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Posts Tagged ‘rottura’

Scuola – Miur: sindacati verso la rottura: sarà una primavera molto “calda”

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 aprile 2019

Regionalizzazione, precari e contratto: sono i temi principali che stanno portando le organizzazioni sindacali rappresentative a una grande mobilitazione, sulle posizioni di Anief, pronta ad aderire a un nuovo probabile sciopero generale che, a distanza di quattro anni, potrebbe riportare in piazza quel milione di lavoratori, segno della fine del consenso del Governo Renzi a causa dell’approvazione della Buona scuola.Marcello Pacifico (presidente Anief): Il nuovo Governo giallo-verde deve uscire allo scoperto e decidere d’invertire l’attuale strada chiusa sul precariato e sulla regionalizzazione, a fronte delle sempre più numerose richieste di risarcimento per l’abuso dei contratti a termine e la disparità di trattamento tra personale a tempo determinato e di ruolo. Si può dare maggiore autonomia alle Regioni senza minare l’unità nazionale e tradire la scuola dell’autonomia, si può cominciare ad affrontare il tema del precariato riaprendo le Gae ed estendendo il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto senza operare la stabilizzazione diretta da fare comunque per il personale educativo ed Ata dove non vi sono concorsi, si possono aumentare gli stipendi di altri 90 euro rispetto ai 15 euro previsti utilizzando le risorse dei tagli. Se il Governo Conte vuole, ci convochi, ascolti le nostre proposte ed eviti uno sciopero generale che potrebbe compromettere la fiducia del Paese nel Cambiamento.
Tuttoscuola scrive che quelli sindacali non sono “semplici proclami” e che quindi “potrebbe esserci una conclusione di anno scolastico molto calda nelle scuole italiane, dopo la decisa presa di posizione unitaria dei cinque maggiori sindacati rappresentativi del comparto, al termine dei tre attivi unitari dei giorni scorsi”. Va però spiegato che se Anief “non ha aderito alle iniziative” e “persegue modalità di azioni rivendicative autonome” è solo perché non è stata mai inviata agli incontri congiunti organizzati dalle altre organizzazioni di categoria.
Anief sostiene comunque in pieno la protesta unitaria che potrebbe culminare nello sciopero: una contestazione incentrata, peraltro, su rivendicazioni che sono dei ‘cavalli di battaglia’ del giovane sindacato, come il ricorso alla Corte di giustizia europea per le mancate stabilizzazioni e l’inadeguatezza degli stipendi, oggi raccolte e rilanciate da altri. E si dichiara pronta sin d’ora a condividere una sempre più probabile mobilitazione collettiva, sulla scia dello storico sciopero del 5 maggio 2015. “Quando ci sono problemi gravissimi irrisolti, come quelli che sta vivendo la scuola – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -, la protesta compatta è un segnale importante. Di fronte al quale qualsiasi Governo deve fermarsi e chiedersi il perché di tanta opposizione. Non andò così quattro anni fa, dopo lo sciopero più importante degli ultimi 30 anni: il Partito democratico non ne volle tenere conto e arrivò ad approvare in Parlamento, di lì a poche settimane, la riforma che di Buona Scuola aveva solo il nome”.

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Rumori fuori scena

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Mag 2011

Roma 14-15 maggio 2011 Teatro Tor Bella Monaca Rumori fuori scena commedia in tre atti di Michael Frayn regia di Leonardo Vacca personaggi ed interpreti Sig.ra Clackett: Marina Spatuzzi Roger Tramplemain: Giulio Cesari Vicky: Giulia Iobizzi Philip Brent: Diego Romeo Flavia Brent: Manuela Vacca Scassinatore: Massimo Zappalà Direttore di scena: Andrea Mileto Assistente: Loredana Melandri Regista: Vittorio De Sciscio costumi Maria Luisa Segante, Andrea Mileto luci Antonio Savi suoni Stefano Antonucci Ass. Cult. Granatina spettacolo vincitore del bando per le associazioni territoriali di Roma Capitale, Municipio VIII Sulla scena è l’antico espediente del “teatro nel teatro” ad essere il protagonista della singolare commistione fra un intreccio farsesco irresistibile ed un ironico spaccato sulla vita dei teatranti. Come da un ideale buco della serratura, lo spettatore è condotto a spiare una raffazzonata compagnia di attori che sta lavorando all’allestimento di una farsa senza ordine. Il primo atto rivela gli interpreti impegnati in una prova generale, in cui i problemi tecnici della messinscena si mescolano a quelli individuali dei singoli protagonisti. Nel secondo atto si vede la farsa finalmente in scena ma, con un nuovo e spericolato gioco teatrale, il punto d’osservazione viene portato da Frayn dietro le quinte a scoprire le ansie, le diatribe, i contrasti, le follie degli attori che vanno e vengono dalla ribalta. Nel terzo atto, infine, ancora la stessa farsa è giunta ormai alla sua ultima replica. Ma quasi più nulla funziona ed i rapporti tra gli attori sono giunti ad un passo dalla rottura insanabile. Il risultato è irresistibilmente comico. Tuttavia, accanto al trascinante divertimento di un intreccio mozzafiato, la commedia propone l’intento di ricondurre il fatto teatrale alla sua dimensione originaria di gioco, dimostrando al contempo come sulla realizzazione di un’opera teatrale influiscono soprattutto le paure, le genialità, le invenzioni ed i problemi di chi ogni sera si affaccia alla ribalta. (rumori fuori scena)

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Barbara Mapelli: Sette vite come i gatti

Posted by fidest press agency su martedì, 25 gennaio 2011

Generazioni, pensieri e storie di donne nel contemporaneo. Prefazione di Carmen Leccardi Stripes Ed. Collana Polis pp. 180 € 16,00 Sono passati quarant’anni dalla stagione iniziale – e forse più interessante per la sua carica straordinaria di  rottura e radicalità – del Movimento femminista e le donne sono cambiate.
Sono-siamo cambiate innanzitutto nella percezione che abbiamo di noi stesse, nelle attese legate al presente, al futuro, nella vita affettiva e privata, nel sociale e nel lavoro, nelle relazioni con gli uomini, ma anche con le altre donne. Negli anni della contemporaneità questa rottura con un immobilismo che durava da secoli mostra tutto il suo valore di trasformazione e, al contempo, le ambivalenze che accompagnano un mutamento così profondo che non può che presentarsi ricco di molteplici contraddizioni.
Barbara Mapelli da molti anni si occupa di educazione e culture di genere.
Attualmente insegna Pedagogia delle differenze di genere presso l’Università di Milano Bicocca, facoltà di Scienze della formazione. Oltre alla docenza si occupa, collaborando con enti pubblici e privati, di progettazione, consulenza e realizzazione di ricerche, attività formative e di aggiornamento sui temi delle pari opportunità e delle culture di genere.
Ha pubblicato numerosi volumi, articoli in riviste specializzate e saggi in testi collettivi. Tra le sue ultime pubblicazioni: Soggetti di storie. Donne, uomini e scritture di sé (2008), Dopo la solitudine. Pedagogia narrativa tra donne e uomini (2007, Mimesis), Guerini), Nuove virtù. Percorsi di filosofia dell’educazione (2004, Guerini).

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Fiat: Rottura trattative su Mirafiori

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2010

La rottura delle trattative su Mirafiori crea grandissime preoccupazioni per il futuro dello stabilimento torinese e per tutto il mondo delle imprese legate alla Fiat.  Auspico che tutte le istituzioni si attivino per la ripresa del confronto e per il raggiungimento di una soluzione condivisa.
Quest’oggi le parti erano ad un passo dall’accordo su tutti i punti. Il nodo del contratto collettivo di lavoro da applicare alla NewCo non può essere il fattore che determina l’affossamento del rilancio produttivo di Mirafiori. Occorre ripartire quanto prima da dove ci si è lasciati evitando eccessive rigidità.

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Fini richiamato alla coerenza

Posted by fidest press agency su martedì, 2 novembre 2010

Antonio di Pietro in un suo articolo scrive a proposito di Fini: “sono passati più di due mesi da quando Gianfranco Fini, a Mirabello, si è scatenato contro i “tagli lineari indiscriminati” fatti da Berlusconi ed ha sollevato la questione morale. Poi, non contento, ha chiesto il rispetto della Costituzione e delle istituzioni dello Stato e infine, sul garantismo, ha spiegato che “mai e poi mai può essere considerato una sorta d’impunità permanente”. Tante voci si sono levate per sottolineare la rottura e la nuova scelta di campo del Presidente della Camera. Più prosaicamente io avevo chiesto che alle parole seguissero poi fatti concreti. Non mi sbagliavo. Perchè in questi mesi tante parole sono state ancora spese da Fini, ma di azioni coerenti con quanto detto, niente. I finiani hanno votato il Lodo Alfano retroattivo per Berlusconi, hanno espresso voto contrario all’autorizzazione a procedere per l’ex ministro del Pdl Pietro Lunardi, hanno sostenuto tutti i provvedimenti di Gelmini e Tremonti con i tagli alla scuola pubblica e all’Università, hanno sostenuto Berlusconi nella demolizione di ogni regola del diritto, nelle iniziative contro la libertà d’informazione e per la censura della Rete e nelle sue esternazioni volte a limitare l’indipendenza della Magistratura. Anche l’altro ieri Fini ha proseguito nella sua enunciazione di principi, pure condivisibili, al punto che, a volte, si ha il dubbio che li abbia copiati dal programma dell’Italia dei Valori. C’è ancora chi gli crede? Visto che siamo al capolinea della democrazia, credo che sia necessario consentire a chi vuole scendere di poterlo fare. E l’occasione, l’ultima ormai, Fini ed i finiani l’avranno alla riapertura del Parlamento, quando nel prossimo question time, sollecitato dall’Italia dei Valori, interpelleremo il ministro dell’Interno Maroni in merito alla telefonata arrivata alla questura di Milano da parte di Palazzo Chigi con riferimento alla ragazza minorenne Ruby. Vogliamo sapere se vi sia stato da parte del presidente del Consiglio, o di persone da lui incaricate, un vero e proprio abuso della sua funzione governativa, aggravato dall’aver fornito alla Questura false informazioni circa le generalità della ragazza stessa. Se le risposte non ci convinceranno, presenteremo una mozione di sfiducia nei confronti di Berlusconi. Per farlo avremo bisogno della firma di altri parlamentari: in quest’occasione peseremo le parole pronunciate anche l’altro ieri da Fini. Se lui ed il suo gruppo si tireranno indietro, dimostreranno, ancora una volta, la loro incoerenza. Se invece ci sarà la sfiducia, l’Italia dei Valori, dopo la caduta di Berlusconi, darà la disponibilità ad un eventuale governo tecnico, che abbia come primo e unico obiettivo quello di ridare la parola ai cittadini con una nuova legge elettorale. Insomma, l’importante è che il nuovo esecutivo non sia la solita furbata da prima Repubblica”.

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Quote latte: tutti contro tutti

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2010

“In Commissione Agricoltura sul parere favorevole alla manovra economica presentata dalla maggioranza, il relatore del PDL, Faenzi,   nell’esprimere parere favorevole alla manovra di Tremonti inserisce la condizione che sia soppresso l’articolo 40-bis riferito alle quote latte. Procedura alquanto anomala in quanto il parere era richiesto con votazione unica sulla manovra di Tremonti. A questo punto la Lega dopo un intervento duro dell’Onorevole Fogliato  esce dall’aula e si va al voto. Presenti tutti i deputati delle opposizioni. La maggioranza va sotto: in 18 votano contro la manovra di Tremonti, 17 sono a favore. Si sancisce in questo modo l’ennesima rottura tra Galan e la Lega. Mentre l’agricoltura è in grave crisi e gli agricoltori sfilano nelle piazze d’Italia per il rispetto della legalità, la maggioranza litiga, si divide e i problemi degli agricoltori rimangono lì tutti nel campo, irrisolti. È un governo allo sbando, tutti contro tutti. Un governo mai cosi forte nei numeri che si dimostra sempre più diviso e incapace di risolvere i problemi degli italiani”. Lo afferma Gianni Dal Moro, deputato PD, capo della segreteria politica di Enrico Letta e membro della Commissione Agricoltura della Camera.

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Riforma universitaria

Posted by fidest press agency su domenica, 11 luglio 2010

“Si deve riflettere sulla portata della Riforma Universitaria voluta dal Ministro Gelmini, sulla tipologie di proteste strumentali in corso e su quanto dichiarato dal prof. Luigi Frati, Rettore della Sapienza, il più grande Ateneo Europeo, circa la presenza di troppi “fannulloni” nelle fila del corpo accademico. Sono dichiarazioni molto forti, che seguono il filone di quella maggioranza silenziosa composta da tantissimi professori, ricercatori e studenti, concordi con lo spirito di una riforma attesa da troppo tempo. Come Consigliere Nazionale degli Studenti Universitari e rappresentante dei giovani di Centro-Destra, mi sento di affermare la piena sintonia con le dichiarazioni, che segnano un vero punto di rottura. Anzi, voglio aggiungere che tantissimi di quei “fannulloni” indicati dal Rettore sono presenti nelle file dalla categoria dei Professori, che a causa di importanti incarichi professionali o politici, delegano il proprio carico di lavoro ai ricercatori sottoposti, sia in termini di produttività scientifica che di supplenza alle lezioni e alle altre attività didattiche”. Così Domenico Paternoster, recentemente eletto nel Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari nelle file di Azione Universitaria (PdL) Il giovane dirigente di AU ha evidenziato che “un’attenta lettura dei dati riguardanti le Produzioni Scientifiche, che sono stati pubblicati dalla Sapienza, e la mia conoscenza materiale di quanto avviene nei dipartimenti, mi porta a domandare se sono i ricercatori che “non fanno nulla” oppure che  quest’ultimi “facciano troppo” per i docenti a cui devono rispondere per la propria carriera. L’approvazione della Riforma Gelmini consentirà, finalmente, di premiare la meritocrazia e la politica del fare e di svecchiare il gerontocratico corpo accademico. Il limite massimo di dieci anni posto per la carriera di ricercatore, la limitazione delle chiamate dirette, l’istituzione di una commissione nazionale che rilascerà l’abilitazione scientifica nazionale, l’obbligo di pensionamento per i docenti che abbiano raggiunto i settant’anni di età e l’adozione del principio della valutazione delle “Produzioni Scientifiche” per la progressione nella carriere e per il trasferimento dei fondi pubblici renderanno più ponderate e trasparenti le “chiamate” e le assunzioni. La Riforma disegna un nuovo sistema universitario e potranno esultare coloro che credono nella preparazione degli studenti e nella qualità della ricerca. Auspico che Rettori, docenti, ricercatori e rappresentanti degli studenti scelgano di stare dalla parte della politica del fare per ricostruire un’Università italiana degna della sua storia secolare”.

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This story is not ready for its footnotes

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2010

Roma fino al 16/9/2010 vicolo Sant’Onofrio, 10-11 Ex Elettro Fonica Ultimi due appuntamenti a cura di Camilla Pignatti Morano e Pelin Uran.  La mostra attraverso opere di giovani artisti internazionali, stimola una riflessione sulla società moderna offrendo un commento su quei processi di mediazione della realtà che ad una lettura superficiale restano nascosti.  Il titolo svela il fine della mostra: i video si propongono come dispositivi di rottura rispetto alla consueta lettura del presente, permettendo agli spettatori una interpretazione dei fatti libera da condizionamenti, non costituendone necessariamente una critica diretta. Attraverso l’ironia, l’immaginazione, l’artefatto narrativo, gli artisti si confrontano con i problemi urgenti della società moderna.  L’ultimo episodio di This story is not ready for its footnotes si concentra sull’insoddisfazione dell’uomo contemporaneo. L’uomo viene messo in relazione con l’architettura, l’industrializzazione e la natura, e analizzato nel suo frenetico bisogno di tenere tutto sotto controllo.  Questo appuntamento ospita opere di: Rossella Biscotti, Ali Kazma, Bettina Wind & Alexandra Ferreira, Danilo Correale. (story)

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Piemonte: PD rompe coalizione con la sinistra

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2010

In proposito  Vincenzo Chieppa Segretario Regionale Comunisti italiani Armando Petrini Segretario Regionale Rifondazione Comunisti e Fulvio Perini Responsabile Associazione Lavoro e solidarietà hanno rilasciato la seguente dichiarazione: “Il Partito democratico è ormai affetto da una vera e propria sindrome suicida e interprete di un atteggiamento di irresponsabilità incomprensibile a chiunque sia dotato di un minimo di buonsenso. Si consegnano mani e piedi all’UDC che ha chiesto la rottura dell’alleanza di centro sinistra e  siamo certi che pagheranno un prezzo altissimo a quel Partito. Non si è neppure voluto discutere delle nostre proposte in tema di lotta alle povertà a cominciare dal reddito minimo garantito per i 30 mila piemontesi che oggi sono a reddito zero, del contrasto ai processi di delocalizzazione delle aziende e di un piano straordinario di lavoro pubblico per combattere la disoccupazione.Deve essere chiaro ai cittadini piemontesi che la rottura è stata voluta e portata a termine per una decisione presa a tavolino dal partito democratico sotto dettatura di Casini e Vietti. Ora vedremo se l’irresponsabilità del PD si spinge fino a chiudere ogni possibilità di realizzare almeno un accordo elettorale per battere il centro destra.”

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