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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 126

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Scuola: aspettando il contratto rivedere le regole della mobilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 aprile 2019

Fornire una risposta ai docenti che attendono di ricongiungersi alle famiglie dopo anni di servizio a centinaia di chilometri di distanza. È una delle priorità di Anief, che trova spazio nella recente piattaforma contrattuale. Marcello Pacifico, presidente Anief: «Occorre riscrivere drasticamente le norme sui trasferimenti, in modo da fondere diritto al lavoro e diritto alla famiglia». Quello della mobilità è un caso aperto, perché il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo da poco sottoscritto – per la mobilità del personale docente, educativo, ausiliario, tecnico e amministrativo della scuola dal 2019/20 al 2021/22 – non tiene in considerazione i successi di Anief presso i tribunali amministrativi e del lavoro, che hanno messo in evidenza il mancato rispetto del principio del merito e della professionalità dei lavoratori, né tantomeno l’esperienza acquisita durante il precariato. Una mobilità, quella messa in atto dal Miur, con modalità inadatte e superate.
C’è in ballo un contratto per circa 1,3 milioni di lavoratori, fra insegnanti, educatori, Ata della scuola, dell’università e della ricerca e Afam. Nella piattaforma contrattuale il giovane sindacato chiede interventi urgenti in favore degli aumenti economici per il personale della scuola, del recupero della centralità della funzione docente, delle lavoratrici vittime della violenza, di un sistema disciplinare che salvaguardi la dignità dei docenti.
Nella piattaforma contrattuale Anief chiede: di rivedere le aliquote per i trasferimenti interprovinciali (rispettivamente del 40%, 30% e 25% nei prossimi tre anni) e per la mobilità professionale (rispettivamente del 10%, 20%, 25% nel prossimo triennio); di attribuire pari dignità (come chiarito da parecchi tribunali del Lavoro) al servizio svolto a tempo determinato ai fini del raggiungimento del quinquennio obbligatorio di permanenza su posti di sostegno e ottenere il trasferimento su posto comune; di attribuire, nella valutazione dei titoli, punteggio per il servizio, pre-ruolo o di ruolo, prestato nelle scuole paritarie, nei percorsi di formazione professionale e nelle scuole comunali e il giusto riconoscimento a titoli professionalizzanti quali le abilitazioni (Ssis, Tfa, Pas) e la specializzazione per il sostegno cui non è riconosciuto alcun punteggio aggiuntivo.
Necessario, inoltre, equiparare nella Tabella valutazione titoli della mobilità d’ufficio (utile anche per la composizione delle Graduatorie interne d’istituto, da cui si individuano i perdenti posto) il punteggio riconosciuto al servizio preruolo rispetto a quello a tempo indeterminato (ora valutato solo 3 punti per i primi 4 anni e 2 per i restanti, a fronte dei 6 punti riconosciuti a ogni anno di ruolo) per superare la discriminazione a discapito del periodo di precariato che permane in quella tabella, nonostante i dettami eurounitari (direttiva 1999/70/CE) che impongono di riconoscere pari dignità al servizio a tempo determinato.

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Rivedere alcune norme fiscali

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 luglio 2014

tasse“La Commissione Finanze e Tesoro si riunita per esaminare la conversione in legge del Decreto legge n° 91 del 2014 (A.S. n. 1541) recante disposizioni urgenti in vari settori produttivi. Nella relazione svolta sul provvedimento e nella discussione conseguente sono emerse alcune criticità, confermate nella seduta odierna di confronto con il viceministro Morando, che si ringrazia per la disponibilità al confronto e al dialogo. In particolare sono state sottolineate le norme attinenti alla reintroduzione dell’anatocismo, ossia la produzione degli interessi sugli interessi, l’abbassamento del capitale sociale delle società per azioni a 50 mila euro e il limite di 10 mila euro di investimenti per le imprese agricole per l’accesso al beneficio del credito di imposta, che rischia di tagliare fuori molte piccole imprese. La norma sulle Spa contraddice tutti i provvedimenti di questi ultimi anni tesi a rafforzare la patrimonializzazione delle imprese. La reintroduzione dell’anatocismo contraddice al divieto espresso sancito con la legge di stabilità 2014. Si proporrà alla Commissione Finanze, che largamente condivide queste valutazioni, di presentare emendamenti soppressivi”. Lo dichiara in una nota il senatore del Pd Claudio Moscardelli, componente della Commissione Finanze e Tesoro a Palazzo Madama.

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