Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘rischi’

Banche: approvate le norme per ridurre i rischi e proteggere i contribuenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

Le norme approvate dal Parlamento e già concordate in via informale con gli Stati membri, riguardano i requisiti prudenziali di capitale e la procedura da seguire dalle banche che devono affrontare perdite. Ciò dovrebbe contribuire a rilanciare l’economia dell’UE, aumentando la capacità di prestito e creando mercati dei capitali più liquidi, e rappresentare.Le banche di importanza sistemica dovranno disporre di un numero significativamente maggiore di fondi propri per coprire le loro perdite, al fine di rafforzare il principio del bail-in, ovvero le perdite imposte agli investitori bancari, ad esempio i detentori di obbligazioni, per evitare il fallimento e di ricorrere alla ricapitalizzazione finanziata con denaro pubblico.Per garantire che le banche siano trattate in modo proporzionale, in funzione del loro profilo di rischio e dell’importanza sistemica, i deputati hanno assicurato che gli “istituti piccoli e non complessi” saranno soggetti a requisiti semplificati, in particolare per quanto riguarda la segnalazione e l’accantonamento di fondi per coprire eventuali perdite.Poiché le piccole e medie imprese (PMI) presentano un rischio sistemico inferiore rispetto alle grandi imprese, i requisiti patrimoniali per le banche saranno inferiori quando erogano prestiti alle PMI. Ciò dovrebbe tradursi in un aumento dei prestiti alle piccole e medie imprese.Peter Simon (S&D, DE) relatore per i requisiti prudenziali (CRD-V/CRR-II), ha dichiarato: “In futuro, le banche saranno soggette a regole più severe sull’indebitamento e sulla liquidità a lungo termine. Anche la sostenibilità è importante, poiché le banche devono adattare la loro gestione del rischio a quelli relativi ai cambiamenti climatici e alla transizione energetica”.Il Parlamento ha approvato la direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD) e il regolamento sul meccanismo unico di risoluzione (SRMR). Ciò significa che le norme internazionali sull’assorbimento delle perdite e sulla ricapitalizzazione saranno incorporate nel diritto comunitario.Per far fronte alle perdite, le banche dovranno istituire una tabella di marcia che consenta loro di detenere capitale e cauzioni sufficienti così da non ricorrere al salvataggio a spese dei contribuenti.Infine, il Parlamento ha fissato delle disposizioni per tutelare i piccoli investitori dal detenere debiti bancari ammessi al bail-in, come le obbligazioni emesse da una banca, quando non rappresentano uno strumento finanziario adatto per loro.Le nuove regole per l’applicazione di un “potere di moratoria” sospenderanno i pagamenti delle banche in difficoltà. Questo potere può essere attivato se viene accertato che la banca rischia il dissesto e se non sono immediatamente disponibili misure preventive. Consentirà inoltre all’autorità preposta alla risoluzione delle crisi di stabilire se sia nell’interesse pubblico mettere la banca in liquidazione o in insolvenza.Il campo di applicazione della moratoria sarebbe proporzionato e adattato a un caso concreto: se la risoluzione di una banca in dissesto, o che potrebbe fallire, non è nell’interesse pubblico, quest’ultima dovrebbe essere liquidata in modo ordinato e in conformità alle norme nazionali.

Posted in Diritti/Human rights, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Traveller italiani e viaggi d’affari in Paesi considerati rischiosi

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

In Italia il 19% dei viaggiatori si è ritrovato a vivere situazioni pericolose durante i viaggi di lavoro nell’ultimo anno.
Il 50% dei business traveller italiani e di quelli europei prenderebbe in considerazione l’idea di non partire per destinazioni considerate pericolose sulla base della loro percezione del luogo o delle linee guida definite dai loro governi. Inoltre, il 19% a livello italiano e il 17,6% a livello europeo ha affermato di essersi trovato molto vicino a una situazione critica negli ultimi 12 mesi durante un proprio viaggio d’affari. Questi sono i dati presentati da SAP Concur nella ricerca “Concur Locate Research” che ha analizzato le abitudini di viaggio di 1050 business traveller italiani e 7395 a livello europeo nel corso dell’ultimo anno. Se gli avvertimenti dei Ministeri del turismo dei paesi europei venissero presi alla lettera, questo denoterebbe una situazione molto preoccupante per i business traveller su scala globale. Si evidenziano per esempio diversi pericoli in Turchia, dai disastri naturali al furto di passaporti; mentre i viaggiatori diretti in Cina vengono messi in guardia per le controversie commerciali che possono portare all’arresto. La preoccupazione riguardante i viaggi si può facilmente spiegare se si tiene conto che in Italia un business traveller su cinque (il 21,5%) ritiene che il proprio datore di lavoro non sarebbe in grado di fornire alcun supporto in caso di grave pericolo. Le organizzazioni non sarebbero dunque in grado, secondo gli intervistati, di comunicare in modo tempestivo in situazioni di pericolo o riportare in patria i propri dipendenti.I risultati della ricerca sono un’ulteriore prova che i datori di lavoro devono sempre più assicurare di applicare le migliori procedure di sicurezza possibili per i propri dipendenti. In caso di fallimento dei doveri di diligenza imposta alle organizzazioni si avrebbero ripercussioni sia nell’attrarre che nel trattenere i talenti all’interno delle aziende. Nonostante ciò, in generale, in Europa, i datori di lavoro stanno dimostrando una crescita di interesse al tema rispetto ai dati evidenziati da Sap Concur l’anno scorso. Il 39,4% dei viaggiatori italiani che hanno preso parte alla ricerca, ritiene che la loro società si stia impegnando in modo serio verso un miglioramento delle proprie policy in materia di viaggi di lavoro; il 22% ritiene invece che la propria organizzazione si mantenga neutra sul tema. Massimo Tripodi, Country Manager di Sap Concur Italia, ha commentato “Senza le giuste tecnologie le organizzazioni lascerebbero i loro dipendenti completamente alla cieca mentre sono in viaggio all’estero, senza sapere dove siano in un determinato momento. Le organizzazioni hanno bisogno di una soluzione che riesca ad avere traccia delle eventuali minacce e che permetta loro di localizzare, contattare e offrire assistenza ai loro dipendenti in caso di situazioni pericolose, che si tratti di una perdita del passaporto, un’emergenza sanitaria o fatti gravi come disastri naturali.” Questa ricerca mette in luce non solo la necessità di un impegno continuo e sempre maggiore di diligenza da parte delle imprese, ma anche gli effetti che si verificano se le società non si impegnano in tal senso. Le organizzazioni non possono dunque rimanere appoggiate sugli allori; devono continuare ad evolversi e adattarsi in questo mondo incredibilmente connesso e mutevole.

Posted in Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Yemen: 120.000 bambini rischiano di morire di fame a causa della guerra

Posted by fidest press agency su sabato, 2 marzo 2019

In Yemen, 120.000 bambini rischiano di morire di fame a causa del protrarsi degli scontri e dell’impossibilità di accedere a beni essenziali e medicine, e la malnutrizione priva 1 milione di donne in gravidanza o allattamento del sostentamento indispensabile per le loro condizioni[1]. Nel Paese martoriato da ormai quasi quattro anni di guerra, si stima che saranno 1,5 milioni in più i minori che nel 2019, rispetto all’anno precedente, avranno bisogno di assistenza umanitaria urgente. Questo l’allarme lanciato da Save the Children – l’Organizzazione che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – in concomitanza con la conferenza dei donatori per lo Yemen che si tiene oggi a Ginevra. “Parliamo con i bambini yemeniti ogni giorno. Ci raccontano della distruzione che vedono attorno a sé e ci dicono che hanno bisogno di pace, cibo, acqua pulita, assistenza sanitaria, e del loro desiderio di tornare a studiare tra i banchi di scuola. Eppure, purtroppo, le loro voci continuano a rimanere inascoltate”, ha dichiarato Tamer Kirolos, Direttore di Save the Children in Yemen.Per tenere alta l’attenzione sulla guerra in Yemen, dove più di 1 bambino su 10 vive in aree in cui l’intensità del conflitto è elevata e dove dall’inizio delle ostilità circa 6.500 minori hanno perso la vita o sono rimasti feriti dai bombardamenti, Save the Children, nell’ambito della nuova campagna “Stop alla guerra sui bambini”, ha lanciato una petizione pubblica on line per chiedere all’Italia di fermare immediatamente l’esportazione di armi italiane utilizzate in Yemen dalla coalizione saudita.Gli armamenti, in particolare, vengono prodotti nello stabilimento della RWM di Domusnovas, in Sardegna, e il loro utilizzo da parte dell’aviazione saudita è confermato dal Rapporto finale del gruppo di esperti sullo Yemen, commissionato dall’Onu.”Le Organizzazioni e le agenzie delle Nazioni Unite impegnate in Yemen stanno lavorando giorno e notte, nonostante le difficoltà, per garantire al popolo e ai bambini yemeniti il supporto e l’assistenza di cui ha bisogno. I leader riuniti a Ginevra hanno nelle loro mani le vite e il futuro di milioni di bambini vulnerabili e per questo chiediamo alla comunità internazionale di incrementare gli sforzi per garantire loro cibo, protezione, educazione e supporto psico-sociale. Soltanto investendo in queste aree si potranno ridurre i danni a lungo termine del conflitto sulla popolazione dello Yemen, e in particolare su donne e bambini”, ha concluso Tamer Kirolos.

Posted in Cronaca/News, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Sace: Mappa dei Rischi 2019 export italiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

Per il 2019 si delinea uno scenario internazionale più complesso ma non privo di opportunità per le imprese che si affacciano sui mercati esteri. Una conoscenza approfondita dei rischi corredata da un adeguato disvelamento delle opportunità è imprescindibile per indirizzare le imprese verso la crescita. Questo il vademecum che emerge dalla nuova edizione del Focus On “Mappa dei Rischi. I 6 ‘pericoli’ del 2019: conoscerli per gestirli”, in cui SACE SIMEST (Gruppo CDP) presenta lo scenario atteso in cui si muoveranno le imprese italiane nell’anno appena iniziato.
“L’export è il driver principale della nostra economia e una scelta strategica per le imprese italiane. Per chi opera sui mercati internazionali la conoscenza dei rischi è imprescindibile, ma è un esercizio solo parziale se non la si affianca a un’adeguata analisi delle opportunità – ha dichiarato Beniamino Quintieri, Presidente di SACE–. Se generalmente i mercati emergenti esibiscono maggiore vulnerabilità a possibili shock esogeni, nondimeno alcuni si configurano destinazioni strategiche delle nostre esportazioni, come la Cina e gli Emirati Arabi Uniti, mercati più noti, ma anche il Brasile, l’India e il Vietnam. SACE SIMEST è un partner chiave in grado di fornire alle nostre imprese la conoscenza e gli strumenti per continuare a crescere anche in questa nuova fase dell’economia globale.”
Il nuovo studio delinea un quadro dei rischi ancora più ampio per il 2019, con tensioni vecchie e nuove che, dall’economia alla politica, costituiranno nuove sfide per le imprese che operano sui mercati internazionali. I 6 principali pericoli per l’anno in corso derivano innanzitutto dall’incertezza su economia e mercato azionario degli Stati Uniti, guerra dei dazi e Brexit, nonché da leitmotiv quali la fragilità di alcuni paesi emergenti e il crescente indebitamento mondiale. È fondamentale però non lasciare che i rischi che si profilano sul mercato internazionale oscurino un quadro ancora ricco di opportunità per l’export italiano.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I rischi del settore finanziario non bancario

Posted by fidest press agency su martedì, 25 dicembre 2018

In un recente workshop organizzato a New York dalla Federal Reserve e dalla Banca d’Italia su “Post crisis financial regulation: Experiences from the two sides of the Atlantic”, si è cercato di analizzare la situazione del sistema finanziario globale per capire se esso sia effettivamente sotto controllo o se vi siano ancora seri rischi e minacce di instabilità. Potrebbe sembrare strano, ma i documenti e gli interventi dei rappresentanti della nostra banca centrale sono stati i più precisi e concreti. Vi è una lunga lista di nuovi e pericolosi rischi che, dieci anni dopo la Grande Crisi, dovremo ancora affrontare. Prima di tutto vi è la vulnerabilità del “settore finanziario non bancario” che comprende una marea di istituzioni, quali le SIM, i gestori del risparmio, i fondi di investimento, gli hedge fund e altri organismi variamente propensi alla speculazione. Questi, di fatto, operano nell’intermediazione finanziaria come se fossero vere e proprie banche, senza, però, essere sottoposti alle regole e ai controlli bancari. Come sappiamo, dove le regole sono poche o mancanti, purtroppo, si fa strada il “sistema ombra”. Secondo il Financial Stability Board, l’organismo di controllo istituito dai governi e dalle banche centrali per cercare i rimedi agli sfaceli del 2008, gli intermediari finanziari non bancari alla fine del 2016 avevano asset, gli attivi, pari a 160.000 miliardi di dollari! Rispetto al livello del 2008 sono cresciuti una volta e mezzo, mentre gli attivi del sistema bancario sono rimasti più o meno gli stessi. Alcuni dei rischi succitati sono simili a quelli che devono affrontare anche le banche: quelli legati alla liquidità necessaria per far fronte alla scadenza dei titoli e al rapporto di indebitamento, cioè alla leva finanziaria, il cosiddetto leverage. Vi sono poi dei rischi derivanti dalla natura stessa del sistema finanziario non bancario, come l’utilizzo esagerato del sistema automatico di compravendita di titoli attraverso dei supercomputer che operano con logaritmi matematici sofisticatissimi. Il cosiddetto high frequency trading (hft). Sono meccanismi che possono far “detonare” l’intero sistema finanziario. Al riguardo è stato ricordato ciò che accadde lo scorso febbraio quando un’innocua notizia circa l’aumento dei salari negli Usa portò al tracollo di Wall Street. Simili situazioni possono creare vendite a raffica fino a provocare un vero e proprio contagio e a mettere in discussione la stessa solidità degli intermediari finanziari. Un’altra ragione di grande preoccupazione, secondo la Banca d’Italia, è data dalla forte crescita negli Stati Uniti del mercato dei cosiddetti collateralized loan obligation, cioè strumenti di debito emessi su un portafoglio di obbligazioni e altre forme di debito. Dal 2008 a oggi sono cresciuti del 130% per un totale di 600 miliardi di dollari. Da qualche tempo, inoltre, sulla scena degli operatori finanziari è apparso un nuovo e più grave rischio legato alla digitalizzazione e ai profondi cambiamenti nella tecnologia che mette nuovi organismi, che operano fuori del sistema bancario, e grandi imprese tecnologiche digitali, la cosiddetta FinTec, in condizioni di offrire servizi di natura bancaria. Sulla questione si è completamente in alto mare. Senza parametri e regole. Il sistema bancario, purtroppo, sta vivendo una crescente e pericolosa dipendenza dai gestori, i provider, di servizi para bancari e para finanziari. In questi campi la proposta condivisibile della Banca d’Italia è applicare il corretto principio di “stesso business, stesso rischio, stesse regole”. Non indifferenti sono le eccessive differenze nazionali nella realizzazione delle cosiddette riforme, creando così un’ulteriore frammentazione dei sistemi finanziari. Si ha la sensazione che finora sia stata persa l’occasione per una regolamentazione unitaria della finanza a livello globale, lasciando così mano libera a chi, invece, vorrebbe cancellare regole e controlli. Non si può, quindi, che concordare con la Banca d’Italia quando afferma che” ogni volta che le regole e i controlli sono stati deboli, si sono visti rischi eccessivi ed è aumentata la leva finanziaria, portando spesso a repentine svolte recessive nel ciclo finanziario”. Speriamo che tale appello non venga lasciato cadere perché, altrimenti, presto o tardi la storia ci presenterà un conto molto salato. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Rischi sul lavoro: voto finale sulla protezione dagli agenti cancerogeni

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 dicembre 2018

I deputati europei hanno aggiornato le norme sulla protezione dei lavoratori dall’esposizione a sostanze cancerogene e mutagene, compresi i fumi diesel.Al fine di proteggere i circa 3,6 milioni di lavoratori nell’UE potenzialmente esposti alle emissioni di gas di scarico dei motori diesel (DEEE), il Parlamento ha ottenuto l’inclusione dei fumi diesel fra le sostanze coperte dalla legislazione e di fissare il corrispondente valore limite di esposizione.Le nuove disposizioni fissano valori limite di esposizione (quantità massima di sostanza consentita nell’aria del luogo di lavoro) e annotazioni cutanee (la possibilità di assorbire significativamente la sostanza attraverso la pelle) per altri otto agenti cancerogeni (compresi i RAEE). Le nuove norme dovrebbero ridurre ulteriormente il rischio per i lavoratori di ammalarsi di cancro, che rimane la causa primaria di decessi per motivi di lavoro nell’UE.Ecco le sostanze aggiunte all’elenco delle sostanze cancerogene:
· Emissioni di gas di scarico dei motori diesel (DEEE)
· Epicloridrina
· Dibromuro di etilene
· Dicloruro di etilene
· 4,4′-metilendianilina
· Tricloroetilene
· Miscele di idrocarburi policiclici aromatici, in particolare quelli contenenti benzo[a]pirene
· Oli minerali che sono stati utilizzati in precedenza nei motori a combustione interna per lubrificare e raffreddare le parti in movimento all’interno del motore.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sicurezza alimentare: maggiore trasparenza e migliore prevenzione dei rischi

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 dicembre 2018

Una proposta legislativa per consentire all’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) di lavorare in modo più efficiente e trasparente è stata approvata dal Parlamento martedì con 427 voti in favore, 172 voti contrari e 67 astensioni. Il testo rappresenta il mandato negoziale del PE per raggiungere un accordo con i Ministri UE.Le nuove norme mirano a rendere più trasparente la valutazione del rischio e a garantire che gli studi utilizzati dall’EFSA per autorizzare l’immissione sul mercato di un prodotto siano affidabili, oggettivi e indipendenti.Studi supplementari a quelli presentati dalle aziende. Il testo propone:
l’accesso del pubblico a tutte le informazioni sulla valutazione di sicurezza;
la possibilità per EFSA di consigliare al richiedente su come fornire tutte le informazioni richieste per decidere sull’autorizzazione, per consentire di accelerare la procedura;
un registro comune europeo degli studi commissionati, per dissuadere le imprese che richiedono l’autorizzazione dal non presentare studi sfavorevoli alle loro domande;
in caso di dubbi sulle prove fornite dalle imprese, l’Agenzia potrebbe anche consultare enti terzi per verificare l’esistenza di altri dati scientifici o studi pertinenti.
Il Parlamento ha inoltre approvato una serie di criteri per decidere quali informazioni possano essere mantenute riservate, ad esempio il marchio con cui un prodotto sarà commercializzato o descrizioni dettagliate dei preparati.
Dopo la votazione, la relatrice Renate Sommer (PPE, DE) ha dichiarato di non poter sostenere l’esito della votazione e ha chiesto che il suo nome sia ritirato dal dossier.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Eccessivo consumo di zucchero e i relativi rischi per la salute

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 dicembre 2018

Desenzano del Garda, Brescia. Si avvicinano le feste di Natale. Gli esperti dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano hanno valutato le abitudini alimentari di 5.400 adulti italiani (58% femmine, 42% maschi) e, in particolare, il consumo di dolciumi. Dallo studio emerge che l’energia introdotta quotidianamente derivata da zuccheri semplici (tra quelli naturalmente presenti negli alimenti e quelli aggiunti in preparazioni e bevande) corrisponde a circa il 20%. Si tratta di un risultato in lieve aumento rispetto alle indagini dell’Osservatorio del 2012 e 2016 e di una percentuale considerevole rispetto alla quantità di riferimento indicata dai LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) che raccomanda una quota inferiore al 15% dell’energia quotidiana proveniente da zuccheri semplici.
Diversi studi internazionali dimostrano che l’innalzamento della glicemia (cioè dello zucchero nel sangue) che generalmente avviene dopo i pasti è collegato a un miglioramento delle prestazioni mentali nelle ore successive. Questi fenomeni si spiegano con l’aumento dei neurotrasmettitori collegati alla memoria, all’apprendimento e all’umore. Al contrario, bassi livelli glicemici sono collegati a un maggior senso di sonnolenza, spossatezza e mancanza di concentrazione.“È importante non rimanere senza zuccheri nel sangue ma, allo stesso tempo, è importante anche non eccedere con le quantità – spiega la dott.ssa Michela Barichella del Comitato scientifico dell’Osservatorio nutrizionale Grana Padano e Presidente di Brain and Malnutrition – in particolare con gli zuccheri semplici e soprattutto quelli aggiunti in bevande e preparazioni.
Infatti, l’energia derivata dagli zuccheri aggiunti secondo l’OMS non dovrebbe superare il 10% dell’energia quotidiana, auspicando un’ulteriore riduzione al 5%. Considerando che un cucchiaino di zucchero contiene circa 5 grammi e apporta 20 kcal, in una dieta media di 2000 kcal giornaliere lo zucchero libero introdotto non dovrebbe superare i 10 cucchiaini (50 grammi per 200 kcal) al giorno, auspicabili la metà.Questa quota è facilmente raggiungibile seguendo l’elenco sottostante che indica la quantità di zucchero contenuta in alcuni alimenti comunemente consumati.
ALIMENTO – QUANTITA’ DI ZUCCHERO – CONTENUTO
Biscotto frollino classico (9g) 2 grammi
Plumcake tradizionale (33g) 10 grammi
Merendina al cioccolato (33g) 12 grammi
Brioches classica, di media grandezza (150g) 15 grammi
Panettone tradizionale (100g) 32 grammi
Pandoro classico (100g) 28 grammi
Cioccolatino con nocciole (15g) 6 grammi
Barretta di cioccolato fondente extra al 70-85% (100g) 24 grammi
Barretta di cioccolato al latte (100g) 52 grammi
Gelato cremoso al cioccolato, vaniglia, etc. (100g) 21 grammi
Cucchiaio di crema di nocciole, cacao e grassi vegetali (15g) 8 grammi
Cucchiaio di marmellata tradizionale (10g)5 grammi
Vasetto di yogurt alla fragola zuccherato (125g) 17 grammi
Vasetto di crema al cioccolato (70g) 21 grammi
Vasetto di crema alla vaniglia (100g) 15 grammi
Bevanda di fermenti lattici alla frutta (100g) 12 grammi

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Diabete e pressione alta, pochi controlli e poca percezione dei rischi

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

Chi soffre di diabete deve prestare particolare attenzione anche alla pressione alta: normalmente la prevalenza dell’ipertensione arteriosa nella popolazione adulta è pari a circa il 35% ma questa percentuale sale nel diabetico sino al 70%, anche all’80%. Purtroppo in Italia non c’è una appropriata cultura della prevenzione e del controllo di questo fattore di rischio. Basta pensare che un italiano su tre non sa di avere la pressione alta. Questo è l’allarme che viene lanciato dalla SIIA, Società italiana dell’Ipertensione Arteriosa.
“Un diabetico di tipo 2 – dichiara Claudio Ferri, Presidente della SIIA – deve controllare non solo la glicemia, ma anche la pressione arteriosa. Una pressione elevata, se non curata, può dar luogo a complicanze a carico di cuore, cervello e/o rene, ovvero infarto del miocardio, infarto cerebrale e/o insufficienza renale cronica, senza dimenticare la malattia vascolare degli arti inferiori, i disturbi della sfera sessuale e/o cognitivi”.
“E’ un vero peccato che l’attenzione nei confronti della pressione arteriosa, malgrado tutti i nostri sforzi educazionali, sia ancora non soddisfacente – continua Ferri -visto che tre italiani ipertesi su dieci non sanno di avere la pressione alta e non c’è l’abitudine di controllare la pressione arteriosa a casa propria anche se si è sani, sebbene gli apparecchi validati in commercio siano di modesto costo, ma affidabili”. Quali sono i segnali che la pressione è alta? L’ipertensione arteriosa è comunemente asintomatica, ma può manifestarsi con alcuni sintomi non correlati che possono svelare la presenza di pressione elevata (cefalea, vertigini, acufeni e/o disturbi della sfera sessuale). Tra i fattori di rischio favorenti la comparsa di ipertensione sono il fumo, l’obesità, la dieta scorretta con uso eccessivo di sale, la sedentarietà e lo stress. Tra le patologie concomitanti, oltre al diabete mellito, ci sono anche malattie renali, cardiache e/o cerebrovascolari. “Un diabetico che si cura appropriatamente, anche quindi normalizzando i propri valori pressori – conclude Ferri – può condurre una vita assolutamente normale”. La prevenzione della comparsa dell’ipertensione arteriosa e degli altri fattori di rischio cardiovascolare, la cura di tutte le possibili patologie coesistenti, l’adozione di uno stile di vita sano, il trattamento antiipertensivo efficace con nutraceutici e/o farmaci, l’aderenza e la persistenza alla terapia prescritta, sono tutte strategie indispensabili per prevenire questo disturbo oppure evitarne i danni.

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Rischi marijuana sui giovani

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 agosto 2018

Uno studio condotto dall’Université de Montréal e Icahn School of Medicine di New York del Mount Sinai Hospital di qualche anno fa ha rivisto una serie di ricerche sugli effetti della marijuana sugli adolescenti stabilendo non solo che causa in essi una maggiore dipendenza ma anche seri rischi per la salute mentale.
I ricercatori hanno condotto una revisione di 120 studi che hanno esaminano la cannabis e lo sviluppo del cervello degli adolescenti, e hanno concluso che c’è una forte evidenza tra l’uso di cannabis in giovane età ed il rischio di sviluppare problemi per la salute mentale e dipendenze da adulti. Il dottor Didier Jutras-Aswad dell’Université de Montréal ha rilevato che “La questione non è se la cannabis è buona o cattiva, ma chi ha più probabilità di soffrire di problemi.” Alcuni studi hanno anche scoperto legami tra l’uso di cannabis e la schizofrenia precoce, ma sempre lo stesso Jutras-Aswad ha sottolineato che ci sia un evidente profilo di rischio che comprende la genetica e le caratte-ristiche comportamentali, oltre all’età. Tuttavia, gli autori dello studio sottolineano che vi è una diffusa percezione che la marijuana è poco dannosa. (Servizio Fidest)

Posted in Fidest - interviste/by Fidest, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Tatuaggi e rischi

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 agosto 2018

Sempre piu’ diffusi i tatuaggi in Italia; infatti, sono circa 8 milioni i soggetti che ricorrono a questa forma di ornamento corporeo. Sono in crescita numerica e l’intervento si estende su sempre maggiori superfici corporee. Purtroppo i rischi sono elevati: si potrebbero scatenare eruzioni cutanee e febbre. Infezioni gravi possono richiedere mesi di trattamento con diversi antibiotici. Piu’ infezioni virulente possono essere associate con febbre alta, agitazione, brividi e sudorazione. Se questi sintomi si presentano, potrebbe essere necessario l’uso di farmaci, l’ospedalizzazione e interventi chirurgici. In caso di reazione allergica, l’esatta causa puo’ essere difficile da individuare, infatti, si potrebbe avere una reazione allergica ad un pigmento (uno degli ingredienti che aggiungono colore all’inchiostro) o ad un diluente (liquido utilizzato per sciogliere i pigmenti), o a un contaminante nell’inchiostro e, poiche’ gli inchiostri sono permanenti, la reazione puo’ persistere. Come si fa a sapere se si e’ allergici? Non si sa, si prova sul campo, a proprio rischio, anche se il tatuaggio e’ una attivita’ regolata da una risoluzione del Consiglio d’Europa e da circolari ministeriali, per quanto attiene alle procedure e all’uso di strumenti e colori. Consigliamo di firmare sempre il consenso informato e verificare che il tatuatore sia in possesso dell’idoneita’ igienico-sanitaria e sia abilitato ad operare in un locale autorizzato. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Malattie cardiovascolari, stile di vita non sano moltiplica i rischi in caso di predisposizione genetica

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

Secondo uno studio pubblicato su JAMA Cardiology e condotto su un’ampia popolazione, il corredo genetico e i comportamenti di vita hanno avuto un effetto additivo sul rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. «Sia i fattori genetici che lo stile di vita contribuiscono al rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, ma non è noto se i cattivi comportamenti di salute siano associati ad aumenti di rischio simili tra individui con rischio genetico basso, intermedio o alto» spiega Abdullah Said, dello University Medical Center Groningen, nei Paesi Bassi. I ricercatori hanno valutato tale associazione all’interno di gruppi a rischio genetico con malattia coronarica, fibrillazione atriale, ictus, ipertensione e diabete di tipo 2; per questo, hanno incluso nello studio un totale di 339.003 individui di discendenza britannica bianca per i quali erano disponibili dati relativi al genotipo. Il rischio genetico è stato classificato come basso (quintile 1), intermedio (quintili 2-4) o alto (quintile 5). All’interno di ciascun gruppo di rischio genetico, i rischi di eventi incidenti associati a comportamenti e fattori di salute combinati ideali, intermedi o scarsi sono stati studiati e confrontati con un basso rischio genetico e uno stile di vita ideale. Durante il follow-up, 9.771 su 325.133 partecipanti (3,0%) hanno sviluppato malattia coronarica, 7.095 su 333.637 (2,1%) fibrillazione atriale, 3.145 su 332.971 (0,9%) ictus, 11.358 su 234.651 (4,8%) ipertensione e 4.379 su 322.014 (1,4%) diabete. Rispetto allo stile di vita ideale nel gruppo a basso rischio genetico, uno stile di vita inadeguato è stato associato a un rapporto di rischio che arrivava fino a 4,54 per malattia coronarica, 5,41 per fibrillazione atriale, 4,68 per l’ipertensione, 2,26 per ictus e 15,46 per il diabete nel gruppo ad alto rischio genetico. «Il corredo genetico e i comportamenti e i fattori relativi alla salute hanno mostrato un effetto additivo logaritmico sul rischio di sviluppare una malattia cardiaca, e gli effetti relativi di uno stile di vita scarso sono stati comparabili tra i gruppi di rischio genetico» affermano gli autori. In conclusione, secondo i ricercatori, i cambiamenti dello stile di vita dovrebbero essere incoraggiati per tutti attraverso approcci globali e multifattoriali. (fonte: cardiologia33 da JAMA Cardiol. 2018. doi: 10.1001/jamacardio.2018.1717
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29955826)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Privacy online, 4 siti web su 10 non sicuri: fiducia utenti a rischio

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 maggio 2018

Dal 25 maggio sarà operativo il nuovo Regolamento Europeo sulla protezione dei dati personali, fortemente voluto dall’UE con obiettivo dichiarato di creare un “clima di fiducia per lo sviluppo dell’economia digitale in tutto il mercato interno”, ma i risultati di una ricerca condotta dall’Osservatorio di Federprivacy evidenziano che buona parte dei più importanti siti web italiani stentano ancora a fare della privacy e della sicurezza online una virtù.Da uno studio svolto sui principali trecento siti web italiani, è infatti emerso che il 39% di questi, anziché ricorrere a protocolli sicuri con cifratura SSL/TLS, (facilmente riconoscibili perchè contrassegnati sul browser dal prefisso “https” ed un lucchettino verde), continuano ad utilizzare invece connessioni non sicure che consentono potenzialmente a dei malintenzionati di intercettare dati personali inviati o ricevuti tramite un form di contatto, o di carpire i dati della carta di credito digitati durante un acquisto online. Altro elemento rilevato dallo studio che concorre a frenare il decollo dell’e-commerce made in Italy, è che ben 252 siti sui trecento analizzati (84%), sebbene siano dotati di una informativa sulla privacy, non forniscono poi in essa i recapiti per l’esercizio dei diritti dell’interessato o i dati di contatto del data protection officer, informazioni che peraltro dal 25 maggio sarà obbligatorio pubblicare per tutte le p.a. e per le aziende che trattano dati su larga scala o che profilano gli interessati, tecnica quest’ultima che risulta peraltro attiva nell’85% dei siti italiani esaminati, i quali utilizzano cookies di terza parte che servono proprio a memorizzare e tracciare gusti e preferenze online degli utenti.Anche se gli scenari attuali non sembrerebbero rassicuranti circa la possibilità di vedere Internet come un ambiente migliore in cui navigare senza essere spiati in ogni click e dove poter fare tranquillamente shopping online senza timore di essere frodati, qualcosa in realtà si sta muovendo e ci sono realtà che stanno puntando molto sulla fiducia dell’utente, come Ferrero che ha ottenuto il marchio di qualità “Privacy OK” in tutti i principali siti web italiani del Gruppo. Altro caso è quello di Qwant, motore di ricerca che promette di tutelare la privacy dei propri utenti senza tracciarli né con i cookies nè con altra tecnica di tracciamento. E anche Federprivacy ha realizzato il proprio sito web utilizzando un protocollo sicuro e senza alcun cookie di profilazione con l’auspicio di creare un modello da imitare per dimostrare che creare un web migliore è davvero possibile, e proprio la privacy come valore per guadagnarsi la fiducia degli utenti sarà al centro del dibattito al 7° Privacy Day Forum.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Rischi per la salute derivanti dalla caduta dei tassi di vaccinazione nell’UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 aprile 2018

Il calo della fiducia dell’opinione pubblica nella vaccinazione è una grande sfida che sta già avendo un impatto sulla salute. E’ quanto i deputati europei affermano nella loro risoluzione rilevando altresì che i dati epidemiologici evidenziano notevoli lacune nella diffusione dei vaccini e un tasso di copertura vaccinale troppo basso per assicurare che il pubblico goda di una protezione adeguata contro le malattie prevenibili con la vaccinazione. Le conseguenze sono evidenti con conseguenze che in un certo numero di Paesi, che si sarebbero potute evitare come è accaduto per il morbillo.
I deputati europei sottolineano che i vaccini sono rigorosamente testati attraverso molteplici fasi di prova e periodicamente rivalutati. Accolgono con favore l’imminente avvio di un’azione comune, cofinanziata dal programma dell’UE per la salute, volta ad aumentare la copertura vaccinale. Propongono, inoltre di rafforzare la base giuridica per la copertura vaccinale e invitano la Commissione ad agevolare un programma di vaccinazione più armonizzato e meglio allineato in tutta l’UE.
Il documento chiede una maggiore trasparenza nella produzione e nella valutazione dei vaccini e dei loro coadiuvanti e il finanziamento di programmi di ricerca indipendenti sui loro eventuali effetti collaterali, per ristabilire la fiducia nei confronti delle vaccinazioni.
Si evidenzia inoltre che i ricercatori sono tenuti a dichiarare ogni eventuale conflitto di interessi e chi si trovasse in tale posizione dovrebbe essere escluso dal comitato di valutazione dell’EMA. Anche la riservatezza delle decisioni di detto comitato dovrebbe essere abolita e i dati scientifici dovrebbero essere resi pubblici.I deputati chiedono di fornire ai cittadini informazioni inclusive, fattuali e basate su dati scientifici per contrastare le informazioni inaffidabili, fuorvianti e prive di fondamento scientifico in materia di vaccinazioni.E’ ingiustificabile che il costo di una confezione completa di vaccini per un solo bambino sia aumentato di 68 volte tra il 2001 e il 2014. I deputati sostengono, quindi, l’accordo esistente che consente di acquisire congiuntamente i vaccini, mettendo in comune il potere d’acquisto degli Stati membri.La vaccinazione previene, secondo le stime, 2,5 milioni di morti l’anno in tutto il mondo e riduce i costi dei trattamenti specifici per le malattie, compresi i trattamenti antimicrobici.
Nel periodo tra il 2008 e il 2015 in Europa si sono registrati 215.000 casi di malattie a prevenzione vaccinale, esclusa l’influenza.Il morbillo è una malattia grave e dall’inizio del 2016 sono stati segnalati 57 decessi nell’UE. Secondo il Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC), la maggior parte dei casi sono stati segnalati dalla Romania (5.224), dall’Italia (4.978), dalla Grecia (1.398) e dalla Germania (906), tra il 1 ° febbraio 2017 e il 31 gennaio 2018, pari al 35%, 34%, 9% e 6%, rispettivamente, di tutti i casi segnalati dai Paesi UE/SEE. Dal 1° gennaio 2018 sono stati segnalati sette decessi in 4 Paesi: Romania (3), Italia (2), Grecia (1) e Francia (1). I deputati sottolineano inoltre che l’immunizzazione attraverso la vaccinazione aiuta a combattere la resistenza antimicrobica (AMR). Nel suo piano d’azione AMR, la Commissione europea ha annunciato incentivi per aumentare l’adozione di diagnosi, alternative antimicrobiche e vaccini.
La Commissione europea a sua volta presenterà un’iniziativa per una cooperazione rafforzata contro le malattie prevenibili dal vaccino nel secondo trimestre del 2018.

Posted in Estero/world news, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Banche europee: trend, rischi e vulnerabilità

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2018

Milano Mercoledì 14 marzo 2018 Ore 11.45 Thomson Reuters 2° piano Via Dogana, 1 Mario Quagliariello, Director of the Economic Analysis and Statistics Department at the European Banking Authority (EBA), discuterà con Edoardo Lombella, Head of NPL Portfolio Disposals at Banco BPM, e Marco Lamandini, Professor of Commercial Law at University of Bologna, sulla situazione attuale delle banche europee.
L’unità di analisi dei rischi dell’EBA è responsabile del monitoraggio delle tendenze del mercato e dell’identificazione dei rischi e delle vulnerabilità nel settore bancario, oltre allo sviluppo della metodologia per lo stress test a livello UE e al coordinamento dell’esecuzione dell’esercizio. L’unità svolge attivamente studi tematici sulle banche dell’UE e guida l’analisi comparativa annuale dei modelli interni delle banche.
I relatori discuteranno le linee guida attuali per i prestiti in sofferenza (NPL), i prossimi stress test e le recenti questioni normative relative all’Unione bancaria europea. Seguirà una sessione di domande e risposte. 12:00 Panel di discussione:
Mario Quagliariello, Director of the Economic Analysis and Statistics Department at European Banking Authority
Edoardo Lombella, Head of NPL Portfolio Disposals at Banco BPM
Marco Lamandini, Professor of Commercial Law at University of Bologna
Josina Kamerling, Head of Regulatory Outreach EMEA at CFA Institute
13:00 Q&A

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I rischi dei passaggi mentali condivisi

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 marzo 2018

Uno di questi aspetti è senza dubbio il rischio di entrare in un paesaggio mentale colonizzato. Come, ad esempio, abbiamo vissuto le nostre mutazioni antropologiche o le gestiamo in una situazione particolare? Un aspetto illuminante lo abbiamo dal prologo di un dialogo di Platone il “Protagora” nel quale egli mostra come Socrate gestisse una situazione insolita. Immaginiamoci la scena: Ippocrate, figlio di Apollodoro arriva a casa di Socrate e bussa con insistenza alla sua porta. Ha fretta e si fa premura di richiamare l’attenzione di Socrate e Socrate di rimando: cos’è che ti accade, perché vieni a quest’ora? E lui, tutto agitato, gli risponde: “ma come non lo sai? È arrivato Protagora e dobbiamo fare qualcosa.” A questo punto Socrate prende tempo e cerca di far ragionare il suo giovane amico non tanto per impedirgli di andare ad ascoltare Protagora quanto di capire che egli non è il tutto ma solo una parte della conoscenza e in questo modo ci ha impartito una lezione magistrale che regge il suo e il nostro tempo: “consapevolezza delle caratteristiche dell’informazione, accesso all’informazione, disponibilità di una molteplicità di fonti, esame critico e dialogo dell’informazione. Ha creato una vera e propria comunità di apprendimento, di collaborazione. Lui ha scelto il rischio, non si tira indietro, si espone ma lo fa a ragion veduta.
Se ci caliamo da questo pensiero “antico” nella nostra quotidianità mi rendo conto che i nostri maggiori errori stanno proprio nel fatto che non cerchiamo di mettere a frutto la nostra intelligenza per analizzare ciò che più di ogni altra cosa l’anima si nutre: di cognizioni, d’informazioni che assumiamo dall’ambiente, ma lo dobbiamo fare con la mente sgombra da presunzioni, luoghi comuni, da logiche oscurantiste. Come dire, restando all’insegnamento di Socrate, andiamo pure ad ascoltare Protagora, poi però lo discuteremo anche con altri. Significa crescere in un clima di verità nelle relazioni. Il saperlo fare significa sgrossare queste verità dalle false, stereotipate, interessate rappresentazioni in situazioni che sovente nulla c’entrano con il digitale ma rientrano in ambiti familiari e ambienti sociali. E la realtà a volte ci sfugge perché non è complicata come si pensa. Un esempio classico lo posso avere dal film di Rohmer dal titolo “Il raggio verde” tratto dal libro di Verne. Il raggio verde è l’ultimo raggio di sole che in giornate particolarmente limpide si colora di questa tonalità. Alla fine arriva e si tratta di un bellissimo puntino verde.
Tutto qui? E’ valsa l’attesa per questo quasi insignificante “segnale”? Sì, se riusciamo a capirne l’insegnamento. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“I rischi ben bilanciati del reddito fisso”

Posted by fidest press agency su martedì, 16 gennaio 2018

adrian hiltonA cura di Adrian Hilton, Responsabile tassi e valute globali di Columbia Threadneedle Investments. Per i mercati obbligazionari, l’inizio del 2017 sembrava l’alba di una nuova era economica. Il neoeletto presidente statunitense Donald Trump prometteva di imprimere slancio all’economia USA tramite ambiziosi programmi di riforme infrastrutturali e fiscali.Tuttavia, gli audaci piani di Trump per vivacizzare l’economia statunitense sono progrediti molto più lentamente del previsto. Nel 2017 non si è concretizzato alcuno sviluppo degno di nota in ambito infrastrutturale. Anche se la riforma fiscale negli Stati Uniti potrebbe giovare ad alcune aziende a stelle e strisce, è poco probabile che abbia un impatto rilevante dal punto di vista macroeconomico.
La graduale normalizzazione della politica monetaria, attuata tra l’altro tramite il lento rientro dal quantitative easing, nata in risposta al miglioramento della dinamica della crescita e a incipienti segnali di rincaro, non è riuscita a produrre un sensibile riapprezzamento dei rendimenti obbligazionari.
Per il 2018, è improbabile che la riforma fiscale statunitense sia in grado di dare impulsi significativi al tasso di crescita del paese. Il contesto macroeconomico più ampio resta comunque favorevole. La ripresa iniziata sin da prima dell’elezione di Trump è proseguita quest’anno. Sia negli Stati Uniti che in Europa, il recupero procede a ritmi più sostenuti rispetto ai tassi di crescita tendenziali, sia pure a ritmo più rallentato rispetto ai cicli precedenti.Le prove a conferma della ripresa in atto dell’economia statunitense sono state sufficienti a indurre la Federal Reserve ad avviare il ritiro dell’allentamento monetario. La Banca centrale europea dovrebbe seguire a ruota a tempo debito. È lecito concludere che, alle porte del 2018, il picco delle misure straordinarie di politica monetaria è ormai alle nostre spalle.Normalmente, tutti questi fattori suggerirebbero un contesto sfavorevole alle obbligazioni, ma i rendimenti sono solo leggermente più elevati rispetto ai minimi estremi raggiunti verso la fine del 2016. Restano infatti a quote storicamente molto basse, e sono decisamente inferiori ai livelli che ci si attenderebbe in questa fase del ciclo economico.
Mentre i rendimenti obbligazionari restano bassi, i mercati azionari sembrano raggiungere vette sempre più alte di settimana in settimana. Stando a numerosi indicatori, ci troviamo in una fase avanzata del ciclo congiunturale. Gli spread creditizi sono estremamente ristretti, con un elevato ricorso alla leva finanziaria da parte di aziende e consumatori. Appare improbabile che gli attuali ritmi di espansione economica possano essere sostenuti nel corso del prossimo anno.
Sono diversi i fattori che hanno contribuito al forte incremento dell’attività economica, ma è difficile che si ripetano nel 2018. L’espansione degli ultimi 18 mesi è riconducibile in gran parte a un boom negli investimenti nelle infrastrutture energetiche a seguito dell’aumento delle quotazioni petrolifere, cosa che non dovrebbe accadere nuovamente.
Il massiccio ricorso al credito in Cina nell’ambito del tentativo dei responsabili delle politiche di infondere nuovo slancio al mercato residenziale del paese ha aiutato i mercati emergenti e favorito altresì il commercio globale. Alla luce dei crescenti timori della Cina in merito agli squilibri finanziari interni, è improbabile che si assista a un’intensificazione delle spese nel 2018.
Negli Stati Uniti si osserva un elevato grado di fiducia da parte dei consumatori. Se è vero che i consumi sono in ascesa, è altrettanto vero che i redditi reali disponibili stanno aumentando solo molto lentamente. Non è chiaro se gli Stati Uniti possano continuare a espandere il credito alle famiglie in misura sufficiente da sostenere il boom dei consumi.
I livelli globali di leva finanziaria sono molto alti e le misure di stimolo in termini di politica monetaria vengono ridotte in un momento in cui i volani della crescita passati dovrebbero cominciare a indebolirsi. Il grado di ottimismo e il livello delle valutazioni sui mercati del rischio restano estremamente elevati. Vi sono buone probabilità di un cambiamento del sentiment nel 2018, il che ci induce a moderare le nostre previsioni di un incremento dei rendimenti obbligazionari.
I mercati obbligazionari continuano a essere distorti da politiche macroeconomiche non convenzionali da un lato e tendenze strutturali dall’altro. Il sistema finanziario beneficia tuttora di ingenti iniezioni di liquidità. Le banche centrali mondiali si trovano in fasi diverse del processo di ritiro degli stimoli artificiali, e i rendimenti obbligazionari restano depressi.Come abbiamo potuto vedere negli ultimi anni, il quantitative easing non conosce frontiere e la liquidità disponibile in un paese trova il modo di estendersi ad altri. Se è vero che il livello di distorsione dei mercati obbligazionari provocato dalle banche centrali è forse inferiore a quello degli anni precedenti, esso resta comunque un fattore costante.A sostenere ulteriormente i prezzi delle obbligazioni concorrono anche fattori strutturali. L’invecchiamento demografico implica una necessità di reddito, per cui gli investitori saranno attratti dalle obbligazioni e i rendimenti diminuiranno. Sin dalla crisi finanziaria globale, inoltre, si è rilevata una domanda importante di asset sicuri dovuta a motivi normativi. Alla luce del giro di vite delle autorità di vigilanza, le banche sono tenute a detenere una quota molto maggiore dei loro bilanci in Treasury statunitensi.Infine, il livello neutrale dei tassi reali nelle economie avanzate ha accusato 30 anni di flessione per via del cambiamento demografico e del basso aumento della produttività. Benché i tassi neutrali si siano leggermente ripresi, all’orizzonte non si intravede alcun elemento, perlomeno non nel prossimo anno, che sia in grado di ribaltare tale tendenza al ribasso.La concomitanza di tutti questi fattori limita il livello di correzione possibile sui mercati obbligazionari e la normalizzazione dei rendimenti.
In un contesto di incertezza, gli investitori dovrebbero prendere in considerazione le opportunità in maniera selettiva e ricercare opportunità di valore relativo. È possibile ravvisare una differenza tra i cicli economici dei diversi paesi. A titolo di esempio, il ciclo statunitense è più avanzato rispetto a quello europeo, anche se la brillante crescita nel Vecchio Continente suggerisce che la sua politica monetaria comincerà ora a essere interessata da una lenta normalizzazione. Ciò, a sua volta, suggerisce che l’attuale differenziale tra i rendimenti tedeschi e quelli statunitensi è troppo alto.Inoltre, si intravedono alcune opportunità nei mercati emergenti. Ad esempio, vi sono margini per un calo dei tassi in mercati quali Messico e Russia. Impieghiamo strategie valutarie analogamente al reddito fisso, alla ricerca di valore relativo. In assenza di un tema direzionale forte, gli investitori devono concentrarsi maggiormente sul cambiamento delle dinamiche tra i diversi mercati. È altresì possibile esprimere opinioni sul ciclo mediante rendimenti relativi su obbligazioni a breve e lunga scadenza.Per il prossimo anno abbiamo una visione meno ottimista sul dollaro USA rispetto alla maggior parte del mercato, in quanto riteniamo che il teatro della crescita e normalizzazione della politica monetaria si sposterà altrove. Restiamo dell’avviso che l’euro sia trascurato dagli investitori, e che l’attuale dinamica delle partite correnti nell’area euro dovrebbe sostenere la moneta unica.
La performance dell’economia mondiale è stata di gran lunga migliore rispetto a quanto previsto 12 mesi fa. Tuttavia, i rischi in grado di incidere sullo status quo si presentano ben bilanciati. A fronte degli alti livelli del debito, delle elevate valutazioni degli attivi e del fatto che siamo più vicini alla fine del ciclo che al suo inizio, la domanda di beni rifugio potrebbe essere più persistente del previsto. (foto: Hilton_Adrian)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Rischi legati all’esposizione delle radiazioni ionizzanti

Posted by fidest press agency su sabato, 21 ottobre 2017

Ospedale_SantAndreaRoma Venerdì 27 Ottobre 2017 ore 9:00 Auditorium del Ministero della Salute conferenza sulla Direttiva Euratom 2013/59 attraverso un confronto sui rischi legati all’esposizione alle radiazioni ionizzanti, è questo l’obiettivo del convegno che si terrà il 27 ottobre all’Auditorium del Ministero della Salute. L’incontro dal titolo “Image Safely: Direttiva Euratom 59/2013: consapevolezza e gestione della dose in Tomografia Computerizzata (TC)”, è organizzato dalla Radiologia dell’Istituto San Gallicano, con il patrocinio del Ministero della Salute e delle principali società scientifiche di riferimento, come l’Associazione Italiana di Fisica Medica (AIFM), la Società Italiana di Radiologia Medica (SIRM) e il Sindacato Nazionale dell’Area Radiologica (SNR). Al centro del dibattito, cui è previsto l’intervento del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ci sarà la Direttiva Euratom 2013/59 del Consiglio Europeo (del 5 dicembre 2013) che dovrà essere recepita dal nostro Governo entro il 6 febbraio 2018.“La direttiva – spiega Francesco Maria Solivetti, Responsabile della Diagnostica per Immagini ISG – stabilisce, in sintesi, le norme fondamentali di sicurezza sulla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, con specifici riferimenti alla diagnostica medica. In questo senso, va sottolineato come la TAC che ad oggi rappresenta un esame diagnostico sempre più richiesto nella pratica clinica, specie nel follow-up oncologico, sia la metodica responsabile di più del 50% della dose erogata. L’aumento del numero degli esami eseguiti comporta un possibile incremento dei rischi legati all’utilizzo di radiazioni ionizzanti.”
“Il punto focale della Direttiva Euratom – prosegue Lidia Strigari, Responsabile del Laboratorio di Fisica Medica e Sistemi Esperti dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena – è proprio questo: rimarcare i principi di ottimizzazione e di giustificazione sui quali si deve fondare un percorso di garanzia di qualità, con l’obiettivo di ridurre la dose di radiazioni ionizzanti ai pazienti e agli operatori. Introducendo, inoltre, un’importante innovazione in termini di trasparenza dell’informazione sul dato dosimetrico che dovrà essere riportata nel referto medico.”
Il Laboratorio di Fisica Medica e Sistemi Esperti e le Radiologie degli IFO-Regina Elena e San Gallicano, hanno avviato il processo di qualità del percorso diagnostico, tramite la costituzione di un team di esperti e la pianificazione di studi scientifici, ponendosi l’obiettivo di rappresentare un centro di riferimento per il monitoraggio e la gestione della dose in diagnostica medica a livello nazionale e internazionale. (fonte doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Banche: rischi insolvenza e norme europee

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

banca europeaDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Dopo l’emanazione della direttiva BRRD, meglio nota come ‘direttiva bail-in’, che è quasi riuscita a far fallire l’intero sistema bancario italiano, l’Europa intende ora emanare nuove regole draconiane in grado di provocare effetti devastanti sui già disastrati istituti di credito italiani. Questa volta, il pericolo arriva direttamente dall’organismo di Vigilanza della Banca Centrale Europea, il quale ha annunciato di essere intenzionato ad introdurre regole molto restrittive sulla gestione dei crediti deteriorati detenuti dalle banche, i famosi NPL (Non performing loans). Se queste regole dovessero davvero passare, dal prossimo gennaio le svalutazioni diventerebbero automatiche e, dopo sette anni, il valore di un credito deteriorato di tipo ‘secured’ dovrà essere automaticamente azzerato, nonostante la presenza di garanzie.Per le banche italiane, nei cui bilanci si trovano attualmente il 25% di tutti gli NPL europei, sarebbe una vera ecatombe. La prudenzialità richiesta per far fronte al rischio insolvenza diventerebbe, infatti, talmente elevata da bloccare completamente il mercato dei prestiti a famiglie e imprese.
Il canale del credito italiano si bloccherebbe del tutto, con effetti devastanti per l’economia italiana. Siamo d’accordo, quindi, con quanto affermato dal collega Enrico Zanetti, quando afferma che l’effetto delle nuove norme imposte dalla BCE sarebbe quello di azzerare del tutto i prestiti alle Pmi. E ci uniamo alle preoccupazioni giustamente espresse a riguardo anche da Confidustria e ABI.Per questi motivi, riteniamo che queste nuove regole assurde non debbano essere introdotte nel tessuto normativo comunitario ed invitiamo quindi il Governo italiano ad effettuare le dovute pressioni politiche nelle opportune sedi europee, affinché si eviti la ripetizione di quanto già accaduto con il disastroso recepimento della direttiva bail-in”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Prevenire i rischi e proteggere gli occhi sotto il sole estivo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 luglio 2017

occhialiSolo il 60% degli italiani utilizza gli occhiali da sole, e di questi il 30% non li indossa mai, il 18% raramente e solo il 52 % li ritiene “indispensabili. Appena il 17% ne possiede più di un paio, e in troppi cedono alle offerte low cost. Questi gli ultimi dati diramati dalla Commissione Difesa Vista che sottolinea come gli occhi, soprattutto in estate, vadano protetti dagli agenti esterni che potrebbero danneggiarli, in primis il sole.A preoccupare sono soprattutto le giovani generazioni e gli anziani: sono loro a rischiare più degli altri, e invece soltanto l’11% dei giovanissimi e il 10% degli over 55 utilizza lenti protettive con regolarità. Addirittura il 60% dei piccoli fra 2 e 6 anni non ha mai inforcato un occhiale da sole, benché gli occhi degli under 15 siano i più delicati e bisognosi di uno schermo ad hoc e di qualità.Gli occhiali da sole, inoltre, andrebbero scelti a seconda delle proprie esigenze e della situazione di utilizzo. “Non tutti gli occhiali sono uguali” – raccomanda lo specialista. “Qualche esempio: durante lo sport servono lenti resistenti agli urti e in grado di proteggere dai raggi UV anche in condizioni di performance estreme. Alla guida occorre prestare attenzione alla colorazione delle lenti per garantire una adeguata protezione senza pregiudicare la visione nel passaggio dalla luce al buio delle gallerie. Non stiamo parlando quindi solo di un vezzo modaiolo ma di uno strumento che deve rispondere a criteri ben precisi”.Ecco una serie di consigli utili forniti dal Dott. Andrea Giani:
1. Indossa un cappello con la visiera, protegge il viso;
2.Stai attento alla luce che si riflette sulla sabbia o sull’acqua: intensifica l’esposizione al sole;
3.Tieni d’occhio l’ora: gli occhi sono esposti a maggior rischio di danno solare tra le 10 di mattina e le 2 di pomeriggio poiché i raggi solari sono più intensi.
4.Proteggiti con qualsiasi condizione atmosferica: i raggi UV possono danneggiare gli occhi anche quando il tempo è nuvoloso;
5.Mangia verdure a foglia verde e frutti ricchi di antiossidanti, vitamina A, C ed E. La luteina e la zeaxantina sono sostanze antiossidanti ritenute particolarmente benefiche per mantenere gli occhi in buona salute. La luteina si trova nei peperoni gialli, nel mango e nelle verdure a foglia verde. Broccoli, mais, arance e uova sono buone fonti di zeaxantina;
6. Scegli gli occhiali più adatti a te. Ricorda che il tuo ottico di fiducia e l’oculista di riferimento sono le persone più adatte a rispondere alle tue esigenze visive. (foto: screening visivi)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »