modificando il nostro stile di vita, nei consumi così come nella sfera professionale e privata. La Rete offre un numero pressoché infinito di opportunità, aumentando esponenzialmente le possibilità di scelta e la convenienza per l’utente ma anche riservare numerose insidie.Il progetto “e-RA DIGITALE: il consumatore incontra il web” – realizzato dalle Associazioni Adoc, Adusbef e Federconsumatori e finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico – punta proprio a tutelare i consumatori dai rischi derivanti dall’utilizzo non corretto delle tecnologie digitali e nell’ambito delle transazioni economiche effettuate on-line. Oltre al servizio di assistenza online a cui accedere dal sito di progetto e alla consulenza presso i punti di accesso web presenti in tutta Italia, le Associazioni coinvolte stanno organizzando eventi di formazione e informazione.
Al tavolo dei relatori siederanno docenti universitari, ricercatori, avvocati e giornalisti, che illustreranno al pubblico opportunità, rischi e contenziosi nel mondo digitale nonché le best pratice già adottate nel settore. Gli esperti analizzeranno inoltre gli strumenti giuridici vigenti a tutela del consumatore ed evidenzieranno le lacune normative ancora irrisolte. (fonte: Ufficio Stampa Federconsumatori)

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Il mondo nel 2020: opportunità e rischi per le imprese italiane

Posted by fidest press agency su domenica, 19 gennaio 2020

Milano Giovedì 23 Gennaio alle ore 10.00 a Milano presso l’Auditorium di Assolombarda (via Pantano 9) si terrà la Conferenza ‘Il Mondo nel 2020: opportunità e rischi per le imprese italiane’ promossa da ISPI e Assolombarda (cfr. Programma allegato).
Per l’occasione, ISPI distribuirà ai presenti una pubblicazione speciale dedicata ai Top risks 2020 per le imprese. Il 2020 rappresenta un turning point degli attuali assetti politici ed economici internazionali: inizierà con l’entrata in carica della nuova Commissione europea e terminerà con le elezioni americane di novembre. Quali saranno, in questo contesto, i principali driver politici ed economici? L’Europa può ritrovare sé stessa o rimarrà schiacciata nelle logiche del confronto bipolare? Come rilanciare il multilateralismo? Di questo si discuterà con i vertici di aziende, istituzioni e autorevoli esperti tra cui Manlio di Stefano, Sottosegretario di Stato, Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Silvia Candiani, Amministratore Delegato, Microsoft Italia; Fabrizio Di Amato, Presidente, Maire Tecnimont; Roberto Gavazzi, Amministratore Delegato, Boffi; Paolo Magri, Vicepresidente Esecutivo e Direttore, ISPI; Giampiero Massolo, Presidente, ISPI e Fincantieri; Alessandro Scarabelli, Direttore Generale, Assolombarda; Marco Sesana, Amministratore Delegato, Generali Italia e Alessandro Terzulli, Chief Economist, Sace.La conferenza è organizzata nell’ambito delle attività di ISPI per le imprese e in particolare dell’Osservatorio Geoeconomia promosso da ISPI e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Sace.

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‘Cattivi pagatori’, le nuove regole per le banche dati rischi

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 ottobre 2019

Il Garante della privacy ha recentemente approvato con un provvedimento il nuovo “Codice di Condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti”, ovvero le nuove regole gestionali degli archivi dei cosiddetti “cattivi pagatori”.Si tratta, come noto, di archivi che raccolgono i dati di chi paga in ritardo, o non paga affatto, le rate di prestiti, finanziamenti, contratti di credito al consumo, mutui, etc., a disposizione delle stesse banche/finanziarie segnalati per valutare l’affidabilità di potenziali nuovi clienti.
Il Codice non solo regolamenta le modalità di gestione dei dati ma sancisce anche i diritti degli iscritti in ambito privacy.La motivazione principale della riforma del Codice è stata proprio l’adeguamento alla nuova normativa europea sulla privacy adottata nel 2018 col Regolamento UE 2016/679 (GDPR).Le novità, in breve, sono:
– nuova informativa sul trattamento dei dati personali e diritti rafforzati;
– possibilità per il debitore segnalato di chiedere l’annotazione nell’archivio dell’invio di contestazioni al venditore di beni o servizi relativamente ad inadempimenti che riguardino il contratto sottostante il credito (per esempio la mancata consegna di un bene acquistato col finanziamento).
– ampliamento delle categorie di soggetti che possono segnalare, tra cui i gestori di piattaforme digitali dedicate ai prestiti tra privati (peer to peer lending);
– ampliamento delle modalità dell’invio del preavviso di iscrizione, con inclusione della chiamata telefonica o della messaggistica istantanea (sms), previo accordo col cliente/debitore;
– modifica di alcuni termini di conservazione dei dati, tra cui quelli che riguardano le informazioni positive che ora rimangono 5 anni anziché 2;
– istituzione di un organismo indipendente di vigilanza.
Per quanto riguarda l’entrata in vigore il Garante precisa che pur se la piena efficacia ci sarà solo quando sarà accreditato il nuovo organismo di monitoraggio, le nuove regole sono già applicate dai sottoscrittori/proponenti il Codice che si sono impegnati in tal senso (Ctc, Aisrec che comprende CRIF ed Expedian, Assilea). (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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