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Quotidiano di informazione – Anno 30 n°158

Posts Tagged ‘rivoluzioni’

L’uso perverso delle guerre e delle rivoluzioni e il male “oscuro” delle democrazie

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 maggio 2018

La “rivoluzione” va interpretata in due modi: attraverso la legge e chi cerca una strada più breve e immediata con l’uso della violenza e delle armi. Il primo è il frutto della ragione e dell’intelligenza e può fare dei martiri solitari e il secondo della barbarie generando degli eroi aguzzini. Se ci collochiamo temporalmente a partire dalla rivoluzione francese per finire ai giorni nostri dobbiamo prendere atto che la modernità ci ha offerto una forma di organizzazione politica passando da un potere unitario alla sovranità di molti con una pluralità di idee, di interessi e dalla percezione di una realtà che per Georges Burdeau significa “costruire l’unità a partire dal molteplice”. Posta in questi termini la questione dovremmo capire il perché una democrazia rappresentativa ad un certo punto del suo percorso non riesca più a cogliere, nella loro pienezza, i bisogni emergenti della società nell’ambito di una visione nell’interesse generale. Una ragione potremmo riscontrarla nell’incapacità di chi ci governa nel discernere i limiti dei vantaggi di parte nel perseguire il bene comune. In altri termini una certa corrente politica subisce il fascino del prestigio e dei privilegi ascrivibili a una classe dominante e ai suoi interessi corporativi e nonostante siano minoritari riesce, in qualche modo, a confondere le carte sul piano elettorale ottenendo più consensi del dovuto. A questo punto si instaura un circolo vizioso dove si annida il tentativo di chi tende nel dare una risposta attaccandosi al populismo e a tutti i fondamentali che possono far leva sui sentimenti e sulle emozioni di un popolo. Queste due distinte posizioni, che non sempre rispecchiano una scelta di campo maggioritario, in termini elettoralistici, a causa di una propaganda disinformante, rendono un pessimo servizio alle istituzioni democratiche a partire da quelle più rappresentative: parlamento, governo, organi di garanzia. E’ quanto sta accadendo oggi in Italia e il tentativo di Lega e Pentastellati di formare un governo con i sapori di “populismo” inevitabilmente genera reazioni di chi teme di perdere i privilegi acquisiti e non trova di meglio che scatenare veleni e calunnie di ogni genere per screditare l’avversario e suscitare dubbi e timori nell’elettorato che ha osato votare in favore degli attuali vincenti. In questo modo non facciamo un servizio alla democrazia ma l’affossiamo. (Riccardo Alfonso)

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Rivoluzioni in corso

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2011

Roma 21 luglio p.v., alle ore 18, nella Sala San Pio X, in Via della Conciliazione, 5 (ingresso Via dell’Ospedale, 1).incontro sul tema “Rivoluzioni in corso: primavera araba o inverno mediterraneo?”, Interverranno Mons. Vincenzo Paglia, Vescovo di Terni – Narni – Amelia, e l’On. Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia e delle Finanze.

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L’oro dell’Africa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 maggio 2011

I diritti umani nel mondo non hanno più una tutela. Le minoranze e gli individui vulnerabili sono stritolati da una macchina che produce business e specula sulla povertà, sulla guerra, sulle rivoluzioni. Il vero e più feroce dittatore è questo sistema in cui tutto è in vendita, purché generi profitto e potere. Anche la vita umana, anche il futuro del mondo. L’Africa è quotidianamente torturata un po’ dal mondo “democratico”, un po’ da se stessa. Anche i poveri e i disperati, come carne da macello, fanno parte di questo mercato globale. Su di loro fioriscono organizzazioni, progetti, raccolte fondi. E quando non rientrano in questi meccanismi perversi, si ritrovano sul mercato degli schiavi, su quello della prostituzione, su quello – atroce – degli organi umani. L’uomo è lupo per l’uomo, ma i moderni alchimisti sanno come trasformare carne, sangue e lacrime in oro. Chi si oppone a questo inferno sulla tera, viene aggredito, screditato, crocifisso, perché il macchinario delle guerre e delle crisi non deve mai fermarsi e ogni ingranaggio deve costringere l’altro a funzionare. C’è oro per tutti, dai presidenti graditi alla “comunità internazionale” ai solerti funzionari, dai paladini della democrazia alle ong “per i diritti umani”, fino a chi fa il “lavoro sporco”: faccendieri, trafficanti, mafiosi. C’è oro per tutti, meno che per i profughi, i perseguitati, i senzaterra: inconsapevole, dolente “materia prima” dell’industria delle crisi umanitarie (Roberto Malini)

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Marxismo e rivoluzioni borghesi

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2009

Editoriale fidest. Dal XVIII secolo al XX la storia si è caricata di eventi che hanno mostrato le diversità culturali e civili di popoli che si sentivano più proiettati ad una idea di libertà che non avrebbe tollerato i vari legacci che l’avevano imprigionata ideologicamente entro logiche ora capitalistiche, ora religiose, ora anarchicheggianti. Credo che Carlo Marx abbia voluto con la sua monumentale opera “Il Capitale” riequilibrare le sorti di quel proletariato schiacciato tra l’idea nobile e borghese della rivoluzione francese e gli antichi e mai domi privilegi della nuova e arrogante borghesia industriale. Da allora ad oggi molti si sono ispirati alle sue idee o le hanno estrapolate per gettare le basi di una rivoluzione come quella di ottobre in Russia che fondava il suo pensiero guida nel riscattare a pieno titolo i servi della gleba delle campagne e il proletariato delle fabbriche. Oggi sappiamo, dopo settanta anni di ubriacatura ideologica, che non avrebbe funzionato. E continua a restarci l’amaro in bocca. D’altra parte la ricerca di una società perfetta, dove l’essere umano è identificato come il centro di tutti valori esprimibili e capace d’irradiarsi per ogni dove per portare il suo messaggio di uguaglianza, di solidarietà e di civiltà, è miseramente fallita. E’ stato un fallimento ancora più sofferto poiché ci siamo serviti delle belle parole per farne un uso ipocrita e dissoluto. Vale un esempio su tutti. Pensiamo al colonialismo, allo sfruttamento da negrieri di terre e di uomini fuori dai propri confini nazionali mentre in patria si predicava la libertà, la giustizia e l’uguaglianza. E il vizietto non lo perdemmo anche quando abbiamo rinunciato alle colonie. Le abbiamo furbescamente, affidate a governanti fantoccio, corrotti e avidi e preda di mercanti senza scrupoli. Ora dopo questi reiterati saggi di malgoverno, di ingiustizie, di cinismo, di genocidi, saremo in grado nel XXI secolo di dare un segno capace d’imprimere una svolta decisiva per la costruzione di una società egualitaria? Oggi, purtroppo, non scorgendo nemmeno in lontananza segnali di fumo, dobbiamo rifarci a quel detto mai domo: ai posteri l’ardua sentenza. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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