Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘rischio’

Rischio cardiovascolare aumenta se la pressione supera le soglie delle linee guida

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 agosto 2019

L’ipertensione sistolica e quella diastolica influenzano indipendentemente il rischio di eventi cardiovascolari avversi, tra cui infarto miocardico, ictus emorragico e ictus ischemico, indipendentemente dal fatto che l’ipertensione stessa sia definita come pressione arteriosa di almeno 140/90 mm Hg o di almeno 130/80 mm Hg, secondo uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine. «La relazione tra la pressione sistolica e diastolica e gli eventi cardiovascolari rimane piuttosto oscura nei pazienti ambulatoriali. Inoltre, la recente revisione delle linee guida, con due differenti soglie per il trattamento dell’ipertensione, complica le cose. Per chiarire la questione abbiamo analizzato i dati di 1.316.363 pazienti registrati presso la Kaiser Permanente Northern California, che avessero a disposizione almeno una misurazione della pressione arteriosa al basale e due misurazioni durante il periodo di osservazione» spiega Alexander Flint, del Permanente Medical Group a Redwood City, in California, primo nome dello studio. Tra i pazienti, 533.353 hanno mostrato una pressione arteriosa media di almeno 130/80 mm Hg e 118.159 di almeno 140/90 mm Hg. L’esito composito preso in considerazione comprendeva ictus ischemico, ictus emorragico o infarto miocardico durante un periodo di osservazione di otto anni. Sono state valutate diverse covariate, tra cui sesso, età, razza ed etnia, comorbilità e indice di massa corporea. Un carico continuo di ipertensione sistolica definita come almeno 140 mm Hg e un carico continuo di ipertensione diastolica definita come almeno 90 mm Hg sono risultati predittori indipendenti dell’esito composito. Risultati simili sono stati ottenuti quando l’ipertensione sistolica è stata definita come pressione di almeno 130 mm Hg e l’ipertensione diastolica come pressione di almeno 80 mm Hg. Gli esperti hanno notato la presenza di una relazione di curva a J tra la pressione diastolica e l’esito composito, che trova una spiegazione almeno in parte nell’età e altre covariate, ma può anche essere spiegata da un più alto effetto dell’ipertensione sistolica nei pazienti nel più basso quartile della pressione diastolica. «Abbiamo osservato che la relazione tra pressione arteriosa sistolica, pressione diastolica ed esiti cardiovascolari avversi non è stata alterata dalla scelta della soglia (140/90 mm Hg rispetto a 130/80 mm Hg), e questa scoperta supporta i recenti cambiamenti delle linee guida che hanno rafforzato gli obiettivi di pressione sanguigna per i pazienti ad alto rischio» concludono gli esperti. (fonte doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

E’ a rischio la difesa in tribunale di coloro che denunciano reati di mafia

Posted by fidest press agency su sabato, 20 luglio 2019

Il Comitato di Solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, istituito presso il ministero dell’Interno, avrebbe infatti sospeso il pagamento degli avvocati difensori che per legge avviene dal Fondo di rotazione in favore delle vittime di mafia istituito nel 1999, sulla base di un controverso parere dell’Avvocatura. E’ quanto denuncia il senatore Franco Mirabelli, vicepresidente dei senatori del Pd e capogruppo dem nella commissione Antimafia, che sulla questione ha presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Interno Salvini.”Per sostenere le vittime di mafia che denunciano – spiega Mirabelli – la legge ha previsto la possibilità per loro di ottenere la liquidazione anticipata dal Fondo sia del risarcimento dei danni, sia delle spese legali per la loro difesa nel processo penale, come stabiliti in sentenza, garantendo così tempi più celeri in relazione alla particolare situazione economica in cui versano. E’ da gennaio, tuttavia, che il Comitato di Solidarietà ha sospeso il pagamento degli avvocatori difensori, che lavorano per associazioni come il Comitato Addiopizzo e la Federazione delle associazioni antiracket ed antiusura italiane, sulla base di un parere che aveva richiesto all’Avvocatura di Stato. L’impossibilità per gli avvocati che si occupano prevalentemente di difesa delle vittime di mafia di ottenere il pagamento dallo Stato implicherà per loro la necessità di richiedere alle vittime stesse l’onorario e le spese. Questo avrà un impatto anche sulle denunce e sull’attività delle associazioni antimafia. Per questo, con l’interrogazione chiedo a Salvini: è a conoscenza di questi fatti gravi? Cosa intende fare?”.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La dieta fattore di rischio per il tumore del colon retto?

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

Parlando di tumore e, nello specifico, di tumore del colon, la dieta rappresenta un’arma a doppio taglio, un Giano bifronte: se è infatti vero che una dieta sbagliata può favorire l’insorgenza del cancro del colon, è altrettanto vero che un adeguato stile alimentare può fare molto per prevenire questo tipo di tumore. E’ dunque importante imparare a riconoscere gli epic fail della dieta, le ‘bucce di banana’ che possono far levitare il rischio di tumore; ma altrettanto importante è familiarizzare con gli alimenti amici della salute, scudo e difesa contro il tumore. A questo riguardo, possono venire in aiuto alcuni importanti lavori scientifici di recente pubblicazione che hanno permesso di calcolare la percentuale di nuovi casi di tumore attribuibile ad un’assunzione inadeguata di alcuni alimenti. E’ il caso ad esempio di uno studio pubblicato su JNCI Cancer Spectrum (JNCI Cancer Spectrum 2019. Doi: 10.1093/jncics/pkz034 https://doi.org/10.1093/jncics/pkz034) che giunge alla conclusione che ben il 5,2 per cento (cioè 80.110 casi) di tutti i tumori registrati nel 2015 negli Usa, possono essere attribuibili ad una dieta inadeguata. Di questi, il 4.4 per cento è correlabile direttamente ad una dieta sbagliata, mentre nello 0.82 per cento dei casi il fattore di rischio dieta, è mediato dall’obesità (anch’essa frutto di una dieta sbagliata).
I fattori dietetici a maggiore impatto sul rischio di tumore sono risultati essere: uno scarso consumo di cereali integrali e di latticini da una parte e l’elevato consumo di carni processate (dagli insaccati alle salsicce e i wurstel) dall’altra. E’ proprio il tumore del colon retto quello che risulta maggiormente correlato alla dieta (ben il 38,3 per cento del totale dei casi), in particolare tra i maschi di mezza età (45-64 anni). Il cancro del colon-retto è il terzo tumore più comune in Italia ed in Europa e rappresenta globalmente il 10.2 per cento di tutti i tumori; la maggior incidenza è dopo i 50 anni anche se, studi dell’ultimo decennio, indicano che l’incidenza e la mortalità per questa patologia sono in aumento anche in fasce di età più giovani. Le ragioni di questo fenomeno non sono ancora del tutto chiare ma lo stile alimentare e la prevalenza di obesità, in aumento nei giovani e negli adolescenti, potrebbero rappresentare una spiegazione almeno parziale del fenomeno. I meccanismi biomolecolari attraverso i quali gli alimenti favoriscono o proteggono dall’insorgenza di cancro sono stati finora poco studiati, sebbene sia ormai scientificamente appurato il ruolo protettivo nei confronti del tumore di alcune componenti bioattive quali ad esempio, le fibre, la vitamina E, il selenio, i polifenoli e gli omega-3. “In definitiva – afferma la professoressa Filomena Morisco, Dipartimento di Scienza degli Alimenti dell’Università di Napoli ‘Federico II’ – dai risultati di questo studio epidemiologico emergono ulteriori conferme sull’importanza della dieta nella genesi delle malattie neoplastiche in generale, ma soprattutto di quelle che interessano l’apparato gastrointestinale. Ne consegue che la scienza della nutrizione si interfaccia con i meccanismi di cancerogenesi e suggerisce sempre più la necessità di un approccio multidisciplinare alla malattia, con il gastroenterologo in posizione sempre più centrale. Purtroppo ad oggi – prosegue la professoressa Morisco – la popolazione percepisce il messaggio di una corretta e sana alimentazione in maniera generica e superficiale, mentre questo studio appena pubblicato stabilisce in maniera precisa il tipo e l’entità del rischio di tumore attribuibile alla dieta. Sebbene siano necessari ulteriori studi per conoscere le peculiari correlazioni tra componenti della dieta ed il rischio di sviluppare una specifica neoplasia, questo studio dà indicazioni chiare circa lo stile alimentare da adottare per prevenire il cancro del colon-retto. Inoltre – conclude l’esperta – la stima precisa del numero di casi di tumore attribuibili ad una dieta sbagliata (che è bene ricordare, rappresenta un fattore di rischio modificabile) può essere utile per indirizzare le politiche nutrizionali su larga scala per ridurre l’impatto sanitario, sociale ed economico di questi tumori”. “E’ scientificamente dimostrato – sottolinea il professor Domenico Alvaro, presidente della Sige – che adottare sane abitudini e seguire i consigli che provengono dai recenti studi può prevenire la comparsa di tumore. Insomma, ormai non ci sono dubbi: l’alimentazione è un’arma di prevenzione straordinariamente potente, soprattutto se iniziata in giovane età. Questa, associata ai programmi di screening, potrebbe abbattere considerevolmente il numero di nuovi casi nei prossimi anni”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Esposizione azionaria riportata a neutrale”

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 luglio 2019

A cura di Maya Bhandari, Gestore di portafoglio, Multi-asset. Ogni rischio ha un prezzo. Negli ultimi tempi la situazione è cambiata, perlopiù in negativo: le guerre commerciali sono riemerse, i rischi di una Brexit senza accordo sono tornati in primo piano e da alcune aree dei mercati finanziari giungono segnali d’allarme sulla dinamica futura della crescita economica e degli utili. Le banche centrali mondiali hanno assunto un orientamento più accomodante, motivato da questo mix di sfide. Ciononostante, i prezzi degli attivi hanno registrato un’impennata e alcuni mercati hanno sfiorato i massimi. “Quando cambiano i fatti io cambio le mie opinioni, e voi?”. Nei portafogli multi-asset, da fine febbraio abbiamo assunto un orientamento meno favorevole al rischio azionario e più ottimista sulle obbligazioni societarie. La comunità degli analisti sembra condividere queste opinioni poiché, ad esempio, le aspettative sugli utili (in termini aggregati e in prospettiva bottom-up) per le azioni globali sono calate del 9% rispetto a un anno fa, sia per il 2019 sia per il 2020. Oggi la crescita degli utili attesa per le azioni globali per il 2019 è pari a zero, rispetto al 10% nel quarto trimestre dello scorso anno. Anche i segnali provenienti dai mercati dei titoli di Stato globali sono allarmanti: tenuto conto dell’esperienza degli ultimi 40 anni, una curva dei rendimenti USA invertita su oltre la metà delle scadenze e spread non superiori a 10 pb su quasi il 70% dei tratti segnalano un rischio crescente di recessione. Le curve dei rendimenti sono un indicatore imperfetto dell’attività reale e sebbene gli indicatori economici risultino più sottotono che in passato, i segnali indicanti una recessione sono scarsi, ragion per cui non anticipiamo una contrazione economica né per questo né per il prossimo anno. Tuttavia, non si può ignorare l’inversione delle curve: è uno dei principali driver del modello Probit che la Fed di New York monitora da vicino e che, al momento, indica una probabilità su tre che una recessione si verifichi nei prossimi 12 mesi. La Fed e i mercati finanziari ne tengono conto.Si pensi alle banche centrali globali, la cui recente “svolta” in senso più accomodante è stata motivata da una combinazione di modelli (come quello della Fed di New York) e di rischi esterni in aumento connessi alla perturbazione dei flussi commerciali. Oggi i mercati scontano tagli dei tassi per oltre 100 punti base negli Stati Uniti entro la fine del 2020 e maggiori probabilità di altri tassi d’interesse negativi in Europa, forse già a partire da quest’anno. Come discusso nell’aggiornamento del mese scorso (Aggiornamento multi-asset mensile, Maggio 2019), finché il calo dei tassi di attualizzazione rimarrà sufficiente a controbilanciare la debolezza degli utili o dei flussi di cassa, gli attivi di rischio come le azioni dovrebbero continuare a essere supportati. Ma è un equilibrio fragile, più adatto alle obbligazioni societarie.Giunti a questo punto, non farlo comporterebbe, presumibilmente, un inasprimento indesiderato delle condizioni finanziarie. Ciò potrebbe sostenere le aspettative legate alle crescita e agli utili societari. È anche possibile che i rischi collegati alle guerre commerciali e alla Brexit svaniscano, oppure che i premi al rischio tornino su livelli medi, ripristinando così un margine di valutazione in grado di proteggere da tali rischi.
Al momento le nostre previsioni indicano un numero inferiore di tagli dei tassi rispetto a quanto attualmente scontato dai mercati, sia negli Stati Uniti sia in Europa, e restiamo convinti che la Bank of England incrementerà i tassi d’interesse, nonostante i recenti sviluppi abbiano indebolito le nostre convinzioni.
Prevediamo che la minaccia di guerre commerciali proseguirà almeno fino a novembre 2019, data limite per la decisione sui dazi auto, mentre la Brexit si trascinerà fino al 2020. I Tory possono cambiare leader ma non la composizione parlamentare che rimane profondamente divisa su tutti gli scenari di uscita. Tutto sommato, considerando lo stato attuale dei fatti e in assenza di segnali provenienti dalle valutazioni, ci sembra appropriato portare a neutrale l’esposizione azionaria e ridurre la propensione al rischio complessiva. La politica monetaria accomodante e la crescita mediocre ma non recessiva dovrebbero continuare a sostenere le obbligazioni societarie.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Disturbi cardiaci, alti livelli di calcio coronarico nella mezza età si associano a un rischio più elevato

Posted by fidest press agency su martedì, 25 giugno 2019

Secondo uno studio appena pubblicato su Circulation: Cardiovascular Imaging, elevati livelli di calcio coronarico nella mezza età si associano ad anomalie strutturali miocardiche che, specie tra i neri, possono portare a un futuro scompenso di cuore. Il calcio presente nell’arteria coronaria (CAC) esprime l’accumulo di grassi, calcio e colesterolo nelle arterie del cuore ed è un importante fattore di rischio per le patologie cardiache, avendo un potere predittivo positivo e negativo rispettivamente tra il 20% e il 35% e di poco inferiore al 100%. Tant’è che lo screening CAC è stato aggiunto alle linee guida per la gestione del colesterolo dell’American Heart Association nel 2018 per migliorare ulteriormente la diagnosi precoce di cardiopatie. Allo studio, coordinato da Henrique Turin Moreira dell’Hospital das Clínicas de Ribeirão Preto presso l’Università di San Paolo in Brasile, hanno preso parte 2.449 persone (52% bianche, 57% donne), sottoposte a tomografia computerizzata per valutarne la salute vascolare anche tramite i punteggi CAC. Al 25mo anno di follow-up l’età media dei partecipanti era circa 50 anni, e il 72% di loro aveva un punteggio CAC pari a zero rispetto al 77% un decennio prima. «Abbiamo esaminato una coorte di adulti di mezza età perché questa è una finestra in cui possono essere riscontrate anomalie asintomatiche ma indicative di un rischio maggiore di disturbi cardiaci» spiega Moreira, che assieme ai colleghi ha scoperto che l’aumento dei punteggi CAC era correlato in modo indipendente all’età, al genere, all’etnia, alla pressione sistolica, al colesterolo totale, al diabete mellito, al fumo e all’uso di antipertensivi e ipolipemizzanti. «In termini di malattie cardiache e ictus i neri hanno già un rischio maggiore: il 60% degli uomini adulti e il 57% delle donne adulte hanno una qualche forma di malattia cardiovascolare, rispetto al 50% dei maschi bianchi e al 43% delle donne bianche» riprende l’autore. E conclude: «Dai nostri dati emerge che i punteggi CAC più elevati possono associarsi alla positività subclinica dei marcatori ecocardiografici di disfunzione ventricolare sistolica e diastolica, un aspetto che dovrà certamente essere approfondito da studi successivi». (Circ Cardiovasc Imaging. 2019. doi: 10.1161/CIRCIMAGING.119.009228 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31195818 By doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Aumento stipendi a rischio per colpa dei sindacati

Posted by fidest press agency su martedì, 25 giugno 2019

Il Governo è pronto da aprile, a seguito dell’accordo, ad incrementare la retribuzione di un milione di insegnanti ed Ata, ma i ritardi nella definizione del contratto quadro sulla rappresentatività e le nuove risorse che devono essere approntate per evitare la procedura d’infrazione dell’Europa potrebbero far saltare tutto: diventa a rischio persino l’indennità di vacanza contrattuale riattivata dalla Legge 145/2018, se confermate le stime della crescita zero del Pil. Unica soluzione, siglare il CCNQ su aree, comparti e rappresentanza mercoledì prossimo – 26 giugno – per firmare il CCNL 2019/2021 in estate prima della prossima legge di stabilità? La stessa sorte potrebbe accadere agli altri 2 milioni di dipendenti pubblici. Ma le confederazioni rappresentative firmeranno, perché senza la certificazione della nuova rappresentatività non si possono firmare i contratti di settore e fino ad oggi, per paura di far sedere Anief ai tavoli, in Aran si è perso soltanto tempo, con opposizioni strumentali, al punto che la vicenda potrebbe finire in tribunale. Anief ha diffidato tutte le confederazioni presenti al tavolo affinché venga firmato il Ccnq.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Libia: “Italia sta sottovalutando situazione. Rischio di una nuova Siria”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 giugno 2019

Convegno di Lettera22 oggi in Senato. “L’Italia sta sottovalutando quanto sta accadendo in Libia. La Libia ormai è in balia di sé stessa e rischia di diventare una nuova Siria. È necessaria un’iniziativa strategica che vada oltre l’intervento militare e che coinvolga politicamente l’Italia e l’Unione europea”. Questo il messaggio che giunge dal convegno organizzato da Lettera22 “La guerra civile in Libia, il blocco navale e la difesa dei confini di fronte al pericolo di una ripresa degli sbarchi” che si è tenuto oggi in Senato. Sullo sfondo il libro di Fausto Biloslavo “Libia Kaputt”, che attraverso i fumetti racconta i recenti momenti più drammatici della storia libica, dalla caduta di Gheddafi all’esplosione della bomba migranti.Crisi in Libia, che come ha fatto notare il generale, già comandante del Comando operativo di vertice interforze e della Brigata Folgore, Marco Bertolini “è stata una sveglia per l’Italia, nel senso che si ha fatto capire che la guerra è nel nostro giardino di casa e non possiamo fare finta di nulla”. Da qui però a pensare a un intervento diretto delle forze militari italiane ce ne passa. “Lo strumento militare – continua Bertolini – è importante ma ha un costo finanziario e militare. Ma soprattutto impone uno sforzo corale e una compattezza del cosiddetto fronte interno che al momento non c’è. Basti pensare alle divisioni che nella nostra Nazione esistono su altri temi fondamentali, come ad esempio sulla definizione di famiglia”. Ma dal punto di vista diplomatico l’Italia ha commesso numerosi errori, come sottolinea il corrispondente di guerra de La Stampa, Francesco Semprini: “Il nostro Paese in Libia era in una posizione di privilegio ma l’aver richiamato l’ambasciatore, ha garantito una posizione di vantaggio alle altre Nazioni, tra cui in particolare la Francia, con la conseguenza di penalizzare l’Italia. Oggi la Libia è in balia di sé stessa. Bisogna creare un partenariato, superare l’atteggiamento miope di questi anni e mettere in campo politiche strategiche che vadano oltre l’emergenza, e che fronteggino la questione migratoria del Sud del Paese”. E sul fronte politico sia il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia in Commissione Esteri, Andrea Delmastro, e il senatore di FdI, Adolfo Urso, vicepresidente Copasir, ribadiscono la necessità di un più serio e concreto impegno politico del nostro governo direttamente in Libia, pur non confidando nelle capacità del ‘Governo del Cambiamento’, e nel Parlamento europeo dove “il nostro eccellente gruppo di europarlamentari saprà indicare le scelte migliori” soprattutto nella difesa dei nostri interessi contro Parigi “il cui obiettivo è rimpiazziare Eni con Total e scatenare una tempesta di migranti che si riversi sull’Italia”. È necessario realizzare il blocco navale, sottolineando, che questo “rappresenta un’opzione non più rinviabile anche perché è la stessa Europa ad aver previsto l’ipotesi “blocco navale” al Consiglio Europeo del giugno 2017. L’Italia, allora, non colse questa opportunità e ad oggi il governo Lega-M5S, che si dipinge sovranista, fa molto meno rispetto alla cancelliera Merkel nel contrasto all’immigrazione”. E su un’azione più efficace dell’Italia è convinto anche il giornalista corrispondente di guerra de Il Giornale, Fausto Biloslavo che concludendo i lavori rilancia: “L’Italia dovrebbe intervenire di più e anche da sola se non c’è l’Europa. Abbiamo una presenza militare che potrebbe obbligare i contendenti a sedersi attorno ad un tavolo, e potrebbe anche farlo come forza di intermediazione, che fa da cuscinetto fra il governo e Haftar. La situazione è disastrosa. Rischiamo di avere uno scenario siriano ma alle porte di casa, e con l’ingerenza straniera di tutti gli attori regionali. Per questo non possiamo continuare a voltarci dall’altro lato”.

Posted in Politica/Politics, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Arera: rischio aumento bollette per Alitalia UNC: una vergogna!

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 maggio 2019

Secondo la segnalazione di Arera a Governo e Parlamento il decreto crescita conterrebbe il rischio di un aumento delle bollette di luce e gas.”Una vergogna! E’ già il colmo che si buttino soldi pubblici dalla finestra per l’ennesimo inutile salvataggio della compagnia aerea Alitalia, ma ha dell’incredibile che il costo di questa operazione, invece di gravare sulla fiscalità generale, sia caricato sul sistema elettrico, con il rischio di aumenti delle bollette di luce e gas, che sono già tra le più care d’Europa” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori. “Insomma, gli oneri, come abbiamo sempre chiesto, dovrebbero semmai scendere, non certo aumentare” conclude Vignola.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scuola: Diplomati magistrale assunti con riserva a rischio continuità didattica e diritti

Posted by fidest press agency su domenica, 5 maggio 2019

Il prossimo anno scolastico si aprirà con mille problemi, ma quello della scuola dell’infanzia e primaria si prevede il più complicato di tutti: il problema deriva dalla situazione di limbo che stanno vivendo circa 50 mila maestri con diploma magistrale, a seguito delle ultime due pronunce dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che non consentono ai docenti abilitati dopo il 2012 o con un diploma abilitante d’inserirsi nelle GaE. Una parte di loro è stata addirittura immessa in ruolo con la modalità della “riserva” ed ora sta trepidando perché da un momento all’altro, a seguito di quel doppio pronunciamento dell’organo di legittimità e correttezza degli atti amministrativi nonostante otto sentenze del tenore diverso e passate in giudicato, il tribunale potrebbe emettere la sentenza di merito e farle perdere l’assunzione, per ricacciarla addirittura nelle graduatorie d’istituto. Secondo Anief, si tratta di un’ipotesi aberrante, che infatti il sindacato sta combattendo in tutte le sedi, avviando, in loro difesa, la più grande battaglia giudiziaria conosciuta dallo Stato per violazione della normativa comunitaria presso il tribunale di Roma con richieste di quote risarcitorio individuali importanti. Inoltre, il sindacato sta rivendicando la riapertura della GaE, ma anche la stabilizzazione automatica di chi ha effettuato già 36 mesi di supplenze e l’assegnazione di risarcimenti adeguati, in presenza dei abusi verso il personale precario o anche quello già di ruolo.
In attesa di comprendere come si evolverà la situazione, il tempo passa. E un altro anno scolastico sta volgendo al termine. Quindi, già si lavora per il nuovo: “dal prossimo primo settembre – scrive Orizzonte Scuola – , i diplomati magistrale ancora in GaE con riserva potranno accettare eventuali incarichi di supplenza annuale (31/08) o al termine delle attività didattiche (30/06) e l’immissione in ruolo, salvo che non arrivino prima le sentenze di merito (che dopo le due sentenze dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato sono state sempre negative)”.“Per il corrente anno scolastico, la continuità didattica è stata salvaguardata dal decreto dignità, convertito in legge n. 96/2018, che ha previsto” per i “diplomati magistrale assunti in ruolo con riserva: dopo l’esecuzione delle sentenze, il loro contratto sarà trasformato in una supplenza al 30/06/2019”; per quelli assunti “con supplenza annuale (al 31/08)”, invece, “dopo l’esecuzione delle sentenze, il loro contratto sarà trasformato in una supplenza al 30/06/2019. La nota sulle supplenze a.s. 2018/19 ha poi precisato che i diplomati magistrale con supplenza al 30/06 avrebbero mantenuto il contratto sino alla naturale scadenza (30 giugno)”. Da settembre prossimo, però, il quadro si complicherà. Perché, continua la rivista specializzata, “le sentenze di merito non ancora emesse potrebbero arrivare nel corso dell’anno scolastico (2019/20) e quindi far decadere l’eventuale supplenza o ruolo ottenuti. La suddetta legge infatti ha limitato la misura, volta a salvaguardare la continuità didattica, al solo anno scolastico 2018/19”.
Infine, è bene chiarire che tutto questo “non solo i diplomati magistrale che otterranno una supplenza o il ruolo nel 2019/20, ma anche quelli già assunti con riserva che potrebbero lasciare il posto nel corso del prossimo anno scolastico. Sarebbe auspicabile che il Miur decidesse se e come salvaguardare la continuità didattica per l’a.s. 2019/20”, conclude la rivista.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Ipertensione in età pediatrica, nuove linee guida predicono meglio il rischio cardiovascolare

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

L’American Academy of Pediatrics (AAP) ha pubblicato nel 2017 nuove linee guida che hanno incluso un maggior numero di bambini nella classificazione con pressione sanguigna elevata rispetto all’edizione del 2004 e sono risultate migliori nel predire chi più facilmente svilupperà malattie cardiache una volta raggiunta l’età adulta. Sono le conclusioni di uno studio che ha coinvolto 3.940 bambini (47% maschi, età compresa tra 3 e 18 anni, 35% afro-americani) seguendoli per 36 anni, pubblicato su Hypertension. «Dopo aver esaminato le informazioni, abbiamo concluso era più probabile che i bambini classificati con pressione arteriosa elevata secondo le nuove linee guida sviluppassero ipertensione arteriosa, ispessimento della parete del cuore e sindrome metabolica da adulti, tutti fattori di rischio per le malattie cardiache, rispetto ai bambini con pressione arteriosa normale» afferma Lydia Bazzano, della Tulane School of Public Health and Tropical Medicine di New Orleans, autrice senior dello studio. L’11% dei partecipanti è stato incluso nel gruppo affetto da pressione alta secondo le linee guida 2017, rispetto al 7% utilizzando le linee guida del 2004. I dati hanno mostrato che il 19% dei bambini con pressione sanguigna alta secondo le linee guida 2017 ha sviluppato ispessimento del muscolo cardiaco durante il periodo di follow-up, rispetto al 12% di quelli considerati con pressione sanguigna alta secondo le linee guida del 2004. I ricercatori sottolineano che non tutti i bambini considerati ipertesi dalle nuove linee guida richiedono una cura farmacologica. «Per la maggior parte dei bambini con pressione alta non causata da una patologia o da un farmaco, i cambiamenti dello stile di vita sono la pietra angolare del trattamento. È importante mantenere un peso normale, evitare l’eccesso di sale, fare un’attività fisica regolare e mangiare una dieta ricca di frutta, verdura, legumi, noci, cereali integrali, proteine magre e limitare sale, zuccheri aggiunti, grassi saturi e trans per ridurre la pressione sanguigna» spiega Bazzano. Lo studio è però limitato dalla mancanza di dati su effettivi infarti e ictus durante l’età adulta, e dal fatto di essere stato svolto in una singola comunità in Louisiana. (fonte: doctor33 – Hypertension. 2019. Doi: 10.1161/HYPERTENSIONAHA.118.12469 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31006329)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Rischio caos voli dal 6 all’11 maggio per e dalla Francia

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 aprile 2019

Lo annuncia oggi la principale sigla sindacale francese dei piloti, ovvero Snpl (Syndicat National des Pilotes de Ligne), in sostegno alle loro richieste rivolte al governo di rivedere la legge sul trasporto aereo e in particolare di bloccare la legge che ridurrebbe il potere di rappresentanza dei sindacati nel settore dei trasporti. Una settimana, dunque, di astensione dal lavoro che interesserebbe tutte le compagnie aeree con sede e base in Francia che giunge dopo gli scioperi che hanno caratterizzato i primi mesi del 2018 e che hanno provocato una serie di difficoltà e forti perdite economiche alla principale compagnia del Paese,Air France. Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” avvisa i passeggeri delle grandi difficoltà che l’eventuale astensione, se confermata, causerà al regolare funzionamento del servizio di trasporto. Prima di mettersi in viaggio è, pertanto, consigliabile controllare lo stato del proprio volo sul sito della compagnia aerea per restare indenni. Lo “Sportello dei Diritti” ricorda che il Regolamento CE n. 261/2004 all’art. 5, comma 3, pone una deroga al principio generale di responsabilità del vettore aereo stabilendo che “il vettore aereo operativo non è tenuto a pagare una compensazione pecuniaria a norma dell’art.7, se può dimostrare che la cancellazione del volo è dovuta a circostanze eccezionali che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso“ e che lo sciopero, in linea di principio, rappresenta una circostanza eccezionale. E’ tuttavia diritto del passeggero ottenere assistenza ed il rimborso del biglietto se non gli viene offerto un volo alternativo o se lo stesso diviene inutile rispetto al suo programma di viaggio iniziale.

Posted in Estero/world news, Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Area Mind: spostare l’azienda a rischio di Incidente Rilevante per la sicurezza di studenti e lavoratori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Un tavolo tecnico finalizzato al trasferimento di un’azienda di trattamento di rifiuti pericolosi per scongiurare possibili ripercussioni da incidente rilevante nell’area Mind. Lo chiede il M5S Lombardia con una mozione (in allegato) depositata nella giornata di ieri dalla consigliera regionale Monica Forte.Forte dichiara: “La mozione è la sintesi di un lavoro documentale, di confronto e di analisi minuziosa che portiamo avanti da diversi anni sul futuro dell’area Expo con l’obiettivo di tutelare al massimo i futuri fruitori dell’area ora denominata Mind.Al confine, a poche decine di metri, c’è infatti un impianto che tratta una media di 150 mila tonnellate di rifiuti pericolosi all’anno, la ditta Ecoltecnica, a rischio d’incidente rilevante per le normative vigenti.L’impianto negli ultimi anni, a dimostrazione della sua pericolosità, è stato interessato da due incidenti. Un incendio di vernici, diluenti e olii usati occorso nel 2004 ha costretto alla chiusura dell’autostrada con l’intervento di oltre 100 vigili del fuoco. Nel gennaio del 2018 è scoppiato un camino dell’impianto tritarifiuti per il quale intervenne il gruppo nucleare batteriologico radiologico e chimico dei Vigili del fuoco. Voglio ricordare che nell’area la concentrazione di aziende a rischio è molto elevata e, in caso di incidenti, può verificarsi un effetto domino. Proprio per questo sono necessari interventi immediati: l’urbanizzazione dell’area va guidata garantendo la totale sicurezza di chi vivrà o lavorerà a Mind e ovviamente nelle aree limitrofe”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Tromboembolismo venoso, individuato nuovo fattore per predire il rischio. Si apre la strada

Posted by fidest press agency su martedì, 19 febbraio 2019

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of the American Heart Association, alte concentrazioni plasmatiche di apolipoproteina CIII (apo CIII) possono predire un aumento del rischio di tromboembolismo venoso (TEV) in pazienti con malattia cardiovascolare. Era già noto che una presenza di livelli elevati di apo CIII potesse essere collegata all’arteriosclerosi e alle trombosi arteriose, ma non era ancora stato dimostrato che la molecola potesse aumentare anche il rischio di trombi nelle vene. «I cardiopatici mostrano una maggiore frequenza di trombi sia nelle vene (con pericolose embolie polmonari secondarie) che nelle arterie (trombosi sulla placca arteriosclerotica), tuttavia non erano finora mai state individuate con precisione le cause di questa doppia propensione» spiega Oliviero Olivieri, dell’Università di Verona, primo autore dello studio, in un comunicato stampa. Per chiarire meglio l’associazione, i ricercatori hanno valutato gli eventi di TEV non fatali in una popolazione composta da 1.020 pazienti, con età media di 63,3 anni, per il 79,1% con malattia coronarica e per il 20,9% senza malattia coronarica. Per tutti i pazienti erano disponibili i dati completi su lipidi e apolipoproteine plasmatiche. I risultati hanno mostrato che 45 pazienti (4,4%) sono andati incontro a eventi di TEV non fatali durante un periodo di follow-up medio di 144 mesi, e che la concentrazione plasmatica di apo CIII all’arruolamento è risultata più alta nei pazienti che poi hanno sviluppato TEV (12,2 mg/dL rispetto a 10,6 mg/dL per i pazienti senza TEV). I pazienti con livelli di apo CIII superiori al valore medio (10,6 mg/dL) hanno mostrato un aumento del rischio di TEV (tasso di incidenza: 6,0 rispetto a 1,8 eventi TEV per 1.000 anni-persona). Questa associazione è stata confermata dopo aggiustamento per fattori confondenti. «L’apo CIII può fornire informazioni sulla propensione dei procoagulanti individuali e il rischio correlato di tromboembolismo venoso, e può essere potenzialmente un indice utile per scelte terapeutiche personalizzate nella pratica clinica. Inoltre, i farmaci che riducono l’apo CIII, inclusi i nuovi oligonucleotidi antisenso anti-apo CIII, potrebbero mostrare effetti antitrombotici aggiuntivi inattesi» concludono gli autori. J Am Heart Assoc. 2019. doi: 10.1161/JAHA.118.010973 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30646800 (fonte Doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Tumore colon retto: Asa a basse dosi riduce il rischio

Posted by fidest press agency su martedì, 5 febbraio 2019

Una nuova metanalisi pubblicata su JAMA, che ha raccolto i dati presenti in letteratura sull’asa utilizzata come prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari e del cancro, non ha riscontrato un beneficio generale derivante da tale uso del farmaco. In realtà, infatti, aspirina in questo tipo di utilizzo è risultata associata a un rischio diminuito di eventi cardiovascolari, ma anche a un aumento del rischio di sanguinamento maggiore, e non è stato rilevato alcun effetto sul rischio di cancro. «Sono stati pubblicati recentemente tre studi altamente pubblicizzati che suggerivano che dall’utilizzo dell’aspirina in prevenzione primaria derivassero più danni che benefici. Per questo abbiamo pensato di valutare l’associazione tra aspirina in prevenzione primaria ed eventi cardiovascolari e sanguinamento» spiega Sean Zheng, dell’Imperial College di Londra, Regno Unito, primo autore dello studio.I ricercatori hanno esaminato 13 ricerche in cui circa 165.000 adulti senza malattia cardiovascolare sono stati randomizzati a ricevere o meno quotidianamente aspirina. Nel complesso, durante un follow-up medio di 5 anni, il farmaco è risultato associato a un rischio inferiore per i principali eventi cardiovascolari e a un più alto rischio di sanguinamento maggiore, tanto che i ricercatori hanno stimato che sarebbe necessario trattare 265 pazienti per prevenire un evento cardiovascolare, e 210 per causare un evento di sanguinamento. In un editoriale di accompagnamento, tuttavia, Michael Gaziano, del Brigham and Women’s Hospital di Boston, afferma che la questione non è ancora abbastanza chiara, sottolineando che il beneficio dell’aspirina sulla prevenzione del cancro sarebbe visibile solo dopo un follow-up molto più lungo e che il farmaco potrebbe avere un ruolo in alcuni pazienti per quanto riguarda la prevenzione cardiovascolare primaria. (fonte doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Unc: Italia in recessione, ora rischio manovra correttiva

Posted by fidest press agency su sabato, 2 febbraio 2019

Secondo l’Istat, nel quarto trimestre del 2018 il Pil è sceso dello 0,2% sul trimestre precedente e salito dello 0,1% su base annua.”L’Italia è in recessione tecnica. E’ ufficiale! Il dato è ben peggiore del -0,1% preventivato da alcuni. Ora il rischio di una manovra correttiva è dietro l’angolo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche se ieri sia Conte che Tria hanno cercato di minimizzare l’effetto sui conti pubblici, è evidente che, anche se la colpa del risultato fosse della Cina e della Germania, come sostenuto dal Premier, le stime vanno comunque rifatte. Anche prendendo per buono l’impatto sul Pil dovuto alle misure contenute nella Legge di Bilancio, pari a 0,4 punti percentuali, è chiaro che, partendo da un dato inferiore per il 2018, il risultato cambia anche per il 2019. Forse le stime di crescita del Fmi e di Bankitalia, per entrambi +0,6%, sono pessimistiche, ma certo a fine anno il Pil non potrà salire dell’1 per cento” prosegue Dona. “Di conseguenza vanno rivisti i rapporti tra deficit e Pil e tra debito e Pil che, alla luce dei dati di oggi, risultano sballati. Prima il Governo corregge il tiro, quindi, meglio è, altrimenti a fine anno la stangata sarà maggiore” conclude Dona.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Banconote da 500 euro destinate a sparire, ma la guerra al contante presenta rischi poco percepiti

Posted by fidest press agency su martedì, 15 gennaio 2019

Dal prossimo 27 gennaio, la BCE non emetterà più banconote da 500 euro, motivandola col fatto che potrebbero facilitare attività illecite.
Anche tenuto conto del ruolo internazionale dell’euro e della diffusa fiducia nelle sue banconote, quella di maggior nominale resterà una valuta legale e potrà essere scambiata presso le Banche Centrali dell’Eurosistema a tempo illimitato, così come a tempo illimitato potrà essere usata come moneta di pagamento e riserva di valore.
Pur nel voler combattere le illegalità, la BCE dimostra di aver ben presenti i rischi che l’abbandono del taglio da 500 presenta. La guerra al contante, che poggia sul contrasto all’evasione fiscale e al riciclaggio, non può infatti non tenere conto dei vari pericoli in cui si incorre affidandosi in toto alla tecnologia e che sono sovente molto poco percepiti perché legati ad ipotesi “estreme” o perché “nascosti” in server appartenenti a soggetti privati. La Banca Centrale svedese, nazione in cui oramai si usa quasi esclusivamente danaro virtuale, ha di recente constatato la scarsità di monete e banconote specie nel nord del Paese, e ha evidenziato che ciò comporta rischi in caso di catastrofi naturali o tecnologiche. Se, come avvenuto lo scorso 1 giugno, sono sufficienti poche ore di blocco ad un singolo circuito di pagamento (Visa) per provocare forti disagi in mezza Europa, figurarsi cosa potrebbe accadere in scenari peggiori. Inoltre, i mezzi pubblici di pagamento sono controllati da soggetti privati, e ciò può diventare un problema specie in situazioni di crisi, dove il tempo costituisce un elemento fondamentale e non si può rischiare alcun genere di intralcio. Non solo: forte è anche il pericolo riguardo la gestione e l’archiviazione dei dati personali di tutti i soggetti che utilizzano tali mezzi di pagamento.
La Banca d’Italia, dopo atteggiamenti non sempre univoci, appare ora d’accordo e l’opuscolo “La Banca d’Italia. Funzioni e obiettivi” distribuito all’ultima assemblea annuale, riporta che “alla base della centralità del contante fra i mezzi di pagamento è che esso è l’unico mezzo di pagamento ad aver corso legale. Il suo impiego è gratuito e anonimo e la riservatezza viene garantita. Il contante può essere usato in casi di emergenza, ad esempio se le apparecchiature per i pagamenti con le carte non funzionano o se ne sono stati superati i limiti di utilizzo”. Inoltre “può essere utilizzato come riserva di valore”.
Insomma, è meglio osservare il denaro contante sotto più aspetti prima di chiedere di sancirne l’abolizione. (Giuseppe D’Orta Responsabile Aduc per la tutela del risparmio)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“I nati pretermine, in particolare se estremamente prematuri, rischiano la vita ogni minuto”

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 gennaio 2019

“In Italia, tuttavia, il tasso di mortalità per quelli di peso inferiore a 1500 grammi è tra i più bassi al mondo. Nel nostro paese gli ultimi dati disponibili evidenziano, infatti, una mortalità dell’11,3% rispetto al 14,3% delle più importanti Terapie Intensive Neonatali (TIN) del mondo (dati forniti dal Vermont Oxford Network) e continua a diminuire, grazie all’elevatissimo livello di assistenza raggiunto dalle nostre TIN.
Tuttavia, la fragilità di questi neonati e le tante variabili che, sin dalla gravidanza, ne possono condizionare la prognosi, identificano la prematurità come una malattia grave. La sopravvivenza di ogni bambino nato prematuro è un successo che non si deve dare per scontato e le tragiche complicazioni sono possibili anche quando le cose sembrano migliorare, come è accaduto nel caso del piccolo Marco a Brescia.”
Il Presidente della Società Italiana di Neonatologia, Fabio Mosca, interviene sul caso dei neonati deceduti nei giorni scorsi agli Spedali Civili di Brescia, a causa di sepsi ed enterocolite necrotizzante, due tra le patologie più temibili per i neonati prematuri. Si attendono con fiducia gli esiti delle indagini del Ministero della Salute, attualmente in corso, per decretare in modo definitivo ed ufficiale i motivi dei decessi.Nel mondo le complicazioni legate alla prematurità sono la principale causa di morte dei bambini di età inferiore ai 5 anni (dati OMS) e il 40% dei circa tre milioni di decessi/anno in epoca neonatale è dovuto ad infezioni.I neonati prematuri sono biologicamente suscettibili alle infezioni perché l’immaturità del loro sistema immunitario, dovuta alla precoce interruzione della gravidanza, li rende vulnerabili all’attacco di batteri e virus, anche di quelli considerati innocui per gli adulti. Più il neonato è prematuro e più risulta esposto alle infezioni, anche per il mancato trasferimento di fattori protettivi dalla mamma al feto, in particolare immunoglobine, che si verifica soprattutto nelle ultime settimane di gestazione.
Inoltre il neonato pretermine ha la necessità di procedure invasive, indispensabili per poter sopperire all’immaturità delle sue funzioni vitali, prime fra tutte quella gastro-intestinale e quella respiratoria (cateteri intravascolari, ventilazione meccanica, drenaggi), che ne garantiscono la sopravvivenza, ma che costituiscono ulteriori inevitabili fattori di rischio per le infezioni.La Società Italiana di Neonatologia esprime la sua vicinanza soprattutto ai genitori, ma anche ai medici e agli infermieri che si sono presi cura dei piccoli pazienti deceduti, perché conosce bene il dolore profondo che si prova quando, nonostante tutte le cure messe in atto, l’evoluzione della “malattia prematurità” non è favorevole.“Quando i genitori ci affidano i loro bambini li curiamo come fossero nostri figli, garantendo loro la massima attenzione e professionalità, perché consideriamo il benessere di ogni neonato e la sopravvivenza dei prematuri la prima ragione del nostro essere medici. Se vogliamo veramente mettere il neonato al centro del futuro” conclude Mosca, “dobbiamo innanzitutto mirare a ridurre le cause della prematurità e continuare a migliorare l’assistenza con l’obiettivo di rendere questa popolazione sempre meno vulnerabile.”

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Festività: maggiore attenzione sia ai soggetti a rischio ictus cerebrale sia ai pazienti già colpiti dalla patologia

Posted by fidest press agency su sabato, 22 dicembre 2018

I fattori di rischio per l’ictus cerebrale sono correlati principalmente a pressione alta, diabete, fibrillazione atriale, colesterolo aumentato, fumo di sigaretta, obesità con aumento della circonferenza addominale, valori e parametri che durante il Natale possono registrare un’alterazione.“Il periodo delle festività – sottolinea il Prof. Antonio Carolei, esperto nell’ambito delle malattie cerebrovascolari e membro della SIN, può comportare l’effettivo rischio di eccessi alimentari, non solo in termini del quantitativo di cibo ma anche della più facile disponibilità di alimenti generalmente proibiti per il contenuto elevato in carboidrati (zuccheri), grassi, sale, condimenti arricchiti da sostanze piccanti, oltre che per la disponibilità di bevande alcoliche. Nell’insieme, i pasti tra Natale e Capodanno si contraddistinguono per l’abbondanza, la non facile digeribilità e per l’interferenza di taluni dei cibi assunti con le terapie farmacologiche in atto, a volte potenziandone ed a volte riducendone gli effetti. Il maggior tempo trascorso intorno al tavolo da pranzo, inoltre, contribuisce alla sedentarietà e porta con sé anche il trascurare l’esercizio fisico”.Un recente studio scientifico inglese, pubblicato sul British Medical Journal, dimostra che ogni anno taluni individui possono registrare un piccolo aumento di peso causato per la maggior parte dalle vacanze come il Natale. Dai risultati emerge che il maggior peso acquisito durante le festività natalizie non viene successivamente smaltito.
La SIN raccomanda pertanto alcuni accorgimenti da seguire durante le festività: è indispensabile controllare la regolare assunzione delle terapie per la pressione, il diabete, i livelli elevati di colesterolo, la coagulazione del sangue nei soggetti con fibrillazione atriale cronica. Inoltre, è auspicabile prevenire il sovrappeso corporeo con un opportuno controllo della dieta e contrastare la sedentarietà con un livello di attività fisica ragionevolmente adeguato alle capacità motorie del soggetto: sarebbe opportuno alzarsi da tavola a fine pasto, muovere qualche passo per casa per favorire la digestione e, se le condizioni climatiche lo consentono, concedersi 20-30 minuti di cammino. Qualora invece le condizioni esterne siano proibitive, con temperature molto basse, bisogna evitare di uscire poiché il freddo esterno, per chi proviene da un ambiente riscaldato, può provocare un repentino aumento dei valori della pressione.Evitare il fumo, le bevande alcoliche e l’eccessivo ricorso al caffè completano il quadro delle raccomandazioni.Infine non bisogna dimenticare chi invece è allettato in conseguenza di postumi invalidanti accompagnati da problemi cognitivi, quindi soggetti impossibilitati a condividere con i propri cari le feste Natalizie. In questi casi bisogna prestare attenzione agli aspetti melanconici cercando di non fare mai mancare il sostegno con la propria presenza affiancata dall’aiuto spesso fornito da badanti o persone estranee al nucleo familiare.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Rischio cardiovascolare nelle persone con diabete

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 dicembre 2018

Roma, 19 dicembre 2018 – ore 11.00 Sala della Presidenza dell’ANCI, 2° piano – via dei Prefetti, 46. Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte nelle persone con diabete di tipo 2: rispetto a una persona sana, chi ha il diabete ha rischio di morte doppio e quadruplo di infarto o ictus. Nonostante ciò, un’indagine dell’International Diabetes Federation (IDF) ha evidenziato come le persone con diabete sottovalutino i rischi.
La campagna nazionale “Al cuore del diabete”, realizzata con il patrocinio di SID – Società Italiana di Diabetologia e AMD – Associazione Medici Diabetologi, in connessione con il progetto internazionale Cities Changing Diabetes e il contributo non condizionato di Novo Nordisk ha l’obiettivo di informare e sensibilizzare le persone con diabete sulla gestione della malattia per ridurre le complicanze ad essa correlate.
Ne parleranno:Enzo Bianco, Presidente del Consiglio Nazionale ANCI
Domenico Mannino, Presidente Associazione Medici Diabetologi
Roberto Pella, Vice Presidente Vicario ANCI
Francesco Purrello, Presidente Società Italiana di Diabetologia
Drago Vuina, Corporate Vice President Novo Nordisk
Modera: Ketty Vaccaro, Direttore Welfare e Salute Fondazione CENSIS

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ipertensione sotto i 40 anni e rischio di malattia cardiovascolare futura

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 novembre 2018

Due studi e due editoriali pubblicati su JAMA hanno analizzato la relazione tra la presenza di pressione alta in adulti di età inferiore ai 40 anni e l’aumento del rischio di successivi eventi legati a malattie cardiovascolari. Nel primo studio, i ricercatori, guidati da Yuichiro Yano, della Duke University di Durham, Stati Uniti, hanno sottoposto 4.800 adulti afroamericani e bianchi a misurazioni della pressione arteriosa prima dei 40 anni. I dati raccolti hanno mostrato che gli adulti con pressione arteriosa elevata (sistolica da 120 a 129 mmHg; diastolica inferiore a 80 mmHg), ipertensione di stadio 1 (sistolica da 130 a 139 mmHg; diastolica da 80 a 89 mmHg) o ipertensione di stadio 2 (sistolica di 140 mmHg o superiore; diastolica di 90 mmHg o superiore) prima dei 40 anni presentavano un rischio associato più alto di sviluppare malattie cardiovascolari come malattia cardiaca coronarica fatale e non fatale, insufficienza cardiaca o ictus rispetto agli adulti che avevano una pressione sanguigna normale durante un follow-up di circa 19 anni. In un secondo studio, Sang Min Park, della Seoul National University di Seoul, Corea del Sud, e il suo gruppo di lavoro, hanno analizzato i dati del Servizio nazionale di assicurazione sanitaria coreano relativi a circa 2,5 milioni di adulti di età compresa tra i 20 e i 39 anni che sono stati sottoposti a misurazioni della pressione arteriosa nell’arco di quattro anni e che sono stati seguiti per altri 10 anni per riscontrare eventuali malattie cardiovascolari. Anche in questo caso, i ricercatori hanno osservato che gli adulti con ipertensione di stadio 1 o 2 prima dei 40 anni di età mostravano un aumento del rischio di malattia cardiovascolare successiva rispetto agli adulti con pressione arteriosa normale. «Esistono grandi lacune nelle attuali conoscenze su epidemiologia, diagnosi, stratificazione del rischio e gestione della pressione sanguigna elevata nei giovani adulti. Saranno necessari studi anche per chiarire le origini dello sviluppo di pressione elevata nei bambini e l’impatto dei determinanti sociali» dice in un editoriale di accompagnamento Ramachandran Vasan, della Boston University School of Medicine. In un altro editoriale, Naomi Fisher, del Brigham and Women’s Hospital di Boston, e Gregory Curfman, redattore capo della rivista, affermano che saranno necessari sistemi innovativi di assistenza sanitaria per gestire l’innalzamento della pressione arteriosa nella popolazione giovane. (fonte: doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »