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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘rottamazione’

Rottamazione cartelle esattoriali: nuova finestra fino al 31 Luglio

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

La conversione in legge del decreto crescita ha riaperto per un mese i termini di presentazione delle domande di rottamazione delle cartelle esattoriali, per la cosiddetta “rottamazione-ter”. Lo stesso decreto ammette alla rottamazione “ter” anche le domande presentate dopo la scadenza del 30/4/2019, che non dovranno essere ripresentate. Si ricorda che la rottamazione riguarda le cartelle del periodo 2000-2017 e consente di pagare le stesse parzialmente, senza sanzioni ed interessi di mora.
Si ricorda anche che a seguito della presentazione della domanda sarà l’Agenzia delle entrate a comunicare al debitore le somme dovute e quando e come pagarle, entro il 31/10/2019. Per le nuove domande il pagamento può avvenire:
– in un’unica soluzione entro il 30/11/2019;
– in diciassette rate consecutive, la prima al 30/11/2019 e le restanti scadenti al 28/2, 31/5, 31/7 e 30/11 di ciascun anno a decorrere dal 2020. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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L’italiano è una lingua in rottamazione?

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 ottobre 2017

dantedi Pietro Di Muccio de Quattro. Negli ultimi tempi è tornata d’attualità la questione dell’italiano, inteso come lingua. I professori d’università hanno dichiarato che le tesi di laurea sono scritte con i piedi. Il conseguente dibattito è durato un paio di giorni. Quasi nessun interesse tra il grosso pubblico. Il declino dell’Italia è comprovato più dall’indifferenza della nazione verso il suo idioma che dall’impoverimento dell’economia a colpi di debito pubblico.
“Torniamo alla grammatica e alla sintassi”, hanno invocato taluni accademici, riecheggiando il “Torniamo allo statuto” di sonniniana memoria. L’ironia della storia, forse l’unica rimastaci, vuole però che i censori della lingua adoperata dai laureandi di oggi siano i laureati di quelle università che contribuirono a devastarla. Inseminò anche la cultura delle classi dirigenti, che a loro volta elaborarono una neolingua egualmente tortuosa, approssimativa, verbosa, oscura, tuttavia distinta in branche specialistiche: il politichese, il burocratese, il sindacalese, che da allora hanno soppiantato la potente lingua di Dante e Machiavelli e il levigato nitore di Manzoni.
Gli studenti universitari di oggi sono figli e nipoti legittimi delle istituzioni culturali che quelle classi dirigenti, proprio perché tali, plasmarono. Ne esistono prove clamorose. Se confrontiamo l’oratoria parlamentare restiamo impressionati, pur con le dovute eccezioni, dall’impoverimento dei discorsi, delle argomentazioni, dell’eloquenza. Se scendiamo dall’empireo della politica e saliamo su un tram, troviamo che annullare un biglietto non è più possibile: dobbiamo munirci di un ticket e obliterarlo, mentre obliteratrice è il nuovo nome del congegno che vi provvede, sebbene rimandi ad una geisha esperta nel farci dimenticare il controllore. Quindi non più solo una questione di grammatica e sintassi, purtroppo. Esse sono fondamentali, come gli elementi per i composti chimici. Senza, non possono costruirsi le sostanze. Senza, non può parlarsi e scrivere con sostanza. Eppure, esprimersi in modo formalmente corretto non basta se sostanzialmente oscuro, come quando utilizziamo elementi che non si combinano. L’incomprensibilità dell’eloquio e, peggio ancora, della scrittura dipende bensì dall’ignoranza delle regole del linguaggio ma pure da cervelli non allenati a comunicare per farsi capire perché disabituati, nelle scuole e nelle università, a padroneggiare la lingua, a ragionare, ad esporre con senso compiuto. Rem tene, verba sequentur, diceva Catone il Censore, avallato da Cicerone. Significa che, se possiedi i concetti, le parole adatte ad esprimerli ti verranno naturalmente.
Dunque la chiarezza è frutto della conoscenza, sia della lingua, sia dei contenuti. Se le parole, le accezioni, le frasi sono sbagliate e intorcinate; se tutto il linguaggio lascia a desiderare; se la manifestazione del pensiero non serve a manifestarlo ma a nasconderlo quando esista, tutta la società dovrebbe domandarsi dove ha sbagliato. Se i docenti, a partire dai professori di università, lasciano, ciò nonostante, i discenti arrampicarsi fino alle lauree, che diritto hanno di dolersi del raglio dei somari che allevano?
Se ne avessi la voglia e il tempo, scriverei un piccolo dizionario degli inglesismi ad uso degl’Italiani vantoni. Proprio quelli che più dovrebbero averla a cuore, la lingua italiana, sono tra i suoi principali distruttori. Per pigrizia, piaggeria, sfoggio, politici e giornalisti, quotidianamente, sui mezzi di comunicazione sgretolano la nostra bella lingua e la infarciscono d’inutili quanto incomprensibili vocaboli ed espressioni inglesi.
Cosa diventa un popolo quando i comunicatori adulterano la lingua madre e adoperano un gergo comprensibile solo nella cerchia degli utilizzatori? Senza la lingua nazionale anche la nazione perde i connotati. La classe dirigente ha accettato bovinamente, salvo poche flebili voci dissenzienti, perfino che qualche facoltà universitaria impartisse tutte le discipline solo, dico solo, in inglese, alla stregua di un “college”. Addirittura un liceo classico, dico classico, pare che insegnerà le materie in inglese. Così avremo il latino e il greco impartiti in inglese, anziché in latino e greco, come sarebbe ideale! Nella stragrande maggioranza dei casi, l’inglesismo è inutile. Adoperarlo denota non solo vanità, ma soprattutto ristrettezza mentale e mancanza di rispetto verso chi ascolta o legge. Questa mancanza di rispetto è tanto più grave considerando che l’italiano parlato si è impoverito in modo drammatico. Sono troppi ormai i connazionali che usano solo i vocaboli essenziali della vita e che stanno poco oltre la soglia dell’alfabetizzazione, tant’è che leggono poco e capiscono ancor meno la lingua scritta. Chi si abbuffa d’inglesismi appare alla moda, ma resta incolto, oltre a dare da sé dimostrazione di essere orecchiante sia d’inglese sia d’italiano. Ottima cosa insegnare ottimo inglese fin dalle elementari, ma giammai in sostituzione o a discapito dell’italiano, che invece andrebbe portato al massimo livello, mentre tende a diventare lingua morta in patria, sebbene riviva, ecco il paradosso, all’estero. (fonte: http://www.societalibera.org)

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“Rottamazione delle cartelle esattoriali”

Posted by fidest press agency su martedì, 8 agosto 2017

fisco2005a«Al Premier Gentiloni e al Ministro Padoan chiedo di informare con celerità sul reale esito della cosiddetta “rottamazione delle cartelle esattoriali”: sono in ballo la tenuta dei conti pubblici e il futuro di molti cittadini e imprese. Per poterne beneficiare occorreva versare la prima rata entro il 31 luglio. Quindi è ora possibile sapere con certezza quanti soggetti hanno effettivamente fruito dell’agevolazione e quanti invece avevano presentato domanda ma non l’hanno attivata. Non si tratta di una questione di poco conto perché il Governo, sulla base delle istanze presentate, aveva quantificato un gettito per l’erario di circa 7,2 miliardi. La domanda che pongo al Governo è se tale previsione sia stata confermata o meno». Lo scrive in una lettera pubblicata del Sole 24 ore il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. «La sensazione è che moltissimi che avevano fatto istanza di rottamazione ci abbiano poi rinunciato visto che il meccanismo ideato dal Governo prevede che il debito debba essere saldato in sole cinque rate, delle quali le prime tre, pari al 70% del debito complessivo, con scadenze molto ravvicinate tra loro ed entro il 2017. Normale che molti non abbiano potuto accedere alla rottamazione perché impossibilitati al saldo in pochi mesi di quasi tre quarti del loro debito – afferma in uno dei suoi passaggi il leader di Fratelli d’Italia -. Al problema di equità sociale di questa misura, utile per i potenti e inutile per il popolo, si aggiunge una possibile voragine nei conti dello Stato nel 2017. Il Governo dica subito pubblicamente quanti dei 7,2 miliardi di gettito previsti entreranno veramente dalla rottamazione delle cartelle e come intende colmare il buco che si è probabilmente creato a causa della sua incompetenza. Visto che vorremmo ritrovarci sul collo un’ulteriore manovra correttiva, suggerisco che venga immediatamente riproposto un nuovo provvedimento di rottamazione delle cartelle esattoriali con le necessarie modifiche per renderlo vantaggioso anche ai contribuenti che ad oggi non hanno le risorse necessarie per chiudere le loro pendenze. Una rottamazione – bis, alle stesse condizioni ma con un piano di rientro molto più lungo e concepito per le “persone normali”. Così per una volta, costretto dalla tenuta dei conti pubblici, il Governo Renzi-Gentiloni potrà dar vita a una misura utile agli italiani», spiega Meloni.

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Rottamazione Equitalia: “Attenti alla trappola, aderire potrebbe essere un rischio”

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2017

equitalia1Rocco Guerriero, Presidente CesConsumatori, in base alle recenti disposizioni di abolizione di Equitalia lancia un grido di allarme:”Attenti alla trappola. Aderire alla rottamazione delle cartelle Equitalia senza un’attenta valutazione potrebbe essere un rischio”. Il D.L. n. 193/2016 (collegato alla legge di Bilancio 2017) all’articolo 6 individua termini e modalità per addivenire alla c.d. “definizione agevolata” dei ruoli esattoriali. In estrema sintesi viene data la possibilità di provvedere all’estinzione di un proprio debito con il Fisco, senza versare le sanzioni e gli interessi mora. C’è tempo fino al 31 marzo 2017 per presentare l’istanza e ieri Equitalia ha informato che in meno di due mesi sono state già presentate oltre 100 mila domande. Approfondiamo l’argomento con Rocco Guerriero, presidente nazionale della Cesconsumatori, associazione specializzata in materia di indebitamento che subito avverte “Aderire senza un’attenta valutazione potrebbe essere un rischio. Dietro la rottamazione si nascondono mille insidie e nella maggior parte dei casi non è affatto conveniente”. Rottamare. A chi conviene? “Conviene certamente a chi ha piccoli debiti o chi ha già perso in giudizio. In tutti gli altri casi consigliamo di fare un calcolo preventivo sulla somma che realmente si andrà a rottamare”. Quali sono gli elementi negativi della rottamazione? “E’ pur vero che si avrà un risparmio, non sempre consistente, ma è altrettanto vero che il debito dovrà essere pagato in soli 14 mesi versando il 70% del debito già entro novembre 2017. Inoltre chi ha giudizi pendenti dovrà rinunciare a tutte le azioni in corso. In ultimo confermo che verranno eliminate sanzioni e interessi ma nel contempo verranno conservati interessi di ritardata iscrizione a ruolo, l’aggio, le eventuali spese maturate a seguito di avvio di procedura esecutiva, le spese di notifica”. Altri punti a sfavore? “Se ho una rateizzazione in corso a 72 o a 120 mesi e verso la 1° rata della rottamazione senza riuscire a pagare le restanti rate, decadrò sia dalla rottamazione che equitaliadalla precedente rateizzazione. Inoltre le scadenze sono perentorie: ritardare anche solo di un giorno il pagamento di una delle 5 rate vorrà dire decadere immediatamente dalla rottamazione”. In conclusione qual’è il suo consiglio? “Il contribuente ha tempo fino al 31 marzo per inviare la domanda ed Equitalia avrà tempo fino al 31 maggio per comunicare la somma che andrà pagata. Se il calcolo non sarà conveniente non ci si potrà più tirare indietro. Quindi consiglio di aderire solo se la somma abbattuta è davvero notevole e per saperlo è fondamentale affidarsi ad esperti che faranno prima un calcolo della somma che si andrà realmente ad abbattere”. Come funziona il vostro servizio? “In queste settimane ho notato il proliferare di associazioni e di nuove società che eseguono i calcoli richiedendo somme fuori mercato. CesConsumatori, da anni attenta alla tutela del contribuente, ha deciso di proseguire per la propria strada eseguendo il calcolo in forma totalmente gratuita per gli associati. Chi non è associato potrà farlo pagando una quota annua di soli 10 euro che oltre a questa pratica garantiranno una tutela, assistenza e consulenze gratuite su qualsiasi problema per 365 giorni”. Inoltre non ci limitiamo solo al calcolo per la rottamazione ma prima analizziamo tutta la posizione debitoria con Equitalia evidenziando eventuali cartelle invalide (es. prescritte) dove riteniamo non debba farsi domanda di rottamazione. Successivamente solo sulle cartelle valide eseguiremo il calcolo e solo se l’associato riterrà la rottamazione conveniente presenteremo la relativa istanza”. (foto: equitalia)

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Aderire e partecipare al No Renzi Day del 22 ottobre a Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 22 ottobre 2016

respect-costituzioneRoma 22 ottobre 2016 si svolge la manifestazione nazionale per il NO sociale alla rottamazione della Costituzione voluta da Renzi e dai suoi mandanti, il 21 ottobre USB, UniCobas, USI, SICobas, Slai Cobas, ADL Cobas hanno scioperato per la difesa dei diritti del lavoro e dello stato sociale e per difendere e applicare la Costituzione del 1948. La lotta contro la rottamazione della Costituzione può e deve diventare la lotta di tutti quelli che sono decisi a cambiare le cose come serve ai lavoratori e al resto delle masse popolari e sono mossi dalle stesse aspirazioni di coloro che, ispirati dall’Unione Sovietica, diretti dal PCI e organizzati nei gruppi partigiani e nei comitati di liberazione nazionale, liberarono il nostro paese dall’occupazione nazista e dai suoi collaboratori fascisti.
Anche oggi dobbiamo liberare il nostro paese. Dobbiamo liberarlo non solo da Renzi e la sua cricca cresciuta alla scuola di Gelli. Dobbiamo liberarlo dal dominio dei caporioni della finanza, dei banchieri e dei grandi capitalisti dell’industria e del commercio, dalla Corte Pontificia e dai capi della criminalità organizzata (i vertici della Repubblica Pontificia). Sono loro la forza occupante che sta eliminando le conquiste e i diritti che avevamo strappato, che spreme e schiaccia senza limiti una parte crescente della popolazione, che sta privatizzando, riducendo e peggiorando i servizi pubblici, che smantella un pezzo dopo l’altro l’apparato produttivo del paese, che saccheggia il territorio e devasta l’ambiente, che ci trascina nella guerra. Sono loro che hanno infeudato il nostro paese alla comunità internazionale degli imperialisti europei, americani e sionisti, allo stesso modo del re, del Papa, della borghesia industriale e finanziaria, degli agrari che prima affidarono la direzione del paese ai fascisti di Mussolini, poi lo misero al carro della Germania nazista e infine, dopo che il PCI ebbe rinunciato a continuare la lotta fino a instaurare un nuovo ordinamento sociale conforme agli interessi delle masse popolari, ne fecero una Repubblica Pontificia sotto l’ombrello della NATO.In questa lotta gli operai e gli altri lavoratori hanno un ruolo speciale. Ieri sono stati la forza principale della resistenza clandestina al fascismo, della Resistenza contro l’occupazione nazista, delle battaglie contro il regime DC dei Papi, di De Gasperi, di Scelba e dei loro successori grazie alle quali alcuni degli impegni e dei diritti scritti nella Costituzione del 1948 (diritto allo studio, diritto alla salute, diritti dei lavoratori sul posto di lavoro, servizi pubblici, ecc.) sono stati in parte e per un po’ di anni tradotti in pratica. Oggi sono la forza principale della lotta per fare realmente dell’Italia un paese in cui la sovranità appartiene al popolo, ogni persona svolge, secondo le sue possibilità e le sue scelte, un’attività utile al progresso della società, tutti i lavoratori partecipano effettivamente all’organizzazione politica, economica e sociale del paese. Un paese in cui le attività economiche, anziché essere una questione privata di individui o di società, sono gestite pubblicamente così come già oggi sono gestite pubblicamente molte altre attività: dal sistema fognario all’illuminazione stradale, dai trasporti al sistema sanitario, dal traffico aereo al sistema scolastico, ecc.

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L’agricoltura molisana verso la rottamazione?

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 giugno 2016

olivo al tramontoBy Pasquale Di Lena. Personalmente non ho elementi per spiegare nei particolari il pro e il contro degli impianti a biogas, ma so che, specialmente quando sono enormi, creano seri problemi all’ambiente circostante. Tant’è che l’entusiasmo iniziale, in Emilia, Lombardia, Veneto e Trentino, cioè là dove si sono maggiormente diffusi, si è trasformato in crescente contrarietà da parte di sindaci e popolazioni, proprio per i tanti problemi che sono venuti a creare nel tempo, non ultimo quello dei cattivi odori emessi a causa della fermentazione dei vegetali o dei liquami, dei vegetali e liquami se abbinati. Un problema non indifferente per l’ambiente e chi lo vive, che è da abbinare a un altro problema, ancora più grave, qual è quello, con questa auspicata scelta – non sempre consapevole di chi prende le decisioni della sua realizzazione – della riconversione di un territorio agricolo che attualmente produce cibo, per di più di grande qualità, in un territorio, pur sempre agricolo, che, però, produrrà energia.Infatti, non più un’agricoltura contadina con la barbabietola da zucchero a rinvigorire il terreno e a dettare la rotazione agraria e l’avvicendamento delle colture, ma la sua trasformazione immediata in agricoltura industrializzata, e, come tale, destinata a produrre masse ingenti di vegetali che servono all’impianto e necessari per la fermentazione. Vegetali che, per essere prodotti in grandi quantità, hanno bisogno di estese superfici, enormi quantitativi di acqua e dosi elevate di fertilizzanti e pesticidi, con la conseguenza di un inquinamento crescente del terreno stesso e delle falde acquifere. In pratica inquinamento dell’ambiente dell’intero territorio del Basso Molise, quello più rappresentativo dell’agricoltura molisana e della sua stessa ruralità, ma, anche, quello che meglio può sfruttare l’abbinamento ruralità-mare per un turismo non solo balneare. In pratica le stesse questioni aperte, mesi fa, dal possibile insediamento di una grande stalla grande di quasi cento ettari di terreno, necessari per ospitare 12.000 manze della Granarolo, provenienti dall’Emilia e dalla Lombardia. Terreni di proprietà del Seminario di Larino, messi a disposizione dall’attuale Vescovo della Diocesi di Termoli – Larino. Una stalla voluta dall’attuale governo regionale e, anche, dai deputati e dal senatore del Pd che rappresentano il Molise in Parlamento.Una proposta, quella della grande stalla della Granarolo, rinviata al mittente grazie alla mobilitazione dei cittadini molisani che ha permesso al territorio di vincere una battaglia per niente facile. Bisogna riprendere a dire No con la stessa forza se ci sarà la chiusura dello zuccherificio e la sua trasformazione in centrale a biogas, perché questo annunciato cambiamento porterà a determinare un ambiente inquinato e, nel breve tempo, a rendere il terreno sterile; cambiare il paesaggio; asservire il mondo dei produttori e, così, a rendere ancora più facile l’abbandono dell’agricoltura, con la conseguenza di un possibile accorpamento delle aziende e la nascita di un nuovo latifondo teso, grazie alle macchine, a produrre solo quantità e, così, a sostituire il lavoro dell’uomo. Un cambiamento che renderà ancora più tragico il tema della disoccupazione nel Molise, visto che le centinaia di persone occupate fin’ora dallo Zuccherificio, fisse e stagionali, verranno sostituite da due o tre persone, quelle che servono per gestire un impianto a biogas, come, del resto, qualsiasi altro impianto di termovalorizzazione. Davvero poca cosa di fronte all’entità dell’investimento! (olivo al tramonto)

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Cadini Group: prima rottamazione poi abbandono

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 dicembre 2010

E’ l’idea contro la crisi del gruppo di moda fiorentino per questo Natale. Nell’Outlet aziendale di via Pepe 47, Firenze, porti un vestito vecchio, che andrà in beneficenza alla Caritas fiorentina, e lo cambi con uno nuovo ricevendo un significativo sconto sull’acquisto. “Aiutare la moda non ci ha pensato nessuno eppure dà da lavorare a migliaia di cittadini. Con il mercato Italiano abbiamo chiuso, da ora in poi lavoriamo solo con l’estero. Il sistema non tutela gli investitori e la burocrazia ci uccide. Il progetto Moda della Regione Toscana presentato lo scorso marzo per le PMI è una barzelletta”.
I numeri parlano chiaro. Negli ultimi due anni il settore moda ha prodotto, tra il 2008 ed il 2009 una riduzione del fatturato, del saldo commerciale e degli ordinativi di circa il 30-40%, provocato un forte ricorso alla cassa integrazione e ha costretto alla chiusura di 1900 imprese. “
L’operazione rottamazione è già attiva da qualche giorno nell’outlet aziendale di via Pepe 47, a Firenze. Tutti gli altri negozi di Cadini Group presenti in Italia sono stati chiusi “perchè il sistema Italia – precisa polemicamente Raschid – non offre le giuste garanzie per continuare ad investire qui. La burocrazia ci uccide forse più della crisi. In Italia continueremo ad investire sempre sul marchio perchè il nostro prodotto è comunque esclusivamente Made in Italy. Ma non commerceremo più nel nostro paese. Continueremo a commercializzare il nostro prodotto esclusivamente all’estero. Ci sono infatti paesi, come la Cina, l’India e gli Stati Uniti, in cui Cadini ha un mercato fiorente. Il retail del sistema total look è in crisi, si vende poco e la gente non paga: per incassare un credito ci vuole talvolta un anno e mezzo, arriva il momento di riscuotere e poi magari scopri che l’azienda è già morta. Non c’è tutela, il sistema non dà garanzie e tempi certi. Il progetto Moda della Regione presentato lo scorso marzo è insufficiente e limitato. Le PMI sono l’ossatura di questo paese e vanno tutelate ed aiutate. Invece si continua a pensare solo alle grandi aziende”.
Cadini è nato con una grande passione per lo stile, la moda e la creatività. Ha mosso i suoi primi passi nel 1970 come semplice laboratorio artigianale di Firenze. La forza di CADINI sta nella produzione di prodotti solo della migliore qualità esclusivamente con tessuti e creatività del miglior ‘made in Italy’. Cadini Group è presente con i suoi shop in Bahrain, Brasile, Cina, Repubblica Domenicana, Egitto, India, Iraq, Giordania, Lettonia, Messico, Nigeria, Russia e Regno Unito. Ha un fatturato di oltre venti milioni di euro. La sua produzione si basa esclusivamente sul ‘made in Italy’, utilizzando esclusivamente tessuti pregiati di aziende italiane come Ermenegildo Zegna, Cerruti 1891, Vitale Barberis Canonico Zignone.

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Agricoltura: bonus rottamazione

Posted by fidest press agency su domenica, 7 novembre 2010

UNIMA (Unione Nazionale Imprese di Meccanizzazione Agricola) intende rassicurare le imprese agromeccaniche sulla possibilità per loro di accedere ai benefici del fondo unico per gli incentivi.
«I 110 milioni di Euro tornati disponibili dopo il ristorno delle cifre non utilizzate da altri settori produttivi sono utilizzabili dagli agromeccanici al pari di tutte le altre categorie incluse nel novero dei potenziali beneficiari», sostiene il presidente di UNIMA, Aproniano Tassinari.  Per chiarire i dubbi sollevati da alcuni imprenditori del comparto, UNIMA sottolinea come i criteri di accesso agli incentivi non siano stati modificati dal Ministero dello Sviluppo rispetto al recente passato e come, quindi, non esiste per gli agromeccanici alcuna forma di esclusione a priori.   All’origine del dubbio il vincolo di almeno dieci anni di età della macchina, introdotto a suo tempo per focalizzare gli incentivi in un’ottica di svecchiamento del parco circolante, che in effetti esclude di fatto la maggior parte delle aziende agromeccaniche; aziende nelle quali è assai difficile trovare mezzi che superino l’età di sei o sette anni.

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Roma: Sì alla rottamazione edilizia

Posted by fidest press agency su martedì, 24 agosto 2010

Dichiarazione di Massimiliano Iervolino membro della giunta di Radicali Italiani “A Roma negli ultimi 20 anni la superficie occupata dal mattone è quasi raddoppiata, in mancanza di una visione complessiva della città si è continuato a costruire troppo e male. Il consumo del territorio è sotto gli occhi di tutti, i cittadini della Capitale oltre a dover far fronte ad una inadeguata rete di trasporto devono purtroppo anche convivere con la poca qualità urbana ed architettonica della maggior parte dei quartieri romani. Per questi motivi siamo sempre stati a favore della “rottamazione” dell’edilizia post-bellica priva di qualità. Bisogna abbattere gli edifici orridi della speculazione, per costruire centri abitabili, funzionali e all’altezza di una Capitale europea come Roma. Voglio sperare che le dichiarazioni di Alemanno non siano l’ennesima boutade estiva, la nostra città ha bisogno di fatti e non di chiacchiere.”

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Manovra: appello Ugl medici

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 luglio 2010

In fase ormai terminale di conversione in Legge del Decreto-legge riguardante la cosiddetta “manovra sulla finanza pubblica”  la Ugl Medici si appella al Governo affinchè possano essere inseriti appunto in sede di conversione nelle Camere parlamentari almeno tre  emendamenti essenziali per la sopravvivenza del SSN e la sua qualita’.  E cioe’: 1) esclusione dal blocco del turn-over del personale del Sistema sanitario nazionale e reincarico ai medici e non precari, al fine di non determinare la progressiva paralisi e scomparsa di reparti e servizi  2) l’eliminazione della norma schiavistica di cui all’art.9 comma 32, che prevede la possibile declassazione dell’incarico per dirigenti sanitari a termine contratto a prescindere dalla valutazione 3) la eliminazione della cosiddetta folle “rottamazione” prevista dalla Legge 102/2009 cioe’ la possibilita’ di mandare forzatamente in pensione medici di 58/59 anni per decisione sovrana delle Direzioni Generali delle AA.SS.LL  (e a carico di casse previdenziali gia’ sfondate). Tre semplici emendamenti a prescindere dal gia’ grave congelamento triennale di contratti e stipendi, per il quale ormai, data la tragica situazione dei conti dei deficit regionali e la determinazione del Governo di presentare il conto, non possiamo che appellarci alla clemenza della corte. Valuteremo inoltre se aderire allo sciopero gia’ indetto dai sindacati medici per il 19 luglio. (Ruggero Di Biagi – Segretario Nazionale Ugl Medici)

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Roma: rottamazioni e incendi

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2009

“Considerando l’incendio al rottamatore della Magliana, vorrei che la giunta Alemanno, in sede di esame della delibera sul piano di ricollocazione dei depositi giudiziari e di autodemolizione, tenga conto anche degli autodemolitori presenti nel cuore del Municipio XVI. Mi riferisco, in particolare a quello attualmente chiuso di vicolo Silvestri, nel quartiere Monteverde, poco distante da Villa Pamphili e di quello di via Portuense, nel quartiere Trastevere che, essendo entrambi immersi in un denso contesto abitativo, stanno causando un estremo disagio ai residenti in termini di condizioni igienico-sanitarie e di pericoli di incendio. Mi unisco pertanto alla richiesta dei cittadini di vicolo Silvestri e di via Portuense che da tempo ne chiedono lo spostamento”. Lo dichiara in una nota Marco Giudici, consigliere del Municipio XVI del Popolo della Libertà.

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Incentivi per l’acquisto di moto e ciclomotori

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2009

Sono disponibili i fondi stanziati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per finanziare l’acquisto di ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli, a basso impatto ambientale. Si tratta di oltre cinque milioni di euro da destinare agli incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli e per la rottamazione di vecchi ciclomotori. All’iniziativa sono destinati 5,1 milioni di euro (su un totale di 14,5 milioni di euro stanziati dal Ministero dell’Ambiente). L’accordo tra il Ministero e l’ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) prevede diverse categorie d’incentivo: motociclo elettrico; quadriciclo elettrico; ciclomotore elettrico; ciclomotore Euro 2 a quattro tempi; ciclomotore Euro 2 a due tempi. Non occorre rottamare un vecchio modello qualora si decidesse di acquistare un motociclo elettrico, un quadriciclo elettrico o un ciclomotore elettrico. In tutti gli altri casi di acquisto, l’agevolazione è legata alla contestuale rottamazione di un vecchio ciclomotore (Euro 0 o Euro 1). Per la procedura di acquisto è sufficiente recarsi in uno dei rivenditori aderenti, scegliere il modello su cui ricade l’incentivo e compilare il modulo di richiesta del bonus fornito dal negoziante. L’incentivo viene riconosciuto automaticamente al cliente con uno sconto sul prezzo finale. Il rivenditore trasmetterà successivamente il modulo compilato al Ministero dell’Ambiente, registrando la prenotazione del cliente in un sistema informatizzato. Mensilmente, il ministero procederà ai rimborsi sulla base delle registrazioni telematiche.

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Congiuntura e prospettive Usa

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Il sospiro di sollievo che abbiamo colto, in questi giorni a contorno delle dichiarazioni del presidente Patrick Obama sull’andamento della crisi economica che ha investito gli Usa e che ha coinvolto molti altri paesi del mondo con effetto domino, non deve condizionare più di tanto il nostro giudizio sulle difficoltà strutturali in cui si dibatte quel paese. Qui ci troviamo al cospetto di dati che restano preoccupanti come la flessione del 3% del reddito nazionale, del tasso di disoccupazione che ha raggiunto il 9%, l’aumento del deficit federale che ha raggiunto il 13% del Pil, la ridotta dinamica delle esportazioni, l’accresciuta povertà delle famiglie, la restrizione del credito alle famiglie, la forte diminuzione della domanda interna e che si muove solo dietro sollecitazioni di tipo incentivante come il miliardo di dollari stanziati per favorire la rottamazione delle auto vecchie ancora in circolazione. Ma il dato che più ci lascia perplessi è quello che a sostenere alcune produzioni vi siano le commesse militari. Un settore che non presagisse niente di buono e tende a stimolare avventure militari foriere di altri costi e sperperi di risorse che dovrebbero, altrimenti e più utilmente essere impiegati per migliorare la qualità della vita. Del resto dovrebbe essere chiaro che l’unica strada per ridurre il deficit pubblico statunitense è quella di diminuire le commesse militari, di ritirare le truppe in Irak e di rivedere l’organigramma degli insediamenti militari all’estero come è il caso, in Italia, della base di Vicenza. Un altro percorso virtuoso per gli americani sarebbe quello di ridurre gli incentivi economici  e fiscali di alcune categorie produttive quali le grandi imprese agro-alimentari e delle aziende che spostano fasi lavorative e occupazione all’estero per sfruttare i minori costi di manodopera e per lo sfruttamento dei minori.(Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Prova Frantumazione di Veicoli Fuori Uso

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 Mag 2009

Bollate (Mi) 7 maggio alle ore 09,45  impianto della Metalmilv Srl  (in Via S. Nicola n. 49). L’Accordo Quadro di Programma per la Gestione di Veicoli Fuori Uso, firmato  presso il Ministero dell’Ambiente, prevede l’effettuazione di due Campagne di Prova di Frantumazione di Veicoli Fuori Uso. La valutazione dell’Efficienza di Separazione dei Materiali costituenti il veicolo sarà effettuata su 400 Veicoli Fuori Uso completi in tutte le parti meccaniche, sottoposti preventivamente alle operazioni  di “messa in sicurezza”, smontaggio di pneumatici, paraurti, vetri e catalizzatori, con successiva frantumazione, separazione dei metalli ferrosi e non ferrosi e trattamento meccanico del fluff aspirato. I visitatori avranno pertanto la possibilità di osservare in tempo reale le operazioni di pre-macinazione, frantumazione, separazione dei metalli e di trattamento del residuo finale di frantumazione (“fluff aspirato”), condotte mediante le innovazioni tecnologicamente più avanzate oggi disponibili in Europa. Saranno presenti il Capo della Segreteria Tecnica del Ministero dell’Ambiente, Avv. Luigi Pelaggi, ed il Dr. Massimo Lepri, della medesima Segreteria Tecnica. Saranno inoltre presenti i responsabili del “Fine Vita Auto” delle case automobilistiche italiane ed estere e le altre Autorità regionali e provinciali competenti in materia di gestione di rifiuti.

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