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Mostra fotografica: I bolscevichi al potere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 novembre 2017

rivoluzione ottobre1Milano dall’11 novembre 2017 al 10 marzo 2018, La Casa di Vetro via Luisa Sanfelice, 3 mostra “I Bolscevichi al Potere. 1917 – 1940: dalla Russia rivoluzionaria al terrore staliniano”, con ca. 60 immagini storiche provenienti da agenzie internazionali distribuite in Italia da AGF – Agenzia Giornalistica Fotografica, racconta dalla caduta dello Zar alla Rivoluzione d’Ottobre, dalla guerra civile alla nascita dell’Unione Sovietica, dalla morte di Lenin al terrore staliniano e all’assassinio di Trotsky. La mostra fa parte del progetto History & Photography (www.history-and-photography.com), che ha per obiettivo raccontare la storia con la fotografia (e la storia della fotografia) al grande pubblico e ai più giovani valorizzando gli archivi storico fotografici con esposizioni e fotoproiezioni. Alle scuole sono proposte visite guidate, fotoproiezioni dal vivo e l’innovativa possibilità di usare in classe le immagini della mostra per fare lezione tramite connessione web.
La rivoluzione russa è stata tante rivoluzioni insieme, cominciate nel marzo (febbraio secondo il calendario giuliano) del 1917 e finite con quella più famosa nel novembre (ottobre secondo il calendario giuliano) dello stesso anno quando i bolscevichi guidati da Lenin, Trotsky e Stalin presero d’assalto il Palazzo d’Inverno a Pietroburgo, sede del governo provvisorio repubblicano in attesa che le imminenti elezioni insediassero la convenzione che avrebbe dovuto creare le basi istituzionali del nuovo stato repubblicano. A guidare il governo una coalizione interclassista – usando le categorie di Marx – di forze liberali, laiche, socialiste, populiste e radicali di centro-sinistra espressione della nascente società civile all’interno dell’impero zarista. Attori e protagonisti della caduta dello Zar, i partiti democratici e riformisti che ottennero le sue dimissioni e la fine dell’autocrazia non ebbero l’intelligenza, l’abilità politica e la forza caratteriale per fare fronte alla montante aggressività del partito bolscevico e dei suoi alleati, i socialisti rivoluzionari di sinistra, che approfittarono della loro mancanza di determinazione per prendere il potere con un colpo di mano militare. A supporto della rivoluzione comunista c’erano una parte di operai e contadini in nome dei quali il marxismo avrebbe dovuto trionfare per cambiare il mondo e renderlo un nuovo paradiso in terra. Ma le cose andarono subito diversamente. Le elezioni furono fatte e vennero perse dai bolscevichi (presero circa il 24% dei voti). La convenzione di conseguenza non iniziò mai ma in compenso cominciò subito la repressione. Una volta sconfitte le forze riformiste – democratiche e quelle reazionarie, piegati e dispersi i ceti nobiliari e borghesi, paradossalmente furono proprio gli operai e i contadini a diventare ben presto i più acerrimi nemici del nuovo potere e i suoi più strenui antagonisti. La storia dei successivi 20 anni è quella di una lunghissima e ferocissima guerra civile, a volte combattuta con le armi, che intraprese il partito comunista russo per domare e definitivamente soggiogare proprio quegli operai e contadini che avevano creduto nelle promesse del marxismo e dei suoi carismatici rappresentanti rivoluzionari.
rivoluzione ottobreLa fotografia ritrae e racconta la realtà ormai da quasi due secoli. È partendo da questo presupposto che nasce History &Photography (www.history-and-photography.com), un progetto che si pone tre obiettivi principali. Il primo è quello di realizzare e promuovere esposizioni che raccontino la storia contemporanea con la fotografia (e la storia della fotografia), esaltando sia la funzione narrativa e documentale delle immagini che il loro valore estetico. Il secondo è quello di riscoprire e rendere fruibili al grande pubblico i tantissimi archivi fotografici storici – sia italiani che stranieri, sia di fotografi che di enti pubblici e privati – che rimangono spesso sconosciuti o frequentati solo dagli addetti ai lavori. Il terzo è quello di supportare digitalmente l’insegnamento in scuole e università con foto-proiezioni di immagini storiche sia dal vivo che tramite connessione web (direttamente in classe durante le lezioni), offrendo a studenti e professori lo strumento della fotografia, e il punto di vista del fotoreportage in particolare, per approfondire la storia delle società contemporanee.
Il curatore è Alessandro Luigi Perna (www.alessandroluigiperna.com) un giornalista, un consulente e un curatore di iniziative con la fotografia. È infatti specializzato nella valorizzazione e promozione di archivi di fotografi, agenzie, case editrici, musei, aziende. In curriculum ha alcuni volumi fotografici e decine di mostre realizzate con enti pubblici e privati. È stato co-ideatore e co-curatore delle prime tre edizioni di Memorandum – Festival della Fotografia Storica di Torino e Biella, curatore della sezione rivoluzione ottobre2fotografica del festival Urbana di Biella e ideatore, curatore e co-produttore di All you need is photography! Unlimited Edition Photo Festival di Milano. Da qualche anno con il progetto History & Photography, realizzato in partnership con Eff&Ci – Facciamo Cose, racconta la storia della fotografia e del mondo contemporaneo sia al grande pubblico che ai ragazzi delle scuole con mostre e foto-proiezioni.
Facciamo Cose (www.effeci.facciamocose.com) fornisce servizi a chi opera nella cultura e nel sociale come enti pubblici e associazioni e propone agli artisti dal semplice supporto alle loro esigenze espositive fino alla progettazione, cura, allestimento, esposizione e promozione delle loro mostre. Nel corso di questi anni ha organizzato presso La Casa di Vetro di Milano diverse iniziative espositive – personali e collettive di fotografia, pittura e scultura. Nell’ambito del progetto History & Photography ha prodotto numerose mostre di fotografia storica.
Apertura al pubblico: Dall’11 novembre 2017 al 10 marzo 2018 ore 15.30 / 19.30 Interruzione natalizia:
24 dicembre – 7 gennaio Giorni e orari: Da lunedì al sabato dalle 15:30 alle 19:30 Ultimo ingresso alle 19:00 Giovedì dalle 15:30 alle 18:00 Ultimo ingresso alle 17:30 Domenica chiuso Ingresso: € 5,00. (foto: rivoluzione d’ottobre)

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Concerto per i 100 anni della Rivoluzione d’Ottobre

Posted by fidest press agency su sabato, 11 marzo 2017

Moscow SoloistsRoma Martedì 14 marzo alle 20.30 Yuri Bashmet, il più illustre virtuoso di viola dei nostri giorni, e I Solisti di Mosca, la straordinaria orchestra da camera da lui fondata e diretta, ricordano all’Aula Magna della Sapienza nell’ambito della stagione concertistica della IUC il centesimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre, non con una celebrazione retorica ma con un panorama su quattro dei più importanti compositori russi del Novecento, che spesso si trovarono in aperto contrasto con il regime e per questo subirono discriminazioni e corsero non pochi rischi. Sono ovviamente Prokof’ev e Šostakovič e inoltre Sviridov e Schnittke. Inoltre una novità dei Silvia Colasanti.
Le musiche scelte da Bashmet non accettano assolutamente i dettami del realismo socialista. Le Visions fugitives op. 22 di Sergej Prokof’ev (eseguite nella versione per strumenti ad arco di Rudolf Barshai) furono scritte tra il 1915 e il 1917, quindi prima della Rivoluzione d’Ottobre. Anche la Sinfonia da camera op. 110a di Dmitrij Šostakovič non è certamente un’opera celebrativa della rivoluzione: si tratta infatti della trascrizione per piccola orchestra del Quartetto n. 8 del 1960, dedicato “alle vittime del fascismo e della guerra”, non alle vittime di una parte sola, ma a tutte le vittime, come chiariscono queste parole del compositore: “Provo eterno dolore per coloro che furono uccisi da Hitler, ma non sono meno turbato nei confronti di chi morì su comando di Stalin”.
Risale proprio ai tragici anni in cui in Europa infuriava la guerra la Sinfonia da camera op. 14, scritta nel 1940 da Georgij Sviridov, allora appena venticinquenne. Non è certamente un’opera “di regime” nemmeno il più recente Concerto “For Three” di Alfred Schnittke, scritto nel 1994 per Bashmet e per due altri grandi strumentisti, Gidon Kremer e Mstislav Rostropovich, che vivevano colasantiin esilio come il compositore stesso. In questa occasione i solisti saranno Andrei Poskrobko al violino, lo stesso Yury Bashmet alla viola e Alexei Naidenov al violoncello..
Completa il programma la prima esecuzione a Roma di Preludio, Presto e Lamento di Silvia Colasanti, compositrice tra le più affermate in campo internazionale, che lo ha dedicato a Bashmet e ai Solisti di Mosca. “La grande cantabilità, oltre al virtuosismo, e la duttilità musicale sono i tratti della personalità musicale di Bashmet che fanno di lui un interprete di riferimento mondiale, in particolare per il repertorio contemporaneo. Questo nuovo lavoro destinato alla viola – racconta la compositrice romana – che mi affascina per il suo colore scuro e caldo, poggia su di una struttura tripartita: un Preludio, ricco di contrasti, che presenta i materiali che saranno sviluppati durante il brano, un Presto caratterizzato da un ritmo ostinato e velocissimo del solista su interventi secchi e sforzati dell’orchestra e un Lamento finale, dove la viola disegna un lungo arabesco su un tappeto di armonie bachiane e conclude il lavoro dopo un’articolata cadenza.” (foto: colasanti, Moscow Soloists)

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La rivoluzione d’ottobre

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2009

“Quella di oggi non è una giornata normale. Per molti decenni il 7 novembre è stato celebrato in tanti Paesi del mondo come il giorno d’inizio della <Rivoluzione d’ottobre>  del 1917 (in Russia non era ancora stata applicata la riforma gregoriana del calendario). Quell’evento si festeggiava con una grande ed interminabile manifestazione nella Piazza Rossa di Mosca, dove sfilavano le Forze Armate con tanto di missili, le strutture del partito e quant’altro significasse potenza e prestigio della <patria del socialismo reale>. Sull’enorme palco stavano tutta la gerarchia dell’Urss e i vertici dei <partiti fratelli> di tutto il mondo, compresa in bell’evidenza la delegazione del Pci a cui era riservato un posto d’onore. Quella ricorrenza è finita nel dimenticatoio della storia, al pari dei simboli nefasti dei totalitarismi del XX secolo, mentre tutto il mondo libero si appresta a celebrare, lunedì 9 novembre, il ventennale della caduta del Muro di Berlino, l’evento che segnò la fine del comunismo in Europa e la liberazione di centinaia di milioni di persone  da regimi politici tiranni e da una condizione sociale di miseria e sottosviluppo”. Lo dichiara Giuliano Cazzola, deputato del PdL

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