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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘ronde’

A Roma si torna a parlare di ronde

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2015

ronde_internaPaolo Marchionne, minisindaco del III Municipio di Roma Capitale, intervistato da Radio Cusano Campus, l’emittente del’Università Degli Studi Niccolò Cusano, nel corso del format ECG Regione da Andrea Di Ciancio e Roberto, ha commentato: “Non servono le ronde o le passeggiate della legalità, ma altre iniziative. Può essere molto più utile il fatto che si possa realizzare una zona di videosorveglianza diffusa ad opera dell’amministrazione, poi ovviamente se quella dei cittadini vuole essere una manifestazione di natura politica o civile per alzare il campanello di allarme è assolutamente legittima, ma le passeggiate notturne possono comunque esporre i residenti ad altri tipi di rischi e non mi sento assolutamente di caldeggiarle”. La risposta di Marchionne arriva dopo l’intervento, sempre su Radio Cusano Campus, di un esponente del Comitato di Quartiere Valli Conca D’Oro, che ha annunciato: “Noi non chiediamo piste ciclabili su via Conca D’Oro per abbellire il quartiere, ma solamente le basi: sicurezza, la lotta al degrado e il rispetto per i cittadini che pagano le tasse. Cose che non avvengono. Se le Istituzioni non sono in grado di garantire quello che è il minimo sindacale sono tenute a dimettersi. Ci organizzeremo in ronde? L’otto marzo ci sarà un incontro, il comitato di quartiere si organizzerà in passeggiate serali per supportare, entro tutti i termini di legge, la polizia, i carabinieri e i vigili urbani, per far sì che i problemi legati alla sicurezza che riguardano il nostro quartiere vengano meno. La situazione è diventata insostenibile, dove le istituzioni non mettono mano, ci metteremo mano noi”. (foto fonte il fatto quotidiano)

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6° ronde Valtiberina: Cambia la top ten assoluta

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2012

Sansepolcro (Arezzo) La classifica assoluta della 6^ Ronde Valtiberina, penultima prova del Challenge Raceday Ronde Terra, organizzata da PRS Group e Valtiberina Motorsport, svoltasi con quattro passaggi sulla celebre Prova Speciale “Alpe di Poti”, è stata modificata a seguito dell’esclusione del concorrente numero 24, il sardo naturalizzato toscano Gavino Carta in coppia con “Lady Tuning” su una Subaru Impreza N14 del Team War Racing, i quali avevano concluso l’impegno in quarta posizione assoluta e seconda del Gruppo N. Il Collegio dei Commissari Sportivi, dopo avere ricevuto segnalazione dai Commissari Tecnici di una irregolarità alla turbina della vettura di Carta, hanno provveduto alla convocazione del concorrente dopo l’arrivo e dopo averne sentite le motivazioni ha deciso di escluderlo dalla classifica per la motivazione sopra descritta. La flangiatura della turbina è risultata non conforme alle prescrizioni tecniche della fiche di omologazione della vettura essendo stata rilevata una misura superiore alla normale misura prevista di 33 mm. Il concorrente, informato dei suoi diritti, dichiarando di non essere a conoscenza della irregolarità sul particolare meccanico della vettura affidatagli ha deciso di non ricorrere in appello e per esso verrà chiesto il deferimento alla Procura Federale secondo le norme del Regolamento Sportivo Nazionale (art.154bis) e della Norma Supplementare 11 (art. 15.1.10).
Classifica finale (Top Ten) : 1. Paddon-Pons (Mitsubishi Lancer Evo X) in 27’23.1; 2. Bresolin-Pollet (Peugeot 206 WRC) a 20.8; 3. Hoelbling-Siena (Citroen Xsara WRC) a 24.3; 4. Bentivogli-Cecchi (Subaru Impreza STI) a 38.6; 5. Pierangioli-Biondi (Mitsubishi Lancer Evo IX) a 43.4; 6. Nerobutto-Nerobutto (Subaru Impreza Spec C) a 58.6; 7. Romagna-Zanella (Citroen Xsara WRC) a 1’04.4; 8. Succi-Guzzi (Mitsubishi Lancer Evo IX) a 1’21.0; 9. De Angelis-Costa (Abarth Grande Punto S2000) a 1’21.3; 10. Carella-Riolfo (Renault New Clio) a 1’45.3;

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Ronde spurie ed eccentriche

Posted by fidest press agency su domenica, 27 giugno 2010

“Abbiamo perso il conto di quante siano state le norme, varate dal Governo Berlusconi, che la Suprema Corte ha dichiarato incostituzionali e già questo basterebbe perché il Governo Berlusconi lasciasse la guida del Paese per manifesta ignoranza (nel senso di ignorare). Ma la decisione di ieri in merito alle “ronde” rende finalmente giustizia al nostro buon senso contro gli atteggiamenti spot dell’esecutivo”. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, commenta così la sentenza della Corte Costituzionale sulla incostituzionalità delle ronde. La Corte Costituzionale ha in parte bocciato le norme sulle ‘ronde’ previste dal pacchetto sicurezza del 2008-2009. La Consulta, con la sentenza 226 depositata in cancelleria, ha dato il via libera all’impiego di cittadini non armati per segnalare eventi che possano arrecare danno alla “sicurezza urbana”, mentre ha dichiarato illegittimo l’impiego delle ‘ronde’ in situazioni di “disagio sociale”.  Questo, secondo la Corte, è “elemento spurio ed eccentrico rispetto alla ratio ispiratrice delle norme”. “Elemento spurio ed eccentrico – dice Franco Maccari – così scrivono i giudici e, ci si creda o no, a noi non fa proprio piacere leggere che chi è chiamato a legiferare su cose di vitale importanza, si serva di elementi spuri ed eccentrici. E più che non farci piacere ci preoccupa moltissimo”. “Ecco perché – conclude il Segretario Generale del Coisp – a questo punto ci aspettiamo che il Governo ammetta l’ennesimo flop normativo in tema di gestione della sicurezza. Sarebbe un gesto di enorme responsabilità che cancellerebbe l’onta di aver pensato a una legge spuria ed eccentrica”.

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Continua il bluff sulle ronde

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2009

In Parlamento viene discussa  la possibilità per i Comuni di rimborsare i volontari delle ronde. Lo prevede infatti un comma della bozza dell’emendamento “omnibus” del relatore alla Finanziaria, Massimo Corsaro. La proposta di modifica aggiunge la possibilità per i Sindaci di avvalersi di associazioni di cittadini ai fini di sicurezza, la “possibilità di rimborso da parte dei Comuni  delle spese sostenute dalle predette Associazioni”. “Quindi facciamo due conti – osserva Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – con quali soldi i Comuni dovrebbero rimborsare i volontari delle ronde? Evidentemente con quelli dei cittadini, i quali però con le loro tasse in qualche modo “già pagano” per avere dei servizi legati alla sicurezza. Una catena perversa – dice ancora Maccari – che crea solo clientela e di certo non dà ai cittadini quel grado di sicurezza che meritano. Abbiamo in Italia dei Comuni tanto virtuosi da potersi permettere di rimborsare dei volontari che girano di notte per le strade? Bene noi proponiamo un contro emendamento. I Sindaci rimborsino la benzina e le auto delle Forze di Polizia, diano i loro contributi al pagamento degli straordinari per quei Poliziotti che fanno servizio di notte a volte in condizioni precarie”. “Basta con queste pagliacciate, – conclude il Segretario Generale del Sindacato Indipendente di Polizia – basta con queste prese in giro. A questo punto passeremo davvero all’attacco e sul primo Comune che rimborserà, anche ad associazioni occultate da altri scopi, il servizio di ronde, chiederemo controlli strettissimi sui conti con interventi punitivi nei confronti di quelle amministrazioni che utilizzano un argomento serio come la sicurezza per fare clientela.”

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Napolitano e le ronde

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2009

“Finalmente il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha detto una frase chiara su un principio fin troppo ovvio: solo alle Forze di Polizia spetta la salvaguardia attiva della sicurezza dei cittadini”. A sostenerlo è Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – Sindacato Indipendente di Polizia. “Il Capo dello Stato – prosegue Maccari – parlando alla Conferenza dei Prefetti davanti al ministro dell’Interno Maroni, ha ribadito il ruolo delle Forze di Polizia nella tutela della sicurezza pubblica, e la necessità di un loro più efficace coordinamento, sostanzialmente delegittimando le ‘ronde’ inserite dal Governo nel recente decreto sulla sicurezza”. “E’ evidente – conclude il Segretario Generale del COISP – che l’unico modo di garantire la sicurezza dei cittadini è quello di  riorganizzare e dotare di personale dignitosamente retribuito e mezzi adeguati la Polizia di Stato e le altre Forze dell’Ordine, facendo in modo che gli Operatori di Polizia facciano il mestiere per i quali sono stati assunti, preparati e delegati dallo Stato: un mestiere che certo non può essere svolto in maniera seria ed efficace da anziani giustizieri o giovanotti muscolosi che aspirano a fare i Chuck Norris di periferia”.

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Le “ronde” nel quartiere Chiaia a Napoli

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2009

Il responsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti: “Iniziativa lodevole ma è necessario un preciso coordinamento tra associazioni e forze dell’ordine” “È da apprezzare come i cittadini scendano in campo per combattere il degrado e la violenza che colpisce Napoli e i suoi quartieri più belli come quello di Chiaia” Questo il commento di Antonio D’Auria, responsabile per la Campania del movimento Italia dei Diritti, riguardo all’iniziativa partita da alcune associazioni del capoluogo campano come “Napoli Liberal”, “Napoli punto a capo”, “Chiaia per Napoli”, “Campania Sanità”,  “Le botteghe dei mille» e l’associazione dei commercianti, con l’obiettivo di offrire una risposta concreta al sempre più diffuso bisogno di sicurezza e legalità. Secondo il patto siglato, che ha avuto anche il pieno sostegno dalle «Agenzie di viaggio» di Confindustria Campania, nel quartiere circoleranno squadre di volontari organizzate su turni che avranno il compito di difendere i monumenti da vandali e writers, in particolare nelle ore serali, nei fine settimana e nei festivi, armati solo di cellulari e macchine fotografiche. I cittadini protagonisti delle “ronde” potranno chiedere l’ intervento delle forze dell’ordine e documentare gli episodi di illegalità. “Iniziative come queste sono sempre apprezzate, – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – soprattutto in una città come Napoli, spesso penalizzata da singoli episodi di violenza e degrado. L’importante è che non si vengano a creare ulteriori disordini, magari dovuti ad un eccesso di zelo e che in caso di buona riuscita del progetto, li dove necessario, ci sia una risposta immediata delle forze dell’ordine”.

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Ronde? Una leggenda metropolitana?

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2009

Il Sindacato Indipendente di Polizia, interviene sull’argomento “ronde” e sugli scarsi effetti che queste hanno avuto.  “Ancora una volta diciamo che è stato troppo comodo.  – dice Franco Maccari – Troppo comodo lasciare i poliziotti a piedi per mancanza di soldi per la manutenzione delle volanti. Troppo comodo lasciare i poliziotti in caserma per il blocco degli straordinari. La risposta dei cittadini adesso dovrebbe essere “vi rimboccate le maniche e riorganizzate la Polizia di Stato, i Carabinieri e quant’altro esiste, assegnando loro stipendi dignitosi e mezzi adeguati”, facendo in modo che gli Operatori di Polizia facciano il mestiere per i quali sono stati assunti, preparati e delegati dallo Stato, ossia garantire la sicurezza dei cittadini. Cosa ne penserebbe un malato che aspettando di essere operato da un chirurgo finisse sotto i ferri di un farmacista?” – si chiede il leader del Sindacato Indipendente di Polizia, che continua – “Le ronde, come ha denunciato più volte il Coisp, avranno ben pochi effetti tangibili sull’abilità dello Stato di combattere i comportamenti criminali; però c’è da scommettere che i “pruriti” violenti e forcaioli di gran parte della popolazione  saranno ben soddisfatti. Tra l’altro, questi aspiranti miliziani, che ancora parlano, non si sono accorti che il decreto “ronde” è una presa in giro che pian piano sta venendo fuori se è vero come è vero che proprio nel Nord Est a 40 giorni dal decreto Maroni le domande di autorizzazione sono a zero. Dopo 40 giorni possiamo affermare senza tema di smentita – conclude il Segretario Generale del Coisp –  che questo è stato l’ennesimo bel colpo propagandistico e ad effetto di scarsa efficienza. E siamo d’accordo, almeno stavolta, con l’onorevole D’Alema quando afferma, come ha fatto oggi a Venezia, che  la sicurezza va garantita fornendo il carburante necessario alle auto delle Forze dell’Ordine. C’ò un contrasto tra la pretesa di mettere la sicurezza al centro delle politiche pubbliche e scelte che poi penalizzano la sicurezza stessa dei cittadini.”

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I quaranta giorni inutili delle ronde

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2009

E’ stato troppo comodo. – dice Franco Maccari Segretario Generale del  Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, lasciare i poliziotti a piedi per mancanza di soldi per la  manutenzione delle volanti. Troppo comodo lasciare i poliziotti in caserma per il blocco degli straordinari. La risposta dei cittadini adesso dovrebbe essere “vi rimboccate le maniche e riorganizzate la Polizia di Stato, i Carabinieri e quant’altro esiste, assegnando loro stipendi dignitosi e mezzi adeguati”, facendo in modo che gli Operatori di Polizia facciano il mestiere per i quali sono stati assunti, preparati e delegati dallo Stato, ossia garantire la sicurezza dei cittadini. Cosa ne penserebbe un malato che aspettando di essere operato da un chirurgo finisse sotto i ferri di un farmacista?”  si chiede il leader del Sindacato Indipendente di Polizia, che continua –  “Le ronde, come ha denunciato più volte il Coisp, avranno ben pochi effetti tangibili sull’abilità dello Stato di combattere i comportamenti criminali; però c’è da scommettere che i “pruriti” violenti e forcaioli di gran parte della popolazione saranno ben soddisfatti. Tra l’altro, questi aspiranti miliziani, che ancora parlano, non si sono accorti che il decreto “ronde” è una presa in giro che pian piano sta venendo fuori se è vero come è vero che proprio nel Nord Est a 40 giorni dal decreto Maroni le domande di autorizzazione sono a zero. Dopo 40 giorni possiamo affermare senza tema di smentita – conclude il Segretario Generale del Coisp – che questo è stato  l’ennesimo bel colpo propagandistico e ad effetto di scarsa efficienza. E siamo d’accordo, almeno stavolta, con l’onorevole D’Alema quando afferma, come ha fatto oggi a Venezia, che la sicurezza va garantita fornendo il carburante necessario alle auto delle Forze dell’Ordine. C’e’ un contrasto tra la pretesa di mettere la sicurezza al centro delle politiche pubbliche e scelte che poi penalizzano la sicurezza stessa dei cittadini.”

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No alle ronde si all’integrazione

Posted by fidest press agency su domenica, 9 agosto 2009

“Uno Stato che riconosce la giustizia fai da te e affida il controllo del territorio ai privati dichiara, nel modo più plateale ed esplicito, il proprio fallimento. Uno Stato che non sia in grado di assicurare il controllo sul proprio territorio non può definirsi uno Stato sovrano”. Questo il giudizio di Guido Barbera, presidente del Cipsi – coordinamento di 42 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale – alla vigilia dell’entrata in vigore del decreto attuativo per la regolamentazione delle ronde cittadine e del reato di clandestinità. Domani 8 agosto, infatti, il Ministro degli Interni Roberto Maroni varerà le norme per regolamentare le «associazioni tra cittadini non armati», come vengono definite nella legge 194/2009. Una denominazione che non nasconde la vera natura di questo provvedimento, una vera e propria delega ai privati cittadini di compiti che sono propri delle forze dell’ordine e che ha come unico effetto quello di alimentare un clima di diffidenza, paura e insicurezza. “Per questo – sottolinea Barbera – chiediamo con forza a tutti i Comuni italiani, ai sindaci e ai cittadini di dire no alle ronde. Lanciamo un appello alle istituzioni locali affinché vengano promosse iniziative per aumentare il senso civico dei cittadini e momenti di formazione, approfondimento e responsabilizzazione per una migliore conoscenza dei valori di solidarietà, uguaglianza e giustizia sociale veicolati dalla nostra Costituzione. Chiediamo che alla politica delle ronde si sostituisca la politica dell’integrazione, del dialogo, del rispetto delle diversità”. “Chiediamo alle istituzioni e ai cittadini di promuovere e costruire una convivenza umana basata sulla reciproca fiducia, sulla bellezza e la ricchezza del dialogo e dell’incontro tra tutti i cittadini del mondo”. http://www.cipsi.it.

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Da La Russa solo demagogia

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2009

Sicurezza, Comellini (Pdm): Da La Russa solo demagogia. Ci mancherebbe altro che il Ministro La Russa obbligasse i cittadini a fare le ronde!” – Lo afferma Luca Marco Comellini, segretario del partito per la tutela dei diritti dei militari (Pdm) – “L’attuazione delle ronde rappresenterà solo un altro problema per Forze di polizia che si ritroveranno a dovergli fare da balia come lo fanno adesso ai militari impiegati nelle citta’. Anziche’ provvedere a unificare le Forze di polizia e smilitarizzare la Guardia di Finanza – prosegue Comellini – in modo da evitare la duplicazione delle funzioni e razionalizzare le risorse umane ed economiche da destinare alla sicurezza dei cittadini questi ministri sembrano voler continuare a giocare a Risiko ma senza un preciso obiettivo. Mentre loro creano situazioni imbarazzanti per tutti gli italiani, mortificando poliziotti e militari, – conclude Comellini – noi abbiamo presentato, tramite l’On. Maurizio Turco un progetto di legge (n. 2639) che prevede la modifica all’articolo 6 della legge 1° aprile 1981, n. 121, concernente la dotazione di personale del Dipartimento della pubblica sicurezza, e delega al Governo in materia di ridefinizione della dipendenza gerarchica e delle funzioni dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza.” (com/baz) 051127 AGO 09 NNNN  (fonte Velino)

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Scontri tra ronde a Massa

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2009

«Non volevamo fare le Cassandre né tanto meno auspichiamo tensioni sociali per poi dire “lo avevamo detto”. Ma gli scontri che sono avvenuti alla periferia di Massa, la scorsa notte, tra la “prima ronda proletaria antifascista”, organizzata dai Carc (Comitati di appoggio alla Resistenza per il comunismo) e Asp (Associazione solidarietà proletaria) e simpatizzanti di destra erano prevedibili».  A parlare è Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – Sindacato indipendente di Polizia, che rilancia la posizione del sindacato, contraria all’utilizzo delle ronde come mezzo per presidiare città e territori. «Non è neanche accettabile liquidare il tutto come ha fatto il ministro Bossi, definendo l’episodio come il frutto dell’azione di qualche pirla: il problema sta nella comunicazione della funzione che hanno e avranno le ronde.  Né l’una né l’altra posizione sono accettabili da un Paese che voglia definirsi libero e democratico. La gestione della sicurezza lasciata in mano a “sceriffi fai da te”, rischia di amplificare il problema. Per un puro caso – ha detto ancora Maccari – gli scontri dell’altra sera non si sono trasformati in tragedia. E, senza voler essere uccelli del malaugurio, quello che è successo è solo il germe di una situazione che alla prima occasione esploderà in maniera violenta». «Ha ragione Bossi quando dice che “il pirla” lo trovi sempre – continua Maccari – ma ci sembra davvero un atteggiamento irresponsabile ed ai limiti del criminoso offrire al “pirla” l’opportunità di trovare terreno fertile per sfogare i suoi istinti. Se esistono uno o più pirla, non può fare da contraltare uno Stato irresponsabile». «Anche questa volta – conclude Maccari – a rischiare di più sono stati gli Uomini della Polizia: infatti gli Agenti della Digos si sono trovati contro un gruppo di giovani in motorino, armati di bastoni, chiamati dagli stessi Carc per fronteggiare, dicono i simpatizzanti di estrema sinistra, quelli di destra. Due poliziotti sono rimasti contusi dallo scontro. Ci sembra già un dazio troppo altro che lo Stato, attraverso gli uomini legittimati a rappresentarlo, deve pagare alla stupidità e alla cecità di chi, non essendo stato capace di risolvere il problema sicurezza in altro modo, si fa scudo dietro la violenza repressa di cittadini che, pur facendo salva la buona fede di alcuni, vengono mandati letteralmente “al macello” non avendo essi stessi capacità e mezzi per garantire la sicurezza nelle città».

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Scuola per ronde aperta a Milano

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2009

“Curioso che per puro ‘caso’ questa scuola sorga proprio vicino alla sede della Lega Nord, notoriamente una culla di intolleranza e chiusura verso il prossimo”, è con sarcasmo che Annalisa Martino, responsabile per la città di Milano, accoglie la notizia di una scuola per “ronde” aperta accanto alla sede della Lega Nord al Palaiseo. “Ciò che più dovrebbe preoccupare però è che, con la fondazione di ‘scuole’ per ronde, si rischia di legittimare e dare istituzionalità a queste pratiche, con la conseguenza di irrobustire i germi del razzismo e della xenofobia, entrambi pesantemente usati dalla Lega Nord per portare avanti le sue campagne politiche”. L’esponente del movimento presieduto da Antonello de Pierro continua l’analisi: “Non possiamo permetterci di creare la possibilità che vi sia giustizia fai da te, specialmente per persone non preparate e che agiscono sulla base di pulsioni come la primeva paura del diverso”.

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Le ronde e la nuova legge sulla sicurezza

Posted by fidest press agency su domenica, 19 luglio 2009

Nel provvedimento sulla sicurezza trovano posto le ronde, fortemente volute dalla Lega: associazioni di cittadini potranno segnalare alle forze dell’ordine situazioni di disagio sociale o di pericolo. Saranno iscritte in elenchi, non potranno essere armate e prioritariamente dovranno essere formate da ex agenti. Arriva l’identikit del “rondista”: è quanto contenuto nella bozza del regolamento attuativo del Viminale. Chi ha a cuore la sicurezza dei cittadini e vorrà far parte delle ronde dovrà avere non meno di 25 anni, godere di buona salute fisica e mentale, nessuna dipendenza da droga o alcol, non aver avuto denunce o condanne per delitti non colposi, non aver aderito a movimenti o associazioni o gruppi organizzati. Solo chi rispetterà questi canoni potrà diventare “osservatore volontario”‘, come stabilisce la bozza del ministero dell’Interno. Certo che chi non si ritrova nell’essere rondista, inquadrato e canottato, può certamente continuare a fare il cittadino modello. Le sue armi sono gli artt. 333 e 383 del codice di procedura penale. Ogni cittadino, solo o in compagnia, che ha notizia di un reato perseguibile d’ufficio, può fare denuncia agli organi di polizia giudiziaria e, quando il reato è grave, è, addirittura, autorizzato a procedere all’arresto in flagranza. Ma perché si ha necessità dell’intervento del cittadino, modello o rondista, per la sicurezza comune? Per quanto riguarda gli orari di lavoro delle forze di polizia, il dpr 11 settembre 2007, n. 170, prevede il turno di lavoro: 36 ore settimanali. Sono molto di meno, se si considera che per ogni giorno vi è la fase montante e la fase smontante dal servizio. E’ un tempo morto, perché inibisce ogni intervento. Per quanto riguarda le forze di polizia sul campo: hanno più compiti e mansioni ed organico insufficiente. Svolgono mansioni di polizia giudiziaria, di polizia amministrativa, di polizia di pubblica sicurezza. Molto spesso si distraggono i compiti principali per mansioni meno importanti, quale può essere la scorta ai vip, ai politici e alle istituzioni di secondo livello. Ma non è solo questo che inibisce la percezione di sicurezza dei cittadini, alla faccia della obbligatorietà dell’azione penale previsto dall’art. 112 della Costituzione. Le denunce e le querele che vengono presentate, di cui molte non hanno addirittura iscrizione a ruolo, perdendosi nei meandri degli uffici, sono prima filtrate dalle forze di polizia, con un intervento disincentivante di convincimento dell’inopportunità della denuncia o dell’infondatezza del reato, poi ricevono il vaglio del Pubblico Ministero di turno, che li iscrive al modello che più li aggrada: modello 21 (notizie di reato di persona nota), 44 (notizie di reato di persone ignote) e 45 (notizie non costituenti fatti di reato). Per cui sarà secondo sua arbitraria percezione far subire un processo ad un fatto denunciato. Quanto detto è suffragato dai dati del Ministero della Giustizia. Dalle statistiche pubblicate per distretto sul sito del Ministero della Giustizia, si nota che a fronte di decine di migliaia di denunce solo il 13 % hanno un definizione. Per poche di queste, poi, consegue effettiva condanna. Va da sé che il cittadino, sfiduciato, denuncia solo il 70% dei reati e nonostante ciò ci sono 3 milioni di reati all’anno, 333 all’ora, 5 ogni 100 abitanti. Che i politici e i media parlino meno di canotte e più di impunità, meno mostri sbattuti in prima pagina e più colpevoli in carcere, forse così vale la pena essere un cittadino modello. (Dr Antonio Giangrande Presidente – Associazione contro tutte le mafie)

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Cavalcare le paure e il “fai da te” degli italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2009

Le ronde di matrice leghista hanno riaperto una ferita che si pensava da tempo rimarginata e dimenticata. Queste ronde finché costituivano un fenomeno isolato si poteva anche relegarlo al folklore regionale e strapaesano. Oggi non lo è più in quanto ci cerca di istituzionalizzarle e c’è persino chi le assegna un colore politico tanto che un’agenzia stampa ha battuto la dichiarazione di Maria Antonietta Cannizzaro, presidente nazionale del movimento sociale italiano- Destra nazionale fondato da Gaetano Saya che “Se il decreto Maroni vale per la Lega, vale anche per noi” e da qui il “varo” delle camicie grigie. A parte il fatto che Maroni ha fatto ben intendere che è prevista una severa regolamentazione dell’iniziativa, se pure si realizzerà, e meno che mai si vorrà dare ad essa una impronta partitica, va soggiunto che il problema della sicurezza dei cittadini è di tutt’altra natura. E’ tutta la filiera giustizia che va rivista. Chi delinque deve sapere che il rapporto causa effetto lo porta a una pena certa in tempi brevi e da scontare per intero. Oggi non è così. I processi possono durare anche dieci anni. Le carceri sono sovraffollate e siamo vicini al “tutto esaurito.” Taluni delitti così detti minori, scippi, borseggi, furti et similia permettono al 90% degli autori di farla franca. Ancora oggi in talune regioni italiane si pensa che se si vuole recuperare il mal tolto è meglio rivolgersi alla stessa malavita. Pensiamo che allo stesso ragionamento siano pervenuti alcuni pubblici amministratori ventilando l’idea che a tutelare i turisti dovrebbero essere gli stessi ladri e borseggiatori oggi denunciati a piede libero ma che potrebbero indossare, all’occorrenza, la casacca delle guardie per cambiare “mestiere”. Vi è anche chi pensa che se in Italia alcune strutture come quella dell’assistenza agli anziani, agli andicappati e negli ospedali riescono a cavarsela utilizzando i volontari perché non si dovrebbe fare anche per il ramo “sicurezza”? A ben riflettere diventa una deriva pericolosa. Eppure la soluzione è a portata di mano ma a contrastarla vi è un partito che vuole lasciare le cose come stanno perché come Bertolaso afferma, per quanto lo riguarda, fare prevenzione non porta voti. E la prevenzione, nel ramo della sicurezza è per una migliore funzionalità della filiera giustizia incominciando a togliere i tanti rami secchi che da anni sono lì solo per fare scena.

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Tornano le “camicie azzurre”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 giugno 2009

Milano. Entro fine giugno, dalle 22.30 a mezzanotte e mezza, a Milano le banchine e i treni del metrò saranno pattugliati da una ronda di 26 “vigilantes” in divisa: i Blue Berets, già impiegati in zona Stazione Centrale. Si tratta della più recente iniziativa per la “sicurezza” messa in campo dall’amministrazione del Comune di Milano. “I Blue Berets altro non sono che l’equivalente della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale durante il fascismo”, commentano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, leader dell’organizzazione internazionale per i Diritti Umani Gruppo EveryOne. “Le divise e i berretti azzurri delle ronde ci riportano alle famigerate Camicie Azzurre,” proseguono gli attivisti, “squadre paramilitari che all’inizio del 900 rappresentavano l’Associazione Nazionalista Italiana e presidiavano le città per difendere, in nome della patria e del Re, il ‘sangue italico’ dalla ‘barbarie straniera’ e che ben presto avrebbero cambiato il colore delle loro camicie”.  “Ancora più inquietanti” prosegue EveryOne “sono i proclami del vicesindaco De Corato, che pone le milizie a difesa dei cittadini milanesi, nella città che vanta un numero impressionante di episodi di aggressione e atti di razzismo da parte di italiani nei confronti di cittadini stranieri.” “Il progetto,” ha affermato recentemente il vicesindaco, “è anche una risposta alla richiesta della Lega di carrozze separate per donne ed extracomunitari. Non adotteremo mai un simile provvedimento, ma è indubbio che tra i cittadini è forte, nelle ore serali, la percezione di insicurezza in metropolitana”. Gli obiettivi xenofobi dell’iniziativa sono confermati dall’assessore alla Mobilità, Edoardo Croci, che ha puntualizzato: “I nuovi interventi sono rivolti soprattutto alle signore Brambilla e ai loro figli”. “La cosa che ci sdegna di più” concludono Malini, Pegoraro e Picciau, “è che quest’iniziativa è di fatto sponsorizzata anche dalla sinistra milanese, una sinistra che, nei confronti delle etnie e delle razze di minoranza si mostra da tempo particolarmente ‘sinistra’ nei confronti dei Diritti Umani”.

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Stralcio ronde dal DL “Sicurezza”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2009

La Segreteria Provinciale del COISP di Cagliari esprime soddisfazione per lo stralcio delle ronde dal DL “Sicurezza” ma mantiene alta l’attenzione sull’iter parlamentare in corso visto che lo stralcio operato  potrebbe essere solo un rinvio al Disegno di Legge calendarizzato per il 27 aprile e considerato il fermento in atto all’interno della Lega ed i conseguenti, inevitabili riflessi che questo avrà nei rapporti con il PDL, la partita sembra tutt’altro che chiusa. Se da un lato appare fin troppo evidente che sull’argomento ronde la Lega fa leva su sentimenti populistici che le sono propri, che affondano le radici in un mai sopito desiderio di giustizia “fai da te”, dall’altro risalta la statura politica del Ministro Maroni che per uscire dall’impasse, accetta il compromesso del rinvio della norma anche per avere il tempo di trovare nuovi accordi con i colleghi/rivali di maggioranza. Certo è che il difficile esercizio politico del Ministro Maroni lo sta portando da troppo tempo a dimenticarsi che nel suo dicastero trova alloggio una piccola realtà chiamata Dipartimento della Pubblica Sicurezza la quale anche grazie alla sua dimenticanza, in verità ereditata da troppi passaggi di mano, oramai giace moribonda senza neanche più i soldi per una flebo.

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Polizia: risorse non demagogia con le ronde

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2009

Roma. 6 aprile 2009, dalle ore 14 fino alle ore 19 i poliziotti scendono nuovamente in piazzamettendo in atto uno specifico presidio davanti a Montecitorio dopo il volantinaggio del 31 marzo davanti al Viminale. Lo fanno in concomitanza con la discussione alla Camera dei Deputati del decreto sulle ronde. Lo scopo dell’iniziativa è quello di ribadire la forte contrarietà alla norma che sta per essere discussa in Parlamento e, al tempo stesso, l’iniziativa costituirà un momento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica rispetto ai tagli alla sicurezza e alla necessità di garantire reali quanto necessarie risorse alle Forze dell’Ordine. L’attuale carenza di sicurezza che si evidenzia ovunque nel nostro Paese non può essere nascosta da una coltre di fumo, perché solo questo produrrebbe l’impiego delle “ronde”, ma deve trovare soluzioni concrete. Se la “concretezza” comporta spese che non si vogliono sostenere, allora forse è meglio dire ai cittadini italiani che la loro sicurezza non è tra le priorità del Governo, ma all’ultimo posto.

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A proposito delle ronde

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2009

Il Coisp, sindacato di polizia, ci informa che il Consiglio Comunale di Pescara considera la sicurezza “compito primario e ineludibile dello Stato e delle Forze dell’Ordine” e passa dalle parole ai fatti approvando (con 18 voti favorevoli e 6 contrari) una risoluzione che boccia le ronde, comunicando poi la decisione al prefetto e al Comitato Provinciale per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza. La risoluzione impegna il Sindaco e la Giunta a “non avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati per il controllo del territorio e a considerare la sicurezza dei cittadini come diritto inalienabile la cui tutela è compito primario e ineludibile dello Stato e delle forze dell’ordine”. Di più, la risoluzione impegna poi la Giunta a “proseguire sulla strada dell’inclusione sociale, del dialogo interculturale e della democrazia partecipata, promuovendo la creazione di spazi di confronto e di conoscenza reciproca tra italiani e stranieri e favorendo l’impegno attivo e solidale dei cittadini”. “E’ una posizione esemplare – aggiunge Maccari segretario nazionale del Coisp –, equilibrata, responsabile, rispettosa. Questa posizione, con una semplicità straordinariamente efficace e ‘sostanziosa’, rimette la questione nella giusta ottica, chiamando le cose con il proprio nome e riconoscendo il senso profondo dell’impegno di noi Poliziotti, che mettiamo l’intera vita al servizio dei cittadini, ricevendo come maggior gratificazione possibile la loro fiducia, il loro sostegno, e la massima collaborazione nelle forme più giuste, che vadano nel senso di rendere il lavoro il più efficace ed efficiente possibile, nell’interesse della collettività”.

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No ai tagli sulla sicurezza, no alle ronde

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2009

Dalle ore 9 alle 14 del 30 marzo p.v. si svolgerà a Roma davanti al Ministero dell’Interno un volantinaggio di tutti i sindacati di polizia,  Siulp – Sap – Siap Anfp –   Silp Cgil  – Consap Italia Sicura – Fsp Ugl – Coisp – Uilps, per protestare contro i tagli alla sicurezza e contro l’inefficace e pericolosa politica delle ronde. All’iniziativa hanno già aderito e manifestato il loro sostegno i segretari generali di Cgil-Cisl-Uil Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti e la segretaria generale dell’ Ugl Renata Polverini. Nella circostanza sarà anche aperta la sottoscrizione, da parte degli operatori, di una cartolina che sarà inviata al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Interno, con la quale si chiede che il Governo abbandoni la strada dei tagli alle risorse per la sicurezza e delle ronde, e percorra quella degli investimenti nelle Forze dell’ordine e nella legalità e lo sviluppo, utilizzando anche i risparmi che si possono ottenere attraverso l’accorpamento delle procedure elettorali e referendarie.

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De Pierro, basta con i “poliziotti da scrivania”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2009

“Alla luce dei recenti provvedimenti sulle ronde e di tutto quanto abilmente e demagogicamente propagandato dall’attuale esecutivo in tema di sicurezza, noi dell’Italia dei Diritti abbiamo monitorato il panorama organizzativo del personale appartenente alle forze dell’ordine ed evidenziato una girandola di contraddizioni”. Con questa frase Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, ha espresso il suo disappunto sull’operato del governo in materia e ha avanzato delle critiche sulla distribuzione delle unità di personale deputato al mantenimento dell’ordine pubblico e prevenzione. ” Non possiamo credere – ha sottolineato De Pierro – che si discuta tanto di ronde e si organizzi la carnevalata dell’esercito per le strade, svilendo e colpendo al cuore la dignità dei corpi di polizia che quotidianamente si adoperano per salvaguardare la sicurezza dei cittadini. E’ lo Stato che deve farsi carico di questa esigenza primaria, non certo con trovate folkloristiche che hanno l’unico effetto di amplificare il senso di paura, stornando l’attenzione dai reali problemi che attanagliano il Paese. A fronte di quanti rischiano la loro vita per le strade, esiste un impressionante numero di poliziotti, carabinieri e finanzieri che espletano il loro ruolo comodamente seduti davanti ad una scrivania a parità di stipendio ma con molti meno oneri. Preferisco poi sorvolare su quanti tra questi prestano servizio presso edifici istituzionali, ricevendo un’indennità di palazzo tutt’altro che trascurabile oltre che del tutto ingiustificata, che crea dei consistenti divari reddituali rispetto a quanti sono impiegati in operazioni ad alto rischio. E’ giusto che si metta la parola fine a questa vergogna che consente agli amici degli amici di fare gli ‘impiegati con le stellette’. A nostro avviso è questa la strada da percorrere a garanzia della tranquillità dei cittadini, evitando categoricamente assurdi proclami pubblicitari “.

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