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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 255

Posts Tagged ‘risorse idriche’

Osservatorio Anbi sulle risorse idriche italiane

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2020

Pur rimanendo superiore allo scorso anno, la portata del fiume Po è più che dimezzata rispetto alla media storica (a Pontelagoscuro, 922 metri cubi al secondo contro una media di mc/sec 1.999): è questo il dato più significativo del bollettino settimanale diffuso dall’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.“Non è ancora tempo di lanciare allarmi ma, considerando il periodo estivo che stiamo per affrontare, è evidente la necessità di cominciare a concordare scelte che, nel rispetto delle priorità di legge, rendano compatibili i diversi interessi, che gravano sulla risorsa acqua – sottolinea Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI) – L’Autorità di Bacino Distrettuale monitora costantemente la situazione e fornirà utili indicazioni in occasione della prossima riunione dell’Osservatorio sul fiume Po, già convocata per il 9 Luglio.”
In linea con il trend, che si sta registrando, è il progressivo, seppur previsto, abbassamento del livello dei grandi laghi del Nord (solo quello di Como, però, è sotto media), che fungono da riserva per la sete della Pianura Padana; conseguentemente restano in media i fiumi lombardi (Brembo, Adda, Mincio, Ticino, Chiese), mentre sono in calo i corsi d’acqua piemontesi (ad eccezione della Dora Baltea), ma soprattutto quelli dell’Emilia Romagna, dove Savio, Taro, Trebbia sono sotto media e dimezzati rispetto all’anno scorso, così come il Secchia che registra addirittura il minimo storico mensile con una portata di mc/sec 1,91.Non va meglio per i fiumi veneti, ad eccezione del Piave: in una settimana, l’Adige è calato di 70 centimetri.Nel Centro Italia, i bacini delle Marche, con circa 49 milioni di metri cubi d’acqua, registrano livelli superiori solo al 2017 nel più recente quinquennio, mentre restano confortanti le situazioni del lago di Bracciano nel Lazio, dell’invaso della diga di Penne in Abruzzo e dei bacini della Sardegna.In Campania, il leggero calo del Volturno è compensato dalla ripresa del Sele: entrambi i fiumi, comunque, registrano altezze idrometriche, superiori allo scorso anno.In assenza di piogge significative è senza fine la discesa delle riserve idriche in Basilicata e Puglia dove, in ciascuna regione, viene prelevato indicativamente, dai bacini, un milione di metri cubi d’acqua al giorno: in Lucania sono attualmente invasati poco meno di 338 milioni di metri cubi (erano quasi 406, lo scorso anno); negli invasi pugliesi, ce ne sono circa 151 milioni contro gli oltre 266 del 2019.Mentre sembra essersi positivamente stabilizzata la situazione idrica calabrese, diventa sempre più consistente il rischio desertificazione per il territorio siciliano, penalizzato non solo da un andamento delle precipitazioni “a macchia di leopardo”, ma da livelli pluviometrici decisamente insufficienti: secondo l’Osservatorio Europeo sulla Siccità (European Drought Observatory) dall’inizio dell’anno solo il mese di marzo avrebbe registrato piogge quantitativamente significative sull’isola.“Di fronte a questo quadro – conclude Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – è quantomai importante la sollecitazione lanciata dalla Ministra alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova, per mettere a valore risorse del Fondo Sviluppo e Coesione non ancora allocate o non utilizzate da altri dicasteri, tra cui almeno 1 miliardo e 600 milioni di euro per avviare un Piano Acqua per l’Agricoltura sulla base degli oltre 3.600 progetti definitivi ed esecutivi, redatti dai Consorzi di bonifica ed irrigazione, per un importo complessivo di circa 8 miliardi e mezzo.”

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Le risorse idriche del Paese sono sempre più condizionate dall’andamento meteorologico

Posted by fidest press agency su martedì, 5 novembre 2019

E’ caratterizzato da eventi temporaleschi copiosi, se non violenti, ma localizzati: lo afferma l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), analizzando lo stato delle portate di fiumi e bacini.
Al Nord, mentre i grandi laghi (Maggiore, Como, Iseo, Garda) sono tutti sopra la media stagionale, il fiume Po è sotto media; significativo è l’andamento del Grande Fiume, la cui portata è inferiore allo scorso anno nei territori a monte per poi ingrossarsi notevolmente durante il corso grazie ai cospicui apporti degli affluenti. Analogo è l’andamento di Dora Baltea e Stura di Lanzo, mentre restano abbondantemente sopra i livelli di un anno fa i fiumi, protagonisti dell’emergenza idrogeologica della scorsa settimana: Stura di Demonte, Toce e Sesia; emblematico è il caso del fiume Tanaro che a Montecastello segna una portata di 188 metri cubi al secondo (un anno fa: mc/sec 373), ma ad Alessandria raggiunge i 125 metri cubi al secondo contro i 29,6 di un anno fa.
Scendendo verso Sud, mentre restano sostanzialmente nella media gli invasi di Umbria (Maroggia), Abruzzo (Penne) e Calabria (Monte Marello e Sant’Anna), sull’anno scorso segnano un deficit le riserve idriche di Basilicata (-123 milioni di metri cubi), Puglia (-21 milioni di metri cubi), Sardegna (-109 milioni di metri cubi); opposta è invece la condizione della Sicilia, i cui invasi contengono 50 milioni di metri cubi d’acqua in più rispetto a 12 mesi fa.“Questa situazione a chiazze – analizza Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – conferma la necessità di investire per la realizzazione di nuovi invasi, al fine di stoccare più dell’11% di acqua piovana, che attualmente riusciamo a trattenere; disporremmo così di maggiori riserve idriche da utilizzare nei momenti di bisogno con evidenti vantaggi per l’agricoltura e l’ambiente, ma anche per la sicurezza idrogeologica.”“Attualmente – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – il Piano Straordinario Invasi ha finanziato 21 progetti in 5 anni per un importo di 144 milioni di euro, mentre altri 23 progetti sono finanziati dal primo stralcio del Piano Nazionale Invasi per un importo complessivo di 106 milioni di euro; a questi stanziamenti va aggiunto il primo stralcio del Piano Nazionale Mitigazione Rischio Idrogeologico: finanziati 25 progetti per un importo di 44,3 milioni di euro. Sono risorse importanti – conclude il DG di ANBI – ma insufficienti rispetto all’evoluzione dei cambiamenti climatici, che espongono il nostro Paese al paradosso del pericolo sia di tragiche alluvioni che di disastrose siccità; per questo, mentre stiamo adoperandoci per aprire al più presto i cantieri, chiediamo di destinare nuovi stanziamenti per il Piano Nazionale Invasi. Gestire efficientemente le acque di superficie, sia quando sono troppe che quando sono poche, è propedeutico a qualsiasi ipotesi di sviluppo economico e territoriale.”

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Risorse idriche e sostenibilità ambientale

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

“Serve un nuovo paradigma di cultura ambientale, perché l’acqua, in agricoltura, non solo si usa e non si consuma, ma viene restituita per l’80% all’habitat attraverso l’evapotraspirazione e l’infiltrazione nel sottosuolo; l’acqua, inoltre, non solo disseta, ma è indispensabile per produrre cibo; la sua gestione crea occupazione ed assicura servizi ecosistemici come il contrasto alla risalita del cuneo salino ed alla desertificazione. Per questo, è quanto mai necessario un confronto fra tutti gli stakeholders perché, nel rispetto delle priorità di legge, si cerchi la migliore integrazione fra i tanti interessi, che ormai gravano sulla risorsa idrica.” L’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue torna così a sollecitare, attraverso le parole del suo Presidente, Francesco Vincenzi, intervenuto al Forum sulle risorse idriche promosso da Legambiente a Roma, una “strategia comune per l’acqua”, indicando a modello il protocollo sottoscritto da ANBI con Terna per l’uso anche idroelettrico degli invasi a scopo irriguo.“Il confronto deve essere globale – conclude il Presidente di ANBI – perché sulla disponibilità idrica di qualità, non solo si gioca il futuro dell’agroalimentare italiano, oggi pesantemente minacciato dalla politica statunitense sui dazi, ma la stessa sostenibilità sociale del Pianeta, perché è proprio la mancanza di acqua una delle principali cause delle migrazioni.” In Italia, sono attualmente 3.300.000 gli ettari serviti da irrigazione, dove si produce l’82% del “made in Italy” agroalimentare, che vale 267 miliardi di euro e dà lavoro ad oltre 1.300.000 di persone.

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Nuovo Rapporto ONU 2016: la gestione sostenibile dell’acqua

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2016

acqua-fresca4Ginevra. Tre posti di lavoro su quattro dipendono direttamente dall’acqua. Questo significa che la carenza d’acqua e gli ostacoli all’accesso alla risorsa idrica e ai servizi igienico-sanitari potrebbero limitare la crescita economica e la creazione di posti di lavoro nei decenni a venire. È quanto emerge dall’edizione 2016 del World Water Development Report (WWDR 2016), il Rapporto delle Nazioni Unite sullo Sviluppo delle Risorse Idriche Mondiali, dedicato al tema “Acqua e Lavoro”, il quale rileva anche come la metà dei lavoratori di tutto il mondo – circa 1,5 miliardi di persone – risulti occupata in otto settori che dipendono dall’acqua e dalle risorse naturali. “Acqua e lavoro sono strettamente collegati a vari livelli, dal punto di vista economico, ambientale e sociale. Questa edizione del World Water Development Report esamina per la prima volta lo stretto legame tra acqua e lavoro”, afferma Irina Bokova, Direttore Generale dell’UNESCO. Pubblicato in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua (che si celebra ogni 22 marzo) e nell’ambito dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, il Rapporto evidenzia il ruolo chiave che l’acqua svolgerà nella transizione verso una green economy, un’economia ecologica. Per una gestione virtuosa della risorsa idrica è necessaria una forza lavoro; al tempo stesso le risorse ben gestite possono contribuire a creare posti di lavoro e condizioni lavorative più dignitose. “Per conseguire gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è necessario garantire che i posti di lavoro nel settore idrico siano dignitosi e che l’acqua che utilizziamo sia sicura”, sostiene il Direttore Generale dell’ILO e Presidente di UN-Water, Guy Ryder.
Dalla sua estrazione fino al momento della sua reimmissione nell’ambiente, l’acqua costituisce un elemento chiave per la creazione di posti di lavoro.In Africa investimenti in progetti su piccola scala che garantiscono l’accesso ai servizi igienico-sanitari di base e acqua sicura potrebbero fruttare all’incirca 28,4 miliardi di dollari americani all’anno, pari a quasi il 5% del prodotto interno lordo (PIL) del continente. Questi investimenti sembrano anche produrre effetti positivi sull’occupazione. Negli Stati Uniti un investimento pari a 1 milione di dollari in infrastrutture tradizionali per la fornitura e il trattamento dell’acqua genera tra i 10 e 20 nuovi posti di lavoro. Inoltre, secondo l’Ufficio per le Analisi Economiche del Ministero del Commercio americano, ciascun posto di lavoro creato a livello locale nel settore idrico e del trattamento delle acque reflue, comporta la creazione di 3,68 posti di lavoro indiretti nell’economia nazionale.
Un ulteriore studio svolto in America Latina, ha rilevato come un investimento pari a 1 miliardo di dollari nell’espansione della rete di approvvigionamento idrico e in servizi igienico-sanitari potrebbe comportare la creazione diretta di 100.000 posti di lavoro.
La transizione verso un’economia più verde, in cui l’acqua svolga un ruolo centrale, condurrà alla creazione di nuovi posti di lavoro. Secondo stime dell’IRENA, l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili, nel 2014 gli occupati nel settore delle energie rinnovabili erano 7,7 milioni.
Le risorse disponibili di acqua dolce sono sottoposte a una pressione crescente, ulteriormente aggravata dagli effetti dei cambiamenti climatici. Dagli anni ’80 il tasso dei prelievi di acqua dolce è cresciuto ogni anno dell’1%. Tra il 2011 e il 2050 si prevede che la popolazione mondiale crescerà del 33%, passando da 7 a 9 miliardi di persone, mentre la domanda di beni alimentari crescerà nello stesso periodo del 70%.Inoltre, secondo il quinto rapporto di valutazione dell’IPCC, il Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico, circa il 7% della popolazione mondiale dovrà far fronte a una riduzione di quasi il 20% della disponibilità di risorse idriche rinnovabili per ciascun grado di riscaldamento globale.In futuro, la possibile carenza d’acqua richiederà l’impiego di risorse idriche non convenzionali, come ad esempio la raccolta di acqua piovana e il riciclaggio di acque reflue e di deflusso urbano. L’impiego di queste fonti idriche alternative genererà nuovi posti di lavoro nell’ambito della ricerca e dello sviluppo tecnologico. I successi conseguiti nelle tecniche di previsione, nella valutazione del rischio e nel ricorso alle immagini satellitari, evidenziano solamente alcuni degli ambiti potenziali in cui potrebbero svilupparsi migliori opportunità occupazionali.
Secondo il Rapporto, in questo momento quasi l’1% del totale della forza lavoro nei paesi industrializzati e in via di sviluppo è occupato in settori collegati alle risorse idriche, come ad esempio la costruzione e la manutenzione delle infrastrutture, la fornitura di acqua e i servizi igienico-sanitari.
Conseguire gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile richiederà una piena comprensione del ruolo chiave che l’acqua può svolgere nel mondo del lavoro. I posti di lavoro dignitosi sono direttamente collegati alla gestione delle risorse idriche in settori come ad esempio la fornitura di acqua e la gestione delle infrastrutture. Lo stesso vale per altri settori che dipendono dall’acqua, come agricoltura, pesca, energia, industria e sanità. Inoltre, l’accesso ad acqua di migliore qualità e a servizi igienici agevola la creazione di posti di lavoro, oltre a promuovere una forza lavoro sana, adeguatamente formata e produttiva.
Creare condizioni che migliorino la produttività delle risorse idriche e agevolino la transizione verso un’“economia verde”; formare lavoratori sempre più qualificati al fine di rispondere alla crescente domanda di lavoro nei settori idrici. Sono questi alcuni dei punti che il Rapporto sottopone all’attenzione dei Governi per rispondere adeguatamente ai requisiti degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, con particolare riferimento all’Obiettivo 6, dedicato alla gestione sostenibile delle risorse idriche e l’accesso ai servizi igienico-sanitari.

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Gestione equilibrata delle risorse idriche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2011

A Ottobre Il Primo Forum Nazionale sull’Acqua, organizzato dai geologi. Le perdite della rete idrica causano un costo industriale stimato in più di 200 milioni di euro all’anno ed un mancato ricavo per il sistema Italia di oltre 3 miliardi di euro l’anno. Lo ha affermato il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Gian Vito Graziano. Ed i geologi scendono in campo con una forte campagna di sensibilizzazione sul tema acqua con il Primo Forum Nazionale dal titolo Fino all ultima goccia, voluto ed organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi. L’evento si svolgerà nel mese di Ottobre a Roma. L’acqua è una risorsa di importanza vitale ha proseguito Graziano – cui sono indissolubilmente legate la storia dell’umanità e la vita stessa del pianeta.
Una nuova coscienza deve guidare le scelte operative per una gestione equilibrata delle risorse idriche, in un contesto sempre più condizionato da problematiche pressanti: fabbisogno crescente, cambiamenti climatici, inquinamento, desertificazione. Dunque l’acqua potabile è un bene esauribile che va salvaguardato ha concluso Graziano- per questa ragione i Geologi si riuniscono a Roma, consapevoli dell’importanza della cultura geologica in questo ambito.

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Water day

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

Si celebra oggi, 22 marzo, il Water Day, la giornata mondiale dell’acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel corso della Conferenza di Rio del 1992, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della scarsità e della gestione sostenibile delle risorse idriche. «Nella giornata dedicata all’acqua, il Campidoglio invita tutti i cittadini romani a riflettere sul tema dell’importanza del risparmio dell’acqua come pratica di rispetto del proprio ambiente e, soprattutto, come metodo per diminuire la pressione sulle risorse idriche che si accompagna ad un crescente fabbisogno di acqua ad uso dei grandi agglomerati urbani, delle industrie, dell’agricoltura. Auspichiamo che l’appello a non sprecare l’acqua, prima fonte di vita, sia raccolto da tutti i cittadini romani, affinché adottando stili di vita consapevoli possano offrire il proprio contributo alle nuove sfide della modernità». Lo dichiara l’assessore all’Ambiente di Roma Capitale, Marco Visconti.

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Accorpare elezioni amministrative e referendum acqua

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 febbraio 2011

Cittadinanzattiva appoggia la proposta del Comitato Referendario “2 Sì per l’Acqua Bene Comune”  per chiedere a Governo, forze politiche e istituzionali l’accorpamento della data dei due referendum sull’acqua con quello delle prossime elezioni amministrative, e invita i cittadini a firmare la petizione on line. “Milioni di cittadini hanno chiesto questo referendum e riteniamo sacrosanto rispettare questa volontà organizzando al meglio questa tornata elettorale” dichiara Antonio Gaudioso, vicesegretario generale di Cittadinanzattiva. “I cittadini chiedono responsabilità riguardo l’uso e la gestione delle risorse idriche e degli altri beni e risorse  comuni. Per questo riteniamo  opportuno l’accorpamento delle elezioni amministrative con il referendum sull’acqua nella prossima primavera. Segnali di credibilità di una classe dirigente vanno dati anche a partire da decisioni come quella di chiamare al voto, mobilitando ingenti risorse economiche, i cittadini nel rispetto dell’organizzazione del lavoro, del tempo e del danaro pubblico”.  Cittadinanzattiva rinnova inoltre l’appello ad individuare, come accade in altri Paesi, modalità per non paralizzare in occasione del voto il lavoro  e la programmazione della scuola pubblica ingiustamente sacrificati.

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Censimento risorse idriche

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2009

È ora disponibile il censimento sui servizi idrici effettuato dall’ISTAT, presentato alla stampa il 10 dicembre 2009. Dalla rilevazione emergono interessanti informazioni, fra l’altro, sull’uso delle risorse idriche a scopo potabile e sul trattamento delle acque reflue urbane. Di particolare importanza è il dato sulla dispersione di acqua potabile. Considerato che l’acqua è un bene indispensabile per il benessere e per la stessa vitalità della popolazione, occorrerebbe ridurre al minimo gli sprechi; questo, tra l’altro, è uno degli obiettivi di servizio per le regioni del Mezzogiorno, dove si registrano le dispersioni più elevate, e che, entro il 2013, dovrebbero raggiungere un valore target di acqua non dispersa pari al 75% dell’acqua immessa nelle reti comunali. Le maggiori dispersioni si osservano in Puglia, Sardegna, Molise e Abruzzo; tra i comuni con più di 200 mila abitanti, Bari denuncia la maggiore dispersione di acqua immessa rispetto a quella erogata (106 litri in più per 100 litri erogati). Altro dato significativo contenuto nel censimento riguarda la depurazione delle acque reflue, rilevante per prevenire l’inquinamento delle falde sotterrranee, dei corpi idrici (fiumi, laghi e invasi) e delle acque marino-costiere e per garantire il benessere sanitario delle popolazioni. Le regioni che più hanno potenziato gli impianti di depurazione dal 1999 al 2008 sono Umbria e Basilicata, seguite da Lombardia, Liguria e Sardegna.

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22 marzo Giornata Internazionale dell’Acqua

Posted by fidest press agency su sabato, 21 marzo 2009

Gli esperti di tutto il mondo sono concordi nel ritenere che la scarsità d’acqua potrebbe essere uno dei maggiori problemi globali del futuro. I cambiamenti climatici non fanno che peggiorare il problema. Secondo la FAO, entro il 2050, 1800 milioni di persone vivranno in nazioni o regioni con grave scarsita’ d’acqua, e due terzi della popolazione mondiale potrebbe vivere in condizioni difficili per la mancanza d’acqua. Per questo occorre focalizzarsi su una delle maggiori cause di spreco di acqua e di inquinamento dell’acqua: il nostro insaziabile – e ancora crescente – desiderio per la carne. Il confronto e’ sorprendente: un kg di manzo richiede tanta acqua quanta ne serve per farsi la doccia ogni giorno per un anno intero. Com’e’ possibile? L’industria dell’allevamento intensivo e’ tra i settori piu’ dannosi per quanto riguarda l’utilizzo delle risorse idriche. La produzione di carne richiede un’enorme quantita’ d’acqua. L’irrigazione delle coltivazioni per la produzione di mangimi richiede circa l’8% di tutta l’acqua usata nel mondo. In generale, i prodotti animali hanno un contenuto di acqua virtuale (l’acqua che serve per la produzione di un dato bene o servizio) piu’ alto dei prodotti vegetali. Questo perche’ per l’allevamento di ogni singolo animale vengono consumati molti mangimi vegetali (la cui coltivazione richiede acqua), acqua per dar da bere all’animale, e acqua usata per far funzionare l’allevamento, per tutta la vita dell’animale.
Gli esperti prevedono che entro il 2050 verra’ prodotto quasi il doppio della carne rispetto ad oggi, per un totale di oltre 465 milioni di tonnellate. Gia’ oggi gli allevamenti usano il 30% dell’intera superficie terrestre, per lo piu’ in forma di pascolo, ma per un 33% anche terre coltivabili usate per produrre mangimi per animali. [2] Sulla base dell’attuale produttivita’ idrica e su una dieta di 3000 kcal al giorno, servono altri 5600 km cubici di acqua l’anno entro il 2050 per eliminare il problema della malnutrizione e nutrire altri 3 miliardi di abitanti della Terra. Questo e’ almeno 3 volte tanto rispetto all’attuale utilizzo globale di acqua per l’irrigazione. [3] Quando si cerca di risparmiare acqua, come consumatori o come governi, occorre scegliere in modo saggio i nostri obiettivi. Produrre un chilo di carne richiede tanta acqua quanta ne consuma una famiglia media in 10 mesi (50 litri a persona al giorno). [4] E’ chiaro che la scelta piu’ saggia per tagliare lo spreco sia quella di diminuire i consumi di carne, iniziando gia’ da subito.

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