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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

Posts Tagged ‘robot’

Un robot quadrupede al servizio dell’archeologia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2022

Nuove soluzioni tecnologiche al servizio dell’archeologia si sperimentano a Pompei. Una delle ultime prove di monitoraggio delle strutture archeologiche è stata eseguita di recente con Spot, un robot quadrupede che è in grado di ispezionare luoghi, anche di piccole dimensioni, in tutta sicurezza, acquisendo e registrando dati utili allo studio e alla progettazione di interventi.L’obiettivo dell’utilizzo di soluzioni tecnologiche innovative è proprio quello di migliorare il monitoraggio dell’esistente e la conoscenza dello stato di avanzamento dei lavori delle aree oggetto di recupero o restauro e dunque gestire la sicurezza del sito, oltre che dei lavoratori. Tali sperimentazioni si inseriscono nel più ampio progetto del Parco archeologico di Pompei Smart@POMPEI, finalizzato a una gestione intelligente, sostenibile e inclusiva del Parco, attraverso una soluzione tecnologica integrata che fa di Pompei uno Smart Archaeological Park. Per queste attività il Parco si sta avvalendo della collaborazione di aziende di Information Technology in continua ricerca e innovazione, come Leica Geosystems (part of Hexagon) e Sprint Reply, società del Gruppo Reply specializzata in robotica e process automation.

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Il robot chirurgico Versius per la prima volta in un ospedale pubblico italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2021

CMR Surgical, Cambridge, Regno Unito. CMR Surgical (CMR) – azienda internazionale di chirurgia robotica, ha annunciato l’introduzione del sistema robotico chirurgico Versius® al Policlinico di Milano, il primo istituto di ricovero e cura (IRCCS) per qualità e quantità della ricerca scientifica prodotta. L’Ospedale è una delle più grandi strutture sanitarie della Lombardia: Versius verrà utilizzato per sviluppare un programma multispecialistico che coinvolge la Chirurgia Toracica e la Chirurgia Generale.Il mercato italiano della robotica chirurgica è uno dei più grandi d’Europa e caratterizzato dall’adozione di tecnologie all’avanguardia. In Lombardia, in particolare, c’è la più alta concentrazione di robot chirurgici d’Italia, anche se il 73% delle procedure di chirurgia mininvasiva con ausilio del robot viene eseguito all’interno di strutture private.1 Il Policlinico di Milano è il primo ospedale pubblico in Italia ad impiegare Versius, permettendo potenzialmente a sempre più pazienti di avere accesso ad interventi di chirurgia robotica mininvasiva.Mark Slack, Chief Medical Officer di CMR Surgical ha commentato: “È meraviglioso sapere che Versius sarà utilizzato all’interno del Policlinico di Milano, uno degli ospedali storici e più all’avanguardia d’Italia. Il concetto di collaborazione è fondamentale per noi di CMR perché rappresenta un grande valore aggiunto che ci consente di migliorare sempre di più la qualità dei servizi di chirurgia robotica. Con la sua attitudine alla sicurezza del paziente e alla formazione di alta qualità, un ospedale leader come il Policlinico di Milano è la struttura ideale con cui collaborare per mostrare il potenziale di Versius e fornire ai chirurghi la possibilità di utilizzare in prima persona questa tecnologia robotica di nuova generazione per eseguire trattamenti di chirurgia mininvasiva”.All’interno del Policlinico di Milano, Versius sarà utilizzato in una serie di procedure tra cui la colecistectomia, la resezione anteriore bassa e la resezione polmonare, una procedura chirurgica adoperata nel trattamento del tumore al polmone. L’utilizzo della chirurgia robotica mininvasiva in questi casi può ridurre significativamente lo sforzo fisico del chirurgo durante l’esecuzione dell’intervento. È stato inoltre dimostrato che rispetto alla chirurgia a cielo aperto, la chirurgia mininvasiva riduce il tempo di degenza del paziente – da settimane a giorni – e può ridurre il rischio di infezioni del sito chirurgico, un problema che secondo le stime costa ai servizi sanitari di tutta Europa fino a 19 miliardi di euro l’anno.Versius si conferma essere un valido strumento chirurgico utilizzato già in diversi ospedali d’Europa, dell’India, dell’Australia e del Medio Oriente, nei quali è stato adoperato per eseguire numerose procedure di chirurgia ginecologica, generale, toracica e urologica.

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Il robot dell’Ospedale di Bergamo

Posted by fidest press agency su domenica, 12 dicembre 2021

E’ ora in uso anche per il trattamento del tumore al colon. La sala operatoria che ospita la piattaforma chirurgica robotica ha ospitato nelle scorse settimane sette interventi per la rimozione di tumori al colon sinistro. La chirurgia robotica garantisce una minore invasività rispetto alla chirurgia tradizionale ‘a cielo aperto’. L’accesso al campo operatorio avviene attraverso piccoli fori, senza dover fare ricorso ad incisioni chirurgiche estese. Ciò si traduce per il paziente in minore dolore post-operatorio e in tempi di recupero più rapidi. Le ferite, più piccole, presentano minori rischi di complicanze, come infezioni o sanguinamenti. Più rapida è infine la ripresa della ordinaria attività quotidiana e delle funzioni dell’organo, nello specifico di quelle intestinali. Il mancato taglio ha infine un riflesso positivo dal punto di vista estetico. Per il chirurgo, i sistemi per la chirurgia robotica garantiscono un’estrema precisione nei movimenti. Anche la visione del campo operatorio è favorita dall’enorme ingrandimento ottico e dalle possibilità di dettaglio offerte dal monitor con visione tridimensionale. La chirurgia dei tumori addominali, che al Papa Giovanni è eseguita dalla Chirurgia 1 diretta da Alessandro Lucianetti con una casistica di elevata complessità, è tra le attività più promettenti in tema di chirurgia laparoscopica robot-assistita. Le potenzialità del robot, oltre che nei tumori del colon, possono in prospettiva essere sfruttate per la rimozione chirurgica delle neoplasie del tratto gastroenterico al retto e allo stomaco. Fondamentale per l’individuazione tempestiva di questi tumori è l’attività diagnostica che al Papa Giovanni XXIII viene realizzata dalla Gastroenterologia 2 – endoscopia digestiva, diretta da Salvatore Greco. Grazie a questa e ad altre collaborazioni multidisciplinari, il team di chirurghi toraco-addominali si occupa tra l’altro di tumori dell’esofago, dell’intestino tenue, del trattamento dei melanomi e sarcomi e di interventi chirurgici dell’area pneumo-mediastinica, per la cura delle più importanti malattie polmonari e pleuriche, sia oncologiche che funzionali. Come parte del Trauma Center di riferimento di Regione Lombardia, la Chirurgia 1 è infine attiva per gli interventi in urgenza di problematiche acute del distretto toraco-addominale, sia traumatiche sia derivanti da patologie organiche, come pneumotorace, occlusione e perforazione viscerale, colecistite acuta, appendicite. Anche le procedure in urgenza vengono eseguite, dove indicato, con tecnica mini-invasiva.

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rAborta, the Abortion Robot has come to Mexico!

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2021

International Safe Abortion Day, telemedicine abortion care and information service, Women on Web, will be joining local groups in a demonstration in Mexico City for the abortion robot campaign, rAborta. Mexico’s Supreme Court unanimously deemed the punishment of abortion unconstitutional, coming into effect immediately in the state of Coahuila and effectively paving the road for legalization throughout the country. Abortion was illegal up until this point in most parts of the country except in cases of rape and in some areas, if a woman’s life was threatened. The abortion robot is meant to symbolize women’s reliance on technology to meet their rights. The robot is operated in Mexico City where abortion is legal and then delivers abortion pills to the women in restricted states. By wielding the different legalities in different states, the abortion robot can meet the needs of Mexican women without breaking the penal code. Mexico, like many countries, suffers a great imbalance of access for many of its citizens as some have legal access and some do not. For women living outside of the four Mexican states that have legalized abortion care, accessing safe abortion is difficult and requires support and accompaniment from other networks. The rAborta campaign aims to shed light on the importance of equal access for all and demand all Mexican states legalize abortion.The rAborta campaign will launch 11 robots to 11 states throughout various parts of Mexico. The first will be launched at 10am on September 28th and will continue throughout the day. A press conference will then take place the following day on September 29th at 9am at El Museo de Memoria y Tolerancia. Each robot will be controlled by a doctor in Mexico City and received by 11 states that have yet to legalize abortion care.

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Intervento cardiochirurgico con l’aiuto del robot

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Milano. Un intervento da record, il primo a livello mondiale, realizzato all’Ospedale Niguarda da una équipe congiunta di urologi e cardiochirurghi del reparto Cardiotoracovascolare, sostenuto dalla Fondazione De Gasperis, per rimuovere un tumore renale di oltre 20 cm esteso dall’addome fino al cuore su una paziente di 83 anni. L’operazione chirurgica è stata eseguita a regola d’arte “senza cicatrici” ricorrendo ad una tecnica mininvasiva ad hoc che combina l’uso del robot chirurgico e della cannula aspira-tumore per arrivare, attraverso la giugulare, al cuore. L’intervento, durato 9 ore, ha infatti permesso di rimuovere il tumore renale ( che partendo dalla vena renale stava risalendo nella vena cava fino all’atrio destro del cuore) senza ricorrere alla chirurgia a cuore aperto e senza l’apertura dell’addome, riducendo significativamente il rischio particolarmente elevato in questa paziente in relazione all’età e alla sua fragilità. I cardiochirurghi hanno rimosso parte dell’infiltrazione cardiaca attraverso il sistema di aspirazione nella vena giugulare per poi spingere la restante parte nell’addome dove gli urologi, supportati dalle pinze del robot (azionato a distanza da un chirurgo, che seguiva l’intervento tramite videocamera miniaturizzata inserita sulle braccia del robot), hanno asportato l’infiltrato neoplastico con delle incisioni molto piccole della parete addominale. “Questo approccio è stato possibile grazie all’utilizzo di un device innovativo- spiega Claudio Russo, Direttore della Cardiochirurgia-. In questo modo l’inserimento della cannula di aspirazione a livello di una vena del collo, collegata ad una pompa centrifuga e ad un filtro, ha permesso l’aspirazione ad alto flusso del tumore. Il sangue aspirato dall’interno del cuore durante l’intervento chirurgico è stato filtrato e re-immesso nel circolo arterioso attraverso un’altra cannula posta all’altezza dell’arteria femorale. Il circolo ad alto flusso ha permesso di aspirare parte dell’infiltrato del tumore e di creare un vacuum che come una ventosa ha agganciato il trombo neoplastico per spingerlo nel circolo dell’addome dove con il robot è stato possibile rimuoverlo” .È stato, dunque, un intervento di équipe studiato e messo a punto grazie alla collaborazione tra medici ed infermieri, anestetisti e tutto il personale di sale operatoria dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda.

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Quattordicesima edizione della RomeCup: l’Umanesimo dei robot

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2021

La RomeCup prosegue dal 12 al 15 maggio, dopo la presentazione avvenuta in questi giorni, con le gare in collaborazione con la Robocup Junior Academy. Robot soccorritori, calciatori e ballerini, progettati e programmati da studenti di ogni ordine e grado, si sfidano per rappresentare l’Italia ai mondiali di robotica dal 22 al 28 giugno in versione “worldwide”. Sostengono la quattordicesima edizione della RomeCup: Dell EMC, SAP, Regione Lazio, Lazio Innova, Invitalia, Sapienza Università degli Studi di Roma, Università Campus Bio-Medico di Roma e RoboCup Junior Academy. Si stima che entro il 2025 l’intelligenza artificiale avrà un impatto sulla produttività globale di circa 10.000 miliardi di euro. Se da un lato l’AI rappresenta un fattore strategico per la ripresa economica post pandemia, dall’altro è sempre più evidente la necessità di una regolamentazione del suo impiego che tenga conto di valori etici e umani. In un futuro prossimo i sistemi di intelligenza artificiale potranno spiegare le decisioni che prendono e assumerne la responsabilità? Le macchine saranno capaci di essere trasparenti nelle loro azioni?“Artificial Intelligence (AI) is an opportunity for computing to combine understanding of data, decision making, and execution. The goal is for AI and humans to coordinate so that AI can assist humans in their task, while being able to perform tasks and explain themselves, while humans can also help Ai through intelligent interaction and feedback. The future will be a symbiosis between humans and AI, where AI can take the form of physical or software robots”, ha spiegato Manuela Veloso, a capo di J.P. Morgan AI Research e professoressa in congedo alla Scuola di Computer Science presso la Carnegie Mellon University, nella conferenza di apertura della quattordicesima edizione della RomeCup. La manifestazione di robotica educativa, promossa dalla Fondazione Mondo Digitale, dal 2007 diffonde l’innovazione collegando scuole, centri di ricerca, aziende, università e istituzioni, con un’originale visione strategica: le nuove generazioni come tecnologia abilitante per lo sviluppo.

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Realizzato un robot microscopico che si muove nei capillari

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 dicembre 2020

Ogni ricercatore spera di trovare il modo di colpire una malattia con un farmaco che si leghi esattamente alle cellule malate e non ad altre e che possa agire già a livelli infinitesimali, così da non danneggiare gli organi sani. Ora nuove scoperte nel campo della milli-robotica sembrano realizzare queste speranze. Realizzato il primo microrobot esploratore capace di viaggiare all’interno dei capillari sanguigni. A metterlo a punto sono stati Lucio Pancaldi, dottorando, e Selman Sakar, assistente professore, del Politecnico federale di Losanna (EPFL).Si tratta di uno strumento fondamentale per avere accesso al sistema circolatorio del cervello e recapitare farmaci contro malattie neurologiche, o per interventi chirurgici poco invasivi, ad esempio in presenza di tumori cerebrali profondi, in zone altrimenti inaccessibili. Nel dettaglio il dispositivo meccanico è di dimensioni sub millimetriche, in grado di insinuarsi all’interno degli organi umani, dotato di una forza proporzionalmente incredibile. I primi test, compiuti all’interno del sistema vascolare dell’orecchio di un coniglio, hanno ottenuto risultati incoraggianti. Dall’aspetto filiforme, come un minuscolo catetere, il microrobot è elastico e flessibile, per muoversi facilmente all’interno dei vasi, anche in presenza di restringimenti, ed evitare di danneggiarne le pareti provocando emorragie. La testa del microrobot, che ricorda un sottile serpente, è inoltre sensibile a campi magnetici esterni, che possono essere utilizzati per direzionarne i movimenti. Gli scienziati, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ne hanno illustrato il funzionamento sulla rivista “Nature Communications”.

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Istituti scolastici, asili ed università: il robot “killer” PHS può sanificare un’aula soli 8 minuti

Posted by fidest press agency su sabato, 11 luglio 2020

robot sanificatore scuoleSi chiama PHS (Pro Health System), il primo “robot killer” 100% Made in Italy, in grado di aiutare nella lotta contro il Covid-19.
Grazie ad una combinazione di raggi Uv-C e Ozono è in grado di debellare il virus andando a compiere una sanificazione approfondita degli ambienti, senza l’utilizzo di prodotti chimici, debellando sino al 99% dei patogeni presenti sul tutte le superfici.
Ideato e prodotto da RayBotics, neonata start-up, spin-off di due storiche realtà italiane (Klain Robotics e Gruppo Purity) operanti nel settore delle nuove tecnologie e nella robotica industriale, collaborativa e mobile, PHS nasce ad aprile grazie all’intuizione dei due Co-Founder, Fabio Greco e Enzo Catenacci che, in piena emergenza sanitaria, decidono di affrontare una nuova sfida: mettere in campo le loro conoscenze per creare il primo robot sanificatore davvero versatile e utilizzabile in qualsiasi ambiente.
“Dalle crisi nascono sempre le opportunità e noi abbiamo scelto di non stare a guardare – dichiara Enzo Catenacci, Co-Founder RayBotics – Abbiamo lavorato giorno e notte per creare un prodotto non solo utile a tutta la comunità, ma che ci permettesse di non dover mettere i nostri dipendenti in cassa integrazione durante la pandemia e desse loro nuovi stimoli rendendoli partecipi di un progetto ambizioso.In meno di 2 mesi siamo riusciti a fare quello che solitamente richiede quasi due anni: fondato una nuova società, realizzato i primi prototipi, attivato una catena di distributori (nazionali ed internazionali), iniziato la produzione, effettuato i test in location e dato il via alla commercializzazione.”Grazie alla joint venture tra le società, il gruppo conta oggi più di 100 tra dipendenti e collaboratori – e nelle prossime settimane assumerà altre figure tra cui ingegneri elettronici, manodopera specializzata e addetti al backoffice commerciale – produce i suoi robot tra più sedi dislocate sul territorio italiano (Brescia, Viareggio, Navacchio, Modena e Perugia), vanta un fatturato di circa 20 milioni di euro e si avvale di oltre 50 distributori, in esclusiva o autorizzati, sia in Italia che nel resto del Mondo (UK, Spagna, Francia, India, Oman, Libia, Iraq e Romania solo per citarne alcuni).Una tecnologia innovativa che combina raggi Uv-C e ozonoVincente è stata proprio la scelta di mixare queste due tecnologie, rendendo il robot PHS il miglior prodotto disponibile sul mercato e senza nessun concorrente.Fino ad oggi, infatti, tutti i dispositivi di sanificazione utilizzavano solo i raggi Uv-C (noti per la loro azione sanificante contro la maggior parte delle malattie patogene, come SARS, MERS, Epatite C, Ebola, Febbre Gialla, Salmonella, ecc) generati da una lampada a scarica in vapore di mercurio a bassa pressione, in grado di emettere radiazioni elettromagnetiche a corta lunghezza d’onda (da 100nm a 280nm) caratterizzate da un marcato effetto germicida che, penetrando in profondità nelle pareti cellulari di batteri, virus e spore, ne danneggia l’apparato riproduttivo e ne impedisce la proliferazione. (robot sanificatore scuole)

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I robot di telepresenza negli ospedali

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 Maggio 2020

L’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e l’Università di Pisa hanno scelto la tecnologia FRITZ! di AVM per dar vita al progetto LHF-Connect (Low Hanging Fruits) che consente di costruire un robot ‘fai-da-te’ che in tempi di COVID-19 è diventato il prezioso alleato di infermieri, personale medico e tutti i care giver che possono controllare e prendersi cura delle persone in tele-assistenza. Il progetto, che ha visto un pool di partner di eccellenza – tra cui l’Istituto di Robotica e Macchine Intelligenti (I-RIM) – è open source e mette a disposizione di chiunque, il software e le istruzioni per costruire un “infermiere” robotico che può assistere il personale ospedaliero ed essere assemblato, in autonomia e in pochi giorni, con l’impiego di comuni dispositivi che si trovano in commercio.
LHF-Connect si muove all’interno delle stanze e degli ambienti grazie all’accesso a Internet e alla stabilità delle connessioni che sono garantite dall’affidabilità e dalla robustezza dei prodotti AVM, in particolare: il modem FRITZ!Box 6890 e il ripetitore wifi FRITZ!Repeater 1200. Il modem dunque, permette il funzionamento del dispositivo e di trasmettere all’operatore che lavora in remoto la visione – tramite lo schermo di un tablet – delle persone e dei pazienti che devono rimanere isolate o senza contatti diretti.Il robot, oltre a monitorare l’ambiente, può anche portare piccoli oggetti e può essere realizzato con costi limitati (circa 1200 €), senza competenze tecniche particolari, assemblando i vari componenti. Una normale aspirapolvere robotizzata (quella che in autonomia pulisce il pavimento di casa) consente il movimento nello spazio e la disponibilità della connessione Internet wifi – che permette al robot di rimanere sempre collegato alla rete e quindi di spostarsi – è assicurata anche negli angoli più remoti delle strutture sanitarie, dei centri anziani e degli ambienti di un’abitazione grazie all’impiego dei repeater AVM che ‘estendono’ il segnale ovunque necessario. Con LHF-Connect è possibile fare video chiamate tra paziente e parente oppure effettuare un consulto medico da remoto.“Abbiamo parlato molto con i medici e il personale sanitario, e abbiamo scoperto che non c’era bisogno di “rocket science” per essere veramente utili – oggi e dovunque serva – in questo momento di emergenza. Ci è stato detto che un semplice robot di telepresenza sarebbe stato di grande aiuto per gli operatori, continuamente esposti a rischi di contagio, e per i ricoverati in reparti Covid-19, che rimangono isolati per settimane senza poter avere contatti con le proprie famiglie”, racconta Antonio Bicchi, ricercatore IIT e professore all’Università di Pisa. “Il nostro obiettivo è dare ora il nostro contributo per la gestione delle strutture ospedaliere e un leggero sollievo ai ricoverati e alle loro famiglie. La ricerca italiana in Robotica, che è una delle più forti al mondo, continua intanto a preparare il futuro”, conclude BicchiLHF-Connect è già operativo presso varie strutture in tutta Italia, tra cui l’Ospedale di Pisa, di Massa, il Centro di assistenza persone anziane di Induno Olona (VA).

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Accordo quadro per la fornitura di 3.500 robot

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2020

Saranno inseriti nelle nuove linee di produzione e impianti del player con sede a Monaco di Baviera. I robot FANUC saranno utilizzati nella produzione delle generazioni attuali e future di modelli BMW. I primi robot sono stati già installati alla fine del 2019 e nei prossimi anni ne verranno utilizzati ulteriori nei siti di produzione tedeschi e internazionali del Gruppo BMW.“Siamo particolarmente orgogliosi dell’accordo raggiunto”, Marco Ghirardello, Managing Director di FANUC Italia. “Per FANUC questo successo ha una duplice valenza: significa, da un lato, qualificarsi come partner strategico del Gruppo BMW, dall’altro vedere pienamente riconosciuti i propri investimenti in ricerca e sviluppo, nonché l’ampliamento della nostra rete di assistenza per supportare i clienti in tutto il mondo”.Prossimamente il Gruppo BMW utilizzerà diversi modelli di robot FANUC, compresi quelli di nuova concezione che sono stati adattati alle esigenze individuali del cliente. I robot saranno utilizzati principalmente nella costruzione di carrozzerie e per la produzione di porte e cofani. FANUC, in collaborazione con i produttori di imballaggi per tubi flessibili e assi di movimento, sta completando la gamma di forniture al Gruppo BMW con particolare riferimento ai componenti periferici.Con oltre 110 modelli di robot disponibili nel proprio portfolio, FANUC offre la più ampia gamma di robot per applicazioni industriali in tutto il mondo. Questi includono modelli particolarmente potenti come l’M-2000, in grado di trasportare in sicurezza carichi fino a 2,3 tonnellate e spostarli in modo flessibile attraverso i suoi sei assi. Oltre al settore automobilistico, l’azienda ha gia installato a livello globale oltre 600.000 robot FANUC in molteplici settori industriali.“Il mondo dell’automotive si trova oggi in un momento di svolta epocale, tra la conversione ai modelli elettrici e la ricerca sulle auto a guida autonoma, fino alla necessità di ridurre sempre più l’impatto ambientale della produzione. Un insieme di sfide che devono essere intese come opportunità per un rinnovamento tecnologico non più procrastinabile, e che passa da un’automazione sempre più smart, in cui i robot collaborativi, l’Intelligenza Artificiale e l’Internet of Things giocano un ruolo fondamentale”, conclude Ghirardello.

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MusashiAI Launches World’s First Robot Employment Agency

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 dicembre 2019

MusashiAI, a joint venture between SixAI Ltd. of Israel and Musashi Seimitsu of Japan (a Honda Motor Corporation affiliate company), has launched its fully-autonomous robots to integrate seamlessly with human workers in an industry 4.0 factory environment. Its robots will undertake the often strenuous and repetitive work endured by humans in industrial workplaces.Both of its forklift and visual inspection AI-controlled robots are being tested by Musashi Seimitsu, a global leader in ​automotive transmission parts with 35 manufacturing plants worldwide.The JV also introduces a unique business model by providing industrial employers an option to source needed labour through a robotic employment agency, instead of investing significant capital in purchasing robots.The model allows companies to hire robot labor by the hour or pay a task-completed-based salary rate.These developments represent a major leap forward in the deployment of robots: The robots are genuinely autonomous, opposed to automated – they are given tasks and define their own optimal way to perform them, just as humans do. The new commercial model of hiring robots by the hour or task means that they are now available to support many more companies or organizations. An experienced human quality control inspector checks manufactured parts for defects in approximately 2 seconds per part with 97% accuracy. Traditionally, the better robots took over 20 seconds per component at 70% accuracy. MusashiAI’s robots work at a similar effectiveness to humans at 2 seconds with 98% accuracy.

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I robot antropomorfi saranno creativi e “ruberanno” il lavoro agli umani?

Posted by fidest press agency su martedì, 17 dicembre 2019

Cosa ci attende dietro l’angolo, a seguito dello sviluppo a ritmi esponenziali della robotica? Quali saranno gli scenari lavorativi del futuro, con l’avvento degli automi dalle sembianze umane? Quali i problemi o i vantaggi occupazionali? Gli androidi diventeranno creativi come noi, fino a sostituirci?Del «lavoro oggi e domani», e dell’importanza dell’orientamento per i giovani, si parlerà nella tavola rotonda organizzata dalla Federazione Banche Assicurazioni e Finanza (FeBAF) e da Osservatorio Cultura Lavoro (OCL), che si terrà a Roma, mercoledì 18 dicembre, alle ore 11, presso la sede FeBAF di via Nicola da Tolentino 72 (piazza Barberini).“Il futuro del lavoro con gli androidi?”, questo il titolo del dibattito. Interverranno: Alberto Gambino, prorettore e direttore master universitario di 1° livello in Intelligenza Artificiale dell’Università Europea di Roma; Andrea Geremicca, direttore dell’European Institute for Innovation and Sustainability (EIIS); Gianfrancesco Rizzuti, responsabile Comunicazione e Rapporti istituzionali FeBAF, nonché direttore di “Lettera f”; Antonella Salvatore, fondatrice e CEO di Osservatorio Cultura Lavoro, docente di marketing e direttore del Centro di avviamento alla carriera della John Cabot University. Modererà la giornalista Anna La Rosa, fondatrice di YourNext. «La ricerca e l’innovazione viaggiano così rapidamente, che anche le università più attente faticano a stare al passo. Il sistema Paese deve ragionare seriamente sull’adeguamento del settore scolastico pubblico e su come orientare i nostri giovani», ha spiegato Antonella Salvatore.

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Il 64% delle persone si fida più di un robot che del proprio manager, a rivelarlo uno studio Oracle

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

I risultati della seconda edizione dello studio annuale AI at Work, condotto da Oracle e Future Workplace (una società di ricerca che forma i leader a ripensare il posto di lavoro e le attività di assunzione, sviluppo e coinvolgimento dei dipendenti) evidenziano che l’intelligenza artificiale ha cambiato il rapporto tra persone e tecnologia sul lavoro e sta ridisegnando il ruolo che i team HR e i manager devono svolgere nell’attrarre, trattenere e sviluppare i talenti. Lo studio è stato condotto su un panel di 8.370 dipendenti, manager e responsabili Risorse Umane in 10 Paesi.
Contrariamente alle comuni paure sull’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione, dipendenti, manager e responsabili delle Risorse Umane di tutto il mondo stanno segnalando un aumento dell’adozione dell’AI sul posto di lavoro e molti la stanno accogliendo con positività e ottimismo fugando le paure sull’impatto di questa tecnologia in ambito lavorativo.L’IA si sta affermando sempre più, infatti, il 50% dei lavoratori attualmente utilizza una qualche forma di AI nello svolgimento del proprio impiego, superando di parecchi misure il 32% dell’anno scorso. I lavoratori in Cina (77%) e India (78%) hanno tassi di adozione oltre il doppio di quelli di Francia (32%) e Giappone (29%).La maggioranza (65%) dei lavoratori è ottimista, entusiasta e grata di avere colleghi robot e quasi un quarto riferisce di avere un rapporto molto positivo e gratificante con l’AI sul posto di lavoro.
I lavoratori in India (60%) e Cina (56%) sono i più entusiasti, seguiti da quelli degli Emirati Arabi Uniti (44%), Singapore (41%), Brasile (32%), Australia/Nuova Zelanda (26%), Giappone (25%), Stati Uniti (22%), Regno Unito (20%) e Francia (8%).
Gli uomini hanno una visione più positiva dell’AI (32%) rispetto alle donne (23%).La crescente adozione dell’intelligenza artificiale sul posto di lavoro sta avendo un impatto significativo sul modo in cui i dipendenti interagiscono con i loro manager, con una conseguente evoluzione del ruolo tradizionale dei team HR e del manager stesso.
Il 64% delle persone si fiderebbe di un robot più del proprio manager e la metà si è rivolta a un robot invece che al proprio manager per una consulenza.
I lavoratori in India (89%) e Cina (88%) hanno maggior fiducia nei robot rispetto ai loro manager, seguiti da Singapore (83%), Brasile (78%), Giappone (76%), Emirati Arabi Uniti (74%), Australia/Nuova Zelanda (58%), Stati Uniti (57%), Regno Unito (54%) e Francia (56%).
Più uomini (56%) rispetto alle donne (44%) si sono rivolti all’AI invece che ai relativi manager.
L’82% ritiene che i robot possano fare le cose meglio dei loro manager.
Alla domanda su cosa i robot possono fare meglio dei loro manager, gli intervistati hanno risposto che i robot sono più bravi a fornire informazioni imparziali (26%), rispettare i programmi di lavoro (34%), risolvere i problemi (29%) e gestire i budget (26%).
Interpellati su cosa i manager sono in grado di fare meglio dei robot, i lavoratori hanno elencato la comprensione dei loro sentimenti (45%), la formazione (33%) e la creazione di una cultura del lavoro (29%).
L’intelligenza artificiale ci accompagnerà per lungo tempo: le aziende devono semplificare e proteggere l’AI per rimanere competitive
L’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro è solo all’inizio e per sfruttare gli ultimi progressi in materia, le aziende devono concentrarsi sulla semplificazione e sulla sicurezza dell’AI sul posto di lavoro. Il rischio è di perdere terreno.Il 76% dei lavoratori (e l’81% dei responsabili delle risorse umane) trova difficile tenere il passo con i cambiamenti tecnologici sul posto di lavoro.
I lavoratori desiderano interagire in modo semplice con l’intelligenza artificiale al lavoro, infatti, richiedono una migliore interfaccia utente (34%), una formazione sulle migliori procedure (30%) e un’esperienza personalizzata in base al loro comportamento (30).
La sicurezza (31%) e la privacy (30%) sono le principali preoccupazioni che impediscono ai lavoratori di utilizzare l’AI a scopi professionali.I nativi digitali della Generazione Z (43%) e i Millennials (45%) sono più preoccupati per la privacy e la sicurezza sul lavoro rispetto a coloro che appartengono alla Generazione X (29%) e ai Baby Boomers (23%).

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“Educational Robots Market”

Posted by fidest press agency su martedì, 24 settembre 2019

The report predicts the global educational robots market to grow with a CAGR of 16.2% over the forecast period from 2019-2025.The report on the global educational robots market provides qualitative and quantitative analysis for the period from 2017 to 2025. The study on educational robots market covers the analysis of the leading geographies such as North America, Europe, Asia-Pacific, and RoW for the period of 2017 to 2025.The report on educational robots market is a comprehensive study and presentation of drivers, restraints, opportunities, demand factors, market size, forecasts, and trends in the global educational robots market over the period of 2017 to 2025. Moreover, the report is a collective presentation of primary and secondary research findings.Porter’s five forces model in the report provides insights into the competitive rivalry, supplier and buyer positions in the market and opportunities for the new entrants in the global educational robots market over the period of 2017 to 2025. Further, Growth Matrix gave in the report brings an insight into the investment areas that existing or new market players can consider.

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Le nuove tecnologie possono sostituire le persone?

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 febbraio 2019

I lavoratori non hanno paura dei Robot e dell’intelligenza artificiale: “non ci ruberanno il lavoro”. Il 54% degli interpellati si dichiara favorevoleall’impiego delle nuove tecnologie in azienda e solo il 16% è contrario. Il restante 30%, invece, non esprime una posizione. L’87%, inoltre, esclude la possibilità che queste nuove tecnologie possano sostituire del tutto le persone.Il timore (per il 74%) rispetto alla perdita di posti di lavoro, semmai, è focalizzato soprattutto su una particolare tipologia di lavori e lavoratori: i meno giovani e i meno scolarizzati. Per cogliere tutte le opportunità che i nuovi sistemi offrono, quindi, è fondamentale ripensare il nostro sistema formativo: la pensa così l’83% dei lavoratori. Prevalgono nei lavoratori associazioni semantiche positive (80%) che confermano un atteggiamento di curiosità e interesse rispetto all’utilizzo dei Robot e dell’Intelligenza artificiale anche se il 51% del campione si fa portavoce di sentimenti di preoccupazione, perplessità e timore. Questi i primi risultati del Rapporto 2018 AIDP-LabLaw a cura di Doxa su Robot, Intelligenza artificiale e lavoro in Italia, rispetto all’atteggiamento dei lavoratori sugli impatti delle nuove tecnologie sul lavoro. Tra le categorie lavorative quella che si esprime con maggiore positività ed è maggiormente a favore dell’utilizzo dei robot e dell’intelligenza artificiale sono gli operai (78%), seguono i quadri (66%) e infine gli impiegati (60%).
Dal punto di vista degli impatti positivi,per il 70% dei lavoratori riguardano la sicurezza nei luoghi di lavoro, per il 65% le condizioni e i carichi di lavoro e per il 47% gli orari di lavoro. Rispetto agli impatti negativi, invece, per il 48% riguarderanno le retribuzioni, per il 43% la gratificazione e la soddisfazione dei lavoratori, per il 39% le opportunità di carriera.Da sottolineare l’atteggiamento di chi lavora in aziende già robotizzate che risulta essere più positivo rispetto a chi lavora in realtà non robotizzate. Il 72% dei lavoratori di aziende robotizzate ritiene che l’IA e i robot abbiano riflessi positivi sull’occupazione, contro il 53% di coloro che lavorano in aziende non robotizzate. Sempre chi lavora in aziende robotizzate, il 78% (contro il 67%) ritiene che si riduca la quantità di lavoro e migliori la qualità e l’80% (contro il 68%) che si creino le condizioni per la creazione di nuove posizioni lavorative. Complessivamente il 67% di coloro che lavorano in aziende robotizzate valuta positivamente l’utilizzo delle nuove tecnologie contro il 48% di coloro che lavorano in aziende non robotizzate.
Sebbene la maggioranza dei lavoratori si esprime favorevolmente verso le nuove tecnologie, con le differenze tra coloro che lavorano in aziende robotizzate e non che abbiamo visto, rispetto ai manager e agli imprenditori sono meno ottimisti. Tra quest’ultimi, infatti, la valutazione positiva sugli impatti dell’IA e i robot sul lavoro è complessivamente dell’83%.

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Un robot come amico: come la tecnologia ci aiuta a vivere meglio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 febbraio 2019

Milano. “Conosciamoci Meglio”, il ciclo d’incontri pubblici che si svolgono presso il Centro Comunicazione Bayer di Viale Certosa 130, nei quali autorevoli relatori dialogano con i cittadini su temi d’interesse e rilevanza sociale, ha affrontato un argomento molto più attuale e vicino a noi di quanto possiamo immaginarci: le applicazioni della robotica e i risvolti nella nostra vita quotidiana.
Nell’appuntamento “Un robot come amico”, il Professor Roberto Cingolani, Direttore Scientifico dell’IIT ISTIUTO ITALIANO di TECNOLOGIA ha approfondito questa tematica dialogando con i concittadini e ragionando sullo stato dell’arte della robotica umanoide, come essa abbia positivi risvolti nella vita di ciascuno di noi, le future applicazioni e innovazioni.Grazie alla moderazione di Francesca Cerati, giornalista UNAMSI, che ha aperto i lavori, è stato presentato un parallelo fra l’essere umano e i più avanzati robot umanoidi sviluppati dall’IIT dal quale è emerso quanto sia straordinario il corpo umano e quanto sia una macchina perfetta. Il nostro corpo, infatti, è costituito da solo sei atomi (principalmente ossigeno, idrogeno e carbonio) e richiede pochissima energia per funzionare e sostenere le performance del cervello che, in media, arrivano a 1016 operazioni al secondo. Alla medesima capacità di calcolo, infatti, arrivano solo pochi mega computer e, per questo, non è possibile immaginare robot umanoidi completamente autonomi che possano in qualche modo far concorrenza all’uomo.Una soluzione che consente ai robot umanoidi di supportarci in maniera smart e basando le risposte su raffinati algoritmi di Intelligenza Artificiale si poggia alle più recenti infrastrutture e reti wireless che con il 5G già consentono scambiare un coesistente flusso di dati fra il robot umanoide e un super computer centrale. In questo scenario il robot è autonomo, grazie a un’intelligenza collettiva che è in grado di interfacciarsi con noi, imparare dall’ambiente circostante e supportarci nella quotidianità. Si tratta di robot cognitivi sociali, con una struttura e dimensioni adatte a muoversi in ambienti caratterizzati da un’ergonomia studiata per l’uomo come la casa e l’ufficio.La robotica, come ampiamente spiegato dal Professor Cingolani, è una scienza multidisciplinare che punta a trovare soluzioni concrete a problemi pratici. L’orientamento alla ricerca e sviluppo, infatti, parte da definire quale sia la strada più efficace per supportare l’uomo e questo approccio consente di meglio comprendere le ragioni che hanno portato allo sviluppo di varie innovazioni.
A seconda delle problematiche, ci sono casistiche dove è più opportuno mettere in campo una applicazione che consente un controllo remoto del drone robotico oppure comandarlo tramite realtà aumentata consentendoci di muoverci in ambienti ostili o in miniaturizzati. Per altre problematiche è più idoneo lo sviluppo di esoscheletri per meglio maneggiare pesi e macchinari o, in altri casi, la soluzione sono robot autonomi che possano lavorare a fianco dell’uomo senza il rischio di urtarlo o metterne e a rischio l’incolumità. Quest’approccio antropocentrico ha permesso all’IIT di sviluppare una serie di innovazioni che consentono alla persona di ritrovare autonomia, indipendenza e, nell’immediato futuro, di poter ricevere in casa assistenti robotici studiati per supportare persone anziane o diversamente abili. In questo campo già esistono esoscheletri che consentono a persone con disabilità di indossarli in autonomia e poter tornare a deambulare e, per persone mutilate, mani bioniche che, comandate dal moncherino grazie a elettrodi, possono afferrare oggetti, ruotare il polso e che consentono di riappropriarsi della propria autonomia. A questo incontro seguiranno ulteriori sei appuntamenti su temi di attualità e rilevanza sociale: bullismo e cyberbullismo, la medicina delle migrazioni, l’impatto dello smart working sulla qualità della vita, vecchie e nuove dipendenze e ruolo e benefici della pet therapy.

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Un Robot come amico. Come la tecnologia ci aiuta a vivere meglio

Posted by fidest press agency su martedì, 22 gennaio 2019

Milano 24 gennaio 2019 ore 18:00 presso Bayer Centro Comunicazione – Viale Certosa, 130. “Conosciamoci Meglio”, il ciclo d’incontri pubblici che si svolgono presso il Centro Comunicazione Bayer di Viale Certosa 130, annuncia il terzo appuntamento che vede ospite il Professor Roberto Cingolani, Direttore Scientifico dell’IIT ISTITUTO ITALIANO di TECNOLOGIA di Genova. L’incontro, moderato dalla giornalista UNAMSI Francesca Cerati, offrirà l’eccezionale opportunità di scoprire quanto la robotica umanoide sia già una realtà consolidata e come innovazione nel campo abbia evidenti risvolti positivi nella vita di ciascuno di noi offrendo soluzioni concrete a problemi legati alle attività quotidiane come il lavoro, la vita domestica, il supporto alla terza età e, infine, le applicazioni di robotica chirurgica e riabilitativa. L’appuntamento è fissato per giovedì 24 gennaio ore 18:00 presso il Centro Comunicazione Bayer di Viale Certosa 130. Ingresso gratuito previo registrazione su Eventbrite – Un robot come amico. Come la tecnologia ci aiuta a vivere meglio.

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Robot e lavoro in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 23 ottobre 2018

Il 61% delle aziende italiane è pronto ad introdurre sistemi di intelligenza artificiale e robot nelle proprie organizzazioni. Solo l’11% si dichiara totalmente contrario. Tra le ragioni principali che spingo le aziende favorevoli ad introdurre tali sistemi la convinzione che il loro utilizzo rende il lavoro delle persone meno faticoso e più sicuro (93%), fa aumentare l’efficienza e la produttività (90%) e ha portato a scoperte e risultati un tempo impensabili (85%). Questi alcuni dei dati di fondo emersi dal Primo Rapporto AIDP-LABLAW 2018 a cura di DOXA su Robot, Intelligenza artificiale e lavoro in Italia, che verrà presentato a Roma domani 23 ottobre 2018 presso il CNEL.Le aziende e i manager sono convinti a stragrande maggioranza (89%) che i robot e l’IA non potranno mai sostituire del tutto il lavoro delle persone e che avranno un impatto positivo sul mondo del lavoro e delle aziende: permetterà, infatti, di creare ruoli, funzioni, e posizioni lavorative che prima non c’erano (77%); stimolerà lo sviluppo di nuove competenze e professionalità (77%); consentirà alle persone di lavorare meno e meglio (76%). Avrà un impatto molto forte nei lavori a più basso contenuto professionale: favorirà, infatti, la sostituzione dei lavori manuali con attività di concetto (per l’81% del campione). I manager e gli imprenditori ritengono, infatti, che al di là dei benefici in termini organizzativi, l’introduzione di queste tecnologie, potrà avere effetti negativi sull’occupazione e l’esclusione dal mercato del lavoro di chi è meno scolarizzato e qualificato. In quest’ottica va letto il dato negativo sulle conseguenze in termini di perdita di posti di lavoro indicata dal 75% dei rispondenti.Un dato di grande interesse riguarda le modalità con cui i sistemi di intelligenza artificiale e robot si sono “integrati” in azienda. Per il 56% delle aziende l’impiego di queste tecnologie è stato a supporto delle persone, a riprova che queste sono da considerarsi principalmente un’estensione delle attività umane e non una loro sostituzione. Per il 33%, inoltre, tali sistemi sono stati impiegati per svolgere attività nuove mai realizzate in precedenza. Per il 42% delle aziende, invece, l’IA e i robot hanno sostituito mansioni prima svolte da dipendenti. Questi dati confermano la rivoluzione in atto nelle organizzazioni del lavoro e nelle attività di guida di tali processi che i direttori del personale saranno chiamati a svolgere ed è questa una delle ragioni principali che ha spinto l’AIDP ad investire nella realizzazione annuale di un rapporto che fornisca dati e informazione utili a capire meglio il futuro del lavoro nell’era dei robot e dell’intelligenza artificiale.
In generale l’intelligenza artificiale e i robot migliorano molti aspetti intrinseci del lavoro dipendente perché hanno favorito una maggiore flessibilità dell’orario di lavoro in entrata e in uscita (38%); la riorganizzazione degli spazi di lavoro/uffici (35%); la promozione di servizi di benessere e welfare per i lavoratori (31%); il lavoro a distanza e smart working (26%); la riduzione dell’orario di lavoro (22%).Le differenze tra percezione e realtà. Il Rapporto AIDP-LABLAW 2018, inoltre, ha messo a confronto l’opinione delle aziende che hanno già introdotto sistemi di Robot e intelligenza artificiale con quelle che non lo hanno ancora fatto. Le differenza principali che emergono riguarda l’atteggiamento verso queste tecnologie: molto positivo (75%) da parte delle aziende robotizzate, meno positivo (47%) per le aziende non robotizzate. In generale le aziende che non hanno introdotto sistemi di Robot e IA tendono a “sovrastimare” una serie di conseguenze negative che la pratica delle aziende robotizzate, invece, smentisce nei fatti. C’è quindi un tema di percezione delle criticità legate all’introduzione di queste tecnologie eccessivamente elevata rispetto alla condizione reale delle aziende chi le utilizza che al contrario, evidenzia soprattutto gli aspetti positivi.

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Primo rapporto 2018 AIDP – LABLAW su Robot e Intelligenza artificiale e lavoro in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Roma 23 ottobre 2018 presso la sede del CNEL (Viale Davide Lubin, 2, Sala Parlamentino) alla presenza di numerosi direttori del personale e relatori istituzionali e associativi Presentazione primo rapporto 2018 AIDP – LABLAW su Robot e Intelligenza artificiale e lavoro in Italia. L’AIDP, la principale associazione italiana per la direzione del personale e LabLaw, tra i principali studi giuslavoristici italiani, hanno promosso il primo rapporto 2018 su Lavoro, Robot e Intelligenza artificiale in Italia a cura di Doxa.Inizio lavori ore 11.00 Saluti Tiziano Treu, Presidente CNEL Isabella Covili Faggioli, Presidente AIDP
Presentazione risultati rapporto AIDP-LABLAW DOXA 2018 Enrico Cazzulani, Segretario Generale AIDP
Il futuro delle relazioni industriali nell’epoca dei Robot Francesco Rotondi, Giuslavorista, Avvocato e Co-founder LabLaw
Robot e direzione del personale: la ricerca AIDP Umberto Frigelli, Coordinatore Nazionale Centro Ricerche AIDP
Intervento di Claudio Durigon, Sottosegretario al Ministro del lavoro (in attesa di conferma)
Dalle 11.45 alle 12.45
Tavola Rotonda: il l futuro del lavoro tra robot e intelligenza artificiale con:
Isabella Covili Faggioli, Presidente AIDP
Luca Failla, Giuslavorista, Avvocato e Co-Founder LabLaw
Marco Bentivogli, Segretario Generale Fim Cisl
Massimo Sumberesi, Head of Doxa Marketing Advice
Andrea Del Chicca, HR Director Ansaldo Energia
Chiusura lavori: ore 13.00

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Automazione: ai robot 75 milioni di posti di lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 25 settembre 2018

Entro il 2025 più della metà dei lavori attualmente esistenti sarà svolta da un robot. È quanto prevede uno studio dell’autorevole World Economic Forum, secondo il quale nei prossimi 7 anni oltre il 50% delle attuali mansioni lavorative sarà eseguita da macchine automatizzate, contro il 29% di oggi.Tale trasformazione avrà un profondo effetto sulla forza lavoro globale. «Senza volere entrare nel merito se tale “progresso” porterà o meno ad una crescita della disoccupazione, quello che a noi preoccupa maggiormente è la possibile disumanizzazione dell’essere umano» spiega lo psicologo Stefano Benemeglio (www.stefanobenemeglio.com), padre delle Discipline Analogiche, direttore scientifico dell’Università Popolare delle Discipline Analogiche (www.upda.it).Fino a pochi anni fa era impensabile potere indossare uno smartwatch per monitorare la nostra velocità o il nostro battito cardiaco, ascoltando musica, controllando le email e ricevendo nel contempo allerte sul meteo. Oggi invece tutto questo è diventato realtà e presto saranno disponibili sul mercato le prime interfacce uomo-device che sembrano arrivare direttamente da un episodio di Star Trek.A preoccupare gli analisti dell’Università Popolare delle Discipline Analogiche (www.upda.it) non è tanto l’automazione di 75 milioni di mansioni svolte oggi dall’uomo quanto gli effetti a livello psicologico e sociale di un’automazione a così grande scala.«Ed ancora più preoccupante è l’integrazione uomo-macchina. I nostri corpi saranno così trasformati nei controllori biologici dei nostri dispositivi digitali» sostiene puntualizza Samuela Stano, presidente dell’Università Popolare delle Discipline Analogiche (www.upda.it).La tecnologia si sta chiaramente spostando dall’esterno all’interno dei nostri corpi. Si va verso la creazione di circuiti flessibili stampati su pellicola che potranno essere applicati sulla nostra pelle consentendo un’ampia gamma di utilizzi diversi, dal supporto per il business ai sistemi che offrono consigli per la vita quotidiana.«Il cambiamento è tanto radicale da essere in grado di disumanizzare l’essere umano. L’unico modo per affrontarlo è la consapevolezza. Senza consapevolezza tutto questo progresso porterà ad alterare l’equilibrio psicologico, alla dipendenza emotiva, al narcisismo egoico e perfino al delirio di onnipotenza» specifica il padre dell’immenso patrimonio culturale rappresentato dalle Discipline Analogiche, Stefano Benemeglio. (AJ-Com.Net). AJ/LL 24 SET 2018 14:48 NNNN

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