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Giornata mondiale Terra, geologi: ancora troppi ritardi nel settore ambientale

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

“Il consumo di suolo in Italia è aumentato del 180% dagli anni ’50 ad oggi, ma il nostro Paese attende da tanti anni una legge per il suo contenimento. E la situazione non è rosea neanche a livello mondiale dove più del 75% del suolo del pianeta è estremamente degradato ed entro il 2050 potrebbe coinvolgere addirittura il 95% della superficie”. Questo il commento di Domenico Angelone, Tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi, in occasione della 49esima edizione della Giornata Mondiale della Terra alla quale il CNG aderisce ogni anno. “Non soltanto suolo degradato, ma dobbiamo fare i conti anche con l’allarme deforestazione: ogni anno perdiamo 13 milioni di ettari di foresta e se non cominciamo a fare qualcosa nel concreto, entro il 2050 scompariranno oltre 230 milioni di ettari di foresta” denuncia Angelone.Quest’anno la manifestazione, che ha preso il via nel 1969 dopo il disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oi al largo di Santa Barbara, in California, è dedicata alla protezione delle specie animali minacciate di estinzione. Per il Tesoriere del CNG: “Stiamo vivendo una situazione particolarmente delicata dal punto di vista ambientale, a cominciare dal fatto che siamo ancora troppo legati ai combustibili fossili e ancora troppo poco alle fonti di energia rinnovabile. Dovremmo ridurre drasticamente – continua – le emissioni di CO2 per salvaguardare il nostro ecosistema e sfruttare le energie alternative, come per esempio la geotermia quale fonte energetica rinnovabile ed ecosostenibile e grazie ad essa si potrebbe soddisfare il 50% dei nostri consumi energetici”.Un gap italiano nel salvaguardare l’ambiente che è evidente anche a livello europeo. “Che il nostro Paese sia in ritardo dal punto di vista ambientale – spiega il geologo molisano – lo dimostrano anche le 17 procedure di infrazione dell’Unione europea a carico dell’Italia per sospetta violazione delle norme ambientali, la maggior parte delle quali legate alle discariche abusive, alla gestione dei rifiuti e al mancato trattamento delle acque reflue urbane”.

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Raddoppiate in otto anni le imprese con gravi ritardi nei pagamenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 gennaio 2019

Negli ultimi otto anni (4° trim 2010 – 4° trim2018) sono raddoppiate (+108%), dal 5,5% all’11,4%, le aziende italiane che pagano clienti e fornitori con più di 30 giorni di ritardo, anche se il picco del 15,7% è stato raggiunto nel 2013 e 2014. È quanto emerge dallo Studio Pagamenti 2018 di CRIBIS, società del gruppo CRIF specializzata nella business information.Dall’analisi di CRIBIS, aggiornata al quarto trimestre 2018, emerge che oltre un terzo (35,5%) delle imprese del nostro Paese effettua i suoi pagamenti nei termini previsti, una percentuale in calo rispetto a quella rilevata nello stesso periodo del 2017 (37,3%). Oltre la metà delle aziende (53,1%) adempie i propri obblighi di pagamento con un ritardo massimo di 30 giorni, un valore sostanzialmente in linea con l’anno precedente (52,2%).
“Nell’ultimo trimestre 2018 – spiega Massimiliano Solari, direttore generale di CRIBIS – tra i settori con la minore incidenza di imprese con ritardi oltre i 30 giorni sono state nel manifatturiero (8,1%), nel settore finanziario (8,7%) e nel commercio all’ingrosso (8,8%). La situazione più critica nel commercio al dettaglio con incidenza di imprese con ritardi gravi del 17,3%. Di fronte a un simile scenario generale che vede aumentare i gravi ritardi nei pagamenti, è necessario che le aziende selezionino con sempre maggiore cura e prudenza i loro interlocutori, dotandosi di strumenti di monitoraggio e analisi dell’affidabilità economico-commerciale di partner e fornitori”. I ritardi superiori ai 30 giorni sono molto diffusi anche nel settore rurale, caccia e pesca (12,1%), dei servizi (10,1%) e minerario (10%), mentre percentuali di poco più contenute sono state rilevate nel comparto costruzioni (9,9%), trasorti e distribuzione (9,1%). Lo Studio Pagamenti di CRIBIS rileva che nell’ultimo trimestre 2018, rispetto all’analogo periodo 2017, i pagamenti con ritardi superiori al mese sono aumentati del 9%, mentre quelli con una dilazione inclusa nei 30 giorni sono cresciuti dell’1,7%. Nell’arco dell’anno sono, invece, diminuite del 4,9% le aziende che adempiono puntualmente ai propri impegni pecuniari.L’analisi di CRIBIS, società del gruppo CRIF che offre alle aziende servizi per le decisioni di business in Italia e all’estero, evidenzia che a livello territoriale il 44,1% delle aziende che mantiene i propri impegni entro i termini previsti si trova nel Nord-Est e il 41,3% nel Nord-Ovest, mentre maggiori difficoltà incontrano le aziende del Sud e delle Isole, dove il 19,1% esegue i pagamenti con più di 30 giorni di ritardo) e del Centro (13,1%). In Lombardia ed Emilia-Romagna (45,2% ciascuna) ci sono le aziende più puntuali, mentre in Sicilia (22,1%) e Calabria (21,2%) quelle che dilazionano le scadenze oltre i 30 giorni.

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Limiti più stringenti ai ritardi di pagamento per evitare fallimento delle PMI

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2019

Strasburgo. Il PE propone delle misure per aiutare le migliaia di PMI e start-up nell’UE che falliscono ogni anno in attesa del pagamento di crediti dovuti anche dalle autorità pubbliche.
La risoluzione non legislativa sulla lotta ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali è stata approvata giovedì con 570 voti favorevoli, 23 contrari e 26 astensioni.
“In Europa 6 imprese su 10 sono pagate in ritardo rispetto a quanto stabilito nel contratto. Con questa proposta introduciamo un maggiore sforzo per pagare entro i 30 giorni, una maggiore trasparenza riguardo il comportamento in materia di ritardo nei pagamenti, una white list per promuovere le imprese che si comportano correttamente e forme di compensazione obbligatorie e adeguate a livello fiscale”, ha dichiarato Lara Comi (EPP, IT), relatrice per la commissione per il mercato interno.I deputati hanno sottolineato l’importanza di controlli più rigorosi sui termini di pagamento, nonché di forme obbligatorie di compensazione adeguata per le imprese in attesa delle somme dovute da parte delle autorità pubbliche, in modo che non siano costrette a fallire a causa di ciò.Poiché la direttiva in vigore consente termini di pagamento oltre i 60 giorni, i deputati vogliono ridurre tali termini a 30 giorni.

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Ridurre i ritardi della sanità meridionale è possibile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 agosto 2018

“La sanità al Sud: best practices e nuovi scenari, non solo sprechi”: è stato il titolo del convegno nazionale del Sindacato dei medici italiani (Smi) tenutosi a Bari cinque anni fa e dove è emersa, tra l’altro, una situazione sanitaria nel meridione diversa da come spesso viene dipinta.
Da allora ad oggi è forse cambiata qualcosa? Diremmo proprio di no. Se lasciamo parlare i medici di allora ci accorgeremo ben presto che le loro parole continuano ad essere d’attualità.
Secondo lo Smi, condizione necessaria per combattere la malasanità è che siano messe a disposizione risorse adeguate e che si attui una programmazione che permetta di ridurre gli sprechi esistenti; occorre estendere le pratiche virtuose e sottrarre il governo delle Asl alla mala politica. Il segretario nazionale Smi, Salvo Calì, era convinto che sia possibile eliminare gli sprechi e le logiche clientelari: “Basta premiare la competenza e dialogare con chi opera in prima linea nel Ssn, cioè i medici.”
Il messaggio che cogliamo nella sua interezza è che nel sud esiste buona sanità ma è schiacciata dal clientelismo. Vi sono esperienze in settori sensibili e strategici per l’offerta di servizi sul territorio che sanno incontrare il gradimento dei cittadini e che contribuiscono a intercettare le mutate domande di salute di una popolazione che affronta problemi diversi rispetto a trenta anni fa, innanzitutto il nodo della cronicità e dell’invecchiamento della popolazione. In buona sostanza possiamo dire che se la domanda di prestazioni di un certo tipo aumenta non vi corrisponde, a livello istituzionale, una risposta adeguata e meno che mai nel suo approccio sul territorio. Vi sono nosocomi nel sud che presentano delle eccellenze in determinate discipline mediche ma difettano in personale medico ed infermieristico, in dotazione di fondi e nella logistica. Occorre concentrarsi sull’organizzazione dei servizi, nel seguire i malati anche dopo il dimissionamento ospedaliero e nel tenere aperto il dialogo con i medici di base. (Servizio Fidest)

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Servizio di Pronto Soccorso: tra sovraffollamento e ritardi il bilancio, è negativo

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 agosto 2018

Il Pronto Soccorso, il primo servizio d’emergenza a cui va incontro il cittadino che necessita di cure tempestive, è in uno stato di disorganizzazione tale che, da nord a sud della Penisola, la situazione non cambia, specie nel periodo estivo, e si moltiplicano le storie e casi di mancata assistenza sanitaria.L’allarme per la situazione cresce e nei Pronto Soccorso italiani a volte degenera in attacchi al personale medico. Di fronte a queste vicende il Ministro della Salute Grillo, invece di assicurare una migliore qualità del servizio, annuncia un ddl per impegnare le Forze Armate nel controllo degli Ospedali, per contrastare il fenomeno delle aggressioni a infermieri e medici, soprattutto per le ore di attesa nei pronto soccorso che alimentano rabbia di pazienti e operatori.Il Ministro Grillo promette un rafforzamento delle “front line” degli ospedali con l’invio di medici generici. Nel frattempo l’accesso alle cure risulta una battaglia senza fine, tra persone che aspettano fino a dieci ore per poi sentirsi dire di tornare a casa perché il personale è impossibilitato a garantire le cure e situazioni limite di caos, causato dalla mancanza di personaleI pazienti in attesa di cure al Pronto Soccorso lamentano spesso l’insorgenza o l’aggravamento delle piaghe da decubito, una problematica che spesso viene trascurata. C’è mancanza di comunicazione tra i medici sulla necessità di trattamento della lesione e la fornitura del letto adeguato al caso. Talvolta, queste problematiche, trascurate per troppo tempo, sono causa di morte tra i pazienti.“Segnaliamo un progressivo peggioramento della qualità del Servizio Sanitario Nazionale, un tempo fiore all’occhiello italiano, ma ad oggi giunto completamente allo sfascio – afferma il Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli – Occorre restituire credibilità agli ospedali territoriali, garantendo i servizi necessari per dare un’adeguata risposta ai cittadini che si rivolgono a tali strutture, e ritrovare il rapporto medico di base- paziente, che potrebbe portare ad “alleggerire” il numero di persone che si rivolgono al Pronto Soccorso”.Una migliore comunicazione sulle diagnosi tra struttura ospedaliera e medico di base, eviterebbe inoltre ricoveri non necessari. L’ospedale territoriale deve tornare ad essere un punto di primo servizio al malato che possa garantire risposte ed interventi tempestivi, adeguati ed ottimali alle persone di ogni età che giungono in Ospedale per problematiche di urgenza ed emergenza, facendo fronte alle necessità del cittadino ammalato o anziano. CODICI, oltre ad assistere i cittadini con le varie campagne sulla sanità “Indignamoci”, “Riprendiamoci la salute”, “Piaghe da decubito”, ha aperto uno sportello dedicato alla malasanità dove gli utenti si potranno recare e presentare il loro caso. Pertanto i cittadini possono contattarci allo 06.5571996

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Ritardi dei decreti attuativi per il fondo a favore dei risparmiatori

Posted by fidest press agency su domenica, 17 giugno 2018

“Dal Governo vorremmo sapere i motivi dei ritardi dei decreti attuativi per il fondo a favore dei risparmiatori e se considera sufficienti le risorse stanziate: si parla di 25 milioni annui a fronte di 2,8 miliardi di euro andati in fumo a causa del dl salva banche”. Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo.“Così com’è strutturato il fondo – ha sottolineato il deputato di FDI – è da ritenersi uno strumento assolutamente inadeguato per poter rendere giustizia agli oltre 200mila azionisti/risparmiatori. Parliamo di soldi di onesti cittadini, ai quali la banca di fiducia aveva consigliato di sottoscrivere azioni, ex obbligazioni subordinate da essa stesse emesse. Non solo: con il DL n. 99/2017 – che ha messo in liquidazione coatta amministrativa Veneto Banca e Popolare di Vicenza – è stato azzerato il valore delle azioni di circa 11 miliardi (già svalutato) e i risparmiatori sono stati, in sostanza, privati anche del diritto di agire per tentare di ottenere il risarcimento del danno subito. Praticamente le banche sono state prima spacchettate in diversi sotto insiemi e poi, solo alcuni di questi sotto insiemi, sono stati ceduti a Banca Intesa che di fatto si è presa la polpa senza assumersi nessuna responsabilità in merito alle posizioni dei risparmiatori”. “La campagna elettorale è finita – ha concluso De Carlo – per questo speriamo venga fatta luce al più presto, anche perché le indagini delle procure di Roma e Vicenza hanno evidenziato una truffa di massa a carico di più di 200mila persone che non troveranno ristoro nei patrimoni di dirigenti, sindaci o amministratori delle banche”.

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Campidoglio, dopo anni ritardi ripartono i lavori su via Tiburtina

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2018

Dopo anni di ritardi ripartono su via Tiburtina i lavori che prevedono l’allargamento della strada che diventerà a tre corsie per senso di marcia, di cui una riservata al trasporto pubblico. È stato firmato oggi un accordo tra Roma Capitale e la ditta che si era aggiudicata l’appalto nel 2009.“Abbiamo messo la parola fine al contenzioso che riguarda i lavori della via Tiburtina. Dopo anni di ritardi ora i cantieri per l’allargamento della strada finalmente ripartiranno. Si tratta di un grande risultato di questa Amministrazione. Un risultato che migliorerà la qualità della vita di tutti i cittadini e lavoratori di quel quadrante”, dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi.
Roma Capitale nel 2009 ha aggiudicato all’ATI Uniter Consorzio Stabile, il primo lotto dell’appalto integrato per l’allargamento della via Tiburtina mediante la realizzazione della sede stradale a tre corsie per senso di marcia di cui una riservata al trasporto pubblico e una alla sistemazione delle strade collaterali. L’appalto è stato aggiudicato per un importo complessivo, finale, di circa 41 milioni di euro. A causa di una variante sostanziale del progetto, richiesta dalla parte politica dell’epoca, si è dovuto procedere ad una revisione complessiva dell’intero progetto con conseguente rivisitazione dei costi e ritardo nell’inizio dei lavori. Iniziati i lavori, si sono aggiunti ulteriori rallentamenti causati dalle indagini archeologiche e dalla necessità di riordinare la rete dei sottoservizi, con l’ultima perizia di variante. Nel 2013 la ditta appaltatrice ha citato in giudizio Roma Capitale per richiedere il riconoscimento di riserve per circa 60,5 milioni, interessi compresi. I lavori si fermano e sono poi ripresi a singhiozzo, ma mai in maniera costante. Grazie all’impegno dell’Assessorato alle Infrastrutture di Roma Capitale, della commissione capitolina Lavori Pubblici, del Dipartimento Simu e del Municipio IV, acquisiti i pareri richiesti e svolte le attività amministrative di supporto, si è giunti a transare il contezioso grazie anche alla collaborazione del Commissario Straordinario dell’Uniter Consorzio Stabile Prof. Saverio Ruperto.
Con questo accordo si è raggiunto un risultato ampiamente positivo per tutte le parti, perché si mette la parola fine ad un contenzioso che ha messo a dura prova la cittadinanza a causa del fermo lavori. I lavori stessi saranno immediatamente ripresi e, con l’impegno acquisito anche dagli altri interessati, si tenderà a terminarli nell’arco stimato di un anno e, infine, anche l’impresa potrà trarre i suoi vantaggi da questo accordo. In definitiva, Roma Capitale riconosce 14,5 milioni di euro all’appaltatore, a chiusura tombale di qualunque pretesa.“Abbiamo lavorato senza sosta per restituire ai cittadini la fruibilità della Via Tiburtina. Sappiamo le difficoltà che sono costretti a vivere ogni giorno a causa dei cantieri fermi da anni a causa del contenzioso in atto. Cantieri che non permettono lo scorrimento del traffico in maniera regolare. In grande sintonia con il dipartimento SIMU e con la collaborazione preziosa della presidente della commissione lavori pubblici Alessandra Agnello, abbiamo raggiunto accordo proficuo. Abbiamo riscontrato la disponibilità delle società di sottoservizi per il prosieguo spedito dei lavori e ci attendiamo che questi siano condotti celermente e nella migliore condizione possibile, nel pieno rispetto di tutte le parti, dando un esempio concreto di come si possa lavorare in gruppo facendo le cose per bene”, spiega l’assessora alle Infrastrutture di Roma Capitale Margherita Gatta.“Abbiamo da subito affrontato l’argomento insieme al Municipio IV. La prima fase dei lavori è stata annunciata molti anni fa e nessuno prima di noi è riuscito a risolvere i conteziosi giuridici che hanno paralizzato un tratto di via Tiburtina, lasciandolo in uno stato di totale degrado per più di un decennio. Sblocchiamo quindi una situazione critica da anni che ha congestionato la zona con cantieri infiniti. Ancora una volta tocca all’amministrazione Raggi intervenire per risolvere una questione frutto della cattiva gestione delle precedenti amministrazioni”, afferma la presidente della commissione capitolina Lavori pubblici Alessandra Agnello.
“La via Tiburtina è una strada consolare percorsa ogni anno da milioni di cittadini per raggiungere il centro di Roma. Per il territorio del IV Municipio non è solo il principale collegamento viario ma anche il cuore dell’economia industriale e commerciale. Un cantiere lungo anni di cui le amministrazioni precedenti hanno prodotto l’abbandono producendo perdita di posti di lavoro e mancato salario per gli operai. Un cantiere che, finalmente, dopo un enorme lavoro di questa Amministrazione capitolina e sempre in collaborazione col Municipio, riuscirà a riprendere. Questo i nostri cittadini aspettano da tanto e queste sono le risposte che meritano”, commenta la presidente del Municipio IV Roberta della Casa.

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“Lievi” ritardi nella riapertura dei centri sportivi municipali”

Posted by fidest press agency su martedì, 5 settembre 2017

daniele-frongia“L’assessore Frongia dichiara candidamente che ci saranno “lievi” ritardi nella riapertura dei centri sportivi municipali. Proprio di ritardi parliamo infatti da tempo come gruppo del Partito Democratico. Quanto abbiamo denunciato in Ottavo Municipio, dove per l’inerzia e la latitanza dell’Amministrazione non è stato pubbIicato ancora il bando, riguarda purtroppo anche altre zone della città. I ritardi nel bandire gare e affidare lavori stanno causando disagi agli utenti, che con la riapertura delle scuole non potranno contare sui corsi sportivi nelle palestre, un servizio attivo e funzionante a Roma da oltre 40 anni. Ci voleva il M5S a Roma per farlo saltare! L’assessore Frongia avrebbe fatto bene a monitorare da subito la situazione e a dare indicazioni con criteri univoci ai quali attenersi, per rendere il servizio omogeneo in tutti i Municipi romani. Invece, senza direttive i Municipi si sono mossi autonomamente e la città oggi rischia di avere servizi a macchia di leopardo, funzionanti e aperti in pochi quartieri, in ritardo e in affanno in molti altri. Davvero un pessimo esempio di amministrazione e governo della città!. Così in una nota i consiglieri del gruppo capitolino del Partito Democratico.

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Sentenze tributarie: i ritardi del governo

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2017

TasseIeri mattina in Commissione Finanze alla Camera si è svolto un question time sul tema dell’esecutività delle sentenze di primo grado dei giudici tributari. Questa la risposta del Governo ai due quesiti presentati dagli on. Baldelli e Capezzone:“Con i documenti in esame gli Onorevoli interroganti fanno riferimento all’articolo 69 del decreto legislativo 31 dicembre 1992 n. 546, come sostituito dall’articolo 9 del decreto legislativo 24 settembre 2015 n. 156, nella parte in cui si dispone l’immediata esecutività delle sentenze di condanna al pagamento di somme in favore del contribuente.L’articolo 69 dispone che il pagamento possa essere subordinato dal giudice alla prestazione di idonea garanzia ove l’ammontare superi 10.000 euro, anche tenuto conto delle condizioni di solvibilità dell’istante e nel comma 2 viene demandata ad un decreto ministeriale la disciplina della predetta garanzia, sulla base di quanto previsto dall’articolo 38-bis, comma 5, del D.P.R. n. 633 del 1972.Al riguardo, gli Onorevoli interroganti sollecitano l’emanazione del decreto ministeriale di cui al comma 2 dell’ articolo 69 del decreto legislativo 31 dicembre 1992 n. 546.In proposito, si fa presente che il provvedimento di cui trattasi è in corso di emanazione”.“La risposta del Governo è assolutamente insoddisfacente, – ha affermato il vicepresidente della Camera, l’azzurro Simone Baldelli – da un lato, perché nel dire che l’emanazione del provvedimento è in corso, non dice per quando è prevista, a fronte dei sette mesi di ritardo già accumulati; dall’altro, perché non offre alcuna risposta alla grave questione del comportamento dell’Agenzia delle Entrate, che non liquida le somme inferiori ai 10.000 euro, danneggiando un diritto del contribuente tutelato dalla legge”. Il presidente della Commissione Finanze, l’on. Maurizio Bernardo, dopo lo svolgimento dell’interrogazione, nel sottolineare la rilevanza del tema, ha formulato l’auspicio che la Commissione stessa possa affrontare al più presto il tema”.

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“Delrio intervenga su ritardi continuità territoriale Sicilia”

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Mag 2016

Graziano Delrio“A distanza di quasi sei mesi dallo stanziamento dei fondi per la continuità territoriale in Sicilia, stentano a partire le procedure e la Regione ha chiesto agli uffici ministeriali la convocazione della conferenza di servizi necessaria solo pochi giorni fa. Visti i tempi biblici della Regione nell’espletare le procedure che le competono, ho chiesto al ministro Delrio e al sottosegretario Simona Vicari, che invece si sta spendendo per l’obiettivo, di convocare al più presto il tavolo comune ed avviare subito i procedimenti. Bisogna fare presto perché c’è troppo immobilismo sulla questione ed intanto i siciliani continuano a pagare i biglietti aerei a prezzo pieno”. E’ quanto dichiara il deputato di Area popolare Nino Minardo, sottolineando di aver inviato al Ministero per le Infrastrutture la proposta riguardante l’individuazione delle ‘rotte sociali’ per la continuità territoriale in Sicilia.
“Il Ministero ha una settimana di tempo per fare le proprie valutazioni – aggiunge Minardo – e mercoledì prossimo abbiamo già fissato un incontro con il dg del Ministero Renato Poletti, il sindaco di Comiso, i vertici e i tecnici della società di gestione dell’aeroporto, per la definizione della proposta”. A tal proposito Minardo ha inviato un ulteriore sollecito al ministro Delrio “a prendere in mano la situazione e verificare – spiega il parlamentare siciliano di Ap – quali siano le ragioni della mancata attuazione della norma. Per questo è necessario un suo urgente intervento al fine di garantire l’effettivo stanziamento di 20 milioni di euro per la continuità territoriale dell’Isola favorendo, altresì, il tessuto economico e produttivo della Sicilia”.

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Incontro sui ritardi del linguaggio in età precoce

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 Mag 2016

parma universitàParma Venerdì 13 maggio dalle ore 10.30 alle ore 13.30, nella Sala delle Feste di Palazzo Sanvitale, sede di Intesa Sanpaolo (piazzale J. Sanvitale 1 – Parma), il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma organizza l’incontro “Ritardi di Linguaggio in età precoce: programmi italiani di screening”.La Fondazione Monteparma, il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università degli Studi di Parma, l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e l’Ufficio Famiglie della Diocesi nel 2004 hanno stipulato una Convenzione decennale al fine di realizzare studi sullo sviluppo motorio e del linguaggio nei bambini.Grazie a questa Convenzione dal 2004 al 2015 sono state condotte numerose ricerche che hanno permesso la pubblicazione di articoli scientifici e divulgativi, nonché strumenti di prevenzione e valutazione utili per il lavoro clinico in età evolutiva. Molti di questi risultati sono stati ottenuti in collaborazione con i servizi educativi del Comune di Parma, del Comune di Fidenza e della AUSL di Parma.A conclusione della Convenzione è stato organizzato questo incontro durante il quale la Fondazione Monteparma ospiterà i responsabili degli Enti coinvolti; alcuni di loro spiegheranno le importanti ricadute sul piano della prevenzione e clinico-diagnostico degli studi condotti in questi anniL’iniziativa è organizzata con il patrocinio dell’Ausl di Parma.Saranno presenti e porteranno i saluti Roberto Delsignore, Presidente della Fondazione Monteparma, Mons. Pietro Ferri, Presidente del Centro di Etica ambientale di Parma, Pierfrancesco Ferrari, Professore associato del Dipartimento di Neuroscienze dell’Ateneo, e Virginia Volterra, Dirigente di ricerca Associato all’ISTC- CNR.Sarà la stessa prof.ssa Volterra a moderare la conversazione, cui parteciperanno diversi esperti.
Maria Cristina Caselli, Dirigente di ricerca alla sede di Roma dell’ISTC – CNR, sintetizzerà il lavoro di ricerca svolto in questi anni sullo sviluppo della comunicazione e del linguaggio in età evolutiva, e delineerà i vantaggi e i limiti degli strumenti di valutazione indiretta in contesti clinici e di promozione alla salute.
Patrizio Pasqualetti, Responsabile del Servizio di Statistica Medica e Information Technology dell’Associazione Fatebenefratelli per la Ricerca di Roma (AFAR), descriverà il processo dicostruzione e validazione degli strumenti di screening e presenterà il programma di screening del linguaggio in atto nella Regione Lazio.
Pietro Pellegrini, Direttore del Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale Dipendenze Patologiche dell’AUSL di Parma, illustrerà le innovazioni di ricerca attuate nei servizi del nostro territorio per la prevenzione del disagio in età evolutiva.
Emanuela Anghinoni, Direttore del Dipartimento Prevenzione dell’ATS Val Padana, descriverà il programma di screening permanente del linguaggio all’età di 27-30 mesi in atto nella provincia di Mantova, e la riorganizzione dei servizi dell’ASL di Mantova per la presa in carico dei bambini con ritardo di linguaggio (progetto condotto con la supervisione dell’ISTC-CNR, AFAR Roma).
Nel corso dell’incontro sarà presentato il volume Il Primo Vocabolario del Bambino: Gesti, Parole e Frasi (Franco Angeli Editore, 2015), scritto da Maria Cristina Caselli (ISTC), Arianna Bello (Dipartimento di Scienze della Formazione, Università di Roma 3), Pasquale Rinaldi (ISTC), Patrizio Pasqualetti (AFAR Roma) e Silvia Stefanini (AUSL Parma), che saranno presenti all’appuntamento.
Alla conversazione sono invitati genitori, educatori, pediatri, operatori dei servizi della Neuropsichiatria infantile e tutti coloro che sono interessati al tema della prevenzione e identificazione del rischio di ritardi di linguaggio e diagnosi di disturbi di linguaggio in età prescolare.

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Università: “Colmare ritardi comunicazione bandi specializzazione”

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 Mag 2016

ospedale-san-camillo“La medicina richiede oggi competenze sempre più sofisticate che non è possibile acquisire nei sei anni di studio previsti dal curriculum e che rendono indispensabile accedere ad una scuola di specializzazione per essere in grado di esercitare con un discreto livello di autonomia la professione medica. Per uno studente di medicina accedere ad una scuola di specializzazione e portare almeno a dieci gli anni della sua formazione di base è diventato un obiettivo irrinunciabile. Molte battaglia sono state fatte in questi anni per aumentare il numero dei posti nelle scuole di specializzazione e renderlo coerente con il numero degli studenti che ogni anno si laureano sulla base di un numero programmato. Si è lavorato al concorso nazionale per ridurre certe forme di clientelismo che con il tempo avevano fatto della baronia accademica una ipoteca pesantissima per i neo laureati che a qualsiasi titolo non ne facevano parte”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare e da sempre molto vicina alle esigenze di tutti gli studenti della facoltà di Medicina e Chirurgia.
“Il Miur si mostra sempre distratto, fin troppo, rispetto alle legittime attese dei giovani neolaureati che vorrebbero avere regole chiare, date fisse e possibilità di progettare il loro futuro in modo responsabile. Ad esempio: oggi 3 maggio 2016 – prosegue Binetti – non c’è ancora nessuna notizia del bando di concorso per l’accesso alle SSM la cui pubblicazione era prevista per il 30 aprile. E la cosa desta viva preoccupazione, perché disattende promesse fatte ai più alti livelli decisionali e crea una ansietà diffusa su quale sarà il futuro di coloro a cui nel giro di cinque anni sarà affidata in parte significativa la salute degli italiani. Nel frattempo vale la pena ricordare al ministro Giannini un progetto su cui si è lungo lavorato e che recupererebbe una situazione ampiamente diffusa in anni precedenti: quella di avere anche per il corso di Laurea in Medicina e chirurgia una laurea abilitante, con il risultato immediato – conclude Binetti – di accorciare di quasi un anno l’iter complessivo che separa il momento dell’ingresso in facoltà con il momento in cui se ne esce da medici specialisti, unica condizione possibile per accedere ad una serie di opportunità professionali in Italia e in Europa”.

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Viaggi in treno: nuovo bonus Trenitalia per ritardi oltre 30 minuti

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2015

TRENODal 1 Marzo 2015 ai viaggiatori di treni Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca che subiscono ritardi all’arrivo superiori a 30 minuti (tra 30 e 59 minuti, per l’esattezza) è riconosciuto un bonus pari al 25% del prezzo del biglietto spendibile per viaggi successivi.
Il bonus può essere chiesto trascorsi 3 giorni dalla data del viaggio e fino a 12 mesi dopo, presso qualsiasi biglietteria, presso l’agenzia di viaggio di acquisto o tramite il sito in caso di acquisti online.
Sul sito Trenitalia si può accedere a tutte le informazioni con un nuovo link diretto presente in home page (voce “indennità per ritardo”). Sono queste le principali novità che Trenitalia ha introdotto nel rispetto degli impegni presi a seguito di un procedimento istruttorio messo in atto dall’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato (Antitrust), che ha rilevato carenze nelle procedure di indennizzo a fronte di ritardi. L’altra promessa mantenuta è l’introduzione della possibilità di fruire delle indennità di ritardo (vedi sotto) anche in caso di acquisti contestuali di più biglietti per un unico viaggio, in combinazione tra loro o con uno o più servizi di trasporto regionale (es.biglietto Frecciarossa+biglietto per prosecuzione viaggio con altro Frecciarossa o con un regionale). In questi casi, dove si parla di “biglietto globale” e “biglietto globale misto, l’indennità scatta sul prezzo complessivo, ma è fruibile solo se l’acquisto è avvenuto online.Si ricorda infatti che per ritardi all’arrivo superiori ai 60 minuti il passeggero può scegliere di effettuare il viaggio o proseguirlo chiedendo il rimborso parziale del biglietto (indennità di ritardo), in queste misure:
– se il ritardo è compreso tra i 60 e i 119 minuti: rimborso del 25%;
– se il ritardo è pari o superiore ai 120 minuti: rimborso del 50%.
sia con rilascio di un bonus per l’acquisto entro 12 mesi di un nuovo biglietto sia per contanti o riaccredito sulla carta utilizzata per l’acquisto.(Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Ritardare i pagamenti delle pubbliche amministrazioni può costare caro al Paese

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 febbraio 2014

La procedura di infrazione aperta dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia conferma la gravità della situazione dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni che tutto il comparto del farmaco denuncia da tempo. Per AssoGenerici la decisione della Commissione deve richiamare l’attenzione del Governo su un aspetto che penalizza in particolare i produttori di equivalenti. “All’inizio del 2013 le aziende associate vantavano quasi 200 milioni di crediti con tempi medi di pagamento superiori a 200 giorni” spiega il presidente di AssoGenerici Enrique Häusermann “quando tutto il settore vale circa 2 miliardi di euro. Già così il bilancio non è esattamente roseo, ma diviene critico se si aggiungono gli effetti del pay-back, irrazionalmente applicato anche ai farmaci a brevetto scaduto, per il quale ci si trova a restituire al SSN una parte di somme anc ora non percepite”. AssoGenerici ha ben chiare le difficoltà del paese, e ha più volte dimostrato di essere pronta a fare la propria parte. “Tuttavia non si può nascondere che siamo giunti a un bivio” sottolinea Häusermann “e occorre raccogliere le indicazioni che vengono dall’Europa, come l’attivazione di un meccanismo di compensazione tra debiti e crediti che vada ben al di là dei primi, seppur meritori, passi avanti fatti in questi giorni con le indicazioni diramate dall’Agenzia delle Entrate. Lasciare le cose come stanno significherebbe deprimere ulteriormente un settore strategico per il paese, capace di indurre un risparmio anno dopo anno, e incorrere in sanzioni economiche che tutti i cittadini sarebbero chiamati a pagare. In pratica, aumentare le uscite della finanza pubblica nel tentativo di ridurle” conclude il presidente di AssoGenerici.

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Smi, ridurre i ritardi della sanità meridionale è possibile

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2013

“La sanità al Sud: best practices e nuovi scenari, non solo sprechi”: è il titolo del convegno nazionale del Sindacato dei medici italiani (Smi) tenutosi a Bari, da cui è emersa una situazione sanitaria nel meridione diversa da come spesso viene dipinta. Il gap con le Regioni settentrionali è certamente presente, ma insieme agli scandali esistono anche situazioni di eccellenza. Secondo lo Smi, condizione necessaria per combattere la malasanità è che vengano messe a disposizione risorse adeguate e che si attui una programmazione che permetta di ridurre gli sprec hi esistenti; occorre estendere le pratiche virtuose e sottrarre il governo delle Asl alla malapolitica. Il segretario nazionale Smi, Salvo Calì, è convinto che eliminare gli sprechi e le logiche clientelari sia possibile: «basta premiare la competenza e dialogare con chi opera in prima linea nel Ssn, cioè i medici. Nel sud esiste buona sanità e il convegno di oggi lo dimostra; esperienze in settori sensibili e strategici per l’offerta di servizi sul territorio che incontrano il gradimento dei cittadini e che contribuiscono a intercettare le mutate domande di salute di una popolazione che affronta problemi diversi rispetto a trenta anni fa, innanzitutto il nodo della cronicità e dell’invecchiamento della popolazione». Intanto però, un importante struttura sanitaria del meridione, l’Istituto contro i tumori Pascale di Napoli, potrebbe essere a rischio chiusura a causa di un taglio del finanziamento. «Nel caso si dovess e concretizzare questo scempio, lo Smi sarà in prima linea per dare battaglia. – ha assicurato il presidente nazionale Giuseppe Del Barone – Non possiamo accettare che vengano premiate strutture del Nord e che si penalizzino istituti come il Pascale che non è secondo a nessuno e che con il suo lavoro d’eccellenza contribuisce a ridurre il fenomeno della migrazione sanitaria. Speriamo che questa ipotesi del taglio venga presto scongiurata e che non sia solo la prima di una strada che verrà percorsa anche in altri campi sanitari». ulla vicenda del Pascale in serata è stata raggiunta un’intesa tra i vertici della Regione e quelli dell’Istituto Oncologico, per garantire la stabilità, «nell’ottica condivisa» spiega una nota della Regione «di elevare ulteriormente gli standard di qualità delle prestazioni sanitarie rese a vantaggio della collettività e dei livelli di ricerca, nonché della prosecuzione de ll’efficientamento e della razionalizzazione dell’organizzazione dell’Istituto già intrapresa».(fonte doctornews)

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Epatite C: Italia in ritardo su autorizzazione nuovi farmaci

Posted by fidest press agency su domenica, 13 Mag 2012

C’è un «grave ritardo accumulato da parte dell’Agenzia italiana del farmaco» sull’approvazione all’immissione in commercio della nuova classe di farmaci inibitori della proteasi per la cura dei pazienti che soffrono di epatite C. Lo denuncia Alleanza contro l’epatite (Ace), l’associazione che riunisce medici e pazienti in Italia, con riferimento a telaprevi r e boceprevir, considerati come «un cambio epocale» nella cura di questa patologia infettiva. I due farmaci sono stati autorizzati al commercio nel 2011 in diversi Paesi, tra i quali Usa, Canada, Germania, Francia, Spagna e Inghilterra, ma non ancora in Italia. «Desideriamo sottolineare che sono già trascorsi diversi mesi dall’approvazione delle nuove molecole da parte della Fda e di Ema» spiega Ivan Gardini, presidente dell’Associazione pazienti Epac onlus «ma l’Italia è uno dei pochi paesi occidentali in cui si è costretti a usare le terapie senza i nuovi inibitori della proteasi con tassi di risposta di circa il 40-50%». Mentre ci sono, come ricorda Antonio Gasbarrini, presidente Fire Onlus, Fondazione italiana per la ricerca in epatologia, «chiare evidenze scientifiche di efficacia e di costo-efficacia di questi farmaci». Per questi motivi, Ace ritiene «non accettabile il fatto che l’Aifa non abbia ancora terminato il processo valutati vo degli stessi e non abbia quindi ancora concesso la rimborsabilità».(fonte farmacista33)

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Ritardi Pagamenti PA: emergenza nazionale

Posted by fidest press agency su domenica, 15 aprile 2012

Roma 17 aprile (ore 11.30) presso l’Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio. E’ questo il titolo della conferenza stampa, promossa dal Taiis – il Tavolo Interassociativo Imprese di Servizi, che si terrà il prossimo Nel corso della conferenza stampa saranno resi noti gli ultimi dati relativi all’ammontare dei debiti della P.A. nei confronti delle imprese di servizi e saranno delineate possibili soluzioni a questo inaccettabile fenomeno, tutto italiano, che costringe ogni giorno un numero crescente di aziende al fallimento. Alla conferenza stampa prenderanno parte imprenditori e Associazioni che illustreranno casi paradigmatici di aziende con bilanci in attivo, ma in crisi a causa dei debiti contratti e non onorati dalle pubbliche amministrazioni, nonché numerosi rappresentanti parlamentari.

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La P.A. e i pagamenti alle piccole imprese

Posted by fidest press agency su domenica, 22 gennaio 2012

Premio Nuova Pubblica Amministrazione - Contes...

Image by Forum PA via Flickr

“Sono più di 4 i mesi (122,3 giorni) che la Pubblica Amministrazione impiega, in media, per pagare le piccole imprese. Questi i risultati di un’indagine di Fondazione Impresa su un campione di 1.000 imprese italiane con meno di 20 addetti. Nelle transazioni con i clienti privati le piccole imprese devono aspettare di meno (86,5 giorni) ma in questo caso i tempi di pagamento sono cresciuti maggiormente: tra il primo e il secondo semestre del 2011 sono 32,7 i giorni in più rispetto ai +29,1 giorni della Pubblica Amministrazione. In effetti – come sostengono i ricercatori di Fondazione Impresa – nei rapporti commerciali con i clienti privati l’incidenza delle imprese che hanno riscontrato un aumento dei tempi di attesa (rispetto al I semestre 2011) è elevata (50,2% del totale) mentre nei rapporti con la Pubblica Amministrazione la percentuale di piccole imprese che ha dichiarato un aumento dei tempi di pagamento scende al 35,2%. Questo segnale è in parte incoraggiante e si suggerisce che le campagne di sensibilizzazione legate al tema dei ritardi dei pagamenti della Pubblica Amministrazione possano portare ad una riduzione dei tempi di attesa complessivi. Chiaramente la piaga dei ritardi di pagamento – proseguono i ricercatori di Fondazione Impresa – non è ancora risolta e l’auspicio è quello di un intervento normativo che faciliti la riduzione dei tempi di pagamento in conformità con quanto previsto dalla direttiva dell’Unione Europea che stabilisce pagamenti entro 30 o al massimo 60 giorni da parte della Pubblica Amministrazione”.
I tempi medi di pagamento dei clienti privati sono pari a 86,5 giorni mentre nel caso della Pubblica Amministrazione le piccole imprese (<20 addetti) devono attendere di più (122,3 giorni). Rispetto al I semestre del 2011, i tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione si sono tuttavia allungati di meno rispetto al caso dei clienti privati (+29,1 giorni per la PA e +32,7 giorni per i clienti privati). I settori che attendono di più i pagamenti della Pubblica Amministrazione sono la piccola impresa manifatturiera (138,3 giorni) e l’artigianato (125,2 giorni).Per quanto riguarda i rapporti con i clienti privati sono le imprese artigiane ad attendere più giorni (117,5 ); segue la piccola impresa manifatturiera (102,3 giorni). Questi i principali risultati dell’indagine condotta da Fondazione Impresa su un campione di 1.000 imprese con meno di 20 addetti.

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Processi lumaca

Posted by fidest press agency su sabato, 22 ottobre 2011

The Courthouse (dibbed "Il Palazzaccio, i...

Image via Wikipedia

L’importo liquidato a titolo di equo indennizzo per l’irragionevole durata del processo, secondo la legge Pinto, non può essere inferiore a euro 750 per ogni anno di ritardo per i primi tre anni e a euro 1000 per i successivi. Lo “Sportello dei Diritti” è intervenuto numerose volte sull’annoso problema della lentezza dei processi italiani causa non solo di continue condanne dello Stato da parte della Corte di Giustizia europea, ma soprattutto di conseguenze negative per i cittadini costretti a subire le ansie e le attese per decisioni che non arrivano mai o che arrivano dopo anni ed anni di rinvii.
La legge 89/2001 nota a tutti come «legge Pinto» e che ha superato il decimo anno dall’entrata in vigore ha tentato di porre un argine ai danni causati alla cittadinanza per tutelarla di fronte all’irragionevole durata delle cause, che secondo giurisprudenza corrisponderebbe a tre anni per il primo grado di giudizio, due anni per il secondo e un anno per ciascuna fase successiva, stabilendo la possibilità di ottenere un “equo indennizzo” a fronte degli irragionevoli ritardi dei processi. Con alcune recenti decisioni della Cassazione (2009/16086; 2010/819), gli ermellini avevano posto alcuni paletti per definire l’entità dell’indennizzo liquidabile: “La quantificazione del danno non patrimoniale deve essere, di regola, non inferiore a Euro 750,00 per ogni anno di ritardo eccedente il termine di ragionevole durata. Tali principi vanno confermati in questa sede, con la precisazione che il suddetto parametro va osservato in relazione ai primi tre anni eccedenti la durata ragionevole, dovendo invece aversi riguardo per quelli successivi, al parametro di Euro 1.000,00 per anno di ritardo, tenuto conto che l’irragionevole durata eccedente tale periodo comporta un evidente aggravamento del danno”. A tal proposito è utile riportare la recentissima sentenza n. 20689 del 07.10.2011 sempre della Suprema Corte (Prima sezione) che ha precisato che “In materia di irragionevole durata del processo, stante l’esigenza di offrire un’interpretazione della legge 24 marzo 2001, n. 89 idonea a garantire che la diversità di calcolo non incida negativamente sulla complessiva attitudine ad assicurare l’obiettivo di un serio ristoro per la lesione del diritto alla ragionevole durata del processo, evitando il possibile profilarsi di un contrasto della medesima con l’art. 6 della CEDU (come interpretata dalla Corte di Strasburgo), la quantificazione del danno non patrimoniale deve essere, di regola, non inferiore a Euro 750,00 per ogni anno di ritardo eccedente il termine di ragionevole durata. Il suddetto parametro va osservato in relazione ai primi tre anni eccedenti la durata ragionevole, dovendo invece aversi riguardo, per quelli successivi, al parametro di Euro 1.000,00 per anno di ritardo, tenuto conto che l’irragionevole durata eccedente tale periodo comporta un evidente aggravamento del danno”. Nel caso di specie, il Ministero dell’Economia e delle Finanze aveva proposto ricorso per cassazione, avverso il decreto in data 29 maggio 2009 con il quale la Corte di Appello di Roma lo ha condannato al pagamento in favore di G.C., (+Altri) della somma di Euro 6.500,00 ciascuno, oltre agli interessi legali a decorrere dalla data del decreto, a titolo di equo indennizzo per la violazione del termine ragionevole di durata di un giudizio promosso davanti al Tar Lazio il 30 luglio 1997 e definito con sentenza del 13 novembre 2006.
Al di là del merito della sentenza che ha comunque sancito la condanna del Ministero dell’Economia e delle Finanze, e quindi il diritto all’indennizzo del danno, Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, si rivolge alla cittadinanza affinché prendendo spunto da tali decisioni continui a promuovere l’azione civile nei confronti dello Stato per vedersi riconosciuto un sollievo economico a fronte delle sofferenze e delle ansie dovute alla lungaggine dei processi che dovrebbe servire anche da impulso per accelerare le riforme necessarie e per fornire uno stimolo ulteriore affinché si doti l’amministrazione giudiziaria degli strumenti necessari per una Giustizia più rapida ed efficace.
Anche alla luce delle decisioni in commento che confermano l’orientamento giurisprudenziale per una tutela più efficace dei cittadini, lo “Sportello dei Diritti” continua e continuerà nella sua attività di tutela legale di tutte le vittime della giustizia lenta.“A healthy eye with full visual capacities is of no use in a dead body,”

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Carceri: le favole di Alfano

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Mag 2011

Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata radicale (Gruppo PD), membro della Commissione Giustizia della Camera dei deputati. E’ triste che proprio nel giorno in cui si celebra la festa della Polizia Penitenziaria, il Ministro Alfano se ne esca affermando che il sistema penitenziario funzioni. Ciò accade mentre gli agenti di polizia penitenziaria sono sotto organico di 6.000 unità, non vedono il loro contratto rinnovato da anni, fanno turni massacranti e si vedono pagare gli straordinari e le missioni con enormi ritardi. La situazione è talmente drammatica che ieri sera il Nucleo Traduzioni di Rebibbia Nuovo Complesso si è autoconsegnato, e la direttrice del Carcere di Siano ha appena annunciato che si rifiuta di far entrare altri detenuti in carcere perché non ci sono più posti. Gliel’ho proposto più volte ad Angelino Alfano: venga con me e Marco Pannella (giunto oggi al 24° giorno di sciopero della fame proprio per quell’amnistia che Alfano si vanta di non aver promosso) a farsi un giro a Poggioreale o all’Ucciardone, a San Vittore, a Regina Coeli, nel Carcere di Gazzi a Messina o a Piazza Lanza a Catania… L’elenco delle carceri, della loro illegalità, del loro portato di morte e disperazione è lunghissimo. Marco Pannella, parlando di galere italiane, usa, a regione, l’espressione “nuclei consistenti di Shoah”. Stasera alle ore 21, il leader radicale parteciperà ad un’edizione straordinaria di Radio Carcere e, da radicali, invitiamo tutti ad organizzare l’ascolto.

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