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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘risparmio’

Case vacanza ad agosto: Sicilia regina del risparmio

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 agosto 2019

L’ultima analisi sulle prenotazioni per il mese di agosto di CaseVacanza.it, portale leader in Italia nel settore degli affitti turistici, ha individuato la Sicilia come la regione con il maggior numero di località low cost per il mese più caldo dell’anno.
Al vertice della classifica delle 20 mete più economiche si trova Modica, in provincia di Ragusa, dove per una settimana in una casa vacanza per quattro persone vengono richiesti in media 343 euro.In tutto le località siciliane presenti nella top 20 sono ben 6: oltre a Modica e Ragusa, si trova in classifica un’altra città della Val di Noto, Ispica (RG), mentre bisogna spostarsi sul versante occidentale dell’isola per soggiornare a Licata (AG), Trapani (TP) e Isola delle Femmine (PA), dove i prezzi si alzano parecchio, sforando anche i 600 euro a settimana. Insieme alla Sicilia sono la Puglia e la Calabria, rispettivamente con 4 e 3 mete in classifica, le altre regioni con i prezzi più abbordabili per il mese di agosto.Trovano spazio in classifica anche Porto Sant’Elpidio (FM), Lido Adriano (RA) e Radicofani (SI), dove è possibile trovare una casa vacanza per il mese di agosto con una cifra inferiore ai 600 euro.
Dalla classifica, inoltre, emerge come le zone più alla portata di chi ha un budget contenuto siano quelle meno centrali, confinanti con i centri più “popolari”: ne sono un esempio le città del ragusano (Ragusa, Modica e Ispica), dalle quali risultano facilmente raggiungibili le ben più costose località nella provincia di Siracusa, come Noto o Marzamemi. Discorso equivalente in Puglia, dove chi vuole raggiungere il Salento potrà risparmiare soggiornando a Castellaneta e Maruggio, in provincia di Taranto, spendendo tra i 500 e i 550 euro a settimana. In Liguria sono invece Noli (575 euro) e Celle Ligure (388 euro) in provincia di Savona, a permettere un notevole risparmio rispetto alle vicine Portofino e Rapallo o, sul versante opposto, Sanremo e Alassio.

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Istat: il 70,1% delle famiglie non riesce a risparmiare

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

L’Istat ha reso noto il dato delle persone che si trovano in condizioni di grave deprivazione materiale (il 10,1%, in calo rispetto al 12,1% del 2016), ma non ha diffuso quelli dei nove segnali di deprivazione che compongono l’indicatore.Ebbene, da questi dati emerge una situazione particolarmente grave: il 70,1% delle famiglie non riesce a risparmiare (erano il 69,7% nel 2016). Sono incapaci di far fronte ad una spesa imprevista di circa 800 euro il 39,5% delle famiglie ed il 43,6% non può permettersi una settimana di ferie all’anno (cfr tabella).”Anche se questi ultimi due valori sono in leggero miglioramento rispetto al 2016, i dati sono sconcertanti. Se il 40% degli italiani non può permettersi di spendere 800 euro vuol dire che, se gli si rompe l’auto, non può nemmeno acquistarne una usata. Altro che dare 6 mila euro di incentivi a chi acquista un’auto elettrica” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Non basta che il Governo con il reddito di cittadinanza si occupi delle persone povere, che sono l’8,4%. Serve un aiuto al 40% degli italiani. Nella legge di Bilancio, quindi, tutte le poche risorse vanno destinate ad aiutare chi è in difficoltà. Serve una riforma che rimuova le cause della povertà” conclude Dona.

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Calcolare i risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 novembre 2018

Nasce in Italia il primo modello strutturato per la stima dei costi evitati alle strutture sanitarie e al SSN grazie al finanziamento delle aziende farmaceutiche, in grado quindi di misurare il valore delle attività di sperimentazione correlato a un risparmio effettivo. L’applicazione di questo modello, riassunto nell’Instant Book “Valorizzazione delle sperimentazioni cliniche nella prospettiva del SSN”, e presentato questa mattina in Senato, definisce un vero e proprio effetto “moltiplicatore”, generato dall’investimento da parte dall’azienda, attraverso il finanziamento riconosciuto per la sperimentazione, insieme al costo evitato totale.
Il volume, pubblicato da Edra con il supporto di Roche, raccoglie i risultati di uno studio realizzato da un gruppo di lavoro coordinato da Americo Cicchetti, professore ordinario di Organizzazione Aziendale alla Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del S. Cuore e Direttore di ALTEMS, con la collaborazione di Roche, e con la partecipazione di esperti provenienti da due aziende sanitarie, sede di sperimentazione clinica: la Fondazione Policlinico A. Gemelli di Roma e l’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Il gruppo di lavoro ha validato il modello ValoR, già sviluppato da Roche, per la misurazione dell’impatto economico delle sperimentazioni cliniche, adattandolo alla prospettiva dell’azienda sanitaria.Il modello è stato poi sperimentato nelle due aziende sanitarie con significativi risultati: monitorando l’attività di ricerca condotta dal 2011 al 2016 in due aree terapeutiche, sono stati infatti stimati risparmi dai 2 ai 4 milioni di euro per le due strutture oggetto di studio.“Nel dettaglio – spiega Americo Cicchetti – il modello definisce il valore prodotto dalle attività di sperimentazione, per le strutture ospedaliere, come somma di due componenti: i finanziamenti ricevuti, cioè la somma dei ricavi cumulativi per studio, derivanti dal finanziamento della sperimentazione, che include tutti i costi per la gestione del paziente, e gli averted cost (cioè i costi evitati totali), corrispondenti alla stima dei costi risparmiati dal SSN/SSR, in quanto il costo delle terapie farmacologiche per i pazienti arruolati nei protocolli di ricerca viene sostenuto da soggetti terzi, cioè gli sponsor o le aziende farmaceutiche”.A conferma dei risultati ottenuti e in prospettiva di quelli che si potrebbero ottenere sulla base del modello di Roche, il prof. Cicchetti precisa inoltre che “applicando il modello a tutti gli studi condotti da Roche in Italia in ambito onco-ematologico nel periodo 2011-2016, si osserva che a fronte di un totale finanziamenti erogati agli ospedali di 66,6 milioni di euro, il totale del risparmio per farmaco è stato di 84,6 milioni, con un impatto totale sul sistema sanitario pari a 151,3 milioni. Su tale insieme di studi, dai nostri calcoli, l’effetto moltiplicatore è pari a 2,2. Se tale dato venisse confermato a livello nazionale, riproporzionando per il numero di sperimentazioni cliniche registrate grazie al Rapporto Osmed 2015 per le 86 Aziende Ospedaliere e Aziende Ospedaliere Universitarie e i 48 IRCCS tra pubblici e privati, il risparmio totale a livello nazionale potrebbe aggirarsi tra i 320 e i 360 milioni di euro in un solo anno”. “Grazie alla sponsorizzazione esterna da parte delle aziende – aggiunge Carlo Nicora, Direttore Generale ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo e coautore del volume – il costo della gestione a carico del SSN per il trattamento di pazienti arruolati nella sperimentazione clinica tende a ridursi per effetto della spesa non sostenuta dall’azienda sanitaria. In particolare, non vengono sostenuti i costi per procedure diagnostiche, dispositivi medici, altri materiali di consumo utilizzati per la cura dei pazienti arruolati e anche i costi dei farmaci somministrati. I vantaggi si rilevano sia nella componente scientifica, si ha infatti una maggiore possibilità di coinvolgere i medici nei progetti e di investire di più nella formazione di giovani medici; sia in quella economica, poiché il risparmio ottenuto si traduce in un minor aggravio sulle Regioni e nella possibilità di reperire fondi per la ricerca indipendente; sia in quella manageriale, dal momento che una buona ricerca significa anche organizzazione di processi efficaci e rigorosi all’interno delle aziende sanitarie”.
I dati del 17° Rapporto Nazionale sulla Sperimentazione Clinica in Italia, pubblicato dall’AIFA, non sono incoraggianti. Il numero delle sperimentazioni cliniche autorizzate nel nostro Paese è complessivamente diminuito di quasi 100 unità (da 660 nel 2016 a 564 nel 2017). Risulta inoltre diminuita la percentuale degli studi autorizzati in Italia rispetto all’EU dal 20,3 del 2016 al 18,0% del 2017.

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Giornata Mondiale del Risparmio

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 novembre 2018

Banca Etica accoglie con orgoglio le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che – in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio ha sottolineato che la creazione e la diffusione di benessere nel Paese «passa attraverso la capacità di iniziative dirette alla crescita dell’economia reale. Sono quindi particolarmente benvenute le iniziative di finanza etica, attente alla produzione e distribuzione di beni e servizi, e all’impatto sociale delle proprie attività. Il mese che si conclude è stato dedicato al tema dell’educazione finanziaria. Vanno incoraggiate tutte le iniziative a questo fine. Acquisire nozioni in materia finanziaria consente ai risparmiatori di gestire in maniera appropriata le loro scelte, sia nel credito sia nel debito, esercitando così una cittadinanza attiva su questo fronte».«Banca Etica ed Etica SGR sono impegnate da quasi venti anni nella realizzazione concreta dei principi della finanza etica. Le parole del Capo dello Stato ci danno nuovo entusiasmo per rafforzare il nostro percorso e innovare ancora la finanza, sia attraverso le scelte etiche sulle attività da finanziare sia con l’impegno per diffondere un’educazione critica alla finanza», ha dichiarato il presidente di Banca Etica ed Etica sgr, Ugo Biggeri.Banca Etica è la prima ancora unica banca italiana interamente dedita alla finanza etica, opera su tutto il territorio nazionale attraverso una rete di filiali, banchieri ambulanti e grazie ai servizi di home e mobile banking. Banca Etica raccoglie il risparmio di organizzazioni e cittadini responsabili e lo utilizza interamente per finanziare progetti finalizzati al benessere collettivo. Oggi Banca Etica conta 42 mila soci e 64 milioni di capitale sociale; una raccolta di risparmio di 1,3 miliardi di euro e finanziamenti per oltre un miliardo a favore di iniziative di organizzazioni non profit, imprese sociali e famiglie nei settori della cooperazione e innovazione sociale, cooperazione internazionale, cultura e qualità della vita, tutela dell’ambiente, turismo responsabile, agricoltura biologica, diritto alla casa, legalità. Il Gruppo Banca Etica include Etica sgr, società di gestione del risparmio che propone esclusivamente fondi comuni di investimento etici, e la Fondazione Finanza Etica che promuove iniziative di studio e sensibilizzazione sull’educazione critica alla finanza. – http://www.bancaetica.it
Banca Etica accoglie con orgoglio le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che – in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio ha sottolineato che la creazione e la diffusione di benessere nel Paese «passa attraverso la capacità di iniziative dirette alla crescita dell’economia reale. Sono quindi particolarmente benvenute le iniziative di finanza etica, attente alla produzione e distribuzione di beni e servizi, e all’impatto sociale delle proprie attività. Il mese che si conclude è stato dedicato al tema dell’educazione finanziaria. Vanno incoraggiate tutte le iniziative a questo fine. Acquisire nozioni in materia finanziaria consente ai risparmiatori di gestire in maniera appropriata le loro scelte, sia nel credito sia nel debito, esercitando così una cittadinanza attiva su questo fronte».«Banca Etica ed Etica SGR sono impegnate da quasi venti anni nella realizzazione concreta dei principi della finanza etica. Le parole del Capo dello Stato ci danno nuovo entusiasmo per rafforzare il nostro percorso e innovare ancora la finanza, sia attraverso le scelte etiche sulle attività da finanziare sia con l’impegno per diffondere un’educazione critica alla finanza», ha dichiarato il presidente di Banca Etica ed Etica sgr, Ugo Biggeri.Banca Etica è la prima ancora unica banca italiana interamente dedita alla finanza etica, opera su tutto il territorio nazionale attraverso una rete di filiali, banchieri ambulanti e grazie ai servizi di home e mobile banking. Banca Etica raccoglie il risparmio di organizzazioni e cittadini responsabili e lo utilizza interamente per finanziare progetti finalizzati al benessere collettivo. Oggi Banca Etica conta 42 mila soci e 64 milioni di capitale sociale; una raccolta di risparmio di 1,3 miliardi di euro e finanziamenti per oltre un miliardo a favore di iniziative di organizzazioni non profit, imprese sociali e famiglie nei settori della cooperazione e innovazione sociale, cooperazione internazionale, cultura e qualità della vita, tutela dell’ambiente, turismo responsabile, agricoltura biologica, diritto alla casa, legalità. Il Gruppo Banca Etica include Etica sgr, società di gestione del risparmio che propone esclusivamente fondi comuni di investimento etici, e la Fondazione Finanza Etica che promuove iniziative di studio e sensibilizzazione sull’educazione critica alla finanza. – http://www.bancaetica.it

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Ridare dignità al risparmio tradito delle banche venete e non solo”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

“Come tutti sanno – ha ricordato Giorgio GRANELLO – le principali banche venete (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca) rappresentano uno dei casi più grandi e dolorosi di risparmio tradito nel nostro Paese, a prescindere dal successivo regalo al Gruppo Intesa San Paolo. Un buco di più di 15 miliardi di Euro solo per le banche venete a cui vanno aggiunti tutti i miliardi persi con le procedure di risoluzione della Banca Etruria, CariFerrara, Banca Marche e Carichieti. Circa 20 miliardi di Euro a carico del debito pubblico e di tutti i contribuenti senza aver trovato i colpevoli di tutti questi misfatti a cui chiedere conto. Almeno fin qui”. “E invece proprio in queste ultime settimane – ha continuato il Presidente di CONFASSOCIAZIONI Nord – sono maturate importanti novità perché le Procure, in particolare quella di Verbania, hanno iniziato a chiamare in causa insieme ai vertici (di Veneto Banca in questo caso) anche molti altri soggetti, quelli che seguivano i piccoli risparmiatori. L’indagine della Procura di Verbania sembra anticipare l’azione delle Procure di molte altre città, che sembra stiano già procedendo per fatti analoghi. L’accusa è quella importante di truffa aggravata in concorso per la vendita di azioni. Si tratta di accuse, importanti e dirimenti, che tendono a dimostrare che i risparmiatori siano stati convinti ad investire i propri risparmi in azioni o obbligazioni convertibili in azioni emesse da Veneto Banca senza essere stati informati dell’effettivo rischio che correvano”.“Possiamo aspettare l’attività delle Procure oppure – ha affermato il Presidente GRANELLO – possiamo chiedere un intervento della politica che si adoperi per il risarcimento delle parti lese (oltre 205mila tra imprenditori, dipendenti e risparmiatori solo nelle banche venete). Per poi accollarsi la denuncia e la conseguente giustizia nei confronti delle Banche. Stiamo facendo rete, com’è nelle nostre corde di CONFASSOCIAZIONI, con il Coordinamento Associazioni Soci Banche Popolari Venete Don Enrico Torta. E’ per questo che condividiamo le parole di Andrea ARMAN, Presidente del Coordinamento, che ha chiesto misure di risarcimento per tutti i risparmiatori al fine di risarcire coloro che sono stati imbrogliati in fase di vendita”.
“In questo momento – ha aggiunto il Presidente di CONFASSOCIAZIONI, Angelo DEIANA – si parla in tanti contesti di dignità come elemento per ridare giustizia ed equità ai cittadini. E certamente il mondo del lavoro è importante, ma altrettanto importante è il mondo del risparmio degli italiani. CONFASSOCIAZIONI con la propria struttura organizzativa e professionale sarà sempre a fianco dei cittadini ed in particolare non lascerà nulla di intentato nel farsi promotore di tutte le iniziative necessarie affinché sia resa giustizia e dignità ai risparmiatori”. “Noi ci siamo sempre perché fare rete è il DNA di CONFASSOCIAZIONI – ha concluso DEIANA -. E’ per questo che ci siamo fatti promotori di numerosi incontri sul tema delle banche venete e non solo. Incontri che, grazie alla capacità aggregativa di Giorgio GRANELLO, Presidente di CONFASSOCIAZIONI Nord, hanno visto riuniti attorno al tavolo tutte le parti coinvolte, dalle maggiori Associazioni dei consumatori e dei risparmiatori, i Sindacati, il Presidente del Consiglio Regionale Veneto, i Presidenti delle banche coinvolte nella crisi e il precedente Governo. Adesso è ora che il nuovo batta un colpo.”

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Agosto low cost: Sicilia e Abruzzo regine del risparmio per le case vacanza

Posted by fidest press agency su martedì, 31 luglio 2018

Nonostante agosto sia da sempre percepito come il mese in cui partire costa di più, per prenotare le proprie vacanze nel periodo più caldo dell’anno non si deve per forza spendere una fortuna, almeno secondo la recente analisi di CaseVacanza.it, che ha studiato le prenotazioni effettuate sul sito per scoprire le 20 destinazioni italiane in cui l’affitto di una casa vacanza è costato di meno.Le due regioni che contano più località in classifica sono la Sicilia e l’Abruzzo: le mete siciliane sono ben sette e fra queste c’è Palermo, la più economica in assoluto, dove per l’affitto di una casa vacanza per 4 persone ad agosto sono stati spesi in media 390 euro per una settimana. Ha risparmiato rispetto alla media nazionale, di 730 euro per un soggiorno ad agosto, anche chi ha scelto come meta per le sue ferie Sciacca, Agrigento, Ispica, Marsala, Isola delle Femmine e Milazzo, dove la spesa non ha superato i 510 euro a settimana.Per l’Abruzzo si trovano in classifica Pineto, al secondo posto con una spesa media di 395 euro a settimana, Francavilla, Silvi, Alba Adriatica e Martinsicuro. Anche per gli amanti della montagna in estate si sono registrate buone possibilità di risparmio in alcune mete italiane: nella top 20 si trovano infatti anche due località valdostane, Torgnon (420 euro) e Aosta (520 euro).

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Tecnico del risparmio energetico: Corso di qualifica gratuito

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 Mag 2018

Arezzo Martedì 22 maggio 2018 ore 11 Casa dell’Energia, via Leone Leoni. Il progetto Mech Energy fa parte dei progetti formativi strategici relativi alla filiera Meccanica ed Energia finanziati dalla Regione Toscana nell’ambito dei fondi POR Obiettivo “Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione” FSE2014-2020. Il corso per ”Tecnico della progettazione ed elaborazione di sistemi di risparmio energetico in azienda” accoglierà 15 disoccupati o inoccupati e proporrà 600 ore di formazione, con lezioni in aula e 210 ore di stage in aziende del settore. L’obiettivo formativo sarà quello di sviluppare una figura professionale specializzata nel risparmio energetico e sostenibilità ambientale attraverso la progettazione e l’implementazione di soluzioni innovative e integrate di tipo strutturale e impiantistico. Al termine del corso, dopo il superamento dell’esame finale, sarà rilasciato un attestato di qualifica di 4° livello EQF.Alla presentazione del corso saranno presenti le aziende del territorio interessate alla figura professionale in uscita dal corso: ESTRA SPA, Zucchetti Centro Sistemi, ABB, Graziella Green Power, Nuova Energia.Nel settore dell’energia, l’apertura alle rinnovabili e all’efficienza energetica sta generando molte opportunità di lavoro.
Gli ambiti in cui i giovani potranno operare con la qualifica di tecnico del risparmio energetico sono:
Nelle imprese energivore e nelle imprese in generale
analisi dei consumi energetici e gestione di interventi per la riduzione o ottimizzazione dei consumi
implementazione e definizione di interventi di funzionamento impianti e delle strutture volte al risparmio energetico
Espletare pratiche amministrative per gli incentivi finanziari per la riduzione dei consumi energetici;
Come libero professionista per aziende private o pubbliche interventi di adeguamento e miglioramento dell’efficienza energetica di impianti energetici;
espletare le pratiche per gli incentivi definizione di soluzioni volte al risparmio energetico, attraverso l’uso di fonti rinnovabili;
Nelle imprese di impiantistica Installazione e manutenzione degli impianti energetici;
Installare impianti per la produzione di energie rinnovabili;
acquistare i materiali necessari per la lavorazione;
collaborare alla progettazione di nuovi impianti;
eseguire studi di fattibilità energetica di un impianto;
Il progetto è gestito da Fondazione ITS “Energia e Ambiente” in partenariato con Assoservizi, agenzia formativa di Confindustria Toscana Sud.

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Mobilità: gli italiani non rinunciano all’auto per gli spostamenti

Posted by fidest press agency su sabato, 19 Mag 2018

Il rapporto degli italiani con le quattro ruote è in forte “movimento”, ma pur cambiando le abitudini e il contesto sociale resta sempre il mezzo preferito per gli spostamenti (dal 66%)[1]. Solo in pochi scelgono i mezzi pubblici (10,7%) o preferiscono andare a piedi (17,1%), e ancora meno la bici (3%). Un dato importante se si considera che la popolazione italiana è “mobile”, con l’84% che si sposta quotidianamente e che il tempo medio di mobilità giornaliero è di circa un’ora. A questo si aggiunge la distanza percorsa, pari a ben 28,8 km nell’arco di una giornata. Come scelgono gli italiani l’auto? Secondo oltre quattro convenzionati su dieci (41%), gli acquirenti guardano principalmente allo stile e all’estetica e, solo in un secondo momento, al risparmio o al brand. Ad ogni modo, l’auto non è solo un mezzo di trasporto ma un vero e proprio “status symbol” e continuerà ad esserlo in futuro secondo il 60% dei convenzionati intervistati, perché è il modo più immediato per comunicare il proprio stato sociale.
Un settore, quello dell’automotive, che continua a vivere un momento favorevole. Lo confermano sia il trend di crescita delle vendite di autovetture e di motocicli, sia l’incremento nel 2017 del volume dei finanziamenti erogati per l’acquisto di auto e moto, aumentati del +10,2% sul 2016 e del +33,9% sul 2015, superando € 15,5 miliardi. Un dato che rappresenta ben l’82% dell’erogato complessivo tramite convenzionati e un terzo delle operazioni finanziate. Nei primi mesi del 2018 il comparto registra una moderata crescita, consolidando i risultati dell’anno precedente.
Rispetto ad altri comparti, il credito al consumo nel mondo della mobilità assume un ruolo chiave, poiché l’acquisto di un’auto o di una moto richiede spesso da parte delle famiglie una disponibilità economica elevata. La media degli importi finanziati tramite venditori convenzionati è, infatti, di 13.048 euro per l’auto – pari a 13.787€ per l’auto nuova e 10.884€ per l’auto usata – e di 4.186euro per le moto.Quali sono le previsioni per i prossimi mesi? Secondo l’Osservatorio Compass, entro la fine dell’anno quasi due italiani su dieci hanno in programma l’acquisto di un’auto o di una moto mentre nei prossimi 12 mesi il contesto macroeconomico continuerà ad essere positivo per molti convenzionati, con effetti diretti sulle vendite, indicate in aumento dal 42%.Guardando invece alle principali innovazioni tecnologiche che definiranno l’automobile del futuro, per oltre quattro convenzionati su dieci non possono mancare la completa connessione con diversi device tecnologici e, con la stessa percentuale, la sicurezza attraverso sistemi automatizzati che devono avere la priorità sui comandi umani nelle situazioni di emergenza. Il 39% immagina, invece, un veicolo più autonomo solo in determinate situazioni, come nei parcheggi.Infine l’Osservatorio Compass ha posto l’attenzione sui servizi di noleggio a lungo termine a privati e di sharing mobility, scoprendo che il 62% dei convenzionati promuove decisamente il primo, mentre guardano con sospetto alla sharing mobility: solo il 24% degli intervistati ritiene che possa avere risvolti importanti nel comparto auto.

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Bitcoin: la questione di fondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 dicembre 2017

bitcoin-storyIn giro non si sente parlare altro che di Bitcoin. Se ne parla nei bar, nelle palestre, al mercato… Se ne parla anche alla TV, nelle radio, sui giornali… Non può esserci il minimo dubbio: il mercato dei bitcoin, tecnicamente, è una bolla. Questo, però, non significa affatto che dai prezzi attuali non possa ancora aumentare vertiginosamente: raddoppiare ulteriormente e magari fare ancora molto di più.
Non mi stupirei affatto nel vedere il prezzo di un bitcoin a 30.000 o anche a 50.000 mila dollari.
Durante la follia di una bolla può accadere qualsiasi cosa.
Il dato di fatto è che la quasi totalità di chi acquista bitcoin oggi lo fa con l’esclusivo scopo di speculare. I prezzi attuali sono giustificati esclusivamente dalla speculazione. Non c’è nessuno (o una parte del tutto marginale e trascurabile) che acquista bitcoin perché ha necessità di utilizzarli, di spenderli. Se si considera quanto scriverò fra poco, non c’è alcun ragionamento logico che possa far salire il prezzo in questo modo.Bitcoin è diventato così popolare per ragioni tecnologiche interessanti e queste ragioni hanno tutte le caratteristiche per restare e cambiare alcuni aspetti della nostra vita in futuro.
La tecnologia Bitcoin ha prodotto per la prima volta nella storia un bene digitale che è trasferibile, ma non duplicabile. Essendo un bene limitato (perché non se ne potranno “estrarre” più di un certo numero) molti hanno visto nei bitcoin una sorta di “oro digitale”.
Le idee e l’infrastruttura informatica che sta alla base di Bitcoin è molto interessante (anche se alcuni aspetti la rendono problematica come l’enorme consumo di energia che richiede) e non ci sono molti dubbi sul fatto che in futuro verrà utilizzata, almeno come idea, per tutti quei settori che richiedono registri pubblici e/o la creazione di “beni digitali” non duplicabili.
Al momento tutti comprano bitcoin sperando che salga per poterne uscire più ricchi di prima. Ad un certo punto, tutti coloro che sarebbero, astrattamente, disponibili a fare questo genere di scommessa finiranno perché avranno tutti comprato bitcoin.
Affinché il prezzo raggiunto continui a mantenersi a quei livelli, sarà necessario che la domanda venga alimentata da chi compra bitcoin perché trova una utilità (deve farci qualcosa che non può fare diversamente o che trova più vantaggioso fare attraverso Bitcoin).
La questione di fondo, quindi, è: riuscirà Bitcoin a ritagliarsi un ruolo strutturale nel panorama finanziario mondiale?
Bitcoin potrebbe essere solo due cose: una riserva di valore simile all’oro fisico (che potenzialmente potrebbe andare a sostituire) oppure un mezzo di pagamento. Quest’ultima ipotesi è tecnicamente molto improbabile. Bitcoin è sostanzialmente troppo lento per stare al passo con l’enorme numero di transazioni che si fanno quotidianamente. Chi vede Bitcoin come una moneta (a dispetto del nome) fondamentalmente non ha capito niente di questa tecnologia.
Ad oggi non c’è niente che renda i Bitcoin un efficiente strumento di riserva di valore.
I “teorici” di Bitcoin vedono nell’assenza di una banca centrale che governi lo strumento di scambio uno dei suoi maggiori punti di forza.Nella realtà, l’atteggiamento che terranno le banche centrali nei confronti di questo strumento sarà l’elemento determinante che ne decreterà il sostanziale fallimento oppure la possibilità che esso rivesta un ruolo come possibile riserva di valore digitale al quale, necessariamente, dovrà agganciarsi un ecosistema di strumenti di pagamento digitali che né giustifichino l’esistenza.
E’ del tutto evidente che il giorno in cui Bitcoin assumerà una qualche rilevanza dal punto di vista macroeconomico, ovvero muoverà dei valori economici o finanziari oggetto d’interesse delle banche centrali, arriverà una regolamentazione del fenomeno.Oggi è semplicemente impossibile stabilire quale possa essere il valore dei bitcoin nel medio/lungo termine, perché non si conosce quale sarà la regolamentazione di questo strumento.La grande maggioranza di coloro che oggi alimenta la speculazione sui bitcoin non si pone minimamente il problema del futuro di Bitcoin. Acquista bitcoin semplicemente perché salgono.
Questo si può fare, ma si deve essere consapevoli che si tratta di una scommessa. Chi acquista bitcoin oggi lo dovrebbe fare con lo stesso spirito con il quale acquista un biglietto della lotteria. Sa che sta spendendo dei soldi per comprare un sogno. Non lo deve equiparare ad un investimento finanziario perché non ci sono le condizioni minime per poterlo definire uno strumento d’investimento.
Quindi, se proprio si è mossi dalla naturale ed inevitabile avidità e si vuole “acquistare questo sogno”, il sentito suggerimento è che si faccia con quella quantità di denaro che si è disposti a buttare via completamente. Molti di quelli che lo faranno li perderanno, una piccolissima parte di questi ci guadagnerà. Di questa piccolissima parte, una parte saranno semplicemente fortunati (la parte più piccola) un’altra parte sono persone che conoscono le regole della speculazione, sono consapevoli di mettere soldi in una bolla e prendono le precauzioni operative necessarie. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Come risparmiano gli italiani?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 novembre 2017

come risparmiano gli italilaniMilano. A pochi giorni dal Black Friday e dal Cyber Monday, le giornate internazionali dedicate agli affari in rete, Bestshopping.com lancia una ricerca che fotografa le abitudini di acquisto e risparmio digitale degli italiani. L’identikit del risparmiatore svela le sue consuetudini di acquisto nel tempo e per categoria merceologica, la distribuzione geografica e identifica anche – aggiungendo una nota di colore – il nome ed il segno zodiacale più comuni tra gli e-shopper. L’analisi è realizzata partendo da un’attenta profilazione degli utenti e analizzando un campione di 200,000 soggetti su un orizzonte temporale di 22 mesi. Bestshopping.com è la prima piattaforma di cashback italiana, che vanta oltre 10 anni di esperienza nel campo della tecnologia per il risparmio digitale e che ben conosce le abitudini degli italiani in termini di shopping online.
Il risparmiatore tipo è quindi uomo, particolarmente attento quando compera elettrodomestici, prodotti hi-tech e viaggi, residente nelle città di Roma (22%) e Milano (17%), molto attivo negli acquisti durante le ore lavorative settimanali e meno nel weekend. Il nome più comune tra i compratori digitali è Marco (quasi l’11%) ed il segno più diffuso è quello dell’Ariete (15%).
Bestshopping.com ha da poco avviato l’unico comparatore di prezzi con cashback in Europa, che aggrega ogni giorno oltre 25 milioni di prodotti da centinaia di e-commerce italiani e permette non solo di trovare il prezzo più conveniente, ma anche di “guadagnare” una quota di quello che si spende online attraverso il sistema del cashback, l’ultima novità in termini di risparmio sullo shopping digitale.
L’innovazione del portale di comparazione prezzi, così come la profilazione dell’utente tipo, nascono proprio dalla volontà di andare incontro alle necessità sempre più sofisticate degli e-shopper: ricerca di offerte puntuali e vantaggiose da un ampio numero di negozi, ricerca del prezzo più basso, freschezza dei risultati, cashback e abitudine al risparmio.
Ecco nel dettaglio l’identikit del risparmiatore italiano:
Suddivisione degli acquisti durante la settimana, il mese e per fascia oraria
La maggior parte degli acquisti online si concentra tra il lunedì e il mercoledì, mentre durante il fine settimana gli acquisti calano. Mercoledì è il giorno preferito dagli italiani per acquistare online mentre sabato è il giorno in cui si effettuano meno acquisti online. Lo shopping online è suddiviso uniformemente durante tutto il corso del mese, con una leggera preferenza negli ultimi 10-11 giorni. La fascia oraria preferita dagli italiani per lo shopping online è quella pomeridiana, dalle 16.00 alle 20.00. Gli italiani acquistano maggiormente nelle ore lavorative standard.
La Lombardia è la regione più attenta al risparmio online seguita da Lazio e Piemonte. Queste tre regioni hanno circa il 50% del totale risparmiano rispetto a tutta Italia. La città più attenta al risparmio è Roma, seguita da Milano.
Le categorie in cui gli italiani risparmiano maggiormente sono Hitech & Elettrodomestici, Viaggi e Negozi Generalisti (Amazon, eBay ecc). I prodotti e servizi di queste tre categorie occupano il 77% del totale risparmiato in Italia.
Ancora oggi il nome più diffuso in Italia è Giuseppe, il quale però non rientra nella top 20 dei compratori digitali del nostro Paese. Il nome di persona che spende di più per gli acquisti digitali è invece Marco (seguito da Andrea e Giovanni), nonostante non sia nemmeno tra i primi 10 nomi per diffusione in Italia. Inoltre, il primo nome femminile si trova in 16° posizione. Per quanto riguarda lo zodiaco, il segno più attento al risparmio è l’Ariete, seguito da Scorpione e Cancro. (grafico: come risparmiano gli italiani)

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Il risparmio tradito

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

tasso-risparmio-famiglieIl susseguirsi di crisi nel sistema bancario, che ha visto coinvolti diversi istituti dal Nord, al Centro, al Sud del Paese ha lasciato sul campo una enorme massa di risparmiatori che hanno perso tutto e hanno visto ridimensionare in modo drammatico i loro risparmi e le loro condizioni di vita.
I risparmiatori come possono difendersi? Degli strumenti giudiziali e stragiudiziali a loro tutela si è parlato nei giorni scorsi presso la Sala Convegni della CCIAA di Bari, in un workshop organizzato dalla Camera Arbitrale della Camera di Commercio di Bari, in collaborazione con ministero delle Attività produttive, Regione Puglia, Confconsumatori e Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili.
Oltre 150 azionisti hanno partecipato all’incontro dedicato ad approfondire i temi legati alla illiquidità dei titoli azionari di varie banche popolari pugliesi.I numeri del fenomeno sono rilevanti: circa 70mila azionisti della Popolare di Bari, 39mila della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, 33mila soci della Banca Popolare Pugliese, circa 6mila azionisti di Veneto che hanno acquistato da Bancapulia. Il controvalore in euro complessivamente versato da questi risparmiatori è di oltre un miliardo e settecento milioni.I relatori hanno descritto, le ragioni e le vie giudiziali, nonché gli strumenti e le vie di carattere stragiudiziale ed economico per consentire agli azionisti di recuperare il proprio investimento, qualora effettuato in violazione delle norme che regolano il settore degli investimenti. È stato proposto alle banche di aprire ad una conciliazione paritetica, presso la Camera Arbitrale della CCIAA, che verifichi le modalità di collocamento dei titoli presso i piccoli azionisti e possa risolvere eventuali situazioni di criticità. Laddove si riscontrino eventuali violazioni della normativa, la banca dovrà provvedere a rimborsare l’investimento. Canio Trione, presidente Codici Puglia, ha sottolineato la necessità che gli azionisti si uniscano e si mantengano uniti, al fine di chiedere tre cose essenziali: che all’interno del CDA delle tre banche sia inserito un rappresentante espresso dai piccoli azionisti, senza diritto di voto, ma per poter verificare direttamente cosa succede e comunicarlo ai piccoli azionisti; che si lavori sulla solidità e redditività delle banche per renderle appetibili a nuovi soci, così da ridare liquidità ai titoli; che si costituisca un tavolo istituzionale, anche con gli enti pubblici dotati di poteri legislativi, per trovare soluzioni che rilancino l’economia locale dalla cui floridezza dipende la salute economica delle banche e di tutte le imprese a cominciare da quella più piccole. Rilancio possibile solo se si liberano le forze esistenti dalla prigionia della burocrazia.
Sono intervenuti anche Elbano De Nuccio, presidente Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Bari, Roberto Voza, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bari, Antonio Pinto, presidente della Camera arbitrale della CCIAA di Bari, Vincenzo Laudadio, responsabile Adusbef, Daniela Caterino, professore associato di Diritto commerciale Università di Bari, Alessandro Amato, presidente Codacons Puglia, Teresa Lisi, dirigente della Sezione attività economiche della Regione Puglia. Ha moderato l’incontro Franco Decanio – Presidente di Assoconsum Puglia.

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Risparmio tradito: Investimenti finanziari e bancari

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 agosto 2017

cassazioneLa banca non si sottrae dalla propria responsabilità ed è obbligata assieme alla società di intermediazione finanziaria a risarcire gli investitori nonostante il rapporto fiduciario intrattenuto con i clienti dal promotore finanziario che ha creato il danno: la consuetudine fra il professionista e i risparmiatori, che ad esempio non hanno mai contestato gli estratti conto, non costituisce una di quelle «anomalie» in grado di far ritenere l’operato del promotore del tutto estraneo alle mansioni affidategli dal preponente e dunque di escludere la condanna a carico dell’istituto. Sono questi i principi evidenziati dalla sentenza 18928/17, pubblicata il 31 luglio Cassazione che con un importante excursus anche giurisprudenziale sui livelli di responsabilità in capo ai soggetti coinvolti nelle operazioni d’investimento e intermediazione finanziaria, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rafforza la convinzione circa le tutele vigenti in materia in capo ad utenti bancari e investitori. Nella fattispecie, i giudici della terza sezione civile hanno rigettato i ricorsi di banca e dell’intermediaria finanziaria che devono pagare il danno subìto dagli investitori in solido con il promotore. Nel caso in questione istituto bancario e intermediaria devono rispondere anche per fatto proprio, la prima a titolo contrattuale in quanto con questa gli investitori intrattenevano il rapporto di conto corrente e deposito titoli e la s.im. a titolo extracontrattuale perché non risulta essere stata legata agli investitori da alcun rapporto contrattuale, essendo il promotore un agente senza rappresentanza. Tuttavia, il fatto che non vi fosse un vincolo contrattuale non vale, di per sé solo, ad escludere qualsivoglia responsabilità della s.i.m. per fatto proprio, in mancanza di apposita censura dell’accertamento fattuale. D’altronde, banca e società intermediatrice rispondono anche per il fatto altrui (del promotore finanziario), in concorso con la responsabilità per fatto proprio. Nel caso in questione, infatti, il promotore opera senza farsi rilasciare dai clienti né mandato con atto scritto né singoli ordini di acquisto e di vendita titoli per iscritto. Peraltro, evita di stabilire con gli investitori il profilo di rischio da rispettare nell’acquisto dei titoli e non consegna alcun prospetto informativo, effettuando operazioni allo scoperto senza autorizzazione. Ciò mentre gli investitori non contestano anche le posizioni dei conti deposito titoli. Non è emerso, però, che i clienti siano mossi dallo scopo di eludere la disciplina legale o di agire per finalità estranee ai contratti in essere con la banca. Né a loro l’operato del promotore appare estraneo alle mansioni affidate al professionista dalla banca. In tale ottica ed in definitiva, il danno risulta riconducibile anche alla preponente.

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Banche: un provvedimento che mette a rischio il risparmio italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

banking“Il provvedimento sul salvataggio delle banche, oltre ad essere in deroga al testo unico bancario e totalmente appiattito sulle richieste di Banca Intesa, presenta gravi elementi di illegittimità e di spregio del dettato costituzionale sulla tutela del risparmio”. Lo dichiara l’On. di Forza Italia Sandra Savino. “Infatti, tutti i rapporti – aggiunge la parlamentare e componente della Commissione Finanze – che sono sfociati in contenzioso pendente o che ancora possono trasformarsi in contenzioso tra azionisti e obbligazionisti nei confronti delle banche liquidate, non passano a Banca Intesa, che potrà scegliere gli asset migliori, ma continueranno a gravare sulle gestioni liquidatorie”. “Forza Italia dice no a questo modus operandi, al diverso trattamento dei risparmiatori, al rischio che gli italiani, perdendo definitivamente fiducia nel sistema bancario, tengano i soldi sotto il materasso, compromettendo così qualunque possibilità di ripartenza per un Paese già devastato dalla sinistra al Governo”, conclude l’esponente azzurra.

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Italia primo paese in Europa per possibilità di risparmio online

Posted by fidest press agency su domenica, 4 giugno 2017

Online Banking ComputerSecondo il nuovo studio di idealo – il portale di comparazione prezzi per gli acquisti digitali – gli italiani che utilizzano un comparatore prezzi per lo shopping online possono risparmiare in media il 36,5% in più rispetto a chi non fa uso di questo strumento. L’Italia risulta essere al primo posto per potenziale capacità di risparmio online tra gli altri paesi europei. L’e-consumer medio è generalmente un uomo, per lo più di età compresa tra i 35 e i 44 anni. In Italia la percentuale maschile che acquista online è pari al 66%, quella femminile al 34% (la più bassa se confrontata con i dati degli altri paesi). La fascia oraria preferita dai consumatori digitali è quella intorno alle 18 e quella dalle 21 alle 22. Lo strumento utilizzato varia a seconda del giorno della settimana: nelle giornate feriali gli italiani preferiscono il PC (52,98%); durante il weekend la tendenza si inverte a favore del mobile (42,4%).Per aiutare gli e-consumer a caccia di risparmio e attenti alla questione “prezzo”, idealo ha calcolato il tempo medio di attesa da considerare per risparmiare su alcune categorie. Tecnologia, sport e fotografia sono i settori dove gli effetti positivi sono evidenti a breve termine, ma anche per gli appassionati di musica o giochi, oltre che per chi deve acquistare per la propria casa, è possibile risparmiare, specialmente se gli acquisti vengono programmati con anticipo. Il portale segnala la funzione “prezzo ideale”, uno strumento su misura, che permette all’utente di indicare il prezzo d’acquisto desiderato per un certo prodotto: si esprime quindi un “desiderio di risparmio” – del 5, 10 o 15% – e il sistema calcola e comunica all’utente il momento perfetto per procedere con l’acquisto. (foto: e-consumer)

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Italiani in bicicletta: una passione tra tecnologia e risparmio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 Mag 2017

italiani in biciclettaDa Gennaio 2016, il numero delle ricerche riconducibili all’universo della bicicletta è stato 6 volte più grande rispetto al numero di quelle condotte per la categoria “calcio”.
Gli italiani si distinguono soprattutto per interesse al risparmio (36,87%) e alle possibili applicazioni tecnologiche (14,08%), ma sono molto meno attenti dei vicini europei quando si tratta di sicurezza (Italia al 17,92% e altre nazioni al 29,69%) e moda in bici (Italia al 2,88% e altre nazioni al 8,56%).
Tra le regioni più interessate all’universo della bicicletta, in generale, vince la “Maglia Rosa” il Trentino-Alto Adige (con il 16,15%), seguito da Lombardia e Veneto.
Alcune regioni italiane si distinguono per particolari inclinazioni nel modo di vivere la passione per le due ruote: emiliani e romagnoli sono i più attratti dalle possibili applicazioni tecnologiche; trentini e altoatesini sono i più modaioli e i più attenti alla sicurezza; il tema del risparmio risulta centrale per i campani; il Lazio è in pole position per l’attenzione all’articolo principale: la bicicletta. Grazie allo studio, idealo fornisce anche alcuni consigli sui momenti migliori per fare acquisti online in questo settore. È preferibile comprare fuori stagione, ma è consigliato anche il mese di giugno: lo scorso anno, nello stesso periodo, sono stati registrati prezzi particolarmente convenienti, soprattutto per i prodotti di alto livello. La comparazione dei prezzi risulta sempre essere un criterio utile per il consumatore digitale. (fonte: http://www.seigradi.com) (foto: italiani in bicicletta)

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Energia eolica: dalla fine dell’incentivo alle nuove sfide del prossimo futuro

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 Mag 2017

eolicoFare agire in maniera sinergica le due componenti principali del Sistema Italia: famiglie ed imprese, creando i presupposti per generare risparmio e sviluppo. Gli studi di settore lo confermano: nel prossimo futuro il benessere albergherà in quelle comunità che non solo riusciranno a soddisfare il proprio fabbisogno energetico, ma che saranno in grado di andare oltre, contribuendo anche ad alimentare le singole reti nazionali. Un obiettivo di lungo termine, ma che inevitabilmente si riflette già oggi sulla quotidianità. È in costante aumento, infatti, il numero degli utenti che, desiderosi di informazioni, cercano di comprendere il funzionamento di quelli che attualmente sono i nuovi apparati di produzione energetica alternativa che, se da un lato consentono di ridurre o annullare del tutto le bollette emesse dal singolo gestore, dall’altro amplificano le capacità reddituali, alimentando i fondi da dirottare su consumi e investimenti. E dalla declinazione di questo scenario è facile capire quale sia l’apporto della pubblica amministrazione in questo percorso virtuoso dove sostenibilità ambientale e capacità industriali completano il quadro. È quanto mai importante, perciò, trovare partner affidabili che guardano al domani con lungimiranza e con quella giusta dose di sensibilità in grado di cambiare le cose.La tecnologia, fortunatamente, supporta al meglio questo processo e a ben vedere anche dal passato gli insegnamenti non mancano. L’eolico, ad esempio, esiste dalla notte dei tempi: lo ricordano i mulini a vento di “donchisciottiana” memoria, ma lo rimarca anche il paesaggio rupestre della modernità con le “pale” di nuova concezione che restituiscono al vento l’impetuosità del suo essere. L’Anev (Associazione nazionale energia del vento) ha presentato uno studio secondo il quale nei prossimi 13 anni, ovvero fino al 2030, l’Italia potrà raggiungere un volume di 17,15 GW eolici: un “tesoretto” di energia pulita che potrà ridurre la dipendenza dalle importazioni, rilanciando l’economia. L’energia, dunque, assume il ruolo di elemento portante di un mondo sempre più “green”, capace di offrire al futuro l’applicazione massima possibile di eolico1sviluppo sostenibile. Ergo Wind, l’azienda pesarese leader nella produzione di sistemi energetici a basso impatto ambientale che investe da sempre nella ricerca e nello sviluppo delle turbine mini eoliche da 20 a 60kW, crede fortemente in questa analisi, tanto che per il prossimo 13 maggio, a partire dalle ore 9.30 presso il centro congressi dell’Hotel Cerere di Paestum (Sa), ha programmato non un semplice convegno informativo e formativo, ma un vero e proprio incontro a più voci per consentire all’apparato produttivo nazionale, nella sua interezza, di interagire sul tema delle rinnovabili e di compiere, finalmente, quel salto di qualità più volte auspicato. Non a caso l’iniziativa proviene da un management molto attento non solo ai risultati, ma anche alle modalità che consentono agli stessi di essere raggiunti. Le scelte strategiche operate fino a questo momento collocano gli aerogeneratori del gruppo marchigiano tra i prodotti con il miglior rapporto qualità-prezzo sul mercato. Nell’ottica aziendale questo meeting giunge in una fase cruciale: si è alla vigilia della conclusione degli incentivi statali nel settore, ma nuove sfide sono pronte ad essere colte. E per farlo bisogna avere il coraggio di intraprendere nuove strade. E questo nuovo viaggio inizia proprio da Paestum. http://www.ergowind.it. (foto: eolico)

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Roma: risparmio energetico

Posted by fidest press agency su domenica, 19 febbraio 2017

energia-risparmio

Roma Capitale aderisce all’iniziativa ‘M’illumino di meno’, promossa dalla trasmissione ‘Caterpillar’ di Rai Radio 2, che, arrivata alla tredicesima edizione, si svolgerà il 24 febbraio con l’obiettivo di promuovere il risparmio energetico tramite gesti simbolici diffondendo “l’invito a spegnere le piazze, le illuminazioni private e pubbliche”. E’ quanto prevede una memoria approvata dalla giunta capitolina.In particolare quest’anno, oltre allo spegnimento dell’illuminazione, verrà chiesto “a tutti coloro che aderiscono a compiere un gesto di condivisione contro lo spreco di risorse, essendo dimostrato la più grande dispersione energetica sia causata dallo spreco in tutti gli ambiti dei nostri consumi: alimentari, trasporti, comunicazione”. Percorsi ad hoc saranno, inoltre, studiati per il mondo della scuola e dell’infanzia, proponendo di giocare a immaginare un supereroe del risparmio energetico e al mondo dello sport organizzando attività di sensibilizzazione.Prosegue così, a pieno ritmo, il percorso dell’amministrazione volto a garantire profili di sostenibilità a 360 gradi. E proprio in quest’ottica, il 14 febbraio la sindaca Virginia Raggi ha sottoscritto un protocollo d’intesa con Confartigianato Imprese Roma per assicurare interventi contro lo spreco alimentare.

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Garnell, Banca d’Italia autorizza la SGR

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2016

filippo-la-scalaGarnell – gruppo milanese attivo nella finanza d’impresa e nella consulenza a grandi investitori – ha ottenuto da Banca d’Italia il via libera a operare come Società di Gestione del Risparmio (SGR). La nuova società gestirà fondi di private equity focalizzati su investimenti nell’economia reale italiana, selezionati integrando l’analisi finanziaria e quella ambientale, sociale e di buon governo, con un accurato controllo del rischio. Tali strumenti, rivolti a investitori professionali, istituzionali e family office, si concentreranno sulle piccole e medie imprese attive nei settori di eccellenza del Made in Italy, al fine di supportarle nel processo di consolidamento, di crescita e di internazionalizzazione. Particolare attenzione sarà prestata ai settori dell’agroalimentare e delle energie rinnovabili, nei quali Garnell ha già sviluppato un significativo track record: nel primo, in qualità di advisor per importanti operatori dell’agroindustria, nel secondo, gestendo, dal 2009, tra gli altri, gli impianti fotovoltaici del fondo di investimento Clean Energy One, per il quale svolge il ruolo di advisor, project manager e conduttore delle centrali elettriche.
L’individuazione delle opportunità di investimento sarà realizzata anche attraverso accordi di collaborazione con imprese, organizzazioni e istituzioni del mondo scientifico e accademico – Università, Istituti di Ricerca, Think Tank, Associazioni di settore – con cui Garnell condivide valori e ideali. Obiettivo comune sarà quello di promuovere una concezione dell’impresa che tiene al centro l’uomo: il profitto dell’azienda deve integrare il bene della sua comunità di stakeholder – azionisti, lavoratori, clienti, fornitori – e i principi di sostenibilità economica, sociale, ambientale, in un’unione virtuosa che garantisca il successo nel medio-lungo periodo.
“Nell’attuale contesto di stagnazione e turbolenza dei mercati finanziari, gli investimenti nell’economia reale rappresentano la soluzione concreta alla necessità di sostenere lo sviluppo del Paese, remunerando al contempo i capitali dei risparmiatori e degli investitori istituzionali”, ha detto Filippo La Scala, AD di Garnell. “Assistiamo a una crisi di sistema che va avanti da anni e che ha messo in discussione i paradigmi dell’economia tradizionale. Operatori indipendenti come Garnell possono diventare interlocutori privilegiati di investitori industriali e finanziari per l’individuazione di opportunità strategiche in grado di creare un adeguato valore, di rilanciare il business e di portare benefici all’economia reale” ha concluso Filippo La Scala.
La filosofia di investimento del gruppo Garnell – fondato da Filippo La Scala – supera il classico approccio rischio-rendimento e persegue l’obiettivo di ottenere benefici anche non monetari dagli investimenti in termini di collateralità sul territorio e di impatto sociale e ambientale.Il Gruppo Garnell è nato nel 2004 dall’incontro di professionisti dal background multidisciplinare uniti da una visione comune e dall’obiettivo di individuare opportunità e soluzioni non convenzionali, allenando la capacità di uscire dagli schemi, di cambiare la rotta e di guidare le scelte, per sé e per gli altri, in contesti mutevoli e turbolenti, grazie allo sviluppo sistematico e costante di competenze.
Garnell E’ un gruppo indipendente nato nel 2004 che opera come consulente e investment manager al fianco di imprese, imprenditori e investitori istituzionali in operazioni di finanza straordinaria e nella gestione di investimenti in imprese non quotate. Dal 2007 è attivo nel settore dell’energy management e dal 2009 gestisce, tra gli altri, gli impianti fotovoltaici del fondo di investimento Clean Energy One, per il quale svolge il ruolo di advisor, project manager e conduttore delle centrali elettriche. (foto: filippo la scala)

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Sistema previdenziale: terza proposta

Posted by fidest press agency su martedì, 8 Mag 2012

Per avere un nuovo sistema previdenziale dovremmo cancellare la parola “previdenza” e sostituirla con “rendita”. Non è solo un aspetto formale bensì sostanziale. La modifica apportabile ci metterebbe nelle condizioni di contemperare due esigenze da parte dei beneficiari: quella di una rendita per quando si esce dal mondo le lavoro e per assicurarsi risorse economiche adeguate in tempi di magra e che oggi chiamiamo “risparmio”.
Il meccanismo può essere così sintetizzato: ogni dieci anni di lavoro si ha diritto ad una rendita venticinquennale pari mediamente al 20% delle retribuzioni percepite in questo arco di tempo. Un importo che può essere reinvestito negli anni successivi o reso disponibile.
Il meccanismo potrà funzionare al meglio se vi aggiungiamo delle variabili. La prima è quella di adeguare il lavoro alla propria efficienza fisica e attitudinale oltre che intellettiva. L’esempio tipico è dato dal calciatore professionista che tende ad appendere gli scarpini al chiodo intorno ai 35 anni ma non va di certo in pensione. Si cerca semplicemente un lavoro adeguato alla sua età. Da qui discende la necessità di lavorare secondo “misura” e farlo da adolescente per piccoli lavoretti e lo stesso dicasi da anziano. Questo allargamento della vita lavorativa ci consentirebbe da una parte di cumulare “rendite” più elevate e, dall’altra, di restare attivi più a lungo, ma anche di consentire aggiornamenti professionali di una certa durata con retribuzioni ridotte per passare ad altri impieghi.
Le linee guida di questa nuova forma di impatto previdenziale e lavorativo sono state analizzate e approfondite dai Centri studi della Fidest e pronte per un progetto pilota che prevede anche le modalità operative per il passaggio da un sistema all’altro in progressione temporale. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Assotutela: “Dopo eliminazione Cartaceo Regione Lazio si proceda con Ricette On Line”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Siamo piacevolmente colpiti dall’annuncio dell’Assessore alle Infrastrutture e ai Lavori Pubblici della Regione Lazio On. Luca Malcotti sull’eliminazione del cartaceo, a partire dal 2013, informatizzando tutto l’Assessorato che produrrà un notevole risparmio economico, ma soprattutto si offrirà un servizio migliore ai cittadini semplificando ed obbligando i diversi uffici dislocati sul territorio ad uniformare le procedure. Questo processo di sburocratizzazione e snellimento delle procedure deve essere presa da esempio in tutto il nostro paese; il passo successivo deve essere l’informatizzazione sulle prescrizioni delle ricette per le prestazioni sanitarie o farmaceutiche. Lo comunica in una nota il Segretario dell’Associazione per la tutela del cittadino Assotutela Pietro Bardoscia.
Da svariati mesi stiamo lottando affinché si proceda al solo utilizzo delle ricette on line, concentrandosi, almeno come prima fase sperimentale, sulle prescrizioni dei farmaci. Conosciamo bene le difficoltà iniziali che possono nascere con il passaggio dal sistema cartaceo a quello telematico, ma nessuno può obiettare gli innumerevoli vantaggi e risparmi che ciò produrrebbe.E’ necessario tuttavia che le Istituzioni si assumano,una volta per tutte, il coraggio di adottare queste scelte – conclude Bardoscia – non facendosi intimidire da chi, per mille motivi, è contrario a questa innovazione.(fonte Ufficio Stampa Assotutela)

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