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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

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Il segreto di Marco Pannella

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 maggio 2016

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Marco Pannella

Come mai, perché, accade che una persona, nel pieno delle sue facoltà, si traveste da Babbo Natale (giallo, per di più!), e passeggia sornione per piazza Navona? E perché un’altra volta si trasfigura da clown grottesco? Perché si imbavaglia durante una tribuna elettorale e lascia scorrere in questo modo interminabile quel fazzoletto di minuti a disposizione, che dovrebbe utilizzare per persuadere chi lo ascolta delle buone ragioni della sua causa? Perché convince un gruppo di suoi compagni di partito (due dirigenti storici: Sergio Stanzani e Lorenzo Strik-Lievers; la non ancora parlamentare Rita Bernardini; e Giorgio Cusino, Paolo Vigevano, Mariano Giustino, Alfredo Frateloreto, Lucio Berté) a «esibirsi» nudi al teatro Flaiano di Roma, mentre lui, con voce salmodiante e flautata, recita un brano biblico, attribuito al profeta Isaia: «[…] In quel tempo il Signore disse per mezzo di Isaia figlio di Amoz: «Và, sciogliti il sacco dai fianchi e togliti i sandali dai piedi!». Così egli fece, andando spoglio e scalzo. Il Signore poi disse: «Come il mio servo Isaia è andato spoglio e scalzo per tre anni, segno e simbolo per l’Egitto e l’Etiopia, così saranno condotti dal Re di Assiria i prigionieri d’Egitto e i deportati dell’Etiopia, giovani e vecchi, spogli e scalzi e con le natiche scoperte, vergogna per l’Egitto […]».E ancora: perché organizza marce e sit-in, massacra il suo corpo con lunghi digiuni della fame e della sete, giungendo a bere la sua urina davanti alle telecamere della televisione? Perché fuma ostentatamente sigarette fatte di hashish, chiedendo per questo di essere arrestato dai poliziotti che ha debitamente e preventivamente avvertito? Pannella ha fatto della disubbidienza civile la sua bandiera, un Gandhi un po’ Thoreau; il diritto alla vita e la vita del diritto sono il suo programma. È stata definita e declinata in mille modi, questa persona, tutto e il suo contrario; lui da più di cinquant’anni fa politica, imperterrito; tutti conosce, e tutti lo conoscono. Si è fatto arrestare per nobili cause, a Roma come a Sofia, in Estremo Oriente; i poliziotti che lo fermano sono i primi a esprimergli, pubblicamente, simpatia e solidarietà, anche a costo di rovinarsi la carriera. Il Natale, il Ferragosto, il giorno del suo compleanno, non trova di meglio che trascorrerli e festeggiarli in carcere, dove è più popolare di Monica Bellucci, più amato di un’Alessia Marcuzzi. Ha subito una quantità di processi, sul suo carnet c’è qualche condanna; eppure per nessun altro come per lui vale quel che ha detto una volta Indro Montanelli: che profuma di bucato pulito. Le sue mani più che pulite, sono immacolate: anche il suo critico più aspro, deve riconoscere che è onesto e cristallino.Dice quello che fa, fa quello che dice; lui e i suoi compagni non si sono indebitamente impadroniti di uno spillo. Mille processi e denunce, trovatene uno per peculato, appropriazione indebita… Lui e i suoi compagni radicali non solo non sono mai stati condannati, ma neppure processati, «semplicemente» indagati per reati contro la pubblica amministrazione. Scorrete gli elenchi di tutte le «caste» possibili, nei libri e nelle inchieste del giornale che preferite, trovate i nomi di tutti, ma ci sono anche delle assenze: Pannella non vive in una casa di un ente, non c’è radicale cui qualcuno regali l’affitto o versi parte del denaro per l’acquisto. Per tanti, la morale è la fine della favola; per i radicali è una sorta di programma di vita. È per questo che Marco Pannella risulta un fenomeno più unico che raro? E se è beato, come diceva Bertold Brecht, il Paese che non ha bisogno di eroi, è però fortunato il Paese che ha un Pannella. È grazie a lui, ha detto una volta Indro Montanelli, se un buon numero di ragazzi, nei tragici «anni di piombo», invece di scegliere la strada disperata e suicida della violenza armata, ha scelto e praticato la nonviolenza. Altrove uno come Pannella sarebbe stato ministro, rappresentante italiano in organismi internazionali, senatore a vita, pluridecorato di benemerenze e onorificenze, chiamato dalle università per «magistrali» lezioni… Nulla di tutto questo. A Pannella viene negato perfino quello cui forse terrebbe davvero, e che gli farebbe piacere: una laurea ad honorem in diritto; e sì che le università italiane di lauree ne distribuiscono a iosa… C’è una ragione, come per tutte le cose. Pannella non è solo il «sale» della democrazia, come tanti, a ragione, sostengono e qualcuno ammette a denti stretti. La vogliamo sparare grossa? Pannella è un personaggio che possiamo tranquillamente accostare a Giuseppe Garibaldi, Gaetano Salvemini, Ernesto Rossi. S’esagera? Ma cos’è mai stato il Risorgimento italiano, se non «affare» di pochi, letteralmente «imposto» ai tanti indifferenti, che vivevano benissimo in una penisola frammentata, non importa se sotto gli austriaci, il tallone del Pontefice o il regno dei Borboni? E per tanti anni – i famosi anni del «consenso» – cos’è stata la lotta antifascista, se non «affare» di pochi, qualche azionista, qualche anarchico, i comunisti, qualcuno espatriato, qualcun altro in carcere o al confino? E cos’è oggi l’ostinata lotta che da cinquant’anni Pannella conduce, la sua denuncia del «caso Italia», della «peste italiana», del «fascismo democratico», che tutto ammorba, inquina, corrompe, distrugge e decompone? Non sono tutti italiani di «minoranza», che si battono come leoni, e a volte per fortuna loro, nostra e di tutti riescono, con le loro imboscate e i loro blitz, a coagulare grandi maggioranze inedite e insperate, di cui non si ha cognizione, e che individuano con dote rabdomantica, e fanno venire alla luce con la perizia dell’ostetrico? È forse una leggenda metropolitana, chissà. Ma come dice il giornalista al senatore Ramson Stoddard inL’Uomo che uccise Liberty Valance, «print the legend». Si racconta che Gianni Agnelli, alla domanda su a chi avrebbe affidato, potendolo fare, l’incarico di «lanciare» e pubblicizzare un suo prodotto, abbia risposto senza esitazione alcuna: «A Pannella». E par di sentirlo, l’avvocato, con tono apparentemente svagato, la «erre» che rotola mentre lo dice, come se fosse una cosa ovvia, scontata. La risposta, se davvero c’è stata, è una buona, assennata risposta. Se invece è una leggenda, ebbene, che la si stampi ugualmente, anche se non siamo , come Stoddard e il giornalista che lo ascolta, nel West.Tratto da “Marco Pannella. Biografia di un irregolare” di Walter Vecellio, Rubbettino (foto: copertina pannella)

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Caso Ismail Ltaief

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

Roma 13 luglio alle ore 11.30 Sarà presentata presso la Camera dei Deputati (sala stampa), la vicenda che ha visto coinvolto Ismail Ltaief, ex detenuto tunisino che ha scontato la pena nel carcere di Velletri subendo brutali violenze fisiche e psicologiche, per aver scoperto e denunciato personale e agenti dell’amministrazione penitenziaria che accusa di essere complici nella sottrazione di notevoli quantitativi di cibo destinati alle cucine del carcere in cui svolgeva mansioni di cuoco, per il vitto dei detenuti. Secondo Ismail Ltaief sarebbe dovuto a queste sue denunce un pestaggio estremamente violento da lui subito in carcere, e dalle cui conseguenze solo per miracolo è riuscito a salvare la vita. Le persone indicate da Ismail quali autori del suo pestaggio sono state rinviate a giudizio dal Tribunale di Velletri e il processo a loro carico avrà inizio  giovedì 14 luglio. Ismail Ltaief, testimone chiave nel processo, è assistito dall’Avv. Alessandro Gerardi. Entrambi saranno presenti alla conferenza stampa dove, oltre all’esposizione dei fatti, saranno mostrate le foto della Procura comprovanti i gravi traumi inflitti a Ismail che lo hanno lasciato per alcuni mesi in pericolo di vita. Prenderanno parte alla conferenza: Ismail Ltaief; Rita Bernardini, deputata Radicale e membro della Commissione Giustizia, da 36 giorni in sciopero della fame in sostegno dell’iniziativa nonviolenta di Marco Pannella per il ripristino della legalità della giustizia e delle carceri italiane; Avv. Alessandro Gerardi, dirigente Radicale e Responsabile legale dell’Associazione il Detenuto Ignoto, Avvocato di parte di Ismail Ltaief; Irene Testa, Segretaria dell’ Associazione Detenuto Ignoto, anche lei da 36 giorni in sciopero della fame in sostegno dell’iniziativa nonviolenta di Marco Pannella; E’ annunciata la partecipazione di Marco Pannella, da 82 giorni in sciopero della fame perché “l’Italia torni in qualche misura a essere considerata una democrazia” e si provveda con un’amnistia al ripristino della legalità nella giustizia e nelle carceri italiane.

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Pannella e la solidarietà di Clandestinoweb.com

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2011

Il direttore del giornale online Clandestinoweb.com, Ambrogio Crespi, ha annunciato in un editoriale l’appoggio della redazione del giornale alla causa di Marco Pannella. Il sovraffollamento delle carceri, già denunciato da Crespi in uno speciale docuweb, rende la vita dei detenuti impossibile. Pannella e’ in sciopero della fame da oltre due mesi e dopo quattro giorni ha interrotto quello della sete che gli era costato l’obbligo di ricovero. Insieme al leader anche la parlamentare Rita Bernardini ha iniziato uno sciopero della fame dallo scorso 6 giugno.

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Non siamo criminali: coltivazione canapa

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

Roma, 22 marzo 2011, ore 11:30 Camera dei deputati, via della missione 4, con Rita Bernardini Conferenza stampa sulla regolamentazione della coltivazione domestica di canapa “Non siamo criminali” Intervengono: On. Rita Bernardini, deputata radicale Giancarlo Cecconi, segretario dell’ A.S.C.I.A. Claudia Sterzi, segretaria della Associazione Radicale Antiproibizionisti Giuseppe Nicosia, autore del libro “Leone bianco, leone nero – La legge non è uguale per tutti”. Nel corso della conferenza stampa verranno fornite informazioni e documentazioni sugli effetti devastanti della legge Fini – Giovanardi.

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La dignità negata a Monicelli

Posted by fidest press agency su domenica, 12 dicembre 2010

Roma 15 dicembre, Auditorium parco della musica – Sala Sinopoli ore 21. (Biglietti da 25 a 35 euro). “A Radio 24, un fiume di parole contro di me perché “a cadavere ancora caldo”, quello di Mario Monicelli, avrei innescato nell’aula di Montecitorio una bagarre sull’eutanasia”. Lo scrive la deputata Radicale, Rita Bernardini in un articolo pubblicato sul settimanale “gli Altri” diretto da Piero Sansonetti nel numero in edicola da venerdì 10 dicembre. “Secondo tutti i benpensanti in servizio permanente effettivo,  – scrive ancora – avrei dovuto tacere. Io, radicale da qualche decennio; io, l’amica di Piergiorgio Welby, che da anni implorava me, Pannella e i radicali, di intraprendere questa difficile lotta convinto che solo i radicali potessero trovare e avere il coraggio di farla…”. “Avrei dovuto tacere, –  chiede la deputata Radicale – il giorno in cui il maestro del cinema italiano decideva con grande coraggio e vitalità – sì, vitalità! – di lanciarsi da un balcone per l’ultimo, liberatorio volo? Anzi: a tutti quei “buoni” che in nome della sacralità della vita vogliono innaturalmente farci vivere, infilandoci sondini nasogastrici per nutrirci forzatamente anche se non lo vogliamo, io dico che non li vedo mai mobilitati sulla lotta per i Livelli Essenziali di Assistenza ai disabili gravissimi che ha visto e vede sempre in prima linea la deputata radicale Maria Antonietta Farina Coscioni. Loro, i “buoni”, tacciono, indifferenti”. Rita Bernardini conclude così: “Per gli ipocriti, per i cosiddetti “buoni”, importava che alla pienezza della vita e dell’ultima scelta di Monicelli venisse negata la dignità e il valore che egli ha tributato al suo pensiero e alla sua azione di quasi cent’anni”

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Palazzi camera: Scarpellini addio?

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2010

Roma 10 agosto alle ore 11.00 presso la sala stampa della Camera dei deputati conferenza stampa dei radicali in riferimento alla nota Ansa  dal titolo “Camera verso addio a Palazzo Marini”.  Dopo l’accesso agli atti chiesto e ottenuto dalla deputata Rita Bernardini (grazie all’intervento decisivo del Presidente della Camera Gianfranco Fini) i Radicali hanno visionato tutti i contratti stipulati dalla Camera con la società “Milano 90 s.r.l.”. 15 anni di contratti fra la Camera e Milano 90 s.r.l. che hanno fatto introitare nelle tasche della società dell’imprenditore romano Scarpellini fra affitti e “servizi” l’astronomica cifra di 586 milioni di euro senza che la Camera divenisse proprietaria di alcunché. Una storia di “amicizie” che i radicali documenteranno lira per lira, euro per euro, interesse per interesse. Intanto, è forse bene ricordare chi siano stati Presidenti e Questori in questi quindici anni.
XIII LEGISLATURA 1996 – 2001: Presidente Luciano Violante; Questori A.Muzio (Rif.Comunista); M. Camoirano (DS); U. Martinat (AN)
XIV LEGISLATURA 2001 – 2006: Presidente Pier Ferdinando Casini; Questori F. Colucci (FI); E. Ballaman (Lega Nord); P. Manzini (DS)
XV LEGISLATURA 2006 – 2008: Presidente Fausto Bertinotti; Questori G. Albonetti (Ulivo); F. Colucci (FI); S. Galante (Comunisti It.)
XVI LEGISLATURA 2008 – oggi: Presidente Gianfranco Fini; Questori F. Colucci (PdL); A. Mazzocchi (PdL); G. Albonetti (PD)

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Detenuto suicida a Sulmona

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2010

I parlamentari radicali nel gruppo del PD hanno presentato un’interrogazione, a prima firma Rita Bernardini, al Ministro della Giustizia Alfano sul suicidio del detenuto Antonio Tammaro nel supercarcere di Sulmona. L’uomo – 28enne, di origini napoletane –  era detenuto nella parte dell’istituto adibita a Casa Lavoro, quindi non stava scontando una pena per aver commesso reati, ma era sottoposto a misure di sicurezza perché socialmente pericoloso. Tammaro si è impiccato mercoledì sera,  nella cella che occupava da solo, il giorno dopo il suo rientro da un permesso premio. Non solo questo è il 4°suicidio nei primi otto giorni del nuovo anno (dopo un 2009 che, con 72 suicidi, ha stabilito il peggior record di tutti i tempi), ma è anche l’ottavo in cinque anni nel solo carcere di Sulmona, dove la Casa Lavoro – la più grande d’Italia, che attualmente ospita circa 160 internati a fronte di una capienza regolamentare di cento posti – non si distingue dal carcere se non per il nome. E proprio sulle condizioni della Casa Lavoro di Sulmona i parlamentari radicali avevano già presentato un’interrogazione, che giace ancora senza risposta. I radicali, infine, più in generale hanno chiesto al ministro se non ritenga opportuno assumere iniziative normative per sostituire il requisito della pericolosità sociale (di dubbio fondamento empirico), quale presupposto per l’applicazione di una misura di sicurezza detentiva, con altro quale ad esempio quello del «bisogno di trattamento».

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La morte di un detenuto

Posted by fidest press agency su martedì, 22 dicembre 2009

Dichiarazione di Rita Bernardini, deputato radicale eletto nelle liste del PD, membro della Commissione Giustizia della Camera In seguito alla pubblicazione apparsa sul quotidiano “La Città di Teramo e Provincia” dell’articolo intitolato “Il detenuto si massacra quando sta da solo, non davanti agli altri”, nel quale si dava conto della registrazione di un dialogo tra il Comandante di reparto e un agente di polizia penitenziaria nel corso della quale il primo invitava il collega a massacrare i detenuti non in sezione, davanti agli altri, ma sotto, ossia lontano da occhi indiscreti, presentai una interrogazione parlamentare chiedendo al Ministro della Giustizia, tra le altre cose, di promuovere un’indagine nell’istituto di pena teramano al fine di verificare le responsabilità in ordine al singolo pestaggio poi oggetto del colloquio registrato e, soprattutto, di accertare se le brutalità dei maltrattamenti e delle percosse fossero, più che il semplice frutto di un episodio isolato, una vera e propria prassi usata dalla Polizia Penitenziaria all’interno del carcere di Castrogno. Quella mia interrogazione è ancora in attesa di una risposta da parte del titolare del dicastero di Via Arenula, nel frattempo apprendo dalle agenzie di stampa che nello stesso carcere abruzzese è deceduto, qualche giorno fa, il detenuto nigeriano, U.E., di 23 anni, che era stato testimone negli accertamenti relativi al presunto pestaggio che ha poi portato alla sospensione del comandante di reparto. Nonostante i medici del nosocomio teramano abbiano subito dichiarato che la morte del detenuto è stata provocata da “cause naturali”, ritengo sia doveroso che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria apra immediatamente una indagine amministrativa interna al fine di fare completa chiarezza sulla vicenda fugando così ogni sospetto. Per questi motivi ho deciso di presentare una interrogazione al Ministro Alfano anche con riferimento alla morte del testimone del presunto pestaggio, augurandomi che tanto questo, quanto il primo atto di sindacato ispettivo, possa ricevere presto una risposta ampia, esaustiva e non di mera circostanza.  Indipendentemente da quelle che saranno le conclusioni alle quali giungerà l’inchiesta della magistratura, infatti, mi sembra urgente e necessario chiedere che le istituzioni politiche facciano subito piena luce su quanto sta avvenendo all’interno del carcere di Castrogno. Peraltro nella visita ispettiva che ho condotto nell’istituto di pena abruzzese ho potuto personalmente riscontrare una situazione di elevato sovraffollamento, alla quale si accompagna un numero di agenti di polizia penitenziaria e di educatori sottodimensionato rispetto alle esigenze della popolazione carceraria, nonché un problema di attività tratta mentale non adeguata e di carente assistenza sanitaria, psicologica e psichiatrica. Tutti problemi da me prontamente segnalati al Ministro della Giustizia in una apposita interrogazione parlamentare che evidentemente il segretario generale del Sinappe, Giampiero Cordoni, non deve neanche aver letto, visto che mi accusa di essermi semplicemente lamentata del freddo nelle celle. Prima di rilasciare dichiarazioni di questo tipo i rappresentanti del Sinappe farebbero meglio a documentarsi.

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Carcere Possibile Onlus

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2009

Napoli 28 novembre, la deputata radicale Rita Bernardini, membro della Commissione Giustizia sarà a Napoli per partecipare alla “Giornata per la legalità della pena”, promossa dalla Camera Penale di Napoli e dal “Carcere Possibile Onlus”, Mentre arriva a 74 il numero di parlamentari  – del PD, del PDL, dell’UDC, dell’IDV e del Gruppo Misto – che hanno sottoscritto la mozione sulle carceri promossa dai deputati radicali nel gruppo del PD, prosegue l’iniziativa nonviolenta intrapresa dai radicali affinché la mozione venga calendarizzata. Rita Bernardini, infatti, giunge oggi al 9°giorno di sciopero della fame con i dirigenti e militanti radicali Irene Testa,
Claudia Sterzi, Annarita Digiorgio, Riccardo Magi e Luisa Simeone. “Ci è giunta oggi da Sondrio la notizia di un nuovo suicidio di un detenuto, che ieri si sarebbe impiccato con la cintura dell’accappatoio. Con questa – osserva Rita Bernardini – sono ben tre le morti che si sono consumate nelle nostre carceri comunicate nella giornata di ieri, undici nel mese di novembre e 159 dall’inizio dell’anno: uno stillicidio di “evasioni da una vita insopportabile”, drammatico e intollerabile. E intollerabile – aggiunge la deputata radicale – è anche l’immobilismo del governo che non risponde alle interrogazioni, nega le cause reali di questa situazione e annuncia ‘piani carcere’ che, se mai fossero realizzati, darebbero risposte di maggiori spazi di vivibilità fra tre anni quando la popolazione dei detenuti, seguendo i ritmi attuali, sarà giunta alla soglia dei centomila ristretti. Così si volta la faccia alle soluzioni che sono necessarie e possibili oggi. Quello di cui ha bisogno l’intera comunità penitenziaria per uscire dall’incostituzionalità e dal suo insopportabile stato di sofferenza è subito un’amnistia legale, contro l‘amnistia di classe che vede ogni anno cadere in prescrizione circa 200mila processi e poi – conclude Bernardini – una radicale riforma delle carceri, che includa la depenalizzazione dei reati meno gravi e l’estensione delle misure alternative, proprio come previsto dalla mozione parlamentare”.

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Indagine interna sulla morte di Cucchi

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2009

Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata radicale-Pd, componente della Commissione Giustizia. “Plaudo al fatto che il Capo del Dap Franco Ionta abbia affidato al dott. Sebastiano Ardita l’indagine interna dell’amministrazione per far luce sulle responsabilità della morte di Stefano Cucchi. Il consigliere Ardita, oltre ad essere profondo conoscitore della situazione carceraria italiana, e’ esperto dei problemi derivanti dalle relazioni, non certo facili, tra lo stato di tossicodipendenza e il carcere. Inoltre  e’ persona dotata di una grande capacita’ di ascolto (e di comprensione): qualità, a mio avviso, indispensabili per un’inchiesta così delicata e importante”.

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Voto domiciliare ai disabili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2009

Con l’approvazione all’unanimità in Senato, è finalmente legge la pdl Rita Bernardini ed altri, volta a consentire l’esercizio del voto domiciliare ai disabili intrasportabili anche nel caso in cui questi non dipendano in modo continuativo da apparecchiature elettromedicali. “Ringrazio i presidenti di Camera e Senato, i capigruppo e i colleghi parlamentari tutti per aver consentito un così rapido esame di questa proposta di legge, che pone fine a oltre sessant’anni di discriminazione verso i tanti elettori disabili cui veniva, di fatto, negato un diritto costituzionale e la partecipazione alla vita democratica del Paese. Possiamo dunque affermare che oggi in Italia viene finalmente introdotto il suffragio universale”, ha dichiarato Rita Bernardini. “C’è ancora un passo fondamentale, però, da fare affinché il voto domiciliare diventi effettivo anche per i disabili intrasportabili non dipendenti da apparecchiature elettromedicali, ed è informare di questa possibilità coloro che ne hanno diritto. Il testimone, dunque, ora passa dal Parlamento ai mezzi di informazione, chiamati a svolgere un compito – che oltre a rientrare nelle loro funzioni è anche un loro preciso dovere – cui fino ad oggi hanno abdicato per distrazione, negligenza o per esigenze di un’agenda che troppo spesso non tiene conto dei reali bisogni dei cittadini. Si faccia quindi una corretta e doverosa informazione sulle modalità e le scadenze per l’esercizio del voto domiciliare: restano solo pochi giorni a disposizione per fare domanda e godere di questo diritto già in occasione delle elezioni europee e amministrative del 6 e 7 giugno. Pochi giorni per non vanificare l’impegno di questo Parlamento che, almeno in questa occasione, si è fatto onore”, ha concluso la deputata radicale.

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Interrogazione parlamentare sui Rom

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2009

La deputata Radicali/PD Rita Bernardini, dopo aver raccolto la testimonianze del Gruppo EveryOne e di altre associazioni per i Diritti Umani delle Marche, ha depositato due interrogazioni al ministro dell’Interno Maroni, di cui una anche al ministro delle Politiche Sociali Sacconi, in cui si stigmatizza con fermezza un documento con disposizioni in materia di sicurezza emesso per i cittadini dalla Questura di Pesaro e Urbino Urbino – Ufficio Poliziotto di Quartiere (in cui si chiede di segnalare al 112 o al 113 “qualsiasi presenza anomala che possa aggirarsi per le strade del quartiere, ad esempio nomadi […]”), e si riferiscono ai Ministri i gravi fatti accaduti a Pesaro lo scorso 25 febbraio, quando la locale comunità Rom di circa 30 persone – “tra cui vittime di pesanti aggressioni e agguati razzisti, pazienti cardiopatici e oncologici dell’ospedale San Salvatore, molte donne e 9 minori, compreso un bimbo di pochi mesi” – è stata oggetto di un’azione di Polizia atta a notificare una denuncia per invasione di stabile privato, con ordine di prossimo sgombero (senza alternativa abitativa né assistenziale), e a sottrarre tutti i minori ai genitori, per affidarli a una comunità. In quell’occasione, si evince dall’interrogazione, “le madri Rom, impaurite dalle parole e dall’atteggiamento degli agenti di polizia, hanno approfittato di un momento di distrazione degli agenti per mettersi in fuga con i propri bambini, scongiurando un’azione di sottrazione dei minori da parte delle Forze dell’Ordine e facendo perdere definitivamente le proprie tracce, mentre i padri e gli altri Rom sono rimasti senza alcuna meta né punto di riferimento, e alcuni di loro hanno deciso di rientrare in Romania per evitare repressioni di qualunque tipo”.“Secondo articoli de ‘Il Messaggero’ e de ‘Il Resto del Carlino’ del 2 agosto 2008, nelle edizioni locali pesaresi, il Comune di Pesaro si era impegnato formalmente a garantire, anche ai membri del Gruppo EveryOne – organizzazione internazionale per i Diritti Umani che assisteva la comunità con una rete di attivisti –  un programma assistenziale casa–lavoro per la comunità Rom in questione ed escludeva ogni azione forzosa, come per l’appunto uno sgombero. Per questi motivi la comunità Rom pesarese era rimasta nella fabbrica dismessa dove si era rifugiata da quasi un anno, in attesa dell’attuazione del piano di integrazione promesso, mai portato a compimento”. L’on. Bernardini chiede dunque se i ministri dell’Interno e delle Politiche Sociali “siano a conoscenza dei fatti e se l’operazione delle forze dell’ordine è stata concordata con l’amministrazione comunale di Pesaro e per quali motivi nel caso di specie non si è tentato di procedere in modo alternativo e meno traumatico”, nonché “quali iniziative intendano prendere al fine di ripristinare il rispetto della legge, evitando il perpetuarsi di ulteriori episodi quali quelli descritti, configurabili come una violazione dei diritti umani, in particolare quelli alla non–discriminazione e alla libera circolazione, diritto previsto dalle norme europee”. Infine, Rita Bernardini chiede “cosa si intenda fare, vista l’evidente emergenza sociale e sanitaria esistente in numerosi campi rom, abusivi e non, al fine di salvaguardare la salute di coloro che ci vivono” e “se non si ritenga un errore gravissimo continuare ad affrontare l’emergenza rom come un problema di ordine pubblico e che di conseguenza sia necessario, con il contributo delle stesse comunità, ricercare politiche di accoglienza che favoriscano l’inserimento e salvaguardino la dignità e la cultura degli stessi”. “Ringraziamo Rita Bernardini per essere sempre vicina alle nostre battaglie, come d’altronde tutti i Radicali in Parlamento” commentano i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. “Auspichiamo” concludono “che una volta per tutte si faccia chiarezza su quanto avvenuto a Pesaro, città da cui tutto ci aspettavamo fuorché la distruzione da un giorno all’altro di una tra le comunità Rom romene più emblematiche d’Italia, per l’esperienza di vita assai traumatica e il ruolo di testimoni della persecuzione presso la Commissione europea”.

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