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Posts Tagged ‘ristrutturazione’

La metà delle scuole ha più di 50 anni: 2 su 10 chiuse o in ristrutturazione

Posted by fidest press agency su martedì, 21 agosto 2018

Il crollo del ponte Morandi dovrebbe rappresentare un monito per tutte le istituzioni preposte alla messa a norma di tutte le strutture pubbliche, a partire dai 42 mila plessi scolastici dove da settembre torneranno quasi otto milioni di alunni, oltre 850 mila insegnanti, 250 mila Ata e 6 mila dirigenti scolastici. Ancora di più perché nella giornata odierna è stata pubblicata, dal Sole 24 Ore, una notizia che lascia sconcertati: dei 6,2 miliardi di euro di fondi già stanziati e destinati all’edilizia scolastica, dal 2015 al 2018, sono stati utilizzati appena 604 milioni, quindi meno di un decimo. Le risorse, facenti capo alle Grandi Opere e alle relative spese messe in Bilancio, erano finalizzate alle migliorie delle strutture che fanno capo allo Stato, a partire quindi proprio dagli istituti scolastici, ma il 90 per cento ora si scopre che non sono stati utilizzati. Anzi, le spese risultano addirittura in calo per via delle lentezze burocratiche legate spesso alla compilazione di banche dati: il monitoraggio sulle opere pubbliche (Mop) è stato avviato solo nel 2016 e l’efficacia di questa banca dati dipenderà anche dalla rapidità nella risposta da parte delle amministrazioni nell’inserire tutte le informazioni. Gli ultimi dati ci dicono anche che un plesso scolastico su cinque è chiuso per sempre o in attesa di essere messo a norma. Ci sono delle Regioni dove il numero di edifici scolastici non attivi, per vari motivi, supera abbondantemente quello delle strutture dove si fa didattica. Poi c’è il capitolo degli interventi necessari da attuare sulle scuole attive: i dati ufficiali ci dicono che il piano di emergenza e il documento di valutazione del rischio sono stati riscontrati con certezza da meno di tre scuole su quattro (rispettivamente 73% e 72%); il certificato di collaudo statico da una su due (49%); quello di agibilità–abitabilità e di omologazione alla centrale termica da una su tre (39%); la certificazione della prevenzione incendi in corsi di validità è presente appena in un’istituzione scolastica su cinque (21%); il nulla osta provvisorio, sempre di prevenzioni incendi, in una scuola su sei (16%). Del certificato di collaudo dell’impianto di spegnimento sono fornite appena il 9% delle scuole. Il problema, tuttavia, non è solo relativo ai finanziamenti, benché fondamentali.

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Architetti: primo coworking di architettura e design

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2015

giovanni leonepalazzinaSi chiama dDesign coworking Legnano ed è il progetto di coworking verticale per architetti, interior design e professionisti dell’edilizia promosso da Ristrutturazione Low Cost (http://www.ristrutturazione lowcost.it), società specializzata nelle ristrutturazioni. Ristrutturazione Low Cost, nei suoi quattro anni di attività, ha formato una squadra di professionisti (architetti, geometri, esperti di materiali) che, proprio in questi giorni, ha cambiato sede operativa, ora la moderna e domotica Palazzina in via Cosimo del Fante 16 a Legnano.«La nostra attività è nata nel segno dell’innovazione, per aver puntato da subito e con successo sul web e per il fatto di proporre un modello di lavoro nuovo –spiega l’amministratore di Ristrutturazione Low Cost Giovanni Leone–; con il coworking verticale vogliamo fare qualcosa di diverso nel nostro ambiente di lavoro per sviluppare sinergie fra “colleghi”. In genere il coworking si riduce alla condivisione degli spazi (una scrivania, la connessione) e dove ognuno porta avanti indipendentemente la propria attività; noi vogliamo dare un valore aggiunto facendo coesistere, quindi collaborare, professionisti che lavorano nello stesso ambito». (foto: giovanni leone, palazzina)

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Programma-Quadro Strategico per la Sicurezza Alimentare

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2011

Con la riforma della Commissione delle Nazioni Unite sulla Sicurezza Alimentare Mondiale (CFS) avviata nel 2009, i governi hanno deciso di rendere la CFS una piattaforma centrale all’interno del sistema delle Nazioni Unite per il governo delle politiche agricole ed alimentari. Al processo di ristrutturazione hanno attivamente partecipato anche movimenti sociali e organizzazioni civili, tanto che la riforma include la creazione di un meccanismo per favorire e organizzare il dialogo fra il CFS e la società civile. Ma non solo: con la riforma del CSF è stato deciso di stilare, in accordo con la società civile e tutti agli attori del settore, un Programma-Quadro Strategico Globale sulla Sicurezza Alimentare (GSF) entro ottobre 2012. In vista del prossimo avvio del processo di consultazione della società civile e degli attori del settore per la definizione del GSF, così come previsto dal CFS Bureau, il CISA – Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare – ha inviato una lettera al ministro dell’Agricoltura Saverio Romano chiedendo al suo dicastero e al governo italiano di sostenere attivamente questo processo di consultazione di movimenti, organizzazioni del settore, società civile e di tutti gli attori del settore per la determinazione del GSF in seno al CSF. Da qui l’invito del CISA al ministro a far si “che il suo governo supporti attivamente questo processo di consultazione in vista della redazione del Programma-Quadro Strategico Globale”, conclude Marelli.

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Ospedale di Ortona: nuove sale operatorie

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2011

Tre sale, più una dedicata ai piccoli interventi, e un’altra per il risveglio controllato, chiamata più propriamente “terapia intensiva post operatoria”, il tutto in un’area di 800 metri quadrati che comprende anche ambulatori, sala anestesiologica e spazi comuni. L’ospedale di Ortona da oggi può contare su un complesso operatorio completamente rinnovato, a conclusione di un articolato e lungo intervento di ristrutturazione delle sale esistenti, per il quale è stato utilizzato un finanziamento regionale di un milione 380 mila euro. La struttura è stata inaugurata ieri mattina alla presenza di numerose autorità, tra cui il sindaco Nicola Fratino, gli assessori regionali Federica Carpineta e Luigi De Fanis e la presidente della V commissione consiliare, Nicoletta Verì.
I lavori, iniziati nell’agosto 2007, secondo le previsioni dovevano essere conclusi in 18 mesi, ma mentre erano in corso si sono verificati numerosi problemi di natura statica e funzionale che hanno reso necessario apportare modifiche al progetto originario. A livello strutturale sono stati rinforzati i solai per evitare problemi di sovraccarico, mentre dal punto di vista operativo si è scelto di sottoporre alla stessa operazione di restyling l’intero blocco, mentre da progetto originario si escludeva dai lavori l’area di preparazione dei malati e degli operatori e altri ambienti attigui alle sale chirurgiche. Invece, apportando modifiche ritenute dai tecnici necessarie e soprattutto senza alcun aggravio di costi, è stato ultimato un lavoro più completo, che sicuramente ha richiesto tempi notevolmente più lunghi del previsto ma che ha consentito di dotare il “Bernabeo” di un blocco operatorio moderno, adeguatamente attrezzato e coerente con le nuove esigenze legate al futuro dell’ospedale.(ospedale ortona)

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Il carcere di Arezzo chiude?

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

Si vuole chiudere il carcere San Benedetto di Arezzo? Questa è la domanda ricorrente e allarmata tra il personale di vigilanza e amministrativo in pianta organica all’istituto, che dal 12 giugno scorso non effettua più servizio in quanto è stato svuotato anche degli ultimi detenuti, con la motivazione di ristrutturazioni interne. Peccato che però di lavori dentro al carcere, che avrebbe sì bisogno di ristrutturazioni con una previsione di spesa dai 2 ai 4 milioni, non se ne sono ancora visti e non sono in previsione, né finanziati né appaltati. Ma allora perché non continuare a tenere in funzione nel frattempo quella piccola sezione di “accettazione” (da 10 a 19 detenuti) che serviva a custodire temporaneamente le persone arrestate nel territorio della Provincia fino alla convalida o meno dell’arresto? Questa era l’unica sezione, assieme a 4 detenuti definitivi lavoranti e un semilibero, rimasta attiva dopo che, nel luglio 2010, erano iniziati dei lavori di ristrutturazione delle mura esterne, per un importo di circa 2 milioni e mezzo d’euro, con termine previsto al prossimo novembre. Ora che anche questa sezione è stata “temporaneamente sospesa” in attesa di lavori di non si sa quando, le Forze dell’Ordine che effettuano gli arresti nel territorio aretino sono costretti a portare le persone arrestate a Firenze, a Siena o a Perugia, trasferimenti che costano certo tempo e denaro, e che privano per il tempo necessario il territorio di competenza della loro azione di controllo e prevenzione. Inoltre, anche magistrati, legali e parenti dei detenuti, sono costretti a simili dispendiose e impegnative trasferte per le convalide degli arresti, l’assistenza e i colloqui. Senza considerare che tutto il personale del carcere di Arezzo ora attende risposte dal DAP alle incognite apertesi in questo modo sul proprio futuro lavorativo, e temono di venire distaccati un domani presso altri istituti toscani. In un quadro di grave sovrappopolazione dei detenuti in tutta Italia, con quasi 5000 detenuti nella Regione Toscana a fronte di poco più 3000 supposti posti tollerabili, di sempre peggiore carenza di risorse e di organico, il sospetto di un ulteriore sperpero di denaro e della soppressione o della sospensione a tempo indeterminato di un istituto di pena, grava come un macigno sulla disastrata situazione penale della Toscana e nazionale. Per avere delle risposte in merito, con il Sen. Marco Perduca, abbiamo presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia. Lo dichiara la senatrice radicale Donatella Poretti.

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Bancari e unità sindacale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

Il Segretario Generale di Unità Sindacale Falcri Silcea Confsal Aleardo Pelacchi, all’avvio della procedura relativa all’applicazione del Piano di Impresa 2011- 2013 del Gruppo Intesa Sanpaolo, che prevede “eccedenze di Personale di oltre 10.000 unità e la riduzione strutturale del costo del lavoro di almeno 300 milioni di euro”, dichiara inaccettabili soluzioni che scarichino unicamente sulle Lavoratrici e sui Lavoratori gli oneri della ristrutturazione e giudica una strategia che avesse queste finalità, oltre che iniqua, miope ed inadeguata alla vera crescita del Gruppo e delle banche del Paese. Unità Sindacale, come sempre, non si sottrae, con senso di responsabilità, ad affrontare i processi di trasformazione del sistema bancario, ma non è disponibile a condividere strumenti e soluzioni che peggiorino ulteriormente le condizioni di vita, i carichi di lavoro, le retribuzioni, la mobilità e la tutela della professionalità e che possano anche avere eventuali ricadute sui trattamenti pensionistici delle Lavoratrici e dei Lavoratori. Nel corso delle presentazione del Piano si è sentito parlare di “Solida creazione di valore per tutti gli stakeholders”, prosegue Pelacchi . Le aziende bancarie del nostro Paese hanno voluto mettere in risalto il maggiore apporto dato all’economia reale rispetto a molti competitori continentali.Unità Sindacale ritiene che questa sia la strada giusta da perseguire e da incentivare per permettere un vero e duraturo rilancio del nostro Paese, ma è altrettanto convinta che questo percorso debba essere seguito valorizzando il primo Stakeholder, che è il Personale, ed investendo ancora più risorse in questa direzione. E’ con questo spirito – aggiunge Pelacchi – che Unità Sindacale Confsal si approccia alla comunicazione di avvio della procedura in Intesa Sanpaolo, che non può trascurare l’esito positivo della trimestrale ed i segnali di ripresa.E’ invece necessario confrontarsi su come aumentare i ricavi e come valorizzare le risorse, piuttosto che proseguire con la fin troppo facile politica dei tagli di costi del Personale. Eventuali provvedimenti, se del caso, devono coinvolgere tutti, nessuno escluso

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Roma: ristrutturazione casali rurali

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2010

Roma. La Giunta Comunale, su proposta dell’assessore all’Ambiente Fabio De Lillo, ha approvato lo stanziamento di 251mila euro per interventi di ristrutturazione di casali rurali annessi alle aziende agricole.  Si partirà con la ristrutturazione del caseificio nella tenuta di Castel di Guido, punto vendita di prodotti biologici del Comune di Roma, riaperto lo scorso 12 luglio, dopo più di un anno.  «In questo modo – spiega l’assessore Fabio De Lillo – prodotti di altissima qualità (formaggi, miele, olio) arrivano direttamente ai cittadini. Il nostro obiettivo è quello di rilanciare un luogo di grande valore naturalistico, un polmone verde di oltre 2.000 ettari. La riapertura dell’azienda agricola e la ristrutturazione del caseificio sono le prime tappe di questo processo. Infatti stiamo sviluppando numerosi progetti: coinvolgere le scuole tramite fattorie educative, installare pannelli fotovoltaici all’interno dell’azienda, aumentare il numero di prodotti venduti partendo dall’olio prodotto dall’Agenzia Comunale per le Tossicodipendenze».  L’altro intervento di riqualificazione interesserà la tenuta del Cavaliere dove verrà ristrutturato il punto vendita per prodotti biologici e sarà realizzata una sala per le attività didattiche che riguarderanno i bambini.  «Si tratta – conclude De Lillo – di iniziative che vanno nell’ottica della riqualificazione ambientale. Un segnale di attenzione verso i casali rurali legati alle aziende agricole che per anni sono stati dimenticati, mentre lo stanziamento di questi fondi rappresenta un’importante inversione di tendenza. I lavori a Castel di Guido e nella tenuta del Cavaliere inizieranno in autunno, ma in cantiere ci sono progetti che riguardano altri casali perché intendiamo puntare forte sul rilancio e la valorizzazione dei prodotti agricoli dell’agro romano. Per questo stiamo lavorando anche sull’ipotesi di aprire un’enoteca Comunale»

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Chiusura della sede torinese della Tecnimont

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2010

I Parlamentari del PD del Piemonte On. Giorgio Merlo ed On. Stefano Esposito hanno presentato quest’oggi un’Interrogazione urgente al Ministro del Lavoro relativamente alla vicenda della chiusura della sede torinese della Tecnimont.  Spiegano i due Deputati: “Vogliamo sapere se ci troviamo di fronte ad una ristrutturazione della Tecnimont, peraltro pesante per i quasi 500 lavoratori, oppure se dietro l’angolo si profila lo spettro della drastica riduzione della stessa occupazione. Una preoccupazione destinata a crescere se si pensa che con questa operazione decisa dal gruppo, un’altra fetta di occupazione lascia Torino per Milano. Una scelta che non può non investire il Ministero del lavoro e, di conseguenza, tutte le istituzioni locali”.
Aggiungono l’On. Giorgio Merlo e l’On. Stefano Esposito: “Stiamo parlando di un’azienda che è il frutto della fusione tra le società di engineering di Edison e Fiat e che attualmente gode di una apparente buona salute e dove, al momento, non sono previste riduzioni di organico. Sono a tutt’oggi pressoché ignote le motivazioni del trasferimento – che creeranno ingenti problemi per gli stessi lavoratori –  se non dettate da ragioni di ‘inefficienze operative’ da parte dei vertici aziendali. Sul netto ridimensionamento di Torino da parte dell’azienda – dopo una smentita iniziale – arriva la certezza con un incontro svoltosi all’Unione Industriale tra l’impresa e i sindacati”. Pertanto “diventa decisivo sapere se il Ministero intende avviare un’iniziativa presso i vertici aziendali per conoscere se realmente c’è la volontà da parte del gruppo di procedere ad un drastico ridimensionamento dell’occupazione – seppur attraverso il trasferimento dei lavoratori – o se ci troviamo di fronte ad una ristrutturazione, peraltro dettata da motivazioni alquanto fumose e poco comprensibili”.

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Dopo Pomigliano

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2010

Napoli, 3 luglio ore 10.00 Hotel Ramada Via Galileo Ferraris 40 (adiacenze uffici Inps) – Alla luce del voto espresso dai lavoratori di Pomigliano, Slai/Cobas Coordinamento Nazionale e Confederazione U.S.B. invitano i lavoratori, i precari, i delegati sindacali, le organizzazioni politiche e sociali all’assemblea nazionale. L’assemblea sarà un dibattito pubblico sul futuro dello stabilimento di Pomigliano d’Arco e dei lavoratori del gruppo Fiat,  alla luce dei processi di ristrutturazione selvaggia in corso in tutto il mondo del lavoro. Da questo confronto si intende inoltre individuare le prossime iniziative nell’impianto napoletano e nel gruppo Fiat unitamente alle prospettive di lotta per tutti i lavoratori, a cui soltanto le organizzazioni sindacali di base sono in grado di ridare voce e forza, contro l’offensiva economica e sociale del padronato e del governo.

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Norimberga dice “no” al sottosegretario Scotti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 Mag 2010

Il Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo ha preso atto con costernazione della dichiarazione fatta dal Segretario di Stato Onorevole Scotti in data 13 maggio 2010, relativa alla chiusura definitiva del Consolato d’Italia di Norimberga. Secondo l’Onorevole Scotti l’ipotesi dell’istituzione di un’Agenzia Consolare verrebbe definitivamente a cadere in seguito al ‘no’ delle autorità tedesche, che chiederebbero il mantenimento almeno di vice consolato. Il CTIM Delegazione Germania è consapevole degli sforzi fatti dall’amministrazione italiana nella revisione del piano iniziale di ristrutturazione della rete consolare e nella programmata istituzione a Norimberga di un’Agenzia Consolare, ma non può accettare questo attuale ripensamento.  Le dichiarazioni del Senatore Mantica dello scorso aprile e la programmata istituzione a Norimberga  dell’Agenzia Consolare sono per noi una dimostrazione evidente, che anche l’amministrazione del Ministero degli Affari Esteri è ben consapevole dell’assurdità della chiusura completa del Consolato di Norimberga. Si chiede pertanto al Ministero degli Esteri, On. Franco Frattini, la cancellazione della delibera del Cda del MAE del 14 maggio 2010 e l’avvio di nuove contrattazioni con le autorità tedesche per l’ottenimento di una soluzione soddisfacente per tutte le parti in causa.  Da parte della collettività italiana in Franconia e dello scrivente Comitato è stata avviata un’operazione di capillare informazione delle forze politiche e della stampa tedesca a livello regionale e federale sull’argomento. La collettività italiana della Franconia non si arrende!

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Allarme sicurezza all’ospedale Spallanzani di Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2010

“Questa è l’ennesima inchiesta che ci lascia senza parole e che non può che farci inorridire. Soprattutto perché molte delle irregolarità oggi contestate erano state già denunciate nel 2007 dall’allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. Un fenomeno deprecabile che testimonia le onnipresenti collusioni tra politici, imprenditori e dipendenti della pubblica amministrazione che generano attività criminose come corruzione e concussione”. Queste le risentite parole della viceresponsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti Lea Del Greco all’allarme sicurezza lanciato dal settimanale L’espresso in seguito a un’inchiesta che avrebbe messo in evidenza importanti violazioni rilevate dopo la ristrutturazione dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, centro di riferimento italiano per le nuove epidemie, la coltivazione di virus letali e, soprattutto, per  le misure contro il bioterrorismo poiché tra gli agenti patogeni presenti nei suoi reparti ce ne sono alcuni tremendamente distruttivi come il tristemente noto virus Ebola. Proprio nei laboratori di massimo rischio non sarebbero state rispettate le norme antisismiche, obbligatorie per legge. Per di più molti edifici utilizzati da personale e pazienti non hanno mai ricevuto il verbale di collaudo definitivo sulle opere in cemento armato. E su di esse mancherebbe anche la valutazione più generale di collaudo tecnico e amministrativo sugli impianti, sulle procedure eseguite e sulle spese fatturate durante i lavori. Secondo lo Spallanzani, è tuttora senza verbale di collaudo perfino il padiglione Del Vecchio che contiene i laboratori a più alto rischio di contaminazione. A peggiorare la già critica situazione della ristrutturazione gestita da Bertolaso, capo della Protezione Civile, insieme con Balducci e con l’imprenditore Anemone, cedimenti del sottosuolo e tracce d’umidità. Attacca duramente sdegnata l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Ancora una volta al centro degli di scandali c’è  la Sanità che è l’ambito dove più proliferano le associazioni a delinquere – ricordando che vengono definiti in tal modo gruppi di ogni tipo, non necessariamente legati alla mafia, ma con scopi palesemente illeciti – e i fenomeni di connivenza tra stato e mafia. Quello che più indigna è che, coinvolti in questa vicenda, siano gli stessi soggetti nei confronti dei quali sono già in corso plurime indagini legate ad altre inchieste come la Maddalena e il terremoto in Abruzzo. Ciò che ci spinge a condannare fermamente questi individui se le accuse verranno confermate, è che si tratta di persone che hanno speculato da prima non solo su vere e proprie tragedie umane come il terremoto ma ora anche sul diritto alla salute che, ai sensi dell’articolo 32 della Costituzione, ‘la Repubblica tutela come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività’. Il fatto – conclude la Del Greco – che per  questioni di interesse personale, favorite dalla concentrazione di potere che alcuni soggetti detengono, si metta a rischio l’incolumità pubblica ci obbliga moralmente ed eticamente ad andare a fondo su questa inchiesta e a seguire gli ulteriori sviluppi di questa vicenda”.

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I soldati scrivono al loro ministro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 marzo 2010

“Egregio Sig. Ministro, scrivo in nome, per conto e nell’interesse di tutti volontari della FF.AA. Scrivo a Lei in qualità di preposto all’amministrazione militare e civile della Difesa e massimo organo gerarchico e disciplinare. Infatti tra le Sue competenze vi è anche quella di illustrare al Parlamento in sede di presentazione annuale dello stato di previsione del Ministero della Difesa, in particolare le previsioni di spesa inquadrate nella manovra prevista dalla legge finanziaria, la ripartizione delle risorse finanziarie per impegni operativi, amministrativi e per settori di spesa ed i suoi riflessi sulla preparazione delle Forze Armate; lo stato di attuazione dei programmi di investimento e le misure di ristrutturazione e riqualificazione dello strumento militare, con illustrazione del rapporto fra costi ed efficacia delle misure medesime.  Appare pertanto doveroso, per lo scrivente, ricordarLe che i tagli all’Esercito Italiano hanno provocato un internalizzazione dei servizi, i quali sino all’anno scorso venivano delegati a ditte civili, che ora sono anche disoccupati. Purtroppo una scelta infelice dell’amministrazione ha fatto si che adesso dette mansioni, oltre alle normali attività tipiche di soldato, vengono svolte dal personale volontario anche in servizio permanente, uomini e donne con esperienze decennali e famiglia a carico. In questo momento infatti ci si trova di fronte a situazioni che minano la dignità del personale volontario che è quello che sta pagando lo scotto più pesante, il quale si trova a dover espletare anche le mansioni di pulizia delle Caserme. Passi che abbiamo una remunerazione bassa a fronte di tanti sacrifici sia personali che delle proprie famiglie, passi un patrimonio alloggiativo nella maggior parte dei casi fatiscente e privo dei servizi minimi anche a fronte del pagamento di una retta mensile, ma obbligati ad alloggiarvi perché gli affitti esterni sono insostenibili, passi che la maggior parte degli alloggi demaniali sono abusivamente occupati dai “sine titulo”, accettiamo tutto ciò in silenzio e nella speranza che le cose possano migliorare, ma giocare sulla morale e sulla dignità questo è terrorismo psicologico allo stato puro. Ciò è inaccettabile, è destabilizzante della dignità, del decoro e della salute morale di chi opera ed a operato in missioni internazionali, chi ha conosciuto e si confronta giornalmente con il terrorismo e i suoi devastanti effetti, la fame, le malattie, la guerra, la distruzione, le mutilazioni e la morte, che non smette mai anche quando ci si trova di fronte al sacrificio estremo e non si rifiuta mai di operare come ambasciatore di pace e di giustizia, ma che poi si trova privato di quegli stessi diritti civili che esporta in quelle località che vivono realtà dittatoriali. Bisogna essere chiari, bisogna essere pratici, stiamo attendendo fiduciosi una Sua risposta anche alle varie interrogazioni parlamentari depositate in materia, che chiarisca il principio se siamo in primis cittadini italiani per diritto di nascita come costituzionalmente sancito, e solo dopo militari che giurano di salvaguardare le libere istituzioni, che vengono chiamati in guerre assurde non per propria scelta ma da un volere politico ed un dovere civile che le Comunità Internazionali si assumono, e non “mercenari” ad uso e consumo di chicchessia, oggi guerrieri, come Lei stesso più volte ci definisce nei suoi tanti discorsi pubblici, ma subito dopo trasformarci in “spazzini” per delle scelte infelici e inaccettabili sia politiche che dell’amministrazione, e domani cosa? Non oso immaginarlo. Quando un soldato volontario rientra dalle missioni non può e non deve trovarsi a dover lottare perché gli vengano garantiti quei diritti minimi che gli spettano per diritto di nascita, senza doversi scontrare con una istituzione che in barba alla più autorevole giurisprudenza della Corte Costituzionale che con le sentenze 449/1999; 332/2000; 445/2002 ha solennemente e definitivamente sentenziato che “i diritti fondamentali del cittadino militare non recedono di fronte alle esigenze della struttura militare”, ma la stessa prosegue sul suo percorso senza ascoltare le urla di malessere e mal contento che si sollevano giornalmente nelle sue caserme, urla che chiedono dignità e rispetto”.

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Roma: Ristrutturazione caffè Greco

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2010

Si è svolta presso l’Assessorato di via dei Cerchi, la riunione sui lavori di ristrutturazione del Caffè Greco, alla presenza dell’Assessore alle Attività Produttive Davide Bordoni, dell’Ing. Carlo Pellegrini, amministratore delegato del Caffè Greco, del presidente dell’associazione via Condotti Gianni Battistoni, della Polizia Municipale e della direzione tecnica del I Municipio. L’incontro è servito a fare il punto della situazione e a fugare ogni dubbio sui lavori di riqualificazione dello storico salotto romano. Si tratta di interventi di manutenzione per adeguare il locale agli attuali standard di sicurezza sul lavoro e al rispetto delle norme igienico-sanitarie. La documentazione fornita dalla proprietà del Caffè Greco testimonia la regolarità degli interventi, che hanno ottenuto il nulla osta della Soprintendenza ai Beni Archeologici a cui ha fatto seguito la relativa Denuncia di Inizio Attività del I Municipio. Per quanto riguarda la porta sul retro, in via delle Carrozze, segnalata dai residenti e dall’associazione di via Condotti, la proprietà ha dimostrato che si tratta di un passaggio preesistente quindi di un effettivo ripristino dello stato dei luoghi. “La proprietà ci ha rassicurato – spiega l’assessore Bordoni – poiché non ha nessuna intenzione di  cambiare la natura dello storico salotto romano. Da parte delle istituzioni preposte al controllo dei lavori c’è massima attenzione ma tutto si sta svolgendo nel rispetto delle norme. L’amministrazione comunale è la prima a voler tutelare un luogo simbolo della città, dal 1760 ritrovo di intellettuali e di studiosi e accademici cultori in particolare di Roma. Come locale sottoposto a vincolo, il Caffè Greco è oggetto, anche in fase di lavori, di sopralluoghi da parte della Soprintendenza. Ora aspettiamo solo di conoscere la data di riapertura del locale, prevista per primavera”.

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Tangente a consigliere Pdl a Milano

Posted by fidest press agency su domenica, 14 febbraio 2010

Chi intasca una tangente ed è condannato in via definitiva, non deve avere più la possibilità di ricoprire incarichi pubblici”. Così il viceresponsabile per Milano dell’Italia dei Diritti Luca Ragone, ha commentato l’arresto in flagranza di reato di Camillo “Milko” Pennisi. Il consigliere comunale milanese del Pdl, nonché presidente della commissione Urbanistica al Comune del capoluogo lombardo è accusato di concussione per una tangente da diecimila euro, ricevuta dal rappresentante di un’impresa edilizia, interessata ai lavori di ristrutturazione di una palazzina nella periferia nord della città meneghina. La pratica, bocciata dal consiglio della circoscrizione, è arrivata nella commissione presieduta da Pennisi. Il regolamento comunale prevede che l’organo consiliare della commissione adotti un parere obbligatorio che tuttavia non è vincolante, spettando dunque al presidente decidere quando discutere la pratica. Proprio nei meccanismi del decentramento amm inistrativo, pure apprezzabile in realtà metropolitane come Milano, l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro ravvede delle falle che lasciano spazio agli illeciti auspicando pertanto “che la commissione urbanistica tenga maggiormente in conto il parere espresso dalla circoscrizione, onde non snaturare il ruolo delle mini assemblee cittadine”.

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Rinnovo Contratti Pubblici

Posted by fidest press agency su sabato, 5 dicembre 2009

La Funzione Pubblica ha convocato la prossima settimana i sindacati per un confronto sul rinnovo dei contratti pubblici in scadenza il prossimo 31 dicembre, con il solo obiettivo, dopo il riuscito sciopero generale del sindacalismo di base del 23 ottobre, di smorzare la crescente conflittualità dei lavoratori piuttosto che cercare la soluzione ai problemi che si sono accumulati nel settore. Dai tagli al salario accessorio della legge 133/08 ai contenuti del D.Lgs. 150/09, dal blocco delle assunzioni con il conseguente aumento dei carichi di lavoro ai processi di ristrutturazione senza alcuna garanzia per i dipendenti, il tutto in un quadro di crisi economica che ha fortemente indebolito il potere d’acquisto degli stipendi, determinano una fase in cui il rinnovo dei contratti viene vissuto con molta aspettativa e rabbia. La convocazione di Palazzo Vidoni interviene senza che ci siano le condizioni minime per poter avviare un seria trattativa: la finanziaria 2010 non stanzia alcuna risorsa per un rinnovo, che oltretutto sarà triennale, mentre il governo non ha ancora nominato il nuovo Presidente e il Comitato Direttivo dell’Aran, né inviato le direttive per la ridefinizione dei comparti di contrattazione. La ripresa, poi, della prassi di convocare solo i sindacati che hanno firmato un qualche accordo con il governo risulta essere un ritorno al recente passato quando la sola RdB veniva esclusa per non aver firmato il famigerato accordo di luglio”93 e, con la forte complicità di Cgil, Cisl e Uil, veniva tenuta per oltre un decennio fuori dal confronto politico formale con i vari governi che si sono succeduti. Oggi anche la Cgil, che si trova nelle stesse condizioni, grida allo scandalo, denunciando un comportamento antidemocratico che in passato non solo aveva avallato ma anche invocato e provocato nei confronti della RdB.

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Trecate: fondi per le medie

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2009

Trecate (No) 800.000 euro, di cui 450.000 per la sostituzione dei serramenti, 170.000 per il rifacimento dei servizi igienici e oltre 100.000 euro per la sistemazione dei pavimenti. È un investimento consistente quello che l’amministrazione comunale di Trecate ha deciso di destinare alla ristrutturazione delle scuole medie “G. Cassano” di Via Mezzano. Le opere di ristrutturazione sono state illustrate nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il Sindaco Enzio Zanotti Fragonara, l’assessore all’istruzione Federico Binatti, la dirigente scolastica Maria Teresa Annovazzi e il responsabile dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Novara Giuseppe Bordonaro. “Si tratta di opere attese da tempo – spiega il Sindaco – la scuola risale agli anni ’70 e da allora non sono mai stati eseguiti lavori di mantenimento importanti sull’intero edificio”.  La giunta comunale ha approvato la delibera che dà il via alla ristrutturazione lo scorso 22 ottobre. Si inizierà con la sostituzione dei serramenti esterni. I nuovi infissi saranno in alluminio annodizzato con vetro temperato spesso quattro centimetri. Successivamente si provvederà ai lavori all’interno delle aule: anche qui saranno sostituite le finestre e, in prossimità dei termosifoni, le pareti saranno rinforzate con un cappotto termico. “Gli interventi di ristrutturazione – spiega l’assessore Federico Binatti – ci permetteranno di risparmiare circa il 26% sui consumi energetici necessari per il riscaldamento, ma soprattutto i ragazzi avranno una scuola più bella e accogliente, in grado di garantire una migliore qualità della vita e dello studio”.  “Ancora una volta la collaborazione tra istituzioni si dimostra preziosa nell’interesse dei cittadini – conclude il dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Novara –  sono 540 i ragazzi che frequentano le scuole medie trecatesi e che trarranno immediato beneficio da questi lavori. La collaborazione tra Comune e mondo scolastico sta dando importanti risultati. Quello di Trecate è un esempio da imitare”. (bordonaro)

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L’oratorio San Luigi di Canegrate rimesso a nuovo

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2009

Canegrate (Mi) 20 settembre alle 17 apre il nuovo ingresso su via Volontari della Libertà realizzato grazie anche al contributo della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate L’oratorio San Luigi di si rinnova. Un primo passo al quale faranno seguito altri interventi per arrivare, tra qualche anno, ad una ristrutturazione completa. L’obiettivo, come spiega il parroco don Gino Mariani, è quello di «razionalizzare gli spazi interni ed esterni, puntando ad una maggiore funzionalità e sicurezza». Domenica quindi viene ufficialmente inaugurato il nuovo ingresso della struttura lungo via Volontari della Libertà.  Con uno stanziamento di 15mila euro, la Bcc ha infatti voluto far sentire la propria vicinanza alla parrocchia di  Canegrate «nel ricordo di quelle che sono le origini della banca, nata più di 110 anni fa sotto la guida di don  Giovanni Besana, e nella consapevolezza dell’importanza che gli oratori hanno sul territorio in ambito educativo»,  osserva il presidente della Bcc, Lidio Clementi.

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SkyEurope sospende i suoi servizi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2009

La compagnia aerea low-cost slovacca SkyEurope a partire da oggi ha sospeso tutti i suoi servizi. Sono pertanto centinaia i consumatori rimasti a terra, tra cui molti gli italiani. Il Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia fornisce alcuni chiarimenti a tutti i passeggeri coinvolti. A causa di una perdurante crisi finanziaria dal giugno 2009 la compagnia aerea slovacca SkyEurope era stata sottoposta ad una procedura di ristrutturazione, continuando comunque la propria attività di vettore aereo e garantendo quindi i propri voli (pur se con qualche disagio per i passeggeri). Nella giornata di ieri SkyEurope ha annunciato sul proprio sito internet che, a partire da oggi, “sospende i suoi servizi”. Il responsabile della procedura di ristrutturazione ha depositato presso il Tribunale slovacco competente domanda di ammissione al fallimento. Pertanto, i passeggeri che hanno acquistato un volo, non incluso in un pacchetto turistico, per ottenere i rimborsi dovranno seguire le procedure di legge previste dalle norme di diritto slovacco sui fallimenti delle aziende ed insinuarsi al passivo, senza essere neanche creditori privilegiati. Ad oggi non è quindi possibile dire se e in quali limiti gli sfortunati passeggeri saranno risarciti. Con riferimento ai rimborsi per pagamenti effettuati con carta di credito, non esiste una norma specifica che obbliga le banche ad effettuarli; consigliamo tuttavia a chi abbia acquistato un biglietto di SkyEurope, pagandolo con carta di credito, di rivolgersi al proprio istituto di credito e chiedere informazioni, in quanto la giurisprudenza in questo ambito è favorevole al consumatore.   Soltanto chi ha acquistato un pacchetto turistico con inclusi voli SkyEurope potrà richiedere il danno materiale e da vacanza rovinata all’agenzia di viaggio ed al tour operator che hanno proposto e venduto il pacchetto e che, ognuno per le proprie competenze, dovranno risarcire i danni subiti dai consumatori, nel caso non abbiano provveduto a fornire un’alternativa adeguata.   L’unica cosa certa in questo momento è che tutti i voli di SkyEurope sono stati cancellati, causando disagi ed ulteriori spese ai consumatori-viaggiatori. Agli sfortunati passeggeri non rimane quindi altro da fare che cercare un volo alternativo e conservare scrupolosamente tutta la documentazione in attesa di ulteriori sviluppi. Tutti gli aggiornamenti relativi alla situazione del vettore SkyEurope saranno pubblicati sul sito del CEC http://www.ecc-netitalia.it.

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Casale Strozzi: “monumento al degrado”

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2009

Roma. “E’ vergognoso che  la palazzina storica del quattrocento conosciuta come Casale Strozzi, che sorge  a soli pochi metri dal Tribunale Penale, dietro a Piazzale Clodio, alle falde di Monte Mario, sia stata di nuovo abbandonata al degrado e ridotta in una sorta di discarica dopo gli interventi di ristrutturazione che sono costati allo Stato italiano alcune centinaia di migliaia di euro”.  E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, presidente del Consiglio del XVII Municipio e membro del comitato politico romano del Prc. “Non è tollerabile – continua Barbera – che tale edifico, che contiene anche alcuni affreschi del quattrocento e del cinquecento, possa essere lasciato ancora, chissà per quanto tempo, in queste condizioni. E’ necessario che tutte le istituzioni competenti intervengano immediatamente  per recuperare tale patrimonio  e per riqualificare l’intera zona circostante di proprietà del demanio statale, oggi lasciata in condizioni di assoluto degrado. Inoltre, ritengo opportuno  che vengano accertate da parte delle autorità competenti le responsabilità di tale scempio anche dal punto di vista del danno erariale. Così come ritengo necessario  verificare immediatamente quali siano i reali pericoli  per la salute dei cittadini che si celano all’interno di tale casale, visti i minacciosi cartelli apposti sulle cancellate di tale palazzina, che indicano la presenza di rifiuti tossici”.

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Cocer esercito: mobilità nella P.A.

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2009

“Non rifuggiamo da ipotesi di mobilità,  purché queste ipotesi siano improntate alla  volontarietà e al rispetto della dignità dei singoli”.  Questa la replica del Cocer dell’Esercito al  Ministro Brunetta che aveva annunciato l’impiego  di unità delle forze armate in altre amministrazioni  ed in particolare nel settore della giustizia. “Il ministro della Difesa ha dato mandato ad una Commissione di individuare le linee di riforma e ristrutturazione dello strumento militare – ha sottolineato  il Presidente del Cocer, Gen. Domenico Rossi. Finché quest’organismo non avrà concluso i suoi lavori, crediamo non si possa  parlare di un esubero di 30mila sottufficiali. Ci è sembrato poco opportuno  parlare di scarso utilizzo del personale. Perché, poi, citare solo l’Esercito? A  questo punto aspettiamo un intervento da parte del ministro della Difesa volto  a riportare queste dichiarazioni nel giusto contesto – conclude la nota”

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