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Autostrada Roma-Latina

Posted by fidest press agency su sabato, 18 dicembre 2010

Pomezia 21 Dicembre 2010 conferenza pubblica presso la sala  cinema/teatro  in Via Filippo Re,5 angolo Via Orazio. per l’autostrada Roma-Latina. E’ l’ora della verità e dell’offensiva propositiva. E’ ormai assodato che l’informazione corretta non è di casa in chi  ha governato e governa la Regione Lazio.  Dopo l’approvazione al CIPE del progetto del così detto “Corridoio  Integrato Intermodale Roma-Latina”, è di nuovo partita la propaganda  e le bugie sui manifesti della Polverini. Si parla di Nuova Pontina, quando è una pesante autostrada a pagamento che si ferma a Borgo Piave di Latina;  che saranno impiegati 8.000 lavoratori l’anno, quando sul cantiere  saranno meno di 100 le maestranze occupate e altrettanti sull’indotto,  e di aver sbloccato oltre 2700 mln di euro quando le risorse certe sono  468 mln di euro (compreso IVA).  Ai pendolari si vende ancora l’illusione che l’autostrada risolverà  l’accesso a Roma. L’unica cosa certa sono i milioni di euro che verranno  intascati da Impregilo e soci, ma di benefici per i pendolari nemmeno l’ombra,  anzi con l’approvazione del progetto preliminare dell’innesto sull’A12,
decine di TIR e auto private provenienti dal nord e sud Italia, faranno  “compagnia” alle auto private bloccate nelle file interminabili, con la novità  che si pagherà il pedaggio e quotidianamente si formeranno serpentoni di lamiere lungo quello che noi definiamo il mostro di cemento e asfalto  dell’autostrada Roma-Latina. Le devastazioni arrecate le troviamo nelle centinaia di ettari di terreni espropriati, nell’abbattimento di decine di  case, nello sventramento del Parco di Decima-Malafede, nella chiusura di aziende agricole e produttive con la perdita di centinaia di posti di lavoro.  Tutto ciò è l’opposto dello sbandierato sviluppo del territorio.  Chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale, sa bene che la soluzione del  problema risiede nella riduzione dei flussi, ma questo si può fare solo  pianificando un’alternativa intermodale sostenibile. Quindi, deve essere  progettata e costruita la metropolitana leggera Roma-Pomezia-Ardea,  potenziate le reti ferroviarie pontine, come il raddoppio di quel binario triste e  solitario della linea Nettuno-Roma, costruire i parcheggi di scambio alle stazioni  e adeguare in sicurezza tutta la Via Pontina fino a Terracina.

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Corridoio Roma-Latina: Replica a A. Ruggeri

Posted by fidest press agency su domenica, 8 agosto 2010

E’ uscito il 28/07/10 su “Latina Oggi” e il 04/08/10 su “il Pontino” un intervento di Ruggeri sul corridoio Roma-Latina. La risposta viene  da Gualtiero Alunni Portavoce del Comitato  No Corridoio Roma-Latina. Scrive alunni:  “Prima di tutto vogliamo rispondere alle affermazioni del sig. Ruggeri sulla metro e sulla ferrovia argomentando le nostre moderne e sostenibili proposte sull’intermodalità e la sicurezza, rimaste inascoltate dalle amministrazioni regionali che si sono succedute: la costruzione della metropolitana leggera Roma-Pomezia-Ardea, il potenziamento e miglioramento delle linee ferroviarie pontine (Roma-S.Palomba-Latina e Nettuno – Campoleone), i parcheggi di scambio, l’adeguamento in sicurezza di tutta la Pontina. Questi interventi saranno di minor costo, di minor impatto ambientale e urbanistico, di minor inquinamento, ottenendo per i pendolari la sicurezza totale della Pontina e con la riduzione dei flussi di auto private, la tanta e giusta agognata riduzione delle interminabili file. Dando la priorità a queste sostenibili infrastrutture su ferro, si dimostrerà l’inutilità dell’autostrada.  Il sig. Ruggeri, tra l’altro, ci definisce “gli attivisti/professionisti della critica”, ma noi siamo semplici cittadini di diversa estrazione politica che in maniera autonoma dai partiti e con l’autofinanziamento, ci battiamo per la sicurezza stradale e per soluzioni efficaci e sostenibili. Le “presunte percentuali, calcoli, esborsi…” sono ricavati dai dati ufficiali del progetto dell’autostrada RM-LT. I nostri “commenti personali” sono il frutto di analisi tecniche e scientifiche collettive. Poi se per “infangare” s’intende la scesa il campo e le pressioni dei costruttori, unici beneficiari dell’opera, come Impregilo e l’Acer, basta andare a leggere il “Sole 24 Ore” del 30/6/2010. E ancora perché si parla di Nuova Pontina? L’opera infrastrutturale è una autostrada di tipo “A”, delle più pesanti, che non percorrerà tutta la Pontina, ma bensì si fermerà a Borgo Piave (Latina Nord) e nel suo percorso di 54 Km, per circa la metà, correrà esterna al quel tratto di Pontina (da Pomezia Nord ad Aprilia Nord), basta vedere tracciato approvato in Conferenza dei Servizi. Invece di parlare di “fiore all’occhiello” è più giusto parlare dell’ennesimo mostro di cemento e asfalto utile agli speculatori e non ai pendolari, perché per l’ingresso a Roma si continueranno a fare file interminabili pagando perfino il pedaggio/beffa”.

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Comitato No Corridoio Roma – Latina

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2010

Gualtiero Alunni Portavoce del comitato risponde alla Polverini: “Nelle “60 puntuali e dettagliate azioni di governo” riportate nella lettera Lei dichiara: “In particolare mi è chiarissima la necessità dell’adeguamento della Roma-Latina, non è più possibile assistere allo stillicidio di incidenti quotidiani. Mi impegno a mettere in campo da subito tutte le risorse disponibili per la messa in sicurezza dell’arteria”. Se ci fermassimo a questo, saremo d’accordo e Le consiglieremo di chiedere che gli 800 mln della quota pubblica per costruire l’autostrada Roma-Latina vengano stornati per l’adeguamento in sicurezza di tutta la Via Pontina. Ma ha continuato: “sul piano della viabilità regionale andremo molto oltre: vogliamo riprendere il progetto del corridoio tirrenico meridionale da Fiumicino a Formia e realizzare la Cisterna-Valmontone”. In riferimento a quest’ultima affermazione, Lei in campagna elettorale dichiarava su SKY, facendo una enorme gaffe: “difatti pochi giorni fa l’ho percorsa nel tour elettorale”. Dato che per fortuna ancora non esiste, poteva almeno dichiarare che l’aveva sognata nei suoi incubi notturni! La riesumazione del progetto della Giunta Storace, che per la sua lunghezza di oltre 130 km verrebbe a costare almeno 4.000 milioni di euro, essendo in project financing, lo Stato e quindi tutti i cittadini “contribuiranno” per il 40%, sborsando 1.600 milioni di euro per un’opera inutile, perché è nota a tutti l’impossibilità dell’ingresso a Roma e non si risolverebbe neanche costruendo il secondo GRA, che sposterebbe, danneggiando e aumentando le file, il traffico sulle altre consolari. Quindi, la buona amministrazione vorrebbe che s’intervenisse con l’unica soluzione sostenibile e cioè l’ottimizzazione dell’intermodalità, la riduzione dei tempi di percorrenza, dei costi e dell’inquinamento: la costruzione della metropolitana leggera Roma-Pomezia-Ardea e il potenziamento delle attuali reti ferroviarie. Così facendo si porterebbe ad attuazione anche il Suo auspicio Presidente Polverini: “Una mobilità accessibile ed efficiente si garantisce con investimenti nelle infrastrutture del trasporto pubblico regionale e nel materiale rotabile. Solo così si potrà rilanciare il trasporto ferroviario da e verso la Capitale e le altre principali località laziali, e conquistare una effettiva integrazione ferro-gomma”.  Le chiediamo di recedere da quanto ha ulteriormente dichiarato: “promuoveremo rapidamente un Accordo di programma quadro con il ministero delle Infrastrutture, il comune di Roma e le province del Lazio proprio per indirizzare le risorse su questi investimenti prioritari”. Per non andare sulla cattiva strada La invitiamo, prima che prenda decisioni affrettate, a confrontarsi democraticamente con le Comunità locali, le Associazioni e i Comitati al fine di trovare insieme una soluzione condivisa e partecipata. Diversamente, come accaduto ai suoi predecessori, si troverà a dover fronteggiare una dura opposizione sociale degli agricoltori, degli ambientalisti, dei pendolari e delle comunità dell’agro romano e del pontino. Di potenziali “Attila devastatori” ne abbiamo avuti abbastanza, speriamo che la Regione Lazio avendo per la prima volta una donna come Presidente, voglia ascoltare i cittadini e non i soliti poteri forti speculativi”.

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