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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘ristorazione’

Come riaprire in sicurezza il settore della ristorazione (e non solo)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Dallo chef catanese Andrea Finocchiaro, fondatore dell’Associazione Ristoworld Italy, e dal progettista multimediale e consulente marketing Fabio La Rosa, arriva un’idea innovativa per limitare la diffusione del coronavirus all’interno dei locali, utilizzando un connubio di dispositivi disponibili già in commercio a prezzi accessibili, senza l’utilizzo dei pannelli in plexiglass, poco applicabile nell’ambito della ristorazione.L’insieme di questi dispositivi, secondo le intenzioni dei progettisti, permetterebbe di mantenere un ambiente interno sterile, facilitando così il ritorno della clientela e permettendo quindi di risollevare e fare ripartire l’economia italiana legata alla ristorazione – ma non solo – in questo momento fortemente penalizzata dalla crisi. Questo progetto low cost può infatti essere rimodulato e applicato anche ad altre realtà come ad esempio scuole, negozi, uffici e, in generale, luoghi chiusi aperti al pubblico.Andrea Finocchiaro ha, a tal proposito, realizzato assieme a La Rosa un breve video esplicativo, nel quale si vede come il sistema di disinfezione degli ambienti interni e dei tavoli, effettuato tramite diffusori in commercio e dai costi sostenibili, dovrebbe consentire ai clienti o agli utenti di frequentare nuovamente i locali in sicurezza, pur mantenendo le distanze dai vicini e rispettando le regole di distanziamento sociale previste dalle normative Oms per la riapertura.Secondo il parere dello chef, infatti, un’azienda di ristorazione «non può vivere di solo asporto o fare affidamento sui pochi clienti temerari che decidono di andare al ristorante». Da questa consapevolezza, nasce quindi questo progetto che, come gli stessi Finocchiaro e La Rosa confermano, è tuttavia solo un’idea personale elaborata graficamente, che non ha, a oggi, a supporto alcun fondamento o dimostrazione scientifica. Peraltro, tale progetto non ha neanche finalità di lucro, ma è solo una dimostrazione che vuole essere di supporto alla categoria dei ristoratori, particolarmente penalizzati dalla situazione sociale.Una ipotesi progettuale che richiama ad alcuni dispositivi di sanificazione che, usati in maniera corretta e avvallati da una certicazione adeguata, potrebbero aiutare a rendere più sicuri gli ambienti utilizzando diffusori aerei, congruo riciclo dell’aria, percorsi ingresso/uscita e sistemi di aspirazione. Richiamiamo l’attenzione anche sulla necessità di procedere ad una verifica e manutenzione costante dei sistemi di controllo dell’aria e climatizzazione, procedendo alla sanificazione e necessaria pulizia dei filtri degli stessi.«Un progetto interessante che muove da alcune considerazioni importanti di chi questo mestiere lo conosce bene – commenta Marcello Proietto di Silvestro, presidente di Ristoworld –. La nostra associazione, oltre alle tante altre iniziative messe in cantiere in tutta Italia in questo periodo di quarantena, ha deciso di contribuire concretamente alla ripresa delle attività. E le idee e le proposte sono fondamentali in questa direttrice. Ringrazio lo chef Finocchiaro e quanti hanno lavorato gratuitamente e con grande spirito di solidarietà al progetto».

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Ristorazione italiana e le buone pratiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2020

Copiare le buone pratiche adottate nel resto d’Europa per scongiurare la morte della ristorazione italiana. È questo il punto di partenza dal quale muove la Fipe, Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, per lanciare l’ennesima proposta al governo: consentire ai ristoratori italiani di vendere piatti pronti da asporto ai clienti, nel rispetto delle norme di sicurezza sanitaria e di distanziamento, esattamente come accade nella maggior parte dei Paesi europei. Fipe ha infatti verificato che il servizio di take away è attualmente attivo in Francia, Germania, Danimarca, Regno Unito, Irlanda, Lituania, Malta, Svizzera, Turchia, Olanda e Finlandia. Perché in Italia dovrebbe, al contrario, rimanere proibito? “L’Italia ha mostrato agli altri Paesi come reagire in maniera efficace al Covid-19 dal punto di vista sanitario – commenta il presidente della Fipe, Lino Enrico Stoppani – ma sulla fase 2, quella della ripartenza del mondo economico e produttivo, siamo ancora indietro. D’accordo ragionare sulle precauzioni sanitarie, anche per evitare la ripartenza del contagio, ma non possiamo farci paralizzare dalla paura. È il momento di reagire e il modo migliore è anche quello di fare nostre le best practice degli altri, consentendo tra l’altro anche ai bar, ai ristoranti e agli altri Pubblici Esercizi il servizio di take away, oggi già possibile in quasi tutta la distribuzione alimentare. In questo modo si avrebbero numerosi vantaggi: un servizio in più ai cittadini, che potranno scendere al ristorante sotto casa per acquistare piatti pronti riducendo le code nei supermercati o nei negozi alimentari, e una opportunità commerciale per un settore strategico ed identitario della nostra economia, tra i più danneggiati dall’emergenza in corso. Perdere ulteriore tempo, significherebbe favorire l’agonia della ristorazione italiana”. L’intero comparto rischia infatti di perdere, secondo le stime del Centro Studi Fipe, oltre 28 miliardi di euro nel 2020, con circa 50.000 imprese che rischiano di non riaprire, con perdite di posti di lavoro per altre 300.000 persone. “A differenza di altri settori, che se anche in emergenza operano o che hanno organizzativamente o patrimonialmente posizioni migliori – conclude Stoppani –, i ristoratori hanno bisogno di lavorare per poter sopravvivere. Per questo è indispensabile adottare ogni provvedimento, come la possibilità di effettuare vendite per asporto, per consentire un minimo di liquidità, vista anche la complessità e i ritardi dei provvedimenti attesi per sostenere il comparto”.

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La ristorazione perderà 8 miliardi di euro per l’impatto dell’epidemia covid-19 sull’economia italiana

Posted by fidest press agency su domenica, 15 marzo 2020

Secondo il Centro Studi della Federazione Italiana Pubblici Esercizi nel primo trimestre del 2020, anche per gli effetti delle ultime misure che hanno imposto la chiusura totale delle attività di ristorazione, il settore perderà oltre 10 miliardi di euro a cui si aggiungerà un’ulteriore perdita nel secondo trimestre per avere poi un recupero, non affatto scontato, nel secondo semestre dell’anno che, tuttavia, chiuderà con un bilancio pesante di – 8 miliardi di euro di fatturato.

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Servizio di ristorazione educativa e scolastica a Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 gennaio 2020

Roma. “Il servizio di ristorazione educativa e scolastica risulta regolare su tutto il territorio. Ringrazio gli uffici capitolini, gli operatori e tutte le persone che si sono impegnate in questo storico cambio appalto. Abbiamo messo fine al meccanismo delle proroghe sine die, ristabilendo un virtuoso meccanismo di mercato a tutela del servizio, dei lavoratori, dei bambini e di tutti i cittadini”. Così l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì.“Si tratta infatti – prosegue – di una delle più complesse gare per la ristorazione scolastica in ambito comunitario, che riguarda un bacino di circa 150 mila utenti tra bambini dei nidi e alunni delle scuole. Ricordo che l’intera procedura è stata sottoposta alla vigilanza dell’Anac proprio al fine di garantire massima trasparenza”.
“Ritengo – aggiunge – quanto mai grave utilizzare isolati casi di disservizio di ieri per disseminare dichiarazioni ingiustificatamente allarmistiche sull’intero cambio appalto. Voglio rassicurare le famiglie sull’attivazione di verifiche specifiche, nell’ambito del monitoraggio già programmato su tutta la città”.“La nuova aggiudicazione del servizio di ristorazione educativa e scolastica è un traguardo fondamentale, trasparente e positivo conquistato da questa Amministrazione a tutela di tutti i cittadini e dello stesso funzionamento della nostra comunità”, conclude.

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Fipe: “turismo e ristorazione ci hanno salvati dalla deflazione”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 gennaio 2020

“Senza il contributo dei servizi l’economia italiana sarebbe al limite della deflazione”. Così l’ufficio studi di Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, commenta i dati diffusi oggi dall’Istat sulla dinamica dei prezzi nel corso del 2019. “In un quadro di grande incertezza – prosegue la nota – un importante impulso ai consumi delle famiglie viene proprio dalle componenti del turismo, in particolare dalla ristorazione. Questo si riflette in modo positivo anche sulla dinamica dei prezzi perché è noto che un po’ di inflazione fa bene all’economia oltre che ai conti pubblici. Nel 2019 la variazione dei prezzi nel settore della ristorazione si dovrebbe chiudere attorno al +1,4%”.

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Allergeni negli alimenti

Posted by fidest press agency su martedì, 25 novembre 2014

allergeneDal prossimo 13 dicembre anche la ristorazione italiana dovrà informare la propria clientela sugli allergeni alimentari (uova, pesce, frumento, crostacei, molluschi…) eventualmente presenti nei piatti serviti. Lo impone il regolamento CEE 1169/2011 per fornire una più completa tutela ai tanti cittadini, in Italia sono ben otto milioni, che soffrono di allergie o intolleranze alimentari. Il Regolamento, pubblicato nell’ottobre 2011, prescrive che per i prodotti somministrati o venduti sfusi il livello minimo di informazione sia la indicazione degli allergeni utilizzati nella preparazione, lasciando agli Stati membri la facoltà sia di richiedere ulteriori indicazioni che di scegliere la forma con la quale queste debbano essere rese disponibili ai consumatori.“A tre anni dalla pubblicazione del regolamento e a pochi giorni dalla sua applicabilità – denuncia Lino Enrico Stoppani, presidente di FIPE-CONFCOMMERCIO – gli esercenti italiani attendono ancora di sapere quali indicazioni dovranno fornire e come lo dovranno fare, cioè se per iscritto o verbalmente“.“L’inerzia dei nostri governanti è inaccettabile, sia nei confronti dei consumatori con problemi di allergie che degli operatori economici – continua Stoppani – sui quali incombe anche un severo regime sanzionatorio in caso di inadempimento”. FIPE anticipando l’inerzia ed i ritardi della Pubblica Amministrazione ha predisposto una metodologia semplificata di comunicazione degli allergeni dei prodotti somministrati, validata dal Ministero della Salute, inserita all’interno del manuale di corrette prassi igieniche (HACCP), ed ha predisposto un software di gestione del problema, che a breve sarà a disposizione del Sistema Associativo, per fornire un concreto aiuto a ristoratori, baristi, pasticceri, gelatieri e gastronomi.

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Benvolio Panzarella alla guida di Just-Eat in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2011

Californiano di nascita, classe 1971, Benvolio Panzarella è il nuovo Country Manager in Italia di Just-Eat, leader nel takeaway on-line, con l’obiettivo di favorire anche nel nostro Paese lo sviluppo del Gruppo, già presente in 12 nazioni. La nomina di Panzarella si inserisce nel piano di crescita annunciato di recente con l’acquisizione della start-up italiana Clickeat.it e mira a sviluppare ulteriormente il business delle ordinazioni on-line nel settore della ristorazione: http://www.just-eat.it.
Panzarella inizia la sua carriera lavorativa negli Stati Uniti, subito dopo aver conseguito una Laurea in Economia presso l’Università di Santa Barbara in California, cui seguirà il Master Executive MBA presso la School of Management SDA Bocconi di Milano. Nel 1998 decide di continuare la propria crescita professionale in Italia dove si specializza nella definizione di strategie e processi per sostenere realtà imprenditoriali nel loro percorso di crescita. Tra le esperienze più significative, Panzarella dal 2005 ricopre il ruolo di Country Manager per Belkin Ltd., una delle più grandi società a livello mondiale nell’elettronica di consumo, con responsabilità dell’intero business in Italia e Grecia, dal punto di vista della gestione amministrativa e commerciale e contribuendo allo sviluppo dell’azienda sul mercato. “Ho accettato con entusiasmo l’opportunità di entrare in Just-Eat e di contribuire al suo sviluppo, anche nel mercato italiano. Just-Eat dispone delle risorse e dell’offerta giusta per trasformare il rapporto tra consumatore e ristoratore, fornendo ad entrambi un canale alternativo attraverso il quale entrare in contatto e accrescere la reciproca soddisfazione”, afferma Benvolio Panzarella.
Il Gruppo Just-Eat è stato fondato nel 2000 in Danimarca è oggi la sua sede centrale è a Londra. Just-Eat è presente in 12 paesi, dall’Europa al Canada e l’India. Ogni giorno oltre 100.000 pasti vengono ordinati in tutto il mondo attraverso il sistema di Just-Eat. Oltre 17.000 ristoranti sono integrati nel servizio di ordinazione online di Just-Eat che, grazie alla tecnologia proprietaria, garantisce un’ampia scelta di offerta. Il volume d’affari generato dal Just-Eat Group per i ristoranti è di oltre 300 milioni di Euro e fa parte del TechCrunch Europe Top 100-Index. Ulteriori informazioni su: http://www.just-eat.com

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Nuove assunzioni stranieri

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2011

Sono 24.405 i futuri assunti stranieri nelle aziende italiane previsti tra luglio e settembre 2011 e coprono il 15% delle assunzioni complessive. Essi verranno in prevalenza impiegati nei servizi turistici, come alloggio e ristorazione (quasi 7mila assunzioni), e verranno inoltre richiesti profili non qualificati nei servizi di pulizia (quasi 4mila assunzioni). Ferrara, Pavia, e Pesaro – Urbino le province con il maggior peso di assunti stranieri rispetto al totale delle assunzioni previste, con incidenze pari, rispettivamente, a 28,5%, 28,5% e 28,2%. Questi i principali risultati di un’indagine condotta dalla Fondazione Leone Moressa (www.fondazioneleonemoressa.org) che ha analizzato i dati Excelsior-Unioncamere sulle previsioni di assunzione da parte delle imprese da luglio a settembre del 2011.
La propensione all’assunzione di manodopera straniera è più elevata nelle aree del Nord e del Centro rispetto al Sud: infatti, se in Lombardia, Emilia Romagna e Valle d’Aosta l’incidenza dei nuovi assunti stranieri supera il 18% del totale, in Campania e Puglia si tratta appena del 5,7% e del 8,2% (rispettivamente).
Il settore che richiede più manodopera straniera in termini di numerosità è quello dei servizi con quasi 18mila assunzioni di stranieri (dei quali quasi la metà in lavori stagionali), mentre per l’industria si tratta di 6.500 richieste (la maggior parte per lavori non stagionali). Ma se su cento assunti nei servizi il 14,6% è straniero, nell’industria si tratta di 16 su cento. Invece, per quanto riguarda i singoli comparti di attività è il settore turistico a segnare il boom di assunzioni straniere con quasi 7mila richieste che, in termini relativi, rappresentano il 18,6% di tutti i futuri assunti nel settore. Al secondo posto in termini di numerosità i servizi a supporto di imprese e persone che mostrano, tra i primi 10 comparti, l’incidenza più elevata di assunti stranieri sul totale delle assunzioni: 27,9%. Seguono a ruota le costruzioni (19,9%) e i servizi di assistenza sociale e servizi sanitari privati (23,2%). Ma se nei servizi turistici prevale il lavoro stagionale, negli altri settori si tratta di lavori a carattere non stagionale.
Per quanto riguarda invece le singole professioni, la maggiore richiesta di immigrati proviene dall’esigenza di ricoprire lavori quali camerieri, cuochi e professioni legati all’attività turistica (con 5.300 assunzioni). Seguono il personale qualificato nei servizi di pulizia (3.824 richieste), gli operatori per l’assistenza sociale (2mila) , gli operai specializzati nelle costruzioni (1.820) e nell’industria alimentare (1.486). Ancora una volta gli stranieri sono prevalentemente richiesti per ricoprire professioni legate all’assistenza alla persona: quasi il 40% del personale non qualificato nelle attività sanitarie sarà straniero e il 36% se si ratta di operatori nell’assistenza sociale (domiciliare e non).
Le aziende romane e milanesi assumeranno più stranieri a livello assoluto (2.375 nella capitale e 1.685 nel capoluogo lombardo), ma sono Ferrara, Pavia e Pesaro – Urbino le aree in cui gli stranieri avranno più probabilità di trovare nuova occupazione rispetto al totale delle nuove assunzioni previste nei singoli territori, con percentuali che superano il 28%.

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Ristoranti qualità italiani all’estero

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2011

Si è tenuta al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali la conferenza stampa presieduta dal Ministro Galan e dall’on. Razzi a proposito della firma apposta sul decreto che introduce la targa “Ottimo-ristorante italiano di qualità”. Il ministro si è detto entusiasta di quella che è il tentativo che metterà definitivamente riordino in tutta la ristorazione italiana all’estero «appoggio con grande favore – ha detto il ministro -l’iniziativa di Razzi perché la trovo appropriata e necessaria, iniziativa cui dovremo dare seguito con protocolli di applicazione articolati e puntuali.» Dal canto suo l’on. Razzi ha colto l’occasione di ricordare che nel 150° dell’unità d’Italia, l’istituzione di questo riconoscimento, sottolinea la qualità della cucina italiana nel mondo che caratterizza il nostro paese e lo rende famoso ovunque. «Finalmente- ha spiegato- i ristoratori italiani all’estero che con sacrificio ed abnegazione offrono l’eccellenza della cucina nostrana saranno protetti dalle imitazioni, sono assai felice di esserne stato il fautore. E’ un decreto che finalmente apre una fase nuova nel mondo della ristorazione italiana all’estero. Si tratta di riordinare tutto il settore che è l’immagine dell’Italia oltre confine.  La cucina, le tradizioni, i sapori per essere detti e denominati “italiani” avranno bisogno, d’ora in poi, di un riconoscimento e di un controllo ufficiali.  Capita spesso che i piatti che all’estero si dicono “italiani”, non lo siano affatto neanche nella esecuzione canonica delle ricette a causa di un uso-abuso dell’aggettivo “italiano” senza qualità e senza merito.   Ciò non migliora l’affidabilità e la fedeltà dei consumatori che tengono a mangiare italiano anzi incrementa le imitazioni scadenti e danneggia il mercato. Il decreto si pone l’obiettivo, attraverso i parametri di certificazione ivi compresi, di redigere un Elenco nel quale figureranno quegli esercizi di ristorazione italiani a tutti gli effetti e che meriteranno la targa di “Ottimo- ristorante italiano di qualita’”.  E’ il riconoscimento che molti nostri connazionali del settore all’estero aspettavano. Ciò ha una quadruplice valenza assai significativa: definisce inequivocabilmente il ristorante quale italiano; certifica l’uso di prodotti italiani ; garantisce il rispetto delle ricette tipiche della tradizione culinaria italiana; incentiva le esportazioni dei prodotti nazionali all’estero.»

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Prodotti gastronomici italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

Il ministro delle politiche agricole ha risposto  alla interrogazione presentata dall’on. Razzi circa l’istituzione di una “Targa di qualità e provenienza dei prodotti gastronomici italiani”. Meritevoli di tale riconoscimento saranno quelle ditte di ristorazione italiane in tutto il mondo dislocate che dimostreranno di usare solo ed esclusivamente materie prime italiane e ricette tipiche della gastronomia nostrana per il loro esercizio. “Lei, on. Razzi, ha colto nel segno- ha detto Galan- proponendo una questione fortemente caratterizzante della nostra italianità nel mondo.” Dopo aver elogiato l’iniziativa per i suoi innumerevoli e sostanziali risvolti non solo nella promozione del nostro made in Italy nel mondo, il ministro ha riconosciuto nell’iniziativa di Razzi un sistema valido a contrastare l’enorme contraffazione ed imitazione dei prodotti che hanno reso e rendono famosa in tutto il mondo la cucina italiana ma che ne danneggiano irrimediabilmente l’immagine e l’economia. “Mi accingo ad approntare da subito un decreto in tal senso- ha continuato il ministro-, non sarà facile studiare i meccanismi di introduzione della targa ma si rende necessario porre ordine nel mondo della ristorazione italiana all’estero per certificarne in maniera inequivocabile la qualità.” «Questo è un giorno da ricordare- ha commentato l’on. Razzi in una nota- finalmente il mondo della ristorazione italiana nel mondo troverà quel riconoscimento necessario per provare che quello che si offre nei nostri ristoranti e pizzerie all’estero è italiano al 100%. La Targa – ha concluso Razzi- sarà garanzia di qualità per gli stranieri che vogliono mangiare come mangerebbero in Italia. Per tutto il settore, questa sarà una tappa cruciale che rivaluterà il lavoro di migliaia di lavoratori del settore all’estero. L’on. Razzi ha consegnato poi brevi mano al ministro Galan cinque bozze probabili di Targa sulla falsa riga delle quali predisporre quella definitiva.

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La ristorazione salva la filiera

Posted by fidest press agency su domenica, 20 febbraio 2011

In un contesto di caduta della domanda a livello europeo, la ristorazione italiana rappresenta un’eccezione. Il settore dei consumi fuori casa risulta nel nostro paese in crescita e si conferma avere una funzione anticiclica nell’ambito dell’agroalimentare e rappresenta l’ancora di salvezza per molte imprese della filiera. È quanto emerge dalla ricerca del Centro studi Fipe “L’Europa al ristorante: consumi e imprese” con la quale è stata inaugurata alla presenza dell’on. Paolo De Castro, presidente della commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, “Sapore 2011”, la quattro giorni di Mostra Internazionale dell’Alimentazione in calendario da sabato alla Fiera di Rimini. Lo studio è a tutti gli effetti una fotografia dei consumi in Europa dell’ultimo decennio con un particolare approfondimento sul settore alimentare domestico e fuori casa. I consumi alimentari – si legge nella ricerca – restano una voce di spesa di primaria importanza. Essi valgono, nell’Unione Europea, 882 miliardi di euro pari al 13,1% della domanda complessiva. Soltanto per l’abitazione gli europei spendono di più. Se poi si includono nella spesa alimentare anche la quota destinata ai consumi fuori casa, pari a 468 miliardi di euro, l’alimentare rappresenta un quinto del budget complessivo di spesa dei cittadini europei. In dieci anni i consumi alimentari sono aumentati, in Europa, di 58 miliardi di euro, 37 in casa e21 fuori casa, con tassi di crescita identici (circa 5 punti e mezzo percentuali). La crescita è da attribuirsi per due terzi ai consumi alimentari in casa e per il restante terzo a quelli fuori casa. A livello di eurozona il contributo del consumo domestico è ancora più significativo ad indicare che nei Paesi economicamente più forti si sta registrando un deciso rallentamento dei consumi in bar e ristoranti a vantaggio di quello in casa. C’è, tuttavia, un’eccezione Italia. Nel nostro Paese la crescita della domanda alimentare è da attribuirsi per la quasi totalità al fuori casa. In termini di spesa pro-capite i consumi alimentari domestici, espressi in standard di potere d’acquisto, collocano l’Italia in un gruppetto di Paesi che risulta assai disomogeneo in termini di livelli di sviluppo. I modelli di consumo dipendono anche dalle storie dei Paesi, dai modelli culturali, dai modelli di produzione. Anche in relazione ai consumi alimentari extradomestici, quote elevate di consumi fuori casa non sempre corrispondono a livelli più alti di consumi pro-capite. E’ il caso, ad esempio, di Spagna e Italia rispetto a Regno Unito, Danimarca o Lussemburgo. L’Italia si colloca di venti punti percentuali al di sopra dei valori medi dell’Europa a 27 Paesi e dell’eurozona. Anche sul fronte dei prezzi – viene spiegato nella ricerca – esiste una leggenda metropolitana. I dati mostrano che a partire dal 2005 il tasso di crescita dei prezzi della ristorazione è stato in Italia, con l’eccezione del solo 2010,costantemente al di sotto delle medie dell’Unione europea e dell’eurozona. Le circostanze che i tassi di inflazione della ristorazione seguano in tutta Europa una traiettoria simile e che i differenziali con l’inflazione generale risultino abbastanza omogenei stanno lì a dimostrare che i meccanismi di formazione del prezzo di questo settore sono guidati da logiche imprenditoriali adeguate alle caratteristiche del settore. L’intera ricerca è scaricabile da:  http://www.fipe.it /fipe/Centro-stu/Ricerche/L-EUROPA-AL-RISTORANTE-2011-con-cope.pdf

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Targa qualità per prodotti gastronomici italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2010

Al fine di dare una indicazione ufficiale sulle imprese di ristorazione italiana nel mondo che ne certifichi non solo la qualità del prodotto finito ma che soprattutto garantisca l’uso di prodotti esclusivamente italiani, si istituisce la ““Targa di qualita e provenienza dei prodotti gastronomici italiani” rilasciata dal ministero competente.  Meritevoli di tale riconoscimento saranno quelle ditte di ristorazione italiane in tutto il mondo dislocate che dimostreranno di usare solo ed esclusivamente materie prime italiane per il loro esercizio.  Per quelle realtà di ristorazione già sul mercato ed in esercizio basterà accludere alla domanda le fatturazioni dell’ultimo anno dalle quali evincere l’approvvigionamento da industrie o rivenditori italiani per i loro menù e per quelle di nuovissima apertura sarà necessario attendere, prima di inoltrare la domanda, un anno di attività.
Il riconoscimento da parte dello Stato italiano avrà la molteplice funzione di: 1) indicatore di qualità per i consumatori straneri; 2) certezza della provenienza delle componenti gastronomiche; 3) incentivazione ed incremento alla esportazione dei prodotti italiani all’estero. Per quanti otterranno la targa perché saranno stati riconosciuti meritevoli in quanto in possesso dei requisiti richiesti affinché non venga loro revocata, la domanda dovrà essere ripresentata unitamente alle prove di acquisto ogni anno al ministero che per accertare la continuità nel tempo dell’uso esclusivo dei prodotti italiani in ristorazione.  Le realtà detentrici della Targa in fase contrattuale con le ditte e le industrie italiane di gastronomia, potranno godere di sconti agevolati con la mediazione del ministero sugli acquisti all’estero dei prodotti gastronomici italiani in maniera da incrementare l’interesse alla   propaganda della qualità del made in Italy nel mondo.

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Pagare senza utilizzare denaro contante

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 settembre 2010

IBM ha siglato con McDonald’s, la famosa catena di fast food nota in tutto il mondo, un accordo della durata di tre anni che prevede l’implementazione di un nuovo sistema di pagamento che consente di non utilizzare denaro contante. Il servizio verrà implementato presso 1.300 punti di ristorazione della catena McDonald’s in Inghilterra e in Irlanda. Mc Donald’s, grazie all’avanzato sistema di pagamento di IBM, sarà in grado di soddisfare le crescenti richieste dei clienti di poter utilizzare carte di credito e di debito. Il sistema sarà operativo entro la fine del 2010.  Grazie a questo nuovo rivoluzionario sistema ideato da IBM, McDonald’s potrà accontentare ogni giorno milioni di clienti, assicurando una migliore customer experience e incrementando rapidità,  flessibilità  e sicurezza del servizio. Il livello di sicurezza, già garantito dalla catena McDonald’s, sarà ulteriormente migliorato grazie a un software di anti-manomissione e rilevamento frode installato su un dispositivo tascabile dotato di chip e pin, a protezione dei clienti su tutti i pagamenti effettuati tramite carta. La soluzione, inoltre, permetterà a Mc Donald’s di gestire le operazioni giornaliere in maniera più efficiente e più “smart” centralizzando i processi di business su un unico database e consentendo le operazioni di rendicontazione e reporting in maniera automatica. L’accordo è stato siglato nel mese di giugno e fa parte di un progetto,a più fasi, che si svilupperà nell’arco di tre anni e che continuerà a trasformare i sistemi di pagamento di McDonald’s.

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A scuola anche per imparare a mangiare

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 maggio 2010

L’educazione alimentare può essere insegnata sui banchi delle classi non solo come teoria, ma anche nella pratica. È quanto avviene agli oltre 2 milioni i bambini che dalle materne fino alle medie inferiori pranzano ogni giorno nelle mense. La buona abitudine a un pasto equilibrato dal punto di vista nutrizionale appresa sin dall’infanzia difficilmente si riesce a perdere in età adulta.  Il bambino abituato sin dai primi anni della sua vita a mangiare in maniera sana diventerà da adulto un consumatore consapevole e in grado di scegliere e valutare tutti gli aspetti dei pasti consumati fuori casa.  È questo il concetto di base su cui è stato incentrato il convegno “Gli acquisti verdi nella ristorazione collettiva: opportunità e rischi” ultimo degli appuntamenti organizzati da Fipe (a cui Angem aderisce) nel corso di Cibus, la quattro giorni di fiera sull’alimentazione in calendario a Parma.  «Dobbiamo dare strumenti educativi ai nostri bambini – sostiene Ilario Perotto, presidente Angem – per farli crescere in maniera consapevole sull’apporto calorico, sul bilanciamento delle sostanze proteiniche minerali e vitaminiche, sull’importanza della qualità dei prodotti a marchio territoriale ed anche sul rispetto dell’ambiente. Adottare politiche di risparmio energetico, di differenziazione dei rifiuti, di rispetto per il mondo che ci ospita significa dare valore aggiunto alla mensa. Significa andare oltre il soddisfacimento di un bisogno primario e continuare il lavoro didattico anche durante la pausa per il pranzo».  La mensa rappresenta infatti il pasto principale quotidiano per circa 4,6 milioni di persone escluse quelle in stato di degenza ospedaliera. Si tratta di un segmento importante anche dal punto di vista economico e occupazionale. Il mercato è composto infatti da 1300 aziende di grandi e piccole dimensioni in grado di dare lavoro a 70mila addetti e generare un fatturato complessivo di circa 3,8 miliardi di euro l’anno dei quali 1,8 sono dedicati all’acquisto delle materie prime.

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“Firenzedegustatipico”

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2010

Firenze 6 aprile alle 12, al quinto piano del Palazzo della Borsa Merci, Volta dei Mercanti, 1 conferenza stampa per la presentazione di “Firenzedegustatipico”, evento promosso dalla Camera di Commercio di Firenze, nel quadro di “Vetrina Toscana a tavola”, che si terrà nel pomeriggio dell’8 aprile a Villa Montalto, via del Salviatino, 6 a Firenze. La Camera di Commercio di Firenze, in collaborazione con Confcommercio e Confesercenti, organizza un pomeriggio dedicato all’incontro tra produzione e ristorazione di qualità, focalizzando l’attenzione su otto prodotti tradizionali della provincia: il carciofo dell’Empolese, la cipolla di Certaldo, il formaggio caprino dell’alto Mugello e il raviggiolo di latte vaccino, il pollo del Valdarno, il prosciutto toscano DOP, il tortello mugellano di patate, lo zafferano delle colline di Firenze.

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Trasporti: Quali treni? Quale qualità?

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2010

Roma, 18 febbraio 2010 (ore 11, Piazza San Giovanni in Laterano, 40) “Quali treni? Quale qualità?”, è quanto si domanda l’Unione Nazionale Consumatori che ha organizzato una tavola rotonda  per discutere di un sistema ferroviario che non sembra viaggiare ancora sui giusti binari.  I numerosi disagi lamentati dai viaggiatori evidenziano le molte criticità del servizio: ritardi dei convogli ferroviari, scarsa pulizia a bordo e servizi igienici indecorosi sembrano essere all’ordine del giorno, seppur a fronte di un considerevole aumento dei costi del biglietto. E come se non bastasse, negli ultimi tempi riceviamo lamentele sulla qualità del servizio di ristorazione che sembra essere peggiorata. Per vederci chiaro, è stata condotta una video-inchiesta la cui presentazione aprirà la mattinata di lavori. Al termine della proiezione avrà inizio il dibattito, cui prenderanno parte autorevoli personalità ed esponenti del settore. L’avvocato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, dichiara: “Parlare delle ferrovie è un po’ come parlare del nostro Paese. Anzi per citare un passo di una recente inchiesta sul mondo del trasporto ferroviario, «nelle FS c’è la storia ed il codice genetico del nostro Paese». L’Onorevole Luca Barbareschi, Vice Presidente della IX Commissione Trasporti Poste e Telecomunicazioni alla Camera dei deputati, riflettendo sul rapporto prezzo-qualità nel trasporto ferroviario, sottolinea che “adeguate condizioni di viaggio sono un diritto per tutti i passeggeri, a maggior ragione a fronte di un incremento delle tariffe”. Iacopo Berti, Direttore Sezione Agroalimentare e Trasporti all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con lo sguardo rivolto alla disciplina sulle pratiche commerciali scorrette, afferma: “La nuova disciplina delle pratiche commerciali scorrette, in vigore dal settembre 2007,  ha notevolmente ampliato la sfera di intervento dell’Autorità a tutela dei consumatori.  Rossella Muroni, Direttore generale di Legambiente, riflettendo sulla condizione dei viaggiatori pendolari, afferma: “I disservizi, i disagi, la sporcizia  non riguardano purtroppo soltanto l’area della Alta Velocità. Peggio ancora stanno i cittadini italiani costretti al pendolarismo”. Piero Ferrari, tecnologo alimentare specializzato in ristorazione collettiva, dichiara: “Nell’estate 2008 Trenitalia ha deciso di mettere in gara il servizio di ristorazione a bordo treno che da anni veniva gestito dalla soc. Cremonini. Carlo Moroni, responsabile Customer Service di Trenitalia, dichiara: “I tre temi oggetto della tavola rotonda sono gli aspetti su cui l’azienda, e l’intero gruppo, stanno concentrando gli sforzi per migliorare  il servizio alla clientela. Per la puntualità possiamo confermare che, dopo un primo periodo di rodaggio, successivo all’introduzione del nuovo orario, e la settimana caratterizzata da particolari criticità meteorologiche, attualmente la percentuale di treni che arrivano entro i 15 minuti rispetto all’orario di arrivo previsto è passata dal 60% al 90%. Le azioni che si stanno studiando per i prossimi mesi dovrebbero ulteriormente migliorare i livelli di performance.

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Corsi formazione per cittadini stranieri

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2009

La Caritas diocesana di Roma, attraverso gli enti ad essa collegati Cooperativa “Roma Solidarietà” e Arciconfraternita SS. Sacramento, organizza a partire da agosto 2009 quattro corsi di formazioni rivolti a cittadini stranieri per pizzaioli, operatori informatici, lingua e cultura italiana.. Aperte le iscrizioni, inizio delle selezioni il 2 settembre. Progetto “Toolkit: conoscenze, competenze e strumenti per lavorare nella ristorazione italiana” Il progetto prevede la realizzazione di un corso di formazione per la qualifica di “pizzaiolo”, rivolto a cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia. La durata del percorso formativo è di 310 ore ed è strutturato in tre parti: un corso propedeutico di lingua e cultura italiana ed educazione civica (52 ore), lezioni teoriche svolte presso una Scuola specializzata (108 ore), un tirocinio formativo presso pizzerie della Provincia di Roma (150 ore). Le iscrizioni sono già aperte e le selezioni dei partecipanti si effettueranno nella settimana dal 7 all’11 settembre 2009 presso il Centro Ascolto Stranieri in Via delle Zoccolette 19.  L’inizio delle lezioni è prevista il 14 settembre. Il corso è gratuito e verrà rilasciato ai partecipanti un attestato di frequenza  Progetto “Civicamente – lingua e cultura italiana per stranieri” La durata della formazione è di 100 ore per il corso di italiano rivolto a 10 stranieri analfabeti o semianalfabeti, 120 ore per il corso di italiano di base (A2), rivolto principalmente a donne e 120 ore per il corso di italiano intermedio (B1) rivolto a uomini e donne. I corsi si svolgeranno nel pomeriggio (14.00 – 18.00) a partire dal 21 Settembre 2009 fino ad inizi Dicembre 2009 presso le sedi della Caritas di Roma: Centro Ascolto Stranieri di Via delle Zoccolette 16 e Polo didattico di Via Aurelia 773. Progetto “Roadmap: strade e competenze per un lavoro in Italia” rivolto a cittadini di Paesi Terzi non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia, non titolari di Protezione Internazionale. Destinatari particolari sono le donne e coloro che hanno un permesso di soggiorno per “ricongiungimento familiare”. Il corso è gratuito ed inizierà il 29 settembre 2009. Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di frequenza. Progetto “Open door: percorso formativo per l’apprendimento del linguaggio digitale e azioni integrate per l’inserimento lavorativo dei cittadini immigrati” La durata del corso è di 160 ore e si svolgerà nella sede di Via Aurelia 773 La domanda di iscrizione dovrà essere presentata entro le ore 12.00 del 24 agosto 2009 presso il Centro Ascolto Stranieri Caritas in Via delle Zoccolette 19. Le selezioni si svolgeranno il giorno 2 settembre dalle ore 14.00 alle ore 18.00. Il corso è gratuito ed ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di frequenza. I bandi completi dei corsi sono disponibili nel sito http://www.caritasroma.it

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Sapori diversi

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2009

Roma 12 giugno 2009, ore 11.00 Sala della Protomoteca – Campidoglio L’incontro, a dieci anni dall’approvazione della norma sull’inserimento obbligatorio dei disabili (legge n.68 del 1999), è un’occasione di confronto a partire da un’esperienza concreta e riuscita, come quella della Trattoria de Gli Amici, nonché l’occasione per rilanciare ai ristoratori non solo romani la possibilità di coinvolgere in stage e\o di inserire nel proprio staff persone disabili. Modera Paolo Butturini, Segretario Associazione Stampa Romana Intervengono Sveva Belviso, Assessore ai Servizi sociali del Comune di Roma, delegata del Sindaco Gianni Alemanno Davide Bordoni, Assessore al Commercio e Attività Produttive, Comune di Roma Fabio Ferrucci, Università degli Studi del Molise Dario Laurenzi, Laurenzi Consulting Mario Marazziti, Comunità di Sant’Egidio Alessandra Tibaldi, Assessore al Lavoro, Pari Opportunità e Politiche Giovanili, Regione Lazio Durante la presentazione verrà proiettato il video “ La ricetta degli Amici” Al termine un rinfresco della Trattoria de Gli Amici. I vini sono offerti dalle aziende Bortolomiol e Planeta.
La “Trattoria de Gli Amici”, aperta 8 anni fa a Trastevere dalla Comunità di Sant’Egidio, rappresenta  una risposta concreta all’inserimento lavorativo delle persone disabili, in un settore particolare, quello della ristorazione, molto attivo in una città come Roma. Vi lavorano 13 persone disabili, sia in cucina che in sala, dimostrando che l’handicap non è di per sé un ostacolo insormontabile, anzi si può trasformare in  occasione  di originalità e competenze.  Il locale, che da due anni si avvale della consulenza della Laurenzi Consulting, è segnalato nelle più importanti Guide dei Ristoranti di Roma e unisce competenza e professionalità. Nel 2008 la “Trattoria de Gli Amici” ha vinto il premio “Flavio Coganari”, indetto dalla CISL, come miglior esempio di inserimento lavorativo. In collaborazione e con il contributo di Birra Peroni, nel 2009 la “Trattoria de Gli Amici” ha tenuto il secondo corso di formazione professionale (commis di cucina e di sala) per disabili. Per 6 mesi 15 docenti (tra specialisti, chef, professori) hanno dato vita ad un corso per 18 persone che ha messo le basi di una prima fase formativa nel settore della ristorazione.

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Roma: tutelare il centro storico dal degrado

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2009

“Il centro storico della Capitale è diventato negli ultimi anni una grande area di ristorazione in cui al posto degli odori di storia e santità si sono sostituiti quelli sgradevoli ed insistenti della frittura, senza contare il caos notturno e gli schiamazzi fino a tarda ora notturni, che turbano i sonni degli abitanti arrecando danno alla loro salute. Soprattutto nell’area intorno a Piazza Navona sono sorte come funghi birrerie, pizzerie e paninerie: c’è da chiedersi come è stato possibile”. E’ quanto dichiara l’Unione Nazionale Consumatori, auspicando che il Sindaco Alemanno intervenga con decisione, non concedendo protrazione di orario agli esercizi che ne facciano richiesta e riesaminando quelle finora concesse allo scopo di accertarne la legittimità. “Per anni -prosegue l’Unione Consumatori- hanno prevalso l’improvvisazione e l’incuria: alle attività artigiane si sono sostituite le attività di ristorazione senza adottare un piano razionale di sviluppo e senza tener conto delle esigenze degli abitanti. Negli ultimi anni il centro storico è divenuto  soprattutto un polo di svago e non un polo culturale, cancellando progressivamente il suo lato pittoresco e tradizionale. Ciò è intollerabile e snatura la storia e la vocazione del centro storico di Roma”.  “Auspichiamo che il Sindaco Alemanno -conclude l’Unione Nazionale Consumatori- ponga fine ad un lungo periodo di disattenzione, incuria e scelte discutibili, adottando misure incisive per restituire al centro storico romano il decoro e la dignità che gli spettano”.

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Il mondo della ristorazione romana è on line

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2009

Si chiama RistoDoc.com e sarà on line a partire dal 25 giugno 2009. Si tratta di un portale che vedrà protagonisti i principali locali di Roma e provincia ma anche i tanti personaggi che ruotano intorno al mondo della ristorazione capitolina, dai giornalisti del settore fino ai semplici appassionati. A curare la redazione di quella che è una vera e propria rivista on line, la MG Logos, agenzia da oltre 10 anni specializzata nel comparto enogastronomico. Il progetto, che prevede recensioni, articoli, approfondimenti, ricette e curiosità, ha il suo punto di forza su un concetto di interattività e collaborazione. Per la prima volta i ristoratori, ma anche le altre categorie di settore come gestori di enoteche, proprietari di winebar e di gourmet shop, catering… non saranno soltanto oggetto di valutazione ma potranno raccontarsi ed esporre le novità legate ai propri locali. A loro sarà infatti offerta la possibilità di “inserirsi” all’interno del portale per anticipare menu, eventi e novità varie.  Ma anche i giornalisti e gli esperti di settore avranno su RistoDoc.com un ruolo diverso dal solito. Siamo abituati a vederli come recensori e critici mentre, sulle pagine del portale, impareremo a conoscerli a fondo, attraverso interviste e approfondimenti, scoprendo le loro passioni e i loro segreti. Ma RistoDoc lascia spazio anche ai semplici appassionati che non solo attraverso il portale potranno trovare un utile strumento per la scelta del ristorante o del locale da visitare, ma potranno partecipare con interventi e recensioni.

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