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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Mostra di Luca Vernizzi “Il ritratto, il volto, l’identità”

Posted by fidest press agency su domenica, 24 giugno 2018

Bormio (SO), giovedì 28 giugno alle ore 18.00 presso il Museo Civico, mostra di Luca Vernizzi “Il ritratto, il volto, l’identità” in collaborazione con Ciaccio Arte e Rotary Bormio Contea. La rassegna si svolge in occasione della diciannovesima edizione de La Milanesiana, prestigiosa manifestazione d’arte, letteratura, filosofia, teatro, musica, cinema e scienza voluta e promossa da Elisabetta Sgarbi.Durante l’inaugurazione, e in virtù del tema, il ritratto, sempre affrontato da Luca Vernizzi con una cifra inconfondibile, l’artista è chiamato a dialogare con Paolo Crepet, nell’incontro coordinato da Paola Romerio Bonazzi.Luca Vernizzi, artista noto, ma soprattutto per la ritrattistica, presenta al pubblico diciotto ritratti, fra cui sedici di personaggi illustri come Walter Bonatti, Giorgio Armani, Giulietta Masina, Walter Chiari, Alberto Lattuada, Giulietta Simionato, Valentino Bompiani, Mario Tobino, Silvio Ceccato, Umberto Veronesi, Giovanni Testori, Valentina Cortese, Mariuccia Mandelli (Krizia), Elisabetta Sgarbi, Giuseppe Sgarbi e Giorgio Bocca. A questi sedici si aggiungono due ritratti più intimi: quello della nonna materna e quello dell’amico Renato Migliavacca, dal titolo Uomo che fuma il sigaro. L’artista colloca i suoi ritrattati in uno spazio incondizionato, privo di elementi contingenti, per esaltare l’essenza del soggetto. Emerge un profondo senso di solitudine, consonante con il tema di questa nuova edizione de La Milanesiana: Il dubbio e la certezza. Saranno esposte, inoltre, le due versioni (terracotta e bronzo) di un ritratto a Picasso; quattro grandi tavole, raffiguranti altrettanti getti d’acqua, con i quali l’artista ha inteso dimostrare, come domanda sul mistero dell’identità, che è possibile realizzare, oltre che dell’uomo, il ritratto di ogni cosa di questo mondo.La mostra di Luca Vernizzi, Il ritratto, il volto, l’identità, resterà aperta fino all’8 luglio, con orario 10:00 – 12:30 e 15:00 – 19:00. Sarà possibile visitarla tutti i giorni, escluso il lunedì mattina (orario di chiusura del museo).

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Ritratto di una Nazione: L’Italia al lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 2 settembre 2017

Ritratto di una NazioneRoma 11-16 settembre Teatro Argentina Largo Argentina 1 Ritratto di una Nazione: L’Italia al lavoro.
Sono quattro i “ritratti teatrali” che la direzione di Antonio Calbi ha messo in cantiere al suo arrivo nel maggio 2014, quasi dei “manifesti programmatici”: restituire al teatro la sua funzione sociale, il suo essere strumento di indagine del presente, attraverso creazioni collettive, veri e proprio “polittici” a più mani e di durate extra-ordinarie (12 ore durata Ritratto di una Capitale). I temi sono quelli che di volta in volta sono sentiti urgenti e che indagano le geografie a diversa scala: la Capitale ieri, la Nazione oggi, l’Europa e il mondo nei prossimi anni.
Questa volta il progetto di Antonio Calbi e Fabrizio Arcuri è dedicato al nostro Paese: Ritratto di una Nazione si compone di 20 pièce teatrali, commissionate ad altrettanti autori, uno per ciascuna regione, che affrontano e indagano la tematica del lavoro nelle sue diverse criticità, secondo il punto di vista di chi ce l’ha e di chi l’ha perduto o mai trovato. Un polittico etico, estetico, poetico che, per questa prima parte, presenta 11 “scene” dall’Italia di oggi: 11 tasselli – le prime 9 regioni, più un prologo scritto dal premio Nobel Elfriede Jelinek e un pezzo sulle lotte sindacali in Italia – per un’opera polifonica in forma di puzzle e montata in un unicum, grazie al lavoro del dramaturg Roberto Scarpetti, del regista Fabrizio Arcuri, alla colonna sonora live dei Mokadelic, al set virtuale di Luca Brinchi e Daniele Spanò. A dar voce e visione alle rispettive regioni, con la varietà di lingue e poetiche mescolate in un’unica composizione collettiva, sono le creazioni di autori e drammaturghi diversi per generazione, indole e scrittura: Marta Cuscunà con Etnorama 34074 (Friuli Venezia Giulia), Davide Enia con Scene dalla frontiera (Sicilia), Renato Gabrielli con Redenzione (Lombardia), Saverio La Ruina con 30 minuti (Calabria), Alessandro Leogrande con Pane all’acquasale (Puglia), Marco Martinelli con Saluti da Brescello (Emilia Romagna), Michela Murgia con Festa nazionale (Sardegna), Ulderico Pesce con Petrolio (Basilicata), il dittico di Vitaliano Trevisan con North by North-East. Coffee shop e Start-up (Veneto), il pezzo sulle lotte sindacali di Wu Ming 2 e Ivan Brentari con Meccanicosmo. A fare da prologo, Risultato da lavoro, testo d’eccezione commissionato per l’occasione alla scrittrice austriaca teatro_argentina1Elfriede Jelinek, premio Nobel per la letteratura 2004. L’interpretazione è affidata a un “quarto stato” di interpreti-lavoratori, impegnati a restituire in scena l’Italia che lavora, tra gli altri: Giuseppe Battiston, Francesca Ciocchetti, Roberto Citran, Maddalena Crippa, Gigi Dall’Aglio, Michele Di Mauro, Davide Enia, Saverio La Ruina, Paolo Mazzarelli, Lino Musella, Filippo Nigro, Gianni Parmiani, Ulderico Pesce, Michele Placido, Arianna Scommegna, Vitaliano Trevisan.
Ritratto di una Nazione si apre con il prologo affidato a Maddalena Crippa che consegna la sua voce al “lavoro che divora il mondo”, quello di cui parla il premio Nobel Elfriede Jelinek in Risultato da lavoro, sullo sfondo una donna che cuce, come una moderna Penelope, per riflettere sul proprio lavoro che crea e distrugge.
Il viaggio inizia. Il Friuli Venezia Giulia di Marta Cuscunà con Etnorama 34074 si focalizza sulla Fincantieri di Monfalcone riconvertita a industria del turismo per effetto della globalizzazione, la stessa che si manifesterà in una tigre del bengala, fuggita dal circo, al suo ingresso nello stabilimento navale. Interprete Francesca Ciocchetti.
La Sicilia di Davide Enia con Scene dalla frontiera, tratto dal suo ultimo romanzo Appunti per un naufragio (Sellerio), racconta ciò che sta accadendo nel Mediterraneo e il lavoro delle squadre di soccorso a mare, uomini e donne al confine di un’epoca e di un continente, costretti a riadattare il proprio mestiere.
La Lombardia di Renato Gabrielli è messa allo specchio in Redenzione, quella finta di un Gaga berlusconiano, (Michele Di Mauro), che diventa guida di un gruppo di giovani disoccupati, un incontro che si rivelerà essere il set di un video virale per lanciare un movimento giovanile ispirato a “Giovinezza”, canzone inno del fascismo.
La Calabria di Saverio La Ruina in 30 minuti è un’attraversata urbana e storica, che vede impegnati due uomini, con partenza da via del Popolo a Castrovillari: l’uomo di oggi impiega 2 minuti, l’uomo del passato la percorreva in 30 minuti, una doppia velocità che rileva come siano cambiate le relazioni sociali anche grazie al lavoro.
La Puglia di Alessandro Leogrande con Pane all’acquasale, tre storie di sfruttamento e umiliazione, tra nuovi e vecchi schiavi, si intrecciano le vite di un bracciante polacco nella provincia di Foggia degli anni 2000, di Giuseppe Di Vittorio, sindacalista contadino protagonista del grande sciopero di Cerignola del 1904, e di un operaio dell’Ilva. Tra gli interpreti Michele Placido.
L’Emilia Romagna di Marco Martinelli con Saluti da Brescello, dove le statue in bronzo di Peppone e Don Camillo si animano in un rinnovato corpo a corpo, fra Gigi Dall’Aglio e Gianni Parmiani, una invettiva che passa dalla storia di Donato Ungaro, vigile urbano di Brescello e giornalista che dalla metà degli anni Novanta comincia a scrivere di corruzione e infiltrazione mafiosa, anche nella terra “rossa” per antonomasia.
La Sardegna di Michela Murgia con Festa nazionale è racconta da Arianna Scommegna nel ruolo di Gianna, una donna delle pulizie in una base militare della Nato nell’Ogliastra, che pur perdendo il marito per leucemia, forse a causa della radioattività, non ne fa una condanna bensì un sacrificio al dio lavoro.
La Basilicata di Ulderico Pesce con Petrolio, racconto-denuncia della “lucania saudita”, il più grande giacimento petrolifero continentale, dove ogni giorno vengono estratti circa 100 mila barili di petrolio: una terra ingannata dall’illusione del lavoro che, dopo 30 anni di estrazioni petrolifere, è lasciata povera, spopolata, con un alto indice di mortalità tumorale e con danni ambientali irreversibili.
Il dittico veneto NORTH BY NORTH-EAST. Coffee shop e Start-up di Vitaliano Trevisan, anche in scena con Giuseppe Battiston e Roberto Citran, racconta le vite di tre ragazzi fino all’idea di una start-up, un servizio di trasporti dall’Italia all’Ucraina, che incontra il loro passato di droga, la mancanza di lavoro, la vita da camionista.
Infine, il pezzo sulle lotte sindacali in Italia di Wu Ming 2 e Ivan Brentari con Meccanicosmo, a quasi 60 anni dalle lotte della Breda, sempre a Sesto San Giovanni, ritornano le battaglie sindacali di due operai della General Electric nella Milano di oggi, con protagonisti Paolo Mazzarelli, Lino Musella e Filippo Nigro. Siamo nel 1961, l’anno del primo cosmonauta Juri Gagarin, che infatti arriva in scena.
Questa prima parte dura 5 ore, compreso intervallo di 30 minuti, con inizio alle ore 19 e chiusura entro la mezzanotte. Nel 2018 si aggiungeranno i rimanenti pezzi in arrivo dalle altre regioni della penisola: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Toscana, Umbria, Abruzzo, Marche, Molise, Lazio, Campania, componendo la maratona finale della durata di 12 ore. Ritratto di una Nazione è un progetto sostenuto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT).
Orari spettacolo: ore 19.00 _ durata 5 ore incluso intervallo di 30’ Biglietti – platea 20,00 intero 15,00 ridotto plachi 15,00 intero 12,00 ridotto galleria 13,00 intero 10,00 ridotto Card Ritratto di una Nazione 2 ingressi 34,00 (foto: ritratto di una nazione)

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Storia di pittori: volume settimo

Posted by fidest press agency su sabato, 26 agosto 2017

storia pittori7(Italian Edition) Kindle Edition. Prima dell’introduzione della fotografia il ritratto richiedeva all’artista un impegno notevole perché doveva fermare un’immagine sulla tela e riassumere in essa un sentimento, un atteggiamento, uno sguardo per indovinare ciò che era nascosto dietro la maschera del volto.
Nulla, a ben riflettere, è indifferente in un ritratto. Il gesto, la smorfia, l’attitudine sono rappresentativi di un sentimento, di una volizione che il pittore trasmette all’immagine che si avvia a definire nei suoi contorni. E’ una sensibilità che si manifesta anche nella percettibilità profonda degli episodi che intende fermare sulla tavolozza. Il suo declamatorio artistico si attacca alle fibre intime delle emozioni e quello che lo rende grande è il modo come riesce a trasmetterlo a chi si ferma ad osservare l’opera compiuta.
Il tocco della pennellata può esaltare la linea a discapito del colore, o il colore a discapito della linea ma può essere anche e solo un punto di vista se si ignora in quali dosi la natura abbia mescolato in ogni spirito il gusto della linea e quello del colore e per quali misteriosi procedimenti tale finzione opera e per quale verso il risultato genera un’opera d’arte.
Si può così trarre dall’artista l’espressione sincera del suo temperamento aiutato da tutti i mezzi che gli fornisce il proprio mestiere. Chi non ha temperamento non è degno di fare quadri. Stendhal ha detto: “La pittura non è che morale costruita!” Se l’artista la intende in un senso più o meno liberale questo metro di giudizio può essere applicato a tutte le arti. Come le arti, infatti, sono sempre il bello espresso dal sentimento, la passione è il sogno di ciascuno, cioè la varietà nell’unità, o le facce diverse dell’assoluto ci spingono continuamente nella metafisica.
Lo stile e il sentimento nei colori vengono dalla scelta, e la scelta viene dal temperamento. Vi sono toni gai e scherzevoli, scherzevoli e tristi, comuni e originali. Così il colore del Veronese è gaio e calmo. Il colore del Delacroix è sovente lamentoso. Il colore certo non esclude il grande disegno: quello del Veronese, per esempio, procede soprattutto dall’insieme. Esiste, tuttavia, il disegno del particolare, il contorno del frammento in cui il tocco ingoia sempre la linea. L’amore per l’aria, la scelta del soggetto in movimento, vogliono l’uso di linee fluttuanti.
Si può essere dunque contemporaneamente colorista e disegnatore, ma in un certo senso. Il modo in cui un disegnatore può essere un colorista si può esprimere per un grande insieme, e così un colorista può essere un disegnatore per una completa logica dell’insieme delle linee: ma una di queste qualità assorbe sempre i particolari dell’altra.
L’analisi che facilità l’esecuzione sdoppia la natura in colore e linea. Il colore in effetti è composto di agglomeramenti colorati che sono fatti da una infinità di toni, dei quali l’armonia forma l’unità, ma attenti al troppo particolareggiare o al troppo generalizzare. Essi impediscono in ugual misura il ricordo. All’Apollo del Belvedere e al Gladiatore io preferisco l’Antinoo perché l’Antinoo è l’ideale del meraviglioso Antinoo. Nell’essere umano come nei paesaggi vi è armonia e questa va colta nella sua essenza per dare al dipinto la sua particolare bellezza per ben rappresentarli. (storia pittori7)

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Mauro Balletti: RiTratto

Posted by fidest press agency su sabato, 21 gennaio 2017

mauro-ballettimauro-balletti1mauro-balletti2Milano Vernissage mercoledì Primo febbraio, dalle 18.30 Dal 2 al 16 febbraio 2017 | (lunedì – venerdì, 15.30 – 19.00) Spazio Kryptos, via Panfilo Castaldi 26. L’Associazione culturale Obiettivo Camera e Spazio Kryptos presentano Mauro Balletti, con una selezione di ritratti, con avvincenti debiti di riconoscenza con la storia dell’arte in forma pittorica.
Conosciuto soprattutto per il binomio privilegiato e unico con la cantante Mina, Mauro Balletti costruisce istanti fotografici con sapiente combinazione di luce, attimo, palpito, battere di ciglia. Eccellente fotografo, magistrale interprete del ritratto, Mauro Balletti ha edificato la propria professionalità visiva su solide basi pittoriche, in eredità dal padre. Così che, oltre i riconoscimenti che ha ottenuto proprio con il disegno, dal tratto personale e di sintesi più che esemplare, in fotografia ha saputo declinare ammirevoli costruzioni, in chiave di moda, piuttosto che di ritratto puro e diretto. In questo suo agire con personalità e temperamento, Mauro Balletti ha applicato una delle nozioni fondamentali della fotografia, per propria natura rappresentativa, per proprio mandato raffigurativa: quella di rendere permanente l’istante che avrebbe dovuto rimanere temporaneo. Certo, subito rilevato, la sua fotografia è lontana ed estranea a quell’osservazione della vita nel proprio svolgersi, che caratterizza altri indirizzi, altre intenzioni. Però, nelle sue realizzazioni in sala di posa si manifesta sempre e comunque quella sintesi dell’istante che ha sensazionali debiti di riconoscenza, prima di tutto, con la storia dell’arte in forma pittorica, a partire dalle tavole di Caravaggio. L’accostamento non è casuale, né forzato, seppure impegnativo, soprattutto per lui. Infatti, l’istante fotografico di Mauro Balletti è costruito con sapiente combinazione di luce, e la fotografia è luce, e attimo, palpito, batter di ciglia. Per quanto la posa abbia anche modo di trarre in inganno, non ci si deve mai far scavalcare dall’apparenza, per rimanere alla sostanza di queste composizioni e inquadrature: un attimo prima dello scatto, come pure un attimo dopo, tutto è cambiato e la magia dell’istante si è disciolta. Questa è una delle missioni della fotografia, alla quale Mauro Balletti risponde con ammirevole maestria: da una parte, svela l’intima individualità del proprio soggetto; dall’altra, rivela anche l’animo dell’autore.Mauro Balletti: animo che si allunga dal suo essere fotografo, in preparazione di scatto e in sessione di scatto, per raggiungere l’osservatore. Cuore e mente in comunione di intenti. (Maurizio Rebuzzini)
Mauro Balletti (Milano, 1952) ha avviato il proprio percorso creativo in pittura, per presto spostarsi sulla fotografia, imponendosi subito per i suoi ritratti. In questo senso, è sostanziosa la sua collaborazione con Mina, per la quale, dal 1973, ha realizzato tutte le copertine fotografiche dei suoi album: spesso, rielaborazioni e creazioni di immagini anche virtuali. Numerose le sue personali, sia come pittore sia come fotografo, allestite in gallerie internazionali. (foto: mauro balletti)

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Il ritratto contemporaneo nell’opera di Gabriele e Monastero

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2015

sposa bambinaFirenze dal 21 maggio al 4 giugno presso Multiverso via del Campo d’Arrigo 42 rosso Vernissage e opening party 21 maggio h. 18:30. Colori intensi, forti contrasti, segni riconoscibili, forme reinventate e volumi espressivi. Volti e ritratti ispirati dalla società in cui viviamo, facce di ieri e di oggi, per raccontare storie di vite. Un caleidoscopio d’immagini in cui i due pittori Diego Gabriele e Andrea Monastero si raccontano e raccontano il loro mondo. Se Emil Cioran parlando della modernità nell’arte affermava di non poter vedere un quadro moderno senza rallegrarsi della scomparsa della faccia, nelle opere di Gabriele e Monastero, artisti tanto diversi quanto simili, il volto è sicuramente l’indiscusso protagonista. La loro ricerca li porta a confrontarsi con quanto di più umano esiste, ad analizzare la persona attraverso la sua rappresentazione, offrendo a chi guarda una sequenza di istantanee postmoderne. La pratica del ritratto trova in questi soggetti un’interpretazione affascinante in cui i volti trasmettono un inedito aspetto del reale.
Quindi nei corpi leggeri e quasi trasparenti di Gabriele risaltano occhi spalancati al centro di grandi volti a cercare l’attenzione dello spettatore, ma con la timidezza un po’ maliziosa delle fanciulle. Mentre il tratto si fa più pesante nei volti di Monastero dove ogni ruga è la dichiarazione di un esistere, un raccontare una vita attraverso le espressioni e i diversi effetti dell’età che caratterizzano un volto umano. Istantanee di soggetti in azione, totalmente immersi nelle loro esistenze ma colti in un istante magico in cui, per un momento, sembrano rendersi conto di essere osservati e si voltano verso lo spettatore regalandoci il loro mistero privato. I due pittori, amici di lunga data, presenteranno anche due nuovi lavori appositamente prodotti per questa mostra, ovvero i reciproci ritratti. Offriranno quindi i loro stessi volti come oggetto e soggetto della loro arte, inseriti in una più ampia dimensione visiva e corale.
Diego Gabriele (1981) ama definirsi un pittore più che un artista, trovando il termine troppo abusato. Espone in collettive internazionali tra cui al Tacheles di Berlino e alla MF Gallery di New York, in Italia gli dedicano molte personali tra cui La Melograno Art Gallery e la MF Gallery di Genova. Nel 2009 viene chiamato a Pitti Immagine per dipingere e disegnare stand per Factory e Tranoi Homme Parigi, mentre crea illustrazioni per una serie di capi di abbigliamento couture. Crea dipinti “full size” per le vetrine del negozio L’Eclaireur a Parigi. È una delle figure più attive del gruppo di artisti “Improponibile” con cui ha collaborato tra gli altri per “Seek Refuge”, un evento parallelo alla Biennale di Architettura di Venezia, e per il Festival della Creatività di Firenze. Realizza il design di immagini destinate a tour musicali in concomitanza con nuove uscite discografiche e collabora con numerose riviste ed editori tra cui Drome, Forno Magazine e Last Gasp.
Andra Monastero (1976) si laurea in scultura all’Accademia di Belle Arti di Lecce. Nel suo percorso artistico risalta la collaborazione con l’artista Puccetto e la partecipazione ad un importante progetto educativo nel Dukajin (Albania). Ha tenuto mostre a Firenze, alla Galleria Grifone di Lecce e ha collaborato ed esposto presso MAD-Meeting Architecture and Design di Campi Salentina (Lecce). Insegna storia dell’arte e disegno in diversi licei ed istituti fiorentini. (foto: sposa bambina)

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Prenotazioni per l’autoritratto di Leonardo

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 ottobre 2011

Self-portrait of Leonardo da Vinci. Red chalk....

Image via Wikipedia

Torino le imponenti Scuderie Juvarriane della Reggia di Venaria ospitano dal 18 novembre 2011 al 29 gennaio 2012 la mostra “Leonardo. Il genio, il mito”, dedicata al personaggio che meglio rappresenta l’esempio del più grande genio italiano di tutti i tempi. Grazie alla speciale concessione del Ministro per i Beni Culturali Giancarlo Galan, il pubblico internazionale potrà ammirare per la prima volta in assoluto, in occasione di una grande esposizione, il celebre Autoritratto di Leonardo, conservato nel caveau della Biblioteca Reale di Torino. Intorno all’opera, nota in tutto il mondo per il suo valore artistico e per i tanti significati che le sono stati attribuiti, saranno esposti il Codice sul volo degli uccelli ed una trentina di importanti disegni di Leonardo, provenienti da musei italiani ed europei, sul tema dell’anatomia umana e del volto, delle macchine, della natura nonché altri interessanti ritratti riferibili ad allievi per un confronto diretto ed inedito con lo stesso Autoritratto. La mostra si sviluppa con una significativa sezione rappresentativa delle opere di importanti artisti che nel corso dei secoli si sono ispirati al mito di Leonardo, fino all’arte contemporanea con Duchamp, Warhol, Spoerri, Nitsch, Recalcati e tanti altri. I biglietti sono già in vendita per un’esposizione considerata come l’evento artistico dell’anno: curata da un autorevole comitato scientifico composto dai professori Carlo Pedretti, Pietro Marani, Arnaldo Colasanti, Renato Barilli e altri studiosi leonardeschi, è arricchita da una spettacolare scenografia ideata dal premio Oscar Dante Ferretti e da prestigiosi contributi come l’originale video-inchiesta di Piero Angela sul mistero dell’Autoritratto. http://www.leonardoallavenariareale.it

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Prevenzione e salute pubblica

Posted by fidest press agency su sabato, 28 maggio 2011

Roma 31 maggio, alle ore 11.30 presso l’Auditorium del Ministero della Salute Lungotevere Ripa 1, si terrà la conferenza stampa “Promuovere gli stili di vita salutari, la prevenzione e la comunicazione pubblica sulla salute”, nel corso della quale saranno presentati i risultati di un sondaggio dalla Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) e la trasmissione tv “Benessere – Il ritratto della salute”, in onda dal 13 giugno su Rete 4. Interverranno: il ministro della Salute Ferruccio Fazio; il senatore Antonio Tomassini, presidente della Commissione “Igiene e Sanità” del Senato e presidente dell’Associazione Parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione; il dott. Claudio Cricelli; la conduttrice Emanuela Folliero; il dott. Giuseppe Feyles, direttore di Rete 4; il prof. Sergio Pecorelli, presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA); Mauro Boldrini, presidente di Intermedia.

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Il ritratto delle single italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2011

Anna Magnani

Image via Wikipedia

“Siamo donne, oltre la gonna c’è di più”: molto di più. Il ritornello della vecchia canzone di Sabrina Salerno e Jo Squillo sembra tornato di moda tra il cosiddetto “sesso debole”: sarà una questione di tempi. Anche per le single che, buttata via l’immagine di derivazione maschilista della “zitella” (brutta, acida, che nessuno si fila), si dimostrano donne appassionate, con le idee chiare e sostanzialmente (72%) anche soddisfatte del loro aspetto fisico. Mettendosi nei passi di una persona che le conosce bene, di loro direbbero che – soprattutto sanno affrontare le difficoltà in modo pratico e ragionato (32,48%) e riflettere seriamente sulla vita (29%); sono capaci di vedere il lato piacevole e utile della vita, delle esperienze (26%) e sono di buon umore (24%). Non è tutto: riescono a trovare una soluzione per ogni tipo di problema (21%). E’ una parte del ritratto delle single italiane che emerge dalla ricerca condotta da PARSHIP.it (http://www.parship.it – il primo servizio on line per chi cerca l’amore basato sulla vera affinità di coppia; rivolto solo a persone libere e in cerca di una relazione seria e duratura) – l’anno scorso, 2010 – su un campione di 1253 utenti donne.Il 37,27% non beve mai alcolici, poco più del 47% lo fa solo occasionalmente. Il fumo decisamente non veste in rosa: quasi il 54% non accende mai una sigaretta e il 17,41% lo fa raramente. In ogni caso, al 65% dà fastidio se qualcuno, vicino, fuma. Per il 73% cucinare è una passione; stare dietro ai fornelli è un impegno sgradito da (quasi) una donna su 5; l’8% ammette di essere quasi una frana. Il cibo è legato al piacere, a momenti da “assaporare” (possibilmente, per il 64%, ad orari regolari, “canonici”): sarà per questo che il 31% delle single ci tiene, a mangiare bene. Per il 54% è importante anche l’atmosfera: un piatto si assapora meglio se la situazione è calda e accogliente. Solo per il 14% cibo significa essenzialmente e più spartanamente solo “nutrirsi”. Il tempo libero viene suddiviso tra le uscite con gli amici (21%), la lettura (18%); a pari merito nelle preferenze (14%) le ore dedicate al relax e al riposo e quelle per andare al cinema e a teatro. Per le vacanze invece, il mare (20%) vince sulla montagna (8%); la seconda meta preferita sono le Spa e i viaggi benessere (11%): l’importante è organizzarle almeno parzialmente prima. Solo il 19% ama andare “all’avventura”. La pianificazione della settimana include anche più appuntamenti con palestra e/o varie attività sportive per il 55% delle single; le veramente pigre e refrattarie sono il 18,67%. Arrivate a casa al termine della giornata, accendono subito la radio (64%). La musica preferita? Nella top ten della classifica, si piazzano quella italiana (18%) e i cantautori (15%), a seguire il rock (13%), la dance (10%) e il jazz (9%). I valori personali, quelli che accompagnano e guidano le scelte della vita, sono chiari. L’amore, una casa in cui sentirsi a proprio agio con il proprio compagno sono la cosa più importante per il 47,68% delle single. Al secondo posto viene l’amicizia (19,31%). Soddisfazione (15,49%) e realizzazione (11,23%) sono più importanti del mero “successo professionale” (interessa solo il 4,20%).Il desiderio più grande? Le preferenze rispecchiano in qualche modo i valori. Così il 54,3% vorrebbe trovare l’amore, quello vero, importante, per una vita; il 22% punta sulle amicizie e le conoscenze interessanti; il 14,41% vorrebbe migliorare le proprie opportunità lavorative.Già l’amore. Le single sono ancora single… perché sono esigenti, non si accontentano di un compagno qualunque, purché sia (43%); e perché prima non erano ancora pronte ad un impegno vero (21%). Desiderano un uomo con cui camminare la vita, perché in due è più facile (24%).

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Spiacenti a Dio e a nimici sui…

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2011

E’ il destino che Dante riserva agli ignavi che  “che visser senza infamia e senza lodo.”, per i quali  qualunque critica diventa eccessiva  “non ragioniam di lor, ma guarda e passa”,  capaci di fuggire davanti alle proprie responsabilità “che fece per viltate il gran rifiuto”, ma non per libera e ponderata scelta, bensì per vigliaccheria. E’ il ritratto dell’Italia Berlusconiana, trascinata a forza  nel girone infernale degli ignavi, colpevoli di aver dato seguito  ad un pastore che ha guidato iun gregge,incapace di ribellione, belante, con accoglimento radioso delle vane promesse elargite da quasi quattro lustri; senza una vita propria, bensì vivendo  secondo gli ordini ricevuti , perché  “questi scigurati, che mai non fur vivi”.Così ci ritroviamo con un pazzo al quale in segno di deferenza è stata baciata la mano in nome e per conto del popolo italiano essendo stato il presidente del consiglio ad umiliare, con quel gesto, se stesso e l’intera nazione, ma che adesso accusa l’Italia di avere favorito i rivoltosi, fornendo armi e missili, per cui decide di chiudere i rifornimenti di gas e di petrolio;  per contro sono i rivoltosi, memori della sudditanza interessata di Berlusconi, degli affari combinati insieme, delle accoglienze “regali” che gli sono state riservate, a minacciare l’Italia di chiudere i rifornimenti  per avere sostenuto il regime dittatoriale ed avere foraggiato il folle colonnello permettendogli di comprare anche una parte significativa del patrimonio italiano.L’indirizzo di politica estera è stato elaborato da Berlusconi e messo in pratica da Frattini…. Credo che nulla di peggio avrebbe mai potuto essere messo insieme, per innescare l’inizio della fine. Per i medesimi motivi e per le medesime contraddizioni l’Italia è considerata l’anello fragile della catena UE, per cui diventa facile emarginare l’intera nazione, lasciandola sola a sbrigarsela con le immigrazioni selvagge e con un paventato  esodo biblico di parecchie decina di migliaia di disperati in fuga dalle violenze messe in atto dal grande amico Gheddafi. Il governo…???  si sta occupando alacremente delle ipotesi legislative per un processo breve, per la legittimità degli impedimenti presidenziali a presentarsi davanti ai magistrati, per la elaborazione di un lodo che possa non essere bocciato dalla Consulta (ragion per cui dovrà essere stravolta nel suo ordinamento); tutti gli altri problemi che si stanno accavallando??? Sostiene il presidente del consiglio che non rappresentano una priorità, perché la sola priorità urgente è la riforma della giustizia in modo da evitare le possibili condanne che pendono sul capo del cavaliere come una spada di Damocle. (Rosario Amico Roxas)

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Adi Nes: Deposizione

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 gennaio 2011

Firenze,  13 Gennaio – 6 Marzo 2011 Museo Nazionale Alinari della Fotografia Piazza Santa Maria Novella 14° La Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia presenta l’opera di ADI NES, artista affermato nel panorama della fotografia contemporanea internazionale, rappresentata nella mostra “Deposizione”.  Un evento inserito nelle manifestazioni di Pitti Immagine Uomo 2011.
Tra le opere un nuovo grande e provocatorio ritratto di un uomo, il cui volto, pieno di compassione, tristezza e grazia, richiama la figura del Cristo e ha ispirato il tema della mostra. Adi Nes, nel suo lavoro, indaga e riflette sulla realtà della condizione umana, concentrandosi sugli aspetti di sofferenza, di dolore e compassione che accomunano gli esseri, più che sulle differenze e sugli elementi di divisione. Straordinariamente “costruite” e “messe in scena” in ambienti e luoghi reali, le immagini di Adi Nes raffigurano soggetti normali tratti dalla vita contemporanea del proprio Paese: soldati ripresi durante esercizi militari, giovani  impegnati nella vita quotidiana di insediamenti in via di sviluppo, donne e bambini in drammatiche scene di strada.
In una sapiente combinazione di artificio e realtà, di allegoria e satira, di apparente normalità e tesa drammaticità, Nes suggerisce un’idea di Israele molto diversa da quella che i suoi fondatori volevano che fosse e, contemporaneamente, si rende consapevole delle analogie tra la propria vita e la propria ricerca di identificazione e l’odissea della propria giovane nazione nel contesto e attraverso la storia e la continuità della cultura universale. In mostra sarà proiettato il video “Adi Nes MAKING OF” in cui si può vedere l’accurato lavoro del fotografo sul set e la costruzione dei set fotografici di quattro fotografie: Abramo e Isacco; Giuseppe; Giacobbe ed Esaù; Ruth e Naomi. (senza titolo)

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Italiani: un popolo di cinici e rassegnati

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 dicembre 2010

Editoriale. Antonio Caprarica, inviato da Londra del Tg1 e scrittore, ad “Otto e mezzo”, la nota trasmissione di La7, condotta dalla giornalista Lilly Gruber, qualche giorno fa ebbe a dire a proposito degli italiani: “Sono un popolo di cinici e rassegnati”. E un’altra giornalista, che vi partecipava ebbe ad aggiungere che “gli italiani sono così abituati ad arrangiarsi che non si fidano di nessuno e preferiscono cavarsela da soli.”
Questo è un ritratto alquanto realistico di una situazione che, da sempre, ci ha costretti a subire il “potere dall’alto” e a renderci conto che chi lo detiene è anche padrone dei nostri diritti civili. E’ ciò che si percepisce ed è abbastanza per non dare fiducia a chicchessia convinti che dietro ogni promessa, dietro ad ogni impegno si nasconde un interesse personale.
Proprio per questo motivo avremmo avuto bisogno di chi dall’alto mostrasse più sensibilità e rispetto per gli italiani. Proprio per questo oggi siamo consapevoli che negli ultimi sedici anni siamo vissuti e continuiamo a farlo in una “bolla” dove il tempo si è fermato, ma non quello della restante parte del mondo.
Come possiamo uscire da questa impasse? Dovremmo, almeno per una volta, sentirci meno cinici e rassegnati ed essere conseguenti. Perché dovremmo farlo? Perché non si va da nessuna parte se il 40% dell’elettorato diserta le urne, perché è rassegnato. Perché si ottiene quasi nulla se la protesta è di pochi mentre la maggioranza che la condivide resta a casa. Perché se la ragione è degli individui, essa diventerà vincente solo se è sostenuta dai numeri. Perché non ci chiediamo il motivo dell’arretratezza del nostro meridione? Centocinquanta anni fa il Meridione era l’area più ricca nei confronti del Nord e del Centro Italia. Se la situazione è invertita dobbiamo dire grazie ai politici meridionali che non hanno saputo difendere il loro territorio non per un primato ma per un rispetto tra pari. Ma noi cinici e rassegnati ben poco abbiamo fatto per richiamarli all’ordine. Abbiamo preferito arrangiarci. Abbiamo preferito raccogliere le briciole di quella grande torta che si chiama crescita sociale ed economica. Non attribuiamo, allora, la colpa agli altri, perché è nostra. Perché non sappiamo sostenere le giuste candidature e anche manifestare con fermezza per quelle che hanno tradito la causa e conservarne memoria per il futuro affinché fossero emarginate e non riciclate come se nulla fosse.
L’Italia rischia un declino senza appello se noi continuiamo ad essere cinici e rassegnati e convinti di cavarcela da soli. In un mondo sempre più globalizzato rischiamo d’essere schiacciati dal passo della storia e dal pragmatismo degli altri. Italiani, svegliamoci perché ci dice Capranica con una certa amarezza: oggi festeggiamo i 150 anni ma saremo sicuri di festeggiare i 200 anni dall’unità? Pensateci, pensiamoci e cerchiamo d’essere meno cinici e rassegnati e soprattutto capire che arrangiarci per tutelare il nostro micro mondo serve a nulla se tutto intorno precipita. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Sulle orme di Giorgione 5

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 novembre 2010

Caerano San Marco (TV) fino al 28/11/2010 via Montello, 61 Villa Benzi Zecchini 60 artisti contemporanei a cura di Roberto Scalabrin  Importante appuntamento che riunisce tutte le 5 mostre itineranti dedicate all’anno del Giorgione. Partite dalla Galleria Art&Media, sono state ospitate al Centro Porta Dieda di Bassano del Grappa (VI) e al Barco Mocenigo di Castello di Godego (TV). Quindi “Geometria d’Arte Costruita””, “Paesaggio”, “Ritratto”, “La figura” e “Copie d’Autore”, dal 6 novembre a Villa Benzi Zecchini si potranno vedere tutte assieme.  Artisti partecipanti: Franco Cilia, Piero Conz, Pietro Dente, Paolo Ferretton, Giancarlo Flati, Alessia Francescato, Ugo Gazzola, Antonio Gallina, Luigi Geremia, Floriano Gheno, Gian Paolo Lucato, Enrico Minato, Francesco Morosin, Irma Paulon, Anita Zamperin, : Oscar Alessi, Maria Teresa Barisi, Francesco Cagnin, Sandro Chia, Katia Dal Zilio, Maria Pia Fanna Roncoroni, Paul Kostabi, Antonia Lucchese, Giusy Mazzocca, Mimmo Paladino, Marzia Pieri, Michele Tombolini, Ernesto Treccani, Alfredo Truttero, Mimmo Urzia, Susanna Viale, Toni Zarpellon, Arman, Grazia Azzali, Lia Caracciolo, Luigi Carletto, Giovanni Casellato, Rocco Cosentino, Giovanni Dalle Donne, Alessandra De Barbieri, Marco Lodola, Ilario Padovan, Lisa Perini, Pony Abito, Floriana Rigo, Elena Sanzeri, Maria Pia Settin, Mario Tavernaro e Sandy Zambon, Elena Baldelli, Ewa Ceborska, Paolino Libralato, Luigina Mazzocca, Sante Mion, Rosa Pescarolo, Michele Pezzutto, Patrizia Simionato, Bruno Munari, Getulio Alviani, DadaMaino, Nino di Salvatore, Edoardo Landi, Victor Simonetti, Jesu’s-Rafael Soto, Franco DaLeffe, Gianni Colombo, Luciano Marin, Manlio Onorato, Vincenzo Pellitta, Giorgio Peretti, Marcello Morandini. (1288886041b.jpg)

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Wowe

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2010

Napoli fino al 10/12/2010 via Foria, 118 Primo Piano Home Photo Gallery Then & now – Faces of NY – The 80’s and today Volti degli anni ottanta del secolo scorso e volti del nuovo secolo. Wowe muove i suoi passi sugli ultimi bagliori del secolo breve, che intanto aveva fagocitato in pochi decenni idee e uomini, e sul nuovo millennio il cui primo vagito viene strozzato in gola dal dolore di quella New York che egli ha voluto consegnarci nei volti che, con la sua arte, ha per sempre ritratto.
Jean-Michel Basquiat cinge le spalle di Andy Warhol e punta con languida fermezza il suo sguardo nella lente di wowe. Faces of New York, then and now. Un prima e un dopo che, evidente, non e’ solo uno scavalcamento temporale ma anche la perdita di molte delle sue formidabili antenne della specie e la consapevolezza di una città che si ritrova a fronteggiare, con la mestizia della ragione, il risuonare costante di un campanello d’allarme. Dalle notti della New York motore culturale del mondo wowe si sposta nelle intimità casalinghe di Mia Farrow, di Vito Acconci, dello stesso Franzen e moltissimi altri. Tutti sembrano avere lo stesso spirito, la volontà di riconquista della perduta leggerezza. Primo Piano Home Photo Gallery (Wowe)

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Il volto dell’Ottocento: Da Canova a Modigliani

Posted by fidest press agency su martedì, 5 ottobre 2010

Padova fino al 27/2/2011 via San Francesco 27, Palazzo Zabarella a cura di Fernando Mazzocca, Carlo Sisi, Francesco Leone e Maria Vittoria Marini Clarelli  Canova e Modigliani sono stati simbolicamente posti da Fernando Mazzocca, Carlo Sisi, Francesco Leone e Maria Vittoria Marini Clarelli, curatori della grande esposizione, a perimetrare l’indagine che essa dipana. L’uno a testimoniare il grande classicismo, il secondo l’irrompere del nuovo. A dire quanto gli artisti di questo secolo abbiano, forse piu’ che in ogni altro, dovuto misurarsi con l’individuazione di modalità originali nell’arte del ritratto, basti un dato: l’entrata in scena di un mezzo nuovo, concorrenziale e stimolante, la fotografia.  Cio’ che la mostra rappresenta e’ una storia tutta italiana, senza pero’ raccontare una vicenda autarchica, anzi. Gli artisti italiani vivono in un ambiente di scambi internazionali, influenzano e sono influenzati, avvertono e si confrontano con le novità, e anche di questo la mostra da conto.
Immagine: Giovanni Boldini, Ritratto di Mademoiselle Lanthelme, 1907 Olio su tela, cm. 227×118. Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Su concessione per il Ministero per i Beni e le Attività Museali (Mademoiselle Lanthelme)

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Valerio Manni canta SPQR

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2010

Ieri mattina dagli studi di Radio Padania Libera il cantautore torinese Valerio Manni, invitato a presentare il suo album Il momento giusto, ha cantato in diretta durante il programma Musica indipendente condotto da Samuele “Sammy” Varin una canzone ispirata e composta pochi attimi prima dopo la lettura sui quotidiani delle dichiarazioni dell’onorevole Umberto Bossi in merito all’acronimo S.P.Q.R. Valerio Manni ha disegnato un ritratto alla George Orwell sull’allegra fattoria di maiali, oche, somari, lupi, sciacalli, topi, serpenti che contraddistingue la politica e il mondo dello spettacolo italiano, “prendendo per el cul” le pretese di Roma di accaparrarsi anche il Gran Premio di Monza. La canzone ha riscosso subito un grande interesse anche da parte del senatur che è sceso negli studi della radio, come rarissime volte è successo, per ascoltarla e rispondere alle numerose domande giunte in diretta. La trasmissione sarà trasmessa in replica sabato 2 ottobre alle 19.30 su http://www.radio-padania.com vedere seguito (cliccare) qui

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Phil Borges: Indigenous people

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 settembre 2010

Torino fino al 13/11/2010 via Maria Vittoria, 56/c Paola Meliga Galleria d’Arte Presenta – per la prima volta a Torino – “Phil Borges – Indigenous People – “ Phil Borges fa parte dei “maestri artisti” della fotografia americana e non, che da oltre 25 anni, documenta con passione la vita delle popolazioni tribali di tutto il mondo, utilizzando il veicolo del “ritratto ambientale” per sollevare le problematiche delle popolazioni indigene e per diffonderne la loro conoscenza. Una fotografia tesa a dar voce a chi non ce l’ha, a chi e’ ormai cosi’ troppo lontano dal nostro mondo moderno occidentale – dalla nostra quotidianità troppo accelerata. Una Missione la sua: rivalutare queste culture che rischiano seriamente di scomparire, mettendo l’accento sul loro valore che mai come oggi e’ cosi’ attuale ed importante ed e’ proprio attraverso le sue fotografie ed i suoi libri che cerca di creare un rapporto tra il pubblico: “Voglio che lo spettatore veda queste persone come individui, che conosca i loro nomi ed un po’ della loro storia, non che le veda solamente come degli estranei che abitano in terre lontane”. (phil borges)

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Collettiva: Mostra dedicata al ritratto

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2010

Roma fino al 23/9/2010 Galleria Rosso Cinabro  Via Raffaele Cadorna 28 a cura di Cristina Madini In esposizione opere di: Gianpiero De Gruttola, Ame’rico Di Gregorio, Gianluca Mantovani, Eva Pianfetti, Angela Valentini.  Gianpiero De Gruttola  nasce ad Avellino nel 1983. Trasferito a Torino sta ancora frequentando il corso di pittura  presso l’accademia Albertina. I suoi lavori sono parte di progetti in divenire. L’opera presentata in questa mostra e’ ‘Circle line’ un doppio ritratto ad olio e smalto su tela; un Giano bifronte, nel quale l’artista si dibatte sul tema della dicotomia dell’essere. Passato e futuro, ciclo sonno veglia, sogno e realtà e con essi la ricerca e la creatività determinano la necessità di scandagliare nel profondo dell’animo una ridefinizione del se’, dell’essere e del sentire opponendosi come aveva bene visto Montale al vaticinare di un pragmatismo e di un materialismo soffocanti. (primi piani)

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Ritratto di un vero leader

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 agosto 2010

La nota – Attenti alla tentazione dei numeri Attenti all’appeal dei numeri nella chiesa. E’ questo il saggio avvertimento che offre Michael Youssef in “Gesù – Ritratto di un vero leader” (edizioni Italia per Cristo). “Viviamo in una società che pone l’enfasi principale sui numeri”, nota Youssef. “ I programmi televisivi vengono valutati in base agli indici di ascolto; le persone valutano i meriti di una chiesa locale in base alle sue dimensioni; una società ha successo se i suoi profitti sono aumentati rispetto a quelli indicati nel resoconto finanziario dell’anno precedente. Infine, i programmi tv davvero accettabili si piazzano soltanto al secondo posto. Nell’ambito della chiesa, l’insegnamento, la comunione fraterna e la lode spesso non appaiono importanti quanto il numero totale dei membri di quella chiesa locale. E la qualità del prodotto di un’azienda ed il servizio fornito da essa sono relegati al secondo posto, mentre il primo posto, nella valutazione di essa, spetta agli introiti”. (fonte centri studi religiosi Fidest)

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Ritratto di Eva Robbins a firma Novella Parigini

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2010

Roma presso il Sexart Village è stata presentata per la prima volta l’opera inedita originale di Novella Parigini che rappresenta l’ambiguità dell’ermafrodita, dipinto dedicato alla sua amica Eva Robbins. Erano presenti Angelo Ciccio Nizzo, grande mattatore delle notti romane, la figlia della Parigini Benedetta. Ma anche l’ex Miss Italia  Elisabetta Viaggi, la Principessa Conny Caracciolo. Come ha detto Nizzo “per una serata afosa vale la pena vivere il sesso, come dire, solo in posa…”
Corredavano la serata i professori ed allievi dell’accademia delle belle arti di Roma che durante la serata, hanno dipinto tutto ciò che rappresenta la sensualità, la seduzione e l’erotismo, prendendo ispirazione dalle cubiste, le danzatrici del ventre e… dagli sguardi del pubblico. Una grande performance artistica che ha coinvolto 15 pittori tra professori e allievi dell’accademia di belle arti di Roma, che hanno lavorato tra il pubblico immortalando sulla tela tutto ciò che ispirava loro sensualità, seduzione, erotismo e tra le muse ispiratrici potresti esserci anche tu. Tra i professori dell’accademia Sandro Trotti il quale negli anni ottanta realizzò una mostra sull’erotismo con la presentazione di Moravia; Gian Paolo Berto  che 20 anni fa ha immortalato una cubista mentre si esibiva alla discoteca Gilda; infine Gerardo Lo Russo, attuale direttore dell’Accademia.
Quanto a Novella Parigini, è l’artista che creò la dolce vita, ispirando Federico Fellini e il celeberrimo film omonimo: personaggio trasgressivo, innovatore e soprattutto anticipatoe dei tempi. Dipinse negli anni ottanta l’attrice Eva Robbins, allora considerata ermafrodita, in tutta la sua naturale ambiguità: un nudo con seno e pene. Un dipinto considerato per anni troppo trasgressivo e, come tale. (nizzo, bellearti, eva robbins)

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Carla Maria Maggi

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2010

Milano fino al 5/9/2010 piazza Duomo, 12 Palazzo Reale e il ritratto a Milano negli anni Trenta L’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano in collaborazione con l’Associazione degli Amici del National Museum of Women in the Arts, presenta a partire dal 14 di Giugno 2010 e fino al 5 di Settembre, la mostra “Carla Maria Maggi e il ritratto a Milano negli anni Trenta”, a cura di Elena Pontiggia. La rassegna comprende oltre cinquanta opere e sarà allestita nelle sale al pian terreno di Palazzo Reale.
Carla Maria Maggi (Milano 1913-2004), dotata di un innato talento espressivo e allieva negli anni trenta di Giuseppe Palanti, aveva infatti smesso di dipingere intorno al 1940, forse per dedicarsi alla famiglia, e da allora le sue tele erano state dimenticate.  La mostra ripercorre tutta la vicenda artistica della Maggi, attraverso i suoi esiti maggiori, come La sigaretta (che suscito’ vasti consensi quando venne esposta alla Permanente nel 1934), gli intensi ritratti (tra cui Manu’, 1936 e Autoritratto, 1937), e i suggestivi nudi. (Immagine: Carla Maria Maggi, la Sigaretta, 1934)

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