Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘rivoluzione industriale’

La quarta rivoluzione industriale

Posted by fidest press agency su domenica, 28 ottobre 2018

Roma. Il dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” apre le sue porte e si propone al mondo industriale in una veste innovativa che rappresenta di fatto una vera e propria svolta epocale: il raggiungimento della certificazione in conformità con lo standard internazionale ISO 9001/2015 e la realizzazione di un laboratorio che ne rispecchia i processi organizzativi e che ricalca perfettamente i parametri della nuova impresa 4.0. Un risultato, quest’ultimo, indispensabile per accrescere ulteriormente le tematiche della didattica e della conoscenza in un’ottica di sicurezza e sostenibilità e la capacità universitaria di adattarsi al mondo esterno, ma anche e soprattutto per contrastare un fenomeno diffuso, ovvero la cosiddetta “fuga dei cervelli”.
Difatti, ci sono voluti ben dieci mesi di intensa preparazione in attività che hanno modificato i processi organizzativi e le attività gestionali con l’aiuto di collaboratori esterni, nuove capacità manageriali sommate alla conoscenza accademica, l’individuazione di un team affiatato di dieci autorevoli ricercatori, molti dei quali già riconosciuti e premiati a livello internazionale, e una gran voglia di mettersi in gioco. Sono questi gli ingredienti che ha sapientemente messo in campo la Prof.ssa Silvia Licoccia che a fine ottobre, dopo due mandati consecutivi come direttore del dipartimento, lascerà questa importante eredità al prestigioso ateneo romano di Tor Vergata e passerà il testimonial al nuovo Direttore del Dipartimento, Prof.ssa Valeria Conte che, come vicedirettore, ha intensamente partecipato alle attività condotte sino ad ora.Un’attività iniziata nel gennaio del 2018 e conclusasi dopo aver affidato la verifica e la valutazione dei criteri gestionali, nonché l’attribuzione dei processi messi in atto ad uno dei più importanti enti certificatori a livello nazionale: il CSQ, il cui risultato finale è stato quello di zero non conformità, ovvero riconoscendo al Dipartimento il massimo del punteggio e certificandone la qualità dei metodi adottati in cinque distinte aree di specializzazione: spettroscopia, elettrochimica, HPLC (cromatografia liquida ad alta pressione), NMR (risonanza magnetica), SEM (microscopia elettronico a scansione).Un risultato legato indissolubilmente al laboratorio LabCap, il cui obiettivo principale è quello di garantire la sicurezza agli operatori modificandone i comportamenti non corretti e quindi pericolosi che possono produrre situazioni altamente rischiose e assicurare un altissimo grado di sostenibilità, contenendo gli sprechi da un punto di vista energetico.Insomma, un laboratorio “Self-Monitoring, Analysis and Reporting Technology”, ovvero (Smart), che diventa lo strumento facilitatore in grado di esprimere, nella sua modalità operativa, il linguaggio del mondo industriale, attraverso l’adozione delle nuove tecnologie abilitanti che trovano riferimento nell’impresa 4.0.Il percorso di sviluppo continuerà con il programma di digitalizzazione dei processi, con il potenziamento di quelli gestionali supportati dai propri paradigmi che ben rappresenta la quarta rivoluzione industriale.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Budget del ricoverato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 febbraio 2018

Esistono due aspetti dello stesso problema: il dovere dell’assistenza e il diritto di farsi assistere. Ciò significa che tale situazione è da considerarsi prioritaria nella gestione delle politiche per la salute della comunità internazionale. E’ un valore che non è secondo ad altri, così come lo sono il bisogno di alimentarsi e l’aria per respirare.
Se noi trasformiamo questi bisogni primari e vitali in una merce di scambio per realizzare profitti possiamo, di fatto, limitare il diritto alla vita e alla salute di milioni di esseri umani e consentirne l’accesso solo a chi ha risorse economiche e vive in aree protette. E’ questo l’aspetto più doloroso e drammatico offerto dalle logiche consumistiche che, dalla rivoluzione industriale del XVI secolo, hanno, di fatto, disumanizzato il rapporto sociale e tracciato un solco sempre più profondo tra chi cerca il necessario per vivere e chi esiste nel superfluo.
Questa pessima distribuzione delle risorse oggi raccoglie più i frutti del malessere che quello dei benefici derivanti dal progresso delle scienze e della cultura della solidarietà. E’ una contraddizione che provoca gravi ricadute nel rapporto stato-cittadini. Qui non possiamo pensare che il disagio proviene perché mancano le risorse. E’ perché sono sprecate con i focolai di guerra che si accendono qua e là nel mondo. E’ perché favoriamo gli illeciti arricchimenti per l’interesse di pochi. E’ perché cerchiamo di concentrare le ricchezze nelle mani di una ristretta cerchia di persone favorendo un uso improprio di tali disponibilità.
Il nostro è anche il periodo in cui si semina l’ipocrisia con una solidarietà di facciata, la disinformazione per non farci vedere la tempesta che si avvicina, e la politica delle promesse innescando la speranza, ma che si rende sempre più lontana nel tempo, per non onorarla. E lo facciamo nelle piccole e grandi cose. Da questa premessa partono taluni escamotage come quello del budget del ricoverato che non trova regole statuite, ma è, nei fatti, una realtà. Eppure i segnali ci sono e sono molto preoccupanti. Partono dal budget assegnato alle spese sanitarie dalla finanziaria, dalla ripartizione alle regioni e dalle convenzioni stipulate con i nosocomi pubblici e privati.
In altre parole lungo questa filiera la parola d’ordine è quella che bisogna spendere di meno, bisogna restringere i tempi di degenza e si cercano delle priorità persino per fasce di età. Se spendiamo 100 per un 30/40enne dobbiamo, per la stessa malattia, utilizzarne la metà per un settantenne e giù di lì, tanto la speranza di vita, per quest’ultimo, è residua e il suo “esserci” diventa sempre più un costo senza benefici per la comunità. Lo stesso ragionamento vale per il tipo di malattie da curare che diventa trasversale alla stessa età. Esistono, infatti, patologie che ci portiamo, a volte, fin dalla nascita e che richiedono prestazioni sanitarie molto costose tanto che l’organismo erogatore cerca di sostenerle sempre meno. E’ questo l’aspetto che ci fa dire che esiste il budget del ricoverato e anche di chi si cura in casa e sta diventando una mina vagante nella cultura popolare che incomincia a generare “mostri” di cinismo, se ci lasciamo convincere che la vita è un bene solo se siamo sani e che i malati cronici i non sono altro che dei vuoti a perdere. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »