Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘risposta’

Vaccini: Una risposta unitaria per sconfiggere il Covid-19

Posted by fidest press agency su domenica, 7 febbraio 2021

Lunedì 8 febbraio 2021 09.45 – 10.45 In vista del dibattito sulla campagna di vaccinazione, previsto in plenaria il 10 febbraio con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e con i rappresentanti del Consiglio, il Parlamento europeo organizza un webinar per illustrare ai giornalisti i temi del dibattito e le iniziative che intende promuovere per assicurare una campagna vaccinale efficace, trasparente ed equa. Aprirà la sessione il president della commissione Ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare Pascal Canfin. Parteciperanno alla discussione gli eurodeputati Peter Liese, Jytte Guteland e Bas Eickhout,sempre della commissione Ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare. Alla fine del webinar è previsto un momento Q&A con i giornalisti. L’evento sarà in inglese.

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«L’Italia e la risposta al Covid-19»

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2020

“Il governo faccia chiarezza sull’esistenza di una bozza di documento denominato «L’Italia e la risposta al Covid-19», elaborato ad aprile 2020 dal Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei ministri, che proporrebbe due proposte volte a modificare la normativa vigente in materia di destinazione delle risorse economiche alle regioni del Sud Italia”.
Lo dichiarano i deputati d Fratelli d’Italia Marcello Gemmato, Edmondo Cirielli, Wanda Ferro, Carolina Varchi, Ella Bucalo, Salvatore Deidda, Ylenja Lucarelli, Salvatore Caiata e Davide Galantino annunciando una interrogazione.
“Vogliamo sapere – proseguono i deputati di FDI – quali siano le eventuali modifiche alle percentuali di riparto delle risorse del ‘Fondo sviluppo e coesione’ che si vorrebbero modificare (Ciclo di Programmazione 2014-2020 ), e che attualmente prevedono l’80% destinato alle regioni del Mezzogiorno e il 20% destinato alle regioni del Centro-Nord. Inoltre, chiediamo se realmente il governo intenda sospendere la cosiddetta regola del 34% nella assegnazione degli stanziamenti statali ordinari in conto capitale, che attualmente prevede in nome del principio del riequilibrio territoriale, il criterio di assegnazione differenziale di risorse aggiuntive a favore degli interventi nei territori delle regioni del sud disponendo che le Amministrazioni centrali dello Stato si debbano conformare all’obiettivo di destinare agli interventi in queste regioni un volume complessivo annuale di stanziamenti ordinari in conto capitale proporzionale alla popolazione di riferimento”.
“Infine – concludono gli esponenti di FDI – chiediamo di sapere quali iniziative intenda adottare l’esecutivo al fine di assicurare comunque un congruo ed adeguato riparto di risorse in favore delle regioni del Sud affinché si possa garantire sempre il riequilibrio territoriale tra le diverse zone del Paese nonché lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali del Paese così come disposto dall’articolo 119 della Costituzione della Repubblica italiana”.

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Inclusione dei rifugiati qualificati in ambito sanitario nella risposta al COVID-19

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2020

In una fase critica in cui numerosi Paesi europei continuano a lottare per far fronte a un’emergenza senza precedenti come quella causata dalla pandemia di COVID-19, il Consiglio d’Europa e l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, oggi esortano gli Stati a beneficiare del sostegno che i rifugiati qualificati in ambito medico possono assicurare ai sistemi sanitari nazionali.
“Nelle ultime settimane, diversi Stati in Europa hanno lanciato appelli affinché i rifugiati qualificati in ambito sanitario si unissero ai professionisti impegnati nei piani nazionali di risposta al virus. Assicuriamo il nostro totale supporto a queste iniziative auspicando che possano essere replicate nel resto del continente e anche altrove”, ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “Voglio ricordare che, in tutta Europa, medici e operatori sanitari hanno risposto alla pandemia con determinazione e altruismo, e che, nel corso di questa crisi, è necessario l’aiuto di chiunque possa contribuire. Se ne verrà data loro la possibilità, i rifugiati titolari di comprovate competenze sono pronti a fare la propria parte e a dare supporto, sotto la supervisione di professionisti medici qualificati. In tal modo, anche loro potranno mostrare la propria solidarietà e rendersi utili per le comunità che li accolgono”, ha aggiunto Filippo Grandi.Attualmente, in Europa, vi sono rifugiati e richiedenti asilo che dispongono dell’esperienza e dei titoli necessari e che desiderano essere coinvolti per poter dare il proprio contributo. Tuttavia, l’esercizio della maggior parte delle professioni in ambito sanitario è regolato da norme restrittive e le autorità nazionali competenti in materia devono concedere le autorizzazioni necessarie. “I rifugiati, le società che li accolgono e i loro Paesi di origine beneficiano tutti del Passaporto europeo per le qualifiche dei rifugiati (European Qualifications Passport for Refugees/EQPR). Le qualifiche di cui i rifugiati sono già in possesso, ma che questi non possono documentare in modo definitivo, possono essere utilizzate e migliorate”, ha dichiarato Marija Pejčinović Burić, Segretaria generale del Consiglio d’Europa. “Il Passaporto EQPR non sostituisce le licenze e i titoli professionali richiesti, ma può sicuramente aiutare le autorità ad accelerare le procedure di selezione fornendo loro le informazioni essenziali necessarie”. Il Passaporto EQPR può contribuire a stilare un elenco di rifugiati qualificati in ambito medico già sottoposti a valutazione, che consentirà alle autorità sanitarie nazionali di stabilire come meglio impiegare tali risorse, se e quando necessario. L’UNHCR sta collaborando coi propri partner allo sviluppo di soluzioni innovative per comunicare con le comunità di rifugiati al fine di individuare medici disponibili e facilitarne l’accesso a test online per la selezione. Il Consiglio d’Europa e l’UNHCR stanno già lavorando coi partner dei Centri nazionali di riconoscimento delle qualifiche per individuare rifugiati qualificati in ambito sanitario e valutarne competenze e credenziali mediante il programma menzionato.

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Coronavirus e risposta ospedaliera nella Capitale e in ambito regionale

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2020

Roma “Il modello di risposta ospedaliera della citta’ metropolitana e dei capoluoghi di provincia finora ha retto in modo egregio, i dati ci danno ragione. Non c’e’ stato alcun rifiuto e alcuna incapacita’ di gestire situazione di criticita’. Ora, pero’, e’ importante non smantellarlo perche’ sono certo che questa epidemia ci accompagnera’ per tutto l’autunno e l’inverno prossimo, fino a che non ci sara’ un vaccino in grado di debellare il virus”. Lo ha detto il direttore generale dell’azienda ospedaliera Sant’Andrea di Roma, in un colloquio Skype con l’agenzia Dire. La struttura del quadrante a Nord della Capitale e’ un Hub della terza fase di gestione dell’emergenza Covid-19 messa in campo dalla Regione Lazio. Dispone di 50 posti letto covid e 32 posti di terapia intensiva. “E’ una delle dotazioni piu’ cospicue di tutta la rete romana”, ha sottolineato Marcolongo, ricordando che “fin dall’inizio il Sant’Andrea e’ stato interessato come ospedale Covid di riferimento. All’inizio abbiamo attivato un pre-triage con 8 tende esterne e abbiamo cercato di svuotare il Pronto soccorso, che e’ stato poi destinato ai pazienti covid. E’ stata un’operazione non facile, che ha richiesto una grande attenzione e disponibilita’ professionale”.
Inoltre “sono stati differenziati i percorsi per i pazienti chirugici – ha continuato Marcolongo – e abbiamo dedicato 22 posti letto all’area pneumologica, per i pazienti che hanno bisogno di riabilitazione o dopo lo svezzamento della terapia intensiva. Infine, abbiamo attivato subito un laboratorio per i test e nell’ultima settimana e’ stata ampliata la capacita’ dell’offerta, rendendo piu’ efficiente individuare i portatori sani, che si trovano anche tra gli operatori e non solo tra i cittadini”. Il direttore generale si dice “certo” che l’emergenza proseguira’ per tutto l’anno, almeno finche’ non sara’ pronto un vaccino. Per questo “e’ fondamentale far convivere nelle nostre organizzazioni ospedaliere i percorsi Covid e non Covid, perche’ i pazienti ci saranno ancora. Se la copertura e’ circa del 10 per cento della popolazione, non e’ che il virus sparisce all’improvviso. Non bisogna quindi smantellare le strutture costruite, ma magari ridimensionarle. Anche lo sviluppo delle app, con la possibilita’ per i medici di seguire i pazienti a domicilio, e’ fondamentale per ridurre l’impatto sulla rete ospedaliera”.
Marcolongo e’ infine scettico sull’opportunita’ di estendere il test a tutti i residenti del Lazio. “Quale test? La procedura del tampone e’ piuttosto laboriosa, richiede circa 6 ore, e anche i metodi rapidi non hanno portato successo. Piuttosto credo che i test seriologici, nonostante i dubbi, siano uno strumento efficace. E’ importante identificare chi e’ gia’ guarito, chi non lo e’, e chi e’ in dubbio. Non a caso anche altre Regioni lo hanno gia preso. Posso dire che anche noi l’abbiamo gia’ preso. Abbiamo fatto il tampone a tutto il personale e lo monitoriamo con la sierologia. A dimostrazione che lo abbiamo gia’ acquisito come metodo di monitoraggio permanente”. (Fonte agenzia Dire)

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L’Europa ancora divisa sulla risposta alla crisi

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Commento a cura di Michele Morra, Portfolio Manager Moneyfarm. Si è concluso con un nulla di fatto l’ultimo Consiglio Europeo della scorsa settimana chiamato a discutere di misure nelle prossime settimane. L’incontro tra i capi di governo, che viene descritto come drammatico e intenso, ha manifestato le divisioni interne al blocco e si è concluso senza nessuna novità sostanziale. I leader si sono divisi sia sugli strumenti di mutualizzazione del debito, sia sull’utilizzo del fondo di stabilità. Al Consiglio di venerdì è seguita una coda di polemiche a mezzo stampa che hanno riguardato i vertici UE e alcuni capi di Governo, un dibattito a distanza in cui si è detto tutto e il contrario di tutto e che ha avuto il solo effetto di aumentare la confusione. Il tutto accadeva mentre il Congresso degli Stati Uniti approvava a tempo di record nel fine settimana una misura di politica fiscale di proporzioni mai viste. Il grosso delle risposte alla crisi sono dunque, per adesso, demandate ai singoli stati. L’Unione Europea non è riuscita nell’immediato a produrre una risposta coordinata a livello di blocco, rimandando ogni decisione alle prossime settimane, a fronte delle azioni decise che sono state prese dalla Cina, dagli Stati Uniti e dal Regno Unito. Quale sarà la risposta dell’Europa alla crisi? Nell’attuale contesto politico, la politica fiscale (ovvero i Governi) è chiamata a intervenire in un processo che si articola in diversi fasi:
Fase 1: Emergenza
Fase 2: Stimolo per ripartire
Fase 3: Sostegno agli asset finanziari e ai settori che eventualmente ne avranno bisogno
Fase 4: Ristrutturazione dei debiti pubblici per garantire stabilità dell’Euro (più nel medio termine, con modalità ancora da definire).
La risposta dell’Europa, fino a questo momento è stata confusa. Per quanto riguarda la gestione dell’emergenza nell’immediato, oltre a misure di portata limitata da parte delle istituzioni Ue, ci sono voluti giorni per sancire la fine del patto di stabilità. Una volta sospeso, gli stati sono intervenuti come hanno potuto, mettendo sul tavolo dotazioni diverse. Si è creata una netta divisione tra governi che sono intervenuti in maniera più massiccia per sostenere l’economia durante la crisi e governi che invece hanno dovuto guardare al portafoglio, non avendo la garanzia di poter poi mobilitare abbastanza risorse durante la fase della ripresa. Questo ritardo potrebbe star già creando dei danni evitabili alle filiere. A causa della frammentazione dei sistemi di welfare si fa anche fatica a misurare l’efficacia delle misure che sono state messe in piedi in questa fase, dove l’economia resta congelata.Guardando oltre, per far fronte a una crisi senza precedenti sarà necessario che le misure fiscali, possibilmente coordinate, centrino la fase due, la fase tre (con la probabilità di una crisi finanziaria che cresce) e anche la fase quattro, per trovare un equilibrio equo e sostenibile per risolvere finalmente tutti i problemi di governance e divergenza economica che sono restati nascosti sotto il tappeto negli ultimi anni.
Vale la pena sottolineare che le misure poste in essere dalle banche centrali non hanno calmato i mercati negli scorsi mesi, ma a seguito dell’annuncio del patto fiscale hanno registrato un incremento di più del 15% in 3 giorni. Ciò vuol dire che in questo momento i mercati guardano più alle misure fiscali che a quelle monetarie.Abbiamo visto che i limiti del QE agli acquisti di bond sono stati rilassati, permettendo di conseguenza alla Bce di acquistare asset con maggiore scadenza e un numero maggiore di bond a livello di singolo paese, ma la politica monetaria non basta. Sono necessarie misure di politica fiscale che lavorino insieme alle misure di politica monetaria: la reazione dei mercati alle dichiarazioni di Christine Lagarde mostra che in questo momento l’Eurozona è particolarmente sotto osservazione. Se guardiamo agli USA, oltre al taglio dei tassi annunciato dalla Fed e al rinnovato quantitative easing, il Congresso ha approvato un piano di 2 trilioni di dollari, pari a circa il 10% del Pil americano. La misura è ancor più rilevante dello stimolo messo in atto nel febbraio 2009.
Al netto dei limiti di natura politica, il piano dell’Eurogruppo di offrire linee di credito tramite il Mes fino al 2% del Pil agli stati che lo richiedono potrebbe essere un supporto non sufficiente. Anche rimuovendo il tetto del 2%, i 410 miliardi di Euro del Mes (circa il 3.4% del Pil Europeo) sarebbero comunque insufficienti. Storicamente molte crisi sono state un punto di svolta per l’assetto politico e sociale degli stati che le hanno subite. Il COVID-19 è una minaccia alla salute delle persone e al benessere economico e come molte crisi pone di fronte a decisioni potenzialmente rivoluzionarie. Le crisi comportano un’amplificazione degli effetti e una catalizzazione dei processi in essere. La risposta Europea alla fase due del Coronavirus potrebbe essere binaria e portare a un potenziamento del sistema sanitario, politico ed economico. Rivoluzionare in questo contesto potrebbe significare una unificazione della politica fiscale e un riassetto della governance, alla maggiore centralizzazione degli interessi e a una leadership di conseguenza più efficace. Nello scenario opposto, invece, affrontare la crisi in mancanza di solidarietà e di leadership potrebbe portare all’involuzione di un progetto paralizzato dalle proprie contraddizioni. (in sintesi)

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Coronavirus, la risposta dell’Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

La Commissione europea mette in campo tutta una serie di iniziative per affrontare la crisi economica e sanitaria legata alla diffusione del coronavirus. L’UE si avvarrà di tutti gli strumenti a sua disposizione per attenuare le conseguenze della pandemia. In particolare si impegnerà per:
– Assicurare le forniture necessarie ai nostri sistemi sanitari.
– Difendere i posti di lavoro.
– Dare un sostegno alle imprese e assicurare che la liquidità del nostro settore finanziario possa continuare a sostenere l’economia.
– Consentire la piena flessibilità offerta nel quadro della disciplina degli aiuti di Stato e del patto di stabilità e crescita.
– Finanziare ricerca scientifica di emergenza per vaccini e terapie.

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Diabete: risposta europea

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

Milano, “Agire oggi, per cambiare il domani” è non solo uno slogan ma, in estrema sintesi, il messaggio che emerge dalla Copenhagen Roadmap, il documento elaborato al recente European Diabetes Leadership Forum, promosso il 25 e 26 aprile nella capitale danese dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e dall’Associazione Danese per il Diabete, con il Patronato della Presidenza Danese del Consiglio dell’Unione Europea e il contributo non condizionato di Novo Nordisk. Nella sua stesura definitiva la Copenhagen Roadmap sarà pubblicata il prossimo 4 giugno, ma le sue linee principali sono state anticipate oggi a Milano, nel corso di un incontro organizzato dall’Italian Diabetes Barometer Observatory. “Prevenzione, diagnosi precoce e miglioramento delle cure e dell’assistenza sono i tre capisaldi sui quali si basa la strategia individuata dai partecipanti – medici, rappresentanti delle associazioni pazienti, politici, Istituzioni europee e dei Paesi membri della UE – a questo importante summit continentale per affrontare la sfida che il diabete pone all’Europa”, dice Marco Comaschi, diabetologo, membro della Commissione ministeriale per il piano nazionale diabete. Che di vera e propria sfida si tratti, lo dimostrano alcuni semplici numeri. Secondo l’International Diabetes Federation (IDF) sono 35 milioni le persone con diabete in Europa (oltre 3 milioni in Italia) oggi. È colpito dalla malattia il 5,8% della popolazione continentale.
“Uno dei dati più preoccupanti, tuttavia, è il numero di persone che si trovano in condizione di ridotta tolleranza al glucosio (IGT, impaired glucose tolerance)”, aggiunge Antonio Nicolucci, Coordinatore Data Analysis Board dell’Italian Barometer Diabetes Observatory. “La ridotta tolleranza al glucosio è una sorta di stato di pre-diabete, un importante fattore di rischio che presuppone un’evoluzione verso la malattia, ma che fortunatamente è ancora reversibile; è possibile tornare indietro modificando il proprio stile di vita”, spiega Comaschi. “Sempre secondo l’IDF – prosegue Nicolucci – 42 milioni di persone, la popolazione di uno stato come la Polonia, soffrono di IGT e questo numero cresce di circa 350.000 unità l’anno. Inoltre, l’Europa invecchia: nel 2002 i maschi europei avevano un’aspettativa di vita di 80,9 anni e le donne di 84,5, nel 2008 questi valori sono saliti rispettivamente a 82,2 e 85,7 e crescono costantemente. Ciò significa che il diabete peserà sempre di più sui sistemi sanitari.”
Oltre alla prevenzione, la diagnosi precoce è altrettanto fondamentale. “La diagnosi tempestiva e l’intervento rapido con le cure più adeguate evitano l’insorgere di gravi complicazioni collegate al diabete, innanzitutto quelle cardiovascolari. La Copenhagen Roadmap sollecita un chiaro orientamento delle cure primarie verso una medicina di iniziativa, che permetta attraverso lo screening delle categorie a rischio l’identificazione precoce delle persone con diabete”, conclude Comaschi. Infine, la cura e l’assistenza: “Le persone con diabete meglio controllate vivono meglio e consumano meno risorse del sistema sanitario”, dice ancora Nicolucci. “Lo sviluppo di un sistema che veda la persona con diabete al centro, e che provveda a creare un modello di cura che integri e metta in rete le diverse figure del medico specialista e di famiglia, che identifichi indicatori di processo e di risultato e che misuri e valuti le performance e la qualità dell’assistenza prestata, è stato fortemente sollecitato e rappresenta una forte raccomandazione della Copenhagen Roadmap”, sottolinea la Sen. Emanuela Baio, Presidente comitato nazionale per la difesa dei diritti della persona con diabete. “Devo confessare che sentire descrivere come aspirazione europea un modello che in Italia è già largamente applicato mi ha fatto abbastanza piacere”, conclude.

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CrediFriuli risponde alla crisi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 ottobre 2011

Udine, Italy Photo' by Wikityke.

Image via Wikipedia

Udine. Cresce del 2,19 per cento la raccolta di CrediFriuli al 30 settembre, rispetto a un anno fa. Il totale supera i 628 milioni di euro con i prestiti obbligazionari che segnano un +5,5 per cento e i conti correnti che crescono del 3,72 per cento. Sul fronte degli impieghi, la cifra arriva a 538 milioni di euro, con un aumento complessivo di 46 milioni di euro (pari al 9,26 per cento) rispetto al settembre del 2010. In tale comparto si segnala la marcata performance dei fidi in conto corrente che crescono di oltre il 21 per cento e dei conti salvo buon fine che segnano in +24,5 per cento, sempre su base annua. «Sono dati da leggere positivamente – afferma Luciano Sartoretti, presidente di CrediFriuli – che ci stimolano a credere nel futuro e nei nostri soci e clienti. Non vogliamo venir meno, nemmeno in questo momento di grande difficoltà, alla nostra missione che è quella di affiancarli nella quotidianità e nella crescita». Una fiducia che si estrinseca pure nella prossima apertura dello sportello presso il Parco Nord di Udine e nella creazione di nuovi servizi. «E’ operativo da alcuni giorni – spiega Gilberto Noacco, direttore di CrediFriuli – il nuovo servizio di “Consulenza Avanzata”. Un progetto a cui teniamo molto e che abbiamo realizzato tra i primi in Fvg. Allo scopo, sono stati specificatamente formati una quarantina di collaboratori che sono a disposizione dei clienti delle nostre 33 filiali per fornire le informazioni necessarie alla gestione dei patrimoni, anche non cospicui, con la logica del “portafoglio-modello personalizzato”. Adottando un rapporto proattivo – conclude Noacco – tra le 14 asset class selezionate siamo in grado di studiare e proporre dei modelli personalizzati di investimento sempre con le caratteristiche che ci contraddistinguono: sicurezza dell’investimento, tutela del patrimonio e consapevolezza delle scelte di risparmio».

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Lettere immorali

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

Lettera al direttore. La maggior parte dei quotidiani non pubblica lettere contrarie alla propria linea politica, salvo che il direttore non se ne voglia servire per dire la sua. Vana è la speranza, in tal caso, della pubblicazione di una replica da parte del lettore. Diversi quotidiani, però, pubblicano con facilità lettere il cui contenuto è  contrario alla morale. E se qualcuno protesta,  la risposta (magari privata) da parte del giornale è che la rubrica è uno specchio della società,  che c’è libertà d’opinione, e via di seguito. Ma è lecito pubblicare cose indegne senza neppure un rigo di disapprovazione? Non c’è il rischio che i lettori pensino che quella sia “la linea morale” del quotidiano, così come avviene per le lettere di contenuto politico? Un esempio recentissimo (13 settembre). Un noto quotidiano pubblica una lettera riguardo alla donna iraniana che rischia la lapidazione, con la seguente conclusione: “Giornali e telegiornali per settimane sono stati impegnati a crocifiggere la pur biblica lapidazione, dimenticando che ogni civiltà ha diritto a sanzionare i reati come più gli aggrada”. Come dire: “Ogni popolo ha diritto di torturare e uccidere chi ritiene colpevoli, come più gli aggrada”; o peggio: “Ogni dittatore ha diritto di compiere le nefandezze che vuole”. E poi: quel “pur biblica”, che cosa c’entra mai? Si ha maggiore diritto a praticare la tortura qualora sia biblica? (Attlio Doni Genova)

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Mario Calabresi e la risposta tardiva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 settembre 2010

Lettera al direttore. Trascrivo un passo della risposta che Mario Calabresi oggi (7 settembre) dà ad un lettore:  “Ho pubblicato la sua lettera perché mi trova in totale disaccordo, così come quella pubblicata pochi giorni fa in cui un lettore sosteneva che le donne che vengono picchiate o ridotte in fin di vita da un marito musulmano se lo meritano perché se lo sono cercate. Mi chiedo da giorni dove stiamo andando…”.  Si dà il caso però che solo dopo le mie reiterate proteste (Liberazione 4 settembre), il direttore de La Stampa ci dice che su quell’indegna pubblicata giorni fa era in totale disaccordo. Il direttore deve sapere che se si pubblica su un giornale autorevole una lettera (la prima nella pagina della rubrica) senza un rigo di commento, sia l’autore del capolavoro, sia i lettori meno avveduti, sono portati a credere che il contenuto della missiva sia giusto. E considerato il periodo in cui giornali e tv, nonché uomini politici, fanno passare per giusto ciò che è ingiusto, per lecito ciò che è illecito, non sarebbe opportuna maggiore cautela? (Miriam Della Croce)

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Sindaci onesti

Posted by fidest press agency su martedì, 7 settembre 2010

Lettera al direttore. Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, nel Salernitano, sembra sia stato ucciso a causa della sua onestà, del suo amore per la sua terra, e perché si batteva contro l’illegalità. La camorra regala proiettili in quantità ai sindaci onesti. Come mai però non li elimina tutti i sindaci onesti dei paesi e delle cittadine del meridione, ovviamente non protetti come quelli delle grandi città? La risposta logica ed amara dovrebbe essere che tutti gli altri sindaci, non dico siano disonesti, però sicuramente non combattono l’illegalità, e non si mettono apertamente contro mafia, ‘ndrangheta e camorra. (Attilio Doni)

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Risposta del ministro Brunetta a Bersani

Posted by fidest press agency su sabato, 7 agosto 2010

“Ancora una volta Bersani si è dimostrato gratuitamente volgare e violento. Prima di dare fiato alle sue esternazioni dovrebbe imparare a vincere le elezioni e, soltanto dopo, dare dimostrazione che è in grado di governare. Ma questo, ancora una volta, sottolinea come i comunisti perdono il pelo ma non il vizio di voler arpionare il potere con squallidi giochetti di Palazzo, senza percorrere la strada democratica. Vecchio vizio da vero comunista d’antan. La migliore risposta al povero Bersani viene direttamente dai dati economici del Paese. Il tasso di disoccupazione si è assestato all’8,5 per cento a giugno in riduzione rispetto al mese precedente; il fatturato e gli ordinativi dell’industria hanno registrato dati da record nel mese di maggio 2010 su 2009 (rispettivamente +12,5% e + 26,6%); importanti segnali di ripresa giungono anche dal commercio estero, nel mese di maggio le esportazioni sono cresciute del 17% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Infine, è boom della produzione: a giugno è cresciuta su base annua dell’8,2%, il miglior risultato dal dicembre del 2000. La ripresa dunque si consolida e lascia ben sperare per volumi del prodotto lordo anche superiori alle attese. Appurato tutto questo, Bersani rimane libero di tentare il suo golpino, o auspicarlo se non è in grado di compierlo in prima persona. Ma sappia che le famiglie e le imprese italiane hanno bisogno e vogliono crescita e stabilità. Non le avventure estemporanee di Bersani, Di Pietro e di tutta di quell’accozzaglia che gode perché “c’avemo ‘na banca”. Non s’illuda Bersani: quando il governo Berlusconi prende un impegno lo porta sempre a termine. Ne tenga conto. Se avesse bisogno di qualche lezione siamo disposti a dargliela dalla mattina alla sera.

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Decreto intercettazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2010

La Federazione Nazionale RdB sostiene la battaglia della Federazione Nazionale della Stampa contro il Ddl Intercettazioni, provvedimento che avrebbe come sicuro effetto quello di erodere ulteriormente il diritto dei cittadini ad essere informati, sottraendo strumenti indispensabili al pieno esercizio della democrazia nel nostro Paese. La pesante limitazione dell’operato della magistratura, il carcere per chi rende noto il contenuto delle intercettazioni e le onerose pene pecuniarie per gli editori che le pubblicano appaiono misure gravemente censorie e spropositate, di certo non prioritarie in una fase di grave crisi economica: per migliaia di lavoratori, disoccupati, precari, cassaintegrati e pensionati sono ben altre le urgenze a cui andrebbe data risposta.

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Lavori caserma vigili del fuoco di Siena

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2010

Un intervento in Aula per sollecitare una risposta da parte del governo sulla ripresa dei lavori per la realizzazione della nuova caserma dei Vigili del Fuoco di Siena. E’ quello effettuato nei giorni scorsi dal parlamentare del Partito democratico, Franco Ceccuzzi per chiedere spiegazioni sul cantiere aperto dal 1999.  “Lo scorso ottobre – ha detto Ceccuzzi – ho presentato un’interrogazione sui lavori per la nuova caserma in località Ruffolo. Dopo undici anni di lavori e di interruzioni, i Vigili del Fuoco di Siena sono ancora costretti ad operare in condizioni di estremo disagio, in una sede assolutamente inadeguata, che, per ragioni di doverosa economicità, non è stata ammodernata perché sembrava di imminente dismissione. Il problema molto grave è che l’imminenza dura da undici anni”.  “La vicenda della nuova  caserma dei Vigili del Fuoco di Siena – ha aggiunto Ceccuzzi – è una pagina nera nella storia dei lavori pubblici italiani. Un caso, purtroppo, non isolato, sul quale ha influito un sistema assolutamente inefficiente e sulle cui illegalità e illegittimità sta indagando la Procura della Repubblica di Firenze. Ho ritenuto doveroso riproporre formalmente la questione al governo, perché il Provveditorato alle Opere pubbliche della Toscana e dell’Umbria non ha rispettato l’impegno assunto per far ripartire i lavori entro la fine del 2009. Ora il Provveditorato è senza guida, per effetto dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Firenze sugli appalti per le grandi opere, tra cui quelle per il G8, e solo il governo è in grado di pronunciarsi sugli sviluppi di una vicenda, come quella senese, che rischia di prolungarsi ulteriormente, cosa che vogliamo assolutamente evitare”.

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False notizie

Posted by fidest press agency su sabato, 23 gennaio 2010

Lettera al direttore. Caro direttore, è vera la notizia che il Cavaliere, fondatore del partito dell’amore, quando sono accaduti i fatti gravi di Rosarno, aveva manifestato l’intenzione d’inviare casette di legno prefabbricate al posto dei tuguri dove vivevano gli extracomunitari? E che non ha fatto in tempo, giacché Maroni l’ha battuto sul tempo e li ha cacciati? Ed è vero che il Capo dello Stato ha inviato alla famiglia di Stefano Cucchi una lettera, dove si parla di durezza senza uguali sul povero giovane? (Francesca Ribeiro) (n.r. questa volta siamo stati chiamati direttamente in causa per dare una risposta. I giornalisti, si sa, vivono di impressioni. E l’impressione, in questo caso, potrebbe essere quella che più ci avvicina alla ricerca della notizia vera, e non della solita bufala. Prima di tutto il cavaliere non può essere il fondatore del Partito dell’amore poiché questo partito esiste da anni e i loro responsabili hanno già protestato per l’uso improprio che ne è stato fatto. Che Berlusconi abbia pensato alle casette di legno per gli immigrati potrebbe anche essere possibile. Dopo tutto è sempre meglio che dormire all’aperto e al freddo. Per ultimo non ci risulta che il Presidente abbia inviato ai familiari di Cucchi una lettera. Se lo ha fatto e come si sia espresso credo che si tratti di una corrispondenza privata e che pur trovandoci in un paese dove i “segreti” sono quelli di pulcinella, dovrebbe restare tale).

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Lauree abilitanti ottima risposta al precariato

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2010

“Vogliamo che l’istituzione delle lauree abilitanti siano attivabili per tutti gli Atenei” fanno sapere in una nota Giovanni Donzelli, Presidente Nazionale di Azione Universitaria, e Andrea Volpi Capogruppo al CNSU ( Consiglio Nazionale Studenti Universitari) del Centro- Destra “Non sappiamo – aggiungono Volpi e Donzelli – se il progetto annunciato dal Rettore Frati e dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’ Università la Sapienza di Roma riguardante le lauree abilitanti sia stato discusso con il Ministro Gelmini e se sia già pronto per una sperimentazione, ma lo riteniamo  necessario per ammodernare  un percorso di studi come quello di Giurisprudenza agli standard presenti negli altri Paesi europei, passo fondamentale per agevolare  il laureato nell’accesso al mondo del lavoro e ridurre il precariato. Nel mondo forense tale innovazione risulterebbe inutile se il processo fosse delegato alla promozione e alla gestione dei singoli Atenei escludendo l’opportunità di guidare tale riforma con un processo guidato dal MIUR.” “Sul progetto delle lauree abilitanti abbiamo già avuto occasione di riscontrare il parere favorevole del Ministro Gelmini per questo ci aspettiamo di veder approvato tale progetto in tempi brevi e per tutti gli atenei” concludono i leader del centrodestra universitario.

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Un grande sì alla vita

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2009

Busto Arsizio (Va) 27 settembre a Palazzo Marliani-Cicogna mostra “Un grande sì alla vita – Dallo stupore all’accoglienza della vita: la dignità della persona umana fin dal concepimento”, organizzata dal Centro di Aiuto alla Vita (Cav) di Busto Arsizio in occasione del ventennale di fondazione. L’esposizione, che è stata sponsorizzata anche dalla Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate e che resterà allestita fino al 18 ottobre, nasce dall’esperienza maturata da Giovanni Rimoldi durante i corsi di bioetica tenuti al liceo scientifico “Arturo Tosi” di Busto Arsizio. Docente di Storia e Filosofia al liceo bustocco e principale curatore della mostra, Rimoldi ha voluto fornire uno strumento di riflessione per il mondo moderno, offrendo «una risposta ad alcune delle tante domande di bioetica che i giovani, e non solo, si pongono sui grandi problemi della vita», spiegano gli organizzatori del Cav decanale. Un intento educativo confermato dalla pubblicazione del libro-catalogo “Un grande sì alla vita – 28 quadri di bioetica” (Editrice Ares) collegato alla mostra. Composta da 28 pannelli, l’esposizione affronta questioni filosofiche, sviscera il rapporto tra fede e scienza e attualizza il dibattito su questioni come il rispetto della persona fin dal suo concepimento e l’utilizzo degli embrioni. E ancora, la fecondazione assistita e l’eugenetica per arrivare all’analisi sia di quella che viene chiamata “emergenza educativa”, sia del ruolo della famiglia. Il tutto, attraverso i venti anni di attività del Cav. «Parliamo di temi di grande attualità, come la prima fase della vita umana, ovvero dal concepimento alla nascita, che il Cav ha voluto analizzare raccogliendo contributi dalla scienza e dalla filosofia, tenendo sempre presenti quelli che sono i valori», spiega il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Lidio Clementi. «Parliamo degli stessi valori alla base dell’azione della Bcc, dalla sua fondazione, oltre 110 anni, fino all’affermazione di banca locale in sostegno delle famiglie e delle imprese del territorio».

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Le dimissioni di Dino Boffi

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2009

Il direttore del quotidiano cattolico “L’Avvenire” si è dimesso. Questa decisione era nell’aria dopo le reiterate “rivelazioni” pubblicate fin dal 28 agosto scorso su “Il Giornale” di Feltri. Il fatto è noto e lo abbiamo già ampiamente trattato nei nostri precedenti servizi. In sintesi possiamo dire che è stata riesumata una sentenza del 2004 nella quale Boffi è stato condannato a una pena pecuniaria per “molestie”. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’allusione alle sue “tendenze sessuali” di cui, però, non si fa riferimento nel dispositivo della sentenza. Data la posizione dell’Avvenire, e della sua proprietà che è la Conferenza Episcopale Italiana, la questione ha subito mostrato la sua gravità con il coinvolgimento della stessa Santa sede. Taluni politici hanno subito associato le accuse a Boffi de “Il Giornale” come una indiretta risposta all’iniziativa del quotidiano cattolico nel rilanciare le notizie che hanno riguardato le presunte prestazioni extraconiugali del Presidente del Consiglio. Come dire “tu parli di me e io sparlo di te”.

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Gay, Iervolino: “Un Marrazzo piccolo piccolo…”

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2009

Dichiarazione di Massimiliano Iervolino membro della Direzione nazionale di Radicali Italiani: “Leggo la dichiarazione del Presidente Marrazzo e non ci trovo veramente nulla di politico. Oltre alla solita e scontata solidarietà nulla di più. Si chiede a lui di dare un segnale forte facendo calendarizzare ed approvare la legge sulle coppie di fatto in Regione Lazio. L’omofobia e le discriminazioni non si risolvono solo mettendo in sicurezza la Gay Street. Ci sono persone omosessuali che sono stanche di essere discriminate e vivere senza diritti. Il Governatore ha la possibilità di dare una risposta politica a questi continui atti di intolleranza legiferando sulle Unioni Civili. Su questo, nei cassetti della Regione Lazio, esistono due proposte di legge, una a firma dell’Assessore Nieri e l’altra a firma dell’On. Robilotta. E’ arrivata l’ora di calendarizzare urgentemente questi due testi, altrimenti quale migliore risposta politica può dare il centro sinistra laziale a questo attacco omofobico? Dal sindaco Alemanno “pellegrino” (a sue spese!) non possiamo aspettarci nulla, in fondo ancora deve comprendere la laicità francese, oltre a quella europea

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L’ideale storico concreto di Maritain

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2009

Siamo usciti dalle guerre e dalle dittature del XX secolo senza riuscire a realizzare in modo compiuto un ideale storico concreto di origine cristiana.  Oggi resta la sfida di come rendere efficaci le decisioni e come riarticolare il rapporto fra potere, autorità e consenso da un lato e, dall’altro, conciliare il problema dell’identità etniche, valoriale e religiose. Per esempio diventa centrale il problema del rapporto tra mercato e comunità, che è un tema molto importante. Se lo regolassimo in maniera sbagliata le conseguenze sarebbero molto forti. Lo stesso dicasi sul tema dell’ordine internazionale. A questo punto ci chiediamo quali potrebbero essere le condizioni da fissare tra la cultura progettuale ed ideale storico concreto? Senza dubbio la risposta ci richiamerebbe ad una cultura sapienziale. Da essa possono discendere due aspetti fondamentali. Il primo è quello di riuscire a sviluppare  anche un dialogo etico con le professioni, con chi sta in finanza, chi investe. Il secondo  è nel riprendere il dialogo con la scienza sociale, con la capacità di ascolto e di analisi che ci dica le conseguenze di quanto facciamo anche riconfrontandoci con scienziati sociali di ispirazione cristiana che possono avere maggiore attenzione a queste dimensioni. Il tema di fondo è quello sul come l’identità cattolica possa produrre progetti sociali e politici, declinabili in vario modo, ma che abbiano una valenza razionale, ampia anche per il Paese e non solo per chi condivide la stessa fede. E con ciò siamo, in pari tempo, consapevoli del grande sforzo che occorre compiere. (estratto da un saggio di Riccardo Alfonso per i Centri studi Fidest)

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