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Elezioni amministrative in Italia e una riflessione di più ampio respiro

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

Questa tornata elettorale che ha visto coinvolti sette milioni di elettori, ma solo la metà è andata a votare, ha confermato grosso modo l’orientamento della vigilia. Tanto per cominciare non è andata bene sia ai pentastellati sia alla sinistra che in alcuni casi (vedasi Trapani) si è presentata sotto “mentite spoglie” ovvero con liste civiche tanto per ingannare gli elettori. Si è confermata la tenuta e anche il successo, in alcuni casi, dei leghisti oltre le previsioni e ciò, a nostro avviso, dimostra il malessere di un certo elettorato per le politiche migratorie e del territorio condotte dalla precedenti amministrazioni. D’altra parte l’atteggiamento dell’ultima ora di Salvini nei confronti di Malta che aveva rifiutato di accogliere una nave con un carico di profughi e affermando che dovesse attraccare in un porto italiano ha trovato favorevoli molti elettori. Ciò, di là del fatto in sé, mostra una certa tendenza a farsi governare da personalità forti e decise se poi lo siano solo di facciata non sembra rilevante. Ora, però, la risposta più eloquente spetta all’attuale governo e l’invito di tanti è che smetta di “bombardarci” di slogan e si metta all’opera perché il paese non ha tempo da perdere e i problemi irrisolti sono tanti e oltremodo tignosi e non provengono solo dalla situazione italiana. Proprio dal recente meeting del G7 una circostanza è apparsa chiara ed è stata espressa anche con una certa brutalità dallo stesso Trump: la liberalizzazione del commercio mondiale ha oramai fatto il suo tempo. L’Italia, in particolare, sta risentendo fortemente delle continue dislocazioni dei plessi industriali a vantaggio di Paesi, anche nell’ambito della stessa comunità, per motivi di natura economica (minore costo della manodopera, vantaggi fiscali, contributi statali sottobanco, migliore rete trasporti, ecc.). Tutto questo è insostenibile e la logica dei “dazi”, per quanto in linea di principio detestabile, è l’unica possibile per frenare tali esodi. Si pensi alla rinuncia di Marchionne di trasferire una parte della produzione automobilistica nel Messico per ragioni fiscali e costo della manodopera. Lo ha fatto perché Trump aveva in mano un’arma che altrove si teme d’usare. E si sa che una pistola scarica non fa paura a nessuno. E’, a nostro avviso, un primo passo per restituire credibilità all’Europa degli stati che penalizza i popoli ma altro ci sarebbe da dire e soprattutto da aggiungere senza indugi e politiche dilatorie. (Riccardo Alfonso)

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Pentastellati contratto governo: risultato votazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 maggio 2018

di Luigi Di Maio. Più del 94% degli iscritti del MoVimento 5 Stelle che hanno partecipato alla votazione ha detto sì al Contratto per il Governo del Cambiamento! C’è stata una grande partecipazione durante tutta la giornata. Come certificato dal Notaio che ha garantito la regolarità del voto hanno partecipato alla votazione su Rousseau 44.796 persone che ringraziamo una ad una. 42.274 hanno votato sì e 2.522 no. Il MoVimento 5 Stelle approva il Contratto per il Governo del Cambiamento. Adesso mancano solo le firme e poi sarà il governo del cambiamento perché ora c’è nero su bianco quello che abbiamo detto in campagna elettorale. Ci sarà un reddito di cittadinanza contro la povertà e la disoccupazione. Con la pensione di cittadinanza gli anziani avranno una pensione dignitosa. La Legge Fornero è destinata a diventare un brutto ricordo. E via le pensioni d’oro, una volta per sempre. Nessuno farà più affari sporchi sull’immigrazione. Le imprese avranno vita più semplice e tasse più basse. Vi sembra un sogno? E’ un sogno che ora si può realizzare. Tutto questo e molto altro è nel contratto di governo che oggi abbiamo votato. Con questo governo l’Italia cambia davvero. Tutti i media italiani ed internazionali, parte dell’establishment, e alcuni burocrati europei sono contro il contratto. La strada è giusta, ma il cammino non sarà facile. Coraggio o paura? La paura ti fa restare immobile, il coraggio ti dà la forza per cambiare tutto.

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Ipsen annuncia i risultati del primo trimestre 2018

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2018

Il gruppo bio-farmaceutico globale focalizzato sull’innovazione e sulla Specialty Care, ha annunciato i risultati del primo trimestre 2018.
• Aumento delle vendite del 23,1% guidato da una crescita del 27,4% della Specialty Care, che riflette il ritmo continuo di vendita di lanreotide e l’incremento del contributo derivante dal lancio di cabozantinib e irinotecan liposome.
• Nel primo trimestre il fatturato consolidato ha raggiunto i 510,3 milioni di euro (a tassi di cambio costanti).
• Le previsioni per il 2018, confermate dalle forti vendite del primo trimestre, indicano una crescita superiore al 16% con margine operativo maggiore del 28% sui ricavi netti.
David Meek, Chief Executive Officer di Ipsen, ha dichiarato: “Il primo trimestre del 2018 evidenzia un buon inizio d’anno. La Specialty Care ha guidato la crescita delle vendite del Gruppo grazie alla for-te e costante spinta di lanreotide e alla performance dei lanci di cabozantinib e irinotecan. Durante questo periodo abbiamo anche fatto notevoli progressi per espandere il potenziale mercato di cabo-zantinib, che ulteriormente rafforza la sua presenza in Oncologia. Rimaniamo ora focalizzati sullo svi-luppo del nostro portfolio commerciale e sull’identificazione di nuove opportunità di business per so-stenere la nostra crescita a lungo termine”.

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GEFCO: positivi risultati nel 2017

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

GEFCO, operatore globale di servizi complessi di supply chain industriale e leader europeo nella logistica dei veicoli finiti, che ha riportato una positiva performance nell’anno 2017. Fatturato in crescita del 5,1% a 4,4 miliardi di euro (rispetto ai 4,2 miliardi di euro del 2016) EBITDA in crescita del 16% a 201 miliardi di euro I ricavi del Gruppo sono aumentati dell’8,1% grazie all’acquisizione di importanti clienti sia nel settore automotive (Jaguar-Land Rover, Volkswagen, Tesla, Audi, Volvo, Renault-Nissan, Carglass e London Electric Vehicles) che in altri settori quali food, retail e fashion (Amazon, Baron de Rotschild, Kiabi, LC Waikiki e L’Oréal), energia (Gazprom Neft-Supply), aerospazio (Safran), produzione industriale (Severstal), Life Sciences e farmaceutico (Fresenius, Procter and Gamble)La crescita dell’EBITA è sostenuta dall’aumento del profitto lordo, una positiva performance di tutte le divisioni e un buon controllo dei costi. La divisione Overland ha riscontrato buona performance grazie a un piano di miglioramento che ha generato profitto grazie alla riorganizzazione del network e all’ottimizzazione dei costi.
La divisione Freight Forwarding grazie a un piano di miglioramento ha conseguito profitti grazie ad una forte crescita dei nuovi clienti e alla specializzazione delle rotte commerciali
Lo stato patrimoniale di Gruppo è solido.
Luc Nadal, Presidente del Consiglio di Direzione di GEFCO commenta: «Il 2017 è stato un altro grande anno per GEFCO, caratterizzato dalla crescita sia dei ricavi che della profittabilità, a testimonianza della forza della nostro offerta ai clienti e il nostro impegno nel conseguire eccellenza operativa. La nostra strategia consegue una costante crescita, come dimostrato dalla crescita dei ricavi dai Market Clients di oltre l’8% rispetto all’anno precedente. Il nostro programma di eccellenza operativa, iniziato nel 2014, ha consentito un cambio di rotta per le divisioni storicamente meno forti, raggiugendo l’obiettivo di riportare in profitto i business Overland e Freight Forwarding”.

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Elezioni politiche 2018: Gli onorevoli cittadini ritornano più forti

Posted by fidest press agency su martedì, 6 marzo 2018

Nel nuovo parlamento, che in questi giorni si formerà nei dettagli e che avrà il punto di riferimento solenne il giorno in cui i neo eletti, faranno il loro ingresso, nelle aule di Monte Citorio e di Palazzo Madama, per i primi adempimenti formali con l’elezione dei presidenti delle due camere e altri conseguenti incarichi, gli eletti del Movimento Cinque stelle alla loro seconda esperienza come partito di maggioranza sarà nuovamente al centro dell’attenzione dei commentatori politici di tutto il mondo. Sono entrati, tanto per intenderci, “i cittadini” che respingono l’idea di farsi chiamare “onorevoli”. Non è, tuttavia, la sola differenza che si può notare. I grillini hanno un progetto politico proiettato al cambiamento dell’attuale sistema paese e sfidano i partiti tradizionali a un gesto di coerenza se è vero, com’è vero, che ciascuno di essi in campagna elettorale ha invocato maggiore giustizia sociale, il modo di dirimere il conflitto d’interessi, la crescita e lo sviluppo del paese attraverso il rilancio dell’economia e del mondo produttivo, la riforma della giustizia, ecc. Sono tutti temi che abbiamo sentito e risentito da decenni e come dalla logica gattopardesca sono diventati dei portabandiera per “tutto cambiare per nulla cambiare”. Ora dobbiamo voltare seriamente pagina, ma ci riusciremo? C’è un detto che se collegato alla politica ci inquieta ed è quello che “gli ultimi saranno i primi”. Mi riferisco alla coalizione di centro destra che sulla carta ha la maggioranza e che per questa sua caratteristica, con molta probabilità, vedrà affidato il mandato di formare un nuovo governo dal presidente della Repubblica. Sarà un vulnus politico molto grave, sia pure formalmente corretto, perché le urne hanno decretato ufficialmente un vincitore e un perdente e non si può non prenderne atto di là degli escamotage elettorali inventati di sana pianta da un certo signore che si Chiama Berlusconi e da un Matteo Renzi con un partito che solo pochi anni fa aveva raggiunto il 40% dei consensi è ora è sceso al di sotto del 20%.

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L’idea di andare in pensione

Posted by fidest press agency su martedì, 6 marzo 2018

Da molte parti si sollecita l’allungamento dell’età lavorativa di un pensionamento ritardato rispetto al limite oggi stabilito. Io, e lo dico da anni, sono convinto che questo sistema previdenziale come quello assistenziale abbiano fatto il loro tempo e che sia giunto il momento di una loro rivisitazione alla luce di un mutato rapporto esistenziale dettato dalle nuove tecnologie e dalla ricerca scientifica e medica. Cosa potremmo avere in cambio? Un contratto assicurativo decennale di previdenza e assistenza prelevabile sulle retribuzioni dei lavoratori e che consentissero, al suo scadere, una rendita mensile pari al 20% di quanto si è percepita e altrettanto nei decenni successivi. Nello stesso tempo l’assistenza sanitaria da universale dovrebbe trasformarsi in “prevenzione universale” nel senso che ogni persona ha diritto ad avere check-up periodico a prescindere dal suo stato di salute per individuare eventuali malattie asintomatiche. Tutti dotati di un chip dal quale vi sia l’anamnesi del proprio stato di salute, le terapie adottate, i risultati ottenuti, i controlli specialistici effettuati e i farmaci assunti. Nello stesso tempo ognuno sarà chiamato a donare il proprio sangue periodicamente per una banca del sangue personalizzata da utilizzare in caso di necessità o anche da tenere a disposizione per gli usi delle sale operatorie.
Un progetto che ha un suo limite, per via di un nostro deforme concetto mercantilistico, poiché dobbiamo passare dall’idea che l’essere umano non è più un bene economico ma sociale, e quindi talune prestazioni devono restare gratuite poiché se vale il diritto alla vita altrettanto deve valere il diritto a vivere nel migliore dei modi. Per estensione lo stesso concetto vale per l’istruzione, l’avere un’abitazione e un lavoro. E’ un passaggio concettualmente difficile ma vitale. (Riccardo Alfonso)

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Buoni risultati 2017 per Roche

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

Roche Enter PartnershipNell’esercizio 2017, il fatturato di Gruppo è cresciuto del 5% attestandosi a 53,3 miliardi di franchi svizzeri. L’utile operativo core è cresciuto del 3% e l’Utile per Azione Core del 5%, riflettendo la buona performance del business. L’utile netto risultante dall’applicazione dei principi contabili internazionali IFRS mostra un calo del 9% a tassi di cambio costanti. Tale dato riflette tra l’altro le svalutazioni per perdite durevoli di valore dell’avviamento e delle immobilizzazioni immateriali oltre agli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali. Il fatturato della Divisione Farmaceutica è cresciuto del 5% attestandosi a 41,2 miliardi di franchi svizzeri. I recenti lanci dei farmaci Ocrevus, Tecentriq e Alecensa hanno contribuito nuovo fatturato per 1,4 miliardi di franchi svizzeri, pari al 65% della crescita di questa divisione. Inoltre Perjeta ha continuato a registrare un forte aumento delle vendite. Tale crescita è stata parzialmente compensata da minori vendite di Tarceva e Avastin. Negli Stati Uniti, il fatturato è cresciuto del 10%, trainato da Ocrevus, Tecentriq, Xolair, e MabThera/Rituxan. In Europa, il fatturato è calato del 2%, principalmente in ragione delle minori vendite di MabThera/Rituxan per la concorrenza di biosimilari. Nella regione International il fatturato è cresciuto del 4%, trainato dall’andamento in America Latina e nell’area Asia–Pacifico. In Giappone, il fatturato è cresciuto del 3%, con Alecensa che ha fatto la parte del leone. Per quanto riguarda la Divisione Diagnostica, il fatturato è cresciuto del 5% portandosi a 12,1 miliardi di franchi svizzeri. Alla crescita hanno contribuito soprattutto le Soluzioni Centralizzate e al Punto di Assistenza (Centralized e Point of Care) con +7%, trainate dall’immunodiagnostica (+13%). L’analisi dell’andamento regionale indica la forza trainante dell’area Asia–Pacifico (+15%) con il protrarsi di una crescita robusta in Cina (+21%). La crescita del fatturato è stata del 2% nell’area EMEA, del 10% in America Latina e stabile in Nord America.
Per l’esercizio 2018 si prevede una crescita del fatturato stabile o nella fascia bassa a cifra singola (a tassi di cambio costanti). L’obiettivo di crescita dell’utile per azione core è nella fascia alta a cifra singola (a tassi di cambio costanti). Escludendo gli effetti della riforma fiscale negli Stati Uniti, l’utile per azione core è previsto crescere in linea con il fatturato. Roche prevede un ulteriore aumento del dividendo in franchi svizzeri.
Roche è un gruppo internazionale pionieristico nella farmaceutica e nella diagnostica dedicato al progresso della scienza per migliorare la vita delle persone. L’unione degli elementi di forza della farmaceutica e della diagnostica all’interno della stessa organizzazione ha portato Roche a essere leader nella medicina personalizzata, una strategia che mira a fornire il trattamento più appropriato per lo specifico paziente nel miglior modo possibile.Roche è la più grande azienda biotech al mondo con un portafoglio davvero diversificato di medicinali in oncologia, immunologia, malattie infettive e sistema nervoso centrale. Roche è anche leader mondiale nella diagnostica in vitro, nella diagnostica oncologica su tessuti ed è all’avanguardia nella gestione del diabete.Il Gruppo Roche ha sede centrale a Basilea, in Svizzera, ed è attivo in oltre 100 paesi.
Fondata nel 1896, Roche continua a ricercare migliori soluzioni per prevenire, diagnosticare e trattare le malattie e dare un contributo sostenibile alla società. Roche punta a migliorare l’accesso alle innovazioni mediche da parte dei pazienti attraverso la collaborazione con tutti gli stakeholder rilevanti. Trenta farmaci sviluppati da Roche compaiono negli elenchi dei medicinali essenziali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità tra cui farmaci oncologici, antimalarici e antibiotici salvavita. Roche è riconosciuto Gruppo Leader per la sostenibilità nel settore Farmaceutica, Biotecnologie & Scienze della Vita secondo gli Indici di Sostenibilità Dow Jones (DJSI) da nove anni consecutivi. Nel 2017 il Gruppo Roche contava circa 94.000 addetti nel mondo, ha investito 10,4 miliardi di franchi svizzeri in R&S e registrato un fatturato pari a 53,3 miliardi di franchi svizzeri. Genentech, negli Stati Uniti, è una società interamente controllata del Gruppo Roche.

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Bausch + Lomb Italia cresce del 7%: risultati da record nel 2017

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 gennaio 2018

porta nuova milanoMilano. Durante il kick-off meeting conclusosi ieri a Milano, Bausch + Lomb Italia, società del gruppo Valeant, ha annunciato i risultati finanziari relativi al 2017, che fanno segnare un netto incremento rispetto all’anno precedente.Dopo un 2016 complesso, che aveva fatto registrare un -10%, il 2017 è stato l’anno della svolta. “Il 2017 è stato un anno per noi straordinario – spiega l’amministratore delegato Vincenzo Abruscato -. Bausch + Lomb Italia è stata, infatti, in grado di mantenere le promesse e mettere a segno un +7% rispetto all’anno precedente e superare gli obiettivi di piano”. Ottimi risultati, che si riflettono anche a livello globale, dove Bausch + Lomb ha totalizzato una crescita organica del 6%. Bausch + Lomb Italia è cresciuta con tutti e tre i suoi business (Farmaceutico, Chirurgico e Vision Care) e ha ottenuto ottimi risultati con lo stabilimento produttivo di Macherio, che nel solo 2017 ha superato le 35 milioni di confezioni prodotte, esportate oltre 50 Paesi. “Non sarà facile ripetere l’ottima performance del 2017, ma siamo convinti di poter consolidare i risultati anche nel 2018 – conclude Abruscato – Bausch + Lomb andrà incontro a un’ulteriore trasformazione e puntiamo a un’ulteriore crescita dei guadagni complessivi. Da una parte si cercherà di mantenere alta la redditività attraverso le vendite degli attuali prodotti di punta, dall’altra la strategia di Bausch + Lomb passerà attraverso la presentazione di nuovi lanci, tra cui un nuovo prodotto di supporto alla terapia della degenerazione maculare senile secca, nuove lenti a contatto che andranno ad arricchire e completare le gamme esistenti e l’introduzione sul mercato dell’innovativo faco-vitrectomo con modulo ipersonico, che da pochi giorni ha ottenuto anche la marcatura CE per il lancio in Europa”.

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Trasformare i risultati della COP21 di Parigi in realtà

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 dicembre 2017

Elim SritabaGli incontri sul cambiamento climatico di Bonn si sono appena conclusi senza troppo clamore. La Conferenza delle Parti (COP) di quest’anno, sotto la presidenza delle isole Fiji, non è stato un evento come quello di due anni fa a Parigi. Sebbene non siano stati fatti annunci importanti, è stata un’occasione per la comunità internazionale per ritrovarsi e definire i dettagli sul “come” trasformare in realtà le ambizioni della COP21 di Parigi avvenuta nel 2015 – con lo scopo primario di mantenere il riscaldamento globale al di sotto degli 1,5°C.Per le aziende come la nostra, che si trovano a operare in diverse aree del mondo, gli incontri della COP sono stati un’occasione per approfondire quanto sta accadendo a livello globale, e comprendere meglio il nostro ruolo di impresa in un quadro più generale.
Riflettendo sui risultati dei molti eventi di Bonn e sul “come” raggiungere gli obiettivi definiti a Parigi, ho individuato due aree chiave nelle quali APP può dare il proprio contributo per aiutare l’Indonesia a rispettare i propri impegni: 1) prendere atto del collegamento tra obiettivi climatici e obiettivi sociali; 2) lavorare insieme per garantire che gli impegni siano basati su basi scientifiche e quantificabili.Sarà decisivo concentrarsi sulle popolazioni che vivono e lavorano all’interno o intorno alle foreste e torbiere indonesiane, che costituiscono ingenti depositi di carbonio, tipici di molti paesaggi dell’Indonesia. Senza individuare soluzioni in grado di offrire una migliore fonte di sostentamento alle popolazioni di questi territori sarà impossibile ottenere successi duraturi. Soluzioni “climatiche” fondate sull’impegno sul territorio sono particolarmente importanti perché strettamente collegate al raggiungimento degli standard di sicurezza alimentare e di altri obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG). L’identificazione di forme che consentano di affrontare una molteplicità di problemi con un approccio maggiormente integrato sarà il fattore chiave di successo o fallimento per il raggiungimento simultaneo degli obiettivi di sviluppo e climatici.L’abbiamo sperimentato noi direttamente, al momento del lancio del nostro Integrated Forestry and Farming System, IFFS, il programma di APP di gestione integrata delle foreste e dei sistemi agroforestali, che affronta molti degli SDG in termini di miglioramento dei mezzi di sussistenza e sicurezza alimentare, attraverso la formazione e lo sviluppo di pratiche agricole sostenibili, nel rispetto degli obiettivi climatici, grazie alla riduzione della deforestazione e alla prevenzione di incendi. Lavoriamo all’interno di ogni comunità secondo un modello di business che separa nettamente il concetto di sviluppo agro-forestale dalla pratica della deforestazione e secondo il quale la ricerca di un miglior reddito non comporta il costo di un insediamento illegale. Da quando abbiamo lanciato IFFS a Parigi alla COP21, abbiamo implementato il programma in oltre 146 villaggi, a beneficio di oltre 7.000 famiglie. Il nostro piano è di raggiungere 500 villaggi entro il 2020, con un modello che può essere facilmente ampliato ed esteso ad altre aree.Alcune delle maggiori sfide legate allo sviluppo di “soluzioni climatiche integrate”, in tutti i settori che implicano l’uso del suolo, sono connesse alla difficoltà di quantificare le riduzioni delle emissioni e di attribuirne l’impatto a interventi specifici. La collaborazione tra le parti interessate – governo, settore privato, piccoli proprietari, accademici – sarà necessaria e fondamentale per creare un complesso di strumenti in grado di mettere a sistema i molti dati ancora sporadici e disomogenei, specialmente avvicinandoci al 2020 (e ancor più guardando al 2030 e oltre) momento dal quale le azioni da porre in essere saranno sempre più a scadenze obbligate e senza possibilità di ritorno. Non avendo ancora chiaro l’impatto effettivo di quanto stiamo facendo oggi, sarà difficile se non impossibile dare priorità chiare alle azioni da attivare.In APP, stiamo lavorando alla nostra Vision per il 2030, che comprende una valutazione dell’impatto raggiunto grazie al contributo delle attività che abbiamo posto in essere con la FCP, la nostra Politica di Conservazione delle Foreste, e che stanno già contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo nazionale sulla riduzione del carbonio previsto dall’Accordo di Parigi e gli SDG.Nel tentativo di valutare ancor meglio l’impatto delle nostre attività, APP ha recentemente avviato una partnership con CIFOR-ICRAF che valuterà l’impatto del programma Integrated Forestry and Farming System Program e la possibilità di estenderlo. Abbiamo anche collaborato con il Ministero della Repoubblica di Indonesia dei Villaggi, Sviluppo regioni svantaggiate e Trasmigrazione, per rafforzare la capacità delle istituzioni a livello di villaggi e comunità di fornire e gestire in modo più efficace il programma IFFS nel lungo periodo.Attraverso il monitoraggio dell’impatto delle attività che abbiamo e stiamo intraprendendo nel nostro programma IFFS – sviluppo delle competenze e formazione delle comunità a un’agricoltura consapevole, conservazione delle foreste e prevenzione degli incendi – saremo in grado di quantificare l’aumento del reddito, la riduzione delle emissioni e la riduzione dell’incidenza di incendi e, contestualmente, di attribuire queste modifiche a specifici interventi. Ciò contribuirà alla valutazione di quali attività dovranno essere replicate e ampliate per l’attuazione del “come raggiungere gli obiettivi” di Parigi.
Con l’obiettivo 2018 di stabilire orientamenti e regole su come raggiungere gli obiettivi fissati dall’accordo di Parigi, è importante che queste linee guida affrontino il modo in cui le parti interessate, comprese le imprese, possano muoversi verso obiettivi di riduzione delle emissioni basati sempre più su basi scientifiche. L’esperienza acquisita con la nostra Forest Conservation Policy ci ha mostrato l’importanza di fissare obiettivi ambiziosi stabilendo allo stesso tempo un quadro di riferimento per il monitoraggio dei progressi. Mentre abbiamo identificato metodi per valutare il nostro impatto in termini di metriche stabilite, sarebbe importante ricevere indicazioni maggiori su come le imprese dovrebbero misurare e quindi gestire la loro “quota” di emissioni di gas serra in relazione agli impegni nazionali.Infine, sono stata incoraggiata dalla leadership dei nostri vicini del Pacifico nel promuovere il concetto figiano “Talanoa”, un processo facilitativo per costruire un dialogo inclusivo e partecipativo e per costruire fiducia e un processo decisionale più integrato. Senza conoscere il termine, APP è stata una azienda sostenitrice di questo concetto con il nostro impegno continuo con le parti interessate nel corso degli ultimi anni. Siamo pronti a continuare a condividere la nostra storia e a contribuire alle difficili e complesse discussioni su come rendere concretamente effettivo l’accordo di Parigi. (foto: Elim Sritaba)

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Prospettive positive per l’azionario giapponese

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

Nangle TobyAbbiamo rivisto al rialzo il nostro giudizio sulle azioni giapponesi da favorevole a molto favorevole, per la prima volta in riferimento a un mercato azionario. Le strategie di asset allocation presentano una (sovra)esposizione alle azioni giapponesi dall’estate del 2013, un periodo caratterizzato da buone performance e da un calo delle valutazioni relative a fronte di ottimi risultati in termini di utili.
Ma cinque fattori ci hanno indotto a rivedere ulteriormente al rialzo la nostra allocazione: l’accelerazione degli utili societari bottom-up; indicazioni che la riforma delle imprese in atto accresce il rendimento per gli azionisti; aspettative economiche solide; il calo del rischio politico in seguito alla vittoria di Abe alle elezioni anticipate e, infine, l’elevata leva operativa delle imprese giapponesi in relazione al miglioramento generalizzato della congiuntura mondiale.Nonostante un eccezionale rendimento totale da inizio anno di ben il 20% (superiore alla performance delle azioni globali in termini di dollari), le azioni giapponesi continuano a quotare a sconto rispetto agli indici azionari globali. La vittoria elettorale e il rinnovato mandato di Abe a continuare con l’Abenomics dovrebbero inoltre implicare una riconferma di Haruhiko Kuroda per un secondo mandato quale governatore della Bank of Japan, il che favorirà ulteriormente gli attivi di rischio giapponesi nei mesi a venire.Gran parte della nostra attuale fiducia è focalizzata sulle posizioni che abbiamo: ossia la preferenza per le azioni rispetto al reddito fisso, per le azioni rispetto alla liquidità, nonché la scommessa sulla prosecuzione dello scenario di crescita mondiale e su una futura reflazione. Le nostre esposizioni si concentrano sulle aree più esposte a questi temi: il Giappone, indubbiamente, ma anche l’Europa (Regno Unito escluso) e i mercati asiatici emergenti, dove vi sono scarse prospettive reali di un inasprimento monetario e nessun cambiamento fiscale all’orizzonte. Sono questi i mercati nei confronti dei quali siamo maggiormente ottimisti in vista del 2018.Negli Stati Uniti l’amministrazione Trump sembra in procinto di introdurre la riforma fiscale, ma il dubbio è: quale sarà l’entità delle misure adottate? I fondi gestiti sono stati sottopesati sulle azioni USA in seguito a una revisione al ribasso del nostro giudizio da neutrale a negativo a marzo di quest’anno, ma siamo consapevoli che vi sono dinamiche positive in atto in Nord America.Le azioni statunitensi sono favorevolmente posizionate per beneficiare dei “megatrend” di lungo periodo nel settore tecnologico e non solo, come ad esempio il passaggio verso il cloud computing, l’intelligenza artificiale, le auto Bhandari_Maya.jpgconnesse e le reti wireless 5G. L’industria dei semiconduttori rappresenta attualmente 350 miliardi di dollari e si prevede che crescerà di altri 100 miliardi nei prossimi cinque anni per effetto di questi trend. In molti casi i diretti beneficiari sono società che hanno un monopolio. Inoltre, le valutazioni attuali del settore tecnologico statunitense, in termini di rapporto prezzo/valore contabile, indicano che il mercato non è per nulla sottovalutato, ma nemmeno estremamente sopravvalutato. Certo, in termini di rapporto prezzo/utili atteso il settore resta conveniente rispetto ai livelli storici.Con riferimento alla riforma fiscale, abbiamo aspettative leggermente più elevate di sgravi fiscali rispetto al mercato. Se le imposte sulle imprese verranno ridotte, molte delle società orientate soprattutto all’economia interna, e che hanno registrato le migliori performance dopo le elezioni, potrebbero sovraperformare il mercato. La nostra analisi indica tuttavia che non vi saranno rialzi significativi qualora gli sgravi fiscali venissero adottati, il che contrasta in parte con la nostra intuizione e con il consenso degli analisti. Nei portafogli statunitensi abbiamo posizioni di sovrappeso chiave sulla tecnologia, sulla salute (e in particolare sulla biotecnologia) e sulle grandi società finanziarie, e tutte dovrebbero beneficiare di un allentamento della regolamentazione. Le nostre posizioni di sottopeso sono nei beni di prima necessità, nelle utilities e nei REIT in ragione delle loro caratteristiche di analogia con le obbligazioni, mentre il maggiore sottopeso è sul settore della distribuzione, alla luce della sua crescita negativa e della notevole concorrenza. Escludendo eventuali rialzi legati alla potenziale riforma fiscale, prevediamo attualmente una crescita degli utili del 10% per il 2017 e il 2018 con potenziali rischi per questo scenario, tra cui un altro crollo delle quotazioni energetiche, un inasprimento della regolamentazione bancaria, un notevole apprezzamento del dollaro USA o un errore di politica monetaria da parte della Federal Reserve.
tokyo-japanLe prospettive per il reddito fisso sembrano meno favorevoli, in quanto ci stiamo avvicinando alla fine del ciclo del credito attuale. Abbiamo beneficiato di una fase espansiva straordinariamente lunga, con performance positive più elevate per i mercati azionari rispetto a quelli del credito ogni anno dal 2012 (un segno tipico di un periodo di espansione). Vi è una certa apprensione riguardo al livello elevato dell’indebitamento societario, ma la nostra ricerca indica che si tratta di una situazione voluta, e non involontaria: anche a fronte di utili consistenti, l’indebitamento rimane alto perché attualmente è più conveniente per le imprese riacquistare azioni proprie piuttosto che rimborsare debito. Le principali misure dell’affidabilità creditizia, come ad esempio la copertura degli oneri finanziari, sono a ottimi livelli.Il nostro gruppo di asset allocation ha un’allocazione neutrale nei confronti delle obbligazioni societarie investment grade (IG), anche se il nostro team dedicato al reddito fisso globale ha recentemente deciso di declassare il giudizio sulle obbligazioni IG a negativo. Da parte nostra, fatta salva un’accelerazione dei rialzi dei tassi ufficiali o un indebolimento della congiuntura internazionale, abbiamo deciso di mantenere la nostra esposizione neutrale a queste obbligazioni. Anche se i rialzi potenziali possono essere piuttosto limitati, non sono ancora presenti campanelli d’allarme tipici di un’imminente brusca correzione. (a cura di Toby Nangle e Maya Bhandari, gestori Multi-asset di Columbia Threadneedle Investments. font: http://www.columbiathreadneedle.it) (foto: Nangle Toby, Bhandari_Maya)

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Immigrazione: continua la presa in giro dell’U.E.

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

triesteTrieste. “Grande preoccupazione per il nulla di fatto dopo i vertici di Tallinn e Varsavia in merito all’emergenza immigrazione nel nostro Paese e in relazione ad aiuti concreti che, anche in considerazione delle aspettative del ministro Minniti e del governo, dovevano arrivare e non sono arrivati all’Italia.Dopo l’inutile vertice di ieri – otto ore, tanto fiato al vento, zero risultati concreti –, quest’oggi il direttore dell’agenzia Frontex, Fabrice Leggeri, in audizione al Parlamento europeo conferma le sbiadite conclusioni lette negli organi di informazione: ‘Ho sentito la richiesta dell’Italia’ di predisporre lo sbarco dei migranti salvati in mare anche nei porti di altri Paesi oltre all’Italia, ‘ma non ho sentito disponibilità da parte di nessuno degli altri Stati membri partecipanti alle operazioni navali di Frontex’. ‘Ci sarà un gruppo di lavoro tecnico che si occuperà di elaborare proposte per cambiare il piano operativo dell’operazione Triton’. ‘Ci sarà un bilaterale tecnico Frontex-Italia per elaborare una serie di proposte che saranno poi condivise con tutti gli Stati che partecipano all’operazione’. Niet deciso, dunque, dai partner Ue e una serie di pensierini con tanti buoni propositi… ma il governo italiano si ritrova ancora una volta con un pugno di mosche in mano”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Dispiace dirlo, ma basta analizzare il lessico usato da questi burocrati Ue per capire che ci troviamo di fronte ad un’ennesima presa in giro. ‘Gruppo di lavoro tecnico’, ‘proposte’, ‘piano operativo’, ‘bilaterale tecnico’, il tutto condito dall’onnipresente ‘ci sarà’… Tutto, sempre rinviato.A questo punto ci aspettiamo un intervento chiarificatore da parte del ministro dell’Interno, Marco Minniti, che magari potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di riferire in Parlamento in merito alle ultime novità (???) emerse dopo i vertici di Tallinn e Varsavia.Ad ogni modo il Paese e i cittadini italiani vogliono conoscere la posizione del governo. Che farà l’esecutivo Gentiloni dopo le porte in faccia ricevute nelle ultime settimane in Europa? Come agirà? Come difenderà i nostri territori e il nostro tessuto sociale? Al momento registriamo solo un imbarazzato silenzio.Sullo sfondo l’emergenza continua, e l’Italia dovrà affrontare, ancora una volta, da sola i mesi estivi con migliaia e migliaia di disperati che arriveranno nei porti delle nostre regioni del Sud. E Renzi, il segretario del partito azionista di maggioranza del governo, che per pubblicizzare il suo libro, parla di numero chiuso e di altre corbellerie irrealizzabili di questo tipo. Siamo alla frutta”, conclude Brunetta.

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I risultati del M5S alle amministrative?

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

bonafede“Avremmo voluto più sindaci, è chiaro, ma facendo il confronto, nelle stesse città, con le ultime amministrative, noi abbiamo incrementato dovunque i nostri consensi”. Così il deputato Cinquestelle Alfonso Bonafede, oggi al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora. “La crescita del M5S nelle Amministrative è molto lenta ma costante”, ha aggiunto Bonafede a Radio1. A Genova sembra abbiate fatto di tutto per perdere…”Probabilmente le vicende che hanno riguardato la Cassimatis e prima Putti hanno avuto una incidenza importante e, probabilmente, se non ci fossero state saremmo andati al ballottaggio. Ma sono state scelte che noi abbiamo fatto coraggiosamente. Diverso è il discorso su Palermo”. Cosa intende? “A Palermo, nella vicenda delle firme false, il M5S ha fatto quanto doveva: è intervenuto e ha sospeso le persone coinvolte”. A Genova chi appoggerete per il secondo turno? “I genovesi faranno quello che vogliono”. E, in generale, come vi schiererete nei ballottaggi? “I voti non sono nostri. I cittadini – ha spiegato a Rai Radio1 – faranno quello che vogliono, mi concentro sulle dieci città in cui siamo al ballottaggio”.

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Completare l’Unione dei mercati dei capitali basandosi sulla prima serie di risultati

Posted by fidest press agency su sabato, 10 giugno 2017

commissione europeaBruxelles. Completare l’Unione dei mercati dei capitali basandosi sulla prima serie di risultati. La Commissione adotta nuove misure per far avanzare l’Unione dei mercati dei capitali (UMC), un progetto faro della Commissione Juncker per stimolare l’occupazione e la crescita in Europa. A quasi due anni dall’avvio del piano d’azione per l’Unione dei mercati dei capitali, la Commissione presenta oggi una serie di importanti nuove iniziative volte ad assicurare che il programma di riforma sia ancora all’altezza del suo obiettivo. L’UMC è un pilastro fondamentale del piano di investimenti per l’Europa, il cosiddetto piano Juncker. Con una combinazione di riforme normative e non, il progetto si propone di migliorare il collegamento tra i risparmi e gli investimenti. Mira quindi a rafforzare il sistema finanziario europeo, offrendo fonti di finanziamento alternative e aumentando le opportunità di investimento per i consumatori e gli investitori istituzionali. Per le imprese, in particolare per le PMI e le start-up, l’UMC significa accedere a più opportunità di finanziamento, quali il venture capital e il finanziamento collettivo. Il rilancio dell’UMC pone un forte accento sul finanziamento sostenibile e verde: poiché il settore finanziario inizia ad aiutare gli investitori sensibili alla sostenibilità a scegliere imprese e progetti adeguati, la Commissione intende diventare la leader mondiale del sostegno alle iniziative di questa natura. Il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, responsabile per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e i mercati dei capitali ha dichiarato:”L’UMC resta al centro degli sforzi per stimolare gli investimenti europei e creare posti di lavoro e crescita. Dovendo fare i conti con l’uscita del principale centro finanziario dell’UE, intendiamo aumentare gli sforzi per continuare a rafforzare e integrare i mercati dei capitali dell’UE. Questa revisione chiarisce la portata della sfida e contiamo sul sostegno del Parlamento e degli Stati membri per poterla affrontare.” Il Vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen, responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: “La Commissione ha lavorato duramente per dare un impulso decisivo all’UMC. In soli venti mesi abbiamo realizzato due terzi degli impegni iniziali e altre significativi interventi sono in preparazione. Stiamo ora ampliando il nostro campo d’azione per affrontare nuove sfide, quali il finanziamento di investimenti sostenibili e la valorizzazione del potenziale della tecnologia finanziaria. Le nuove misure presentate oggi rinnovano e rafforzano l’impegno della Commissione e ci fanno imboccare in modo irreversibile la strada dell’UMC.” La revisione intermedia riferisce sui buoni progressi compiuti finora nell’attuazione del piano d’azione 2015, con circa due terzi delle 33 azioni realizzate in venti mesi. Di recente i colegislatori hanno concordato in linea di principio due proposte di grande portata. Il pacchetto sulle cartolarizzazioni permette di liberare capacità nei bilanci delle banche, generando finanziamenti aggiuntivi per le famiglie e le imprese in rapida crescita. La riforma dei fondi di venture capital consente di facilitare gli investimenti nelle imprese innovative di piccole e medie dimensioni. Inoltre l’anno scorso abbiamo raggiunto un accordo sul nuovo regime dei prospetti che consentirà un più facile accesso ai mercati pubblici in particolare per le PMI. Tuttavia il sostegno pieno e costante del Parlamento Europeo, degli Stati membri e dei partecipanti al mercato è di fondamentale importanza per il successo dell’UMC. La revisione intermedia definisce inoltre il calendario delle nuove azioni che saranno rese note nei prossimi mesi, come ad esempio un prodotto pensionistico personale paneuropeo per aiutare i cittadini a finanziare il proprio pensionamento. Inoltre la Commissione proseguirà i lavori per il miglioramento del quadro di vigilanza per l’integrazione dei mercati dei capitali, l’aumento della proporzionalità delle norme per le PMI quotate in borsa e le imprese di investimento, la valorizzazione del potenziale della tecnologia finanziaria e la promozione degli investimenti sostenibili.
Oltre alla revisione intermedia dell’UMC, la Commissione presenta anche misure per incoraggiare gli investimenti a lungo termine attraverso una revisione della calibrazione prudenziale per gli investimenti in società di infrastrutture. Proponiamo di ridurre l’entità del capitale che le imprese di assicurazione devono possedere quando investono in società di infrastrutture. Queste modifiche mirate al regolamento delegato “Solvibilità II” intendono sostenere ulteriormente gli investimenti nelle infrastrutture.

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Commento flash sui risultati delle elezioni inglesi

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

Theresa MayLa promessa di “una leadership forte e stabile” ha generato volatilità nella sterlina e più incertezza politica di quanto fosse necessario. Con i negoziati sulla Brexit a questo punto probabilmente in salita, Teresa May potrebbe dover lasciare l’incarico o essere costretta a un processo estremamente lungo per formare una coalizione. E’ probabile che questo fattore, insieme alla mancanza di unità politica in parlamento, inciderà sulle negoziazioni per la Brexit, che inizieranno fra due settimane.I timori del mercato si manifesteranno innanzitutto nel settore valutario, determinando anche un incremento della volatilità. Un parlamento senza maggioranza assoluta (un “hung parliament”) potrebbe portare la sterlina a 1.24 contro il dollaro americano. La valuta ha già reagito piuttosto negativamente, scendendo all’1.27 – al momento sembra essersi assestata a questo livello.Nonostante i futures mostrino un FTSE 100 in apertura al ribasso sin da ieri, una sterlina debole tipicamente è un elemento positivo per l’indice, considerata la sua esposizione, per circa il 70%, ai ricavi provenienti dall’estero.Il FTSE 250 è invece molto più esposto a un sell-off in quanto è molto più concentrato sul mercato domestico, anche se la debolezza della valuta potrebbe determinare un rally delle società esportatrici.Sembra meno probabile in questo momento un rialzo dei tassi nella seconda metà dell’anno.Un aspetto positivo per il Regno Unito è invece rappresentato dai risultati dei Conservatori in Scozia, che mostrano come un referendum sull’indipendenza sia fuori discussione ora, e questo riduce, almeno per un aspetto, l’incertezza. (Commento a cura di James Butterfill, Head of Research & Investment Strategy per ETF Securities) I risultati: I Conservatori hanno ottenuto 317 ma al di sotto della soglia dei 326 necessari per governare. Il Labour di Jeremy Corbyn cresce di 29 seggi e arriva a 261. Lo Scottish National Party di Nicola Sturgeon perde 21 seggi e si attesa sui 35 mentre i Lib Dem di Tim Farron ottengono 12 seggi (più 4). L’affluenza al voto è stata del 68 per cento (due punti in più del 2015).

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Cedacri annuncia i risultati finanziari 2016

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

CollecchioCollecchio (Parma), 11 aprile 2017 – Cedacri S.p.A., società leader in Italia per lo sviluppo di soluzioni in outsourcing rivolte agli istituti bancari, assicurativi e alle società di servizi, annuncia l’approvazione del bilancio di esercizio della Società e del bilancio consolidato di Gruppo per il 2016.
Cedacri S.p.A. ha chiuso l’esercizio fiscale 2016 con un fatturato di 225,5 Mln di Euro (+7,36% rispetto all’anno precedente). L’EBITDA si è attestato a 30,5 Mln di Euro (-14,28% rispetto al 2015), mentre l’utile netto è stato di 13,5 Mln di Euro (+6,48% rispetto al 2015).Il bilancio consolidato del Gruppo riporta un valore della produzione pari a 274,5 Mln di Euro (+ 6,4% rispetto al 2015), mentre l’EBITDA è stato di 40,9 Mln di Euro (-7,8% rispetto al 2015) e l’utile netto si è attestato sui 16,7 Mln di Euro (+1,8% rispetto all’anno precedente).L’andamento positivo del 2016 e la crescita del valore della produzione rispetto all’esercizio precedente sono dovuti principalmente all’acquisizione di nuovi clienti in Facility Management e in Full Outsourcing, oltre all’incremento delle attività di system integration per i progetti di migrazione e personalizzazione. La flessione dell’EBITDA è da ricondurre agli investimenti effettuati per l’innovazione della piattaforma applicativa e tecnologica finalizzati all’avviamento dei nuovi clienti. La crescita significativa dell’utile risente delle operazioni straordinarie legate alla cessione di partecipazioni non strategiche.Per continuare a crescere e a rappresentare il punto di riferimento degli istituti bancari clienti nel processo di Trasformazione Digitale, Cedacri ha previsto un piano di investimenti di 90 Mln di euro sulla piattaforma applicativa e infrastrutturale nel triennio 2016-2018, di cui oltre un terzo già realizzati nel corso del 2016 (35,1 milioni di euro).“Nell’anno del suo quarantesimo compleanno, uno tra i più difficili della storia del sistema bancario italiano, Cedacri ha consolidato la propria posizione di leadership proseguendo con successo un percorso di crescita che l’ha portata all’acquisizione di nuovi importanti clienti. Gli ottimi risultati del 2016 confermano la realtà Cedacri player di riferimento per il mercato dell’outsourcing bancario italiano”, commenta Renato Dalla Riva, Presidente di Cedacri. “Possiamo affrontare il futuro con la consapevolezza di essere un’azienda solida che, grazie ai forti investimenti nell’innovazione, è sempre più attrattiva sul mercato anche per banche di dimensioni rilevanti. Abbiamo maturato l’esperienza e le professionalità necessarie per vincere le sfide dell’era digitale e supportare i nostri clienti in questa fase di grandi cambiamenti”.

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Premio dell’Unione europea per il Patrimonio Culturale

Posted by fidest press agency su sabato, 8 aprile 2017

europa-comunitariaBruxelles/L’Aia, La Commissione Europea e Europa Nostra hanno reso pubblici oggi i vincitori dell’edizione 2017 del Premio dell’Unione Europea per i Beni Culturali / Europa Nostra Awards, la massima onorificenza in Europa nel settore dei beni culturali. I 29 vincitori provenienti da 18 paesi sono stati individuati per i risultati di rilievo che hanno conseguito in materia di conservazione, di ricerca, di servizio attivo, e nei campi della didattica, della formazione e della sensibilizzazione pubblica. Tra i vincitori di quest’anno ci sono quattro eccellenti risultati Italiani: nella categoria di conservazione, la Piramide Bianca di Roma; nella categoria di ricerca, ‘Carnival King of Europe’, San Michele all’Adige, e ‘Museo Piranesi’, Milano; e nella categoria di educazione, formazione e sensibilizzazione, ilCartastorie: gli archivi si raccontano, Napoli. Giurie di esperti indipendenti hanno esaminato un totale di 202 domande, presentate da organizzazioni e da individui provenienti da 39 paesi in Europa, e hanno scelto i vincitori.I cittadini di tutto il mondo possono adesso votare online per il Premio pubblico esprimendo il sostegno per un progetto vincitore del proprio o di un altro paese europeo. I votanti hanno la possibilità di vincere un viaggio per due persone in Finlandia e di essere ospiti speciali alla cerimonia di premiazione che si terrà nella storica città di Turku il 15 maggio. Durante la cerimonia, saranno annunciati sia i sette vincitori del Gran Premio, ognuno dei quali riceverà € 10.000, che il vincitore del Premio pubblico, selezionato tra i progetti vincitori di quest’anno.I vincitori del Premio dell’Unione Europea per i Beni Culturali / Europa Nostra Awards 2017 saranno festeggiati nel corso di un evento di alto profilo co-organizzato dal Commissario UE Navracsics e dal Maestro Plácido Domingo, che avrà inizio nel tardo pomeriggio del 15 maggio nella chiesa di San Michele a Turku. La Cerimonia di Premiazione del Patrimonio Europeo raccoglierà circa 1.200 persone, tra cui professionisti del patrimonio, volontari e sostenitori provenienti da tutta Europa, nonché rappresentanti di alto livello delle istituzioni dell’UE, del paese ospitante e degli altri Stati membri.I vincitori inoltre presentaranno i loro risultati esemplari nel campo del patrimonio il 14 maggio alla “Excellence Fair”, presso la Sala Sigyn del Conservatorio di Musica di Turku, e parteciparanno ai vari eventi del Congresso Europeo del Patrimonio a Turku (11-15 maggio). Organizzato da Europa Nostra, il Congresso fornirà una piattaforma stimolante per rinforzare il networking culturale e discutere degli ultimi sviluppi delle politiche europee relative al patrimonio, con particolare attenzione all’Anno europeo dei beni culturali 2018.Le domande per l’edizione 2018 del Premio possono essere presentate dal 15 maggio al 1 ottobre 2017, attraverso il sito web appositamente dedicato.

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Salute dei migranti: l’INMP presenta i risultati

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 marzo 2017

migranti1Roma Martedì 14 marzo, dalle 9,15 alle 13,30, presso l’INMP, Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà (in via di S. Gallicano, 25/A), verranno presentati i risultati raggiunti dal Progetto europeo CARE – Common Approach for REfugees and other migrant’s healt, e discusse le possibili azioni future. Al progetto, che ha l’obiettivo di promuovere e sostenere la salute dei migranti ed è coordinato dall’INMP, partecipano cinque Stati Membri a forte pressione migratoria: Croazia, Grecia, Italia, Malta e Slovenia.
Aperta dal saluto del Direttore Generale dell’Istituto, Concetta Mirisola, e dall’intervento in video del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, la giornata si articolerà in due sessioni tematiche di approfondimento su “La risposta ai bisogni di salute dei migranti” e “L’investimento sulla comunità e sulla ‘preparedness’ dei sistemi sanitari”. A queste sessioni seguirà una Tavola Rotonda sulle sfide e le possibili azioni future nella presa in carico dei bisogni di salute dei cittadini immigrati.
Tra gli interventi, moderati dalla giornalista Rai Annalisa Manduca, quelli di: Giovanni Nicoletti, Direttore Ufficio II del Segretariato Generale – Ministero della Salute; Prefetto Carmine Valente, Direttore Centrale dei servizi civili per l’immigrazione e l’asilo – Ministero dell’Interno; Antonio Brambilla, Commissione Salute Conferenza Stato Regioni, Responsabile Servizio Assistenza Territoriale Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare Regione Emilia-Romagna; Filomena Albano, Garante, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza; Giuseppe Lococo, ACNUR per il Sud Europa; Federico Soda OIM, Capo Missione di Collegamento, per l’Italia, Malta e la Santa Sede; Antonio Fortino, Direttore Sanitario INMP.
Il Progetto CARE, avviato nell’aprile 2016, nei suoi 12 mesi di durata si è sviluppato in 8 raggruppamenti di attività indirizzate ai differenti aspetti della presa in carico della salute dei migranti e dei bisogni delle società riceventi: gestione della salute all’interno dei centri per migranti in Italia (hotspot di Lampedusa e Trapani-Milo) e in Grecia (Leros e Kos), con team multidisciplinari composti da dermatologi, infettivologi, pediatri, psicologi dell’età evolutiva e mediatori transculturali; sperimentazione di una scheda sanitaria elettronica portatile che racchiude i dati di salute della persona immigrata sin dall’arrivo nel continente europeo, volta ad assicurare la continuità assistenziale; la formazione specifica del personale sanitario sulla multiculturalità e sulle tematiche più rilevanti; l’elaborazione e la sperimentazione di un protocollo olistico per la determinazione dell’età anagrafica dei minori stranieri non accompagnati all’interno degli hotspot; la sperimentazione di una piattaforma per la sorveglianza sindromica; l’intervento sulle popolazioni per sfatare falsi miti e pregiudizi sulla presenza di migranti.
Temi che – dall’assistenza sanitaria alla ricerca, dalla formazione all’Osservatorio Epidemiologico Nazionale – attraversano tutti gli ambiti di attività dell’INMP, ente pubblico del Servizio sanitario nazionale, vigilato dal Ministero della Salute, che è anche Centro di riferimento della Rete nazionale per le problematiche di assistenza in campo socio-sanitario legato alle popolazioni migranti, e Centro nazionale per la mediazione transculturale in campo sanitario.
“In una fase storica complessa come questa, che vede giungere nei Paesi del sud Europa imponenti flussi di migranti che fuggono da guerre, carestie e da ogni tipo di violenza, siamo orgogliosi dei risultati di questo progetto che vede l’Italia capofila in un percorso di prima accoglienza attento ai bisogni di salute di queste persone, e che finalmente delinea corretti approcci clinici e protocolli operativi condivisi – dichiara Mirisola -. La presa in carico della salute dei migranti, a cui con il nostro personale sanitario offriamo assistenza sanitaria, 7 giorni alla settimana, sia negli ambulatori specialistici di Roma che negli hotspot di Lampedusa e Trapani-migrantiMilo, è una delle priorità dell’Istituto. Il nostro modello è centrato su un’assistenza sanitaria multidisciplinare, di carattere inclusivo e universalistico, perché la salute è un diritto fondativo di tutti, nessuno escluso, come conferma questo progetto, che ha anche il compito di proporre spunti di riflessione utili alla programmazione sanitaria nazionale e regionale, ponendo l’enfasi sull’importanza delle organizzazioni del privato sociale. In questo senso, sono state anche analizzate le sinergie e le complementarietà tra il settore pubblico e quello privato, in Italia, Grecia e Slovenia, registrando le buone pratiche riscontrate sul campo e le evidenze scientifiche che supportano lo sviluppo di politiche pubbliche integrate per migranti e rifugiati. E’ un impegno a tutto campo – conclude il DG Mirisola – che necessita di attività di networking e di relazioni istituzionali internazionali mirate anche alla valutazione delle politiche, perché solo attraverso la conoscenza di quello che funziona e la gestione matura e lungimirante dei fenomeni migratori contemporanei si possono abbattere tutti quei muri, geografici e culturali, che alimentano pregiudizi e irrazionali paure. È la Storia che ce lo impone”. (foto: migranti)

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Referendum: Fu vera gloria?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2016

palazzo chigiIl risultato delle votazioni per la riforma costituzionale, non lascia adito a interpretazioni di parte, a meno che non si riesca a entrare nel cuore delle elezioni e guardare, con una certa obiettività, i risultati, analizzandone il vero significato.
I numeri sono impietosi 60% i NO e 40% i SI, ben 20 punti di distacco.
Ma per ottenere il 60% per il NO, si son dovuti riunire i voti delle Destra estrema di Salvini, quindi quelli della Destra inutile della Meloni, nonché quelli della Destra di Berlusconi.
Non basta, si è aggregata anche la sinistra del PD, la sinistra estrema dei nostalgici del comunismo reale, che hanno scelto di andare a braccetto con i neo-fascisti delle destre.
Il 40% raccolto dagli elettori per il SI, fa apparire Renzi come un gigante sconfitto dalle forze soverchianti, con l’aggravante del sostegno della ministra Maria Elena Boschi che faceva ricordare, anche ai più distratti, l’immane errore politico di Renzi, quando, per salvare le terga ai dirigenti della Banca Etruria, tra i quali il paparino della Boschi, sottrasse ai piccoli risparmiatori ingannati e truffati dalla Banca in questione, i proventi di una vita di risparmio e sacrifici.
A condannare Renzi alla sconfitta è stato anche il tradimento a coloro che lo votarono per le primarie, convinti dalla sua solenne affermazione “Mai più larghe intese”, affermazione che si impantano nei trucchi del Nazareno con Berlusconi.
Malgrado tutto ciò, ho votato SI, ma non per fiducia a Renzi, verso il quale tale fiducia naviga intorno allo 0, ma per non dare a Berlusconi l’alea di farsi “padre nobile” del governo Renzi, garantendo il suo appoggio, in cambio di una politica liberista in grado di riprendere i temi tanto cari al pregiudicato, come il falso in bilancio e il conflitto di interessi.
Ora il cerino acceso è nelle mani del Presidente della Repubblica Mattarella, cosa deciderà di fare ?
L’Italia è nel caos, gli avventurieri si scagliano verso le poltrone rimaste libere, per raccogliere i resti del pasto interrotto. Verdini ha esaurito il compito affidatogli da Berlusconi e non trova una nuova e credibile collocazione; Alfano sa bene di non valere più del 3% dei consensi, tant’è che gli aspiranti rieletti transumano presso altri lidi, non ultimo rivolgendosi alla Lega ottenendo garanzie di candidatura. Avrei accettato le dichiarazioni esaltate di vittoria, ove i NO avessero raggiunto, almeno, l’80% dei consensi, ma con il 60% possono solo esibire una “vittoria di Pirro”. (Rosario Amico Roxas)

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Novartis Access presenta i primi risultati del programma e annuncia un protocollo d’intesa con il Ruanda

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 dicembre 2016

basileaBasilea. Novartis ha annunciato oggi che il Ruanda è stato il terzo Paese – dopo Kenya ed Etiopia – a firmare un protocollo d’intesa con Novartis Access. Questo accordo è parte integrante della strategia del governo ruandese tesa ad aumentare gli investimenti nella prevenzione, diagnosi e cura delle malattie non trasmissibili (MNT). Le prime forniture di prodotti Novartis Access sono previste per l’inizio del 2017.L’annuncio è stato dato nel corso dell’evento: Improving care for chronic patients in lower-income countries (“migliorare le cure per i pazienti cronici nei Paesi a basso reddito”) e ospitato da Novartis Access e dalla Novartis Foundation. L’incontro ha riunito esperti di salute pubblica e rappresentanti di governi, di ONG e del mondo accademico, che hanno esplorato le metodologie d’intervento per migliorare con azioni costanti le cure per i pazienti affetti da patologie croniche nei Paesi a basso reddito.Novartis Access possiede un portfolio di 15 medicinali (coperti e non coperti da brevetto) per la cura delle principali malattie croniche, quest’ultimo viene offerto a governi e clienti del settore pubblico al prezzo di un dollaro al mese per trattamento. Dal lancio del programma, nel mese di settembre 2015, in Kenya, Etiopia e Libano* sono stati distribuiti oltre 100.000 trattamenti mensili. In Kenya sono state avviate attività di capacity-building destinate a implementare lo screening e la diagnosi per il diabete e l’ipertensione; sono inoltre in corso incontri istituzionali per introdurre il programma in oltre 10 Paesi in tre continenti. In preparazione della futura campagna di roll-out, sono state presentate alle autorità sanitarie di 19 Paesi le domande di approvazione regolatoria per 312 prodotti.
“Novartis è impegnata a fornire medicinali a prezzi accessibili ai Paesi a basso reddito – ma l’accessibilità economica è solo la punta dell’iceberg”, dichiara Joseph Jimenez, CEO di Novartis. “Per poter affrontare su scala adeguata le cause fondamentali dei problemi sanitari in questi Paesi, è necessario che i governi e le ONG collaborino con le aziende per integrare le competenze e le risorse del settore privato. Questo non è solo auspicabile: è essenziale”.Nonostante i progressi, gli ultimi 12 mesi di attività hanno messo in evidenza diverse problematiche. In particolare, l’esperienza sul campo dimostra che l’approccio basato sul portfolio richiede un cambiamento di paradigma nel modo in cui i Paesi acquistano i farmaci. Inoltre, le liste nazionali dei medicinali essenziali non vengono aggiornate regolarmente, e questo impedisce ai Paesi di acquistare i farmaci di Novartis Access. Infine, i sistemi sanitari nei Paesi a basso reddito spesso sono attrezzati in modo inadeguato per fornire assistenza di qualità, vincolati come sono dagli scarsi investimenti nelle infrastrutture, con conseguente carenza di cliniche, ospedali e personale medico, reti di distribuzione inidonee e un numero insufficiente di operatori sanitari qualificati.
Per l’alto livello raggiunto nell’attività di social business, Novartis Access ha recentemente ricevuto il riconoscimento di best practice nell’Access to Medicine Index 2016. Questo indice misura le prestazioni delle 20 maggiori aziende farmaceutiche mondiali nell’impegno per l’accesso ai farmaci e all’assistenza sanitaria nei Paesi in via di sviluppo. Novartis ha raggiunto, quest’anno la terza posizione nella graduatoria. Nel 2014 era al quarto posto. La gestione delle MNT è particolarmente impegnativa nei Paesi a basso reddito, che devono affrontare la doppia incombenza per la cura dei loro pazienti costituita dalle malattie infettive e da quelle croniche. Ogni anno in questi Paesi muoiono 28 milioni di persone per malattie cardiovascolari, diabete, malattie respiratorie e tumori, un numero di decessi che rappresenta quasi il 75% delle morti per malattie non trasmissibili a livello globale.

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Diabete: Presentati i risultati completi di uno studio di farmacocinetica e farmacodinamica

Posted by fidest press agency su martedì, 15 novembre 2016

diabete testSanofi ha presentato, al 16° meeting annuale della Diabetes Technology Society a Bethesda (Maryland, Stati Uniti), i risultati completi di uno studio di farmacocinetica/farmacodinamica (PK/PD) con Toujeo® (insulina glargine 300 U/ml) e insulina degludec 100 U/mL (Deg-100).
Nei pazienti con diabete di tipo 1, il profilo farmacocinetico/farmacodinamico di Toujeo®, somministrato a un dosaggio terapeuticamente rilevante (0,4 U/kg/giorno, la dose media utilizzata nella pratica clinica in tutto il mondo),2 è risultato essere più piatto e più uniformemente distribuito nelle 24 ore rispetto al profilo di insulina degludec con cui è stato confrontato. La fluttuazione dell’attività metabolica nell’arco della giornata di Toujeo® è stata inferiore del 20% (p=0,047) rispetto a quella di insulina degludec.Un profilo farmacocinetico/farmacodinamico complessivamente stabile e un’esposizione distribuita in modo più uniforme nelle 24 ore sono stati osservati con entrambi i dosaggi di Toujeo® studiati (0,4 e 0,6 U/kg/giorno).
“Risultati come questi evidenziano ulteriormente il profilo favorevole della nostra nuova insulina glargine per le persone con diabete, sebbene le implicazioni cliniche siano al momento oggetto di ulteriori approfondimenti,” commenta Alexander Zehnder, M.D., Presidente e Amministratore Delegato di Sanofi Italia. “Essendosi recentemente concluso il processo di negoziazione, questa nuova soluzione terapeutica potrà essere disponibile da gennaio 2017 anche per i diabetologi e le persone con diabete in Italia, che avranno così a disposizione un’opzione terapeutica in più per tenere cotto controllo la propria glicemia.”
Sebbene la somministrazione di insulina basale non possa replicare perfettamente la produzione fisiologica di questo ormone, l’insulina basale ‘ideale’ per la terapia del diabete dovrebbe avere profili di farmacodinamica (PD) e farmacocinetica (PK) stabili. Fluttuazioni della glicemia ridotte e meno variabili potrebbero risultare in profili più prevedibili nelle 24 ore e un minor rischio di ipoglicemia, quindi tradursi in una migliore esperienza per le persone in trattamento con insulina basale e in una maggiore aderenza alla terapia.
Disegno dello studio:Studio randomizzato in doppio cieco, 2×2, crossover, che utilizza la tecnica del clamp euglicemico in due coorti parallele di persone con diabete di tipo 1 (48 persone in totale). Lo studio ha confrontato le proprietà farmacodinamiche e farmacocinetiche di insulina glargine 300 U/mL, (Gla-300) ai dosaggi di 0,4 e 0,6 U/kg/die con gli stessi dosaggi di insulina degludec 100 U/mL (DEG-100) allo stato stazionario dopo un periodo di 8 giorni in regime di dose multipla.
Principali risultati: In termini di farmacodinamica, la fluttuazione nell’arco della giornata del tasso normalizzato di infusione di glucosio (GIR-smFL0-24) è risultato significativamente inferiore con Gla-300 rispetto a quello con Deg-100 al dosaggio 0,4 U/kg.
Allo stesso dosaggio, le relative frazioni di GIR-AUC0–24 in intervalli di 6 ore sono risultate più equamente distribuite con Gla-300 rispetto a quelle con Deg-100. GIR-smFL0-24 e le frazioni di GIR-AUC0–24 in intervalli di 6 ore sono risultate simili tra le insuline al dosaggio sovraterapeutico di 0,6 U/kg. A entrambi i dosaggi, GIR-AUC0-24 e GIRmax sono risultati più bassi per Gla-300 rispetto a Deg-100, mentre il T50%-GIR-AUC0-24 e la durata del controllo glicemico erano simili per ciascuna insulina.In termini di farmacocinetica, entrambi i dosaggi di Gla-300 hanno mostrato l’aumento di insulina fino a 16 ore dopo la somministrazione, seguito da una successiva lenta riduzione.Per Deg-100, a entrambi i livelli di dosaggio, l’insulina è aumentata dal momento dell’iniezione fino a circa 10 ore dopo la somministrazione, con conseguente lenta diminuzione. L’esposizione a entrambe le insuline era misurabile fino alla fine del clamp (30 ore). A entrambi i dosaggi, le frazioni di INS-AUC0-24 in intervalli di 6 ore sono più equamente distribuite con Gla-300 rispetto a Deg-100.

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