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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

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Dichiarazioni a Radio 24 di Teresi, Procuratore Aggiunto di Palermo, e di Rosy Bindi in merito alla morte di Riina

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

porto palermo“Credo che, per quanto conosco l’organizzazione, avesse già cercato di pensare ad una successione. Perché è vero che Riina rappresentava il capo assoluto di Cosa Nostra, però è anche vero che ormai le sue condizioni facevano facilmente prevedere che di lì breve sarebbe scomparso. Sono abbastanza certo che l’organizzazione si sia mossa per prendere le decisioni necessarie: o una gestione collegiale dei vertici o un tentativo di qualcuno di forzare la mano. Nel primo caso avremmo una stagione di politica silente di Cosa Nostra, di sommersione come è stata quella inaugurata da Provenzano o uno scontro, che non è mai da augurarsi. Sicuramente una consultazione c’è stata”. Così Vittorio Teresi, procuratore aggiunto di Palermo parla della successione al vertice di Cosa Nostra dopo la morte di Totò Riina durante il suo intervento a Storiacce di Raffaella Calandra su Radio 24 e sull’ipotesi che la morte di Riina possa accelerare la cattura di Messina Denaro il procuratore aggiunto di Palermo sottolinea: “non credo che abbia una influenza diretta” e alla giornalista che ribatte chiedendo se non si riducano le coperture per il superlatitante, il procuratore risponde sicuro: “Non credo proprio, anzi credo che la morte di Riina abbia fatto tirare un sospiro di sollievo a molti, dentro e fuori Cosa Nostra” facendo riferimento alle inchieste tuttora aperte a Caltanissetta, Palermo e Firenze. No comment invece del procuratore sulle intercettazioni recenti del boss Giuseppe Graviano- che hanno portato ad una nuova iscrizione nel registro degli indagati per Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri dalla Procura di Firenze.
A sua volta Rosy Bindi Presidente della Commissione Antimafia dichiara a Storiacce di Raffella Calandra su Radio 24: “Finché Riina è stato in vita era lui il capo, non si sa cosa accadrà adesso se non, presumibilmente, che sceglieranno di darsi un altro capo.” E aggiunge: “Io credo che oltre che catturare Matteo Messina Denaro sia necessario seguire il processo che succederà dentro cosa nostra dopo la morte di Riina. Non bisogna sottovalutare affatto il fine pena di altri mafiosi e anche il comportamento degli stessi figli di Riina e di tutti gli altri capi mafia. E’ un momento delicato, io credo sia necessario riflettere sulle tante verità che Riina ha portato con sè, per quello che la mafia delle stragi ha rappresentato, per le responsabilità che ci sono state da parte, non solo della mafia, ma di chi, fuori dalla mafia, ha in qualche modo usato o si è fatto usare dalla stessa.” Alla domanda della giornalista se la morte di Riina potrebbe avere un effetto anche sulle coperture della lunga latitanza di Messina Denaro, Rosy Bindi risponde: “Assicurarlo alla giustizia vorrà dire anche capire cosa è accaduto in questi anni e magari potrebbe essere un risultato dopo la morte di Totò Riina.”
(fonte: Nicol Ramella http://emaildisclaimer.ilsole24ore.com)

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Il Sud non è un ghetto ma una vera opportunità per il rilancio del Paese

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2015

italia meridionaleNon usa mezzi termini il presidente nazionale dei Giovani di Confapi Angelo Bruscino e autore del libro “Il Bivio, sogni e speranze dei giovani italiani in tempo di crisi” (Mondadori), intervenendo nel dibattito lanciato dalla presidente della Commissione Bicamerale Antimafia Rosy Bindi.”La rincorsa- dichiara Bruscino- a definire il Sud geneticamente modificato dalla crisi economica ed etica da scrittori, magistrati, imprenditori, politici e statisti di ogni piccola grandezza, che si affannano a scaricare su queste terre la loro incapacità e la loro responsabilità di non aver saputo fare il proprio dovere o aver saputo svolgere il proprio compito, ormai assume quasi i contorni di un olimpiade dove vince chi riesce ad esprimere il giudizio più negativo. Certamente i problemi sono reali e la crisi ha peggiorato estremizzando tante brutture: l’ illegalità si è fatta più crudele, anche perché nelle sue fila attira sempre più giovani, che rinunciano agli studi o anche solo alla scuola dell’ obbligo abbagliati da possibilità e miraggi offerti dalla spettacolarizzazione del crimine in tutte le sue forme, il disagio portato dalla desertificazione industriale ha impoverito di competenze professionali e fatto fuggire molte delle migliori leve altrove dove le condizioni per realizzare il futuro sembrano più rosee.
Eppure il meridione non è solo questo anzi spesso è soprattutto coraggio, creatività, ingegno. Ci sono aree che in Sicilia si sono rigenerate nel tentativo di ricreare le condizioni ideali per un ritorno tech e green alla terra, ma anche nella raffinazione petrolchimica l’ isola più grande del Mediterraneo continua a far scuola, in Puglia nasce e fiorisce ogni giorno un distretto della tecnologia che stimola la nascita di Startupper e di nuove e giovani aziende.
La Campania da sola traina l’ Italia nell’ industria conserviera, in Europa eccelle nel sistema avionico e nell’ aereospazio, dalla Basilicata alla Puglia poi tutto il settore metalmeccanico riprende con forza quote di mercato e la stessa Calabria tenta la ripresa nel settore ittico e portuale, insomma non solo soprusi, non solo disgrazie, non solo paura o illegalità, ma anche speranza, lavoro, modernità che avanza nonostante la continua e colpevole mancanza dello Stato. Raccontateci perché pur conoscendo le piazze di spaccio, i siti illegali, quelli inquinati, i problemi legati al lavoro, pur professando le tante infinite ricette non riuscite a risolvere nulla, provateci prima di parlare, annunciare, sbraitare contro queste terre ed i suoi abitanti, a vivere a queste latitudini, a svegliarvi baciati dal sole quasi tutto l’ anno, a vivere circondati dall’ affetto di tanti uomini e donne perbene, provate a sorprendervi per il profumo dei limoni o del mare, provate a vivere qui dove tradizioni antiche sopravvivono e circondano anche le cose terribili che purtroppo non mancano.
Cercate, come facciamo noi ogni giorno, di trovare il sole anche dietro le nubi tempestose della burocrazia, degli spari tra la folla, dei disastri ecologici, resistete ed investite cuore e denaro qui dove serve di più, create lo sviluppo non a parole, ma con azioni concrete e quando avrete fatto tutto questo giudicateci e vi scoprirete finalmente liberi dal confine geografico che limita le vostre menti ed i vostri ragionamenti perché parlerete finalmente di Italia.
Come sottolineano il Rapporto di The European House – Ambrosetti sul Sud e le analisi della Svimez se fallisce il Mezzogiorno, fallisce il Paese. E’ urgente ripensare la “questione meridionale” per rimetterla al centro dell’agenda politica come parte di un progetto organico e sistematico, indispensabile per lo sviluppo e la crescita dell’intero Paese.
Noi non siamo certo il vostro ghetto, al contrario forse restiamo l’ unica vera porta che potete ancora aprire per entrare nel domani!”

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Crisi giustizia ed emergenza carceraria

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 giugno 2011

Anche Vittorio Feltri, Pietro Ichino, Angelo Panebianco e Walter Veltroni hanno firmato l’appello a sostegno dell’iniziativa nonviolenta di Marco Pannella, per attirare l’attenzione sull’urgenza di affrontare la crisi della giustizia e l’emergenza carceraria, nonché sulla necessità di porre fine al silenzio dell’informazione che impedisce un dibattito democratico su questi, come su altri, grandi temi. Sono circa trecento le personalità ad aver aderito fino a questo momento, di cui quasi duecento parlamentari tra i quali: Rosy Bindi, Giuliano Cazzola, Gianrico Carofiglio, Benedetto Della Vedova, Lamberto Dini, Ignazio Marino, Antonio Martino, Alessandra Mussolini, Fiamma Nirenstein, Arturo Parisi, Gaetano Pecorella, Savino Pezzotta, Adriana Poli Bortone. Avevano già dato la propria adesione, tra gli altri, Giuliano Amato, il cantautore Franco Battiato, don Luigi Ciotti, Umberto Croppi, Dario Fo e Franca Rame, don Andrea Gallo, Don Antonio Mazzi, il maestro Ennio Morricone, Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma, il neosindaco di Milano Giuliano Pisapia, Adriano Sofri, l’attore Paolo Villaggio, Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma. Oltre ai giuristi Giuseppe Di Federico, Luigi Ferrajoli, Fulco Lanchester, Mario Patrono; Valerio Spigarelli, Presidente dell’Unione Camere Penali, Enrico Sbriglia, del sindacato direttori e dirigenti penitenziari, Francesco Ceraudo, direttore del centro regionale per la salute in carcere della Toscana. http://www.radicali.it

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Rosy Bindi sui temi d’attualità

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2010

Forlì 11 ottobre alle ore 18,15 Salone Comunale lunedì  Rosy Bindi Per parlare di politica e di futuro del nostro Paese. Fa appello all’impegno e alla determinazione Rosy Bindi, Presidente del Partito Democratico e Vice Presidente alla Camera dei Deputati, protagonista di un incontro nel Salone Comunale per fare il punto sulla politica nazionale, sulle storture attuali del potere e sui possibili scenari futuri. Ad intervistarla un giornalista d’eccezione come Marco di Maio, segretario dell’Unione Territoriale del PD forlivese, promotrice dell’incontro. (rosy bindi)

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Giornalismo cattolico nel tempo e nella professione

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2009

Roma 4 dicembre ore 10,00 nella sala Aldo Moro della Camera dei Deputati convegno “Giornalismo cattolico nel tempo e nella professione”  La relazione introduttiva sarà tenuta dallo storico sen. Alberto Monticone. Il  Card. Roberto Tucci, vice presidente dell’Ucsi dal 1961 al 1982, ricorderà momenti di storia dell’Unione fin dalla nascita, nel 1959. All’incontro, coordinato dal presidente dell’UCSI, Andrea Melodia, parteciperanno il vice presidente della Camera dei Deputati, on. Rosy Bindi, il presidente della commissione parlamentare di vigilanza RAI, sen. Sergio Zavoli e il Prof. Adriano Fabris, docente di etica della comunicazione e di filosofia morale all’università di Pisa che illustrerà, in particolare, il significato del ‘Manifesto per un’etica dell’informazione’ già sottoscritto da numerose associazioni e professionisti della comunicazione. Il ‘manifesto’ fa un richiamo ad un’etica della responsabilità che consente di rendere più concreto e più facilmente realizzabile ciò che e’ previsto dalla deontologia. “Oltre alla celebrazione del 4 dicembre, momento d’incontro pubblico e istituzionale – ricorda il presidente Andrea Melodia – stiamo preparando per la primavera prossima una scuola di alta formazione per giornalisti dedicata all’etica della professione. Abbiamo un’attenzione particolare ai nuovi media, anche attraverso il nuovo sito http://www.ucsi.it e la rivista di cultura e ricerca sulla comunicazione, «Desk». Cerchiamo inoltre di costruire un rapporto con i più giovani – continua Melodia –  guardando anche a coloro che nella professione giornalistica fanno fatica a entrare. Infine, ritengo importante che l’Ucsi possa avere un ruolo anche critico nei confronti di certe aberrazioni della comunicazione che oggi si verificano, ad esempio attraverso la tv”. Durante la manifestazione verrà proiettato un documentario sui 50 anni di storia del giornalismo cattolico italiano. In precedenza, alle ore 9, il sottosegretario e direttore dell’Ufficio Comunicazione della Cei, Mons Domenico Pompili, presiederà la celebrazione liturgica nella Basilica di San Lorenzo in Lucina.

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Offese in diretta TV per Rosy Bindi

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2009

In diretta telefonica a Porta a Porta Silvio Berlusconi si è rivolto in modo irrispettoso all’on Rosy Bindi definendola “più bella che intelligente” e chiamandola “signora” invece che onorevole. La doppia offesa destinata alla Bindi ci indigna come donne e sentiamo il bisogno, oltre che il dovere, di stringerci intorno a lei manifestandole solidarietà e ringraziandola per aver incalzato Berlusconi su questioni fondamentali nella vita di un paese democratico come il rispetto delle istituzioni e del Presidente della Repubblica. Altri toni Berlusconi ha usato con il leader dell’UDC, che da “Presidente Casini” è diventato “Pier”, con uno spostamento della comunicazione su un piano quasi confidenziale. Da uomo a uomo, insomma. E dire che i rilievi dell’on Casini erano analoghi – nei contenuti e nella forma – a quelli dell’on Bindi. Nell’immaginario berlusconiano, probabilmente, solo le donne belle hanno diritto di cittadinanza … ma soltanto televisiva, sia chiaro. Per gli onorevoli Cenni, Lenzi e Froner (Pd) il Premier è “incapace di confrontarsi con le donne.” E precisano in un comunicato congiunto: “In un momento di grande delicatezza come questo, visto il clima di conflitto istituzionale, il Premier, ha trovato il modo, ancora una volta, di offendere le donne, di confermare la considerazione che ne ha, di essere incapace di confrontarsi dialetticamente e intellettualmente con quelle poche donne che ricoprono importanti ruoli istituzionali”. E soggiungono: “Non è la prima volta che accade e nuovamente ci sentiamo di manifestare con forza la nostra indignazione di parlamentari e di cittadine italiane nei confronti di questo atteggiamento, di questa mancanza di rispetto, di questo modello culturale ed istituzionale che il Presidente del Consiglio, più di ogni altro, continua a testimoniare: l’idea di donne che non possono che essere “ancelle” del capo. Le donne italiane, caro Presidente, sono ben altro e siamo fiduciose che non mancheranno di dimostrarglielo. A Rosy Bindi tutta la nostra stima e solidarietà”.

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