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Piano Casa

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2009

Confindustria-Finco saluta con soddisfazione il nuovo accordo. “Siamo soddisfatti. Finalmente, dopo anni di sforzi per promuovere la Sostituzione Urbana e dopo le nostre lettere ufficiali al Presidente del Consiglio Berlusconi ed ai Ministri competenti, vediamo prendere forma il Piano Casa, un accordo indispensabile per l’economia del Paese.”  Commenta così gli ultimi sviluppi della trattativa Rossella Rodelli Giavarini, Presidente di Finco, la Federazione di Confindustria che rappresenta Industrie, Prodotti, Impianti e Servizi per le Costruzioni. “Da molti anni sosteniamo la necessità di implementare il progetto di “rottamazione urbana” – Abbattere per Ricostruire – un piano strategico di riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano” prosegue la Presidente Giavarini. “Si tratta di un percorso ad ampio raggio che verte su una sinergia tra edilizia pubblica e privata, responsabilizzate da una “regia pubblica” di coordinamento. Il progetto “Abbattere per Ricostruire”, che oggi finalmente inizia a trovare concretizzazione, è la risposta alle pressanti esigenze economiche, politiche, sociali ed ambientali (considerando il territorio come risorsa limitata) evidenziatesi negli ultimi anni nei nostri contesti urbani”. “Non possiamo che concordare con l’opinione del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che punta sul Piano Casa per il suo efficace effetto anticrisi e prende atto delle potenzialità, come settore trainante, del grande comparto delle Costruzioni.” Ribadendo la costante disponibilità a ricoprire il ruolo di interlocutore per estendere e coordinare i progetti per il rinnovo urbano e l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare italiano attraverso la demolizione e la sostituzione, la Presidente Giavarini specifica i possibili ambiti di intervento – “ Sei  sono i principali casi di contesti territoriali nei quali, in linea di massima, si ritiene necessario applicare in misura consistente la sostituzione edilizia: i tessuti urbani degradati caratterizzati da elevato disagio sociale, i quartieri e complessi di edilizia residenziale pubblica, i quartieri di edilizia residenziale privata con elevata obsolescenza, i tessuti abusivi non consolidati, con disordine urbanistico e carenza grave di servizi, i tessuti urbani funzionalmente  dimessi, le aree esposte a rischi idrogeologici.”

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