Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘ritorno’

Il ritorno dei giovani alla terra

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2022

E’ uno dei fenomeni più rilevanti dello scenario economico e sociale del nostro Paese, ma senza un intervento immediato contro il caro energia questa spinta positiva rischia di andare persa – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Gli ultimi dati in materia di nuove generazioni inducono all’ottimismo: i giovani imprenditori agricoli sono aumentati dell’8% negli ultimi cinque anni, con un incremento di 19mila unità rispetto al periodo pre-Covid.Il Governo uscente è chiamato a prendere i provvedimenti più urgenti prima del voto, considerando anche che i tempi per la formazione del nuovo esecutivo potrebbero non essere così brevi – continua Tiso. Di fronte a un segnale forte come quello che proviene dalle nuove generazioni non si può restare a guardare. Gli aiuti per il primo settore servono adesso. Ogni giorno che passa può significare la chiusura forzata per molte aziende agricole che non riescono più a sostenere il costo delle bollette.Al problema dell’energia si aggiunge quello del ritardo nella programmazione. A soli tre mesi dall’entrata in vigore della nuova Pac, l’Italia non ha ancora risposto alle osservazioni della Ue sul Piano strategico nazionale. Non si tratta di una questione meramente amministrativa, perché il Piano è la base indispensabile per programmare colture e investimenti, mentre ulteriori ritardi potrebbero far scattare le penalizzazioni di Bruxelles. Le inefficienze del Governo e l’assenza di regole chiare sarebbero così pagate dai coltivatori già in difficoltà per la crisi economica.

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Scuola: Ritorno in classe senza 200mila docenti, 15mila Ata e 500 presidi

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2022

Le lezioni a scuola stanno ripartendo così come si erano concluse: senza interventi nelle classi, che continuano ad essere vecchie, piccole e prive di aeratori, e senza personale stabilizzato. Mancano all’appello quasi 200mila insegnanti, oltre 15mila amministrativi e collaboratori scolastici, più di 500 presidi: gli uffici scolastici nei prossimi giorni inizieranno a nominare i supplenti per coprire i “buchi” e le procedure andranno avanti per settimane, se non per mesi, inficiando ancora una volta la didattica. “Sarebbe importante – ha detto oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che si prendano provvedimenti d’urgenza”.Sempre quella politica che promette tante belle cose per la scuola in vista delle prossime elezioni politiche, ma che invece deve dare delle risposte subito: a fine agosto, nei prossimi giorni, in sede di conversione del decreto legge Aiuti bis, quindi prima che inizino le lezioni. Perché la scuola ha bisogno di un organico aggiuntivo, ha bisogno di stabilizzare i precari, di assumere in ruolo” gli idonei dei concorsi ad iniziare dallo Straordinario bis. Invece, la scuola non ha bisogno di norme come quello del docente ‘esperto’ che – conclude Pacifico – si realizzeranno solo fra dieci anni”.

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Scuola: Ritorno in classe, Bianchi annuncia avvio regolare anno scolastico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 agosto 2022

Secondo il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ci saranno “tutti i docenti a cattedra a settembre” e si è a “lavoro per ripetere risultato dell’anno scorso”. Ma per il sindacato Anief mancano 45 mila posti all’appello, (80mila nel 2021) confermati ancora nell’anno scolastico appena chiuso, per poter riaprire le scuole a settembre. Marcello Pacifico, presidente Anief, parla di una “possibile manifestazione nazionale a fine agosto a Roma alla riapertura dei lavori del Parlamento per sottolineare la necessità di un intervento urgente nel Decreto Aiuti bis dove il giovane sindacato spinge per l’approvazione di un emendamento Anief, che si batte per la conferma dell’organico Covid.

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Il ritorno di Persefone

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2022

Agrigento. “Alle 5 del mattino del 3 Luglio, sulla spiaggia della Scala dei Turchi: il ritorno di Persefone. La spiaggia sarà quella di Punta Grande, appuntamento alle 5:00 del mattino per un percorso che va dalla scala dei Turchi di Realmonte alla villa romana del I secolo d.C. Sarà uno spettacolo itinerante in 5 momenti seguendo la morfologia e la natura del luogo. In primo luogo il momento mitologico. Passaggio di Persefone dagli inferi alla Terra e consegna di Ade alla madre Demetra, tra fuochi e suoni! Poi yoga con i saluti al sole e risveglio muscolare. Ma la terza tappa sarà con trekking lento di divulgazione scientifica sulla genesi della Scala dei Turchi e sulla macchia mediterranea tipica di quel luogo. Musica esibizioni artistiche ma anche acrobatiche ed infine i prodotti dell’azienda agricola del Parco Archeologico di Agrigento! Il tutto sulla spiaggia di quella Scala de Turchi che appena qualche mese fa venne imbrattata. Siamo in presenza di un esempio di turismo sostenibile nel rispetto totale del luogo e della sua fragilità che racconta un mito tutto siciliano usando come scenografia la bellezza naturale del luogo nella suggestione delle prime ore del giorno. Una proposta di ecoturismo che racchiude arte musica e bellezza nella tutela di beni ambientali, geologici ed archeologici che insistono in una costa senza eguali. L’evento è patrocinato dal parco archeologico di Agrigento, rappresentato dal direttore Roberto Sciarratta e dal comune di Realmonte rappresentato dal primo cittadino Sabrina Lattuca, con la partecipazione di Archeoclub D’Italia”. Lo ha annunciato Angela Roberto, Direttrice ed Ideatrice de “Il Ritorno di Persefone” esempio di eco – turismo sulla Scala dei Turchi e Presidente Archeoclub D’Italia sede di Agrigento.

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Scuola: Ritorno ad alto rischio contagio

Posted by fidest press agency su martedì, 11 gennaio 2022

“I presidi – dichiara Pacifico a Italia Stampa – dicono che non ci sono le condizioni, i sindaci sono pronti a interdire l’uso degli edifici qualora si utilizzino per la didattica in presenza, anche gli studenti vogliono le lezioni da casa perché sanno di essere collocati in classi sovraffollate” e si rendono conto dei rischi che questo comporta. La verità, secondo il sindacalista autonomo, è che “il Governo non ha fatto niente in tal senso: gli spazi delle aule sono sempre gli stessi, avrebbe dovuto investire 10 miliardi, invece” con la Legge di Bilancio “sono stati stanziati appena 40 milioni”. “Intanto – continua Pacifico – rispetto all’anno scorso l’organico Covid è stato addirittura dimezzato, come se la vaccinazione del 95% del personale e la sospensione dal servizio del 5% restante potesse risolvere il problema del possibile contagio nelle scuole. Non è così, le scuole non sono sicure e qualcuno dovrà spiegare agli italiani perché i loro figli non sono sicuri rientrando a scuola e sempre qualcuno dovrà assumersi le responsabilità del personale che si contagerà al rientro dalle vacanze natalizie”.

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Il gatto e il topo più famosi di sempre sono pronti a tornare

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2021

I mitici Tom & Jerry, irresistibili personaggi creati da Hanna & Barbera, vi danno appuntamento fino al 10 ottobre in prima TV assoluta con la nuovissima serie “TOM&JERRY A NEW YORK”. L’inedita serie animata che li vedrà nuovamente protagonisti verrà trasmessa tutti i giorni alle ore 8.05 su Boomerang +1 (610 di Sky), che per l’occasione diventerà il TOM&JERRY CHANNEL, un canale interamente dedicato alla coppia gatto-topo più simpatica e litigiosa di sempre. Il nuovo show con protagonisti Tom e Jerry è ambientato nella Grande Mela e continua a raccontare le avventure cominciate nel film “TOM&JERRY” del 2021 prodotto da Warner Bros. I due antagonisti abitano nel lussuosissimo hotel “Royal Gate” nel cuore di Manhattan e vivranno incredibili (dis)avventure nei luoghi più iconici di New York: da Central Park agli storici Musei, passando per i grandi magazzini fino agli inconfondibili taxi che sfrecciano a gran velocità lungo le strade della celebre metropoli, il gatto combinaguai e il topo dispettoso getteranno scompiglio nella Grande Mela. Insieme a loro l’immancabile bulldog Spike e il gatto randagio Butch, vera nemesi di Tom, sempre pronti a cacciarsi nei guai insieme all’irresistibile coppia, oltre a tantissimi nuovi personaggi come l’elefante Orazio, la seducente gattina Claudia, l’anatroccolo Lil, Frankie il topo e il gatto Meathead, complice di Butch. L’inedita serie animata resta fedele allo spirito originale del cartone ideato da Hanna & Barbera negli anni ‘40, infondendogli al contempo nuova vita grazie a una grafica rinnovata e coloratissima. Al centro della vicenda la storica rivalità tra Tom e Jerry, sempre pronti a buttarsi a capofitto nelle situazioni più folli ed esilaranti. Tra pasticci e dispetti reciproci, disastri annunciati e piani diabolici l’uno ai danni dell’altro, i due non smettono mai di divertire e conquistare il pubblico di tutte le età: piccoli e grandi spettatori continuano così a rinnovare la loro fedeltà verso questa indissolubile coppia che, dietro alle loro agguerrite rivalità e ad uno storico antagonismo, nasconde una grande amicizia. Oltre a questa inedita serie animata, all’interno del TOM&JERRY CHANNEL su Boomerang+1 andranno in onda alle ore 8.30, alle 12.15 e alle 18.30 anche una imperdibile selezione dei film più divertenti che vedono protagonista il celebre duo, tra cui TOM&JERRY INCONTRANO SHERLOCK HOLMES, TOM&JERRY: WILLY WONKA E LA FABBRICA DI CIOCCOLATA, TOM&JERRY E IL MAGO DI OZ, TOM&JERRY: AVVENTURE GIGANTI, TOM&JERRY: OPERAZIONE SPIONAGGIO, TOM&JERRY E ROBIN HOOD, TOM&JERRY: FAST & FURRY e TOM&JERRY: ROTTA SU MARTE. Non mancheranno, inoltre, tantissimi episodi tratti dalle passate stagioni di “TOM&JERRY TALES” e “TOM&JERRY SHOW”, insieme a esilaranti maratone a tema, “Gatto e Topo Investigazioni” alle 13.30 e “Streghe e Magie” alle 20.10.www.dimillamacchiavelli.com

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Scuola: Ritorno in classe con il rischio focolaio

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2021

Continua la battaglia dell’Anief contro il Green Pass obbligatorio tra il personale della scuola e dell’Università, oltre che per gli studenti degli atenei. Secondo Marcello Pacifico, “la norma va disapplicata dai giudici: il ricorso d’urgenza è alla notifica – dice il sindacalista autonomo – sta per essere presentato al Tar Lazio”. Al ricorso hanno aderito già 3mila cittadini alla prima tranche dei ricorsi, ora ne stanno arrivando altri. “L’obiettivo del sindacato rimane quello di far disapplicare dal giudice il famoso articolo 9 ter del decreto 111 sull’obbligo del Green Pass tra il personale scolastico, universitario e tra gli studenti degli atenei. Una norma nata per far circolare i cittadini su territorio europeo e che invece in Italia ha trovato spazio per garantire la didattica in presenza”. Sempre a Italia Stampa, il presidente nazionale Anief ha ricordato che “con la Nota n. 1260, il ministero dell’Istruzione ha reso chiaro che da oggi i dirigenti scolastici non possono chiedere la certificazione relativa al Green Pass, né in presenza né a distanza o attraverso email. La certificazione è stata istituita per evitare assembramenti di persone che non sono vaccinate, al pari di chi non può stare al ristorante, prendere il treno o l’aereo”. Ecco perché Anief ha deciso di indire lo sciopero nazionale in occasione del primo giorno di scuola. Il giovane sindacato ricorda che è anche possibile visionare le FAQ predisposte sull’inizio dell’anno scolastico. È infine possibile aderire alla specifica petizione con la quale il sindacato chiede al Governo lo sdoppiamento delle classi e il raddoppio degli organici di docenti, amministrativi, tecnici e ausiliari.

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Ritorno a scuola: sostegno dell’UE per alunni, studenti e insegnanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2021

La Commissione continua ad accompagnare e sostenere milioni di alunni e insegnanti che in Europa iniziano il nuovo anno scolastico. La pandemia ha messo in luce la capacità delle scuole di innovare, ma ha anche evidenziato notevoli difficoltà ad adattarsi e a garantire un’istruzione inclusiva e di qualità per tutti i discenti. L’UE sostiene collaborazioni e diverse forme di scambi di studenti e insegnanti in tutta Europa volte a promuovere la qualità e l’inclusione e a sostenere le transizioni verde e digitale.La Commissione ha presentato numerose azioni a livello dell’UE per le scuole, incentrate su vari temi: promuovere la collaborazione e la mobilità; investire nell’istruzione e nelle competenze; adoperarsi per il successo e l’inclusione nel campo dell’istruzione; fornire consulenza e piattaforme per la collaborazione online; sostenere la transizione verde attraverso l’istruzione e molto altro ancora. A partire da quest’anno, ad esempio, anche gli alunni dell’istruzione scolastica generale possono beneficiare pienamente di Erasmus+ e andare all’estero, individualmente o con la loro classe. Ciò significa che ora tutti i discenti hanno accesso alle stesse opportunità, che frequentino la scuola, l’istruzione e formazione professionale o l’istruzione superiore.Con oltre 28 miliardi di € per il periodo 2021-2027, il bilancio del nuovo programma Erasmus+ è quasi raddoppiato rispetto al periodo precedente. Oltre 3,1 miliardi di € sono destinati a progetti di mobilità e cooperazione nell’istruzione scolastica generale e più di 5,5 miliardi di € contribuiranno al cofinanziamento di tali progetti nel settore dell’istruzione e formazione professionale. Sono già stati approvati progetti per più di 7 000 scuole, e altri sono attesi per settembre e ottobre. Oltre all’aumento del bilancio di Erasmus+, circa 60 miliardi di € saranno destinati agli investimenti a favore di istruzione e competenze nei piani nazionali di ripresa, pari a oltre il 10% del bilancio totale del dispositivo per la ripresa e la resilienza. Prima della fine dell’anno sono previste ulteriori iniziative, come il varo del premio europeo per l’insegnamento innovativo, che illustrerà le pratiche didattiche e di apprendimento innovative sviluppate nell’ambito di progetti di cooperazione transnazionale Erasmus+

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Valentina Ferranti: Ritorno ad Amtara

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2021

E’ stato scritto da Valentina Ferranti prima del febbraio 2020 e ora pubblicato da Edizioni NPE, presenta diversi punti in comune con l’attuale situazione globale.In un futuro distopico, la Terra diventa un pianeta deserto incompatibile con la vita a causa dello scellerato sfruttamento delle risorse naturali e dei disastri ambientali provocati da un’intera stirpe di uomini: i Destinati alla Grande Eternità Scura, casta eletta che da secoli domina il pianeta. Le uniche aree di sopravvivenza sono all’interno di zone create e presiedute da loro. Ed è qui che trova rifugio l’umanità inconsapevole, assoggettata al potere centrale. Ma un’altra comunità si nasconde tra le viscere della Terra: sono i Ribelli della Linea Bianca, che si oppongono al malefico dominio.È proprio in uno di questi gruppi che milita la giovane e audace Telesa che, durante una missione fallita, viene miracolosamente salvata e portata nel luogo più sacro di tutto il pianeta: Amtara. Qui Telesa ricostruirà il suo passato e si scoprirà dotata di enormi poteri. Nel frattempo il suo compagno di lotta e di vita, Adam, sarà catturato. Cosa si nasconde dietro la loro unione? Il loro destino diventerà quello del mondo intero…

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Mario Draghi. Il ritorno del Cavaliere bianco il nuovo libro di Roberto Napoletano

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2021

E’ edito da La nave di Teseo, un saggio per conoscere l’uomo a cui il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deciso di affidare le sorti del nostro Paese. Chi è Mario Draghi? Perché il Cavaliere bianco, che ha salvato l’euro e l’Italia dal suo Cigno nero del 2011, viene chiamato esattamente dieci anni dopo dal capo dello stato, Sergio Mattarella, a disincagliare il Titanic Italia? Perché viene indicato come il primo attore politico della nuova Europa e ha la stima dei grandi leader internazionali? Che cosa può signi care tutto questo per un paese che da vent’anni ha crescita zero? Avrà Draghi la forza persuasiva per cambiare il modello malato della politica italiana e il dibattito pubblico che lo ha generato? Per animare la ripartenza economica e sociale dopo la pandemia? Roberto Napoletano, che ha raccolto con Alessandro Merli l’unica intervista rilasciata a un giornale italiano da Draghi in otto anni di presidenza della BCE, ci restituisce la gura di un premier che vuole essere trattato alla pari, che ascolta tutti, ma che sa prendere le decisioni importanti al momento giusto. Roberto Napoletano è stato direttore del “Sole 24 Ore” (dal 2011 al 2017) e di tutte le testate del gruppo (Radio 24, l’agenzia di stampa Radiocor, l’informazione web e specializzata), e direttore editoriale del gruppo multimediale 24 Ore. Dal 2006 al 2011 è stato direttore del “Messaggero”. Dall’aprile 2019 è direttore del “Quotidiano del Sud – l’Altravoce dell’Italia”.

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“Il ritorno degli investitori”

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2021

A cura di Richard Colwell Responsabile azioni britanniche di Columbia Threadneedle Investments. Nel 2020 ci sono stati momenti in cui investire nel Regno Unito era come assistere alle partite di calcio nell’ultimo anno: che desolazione quegli spalti deserti! Gli spiriti animali, già fiaccati dal protrarsi dei negoziati sulla Brexit e dalle conseguenti incertezze, sono stati messi fuori combattimento lo scorso marzo dal diffondersi della pandemia. Gli investitori si sono dileguati, le quotazioni azionarie esprimevano pessimismo e pochi sembravano attendersi che le aziende colpite dalla crisi sarebbero sopravvissute: bisognava agire, non farsi domande. Di conseguenza le azioni britanniche hanno ceduto il 20% circa. Conosciamo i pericoli del market timing, soprattutto quando lo si applica incorrettamente (Figura 1). Siamo lieti di aver mantenuto il sangue freddo, raccogliendo la sfida e incrementando la nostra esposizione a queste società apparentemente in difficoltà. I futuri sviluppi saranno sicuramente interessanti e non mancano spunti di discussione. Gli operatori hanno ritrovato l’ottimismo, ma cosa succederà quando gli stimoli fiscali e i programmi di cassa integrazione termineranno? Si avranno purtroppo più insolvenze di quelle registrate dopo la crisi finanziaria globale perché le banche hanno più capitali e possono permettersi di chiedere il rimborso dei crediti inesigibili. Un periodo prolungato di vero e proprio aumento dell’inflazione, non solo chiacchiere e lievi incrementi, ridurrebbe lo spazio di manovra della Federal Reserve statunitense. Si consentirà davvero al presidente della Fed, Jerome Powell, di surriscaldare l’economia e fino a quando le banche centrali globali continueranno a controllare i mercati? Nell’arco di tre anni la Fed ha fatto salire il disavanzo statunitense più di quanto fosse avvenuto complessivamente durante le recessioni del 1974, del 1982, dei primi anni ’90, del 2000 e del 2008. L’impatto di questi sviluppi svolgerà un ruolo cruciale.Il Regno Unito rappresenta tuttora un ricco terreno di caccia. Alcune delle aree più penalizzate hanno messo a segno un sostanzioso recupero, ma crediamo che sussista tuttora un notevole potenziale di rialzo. Questo non solo alla luce della rimonta del segmento value o della possibile ricomparsa dell’inflazione: in qualità di gestori attivi, riteniamo che il rally sia espressione di un più ampio apprezzamento delle società britanniche quotate sul mercato azionario del Regno Unito. In qualità di gestori esperti che hanno già affrontato cicli ribassisti, sappiamo che lasciandoci aperto un ventaglio di possibilità e mantenendo un atteggiamento di apertura nei confronti di settori in difficoltà possiamo ottenere buoni risultati.Sarebbe stata una mossa coraggiosa puntare tutto sulla ripresa dopo i lockdown, una strategia che con il senno di poi si è dimostrata vincente, ma siamo in ogni caso riusciti a beneficiare in misura non trascurabile della graduale riapertura delle economie. Così come sarebbe stato inopportuno giocarsi tutto sulla carta della resilienza, forse ora sarebbe troppo semplicistico continuare ad acquistare titoli di banche e materie prime e scommettere sulla reflazione.In futuro il mercato britannico presenterà un quadro più diversificato che premierà un’efficace selezione dei titoli, ambito in cui possiamo ottenere risultati brillanti facendo affidamento sulle competenze del nostro team e sulla nostra organizzazione. Possiamo contare su un processo di ricerca basato sui fondamentali in grado di scovare le gemme nascoste, sulla nostra abilità nel ravvisare società trascurate dagli operatori che presentano solide caratteristiche malgrado qualche problema, e sull’engagement attivo con i vertici delle società al fine di esaminare i motivi alla base delle performance aziendali.Possiamo inoltre esercitare un impatto in ambiti quali la stewardship e la governance, aspetti importanti di cui forse – per tornare un’ultima volta alla metafora calcistica – le Big Six del calcio britannico avrebbero dovuto tener conto prima di ritirarsi dal progetto europeo della Superlega, poi fallito. Possiamo essenzialmente fare leva su tutti i vantaggi offerti dalla gestione attiva. Adotteremo un atteggiamento pragmatico e aspetteremo con pazienza che, con la ripresa, il Regno Unito offra infine le opportunità promesse per gran parte dell’ultimo decennio.

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“Il ritorno dei titoli value, ma solo se sostenibili”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2021

A cura di Marco Ghilotti, Senior Business Development Manager, e Gabriele Susinno, Senior Client Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Gli istituzionali stanno progressivamente ruotando i portafogli verso titoli ciclici e value. Si tratterà di un trend che nel corso del 2021 si rafforzerà, con una forte attenzione verso la sostenibilità. Nelle ultime settimane sui mercati è tornata la volatilità mentre monta il timore di fiammate inflazionistiche e persiste l’incertezza sull’evoluzione della pandemia.La storia insegna che in questi frangenti, l’approccio da privilegiare è diversificazione e selezione attiva, ovvero scegliere con attenzione settori e società che sono esposti positivamente alla rotazione cyclical e Value garantendo al contempo gli aspetti ESG. Gli investitori istituzionali si stanno seriamente attrezzando in questa direzione, spinti non solo dai regolatori ma anche dall’impegno dei consigli di amministrazione che stanno trovando nell’engagement una delle soluzioni. Da parte nostra, si consolida sempre più la convinzione che non ci siano E e S senza G.Il 2020 ha esacerbato fattori sociali quali la capacità di sopravvivenza, la disillusione dei giovani e l’erosione della coesione sociale. La sostenibilità sta diventando l’opportunità di crescita del secolo. Diversi governi dell’OCSE stanno attivamente includendo misure a sostegno della transizione verso un’economia verde. I cambiamenti nei modelli di business e la fiducia dei consumatori accompagneranno l’ottimismo reflazionistico post-pandemico indotto dal policy mix in questa fase del ciclo. Le aspettative di maggiore crescita nominale, l’irripidimento della curva dei rendimenti, la maggiore leva operativa di alcuni favoriranno una rotazione della leadership rispetto alla precedente fase di mercato. Tutti alisei che sospingono favorevolmente i titoli ciclici, come industriali e materiali, esposti alla crescita attesa del Pil, e value, favoriti rispetto ai growth dalle aspettative di un aumento del rendimento reale. Caratteristiche che appaiono sempre più verificate nell’evoluzione che i mercati hanno mostrato da inizio anno. La ripresa degli utili rimane la chiave di lettura, in un contesto di valutazioni elevate e in presenza di un sentiment degli investitori saldamente rialzista.Durante il mese di febbraio, un portafoglio ponderato investito nei titoli più sottovalutati (ovvero nel quartile inferiore in termini di price to book ratio), ha battuto l’indice MSCI World del 6%. Dagli anni Novanta del secolo scorso, basandosi sulla stessa metrica, solo 5 mesi hanno assistito ad una sovra performance maggiore, il primo dei quali è novembre 2020. Per gli altri bisogna risalire al 2009 all’esplosione della bolla internet negli anni 2000-2001. Allora come oggi i settori value privilegiati sono l’Energy e i Financials. Il contesto resta favorevole per un’attenzione particolare alle valutazioni. Le ragioni sono diverse, la prima è la paura della recente forte corsa verso i risky assets, paura che segnala un potenziale cambiamento di paradigma nei modi di implementare l’ottimismo che le aspettative post-COVID ingenerano. Persistono comunque rischi in termini di potenziale ritorno di un’inflazione superiore alle attese o di un aumento della disoccupazione e di ulteriori difficoltà aziendali se la pandemia dovesse protrarsi più a lungo.Le ultime settimane hanno anche visto ritornare la volatilità sui mercati azionari con il movimento dei rendimenti obbligazionari. Ciò induce gli investitori a riconsiderare la composizione del proprio portafoglio. Ad esempio, il rendimento dei buoni del tesoro statunitensi a 10 anni è salito dallo 0,9% all’inizio dell’anno all’1,6% l’8 marzo, a causa delle preoccupazioni che un atteggiamento politico troppo espansivo e una forte ripresa economica possano scatenare pressioni inflazionistiche.Resta da capire come conciliare il ritorno del value con l’approccio ESG, dal momento che la maggior parte delle strategie di investimento ESG tende ad essere orientata verso settori in crescita come la tecnologia. L’intrinseca componente growth ha contribuito alla buona performance delle strategie ESG negli ultimi anni, poiché i titoli tecnologici growth e long duration hanno beneficiato dei bassi tassi di interesse e, più recentemente, delle perturbazioni causate dalla pandemia. La disparità di valutazione tra i settori è riportata nel grafico seguente.

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Perché non è stato scelto il ritorno alle urne?

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2021

“Abbiamo da settimane un Parlamento bloccato e una crisi che ogni ora che passa assume una declinazione peggiorativa.
E ancora rimane non chiarito il mancato incarico esplorativo alla presidente del Senato Casellati da parte del capo dello Stato che, di fatto, ha precluso a tutto il centrodestra la possibilità di portare il proprio contributo alla soluzione della crisi. Una sorta di riedizione malconcia dell’arco costituzionale.Ancora più improprio risulta in questa fase l’operato del Presidente della Camera Roberto Fico cui Sergio Mattarella non ha conferito l’incarico a comporre il governo ma solo quello esplorativo. Gioco forza è del tutto improprio che una figura terza con poteri costituzionali chiari e limitati, con sostanziale delega a rappresentare il Presidente della Repubblica, entri nel merito dei futuri programmi di un governo che non c’è, sottraendo al successore di Conte la facoltà di fare il programma da sottoporre alla fiducia del Parlamento.Domande: perché Roberto Fico sta tenendo un profilo di parte consultando solo una fazione e non tutte le forze politiche?Perché sta realizzando una bozza di programma di governo surrogando poteri che non gli appartengono? L’unica risposta lineare può venire da un eventuale incarico che vorrà affidargli Mattarella a formare il governo. Intanto alla crisi politica devastante che si sta prolungando oltre ogni limite si aggiunge una crisi istituzionale senza precedenti, due motivi validi per anticipare lo scioglimento della legislatura e dare il compito al prossimo Parlamento di indicare un governo autorevole e che si intesti una nuova stagione costituente”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Ritorno in classe? L’opinione dei sindacati

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2021

I rappresentanti dei sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda, Snals e Anief si sono riuniti per discutere di ritorno in classe, contagi e vaccini, didattica a distanza, stipendi, reclutamento e precariato. Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato rappresentativo Anief, ha affermato che “prima di tornare in classe è necessario avviare un controllo con test per tutto il personale, visto che abbiamo mediamente dai 12mila ai 20mila contagi al giorno. Perché questi test erano auspicabili il 1° settembre e non adesso? Sono indispensabili per gestire questa tragica situazione. Necessario fare test obbligatori per sapere chi ha contratto il virus, per vedere come il Covid-19 si è mosso nelle nostre case in queste settimane. È un problema infatti chiudere e aprire le scuole in continuazione, stiamo parlando della salute di studenti e docenti, della probabile terza ondata, visto che a metà gennaio potrebbe esserci il picco”. Per quanto riguarda la didattica a distanza, Pacifico ha affermato che la “dad è stata la modalità esclusiva in occasione della chiusura delle scuole ma è un errore pensare che il rimedio possa essere la cura. È importante capire l’importanza della scuola nella nostra società e gli italiani lo hanno compreso. Gli insegnanti stanno facendo un ottimo lavoro con la dad, con ovvie difficoltà, soprattutto per i precari che non hanno accesso alla card, che permetterebbe loro di fornirsi degli strumenti necessari. Noi pensiamo a una didattica integrata, da accompagnamento a quella in presenza”. Sempre a proposito della didattica a distanza, il leader dell’Anief ha concluso affermando che “il contratto firmato ha permesso di tutelare i lavoratori della scuola”.Per quanto concerne la questione retributiva, Marcello Pacifico ha sottolineato come “gli stipendi degli insegnanti italiano siano di molto inferiori a quelli dei colleghi europei, risulta necessario adeguarsi. Inoltre noi ci stiamo battendo per far riconoscere il rischio biologico e quello burnout”.Per quanto riguarda poi la questione della mobilità, il presidente del giovane sindacato ha affermato che “è indispensabile garantire sia il diritto al lavoro che quello alla famiglia”. Per quanto riguarda poi il precariato, il sindacalista ha aggiunto che “la Legge 159/2019 non ha dato le giuste risposte, bisogna inserire i precari della scuola nel doppio canale di reclutamento. Necessario guardare alla soluzione, specie in questo periodo che registra un record di precari”. In conclusione Pacifico ha affermato che “bisogna ascoltare le parti sociali se non altro perché sono state scelte dai lavoratori, così come i politici sono stati scelti dagli italiani. Quindi bisogna cooperare” per il bene della scuola”.

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Scuola: Ritorno in classe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

La riapertura di tutte le scuole a gennaio per svolgere le lezioni in presenza è un fatto importante, ma bisogna adottare la massima cautela: perché quando all’inizio dell’anno scolastico sono tornati in classe oltre otto milioni di studenti c’erano 300 contagi al giorno, mentre oggi abbiamo quasi 10mila nuovi casi di Covid-19 al giorno. A dirlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: nel corso di una video-intervista all’agenzia Teleborsa, il sindacalista ha detto che bisogna “riaprire sì” le scuole e tornare alle lezioni tradizionali, ma occorre farlo “in sicurezza”. Perché la “tutela della salute del personale e degli studenti resta la priorità assoluta”, soprattutto perché “non sono tra le categorie di quanti potranno vaccinarsi per prime”. Il leader dell’Anief è convinto che “dobbiamo soprattutto evitare che la scuola diventi ciò che non è mai stato, ossia un luogo di diffusione del contagio dopo queste vacanze”. Guai a commettere passi falsi e abbassare la guarda con il Covid-19, quindi, perché la terza ondata non è un’ipotesi così remota. “La scuola anche a distanza può andare avanti, non per sempre perché la dad non può certo sostituire l’attività in presenza: mai come ora – ha concluso il presidente Anief – dobbiamo evitare di mettere il Paese nelle condizioni in cui il virus possa prendere il largo con eventuali ulteriori chiusure che sarebbero il colpo di grazia per la nostra economia già in sofferenza”.

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Ritorno a scuola il 7 gennaio?

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2020

La ripresa delle lezioni dopo l’Epifania deve essere valutata a fondo. Secondo il presidente del giovane sindacato Anief, Marcello Pacifico, la decisione definitiva sulla tempistica del rientro in classe sarebbe meglio prenderla “verso il 4 gennaio, per poter verificare che c’è una condizione diversa” e migliore “rispetto a quando siamo stati costretti a chiudere le scuole”. Il sindacalista autonomo ha detto che “nonostante tutti gli sforzi, i protocolli di sicurezza attivati e le nuove norme tese a rispettare il distanziamento sui trasporti” va verificato per bene se non vi siano ancora rischi di contagio. Per ridurre gli assembramenti si potrebbero anche attuare “convenzioni con i taxi che devono essere attivati in diversi comuni, anche pensando alla necessità di estenderle agli n.c.c.”.Anche all’interno degli istituti scolastici bisogna cercare di “mantenere il distanziamento sociale durante le lezioni, perché con gli spazi ridotti e con i banchi monoposto non si risolve comunque il problema: è solo una soluzione tampone. Bisognerebbe ritrovare, invece, quel giusto rapporto tra alunni, personale docente e amministrativo, e scuole autonome che avevamo 12 anni fa. Abbiamo utilizzato la scuola come un bancomat e questo è il risultato. Per questo, bisogna innanzitutto investire, affrontando le sfide del Recovery plan”.Pacifico punta il dito, inoltre, sul “problema dei trasporti: le prime misure sono state portate avanti, ma non bastano. Bisogna estendere il coinvolgimento a tutti coloro che possono aggiungere dei trasporti per i nostri studenti in sicurezza”. Ecco per quale motivo, conclude il presidente Anief, “bisogna aggiornarsi ai primi giorni del nuovo anno, per capire se le famiglie italiane sono state virtuose e hanno rispettato le regole, nonostante i giorni di festa, il distanziamento sociale. O se invece bisogna ripartire anche nel nuovo anno con una curva del Covid ancora troppa alta”.

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Proposta: “In classe non prima del 1° febbraio ma si valuti caso per caso”

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, nel corso di un’intervista rilasciata alla rivista specializzata Orizzonte Scuola, sul rientro il 7 gennaio 2021 ha affermato che non è possibile. Infatti, il leader del sindacato ha detto che “regna tanta confusione. Non si può essere pronti in questa situazione”. Dunque, “l’unica proposta sensata, Anief l’ha avanzata nei giorni scorsi, è rendere obbligatorio dal 10 gennaio uno screening con tampone per tutti gli 8 milioni di studenti e il milione e mezzo di personale, docenti e ATA. E poi si dovrebbe estendere e rendere operativo non solo per i taxi ma anche per gli Ncc il sistema delle convenzioni per poter accompagnare gli studenti a scuola. Lo Stato deve utilizzare tutti i mezzi di trasporto che ha disponibili per mantenere quel 50% di distanziamento all’interno dei mezzi di trasporto pubblico. Ci risulta che già alcuni Comuni hanno fatto le convenzioni e i taxi sono stati esclusi. Quindi, sicuramente bisogna ripartire dai trasporti, ma sarà ogni istituzione scolastica a dover riaprire in base all’esito dello screening”.Per quanto riguarda la possibilità di tornare il classe tutti lo stesso giorno, Pacifico ha dichiarato che “bisogna valutare classe per classe dopo il tampone di studenti e personale. Dopo aver preso queste precauzioni e aver visto i contagi, sintomatici e asintomatici, si potrebbe prevedere il rientro a scuola per tutti il 1° febbraio. Non esistono cifre del 75% o 100%, esistono situazioni singole che devono essere verificate, che potrebbero permettere un rientro per esempio del 30 o 40%”.

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Ritorno a scuola, il Ministero scrive ai presidi: collaborate con Prefetti e Regioni

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2020

Dal ministero, a firma del capo dipartimento Max Bruschi, si spiega che in vista del 7 gennaio occorre “modulare il piano di lavoro del personale ATA, gli orari delle attività didattiche per docenti e studenti, nonché degli uffici amministrativi, tenendo conto della frequenza a scuola del 75 per cento della popolazione scolastica. Resta inteso che il predetto limite può essere variamente modulato (anche per classi, classi parallele, indirizzi), in considerazione delle esigenze delle istituzioni scolastiche finalizzate a garantire un ottimale svolgimento del servizio e con riferimento alle necessità di garantire le condizioni di sicurezza”. A proposito del cosiddetto ‘organico Covid’, il capo dipartimento ha ricordato che “non si tratta di un peraltro inesistente “organico di potenziamento”, ma di risorse di personale destinate, per quanto riguarda i docenti, a garantire una migliore gestione dei gruppi classe, al fine di ottimizzarne la numerosità e, per quanto riguarda il personale ATA, volta ad attuare le attività necessarie alla garanzia del diritto allo studio nonché alla sicurezza e all’igiene degli ambienti. Il continuo mutamento della situazione ha richiesto alla dirigenza scolastica di operare con la necessaria flessibilità. Tuttavia, al predetto personale docente, va garantito un orario di servizio il più possibile stabile nonché, al pari dell’organico dell’autonomia, l’assegnazione prioritaria alle classi su orario curricolare”.

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Scuola: Covid-19 e ritorno a scuola

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

Si avvicina sempre più il giorno in cui il suono della campanella sancirà la riapertura delle scuole. Nella ricerca in rete, l’emergenza sanitaria ha toccato anche l’istruzione e il rientro in classe: su Google e Youtube infatti emergono sia l’incertezza su tematiche legate al Covid che curiosità sul corredo per la scuola. AvantGrade.com, agenzia di consulenza digital fondata e diretta da Ale Agostini, ha analizzato i trend di ricerca sul mondo Google legati al back to school.Emerge in particolar modo l’interesse per i trasporti, per l’adeguamento delle scuole e per l’utilizzo delle mascherine. Negli ultimi 3 mesi si è registrata un’impennata su una ricerca stagionale, “gps scuola” (GPS = Graduatorie Provinciali per le Supplenze), mentre “banchi scuola 2020” è una nuova ricerca legata al virus.Il tema è diventato ancor più caldo negli ultimi 30 giorni e le maggiori ricerche si sono concentrate al sud Italia, con Calabria, Sicilia e Molise fra le regioni più attive: le graduatorie per gli insegnanti potrebbero aver influito sulle ricerche legate all’argomento scuola, anche se i picchi si sono concentrati sui termini “linee guida scuola dell’infanzia”, “rientriamo a scuola”, “nuovi banchi di scuola” e “a settembre si va a scuola”. Spiccano però anche “come si tornerà a scuola a settembre” e “protocollo scuola”, segno dell’incertezza che regna tra adulti, genitori e addetti ai lavori.
Sono invece maggiormente interessati a “fare bella figura” i ragazzi, più attenti all’estetica e all’equipaggiamento necessario per le attività scolastiche. Per i più giovani l’analisi dei trend si sposta su Youtube, dove la ricerca mostra un deciso picco legato a “back to school” (+850% ).Su Youtube, l’interesse è tutto su video in cui giovani “studenti influencer nostrani“ mostrano/suggeriscono i loro acquisti per il ritorno a scuola: dalla cancelleria ai vestiti, dai trucchi ai consigli.Anche la parola chiave “scuola coronavirus” ha registrato un picco molto evidente nell’ultimo mese, ancora in Calabria, Sicilia e Molise. Restringendo il campo agli ultimi 7 giorni, invece, emerge una forte preoccupazione per la sicurezza sui trasporti, soprattutto al centro – nord. Tanta attenzione anche verso il tema mascherine: la parola chiave “mascherine scuola” ha fatto registrare un picco del 190%, così come “mascherine scuola primaria” (+90%). Umbria, Liguria e Piemonte le regioni più sensibili e le più attive su questo tema. Quello di quest’anno sarà un nuovo inizio, che non fa tramontare un grande classico fra le attività pre-scuola: la ricerca dei libri di testo per il nuovo anno è ben presente in rete.“Dalle ricerche Google emergono 2 Italie totalmente opposte: quella degli adulti molto attenti agli aspetti pratici di sicurezza e concorsi. Ma anche quella dei giovanissimi focalizzati sullo shopping per fare bella figura al ritorno a scuola – commenta Ale Agostini di AvantGrade.com -. Nel mercato USA il fenomeno di video per il “Haul back to school” (Shopping per il rientro a scuola) è ormai consolidato con livelli di interesse alti. Anche nel web italiano questa tendenza sta velocemente emergendo.“

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Ritorno a scuola: Dove andranno a finire i vecchi banchi?

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Due milioni e mezzo di nuovi banchi monoposto dovranno essere collocati nelle scuole prima dell’avvio delle lezioni e almeno la metà (1 milione e 250 mila) saranno i vecchi banchi biposto che dovranno di conseguenza essere rimossi.E’ un lavoro titanico quello che dovrà essere fatto entro il prossimo 14 settembre, giorno di ripresa delle lezioni. Secondo le stime di Tuttoscuola i banchi che dovranno essere portati dalle fabbriche alle scuole occuperanno complessivamente mezzo milione di metri cubi di spazio. Un volume analogo dovrà essere movimentato per stoccare o distruggere i vecchi banchi dismessi.
Serviranno centinaia, forse migliaia di mezzi di trasporto e diverse ore di lavoro per ogni consegna. Ma non è solo un problema di disponibilità di dotazioni e mezzi, ma anche di personale da coinvolgere. Non basteranno centinaia o migliaia di autisti, ma servirà anche altro personale preposto al carico e allo scarico di tonnellate e tonnellate di materiale presso le oltre 11 mila sedi scolastiche coinvolte. Il personale delle scuole dovrà poi occuparsi della sistemazione dei nuovi banchi nelle singole aule. Ci saranno collaboratori scolastici (una volta chiamati bidelli) sufficienti, tenuto conto degli organici ad oggi incompleti e del numeroso personale con mansioni ridotte per motivi di salute, per svolgere queste operazioni nei pochi giorni che certamente intercorreranno tra la consegna (termine ultimo fissato per sabato 12 settembre, per il quale si dovrà provvedere al pagamento di straordinari) e l’inizio delle lezioni? E ci sarà chi eccepirà che si tratta di un’attività non inclusa tra quelle ordinarie?Il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri (e con lui anche la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina) conta comunque di farcela, anche se l’impresa si presenta improba non solo per l’immensa area territoriale da servire, ma anche per i tempi drammaticamente ristretti. E c’è dell’altro.Secondo i calcoli di Tuttoscuola, poiché quei 2,5 milioni di banchi corrispondono ad altrettanti alunni (poco più del 38% della popolazione scolastica del primo e del secondo ciclo), si può stimare che le scuole in cui dovranno essere collocati i banchi monoposto siano circa il 40% delle 28.489 scuole presenti (escluse le scuole dell’infanzia, non interessate dall’operazione) cioè circa 11.400, distribuite sull’intero territorio nazionale, in città, nei piccoli e grandi centri, nei posti più disparati e non sempre di facile accesso, come, ad esempio, nei centri storici, in montagna, in pianura, nelle isole: ovunque.Normalmente ad occuparsi degli arredi scolastici e dei banchi sono gli Enti locali che agiscono direttamente sui territori di competenza, ma questa volta la responsabilità è in capo allo Stato che agisce tramite la ditta o le ditte aggiudicatrici (italiane o straniere), che il bando individua come responsabili della consegna e che, non disponendo di una presenza capillare sul territorio come quella degli Enti locali, saranno costrette a movimentare una distribuzione imponente per raggiungere tutte le migliaia di sedi da servire, attraverso automezzi pesanti (non è sufficiente certo un furgoncino per trasportare i banchi per intere classi).C’è anche un altro aspetto da considerare: la rimozione di 1 milione e 250 mila banchi biposto che dovranno essere sostituiti dai nuovi monoposto. I mezzi di trasporto dovranno scaricare i nuovi banchi e caricare i biposto da portare altrove: ore di lavoro che allungheranno i tempi di predisposizione per l’inizio delle lezioni.Mentre i singoli Enti Locali dispongono di magazzini per il ricovero di arredi, le ditte appaltatrici dovranno trovare soluzioni in proprio. Sistemare 1,250 milioni di banchi che occupano complessivamente mezzo milione di metri cubi di spazio non sarà facile.Non è ancora chiaro se le seggiole dei banchi biposto saranno utilizzate per i nuovi monoposto, ma, se non fosse, ci sarebbero anche da ritirare e collocare 2,5 milioni di sedie che, a loro volta, occupano complessivamente circa 150 mila metri cubi di spazio.Per non parlare poi del peso dei banchi da rimuovere e delle sedute: tonnellate e tonnellate di materiale da distruggere o riciclare e, comunque, da trasportare altrove.Insomma, affinché circa un terzo degli studenti italiani possano occupare i nuovi banchi a partire dalla prima campanella non si tratta solo di risolvere il problema della massiccia produzione ma anche della consegna e poi dello smaltimento dei vecchi banchi. Altre variabili che rendono ancora più alto il coefficiente di difficoltà per l’avvio del nuovo anno scolastico.

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