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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°30

Posts Tagged ‘rogo’

Boris Pahor: Il rogo nel porto

Posted by fidest press agency su sabato, 2 Maggio 2020

Collana gli Squali, trad. Mirella Urdih Merkù, pp. 36, euro 1.99 (La Nave di teseo Editore) Per non dimenticare l’incendio fascista del Narodni Dom di Trieste, che Renzo De Felice definì “il vero battesimo dello squadrismo organizzato”, e di cui a breve ricorre il centenario: “Tutta Trieste stava a guardare l’alta casa bianca dove le fiamme divampavano a ogni finestra. Fiamme come lingue taglienti, come rosse bandiere. (…) Gli uomini neri intanto gridavano e ballavano come indiani che, legata al palo la vittima, le avessero acceso sotto il fuoco. Ballavano armati di accette e manganelli.”
Con gli occhi di Branko ed Evka, due bambini di origine slovena che crescono nella Trieste del primo dopoguerra, Boris Pahor ripercorre con l’arte del racconto uno dei capitoli più drammatici della storia europea del novecento. In una città uscita divisa dalla prima guerra mondiale, in cui italiani e slavi si guardano con diffidenza, Branko ed Evka crescono tra i giochi e le paure dei loro coetanei, immersi nelle lingue e nelle culture della mitteleuropa. Finché, il 13 luglio del 1920, le squadre fasciste incendiano la Casa della cultura slovena di Trieste, il Narodni dom: inizia la caccia allo straniero, e anche i giochi dei bambini devono cambiare…

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Rogo di Fiumicino

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2015

incendio fiumicinoincendio fiumicino2Si è appena concluso l’incontro presso la Procura della Repubblica di Civitavecchia, tenuto dal Procuratore Capo Gianfranco Amendola al quale hanno partecipato il Capo del Corpo forestale dello Stato Cesare Patrone accompagnato dal Comandante Regionale per il Lazio e dal Comandante Provinciale di Roma.
È stato fatto il punto sulle indagini relative all’incendio che è divampato ieri a Fiumicino nella Pineta di Coccia di Morto. I rilievi in corso effettuati dal personale specializzato del Nucleo Investigativo Antincendio Boschivo (NIAB) del Corpo forestale dello Stato, che si è avvalso del Metodo scientifico delle Evidenze Fisiche, hanno evidenziato che l’area di insorgenza del rogo è unica, posta in Via del Pesce Luna, bordo strada, in un’area fortemente degradata e disseminata da numerosi cumuli di rifiuti abbandonati, sia di natura domestica che industriale. Le fiamme, trasportate dal forte vento, hanno rapidamente percorso prima gli arbusti della macchia mediterranea limitrofa, per poi interessare la vicina pineta raggiunta in più punti da faville incandescenti prodotte dagli arbusti e dalle canne di Arundo donax distaccatesi per effetto spotting che hanno dato origine a diversi focolai all’interno della pineta. Verosimilmente, il vento ha determinato la rapida propagazione delle fiamme. Circa la natura, dolosa o colposa, dell’incendio si attende ora l’esisto degli ulteriori accertamenti. (foto: incendio)

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Rom: il rogo di via Bonfadini

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2012

Londra domenica 8 aprile 2012, nella ricorrenza della Giornata Mondiale del Popolo Rom, duecento manifestanti si raduneranno davanti all’Ambasciata italiana a Londra fra le 13 e la 14 per chiedere alle autorità scrupolose indagini riguardanti il rogo di via Bonfadini, a Milano, e un piano di sostegno per le famiglie che sono rimaste senza alcun riparo. Il corteo, che promuove la fine degli sgomberi e della persecuizone dei Rom, partirà dal Memoriale del’Olocausto in Hyde Park a mezzogiorno”.Lo storico attivista Rom britannico Grattan Puxon ha annunciato da Londra che questa iniziativa è a sostegno dell’appello umanitario promosso da EveryOne e nazione Rom.Vi è grande indignazione in tutto il mondo per la reazione della autorità all’incendio del campo Rom di via Bonfadini, a Milano. Dopo che il rogo ha distrutto circa quaranta baracche e i beni personali di tante famiglie Rom, nessun programma umanitario è stato messo a punto dalle istituzioni. Il poeta e difensore dei diritti umani Paul Polansky*, che si trovava presso il campo, ha testimoniato l’episodio, rilevandone una possibile natura dolosa. “Ma quello che sorprende è la condizione della famiglie colpite dal rogo,” ha detto nel corso o di un intervista al network Milano in Movimento, “venti delle quali sono sono ora senza alcun rifugio. Il fuoco ha consumato ogni loro bene e le autorità non hanno provveduto neanche a fornire tende e soccorsi adeguati. Anziché soccorritori e personale sanitario, si vedono due auto della polizia ferme nei pressi delle macerie”. Il rogo di via Bonfadini è l’ennesimo che negli ultimi anni ha colpito la comunità Rom in Italia. Una recente mostra fotografica, intitolata Nel fuoco e nel ricordo** documentava i molti bambini uccisi dalle fiamme di incendi avvenuti in Italia, spesso di natura dolosa. Il Gruppo EveryOne e Nazione Rom hanno lanciato un appello alle Istituzioni nazionali e milanesi, affinché sia approntato con urgenza un piano di sostegno rivolto alle famiglie colpite dall’incendio. Finora, tuttavia, si segnala solo la reazione ostile da parte del Comune di Milano, che tramite un assessore ha definito in una mail lapidaria “idiozie al cubo” l’appello umanitario e la testimonianza del poeta Paul Polansky. “Ci amareggia e dispiace la reazione del Comune di Milano,” commenta il Gruppo EveryOne, “perché questo è il momento di cercare la verità e di essere solidali con le famiglie Rom di via Bonfadini, che non sono un ‘problema di sicurezza’ ma esseri umani in una condizione di grave emergenza umanitaria”.(Roberto Malini)

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Genitori bambini morti rifiutano aiuti comune Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 febbraio 2011

Roma «L’Amministrazione capitolina si è adoperata sin da subito per dare un aiuto concreto ai genitori dei bimbi morti due giorni fa nel rogo avvenuto nell’insediamento di via Appia Nuova, innanzitutto offrendo accoglienza presso una delle strutture comunali preposte. La famiglia, però, non ha voluto accettarla». Così l’assessore alle Politiche sociali di Roma Capitale, Sveva Belviso. «Ieri mattina la famiglia è stata condotta nel centro di via Salaria dove ha usufruito delle docce e del cambio di vestiario, prima di essere accompagnata presso l’Istituto di medicina legale – spiega l’Assessore –  In serata, sono stati portati in una struttura comunale di accoglienza ma l’offerta di aiuto è stata rifiutata». «Domani alle 17.30 insieme al sindaco Alemanno – conclude Sveva Belviso –  sarò presente alla veglia di preghiera in memoria dei quattro piccoli defunti che si terrà nella basilica di santa Maria in Trastevere».

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Rogo bambini Rom: visita Napolitano

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 febbraio 2011

Roma. “Vorrei esprimere tutta la mia stima e ammirazione nei confronti del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano” – ha detto il Presidente dell’UNICEF Italia Vincenzo Spadafora -“Attraverso il gesto di rendere l’ultimo saluto alle bare dei piccoli rom, oltre a quello di vicinanza ai genitori in un momento di cosi grande dolore, ci fa idealmente partecipi come cittadini  italiani di una tragedia senza precedenti e rende visibile mai come prima il dramma di bambini invisibili, dimostrando ancora una volta quanto alto sia in lui il senso dell’istituzione che rappresenta. Un gesto che mi auguro sia un esempio per tutti”.

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Roma: Bimbi morti in un rogo

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 febbraio 2011

“Le negligenze sull’emergenza nomadi sono purtroppo degenerate in tragedie. In qualsiasi paese civile e di diritto vige l’istituto delle dimissioni per chi è ritenuto responsabile del decesso dei 4 bambini  sulla via Appia Nuova” – lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, Presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale, in merito all’incendio in zona Tor Fiscale di una baracca all’interno di un insediamento abusivo.  “A quanto pare le politiche sino ad ora adottate nei riguardi del problema rom sono insufficienti, sia sul versante degli sgomberi che su quello dell’assistenza. In altri paesi europei non sarebbe ammissibile consentire il proliferare di baraccopoli  in ogni dove, sia per un discorso di sicurezza degli occupanti, sia dei residenti dei quartieri ove persistono gli insediamenti, senza contare l’aspetto legato prettamente al decoro urbano – continua Santori.
“Basta demagogia. Del problema legato al flusso incontrollato di nomadi nella Capitale, delle loro fonti di approvvigionamento e della reale possibilità di accoglienza se ne è parlato fin troppo. Alle azioni devono necessariamente seguire i fatti. L’unica strada per risolvere il problema rimane l’espulsione coatta per chi commette reati o non è in grado di  permanere nel territorio nazionale in quanto, non avendo una residenza né un  lavoro, occupa abusivamente aree della città. E’ necessario, poi, modificare la strategia dell’amministrazione che vincola gli sgomberi degli insediamenti all’assistenza nelle strutture di accoglienza. Non prendiamoci in giro. L’afflusso dei nomadi è troppo consistente per essere completamente oggetto di assistenza e  le risorse sono limitate. Serve una linea dura, altrimenti le tragedie di Via Morselli dello scorso agosto e Via Appia Nuova apriranno la strada a tanti altri drammi”. – conclude Santori.

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Rogo clinica Caracciolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2009

Roma Per il rogo che ha causato la morte di un’anziana donna nella clinica Caracciolo di Roma si sono levate le voci di quanti chiedono maggiori controlli sulla sicurezza nelle strutture private della capitale e del suo hinterland, soprattutto in materia di norme antincendio. In particolare Carlo Rienzi, presidente del Codacons ha puntato il dito contro le case di riposo private. “Esprimendo piena solidarietà ai familiari della vittima del rogo di ieri, auspichiamo altresì che questa morte non sia vana ma metta in luce le criticità presenti in molte strutture sanitarie, pubbliche e private”. A dichiararlo è Sebastiano Capurso, presidente della sezione Lazio di Anaste, l’associazione nazionale strutture per la terza età, l’unica associazione datoriale a rappresentare imprenditori di case di riposo e RSA per anziani.  “Ben vengano, quindi, controlli più accurati sulla sicurezza, purché non siano, come spesso accade, solo generati dal clima di emotività del momento, e quindi sommari e inefficaci – continua Capurso – Soprattutto non siano soltanto le strutture private nel mirino di quanti preposti ai controlli. E’ da chiedersi, infatti, se tutti gli ospedali e le altre strutture pubbliche della nostra regione siano in regola con le norme antincendio e con le altre normative sulla sicurezza. Sono sicuro, infatti, che controlli capillari e scrupolosi potrebbero rivelare notevoli sorprese”.

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