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Ritrovamento della testa imperiale ad Isernia finisce sul giornale del liceo “Augusto” di Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 Maggio 2021

“Nei giorni scorsi c’è stato un importante ritrovamento archeologico ad Isernia, nel Molise. Durante i lavori per il ripristino di un muraglione crollato anni fa in via Occidentale, dal terreno è emersa una testa di statua in marmo attribuita all’imperatore Augusto. Ecco perché, come studenti di questo liceo, ci sentiamo un po’ tutti coinvolti”. Comincia così l’articolo pubblicato sul giornale “Augustus”, organo del liceo classico “Augusto” di Roma, nel quartiere Appio, frequentato da circa 900 studenti. Il legame con l’imperatore romano che dà il nome al proprio liceo e a cui è dedicato un grande murale proprio all’ingresso dell’istituto non poteva lasciare gli studenti insensibili al ritrovamento avvenuto in Molise.“La scultura è di ottima fattura e la somiglianza con altre statue dell’imperatore c’è tutta – si legge ancora nell’articolo. “La stessa Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Molise ha confermato l’attribuzione: ‘Si, è proprio lui… l’imperatore Augusto, testa di statua in marmo rinvenuta oggi nel corso dello scavo’ ha scritto l’organismo sul post inserito nella propria pagina Facebook”. Il pezzo pone l’accento anche sull’antichissima storia di Isernia: “È stata fiorente città sannita: dal 91 all’88 avanti Cristo ha rivestito il ruolo di capitale della Lega Italica, che comprendeva Campani, Frentani, Iapigi, Irpini, Lucani, Marrucini, Marsi, Peligni, Pentri, Piceni, Pretuzi, Venusini e Vestini, in contrapposizione a Roma. Per questo i molisani orgogliosamente dicono di avere avuto la prima capitale d’Italia. In seguito, come Aesernia, è stata Municipium romano – si legge ancora nel pezzo, dove si ricorda anche “un antico tempio dedicato al culto di Priapo, dio protettore della virilità. Tale culto sarebbe continuato anche con l’avvento del Cristianesimo, addirittura fino al Settecento, poi sostituito con i Santi medici Cosma e Damiano”.Il liceo “Augusto” di via Gela ha quasi un secolo di vita e tra i suoi ex allievi include il filosofo Lucio Coletti, lo storico Alberto Asor Rosa, il magistrato Achille Serra, l’ex sindaco di Roma Clelio Darida, gli attori Flavio Insinna, Laura Morante e Gigi Proietti, i personaggi televisivi Diego Bianchi (Propaganda live) e Mario Tozzi (Sapiens) e numerosi parlamentari.

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Luigi Tenco: Riaprire le indagini?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2011

ll sito http://www.lamescolanza.com pubblica un articolo di Giulia Lanza con una serie di rivelazioni e riflessioni sul presunto suicidio di Luigi Tenco al Festival di Sanremo del 1967. Sotto questa titolazione, “Chi cercava di uccidere Tenco subito prima che morisse?Una tra le tante domande rimaste senza risposta … Quel Festival del 1967 e il mistero irrisolto sulla morte del cantante. Suicidio? Tesi improbabile, non provata”, Giulia Lanza sottolinea, soprattutto, due aspetti cruciali: le contraddizioni, mai chiarite, sul ritrovamento della pistola; le minacce di morte, su cui non si indagò, ricevute dall’infelice cantante prima della misteriosa morte. Con una serie di altri particolari rimasti tuttora privi di accertamenti. La ricostruzione di quei tragici momenti, infatti, può fare affidamento solo su pochissimi elementi certi: Tenco è morto a Sanremo durante i giorni del Festival, ucciso da un colpo di pistola alla tempia partito da una pistola, la Ppk calibro 7.65, di proprietà dello stesso Tenco. Il suo corpo è ritrovato nella camera delSavoy nella notte tra il 26 e il 27 gennaio del 1967, dalla cantante Dalida rientrata in albergo verso le 2. Tutto quello che è successo nelle ore immediatamente precedenti il ritrovamento del cadavere è ancora avvolto in una fittissima nebbia, anche perché le indagini scattate di lì a poco sono state frettolose e superficiali. Proprio per chiedere chiarezza e, soprattutto giustizia, da diversi anni si è formato il gruppo “Luigi Tenco60’s – la verde isola”: attraverso il sito internet http://www.luigitenco60s.it e con il supporto di Facebook, il gruppo porta avanti una battaglia supportata da documenti, foto, ricostruzioni e analisi dettagliate, alla quale partecipano in migliaia per chiedere la riapertura delle indagini. In sintesi le cinque prove sostenute dal gruppo “la verde isola” sono: 1) il guanto di paraffina sulla mano di Tenco non dimostra che abbia sparato; 2) nelle foto scattate all’epoca, sotto i glutei di Tenco, non c’e’ la sua Ppk 7.65, ma una Beretta calibro 22; 3) foto a lungo inedite mostrano ferite lacero contuse sul volto di Tenco, come se fosse stato picchiato, non riportate sul referto ufficiale della polizia; 4) la lettera d’addio riporta calchi, come se fosse l’ultima pagina di una lunga denuncia. Si vedono le parole “già” e “gioco”. La firma è contraffatta; 5 ) foto che mostrano sul viso, sui pantaloni e sull’auto di Tenco tracce di sabbia: potrebbe quindi essere stato ucciso in spiaggia. (tenco)

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“Ritrovamento” di un autoritratto di Caravaggio

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 novembre 2009

Firenze Il ritrovamento della immagine riflessa nella caraffa di vino del Bacco degli Uffizi (la testa di un personaggio, verosimilmente l’autoritratto dell’artista), già resa nota da Marangoni nel 1922 e successivamente più volte discussa dalla critica, non è una novità, come riportato dalla stampa dopo la comunicazione fattane da Art Test (comunicato ANSA del 29 ottobre 2009). Il ritrovamento diagnostico era già stato documentato dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze grazie alla innovativa strumentazione ottica (scanner Multi NIR) messa a disposizione dall’Istituto Nazionale di Ottica Applicata – CNR di Firenze nell’ambito di un progetto congiunto, avviato nel 2006 e finalizzato alla ricerca dell’underdrawing di Caravaggio.  L’immagine e la relativa documentazione sono state presentate al Convegno “Studying Old Master Paintings – Technology and Practice. The National Gallery Technical Bulletin 30th Anniversary Conference”, un consesso internazionale che riuniva gli esperti dei laboratori di restauro più importanti del mondo, tenutosi alla National Gallery di Londra dal 16 al 19 settembre 2009,  i cui atti sono in corso di stampa.  La conferenza presentata a Londra, Caravaggio’s underdrawing: A ‘Quest for the Grail’? , da Cecilia Frosinini, Roberto Bellucci (Opificio delle Pietre Dure) e Luca Pezzati (Istituto Nazionale di Ottica Applicata) verteva su una più ampia serie di scoperte relative alla tecnica artistica di Caravaggio e in particolare al rinvenimento di vari esempi di underdrawing, di cui la presentazione della testina riflessa (peraltro parzialmente visibile anche ad occhio nudo)  era solo un dettaglio curioso.  Le scoperte sono state prontamente segnalate dalla stampa di settore: Giorgio Bonsanti, nella recensione al Convegno di Londra pubblicata su “Il Giornale dell’Arte” (ottobre 2009), rilevava l’impatto scientifico della comunicazione, mentre Emily Sharpe, in The Art Newspaper, novembre 2009, si è interessata particolarmente della testina riflessa.  I temi scientifici dello studio su Caravaggio, frutto del lavoro congiunto dei due Istituti, in stretta collaborazione con i responsabili dei Musei proprietari delle opere, hanno quindi la primaria finalità di indagare nel suo complesso il disegno preparatorio del grande artista, finora ritenuto assente, e saranno presto a disposizione della comunità scientifica nella edizione degli Atti del Convegno. (Cecilia Frosinini e Roberto Bellucci, Opificio delle Pietre Dure, Firenze)

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