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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘risultati’

Xiaomi annuncia i risultati finanziari Q219

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 agosto 2019

Xiaomi Corporation (“Xiaomi” o il “Gruppo”; Stock Code: 1810.HK), società Internet con smartphone e dispositivi smart interconnessi da una piattaforma Internet of Things (IoT), annuncia oggi i risultati consolidati e certificati per il secondo trimestre e primo semestre chiuso al 30 giugno 2019 (“1H2019” o “the Period”). Nel primo semestre 2019, Xiaomi ha registrato performance da record, grazie alla strategia dual core “Smartphone + AIoT” (AI + Internet of Things) che offre efficienza operativa e maggiore resilienza al rischio. Durante questo periodo, i ricavi totali del Gruppo sono aumentati del 20,2%, attestandosi a circa 95,71 miliardi di RMB. I ricavi delle attività all’estero sono stati del 38,6 miliardi di RMB, pari a oltre il 40% dei ricavi totali. L’utile netto rettificato (Non-IFRS Measure) è stato di 5,72 miliardi di RMB, con un incremento del 49,8% rispetto all’anno precedente. Nel secondo trimestre del 2019 (“2Q2019”), il fatturato totale di Xiaomi è cresciuto del 14,8%, attestandosi a circa 51,95 miliardi di RMB. L’utile netto rettificato (misura non IFRS) è stato di 3,64 miliardi di RMB, con un aumento sostanziale del 71,7% rispetto all’anno precedente.
“Grazie all’incessante impegno di Xiaomi, siamo riusciti a realizzare una solida crescita nel nostro business, registrando un profitto che ha raggiunto il massimo consenso e diventando la più giovane azienda Fortune Global 500 nel 2019, nonostante le sfide economiche globali. La nostra performance è la testimonianza del successo della nostra strategia dual core ‘Smartphone + AIoT’ e del modello di business di Xiaomi. Guardando al futuro, continueremo a rafforzare le nostre capacità e gli investimenti in R&S in modo da cogliere le grandi opportunità offerte dai mercati 5G e AIoT e puntare a risultati costanti per l’azienda”, dichiara Lei Jun, Founder, Chairman e CEO di Xiaomi.

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LGIM annuncia forti risultati per il primo semestre 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 10 agosto 2019

Legal & General Investment Management (LGIM) ha annunciato oggi forti risultati finanziari per i primi sei mesi dell’anno (fino al 30 giugno 2019). Afflussi esterni netti di €69.0 miliardi (£60,3 miliardi ; primo semestre 2018: €16.6 miliardi ; £14,6 miliardi), tra cui afflussi importanti da clienti asiatici nelle strategie Index, hanno contribuito fortemente alla crescita delle masse gestite che, con un incremento del 15%, hanno raggiunto €1268 miliardi (£1135 miliardi) nel primo semestre 2019 (primo semestre 2018: €1113 miliardi; £985 miliardi).LGIM ha continuato a beneficiare delle tendenze globali nel risparmio previdenziale e dei cambiamenti strutturali della domanda nel settore dell’asset management. Ciò ha beneficiato l’ampia gamma di prodotti e competenze offerte dalla società, tra cui gli index fund, la gestione attiva, i multi-asset e gli alternativi, basati anche su di un attento approccio ESG. Il forte allineamento strategico e verso il cliente di Legal & General rimarrà il motore per la crescita di LGIM.La societa’ continua a crescere nel Regno Unito, che fino ad oggi ha rappresentato la base del successo dell’azienda. LGIM è uno dei principali attori nelle soluzioni di riduzione del rischio delle pensioni Defined Benefit per le istituzioni globali ed e’ leader di mercato nelle pensioni Defined Contribution (DC) nel Regno Unito, con un patrimonio totale di €96.5 miliardi (£86,4 miliardi; (primo semestre 2018: €72.3 miliardi; £64.0 miliardi). Per il futuro LGIM sta pianificando l’ampliamento della sua proposta DC e un’ulteriore espansione nei mercati internazionali.A livello internazionale, le masse gestite di LGIM sono cresciute del 50% e si collocano a €383 miliardi (£343 miliardi; primo semestre 2018: €259.1 miliardi ; £229.3 miliardi). Ciò è dovuto principalmente alla sottoscrizione di un mandato passivo di €42 miliardi (£37 miliardi) con il Fondo Pensione di Investimento Giapponese (Japan Investment Pension Fund), che ha creato le basi a lungo termine per la crescita futura dell’azienda in Giappone e nell’intera regione. Ha inoltre posizionato LGIM fra i primi tre gestori non domestici nel mercato pensionistico istituzionale giapponese.
LGIM continuerà a investire nelle attivita commerciali in cui prevede una crescita o in cui l’automazione e la semplificazione genereranno leva operativa ed efficienza. In primo piano vi sono il miglioramento dell’esperienza digitale dei clienti, l’ottimizzazione delle piattaforme di investimento e l’utilizzo dell’analisi dei dati.
Commentando i risultati, Michelle Scrimgeour, CEO di LGIM da luglio di quest’anno, ha affermato: “Questi risultati riflettono un buon primo semestre dell’anno per LGIM. Nella mia posizione di CEO continuero’ a lavorare per migliorare cio’ che ritengo siano delle fondamenta solide.“Abbiamo continuato a fare grandi passi avanti nella crescita del nostro business internazionale e abbiamo ottenuto alcune vittorie importatanti, in particolare attraverso la sottoscrizione del mandato con il fondo di investimento per le pensioni del governo giapponese.
LGIM è firmataria dell’UNPRI dal 2010. Nel 2019 l’azienda ha ricevuto cinque ratings A+ e due ratings A nelle sette categorie valutate dall’UNPRI.Per accedere al rapporto di valutazione UNPRI 2019 per LGIM: http://www.lgim.com/uk/en/capabilities/corporate-governance/stewardship-and-integration/

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Risultati finanziari Gruppo Schwarz

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

Il Gruppo Schwarz, il più grande operatore GDO europeo di cui fanno parte Lidl e Kaufland, ha chiuso lo scorso anno fiscale registrando un fatturato netto di 104,3 miliardi di euro (+7,4 % rispetto all’anno precedente), di cui circa 81,2 miliardi di euro provenienti dalla catena di discount Lidl (+ 8,8%) e circa 22,6 miliardi di euro dagli ipermercati a marchio Kaufland (+1,6%).Il Gruppo Schwarz, quinto retailer a livello mondiale, è presente in oltre 30 Paesi con più di 12.100 punti vendita e oltre 429.000 collaboratori. L’Azienda, la cui sede principale si trova a Neckarsulm in Germania, opera con due diverse insegne commerciali: Lidl, catena di discount presente anche in Italia, e Kaufland specializzata nelle grandi superfici.Klaus Gehrig, a capo del Gruppo Schwarz, attribuisce il merito di questi risultati all’espansione della rete commerciale, all’offerta di prodotti con un rapporto qualità/prezzo conveniente e, non da ultimo, all’impegno dei collaboratori. Oltre a prezzo, servizio e qualità – i tre pilastri dell’offerta Schwarz – l’Azienda ha ulteriormente puntato su: freschezza, regionalità dell’assortimento e prodotti biologici. Per il 2019, ci si attende uno sviluppo in linea con l’anno precedente nonostante la crescente complessità dei mercati e la sfavorevole congiuntura economica mondiale. Nel futuro dell’Azienda c’è la sfida digitale che, per il Gruppo Schwarz, significherà connettere in modo intelligente persone, merci e punti vendita.Anche Lidl Italia, nonostante il complessivo calo dei consumi nazionali e l’ingresso sul mercato di nuovi player, ha contribuito in modo significativo all’espansione del Gruppo, confermando il trend di crescita degli ultimi anni. L’Azienda ha investito lo scorso anno oltre 350 milioni di Euro sul territorio nazionale, destinati per la maggior parte all’apertura di 40 nuovi supermercati e alla modernizzazione di una cinquantina di punti vendita. A questi investimenti è stato affiancato un ambizioso piano di oltre 2.000 assunzioni. Per l’anno in corso sono previsti investimenti e assunzioni in linea con i dati del 2018, segno tangibile della volontà di Lidl di proseguire a pieno ritmo lo sviluppo sul territorio italiano.

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“Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi” diceva Einstein

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

In altre parole, se non siamo soddisfatti dei risultati che otteniamo nella vita, conviene cambiare qualcosa nei nostri comportamenti oppure ci toccherà fare i conti con gli stessi immutabili risultati insoddisfacenti… “Cambiare è difficile perché le conseguenze possono essere pesanti: incrinare rapporti di anni, rompere equilibri sottili, far perdere relazioni e lavori Il limite di molti percorsi di psicoterapia è che producono consapevolezza senza reali cambiamenti. In pratica, le persone divengono consapevoli delle ragioni che li spingono ad agire in un certo modo (spesso per motivazioni che affondano lontane radici nella storia personale e familiare) ma poi non trovano il coraggio e la forza di agire in maniera diversa”.
Cosa fare allora? Una via sicura è la teatro terapia. Si prova sul palco quello che si vuole cambiare nella vita sotto la guida di uno psicoterapeuta. E’ divertente, non ci sono conseguenze nella vita reale, si può provare ad essere come si vorrebbe senza avere conseguenze. “La teatro-terapia può rappresentare un’utile palestra per il cambiamento perché il suo fulcro è proprio portare sulla scena se stessi e le proprie difficoltà, in maniera da sperimentare direttamente come potrebbe essere un cambiamento. – spiega lo psicoterapeuta Giovanni Porta – Provare, sbagliare, riprovare, fino ad arrivare a un equilibrio soddisfacente all’interno di un contesto protetto in cui la finzione teatrale è la rete che permette di non farsi troppo male cadendo”. Ispirato a una miscela di psicoterapia della gestalt, analisi caratteriale ed esercizi di formazione attoriale, la teatro-terapia proposta da Giovanni Porta propone esperienze di movimento, meditazione, recitazione e introspezione al fine di raggiungere un maggior livello di benessere nella propria vita reale. Sperimentare nel virtuale ciò che poi si desidera portare nel reale.

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Festina Italia annuncia i risultati 2018

Posted by fidest press agency su domenica, 14 aprile 2019

La filiale italiana del Gruppo Festina chiude l’esercizio 2018 con risultati che confermano l’andamento molto positivo degli ultimi anni e segnano una crescita complessiva.
La chiusura del bilancio 2018 per la sede italiana della multinazionale spagnola fa registrare infatti un +27% di utile dopo le imposte e, nonostante un anno difficile per il mercato generale e in particolare per quello italiano, il fatturato globale si assesta su una crescita dello 0,6%.“Questo risultato è il frutto del lavoro di un gruppo omogeneo e coeso, che si impegna ogni giorno per la crescita costante della filiale italiana, sempre in completa simbiosi con la casa madre spagnola.” commenta Paolo Galimberti, Direttore Generale Festina Italia e aggiunge: “Il successo ottenuto ci inorgoglisce e ci ripaga degli sforzi fatti in questi anni, consolidando con il marchio Festina un posizionamento da leader di mercato, non influenzabile da trend o da crisi. Il nostro cliente sa che Festina Group è sinonimo di qualità unita ad un prezzo incomparabile e ad una serietà figlia della filosofia del nostro patron Miguel Rodriguez. Dal bilancio 2018 riceviamo quindi una grande spinta positiva che ci permette di affrontare le nuove sfide, non necessariamente solo commerciali, che ci apprestiamo ad affrontare con la serenità di chi fa parte di un gruppo unico nel panorama dell’orologeria mondiale.”Il risultato positivo del bilancio 2018, a fronte di un sostanziale mantenimento del fatturato di Festina Orologi, è attribuibile a differenti fattori tra cui spicca sicuramente la crescita consistente del mondo Lotus (orologi e gioielli) che ha portato il brand a fatturare quest’anno circa 2.3 milioni.Anche il marchio Jaguar fa registrare una crescita davvero significativa, con un +24% di fatturato rispetto all’anno precedente: un trend che continua quindi e che lo porta a conquistare sempre più spazio nel mercato italiano mentre il marchio Festina continua a consolidare la propria presenza e il proprio appeal nel mondo dell’orologeria di prestigio.
Con oltre 30 anni di storia, il Gruppo Festina è oggi una prestigiosa azienda internazionale specializzata nella produzione e nella commercializzazione di movimenti e parti di precisione per noti brand di orologeria.

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Arresto cardiaco, revisione Cochrane sugli effetti dell’adrenalina. Ecco i risultati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

L’adrenalina o la vasopressina (ormone antidiuretico) migliorano la sopravvivenza in caso di arresto cardiaco? È questo il quesito clinico al quale un gruppo di ricercatori dell’Unità di ricerca sulla rianimazione e la medicina di emergenza (Precru) della Curtin University di Bentley (Australia) hanno cercato di rispondere in una nuova revisione Cochrane. Gli autori fanno una breve premessa che permette di inquadrare lo stato dell’arte sulla questione e di comprendere come è nata l’esigenza di stilare l’attuale review. Come è noto, ricordano, quando il cuore improvvisamente smette di battere, senza alcun trattamento la morte si verifica in pochi minuti. Quanto ai trattamenti che hanno dimostrato di essere efficaci in questa grave condizione, i primi da citare sono la rianimazione cardiopolmonare e il rilascio di uno shock elettrico (defibrillazione). Se questi metodi non dovessero avere successo, proseguono i ricercatori, vengono iniettati farmaci come l’adrenalina e la vasopressina (di solito per via endovenosa) al fine di provare a far “ripartire” il cuore. Le prime prove scientifiche che hanno portato all’uso di questi farmaci provenivano in gran parte da piccoli studi sugli animali, specificano. Se però alcuni studi sull’uomo hanno dimostrato che questi farmaci possono aiutare inizialmente la ripresa del battito cardiaco, aggiungono, la ricerca suggerisce anche che potrebbero avere effetti dannosi a livello cerebrale.I revisori hanno pertanto identificato 26 studi clinici randomizzati (Rct), per un totale di 21.704 partecipanti, che hanno esaminato l’effetto dell’adrenalina o della vasopressina sulla sopravvivenza del paziente dopo un arresto cardiaco verificatosi sia in ospedale sia al di fuori di esso, così come sia in soggetti adulti sia in pazienti pediatrici. Alcuni studi hanno confrontato l’adrenalina a dosi standard (1 mg) con placebo (farmaco fittizio [dummy]); altri hanno esaminato l’adrenalina a dose standard rispetto ad alte dosi; altri ancora hanno posto a confronto la sola vasopressina o la vasopressina con l’adrenalina rispetto a dosi standard di adrenalina. Gli studi hanno trovato prove del fatto che l’adrenalina è efficace nel riavviare il cuore e nell’aiutare le persone a recuperare lo stato di salute in modo sufficiente da poter essere dimesse dall’ospedale per tornare al loro domicilio. Tuttavia, non c’era alcuna prova che nessuno dei due farmaci avesse migliorato la sopravvivenza con un buon esito neurologico.La qualità complessiva delle prove andava dal livello alto per gli studi che confrontavano l’adrenalina con il placebo, fino al livello moderato – al massimo – ma principalmente basso o molto basso per gli altri confronti, a causa di potenziali bias all’interno degli studi. Molti di questi erano stati condotti più di venti anni fa e i risultati degli studi più datati avrebbe potuto non riflettere la pratica corrente. Gli studi, inoltre, hanno esaminato i farmaci in molte situazioni diverse (arresti cardiaci di adulti e bambini soccorsi all’interno e all’esterno degli ospedali con dosi differenti): un fatto che potrebbe rendere fuorvianti i loro risultati. «Né l’adrenalina ad alte dosi né l’aggiunta di vasopressina sono risultate superiori alla dose standard di adrenalina nel migliorare gli esiti dei pazienti dopo l’arresto cardiaco» scrivono i revisori, che concludono: «la dose standard di adrenalina può far riavviare il battito del cuore e migliorare la sopravvivenza alla dimissione dall’ospedale, ma non è necessariamente positiva nel migliorare i risultati neurologici. In breve, sembra che l’adrenalina faccia bene al cuore ma non al cervello». Cochrane Database Syst Rev, 2019;1:CD003179. doi: 10.1002/14651858.CD003179.pub2.https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30653257 (fonte: doctor33)

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“Il peggio è passato per i mercati emergenti?”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 gennaio 2019

A cura di Krishan Selva, Gestore di portafoglio clienti di Columbia Threadneedle Investments. Il 2018 è iniziato all’insegna dell’euforia per i mercati emergenti dopo gli ottimi risultati 2017. Quell’ottimismo era il frutto della solida crescita degli utili, con le stime di consenso per l’MSCI Emerging Markets Index in salita al 22,7% a dicembre dal 14,1% di inizio anno. Le azioni cinesi hanno avuto un anno straordinario, guadagnando più del 50%. Sfortunatamente, questa euforia non è durata e nel 2018 l’MSCI Emerging Markets Index ha perso oltre il 25% rispetto al picco di gennaio.A febbraio e marzo, la volatilità dell’azionario globale ha toccato i mercati emergenti, a causa dei timori sui titoli tecnologici, l’aumento dell’inflazione statunitense, il rialzo dei tassi d’interesse e il rischio di un rallentamento economico. I mercati emergenti hanno perso quota durante questo periodo, ma non in misura superiore all’Europa, dimostrando un migliore stato di salute delle economie dell’area rispetto al passato. Le partite correnti erano perlopiù in avanzo, le riserve valutarie più elevate e, cosa ancora più importante, gran parte del debito era detenuta internamente (il 70% del debito asiatico è locale).
Successivamente, però, Donald Trump ha imposto i suoi dazi commerciali sulla Cina e tutto è cambiato. Inizialmente, i dazi hanno riguardato solo USD 50 miliardi di esportazioni cinesi, una cifra contenibile pari allo 0,01% del PIL cinese. Più recentemente, Trump ha innalzato il target a un meno gestibile dazio del 10% su USD 200 miliardi di esportazioni, minacciando di aumentare l’aliquota al 25% e di estenderla a tutti i beni provenienti dalla Cina.Il clima d’incertezza si è esteso a tutti i paesi asiatici e ad altri mercati emergenti. Molte imprese hanno attinto alle scorte e ridotto la spesa per investimenti, e ciò comprimerà la crescita economica. Le esportazioni cinesi non hanno ancora avvertito il colpo, ma è probabile che diano segnali di debolezza nel primo trimestre del 2019. È interessante notare come le esportazioni cinesi dirette negli Stati Uniti rappresentino meno del 3% del PIL ma il 100% della copertura mediatica.Come se ciò non bastasse, l’inasprimento della liquidità globale nel 2018 ha contribuito alle crisi valutarie in Argentina e Turchia. La prima ha richiesto un prestito all’FMI, mentre la seconda è stata oggetto di sanzioni e ha registrato un’ingente fuga di capitali.
Guardando al 2019, i mercati emergenti sono ancora soggetti ai rischi insiti nell’irrigidimento della liquidità finanziaria e nelle guerre commerciali, ma ci sono anche dei motivi per nutrire un cauto ottimismo. Quando la Federal Reserve statunitense ha innalzato i tassi, le banche centrali dei mercati emergenti hanno reagito in maniera pragmatica, ma tutto questo inasprimento (esterno e interno) metterà un tetto alla crescita. Cinque o più rialzi della Fed durante tutto il 2019 potrebbero creare qualche problema ai mercati emergenti. Tuttavia, visti i recenti segnali di un rallentamento dell’economia statunitense, è più probabile che i rialzi saranno solo due o tre – un’eventualità già scontata dai mercati finanziari.La guerra commerciale è il rischio maggiore, soprattutto qualora si trasformasse in una guerra fredda capace di modificare il funzionamento dell’economia globale, alterando, tra le altre cose, la struttura delle filiere produttive. In un simile scenario, e considerata la trasformazione della globalizzazione in atto, è difficile formulare un pronostico per gli attivi rischiosi. Ma l’eventualità di una guerra commerciale appare più verosimile, e in questo caso la volatilità di mercato dovrebbe proseguire. Crediamo che i primi sei mesi del 2019 abbiano in serbo sia sorprese positive che sfide realistiche prima che Cina e Stati Uniti trovino finalmente un accordo.

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Risultati della Ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 gennaio 2019

Milano 7 Febbraio | 9.00 – 13.00| Aula Magna Carassa e Dadda – Edificio BL28, via Lambruschini 4 Campus Bovisa. Il Retail, in Italia come all’estero, sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Il crescente successo dell’eCommerce e il continuo cambiamento delle abitudini e delle esigenze del cliente, accompagnati da una ricerca spinta dell’efficienza, portano infatti i retailer a rivedere strategie e processi. In questo contesto, il digitale, se opportunamente gestito, può rappresentare un fattore critico di successo: può supportare nel miglioramento dei propri processi interni e può abilitare una relazione più ricca e di valore con i propri consumatori. Con l’innovazione, il punto vendita si arricchisce poi di nuovi significati: il negozio, svuotato del suo ruolo originario (accesso fisico al prodotto), diventa uno spazio aperto (perché integrato con gli altri canali digitali) non solo di transazione, ma anche di relazione.Il Convegno dell’Osservatorio, attraverso la presentazione dei risultati della Ricerca e le testimonianze dei protagonisti del settore, vuole far luce sulle opportunità dell’innovazione digitale, fornendo ai retailer degli strumenti per guidare con successo il cambiamento.

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Elezioni amministrative in Italia e una riflessione di più ampio respiro

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

Questa tornata elettorale che ha visto coinvolti sette milioni di elettori, ma solo la metà è andata a votare, ha confermato grosso modo l’orientamento della vigilia. Tanto per cominciare non è andata bene sia ai pentastellati sia alla sinistra che in alcuni casi (vedasi Trapani) si è presentata sotto “mentite spoglie” ovvero con liste civiche tanto per ingannare gli elettori. Si è confermata la tenuta e anche il successo, in alcuni casi, dei leghisti oltre le previsioni e ciò, a nostro avviso, dimostra il malessere di un certo elettorato per le politiche migratorie e del territorio condotte dalla precedenti amministrazioni. D’altra parte l’atteggiamento dell’ultima ora di Salvini nei confronti di Malta che aveva rifiutato di accogliere una nave con un carico di profughi e affermando che dovesse attraccare in un porto italiano ha trovato favorevoli molti elettori. Ciò, di là del fatto in sé, mostra una certa tendenza a farsi governare da personalità forti e decise se poi lo siano solo di facciata non sembra rilevante. Ora, però, la risposta più eloquente spetta all’attuale governo e l’invito di tanti è che smetta di “bombardarci” di slogan e si metta all’opera perché il paese non ha tempo da perdere e i problemi irrisolti sono tanti e oltremodo tignosi e non provengono solo dalla situazione italiana. Proprio dal recente meeting del G7 una circostanza è apparsa chiara ed è stata espressa anche con una certa brutalità dallo stesso Trump: la liberalizzazione del commercio mondiale ha oramai fatto il suo tempo. L’Italia, in particolare, sta risentendo fortemente delle continue dislocazioni dei plessi industriali a vantaggio di Paesi, anche nell’ambito della stessa comunità, per motivi di natura economica (minore costo della manodopera, vantaggi fiscali, contributi statali sottobanco, migliore rete trasporti, ecc.). Tutto questo è insostenibile e la logica dei “dazi”, per quanto in linea di principio detestabile, è l’unica possibile per frenare tali esodi. Si pensi alla rinuncia di Marchionne di trasferire una parte della produzione automobilistica nel Messico per ragioni fiscali e costo della manodopera. Lo ha fatto perché Trump aveva in mano un’arma che altrove si teme d’usare. E si sa che una pistola scarica non fa paura a nessuno. E’, a nostro avviso, un primo passo per restituire credibilità all’Europa degli stati che penalizza i popoli ma altro ci sarebbe da dire e soprattutto da aggiungere senza indugi e politiche dilatorie. (Riccardo Alfonso)

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Pentastellati contratto governo: risultato votazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 Mag 2018

di Luigi Di Maio. Più del 94% degli iscritti del MoVimento 5 Stelle che hanno partecipato alla votazione ha detto sì al Contratto per il Governo del Cambiamento! C’è stata una grande partecipazione durante tutta la giornata. Come certificato dal Notaio che ha garantito la regolarità del voto hanno partecipato alla votazione su Rousseau 44.796 persone che ringraziamo una ad una. 42.274 hanno votato sì e 2.522 no. Il MoVimento 5 Stelle approva il Contratto per il Governo del Cambiamento. Adesso mancano solo le firme e poi sarà il governo del cambiamento perché ora c’è nero su bianco quello che abbiamo detto in campagna elettorale. Ci sarà un reddito di cittadinanza contro la povertà e la disoccupazione. Con la pensione di cittadinanza gli anziani avranno una pensione dignitosa. La Legge Fornero è destinata a diventare un brutto ricordo. E via le pensioni d’oro, una volta per sempre. Nessuno farà più affari sporchi sull’immigrazione. Le imprese avranno vita più semplice e tasse più basse. Vi sembra un sogno? E’ un sogno che ora si può realizzare. Tutto questo e molto altro è nel contratto di governo che oggi abbiamo votato. Con questo governo l’Italia cambia davvero. Tutti i media italiani ed internazionali, parte dell’establishment, e alcuni burocrati europei sono contro il contratto. La strada è giusta, ma il cammino non sarà facile. Coraggio o paura? La paura ti fa restare immobile, il coraggio ti dà la forza per cambiare tutto.

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Ipsen annuncia i risultati del primo trimestre 2018

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2018

Il gruppo bio-farmaceutico globale focalizzato sull’innovazione e sulla Specialty Care, ha annunciato i risultati del primo trimestre 2018.
• Aumento delle vendite del 23,1% guidato da una crescita del 27,4% della Specialty Care, che riflette il ritmo continuo di vendita di lanreotide e l’incremento del contributo derivante dal lancio di cabozantinib e irinotecan liposome.
• Nel primo trimestre il fatturato consolidato ha raggiunto i 510,3 milioni di euro (a tassi di cambio costanti).
• Le previsioni per il 2018, confermate dalle forti vendite del primo trimestre, indicano una crescita superiore al 16% con margine operativo maggiore del 28% sui ricavi netti.
David Meek, Chief Executive Officer di Ipsen, ha dichiarato: “Il primo trimestre del 2018 evidenzia un buon inizio d’anno. La Specialty Care ha guidato la crescita delle vendite del Gruppo grazie alla for-te e costante spinta di lanreotide e alla performance dei lanci di cabozantinib e irinotecan. Durante questo periodo abbiamo anche fatto notevoli progressi per espandere il potenziale mercato di cabo-zantinib, che ulteriormente rafforza la sua presenza in Oncologia. Rimaniamo ora focalizzati sullo svi-luppo del nostro portfolio commerciale e sull’identificazione di nuove opportunità di business per so-stenere la nostra crescita a lungo termine”.

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GEFCO: positivi risultati nel 2017

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

GEFCO, operatore globale di servizi complessi di supply chain industriale e leader europeo nella logistica dei veicoli finiti, che ha riportato una positiva performance nell’anno 2017. Fatturato in crescita del 5,1% a 4,4 miliardi di euro (rispetto ai 4,2 miliardi di euro del 2016) EBITDA in crescita del 16% a 201 miliardi di euro I ricavi del Gruppo sono aumentati dell’8,1% grazie all’acquisizione di importanti clienti sia nel settore automotive (Jaguar-Land Rover, Volkswagen, Tesla, Audi, Volvo, Renault-Nissan, Carglass e London Electric Vehicles) che in altri settori quali food, retail e fashion (Amazon, Baron de Rotschild, Kiabi, LC Waikiki e L’Oréal), energia (Gazprom Neft-Supply), aerospazio (Safran), produzione industriale (Severstal), Life Sciences e farmaceutico (Fresenius, Procter and Gamble)La crescita dell’EBITA è sostenuta dall’aumento del profitto lordo, una positiva performance di tutte le divisioni e un buon controllo dei costi. La divisione Overland ha riscontrato buona performance grazie a un piano di miglioramento che ha generato profitto grazie alla riorganizzazione del network e all’ottimizzazione dei costi.
La divisione Freight Forwarding grazie a un piano di miglioramento ha conseguito profitti grazie ad una forte crescita dei nuovi clienti e alla specializzazione delle rotte commerciali
Lo stato patrimoniale di Gruppo è solido.
Luc Nadal, Presidente del Consiglio di Direzione di GEFCO commenta: «Il 2017 è stato un altro grande anno per GEFCO, caratterizzato dalla crescita sia dei ricavi che della profittabilità, a testimonianza della forza della nostro offerta ai clienti e il nostro impegno nel conseguire eccellenza operativa. La nostra strategia consegue una costante crescita, come dimostrato dalla crescita dei ricavi dai Market Clients di oltre l’8% rispetto all’anno precedente. Il nostro programma di eccellenza operativa, iniziato nel 2014, ha consentito un cambio di rotta per le divisioni storicamente meno forti, raggiugendo l’obiettivo di riportare in profitto i business Overland e Freight Forwarding”.

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Elezioni politiche 2018: Gli onorevoli cittadini ritornano più forti

Posted by fidest press agency su martedì, 6 marzo 2018

Nel nuovo parlamento, che in questi giorni si formerà nei dettagli e che avrà il punto di riferimento solenne il giorno in cui i neo eletti, faranno il loro ingresso, nelle aule di Monte Citorio e di Palazzo Madama, per i primi adempimenti formali con l’elezione dei presidenti delle due camere e altri conseguenti incarichi, gli eletti del Movimento Cinque stelle alla loro seconda esperienza come partito di maggioranza sarà nuovamente al centro dell’attenzione dei commentatori politici di tutto il mondo. Sono entrati, tanto per intenderci, “i cittadini” che respingono l’idea di farsi chiamare “onorevoli”. Non è, tuttavia, la sola differenza che si può notare. I grillini hanno un progetto politico proiettato al cambiamento dell’attuale sistema paese e sfidano i partiti tradizionali a un gesto di coerenza se è vero, com’è vero, che ciascuno di essi in campagna elettorale ha invocato maggiore giustizia sociale, il modo di dirimere il conflitto d’interessi, la crescita e lo sviluppo del paese attraverso il rilancio dell’economia e del mondo produttivo, la riforma della giustizia, ecc. Sono tutti temi che abbiamo sentito e risentito da decenni e come dalla logica gattopardesca sono diventati dei portabandiera per “tutto cambiare per nulla cambiare”. Ora dobbiamo voltare seriamente pagina, ma ci riusciremo? C’è un detto che se collegato alla politica ci inquieta ed è quello che “gli ultimi saranno i primi”. Mi riferisco alla coalizione di centro destra che sulla carta ha la maggioranza e che per questa sua caratteristica, con molta probabilità, vedrà affidato il mandato di formare un nuovo governo dal presidente della Repubblica. Sarà un vulnus politico molto grave, sia pure formalmente corretto, perché le urne hanno decretato ufficialmente un vincitore e un perdente e non si può non prenderne atto di là degli escamotage elettorali inventati di sana pianta da un certo signore che si Chiama Berlusconi e da un Matteo Renzi con un partito che solo pochi anni fa aveva raggiunto il 40% dei consensi è ora è sceso al di sotto del 20%.

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L’idea di andare in pensione

Posted by fidest press agency su martedì, 6 marzo 2018

Da molte parti si sollecita l’allungamento dell’età lavorativa di un pensionamento ritardato rispetto al limite oggi stabilito. Io, e lo dico da anni, sono convinto che questo sistema previdenziale come quello assistenziale abbiano fatto il loro tempo e che sia giunto il momento di una loro rivisitazione alla luce di un mutato rapporto esistenziale dettato dalle nuove tecnologie e dalla ricerca scientifica e medica. Cosa potremmo avere in cambio? Un contratto assicurativo decennale di previdenza e assistenza prelevabile sulle retribuzioni dei lavoratori e che consentissero, al suo scadere, una rendita mensile pari al 20% di quanto si è percepita e altrettanto nei decenni successivi. Nello stesso tempo l’assistenza sanitaria da universale dovrebbe trasformarsi in “prevenzione universale” nel senso che ogni persona ha diritto ad avere check-up periodico a prescindere dal suo stato di salute per individuare eventuali malattie asintomatiche. Tutti dotati di un chip dal quale vi sia l’anamnesi del proprio stato di salute, le terapie adottate, i risultati ottenuti, i controlli specialistici effettuati e i farmaci assunti. Nello stesso tempo ognuno sarà chiamato a donare il proprio sangue periodicamente per una banca del sangue personalizzata da utilizzare in caso di necessità o anche da tenere a disposizione per gli usi delle sale operatorie.
Un progetto che ha un suo limite, per via di un nostro deforme concetto mercantilistico, poiché dobbiamo passare dall’idea che l’essere umano non è più un bene economico ma sociale, e quindi talune prestazioni devono restare gratuite poiché se vale il diritto alla vita altrettanto deve valere il diritto a vivere nel migliore dei modi. Per estensione lo stesso concetto vale per l’istruzione, l’avere un’abitazione e un lavoro. E’ un passaggio concettualmente difficile ma vitale. (Riccardo Alfonso)

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Buoni risultati 2017 per Roche

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

Roche Enter PartnershipNell’esercizio 2017, il fatturato di Gruppo è cresciuto del 5% attestandosi a 53,3 miliardi di franchi svizzeri. L’utile operativo core è cresciuto del 3% e l’Utile per Azione Core del 5%, riflettendo la buona performance del business. L’utile netto risultante dall’applicazione dei principi contabili internazionali IFRS mostra un calo del 9% a tassi di cambio costanti. Tale dato riflette tra l’altro le svalutazioni per perdite durevoli di valore dell’avviamento e delle immobilizzazioni immateriali oltre agli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali. Il fatturato della Divisione Farmaceutica è cresciuto del 5% attestandosi a 41,2 miliardi di franchi svizzeri. I recenti lanci dei farmaci Ocrevus, Tecentriq e Alecensa hanno contribuito nuovo fatturato per 1,4 miliardi di franchi svizzeri, pari al 65% della crescita di questa divisione. Inoltre Perjeta ha continuato a registrare un forte aumento delle vendite. Tale crescita è stata parzialmente compensata da minori vendite di Tarceva e Avastin. Negli Stati Uniti, il fatturato è cresciuto del 10%, trainato da Ocrevus, Tecentriq, Xolair, e MabThera/Rituxan. In Europa, il fatturato è calato del 2%, principalmente in ragione delle minori vendite di MabThera/Rituxan per la concorrenza di biosimilari. Nella regione International il fatturato è cresciuto del 4%, trainato dall’andamento in America Latina e nell’area Asia–Pacifico. In Giappone, il fatturato è cresciuto del 3%, con Alecensa che ha fatto la parte del leone. Per quanto riguarda la Divisione Diagnostica, il fatturato è cresciuto del 5% portandosi a 12,1 miliardi di franchi svizzeri. Alla crescita hanno contribuito soprattutto le Soluzioni Centralizzate e al Punto di Assistenza (Centralized e Point of Care) con +7%, trainate dall’immunodiagnostica (+13%). L’analisi dell’andamento regionale indica la forza trainante dell’area Asia–Pacifico (+15%) con il protrarsi di una crescita robusta in Cina (+21%). La crescita del fatturato è stata del 2% nell’area EMEA, del 10% in America Latina e stabile in Nord America.
Per l’esercizio 2018 si prevede una crescita del fatturato stabile o nella fascia bassa a cifra singola (a tassi di cambio costanti). L’obiettivo di crescita dell’utile per azione core è nella fascia alta a cifra singola (a tassi di cambio costanti). Escludendo gli effetti della riforma fiscale negli Stati Uniti, l’utile per azione core è previsto crescere in linea con il fatturato. Roche prevede un ulteriore aumento del dividendo in franchi svizzeri.
Roche è un gruppo internazionale pionieristico nella farmaceutica e nella diagnostica dedicato al progresso della scienza per migliorare la vita delle persone. L’unione degli elementi di forza della farmaceutica e della diagnostica all’interno della stessa organizzazione ha portato Roche a essere leader nella medicina personalizzata, una strategia che mira a fornire il trattamento più appropriato per lo specifico paziente nel miglior modo possibile.Roche è la più grande azienda biotech al mondo con un portafoglio davvero diversificato di medicinali in oncologia, immunologia, malattie infettive e sistema nervoso centrale. Roche è anche leader mondiale nella diagnostica in vitro, nella diagnostica oncologica su tessuti ed è all’avanguardia nella gestione del diabete.Il Gruppo Roche ha sede centrale a Basilea, in Svizzera, ed è attivo in oltre 100 paesi.
Fondata nel 1896, Roche continua a ricercare migliori soluzioni per prevenire, diagnosticare e trattare le malattie e dare un contributo sostenibile alla società. Roche punta a migliorare l’accesso alle innovazioni mediche da parte dei pazienti attraverso la collaborazione con tutti gli stakeholder rilevanti. Trenta farmaci sviluppati da Roche compaiono negli elenchi dei medicinali essenziali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità tra cui farmaci oncologici, antimalarici e antibiotici salvavita. Roche è riconosciuto Gruppo Leader per la sostenibilità nel settore Farmaceutica, Biotecnologie & Scienze della Vita secondo gli Indici di Sostenibilità Dow Jones (DJSI) da nove anni consecutivi. Nel 2017 il Gruppo Roche contava circa 94.000 addetti nel mondo, ha investito 10,4 miliardi di franchi svizzeri in R&S e registrato un fatturato pari a 53,3 miliardi di franchi svizzeri. Genentech, negli Stati Uniti, è una società interamente controllata del Gruppo Roche.

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Bausch + Lomb Italia cresce del 7%: risultati da record nel 2017

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 gennaio 2018

porta nuova milanoMilano. Durante il kick-off meeting conclusosi ieri a Milano, Bausch + Lomb Italia, società del gruppo Valeant, ha annunciato i risultati finanziari relativi al 2017, che fanno segnare un netto incremento rispetto all’anno precedente.Dopo un 2016 complesso, che aveva fatto registrare un -10%, il 2017 è stato l’anno della svolta. “Il 2017 è stato un anno per noi straordinario – spiega l’amministratore delegato Vincenzo Abruscato -. Bausch + Lomb Italia è stata, infatti, in grado di mantenere le promesse e mettere a segno un +7% rispetto all’anno precedente e superare gli obiettivi di piano”. Ottimi risultati, che si riflettono anche a livello globale, dove Bausch + Lomb ha totalizzato una crescita organica del 6%. Bausch + Lomb Italia è cresciuta con tutti e tre i suoi business (Farmaceutico, Chirurgico e Vision Care) e ha ottenuto ottimi risultati con lo stabilimento produttivo di Macherio, che nel solo 2017 ha superato le 35 milioni di confezioni prodotte, esportate oltre 50 Paesi. “Non sarà facile ripetere l’ottima performance del 2017, ma siamo convinti di poter consolidare i risultati anche nel 2018 – conclude Abruscato – Bausch + Lomb andrà incontro a un’ulteriore trasformazione e puntiamo a un’ulteriore crescita dei guadagni complessivi. Da una parte si cercherà di mantenere alta la redditività attraverso le vendite degli attuali prodotti di punta, dall’altra la strategia di Bausch + Lomb passerà attraverso la presentazione di nuovi lanci, tra cui un nuovo prodotto di supporto alla terapia della degenerazione maculare senile secca, nuove lenti a contatto che andranno ad arricchire e completare le gamme esistenti e l’introduzione sul mercato dell’innovativo faco-vitrectomo con modulo ipersonico, che da pochi giorni ha ottenuto anche la marcatura CE per il lancio in Europa”.

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Trasformare i risultati della COP21 di Parigi in realtà

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 dicembre 2017

Elim SritabaGli incontri sul cambiamento climatico di Bonn si sono appena conclusi senza troppo clamore. La Conferenza delle Parti (COP) di quest’anno, sotto la presidenza delle isole Fiji, non è stato un evento come quello di due anni fa a Parigi. Sebbene non siano stati fatti annunci importanti, è stata un’occasione per la comunità internazionale per ritrovarsi e definire i dettagli sul “come” trasformare in realtà le ambizioni della COP21 di Parigi avvenuta nel 2015 – con lo scopo primario di mantenere il riscaldamento globale al di sotto degli 1,5°C.Per le aziende come la nostra, che si trovano a operare in diverse aree del mondo, gli incontri della COP sono stati un’occasione per approfondire quanto sta accadendo a livello globale, e comprendere meglio il nostro ruolo di impresa in un quadro più generale.
Riflettendo sui risultati dei molti eventi di Bonn e sul “come” raggiungere gli obiettivi definiti a Parigi, ho individuato due aree chiave nelle quali APP può dare il proprio contributo per aiutare l’Indonesia a rispettare i propri impegni: 1) prendere atto del collegamento tra obiettivi climatici e obiettivi sociali; 2) lavorare insieme per garantire che gli impegni siano basati su basi scientifiche e quantificabili.Sarà decisivo concentrarsi sulle popolazioni che vivono e lavorano all’interno o intorno alle foreste e torbiere indonesiane, che costituiscono ingenti depositi di carbonio, tipici di molti paesaggi dell’Indonesia. Senza individuare soluzioni in grado di offrire una migliore fonte di sostentamento alle popolazioni di questi territori sarà impossibile ottenere successi duraturi. Soluzioni “climatiche” fondate sull’impegno sul territorio sono particolarmente importanti perché strettamente collegate al raggiungimento degli standard di sicurezza alimentare e di altri obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG). L’identificazione di forme che consentano di affrontare una molteplicità di problemi con un approccio maggiormente integrato sarà il fattore chiave di successo o fallimento per il raggiungimento simultaneo degli obiettivi di sviluppo e climatici.L’abbiamo sperimentato noi direttamente, al momento del lancio del nostro Integrated Forestry and Farming System, IFFS, il programma di APP di gestione integrata delle foreste e dei sistemi agroforestali, che affronta molti degli SDG in termini di miglioramento dei mezzi di sussistenza e sicurezza alimentare, attraverso la formazione e lo sviluppo di pratiche agricole sostenibili, nel rispetto degli obiettivi climatici, grazie alla riduzione della deforestazione e alla prevenzione di incendi. Lavoriamo all’interno di ogni comunità secondo un modello di business che separa nettamente il concetto di sviluppo agro-forestale dalla pratica della deforestazione e secondo il quale la ricerca di un miglior reddito non comporta il costo di un insediamento illegale. Da quando abbiamo lanciato IFFS a Parigi alla COP21, abbiamo implementato il programma in oltre 146 villaggi, a beneficio di oltre 7.000 famiglie. Il nostro piano è di raggiungere 500 villaggi entro il 2020, con un modello che può essere facilmente ampliato ed esteso ad altre aree.Alcune delle maggiori sfide legate allo sviluppo di “soluzioni climatiche integrate”, in tutti i settori che implicano l’uso del suolo, sono connesse alla difficoltà di quantificare le riduzioni delle emissioni e di attribuirne l’impatto a interventi specifici. La collaborazione tra le parti interessate – governo, settore privato, piccoli proprietari, accademici – sarà necessaria e fondamentale per creare un complesso di strumenti in grado di mettere a sistema i molti dati ancora sporadici e disomogenei, specialmente avvicinandoci al 2020 (e ancor più guardando al 2030 e oltre) momento dal quale le azioni da porre in essere saranno sempre più a scadenze obbligate e senza possibilità di ritorno. Non avendo ancora chiaro l’impatto effettivo di quanto stiamo facendo oggi, sarà difficile se non impossibile dare priorità chiare alle azioni da attivare.In APP, stiamo lavorando alla nostra Vision per il 2030, che comprende una valutazione dell’impatto raggiunto grazie al contributo delle attività che abbiamo posto in essere con la FCP, la nostra Politica di Conservazione delle Foreste, e che stanno già contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo nazionale sulla riduzione del carbonio previsto dall’Accordo di Parigi e gli SDG.Nel tentativo di valutare ancor meglio l’impatto delle nostre attività, APP ha recentemente avviato una partnership con CIFOR-ICRAF che valuterà l’impatto del programma Integrated Forestry and Farming System Program e la possibilità di estenderlo. Abbiamo anche collaborato con il Ministero della Repoubblica di Indonesia dei Villaggi, Sviluppo regioni svantaggiate e Trasmigrazione, per rafforzare la capacità delle istituzioni a livello di villaggi e comunità di fornire e gestire in modo più efficace il programma IFFS nel lungo periodo.Attraverso il monitoraggio dell’impatto delle attività che abbiamo e stiamo intraprendendo nel nostro programma IFFS – sviluppo delle competenze e formazione delle comunità a un’agricoltura consapevole, conservazione delle foreste e prevenzione degli incendi – saremo in grado di quantificare l’aumento del reddito, la riduzione delle emissioni e la riduzione dell’incidenza di incendi e, contestualmente, di attribuire queste modifiche a specifici interventi. Ciò contribuirà alla valutazione di quali attività dovranno essere replicate e ampliate per l’attuazione del “come raggiungere gli obiettivi” di Parigi.
Con l’obiettivo 2018 di stabilire orientamenti e regole su come raggiungere gli obiettivi fissati dall’accordo di Parigi, è importante che queste linee guida affrontino il modo in cui le parti interessate, comprese le imprese, possano muoversi verso obiettivi di riduzione delle emissioni basati sempre più su basi scientifiche. L’esperienza acquisita con la nostra Forest Conservation Policy ci ha mostrato l’importanza di fissare obiettivi ambiziosi stabilendo allo stesso tempo un quadro di riferimento per il monitoraggio dei progressi. Mentre abbiamo identificato metodi per valutare il nostro impatto in termini di metriche stabilite, sarebbe importante ricevere indicazioni maggiori su come le imprese dovrebbero misurare e quindi gestire la loro “quota” di emissioni di gas serra in relazione agli impegni nazionali.Infine, sono stata incoraggiata dalla leadership dei nostri vicini del Pacifico nel promuovere il concetto figiano “Talanoa”, un processo facilitativo per costruire un dialogo inclusivo e partecipativo e per costruire fiducia e un processo decisionale più integrato. Senza conoscere il termine, APP è stata una azienda sostenitrice di questo concetto con il nostro impegno continuo con le parti interessate nel corso degli ultimi anni. Siamo pronti a continuare a condividere la nostra storia e a contribuire alle difficili e complesse discussioni su come rendere concretamente effettivo l’accordo di Parigi. (foto: Elim Sritaba)

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Prospettive positive per l’azionario giapponese

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

Nangle TobyAbbiamo rivisto al rialzo il nostro giudizio sulle azioni giapponesi da favorevole a molto favorevole, per la prima volta in riferimento a un mercato azionario. Le strategie di asset allocation presentano una (sovra)esposizione alle azioni giapponesi dall’estate del 2013, un periodo caratterizzato da buone performance e da un calo delle valutazioni relative a fronte di ottimi risultati in termini di utili.
Ma cinque fattori ci hanno indotto a rivedere ulteriormente al rialzo la nostra allocazione: l’accelerazione degli utili societari bottom-up; indicazioni che la riforma delle imprese in atto accresce il rendimento per gli azionisti; aspettative economiche solide; il calo del rischio politico in seguito alla vittoria di Abe alle elezioni anticipate e, infine, l’elevata leva operativa delle imprese giapponesi in relazione al miglioramento generalizzato della congiuntura mondiale.Nonostante un eccezionale rendimento totale da inizio anno di ben il 20% (superiore alla performance delle azioni globali in termini di dollari), le azioni giapponesi continuano a quotare a sconto rispetto agli indici azionari globali. La vittoria elettorale e il rinnovato mandato di Abe a continuare con l’Abenomics dovrebbero inoltre implicare una riconferma di Haruhiko Kuroda per un secondo mandato quale governatore della Bank of Japan, il che favorirà ulteriormente gli attivi di rischio giapponesi nei mesi a venire.Gran parte della nostra attuale fiducia è focalizzata sulle posizioni che abbiamo: ossia la preferenza per le azioni rispetto al reddito fisso, per le azioni rispetto alla liquidità, nonché la scommessa sulla prosecuzione dello scenario di crescita mondiale e su una futura reflazione. Le nostre esposizioni si concentrano sulle aree più esposte a questi temi: il Giappone, indubbiamente, ma anche l’Europa (Regno Unito escluso) e i mercati asiatici emergenti, dove vi sono scarse prospettive reali di un inasprimento monetario e nessun cambiamento fiscale all’orizzonte. Sono questi i mercati nei confronti dei quali siamo maggiormente ottimisti in vista del 2018.Negli Stati Uniti l’amministrazione Trump sembra in procinto di introdurre la riforma fiscale, ma il dubbio è: quale sarà l’entità delle misure adottate? I fondi gestiti sono stati sottopesati sulle azioni USA in seguito a una revisione al ribasso del nostro giudizio da neutrale a negativo a marzo di quest’anno, ma siamo consapevoli che vi sono dinamiche positive in atto in Nord America.Le azioni statunitensi sono favorevolmente posizionate per beneficiare dei “megatrend” di lungo periodo nel settore tecnologico e non solo, come ad esempio il passaggio verso il cloud computing, l’intelligenza artificiale, le auto Bhandari_Maya.jpgconnesse e le reti wireless 5G. L’industria dei semiconduttori rappresenta attualmente 350 miliardi di dollari e si prevede che crescerà di altri 100 miliardi nei prossimi cinque anni per effetto di questi trend. In molti casi i diretti beneficiari sono società che hanno un monopolio. Inoltre, le valutazioni attuali del settore tecnologico statunitense, in termini di rapporto prezzo/valore contabile, indicano che il mercato non è per nulla sottovalutato, ma nemmeno estremamente sopravvalutato. Certo, in termini di rapporto prezzo/utili atteso il settore resta conveniente rispetto ai livelli storici.Con riferimento alla riforma fiscale, abbiamo aspettative leggermente più elevate di sgravi fiscali rispetto al mercato. Se le imposte sulle imprese verranno ridotte, molte delle società orientate soprattutto all’economia interna, e che hanno registrato le migliori performance dopo le elezioni, potrebbero sovraperformare il mercato. La nostra analisi indica tuttavia che non vi saranno rialzi significativi qualora gli sgravi fiscali venissero adottati, il che contrasta in parte con la nostra intuizione e con il consenso degli analisti. Nei portafogli statunitensi abbiamo posizioni di sovrappeso chiave sulla tecnologia, sulla salute (e in particolare sulla biotecnologia) e sulle grandi società finanziarie, e tutte dovrebbero beneficiare di un allentamento della regolamentazione. Le nostre posizioni di sottopeso sono nei beni di prima necessità, nelle utilities e nei REIT in ragione delle loro caratteristiche di analogia con le obbligazioni, mentre il maggiore sottopeso è sul settore della distribuzione, alla luce della sua crescita negativa e della notevole concorrenza. Escludendo eventuali rialzi legati alla potenziale riforma fiscale, prevediamo attualmente una crescita degli utili del 10% per il 2017 e il 2018 con potenziali rischi per questo scenario, tra cui un altro crollo delle quotazioni energetiche, un inasprimento della regolamentazione bancaria, un notevole apprezzamento del dollaro USA o un errore di politica monetaria da parte della Federal Reserve.
tokyo-japanLe prospettive per il reddito fisso sembrano meno favorevoli, in quanto ci stiamo avvicinando alla fine del ciclo del credito attuale. Abbiamo beneficiato di una fase espansiva straordinariamente lunga, con performance positive più elevate per i mercati azionari rispetto a quelli del credito ogni anno dal 2012 (un segno tipico di un periodo di espansione). Vi è una certa apprensione riguardo al livello elevato dell’indebitamento societario, ma la nostra ricerca indica che si tratta di una situazione voluta, e non involontaria: anche a fronte di utili consistenti, l’indebitamento rimane alto perché attualmente è più conveniente per le imprese riacquistare azioni proprie piuttosto che rimborsare debito. Le principali misure dell’affidabilità creditizia, come ad esempio la copertura degli oneri finanziari, sono a ottimi livelli.Il nostro gruppo di asset allocation ha un’allocazione neutrale nei confronti delle obbligazioni societarie investment grade (IG), anche se il nostro team dedicato al reddito fisso globale ha recentemente deciso di declassare il giudizio sulle obbligazioni IG a negativo. Da parte nostra, fatta salva un’accelerazione dei rialzi dei tassi ufficiali o un indebolimento della congiuntura internazionale, abbiamo deciso di mantenere la nostra esposizione neutrale a queste obbligazioni. Anche se i rialzi potenziali possono essere piuttosto limitati, non sono ancora presenti campanelli d’allarme tipici di un’imminente brusca correzione. (a cura di Toby Nangle e Maya Bhandari, gestori Multi-asset di Columbia Threadneedle Investments. font: http://www.columbiathreadneedle.it) (foto: Nangle Toby, Bhandari_Maya)

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Immigrazione: continua la presa in giro dell’U.E.

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

triesteTrieste. “Grande preoccupazione per il nulla di fatto dopo i vertici di Tallinn e Varsavia in merito all’emergenza immigrazione nel nostro Paese e in relazione ad aiuti concreti che, anche in considerazione delle aspettative del ministro Minniti e del governo, dovevano arrivare e non sono arrivati all’Italia.Dopo l’inutile vertice di ieri – otto ore, tanto fiato al vento, zero risultati concreti –, quest’oggi il direttore dell’agenzia Frontex, Fabrice Leggeri, in audizione al Parlamento europeo conferma le sbiadite conclusioni lette negli organi di informazione: ‘Ho sentito la richiesta dell’Italia’ di predisporre lo sbarco dei migranti salvati in mare anche nei porti di altri Paesi oltre all’Italia, ‘ma non ho sentito disponibilità da parte di nessuno degli altri Stati membri partecipanti alle operazioni navali di Frontex’. ‘Ci sarà un gruppo di lavoro tecnico che si occuperà di elaborare proposte per cambiare il piano operativo dell’operazione Triton’. ‘Ci sarà un bilaterale tecnico Frontex-Italia per elaborare una serie di proposte che saranno poi condivise con tutti gli Stati che partecipano all’operazione’. Niet deciso, dunque, dai partner Ue e una serie di pensierini con tanti buoni propositi… ma il governo italiano si ritrova ancora una volta con un pugno di mosche in mano”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Dispiace dirlo, ma basta analizzare il lessico usato da questi burocrati Ue per capire che ci troviamo di fronte ad un’ennesima presa in giro. ‘Gruppo di lavoro tecnico’, ‘proposte’, ‘piano operativo’, ‘bilaterale tecnico’, il tutto condito dall’onnipresente ‘ci sarà’… Tutto, sempre rinviato.A questo punto ci aspettiamo un intervento chiarificatore da parte del ministro dell’Interno, Marco Minniti, che magari potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di riferire in Parlamento in merito alle ultime novità (???) emerse dopo i vertici di Tallinn e Varsavia.Ad ogni modo il Paese e i cittadini italiani vogliono conoscere la posizione del governo. Che farà l’esecutivo Gentiloni dopo le porte in faccia ricevute nelle ultime settimane in Europa? Come agirà? Come difenderà i nostri territori e il nostro tessuto sociale? Al momento registriamo solo un imbarazzato silenzio.Sullo sfondo l’emergenza continua, e l’Italia dovrà affrontare, ancora una volta, da sola i mesi estivi con migliaia e migliaia di disperati che arriveranno nei porti delle nostre regioni del Sud. E Renzi, il segretario del partito azionista di maggioranza del governo, che per pubblicizzare il suo libro, parla di numero chiuso e di altre corbellerie irrealizzabili di questo tipo. Siamo alla frutta”, conclude Brunetta.

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I risultati del M5S alle amministrative?

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

bonafede“Avremmo voluto più sindaci, è chiaro, ma facendo il confronto, nelle stesse città, con le ultime amministrative, noi abbiamo incrementato dovunque i nostri consensi”. Così il deputato Cinquestelle Alfonso Bonafede, oggi al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora. “La crescita del M5S nelle Amministrative è molto lenta ma costante”, ha aggiunto Bonafede a Radio1. A Genova sembra abbiate fatto di tutto per perdere…”Probabilmente le vicende che hanno riguardato la Cassimatis e prima Putti hanno avuto una incidenza importante e, probabilmente, se non ci fossero state saremmo andati al ballottaggio. Ma sono state scelte che noi abbiamo fatto coraggiosamente. Diverso è il discorso su Palermo”. Cosa intende? “A Palermo, nella vicenda delle firme false, il M5S ha fatto quanto doveva: è intervenuto e ha sospeso le persone coinvolte”. A Genova chi appoggerete per il secondo turno? “I genovesi faranno quello che vogliono”. E, in generale, come vi schiererete nei ballottaggi? “I voti non sono nostri. I cittadini – ha spiegato a Rai Radio1 – faranno quello che vogliono, mi concentro sulle dieci città in cui siamo al ballottaggio”.

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