Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘rivalutazione’

La rivalutazione degli immobili a garanzia

Posted by fidest press agency su sabato, 18 marzo 2017

casa-vivaMilano 23 marzo 2017 – ore 15 Milano, SDA Bocconi Aula AS03 – Via Roentgen, 1 La rivalutazione degli immobili a garanzia. La rivalutazione degli immobili a garanzia delle esposizioni è a pieno titolo un tema importante relativo alla mitigazione del rischio
anche in forza della recente normativa sulla vigilanza bancaria in attuazione della Direttiva Mutui.In tale ambito l’applicazione di modelli di valutazione immobiliare automatica (AVM – Automated Valuation Model) rappresenta una prassi consolidata in molti mercati avanzati, mentre in Italia sono la nuova frontiera delle tecniche valutative.Durante il convegno verranno messi in evidenza gli aspetti normativi cui gli istituti di credito devono attenersi,i principali aspetti metodologici dei modelli di valutazione automatica e gli ambiti di applicazione, prendendo spunto dalle best practice UK e da alcuni business case di primari istituti italiani.

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La decisione presa dal CdM per superare il blocco delle indicizzazioni è illegittima: ricorsi in arrivo

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 maggio 2015

Pacifico marcelloIl Governo intende restituire solo una piccola parte, un ridicola una tantum, relativa al 2012/2013, con una incidenza che varia dal 40% al 10% degli aumenti bloccati indicizzati all’inflazione, dimenticando pure gli assegni superiori ai 3.000 euro. Dai calcoli del sindacato risulta che gli arretrati spettanti ai lavoratori arrivano a superare i 5mila euro. E la perdita a regime i 2mila euro l’anno.
Marcello Pacifico (Anief-Confedir): la rivalutazione delle pensioni doveva essere reale e retroattiva, come ha indicato la Corte Costituzionale, che con la sentenza 70/2015 ha di fatto annullato integralmente il blocco sulle indicizzazioni senza fare alcuna distinzione tra i diversi redditi. Se proprio l’Esecutivo voleva intraprendere una strada diversa, avrebbe dovuto approvare una nuova legge e non introdurre un decreto imperfetto.È illegittimo il decreto sul recupero delle pensioni non indicizzate, emesso dal Consiglio dei ministri il 18 maggio: lo ha appurato il sindacato, che ha predisposto i ricorsi attraverso cui recuperare il 100% della perequazione, che corrispondono ad assegni superiori ai 1.500 euro. In base a quanto deciso, il Governo intende restituire, infatti, solo una piccola parte, una ridicola una tantum, relativa al 2012/2013, con una incidenza che varia dal 40% al 10% degli aumenti bloccati indicizzati all’inflazione, dimenticando pure gli assegni superiori ai 3.000 euro.Inoltre, degli anni successivi non c’è traccia nel provvedimento. E per quanto riguarda il futuro, le cose non vanno meglio: dal 2016, infatti, verranno assegnati appena 15 euro mensili di aumento che soltanto per la fascia più bassa rappresentano una cifra a dir poco irrisoria se si pensa che erano dovuti 98 euro. Alla luce di tutto ciò, il sindacato Anief, assieme a Cisal, Confedir e Radamante, ha deciso di avviare ricorsi specifici in tribunale, contro il blocco delle indicizzazioni sulle pensioni superiori a tre volte il minimo, attraverso cui ottenere le quote spettanti: si parte da 3.000 euro di arretrati e circa 1.000 euro annui ulteriori a regime per assegni di quiescenza pari a 1.700 euro.Il danno economico dei pensionati coinvolti è notevole: dai calcoli del sindacato risulta che gli arretrati spettanti ai pensionati arrivano a superare i 5mila euro. E la perdita annuale, a regime, i 2mila euro. Anche coloro che percepiscono una fascia di reddito di 1.700 euro, ad esempio, si ritroveranno, anche dopo l’una tantum percepita, a perdere 2.959. E oltre 1.000 come differenza annuale a regime.Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir, “la rivalutazione delle pensioni doveva essere reale e retroattiva, come ha indicato la Corte Costituzionale, che ha di fatto annullato integralmente il blocco sulle indicizzazioni senza fare alcuna distinzione tra i diversi redditi. Se proprio l’Esecutivo voleva intraprendere una strada diversa, avrebbe dovuto approvare una nuova legge e non introdurre un decreto imperfetto. Per questo, siamo pronti a dare battaglia nei tribunali della Repubblica”.Anief tiene a ricorda che dalla parte dei lavoratori non ci sono delle opinioni o interpretazioni di parte, ma la sentenza della Corte Costituzionale n. 70/2015, che va eseguita con effetto immediato. Gli interessati a impugnare il blocco delle indicizzazioni sulle pensioni superiori a tre volte il minimo e la decisione del Governo italiano di conferire una quota forfettaria, possono già ora scaricare il modello di diffida e inviarlo, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, alla direzione provinciale Inps di competenza. Coloro che vogliono avere ulteriori informazioni o aderire per altre vie al ricorso, possono scrivere a pensioni@anief.net, oltre che contattare il sindacato o la confederazione di appartenenza.

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La manovra finanziaria del Governo

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

Assomiglia sempre di più ad una soap opera – ha dichiarato il Segretario Nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo – ognuno ha qualcosa da dire, da criticare, anche all’interno della stessa maggioranza, ma è difficile, forse impossibile, trovare qualcuno che la condivida. Le ipotesi che si stanno rincorrendo sul blocco della rivalutazione automatica delle pensioni, che fisserebbero a 2.400 euro lordi il taglio di ogni rivalutazione, sarebbero comunque fuori da ogni logica ed equità, per il semplice fatto che 2.400 euro lordi significa, in pratica, circa 1.900 euro netti, per i pensionati interessati. La verità vera – ha proseguito Fatuzzo – è che si tratta, in questo caso, di pensioni medie, sostanzialmente modeste, che, sopratutto in una grande città, peggio ancora se si deve pagare l’affitto, è una pensione appena sufficiente ad arrivare alla fine del mese, ed anche con molti sacrifici.Si può fare facile demagogia sulla pelle dei più poveri, si taglino veramente le pensioni d’oro, si incominci ad applicare i contributi di solidarietà, anche del 30-40%, su pensioni che raggiungono i 100mila euro l’anno e anche più. Si abbia il coraggio di colpire il grande capitale – ha rimarcato Fatuzzo – gli evasori, si cancellino le auto blu e si cominci ad utilizzare il taxi per le centinaia di migliaia e forse più di appartenenti alle varie “caste”, piccole e grandi, di cui è ricco il nostro Paese. Forse veramente si sta arrivando al limite della sopportazione: colpire sempre e comunque i pensionati, illudendosi di risolvere i problemi del Paese, oltre che ingenuo è anche accanimento inutile ed ingiusto. Si colpisce una categoria, come quella dei pensionati, che non ha forza per difendersi, che non può bloccare il Paese, che non può scioperare e, per età, acciacchi e malanni vari non è in grado di porre in essere quelle proteste eclatanti, a cui siamo abituati nella nostra bella Italia. Alla vigilia di ogni campagna elettorale in tanti fanno promesse – ha osservato Fatuzzo – e si ricordano soprattutto dei pensionati, il giorno dopo ce se ne dimentica ed alla prima occasione li si pone nel mirino di tagli e penalizzazioni. Continuare con queste incertezze quotidiane, con fibrillazioni continue ad ogni dichiarazione, ad ogni parola, fa male al Paese ed alla nostra economia – ha concluso Fatuzzo – e per evitare il peggio forse la soluzione meno drammatica sono lo scioglimento del Parlamento e nuove elezioni.

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Manovra: taglio alla rivalutazione delle pensioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2011

“Il taglio della rivalutazione delle pensioni annunciato nella manovra è inaccettabile”. È quanto dichiara il Segretario generale della Uil Pensionati Romano Bellissima. “Nei giorni passati – prosegue Bellissima – si era parlato di misure che avrebbero interessato solo pensioni di importo molto elevato. Ora invece si delinea una misura che, se confermata, colpirebbe milioni di pensionati con pensioni medie, di importi netti a partire da mille euro mensili, derivanti da lavoro dipendente, pubblico e privato. Pensioni frutto di decenni di lavoro e di contributi. Ad essere colpiti sarebbero pensionati .che su queste pensioni pagano le tasse, che hanno sempre pagato anche da lavoratori. La perequazione annuale all’inflazione è l’unico strumento di rivalutazione delle pensioni. Uno strumento che già oggi è inadeguato. E infatti le pensioni negli ultimi 15 anni hanno perso fino al 30% del loro potere d’acquisto. Come Uilp abbiamo chiesto di migliorare questo strumento, anche introducendo un paniere Istat che tenga conto in modo più preciso dei consumi specifici dei pensionati. E sulla modifica del paniere avevamo riscontrato la disponibilità del ministro Sacconi. Non è accettabile che oggi si pensi invece di peggiorare e bloccare la rivalutazione delle Per questo, come Uilp chiediamo a Governo e Parlamento di eliminare una misura ingiusta e inutile, che penalizzerebbe milioni di pensionati, impoverirebbe milioni di famiglie e deprimerebbe ulteriormente i consumi interni”. I centri studi della Fidest aveva già proposto ad alcuni parlamentari della maggioranza e dell’opposizione una alternativa valida per sostituire gli introiti derivanti dai tagli alle pensioni che com’è noto porterebbero nelle casse dello Stato 3,8 miliardi di euro. Si chiedeva di regolarizzare la posizione del governo sulle multe pagate per le quote latte che ammontano a 4,4 miliardi di euro. Un’altra fonte d’introiti è quella di riportare il finanziamento dei partiti alle somme effettivamente spese e non a 5 volte la spesa dichiarata. Niente di trascendentale, ovviamente, oltre ad essere entrambe le operazioni di immediato realizzo. Ma, come si sa, i pensionati non hanno una lobby, un credibile e autorevole potere contrattuale e sono e diventeranno sempre la naturale vittima sacrificale. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)
Romano Bellissima è il segretario generale della Uil Pensionati. Bellissima, nato nel 1939, siciliano, ha una lunga esperienza di sindacalista nella Uil. Il 15 gennaio 2010, al termine del 9° Congresso nazionale della Uil Pensionati, svolto a Giardini Naxos, Bellissima è riconfermato Segretario generale con elezione all’unanimità.

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Blocco rivalutazione pensioni

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2011

Primo maggio, i pensionati di oggi i lavorator...

«La questione vera non è tanto bloccare le perequazioni delle pensioni al di sopra dei 2.380 euro, ma aumentare le pensioni minime, di anziani ridotti spesso alla soglia dell’indigenza». Il presidente dell’Associazione nazionale anziani e pensionati (Anap) di Confartigianato, Giampaolo Palazzi, interviene sul blocco della rivalutazione delle pensioni per il biennio 2012-2013, previsto dalla manovra finanziaria preparata dal Governo. «Nessuno, e dunque nemmeno noi – prosegue il presidente Palazzi – vede, in generale, mai di buon occhio il taglio delle pensioni o delle perequazioni. Principio valido soprattutto per il blocco del 45% delle rivalutazioni di pensioni tra i 1.428 euro e i 2.380, pensioni dunque di media entità. Tuttavia, nel quadro generale di una stabilizzazione della spesa pensionistica, e considerata la complessa situazione dei conti pubblici italiani, Anap potrebbe in assoluto non essere contraria al blocco delle perequazioni delle pensioni alte, qualora i tagli fossero controbilanciati da opportuni riequilibri per le pensioni minime. La politica di risparmio e di sacrifici impostata dal Governo, non solo non deve assolutamente gravare su chi percepisce 467 euro al mese di pensione, ma pensiamo che questa manovra debba essere l’occasione, proprio in periodo di crisi economico-finanziaria, per rafforzare il sostegno a chi è in maggiore difficoltà». (gianpaolo palazzi)

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Privilegi dei Parlamentari e Consiglieri Regionali

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2011

La manovra blocca rivalutazioni delle pensioni dei ceti medio bassi è la goccia che fa traboccare il vaso; ed è per questo che la nostra associazione ha deciso di iniziare la battaglia contro i Privilegi dei Parlamentari e dei Consiglieri Regionali che godono di una Pensione d’oro (Deputati e Senatori) e di Rendite Vitalizie (i Consiglieri Regionali), dopo solo 5 anni di legislatura, rispetto ai comuni mortali che devono pagare per anni i contributi. Lo dichiara in una nota il Segretario Nazionale di Assotutela.net Pietro Bardoscia. Stiamo valutando con i nostri legali le misure migliori da adottare per abolire o ridurre concretamente questi privilegi, ma intanto stiamo cercando persone disposte a sostenere con noi questa dura e lunga battaglia. Lo abbiamo inserito sul nostro sito, abbiamo aperto l’Evento su Facebook e le adesioni di cittadini stanchi dei soprusi della “Casta” aumentano ogni giorno di più. Il livello di esasperazione ormai è al limite, e non lo diciamo solo noi, per questo citeremo le frasi riportate nelle primissime pagine da un importante quotidiano Nazionale il quale scrive: “… Prima di mettere mano a misure di questo tipo si deve avere la buona creanza di tagliare il grasso che cola dai vitalizi parlamentari ( e noi aggiungiamo le Rendite Vitalizie dei Consiglieri Regionali). … E’ sciocco, nonché pericoloso punzecchiare e sbeffeggiare i cittadini”. Questa nostra battaglia, nella quale chiediamo il contributo anche di quei politici che approvano le nostre stesse idee, terminerà solo dopo aver eliminato questa ingiustizia sociale. Temiamo comunque – conclude il Segretario Nazionale di Assotutela.net Pietro Bardoscia – che questa manovra generi una guerra tra poveri, ossia tra possessori di una pensione al di sotto dei mille euro e coloro sono in possesso di una pensione tra i 1100 e 1700 euro netti; non caschiamo in questo tranello ed unitevi ad Assotutela contro la “Casta”, inviando una e.mail a assotutela.info@gmail.com.

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Rivalutazioni rendite catastali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 dicembre 2010

Buone notizie per tutti i contribuenti italiani. Sono stati dichiarati inammissibili dalla Commissione Tributaria Regionale della Campania gli atti di appello presentati dall’Agenzia del Territorio di Napoli avverso le sentenze dei giudici di prime cure con le quali avevano annullato le revisioni delle rendite catastali effettuate nei confronti di circa 11mila cittadini napoletani.  Lo anticipa in una nota la Direzione Regionale della Campania dell’ Associazione Contribuenti Italiani che ha ottenuto dalla Giustizia tributaria partenopea la storica la sentenza n. 289/00 – che sarà pubblicata in esclusiva sul magazine Contribuenti.it – con la quale i giudici tributari hanno dichiarato inammissibile l’atto d’appello dell’Agenzia del Territorio perché “sottoscritto dal responsabile Settore Gestione Banca Da ti anziché dal Direttore dell’Ufficio”. L’Associazione Contribuenti Italiani segnala inoltre che le revisioni delle rendite catastali attuate dall’Agenzia del Territorio sono viziate nella procedura in quanto la richiesta di revisione delle rendite catastali non è stata avviata attraverso un atto amministrativo legittimo. “La procedura attuata dall’Agenzia del Territorio per la revisione delle rendite degli immobili è errata – commenta Vittorio Carlomagno, presidente dell’Associazione Contribuenti Italiani – E’ questo è un vizio insanabile”  Tutti i contribuenti che vogliono tutelare i propri diritti possono richiedere gratuitamente il magazine “Contribuenti.it” nelle principali edicole o ritiralo presso Lo Sportello del Contribuente presente delle principali città italiane. (Associazione Contribuenti Italiani)

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Rivalutazione pensioni ed evasioni

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2010

La Corte costituzionale dichiara legittimo il blocco della perequazione per le pensioni superiori a otto volte il minimo (3.500 euro lordi e 2.200 netti) introdotto nel 2008 dal governo Prodi. Salta così la restituzione chiesta dai pensionati colpiti. Non ricconi, ma lavoratori a reddito medio alto che, dopo aver versato i contributi dovuti, vedono oggi falcidiato il loro potere d’acquisto da rivalutazioni parziali. Insomma, in un Paese dove solo l’1% dei cittadini dichiara più di 100mila euro all’anno a pagare sono sempre i soliti, soprattutto dirigenti in servizio e in pensione.
La Corte Costituzionale – con la sentenza n. 316 dell’11 novembre 2010 – ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata nell’aprile 2009 dal Tribunale di Vicenza sulla norma prevista dalla legge di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 che ha disposto per il 2008 il blocco della perequazione per le pensioni di importo superiore a 8 volte il minimo Inps. Il Tribunale di Vicenza era intervenuto su ricorso presentato da un dirigente pensionato. La Corte ha evidenziato la “chiara finalità solidaristica dell’intervento” che doveva servire a compensare la mini-riforma del sistema previdenziale voluta dal Governo Prodi che prevedeva l’introduzione di “scalini” graduali in luogo dello “scalone” introdotto dalla riforma Maroni. Tale finalità sarebbe giustificata dal fatto che i trattamenti pensionistici colpiti dal blocco godono di importi di “sicura rilevanza”. Ricordiamo – al contrario –  che i trattamenti interessati sono pari o (per quanto riguarda la maggioranza dei casi) di poco superiori a euro 3.539,72 euro lordi, che corrispondono a circa 2.200 euro netti. Non stiamo parlando certo di “maxi-pensioni” ma di prestazioni che sono frutto di una elevata contribuzione e di sacrifici di un’intera vita lavorativa.

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Stop alla perdita del potere d’acquisto delle pensioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2009

Milano,20 aprile 2009 ore 14,30 Hotel Michelangelo, Via Scarlatti 33.  L’attenzione dell’odierno convegno sarà rivolta al paniere ISTAT, al suo grado di attendibilità e alla sua capacità di rappresentare il reale andamento del costo della vita. E poi anche alla rivalutazione parziale delle pensioni e al blocco della perequazione del 2008. Su questi temi abbiamo inoltre fatto un sondaggio presso i pensionati nostri associati nel mese di marzo. I risultati raccolti saranno presentati alla manifestazione di Milano insieme alle nostre proposte . Al convegno parteciperanno tra gli altri Alberto Brambilla presidente del Nucleo di Valutazione Spesa Pubblica, gia’ Sottosegretario al Ministero del Lavoro, Nicola Quirino docente di Economia Pubblica presso la Scuola di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, Roberto Confalonieri segretario generale Confedir e Claudio Pasini presidente di Manageritalia. Intervento conclusivo di Maurizio Crozza.

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