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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘risposta’

Diabete: risposta europea

Posted by fidest press agency su martedì, 8 Mag 2012

Milano, “Agire oggi, per cambiare il domani” è non solo uno slogan ma, in estrema sintesi, il messaggio che emerge dalla Copenhagen Roadmap, il documento elaborato al recente European Diabetes Leadership Forum, promosso il 25 e 26 aprile nella capitale danese dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e dall’Associazione Danese per il Diabete, con il Patronato della Presidenza Danese del Consiglio dell’Unione Europea e il contributo non condizionato di Novo Nordisk. Nella sua stesura definitiva la Copenhagen Roadmap sarà pubblicata il prossimo 4 giugno, ma le sue linee principali sono state anticipate oggi a Milano, nel corso di un incontro organizzato dall’Italian Diabetes Barometer Observatory. “Prevenzione, diagnosi precoce e miglioramento delle cure e dell’assistenza sono i tre capisaldi sui quali si basa la strategia individuata dai partecipanti – medici, rappresentanti delle associazioni pazienti, politici, Istituzioni europee e dei Paesi membri della UE – a questo importante summit continentale per affrontare la sfida che il diabete pone all’Europa”, dice Marco Comaschi, diabetologo, membro della Commissione ministeriale per il piano nazionale diabete. Che di vera e propria sfida si tratti, lo dimostrano alcuni semplici numeri. Secondo l’International Diabetes Federation (IDF) sono 35 milioni le persone con diabete in Europa (oltre 3 milioni in Italia) oggi. È colpito dalla malattia il 5,8% della popolazione continentale.
“Uno dei dati più preoccupanti, tuttavia, è il numero di persone che si trovano in condizione di ridotta tolleranza al glucosio (IGT, impaired glucose tolerance)”, aggiunge Antonio Nicolucci, Coordinatore Data Analysis Board dell’Italian Barometer Diabetes Observatory. “La ridotta tolleranza al glucosio è una sorta di stato di pre-diabete, un importante fattore di rischio che presuppone un’evoluzione verso la malattia, ma che fortunatamente è ancora reversibile; è possibile tornare indietro modificando il proprio stile di vita”, spiega Comaschi. “Sempre secondo l’IDF – prosegue Nicolucci – 42 milioni di persone, la popolazione di uno stato come la Polonia, soffrono di IGT e questo numero cresce di circa 350.000 unità l’anno. Inoltre, l’Europa invecchia: nel 2002 i maschi europei avevano un’aspettativa di vita di 80,9 anni e le donne di 84,5, nel 2008 questi valori sono saliti rispettivamente a 82,2 e 85,7 e crescono costantemente. Ciò significa che il diabete peserà sempre di più sui sistemi sanitari.”
Oltre alla prevenzione, la diagnosi precoce è altrettanto fondamentale. “La diagnosi tempestiva e l’intervento rapido con le cure più adeguate evitano l’insorgere di gravi complicazioni collegate al diabete, innanzitutto quelle cardiovascolari. La Copenhagen Roadmap sollecita un chiaro orientamento delle cure primarie verso una medicina di iniziativa, che permetta attraverso lo screening delle categorie a rischio l’identificazione precoce delle persone con diabete”, conclude Comaschi. Infine, la cura e l’assistenza: “Le persone con diabete meglio controllate vivono meglio e consumano meno risorse del sistema sanitario”, dice ancora Nicolucci. “Lo sviluppo di un sistema che veda la persona con diabete al centro, e che provveda a creare un modello di cura che integri e metta in rete le diverse figure del medico specialista e di famiglia, che identifichi indicatori di processo e di risultato e che misuri e valuti le performance e la qualità dell’assistenza prestata, è stato fortemente sollecitato e rappresenta una forte raccomandazione della Copenhagen Roadmap”, sottolinea la Sen. Emanuela Baio, Presidente comitato nazionale per la difesa dei diritti della persona con diabete. “Devo confessare che sentire descrivere come aspirazione europea un modello che in Italia è già largamente applicato mi ha fatto abbastanza piacere”, conclude.

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CrediFriuli risponde alla crisi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 ottobre 2011

Udine, Italy Photo' by Wikityke.

Image via Wikipedia

Udine. Cresce del 2,19 per cento la raccolta di CrediFriuli al 30 settembre, rispetto a un anno fa. Il totale supera i 628 milioni di euro con i prestiti obbligazionari che segnano un +5,5 per cento e i conti correnti che crescono del 3,72 per cento. Sul fronte degli impieghi, la cifra arriva a 538 milioni di euro, con un aumento complessivo di 46 milioni di euro (pari al 9,26 per cento) rispetto al settembre del 2010. In tale comparto si segnala la marcata performance dei fidi in conto corrente che crescono di oltre il 21 per cento e dei conti salvo buon fine che segnano in +24,5 per cento, sempre su base annua. «Sono dati da leggere positivamente – afferma Luciano Sartoretti, presidente di CrediFriuli – che ci stimolano a credere nel futuro e nei nostri soci e clienti. Non vogliamo venir meno, nemmeno in questo momento di grande difficoltà, alla nostra missione che è quella di affiancarli nella quotidianità e nella crescita». Una fiducia che si estrinseca pure nella prossima apertura dello sportello presso il Parco Nord di Udine e nella creazione di nuovi servizi. «E’ operativo da alcuni giorni – spiega Gilberto Noacco, direttore di CrediFriuli – il nuovo servizio di “Consulenza Avanzata”. Un progetto a cui teniamo molto e che abbiamo realizzato tra i primi in Fvg. Allo scopo, sono stati specificatamente formati una quarantina di collaboratori che sono a disposizione dei clienti delle nostre 33 filiali per fornire le informazioni necessarie alla gestione dei patrimoni, anche non cospicui, con la logica del “portafoglio-modello personalizzato”. Adottando un rapporto proattivo – conclude Noacco – tra le 14 asset class selezionate siamo in grado di studiare e proporre dei modelli personalizzati di investimento sempre con le caratteristiche che ci contraddistinguono: sicurezza dell’investimento, tutela del patrimonio e consapevolezza delle scelte di risparmio».

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Lettere immorali

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

Lettera al direttore. La maggior parte dei quotidiani non pubblica lettere contrarie alla propria linea politica, salvo che il direttore non se ne voglia servire per dire la sua. Vana è la speranza, in tal caso, della pubblicazione di una replica da parte del lettore. Diversi quotidiani, però, pubblicano con facilità lettere il cui contenuto è  contrario alla morale. E se qualcuno protesta,  la risposta (magari privata) da parte del giornale è che la rubrica è uno specchio della società,  che c’è libertà d’opinione, e via di seguito. Ma è lecito pubblicare cose indegne senza neppure un rigo di disapprovazione? Non c’è il rischio che i lettori pensino che quella sia “la linea morale” del quotidiano, così come avviene per le lettere di contenuto politico? Un esempio recentissimo (13 settembre). Un noto quotidiano pubblica una lettera riguardo alla donna iraniana che rischia la lapidazione, con la seguente conclusione: “Giornali e telegiornali per settimane sono stati impegnati a crocifiggere la pur biblica lapidazione, dimenticando che ogni civiltà ha diritto a sanzionare i reati come più gli aggrada”. Come dire: “Ogni popolo ha diritto di torturare e uccidere chi ritiene colpevoli, come più gli aggrada”; o peggio: “Ogni dittatore ha diritto di compiere le nefandezze che vuole”. E poi: quel “pur biblica”, che cosa c’entra mai? Si ha maggiore diritto a praticare la tortura qualora sia biblica? (Attlio Doni Genova)

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Mario Calabresi e la risposta tardiva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 settembre 2010

Lettera al direttore. Trascrivo un passo della risposta che Mario Calabresi oggi (7 settembre) dà ad un lettore:  “Ho pubblicato la sua lettera perché mi trova in totale disaccordo, così come quella pubblicata pochi giorni fa in cui un lettore sosteneva che le donne che vengono picchiate o ridotte in fin di vita da un marito musulmano se lo meritano perché se lo sono cercate. Mi chiedo da giorni dove stiamo andando…”.  Si dà il caso però che solo dopo le mie reiterate proteste (Liberazione 4 settembre), il direttore de La Stampa ci dice che su quell’indegna pubblicata giorni fa era in totale disaccordo. Il direttore deve sapere che se si pubblica su un giornale autorevole una lettera (la prima nella pagina della rubrica) senza un rigo di commento, sia l’autore del capolavoro, sia i lettori meno avveduti, sono portati a credere che il contenuto della missiva sia giusto. E considerato il periodo in cui giornali e tv, nonché uomini politici, fanno passare per giusto ciò che è ingiusto, per lecito ciò che è illecito, non sarebbe opportuna maggiore cautela? (Miriam Della Croce)

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Sindaci onesti

Posted by fidest press agency su martedì, 7 settembre 2010

Lettera al direttore. Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, nel Salernitano, sembra sia stato ucciso a causa della sua onestà, del suo amore per la sua terra, e perché si batteva contro l’illegalità. La camorra regala proiettili in quantità ai sindaci onesti. Come mai però non li elimina tutti i sindaci onesti dei paesi e delle cittadine del meridione, ovviamente non protetti come quelli delle grandi città? La risposta logica ed amara dovrebbe essere che tutti gli altri sindaci, non dico siano disonesti, però sicuramente non combattono l’illegalità, e non si mettono apertamente contro mafia, ‘ndrangheta e camorra. (Attilio Doni)

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Risposta del ministro Brunetta a Bersani

Posted by fidest press agency su sabato, 7 agosto 2010

“Ancora una volta Bersani si è dimostrato gratuitamente volgare e violento. Prima di dare fiato alle sue esternazioni dovrebbe imparare a vincere le elezioni e, soltanto dopo, dare dimostrazione che è in grado di governare. Ma questo, ancora una volta, sottolinea come i comunisti perdono il pelo ma non il vizio di voler arpionare il potere con squallidi giochetti di Palazzo, senza percorrere la strada democratica. Vecchio vizio da vero comunista d’antan. La migliore risposta al povero Bersani viene direttamente dai dati economici del Paese. Il tasso di disoccupazione si è assestato all’8,5 per cento a giugno in riduzione rispetto al mese precedente; il fatturato e gli ordinativi dell’industria hanno registrato dati da record nel mese di maggio 2010 su 2009 (rispettivamente +12,5% e + 26,6%); importanti segnali di ripresa giungono anche dal commercio estero, nel mese di maggio le esportazioni sono cresciute del 17% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Infine, è boom della produzione: a giugno è cresciuta su base annua dell’8,2%, il miglior risultato dal dicembre del 2000. La ripresa dunque si consolida e lascia ben sperare per volumi del prodotto lordo anche superiori alle attese. Appurato tutto questo, Bersani rimane libero di tentare il suo golpino, o auspicarlo se non è in grado di compierlo in prima persona. Ma sappia che le famiglie e le imprese italiane hanno bisogno e vogliono crescita e stabilità. Non le avventure estemporanee di Bersani, Di Pietro e di tutta di quell’accozzaglia che gode perché “c’avemo ‘na banca”. Non s’illuda Bersani: quando il governo Berlusconi prende un impegno lo porta sempre a termine. Ne tenga conto. Se avesse bisogno di qualche lezione siamo disposti a dargliela dalla mattina alla sera.

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Decreto intercettazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2010

La Federazione Nazionale RdB sostiene la battaglia della Federazione Nazionale della Stampa contro il Ddl Intercettazioni, provvedimento che avrebbe come sicuro effetto quello di erodere ulteriormente il diritto dei cittadini ad essere informati, sottraendo strumenti indispensabili al pieno esercizio della democrazia nel nostro Paese. La pesante limitazione dell’operato della magistratura, il carcere per chi rende noto il contenuto delle intercettazioni e le onerose pene pecuniarie per gli editori che le pubblicano appaiono misure gravemente censorie e spropositate, di certo non prioritarie in una fase di grave crisi economica: per migliaia di lavoratori, disoccupati, precari, cassaintegrati e pensionati sono ben altre le urgenze a cui andrebbe data risposta.

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Lavori caserma vigili del fuoco di Siena

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2010

Un intervento in Aula per sollecitare una risposta da parte del governo sulla ripresa dei lavori per la realizzazione della nuova caserma dei Vigili del Fuoco di Siena. E’ quello effettuato nei giorni scorsi dal parlamentare del Partito democratico, Franco Ceccuzzi per chiedere spiegazioni sul cantiere aperto dal 1999.  “Lo scorso ottobre – ha detto Ceccuzzi – ho presentato un’interrogazione sui lavori per la nuova caserma in località Ruffolo. Dopo undici anni di lavori e di interruzioni, i Vigili del Fuoco di Siena sono ancora costretti ad operare in condizioni di estremo disagio, in una sede assolutamente inadeguata, che, per ragioni di doverosa economicità, non è stata ammodernata perché sembrava di imminente dismissione. Il problema molto grave è che l’imminenza dura da undici anni”.  “La vicenda della nuova  caserma dei Vigili del Fuoco di Siena – ha aggiunto Ceccuzzi – è una pagina nera nella storia dei lavori pubblici italiani. Un caso, purtroppo, non isolato, sul quale ha influito un sistema assolutamente inefficiente e sulle cui illegalità e illegittimità sta indagando la Procura della Repubblica di Firenze. Ho ritenuto doveroso riproporre formalmente la questione al governo, perché il Provveditorato alle Opere pubbliche della Toscana e dell’Umbria non ha rispettato l’impegno assunto per far ripartire i lavori entro la fine del 2009. Ora il Provveditorato è senza guida, per effetto dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Firenze sugli appalti per le grandi opere, tra cui quelle per il G8, e solo il governo è in grado di pronunciarsi sugli sviluppi di una vicenda, come quella senese, che rischia di prolungarsi ulteriormente, cosa che vogliamo assolutamente evitare”.

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False notizie

Posted by fidest press agency su sabato, 23 gennaio 2010

Lettera al direttore. Caro direttore, è vera la notizia che il Cavaliere, fondatore del partito dell’amore, quando sono accaduti i fatti gravi di Rosarno, aveva manifestato l’intenzione d’inviare casette di legno prefabbricate al posto dei tuguri dove vivevano gli extracomunitari? E che non ha fatto in tempo, giacché Maroni l’ha battuto sul tempo e li ha cacciati? Ed è vero che il Capo dello Stato ha inviato alla famiglia di Stefano Cucchi una lettera, dove si parla di durezza senza uguali sul povero giovane? (Francesca Ribeiro) (n.r. questa volta siamo stati chiamati direttamente in causa per dare una risposta. I giornalisti, si sa, vivono di impressioni. E l’impressione, in questo caso, potrebbe essere quella che più ci avvicina alla ricerca della notizia vera, e non della solita bufala. Prima di tutto il cavaliere non può essere il fondatore del Partito dell’amore poiché questo partito esiste da anni e i loro responsabili hanno già protestato per l’uso improprio che ne è stato fatto. Che Berlusconi abbia pensato alle casette di legno per gli immigrati potrebbe anche essere possibile. Dopo tutto è sempre meglio che dormire all’aperto e al freddo. Per ultimo non ci risulta che il Presidente abbia inviato ai familiari di Cucchi una lettera. Se lo ha fatto e come si sia espresso credo che si tratti di una corrispondenza privata e che pur trovandoci in un paese dove i “segreti” sono quelli di pulcinella, dovrebbe restare tale).

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Lauree abilitanti ottima risposta al precariato

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2010

“Vogliamo che l’istituzione delle lauree abilitanti siano attivabili per tutti gli Atenei” fanno sapere in una nota Giovanni Donzelli, Presidente Nazionale di Azione Universitaria, e Andrea Volpi Capogruppo al CNSU ( Consiglio Nazionale Studenti Universitari) del Centro- Destra “Non sappiamo – aggiungono Volpi e Donzelli – se il progetto annunciato dal Rettore Frati e dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’ Università la Sapienza di Roma riguardante le lauree abilitanti sia stato discusso con il Ministro Gelmini e se sia già pronto per una sperimentazione, ma lo riteniamo  necessario per ammodernare  un percorso di studi come quello di Giurisprudenza agli standard presenti negli altri Paesi europei, passo fondamentale per agevolare  il laureato nell’accesso al mondo del lavoro e ridurre il precariato. Nel mondo forense tale innovazione risulterebbe inutile se il processo fosse delegato alla promozione e alla gestione dei singoli Atenei escludendo l’opportunità di guidare tale riforma con un processo guidato dal MIUR.” “Sul progetto delle lauree abilitanti abbiamo già avuto occasione di riscontrare il parere favorevole del Ministro Gelmini per questo ci aspettiamo di veder approvato tale progetto in tempi brevi e per tutti gli atenei” concludono i leader del centrodestra universitario.

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Un grande sì alla vita

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2009

Busto Arsizio (Va) 27 settembre a Palazzo Marliani-Cicogna mostra “Un grande sì alla vita – Dallo stupore all’accoglienza della vita: la dignità della persona umana fin dal concepimento”, organizzata dal Centro di Aiuto alla Vita (Cav) di Busto Arsizio in occasione del ventennale di fondazione. L’esposizione, che è stata sponsorizzata anche dalla Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate e che resterà allestita fino al 18 ottobre, nasce dall’esperienza maturata da Giovanni Rimoldi durante i corsi di bioetica tenuti al liceo scientifico “Arturo Tosi” di Busto Arsizio. Docente di Storia e Filosofia al liceo bustocco e principale curatore della mostra, Rimoldi ha voluto fornire uno strumento di riflessione per il mondo moderno, offrendo «una risposta ad alcune delle tante domande di bioetica che i giovani, e non solo, si pongono sui grandi problemi della vita», spiegano gli organizzatori del Cav decanale. Un intento educativo confermato dalla pubblicazione del libro-catalogo “Un grande sì alla vita – 28 quadri di bioetica” (Editrice Ares) collegato alla mostra. Composta da 28 pannelli, l’esposizione affronta questioni filosofiche, sviscera il rapporto tra fede e scienza e attualizza il dibattito su questioni come il rispetto della persona fin dal suo concepimento e l’utilizzo degli embrioni. E ancora, la fecondazione assistita e l’eugenetica per arrivare all’analisi sia di quella che viene chiamata “emergenza educativa”, sia del ruolo della famiglia. Il tutto, attraverso i venti anni di attività del Cav. «Parliamo di temi di grande attualità, come la prima fase della vita umana, ovvero dal concepimento alla nascita, che il Cav ha voluto analizzare raccogliendo contributi dalla scienza e dalla filosofia, tenendo sempre presenti quelli che sono i valori», spiega il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Lidio Clementi. «Parliamo degli stessi valori alla base dell’azione della Bcc, dalla sua fondazione, oltre 110 anni, fino all’affermazione di banca locale in sostegno delle famiglie e delle imprese del territorio».

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Le dimissioni di Dino Boffi

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2009

Il direttore del quotidiano cattolico “L’Avvenire” si è dimesso. Questa decisione era nell’aria dopo le reiterate “rivelazioni” pubblicate fin dal 28 agosto scorso su “Il Giornale” di Feltri. Il fatto è noto e lo abbiamo già ampiamente trattato nei nostri precedenti servizi. In sintesi possiamo dire che è stata riesumata una sentenza del 2004 nella quale Boffi è stato condannato a una pena pecuniaria per “molestie”. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’allusione alle sue “tendenze sessuali” di cui, però, non si fa riferimento nel dispositivo della sentenza. Data la posizione dell’Avvenire, e della sua proprietà che è la Conferenza Episcopale Italiana, la questione ha subito mostrato la sua gravità con il coinvolgimento della stessa Santa sede. Taluni politici hanno subito associato le accuse a Boffi de “Il Giornale” come una indiretta risposta all’iniziativa del quotidiano cattolico nel rilanciare le notizie che hanno riguardato le presunte prestazioni extraconiugali del Presidente del Consiglio. Come dire “tu parli di me e io sparlo di te”.

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Gay, Iervolino: “Un Marrazzo piccolo piccolo…”

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2009

Dichiarazione di Massimiliano Iervolino membro della Direzione nazionale di Radicali Italiani: “Leggo la dichiarazione del Presidente Marrazzo e non ci trovo veramente nulla di politico. Oltre alla solita e scontata solidarietà nulla di più. Si chiede a lui di dare un segnale forte facendo calendarizzare ed approvare la legge sulle coppie di fatto in Regione Lazio. L’omofobia e le discriminazioni non si risolvono solo mettendo in sicurezza la Gay Street. Ci sono persone omosessuali che sono stanche di essere discriminate e vivere senza diritti. Il Governatore ha la possibilità di dare una risposta politica a questi continui atti di intolleranza legiferando sulle Unioni Civili. Su questo, nei cassetti della Regione Lazio, esistono due proposte di legge, una a firma dell’Assessore Nieri e l’altra a firma dell’On. Robilotta. E’ arrivata l’ora di calendarizzare urgentemente questi due testi, altrimenti quale migliore risposta politica può dare il centro sinistra laziale a questo attacco omofobico? Dal sindaco Alemanno “pellegrino” (a sue spese!) non possiamo aspettarci nulla, in fondo ancora deve comprendere la laicità francese, oltre a quella europea

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L’ideale storico concreto di Maritain

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2009

Siamo usciti dalle guerre e dalle dittature del XX secolo senza riuscire a realizzare in modo compiuto un ideale storico concreto di origine cristiana.  Oggi resta la sfida di come rendere efficaci le decisioni e come riarticolare il rapporto fra potere, autorità e consenso da un lato e, dall’altro, conciliare il problema dell’identità etniche, valoriale e religiose. Per esempio diventa centrale il problema del rapporto tra mercato e comunità, che è un tema molto importante. Se lo regolassimo in maniera sbagliata le conseguenze sarebbero molto forti. Lo stesso dicasi sul tema dell’ordine internazionale. A questo punto ci chiediamo quali potrebbero essere le condizioni da fissare tra la cultura progettuale ed ideale storico concreto? Senza dubbio la risposta ci richiamerebbe ad una cultura sapienziale. Da essa possono discendere due aspetti fondamentali. Il primo è quello di riuscire a sviluppare  anche un dialogo etico con le professioni, con chi sta in finanza, chi investe. Il secondo  è nel riprendere il dialogo con la scienza sociale, con la capacità di ascolto e di analisi che ci dica le conseguenze di quanto facciamo anche riconfrontandoci con scienziati sociali di ispirazione cristiana che possono avere maggiore attenzione a queste dimensioni. Il tema di fondo è quello sul come l’identità cattolica possa produrre progetti sociali e politici, declinabili in vario modo, ma che abbiano una valenza razionale, ampia anche per il Paese e non solo per chi condivide la stessa fede. E con ciò siamo, in pari tempo, consapevoli del grande sforzo che occorre compiere. (estratto da un saggio di Riccardo Alfonso per i Centri studi Fidest)

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Via libera all’Ru486

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2009

«Come al solito il problema è uno solo: nel seno materno vi è un figlio, un essere umano, oppure no?» afferma Carlo Casini presidente del Movimento per la vita, a proposito del via libera all’Ru486 giunto dall’Aifa. «Se come è evidente la risposta deve essere affermativa è difficile non esprimere indignazione a causa delle risorse intellettuali ed economiche impiegate per produrre uno strumento che tolga al figlio la vita in modo meno gravoso per la donna. «Se poi vengono negate le conseguenze negative anche per la madre fino a rifiutare di indagare in modo esauriente sulla verità della autorevole affermazione di 29 morti per effetto dell’aborto chimico, allora è altrettanto evidente lo scopo ideologico oltre che economico di tanta pressione per introdurre la Ru486 in Italia e nel mondo. «Lo scopo è quello di cancellare mentalmente il figlio prima ancora che fisicamente. Il gesto di bere un bicchier d’acqua per inghiottire una pillola può sembrare meno uccisivo di un intervento chirurgico. Temo che questa sia la ragione per cui quelli che un tempo gonfiavano il numero delle donne morte per aborto per ottenere la legge 194 oggi considerano insignificante la morte di 29 donne a causa della Ru486. «Il movimento per la vita, autentico movimento per i diritti umani, continuerà a chiedere che tutti gli esseri umani dal concepimento alla morte naturale siano considerati uguali in dignità e diritti con la certezza che prima o poi questo principio sarà vittorioso nelle coscienze e nelle leggi, perché nonostante tutto questa è la direzione della storia»

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Due nuovi reflex digitali

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2009

Nikon D3000 e Nikon D300s Questa nuova reflex Nikon unisce la più avanzata tecnologia utilizzata dalle reflex digitali ad una semplicità d’uso straordinaria. Nikon D3000 consente di riprendere immagini di qualità eccezionale e, grazie al nuovo Modo Guida che semplifica le impostazioni della fotocamera e mostra come ottenere foto di grande qualità, sarà possibile ottenere grandi risultati con il minimo sforzo. Con questa fotocamera, pensata per tutti coloro che desiderano realizzare fotografie senza doversi preoccupare delle impostazioni, è sufficiente scegliere tra le varie modalità scene proposte, oppure impostare una delle modalità presenti sulla ghiera: Nikon D3000 farà il resto, consentendo, grazie ad una velocità di risposta molto rapida, di non perdere mai nessun momento decisivo. Nikon D300s: l’evoluzione della specie Nikon D300s (l’evoluzione della D300) è la fotocamera in grado di ampliare in maniera significativa le possibilità creative di tutti i fotografi. Con il suo sensore CMOS da 12,3 megapixel in formato DX, è stata progettata pensando anche alla nuova generazione di image maker creativi che desiderano combinare la possibilità di realizzare foto straordinarie con il potenziale creativo dell’acquisizione video. Le prestazioni sono ad alta velocità: 7 fotogrammi al secondo (ampliabile fino a 8), tempo di avvio di soli 130 millisecondi, intervallo tra uno scatto e l’altro di soli 49 millisecondi. La fotocamera dispone inoltre di un alloggiamento card doppio, il che permette ai fotografi di specificare lo slot di registrazione principale. Nikon D3000 e D300s saranno disponibili da settembre 2009.

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La sicurezza dei militari in zona d’operazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2009

Gli onorevoli del Pd Turco Maurizio, Bernardini Rita, Beltrandi Marco, Farina Coscioni Maria Antonietta, Mecacci Matteo e Zamparutti Elisabetta hanno nei giorni scorsi presentata una interrogazione a risposta scritta al ministro della difesa per sapere – premesso che: il Corriere della Sera, in un articolo pubblicato a pagina due, dell’edizione del 27 luglio 2009, riporta la notizia dell’avvio di una indagine congiunta della Procura ordinaria e di quella militare sulle responsabilità dei recenti avvenimenti che hanno visto la morte e il ferimento di alcuni militari italiani. Nell’articolo si fa espresso riferimento ai difetti del veicolo «Lince» utilizzato nelle attività di pattugliamento effettuate dai militari del contingente italiano impiegato in Afghanistan; risulta all’interrogante che recentemente, nel corso di un’attività di addestramento svoltasi presso il «Centro di Addestramento Alpino» di Aosta, un mezzo Lince si è ribaltato durante la simulazione di una manovra evasiva, mettendo in evidenza una elevata criticità nella stabilità e tenuta di assetto su strade accidentate -: se il Ministro interrogato, nel corso dell’annunciato vertice con i Capi di Stato maggiore delle Forze armate, che dovrebbe svolgersi a l’Aquila nei prossimi giorni, sia intenzionato ad impartire disposizioni volte ad acquisire, direttamente dal personale operante come istruttore di guida o facente parte di equipaggi impiegato sui mezzi Lince, quelle informazioni che, con la loro esperienza e professionalità, potrebbero risultare utili a chiarire le cause e le modalità dell’incidente e, nel contempo, verificare con i vertici militari le necessarie modifiche da apportare ai mezzi per renderli più efficienti dal punto di vista della protezione e della sicurezza degli equipaggi; se durante istruzioni o esercitazioni i mezzi Lince abbiano presentato problemi, ovvero quanti incidenti si siano verificati e per quali cause. (4-03761)

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I ritardi nel pagamento degli stipendi ai poliziotti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2009

Gli onorevoli del Pd Turco Maurizio, Bernardini Rita, Beltrandi Marco, Farina Coscioni Maria Antonietta, Mecacci Matteo e Zamparutti Elisabetta hanno nei giorni scorsi presentata una interrogazione a risposta scritta al ministro della difesa per sapere – premesso che: da oltre quattro mesi i dipendenti del Corpo della Polizia di Stato vedono accreditati gli emolumenti stipendiali con un ritardo di alcuni giorni rispetto al giorno 24 del mese corrispondente al periodo in retribuzione; in una nota del Dipartimento di pubblica sicurezza, inviata ai sindacati che avevano protestato per il ritardo nel pagamento si afferma che il ritardo è dovuto ad un «disguido amministrativo» da parte dell’istituto bancario interessato; tale ritardo ha creato notevoli disagi alle numerose famiglie monoreddito che stentano ad arrivare a fine mese; risulta all’interrogante che in alcuni casi dei dipendenti della Polizia di Stato non hanno potuto effettuare pagamenti e/o spese necessarie al mantenimento dei propri familiari e alcuni si sono visti recapitare lettere di insolvenza per i pagamenti con scadenza il giorno 24 del mese; il protrarsi di questa incresciosa, e non giustificabile, situazione di ritardo, può esporre i dipendenti della Polizia di Stato a conseguenze disciplinari in caso di insolvenza qualora gli istituti finanziari decidano di rivalersi sul trattamento economico da questi percepito, e a dover sopportare gli oneri dovuti al ritardato pagamento delle rate del prestito/mutuo contratto -: se il Ministro interrogato, visto il ripetersi della vicenda in premessa, abbia provveduto a accertare se le responsabilità di tali ritardi sono da imputarsi all’operato dei suoi uffici e/o abbia dato disposizioni di provvedere ai pagamenti tramite altro istituto bancario al fine di garantire quella puntualità nell’erogazione dei pagamenti necessaria ad evitare di esporre i propri dipendenti ad azioni giudiziarie o disciplinari.(4-03746)

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Badanti e anziani: doppia dipendenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2009

(Centro Maderna) La badante è un fenomeno tutto italiano. Cosa l’ha prodotto? A chi è utile? Sicuramente alle famiglie, ma anche allo Stato: solleva infatti le famiglie da compiti sempre più difficili e permette allo Stato di lasciare le cose come stanno, cioè di scaricare sulle spalle in primo luogo delle donne la responsabilità di curare e assistere minori e anziani. L’allungamento della speranza di vita e il declino delle nascite hanno alimentato il processo di invecchiamento del nostro paese. Le badanti rappresentano la risposta spontanea, privata, a queste esigenze; suppliscono alle inadempienze della politica e all’indebolimento delle famiglie e delle reti di aiuto familiare. La ricerca qui pubblicata getta nuova luce sulle dimensioni e la natura del fenomeno: soluzione eccezionale al problema dell’invecchiamento congela una situazione in cui famiglie e donne continuano a svolgere un ruolo da p rotagoniste. E dopo?(Da: http://www.edizionilavoro.it) Sgritta Giovanni B., “Badanti e anziani. Doppia dipendenza”, Edizioni Lavoro, Roma, 2009, pp. 223, € 16.00.

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Profitti a scapito sicurezza

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2009

Editoriale fidest. E’ oramai un dato certo. In Italia come nel mondo, e forse qui da noi più che altrove, l’idea di realizzare facili guadagni condiziona seriamente la qualità e la professionalità delle produzioni e i relativi controlli di routine. Ciò spiega il ripetersi di gravi incidenti e il corollario di vittime. E’ una infortunistica sicuramente più grave di quanto in apparenza si voglia far credere o si ha la possibilità di esercitare se avvenisse con un accurato monitoraggio. Il tutto si aggrava in Italia dove sono notori le mancanze di controlli e la farraginosità del sistema giudiziario e amministrativo che non permettono un rapporto diretto e una risposta immediata tra causa ed effetto. In pratica chi ha la “sfortuna” di essere colto con le mani nella marmellata ha mille modi per farla franca con processi in chiave penale e civilistica che possono anche durare un decennio e ai quali si aggiungono le cavillosità delle assicurazioni e degli uffici amministrativi per l’iter dei premi e del pagamento dei danni subiti dai privati e attribuibili alle pubbliche amministrazioni. A questo punto, proprio perché si parla di profitti a scapito della sicurezza il legislatore, in primis, dovrebbe farsi carico d’indicare procedure e ammende rapide e molto elevate per lanciare un segnale a chi punta al profitto e che deve rendersi conto che il gioco non vale la candela. Se non otteniamo un tale deterrente dovremo convivere con il dramma quotidiano collettivo e privato delle tanti morti e feriti e a costi elevati a carico delle casse dello Stato e degli enti locali che pensano di spendere meno con appalti ribassisti e che poi si ritrovano sull’altro versante a spendere il doppio per le omissioni altrui oltre a darci un tributo in vite umane che si traduce nel più cinico dei comportamenti e di certo non degno per un pubblico servizio. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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