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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘risparmio’

Risparmio: strumento di sostegno alle pmi

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

di Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista. I centri di statistica europei e gli istituti di ricerca economici internazionali affermano che gli effetti negativi del Covid 19 per l’economia italiana sarebbero peggiori rispetto a quelli di molti altri paesi che hanno un livello di sviluppo simile al nostro. Ad esempio, senza una seconda ondata di contagi, per l’Italia l’Ocse stima una perdita di pil dell’11,3%, mentre la media europea dovrebbe essere del 9,1%.Per non rimanere indietro nella corsa alla ripresa produttiva occorrerà mettere in campo tutti gli strumenti nazionali ed europei disponibili, quelli tradizionali e soprattutto quelli nuovi. Per cominciare si dovrà far perno su due punti di forza particolarmente importanti per l’Italia: il risparmio delle famiglie e l’export, sia del made in Italy sia delle componenti tecnologiche e innovative più avanzate. Si ricordi che a fine 2019 la ricchezza immobiliare, monetaria e finanziaria delle famiglie italiane ammontava a circa 9.500 miliardi di euro, cioè più di otto volte il loro reddito imponibile. La propensione al risparmio è sempre stata in leggera crescita nonostante le non poche difficoltà dei settori produttivi. Le attività finanziarie delle famiglie, pari a circa 4.450 miliardi di euro, rappresentano quasi la metà dell’intera ricchezza delle famiglie. Secondo le stime ufficiali, le banche italiane gestiscono 1.134 miliardi di euro di risparmi in forma di titoli. Il risparmio gestito sarebbe di quasi 2.200 miliardi. Il mondo di una certa finanza lo sa benissimo, tanto che si mostra indifferente alle valutazioni negative delle agenzie di rating. Anzi, ci osserva sempre con l’acquolina in bocca. Per capirne la portata, basterebbe paragonare il debito privato delle famiglie italiane con quello delle famiglie dei paesi a economia più avanzata del pianeta. In Italia esso ammonta all’87% del reddito netto disponibile, più basso di quello della Germania che è del 95%. E’ anche molto meno di quello della Francia, pari a 121%. Senza dimenticare i paesi cosiddetti “frugali”: l’Olanda e la Svezia, dove il loro debito privato è del 239% del reddito disponibile, la Danimarca con il 282% e l’Austria con il 90%. Il debito pubblico, quindi, pur essendo un fattore molto rilevante, non può essere l’unico riferimento. Per il futuro, la sfida è nell’identificazione di forme e strumenti innovativi in grado di incanalare almeno parte di tanto risparmio direttamente verso gli investimenti produttivi. In Italia e in Europa i finanziamenti ai settori produttivi passano per due terzi attraverso il sistema bancario e solo per un terzo attraverso il libero mercato di capitali. Negli Usa, invece, questo rapporto è capovolto. Com’è noto, il sistema bancario, purtroppo, oltre ad essere lento ed eccessivamente burocratico, ha operato e opera con il “freno a mano” nella concessione del credito alle imprese. Ciò, in verità, è avvenuto un po’ ovunque. Anche con la grande liquidità messa a disposizione dei sistemi bancari da parte delle banche centrali dopo il 2008. Succede anche adesso, nel momento in cui si ha tanta nuova liquidità per far fronte alle emergenze della pandemia. Nei dodici mesi precedenti l’aprile 2020, le banche italiane, nonostante tutte le crisi, hanno raccolto nuovi depositi e risparmi per ben 95 miliardi di euro, ma hanno ridotto di 10 miliardi i crediti bancari alla clientela. Far fluire capitali dal risparmio privato direttamente all’industria non è impossibile. Basterebbe che lo Stato o la Banca d’Italia e la Bce estendessero al risparmio investito nelle imprese la stessa garanzia che è concessa a quello tenuto sui conti correnti. Attualmente lo Stato da garanzia fino a 100.000 euro. Una tale partecipazione del risparmio garantito al capitale di rischio delle imprese avrebbe l’effetto immediato di ridurre la leva finanziaria, che è causa non secondaria del livello di debito delle imprese. Si tratta di una proposta da tempo in circolazione. I beneficiari dovrebbero essere essenzialmente le pmi, le piccole e medie imprese che notoriamente sono il motore principale della creazione di ricchezza e dell’occupazione nell’economia italiana. Si potrebbero, da subito, favorire quelle pmi che operano nel settore delle esportazioni, che è il secondo pilastro di forza dell’economia. L’export conta circa un terzo del pil nazionale ed è stato una delle vie di uscita dalla crisi del 2008. Negli anni passati ha sempre avuto un tasso positivo con un significativo surplus commerciale. Da sole, però, senza essere accompagnate da una ripresa degli investimenti pubblici e privati, le pmi non sarebbero in grado di imprimere la spinta per una significativa crescita del reddito e dell’occupazione.Si potrebbe iniziare con le imprese di media dimensione che sono oltre 22.000, di cui la metà è già esportatrice di beni e servizi. Si dovrebbe, al contempo, sostenere, con le necessarie competenze organizzative anche nella formulazione di piani aziendali credibili, quelle altre che intendono in futuro muoversi sui mercati internazionali. Ciò potrebbe, senza esagerazioni, favorire la creazione di nuovi capitali per investimenti di almeno 10-20 miliardi di euro. Per lo Stato non comporterebbe nessun esborso né nessuna emissione di nuovo debito. Soltanto la sottoscrizione di una garanzia simile a quella data per i depositi bancari. Non sarebbero necessari nemmeno nuovi istituti o carrozzoni di vario genere. Per i controlli basterebbero le competenze della Banca d’Italia e della Consob. Non è la soluzione dei problemi ma sicuramente un notevole e concreto passo in avanti.

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Risparmio tradito: molti cittadini impossibilitati a presentare domanda

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Abbiamo chiesto, nelle scorse settimane, una proroga per la scadenza della presentazione delle domande di accesso al FIR perché, anche a causa dell’emergenza Covid-19, molte persone hanno avuto e stanno avendo difficoltà a presentare domanda.
Da questo punto di vista è particolarmente significativo il fatto che, pur avendo le banche fallite o in difficoltà 300 mila azionisti che avrebbero titolo ad accedere al FIR, alla data attuale sono meno di 90.000 le domande presentate sul portale CONSAP.
Il dato testimonia che meno di un terzo degli aventi diritto ha presentato finora la domanda, a testimonianza del fatto che non tutti hanno avuto modo e possibilità di farlo. Perciò, oltre a richiedere una proroga dei termini, la Federconsumatori apprende con soddisfazione che ci sono tanti altri soggetti che si stanno muovendo in questa direzione.
Per fugare ogni dubbio, è utile precisare che, per quanto ci riguarda, la proroga non può significare un ritardo nell’esame delle domande pervenute entro il 18 giugno. Come è del tutto ovvio, le domande giunte dopo quella data saranno valutate successivamente, ma in ogni caso bisogna garantire a tutti gli aventi diritto di avanzare le proprie rivendicazioni.
È possibile e legittimo trovare un giusto equilibrio tra chi ha presentato le domande entro il 18 giugno e coloro i quali, per ragioni soggettive o per le condizioni oggettive che si sono determinate a causa della pandemia, non sono riusciti a presentare la domanda entro il termine iniziale previsto.
A prevalere deve essere sempre un interesse generale e la garanzia che a tutti venga offerta l’opportunità di accesso al fondo.
Naturalmente ricordiamo che le sedi della Federconsumatori sono a disposizione dei cittadini che avessero bisogno di assistenza per la presentazione della domanda.

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Covid-19 cambia l’attitudine degli italiani nella gestione del risparmio

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

In uno scenario che già prima del Coronavirus era caratterizzato da un rallentamento generalizzato della crescita, gli effetti della pandemia hanno portato ad un arresto totale del turismo e ad una brusca frenata del comparto manifatturiero, portando conseguenze non trascurabili sullo stato d’animo degli italiani. A metterlo in evidenza è Ener2Crowd (www.ener2crowd.com), la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding ambientale ed energetico.Ma in tempi di Covid-19 la tecnologia è stata in grado di colmare la distanza sociale e di favorire una maggiore inclusione attraverso l’accesso a beni e servizi prima inarrivabili, includendo gli investimenti ed in particolare il crowdfunding energetico.Mai come in questo momento la disponibilità di strumenti digitali ha potuto alleviare una realtà così tragica come quella della quarantena, dove -per sentire vicini anche chi abita a pochi isolati da casa- l’unico contatto con gli altri, a parte i parenti con cui si convive, è lo smartphone oppure il computer.Il lockdown ha sostanzialmente imposto l’uso di strumenti digitali per colmare il distanziamento fisico. E a muovere i primi passi di ripartenza è proprio Ener2Crowd (www.ener2crowd.com), lanciando una nuova campagna.Il ceo, ideatore e co-fondatore della piattaforma, Niccolò Sovico, poco dopo essere stato scelto da Forbes come uno dei 30 talenti globali under-30, è stato particolarmente toccato dalla pandemia, essendo residente a Pavia e quindi al centro dell’emergenza. E proprio per questo si è molto impegnato con una speciale raccolta fondi promossa da Ener2Crowd con l’hashtag #fintech4life (www.fintech4life.it).
In pochi giorni il progetto, che prevede un investimento minimo di appena 300 euro, ha registrato un boom di adesioni. Più in dettaglio si tratta di un finanziamento proposto da Noleggio Energia Srl per un programma fotovoltaico.Insomma un risultato strabiliante in un momento di crisi come questo in cui le altre piattaforme versano in grave difficoltà ed alcune di loro danno segnali di un vero e proprio crack finanziario, mentre il mercato azionario sta mostrando tutta la sua emotività ed i suoi limiti rispetto all’economia reale: un giogo che la sottomette e la tira verso il basso quando è in crisi, mentre la schiaccia quando è in ripresa.«Grazie poi alla semplicità di utilizzo di Ener2Crowd.com, tutti possono accedere ad un mercato fino a ieri riservato a pochi operatori ed assumere un ruolo attivo nella transizione verso un’economia completamente circolare e sostenibile» aggiunge Giorgio Mottironi. (AJ-Com.Net). AJ/LL 27 APR 2020 10:40 NNNN

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“Salva la Goccia”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

E’ la campagna di sensibilizzazione sul risparmio idrico di Green Cross Italia, ritorna protagonista e si rivolge, nell’edizione 2020, agli studenti di tutti gli istituti d’Italia e alle loro famiglie. Promossa quest’anno da RB Hygiene, “Salva la Goccia” si pone l’obiettivo di sottolineare l’importanza delle piccole azioni nel ridurre gli sprechi a tutela della risorsa idrica e della conservazione dell’ecosistema del nostro pianeta.L’iniziativa, attraverso una call to action, ha coinvolto 30 scuole su tutto il territorio nazionale, generando la partecipazione di circa 6000 paladini del risparmio, tra bambini, insegnanti, famiglie, cittadini. Obiettivo della campagna è quello di sensibilizzare ad un uso più responsabile della risorsa acqua, promuovendo le buone abitudini e comportamenti virtuosi, utili a preservare il bene più prezioso: l’acqua.L’ottava edizione di Salva la Goccia 2020 ha rilanciato il messaggio e l’impegno con la Water Month Challenge, la sfida del mese dell’acqua avviata (dal 22 marzo al 22 aprile). La campagna ha inoltre previsto anche un momento social: gli utenti hanno condiviso sui social network, tramite l’hashtag #salvalagoccia le azioni che hanno creato un cambiamento positivo nella loro quotidianità. Un contatore ha poi censito le pratiche ecocompatibili segnalate dagli utenti, visualizzando così quante gocce hanno contribuito a generare il mare della sostenibilità.
L’iniziativa di quest’anno è stata interamente sostenuta da Reckitt Benckiser Hygiene Italia, tra i leader mondiali nella produzione di prodotti per l’igiene della casa. Il supporto a Salva la Goccia si inserisce nel quadro di un progetto più ampio che RB Hygiene Italia sta portando avanti per la salvaguardia del pianeta. L’azienda, in linea con i Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite, ha intrapreso un percorso di responsabilità sociale al fine di ridurre il proprio impatto ambientale, con particolare focus nel promuovere la diminuzione degli sprechi di acqua attraverso la campagna di sensibilizzazione “Acqua nelle nostre mani”.
“Salva la Goccia 2020 è stato reso possibile grazie a tutti i dipendenti RB, che hanno contribuito alla raccolta fondi interna negli ultimi due anni. Una partecipazione che assume ancor più valore nel contesto di emergenza che stiamo vivendo in queste settimane. L’iniziativa è volta a sottolineare che l’impegno dei singoli può fare la differenza per tutta la comunità e ci aiuta a porre particolare attenzione alle piccole azioni quotidiane e alle abitudini di consumo. L’acqua è presente in ogni momento della nostra giornata ed è una risorsa di cui non possiamo fare a meno. Ma non è infinita. Per questo motivo abbiamo deciso di sostenere la campagna educativa dedicata ai più piccoli, con l’obiettivo di promuovere e favorire il risparmio idrico. Salva la Goccia, perché l’acqua di domani è nelle nostre mani”. Questo è il commento di Enrico Marchelli, Amministratore Delegato RB Hygiene Italia.
L’edizione speciale di Salva la Goccia 2020 si concluderà con un momento di condivisione e valorizzazione dell’impegno degli studenti attraverso un evento in diretta Facebook che si terrà il 12 maggio sulla pagina social di Salva La Goccia (https://www.facebook.com/Salvalagoccia/).

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Inventore Italiano brevetta sistema per il risparmio economico ed energetico

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Un innovativo sistema di accumulo energia, generata da fonti rinnovabili e da riutilizzare per il fabbisogno energetico degli edifici privati e pubblici, è stato recentemente ideato e brevettato da Pasquale Fontana, un imprenditore di Casapesenna, titolare di ‘Imprefon’, che da anni si dedica all’edilizia e alla progettazione di sistemi per il risparmio energetico. Si tratta del dispositivo ‘Megra’, un congegno integrato atto a conservare e restituire energia elettrica per usi domestici ed industriali, rendendo autonomi e indipendenti gli utenti dalle reti di distribuzione nazionali. Un’assoluta novità, non solo per la capacità di essere totalmente indipendenti energeticamente, ma anche per la possibilità di integrazione ad un normale impianto fotovoltaico, eolico, o di altra forma di energia rinnovabile.Il progetto ‘Megra’, ha fin da subito catturato l’attenzione della comunità scientifica, e a breve il prototipo verrà esposto anche alla Città della Scienza di Napoli, presso la sede Campania NewSteel della Società SbS, situata nell’area multifunzionale di promozione e divulgazione scientifica di Bagnoli.
Pasquale Fontana, che prossimamente presenterà la sua invenzione anche in ambito accademico, dopo l’ultimazione del prototipo, ha dichiarato: “Sono felice di vedere ‘Megra’ prendere forma, anche grazie al contributo nella realizzazione del prototipo dell’azienda LabMec. Con questo sistema si risolve definitivamente il problema dell’accumulo e della successiva restituzione dell’energia prodotta. Infatti, integrando gli impianti ad energia rinnovabili con il dispositivo si ha la possibilità di accumulare tutta l’energia prodotta in eccesso e non consumata nell’arco della giornata, garantendo un’autonomia totale. Gli utenti potranno scegliere di distaccarsi completamente dalla rete di distribuzione, poiché nel caso di una continua sottoproduzione di energia entra in azione un motore termico detto “ausiliario”. Il sistema è notevolmente conveniente dal punto di vista economico, ed anche più efficiente rispetto ad un accumulo chimico attraverso batterie ricaricabili. Non si dovranno infatti, fare i conti con i tempi lunghi di ricarica, con il fastidioso effetto di autoscarica, e con una vita media legata ai continui cicli di ricarica delle batterie”.“Il dispositivo – precisa Fontana – ha lo scopo di ridurre le spese per l’utente. Nei casi dei condomini con diverse unità abitative, per esempio è capace di offrire una soluzione atta a coprire le esigenze energetiche dell’edificio, con un importante riduzione dei costi di realizzazione, essendo un impianto unico al servizio di tutti i residenti, e con la possibilità di una gestione diretta dell’energia accumulata che viene ripartita tra tutti i condomini. Grazie alla sua modularità lo stesso vantaggio si ottiene anche per le abitazioni unifamiliari, gli edifici pubblici, commerciali, le fabbriche e le industrie.”
“Ho voluto anche curare l’aspetto ambientale, – ha concluso l’inventore Campano – con l’eliminazione dei rifiuti pericolosi derivanti dalla fase di costruzione, produzione e dal fine vita delle batterie. Utilizzando il dispositivo inoltre, si ottiene la riduzione dell’utilizzo di sistemi di riscaldamento a combustibili fossili o vegetati tradizionali con una drastica riduzione di inquinanti immessi nell’atmosfera. Il sistema infine, può essere realizzato con le materie prime già presenti in loco nel rispetto del territorio e del paesaggio in cui viene installato”.

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Mobilità sostenibile e risparmio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 gennaio 2020

Sostenibile per l’ambiente ma soprattutto per le tasche: la mobilità sostenibile e condivisa nel 2019 ha registrato numeri da record, con oltre 832 tonnellate di CO2 non emesse e 1,2 milioni di euro risparmiati. A rivelarlo è il Rapporto annuale sulla Mobilità Sostenibile Aziendale di Jojob, il principale servizio in Italia che offre alle aziende uno strumento completo di welfare aziendale dal punto di vista della mobilità grazie alla certificazione di viaggi casa-lavoro fatti in carpooling, in bici, a piedi o con le navette aziendali. Jojob permette infatti alle aziende di diffondere e incentivare l’uso dei trasporti condivisi e basso impatto ambientale tra i dipendenti, grazie alla certificazione tramite app per smartphone dei viaggi casa-lavoro fatti in carpooling, ma anche in bici, a piedi o con le navette aziendali. Nel 2019 si è assistito ad un vero e proprio boom nell’utilizzo di questi strumenti da parte delle aziende, che hanno così stimolato i lavoratori ad adottare mezzi di trasporto sempre più green.In particolare il carpooling aziendale, grazie al quale i lavoratori possono condividere il tragitto casa-lavoro con colleghi e dipendenti di aziende limitrofe, ha permesso nel 2019 ai dipendenti di risparmiare – quindi di percorrere in condivisione anziché con la propria auto – 5.892.016 km, un dato cresciuto dell’88% rispetto all’anno precedente. Una pratica comoda che contribuisce a diminuire il traffico veicolare: basti pensare che in un anno sono quasi raddoppiati i km percorsi in carpooling da chi si è recato a lavoro trasportando colleghi e amici (4.288.848 km), togliendo così dalle strade 197.595 auto e non emettendo in atmosfera 765.962 kg di CO2 (+81% rispetto al 2018), una cifra che corrisponde alla CO2 che – se emessa – richiederebbe di essere neutralizzata da un bosco di 38.298 alberi.Da record, di conseguenza, il risparmio generato nell’anno: passeggeri e autisti hanno risparmiato in totale 1,2 milioni di euro semplicemente utilizzando il carpooling, quasi raddoppiando i dati del 2018, quando si parlava di 650mila euro.Un’auto con 2,38 persone per un tragitto di 29 km è il viaggio medio percorso dai carpooler che ogni giorno scelgono di condividere l’auto per andare a lavoro. In questo modo, ciascun utente arriva a risparmiare in media 1.966,20 euro ogni anno, considerando che il costo medio per chi viaggia da solo sarebbe di 2.613 euro (calcolato su tabella ACI 0,20 €/km).
Nel 2019 a conquistare i dipendenti della aziende sono stati inoltre i servizi Bici, Piedi e Navette lanciati da Jojob nel corso del 2018 per certificare le tratte casa-lavoro fatte a piedi o in bicicletta o a bordo delle navette aziendali.
L’utilizzo della bicicletta è quintuplicato rispetto al 2018, raggiungendo negli ultimi 12 mesi 240.000 km percorsi, che hanno permesso di risparmiare 48.000 euro e di non emettere in atmosfera 31.200 kg di CO2. I dipendenti che raggiungono la sede di lavoro a piedi hanno invece percorso in totale 50.649,7 km, pari a +608% rispetto al 2018, per un risparmio economico di 10.129 euro e ambientale di 6.584 kg di CO2.Con Jojob Navette invece sono stati certificati 220.092 km (+176% rispetto all’anno precedente), risparmiati 44.018 euro, 28.611kg di CO2 non emessi.
Una crescita legata anche al fatto che le aziende che scelgono le soluzioni di mobilità proposte da Jojob sono passate a 3.000 (+50% rispetto al 2018), di cui 260 grandi aziende (+44% rispetto al 2018), che oltre al servizio di carpooling aziendale stanno promuovendo gli spostamenti a piedi, in bici o con le navette aziendali.Tra le aziende che anno dopo anno continuano ad adottare Jojob spiccano Amazon, Aeroporto di Bologna, BVLGARI, Chiesi, CNH Industrial, Eli Lilly, Gruppo MutuiOnline, Kedrion Biopharma, Lavazza, OVS SpA, Salvatore Ferragamo.A queste, nel corso del 2019 si sono affiancate numerose grandi aziende tra cui Banca d’Italia, Bomi Italia, Fincantieri, Fonderie di Montorso, ING, Jacobacci & Partners, Loro Piana, Pietro Fiorentini, Sea Aeroporti di Milano. Tra le PMI che si sono aggiunte nel corso del 2019 alla squadra di Jojob spuntano invece ART, Coface, Knorr Bremse.

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Italiani inclini al risparmio? Sì

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 dicembre 2019

I nostri connazionali tornano ad accumulare e risparmiano più di prima. È quanto emerge da un sondaggio realizzato questo mese da Ener2Crowd, la startup tutta italiana che sta rivoluzionando gli investimenti nella sostenibilità ambientale ed energetica.Su un campione di mille uomini e mille donne di età compresa tra i 18 ed i 64 anni distribuiti lungo tutto lo Stivale, nel sondaggio promosso da Ener2Crowd la propensione al risparmio degli italiani nel 2019 è risultata essere pari al 12% del reddito: +4% rispetto alla percentuale rilevata per l’anno precedente.«È la percentuale più alta d’Europa» commentano gli analisti di Ener2Crowd. In Italia l’86% del campione afferma infatti di riuscire a mettere da parte qualcosa ogni mese, rispetto ad una media europea che, secondo analoghe rilevazioni, è pari al 75%. Il 64% degli intervistati si mostra però insoddisfatto dai classici investimenti proposti dalle banche o dagli intermediari finanziari, sfiduciati dagli scandali e dai crac del passato e scontenti anche per via dei tassi di interesse irrisori.
«Sta invece crescendo la consapevolezza degli italiani sulla necessità di affiancare all’analisi dei classici rischi economico-finanziari anche il monitoraggio di fattori ambientali, sociali e di governance» puntualizza Giorgio Mottironi, cso e co-fondatore di Ener2Crowd.
Con Ener2Crowd parte così ufficialmente il crowdfunding energetico, una novità non solo in Italia, ma anche a livello internazionale, con attese -entro il prossimo biennio- ben superiori rispetto ai volumi del crowdfunding immobiliare che, secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, ha già marcato dal 2017 al 2018 una crescita a tre cifre (+529%), passando da 1,8 milioni di euro (68% nel lending) a 11,5 milioni di euro (33% nel lending e 67% nell’equity).
Ma l’«energy crowdfunding» apre ora nuovi orizzonti ed Ener2Crowd è destinata a sostenere la crescita del «lending» grazie ai progetti proposti al «crowd», ovvero a tutti i cittadini che potranno così diventare dei «greenvestor», con una previsione di investimenti per circa un milione di euro nei prossimi 5 mesi, da novembre 2019 a marzo 2020, su una pipeline totale di circa 5 milioni di euro prevista entro la fine del prossimo anno. Per poi quintuplicarsi entro il primo biennio.

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Risparmio:Acri,per 21% difficile spesa imprevista mille euro

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Secondo l’indagine Acri-Ipsos, il 21% delle famiglie avrebbero difficoltà ad affrontare una spesa imprevista di mille euro. “Dati decisamente allarmanti e preoccupanti, per quanto diversi e più rassicuranti rispetto a quelli ufficiali dell’Istat, relativi al 2017, secondo i quali il 39,5% delle famiglie non riesce a far fronte ad una spesa imprevista di circa 800 euro all’anno” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In ogni caso, la sostanza è la stessa: troppe famiglie hanno paura del futuro e sono costrette a tirare la cinghia per poter arrivare a fine mese. Basta una piccola spesa inattesa per mandare in tilt il bilancio di una famiglia” prosegue Dona.”Ecco perché riteniamo positivo, anche se insufficiente, il provvedimento contenuto in manovra di ridurre il carico fiscale sui lavoratori dipendenti. Un primo piccolo passo nella giusta direzione” conclude Dona.

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Risparmio: Fondo Obelisco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

Nei giorni scorsi è stato firmato l’accordo tra Poste Italiane e le Associazioni dei Consumatori, per definire le iniziative a tutela dei risparmiatori in relazione agli investimenti sul Fondo Obelisco.Il Fondo d’investimento (patrimonio immobiliare suddiviso in quote) costituito dalla Investire S.G.R. e collocato da Poste Italiane S.p.A. aveva la finalità di gestire gli immobili del patrimonio per poi venderli alla scadenza dell’investimento, al fine di trarre profitto sia dalla gestione che dalla vendita, per poi distribuirne gli utili ai sottoscrittori. Sono stati 31.000 i soggetti aderenti per complessivi Euro 172.000.000 di investimento. Il valore della quota al momento della sottoscrizione era di Euro 2.500,00.Il Fondo di investimento ha registrato una perdita pari ad Euro 2.200,00 per quota rispetto ai 2.500,00 Euro investiti.Terminate le operazioni di liquidazione, per i risparmiatori che nel frattempo hanno ricevuto cedole per Euro 300,00, è risultato che questi non avessero diritto ad ulteriori somme dal Fondo.Poste Italiane, quale soggetto collocatore del Fondo, si è pertanto fatta carico della perdita, consentendo quantomeno ai consumatori di rientrare delle somme investite. L’accordo prevede che:
1. Ai soggetti appartenenti a fasce deboli (per età; ultraottantenni; stato di disoccupazione; residenza in comuni interessati da sisma; indigenza o malattia) Poste Italiane garantirà l’immediata integrale rifusione del capitale investito, in valuta attraverso un cosiddetto “Bonus Compensativo”. Una formula di chiusura ampia consentirà inoltre di sottoporre alla commissione di conciliazione casi non ricompresi in quelli indicati nell’accordo ma per i quali l’associato possa comunque considerarsi in condizioni di disagio.
2. Per tutti gli altri soggetti verrà proposta la sottoscrizione di una polizza ramo I vita, quinquennale, emessa da Poste Vita. Allo scadere dei 5 anni, a prescindere dal risultato operativo della polizza, il risparmiatore riceverà almeno la somma necessaria a raggiungere i 2.500,00 Euro, considerate le cedole già ricevute.Gli sportelli della Federconsumatori, presenti su tutto il territorio nazionale, sono s disposizione degli utenti coinvolti per l’assistenza necessaria e per la raccolta delle adesioni alla procedura di conciliazione, che sarà attiva da Ottobre 2019, che dovrebbe essere evasa entro Marzo 2020.

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Case vacanza ad agosto: Sicilia regina del risparmio

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 agosto 2019

L’ultima analisi sulle prenotazioni per il mese di agosto di CaseVacanza.it, portale leader in Italia nel settore degli affitti turistici, ha individuato la Sicilia come la regione con il maggior numero di località low cost per il mese più caldo dell’anno.
Al vertice della classifica delle 20 mete più economiche si trova Modica, in provincia di Ragusa, dove per una settimana in una casa vacanza per quattro persone vengono richiesti in media 343 euro.In tutto le località siciliane presenti nella top 20 sono ben 6: oltre a Modica e Ragusa, si trova in classifica un’altra città della Val di Noto, Ispica (RG), mentre bisogna spostarsi sul versante occidentale dell’isola per soggiornare a Licata (AG), Trapani (TP) e Isola delle Femmine (PA), dove i prezzi si alzano parecchio, sforando anche i 600 euro a settimana. Insieme alla Sicilia sono la Puglia e la Calabria, rispettivamente con 4 e 3 mete in classifica, le altre regioni con i prezzi più abbordabili per il mese di agosto.Trovano spazio in classifica anche Porto Sant’Elpidio (FM), Lido Adriano (RA) e Radicofani (SI), dove è possibile trovare una casa vacanza per il mese di agosto con una cifra inferiore ai 600 euro.
Dalla classifica, inoltre, emerge come le zone più alla portata di chi ha un budget contenuto siano quelle meno centrali, confinanti con i centri più “popolari”: ne sono un esempio le città del ragusano (Ragusa, Modica e Ispica), dalle quali risultano facilmente raggiungibili le ben più costose località nella provincia di Siracusa, come Noto o Marzamemi. Discorso equivalente in Puglia, dove chi vuole raggiungere il Salento potrà risparmiare soggiornando a Castellaneta e Maruggio, in provincia di Taranto, spendendo tra i 500 e i 550 euro a settimana. In Liguria sono invece Noli (575 euro) e Celle Ligure (388 euro) in provincia di Savona, a permettere un notevole risparmio rispetto alle vicine Portofino e Rapallo o, sul versante opposto, Sanremo e Alassio.

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Istat: il 70,1% delle famiglie non riesce a risparmiare

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

L’Istat ha reso noto il dato delle persone che si trovano in condizioni di grave deprivazione materiale (il 10,1%, in calo rispetto al 12,1% del 2016), ma non ha diffuso quelli dei nove segnali di deprivazione che compongono l’indicatore.Ebbene, da questi dati emerge una situazione particolarmente grave: il 70,1% delle famiglie non riesce a risparmiare (erano il 69,7% nel 2016). Sono incapaci di far fronte ad una spesa imprevista di circa 800 euro il 39,5% delle famiglie ed il 43,6% non può permettersi una settimana di ferie all’anno (cfr tabella).”Anche se questi ultimi due valori sono in leggero miglioramento rispetto al 2016, i dati sono sconcertanti. Se il 40% degli italiani non può permettersi di spendere 800 euro vuol dire che, se gli si rompe l’auto, non può nemmeno acquistarne una usata. Altro che dare 6 mila euro di incentivi a chi acquista un’auto elettrica” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Non basta che il Governo con il reddito di cittadinanza si occupi delle persone povere, che sono l’8,4%. Serve un aiuto al 40% degli italiani. Nella legge di Bilancio, quindi, tutte le poche risorse vanno destinate ad aiutare chi è in difficoltà. Serve una riforma che rimuova le cause della povertà” conclude Dona.

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Calcolare i risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 novembre 2018

Nasce in Italia il primo modello strutturato per la stima dei costi evitati alle strutture sanitarie e al SSN grazie al finanziamento delle aziende farmaceutiche, in grado quindi di misurare il valore delle attività di sperimentazione correlato a un risparmio effettivo. L’applicazione di questo modello, riassunto nell’Instant Book “Valorizzazione delle sperimentazioni cliniche nella prospettiva del SSN”, e presentato questa mattina in Senato, definisce un vero e proprio effetto “moltiplicatore”, generato dall’investimento da parte dall’azienda, attraverso il finanziamento riconosciuto per la sperimentazione, insieme al costo evitato totale.
Il volume, pubblicato da Edra con il supporto di Roche, raccoglie i risultati di uno studio realizzato da un gruppo di lavoro coordinato da Americo Cicchetti, professore ordinario di Organizzazione Aziendale alla Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del S. Cuore e Direttore di ALTEMS, con la collaborazione di Roche, e con la partecipazione di esperti provenienti da due aziende sanitarie, sede di sperimentazione clinica: la Fondazione Policlinico A. Gemelli di Roma e l’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Il gruppo di lavoro ha validato il modello ValoR, già sviluppato da Roche, per la misurazione dell’impatto economico delle sperimentazioni cliniche, adattandolo alla prospettiva dell’azienda sanitaria.Il modello è stato poi sperimentato nelle due aziende sanitarie con significativi risultati: monitorando l’attività di ricerca condotta dal 2011 al 2016 in due aree terapeutiche, sono stati infatti stimati risparmi dai 2 ai 4 milioni di euro per le due strutture oggetto di studio.“Nel dettaglio – spiega Americo Cicchetti – il modello definisce il valore prodotto dalle attività di sperimentazione, per le strutture ospedaliere, come somma di due componenti: i finanziamenti ricevuti, cioè la somma dei ricavi cumulativi per studio, derivanti dal finanziamento della sperimentazione, che include tutti i costi per la gestione del paziente, e gli averted cost (cioè i costi evitati totali), corrispondenti alla stima dei costi risparmiati dal SSN/SSR, in quanto il costo delle terapie farmacologiche per i pazienti arruolati nei protocolli di ricerca viene sostenuto da soggetti terzi, cioè gli sponsor o le aziende farmaceutiche”.A conferma dei risultati ottenuti e in prospettiva di quelli che si potrebbero ottenere sulla base del modello di Roche, il prof. Cicchetti precisa inoltre che “applicando il modello a tutti gli studi condotti da Roche in Italia in ambito onco-ematologico nel periodo 2011-2016, si osserva che a fronte di un totale finanziamenti erogati agli ospedali di 66,6 milioni di euro, il totale del risparmio per farmaco è stato di 84,6 milioni, con un impatto totale sul sistema sanitario pari a 151,3 milioni. Su tale insieme di studi, dai nostri calcoli, l’effetto moltiplicatore è pari a 2,2. Se tale dato venisse confermato a livello nazionale, riproporzionando per il numero di sperimentazioni cliniche registrate grazie al Rapporto Osmed 2015 per le 86 Aziende Ospedaliere e Aziende Ospedaliere Universitarie e i 48 IRCCS tra pubblici e privati, il risparmio totale a livello nazionale potrebbe aggirarsi tra i 320 e i 360 milioni di euro in un solo anno”. “Grazie alla sponsorizzazione esterna da parte delle aziende – aggiunge Carlo Nicora, Direttore Generale ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo e coautore del volume – il costo della gestione a carico del SSN per il trattamento di pazienti arruolati nella sperimentazione clinica tende a ridursi per effetto della spesa non sostenuta dall’azienda sanitaria. In particolare, non vengono sostenuti i costi per procedure diagnostiche, dispositivi medici, altri materiali di consumo utilizzati per la cura dei pazienti arruolati e anche i costi dei farmaci somministrati. I vantaggi si rilevano sia nella componente scientifica, si ha infatti una maggiore possibilità di coinvolgere i medici nei progetti e di investire di più nella formazione di giovani medici; sia in quella economica, poiché il risparmio ottenuto si traduce in un minor aggravio sulle Regioni e nella possibilità di reperire fondi per la ricerca indipendente; sia in quella manageriale, dal momento che una buona ricerca significa anche organizzazione di processi efficaci e rigorosi all’interno delle aziende sanitarie”.
I dati del 17° Rapporto Nazionale sulla Sperimentazione Clinica in Italia, pubblicato dall’AIFA, non sono incoraggianti. Il numero delle sperimentazioni cliniche autorizzate nel nostro Paese è complessivamente diminuito di quasi 100 unità (da 660 nel 2016 a 564 nel 2017). Risulta inoltre diminuita la percentuale degli studi autorizzati in Italia rispetto all’EU dal 20,3 del 2016 al 18,0% del 2017.

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Giornata Mondiale del Risparmio

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 novembre 2018

Banca Etica accoglie con orgoglio le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che – in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio ha sottolineato che la creazione e la diffusione di benessere nel Paese «passa attraverso la capacità di iniziative dirette alla crescita dell’economia reale. Sono quindi particolarmente benvenute le iniziative di finanza etica, attente alla produzione e distribuzione di beni e servizi, e all’impatto sociale delle proprie attività. Il mese che si conclude è stato dedicato al tema dell’educazione finanziaria. Vanno incoraggiate tutte le iniziative a questo fine. Acquisire nozioni in materia finanziaria consente ai risparmiatori di gestire in maniera appropriata le loro scelte, sia nel credito sia nel debito, esercitando così una cittadinanza attiva su questo fronte».«Banca Etica ed Etica SGR sono impegnate da quasi venti anni nella realizzazione concreta dei principi della finanza etica. Le parole del Capo dello Stato ci danno nuovo entusiasmo per rafforzare il nostro percorso e innovare ancora la finanza, sia attraverso le scelte etiche sulle attività da finanziare sia con l’impegno per diffondere un’educazione critica alla finanza», ha dichiarato il presidente di Banca Etica ed Etica sgr, Ugo Biggeri.Banca Etica è la prima ancora unica banca italiana interamente dedita alla finanza etica, opera su tutto il territorio nazionale attraverso una rete di filiali, banchieri ambulanti e grazie ai servizi di home e mobile banking. Banca Etica raccoglie il risparmio di organizzazioni e cittadini responsabili e lo utilizza interamente per finanziare progetti finalizzati al benessere collettivo. Oggi Banca Etica conta 42 mila soci e 64 milioni di capitale sociale; una raccolta di risparmio di 1,3 miliardi di euro e finanziamenti per oltre un miliardo a favore di iniziative di organizzazioni non profit, imprese sociali e famiglie nei settori della cooperazione e innovazione sociale, cooperazione internazionale, cultura e qualità della vita, tutela dell’ambiente, turismo responsabile, agricoltura biologica, diritto alla casa, legalità. Il Gruppo Banca Etica include Etica sgr, società di gestione del risparmio che propone esclusivamente fondi comuni di investimento etici, e la Fondazione Finanza Etica che promuove iniziative di studio e sensibilizzazione sull’educazione critica alla finanza. – http://www.bancaetica.it
Banca Etica accoglie con orgoglio le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che – in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio ha sottolineato che la creazione e la diffusione di benessere nel Paese «passa attraverso la capacità di iniziative dirette alla crescita dell’economia reale. Sono quindi particolarmente benvenute le iniziative di finanza etica, attente alla produzione e distribuzione di beni e servizi, e all’impatto sociale delle proprie attività. Il mese che si conclude è stato dedicato al tema dell’educazione finanziaria. Vanno incoraggiate tutte le iniziative a questo fine. Acquisire nozioni in materia finanziaria consente ai risparmiatori di gestire in maniera appropriata le loro scelte, sia nel credito sia nel debito, esercitando così una cittadinanza attiva su questo fronte».«Banca Etica ed Etica SGR sono impegnate da quasi venti anni nella realizzazione concreta dei principi della finanza etica. Le parole del Capo dello Stato ci danno nuovo entusiasmo per rafforzare il nostro percorso e innovare ancora la finanza, sia attraverso le scelte etiche sulle attività da finanziare sia con l’impegno per diffondere un’educazione critica alla finanza», ha dichiarato il presidente di Banca Etica ed Etica sgr, Ugo Biggeri.Banca Etica è la prima ancora unica banca italiana interamente dedita alla finanza etica, opera su tutto il territorio nazionale attraverso una rete di filiali, banchieri ambulanti e grazie ai servizi di home e mobile banking. Banca Etica raccoglie il risparmio di organizzazioni e cittadini responsabili e lo utilizza interamente per finanziare progetti finalizzati al benessere collettivo. Oggi Banca Etica conta 42 mila soci e 64 milioni di capitale sociale; una raccolta di risparmio di 1,3 miliardi di euro e finanziamenti per oltre un miliardo a favore di iniziative di organizzazioni non profit, imprese sociali e famiglie nei settori della cooperazione e innovazione sociale, cooperazione internazionale, cultura e qualità della vita, tutela dell’ambiente, turismo responsabile, agricoltura biologica, diritto alla casa, legalità. Il Gruppo Banca Etica include Etica sgr, società di gestione del risparmio che propone esclusivamente fondi comuni di investimento etici, e la Fondazione Finanza Etica che promuove iniziative di studio e sensibilizzazione sull’educazione critica alla finanza. – http://www.bancaetica.it

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Ridare dignità al risparmio tradito delle banche venete e non solo”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 agosto 2018

“Come tutti sanno – ha ricordato Giorgio GRANELLO – le principali banche venete (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca) rappresentano uno dei casi più grandi e dolorosi di risparmio tradito nel nostro Paese, a prescindere dal successivo regalo al Gruppo Intesa San Paolo. Un buco di più di 15 miliardi di Euro solo per le banche venete a cui vanno aggiunti tutti i miliardi persi con le procedure di risoluzione della Banca Etruria, CariFerrara, Banca Marche e Carichieti. Circa 20 miliardi di Euro a carico del debito pubblico e di tutti i contribuenti senza aver trovato i colpevoli di tutti questi misfatti a cui chiedere conto. Almeno fin qui”. “E invece proprio in queste ultime settimane – ha continuato il Presidente di CONFASSOCIAZIONI Nord – sono maturate importanti novità perché le Procure, in particolare quella di Verbania, hanno iniziato a chiamare in causa insieme ai vertici (di Veneto Banca in questo caso) anche molti altri soggetti, quelli che seguivano i piccoli risparmiatori. L’indagine della Procura di Verbania sembra anticipare l’azione delle Procure di molte altre città, che sembra stiano già procedendo per fatti analoghi. L’accusa è quella importante di truffa aggravata in concorso per la vendita di azioni. Si tratta di accuse, importanti e dirimenti, che tendono a dimostrare che i risparmiatori siano stati convinti ad investire i propri risparmi in azioni o obbligazioni convertibili in azioni emesse da Veneto Banca senza essere stati informati dell’effettivo rischio che correvano”.“Possiamo aspettare l’attività delle Procure oppure – ha affermato il Presidente GRANELLO – possiamo chiedere un intervento della politica che si adoperi per il risarcimento delle parti lese (oltre 205mila tra imprenditori, dipendenti e risparmiatori solo nelle banche venete). Per poi accollarsi la denuncia e la conseguente giustizia nei confronti delle Banche. Stiamo facendo rete, com’è nelle nostre corde di CONFASSOCIAZIONI, con il Coordinamento Associazioni Soci Banche Popolari Venete Don Enrico Torta. E’ per questo che condividiamo le parole di Andrea ARMAN, Presidente del Coordinamento, che ha chiesto misure di risarcimento per tutti i risparmiatori al fine di risarcire coloro che sono stati imbrogliati in fase di vendita”.
“In questo momento – ha aggiunto il Presidente di CONFASSOCIAZIONI, Angelo DEIANA – si parla in tanti contesti di dignità come elemento per ridare giustizia ed equità ai cittadini. E certamente il mondo del lavoro è importante, ma altrettanto importante è il mondo del risparmio degli italiani. CONFASSOCIAZIONI con la propria struttura organizzativa e professionale sarà sempre a fianco dei cittadini ed in particolare non lascerà nulla di intentato nel farsi promotore di tutte le iniziative necessarie affinché sia resa giustizia e dignità ai risparmiatori”. “Noi ci siamo sempre perché fare rete è il DNA di CONFASSOCIAZIONI – ha concluso DEIANA -. E’ per questo che ci siamo fatti promotori di numerosi incontri sul tema delle banche venete e non solo. Incontri che, grazie alla capacità aggregativa di Giorgio GRANELLO, Presidente di CONFASSOCIAZIONI Nord, hanno visto riuniti attorno al tavolo tutte le parti coinvolte, dalle maggiori Associazioni dei consumatori e dei risparmiatori, i Sindacati, il Presidente del Consiglio Regionale Veneto, i Presidenti delle banche coinvolte nella crisi e il precedente Governo. Adesso è ora che il nuovo batta un colpo.”

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Agosto low cost: Sicilia e Abruzzo regine del risparmio per le case vacanza

Posted by fidest press agency su martedì, 31 luglio 2018

Nonostante agosto sia da sempre percepito come il mese in cui partire costa di più, per prenotare le proprie vacanze nel periodo più caldo dell’anno non si deve per forza spendere una fortuna, almeno secondo la recente analisi di CaseVacanza.it, che ha studiato le prenotazioni effettuate sul sito per scoprire le 20 destinazioni italiane in cui l’affitto di una casa vacanza è costato di meno.Le due regioni che contano più località in classifica sono la Sicilia e l’Abruzzo: le mete siciliane sono ben sette e fra queste c’è Palermo, la più economica in assoluto, dove per l’affitto di una casa vacanza per 4 persone ad agosto sono stati spesi in media 390 euro per una settimana. Ha risparmiato rispetto alla media nazionale, di 730 euro per un soggiorno ad agosto, anche chi ha scelto come meta per le sue ferie Sciacca, Agrigento, Ispica, Marsala, Isola delle Femmine e Milazzo, dove la spesa non ha superato i 510 euro a settimana.Per l’Abruzzo si trovano in classifica Pineto, al secondo posto con una spesa media di 395 euro a settimana, Francavilla, Silvi, Alba Adriatica e Martinsicuro. Anche per gli amanti della montagna in estate si sono registrate buone possibilità di risparmio in alcune mete italiane: nella top 20 si trovano infatti anche due località valdostane, Torgnon (420 euro) e Aosta (520 euro).

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Tecnico del risparmio energetico: Corso di qualifica gratuito

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 maggio 2018

Arezzo Martedì 22 maggio 2018 ore 11 Casa dell’Energia, via Leone Leoni. Il progetto Mech Energy fa parte dei progetti formativi strategici relativi alla filiera Meccanica ed Energia finanziati dalla Regione Toscana nell’ambito dei fondi POR Obiettivo “Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione” FSE2014-2020. Il corso per ”Tecnico della progettazione ed elaborazione di sistemi di risparmio energetico in azienda” accoglierà 15 disoccupati o inoccupati e proporrà 600 ore di formazione, con lezioni in aula e 210 ore di stage in aziende del settore. L’obiettivo formativo sarà quello di sviluppare una figura professionale specializzata nel risparmio energetico e sostenibilità ambientale attraverso la progettazione e l’implementazione di soluzioni innovative e integrate di tipo strutturale e impiantistico. Al termine del corso, dopo il superamento dell’esame finale, sarà rilasciato un attestato di qualifica di 4° livello EQF.Alla presentazione del corso saranno presenti le aziende del territorio interessate alla figura professionale in uscita dal corso: ESTRA SPA, Zucchetti Centro Sistemi, ABB, Graziella Green Power, Nuova Energia.Nel settore dell’energia, l’apertura alle rinnovabili e all’efficienza energetica sta generando molte opportunità di lavoro.
Gli ambiti in cui i giovani potranno operare con la qualifica di tecnico del risparmio energetico sono:
Nelle imprese energivore e nelle imprese in generale
analisi dei consumi energetici e gestione di interventi per la riduzione o ottimizzazione dei consumi
implementazione e definizione di interventi di funzionamento impianti e delle strutture volte al risparmio energetico
Espletare pratiche amministrative per gli incentivi finanziari per la riduzione dei consumi energetici;
Come libero professionista per aziende private o pubbliche interventi di adeguamento e miglioramento dell’efficienza energetica di impianti energetici;
espletare le pratiche per gli incentivi definizione di soluzioni volte al risparmio energetico, attraverso l’uso di fonti rinnovabili;
Nelle imprese di impiantistica Installazione e manutenzione degli impianti energetici;
Installare impianti per la produzione di energie rinnovabili;
acquistare i materiali necessari per la lavorazione;
collaborare alla progettazione di nuovi impianti;
eseguire studi di fattibilità energetica di un impianto;
Il progetto è gestito da Fondazione ITS “Energia e Ambiente” in partenariato con Assoservizi, agenzia formativa di Confindustria Toscana Sud.

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Mobilità: gli italiani non rinunciano all’auto per gli spostamenti

Posted by fidest press agency su sabato, 19 maggio 2018

Il rapporto degli italiani con le quattro ruote è in forte “movimento”, ma pur cambiando le abitudini e il contesto sociale resta sempre il mezzo preferito per gli spostamenti (dal 66%)[1]. Solo in pochi scelgono i mezzi pubblici (10,7%) o preferiscono andare a piedi (17,1%), e ancora meno la bici (3%). Un dato importante se si considera che la popolazione italiana è “mobile”, con l’84% che si sposta quotidianamente e che il tempo medio di mobilità giornaliero è di circa un’ora. A questo si aggiunge la distanza percorsa, pari a ben 28,8 km nell’arco di una giornata. Come scelgono gli italiani l’auto? Secondo oltre quattro convenzionati su dieci (41%), gli acquirenti guardano principalmente allo stile e all’estetica e, solo in un secondo momento, al risparmio o al brand. Ad ogni modo, l’auto non è solo un mezzo di trasporto ma un vero e proprio “status symbol” e continuerà ad esserlo in futuro secondo il 60% dei convenzionati intervistati, perché è il modo più immediato per comunicare il proprio stato sociale.
Un settore, quello dell’automotive, che continua a vivere un momento favorevole. Lo confermano sia il trend di crescita delle vendite di autovetture e di motocicli, sia l’incremento nel 2017 del volume dei finanziamenti erogati per l’acquisto di auto e moto, aumentati del +10,2% sul 2016 e del +33,9% sul 2015, superando € 15,5 miliardi. Un dato che rappresenta ben l’82% dell’erogato complessivo tramite convenzionati e un terzo delle operazioni finanziate. Nei primi mesi del 2018 il comparto registra una moderata crescita, consolidando i risultati dell’anno precedente.
Rispetto ad altri comparti, il credito al consumo nel mondo della mobilità assume un ruolo chiave, poiché l’acquisto di un’auto o di una moto richiede spesso da parte delle famiglie una disponibilità economica elevata. La media degli importi finanziati tramite venditori convenzionati è, infatti, di 13.048 euro per l’auto – pari a 13.787€ per l’auto nuova e 10.884€ per l’auto usata – e di 4.186euro per le moto.Quali sono le previsioni per i prossimi mesi? Secondo l’Osservatorio Compass, entro la fine dell’anno quasi due italiani su dieci hanno in programma l’acquisto di un’auto o di una moto mentre nei prossimi 12 mesi il contesto macroeconomico continuerà ad essere positivo per molti convenzionati, con effetti diretti sulle vendite, indicate in aumento dal 42%.Guardando invece alle principali innovazioni tecnologiche che definiranno l’automobile del futuro, per oltre quattro convenzionati su dieci non possono mancare la completa connessione con diversi device tecnologici e, con la stessa percentuale, la sicurezza attraverso sistemi automatizzati che devono avere la priorità sui comandi umani nelle situazioni di emergenza. Il 39% immagina, invece, un veicolo più autonomo solo in determinate situazioni, come nei parcheggi.Infine l’Osservatorio Compass ha posto l’attenzione sui servizi di noleggio a lungo termine a privati e di sharing mobility, scoprendo che il 62% dei convenzionati promuove decisamente il primo, mentre guardano con sospetto alla sharing mobility: solo il 24% degli intervistati ritiene che possa avere risvolti importanti nel comparto auto.

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Bitcoin: la questione di fondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 dicembre 2017

bitcoin-storyIn giro non si sente parlare altro che di Bitcoin. Se ne parla nei bar, nelle palestre, al mercato… Se ne parla anche alla TV, nelle radio, sui giornali… Non può esserci il minimo dubbio: il mercato dei bitcoin, tecnicamente, è una bolla. Questo, però, non significa affatto che dai prezzi attuali non possa ancora aumentare vertiginosamente: raddoppiare ulteriormente e magari fare ancora molto di più.
Non mi stupirei affatto nel vedere il prezzo di un bitcoin a 30.000 o anche a 50.000 mila dollari.
Durante la follia di una bolla può accadere qualsiasi cosa.
Il dato di fatto è che la quasi totalità di chi acquista bitcoin oggi lo fa con l’esclusivo scopo di speculare. I prezzi attuali sono giustificati esclusivamente dalla speculazione. Non c’è nessuno (o una parte del tutto marginale e trascurabile) che acquista bitcoin perché ha necessità di utilizzarli, di spenderli. Se si considera quanto scriverò fra poco, non c’è alcun ragionamento logico che possa far salire il prezzo in questo modo.Bitcoin è diventato così popolare per ragioni tecnologiche interessanti e queste ragioni hanno tutte le caratteristiche per restare e cambiare alcuni aspetti della nostra vita in futuro.
La tecnologia Bitcoin ha prodotto per la prima volta nella storia un bene digitale che è trasferibile, ma non duplicabile. Essendo un bene limitato (perché non se ne potranno “estrarre” più di un certo numero) molti hanno visto nei bitcoin una sorta di “oro digitale”.
Le idee e l’infrastruttura informatica che sta alla base di Bitcoin è molto interessante (anche se alcuni aspetti la rendono problematica come l’enorme consumo di energia che richiede) e non ci sono molti dubbi sul fatto che in futuro verrà utilizzata, almeno come idea, per tutti quei settori che richiedono registri pubblici e/o la creazione di “beni digitali” non duplicabili.
Al momento tutti comprano bitcoin sperando che salga per poterne uscire più ricchi di prima. Ad un certo punto, tutti coloro che sarebbero, astrattamente, disponibili a fare questo genere di scommessa finiranno perché avranno tutti comprato bitcoin.
Affinché il prezzo raggiunto continui a mantenersi a quei livelli, sarà necessario che la domanda venga alimentata da chi compra bitcoin perché trova una utilità (deve farci qualcosa che non può fare diversamente o che trova più vantaggioso fare attraverso Bitcoin).
La questione di fondo, quindi, è: riuscirà Bitcoin a ritagliarsi un ruolo strutturale nel panorama finanziario mondiale?
Bitcoin potrebbe essere solo due cose: una riserva di valore simile all’oro fisico (che potenzialmente potrebbe andare a sostituire) oppure un mezzo di pagamento. Quest’ultima ipotesi è tecnicamente molto improbabile. Bitcoin è sostanzialmente troppo lento per stare al passo con l’enorme numero di transazioni che si fanno quotidianamente. Chi vede Bitcoin come una moneta (a dispetto del nome) fondamentalmente non ha capito niente di questa tecnologia.
Ad oggi non c’è niente che renda i Bitcoin un efficiente strumento di riserva di valore.
I “teorici” di Bitcoin vedono nell’assenza di una banca centrale che governi lo strumento di scambio uno dei suoi maggiori punti di forza.Nella realtà, l’atteggiamento che terranno le banche centrali nei confronti di questo strumento sarà l’elemento determinante che ne decreterà il sostanziale fallimento oppure la possibilità che esso rivesta un ruolo come possibile riserva di valore digitale al quale, necessariamente, dovrà agganciarsi un ecosistema di strumenti di pagamento digitali che né giustifichino l’esistenza.
E’ del tutto evidente che il giorno in cui Bitcoin assumerà una qualche rilevanza dal punto di vista macroeconomico, ovvero muoverà dei valori economici o finanziari oggetto d’interesse delle banche centrali, arriverà una regolamentazione del fenomeno.Oggi è semplicemente impossibile stabilire quale possa essere il valore dei bitcoin nel medio/lungo termine, perché non si conosce quale sarà la regolamentazione di questo strumento.La grande maggioranza di coloro che oggi alimenta la speculazione sui bitcoin non si pone minimamente il problema del futuro di Bitcoin. Acquista bitcoin semplicemente perché salgono.
Questo si può fare, ma si deve essere consapevoli che si tratta di una scommessa. Chi acquista bitcoin oggi lo dovrebbe fare con lo stesso spirito con il quale acquista un biglietto della lotteria. Sa che sta spendendo dei soldi per comprare un sogno. Non lo deve equiparare ad un investimento finanziario perché non ci sono le condizioni minime per poterlo definire uno strumento d’investimento.
Quindi, se proprio si è mossi dalla naturale ed inevitabile avidità e si vuole “acquistare questo sogno”, il sentito suggerimento è che si faccia con quella quantità di denaro che si è disposti a buttare via completamente. Molti di quelli che lo faranno li perderanno, una piccolissima parte di questi ci guadagnerà. Di questa piccolissima parte, una parte saranno semplicemente fortunati (la parte più piccola) un’altra parte sono persone che conoscono le regole della speculazione, sono consapevoli di mettere soldi in una bolla e prendono le precauzioni operative necessarie. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Come risparmiano gli italiani?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 novembre 2017

come risparmiano gli italilaniMilano. A pochi giorni dal Black Friday e dal Cyber Monday, le giornate internazionali dedicate agli affari in rete, Bestshopping.com lancia una ricerca che fotografa le abitudini di acquisto e risparmio digitale degli italiani. L’identikit del risparmiatore svela le sue consuetudini di acquisto nel tempo e per categoria merceologica, la distribuzione geografica e identifica anche – aggiungendo una nota di colore – il nome ed il segno zodiacale più comuni tra gli e-shopper. L’analisi è realizzata partendo da un’attenta profilazione degli utenti e analizzando un campione di 200,000 soggetti su un orizzonte temporale di 22 mesi. Bestshopping.com è la prima piattaforma di cashback italiana, che vanta oltre 10 anni di esperienza nel campo della tecnologia per il risparmio digitale e che ben conosce le abitudini degli italiani in termini di shopping online.
Il risparmiatore tipo è quindi uomo, particolarmente attento quando compera elettrodomestici, prodotti hi-tech e viaggi, residente nelle città di Roma (22%) e Milano (17%), molto attivo negli acquisti durante le ore lavorative settimanali e meno nel weekend. Il nome più comune tra i compratori digitali è Marco (quasi l’11%) ed il segno più diffuso è quello dell’Ariete (15%).
Bestshopping.com ha da poco avviato l’unico comparatore di prezzi con cashback in Europa, che aggrega ogni giorno oltre 25 milioni di prodotti da centinaia di e-commerce italiani e permette non solo di trovare il prezzo più conveniente, ma anche di “guadagnare” una quota di quello che si spende online attraverso il sistema del cashback, l’ultima novità in termini di risparmio sullo shopping digitale.
L’innovazione del portale di comparazione prezzi, così come la profilazione dell’utente tipo, nascono proprio dalla volontà di andare incontro alle necessità sempre più sofisticate degli e-shopper: ricerca di offerte puntuali e vantaggiose da un ampio numero di negozi, ricerca del prezzo più basso, freschezza dei risultati, cashback e abitudine al risparmio.
Ecco nel dettaglio l’identikit del risparmiatore italiano:
Suddivisione degli acquisti durante la settimana, il mese e per fascia oraria
La maggior parte degli acquisti online si concentra tra il lunedì e il mercoledì, mentre durante il fine settimana gli acquisti calano. Mercoledì è il giorno preferito dagli italiani per acquistare online mentre sabato è il giorno in cui si effettuano meno acquisti online. Lo shopping online è suddiviso uniformemente durante tutto il corso del mese, con una leggera preferenza negli ultimi 10-11 giorni. La fascia oraria preferita dagli italiani per lo shopping online è quella pomeridiana, dalle 16.00 alle 20.00. Gli italiani acquistano maggiormente nelle ore lavorative standard.
La Lombardia è la regione più attenta al risparmio online seguita da Lazio e Piemonte. Queste tre regioni hanno circa il 50% del totale risparmiano rispetto a tutta Italia. La città più attenta al risparmio è Roma, seguita da Milano.
Le categorie in cui gli italiani risparmiano maggiormente sono Hitech & Elettrodomestici, Viaggi e Negozi Generalisti (Amazon, eBay ecc). I prodotti e servizi di queste tre categorie occupano il 77% del totale risparmiato in Italia.
Ancora oggi il nome più diffuso in Italia è Giuseppe, il quale però non rientra nella top 20 dei compratori digitali del nostro Paese. Il nome di persona che spende di più per gli acquisti digitali è invece Marco (seguito da Andrea e Giovanni), nonostante non sia nemmeno tra i primi 10 nomi per diffusione in Italia. Inoltre, il primo nome femminile si trova in 16° posizione. Per quanto riguarda lo zodiaco, il segno più attento al risparmio è l’Ariete, seguito da Scorpione e Cancro. (grafico: come risparmiano gli italiani)

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Il risparmio tradito

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

tasso-risparmio-famiglieIl susseguirsi di crisi nel sistema bancario, che ha visto coinvolti diversi istituti dal Nord, al Centro, al Sud del Paese ha lasciato sul campo una enorme massa di risparmiatori che hanno perso tutto e hanno visto ridimensionare in modo drammatico i loro risparmi e le loro condizioni di vita.
I risparmiatori come possono difendersi? Degli strumenti giudiziali e stragiudiziali a loro tutela si è parlato nei giorni scorsi presso la Sala Convegni della CCIAA di Bari, in un workshop organizzato dalla Camera Arbitrale della Camera di Commercio di Bari, in collaborazione con ministero delle Attività produttive, Regione Puglia, Confconsumatori e Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili.
Oltre 150 azionisti hanno partecipato all’incontro dedicato ad approfondire i temi legati alla illiquidità dei titoli azionari di varie banche popolari pugliesi.I numeri del fenomeno sono rilevanti: circa 70mila azionisti della Popolare di Bari, 39mila della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, 33mila soci della Banca Popolare Pugliese, circa 6mila azionisti di Veneto che hanno acquistato da Bancapulia. Il controvalore in euro complessivamente versato da questi risparmiatori è di oltre un miliardo e settecento milioni.I relatori hanno descritto, le ragioni e le vie giudiziali, nonché gli strumenti e le vie di carattere stragiudiziale ed economico per consentire agli azionisti di recuperare il proprio investimento, qualora effettuato in violazione delle norme che regolano il settore degli investimenti. È stato proposto alle banche di aprire ad una conciliazione paritetica, presso la Camera Arbitrale della CCIAA, che verifichi le modalità di collocamento dei titoli presso i piccoli azionisti e possa risolvere eventuali situazioni di criticità. Laddove si riscontrino eventuali violazioni della normativa, la banca dovrà provvedere a rimborsare l’investimento. Canio Trione, presidente Codici Puglia, ha sottolineato la necessità che gli azionisti si uniscano e si mantengano uniti, al fine di chiedere tre cose essenziali: che all’interno del CDA delle tre banche sia inserito un rappresentante espresso dai piccoli azionisti, senza diritto di voto, ma per poter verificare direttamente cosa succede e comunicarlo ai piccoli azionisti; che si lavori sulla solidità e redditività delle banche per renderle appetibili a nuovi soci, così da ridare liquidità ai titoli; che si costituisca un tavolo istituzionale, anche con gli enti pubblici dotati di poteri legislativi, per trovare soluzioni che rilancino l’economia locale dalla cui floridezza dipende la salute economica delle banche e di tutte le imprese a cominciare da quella più piccole. Rilancio possibile solo se si liberano le forze esistenti dalla prigionia della burocrazia.
Sono intervenuti anche Elbano De Nuccio, presidente Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Bari, Roberto Voza, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bari, Antonio Pinto, presidente della Camera arbitrale della CCIAA di Bari, Vincenzo Laudadio, responsabile Adusbef, Daniela Caterino, professore associato di Diritto commerciale Università di Bari, Alessandro Amato, presidente Codacons Puglia, Teresa Lisi, dirigente della Sezione attività economiche della Regione Puglia. Ha moderato l’incontro Franco Decanio – Presidente di Assoconsum Puglia.

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