Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘risposte’

Bene l’avvio del Governo Conte, ora servono nuove risposte per salvare la scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

Anief dà il suo benvenuto al nuovo esecutivo, a quasi tre mesi dalle elezioni che il 4 marzo scorso portarono alla composizione del nuovo Parlamento italiano. È bene, ora, che la maggioranza si impegni con celerità per salvare la scuola dal baratro, iniziando l’opera con la cancellazione del precariato, riaprendo le GaE e assumendo tutti i precari sui 100mila posti vacanti. Da apprezzare, c’è anche la volontà di modificare la Legge Fornero, introducendo quota 100, sempre a patto che quelle della scuola vengano considerate professioni usuranti: a questo proposito, è sempre bene ricordare che si tratterebbe di una norma che riavvicina l’Italia all’Europa, dove l’età media pensionabile è 63 anni, ad iniziare dagli insegnanti.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Chiediamo di mantenere fede ad alcuni degli obiettivi sulla scuola espressi durante la campagna elettorale e ribaditi nel contratto di governo sottoscritti qualche settimana fa. Ci sono delle parti che se attuate libererebbero la scuola da pesanti fardelli che rischiano di compromettere l’avvio del prossimo anno. Riaprire le GaE, con un decreto d’urgenza, supererebbe la discussa sentenza del Consiglio di Stato che ha messo alla porta oltre 60mila maestri con diploma magistrale. Ma significherebbe anche salvare dal precariato sine die altre decine di migliaia di precari abilitati con i corsi di Scienze della formazione primaria e altre modalità, puree tutti gli abilitati della scuola secondaria. Visto che il nuovo governo ha previsto pure un Ministro dell’Inclusione, mai come ora è giunto il momento di immettere in ruolo i 45mila docenti di sostegno. Dal governo ci aspettiamo che porti anche avanti la volontà di cancellare la chiamata diretta e l’alternanza scuola-lavoro. Ma pure la prevenzione contro il bullismo e l’introduzione dello sport nella primaria, attraverso il laureato in scienze motorie nell’organico di ruolo. Bene pure la volontà espressa di cancellare le classi ‘pollaio’: migliorerebbe le condizioni di apprendimento degli alunni e anche di lavoro dei docenti, oltre a garantire la sicurezza. Viene da sé che anche gli organici del personale subiranno degli incrementi. Sarà un motivo in più per assumere tutti i precari abilitati, ma pure gli Ata con oltre 24 mesi, come ribadito proprio in queste ore dal Parlamento europeo attraverso una risoluzione rivolta a tutti gli Stati membri ma soprattutto in Italia.

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Gender e leadership

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2015

opportunita-lavoroSul lavoro ci sono capacità o talenti che rendono una donna migliore (o peggiore) di un collega maschio? Tra i due generi, quale sa farsi valere di più al timone di un’azienda? “È bene mettere subito le cose in chiaro: non esiste una risposta a queste domande. Si potrebbe parlare per ore senza giungere a una conclusione” – afferma Sofia Cortesi, Finance Director di Hays, uno dei gruppi leader a livello globale nel recruitment specializzato. “Le questioni di genere sul posto di lavoro sono una materia di discussione che è stata esplorata da numerose angolazioni, ma se si cerca di stabilire a chi debba essere assegnata la palma del migliore si rischia di generalizzare, cadendo in stereotipi molto spesso infondati e inconcludenti”. Quello che si può fare, invece, è sentire i professionisti per capire se per loro, ha ancora importanza rispondere ad un capo in tailleur o un manager in giacca e cravatta.
Secondo quanto emerge, per esempio, da una ricerca della società Gallup condotta lo scorso anno negli Stati Uniti su un campione di 1.000 lavoratori*, ipotizzando di iniziare un nuovo impiego, il 26% degli intervistati (vs 39% delle intervistate) preferirebbe interfacciarsi con un capo maschio, mentre solo il 14% degli uomini (vs 25% del campione femminile) vorrebbe avere un boss in gonnella. “Ancora oggi, almeno in America, i professionisti sembrano sentirsi più a loro agio se al comando c’è un uomo – continua Cortesi –. La ragione può essere di natura psicologica. Una donna è spesso vissuta come una persona ‘lunatica’, esigente ed impulsiva e questo può generare ansia da prestazione nei propri collaboratori. L’uomo, al contrario, è considerato più stabile, diretto e pragmatico”.
Anche chi ha già un’occupazione preferirebbe riportare ad un capo uomo. Sempre secondo il sondaggio condotto da Gallup, tra coloro che già lavorano per un uomo, il 41% afferma di preferirlo ad una donna (15%). Seppure con uno scarto decisamente minore, lo scenario è simile anche tra coloro che al momento rispondono ad una donna: il 33% di loro preferirebbe cambiare ed interfacciarsi con superiore maschio, mentre il 27% vorrebbe continuare a lavorare con una donna come boss.
“In generale avere un rapporto equilibrato con il proprio responsabile in un ambiente complesso come quello lavorativo non è mai facile – conclude Cortesi -. Il carattere e la competenza del superiore sono sicuramente imprescindibili per creare una collaborazione proficua, ma a volte un’esasperazione delle caratteristiche e degli stereotipi di genere possono creare delle barriere invalicabili. Non va, infatti, dimenticato che la diversità è un valore fondamentale e solo con l’equilibrio tra genere maschile e femminile si riescono a raggiungere i migliori traguardi”.

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Più rischi per chi non sa consultare il bugiardino

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2012

La difficoltà a comprendere il bugiardino dei farmaci, a causa di una bassa alfabetizzazione su temi legati alla salute, si associa a una maggiore mortalità. Lo ha riscontrato uno studio, pubblicato sul British medical journal e condotto presso lo University of College London, che ha coinvolto circa 8mila soggetti adulti di età superiore a 52 anni. I ricercatori hanno valutato il livello di comprensione delle indicazioni d’uso dei medicinali. Il test a cui erano sottoposti i volontari si componeva di quattro domande, una delle quali era «Qual è il numero massimo di giorni in cui si può prendere questo farmaco?». Domande alle quali, comunque, era possibile rispondere consultando il bugiardino. Un terzo degli adulti interpellati ha fornito almeno una risposta sbagliata e uno su otto ha dato due o più risposte sbagliate. Era possibile associare una probabilità maggiore di errore a indicatori socioeconomici, in particolare età avanzata, basso reddito, bassa scolarizzazione e appartenenza a minoranze etniche. Nei quinquennio successivo, è stato monitorato anche il grado di salute dei volontari e nel complesso si sono registrati 621 decessi, con una maggiore percentuale proprio fra i soggetti che avevano fornito più risposte sbagliate: il 16% tra coloro che avevano dato due o più risposte errate contro il 9% tra coloro che avevano risposto in modo giusto. BMJ 2012; 344 (Published 15 March 2012) (fonte farmacista33)

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Appello

Posted by fidest press agency su sabato, 24 dicembre 2011

Castello che veglia sul mare

Image by Marco Crupi Visual Artist via Flickr

E’ un invito a mettere da parte le rispettive specificità e a guardare ad un disegno unitario in politica. Non siamo al cospetto dell’ennesimo movimento politico ma ad un soggetto virtuale che ha il solo scopo di evitare la dispersione del voto attraverso la costituzione di una confederazione di partiti cosiddetti minori su un progetto unico per imprimere una svolta radicale al sistema paese oggi ibernato su partiti che non riescono a dare le giuste risposte alle attese degli italiani. Nel suo genere è un movimento rivoluzionario in quanto si prefigge, attraverso il voto consapevole, di mettere in minoranza partiti come il Pd, il Pdl e il Terzo Polo con il risultato di fare piazza pulita della loro classe dirigente.
Il programma è semplice e condivisibile. Intende incentrarsi su due fondamentali diritti: quello alla vita e a vivere. Entrambi sono inscindibili. Non si può infatti garantire la vita senza tutelare, al tempo stesso, il nuovo venuto, assicurandogli, a tutto tondo, l’assistenza, l’alimentazione, l’istruzione, il lavoro e una vecchiaia serena.
Le risorse ci sono se ben mirate e se si sanno ricuperare gli sprechi e le evasioni. Gli italiani, nella fattispecie, riteniamo siano pronti nel fare la loro parte, se si interfacciano con chi sa fare in modo che nessuno sfugga al proprio dovere sociale, civico e culturale.
Siamo al cospetto di grandi trasformazioni dettate dalla presenza sempre più incisiva delle tecnologie che modificano le nostre abitudini, il nostro rapporto con il mondo che ci circonda e rendono rapidamente obsolete alcune prestazioni e livelli d’istruzione e relazioni lavorative. Spariscono o sono ridimensionati alcuni mestieri e professioni. Alcuni lavori si automatizzano, altri restano manuali ma a determinate condizioni, altri ancora si imboccano con modalità diverse.
Una nazione come l’Italia, che non dispone di proprie risorse energetiche e sottoposta al tiro incrociato di una globalizzazione che rende il lavoro concorrenziale, le produzioni volatili e i trasferimenti di beni finanziari cliccando sul mouse, ha bisogno di presentarsi alla platea internazionale con un suo progetto innovativa che faccia un balzo in avanti efficace verso ciò che il futuro prospetta e che altri meno accorti stentano a pervenirvi in tempi relativamente brevi. E’ questa la vera sfida. Una sfida che fonda il suo successo sull’organizzazione del lavoro, la qualità dell’istruzione, un sistema previdenziale combinato con la tutela del lavoro e un’assistenza che diventa universale nella prevenzione. E i progetti in dettaglio sono già pronti ma la chiave del loro successo è se si affrontano nella loro globalità, considerando le loro inevitabili interazioni. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Questioni carceri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2011

“Niente di concreto ancora sul fronte della questione carceri: la discussione deve andare avanti e servono dei provvedimenti al più presto”. Con queste parole Susanna Cenni, deputata toscana del Pd, commenta il breve incontro con la dottoressa Mariapia Giuffrida, direttrice regionale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, avvenuto nei giorni scorsi. “Resto molto preoccupata – continua Cenni – per la situazione del carcere di Ranza e per la mancanza di risposte sia da parte del ministro della giustizia, sia da parte della direzione nazionale del Dap”. “Sovraffollamento, carenza di personale, situazione idrica pessima: queste sono le condizioni in cui versa l’istituto penitenziario di Ranza. La criticità della situazione – prosegue la deputata toscana – è ben chiara anche alla dottoressa Giuffrida, che ha rappresentato le problematiche presenti ai dirigenti nazionali, impegnandosi a verificare ogni possibilità per affrontare intanto il problema idrico. Nonostante la gentilezza e la disponibilità mostrata dalla direttrice, rimango perplessa e preoccupata riguardo alla concreta possibilità di risolvere la questione, o attutirne la gravità alla luce delle novità annunciate sui costi nell’ultimo consiglio comunale aperto a Sam Gimignano”. La parlamentare senese sostiene che la dottoressa Giuffrida ha confermato la sua assoluta convinzione che Ranza rappresenta una priorità nel quadro delle carceri Toscane, ma la dirigente non è stata comunque in grado di indicare possibili soluzioni, e del resto già sue comunicazioni ufficiali avevano confermato questa opinione. “La situazione del sistema carcerario Italiano – conclude Cenni – sembra oramai piombata in un vicolo cieco e drammatico, in un pozzo di disperazione senza fondo; è di questi giorni anche l’accorato appello dei magistrati sul sistema carcerario, un appello al quale il ministro Alfano, evidentemente occupato nella costruzione del Partito degli Onesti, non ha ancora fornito alcuna risposta. Noi comunque non ci arrendiamo, e soprattutto non lasciamo soli gli agenti ed i lavoratori del carcere e i detenuti che vivono una situazione intollerabile per un Paese civile”.

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Strage Brescia: un presente senza risposte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 novembre 2010

Ci stringiamo solidali ai familiari delle vittime ed ai feriti  della strage di Brescia in questo triste momento in cui la ricerca della verità è stata umiliata. Ancora una strage impunita al termine di un processo che ha assolto tutti.  Nessun colpevole per la strage di piazza della Loggia, a Brescia, dove il 28 maggio 1974 morirono otto persone e oltre cento rimasero ferite. Tutto ciò è incivile e vergognoso  Ricordiamo che in Italia, dal dopoguerra ad oggi, vi sono state 14 stragi con un numero spaventoso di morti e feriti, ma in nessuna di esse si è arrivati a colpire mandanti e ispiratori politici.  Solamente in due stragi si è arrivati a condannare gli esecutori materiali. Coloro che hanno utilizzato le stragi e il terrorismo per fini politici non sono stati individuati dai processi, sono ancora tra noi e sono impuniti. Concordiamo con le parole del Presidente dell’associazione dei familiari di Piazza Loggia: “In questo processo le cose che mi hanno colpito sono state le reticenze, le falsità che hanno raccontato. Stiamo ancora combattendo con un Parlamento che dice: sull’applicazione della legge sul segreto di Stato, a quattro anni dalla sua approvazione non ci sono ancora i regolamenti applicativi. Non c’è volontà di affrontare quegli anni”.  Amara considerazione che purtroppo descrive l’attualità. (Paolo Bolognesi)

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Scuola e nuove tecnologie

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2010

Roma 16 settembre 2010 – ore 11.00 Sala Gialla del CNEL Viale David Lubin 2.  Le nuove tecnologie comportano nella loro applicazione notevoli cambiamenti. Quali gli sviluppi, quali le ripercussioni nel mondo della scuola? Quale la presenza degli strumenti informatici e quale la frequenza del loro uso? Questi sono alcuni degli interrogativi che Adiconsum, in collaborazione con le Case editrici D’Anna e Loescher e l’Associazione ANARPE, ha rivolto a studenti, insegnanti e genitori e le cui risposte saranno illustrate nel corso della conferenza stampa che si terrà giovedì 16 settembre p.v.. Al termine della conferenza saranno inoltre presentate le nuove brochure sui libri di testo.
Programma: Saluto del Presidente del Cnel, Antonio Marzano (in attesa di conferma) Introduzione: Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum Presentazione della ricerca: Silvia Landi, Settore Scuola e ricerca Adiconsum Interventi programmati:
Rossella Schietroma, Dirigente Uff. V Direzione generale per gli studi, la statistica e i sistemi informativi
Mario Rusconi, Vice presidente dell’ANP (Associazione nazionale Presidi)
Giancarlo Cappello, Responsabile Ufficio Studi Cisl Scuola
Albertina D’Anna, Presidente Casa Editrice G. D’Anna e Marco Griffa, Amministratore Delegato Casa Editrice Loescher
Roberto Cerreto, Presidente ANARPE (Associazione Nazionale Agenti Rappresentanti promotori editoriali)

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Candide risposte

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 agosto 2010

Lettera al direttore. “Con quella bocca può dire ciò che vuole”, era lo slogan che reclamizzava una nota marca di dentifricio. Ovviamente non è vero; lo splendore di un sorriso con ci autorizza a dire ciò che ci piace. Ma se uno ha una bella penna?  Mi lamentavo recentemente con il direttore di un noto quotidiano poiché aveva pubblicato il pessimo articolo di un giornalista che, avendo probabilmente problemi nei riguardi delle donne, le offendeva senza ritegno. E il bravo direttore mi ha risposto candidamente che anche a lui capita di non essere d’accordo col suo collaboratore, tuttavia lo ritiene un giornalista sorprendente. La stessa cosa, a un dipresso, mi accadde qualche anno fa. In una lettera pubblicata su La Stampa (26 aprile 2006), criticavo una pesante battuta fatta da Giuliano Ferrara nei riguardi proprio del direttore (coincidenze!) che mi ha dato la candida risposta, e Lucia Annunziata che allora curava la rubrica lettere, rispose tessendo, nella sostanza, gli elogi del giornalista. Replicai con queste parole: “Gentile Annunziata, a me interessa soprattutto l’aspetto morale di una persona. Una cosa è dire cose sfacciate, altra cosa è dire cose maleducate ed offensive, o di pessimo gusto”. La morale non è diversa per chi possiede una bella bocca o una bella penna. (Renato Pierri)

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Saitta: “A Fiat servono più risposte dal Governo”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2010

L’esito del tavolo di oggi in Regione personalmente non mi lasciano tranquillo. Fiat ha chiesto che nei suoi stabilimenti ci si adegui agli standard internazionali con relazioni sindacali  in grado di garantire anche il rispetto degli accordi, ma si aspetta soprattutto una politica industriale  nazionale sull’auto oggi assente. Fino a quando questi temi non saranno affrontati con realismo e buon senso, non avremo certezze, soprattutto sul futuro di Mirafiori che a noi Enti locali del Piemonte interessa più di tutto”. Questo il commento del presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta che questa mattina ha partecipato al tavolo convocato a Torino sul futuro di Fiat. “Vanno bene i tavoli convocati nei singoli stabilimenti, ma il Governo deve assolutamente assumersi una responsabilità che finora è mancata”

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Farmaco a “chiare lettere”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2010

Mestre (VE) 23 giugno 2010 alle ore 12.30 nella sede dell’Associazione Titolari di Farmacia della Provincia di Venezia a Mestre (VE) (via Andrea Costa 19) conferenza stampa sugli esiti dell’indagine e il progetto “Il traduttore farmaceutico”.  I cittadini di Venezia e provincia acquistano farmaci tramite internet? Che rapporto hanno con il loro farmacista? E ancora, quanto spendono in medicinali al mese? E riescono sempre a comprendere i bugiardini all’interno delle confezioni?  Le risposte sono contenute in un’indagine promossa e realizzata da ADICO (Associazione Difesa Consumatori) in collaborazione con l’Associazione Titolari di Farmacia della Provincia di Venezia su un campione di 900 residenti nel territorio provinciale. L’indagine è parte integrante del progetto regionale “Il traduttore farmaceutico”, grazie al quale è stata realizzata una utile guida per i cittadini alla lettura e comprensione dei foglietti informativi contenuti nelle confezioni di medicinali, che verrà distribuita in 31mila copie nelle farmacie della provincia.

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Cgil medici, pronti a scioperare

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2010

Medici sul piede di guerra contro la manovra correttiva messa a punto dal Governo. La Fp Cgil medici minaccia iniziative di protesta da prendere insieme agli altri sindacati di categoria: «dal blocco degli straordinari fino allo sciopero».«Il testo definitivo della manovra economica – sottolineano in una nota Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil medici e Nicola Preiti, coordinatore nazionale Fp Cgil medici medicina generale – prevede in modo chiaro anche lo stop al rinnovo delle convenzioni della medicina generale, della specialistica ambulatoriale e della pediatria, per il triennio 2010-2012. Si tratta – aggiungono – di un grave colpo di freno alla riorganizzazione dell’assistenza sanitaria sul territorio, che dovrebbe garantire adeguate risposte 24 ore su 24 ai cittadini con problematiche risolvibili senza recarsi in ospedale. In sostanza così, paradossalmente, aumenteranno i costi per l’impropria utilizzazione delle risorse ospedaliere». Niente sconti a questa manovra da parte dei due leader sindacali. «Invece delle riforme, dell’innovazione, della razionalizzazione, dello sviluppo, dell’adeguamento dei servizi, ecco giungere la falce governativa che rade al suolo ogni velleità di cambiamento con penalizzazioni professionali, e non solo economica, dei medici. Se a questo – concludono Cozza e Preiti – aggiungiamo il taglio dei servizi sociali per la drastica riduzione delle risorse per gli enti locali e il razionamento dei medici dipendenti, per il blocco del turn over e il dimezzamento del precariato, possiamo senz’altro affermare che questa manovra soffoca la sanità pubblica». (fonte doctor news)

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Giustizia: Le polemiche di Di Pietro

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2009

«Quelle di Di Pietro nei confronti di Enrico Letta mi sembrano polemiche strumentali dettate dalla tentazione di ergersi, ancora una volta, a paladino unico dell’etica pubblica. Affermare che, sotto il profilo giuridico, il presidente del Consiglio abbia il diritto, costituzionalmente riconosciuto, di difendersi non vuol dire negare la sua condotta politicamente inadeguata e censurabile. Significa, al contrario, provare a porre fine a una permanente lacerazione della vicenda politica italiana e a fare in modo che il confronto politico si concentri sulle risposte da dare ai problemi in cui si dibatte il Paese e sulle riforme necessarie per modernizzare lo Stato. Mi pare che questi siano gli auspici del presidente della Repubblica Napolitano». Così Umberto Ranieri, responsabile del Coordinamento del Forum Progetto Mezzogiorno del Partito Democratico e presidente dell’Associazione TrecentoSessanta.

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“Diritto allo studio: Chi l’ha visto?”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2009

Inizia l’Anno Accademico, ma i problemi sul Diritto allo studio restano sempre gli stessi. E’ la denuncia degli studenti di Azione Universitaria nei confronti della Giunta Marrazzo che, dal 2005, per quattro lunghi anni, è stata assente, immobile, e non ha risolto i problemi degli studenti in termini di risposte su mense, trasporti, residenze pubbliche ed affitti in nero degli alloggi privati. Dietro un vistoso striscione che recita : “Diritto allo studio: Chi l’ha visto”,  gli studenti vicini al PDL vogliono dare il benvenuto al neo Assessore Di Stefano e metterlo da subito di fronte ai problemi che l’ex Assessore Costa non ha risolto. “Le uniche e marginali risposte date da Marrazzo e dall’ex Assessore Costa sono stato frutto di investimenti precedenti alla giunta regionale di Centro-Sinistra. Siamo preoccupati in quanto crediamo che il giro di poltrone operato da Marrazzo sia solamente un sistema per garantirsi qualche accordo in più per il voto regionale del prossimo marzo. La gestione mediocre del Diritto allo Studio da parte della Costa condita dalla palese insensibilità della giunta di Centrosinistra verso l’università e la comunità studentesca, ci hanno regalato già 4 anni di commissariamento di Laziodisu, l’ente regionale che si occupa del settore. Ed ora gli studenti, che pagheranno a breve la tassa regionale di più di 200 euro, risulteranno abbandonati per l’ennesima volta al proprio destino, stritolati dai molteplici disagi. A questo si aggiunge che gli studenti non possono esprimere la propria voce dato che è stato posto un bavaglio alle rappresentanze studentesche, che sono state elette democraticamente ma, ormai da mesi, risultano ancora in attesa di nomina ufficiale e non possono svolgere il proprio mandato di indirizzo e di vigilanza all’interno degli organismi territoriali”. Così Andrea Volpi, Capogruppo del Centro-Destra nel Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari e Dirigente Nazionale di Azione Universitaria, prima forza studentesca del Lazio.

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La legge NON è uguale per tutti

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2009

Nei giorni scorsi, promosso da singoli e associazioni quotidianamente impegnate nel sociale e sul carcere, è stato diffuso un appello con questo titolo. Un appello per chiedere maggiori attenzioni sui drammatici e annosi problemi del sistema penitenziario, a partire da quello del sovraffollamento. Un appello per ricordare al parlamento e alle forze politiche l’urgenza di risposte e misure concrete.Un appello ai movimenti, alla vigilia delle manifestazioni di Roma di sabato 14, affinché la questione del carcere, con le sue drammatiche emergenze, sia tenuta ben presente e non sia separata da quella della giustizia.Un appello per ricordare che la legge non è uguale per tutti. Non certo e non solo da oggi, poiché la sua inesorabilità e la durezza del sistema penale colpiscono in larghissima misura solo o principalmente le fasce più deboli ed escluse: tossicodipendenti e immigrati in primo luogo. Per dare conto delle numerose e qualificate adesioni giunte all’iniziativa nazionale e all’appello. Per dare informazioni e dati alla stampa sulla situazione carceraria e sulle ispezioni realizzate in questi giorni in numerosi istituti penitenziari. Per rilanciare proposte concrete sui temi della giustizia, del sistema penitenziario e del reinserimento sociale.

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