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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘riscossione’

Sciolto il nodo sulla riscossione dei Buoni Fruttiferi Postali in caso di morte di uno dei cointestatari

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2021

La questione è finalmente risolta: in caso di decesso di uno degli intestatari di un Buono Fruttifero Postale (Bfp), recante la clausola “pari facoltà di rimborso”, i cointestatari possono riscuotere l’intera somma, a patto di riconoscere agli eredi il corrispettivo spettante. La Corte di Cassazione ha dichiarato che tutti i sottoscrittori del buono hanno pari titolarità sulla somma depositata e sui relativi interessi.“La sentenza della Cassazione – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – segna un punto importante in una vicenda complessa, che si trascina da anni. Ci siamo occupati di diversi casi in cui i risparmiatori ricevono meno di quanto previsto, ottenendo importanti vittorie presso l’Arbitro Bancario Finanziario. Ora si apre questo nuovo fronte. Il nostro consiglio è quello di non arrendersi, perché anche in situazioni all’apparenza intricate è possibile trovare una soluzione, magari grazie all’aiuto degli esperti che le associazioni di consumatori possono fornire”.“Un Buono Fruttifero Postale – dichiara Davide Zanon, Segretario di Codici Lombardia – può essere cointestato fino ad un massimo di quattro persone. Il problema del riscatto in caso di decesso di uno degli intestatari, sorgeva da un possibile contrasto con le norme sull’eredità. Poste Italiane sosteneva l’impossibilità all’incasso del buono se non si presentava preventivamente il consenso degli eredi del cointestatario defunto. Questo problema nasceva dall’errata interpretazione della dicitura ‘con pari facoltà di rimborso’ presente sul buono, che si sosteneva indicasse che la riscossione doveva essere proporzionata al numero dei cointestatari. Il Collegio ora, invece, ha chiarito che ciascuno dei cointestatari è libero di agire e riscattare il buono indipendentemente dagli altri”.Se si volesse ovviare a questo problema, è necessario richiedere, al momento della sottoscrizione, che non venga inserita la clausola di “pari facoltà di rimborso”: così il riscatto del buono potrà essere eseguito solo insieme agli altri cointestatari. La riscossione del buono non può, quindi, essere rifiutata.“La Cassazione – continua Zanon – ha chiarito che la normativa a cui faceva riferimento Poste, che servita a tutelare i cointestatari da possibili pretese avanzate dagli eredi del cointestatario defunto, non può essere applicata ai Bfp ma, ai libretti di risparmio, in quanto esiste una specifica normativa che non richiede il consenso degli eredi. Resta chiaramente inalterato il diritto di credito degli eredi, sancito dal Codice Civile: infatti colui che riscuoterà il buon resterà obbligato nei confronti dell’erede o degli eredi del cointestatario defunto”.Codici è disponibile a fornire assistenza a tutti coloro che avessero dubbi in merito, che si vedono negare il rimborso o, più in generale, che hanno problemi con la riscossione. È possibile contattare l’associazione telefonando al numero 06.55.71.996 o rivolgendosi alla delegazione Lombardia chiamando i numeri 02.36503438 – 351.7979897.

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Al via ticket tra disservizi e proteste

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

Sia pure a rilento, è partito il pagamento del ticket (10 euro per la specialistica e 25 per i codici bianchi di pronto soccorso) nella maggior parte delle sei regioni (Lazio, Liguria, Lombardia, Calabria, Sicilia e Basilicata) che ne avevano annunciato l’applicazione. La prima a partire è stata la Basilicata, unica regione a non avere il ticket per il pronto soccorso, dove la riscossione è cominciata regolarmente, con qualche lamentela dei cittadini. Ticket al via anche in Liguria, dove i cittadini rischiano di pagare fino a 50 euro per un esame del sangue, stante il ticket esistente che può arrivare a 36,12 euro. Il ticket sui codici bianchi era invece già in vigore. Nel Lazio il mancato aggiornamento dei sistemi informatici ha fatto ritardare l’entrata in vigore dei ticket. «Ma sappiamo che durerà poco, ci hanno detto che prima o poi si adegueranno», hanno detto alcuni pazienti all’uscita del Cup di Santo Spirito. La questione principale sarà quella di aggiornare i sistemi informatici con la maggiorazione e stabilire le specifiche modalità di riscossione dei ticket. Quanto al ticket sui codici bianchi, è già in vigore dal 2006. In Sicilia, la Regione, ha detto l’assessore regionale alla Salute, Massimo Russo, si sta «verificando la possibilità di rimodulare diversamente o addirittura non applicare del tutto il ticket sanitario da 10 euro». Invece il pagamento sui ticket per i codici bianchi e’ già in vigore dal 2002. In Lombardia, infine, il ticket contenuto nella manovra è aggiornato in automatico ai nuovi importi, in tutti gli ospedali. Anche se la Regione sta lavorando per trovare un sistema per compensare questo aggravio, e non lasciarlo a carico dei cittadini. Ieri sono state intanto convocate riunioni in alcune regioni (Marche, Umbria, Piemonte e Campania) per decidere quanto e come adeguarsi alle nuove norme o studiare delle alternative. (fonte farmacia33)

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Metodi riscosione di Equitalia

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2011

Nell’incontro dei giorni scorsi della Giunta Esecutiva di Confartigianato Imprese Crotone è stato adottato,  dopo la lettera aperta ai Parlamentari Nazionali dei giorni scorsi, sempre in riferimento alle difficoltà sui metodi di riscossione applicati da Equitalia, un documento propositivo da inviare alle oltre 100 associazioni provinciali del Sistema per la condivisione,  alla Federazione Regionale e alla Confederazione di Roma per cercare di porre rimedio ad una situazione che sta diventando insopportabile da parte di tutte le Imprese e relativi nuclei familiari. E’  opinione diffusa  che  i metodi  di riscossione applicati da Equitalia sono veramente insostenibili dal mondo delle  piccole imprese e non solo dal momento che in modo ingiusto ed inquietante  vengono tartassati sicuramente in modo improvvido artigiani, piccoli commercianti, pensionati, lavoratori dipendenti, liberi professionisti,  in sintesi tutto il mondo che in effetti produce e paga poi un caro salasso al proprio impegno quotidiano. Confartigianato Crotone chiede pertanto che  vengano adottate le seguenti regole di base:
• Rivisitazione della procedura di iscrizione di ipoteca Legale sugli immobili, imponendo ad Equitalia di attenersi  al principio della Conciliazione Obbligatoria, preventiva all’iscrizione.
• Impedire che venga inserito all’interno delle banche dati di riferimento del sistema bancario/creditizio, la pregiudizievole, onde evitare agli Istituti di credito e finanziamento  di negare finanziamenti e prestiti anche in presenza di semplice fermo Amministrativo.
• Impedire  ad Equitalia di iscrivere fermi amministrativi per importi inferiori ad  Euro 5.000,00.
• Impedire ad Equitalia l’iscrizione di  ipoteche su immobili destinati ad abitazione principale per crediti inferiori ad almeno il 30% del valore dell’immobile stesso, e comunque per un valore minimo non inferiore ai 20.000 euro;
Applicare il tasso di interesse legale nella rateazioni dei crediti.
• Revocare ad Equitalia fin da subito, la possibilità di condurre indagini finanziarie, lasciando la prerogativa all’agenzia delle Entrate ed alla Guardia di Finanza
• Revocare ad Equitalia, il recupero del credito attraverso lo strumento del prelevamento diretto, sui c/c dei contribuenti.
• Diminuire la percentuale pagata ad Equitalia sui piccoli crediti riscossi,  raddoppiando la percentuale sui grandi crediti vantati nei confronti delle grandi società di capitale  per incentivare l’ente di riscossione a perseguire coloro i quali hanno più mezzi;
• Pagamento di prassi  del capitale dei crediti fino a 5.000 euro in forma rateizzata, azzeramento degli interessi di mora, possibilità di continuare a dilazionare anche in caso di mancato pagamento di una rata e non come avviene oggi.La Giunta Esecutiva si augura che la parte politica, a prescindere dalle appartenenze, prenda nella giusta considerazione queste richieste legittime e necessarie.  (Salvatore Lucà Segretario Confartigianato)

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Equitalia: nuove competenze per riscossione crediti

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2010

Sono state assegnate le nuove competenze riconosciute alla società concessionaria di riscossione Equitalia che da un anno a questa parte ha ampliato in virtù di specifiche disposizioni di legge o amministrative il novero dei crediti per i quali può procedere alla riscossione e tra queste in particolare vanno segnalate quelle in materia di contestazioni delle irregolarità di viaggio e relative sanzioni per conto di Trenitalia Spa (Decreto MFE 16/1/2009). Peraltro, secondo quanto individuato nel bilancio consolidato di gruppo redatto dalla stessa società di riscossione al 31.12.2009, tra le nuove competenze dell’Ente sono previsti anche i provvedimenti di revoca di agevolazioni disposte dai ministeri dell’industria delle attività produttive e dello sviluppo economico (Legge n. 99 del 23/07/2009 art. n.3); la riscossione coattiva di contributi dovuti per la iscrizione all’albo dei consulenti finanziari (dlgs n. 101 del 17/07/2009); la riscossione di sanzioni iscritte a ruolo dall’ISVAP( Decreto del 19./06.2009 n.94); la riscossione spontanea a mezzo ruolo delle spese di giustizia (Legge n. 69/2009 art. 67 comma 3) nonché la riscossione di alcune tipologie di crediti INPS per i quali non si procede ad iscrizione a ruolo( Decreto legge n. 5 /2010 art. 7 quater, comma 6). (fonte Giovanni D’Agata Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore”)

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Riscossione tributi in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 agosto 2010

In Italia a differenza degli altri paesi europei si effettuano tanti accertamenti che non vengono riscossi e questo fa “vincere” al nostro paese la maglia nera.  il fisco in Italia incassa solo il 10,4% di quello accertato, contro il 94% degli USA, il 91% dell’Inghilterra, il 87% della Francia, il 84% del Belgio, l’81% della Spagna, l’80% della Svezia, il 64% della Romania, il 58% della Turchia, il 44% dell’Albania ed il 31% della Grecia.  Secondo il Rapporto annuale 2010 redatto dallo Sportello del Contribuente, presentato  a Bari, ciò che incentiva maggiormente l’evasione fiscale in Italia è l’inefficienza degli esattori associata alla bassa qualità dei servizi erogati dalla pubblica amministrazione. Ogni anno in Italia si stima che vengono evase, tra imposte dirette, Iva e Irap, da 125 a 163 ML D di euro. Di queste, nel 2009, sono state accertate 26,34 MLD di euro e riscosse solo 2,74 miliardi, pari al 10,4%,”considerando i versamenti spontanei dei contribuenti per adesione agli accertamenti o per acquiescenza e quelli riscossi tramite ruoli”. L’89,6% delle imposte iscritte a ruolo non sono state incassate con un danno all’erario di 23,6 MLD di euro.
Dal Rapporto annuale emerge anche che i contribuenti italiani sono “fortemente contrati” ai metodi usati per la riscossione dei tributi definendoli ”iniqui e vessatori”, dal momento che usano mezzi coercitivi in modo sproporzionato, senza alcuna giustificazione”. Un intervento che, come rileva il Rapporto, risulta ”grave anche dal punto di vista degli equilibri con i contribuenti italiani, che si vedono costretti, nella maggioranza dei casi, a ricorrere con successo ai giudici tributari”.
“Purtroppo in Italia la forbice tra accertato e riscosso è troppo elevata e il costo dell’inefficienza della P.A. non può essere sc aricata sui contribuenti onesti” commenta Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani all’apertura della presentazione, a Lecce, del “Rapporto del Contribuente 2010″.  Per frenare l’evasione fiscale e migliorare la Tax Compliance, Contribuenti.it chiede, con urgenza, al Governo di sottoscrivere un patto su 5 punti: 1) il rispetto dello Statuto del Contribuente, che quest’anno è stato disatteso oltre 400 volte dal parlamento, dai governo stesso e dalla pubblica amministrazione; 2) di fermare l’aggressione al patrimonio familiare da parte delle esattorie per tutte le famiglie e piccoli imprenditori assistiti dalle fondazioni antiusura; 3) di disincentivare il fenomeno del pagamento delle tasse a rate, che sta diventando l’altra faccia di un’Italia sempre più povera; 4) di riformare urgentemente il fisco su base federale, rendendolo più equo, ponendo al centro del sistema la famiglia al posto dell’impresa e, soprattutto, 5) di trasferire all e Regioni le competenze della riscossione dei tributi eliminando le inefficienze e le vessazioni ai danni dei contribuenti onesti”.

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Sistema vessatorio di riscossione imposte

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2010

In particolare, si registra da parte di Equitalia il ricorso indiscriminato a misure cautelari ed esecutive (iscrizione di ipoteca sugli immobili, fermi amministrativi, pignoramenti presso terzi), nonché la mancanza di trasparenza sia nel procedimento di esecuzione, sia nella determinazione del quantum delle somme che la stessa richiede al contribuente. Alla luce di tali considerazioni, sono state individuate misure da intraprendersi nel breve periodo, ed altre da adottarsi nel lungo periodo. E’ necessario, quindi, siano adottate delle cautele quali:
a.- Moratoria di 24 mesi da accordarsi ai contribuenti che versino in stato di grave e comprovata difficoltà economica, con azzeramento delle sanzioni e dei costi relativi al procedimento esecutivo;
b.- Concessione di dilazione di pagamento delle imposte a 120 rate mensili, in luogo delle 72 attualmente previste, con l’applicazione degli interessi legali;
c.- Concessione di dilazione di pagamento fino a 30 anni, tenuto conto della capacità  reddituale del contribuente, calcolando la rata in modo che non sia superiore ad 1/5 del reddito mensile;
d.- Immediata cancellazione delle misure cautelari iscritte da Equitalia (iscrizione di ipoteca, fermo amministrativo) nel caso in cui il contribuente abbia richiesto la dilazione di pagamento del proprio carico fiscale ed in tutti quei casi in cui l’iscrizione ipotecaria sia stata effettuata per debiti del contribuente inferiori ad 8.000 euro (anche antecedentemente alla sentenza di Cassazione, Sez. Unite Civili n°4077 del 22/02/2010).
e.- Previsione della risoluzione del piano di rientro delle imposte solo nell’ipotesi in cui non vengano versate più di quattro rate: nel caso di comprovate difficoltà economiche, possibilità di sospensione fino a 12 mesi del pagamento rateale.
f.- Le vendite degli immobili dei contribuenti morosi siano effettuate al valore commerciale e con procedure di evidenza pubblica
Strumenti da adottarsi nel lungo periodo
1.    Obbligo trasparenza nel sistema di calcolo delle rate mensili in caso di concordato piano di rientro per il pagamento delle imposte;
2.    Applicazione dei soli interessi legali ed abrogazione della norma che vieta il recupero degli interessi anatocistici applicati per il pagamento delle imposte;
3.    Creazione di un organo di vigilanza sull’operato del Concessionario della riscossione (Equitalia e controllate), super partes, come il “Comitato di Vigilanza dei Cittadini”, con potere di accesso agli atti.
4.    Limitare l’applicazione delle misure cautelari: ipoteca per debiti tributari superiori ai 25.000,00 euro (anziché € 8.000,00 attualmente previsti); fermi amministrativi per debiti tributari superiori ad € 10.000,00.
5.    Divieto di iscrizione di ipoteca sulla prima casa per il contribuente inadempiente.
6.    Previsione di modalità di calcolo dell’imposta che sostituisca gli studi di settore: ad esempio adozione del metodo della c.d. tassazione modulata (TSM) secondo il quale tutti i dati del contribuente, attraverso un POS ad impronta digitale, devono confluire in tempo reale in un unico cassetto fiscale.
7.    Allineamento ed armonizzazione delle varie banche dati utilizzate con scopi di anagrafica tributaria e per le iscrizioni a ruolo (es: PRA, Motorizzazione Civile, CC.II.AA., Anagrafica Tributaria, SIATEL, SERPICO, ecc.), con lo scopo di eliminare errori attualmente presenti (su Codici Fiscali, Partite IVA, ecc.), che generano il fenomeno delle cosiddette “cartelle pazze”; allineamento e sincronizzazione dei dati con quelli degli Enti Creditori (registrazione degli sgravi, avvenuti pagamenti, ecc.).
8.    Riforma del sistema delle notifiche degli atti tributari (ed in particolare delle cartelle di pagamento) da effettuarsi non più a mezzo del servizio postale ma attraverso gli ufficiali giudiziari.
9.    Rimodulazione della modulistica sul DURC che sia comunque rilasciato se l’impresa vanta crediti con la Pubblica Amministrazione maggiori o uguali al valore del debito previdenziale.

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P.A.: una trasparenza che non si vede

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 marzo 2010

Nel nostro Paese, la mancanza di trasparenza si annida in tre casi su quattro negli uffici della Pubblica Amministrazione, anche se dal fenomeno non ne risultano immuni i servizi pubblici locali: su 100 segnalazioni, nel 74% dei casi la carenza di trasparenza ricade nell’ambito degli uffici pubblici, nel 26% riguarda invece l’area dei servizi pubblici. E, come se non bastasse, attecchisce maggiormente lì dove il disservizio tocca le tasche dei cittadini: non a caso, nella P.A. quasi la metà delle segnalazioni riguarda la contestazione di multe e l’invio di cartelle pazze del fisco; nei servizi locali, invece, sono rilevanti le segnalazioni di scarsa trasparenza nella fase di determinazione delle tariffe e di riscossione dei tributi: si va dalle opacità operative di diverse società di riscossione, all’Iva non dovuta sui rifiuti, ai costi spesso non giustificati per il servizio idrico. Questi tra i principali dati che emergono dal “I° Rapporto sulla Trasparenza nelle amministrazioni pubbliche”, promosso da Cittadinanzattiva e Dipartimento della Funzione Pubblica con il sostegno del Servizio Anticorruzione e Trasparenza (SAeT). Su http://www.cittadinanzattiva.it il dossier completo. Il lavoro rappresenta la prima iniziativa adottata nel nostro Paese per fare il punto sullo stato della trasparenza nella P.A. dal punto di vista degli utenti, in attuazione del Protocollo su trasparenza, sussidiarietà e valutazione siglato nel 2009 tra Dipartimento della Funzione pubblica e Cittadinanzattiva. Il Rapporto si fonda sulle segnalazioni dei cittadini in tema di scarsa trasparenza giunte nell’ultimo anno all’Associazione.

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Condono multe “pazze”

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2009

“La notizia ha certamente dell’incredibile perché per la prima volta la pubblica amministrazione abdica alla regola che ha sempre adottato, ossia quella dell’essere forte con i deboli e debole con i forti”. Commenta così il responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti, Vittorio Marinelli, circa il condono che abolisce gli interessi delle contravvenzioni fino al 2004. La sanatoria, che tocca 2 milioni e 700 mila verbali, è stata approvata dalla commissione Bilancio e Finanze della Camera e presentata dall’assessore comunale e deputato PdL Maurizio Leo, mettendo così fine all’annosa questione delle multe lievitate da more gravose. Beneficeranno del condono tra i 400 e i 600 romani che negli anni hanno accumulato le multe a causa di inadempienze dell’amministrazione pubblica nella riscossione del contravvenzioni, e si pagherà solo una maggiorazione del 4 per cento a titolo di rimborso per l’agente di riscossione. “Nella miriade dei condoni che ha funestato l’Italia nei vari decenni le uniche voci che erano infatti inspiegabilmente saltate erano quelle relative agli immorali proventi delle contravvenzioni stradali – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -. La potenza dell’erario non si era scatenata nei confronti dei gioiellieri con redditi bassissimi ma contro i presunti trasgressori della circolazione stradale arrivando addirittura ad ipotecare le case, frutto di una vita di risparmi dei malcapitati automobilisti. La stessa inflessibilità è invece mancata ai vari Tanzi e altri capitani di industria artefici dell’italico dissesto”.

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Fisco: nuova ondata di ganasce fiscali

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2009

Sono 400 mila le raccomandate che in questi giorni raggiungeranno i contribuenti italiani e contengono un preavviso di fermo amministrativo per 950mila autovetture. Lo comunica Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani che con Lo Sportello del Contribuente monitora costantemente Equitalia, la società per azioni a totale capitale pubblico che si occupa della riscossione del credito su tutto il territorio nazionale. Le prime duecentomila sono già partite la settimana scorsa e sono arrivate a destinazione, le prossime duecentomila sono in partenza in questi giorni. E per tutti quelli che hanno già un piede in vacanza sarà un inizio d’estate all’insegna dell’avventura. «Il preavviso di fermo amministrativo dell’auto – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – di norma è la conseguenza di cartelle esattoriali non pagate. In sostanza se un cittadino non paga una multa o una tassa riceve una cartella esattoriale ed ha 60 giorni di tempo per pagare. Scaduto questo termine, Equitalia può mandare il preavviso di fermo amministrativo. In genere, lo invia a ridosso delle vacanze per invogliare gli evasori a pagare. Ma il più delle volte le cartelle sono pazze». Secondo le stime dello Sportello del Contribuente, la maggior parte dei fermi amministrativi dei concessionari è scattata per multe automobilistiche o debiti tributari ultradecennali, quindi prescritti, mentre il 33,8% dei casi analizzati sono errati in quanto il contribuente è risultato in regola con i pagamenti. Il preavviso di fermo viene inviato anche per valori minimi, 50 – 100 euro, fino ad un massimo di 10mila euro di debito. «Le fasce sono tre – affermano i funzionari dello Sportello del Contribuente – La prima va dai 50 ai 2mila euro. In questo caso scatta il fermo su un solo veicolo. Dai 2mila ai 10mila euro di debito se si tratta di una ditta scatta il fermo fino a 10 veicoli, oltre i 10mila euro scatta il fermo per tutto il parco macchine. Se invece si tratta di un privato, oltre gli 8mila euro di debiti scatta l’ipoteca sulla casa». Contribuenti.it e Lo Sportello del Contribuente invitano tutti i cittadini a verificare la propria situazione tributaria ed a richiedere l’intervento del difensore del contribuente attraverso il portale http://www.contribuenti.it per regolarizzare la propria posizione fiscale. (Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani)

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Fisco: Cittadini insoddisfatti della riscossione

Posted by fidest press agency su domenica, 26 aprile 2009

Il 96% dei cittadini complessivamente è insoddisfatta della riscossione, in quanto non ricevono notizie utili agli sportelli o, peggio ancora, subiscono vessazioni. Nel 52% dei casi vengono invitati a rivolgersi all’ente impositore competente (Agenzia delle Entrate, Inps, Comuni, etc..), nel 34% a Lo Sportello del Contribuente per contestare la pretesa tributaria mentre solo nel 14% dei casi vengono risolti i casi senza contestazioni. E’ questo uno dei principali dati emersi dall’analisi effettuata da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani in collaborazione con la CSE-FLP Funzioni pubbliche su sportelli delle societa’ di riscossione, presenti su tutto il territorio nazionale. In particolare, a Milano, Torino, Genova e Bologna per il Nord; Roma, Firenze, Perugia e Pescara per il Centro; Napoli, Palermo, Campobasso e Bari per il Sud. Dallo studio emerge anche che i più delusi frequentatori degli sportelli sono per l’56% le persone fisiche, per il 33% le imprese e per l’11% i professionisti. Il 52% dei contribuenti si presenta alle esattorie per il pagamento delle cartelle, mentre il 48% per richiedere informazioni o per contestare la cartella esattoriale in quanto illegittima o pazza. Secondo lo Studio di Contribuenti.it e di CSE-FLP Funzioni Pubbliche, 9 italiani su 10 chiedono più efficienza delle esattorie nella lotta all’evasione fiscale: l’89% del campione giudica ancora insufficiente il loro impegno definendolo “poco” (46%) o “per niente efficace” (43%), a fronte del 11% di opinione contraria; un’azione inefficace è segnalata più diffusamente tra gli uomini (87% rispetto al 83% tra le donne), tra gli anziani (84%), e nel campione del Nord (91% rispetto al 78% nel Centro e al 86% nel Sud). “E’ paradossale effettuare migliaia di accertamenti se poi non vengono riscossi – denuncia Roberto Sperandini Segretario Nazionale CSE-FLP Funzioni Pubbliche – Si crea solo il caos nelle Agenzie fiscali, vanificando tutti gli sforzi fatti dai lavoratori delle Agenzia fiscali, già penalizzati dalla perdita degli incentivi” Contribuenti.it chiede al Ministro Tremonti di convocare con urgenza il tavolo di trattativa “Fisco – Contribuenti” per accelerare l’istituzione de “Lo Sportello del Contribuente” per la lotta all’evasione fiscale presso tutti gli organi diretti ed indiretti dell’amministrazione finanziaria, per garantire i diritti dei contribuenti.

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