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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘rotture’

La rivoluzione ateniese e le rotture ideologiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 agosto 2018

E’ nel suo genere il primo tentativo dell’uomo di riportarsi al centro del suo rapporto esistenziale. A seguire non sono mancati successivi segnali di rottura nei riguardi dei vecchi schemi. In campo religioso ci pensò Gesù di Nazareth così come nell’undicesimo secolo ci fu l’affrancamento dei servi o quasi servi della gleba da parte delle città. Fu forse un semplice calcolo della borghesia urbana per appropriarsi delle terre che volevano libere da ogni servitù reale e personale oppure nell’intento di spezzare le ultime resistenze della nobiltà terriera ed anche del grosso possesso ecclesiastico e aumentare, di conseguenza, il numero dei soggetti che pagavano i tributi e prestavano servizio direttamente ai comuni. Sta di fatto che ciò avvenne e fu anche un cristianesimo che si realizzava, se penso che il francescanesimo introdusse nella vita una vena di religiosità d’ispirazione evangelica, e avvalorato moralmente gli umili e i poveri. Fu anche il risultato di un sapere giuridico e senso del diritto: vale a dire un’interpretazione delle fonti, più favorevole alla libertà individuale, un concetto più assoluto del diritto naturale in virtù del quale l’uomo nasce libero e solo dopo piega il collo al giogo servile, per effetto di contingenti e mutevoli leggi umane che si sostituiscono al non mutevole diritto di natura. Esempio tipico, lo fu in quei tempi il famoso affrancamento da parte del comune fiorentino. La deliberazione si aprì, appunto, con un richiamo alla libertà umana e al diritto naturale. Non venne alle masse rurali solo bene in quanto, contestualmente, fu accelerata la decadenza della nobiltà d’origine feudale in specie mezzana e piccola. Lo posso rilevare dalle cronache dell’epoca piene di lamentele per la dissoluzione di tante famiglie, la rovina di tanti castelli. Lo stesso concetto antico di nobiltà andò in crisi. Esso non risiedeva più nel sangue ma nelle doti dell’animo e della mente se ci rifacciamo alle parole dell’Alighieri. Fu un fermento che si riverberò nella vita politica delle città dove altri soggetti, un tempo emarginati, intesero emergere per contare di più. Queste aspirazioni di elevamento sociale non s’identificarono di certo con una coloritura ideologica ma furono pilotate da stimoli di natura religiosa.
La loro storia è anche quella delle Signorie che ascesero, generalmente, con il favore dei ceti minori e minimi. In qualche città, nel ‘300, si giunse persino a effimere vittorie di popolo come lo fu a Firenze intorno al 1380. Fu l’inizio di una crisi che portò alla signoria dei Medici. (Riccardo Alfonso)

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La viabilità nel Sud

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2010

Morano Calabro (Cs) Ci scrive Giuseppe Di Luca, responsabile del settore giovanile: “Da ormai parecchi mesi perdura, presso le nostre ormai martoriate contrade, un grosso problema di viabilità, problema anni fa  risolto con il completo rifacimento del manto stradale per merito dell’allora amministrazione De Bartolo. Ad oggi purtroppo a seguito dei lavori per la creazione della rete idrica e fognaria del campo base del cantiere autostradale, questa spiacevole situazione, che arreca problemi sia alla cittadinanza che ai turisti che giungono  presso le strutture ristorative situate in zona, si è ripresentata. Durante gli scavi si sono più volte verificate rotture della rete idrica comunale, con conseguenti disagi: a breve termine per l’interruzione della fornitura  della idrica, ed a lungo termine a causa della presenza di pietre e fango nelle tubazioni, che giungendo nelle abitazioni hanno causato non pochi danni. Ma il danno persistente come già anticipato riguarda il manto stradale, in quanto dopo alcuni mesi dalla fine dei  lavori non è stato ancora ripristinato, ed oggi con le abbondanti piogge autunnali  le strade sono state inondante per centinaia di metri da fango e detriti, creando delle voragini enormi. Qualche cittadino di buona volontà, visto il totale immobilismo amministrativo che alberga da ormai due anni a Morano, ha provato a rimediare per quanto possibile, ma chiaramente  ciò non basta poiché la cosa si ripete ogni qualvolta piove. Ritengo che un amministrazione comunale debba adempiere ai propri compiti che comprendono la supervisione ai lavori che interessano il proprio territorio e l’eventuale intervento ,quando, come in questo caso, la ditta appaltatrice dei lavori ha pensato bene di non completarli, con notevole risparmio, considerando che non esiste nessun tipo di controllo. Pertanto a titolo personale e per nome di tutti i residenti, chiedo a codesta amministrazione di prendere in considerazione la problematica e risolverla in tempi utili (l’inverno è alle porte), possibilmente non  come il caso delle buche, per le quali l’amministrazione ha “risolto” il problema, facendo installare dei cartelli di “pericolo buche”. Questa soluzione sembra una presa per i fondelli vera e propria, dato che invece in campagna elettorale aveva promesso il rifacimento di un Km di manto stradale all’anno, ed in merito al quale lo scetticismo sembrava eresia, purtroppo però risponde a verità.

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I partiti e la loro dialettica interna

Posted by fidest press agency su martedì, 24 agosto 2010

In specie nei piccoli partiti si ha la tendenza, per quanto ci riguarda direttamente, a voler sempre spaccare il capello in due. In questo modo si tende a costruire la fazione e la corrente, il gruppo di amici di un tal onorevole o di un determinato personaggio delle istituzioni. Questo frazionismo che vorrebbe essere ideologico diventa in realtà mecenatismo da una parte e servilismo dall’altra. E proprio quando non riusciamo ad armonizzate il personalismo con la capacità di guida ideologica che proviene da uno specifico soggetto, che si creano conflitti interni che portano a rotture traumatiche e a dolorose scissioni. Il punto dolente sta proprio nel fatto che la lotta politica tende sempre di più ad identificarsi con gli uomini e non con le idee di cui sono portatori. Alla fine ci rendiamo conto che il seme del frazionismo arriva fino alla stessa persona che vorrebbe raccogliere in se tutti e due tali aspetti ed essere il simbolo stesso dell’idea di cui si rende alfiere. Egli, in pratica, non riesce a restare unito e finisce con lo sdoppiarsi facendo ora prevalere un ruolo ed ora un altro. Tutta la storia dell’umanità, a ben vedere, si divide in questa duplicità: bene e male, saggezza ed ignoranza, fede ed ateismo, ecc. Se non usciamo da queste ambiguità caratteriali e comportamentali non saremo in grado di costruire nulla di buono e soprattutto innovativo. E se ci limitiamo al solo aspetto della politica praticata dai partiti e dagli uomini che li rappresentano, dobbiamo convenire che la maggiore sorgente del male sta proprio nel fatto che non riusciamo a riconoscere e a riconoscerci un ruolo che sappia offrire un rapporto di sintesi e di equilibrio valido per un’accettazione condivisa di una leadership che non debba essere necessariamente saggia senza avere la sua dose di ignoranza ed essere da tutti ben accetta.

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