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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

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Inversione di rotta all’orizzonte per il quantitative easing

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 giugno 2017

banca mondialeMentre gli accadimenti politici continueranno a suscitare qualche preoccupazione qua e là, nei prossimi mesi saranno probabilmente le Banche centrali a catalizzare l’attenzione dei mercati. La Fed inizierà a rivelare gradualmente i suoi piani di riduzione del bilancio, mentre la BCE dal canto suo avvierà presumibilmente un progressivo tapering del programma di acquisti di obbligazioni. Di conseguenza prevediamo che i rendimenti obbligazionari cominceranno a salire.
Negli Stati Uniti, le tensioni politiche si sono riacutizzate per un breve periodo nell’ultimo mese. Le accuse rivolte a Trump sulle interferenze nelle indagini sui legami tra la Russia e l’ex consigliere per la sicurezza nazionale Flynn hanno alimentato voci di un possibile impeachment, determinando una certa volatilità sui mercati finanziari e una flessione dei prezzi sia delle azioni statunitensi sia dei rendimenti obbligazionari. Tuttavia l’ipotesi di impeachment si è allontanata e gli investitori si sono tranquillizzati rapidamente mentre gli indicatori di rischio, come il VIX, sono ritornati a livelli decisamente bassi. Inoltre l’amministrazione Trump ha presentato la legge di bilancio per l’anno prossimo, rivelando l’intenzione di ridimensionare il governo federale. Anche il progetto di alleggerire il carico fiscale delle imprese è rimasto invariato. Tuttavia la legge non contiene misure robuste che permettano l’attuazione di tale piano finanziariamente, il che solleva dubbi sulla reale fattibilità del programma di riduzione delle imposte.
Dopo la vittoria di Emmanuel Macron alle elezioni presidenziali in Francia, le incertezze politiche in Europa hanno iniziato a stemperarsi ai primi di maggio. Ma la tregua si è rivelata di breve durata. Nel Regno Unito, il partito di Theresa May ha vinto le elezioni politiche ma si è trattata di una mezza vittoria. I Conservatori hanno perso la maggioranza nella Camera bassa e questo ridurrà il margine di manovra di cui la Premier britannica ha bisogno per far votare le leggi sulla Brexit in Parlamento. I mercati valutari hanno reagito istantaneamente agli exit poll e la sterlina inglese ha perso significativamente terreno rispetto all’euro e al dollaro. Anche questa volta, come negli ultimi mesi, il deprezzamento della sterlina ha determinato un apprezzamento del mercato azionario anglosassone. Il Gilt è rimasto relativamente stabile. In Italia si parla sempre più insistentemente di elezioni anticipate da tenersi in autunno ora che il partito di Matteo Renzi ha proposto una nuova legge elettorale sostenuta anche da altri partiti. Bisognerà però vedere se e come la proposta di legge verrà votata dal Senato. Anche in caso di esito favorevole tuttavia, le elezioni anticipate non sono scontate. Innanzitutto devono essere indette dal Presidente della Repubblica Mattarella che attribuisce molta importanza alla stabilità politica. E, in secondo luogo, eventuali elezioni in autunno perturberebbero il dibattito sulla legge finanziaria per il 2018. Tenuto conto della precarietà delle finanze pubbliche e delle richieste dell’UE di procedere a un consolidamento fiscale, gli investitori probabilmente seguiranno con attenzione gli sviluppi del paese.
Banca europea per gli investimentiNel frattempo, i venti della politica monetaria stanno iniziando a cambiare direzione. La Banca centrale statunitense sta predisponendo un piano per ridurre l’entità del suo bilancio, mentre la Banca centrale europea sta preparando gradualmente i mercati finanziari a una prossima riduzione del programma di acquisto di obbligazioni. In tal modo la BCE intende evitare che i mercati finanziari siano investiti dall’onda d’urto del tapering come era successo negli Stati Uniti nel maggio 2013 dopo l’annuncio della Fed di riduzione degli stimoli monetari. La BCE correggerà la sua forward guidance nei prossimi mesi. Riteniamo che dopo l’estate la Banca centrale europea annuncerà un’ulteriore riduzione del programma di acquisto di asset obbligazionari a partire dal 2018, per arrivare a una cessazione completa entro la fine dello stesso anno. Non soltanto il rischio di deflazione è pressoché scongiurato, ma stanno diventando sempre più visibili alcuni effetti collaterali negativi. Inoltre, anche le obbligazioni acquistabili dalla BCE stanno iniziando a diminuire.
Le politiche monetarie non convenzionali hanno determinato un drastico calo dei rendimenti obbligazionari negli ultimi anni, spingendo gli investitori alla ricerca di rendimento. La fine del quantitative easing significherà che il premio per il rischio di credito offerto dai Titoli di Stato potrebbe aumentare leggermente, soprattutto in Italia. Inoltre, i premi alla scadenza sui Titoli di Stato core europei potrebbero crescere. Anche negli Stati Uniti prevediamo premi alla scadenza più elevati sui Titoli di Stato come conseguenza della riduzione del bilancio da parte della Fed. Tuttavia né l’Eurozona né gli Stati Uniti intendono avviare una politica di rialzi eccessivi dei tassi di interesse. Per le società sarà più caro finanziarsi sul mercato dei capitali. La BCE e la Fed hanno ridotto talmente tanto i tassi di interesse che le società hanno potuto finanziarsi a costi veramente bassi. Con l’aumento dei tassi di interesse si scoprirà chi ha preso in prestito troppi capitali e chi non potrà più permettersi di finanziarsi a tassi più alti. Inoltre, il quantitative easing ha reso appetibile il mercato finanziario a investitori normalmente non interessati alle azioni, causando un aumento delle quotazioni azionarie. I prezzi più elevati delle azioni erano giustificati dalle aspettative di un aumento anche degli utili aziendali nel lungo termine. Circostanza che dovrebbe verificarsi ora, soprattutto in Europa. In caso contrario si assisterà a una correzione dei mercati. (A cura di Ruth van de Belt, Investment Strategist, Kempen Capital Management)

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Latam Airlines apre la rotta verso il Sudafrica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 ottobre 2016

latam-airlinesQuesto pomeriggio è atterrato all’aeroporto internazionale di O.R. Tambo, Johannesburg, il primo volo di LATAM Airlines con destinazione Sud Africa. Il volo JJ8162 è stato operato con un Boeing 767 con 191 posti in Economy Class e 30 in Premium Business. La nuova rotta amplia le connessioni offerte ai passeggeri e rende LATAM l’unica compagnia aerea latinoamericana che collega la regione ad un paese africano con un proprio volo.Claudia Sender, presidente di LATAM Airlines Brasil afferma: “Ci teniamo a portare i nostri clienti sempre più lontano, a questo proposito, attraverso la rotta verso Johannesburg la compagnia apre la via verso il quarto continente, collegando i viaggiatori provenienti da entrambe le sponde dell’Atlantico. Questa è la nostra prima nuova rotta internazionale al di fuori del continente latinoamericano dopo il lancio del marchio LATAM. Stiamo collegando strategicamente due regioni che hanno molto da offrire ai nostri passeggeri che viaggiano sia per svago che per lavoro.”In totale, LATAM Airlines Group prevede di trasportare più di 50.000 passeggeri l’anno sulla rotta San Paolo-Johannesburg-San Paolo. In America Latina, il nuovo volo sarà facilmente collegato a destinazioni come Lima, Santiago, Buenos Aires e altre città del Brasile, oltre a San Paolo.In Sud Africa, Johannesburg costituisce una delle principali porte d’ingresso nel continente africano, collegando facilmente anche altre destinazioni, come Città del Capo, Durban e le isole paradisiache delle Mauritius, Seychelles e Maldive. Tra le attrazioni offerte dalla rotta, ci sono le riserve naturali del famoso Kruger National Park, le spiagge per surfisti e le rinomate vie del vino e tante altre escursioni culturali e naturali.
Di seguito l’itinerario della rotta per il mese di ottobre: il volo JJ8162 di LATAM Airlines decollerà da San Paolo alle 23:55 (ora locale) tutti i mercoledì, venerdì e domenica e atterrerà a Johannesburg alle 14.10 (ora locale). La rotta inversa verrà realizzata dal volo JJ8163 che decollerà alle 23:10 (ora locale) tutti i lunedì, giovedì e sabato, con atterraggio a destinazione alle 16:45 (ora locale).Da novembre, ci sarà la programmazione definitiva del volo JJ8162 con decollo da San Paolo alle 23:55 (ora locale) tutti i lunedì, mercoledì e sabato, con atterraggio a Johannesburg alle 14:10 (ora locale). Nel percorso inverso, il volo JJ8163 decollerà alle 23:10 (ora locale) tutti i lunedì, venerdì e domenica, atterrando a destinazione alle 16:45 (ora locale). (foto: LATAM Airlines)

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Tutela degli investitori: è in atto un cambio di rotta?

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2011

Tira proprio una brutta aria per i clienti degli intermediari finanziari. La nomina di Giuseppe Vegas alla Consob era un segnale già abbastanza chiaro e purtroppo i primi effetti non tardano ad arrivare. E’ l’intero quadro istituzionale che pone dei seri interrogativi su un deciso cambiamento di rotta in tema di tutela dei consumatori. Sembra ormai chiaro che il Governo, la Consob e -temiamo- fra non molto anche la Banca d’Italia abbiano imboccato decisamente una strada filo-bancaria. Giuseppe Vegas, è bene ricordarlo in un Paese che sembra soffrire di amnesie collettive (quando non di allomnesie), è stato nominato presidente della Consob, un’autorità che dovrebbe essere indipendente dal Governo, mentre era sottosegretario dello stesso Governo che l’ha nominato (1). E’ stato nominato in sostituzione di un presidente, Lamberto Cardia, che ha ricevuto dallo stesso Governo una proroga in barba alle norme che regolano la stessa Consob (2); e quando proprio non era più possibile, neppure violando le norme, mantenerlo alla Consob, è stato spedito alla presidenza delle Ferrovie dello Stato. Giusppe Vegas, da presidente nominato della Consob, non ha avuto pudore alcuno a votare la fiducia al Governo nel famoso voto di fiducia del 12 dicembre 2010. Durante il periodo nel quale Cardia aveva ormai lasciato e Vegas non era ancora insediato materialmente, la Consob ha mostrato come potrebbe comportarsi un’autorità di vigilanza se non fosse etero diretta da interessi di parte. Purtroppo è durata poco…
Prima della nomina di Giuseppe Vegas alla Consob, almeno a parole (soprattutto quelle del ministro Giulio Tremonti) sembrava che il governo fosse, se non ostile, critico nei confronti delle grandi banche. Ormai da diversi mesi, invece, sembra che il Governo sia diventato vicino agli interessi delle banche e molto distante da quelli dei clienti. Dovremmo ricordare tutti (se non fosse per le amnesie di cui sopra) del regalo concesso alle banche con l’ultimo milleproroghe in tema di anatocismo (3). Nel più recente “decreto sviluppo” c’è stato invece il regalo relativo all’innalzamento della soglia dei tassi definibili come usurai. Questi regali sono giunti direttamente dal Governo. Tra non molto inizieranno i regali, più subdoli, fatti direttamente dalle autorità indipendenti (si fa per dire…). La Consob sta iniziando a fare la sua parte. Ecco qualche esempio pratico. Nel “Regolamento Emittenti”, all’art. 65, (Regole generali di comportamento) al comma h) oggi si legge che le società di gestione del risparmio: “operano al fine di contenere i costi a carico” dei fondi che gestiscono. Alla nuova Consob di Vegas questa dizione sembra un po’ troppo prescrittiva così hanno proposto di modificarla in “operano al fine di evitare che agli OICR e ai rispettivi investitori vengano addebitati costi ingiustificati”. “Costi ingiustificati” sostituisce “contenere i costi”? Se una società di gestione del risparmio negozia i titoli dei propri fondi, magari attraverso una società del gruppo, con commissioni elevate, questi costi non sono ingiustificati, ma non sta operando al fine di contenere i costi. Sul fronte della trasparenza, con l’occasione di adeguare i prospetti informativi agli schemi previsti dalla direttiva comunitaria UCITS IV è stata tolta una utilissima tabella che indicava le probabilità che l’investimento proposto abbia un rendimento negativo, un rendimento positivo ma inferiore a quello dei titoli stato oppure un rendimento superiore a quello dei titoli stato. Questa tabella era “micidiale” per chi volesse realmente capire la convenienza dello strumento proposto. Il problema, per le banche, era che nel 99% dei casi si capiva immediatamente che non valeva la pena sottoscrivere il prodotto. La cosa era troppo chiara e quindi… la tabella si abolisce! Cosa succederà con la successione di Mario Draghi alla Banca d’Italia? Tira proprio una brutta aria…

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Truck Day del 9 aprile 2011

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 aprile 2011

A Roma i camion dei trasportatori si concentreranno davanti alla sede RAI di Saxa Rubra Gli autotreni e gli articolati dei trasportatori che manifestano per “cambiare rotta e imporre l’adozione di veri costi minimi di sicurezza, sconfiggere l’intermediazione e le intrusioni criminali nel settore”, come recita il documento del Consiglio Direttivo nazionale dell’Associazione, si concentreranno nel viale Silvio Gigli, che costeggia la sede RAI di SAXA RUBRA. Proprio lì, davanti ai cancelli della principale “fabbrica” di informazioni del Paese, i dirigenti nazionali di Transfrigoroute Italia Assotir incontreranno gli esponenti politici e la stampa per illustrare le proprie idee per il rilancio del settore e la salvezza delle oltre 80.000 imprese d’autotrasporto italiane. La decisione di rinunciare al corteo di camion sul G.R.A. è giunta al termine di un serrato dialogo che si è protratto nel corso di più riunioni, coordinate dal Capo di Gabinetto del Questore dr. Filippo Santarelli con i rappresentanti di T.I. Assotir, che ha portato infine alla condivisione dell’opportunità di evitare che la manifestazione indetta per la tutela della categoria potesse trasformarsi in una criticità per i cittadini e gli utenti della grande arteria della capitale.

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Ogni anno muoiono 10 milioni di bambini

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

“Ogni anno quasi 10 milioni di bambini muoiono prima del quinto anno di vita: la metà di questi decessi avviene in Africa. Nelle comunità in cui vi sono sistemi sanitari integrati a livello locale molte vite possono essere salvate”. Secondo il rapporto su ‘La condizione dei bambini in Africa’, i 5 paesi africani che si estendono prevalentemente a nord del Sahara – Algeria, Egitto, Libia, Marocco e Tunisia – hanno ridotto i rispettivi tassi di mortalità infantile di almeno il 45% tra il 1990 e il 2010, mettendosi sulla giusta rotta per conseguire l’Obiettivo di sviluppo del millennio relativo alla sopravvivenza infantile, che mira a ridurre di 2/3, entro il 2015, la mortalità sotto i 5 anni.  In occasione del lancio del rapporto, l’UNICEF ha lanciato un appello per ingenti investimenti diretti a migliorare i sistemi sanitari dell’Africa sub-sahariana, per mettere a frutto i risultati conseguiti negli ultimi anni ed aiutare i bambini che non hanno adeguato accesso all’assistenza sanitaria.  In 4 dei paesi meno sviluppati – Eritrea, Etiopia, Malawi e Mozambico – i tassi di mortalità infantile sono stati ridotti di oltre il 40% dal 1990; Le morti da morbillo in Africa sub-sahariana sono crollate di un sostanzioso 91% tra il 2000 e il 2010; Dal 2000, 16 paesi africani hanno triplicato la copertura di zanzariere trattate per la protezione dalla malaria; I tassi di allattamento esclusivo al seno sono aumentati in tutta l’Africa sub-sahariana dal 22% del 2000 al 34% nel 2010; L’utilizzo di micronutrienti è aumentato; L’accesso ai trattamenti per le madri e i bambini sieropositivi sta aumentando da una bassa base di partenza (dal 17% nel 2009 al 20% nel 2010); Tra il 2009 e il 2010, la copertura di trattamenti antiretrovirali per la prevenzione della trasmissione madre-figlio dell’HIV è triplicata nell’Africa orientale e meridionale; Un consenso crescente sta montando tra i governi ed altri importanti attori internazionali sulle corrette strategie dirette a migliorare ulteriormente le opportunità di sopravvivenza materna e infantile. Il rapporto enfatizza anche la necessità di un’assistenza continuativa nel tempo e nello spazio: dalla gravidanza, al parto, al periodo neonatale e della prima infanzia fino all’infanzia e all’adolescenza, estendendo i servizi alla famiglia, alla comunità fino alle cliniche locali, gli ospedali di distretto ed oltre.

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Nuova rotta su Seul per Etihad Airways

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 agosto 2010

Etihad Airways, la compagnia aerea degli Emirati Arabi Uniti, aprirà il 12 dicembre la nuova rotta sulla capitale della Corea del Sud, Seul, portando a 65 le destinazioni del suo network. Etihad avrà collegamenti giornalieri con l’Aeroporto Incheon di Seul da Abu Dhabi e opererà con Airbus A330-200. L’Airbus prevederà una configurazione a 3 classi e offrirà ogni settimana 2800 posti a sedere andata e ritorno. La Corea del Sud è un mercato emergente ed è un partner chiave per gli Emirati Arabi Uniti da cui ne consegue la decisione di iniziare voli di collegamento”, ha commentato James Hogan, CEO di Etihad Airways. “In oltre due anni, il mercato coreano ha preso sempre più piede qui negli Emirati, con una forte presenza soprattutto nel campo dell’energia pulita, dell’edilizia, della tecnologia e delle piccole-medie imprese”.
Attualmente, ci sono oltre 5000 coreani che vivono e lavorano negli Emirati Arabi Uniti. All’inizio di quest’anno, lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, Principe di Abu Dhabi e Supremo Comandante Deputato delle Forze Armate emiratine, si è recato a Seul per rafforzare la partnership strategica tra i due paesi.
La nuova rotta permetterà a sua volta alla Corea del Sud utilizzare l’hub di Abu Dhabi per raggiungere terze destinazioni chiave come gli stati del Golfo, Istanbul, Atene, Londra, Parigi e il Sud Africa.
I collegamenti dall’Italia saranno il lunedì, venerdì e domenica con i seguenti orari: Milano- Abu Dhabi partenza: 11.20 arrivo: 20.20 (ora locale) Abu Dhabi-Seul partenza: 22.45 arrivo 12.05 (del giorno successivo)
Da Seul per l’Italia i collegamenti saranno il giovedì e il sabato: Seul-Abu Dhabi partenza: 17.40 arrivo: 23.20 Abu Dhabi-Milano 02.25-06.20 (del giorno successivo)

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Nuova rotta Air France: Parigi – Abu Dhabi

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2010

Il volo è operato da Airbus A330, equipaggiati con 219 posti di cui 40 in cabina Affaires (business) e 119 in cabina Voyageur (economy). A breve Air France proporrà su tale rotta anche la nuova cabina Premium Voyageur, a metà strada tra la classe business e quella economy.Gli orari sono studiati per assicurare corrispondenze rapide ai passeggeri in transito  all’aeroporto Charles de Gaulle e risultano estremamente comode per i viaggiatori italiani in arrivo da uno degli 11 aeroporti serviti in Italia da Air France.Con l’apertura di questo nuovo volo, a partire da oggi, Air France serve ben 7 destinazioni in Medio Oriente: Abu Dhabi, Amman, Beirut, Damasco, Dubai, Jeddah e Riyad.Nel corso dell’estate 2010, Air France e KLM serviranno, in Medio Oriente, 13 destinazioni con circa 230 voli a settimana. Grazie al network complementare ed alla combinabilità tariffaria, i clienti possono viaggiare indifferentemente su l’una o l’altra compagnia, attraverso gli hub di Parigi Charles de Gaulle ed Amsterdam Schiphol.

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Idv: fermenti congressuali

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 gennaio 2010

Riproduciamo per sommi capi il documento politico scaturito dall’Assemblea regionale dei delegati provinciali eletti in Toscana per il congresso nazionale dell’IDV in programama Roma dal 5 al 7 febbraio prossimi. “Noi, donne e uomini dell’Italia dei Valori della Toscana,  di fronte alla grave crisi internazionale che ci pone di fronte alla necessità di cambiare rotta rispetto ad un sistema economico e sociale sostanzialmente incentrato, non sul libero mercato, ma su un liberismo sfrenato (e neanche troppo illuminato) che ha progressivamente sostituito, con una economia di carta (finanziarizzazione), la produzione e lo scambio di beni e servizi. Un sistema che, a fronte, della grave crisi partita dai titoli spazzatura degli U.S.A., ha manifestato – se non un conclamato fallimento – senz‘altro tutti i suoi limiti;  consapevoli che il nostro più  grande impegno deve essere quello di far riacquistare fiducia ai cittadini nella politica.  Non a caso l’Italia dei Valori della Toscana ha scelto questa città per svolgere le proprie assise regionali. Per segnalare proprio questo senso di profondo disagio e il grido d’allarme che giunge dalla nostra Regione, e la grande manifestazione, che si è tenuta quasi un anno fa a Prato, terza città del centro Italia per dimensione e importanza, ha evidenziato forza e determinazione, ben sostenuta da istituzioni locali, associazioni commerciali e sindacali, proprio per rivolgere al Governo un appello per l’adozione di misure urgenti e speciali, come per esempio quelle della liquidità del credito alle imprese e dell’estensione degli ammortizzatori sociali.  Sappiamo bene che complice di tutto questo malessere è anche un clima sociale dove si  impastano inevitabilmente una non risolta crisi economica (e tutt’altro che in via di risoluzione) con la difficoltà di dover far fronte alla quotidianità che non dà tregua e con una crisi occupazionale che sta investendo anche altre realtà della nostra Regione (a Pistoia, a Livorno, a Massa Carrara, a Firenze). L’assemblea regionale dell’Italia dei Valori esprime forte disapprovazione per l’atteggiamento degli enti locali nei confronti dello sgombero della ex Olmatex  nel fiorentino. Non si può buttare sulla strada i senza casa, affidandoli alla cura della Chiesa Valdese, alla quale va la nostra solidarietà, senza preoccuparsi di trovare serie soluzioni alternative.  L’assemblea impegna l’Italia dei Valori della Toscana   – a contribuire con tutte le nostre energie possibili alla creazione di un contesto sociale accogliente, positivo, in grado al tempo stesso di sostenere e valorizzare gli individui nel loro percorso di vita, ma anche per rafforzare le politiche sociali unitamente alla difesa dello stato sociale;  –  accogliere la nostra sfida più alta, ovvero scommettere sul futuro della nostra Regione, per renderla  sempre di più un luogo dove valga la pena vivere (Evangelisti)

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Rai: Contratto di servizio

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2010

Per la realizzazione del nuovo Contratto di servizio, 2010-2013, che regola i rapporti fra la RAI e il Governo – dichiara Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum –  si è tornati indietro abolendo l’audizione pubblica, aperta alla società civile, introdotta dal ministro Gentiloni che caratterizzò la stesura del precedente contratto, ora in scadenza. Il  nuovo contratto sta per essere firmato, ma è stato discusso solo da esponenti della RAI e del Governo. Non ci sono state audizioni di nessun tipo e i cittadini, quindi,  dovranno accettare passivamente quanto verrà deciso. Sicuramente un cambio di rotta – continua Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum – che non ci aspettavamo e che evidentemente vuole evitare le eventuali critiche che si potrebbero avanzare. Il testo è blindato e non se ne sa nulla, tranne alcune indiscrezioni trapelate dagli organi di stampa.
Nonostante Agcom nelle sue linee guida indichi che “la Rai, dovrà consultare periodicamente le associazioni dei consumatori sul grado di soddisfazione degli utenti”, allo stato attuale – continua Giordano – nessuno ha sentito la necessità di ascoltare il parere delle associazioni rappresentative degli utenti in merito al contratto che si vuole approvare. Tanto più che è in corso la transizione al digitale e che sempre l’Agcom, nelle sue linee guida alla stesura del contratto, rivolge pressanti inviti alla Rai a coinvolgere adeguatamente gli utenti di volta in volta interessati dalla transizione. Coinvolgimento disatteso in fase di stesura del contratto, che non lascia ben sperare neanche per il futuro. Chiediamo  l’apertura, al più presto, di un confronto per fornire un parere costruttivo sul prossimo contratto in modo che la televisione possa  confermarsi non solo mezzo di diffusione di massa, ma strumento fondamentale al servizio della collettività e non privilegio solo di pochi.

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Rotta dei Fenici

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2009

Roma 4 dicembre 2009 – Ore 10.00 Complesso Monumentale dei Dioscuri via Piacenza, 1, presentazione accordo di valorizzazione tra la Direzione Generale per le Biblioteche, Istituti Culturali e Diritto d’Autore  del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e l’Associazione Internazionale La Rotta dei Fenici  Intervengono: Sandro Bondi, Ministro per i Beni e le Attività Culturali  Maurizio Fallace, Direttore Generale per le Biblioteche, gli Istituti culturali e il Diritto d’autore – Ministero per i Beni e le Attività Culturali  Antonio Paolucci, Presidente Comitato Scientifico Consulta Nazionale Itinerari Storici, Culturali e  Religiosi e Direttore Musei Vaticani  Antonio Barone, Direttore dell’Associazione “La Rotta dei Fenici” Programma: Presentazione Accordo di valorizzazione Rotta dei Fenici  Presentazione documentario 3D “Annibale al Trasimeno” realizzato dal Comune di Tuoro sul Trasimeno

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Inaugurata la mostra “Sulla rotta del Beagle”

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2009

darwinCamerino, E’ stata inaugurata, presso il Polo Museale dell’Ateneo di Camerino, l’esposizione temporanea ‘Sulla rotta del Beagle’, in viaggio con Darwin alla scoperta della teoria evolutiva. Erano presenti Nazareno Agostini, Assessore all’Istruzione della Provincia di Macerata, Dario Conti, Sindaco del Comune di Camerino, Ippolito Antonini, Prorettore dell’Università di Camerino, Alberta Polzonetti, docente Unicam del Dipartimento di Scienze Morfologiche e Biochimiche Comparate e Chiara Invernizzi, docente Unicam del Dipartimento di Scienze della Terra e Direttore del Polo museale d’Ateneo.  L’esposizione, interattiva e multimediale, è dedicata alla figura di Charles Darwin, in occasione dei 200 anni dalla sua nascita e dei 150 anni dalla pubblicazione del suo capolavoro L’Origine delle Specie. Animali, piante, fossili e vulcani raccontano la storia dello scienziato e della sua spedizione intorno al mondo secondo un percorso scandito in maniera sia temporale sia spaziale. Sarà, inoltre, in calendario anche una serie di appuntamenti collaterali divertenti e coinvolgenti (spettacoli, letture al museo, attività didattiche, cinema ecc.), senza trascurare approfondimenti culturali e scientifici comunque rivolti ad un pubblico ampio (convegni, dibattiti, seminari). Nel mese di novembre 2009 una sezione dell’esposizione ospiterà ‘Mini Darwin alle Galápagos’, la mostra itinerante prodotta da SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) Medialab di Trieste. La sezione, dedicata in particolare ai ragazzi tra gli 8 e i 12 anni, condurrà alla scoperta dell’evoluzione, della biodiversità e dei valori della conservazione della natura, attraverso l’esplorazione delle isole Galápagos. Sarà ricostruito l’ambiente delle isole ecuadoriane con una scenografia a quinte di tipo teatrale: scogliere, foreste di cactus, terreni lavici neri e rossi saranno riprodotti a colori vivaci.  La mostra, visitabile fino al 20 dicembre 2009, sarà aperta dal martedì al venerdì con orario 15- 18, il sabato e la domenica con orario 10-13 /15-18. :www.unicam.it/mostradarwin. (darwin)

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ANA e Air China sulla rotta Tokyo Haneda – Pechino

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2009

Tokyo,  Air China e ANA, entrambe membri della Star Alliance, daranno inizio a un accordo di code-sharing sui voli delle due compagnie fra l’Aeroporto Internazionale di Pechino Capitale e l’aeroporto Haneda di Tokyo, a partire dal 25 ottobre di quest’anno.  Pechino è la quarta città ad essere inclusa fra le destinazioni internazionali dell’aeroporto Haneda, di solito usato per i voli interni, già in essere: Seoul, Shanghai e Hong Kong. Grazie alla vicinanza dell’aeroporto Haneda al centro di Tokyo, i passeggeri di Air China e ANA in viaggio fra le capitali dei due paesi usufruiranno di voli di più breve durata e più comodi.  Air China metterà il proprio codice sul volo giornaliero di ANA, mentre ANA metterà il proprio codice sui due voli giornalieri di Air China su questa rotta, dando ai clienti la scelta di tre voli giornalieri Air China o ANA fra Pechino e Haneda. Inoltre, grazie alla partecipazione di Air China e ANA nella Star Alliance, i clienti potranno reciprocamente accumulare e riscattare miglia, nonché usufruire della lounge e di altro vantaggi, laddove siano applicabili.  Con questo accordo a posto, le due compagnie aeree offriranno fra di sé 106 voli settimanali fra Tokyo e Pechino ed un totale di 271 voli la settimana fra il Giappone e la Cina.  I voli in code-sharing inizieranno il 25 ottobre

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A Obama serve il “New Deal” di Roosevelt

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2009

Anche se successivamente si è personalmente corretto, il presidente Barack Obama è stato un po’ imprudente a dichiarare che “siamo all’inizio della fine della crisi”. Certo è che i suoi consiglieri lo hanno spinto a rassicurare l’elettorato che, colpito dalla disoccupazione e dalla insicurezza sociale,  sta perdendo fiducia nel suo presidente.  Si è sempre paragonato l’attuale crisi finanziaria ed economica globale con la Grande Depressione del 1929-33. Se analizzassimo sinteticamente quello che è stato fatto nei mesi passati con gli interventi messi in campo dal presidente Franklin Delano Roosevelt subito dopo il suo insediamento alla Casa Bianca nel marzo del 1933, vedremmo che c’è ancora molta strada da fare per rimettere la nave dell’economia americana sulla giusta rotta.  Roosevelt lanciò subito il famoso “New Deal”, un pacchetto di programmi economici per realizzare le “tre R”, Relief (assistenza per i disoccupati), Reform (del sistema bancario) e Recovery (ripresa dell’economia produttiva). L’economia americana annaspava con il 25% di disoccupazione, un crollo dei prezzi del 50%, con fallimenti di industrie e di famiglie con mutui impagabili.   Realizzò la riforma della Emergency Banking Act e, dopo aver chiuso per alcuni giorni l’intero sistema bancario, lo rimise in moto sottoponendolo ad una sorta di riorganizzazione per bancarotta. Con la legge Glass-Steagall  stabilì una rigorosa separazione delle banche commerciali da quelle di investimento per “porre fine alle speculazione fatta con i soldi degli altri”. E introdusse una “rigorosa supervisione sulle operazioni bancarie, sui crediti e sugli investimenti”. Per affrontare di petto la speculazione e “il nuovo dispotismo di Wall Street”, favorì la creazione della cosiddetta “Commissione Pecora” (dal nome del PM italo americano di New York Ferdinand Pecora, uno tra i più stretti collaboratori di Roosevelt) che sfidò le lobby della finanza cominciando dal suo numero uno, J.P. Morgan.   Nel contempo iniziò subito la “guerra contro la Depressione” rimettendo in moto l’economia reale e l’occupazione. Fu lanciato la Public Work Administration (l’agenzia per i lavori pubblici) che con un fondo di partenza di 3,3 miliardi di dollari, una cifra notevole per allora, iniziò una serie di lavori che ebbero un effetto moltiplicatore per l’intera economia e per l’occupazione.  Nel maggio del 1933 partiva anche la famosa Tennessee Valley Authority (TVA) per lo sviluppo dell’intera vallata intorno al fiume Tennessee che copriva il territorio di 7 stati. Attraverso un processo di elettrificazione, di intereventi nei settori della navigazione, dei trasporti e della produzione di fertilizzanti, si mirò alla modernizzazione dell’economia e dell’industria di una delle zone più colpite dalla Grande Depressione. Il New Deal mise in moto 50.000 progetti infrastrutturali di tutte le dimensioni.   In seguito Roosevelt realizzò  il Social Security System che, tra le altre cose importanti, garantiva per la prima volta l’assicurazione contro la disoccupazione e un sistema pensionistico moderno, copiato poi da altri stati del mondo. Superando tanti ostacoli, garantì anche il diritto di tutti i lavoratori di organizzarsi in sindacati.  L’uscita dalla depressione non fu indolore e fu di lunga durata, fino a collegarsi con la mobilitazione militare ed economica della seconda guerra mondiale.  Oggi naturalmente la crisi sistemica ha caratteristiche diverse, in primis la sua dimensione globale, il ruolo preponderante della finanza anche su quello delle banche e una situazione geopolitica molto differente. Obama si trova di fronte ad una lobby finanziaria molto più potente e agguerrita. E quindi la lotta contro “gli speculatori senza scrupoli”, i money-changers di Roosevelt, è molto più difficile e complessa.  Non di meno si possono già  individuare delle profonde diversità con le riforme del 1933, con le quali Obama non potrà non confrontarsi. Anche se la recente “Financial Regulatory Reform” indica alcune importanti regole e modifiche da apportare al sistema bancario e finanziario, lascia comunque quasi intatto l’apparato che ha prodotto le bolle dei derivati, del debito ecc. Va bene sottoporre gli hedge fund speculativi alle stesse regole e restrizioni delle banche e delle assicurazioni ma poi, per modificare i meccanismi della crisi, bisognerebbe incidere il bisturi a fondo nelle operazioni in derivati OTC, nei titoli tossici.  Ma il problema più complesso è la qualità degli interventi nell’economia reale. L’amministrazione di Obama ha sottoscritto pacchetti di stimoli economici per centinaia di miliardi di dollari: 800 miliardi con un solo pacchetto e migliaia di miliardi di liquidità per le banche in crisi. Però ha di fatto lasciato le banche a gestire gran parte di questi fondi, sperando che li trasformino speditamente in crediti per la produzione e in nuovi investimenti.  Roosevelt aveva, invece, creato delle nuove ed efficienti strutture, sotto la direzione dello stato, per convogliare le risorse verso progetti strategici già ben identificati.   Anche Obama dovrebbe cambiare metodo e tornare in modi moderni ai principi  di quel “New Deal”, pilotando direttamente interventi contro la disoccupazione e per il rilancio economico.  E’ un compito importante che il presidente degli Stati Uniti stia giocando tutte le sue carte con la riforma del sistema sociale nazionale.   Quando si opera su una riforma di così grande portata è inevitabile che ci siano delle differenze e anche delle polemiche, ma Obama intende affrontare una questione storica, quella di dare un servizio sanitario e sociale a tutti gli americani, anche ai quei 50 milioni di poveri e socialmente emarginati, che la società del consumo e del profitto ha lasciato fuori dalla porta. Di ciò e della sua capacità di riforma bisogna dargli atto. (Mario Lettieri, sottosegretario all’Economia nel governo Prodi, Paolo Raimondi, economista)

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Nomadi e giunta Alemanno

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2009

“Sulla questione nomadi la giunta Alemanno non fallirà” – lo dichiara Fabrizio Santori, presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma. “Siamo certi che l’amministrazione capitolina rispetterà gli impegni assunti con gli elettori, eliminando tutti gli insediamenti abusivi, continuando a sollecitare l’incremento del numero delle espulsioni per i rom che hanno commesso reati o se muniti di fogli di via, prevedendo un numero chiuso di nomadi che verranno collocati all’interno dei 7 campi autorizzati e di eventuali nuovi stanziamenti lontani dai centri abitati. E’ evidente che la collocazione di cittadini nomadi, anche in via temporanea, all’interno della ex Fiera di Roma, zona semicentrale della città , risulta del tutto inidonea. Il Consiglio comunale, così come la Commissione Sicurezza, quali organi di controllo e di indirizzo politico-amministrativo, –  conclude Santori – rimangono in attesa delle disposizioni contenute nel Piano Nomadi che auspichiamo venga presentato in tempi brevi. Ogni ritardo nella risoluzione dell’emergenza nomadi a Roma costituisce un rischio per i cittadini che da mesi attendono un cambio di rotta”.

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L’estate preferita dai turisti italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2009

Dove vanno in vacanza gli italiani quest’anno? Quanto ha influito la crisi sulla scelta delle ferie delle famiglie italiane? Ci si aspettava una brusca inversione di rotta, una tendenza al risparmio e la volontà ferrea di risparmiare, soprattutto su ciò non definibile come strettamente necessario. E invece, nonostante tutto, le famiglie italiane hanno deciso sì di risparmiare, ma non sulle vacanze. Quelle rimangono un must irrinunciabile, una giusta ricompensa dopo un anno di lavoro. L’unica cosa che cambia è la scelta della destinazione. La tendenza è quella di prediligere mete più vicine, che permettano una spesa più contenuta, magari per una vacanza mordi e fuggi, ma pur sempre vacanza. In questo senso, Govolo.it, agenzia di viaggi online affiliata di GO Voyages, azienda leader in Francia per la vendita di biglietti aerei e pacchetti dinamici (volo+hotel), ha stilato una Top Ten delle destinazioni preferite e scelte dagli italiani per l’estate 2009. Forse proprio a causa della crisi, ben 8 città italiane occupano la lista delle dieci destinazioni più prenotate dagli utenti italiani e in particolare sono risultate vincenti la Sicilia e il sud Italia. A riprova del fatto che in tempi di ristrettezze economiche, il Bel Paese si dimostra valida alternativa a destinazioni più esotiche. Fra le mete a lungo raggio, New York e Bangkok hanno registrato l’interesse degli italiani. Govolo.it ha potuto preparare questa classifica raggruppando le preferenze e i trend di una buona fetta d’italiani che quest’anno hanno deciso di prenotare le tanto agognate ferie estive proprio tramite il portale lanciato sul mercato italiano lo scorso giugno e che si sta rapidamente inserendo tra i siti utilizzati dal popolo di internet per la prenotazione di viaggi online. La Top Ten delle destinazioni per l’estate 2009 ha registrato al primo posto la magnifica città siciliana di Palermo, culla di arte e cultura, storia e fascino, meta ideale per un’immersione nell’arte barocca, seguita da Lamezia Terme, comune calabrese famoso per le cure termali, Milano, destinazione scelta soprattutto per lo shopping e la vita notturna, Reggio Calabria, antica colonia greca le cui origini risalgono addirittura al 744 a.C. una cui visita al Museo Nazionale dove ammirare i Bronzi di Riace, risalenti al V secolo, è assolutamente imperdibile. Seguono nella classifica New York, destinazione cult per gli italiani, Lampedusa, piccola isola considerata una delle migliori destinazioni in Italia per le immersioni, Brindisi, pregevole esempio di città dalle influenze aragonesi, dove non può mancare una visita al Castello Aragonese o alle Colonne romane, Catania, la Silicon Valley italiana per eccellenza, Roma, il cui fascino eterno è esercitato sui turisti in qualsiasi stagione dell’anno e per ultima Bangkok, perla della Thailandia, metropoli moderna che combina perfettamente stili architettonici del presente a templi del passato.
Govolo è un’agenzia di viaggi online, filiale di Go Voyages, leader francese della vendita di biglietti aerei su internet, con oltre 8 anni di esperienza nel mercato. Tra la gamma di prodotti turistici offerti, Govolo si occupa di trovare hotel, voli, pacchetti dinamici volo+hotel. I vantaggi di scegliere Govolo sono molteplici, dal servizio ottimale garantito da oltre 320 professionisti, alle destinazioni proposte al miglior prezzo http://www.adam.it

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La debacle somala

Posted by fidest press agency su sabato, 6 giugno 2009

Il 9 e 10 giugno si riunirà a Roma il Gruppo internazionale di Contatto per la Somalia (GIC) sotto la presidenza del rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite Ahmedou Ould Abdallah e che vedrà la partecipazione di rappresentanti dell’Unione europea, dell’Unione Africana e, oltre all’Italia, dei principali paesi attivi sulla scena internazionale.  Nel rileggerne le dichiarazioni delle precedenti riunioni de GIC si rimane colpiti dal divario tra la visione e l’azione internazionale e gli sviluppi della situazione in Somala. Alla vigilia del nuovo incontro ci si chiede se non siano stati proprio gli errori, le lentezze e omissioni della comunità internazionale ad avere contribuito al prolungamento della crisi somala. Non aver consolidato le istituzioni, specie a livello regionale, ha favorito l’espansione sul territorio degli Shabab, i giovani mujahidin. E’ stata sottovalutata sistematicamente la loro forza. Eppure dal primo maggio 2008, quando un improvvido missile statunitense uccise il loro capo militare, Aden Hashi Ayro, arrivò chiaro il segnale dell’inizio di una campagna in grande stile. Si sono susseguiti rapimenti, uccisioni, attacchi alle Agenzie e alle ong internazionali, vi e stata una progressione impressionante di conquiste dei territori: tutto in una generale sottovalutazione del problema che e stato a lungo circoscritto a “criminalita sociale”.  Intanto questi “giovani” mujahidin sono cresciuti. Si sono divisi in gruppi territoriali e tribali autonomi. Non è ancora capito che si sta combattendo una guerra per l’anima stessa della Somalia: da un lato i “veri stranieri” armati di una ideologia nazi-islamica che sostituirebbe i valori fondanti dei somali con un’organizzazione politica e religiosa che non ha alcuna radice nella società somala; dall’altra un governo che dovrebbe difendere i valori identificanti della tradizione clanica e religiosa, ma che e erede degli errori fatti dai suoi predecessori ed e identificato con i partner internazionali che questi errori li hanno spesso decisi e difesi. Le posizioni più politiche, con una prevalente visione nazionalistica, ancora presenti sia in alcuni gruppi shabab che nell’Hisbul Islam, dovrebbero essere maggiormente ascoltate, prima che scompaiano del tutto con l’incalzare degli eventi, per cercare di capirne le ragioni e cogliere indicazioni utili. A meno di volere puntare innanzitutto, ancora una volta, sull’uso della forza e creare un altro Afghanistan, con il risultato di radicalizzare il conflitto e prolungare le sofferenze della popolazione. Il processo di transizione dovrebbe avere l’obiettivo di far nascere le nuove istituzioni che includano quanti ne sono finora rimasti estranei, accettate da tutti i somali e definitive, isolando ed escludendo solo i gruppi realmente estremistici e legati al terrorismo. Questa distinzione è stata spesso errata e ideologica. L’Italia è ancora considerata in Somalia e a livello internazionale come Paese di riferimento.  L’Italia ha agito in coordinamento con l’Unione europea e questo va a suo merito. L’Europa avrebbe potuto avere un ruolo significativo per favorire decisioni sulla situazione somala, dati anche i fondi messi a disposizione per aiuti umanitari, servizi di base, ricostruzione e sicurezza. Avrebbe dovuto porsi con una sola voce. Un inviato speciale plenipotenziario avrebbe potuto far parlare l’Ue con una sola voce e sarebbe opportuna, in proposito, una correzione di rotta.

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Chi sarà il nuovo comandante generale dei carabinieri?

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 giugno 2009

Siamo ormai prossimi all’avvicendamento al vertice dell’Arma dei Carabinieri previsto per luglio 2009. In passato fu chiesto direttamente alla “base” chi fosse l’uomo giusto per guidare la “Benemerita” con un sondaggio che aveva avuto un grande successo e che era stato ripreso anche dai media nazionali. Stavolta, però, Il Giornale dei Carabinieri ha deciso di rompere gli indugi ed esprimere il proprio parere sulla nomina del prossimo Comandante Generale dell’Arma. “Crediamo – è detto in un servizio del Giornale – che sia ormai chiaro a tutti (addetti ai lavori e non) come l’Arma dei carabinieri di recente abbia conosciuto una regressione sempre più profonda facilitata dalla “scarsa sensibilità politica” e come i tagli ai finanziamenti abbiano provocato un decadimento strutturale dell’intera Istituzione. Serve dunque un repentino cambio di rotta e noi pensiamo che l’uomo giusto possa essere l’attuale Capo di Stato Maggiore Leonardo Gallitelli. I motivi della scelta sono diversi. Per prima cosa, dobbiamo ricordare le indubbie qualità del Generale Gallitelli, come uomo, militare, nonché comandante! Qualità che sono state già ampiamente espresse e testate durante il difficile periodo di “Mani pulite” quando aiutò con maestria l’allora P.M. Antonio Di Pietro a ricostruire tutte le minacce che lo stesso aveva subito (V. articolo “La Repubblica” del 9 dicembre 1996). Il collegamento tra il più coraggioso tra i Pm, Antonio Di Pietro ed il Generale Gallitelli, affiora da diversi articoli di stampa che mettono in luce una forte collaborazione tra i due imperniata nella legalità. Questo fa di Gallitelli un uomo che non scende a compromessi neanche con il potere politico. Inoltre, il Generale Gallitelli è un profondo conoscitore dell’Arma dei Carabinieri: i vari incarichi che ha ricoperto nel corso della sua lunga carriera, gli hanno consentito di tastare con mano la reale situazione di tutti i comparti, rendendolo così consapevole di quanti e quali siano i giusti interventi da porre in essere per salvare l’Istituzione. Per queste ragioni, ci chiediamo se il Generale di Corpo d’Armata Leonardo Gallitelli non possa essere l’uomo giusto alla guida dell’Arma così da unire la cultura gloriosa del passato con le difficili sfide del futuro”. (fonte Michele Fornicola)

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