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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

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Roberto Caporale “Exeunt. La Brexit e la fine dell’Europa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 maggio 2017

exeuntRoma 17 maggio a Roma, presso la Sala della Stampa Estera in via dell’Umiltà verrà presentato il nuovo libro di Roberto Caporale “Exeunt. La Brexit e la fine dell’Europa”.
Lucia Annunziata condurrà un dibattito che si prospetta di grande interesse al quale parteciperanno l’Ex Ministro Giulio Tremonti; l’Ambasciatore Sergio Vento, il giurista Fulco Lanchester e l’ex giudice di primo grado presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea nonché giurista e docente universitario Enzo Moavero Milanesi.
Il libro di Caporale rappresenta per molti versi una sorta di terza via rispetto al dibattito attuale sul destino dell’Europa accelerato negli ultimi mesi dall’inizio della procedura di uscita da parte della Gran Bretagna. E’ possibile – si chiede l’autore – salvare l’Unione europea dalla dissoluzione senza intonarsi ai cori benpensanti del “serve più Europa”? Ed è possibile criticarne le realizzazioni e le sue stesse basi senza confondersi con il ringhio dei nuovi demagoghi, che scoprono con ventennale ritardo le malformazioni del progetto europeo? In «EXEUNT» Caporale fornisce una risposta positiva a entrambe le domande e, dopo una critica serrata e impietosa condotta tra cronaca e storia, elabora proposte chiare, concrete e attuabili per uscire dall’impasse in cui versa il processo di aggregazione europea dopo la Brexit. L’Unione Europea va principalmente salvata da se stessa, dalla sua natura utopica e post-democratica, dalla sua autocratica albagia, dall’aver incarnato quella che l’autore definisce una paradossale “globalizzazione inutile”. Solo così si potrà disinnescare l’uso distorto e pericoloso della critica euroscettica, oggi tanto alla moda, che si sta affermando con i successi di movimenti politici illiberali, accomunati da posizioni antimoderne e protezioniste, che avversano il mercato e la solidarietà Atlantica. L’azione da compiere consiste nell’utilizzare “granelli che blocchino davvero gli ingranaggi e invertano il moto, piuttosto che le martellate date a casaccio dell’uscita dall’euro e del recesso dai Trattati, inferte con vent’anni di ritardo”, cioè con poche misure chiave che intervengano chirurgicamente su ciò per cui il progetto europeo è oggi a un passo dal baratro: la violazione sistematica del principio di sussidiarietà, la pervasività di normativa irragionevole e dannosa, la mancanza di elasticità intrinseca del processo di integrazione. Nell’ultimo capitolo del libro le proposte su questi temi sono analizzate in modo approfondito. Si tratta, in sintesi, della realizzazione di una nuova meccanica istituzionale, che ruoti su un organismo tecnico che non risponde alla Commissione, capace di garantire l’enforcement del principio di sussidiarietà e che si occupi anche della revisione delle norme che costituiscono l’acquis. Questo nuovo assetto istituzionale va accompagnato con la riforma delle procedure mediante le quali i parlamenti nazionali possono bloccare nuova legislazione e con una drastica semplificazione delle modalità di partecipazione alle cooperazioni rafforzate.L’ordinamento giuridico europeo è già oggi definito da confini incerti che includono elementi di flessibilità senza i quali l’Unione europea sarebbe già finita. In futuro questa tendenza si rafforzerà: il punto è, allora, se subire questo processo o gestirlo, se continuare ad assistere all’erosione del progetto originario di un’Europa uniforme o se, al contrario, inserire gli attuali elementi della sua destabilizzazione in un sistema coerente, che ne rinnovi la missione e ne confermi gli ideali. Un’evoluzione nella quale la contrazione dello spazio di manovra politica della Commissione è necessaria ma coincide con il tentativo di rafforzare l’Unione, confermando che è possibile conciliare princìpi liberali e valori Atlantici con una posizione europeista. (foto: exeunt)

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Esce in libreria per Rubbettino “Exeunt. La Brexit e la fine dell’Europa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 aprile 2017

Exeunt“Exeunt”, se ne vanno. È emblematico il titolo del nuovo libro di Roberto Caporale, un monito e allo stesso tempo una constatazione. Un volume che affronta la svolta europea del post-Brexit in una chiave certamente originale, una sorta di terza via tra i cori benpensanti del “Serve più Europa” e i ringhi dei nuovi demagoghi che scoprono (in ritardo) le deficienze del progetto europeo. Un libro che esce in concomitanza con un momento di accelerazione dello strappo della Gran Bretagna alla bandiera stellata su campo azzurro, strappo che già molti mettevano in dubbio e che ora invece dà nuova linfa ai movimenti antieuropei. Per Roberto Caporale, economista e manager con un bagaglio di importanti esperienze internazionali, si è entrati ora in una fase complicatissima durante la quale si farebbe bene ad “abbassare la voce” e depoliticizzare il negoziato.
Una scelta, quella della Gran Bretagna, che non apre così facilmente la stura agli antieuropeisti del Bel Paese. Sempre Caporale mette in guardia dall’associare la Gran Bretagna agli altri paesi UE. La prima ha una proiezione globale di gran lunga superiore a quella degli altri paesi membri. È una potenza nucleare, è membro del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Per la Gran Bretagna l’Unione Europea è più un canale commerciale attraverso il quale vendere merci e servizi. Le uscite di altri Paesi dall’Eurozona sono da considerarsi catastrofiche e irrealistiche.
Come se ne esce allora? Riformando l’Europa con granelli di sabbia non con le martellate: rivedendo il principio di sussidiarietà, dando maggiore importanza ai parlamenti nazionali e riducendo al contempo il potere della Commissione, semplificando drasticamente la normative comunitaria, considerando le cooperazioni rafforzate come “regola” e non come eccezione, ma soprattutto recuperando una dimensione diplomatica che probabilmente qualcuno aveva erroneamente giudicato superflua.
Quella dell’Unione europea è la storia di due piani che si sovrappongono, si confondono e si inseguono nella cronaca e nella storia. Il primo, pragmatico e tutto da salvare, consiste nello spazio di libertà creato dal Mercato unico, dalla pace e dal dialogo voluti dai suoi fondatori, dal viaggiare senza controlli, dal lavorare, comprare ed esportare ovunque. Il secondo è quello del “credo europeista” che non ammette eresie ma solo abiure finanziarie, officiato da una sovrastruttura autocratica che nulla ha a che vedere con le ragioni dell’efficienza economica, che mette a rischio i nostri rapporti atlantici, che vuole creare un Mondo Nuovo. Grazie alla Brexit si può finalmente parlare d’Europa in modo desacralizzato, in un percorso tra passato e futuro, lontano dal confronto ormai stereotipato tra europeisti ed euroscettici. Roberto Caporale, economista e manager, ha lavorato in istituzioni bancarie internazionali e ricoperto posizioni di vertice in diverse aziende pubbliche. Ha svolto attività di Consigliere per il Ministro dell’Economia e delle Finanze e per la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha scritto di economia e politica per numerosi quotidiani nazionali. (foto: Exeunt)

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