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Posts Tagged ‘robotica’

A Frascati arriva la festa della scienza

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2020

Frascati (Roma). Il 26 settembre dalle ore 16 fino alle 24, Piazza del Mercato e il Mercato Coperto di Frascati saranno animati da associazioni e divulgatori scientifici intenti nella realizzazione di tanti laboratori e attività gratuite per grandi e piccini, dedicate a robotica, biologia, fisica, astronomia, igiene e sostenibilità. Tutto, come sempre, all’insegna del divertimento!
All’interno del Mercato Coperto, ci saranno i professori di pozioni dell’Associazione G.Eco a condurre i giovani scienziati alla scoperta degli animali dai poteri incredibili nel laboratorio Essenza di cimice e bava di lumaca! Chi riuscirà a indovinare gli ingredienti giusti da mettere nel calderone e riconoscere tutte le meravigliose creature? Si farà la conoscenza con il mondo del microscopico in All’attacco di germi e batteri! Una divertente sfida all’ultima lavata di mani, a cura dell’Associazione Bioscienza Responsabile per conoscere tutti i segreti di germi e batteri, e le corrette pratiche igieniche per preservare la nostra salute.Lo scorso 30 luglio siamo rimasti tutti incollati davanti ai telegiornali a guardare il lancio del rover Perseverance, che nel prossimo anno sarà impegnato nell’esplorazione del pianeta rosso, Marte. L’Associazione ScienzImpresa, attraverso esperimenti per grandi e piccini, ci accompagnerà in un viaggio alla scoperta dell’esplorazione dello Spazio e della vita a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, con il laboratorio che prende proprio il nome dalla missione Nasa, Mars 2020. Tutti gli appassionati di robotica potranno costruire un robot nella postazione Oh my Microbot! insieme agli amici di MindSharing.tech e CoderDojo Roma SPQR. Ai partecipanti verrà fornito un kit per realizzare il proprio originale microbot e poi farlo gareggiare insieme a tutti gli altri! A Piazza del Mercato ancora appuntamenti scientifici e quiz! Chi sarà a laurearsi Dottore in Sostenibilità? Per scoprirlo basta partecipare al quiz interattivo di Giornalisti Nell’Erba, SDGs: 17 e lode! Per giocare basta un cellulare, una buona connessione e… Mostrare tutte le proprie conoscenze sui 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda delle Nazioni Unite da raggiungere entro il 2030. Siete pronti? Un, due, tre… Scienza! I giovani ricercatori di Raffa fa cose vi aspettano per illustrarvi le curiosità scientifiche del mondo che ci circonda, dalla fisica del freddo, a quella dei liquidi fino ai segreti dell’ottica. Tantissimi esperimenti divertenti per grandi e piccoli! Sei un fan delle attività dell’Associazione Frascati Scienza? Vieni all’Info Point, diventa socio, ritira il tuo gadget e… Buona Scienza! La partecipazione a tutte le attività e laboratori è gratuita ma, nel rispetto e sicurezza di tutti è obbligatoria la prenotazione su https://www.frascatiscienza.it/pagine/science-party-2020/programma/

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Intervento di neurochirurgia robotica

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2020

La Nurochirurgia dell’Azienda Ospedale Università di Padova, ha eseguito un delicato intervento di neurochirurgia robotica su un uomo di 54 anni affetto da un tumore cerebrale posizionato in sede profonda occipitale destra di 3 cm di diametro.
Il Prof. Andrea Landi, Neurochirurgo, primo operatore dell’equipe chirurgica, ha condotto l’intervento per raggiungere la neoplasia del cervello, che non sarebbe stata altrimenti accessibile per via chirurgica tradizionale. Il Prof. Domenico D’Avella, direttore Cattedra di Neurochirurgia/Università di Padova e la Neurochirurgia, diretta dal Dott. Franco Chioffi, hanno utilizzato un sistema tecnologico che consiste nell’integrazione del neuro-navigatore con un braccio robotico, in grado di allineare e posizionare autonomamente gli strumenti chirurgici, in questo caso la cannula per i prelievi bioptici.
L’utilizzo del braccio robotico, guidato da Andrea Landi – prof. associato di Neurochirurgia, seguendo le informazioni ottenute dalla navigazione cerebrale, ha permesso di eseguire la biopsia stereotassica con procedura mini-invasiva chirurgica, assicurando un’elevata precisione e riducendo i tempi operatori. L’intervento si è svolto rapidamente, eseguendo un foro di accesso di pochi millimetri nella teca cranica raggiungendo il bersaglio. Sono stati eseguiti i prelievi bioptici con estrema precisione sul tumore profondo e sotto il continuo controllo visivo assicurato dal sistema di navigazione accoppiato al robot. La biopsia è stata effettuata con successo, senza complicanze chirurgiche. I Neurochirurghi di Padova sono ora tra i pionieri di questo tipo di intervento. L’operazione, ben tollerata dal paziente, è durata solo un’ora grazie alla mini-invasività della tecnica applicata. La TAC cerebrale, eseguita come di consueto dopo l’intervento, ha confermato l’estrema precisione della biopsia.
L’intervento eseguito di recente, ha permesso di ottenere, attraverso il riscontro istologico, la diagnosi di natura del tumore e la sua caratterizzazione molecolare per impostare i successivi trattamenti, secondo criteri di “medicina personalizzata”.
L’equipe chirurgica che ha realizzato l’intervento robotico, era composta da: Prof. Andrea Landi, primo operatore, Dott. Francesco Paoloni e Dott. Samuel Caliri, assistenti, Dott.ssa Marzia Grandis, anestesista. Infermieri di sala: Sabrina Fanton, Antonella Quatosi, Elena Zaramella. Hanno collaborato inoltre con sinergia, il Prof. Domenico D’Avella Cattedra di Neurochirurgia dell’Università di Padova, oltre a diverse Unità Operative del Dipartimento di Neuroscienze: la Neurochirurgia diretta dal Dott. Franco Chioffi, la Terapia Intensiva diretta dalla Dr.ssa Marina Munari, la Neuroradiologia diretta dal Dott. Francesco Causin, la Clinica Neurologica diretta dal Prof. Maurizio Corbetta, nonché la Neurologia del Sant’Antonio, che aveva approfondito la situazione del paziente. (By dr.ssa Luisella Pierobon)

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Coronavirus: robotica in campo per l’emergenza sanitaria in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

E’ di questi minuti la discesa in campo di ab medica – azienda italiana e lombarda (Cerro Maggiore) leader nella produzione e nella distribuzione di tecnologie medicali, nonché punto di riferimento per la robotica chirurgica in Italia – che ha deciso, per questo periodo di emergenza, di offrire pro-bono una tecnologia avanzata per la disinfezione delle infezioni ospedaliere ai principali centri ospedalieri in prima linea nella lotta al Coronavirus.“La nostra è un’iniziativa doverosa e di carattere sociale – dichiara Aldo Cerruti, Presidente del gruppo ab medica – siamo in Lombardia, abbiamo soluzioni valide ed efficaci, non mancheremo di metterle a disposizione per l’emergenza di questo periodo laddove più necessario”. Ab medica, oltre a un’apparecchiatura innovativa utilizzata in questo ambito, dispone di soluzioni di telemedicina ospedaliera e domiciliare che nell’attuale situazione potrebbero risultare molto utili a garantire un monitoraggio continuo dei pazienti.“Prendersi cura del paziente – prosegue Cerruti – è un impegno collettivo che coinvolge innumerevoli attori, dai medici, agli infermieri ai manager delle aziende ospedaliere sino ad arrivare alle istituzioni e alle aziende che – come ab medica – sono attive nel mondo sanitario. In una situazione di criticità diffusa siamo tutti egualmente chiamati a indirizzare i nostri sforzi in maniera sinergica.”

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A Pavia la robotica è (anche) al femminile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Cinisello Balsamo. Due ingegneri donna e un docente di intelligenza artificiale uomo: le quote rosa raggiungono i due terzi nel team dell’Università di Pavia che si è aggiudicato, con un progetto innovativo e ambizioso, il concorso internazionale di robotica organizzato da Epson, così per questa volta STEM si coniuga al femminile.Si tratta di Antonella Ferrara (Professore Ordinario di Automatica e docente di Robot Control) e Bianca Sangiovanni (Dottoranda in Ing. Elettronica, Informatica ed Elettrica, XXXIII Ciclo) che, insieme a Marco Piastra (Docente di Artificial Intelligence), hanno sviluppato e presentato un progetto che presenta un approccio molto innovativo nell’ambito della cooperazione uomo-robot o robot-robot perché prevede che il robot apprenda “in autonomia” dai propri errori sino a capire in che modo muoversi in un ambiente circoscritto per non entrare in collisione con uomini o altre macchine.
Spiega la professoressa Ferrara: “Ho deciso di proporre come capogruppo la mia dottoranda Bianca Sangiovanni perché è molto competente e volevo permetterle di cimentarsi con la conduzione di un progetto importante e innovativo, con tante difficoltà da risolvere.”Non a caso la professoressa Ferrara ha scelto un giovane ingegnere donna per guidare e coordinare lo sviluppo del progetto. “Le donne hanno caratteristiche che ritengo particolarmente adatte per l’ambito scientifico: sono di solito molto precise, tenaci, attente allo svolgimento della ricerca”. La difficoltà per loro è spesso l’eccessiva umiltà. “La mia pluriennale esperienza con ricercatori di entrambi i sessi mi porta a dire che spesso le donne sembrano meno sicure di sé per una forma atavica di umiltà, molto presente fra le giovanissime ricercatrici, anche quando hanno le stesse capacità dei loro colleghi uomini.””Ciò che colpisce – conclude Ferrara – è che, in tutti gli ambiti di studio inclusa l’area STEM, la percentuale di laureati rispetto al numero di iscritti è maggiore fra le donne, che quindi completano con maggior successo la formazione universitaria, ma poi non riescono – o non possono – continuare a crescere.”
Il titolo esatto del progetto è “Deep Learning for Safe Physical Human-Robot Interaction” e l’obiettivo finale è di far convivere robot e umani, un’esigenza sempre più sentita nel mondo industriale, ma che ha appena iniziato la sua strada. L’idea innovativa portata avanti all’Università di Pavia è stata di coniugare tecniche di machine learning basate sull’intelligenza artificiale con tecniche classiche di controllo dei robot. L’altro elemento caratterizzante è che il team ha deciso di utilizzare un robot industriale, che per natura non nasce per operare a stretto contatto con gli umani, ma viene anzi confinato all’interno di zone appositamente predisposte, circondate da gabbie dotate di molti sensori, necessari a garantire la sicurezza dei lavoratori.

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Bologna: Al via al Maggiore la chirurgia robotica

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Bologna. Incisioni più piccole, quindi meno dolore per il paziente e minori perdite di sangue, con tempi di recupero e di ricovero più rapidi. Mentre per il chirurgo, maggiore facilità e più precisione nella esecuzione di manovre chirurgiche complesse.Sono questi, in sintesi, i principali vantaggi assicurati dalla chirurgia robotica, al via all’Ospedale Maggiore con l’esecuzione dei primi 2 interventi di chirurgia urologica.Chirurgia generale ad indirizzo epato-bilio-pancreatico, chirurgia toracica e chirurgia urologica sono gli ambiti che per primi beneficeranno del nuovo robot, il più evoluto sistema di chirurgia mininvasiva, grazie alla formazione specifica già acquisita da Elio Jovine, Piergiorgio Solli e Sergio Concetti – e dalle rispettive equipe – direttori rispettivamente del Dipartimento Chirurgico e delle Chirurgie A e d’Urgenza, della Chirurgia Toracica, dell’Urologia.Solo per queste specialità, l’Azienda Usl di Bologna prevede l’impiego del robot in circa 300 interventi all’anno.Progressivamente, in coerenza con uno specifico piano di formazione, il robot verrà impiegato in altre discipline chirurgiche, a partire dalla ginecologia, ampliandone così l’utilizzo a tutto vantaggio dei cittadini e dei professionisti di sala operatoria.
Il nuovo robot dell’Ospedale Maggiore si affianca a quello già presente all’’Ospedale S.Orsola. Insieme, i due robot, costituiscono una vera e propria piattaforma di chirurgia robotica disponibile per tutti i professionisti in area provinciale, quelli già formati e quelli che si formeranno nel tempo. Una piattaforma tecnologica unica, gestita in modo integrato tra le due Aziende cittadine, nell’ambito della quale realizzare percorsi di cura trasversali a tutta la città metropolitana ad ulteriore garanzia dell’equità di accesso alle cure per tutti i cittadini, ampliandone progressivamente gli ambiti chirurgici di intervento.Il robot offre indubbi vantaggi sia rispetto alla chirurgia open che video laparoscopica, a partire dal sistema video tridimensionale Full HD che consente di ingrandire l’area dell’intervento sino a 10 volte. E’ il chirurgo stesso, lontano dal campo operatorio e immerso nella consolle di comando, a controllare direttamente le immagini e a muovere, attraverso due joystick e una pedaliera, i bracci del robot in grado di ruotare di 360° lungo una scala graduale di 7 diversi movimenti, con una precisione e versatilità sconosciute al polso umano. Il robot replica i gesti eseguiti dal chirurgo alla consolle, assicurando maggiore precisione grazie alla soppressione del tremore naturale delle mani del chirurgo.
Caratteristiche che rendono possibili, anche, interventi multipli su siti anatomici opposti, come ad esempio l’addome superiore e inferiore, collocando il robot in una posizione unica. Il sistema effettua in autonomia oltre un milione di controlli di sicurezza al secondo, e informa passo passo sul proprio stato di salute e su quello del paziente, attraverso feed-back audio video.

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Effedi Automation – Joint venture con la Svezia per applicazioni flessibili nella robotica

Posted by fidest press agency su martedì, 18 giugno 2019

Tavagnacco (Udine). Un’isola robotizzata sull’asse italo-svedese, con soluzioni flessibili che la rendono interessante per molte applicazioni industriali. È la novità alla quale sta lavorando Effedi Automation, società di Tavagnacco (Udine) specializzata nella robotica. In questo contesto, l’impresa friulana sta puntando su isole robotizzate flessibili in grado di instaurare vari livelli di collaboratività con l’operatore umano. «L’idea – commenta Federico Nardone, amministratore delegato di Effedi Automation – è chiara: realizzare un prodotto che possa rivelarsi utile in diverse fasi di un processo produttivo industriale. Il progetto, come lo stiamo concependo, potrebbe coprire diverse esigenze: dall’asservimento di macchine esistenti impiegate nelle lavorazioni meccaniche e nel controllo numerico, a torni e frese, passando per carico e scarico di macchine che fanno assemblaggi di componenti. Un altro utilizzo possibile è legato alla pallettizzazione di fine linea». Una applicazione adatta alle necessità di imprese di varie dimensioni, dalle Pmi a quelle più grandi: «Andando a riconfigurare velocemente l’isola robotizzata – aggiunge l’amministratore delegato – si potrebbe procedere con l’automatizzazione di piccole soluzioni e lavorare per lotti ridotti, rendendo la soluzione ideale anche per le piccole aziende che, in questo modo, potrebbero rientrare più velocemente dell’investimento».Nell’ambito della specializzazione nella flessibilità si colloca la nuova collaborazione con OpiFlex, società impegnata nella robotica con sede a Västerås, in Svezia, e che si è appena formalizzata. Entro fine estate – questo l’obiettivo di Effedi Automation – il macchinario OpiFlex, integrato in varie applicazioni grazie al know how messo a disposizione dalla azienda di Tavagnacco, sarà immesso sul mercato. «Il partner scandinavo – prosegue Nardone – è legato al marchio di robot ABB. In futuro si punta a realizzare un supporto tecnologico compatibile anche con altri prodotti, in maniera tale da renderlo più versatile sotto il profilo commerciale. Anche per questo, miriamo a incrementare il nostro reparto di sviluppo interno». Una volta chiuso il cerchio, Effedi Automation diventerebbe anche integratore dei prodotti OpiFlex in Italia, oltre naturalmente a lanciare commercialmente il nuovo prodotto nel nostro Paese.Effedi Automation conta attualmente su due soci – oltre a Federico Nardone, anche il papà e cofondatore Giacomo – e tre dipendenti, anche se nel corso dell’anno lo staff potrebbe allargarsi. L’obiettivo 2019, sotto il profilo della performance economica, è raggiungere gli 800.000 euro di fatturato. Di recente, nel capitale sociale è entrata beanTech, azienda informatica di Reana del Rojale guidata dal Ceo Fabiano Benedetti, che ha acquisito una partecipazione pari al 20%. Dall’unione delle forze assicurato dai rispettivi know how si aprono nuovi orizzonti, anche a livello di servizi.

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L’esperienza della chirurgia robotica

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Bologna Sabato 11 maggio, alle ore 11, presso la Sala della Cultura del Palazzo Pepoli, (Museo della Storia di Bologna), in via Castiglione 8, il prof.Giorgio Ercolani, direttore della Chirurgia e Terapie Oncologiche Avanzate dell’ospedale di Forlì (Ausl Romagna), interverrà alla quinta edizione del Festival della Scienza medica per parlare dell’esperienza della chirurgia robotica forlivese.Il titolo dell’incontro, “Più Robot e meno Burnout per prevenire effetti collaterali in chirurgia” , rientra perfettamente nel tema dell’edizione di questa edizione del prestigioso Festival, “Intelligenza della salute” ,in programma a Bologna dal 9 al 12 maggio prossimi, che vedrà protagonisti, come ogni anno, scienziati di fama internazionale, tra cui Premi Nobel, massimi esperti in diversi campi della ricerca e dell’innovazione, con l’ambizioso obiettivo di avvicinare e rendere accessibile al grande pubblico la cultura medico-scientifica e le sue sfide. Nella chirurgia oncologica dell’apparato gastroenterico, l’approccio mininvasivo rappresenta a tutt’oggi la procedura migliore di trattamento per la maggior parte delle patologie.I benefici per il paziente derivanti dall’utilizzo di questa tecnica si traducono in un ridotto tasso di complicanze postoperatorie, minor dolore post-operatorio, rapida ripresa delle attività fisiche, degenza più breve e un risultato estetico migliore.La chirurgia robotica rappresenta un’evoluzione della tecnica laparoscopica, riducendo ulteriormente le perdite ematiche, e permette di garantire la mininvasività anche in situazioni più complesse. I chirurghi devono spesso affrontare il burnout, cioè una condizione di stress lavorativo cronico caratterizzato da esaurimento emotivo, un sentimento di scarsa realizzazione professionale e un eccessivo distacco emotivo del medico dal paziente. Il burnout ha un impatto negativo non solo sul benessere psicologico del medico ma anche sulla qualità del suo lavoro. Ridurre gli effetti del burnout aumenterebbe la motivazione e soddisfazione lavorativa dei medici e, al contempo, favorirebbe l’instaurarsi di una relazione più collaborativa tra medico e paziente. Insieme al forlivese prof. Giorgio Ercolani, peraltro componente del Comitato Scientifico del Festival, interverrà all’incontro il prof. Paolo Maria Russo.

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10 anni di robotica e alleanza tra uomo e intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 ottobre 2018

La robotica è oggi la chirurgia del presente all’IFO che festeggia 10 anni di sfide, impegno e successi con il Da Vinci. Due anni di preparazione e un grandissimo lavoro organizzativo per “accogliere” la nuova macchina che approda all’IFO nel 2010. Da allora sono oltre 2500 gli interventi robotici in Urologia, Ginecologia, Chirurgia Toracica, Otorinolaringoiatria e Chirurgia Epatobiliopancreatica. Le casistiche suggeriscono il grande valore della tecnica nello sviluppo della medicina e il coinvolgimento negli anni di un sempre maggior numero di chirurghi e di specialità.In Italia, nel 2017, sono stati ben 17.462 interventi di chirurgia robotica con un incremento di oltre il 14% rispetto al 2016. L’Urologia copre il 67% dell’attività, seguita da chirurgia generale 16%, ginecologia 10%, chirurgia, toracica 5%, ORL 2%. Anche l’IFO vede l’attività dell’Urologia al primo posto col 67% di interventi dal 2010, seguita dalla ginecologia oncologica con il 20% dell’attività. La chirurgia toracica è l’ultima arrivata, inizia a usare il robot solo nel maggio 2016, ma vive un vero e proprio exploit ed effettua in soli due anni oltre 250 interventi! A seguito dell’introduzione della tecnologia di ultima generazione anche l’ORL e la Chirurgia Epatobiliopancreatica vede un incremento della casistica.Com’è cambiata la medicina negli ultimi 10 anni grazie alla ricerca scientifica; le applicazioni della chirurgia robotica nelle varie specialità chirurgiche; i benefici in termini di salute e di gestione risorse, umane ed economiche, tutto questo è stato raccontato oggi all’evento “10 anni di medicina e chirurgia tra presente e futuro”, dai protagonisti. Oggi è anche la notte europea dei ricercatori, e i direttori scientifici Gennaro Ciliberto e Aldo Morrone hanno illustrato i risultati e le aspettative future dei 2 IRCCS internazionali: Regina Elena e San Gallicano.
E’ seguita l’inaugurazione alla mostra “Medicina 3.0: tra storia e innovazione”.
20 pannelli allestiti in collaborazione con ab medica, che raccontano l’evoluzione della medicina dall’800 ai giorni nostri e le applicazioni della chirurgia robotica nell’Istituto Regina Elena. Exhibit della mostra è uno dei primi “Carrello paziente”, componente operativo del sistema da Vinci composto da quattro braccia mobili e interscambiabili. La mostra è aperta a tutti fino al 30 ottobre.

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Robotica e scienza della vita nella capitale

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

Roma È la sfida che lancia la RomeCup 2018, Robotica e scienze della vita nell’ecosistema dell’innovazione, dal 16 al 18 aprile nella capitale, all’Università Campus Bio-Medico di Roma e in Campidoglio. La RomeCup, promossa storicamente dalla Fondazione Mondo Digitale, propone in soli tre giorni un’esperienza immersiva straordinaria sul presente e il futuro dell’uomo, dalle lectio magistralis ai contest creativi e al workout strategico. E un originale modello di acceleratore verticale per lo sviluppo, che coinvolge scuole, atenei, centri di ricerca, startup, pmi e distretti produttivi. Inaugura la manifestazione Virginia Raggi, sindaca di Roma Capitale.
I primi umanoidi in grado di operare sott’acqua, le performance degli atleti bionici e le protesi sensibili degli arti sono al centro delle lectio magistralis di Oussama Khatib, Robert Riener e Nitish V. Thakor, tre dei massimi esperti di robotica al mondo, che aprono la RomeCup 2018, Robotica e scienze della vita nell’ecosistema dell’innovazione, dal 16 al 18 aprile nella capitale, all’Università Campus Bio-Medico di Roma e in Campidoglio. Segue la tavola rotonda su “Educazione e lavoro nella società dell’automazione” con M. Chiara Carrozza (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), Eugenio Guglielmelli (Università Campus Bio-Medico di Roma), Sergio Iavicoli (Inail), Alfonso Molina (Fondazione Mondo Digitale) e Rinaldo Sacchetti (Centro protesi Vigorso di Budrio).Giunta alla sua dodicesima edizione, la RomeCup conferma la formula di successo del multi evento e sperimenta nuovi format, come i contest creativi che coinvolgono universitari e team di studenti in alternanza scuola-lavoro, i talk interattivi di orientamento e Mux, un originale percorso di ricerca artistica tra intelligenza artificiale e creatività naturale. Un settore sempre più strategico quello della “automazione della conoscenza”, che secondo la Commissione EU entro il 2025 avrà un impatto sull’economia dai 6,5 ai 12 trilioni di euro.
Area convegnistica, laboratori, area espositiva con oltre 130 prototipi realizzati anche dalle scuole, e competizioni di robotica, con selezione delle squadre italiane che parteciperanno ai mondiali di robotica in Canada (Robocup Junior), sono ospitate dall’Università Campus Bio-Medico di Roma. Il terzo giorno finali e premiazione in Campidoglio.Per la prima volta, con il contributo dell’ateneo romano, la RomeCup 2018 propone un focus su scienze della vita, robotica e innovazione, coinvolgendo la filiera produttiva delle bioscienze, uno dei comparti di eccellenza dell’economia laziale. All’evento Digilife Strategy Workout, promosso con Lazio Innova (main partner), partecipano pmi, grandi aziende, start up innovative, spin-off, università, centri di ricerca, ospedali, centri di cura e scuole: una sfida di open innovation per stimolare un dialogo creativo e strategico tra i diversi attori e mettere a fattor comune risorse ed eccellenze del settore.Alla dodicesima edizione collaborano anche TIM, Olivetti, Enea, MSD Italia, Unindustria, Masmec e Inail. Tra i media partner Radio Rai 1 e Studenti. L’iniziativa è realizzata con il patrocinio di Roma Capitale, Assessorato Roma Semplice, Regione Lazio e Ambasciata americana in Italia.
Sono previsti oltre 5.000 visitatori. All’iniziativa intervengono l’Università Sapienza di Roma, l’Università degli studi di Roma Tor Vergata e l’Istituto di Bio-Robotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. In connessione con la RomeCup 2018 i progetti Make:Learn:Share:Europe (Erasmus+), Mathisis (Horizon 2020) e Mix User Experience – MUX in collaborazione con il Palazzo delle Esposizioni.

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Robotica e Scienze della Vita nell’ecosistema dell’innovazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2018

Roma dal 16 al 18 aprile presso l’Ateneo e in Campidoglio. Alla dodicesima edizione collaborano Lazio Innova (main partner), TIM, Olivetti, Enea, MSD Italia, Unindustria, Masmec e Inail. Tra i media partner Radio Rai 1 e Studenti. L’iniziativa è realizzata con il patrocinio di Roma Capitale, Assessorato Roma Semplice, Regione Lazio e Ambasciata americana in Italia.
Giunta alla sua dodicesima edizione, la RomeCup conferma la formula di successo del multi evento: area convegnistica con conferenze, talk interattivi e di orientamento per le scuole e contest creativi universitari; area espositiva con prototipi realizzati da studenti, centri di ricerca, università, aziende e startup; laboratori e competizioni di robotica con selezione delle squadre italiane che parteciperanno ai mondiali di robotica in Canada (Robocup Junior).
Per la prima volta, con il contributo dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, la RomeCup propone un focus su scienze della vita, robotica e innovazione, coinvolgendo la filiera produttiva delle bioscienze, uno dei comparti di eccellenza dell’economia laziale. In collaborazione con Lazio Innova, l’evento Strategy Digilife Workout coinvolge Pmi e grandi aziende, start up innovative, spin-off, università, centri di ricerca, ospedali, centri di cura e scuole in una sfida di open innovation per stimolare un dialogo creativo e strategico tra i diversi attori e mettere a fattor comune risorse ed eccellenze del settore.
Nel 2017 hanno partecipato alla RomeCup 142 team di studenti, provenienti da 16 regioni italiane e 2 paesi europei. Oltre 3.500 i visitatori dell’area espositiva e dei laboratori didattici. 25 i relatori che hanno animato conferenze, tavole rotonde e talk interattivi. Per l’edizione 2018 sono previsti oltre 5.000 visitatori. All’iniziativa intervengono l’Università Sapienza di Roma, l’Università degli studi di Roma Tor Vergata e l’Istituto di Bio-Robotica dell’Università Sant’Anna di Pisa. In connessione con la RomeCup 2018 i progetti Make:Learn:Share:Europe (Erasmus+), Mathisis (Horizon 2020) e Mix User Experience – MUX in collaborazione con il Palazzo delle Esposizioni. http://www.mondodigitale.org

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“La Tecnologia e la Robotica in Riabilitazione”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

robotSono stati presentati a Roma, nel corso di un convegno promosso dalla Fondazione Don Gnocchi al Centro Congresso Auditorium Aurelia, dal titolo “La Tecnologia e la Robotica in Riabilitazione”, i risultati finali di uno studio scientifico multicentrico, che ha misurato l’efficacia dell’utilizzo della tecnologia robotica nella riabilitazione dell’arto superiore nello stroke.Sono intervenuti ai lavori, tra gli altri, il nuovo direttore scientifico della Fondazione Don Gnocchi, Maria Chiara Carrozza e il direttore generale Ricerca e Innovazione in Sanità del Ministero della Salute, Giovanni Leonardi. Il Convegno era patrocinato dalla Società di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) e dalla Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN).Si tratta di una ricerca senza precedenti a livello mondiale in questo settore, per numero di pazienti coinvolti, che mette a confronto i dati raccolti da pazienti trattati con le nuove tecnologie, con quelli raccolti dai pazienti trattati secondo le terapie tradizionali: su 501 pazienti “eleggibili”, sono stati infatti 251 quelli sottoposti a trattamenti di riabilitazione robotica e monitorati, a cui vanno aggiunti altri 33 pazienti, con le medesime caratteristiche, ma trattati in maniera tradizionale in strutture non dotate di tecnologia robotica, sottoposti agli stessi test valutativi degli altri pazienti e quindi inseriti nella ricerca.
I risultati dimostrano che la riabilitazione robotica è efficace nel recupero dell’arto superiore dopo ictus e per alcuni aspetti, come i movimenti di presa della mano, di flessione dell’avambraccio sul braccio e di abduzione della spalla, è più efficace della riabilitazione convenzionale riuscendo a raggiungere prima nel tempo obiettivi di recupero motorio.Alcuni casi clinici che hanno continuato a fare riabilitazione robotica e che sono stati monitorati nel tempo hanno recuperato in modo importante e significativo anche dopo più di un anno dall’ictus: pazienti per i quali prima si immaginava non fosse possibile un ulteriore recupero, hanno una speranza, se trattati senza sospensioni, di recuperare ad esempio in maniera significativa l’uso della mano, in azioni comuni come afferrare una bottiglia, bere sa soli, ecc.«Siamo di fronte ad una rivoluzione della riabilitazione, in cui l’attività dell’uomo può essere supportata e mediata dalla robotica e dalla tecnologia – ha commentato Irene Aprile, medico neurologo e coordinatrice del Gruppo di Riabilitazione Robotica e Tecnologica di Fondazione -. Questo cambiamento sta portando a delineare una nuova figura di fisioterapista, come esperto in riabilitazione robotico-tecnologica, ed impone una riflessione da parte delle istituzioni e delle aziende produttrici: con l’aiuto infatti delle evidenze della letteratura, le prime dovranno riconoscere adeguatamente dal punto di vista economico i trattamenti riabilitativi robotici , mentre il compito le seconde dovranno abbassare i costi di strumenti che devono avere la più ampia diffusione possibile per permettere al maggior numero di pazienti di essere trattati con i sistemi tecnologici e robotici, facendo quindi una riabilitazione avanzata. Questo processo vede però un terzo protagonista: si tratta delle strutture come la Fondazione Don Gnocchi, e quindi i centri clinici e di ricerca nei quali i ricercatori dovranno misurare oggettivamente i risultati del percorso riabilitativo, con l’aiuto dei robot, proponendo nel contempo modelli organizzativi di riabilitazione robotica economicamente sostenibili».Da più di un anno, in nove Centri della Fondazione Don Gnocchi in Italia sono utilizzati questi sistemi robotici che integrano e supportano il lavoro dei terapisti nella riabilitazione dell’arto superiore di pazienti colpiti da ictus o altre patologie neurologiche, con un’azione specifica sui movimenti di mano, polso, gomito e spalla.Gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di Milano e Firenze, le due strutture di Roma (“S. Maria della Pace” e “S. Maria della Provvidenza”), ma anche altri Centri come Rovato (Bs), La Spezia, Fivizzano (MS) e altri del meridione d’Italia, solitamente penalizzati dal punto di vista delle prestazioni sanitarie, come S. Angelo dei Lombardi (Av) e Acerenza (Pz): queste solo le strutture della Fondazione dove sono state attrezzate le palestre robotiche e dove la migliore tecnologia oggi disponibile si sposa alla professionalità e all’esperienza di operatori esperti e formati.A collaborare alla raccolta dei dati dello studio multicentrico presentato durante il convegno di Roma sono intervenute anche le strutture della Fondazione Don Gnocchi di Marina di Massa e Tricarico (Mt), che hanno fornito i dati sui pazienti trattati con le metodologie tradizionali.

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“La Tecnologia e la Robotica in Riabilitazione”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 gennaio 2018

robot chirurgicoRoma. 19 gennaio prossimo nel corso di un Convegno in programma presso il Centro Congresso Auditorium Aurelia, dal titolo “La Tecnologia e la Robotica in Riabilitazione”, i risultati finali di una studio scientifico multicentrico, teso a misurare l’efficacia dell’utilizzo della tecnologia robotica nella riabilitazione dell’arto superiore nello stroke.
Il Convegno, a cui interverranno, tra gli altri, il nuovo direttore scientifico della Fondazione Don Gnocchi, Maria Chiara Carrozza e il direttore generale Ricerca e Innovazione in Sanità del Ministero della Salute, Giovanni Leonardi, è accreditato ECM per i medici (tutte le specializzazioni) i fisioterapisti e i tecnici di neurofisiopatologia ed è patrocinato dalla Società di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) e dalla Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN).
Si tratta di una ricerca senza precedenti a livello mondiale in questo settore, per numero di pazienti coinvolti (260 complessivamente), che mette a confronto i dati raccolti da pazienti trattati con le nuove tecnologie, con quelli raccolti dai pazienti trattati secondo le terapie tradizionali.
Da più di un anno infatti, in nove Centri della Fondazione Don Gnocchi in Italia sono utilizzati alcuni sistemi robotici che integrano e supportano il lavoro dei terapisti nella riabilitazione dell’arto superiore di pazienti colpiti da ictus o altre patologie neurologiche, con un’azione specifica sui movimenti di mano, polso, gomito e spalla.
“La riabilitazione robotico-tecnologica è efficace nel recupero dell’arto superiore dopo un ictus, con effetti comparabili e per alcuni aspetti superiori alla riabilitazione tradizionale”, questo il commento di Irene Aprile, medico neurologo e coordinatrice del Gruppo di Riabilitazione Robotica e Tecnologica di Fondazione. “Un modello organizzativo che utilizzi la robotica e la tecnologia consente una ottimizzazione delle risorse umane ed una conseguente possibilità di intensificazione del trattamento e di estensione al maggior numero di pazienti possibile, con il vantaggio di poter misurare e monitorare i progressi del paziente in ogni momento del suo percorso riabilitativo”.
Milano, Firenze, le due strutture di Roma (“S. Maria della Pace” e “S. Maria della Provvidenza), ma anche centri minori, come Rovato (BS), La Spezia, Fivizzano (MS) e altri del meridione d’Italia, solitamente penalizzati dal punto di vista delle prestazioni sanitarie, come S. Angelo dei Lombardi (AV) e Acerenza (PZ): questi i Centri dove sono state attrezzate le palestre robotiche e dove la migliore tecnologia oggi disponibile, si sposa alla professionalità e all’esperienza di operatori esperti e formati, così da produrre un risultato il più efficace possibile per il recupero funzionale del paziente colpito da ictus.
A collaborare alla raccolta dei dati dello studio multicentrico sono intervenute anche le strutture della Fondazione Don Gnocchi di Marina di Massa e Tricarico (MT), che hanno fornito i dati sui pazienti trattati con le metodologie tradizionali.

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“La Fabrica dei Corpi: Dall’anatomia alla robotica”

Posted by fidest press agency su sabato, 2 dicembre 2017

corpo umanorobot1Parma. La mostra è in corso fino al 17 dicembre al Palazzo del Governatore di Parma Piazza giuseppe Garibaldi. Sono già oltre 4mila i visitatori dell’esposizione, che tra l’altro ha registrato notevole interesse da parte delle scuole: boom di prenotazioni dagli istituti di Parma e del Parmense e delle province vicine per visite guidate e laboratori, a testimoniare il gradimento nei confronti di una mostra scientifica di grande valenza educativa e didattica, inserita nelle iniziative del Comune di Parma per le celebrazioni dei 2200 anni di fondazione della città e in quelle promosse dall’Università di Parma per l’internazionalizzazione dell’Ateneo nell’anno accademico 2017-2018.Sono state pianificate aperture mattutine quotidiane sulla base delle grandi richieste delle scuole, che hanno quasi esaurito la disponibilità delle visite.
La mostra, curata da Roberto Toni, è organizzata dal Sistema Museale dell’Università di Parma con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Parma, con la collaborazione del Museo di Antropologia criminale “Cesare Lombroso” e del Sistema Museale dell’Università di Torino. È realizzata con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, attraverso un contributo ottenuto nell’ambito del bando della legge 6/2000 per la divulgazione della cultura scientifica. Ha ricevuto inoltre il sostegno della Fondazione Cariparma, del Poliambulatorio Dalla Rosa Prati, dell’Associazione Alumni e Amici dell’Università di Parma e di Conad Centro Nord. Alla sua realizzazione collaborano numerose Istituzioni accademiche e sanitarie e prestigiosi Enti di ricerca nazionali e internazionali.
anatomiaFilo conduttore dell’esposizione è la conoscenza della struttura dei corpi viventi, in particolare quella del corpo umano, che sta a fondamento di alcune tra le maggiori conquiste biomediche ottenute tra la fine del XX secolo e l’inizio del XXI secolo.
La prima sezione (al primo piano del Palazzo del Governatore) si apre con una panoramica della storia attraverso i secoli della Scuola Medica e Chirurgica dell’Ateneo di Parma, che introduce a un articolato percorso conoscitivo. Questo parte, in termini evoluzionistici, dalle forme e dalle anatomie animali, giungendo all’anatomia dell’Uomo e alle sue rappresentazioni anatomiche ceroplastiche e artistiche. Tra queste ultime spiccano la monumentale scultura lignea di Mario Ceroli e gli studi ergonomici di Ettore Sottsass conservati allo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma.
Il nucleo fondamentale della mostra dal punto di vista storico è costituito dalla straordinaria collezione di maschere fisiognomiche, di dottrina lombrosiana, preparate dall’anatomico di formazione psichiatrica clinica dell’Università di Parma Lorenzo Tenchini: maschere realizzate a scopo strettamente scientifico, con l’intento di catalogare l’espressione e la struttura del viso dei soggetti che rappresentano (detenuti del reclusorio di Parma e ricoverati nel manicomio di Colorno), seguendo i principi della ricerca comportamentista del tempo, in particolare quella focalizzata sull’atteggiamento delinquenziale e sulle devianze sociali. La collezione Tenchini, oggi divisa tra l’Università di Parma anatomia1robot(Museo e Biblioteca storica museale di Biomedicina) e l’Università di Torino (Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso”) è dunque nuovamente riunita a Parma per la prima volta dopo 110 anni grazie alla generosa collaborazione del Museo Lombroso di Torino.
Nella seconda sezione (al secondo piano), partendo dalla strutturistica del corpo umano, l’esposizione si apre sulle simbolizzazioni ed elaborazioni matematico-computazionali per la ricostruzione virtuale dei corpi. Accompagna poi i visitatori nell’uso di queste ricostruzioni per l’ingegnerizzazione degli organi bioartificiali con biomateriali, delle bioprotesi, dei biochip e della biostampa, traguardi biotecnologici della medicina rigenerativa e ingegneria tissutale alle soglie del XXI secolo, arrivando sino alla simulazione antropomorfa dei corpi mediante robot umanoidi, ultima frontiera della tecnologia applicata alla salute umana, con la previsione di prossimi impieghi nelle missioni spaziali.
In occasione della mostra sono proposti alle scuole visite guidate, laboratori e attività organizzate sui temi dell’esposizione. Otto i laboratori didattici per bimbi e ragazzi dai 5 ai 18 anni, in particolare su robotica e anatomia animale, che hanno incontrato grande interesse da parte delle scuole: dalle automobili autonome ai droni, dalla storia evolutiva degli esseri viventi alle strutture di deambulazione dei mammiferi e dell’uomo. http://lafabricadeicorpi.unipr.it/

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Investire nella Robotica&Automazione: la tecnologia che cambia le nostre vite

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 giugno 2017

MassimoSianoCommento di Massimo Siano, Head of Southern Europe per ETF Securities: La robotica e l’automazione stanno rapidamente rivoluzionando ogni aspetto del nostro lavoro e della nostra vita. I progressi tecnologici hanno reso i robot in grado di realizzare compiti estremamente sofisticati e delicati e di lavorare fianco a fianco con gli umani per accrescere la produttività. Nel contempo, i loro costi sono in fase di diminuzione.Il settore della robotica e automazione dovrebbe registrare una crescita nel lungo termine con l’incremento della domanda per usi sia industriali che di consumo. Il principale settore ad adottare robot continuerà a essere quello della produzione manifatturiera.I fattori chiave di questo megatrend della robotica e automazione non sono difficili da capire. Ci troviamo infatti davanti a numerose sfide importanti, dall’invecchiamento della popolazione, all’inquinamento, alla scarsità delle risorse. La robotica e l‘automazione promettono di affrontare molti di questi problemi, consentendo miglioramenti sulla produttività che rafforzeranno il progresso umano per molti anni.L’interesse per la gamma di ETP tecnologici di ETF Securities ha registrato un’accelerazione nel corso di quest’anno: gli AUM dei nostri ETF su sicurezza informatica e robotica&automazione sono aumentati del 233% e del 184% rispettivamente nel 2017 (dati all’8 giugno 2017), segnando 12 settimane consecutive di afflussi.Siamo orgogliosi di disporre di questi prodotti innovativi e di renderli accessibili agli investitori in Italia. Riteniamo che nel lungo periodo l’esposizione ai megatrend della robotica e della sicurezza informatica potrà permettere di ottenere performance elevate perché questi due settori sono parte di una rivoluzione enorme. A maggio, i ricavi nel settore tecnologico americano hanno superato le attese e l’84% delle compagnie che operano nel campo tecnologico, uno dei più forti all’interno dello S&P 500, ha fatto meglio di quanto si potesse prevedere (dati FactSet, Earnings Insight, giugno 2017).Il ROBO Global® Robotics and Automation ETF di ETF Securities, lanciato a ottobre 2014 in partnership con ROBO-GLOBAL® ha visto afflussi per 272 milioni di dollari americani nel 2017 e l’AUM ha superato la soglia dei 537 milioni di dollari americani. Il prodotto è stato il primo ETF in Europa sull’industria globale della robotica&automazione, offrendo agli investitori accesso semplice, liquido ed economico al megatrend in rapida evoluzione della robotica. Il mercato della robotica e automazione a livello globale varrà oltre 1.2 trilioni di dollari americani entro il 2025 (dati Myria Research, The Chief Robotics Officer, gennaio 2015).
ETF Securities nel 2015 ha poi lanciato, in partnership con ISE ETF Ventures, il primo ETF in Europa sulla sicurezza informatica, l’ETFS ISE Cyber Security GO UCITS ETF. Il prodotto fornisce accesso a un paniere diversificato globale di società focalizzate sulla sicurezza informatica, suddivise per capitalizzazione sub-industry, di Paese e di mercato. I recenti attacchi informatici ransomware hanno fortemente aumentato l’attenzione verso il settore della sicurezza informatica e l’AUM dell’ETF è pari in questo momento a 257 milioni di dollari americani. Secondo le stime, fra il 2017 e il 2021 verrà speso un trilione di dollari americani in prodotti e servizi di sicurezza informatica (dati cybersecurity Ventures, Cybersecurity Market Report, febbraio 2017). (foto: MassimoSiano)

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Il Galilei di Roma vola ai mondiali di robotica in Giappone

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

premioRoma. Nella sala della Protomoteca del Campidoglio si è conclusa la cerimonia di premiazione dell’undicesima edizione della RomeCup, promossa dalla Fondazione Mondo Digitale. I vincitori per le categorie Soccer, Cospace Rescue e On Stage partecipano ai mondiali di robotica in Giappone. In tre giorni di gare sono scesi in campo 142 team formati in 44 scuole di 16 regioni italiane e in due paesi europei, Germania e Paesi Bassi. In gara anche 4 team interscolastici allenati nella Palestra dell’Innovazione.
Al termine delle fasi finali delle gare, che si sono svolte oggi, 17 marzo, nella Protomoteca in Campidoglio, sono stati consegnati i premi ai team vincitori delle nove categorie in gara. Hanno vinto:
XI Trofeo Internazionale Città di Roma di Robotica
– Rescue Primary: Spoltore Insieme, IC Spoltore (Pescara)
– Rescue Secondary: Team Giorgi BR, IIS Giorgi di Brindisi
– Explorer Junior: Scossa, IIS A. Ruiz di Roma
– Explorer Senior: Hulk 2, IIS Cicerone di Sala Consilina
Selezioni nazionali RoboCup 2017
– Soccer Open League: Mega Hertz 2, IIS Cobianchi di Verbania
Raggi-Michilli– Soccer Light Weight: Spqr 3, IIS G. Galilei di Roma
– Cospace Rescue: Sonny, IIS Archimede di Catania
– On Stage Primary: Explosivi, ADS Dream puzzle di Brescia
– On Stage Secondary: HumanDroid, IIS Cobianchi di Verbania
Le squadre vincitrici delle selezioni nazionali RoboCup Junior andranno a Nagoya, in Giappone, dal 27 al 31 luglio 2017, per partecipare ai mondiali di robotica.
Ha proclamato i vincitori Mirta Michilli, direttore generale della Fondazione Mondo Digitale. Hanno consegnato i premi in denaro l’onorevole Gemma Guerrini, presidente della Commissione delle Elette di Roma Capitale, l’ingegnere Daniele Nardi, professore ordinario di Intelligenza artificiale alla Sapienza Università di Roma, Alfonso Molina, direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale e Monica Montella, consigliere di Roma Capitale. Per le squadre anche una piccola sorpresa per incoraggiare e sostenere la scelta di una formazione futura in campo scientifico e tecnologico, donata dalla macroarea di Ingegneria dell’Università di Studi di Roma Tor Vergata, che quest’anno ha ospitato i primi due giorni della manifestazione. Ha consegnato i simpatici gadget Daniele Carnevale, ricercatore in Ingegneria dell’automazione.
Ora la RomeCup continua nelle scuole e nel Robotic Center della Palestra dell’Innovazione, dove si svolgono laboratori quotidiani per studenti di tutte le età e anche workshop di orientamento universitario con il robot sociale Nao. E nel Fab Lab, costruito secondo le indicazioni del MIT’s Center for Bits and Atoms, i progettisti possono costruire pezzi personalizzati o assemblare robot unici e originali, interamente auto costruiti. (foto: premio, Raggi-Michilli)

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L’eccellenza della robotica a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 marzo 2017

robotRoma Dal 15 al 17 marzo torna nella capitale l’undicesima edizione della “RomeCup 2017, l’eccellenza della Robotica a Roma”, promossa dalla Fondazione Mondo Digitale con la formula del multi evento. Gare, laboratori, area dimostrativa, tavola rotonda, performance e talk interattivi sono ospitati dalla macroarea di Ingegneria dell’Università degli Studi di Tor Vergata. Il terzo giorno finali e premiazione in Campidoglio. In gara 142 squadre provenienti dalle scuole di 16 regioni italiane e di 2 paesi europei, con selezioni per i mondiali di robotica in Giappone (RoboCup 2017). Nell’area espositiva, accanto a più di 50 prototipi di centri di ricerca, start up, spin off e aziende, anche oltre 80 robot progettati nei laboratori delle scuole, che stanno preparando i giovani alle nuove sfide dell’economia digitale, aiutandoli a esplorare nuove professioni.
Inaugura la manifestazione il rettore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Giuseppe Novelli. Il saluto istituzionale è affidato alla dirigente del Miur Carmela Palumbo. Presentano le novità dell’evento Mirta Michilli, direttore generale della Fondazione Mondo Digitale, e Giovanni Schiavon, direttore della Macroarea di Ingegneria, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, che ospita i primi due giorni della manifestazione.
Secondo i dati dell’International Federation Robotics entro il 2019 2,6 milioni di robot entreranno nelle fabbriche di tutto il mondo e 42 milioni di robot di servizio saranno acquistati per uso personale e domestico, creando opportunità di crescita e nuovi posti di lavoro. Protagonisti indiscussi dell’undicesima edizione della RomeCup sono i cobot, i robot collaborativi, che aiutano a studiare, lavorano accanto agli uomini, sostituendoli nelle mansioni più ripetitive, supportano nelle cure in ospedale e nell’assistenza a domicilio. Lavorare accanto a robot intelligenti rende le attività digitalizzate più veloci e flessibili, e libera spazio e tempo per il pensiero creativo e la ricerca di soluzioni innovative. È questo il tema della tavola rotonda “La “forza lavoro” del cervello. I robot Sapiens” che nella prima giornata coinvolge Giorgio Grioli, ricercatore dell’IIT e del Centro E. Piaggio, Eugenio Guglielmelli, prorettore alla Ricerca dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, Luca Iocchi, professore associato del Diag “A. Ruberti” della Sapienza Università di Roma, Alfonso Molina, direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale, Antonio Tornambè, professore ordinario di Controlli Automatici all’Università di Roma Tor Vergata e Laura Turini, avvocato e giornalista. La tavola rotonda è aperta dalla performance di computer music di Leonello Tarabella del Cnr di Pisa. A seguire composizione algoritmica e live performance.
Nella seconda giornata, sempre in parallelo a gare e laboratori, due talk interattivi con dimostrazioni robotiche. Nel primo, dedicato al “Robot che riabilita”, contributi di spin off, aziende innovative, Ospedale pediatrico Bambino Gesù e programma di ricerca europeo MaTHiSiS (programma Horizon2020). Nel secondo talk focus su spin-off della robotica italiana: “Dalla ricerca all’impresa” con contributi dagli atenei di Pisa, Napoli e Roma. Sfida tra robot domestici anche nell’originale workshop animato dalla Sapienza di Roma. Nella terza giornata la RomeCup si sposta in Campidoglio per le competizioni finali e la cerimonia di premiazione.

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Robotica: Toglie posti di lavoro?

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2016

robotLo scenario e’ allarmante. Stando ad alcuni studi, la robotizzazione dei lavori portera’ la percentuale di disoccupazione al 50% entro il 2045. Sono vere queste previsioni? Anche la Rai in un programma, trasmesso sul terzo canale, paventa un aumento preoccupante di disoccupati. Abbiamo dei dubbi.Prevedere cosa succedera’ fra trent’anni basandoci su parametri econometrici attuali porta fuori pista.
In Europa, nel ‘700, l’80% della popolazione lavorava la terra, oggi e’ il 5%. In Italia negli anni ’20, il 55% della popolazione era costituita da contadini, oggi, chi si dedica alla agricoltura rappresenta il 3,8% della popolazione. Tutti gli altri sono a spasso? Dovrebbe essere cosi’ se, all’epoca, si fossero fatte analoghe previsioni, invece la meccanizzazione agricola ha reso superfluo un numero elevato di contadini trasferendo, pero’, su altri settori l’occupazione e rendendo, tra l’altro, meno faticoso il lavoro dei contadini stessi.L’allarme gira sui media e genera allarmismo, paura, apprensione. Si e’ alla continua ricerca di notizie sensazionali: parlare alla pancia fa sempre piu’ effetto che parlare alla testa.
Se, invece, di sostituzione parlassimo di complementarieta’? Troppo difficile per i media nostrani! Meglio dedicarsi agli allarmi.
La Rai, visto che e’ un servizio pubblico, dovrebbe fornire elementi di valutazione maggiormente approfonditi. A quando?(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Fin dove può arrivare la chirurgia robotica in urologia?

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

Istituto_Nazionale_Tumori_Regina_Elena_-_RomaRoma. Quello della prostata è il tumore maschile per eccellenza: è infatti la neoplasia più frequente negli uomini, 35.000 sono le nuove diagnosi nel 2015. Ma anche le neoplasie della vescica e del rene hanno una elevata incidenza nella popolazione maschile: quello della vescica è il quarto tumore più frequente nei maschi con oltre 21.000 nuovi casi maschili e circa 5000 femminili nel 2015, il tumore del rene nello stesso anno ha colpito il doppio degli uomini rispetto alle donne, 8000 di sesso maschile contro i 4000 di sesso femminile. All’Istituto Regina Elena la Chirurgia Robotica offre una opzione terapeutica non solo negli stadi precoci di malattia, ma anche nelle terapie degli stadi avanzati e nei trattamenti di salvataggio, dopo fallimento di altre terapie. Per la terza volta presso il nostro Istituto, circa 300 urologi e 32 esperti mondiali in campo uro-oncologico a confronto per standardizzare oggi alcune procedure collaudate nei centri di riferimento.
Fin dove può arrivare la Chirurgia Robotica? All’Istituto Regina Elena si eseguono circa 400 interventi l’anno di chirurgia uro-oncologica, di cui 10 per l’asportazione totale del rene con trombectomia cavale, e cioè rimozione del trombo occludente la vena cava. L’ intervento è il gold standard in caso di cancro del rene che coinvolga la vena renale causando una trombosi neoplastica. L’ operazione è stata standardizzata e viene eseguita routinariamente con tecnica robotica in soli tre centri al mondo: a Roma all’Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena”, alla University of Southern California e al PLA General Hospital di Pechino.
Per la definizione dell’iter terapeutico del tumore della prostata la strettissima collaborazione tra chirurghi, radioterapisti e oncologi medici è un “must”. Il miglior trattamento ha portato i tassi di sopravvivenza per queste neoplasie all’80-90% a 10 anni dalla diagnosi, rendendo sempre più importante quindi l’attenzione agli aspetti relativi alla qualità di vita del paziente.
E al ripresentarsi della malattia a livello locale la chirurgia robotica di salvataggio è un trattamento emergente e di avanguardia, un approccio, mini-invasivo e in alcuni casi risolutivo, che sta rapidamente guadagnando popolarità e consenso nella comunità scientifica e presso i pazienti. Similmente, quando il paziente colpito da tumore prostatico presenta una ripresa della malattia ricorrere all’asportazione dei linfonodi pelvici (linfoadenectomia pelvica e retro peritoneale di salvataggio) offre una maggiore possibilità di guarigione o comunque un più duraturo controllo della malattia. La possibilità di eseguire questo intervento con il robot ha notevolmente ridotto la morbidità di questa chirurgia. Questo è quanto sta emergendo al grande meeting in corso al Regina Elena che vede oggi e domani riuniti 32 esperti chirurghi urologi e oncologi medici da tutto il mondo. “L’incontro prevede interventi di chirurgia robotica, organizzata insieme al mio staff – illustra Michele Gallucci, Direttore dell’Urologia IRE – e ai colleghi Inderbir Gill, Mihir Desai e Monish Aron della University of Southern California. Un team di eccezione, collaboriamo ormai da anni e oggi ci ritroviamo a Roma, per la terza volta insieme, per tirare le somme di 3 anni di intenso lavoro sulle procedure chirurgiche robotiche.” “Dalle sale operatorie del Regina Elena – sottolinea Marta Branca, Commissario Straordinario IFO – si fa scuola su interventi di grande complessità e con approccio completamente “intracoporeo”. L’urologia è stata la prima ma ora tutte le specialità chirurgiche degli Istituti utilizzano il robot. Posso tranquillamente affermare che il futuro della chirurgia è qui!” (foto: robotic urology)

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Più potere ai robot con il cloud computing

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2015

robot chirurgicoLa robotica cloud, che consiste nell’integrazione della tecnologia di cloud computing nei robot, ha guadagnato importanza a livello globale. Gli utenti finali hanno iniziato a riconoscere i benefici di questo nuovo concetto, che utilizza internet per aumentare le capacità di un robot, principalmente delegando la parte computazionale e fornendo servizi on-demand. Poiché questa idea è destinata a rendere i robot del futuro più produttivi ed efficienti, i diversi requisiti degli utenti finali saranno soddisfatti senza che la qualità dei servizi risulti compromessa. Una nuova analisi di Frost & Sullivan, intitolata “Innovations in Cloud Robotics”, rileva che la robotica cloud porterà allo sviluppo di robot intelligenti che avranno una maggiore efficienza computazionale e che consumeranno meno energia. Queste caratteristiche faranno scendere i costi di produzione, grazie alla riduzione dei componenti hardware, e si tradurranno in una riduzione delle emissioni. Le innovazioni nel campo della robotica cloud hanno avuto un notevole slancio, grazie alle iniziative di grandi aziende come Google e IBM e all’impegno di diversi istituti di ricerca in numerosi progetti attivi in tutto il mondo. La necessità di sviluppare robot caratterizzati da prestazioni e accessibilità elevate è stata al centro dell’interesse delle attività di ricerca. “Man mano che la robotica cloud supera la fase iniziale, numerose applicazioni di queste tecnologie verranno alla ribalta, – osserva Debarun Guha Thakurta, analista di Frost & Sullivan. – Per il momento, sanità, trasporti, robotica di consumo e produzione sono aree che possono trarre beneficio dall’utilizzo di risorse condivise e dall’eliminazione della necessità di gestire o aggiornare il software di robotica.” Considerando la grande diffusione della tecnologia del cloud computing e di smartphone e tablet, il mercato della robotica di consumo assisterà a una forte crescita. Inoltre, la robotica cloud sarà un catalizzatore per la nascita di un mercato commerciale per la robotica di consumo. La sfida principale per gli operatori del mercato, tuttavia, è rappresentata dall’elevata dipendenza della robotica cloud da una connessione Internet attiva per processare qualsiasi funzione. Nelle aree con connettività limitata o assente, i robot che fanno affidamento sul cloud sono incapaci di funzionare efficacemente e di rispondere prontamente nel caso di situazioni critiche. “La convergenza della robotica cloud con Big Data, context-aware computing e reti wireless ubique ad alta velocità, insieme all’utilizzo di sensori wireless avanzati, potrebbe risolvere i problemi legati alla connessione e i tempi di risposta lenti, – afferma Mousumi Dasgupta, analista di Frost & Sullivan. – Anche le operazioni che richiedono l’esecuzione di task in tempo reale avranno bisogno di robot orientati ai servizi con una propria capacità di elaborazione.” Lo studio “Innovations in Cloud Robotics” fa parte del servizio Technical Insights e offre un approfondimento sulle nove dimensioni della robotica cloud: anno di incidenza, potenziale del mercato, impronta globale, proprietà intellettuale, finanziamenti, ampiezza dei diversi settori, impatto e macro-tendenze, potenziali punti di convergenza e dimensioni dell’ecosistema di innovazione. Questo servizio di ricerca include inoltre una dettagliata analisi tecnologica e le tendenze nel settore, valutate in seguito ad esaurienti colloqui con gli operatori del mercato. Il servizio Technical Insights di Frost & Sullivan è un servizio internazionale di analisi tecnologica che fornisce una vasta gamma di avvisi sulle ultime notizie tecniche, newsletter e servizi di ricerca.

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Farmaci antipsicotici

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 febbraio 2012

Il Brain Center for Motor and Social Cognition dell’Istituto Italiano di Tecnologia e Università degli Studi di Parma (IIT@UniPr), il Gruppo di Neuroscienze Psichiatriche del Dipartimento di Neuroscienze e Organi di Senso e l’Unità di Medicina Nucleare dell’Università di Bari e il Dipartimento di Radiologia di Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo sono autori di un importante studio pubblicato su Schizophrenia Bulletin, edito dalla Oxford University Press e tra le più autorevoli riviste internazionali dedicate a questa patologia, dal titolo “DRD2 Genotype-Based Variation of Default Mode Network Activity and of Its Relationship with Striatal DAT Binding”. Questa ricerca rappresenta un forte esempio di eccellenza nazionale, ed è il risultato dell’operato congiunto del dott. Fabio Sambataro di IIT@UniPr e del prof. Alessandro Bertolino dell’Università di Bari con il suo gruppo ricerca.
Avvalendosi delle più recenti tecniche di neuroimmagine funzionale, utilizzate per identificare le specifiche aree del cervello che vengono attivate quando un soggetto compie un determinato compito, al fine di analizzare la relazione tra la loro attività e le funzioni alle quali sottendono, il gruppo di studio ha potuto identificare in che modo la diversa concentrazione dei recettori D2 presenti nel Corpo Striato del cervello influenza l’attività del Default Mode Network (DMN), circuito fortemente implicato in gravi stati patologici, quali la schizofrenia. Lo studio è stato realizzato su soggetti normali, ma con delle varianti genetiche che determinavano una diversa quantità di recettori D2, quindi una variazione degli effetti dati dalla quantità che il neurotrasmettitore dopamina può esercitare legandosi a loro. Infatti, l’attività del DMN viene regolata dall’azione di questo neurotrasmettitore sui recettori D2 presenti nel Corpo Striato del cervello.
Il DMN e il Task Positive Network (TPN) sono due dei circuiti maggiormente implicati nella mediazione di alcune funzioni cognitive. In particolare, il Task Positive Network entra in funzione nel momento in cui il cervello è deputato all’azione e, quindi, è orientato verso il mondo esterno. Al contrario, il Default Mode Network si attiva nel momento in cui il cervello è in una fase di introspezione o di pensiero autoreferenziale, ad esempio come nel sogno ad occhi aperti o nella fase di elaborazione di piani, progetti e azioni. La possibilità per il cervello di eseguire questo passaggio è di fondamentale importanza e, quando ciò non avviene, si manifestano difficoltà di esecuzione di compiti cognitivi che sono comuni a diverse gravi malattie mentali, tra cui la schizofrenia.
Questo studio ha permesso di determinare un possibile meccanismo neurale alla base del funzionamento dei farmaci antipsicotici. Questi farmaci esercitano la loro funzione terapeutica proprio diminuendo l’attività dei recettori D2, bloccando quindi l’effetto della dopamina su di essi. La riduzione di attività di questo neurotrasmettitore modulerebbe l’attività del DMN e la sua interazione con gli altri circuiti cerebrali del corpo striato e del TPN. Questi effetti potrebbero spiegare l’effetto dei farmaci antipsicotici usati nelle malattie mentali gravi, tra cui la schizofrenia.
Brain Center for Motor and Social Cognition@UniPr E’ un centro di ricerca della Fondazione IIT e l’Università di Parma, diretto dal Prof. Giacomo Rizzolatti, rivolto allo studio delle basi neuroscientifiche della cognizione sociale. Obiettivo del programma di ricerca del Centro è la comprensione dei meccanismi di base che sottendono i diversi aspetti della cognizione sociale e lo studio delle loro possibili interazioni.
Gruppo di Neuroscienze Psichiatriche del Dipartimento di Neuroscienze e Organi di Senso, dell’Università di Bari – ‘Aldo Moro’ E’ un gruppo di ricerca clinica in psichiatria da più di un decennio impegnato nella ricerca dell’eziologia e del trattamento della schizofrenia. Al suo interno conta circa venti persone che si dedicano quotidianamente alla ricerca. Al suo attivo può vantare una produzione scientifica di rilievo con circa quaranta articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali molto importanti.
Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) è una Fondazione di diritto privato istituita congiuntamente dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministero dell’Economia e Finanze, con l’obiettivo di promuovere l’eccellenza nella ricerca di base e in quella applicata e di favorire lo sviluppo del sistema economico nazionale. Lo staff complessivo di IIT conta circa 900 unità. L’area scientifica è rappresentata da circa 550 persone, di cui quasi il 25% è costituito da stranieri provenienti da più di 35 paesi di tutto il mondo e circa il 15% da “cervelli italiani rientrati”. Il 25% circa dello staff è composto da giovani studenti di dottorato.
La produzione di IIT vanta circa 65 brevetti e più di 2000 pubblicazioni. Nella sede di Genova collaborano dipartimenti di Robotica (“Robotica, Cervello e Scienze Cognitive” e “Robotica Avanzata”), dipartimenti orientati alle scienze della vita (“Neuroscienze e Tecnologie del Cervello”, e “Scoperta e Sviluppo Farmaci”) e facility di “Nanochimica”, “Nanofisica”, “Nanostrutture” e “Pattern Analysis & Computer Vision”. A partire dal 2009 l’attività scientifica è stata ulteriormente supportata da dieci centri di ricerca presenti sul territorio nazionale (Torino, Milano, Trento, Parma, Roma, Pisa, Napoli, Lecce) che sviluppano le nuove piattaforme del piano scientifico 2009-2011.

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