Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘romain gary’

ROMAIN GARY: Gli aquiloni

Posted by fidest press agency su domenica, 30 dicembre 2018

È un giorno d’ombra e sole degli anni Trenta quando, dopo essersi rimpinzato e assopito sotto i rami di una capanna, Ludo scorge per la prima volta Lila, una ragazzina biondissima che lo guarda severamente da sotto il cappello di paglia. Ludo vive a Cléry, in Normandia, con suo zio Ambroise, «postino rurale» tornato pacifista dalla Grande guerra e con una inusitata passione: costruire aquiloni. Non è un costruttore qualunque. Da quando la Gazette di Honfleur ha ironicamente scritto che gli aquiloni dell’«eccentrico postino» avrebbero reso famosa Cléry «come i pizzi hanno costituito la gloria di Valenciennes, la porcellana quella di Limoges e le caramelle alla menta quella di Cambrai», Ambroise è divenuto una celebrità. Belle dame e bei signori accorrono in auto da Parigi per assistere alle acrobazie dei suoi aquiloni, sgargianti strizzatine d’occhio che il vecchio normanno lancia in cielo.
Anche Lila vive in Normandia, benché soltanto in estate. Suo padre non è, però, un «postino spostato». È Stanislas de Bronicki, esponente di una delle quattro o cinque grandi dinastie aristocratiche della Polonia, detto Stas dagli amici dei circoli di giocatori e dei campi di corse. Un finanziere che guadagna e perde fortune in Borsa con una tale rapidità che nessuno potrebbe dire con certezza se sia ricco o rovinato.
L’incontro infantile con Lila diventa per Ludo una promessa d’amore che la vita deve mantenere.
Il romanzo è la storia di questa promessa, o dell’ostinata fede di Ludo in quell’incontro fatale. Una fede che non viene meno nemmeno nei drammatici anni dell’invasione tedesca della Polonia, in cui Lila e la sua famiglia scompaiono, e Ludo si unisce alla Resistenza per salvare il suo villaggio dai nazisti, proteggere i suoi cari e ritrovare la ragazzina biondissima che lo guardava severamente da sotto un cappello di paglia.Traduzione di Giovanni Bogliolo Euro 14,00 347 pagine Neri pozza editore.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Romain Gary: La vita davanti a sé

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

Pubblicato per la prima volta nel 1975, La vita davanti a sé fu subito accolto con grande favore dalla critica e dal pubblico francesi. L’opera vinse il Goncourt, il più prestigioso premio letterario francese, ed Émile Ajar, il suo misterioso autore, divenne di colpo il romanziere più promettente degli anni Settanta, l’inventore di un gergo da banlieue e da emigrazione, il cantore di quella Francia multietnica che cominciava a cambiare il volto di Parigi.Nel 1980, il colpo di scena. La comparsa nelle librerie di Vita e morte di Émile Ajar, un libretto-confessione di Romain Gary dato alle stampe pochi mesi dopo la sua morte, rivelò al mondo letterario francese una verità inaspettata: l’autore di quelle pagine osannate da pubblico e critica cinque anni prima altri non era che Gary stesso, l’eroe di guerra, il diplomatico, il tombeur de femmes, già vincitore di un Goncourt con Le radici del cielo, considerato da molti un sopravvissuto, un romanziere a fine corsa.
Sono trascorsi molti anni da quelle vicende. La vita davanti a sé continua ad essere una delle opere più lette e amate nel mondo e Romain Gary è al centro oggi di una travolgente riscoperta da parte della critica e dei lettori.
«Venti anni prima di Pennac e degli scrittori dell’immigrazione araba, il romanzo narra la storia di Momo, ragazzino arabo nella banlieue di Belleville, figlio di nessuno, accudito da una vecchia prostituta ebrea, Madame Rosa» (Stenio Solinas). È la storia di un amore materno in un condominio della periferia francese dove non contano i legami di sangue e le tragedie della storia svaniscono davanti alla vita, al semplice desiderio e alla gioia di vivere. Un romanzo toccato dalla grazia, in cui l’esistenza è vista e raccontata con l’innocenza di un bambino, per il quale le puttane sono «gente che si difende con il proprio culo», e «gli incubi sogni quando invecchiano».
Manuele Fior, uno dei più importanti illustratori del nostro tempo, collaboratore del New Yorker e autore di opere oggetto di numerosi riconoscimenti, ha deciso di illustrare l’opera con splendide immagini che offrono, soprattutto ai lettori più giovani, la possibilità di ammirare anche con lo sguardo uno dei capolavori della narrativa francese contemporanea.
Romain Gary (pseudonimo di Romain Kacev) nacque a Vilnius nel 1914. A trent’anni, Gary è un eroe di guerra (gli viene conferita la Legion d’honneur), scrive un romanzo, Educazione europea (Neri Pozza, 2006), che Sartre giudica il miglior testo sulla resistenza, gli si aprono le porte della diplomazia. Nel 1956 vince il Goncourt con Le radici del cielo (Neri Pozza, 2009). Nel 1960 pubblica uno dei suoi capolavori La promessa dell’alba (Neri Pozza, 2006). Nel ’62 sposa Jean Seberg, l’attrice americana di Bonjour tristesse, l’interprete di A bout de souffle. Nel 1975 pubblica, con lo pseudonimo di Émile Ajar (identificato all’inizio come Paul Pavlovitch, nipote reale di Romain Gary), La vita davanti a sé che, nello stesso anno, vince il Prix Goncourt. Nel 1980 dà alle stampe il suo ultimo romanzo Gli aquiloni (Neri Pozza, 2017) e il 2 dicembre dello stesso anno si uccide, nella sua casa di rue du Bac a Parigi. Con un colpo di pistola alla testa.
Manuele Fior è nato a Cesena nel 1975, ha vissuto a Venezia, a Berlino, a Oslo, ora risiede a Parigi. Artista di respiro internazionale è uno dei disegnatori più apprezzati in Italia e all’estero. Collabora con The New Yorker, Le Monde, Vanity Fair, a quotidiani come La Repubblica e Il Sole 24 Ore. Con il graphic novel Cinquanta chilometri al secondo ha vinto il Premio Fauve d’or come Miglior Album al festival Internazionale di Angoulême 2011. (by Neri Pozza Editore)

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Libro: GLI AQUILONI, Romain Gary

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 febbraio 2018

GLI AQUILONIÈ un giorno d’ombra e sole degli anni Trenta quando, dopo essersi rimpinzato e assopito sotto i rami di una capanna, Ludo scorge per la prima volta Lila, una ragazzina biondissima che lo guarda severamente da sotto il cappello di paglia. Ludo vive a Cléry, in Normandia, con suo zio Ambroise, «postino rurale» tornato pacifista dalla Grande guerra e con una inusitata passione: costruire aquiloni. Non è un costruttore qualunque. Da quando la Gazette di Honfleur ha ironicamente scritto che gli aquiloni dell’«eccentrico postino» avrebbero reso famosa Cléry «come i pizzi hanno costituito la gloria di Valenciennes, la porcellana quella di Limoges e le caramelle alla menta quella di Cambrai», Ambroise è divenuto una celebrità. Belle dame e bei signori accorrono in auto da Parigi per assistere alle acrobazie dei suoi aquiloni, sgargianti strizzatine d’occhio che il vecchio normanno lancia in cielo. Anche Lila vive in Normandia, benché soltanto in estate. Suo padre non è, però, un «postino spostato». È Stanislas de Bronicki, esponente di una delle quattro o cinque grandi dinastie aristocratiche della Polonia, detto Stas dagli amici dei circoli di giocatori e dei campi di corse. Un finanziere che guadagna e perde fortune in Borsa con una tale rapidità che nessuno potrebbe dire con certezza se sia ricco o rovinato.
L’incontro infantile con Lila diventa per Ludo una promessa d’amore che la vita deve mantenere. Il romanzo è la storia di questa promessa, o dell’ostinata fede di Ludo in quell’incontro fatale. Una fede che non viene meno nemmeno nei drammatici anni dell’invasione tedesca della Polonia, in cui Lila e la sua famiglia scompaiono, e Ludo si unisce alla Resistenza per salvare il suo villaggio dai nazisti, proteggere i suoi cari e ritrovare la ragazzina biondissima che lo guardava severamente da sotto un cappello di paglia. Neri Pozza Editore. Traduzione dal francese di Giovanni Bogliolo Euro 14,00 352 pagine.
Romain Gary (pseudonimo di Romain Kacev) nacque nel 1914. A trent’anni, Gary è un eroe di guerra (gli viene conferita la Legion d’honneur), scrive un romanzo, Educazione europea (Neri Pozza, 2006), che Sartre giudica il miglior testo sulla resistenza, gli si aprono le porte della diplomazia. (foto: GLI AQUILONI)

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Romain Gary Cane bianco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2009

È il 17 febbraio 1968 e in uno di quegli appartamenti di lusso di Beverly Hills, in cui si asserragliano i divi del grande schermo, si aggira Romain Gary. La moglie, l’attrice Jean Seberg, è alle prese con un film hollywoodiano, e Gary trascorre buona parte del suo tempo a scrivere e a prendersi cura del piccolo zoo domestico trasportato da Parigi: il gatto birmano Bruno e la sua compagna siamese Maï; la vecchia gatta di strada Bippo, misantropa e selvatica, che allunga un colpo di artigli ogni volta che qualcuno cerca di accarezzarla; il tucano Billy-Billy, adottato durante una trasferta di Jean Seberg in Colombia e Sandy, un grande cane giallo, un cucciolone ingenuo, almeno fino al giorno in cui non ha gettato alle ortiche anni di rigida educazione borghese correndo dietro a una sua simile di facili costumi dalle parti di Sunset Strip. Los Angeles è flagellata da un temporale mostruoso e sulle strade le Cadillac arrancano faticosamente fendendo l’acqua.  Intorno a mezzogiorno, un abbaiare familiare risuona da dietro la porta. Gary va ad aprire e scorge sulla soglia Sandy, la coda tra le gambe, il muso a fil di terra, e, affianco a lui, un imponente pastore tedesco dal pelo grigio screziato di bianco e una bella testa.  La coda, le orecchie dritte, lo sguardo acceso, tutto di quel grigione seduce Gary. Il colosso viene battezzato Batka, piccolo padre in russo, e subito accolto nello zoo domestico e coccolato per la sua dolcezza, così in contrasto col suo torace da lottatore e le sue grandi fauci scure. Un pomeriggio di qualche settimana dopo, però, Batka riserva la prima sorpresa: latrati irregolari, rapidi e rabbiosi, bava alla bocca, uno spaventoso sguardo carico d’odio soltanto perché un operaio di colore, addetto alla pulizia dei filtri della piscina, è apparso al suo cospetto. Il disagio di Gary si trasforma in autentico sgomento quando, qualche giorno dopo, Batka non sgozza per un pelo, saltandogli alla gola, il fattorino di un supermercato… Un fattorino nero. Batka è, infatti, un white dog, un cane bianco, una di quelle bestie addestrate nell’America razzista della fine degli anni Sessanta a dare la caccia ai neri… Appartenente alle opere del ciclo americano di Romain Gary, Cane bianco è il romanzo di uno scrittore russo-francese, profondamente intriso di spirito europeo, sulla «democrazia americana». Con gli occhi di chi crede con fermezza che scopo della democrazia «sia far accedere ogni uomo alla nobiltà», Gary mette alla berlina sia il razzismo della destra americana sia le prime sciocche manifestazioni del politically correct dei liberal. Parla in queste pagine la voce unica di un grande scrittore capace di fustigare le «anime belle» senza aver mai smesso di trascinare «intatte per il mondo» le sue illusioni.«Io sono uno di quei democratici convinti che lo scopo della democrazia sia far accedere ogni uomo alla nobiltà». Romain GaryTraduzione dal francese di Riccardo Fedriga Euro 12,50 240 pagine EAN 978885403649 Biblioteca Neri Pozza
Romain Gary (pseudonimo di Romain Kacev) nacque nel 1914 in Lituania, figlio naturale di un’attrice, ebrea russa fuggita dalla rivoluzione, e di Ivan Mosjoukine, la più celebre vedette, insieme a Rodolfo Valentino, del cinema muto. A trent’anni, Gary è un eroe di guerra (gli viene conferita la Legion d’honneur), scrive un romanzo, Educazione europea (Neri Pozza 2006), che Sartre giudica il miglior testo sulla resistenza, gli si aprono le porte della diplomazia. Nel 1956, vince il Goncourt con Le radici del cielo (Neri Pozza 2009). Nel 1960 pubblica uno dei suoi capolavori La promessa dell’alba (Neri Pozza 2006). Nel ’62 sposa Jean Seberg, l’attrice americana di Bonjour tristesse, l’interprete di A bout de souffle. Nel 1975 pubblica, con lo pseudonimo di Emile Ajar (identificato all’inizio come Paul Pavlovitch, nipote reale di Romain Gary), La vita davanti a sé (Neri Pozza 2005) che, nello stesso anno, vince il Prix Goncourt. Il pomeriggio del 3 dicembre 1980, Gary si uccide, nella sua casa di place Vendôme a Parigi. Con un colpo di pistola alla testa.E’ Romain Gary Neri Pozza ha anche pubblicato Biglietto scaduto (2008). http://www.romaingary.org/

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »