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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘rivoluzione’

Rivoluzione furti d’auto

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 maggio 2016

furto autoRoma 13 maggio, ore 10, (Scuola Superiore di Polizia – via Pier della Francesca, 3) la Tavola Rotonda “Rivoluzione furti d’auto. Così cambiano le tecniche dei ladri: analisi del fenomeno”, promossa dalla Polizia di Stato e da LoJack Italia, società specializzata nel recupero di beni rubati che da 10 anni collabora attivamente con le Forze dell’Ordine. All’evento interverranno Giuseppina Minucci – Servizio Polizia Stradale, Umberto Guidoni – Segretario Fondazione ANIA, Massimo Nordio – Presidente UNRAE, Massimo Ghenzer – Presidente LoJack Italia e Roberto Sgalla – Direttore Centrale della Specialità della Polizia di Stato.
Sarà l’occasione per fare il punto sulla piaga dei furti d’auto nel nostro Paese, sui trend in atto, su come si stanno affinando le tecniche dei ladri, anche attraverso il supporto delle nuove tecnologie, e sui sistemi più efficaci di recupero dei veicoli rubati.

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Da tradizionale a digitale, è in atto una nuova rivoluzione nel business

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2015

montecarloCome può un’azienda tradizionale diventare digitale? Come possiamo agire rapidamente per creare un ambiente di lavoro di successo che favorisca una crescita sostenibile? Il panorama tradizionale degli affari si sta trasformando a causa della convergenza dei settori, del competitivo mercato globale e della rapida affermazione del mondo connesso. Per definire le future strategie di crescita nel mezzo di queste sfide regionali e globali, Frost & Sullivan riunisce una rete globale di leader dei diversi settori in occasione del suo evento annuale per la crescita, l’innovazione e la leadership (GIL). GIL 2015 torna per la sua seconda edizione sulla costa di Montecarlo il 22 ottobre p.v. All’evento, che si terrà al Monte Carlo Bay Hotel & Resort, saranno presenti esperti di Frost & Sullivan e dei diversi settori industriali. “I temi portanti della conferenza saranno connettività e convergenza. Queste due idee avranno un ruolo fondamentale per lo sviluppo del panorama degli affari di domani, – spiega Jan E Kristiansen, Senior Partner e Global Head of Growth Consulting. – Ci aspettiamo la partecipazione di più di 200 imprenditori di primo piano alla conferenza; il focus dell’evento sarà stimolare le menti creative per esplorare e valutare diverse strategie vincenti.” Quest’anno, per la prima volta in assoluto, verrà presentata una nuova analisi di Frost & Sullivan sulle opportunità nell’ambito dei servizi finanziari. Gary Jeffery, Partner e UK Head of Operations, svelerà le ultime macro tendenze di un settore che rappresenta un elemento chiave dell’economia di Monaco. Il congresso offrirà delle presentazioni molto stimolanti. Tra queste, il Ministro delle Finanze e dell’Economia del Principato di Monaco, Jean Castellini, spiegherà in che modo Monaco sta sfruttando il digitale per trasformarsi. Martin Péronnet, Managing Director di Monaco Telecom, l’operatore telefonico del Principato, condividerà i suoi pensieri su come trasformare un operatore di telefonia tradizionale in uno digitale rivoluzionando il modello di business e la cultura aziendale. Un’altra sessione illuminante sulle tendenze globali di connettività e convergenza che influenzeranno le imprese e le nostre vite future sarà moderata da Sarwant Singh, Senior Partner e Head del Visionary Innovation Group di Frost & Sullivan.
Tra gli altri punti salienti di GIL 2015: Monaco c’è anche la sessione interattiva TechVisions 2020, guidata da Ankit Shukla, Practice Director del gruppo Technical Insights di Frost & Sullivan. La sessione presenterà le 50 tecnologie più dirompenti del futuro. La conferenza si concluderà con l’assegnazione dei premi Best Practice Awards di Frost & Sullivan ad alcuni degli operatori del mercato regionale e globale che si sono distinti per leadership, innovazione tecnologica, servizio clienti e risultati ottenuti nello sviluppo strategico dei prodotti.
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, collabora con i propri clienti per potenziare una visione innovativa che risponda alle sfide globali e alle opportunità di crescita correlate che faranno la differenza per gli operatori del mercato di oggi. Per oltre 50 anni abbiamo sviluppato strategie di crescita per le 1000 aziende più importanti a livello globale, le realtà emergenti, il settore pubblico e la comunità degli investitori. La vostra azienda è pronta per la prossima ondata di convergenza industriale, tecnologie dirompenti, crescente competizione, macro tendenze, best practice innovative, clienti in continua evoluzione e mercati emergenti?

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La rivoluzione chi la fa?

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2012

Lenin

Lenin (Photo credit: Wikipedia)

L’idea rivoluzionaria nel vecchio continente ha avuto più volte il suo battesimo del fuoco a partire da quella francese e, per dirne un’altra, parimenti grande, la russa scatenata da Lenin. Ma si fa anche osservare che non è stata infiammata dai servi della gleba ma dalla borghesia, ovvero da quelli che avrebbero potuto, economicamente parlando, farne a meno. Il popolo, alla fine è stato trascinato nel vortice ma non ne è stato il promotore se non nei mugugni e nelle sofferenze.
Questo potrebbe spiegare il motivo per il quale il primo atto della manovra del governo Monti è stato quello di diminuire le pensioni e le retribuzioni e di favorire l’aumento del costo della vita, ma si è guardato bene di tassare la patrimoniale e d’intaccare le ricchezze private. Tanto è vero che è di oggi la notizia diramati dagli organi ufficiali dello Stato, ma è una circostanza che si perpetua da anni, che i redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati sono i più tartassati. La loro pressione fiscale ha raggiunto la soglia del 50% se vi calcoliamo imposte dirette ed indirette e il mare magnum dell’Irpef nazionale e le sue addizionali locali. Gli altri, quelle che le imposte le pagano di meno, molto di meno, perché godono di “sconti fiscali autodeterminati”, posseggono barche, ville e Suv. Persino l’enorme spesa sanitaria ad esempio, tanto criticata dai benestanti, viene pagata nei fatti dai più deboli, compresi gli sprechi e le ruberie che l’hanno attraversata. Costoro, i soliti ricchi per intenderci, si sarebbero seriamente arrabbiati se il nostro presidente del consiglio avesse osato intaccare i loro privilegi. Ci saremmo trovati nel bel mezzo di una rivoluzione cruenta e in prima fila, c’è da giurarci, avremmo trovato i pensionati e i lavoratori dipendenti, i disoccupati e i precari, per usarli come carne da macello. Dovremmo, quindi, considerarci fortunati a non avere soldi, a dover fare i salti mortali per vivacchiare e a congratularci per la lungimiranza del nostro presidente del Consiglio. Ma questo non è un vivere ma è un sopravvivere e senza voler parlare di rivoluzione, che come la giriamo è sempre una brutta cosa ed è un rimedio peggiore del male, potremmo fare la nostra “rivoluzione democratica” mandando, con il voto, in pensione questa novella triplice alleanza dei benestanti fatta dal Pd, Pdl e Fli e votare gli altri partiti. Forse saranno anch’essi indegni ma per lo meno avremmo il piacere di lasciare a casa i prosperi della politica. Pensateci gente, pensateci. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La rivoluzione promessa

Posted by fidest press agency su domenica, 15 maggio 2011

Bologna 16 maggio 2011 alle ore 17.30 presso la Biblioteca d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale (via Nazario Sauro, 22) verrà presentato il volume di Gianfranco Pasquino La rivoluzione promessa Lettura della Costituzione italiana (Bruno Mondadori editore) Saluto Fabio Roversi-Monaco Ne parleranno con l’autore Paolo Pombeni, Susi Pelotti La Costituzione è ormai un tema costantemente all’ordine del giorno nel dibattito politico. Proprio nel momento storico in cui viene invocata come estremo baluardo a difesa dei valori e dei principi su cui si è fondata la Repubblica, si avvertono sempre più forti pressioni per modificarla e innovarla.
L’attualità politica, dietro gli scandali e le provocazioni, è carica di problematiche che lasciano i cittadini disorientati e confusi. La Costituzione sembra essere il miglior punto da cui partire per comprendere il presente e La rivoluzione promessa. Lettura della Costituzione italiana, attraverso trentaquattro brevi schede, guida il lettore attraverso i temi più caldi della politica italiana. È vero federalismo quello che viene proposto oggi? Ma l’Assemblea Costituente prevedeva un’evoluzione federalista? E poi, perché la legge elettorale non è sancita dalla Costituzione? Ed è un bene o un male questa lacuna? E ancora conflitto di interessi, pluralismo, privacy, referendum, separazione dei poteri… Tanti interrogativi che ce ne lasciano uno più generale: conosciamo davvero la nostra Costituzione? E la sappiamo interpretare? Questo libro offre gli strumenti più efficaci per farlo. Alla lettura commentata del testo costituzionale, infatti, Gianfranco Pasquino giunge al termine di un’introduzione che gli permette di inquadrare storicamente la nascita della Costituzione, anche attraverso il confronto con i modelli stranieri, e che gli consente di discuterne la funzione presente e futura, in rapporto alle istituzioni europee e alle esigenze della globalizzazione.
Gianfranco Pasquino insegna Scienza politica all’Università di Bologna e alla Johns Hopkins University. Tra gli anni Ottanta e Novanta è stato Senatore della Repubblica e componente della Commissione affari costituzionali. Già editorialista di “l’Unità” e di “Il Sole 24 Ore”, oggi scrive per “il Fatto Quotidiano”. Con Norberto Bobbio e Nicola Matteucci, ha diretto il Dizionario di politica (UTET, 3a ed. 2004).

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Antonietta: Storia di passione e rivoluzione

Posted by fidest press agency su domenica, 8 maggio 2011

Napoli 9 maggio (ore 20.30) è in programma al teatro S. Carlo: Antonietta: Storia di passione e rivoluzione, appassionante mise en scène dello storico processo del Tribunale borbonico contro Antonietta De Pace, eroina napoletana del Risorgimento. Dopo Il Segreto di Susanna, Francesco Saponaro firma la sua seconda regia per il Teatro di San Carlo. Firma il testo lo scrittore Maurizio De Giovanni. In scena due straordinarie interpreti: Anna Bonaiuto, nel ruolo della rivoluzionaria, e Betti Pedrazzi nei panni della narratrice. Al loro fianco, il pubblico ministero del Tribunale dei minori di Napoli Patrizia Imperato. Sul palco, il Coro delle Voci Bianche del Teatro di San Carlo, diretto da Stefania Rinaldi, e Luca Signorini, primo violoncello dell’Orchestra stabile.
Per la messa in scena proposta dal San Carlo, il regista Francesco Saponaro ha ideato un allestimento essenziale diviso in due momenti. Sul palco si muovono tre figure: all’inizio, la narratrice Betti Pedrazzi racconta il contesto ed il personaggio, e in seguito si entra nel vivo del duro confronto tra Antonietta (Anna Bonaiuto) e il giudice (Patrizia Imperato).
Il Coro delle Voci Bianche, diretto da Stefania Rinaldi, interpreta Ave verum di Wolfgang Amadeus Mozart, e Inno alla gioiadi Ludwig van Beethoven, mentre Luca Signorini farà da contrappunto ai momenti salienti del processo suonando l’intermezzo da Cavalleria Rusticana di Mascagni, l’intermezzo da Manon Lescaut di Puccini e brani per violoncello di Shostakovich.
“Il processo ad Antonietta vide una sentita partecipazione di pubblico e l’attenzione dei giornali dell’epoca”, spiega lo scrittore Maurizio De Giovanni. “In tale vicenda si scontrano il vecchio sistema borbonico e la modernità di Antonietta, una donna che sognava un mondo nuovo e che ha speso tutta la sua vita per la causa repubblicana e per la difesa dei più deboli. Tale personaggio rappresenta il trionfo della determinazione e l’esaltazione di quei valori che oggi sembrano perduti: la passione civile e la forza delle ideologie”.
Antonietta: Storia di passione e rivoluzione si inserisce nel ciclo di eventi speciali del San Carlo “Viva Verdi, Viva l’Italia” per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia e la prima storica rappresentazione a Napoli di Les Vêpres Siciliennes (domenica 15 maggio, ore 19.00) sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana. Costo del biglietto: da 15 a 20 euro (posto unico)

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729° anniversario della rivoluzione del vespro

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2011

Palermo. 31 marzo alle ore 13, alla chiesa del Santo Spirito, all’interno del Cimitero di Sant’Orsola, – su iniziativa dell’FNS, sarà celebrata la messa in Suffragio dei Caduti della Rivoluzione. Alla cerimonia interverranno anche delegazioni provenienti da tutta la Sicilia. Così come è avvenuto negli anni scorsi, gli emigrati siciliani – o, per meglio dire, i siciliani della DIASPORA –  organizzeranno, nelle rispettive realtà, iniziative culturali e/o religiose, per ricordare la grande Rivoluzione Nazionale Siciliana e la successiva lunghissima Guerra di Liberazione della Sicilia.E’ previsto anche l’intervento del Prof. Corrado Mirto, che è il maggiore storico vivente della Rivoluzione e della Guerra del Vespro, e che è il Presidente del Fronte Nazionale Siciliano “Sicilia Indipendente”. Per buona memoria si ricorda che il 31 marzo del 1282, a Palermo, esplose la grande rivoluzione per l’indipendenza della nazione siciliana, e non un moto razzista anti-francese.  La Sicilia, infatti, era stata, con la violenza, “annessa” al regno di Carlo d’Angiò, Sovrano “italiano”, peraltro appoggiato dalla maggior parte degli “STATI” pre-unitari italiani dell’epoca.  Ad iniziare dallo Stato Pontificio. Chiariamo pure che, in quell’epoca in particolare (1282-1372), in Sicilia si parlavano diverse lingue, alcune delle quali del ceppo Gallo-Celtico, senza discriminazioni razzistiche o, peggio, linguistiche.  Il provenzale era una lingua molto usata e non a caso la parola d’ordine del vespro pare che avesse radici provenzali. Precisiamo questi particolari per evidenziare la inconsistenza e la “cattiveria” dell’aneddoto secondo il quale i ribelli siciliani avrebbero ucciso molti francesi (e dagliela!), individuabili per le difficoltà con le quali questi ultimi avrebbero pronunciato la parola siciliana: “Ciceri”. Ricordare, quindi, il Vespro come rivoluzione Anti-Francese è riduttivo e “depistante”. In quanto riflette gli interessi politici del periodo risorgimentale italiano, fra l’altro miranti ad omologare la storia della Sicilia con quella delle regioni settentrionali d’Italia. A qualsiasi costo. Anche a costo della Verità.  La guerra sarebbe durata complessivamente novant’anni.  Nel corso dei quali il Popolo Siciliano avrebbe compiuto prodigi di valore. Su quell’Evento storico, “sopravvissuto” alle manovre depistanti della Cultura Ufficiale (che lo ha collocato fra le pagine BUie della storia manipolata o addirittura negata), sopravvivono, fortunatamente, inoppugnabili testimonianze documentali e storiografiche, anche a livello internazionale. E la Rivoluzione stessa e la successiva guerra, che si sarebbe protratta per novant’anni, rimangono un “Unicum”, che è stato ed è motivo di orgoglio e di riflessione per il Popolo Siciliano, il quale – sfuggendo alla vuota retorica ed alle interpretazioni dei secoli diciannovesimo e ventesimo – vuole oggi recuperare la memoria storica e la verità. Belle o brutte che siano. (Giuseppe Scianò)

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Rivoluzione shopping

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2011

Parte da Milano la rivoluzione nel mondo dello shopping. Le Lièvre et la Tortue apre fino al 5 marzo una nuova tipologia di negozio, un temporary shop a metà tra il Prêt-à-Porter e la sartoria dell’Haute Couture. La formula è semplice e, per questo, vincente. Nel negozio si potrà scegliere la stoffa e il modello e farsi prendere le misure, per avere un abito sempre perfetto addosso. Per l’occasione la stilista Virgine Connan ha portato a Milano nel temporary shop di Le Lièvre et la Tortue, il marchio che lei ha creato, rotoli di stoffa da tutto il mondo. Seta, cotone, velluti, e materiali pregiati scelti appositamente per creare capi personalizzati per ognuna delle sue clienti. Un nuovo modo di fare moda, una collezione creata appositamente per coniugare la magia della sartoria su misura dell’Haute Couture e il Prêt-à-Porter, ma con un prezzo adatto a tutte le tasche. Pezzo forte della collezione un abito pareo, realizzato su misura in materiali sempre diversi. Versatile e facile da portare, è un pezzo che non può mancare in valigia: permette di essere sempre perfette in spiaggia come al ristorante.  Per due settimane in anteprima nella capitale del fashion italiano, in contemporanea con le sfilate di Milano Moda, si potrà vedere ed acquistare i capi esclusivi della collezione estiva di Le Lièvre et la Tortue, il marchio creato da Virgine Connan, che si caratterizza per i suoi capi unici realizzati tutti in materiali diversi, e sempre con un’attenzione particolare al prezzo. Il temporary shop di Le Lièvre et la Tortue si trova a Milano in corso Garibaldi davanti al 117, nello spazio Senzatempo. E’ aperto tutti i giorni dalle 10 alle 20. Per il lancio della nuova tipologia di negozio a Milano sarà la stessa stilista, Virginie Connan, a prendere le misure e a realizzare i capi esclusivi per le sue clienti. Virginie Connan è nata in un piccolo paese nella campagna francese non molto lontano da Parigi. Dopo il diploma a Esmod, la scuola di moda più prestigiosa di Parigi, e uno stage da Dior, ha lavorato per anni a New York nel mondo della moda.

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Giacomo Biffi: L’unità d’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 12 febbraio 2011

Centocinquant’anni 1861-2011  Cantagalli 2011 88 pagine 8 euro. Un italiano d’eccezione offre il suo contributo personale al controverso e multiforme dibattito sul Risorgimento. In occasione del centocinquantesimo anniversario dell’Italia unita, il cardinale Giacomo Biffi rivolge il suo inconfondibile sguardo ai fatti “provvidenziali” che guidarono il nostro paese verso l’unità nazionale, senza trascurare le contraddizioni, i limiti e gli effetti a lungo termine dell’opera dei costruttori del nuovo Stato.  Si trattò davvero di “risorgere”? Di certo, pur riconoscendo gli effetti positivi della “rivoluzione” ottocentesca, il cardinale non può fare a meno di notare che gli italiani finalmente uniti sotto il vessillo tricolore abbiano “perso, per così dire, un po’ di smalto”. Divisi, gli italiani, avevano dato prova di creatività e talento ineguagliabile nell’arte, nella musica, nella poesia, nell’architettura, e avevano offerto importanti contributi alla scienza. Ma all’indomani della tanto sospirata unità nazionale il genio italico sembra affievolito e la sua inventiva limitata a riproporre scolorite imitazioni di modelli altrui. Con l’auspicio che il valore irrinunciabile dell’unità non venga messo in pericolo da ideologie e particolarismi, l’autore ispirandosi al cardinal Colombo suggerisce come immaginare e costruire l’Italia di oggi: uno stato sanamente laico, democratico, sociale, che sappia accogliere le altre culture senza dimenticare la propria identità e in cui non siano mai negati la libertà della fede e il patrimonio culturale tramandato dal cattolicesimo.

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L’Europa del XIX secolo

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 gennaio 2011

Possiamo, tanto per dare un’idea di quanto andiamo affermando, limitarci ai fatti più recenti che hanno dato il via  alla scomposizione e ricomposizione di  intere aree geografiche dimostrando un interesse che andava  ben al di là delle esigenze delle popolazioni interessate e veniva realizzato al solo scopo di soddisfare convenienze politiche, economiche e commerciali. E’ un  discorso che può agevolmente partire dopo la rivoluzione francese e il bonapartismo, tanto per restare ad una realtà che ci è vicina e ci consente una comprensione più immediata e agevolmente allacciabile con gli eventi odierni.
Infatti proprio negli anni dal  1815 al 1870 si sono create le basi per una diversa ripartizione degli Stati e per introdurre più raffinate logiche di influenza territoriale nei confronti dei paesi terzi. Alla fine di quest’arco di tempo si sono tirate le somme. La Francia, ad esempio, ha favorito la costituzione dello Stato italiano pensando, in questo modo, di poter ricevere in cambio una certa influenza economica e commerciale nei territori restituiti all’unità nazionale. E talvolta anche le sconfitte sul campo di battaglia hanno una dietrologia storica e diplomatica più complessa. Possiamo in questo modo intenderla allorché si costituisce il regno d’Italia ed in seguito, favorito dalla sconfitta francese, si annette con la forza il 20 settembre del 1870 il piccolo Stato pontificio.
L’impero tedesco è proclamato il 18 gennaio 1871 quando, nella galleria degli specchi del castello di Versailles, i sovrani degli stati tedeschi meridionali si rassegnano ad accettare la preminenza del re di Prussia. In questo caso come in quello italiano restano fuori dalla “comunità germanica” l’Austria e in Italia  le popolazioni del trentino, di Trieste e delle città della costa dalmata.
Ora dal punto di vista dell’equilibrio delle forze del continente l’impero tedesco, più di quello francese ed Austro-ungarico, vi esercita un ruolo egemone favorito anche dall’eclissi della potenza russa in seguito alla guerra di Crimea. E questa trasformazione è compiuta a spese della Francia che pur avendo incorporato Nizza e Savoia deve rinunciare all’Alsazia e lo stesso accade all’Austria che ha dovuto abbandonare la Lombardia e il Veneto. In siffatto gioco delle parti ognuno crede di potersi attribuire un particolare merito per riversare sui mercati “amici” i propri interessi economici e le rispettive produzioni industriali.(dal libro di Riccardo Alfonso “L’ultima frontiera” Edizioni fidest)

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Manifesto per la rivoluzione gentile

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 novembre 2010

Roma 29 novembre alle 11,30 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, Via della Missione n. 4, Conferenza Stampa della Rete nazionale delle Donne: “La rivoluzione gentile nella politica, nell’economia, nella società”. Saranno presenti, oltre alla portavoce del movimento, Rita Saraò, che presenterà il Manifesto delle Rete, anche alcune rappresentanti regionali e Tana de Zulueta. L’obiettivo è realizzare, con la presenza attiva delle donne, una rivoluzione gentile in tutti i settori: dalla politica all’istruzione, dalla giustizia alla tutela ambientale, dalla sfera del sociale al lavoro, all’economia e alla cultura. E anche il linguaggio si rinnova:
dal lavoro di cura alla cura del lavoro: un lavoro che sia davvero espressione di collaborazione, di benessere per sé e per le/ gli altri; dalla pratica del potere al potere delle pratiche: un fare e pensare in termini di rapporto d’amore tra donne/uomini e ambiente; dai movimenti delle donne alle donne in movimento: una continua ricerca, una collaborazione creativa verso la democrazia della partecipazione; dal linguaggio della politica alla politica come linguaggio: un linguaggio in grado di parlare e di operare trasformazioni, a partire dalle donne.

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Fini a Perugia e la rivoluzione d’ottobre

Posted by fidest press agency su domenica, 7 novembre 2010

“Oggi, 7 novembre, è l’anniversario della Rivoluzione d’Ottobre del 1917 (la Russia degli Zar non aveva ancora condiviso la riforma del calendario). Questa ricorrenza, in tempi non certo lontani, era salutata come l’inizio di una Nuova Era destinata a riscrivere la storia dell’umanità. A Mosca si svolgeva un’imponente manifestazione sulla Piazza Rossa in presenza delle rappresentanze dei partiti comunisti di tutto il mondo. Di quell’evento si è persa completamente la memoria. Il 7 novembre, dunque, non è un giorno fortunato per compiere delle svolte, peraltro sicuramente destinate a durare meno del comunismo”. (On Giuliano Cazzola)

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Rivoluzione meridionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2010

Il Mezzogiorno d’Italia ha bisogno di forze nuove, determinate e assolutamente rivoluzionarie. Bisogna ridefinire i significati di legge, giustizia, senso civico, lavoro e famiglia. Significati che sono stati offuscati da quanti hanno sfruttato le necessità e i malesseri della gente comune per elevarsi a dismisura. I tempi sono maturi per un rinnovamento degli animi e dei temi sociali, per un rinnovamento culturale e politico. Bisogna unire forze intellettuali e materiali e lottare per creare occupazione; bisogna consorziare i produttori; associare i commercianti. Fino ad oggi, invece, i risultati ottenuti da questo clientelismo esasperato sono stati esclusivamente il precariato, l’emigrazione e l’assistenzialismo. Le compagini politiche che si sono succedute dall’unità d’Italia ad oggi hanno diffuso solo teorie discriminatorie nei confronti dei cittadini meridionali. La responsabilità di tali atti è da imputarsi soprattutto ai nostri amministratori meridionali (eletti con i nostri voti) che non hanno fatto altro che chinare il capo per arricchire i propri patrimoni ed occupare le poltrone del comando. Ma una nuova coscienza sociale oggi si sta diffondendo tra il popolo. Un nuovo vento spira da Sud, ma non saranno i vari Lombardo, Miccichè, Cuffaro & Co. ad alimentarlo, bensì il popolo organizzato in concreti progetti. (dr. Antonio Calì)

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Editoriale: Nasce un nuovo “Polo”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 agosto 2010

Editoriale Fidest. La mozione di sfiducia votata alla Camera ha offerto l’occasione per un rimescolamento delle carte all’interno dei partiti che sa tanto di rivoluzione copernicana. Tanto per cominciare si spacca il Pdl creando Futuro e Libertà di Gianfranco Fini e, subito dopo, la mozione di sfiducia a Giacomo Caliendo diventa l’occasione per un incontro tra l’Udc di Casini, lo stesso Futuro e Libertà, Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli e il M.P.A. di Raffaele Lombardo che porta con se due soggetti: il movimento per le autonomie e il Partito per il Sud. Non solo. Su Repubblica Enrico Letta paventa una alleanza del Pd con la nuova aggregazione politica, ma escludendo dalla conta sia l’Idv di Di Pietro sia i vari movimenti politici di sinistra che si richiamano a Vendola, a Ferrero e altri mentre resta tiepido con la Lega. Siamo, per dirla breve, nel pieno della successione a Berlusconi e al suo impegno di aggregare forze politiche affini partendo da Alleanza Nazionale e completando il trittico con la Lega. Se tutto questo regge, e dovrebbe date le premesse, non solo avremo una nuova coalizione ma sarà difficile per i fedelissimi del Berlusconi di oggi reggere l’urto del diverso che avanza. Rischiano di essere spazzati via. Si prepara, quindi, una nuova classe dirigente e ci auguriamo possa imbarcare uomini e donne di valore per dare al sistema paese quella svolta tanto attesa ma troppo a lungo rinviata. Sarà anche un modo per sperare in un riequilibrio del sistema di sviluppo economico e sociale tra il Nord e il Sud del Paese. Ma, a nostro avviso, tale intesa ha un punto debole che è quello della inabilità dei partiti italiani, o meglio degli uomini che li guidano, di trovare la capacità di ritrovarsi insieme per unificare gli attuali soggetti politici in uno o al massimo due dei cinque o sei che si presentano oggi al nastro di partenza della coalizione. Il rischio che possano andare in fibrillazione non è escludibile a priori e allora ritorneremmo con i tatticismi di sempre e le crisi di governo da prima repubblica. In queste cose bisogna dare atto a Berlusconi di aver saputo, per almeno 15 anni, tenere a bada, con la sua leadership, il carisma del patron dei media e il suo portafoglio da miliardario, le ambizioni dei colonnelli e a tacitarli in qualche modo. Oggi chi lo vorrebbe sostituire non ha alle spalle le stesse risorse e rischia di essere rimesso in discussione in ogni momento. Questo dubbio gli italiani lo avvertono e forse potrebbe diventare il colpo di coda di Berlusconi se decide di rompere gli indugi e ritornare a chiedere la fiducia agli italiani. In questo caso la rivoluzione copernicana la farebbe lui alle soglie degli ottanta anni. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Agenti immobiliari a congresso

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2010

Roma 23 e il 24 giugno Auditorium di via Nazionale 60 si riuniranno i 180 delegati provinciali in rappresentanza dei 10 mila iscritti all’ A.N.A.M.A., l’associazione agenti e mediatori d’affari. Sul piatto della discussione le conseguenze della soppressione del ruolo, voluto dalla direttiva Bolkestein e il decreto governativo di recepimento della Direttiva europea che ha introdotto la qualifica professionale. Una rivoluzione per la categoria che, sostanzialmente, non cambia le modalità di accesso alla professione. Per diventare mediatori immobiliari in Italia serve un diploma di scuola media superiore, la frequenza di un specifico corso di formazione e il superamento di un esame in Camera di Commercio. A.N.A.M.A. chiede maggior considerazione verso le agenzie immobiliari e lo fa imponendo alla categoria, oggi stimata a quota 100 mila operatori, i crediti formativi, che obbligheranno gli operatori ad una formazione biennale obbligatoria.
Al Congresso A.N.A.M.A., interverranno il sottosegretario alle infrastrutture, sen. Mario Mantovani, il capogruppo del PD in commissione Attività Produttive on. Andrea Lulli e il capo gruppo dell’UDC alla Camera on. Michele Vietti.

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Rivoluzione verde per i libri Feltrinelli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 maggio 2010

Grazie al lancio della classifica degli editori “Salvaforeste” diGreenpeace, al Salone del Libro di Torino, alcuni editori hanno  deciso di mostrare più trasparenza sulla carta utilizzata per i propri libri. Altri, come Feltrinelli, hanno preso impegni concreti a favore delle foreste indonesiane e degli ultimi oranghi di Sumatra. «Feltrinelli ha avuto bisogno di quarantotto ore per decidere di stampare solo su carta sostenibile. Cosa aspettano – chiede Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia – Mondadori e RCS Libri a fare lo stesso?». In un incontro con Greenpeace, la direzione di Feltrinelli ha annunciato la decisione, con effetto immediato, di utilizzare per i propri libri solo ed esclusivamente carta certificata FSC (Forest Stewardship Council) proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile e responsabile. Già dalle prossime settimane alcune ristampe di classici come “Re Lear” di Shakespeare, “Alfred e Emily” di Doris Lessing e “Ancora dalla parte delle bambine” di Loredana Lipperini saranno disponibili nelle librerie su carta certificata FSC. Feltrinelli – che ha esteso l’impegno a usare solo carta FSC anche alle altre case editrici del gruppo (Apogeo, Kowalski e Urra) – ha, inoltre, chiesto a Greenpeace di collaborare nella ricerca di carta riciclata che possa sostituire la carta da fibre vergini per alcune collane. Altri editori, dopo le incursioni pacifiche degli attivisti travestiti da oranghi al Salone del libro, hanno risposto al questionario di Greenpeace guadagnando posizioni “più verdi”. Tra queste: Minimum Fax, Stampa Alternativa e Baldini Castoldi & Dalai.L’editoria italiana ha ancora una grossa responsabilità quando si parla di deforestazione e cambiamento climatico e in particolare le case editrici dei gruppi Mondadori e RCS Libri hanno ancora moltissimo lavoro da fare per migliorare la sostenibilità della propria carta. Se gli editori con le loro scelte non fermeranno immediatamente l’avanzata di criminali forestali come APP (Asian Pulp and Paper) nel mercato italiano, Greenpeace li riterrà corresponsabili della distruzione delle ultime foreste tropicali.

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Rivoluzione nel telemarketing

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2010

Conto alla rovescia per la rivoluzione nel mondo del telemarketing. Dal 25 maggio entra in vigore il decreto Ronchi (convertito con modificazioni nella legge 166/2009) che cambierà il rapporto tra call center e cittadini, rendendo contattabili tutte le utenze, comprese quelle che non hanno dato il proprio consenso. Chi non vorrà essere contattato, dovrà iscriversi al registro pubblico delle opposizioni, che dovrà essere istituito entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto, ma su cui non si sa ancora molto. Come vivono i call center questo cambiamento? Con quale spirito si preparano a vivere il passaggio? «Si tratta di un rivoluzione copernicana -commenta Roberto Lorenzetti, AD di Siseco, azienda che ha tra i propri clienti numerosi call center che utilizzano sia i CRM made in Italy, sia i sistemi Voip-. Con il decreto Ronchi si passa da un sistema di opt-in, quello introdotto dal decreto sulla privacy, in cui era la società che doveva ottenere il consenso del cliente per inviare comunicazione commerciali, a una logica di opt-out, in cui è il cliente che non desidera più essere contattato a dover manifestare il proprio dissenso. Per i call center si tratta di un’occasione importante da cogliere: per questo è fondamentale avere i mezzi giusti».

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Smi e Brunetta su nuove tecnologie

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2010

Il Sindacato italiano medici italiani (Smi) invita il ministro della Pubblica amministrazione e innovazione, in nome della categoria, a «un dibattito pubblico, come e quando vorrà», spiega in una nota Salvo Calì, segretario nazionale Smi, ricordando in particolare le affermazioni dei giorni scorsi del ministro a proposito dei certificati malattia on line e l’indennità informatica percepita dai medici di famiglia. «I medici – dice Calì – sono pronti da anni al cambiamento, ma sono preoccupati dalle approssimazioni chi guida questi processi. Dal ministro Renato Brunetta, infatti, sono state diffuse cifre inesatte sull’indennità informatica dei medici di famiglia, non è di 9 euro a paziente, ma con un calcolo forfettario meno di 90 centesimi. Altro che rivoluzione, questa è una totale involuzione per il settore. Siamo in attesa che il ministro conceda davvero ai medici di famiglia un’indennità informatica di 9 euro per paziente: per un medico con 1.000 scelte significherebbero 9.000 euro l’anno. La verità, invece, è che l’ultimo contratto prevedeva solo 77,47 euro mensili (non per persona), quindi, per un intero anno siamo ben lontani dai 9.000 euro». Insomma «con un calcolo forfettario arriviamo a malapena a 90 centesimi. I medici di fronte ad un errore così grossolano non possono che rimanere preoccupati. La domanda che ci poniamo è: chi sta guidando questa rivoluzione tecnologica della pubblica amministrazione e della sanità? Prima di replicare abbiamo sperato in una correzione di rotta – continua Calì – ma la nostra è stata un’attesa vana. Il ministro Brunetta purtroppo, ancora una volta, ha parlato di cose che non conosce». Da qui l’invito a un confronto pubblico .«Potrà in quella sede ribadire o correggere le sue affermazioni. E noi potremo almeno controbatterle», conclude Calì. (fonte doctornews)

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Dalla parte di chi parla ma resta inascoltato

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2009

Editoriale fidest. Sono tra quelli che imputano al Pd la sua incapacità di proporsi seriamente come alternativa credibile all’attuale maggioranza parlamentare e di governo. La prova lampante l’abbiamo avuta nella storia di questi ultimi quindici anni. Per ben tre volte il centro sinistra, sia pure con diverse sigle e uomini politici, è riuscito ad avere l’opportunità di governare e tutte le volte è finito, come dicono in Sicilia “a schifio”. Non ci ha azzeccato con i leader che ha proposto, Non ci ha azzeccato con il suo programma restando impelagato dai veti incrociati dei suoi alleati. Non ci ha azzeccato oggi, come ieri, perchè si è limitato a fare una opposizione ideologica e incomprensibile ai suoi stessi sostenitori. Se vuole cambiare realmente deve farlo con una sorta di rivoluzione “copernicana” mandando in pensione i suoi leader a partire da D’Alema. Questi con la sua candidatura europea ha toccato il fondo lasciandosi sponsorizzare da Berlusconi e lasciando l’impressione che tra i due ci fosse un inciucio. Voi dirigenti del Pd mi dirette che è tutto falso e io vi credo ma se andiamo in giro a chiederlo agli italiani il sospetto rimane. Il Pd oggi è un partito al 22% e trova, per giunta, serie difficoltà a coalizzarsi con altri movimenti mentre c’è chi vi scava intorno un solco sempre più profondo e oggi a farlo è Francesco Rutelli ma non è il solo. Voi dirigenti del Pd dovete imparare a fare delle scelte con la società civile proponendo e non lasciandovi trascinare dalle proposte altrui e dando alla fine l’idea che siete bravi solo a dire di no. Non ci giriamo tanto intorno. Berlusconi è il frutto maturo dei vostri errori, della vostra incapacità di decidere e prendersela con lui è un errore. L’impressione che ne traggo è che gli italiani sono rassegnati così come lo erano al tempo del fascismo. E’ questo popolo di rassegnati che dovete scuotere perchè siamo in una democrazia e gli strumenti li abbiamo ancora per alzare la testa e procedere con quella credibilità che tutti vorrebbero ma che a voi manca e che temo non ne avete la consapevolezza. E se così fosse sarebbe “il peggio dei peggio” e alla fine più di qualcuno dello stesso Pd potrebbe dire: “meno male che c’è Berlusconi” perché diventa il capro espiatorio ideale per distrarre gli elettori dalle vostre manchevolezze. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Fazio: necessaria assistenza integrata diabetici

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2009

Ogni anno si registrano 150 mila nuovi casi di diabete di tipo 2 nel nostro Paese. “Ecco perché in futuro, se le cose non cambiano, si creerà un problema di sostenibilità. Ormai è ineludibile e urgente cambiare rotta, puntando su un’assistenza integrata dei diabetici sul territorio”. Lo sottolinea il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, intervenendo a Roma a un incontro sul diabete. “I ricoveri per questa patologia sono infatti la spia di un problema a livello di territorio. Occorre puntare sulla prevenzione – dice – e un ruolo cardine spetta ai medici di medicina generale”. Una sorta di rivoluzione che permetterà di riconoscere e trattare i soggetti a rischio, prima che sviluppino la malattia. Riducendo al minimo i ricoveri in ospedale. “Dalle società scientifiche e dalle associazioni di specialisti e medici di base – aggiunge Fazio – ci aspettiamo importanti indicazioni su come favorire una migliore articolazione dell’assistenza a livello territoriale, anche nelle Regioni non virtuose”, alle prese con i piani di rientro. “Ormai per il diabete siamo a un punto di non ritorno – conclude Cesare Cursi (Pdl), presidente della commissione Industria, commercio, turismo del Senato ed ex sottosegretario alla Salute – per questo è essenziale un coordinamento fra le Regioni, potenziando i centri specializzati sul territorio e puntando sulla prevenzione”.

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Muro di Berlino: la rivoluzione di velluto

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2009

havelSeduta solenne del Parlamento europeo. Václav Havel, 73 anni, ha emozionato l’aula con un discorso di oltre mezz’ora. L’ex-presidente ceco, ex-dissidente, scrittore e drammaturgo è stato accolto dal presidente Buzek come “un uomo meraviglioso, un amico per tutti coloro che lottano per la libertà e i diritti umani, uno di quelli che, 20 anni fa, hanno generato l’effetto domino” provocando la caduta dei regimi nell’Europa dell’est. Caduta festeggiata oggi con un ospite d’onore, che ha emozionato l’Aula con un discorso forte e attuale. Il presidente del Parlamento Jerzy Buzek ha presentato Václav Havel come “un eroe per tutte le persone normali che hanno lottato contro il comunismo nell’Europa dell’est e per tutti coloro che, nell’Europa dell’ovest, le hanno aiutate, rendendo possibile la riunificazione”. “L’ex-dissidente cecoslovacco”, ha continuato Buzek, anche lui un avversario del regime nel suo paese, la Polonia, è “una guida spirituale e ha creato un senso di unità fra tutti coloro che si opponevano al comunismo nei diversi Paesi del blocco”.  Prima dell’intervento di Havel, un breve filmato ha ricordato gli eventi del 1989 e ha reso omaggio alla protesta pacifica che ha fatto cadere uno a uno i regimi dell’Europa dell’est.

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