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Posts Tagged ‘robert capa’

Mostra dedicata a Robert Capa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 febbraio 2019

Ancona Mole Vanvitelliana dal 16 febbraio al 2 giugno 2019 una grande mostra dedicata a Robert Capa, il più grande fotoreporter del XX secolo, fondatore, nel 1947, dell’agenzia Magnum Photos, con Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David Seymour e William Vandiver. Dopo quelle di Steve McCurry, Henri Cartier Bresson e Sebastiao Salgado, la mostra completa un percorso espositivo che il Comune di Ancona e Civita hanno voluto dedicare ai grandi maestri della fotografia del Novecento e contemporanea.
La rassegna presenta più di 100 immagini in bianco e nero che documentano i maggiori conflitti del Novecento, di cui Capa è stato testimone oculare, dal 1936 al 1954. Eliminando le barriere tra fotografo e soggetto i suoi scatti ritraggono la sofferenza, la miseria, il caos e la crudeltà delle guerre. Alcuni sono ormai diventati delle icone: basti pensare alla morte del miliziano nella guerra civile spagnola nel 1937 e alle fotografie dello sbarco delle truppe americane in Normandia, nel giugno del 1944.La mostra è articolata in 13 sezioni e si conclude con la sezione “Gerda Taro e Robert Capa” un cammeo di tre scatti: un ritratto di Robert, un ritratto di Gerda scattato da Robert e un loro “doppio ritratto”, un modo per portare in mostra la loro vicenda umana e la loro relazione. Gerda Taro è “La ragazza con la Leica” protagonista del romanzo di Helena Janeczek, recente vincitrice del Premio Strega.La rassegna è promossa dal Comune di Ancona ed è organizzata da Civita Mostre e Musei in collaborazione con Magnum Photos e la Casa dei Tre Oci.

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Mostra “Robert Capa Retrospective”

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2018

Palermo, Real Albergo dei Poveri 25 aprile – 9 settembre 2018 mostra “Robert Capa Retrospective” dedicata alla figura di spicco del fotogiornalismo del XX secolo, in occasione delle celebrazioni dei 70 anni dalla fondazione di Magnum Photos. Robert Capa (Budapest, 22 ottobre 1913-Thai Binh, Indocina, 25 maggio 1954), è lo pseudonimo di Endre Friedmann, inventato nel 1936 insieme alla compagna Gerda Taro.
La rassegna è promossa dall’Assessorato Regionale ai beni culturali e all’identità siciliana in occasione di Palermo Capitale della Cultura 2018 ed è organizzata da Civita in collaborazione con Magnum Photos, e la Casa dei Tre Oci.
Il progetto curatoriale di Denis Curti, fa fede alla mostra originariamente curata da Richard Whelan. La rassegna, presenta 107 fotografie in bianco e nero, che il fotografo, fondatore di Magnum Photos nel 1947 insieme a Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David “Chim” Seymour e William Vandivert, ha scattato dal 1936 al 1954, anno della sua morte in Indocina, per una mina anti-uomo. Eliminando le barriere tra fotografo e soggetto, le sue opere raccontano la sofferenza, la miseria, il caos e la crudeltà della guerra. Gli scatti, divenuti iconici – basti pensare alle uniche fotografie (professionali) dello sbarco in Normandia delle truppe americane, il 6 giugno 1944 – ritraggono cinque grandi conflitti mondiali del XX secolo, di cui Capa è stato testimone oculare. «Se la tendenza della guerra – osserva Richard Whelan, biografo e studioso di Capa – è quella di disumanizzare, la strategia di Capa fu quella di ri-personalizzare la guerra regi­strando singoli gesti ed espressioni del viso. Come scrisse il suo amico John Steinbeck, Capa “sapeva di non poter fotografare la guerra, perché è soprattutto un’emozione. Ma è riuscito a fotografare quell’emozione conoscendola da vicino, mostrando l’orrore di un intero popolo attraverso un bambino».L’esposizione si articola in 12 sezioni: Copenhagen 1932, Francia 1936-1939, Spagna 1936-1939, Cina 1938, Gran Bretagna e Nord Africa 1941 – 1943, Italia 1943 – 1944, Francia 1944, Germania 1945, Europa orientale 1947, Israele 1948-1950, Indocina 1954. La mostra si conclude con una sezione dedicata ai Ritratti di amici e artisti: Gary Cooper, Ernest Hemingway, Ingrid Bergman, Pablo Picasso, Henri Matisse, Truman Capote, John Huston, William Faulkner, Capa stesso insieme a John Steinbeck, e infine un ritratto del fotografo scattato da Ruth Orkin nel 1951.La mostra comprende una sezione speciale dedicata alle fotografie scattate da Capa in Sicilia. Il fotografo era giunto qui nel luglio del 1943 imbarcato su una nave che portava rifornimenti e fungeva da copertura per l’avanzata della Settima Armata del generale George D. Patton. Le truppe americane spingevano verso Palermo, dove trovarono ad accoglierle la popolazione esultante per la fine dell’occupazione tedesca. Infine sarà messa a disposizione di tutti i visitatori, inclusa nel biglietto di ingresso, una audioguida in italiano e in inglese, con cui seguire tutto il percorso espositivo.

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Robert Capa: Photographs

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 luglio 2009

pablo picassoBudapest until 11/10/2009Ludwig Museum – Museum of Contemporary Art  Palace of Arts Komor Marcell Curated by Lívia Páldi, chief curator of Mucsarnok / Kunsthalle Budapest  Capa worked for a number of US and European agencies; his photo reports appeared in the columns of such publications as Vu, Regards, Ce Soir, Life, Picture Post, Collier’s and Illustrated. At the same time, in addition to his work as a photo correspondent, being one of the founders of the Magnum photo agency (1947), educating and supporting young photographers were of primary importance to him. Following his death in 1954, his brother Cornell Capa, in addition to his own work as press photographer, strove to preserve and introduce to the world the oeuvre of his brother and his colleagues. As a first step, he expanded the International Fund for Concerned Photography, which he had co-founded with others in 1956. Then, in 1974, he established the International Center of Photography (ICP) -, one of the world’s most prominent institutions of photography, simultaneously a museum, a school and an archive – with himself as director. Between 1990 and 1992, Cornell Capa and Richard Whelan looked through Capa’s more than seventy thousand photos and chose 937 of them, the most outstanding photos of his oeuvre from 1932 to 1954, to represent the cornerstones of his life’s work and his career as a press photographer. The exhibition starts off with Budapest – presenting family photos, portraits and other documents – and moves on to the first serious commission in Berlin (the series on the speech given by the exiled Lev Trotsky in 1932, in Copenhagen) and the difficulties of the Paris years. Then we arrive to the most definitive stage in the oeuvre, the three-year period (1936-1939) spent photographing the Spanish Civil War and the Second Sino-Japanese War, during which Endre Friedmann / Andre’ Friedmann became Robert Capa, one of the most famous war press photographers in the world. Next we see the seats of world war operations: photos capturing the North African, Southern Italian and Sicilian fronts as well as the Normandy Landing on June 6, 1944. The “D-Day” series, which also served as inspiration to film director Steven Spielberg, is followed by images documenting the denigration of the French women who collaborated with the Germans and the liberation of Paris. The sequence of wartime photographs ends with images of the Ardennes Offensive and the advances of the Allied Forces. Capa’s post-world war work is represented by his reports on the establishment of the State of Israel and the associated conflicts, the immigrants and the refugees, as well as the material from his journey to the Soviet Union with John Steinbeck in 1947 and the photos of his 1948-1949 trip around Eastern Europe, which also include some Budapest shots. The chronological sequence ends with Capa’s photographs of Indochina and the photos taken on May 25, 1954, immediately preceding his death. (Image: Pablo Picasso and Françoise Gilot)

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