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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

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Il salernitano Cirielli nominato nell’assemblea parlamentare Nato

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

Il presidente della Camera Roberto Fico ha nominato in rappresentanza di Fratelli d’Italia, il parlamentare salernitano Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati, nella delegazione italiana presso l’assemblea parlamentare della Nato. L’assemblea parlamentare della NATO è un’organizzazione internazionale che svolge una funzione di raccordo fra l’Organizzazione del Trattato Atlantico del Nord e i parlamenti nazionali dei paesi membri. L’assemblea è composta da 257 membri componenti dai parlamenti dei 28 paesi membri della NATO.
“Considero la nomina un importante riconoscimento soprattutto alla luce del ruolo che l’Italia si prepara ad assumere nei prossimi mesi in politica estera ed una grande responsabilità“ – commenta Cirielli.“La presenza dell’Italia nella Nato e l’alleanza con gli Usa dovranno essere sempre i pilastri della nostra politica estera. E su cui dobbiamo costruire un’Italia sempre più forte e credibile” – spiega Cirielli. “La guerra globale al terrorismo impone all’Italia e a tutti le Nazioni della Nato un ammodernamento e un rafforzamento sotto il profilo tecnologico delle nostre forze militari. Ammodernare, rafforzare e potenziare i nostri eserciti porterà più sicurezza non solo agli italiani ma anche ai militari italiani impegnati nel mondo in missioni internazionali. Una strada già intrapresa in Usa con la presidenza Trump e che noi ci sentiamo di condividere”- conclude il parlamentare salernitano di Fdi.

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Roberto Fico: un cittadino alla Presidenza della Camera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

di Max Bugani. Qualche anno fa, credo fosse il 2013, mi ricordo che Beppe ripeteva spesso “adesso dobbiamo trovare la nostra anima”. Credo che con quella frase volesse dire che la nostra collocazione politica non aveva bisogno delle classificazioni di sinistra, destra, centro, centrosinistra, centrodestra, centrocentro. Quello che doveva trovare il M5S e che Beppe ci stava invitando a trovare era la nostra poetica, il nostro coefficiente empatico, l’emozione che sarebbe stata comunicata alle persone dalla semplice visione del nostro simbolo.La cosa più difficile con 160 parlamentari appena eletti era proprio quella di non apparire come un vestito di Arlecchino di mille colori appoggiato su una sedia, senza un corpo dentro, senza “un’anima” appunto.Mentre ascoltavo Roberto nel suo primo intervento alla Camera, mentre guardavo quella persona con cui ho condiviso la nascita dei meetup nel lontano 2005, io ho capito cosa siamo diventati in questi anni e cosa voleva dirci Beppe.Con Roberto Fico Presidente della Camera questa carica istituzionale assume sembianze umane, esce dal cono di freddezza e altezzosità lontana dal popolo, ed entra nel cerchio delle emozioni, del rispetto, dei sentimenti: un’anima a 5 stelle sempre più visibile a tutti, fatta di etica, di sensazioni e di piccoli gesti. Il pensiero rivolto agli ultimi, ai più sfortunati, ai dimenticati, ai tanti Tom Joad in giro per l’Italia che soffrono ma trasformano il “furore” in poesia e in resistenza.Mentre mi emozionavo a dismisura osservando Roberto che continuava a toccare i due microfoni per mantenere la concentrazione, davanti ai miei occhi sono passati una serie di eventi che mi hanno fatto mettere insieme i pezzi. Ho visto Beppe che nuota fra la Calabria e la Sicilia per un dono d’amore, ho visto Gianroberto che si appoggia a Pietro per arrivare nella sedia del suo ufficio davanti al PC da cui voleva leggere messaggi e mail anche se i medici gli consigliavano di riposarsi, ho visto Riccardo Fraccaro che dice “ragazzi il Movimento viene prima di me, non vi preoccupate, lo fareste anche voi”, ho visto Luigi che abbraccia, sorride e saluta persone con dolcezza anche quando mangia, quando dorme, quando è in bagno.Ho visto attivisti ai banchetti sotto la neve, i ragazzi della comunicazione svegli fino alle 3 del mattino per finire di montare un video o di studiare qualcosa che possa servire il giorno dopo. Ho visto consiglieri comunali sconosciuti, senza fama e senza soldi, fare dichiarazioni coraggiose consapevoli di poter essere denunciati e di doversi pure pagare un avvocato senza alcuna copertura. Ho visto tutto questo e molte altre cose che tutte insieme delineano ciò che siamo, definiscono la nostra anima. D’un tratto è come se quel vestito avesse abbandonato la sedia e fosse stato indossato da tutti noi per unirci e perchè aveva finalmente trovato un corpo e un’anima.Roberto Fico presidente della Camera non è una carica istituzionale che viene ricoperta dal M5S, è un modo di essere che vince, è un esercito di persone buone che fanno una meta e si sentono meno sole, è il segno che avevamo ragione e che semplicemente non dovevamo mollare. E il bello viene adesso. (fonte: blog delle stelle)

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Violi (M5S Lombardia): Fico presidente di tutti, sarà alleato dei cittadini

Posted by fidest press agency su sabato, 24 marzo 2018

“Un Presidente della Camera che sarà garanzia di tutti, ma soprattutto alleato dei cittadini italiani. Con lui potremo finalmente ridare alle istituzioni la credibilità e la vicinanza agli elettori che servono per poter far progredire il Paese. Il Movimento 5 Stelle è entrato nelle istituzioni proprio per riavvicinarle ai cittadini e questo importante compito sono sicuro che sarà in cima alla lista delle priorità del nostro nuovo Presidente.Si parla spesso sui giornali di ortodossi o meno ortodossi nel Movimento 5 Stelle. Io parlerei di persone e di gambe. Siamo tutti persone diverse, con diverse esperienze alle spalle e un diverso approccio alla vita e alla politica, ma abbiamo tutti due gambe. Sono le gambe su cui camminano le idee del Movimento, non importa se a piccoli passi o grandi falcate, l’importante è che ci siano sempre gambe su cui farle camminare e andare avanti. Auguro a Roberto Fico buon lavoro al servizio dei cittadini!”, così Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia sulla sua pagina di Facebook.

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Eletti i presidenti delle camere

Posted by fidest press agency su sabato, 24 marzo 2018

Con una votazione svoltasi nella mattinata di oggi, nello stesso arco di tempo, il centro destra e il movimento cinque stelle hanno trovato la quadra, dopo un tentativo di Berlusconi di guastare l’accordo con una proposta che già sapeva irricevibile con il nome di Romani condannato in via definitiva per peculato e che i pentastellati non potevano accettare, con Maria Elisabetta Alberti Casellati al Senato e Roberto Fico alla Camera dei deputati. Fico è stato eletto con 422 voti su 620 e la Castellati con 240 su 319.
Sui due neo eletti, rispettivamente alla seconda e terza carica dello Stato, dopo quella del Presidente della Repubblica, è stato fatto notare che Fico è il secondo presidente della Camera più giovane dopo Irene Pivetti che aveva nel 1994 trentuno anni mentre il primato della Alberti Casellati è quello d’essere la prima donna in assoluto a raggiungere l’incarico più alto nella storia del nostro paese.
Per quanto la diplomazia e le parole provenienti dal centro destra hanno cercato di smussare i contrasti, piuttosto profondi, tra gli alleati resta il fatto che Berlusconi in primis e i suoi di forza Italia hanno dovuto digerire un rospo di per sé indigesto e sottostare al diktat di Salvini che ha fatto valere l’accordo raggiunto con i pentastellati per affidare ai loro rispettivi candidati le presidenze delle camere.
L’ombra del PD, che è rimasta per scaldare gli scranni del parlamento, si è limitata a due nomi di bandiera: Valeria Fedeli e Roberto Giachetti. Ora tutti guardano alle mosse future a partire dalle consultazioni del Presidente della Repubblica e a chi verrà affidato l’incarico di formare il nuovo governo. I commentatori politici prevedono tempi lunghi e non capiscono come possa essere possibile traghettare tutto il centro destra per la formazione di un nuovo esecutivo con i pentastellati. Si pensa, ad esempio, chi si vedrà costretto a fare un passo indietro per la poltrona di presidente del consiglio visto che entrambi a più riprese hanno dichiarato di voler ricoprire tale incarico.
A nostro avviso possiamo dire che siamo già a cospetto di uno stile e di un risultato molto diverso da quelli precedenti per le elezioni dei due presidenti del Parlamento e ciò è di buon auspicio per prevedere che si potrà procedere con la stessa velocità e sicurezza per la presentazione di un nuovo esecutivo e per renderlo operativo a pieno titolo. Resta solo da dire che i “tempi tecnici” passano nelle competenze del Presidente della Repubblica e ci auguriamo che saprà gestirli senza ulteriori indugi considerato che i problemi del Paese sono tanti e urgenti e che l’opinione pubblica non capirebbe eventuali lungaggini. Speriamo inoltre che Berlusconi non crei altri intralci inventandosi ostacoli surrettizi pur di rendere ardua un’intesa che lo ha di fatto già messo fuori gioco. E’ che conoscendo il personaggio sarà difficile pensionarlo. Ed è questa una grossa ipoteca per il nostro futuro se non riesce a scrollarsi di dosso un passato e un presente che continua a subire fortemente i retaggi del passato e, soprattutto, la logica della vecchia politica di “palazzo”. (Riccardo Alfonso)

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Bancopoli: il caso Boschi e i vergognosi servizi dei TG Rai

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

Roberto-Ficodi Roberto Fico, presidente Vigilanza Rai. Quello che succede in queste ore in Rai è particolarmente grave, perché mette in chiaro che il Servizio pubblico radio-televisivo è sotto scacco della forza politica che ha indicato il direttore generale. Lo stesso dg che poi ha indicato o confermato i direttori dei telegiornali e i conduttori dei programmi televisivi. I punti critici di questa situazione erano stati sottolineati dal MoVimento 5 Stelle diversi mesi fa, in particolare quando la legge Gasparri era stata soppiantata da una Gasparri-bis, questa volta a marchio Pd. Considero molto grave il modo in cui i tg del servizio pubblico hanno raccontato ieri la vicenda di Bancopoli a seguito dell’audizione dell’ex ad di Unicredit Federico Ghizzoni, in commissione d’inchiesta sulle banche.
Il Tg1 ha preferito dedicare più spazio a un albero e relegare a una manciata di secondi il punto di vista delle opposizioni sull’operato di Maria Elena Boschi, mentre gli attacchi di Berlusconi al Movimento 5 Stelle hanno ricevuto titoli ad hoc e un intero servizio, senza repliche.
Il Tg2, invece, ha parlato di Marco Carrai come di un “imprenditore” qualunque senza citare il suo legame con Renzi e Boschi, chiudendo l’unico servizio politico con un attacco di Berlusconi al Movimento 5 Stelle, anche qui senza alcuna replica. Eppure ieri Luigi Di Maio aveva attaccato proprio il centrodestra per la copertura politica fornita a Maria Elena Boschi quando non ne votò in Parlamento la sfiducia.
Infine il Tg3 non ha accennato alle critiche delle altre forze di opposizione su Bancopoli. Peraltro, tutti i quotidiani oggi dedicano le prime pagine alle notizie su cui molti tg ieri hanno sorvolato.
Quanto accaduto è ancor più grave dal momento che mancano pochi giorni all’avvio ufficiale della cosiddetta par condicio, ma in realtà già ci troviamo nella delicata fase di pre-campagna elettorale. Le pressioni da parte di esponenti del Partito democratico sono spesso anche palesi, con inviti intimidatori a correggere il tiro oppure a invitare un ospite al posto di un altro Il timore è che l’attuale direttore generale della Rai stia tutelando quella maggioranza che lo ha scelto come figura chiave di Viale Mazzini. Il suo rischia di essere un ruolo da commissario politico.In questo contesto ricordiamo sempre che il leader del centrodestra possiede ben quattro reti televisive. Questo non è un contesto da Paese democratico, bensì da Repubblica commissariata. Il pericolo per il regolare svolgimento delle prossime elezioni è questo, mentre alcuni commentatori credono il problema siano le fake news di una manciata di pagine Facebook da qualche migliaia di like. I telegiornali sotto controllo di Renzi e Berlusconi raggiungono invece ogni sera quasi venti milioni di persone. E’ esattamente per questo motivo che il MoVimento 5 Stelle al governo cambierà la legge sul conflitto d’interessi e quella sulla governance della Rai. L’Italia deve essere un Paese in cui il pluralismo è un elemento fondante della vita di ogni giorno, non un principio astratto. (fonte: blog5 stelle)

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Contratto Fazio: contra legem

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

Rai: sede di romaIl presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha presentato un’interrogazione al presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Roberto Fico, in merito al nuovo contratto tra la Rai e in conduttore Fabio Fazio. “Il 23 giugno 2017 – scrive il capogruppo azzurro a Montecitorio – il Cda Rai ha approvato la delibera con cui è stato rinnovato il contratto in esclusiva per quattro anni al conduttore Fabio Fazio che, come riportato dalle maggiori agenzie di stampa, ammonterebbe a circa 11 milioni e 776 mila euro, ovvero 2,8 milioni annui circa, mentre quello precedente era di 1,8 milioni di euro annui. Il contratto in questione, che ha conosciuto un vertiginoso aumento rispetto al precedente, è da considerarsi contra legem poiché il Cda Rai ha palesemente violato quanto previsto dall’articolo 9 della legge 26 ottobre 2016, n. 198 sul limite retributivo di 240mila euro annui da applicare ai contratti di collaborazione e di natura artistica. Con l’approvazione della delibera citata il Cda Rai ha inoltre violato la delibera precedente, adottata lo scorso 4 giugno 2017, attraverso la quale è stata prevista una riduzione dei compensi in misura almeno pari al 10% che, senza alcuna ragione, fissa un limite dei compensi delle star difforme rispetto a quanto stabilito dalla summenzionata disposizione di legge. Sembrerebbe che la Rai abbia siglato un contratto sia con Fazio che con una società che verrà fondata dallo stesso conduttore che deterrà il format di ‘Che tempo che fa’. Nello specifico sembrerebbe che il contratto con Fazio ammonterebbe a 2.240.000 euro l’anno (8.960.000 euro complessivi) per realizzare 32 prime serate della domenica e 32 seconde serate il lunedì su Rai 1 a cui si aggiungono i 2.816.000 euro che la Rai pagherebbe alla società di Fazio per i diritti del format. Quanto riportato evidenzia che l’affidamento delle produzioni esterne da parte della Rai avviene in assenza di regole e procedure puntuali e che la selezione dei fornitori piccoli e medi da parte della medesima Società viene svolta in violazione dei principi di trasparenza ed equità.Oltre alla violazione di legge si ravvisa una evidente lesione del principio di trasparenza poiché la delibera citata oltre a non essere stata pubblicata non è nemmeno pervenuta ai membri della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, principale organo di controllo del Parlamento sulla tv di Stato. La pubblicazione della citata delibera è un atto dovuto ai contribuenti e servirebbe a fare maggiore chiarezza a fronte delle indiscrezioni che sono apparse sulla stampa e sul web svelando i dettagli del rinnovo del contratto del conduttore Fabio Fazio”, sottolinea Brunetta.

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“Virginia Raggi si è data sette e mezzo per il primo anno da sindaca di Roma?”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

fico“Io le darei lo stesso e voto e anche di più come incoraggiamento. Fare il sindaco di Roma è davvero terribile, faticoso e distruttivo”. Così Roberto Fico, capogruppo alla Camera del M5s e presidente della Commissione Vigilanza Rai, ospite del programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. “Ho visto Virginia due giorni fa, lei sta cercando di fare e dare il massimo, è chiaro che non è semplice ma si va avanti”. La Raggi dovrebbe dimettersi se ci sarà il processo? “Se c’è il processo non si deve dimettere assolutamente, poi vedremo il corso ma non nel rinvio a giudizio”, ha concluso a Rai Radio1 Fico. (foto: fico)

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Come il PD controlla i media

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 novembre 2016

roberto-ficodi Roberto Fico Esiste un metodo scientifico con cui il Partito democratico di Matteo Renzi controlla i telegiornali della Rai. Il presupposto è che lui stesso li ha nominati tramite il duo Maggioni-Dall’Orto piazzato ai vertici del servizio pubblico con la complicità dell’amico Berlusconi. Il metodo funziona così: nelle edizioni principali, quella di pranzo e quella di cena, i telegiornali Rai aprono con un servizio su Renzi. Ci sono le sue parole prese da palchi e conferenze stampa, sempre senza contraddittorio. Seguono elogi della statura politica del presidente del Consiglio, mentre quando va bene vengono citati i sistematici scontri di piazza che inseguono Renzi in ogni regione.Dopo l’onnipresente premier tocca in ordine sparso alle opposizioni, quelle finte come Forza Italia, e quelle vere, come il Movimento 5 Stelle. In occasioni di grandi eventi ci sono servizi dedicati, nelle altre occasioni i direttori e i capiredattori ordinano i cosiddetti ‘pastoni’, ovvero quei servizi televisivi che contengono un po’ di tutto.Poi ecco arrivare anche la posizione della maggioranza, che ovviamente ricalca quella del governo. Quindi via libera ai vari Casini, CIcchitto e Romano che fanno da scudieri o da incursori, sfruttando il loro spazio (sì perché neanche loro sono mai intervistati ma dichiarano a tema libero). E quindi ecco l’effetto ‘panino’, con il Movimento 5 Stelle sempre schiacciato fra due posizioni. Non è un’opinione, sono i dati del monitoraggio televisivo che fa l’Autorità per le comunicazioni: al Tg1 Renzi e i suoi parlano per circa il 70% del tempo nella scorsa settimana, al Tg2 invece poco meno del 60%, infine il Tg3 dove lo spazio è poco sotto il 40%. Ed è successo anche ieri: sul Tg1 servizio su Renzi, poi le opposizioni e quindi due minuti di intervista al ministro Boschi; sul Tg2 servizio su Renzi, poi le opposizioni e quindi due minuti di intervista al ministro Padoan. Questa è una vera e propria occupazione. Un’occupazione legittimata dalla stessa Autorità per le comunicazioni, che dovrebbe essere garante ma garante non è perché di fronte a questi numeri e a questi comportamenti non interviene.Non solo, in Rai succede anche un’altra cosa agghiacciante. E’ l’ufficio stampa del Pd a decidere i servizi sul Movimento 5 Stelle. Infatti bastano due-tre comunicati stampa del partito renziano che qualunque notizia, senza alcun filtro giornalistico, diventa un servizio televisivo. E i complici non sono quei giornalisti che provano a fare il proprio mestiere ma quei direttori, vicedirettori e caporedattori che per tenersi saldi alla poltrona spesso diventano più realisti del re, si sdraiano per terra e si fanno calpestare e umiliare dal renzismo.
Questo non è servizio pubblico, la Rai che funziona così non ha ragione di esistere perché equivale a Mediaset, dove le tre reti sono di Berlusconi di nome e di fatto. Una seria legge sul conflitto d’interessi non esiste, così Matteo e Silvio si dividono la torta.
Con il M5S al governo arriveranno subito due riforme: fuori la politica dalla Rai dove i vertici saranno scelti solo per curriculum e via i partiti anche dall’Autorità garante per le comunicazioni che deve tornare ad essere garante per davvero. E poi una vera legge sul conflitto d’interessi, perché il M5S non dovrà rendere conto a nessuno se non ai cittadini italiani.

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