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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘rovine’

Conversazioni sulle rovine

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2015

romeofrancoRoma 8 e 22 novembre 10 e 17 gennaio
carmenTeatro Argentina Quattro incontri sul significato di “rovina” narrata da grandi intellettuali, registi, poeti, sociologi e musicisti del nostro tempo Primo appuntamento domenica 8 novembre (ore 11) sul tema La rovina della Bellezza – la bellezza delle rovine conversano Romeo Castellucci, regista, Carmen Pellegrino, scrittrice, Gillo Dorfles, filosofo e artista, Maamoun Abdulkarim, direttore delle antichità e dei musei della Siria. Dall’ispirazione alla propria creatività di artista mentanain arrivo dall’antico (Alla bellezza tanto antica è il titolo di uno storico spettacolo di Romeo Castellucci; Cade la terra è l’ultimo romanzo di Carmen Pellegrino, fra i cinque finalisti all’ultimo Premio Campiello), al lavoro quotidiano per difendere le rovine dalle distruzioni da parte dai nuovi barbari, come violenze con un nuovo e insieme valore simbolico e mediatico (Maamoun Abdulkarim è stato insignito del Cultural Heritage Rescue Prize, a Venezia nel 2014). Ripercorrendo le mutazioni di un secolo intero, i cambiamenti del gusto, le metamorfosi delle molteplici bellezze, l’avvento del kitsch, grazie a un testimone e studioso d’eccezione come Gillo Dorfles. (foto: franco, romeo, mentana, carmen)

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La guerra che non c’è

Posted by fidest press agency su domenica, 15 settembre 2013

Tra un Premier ingessato, le camere e le commissioni in perenne asfissia, c’è da dire che la disinformazia svenduta per pochi euri di vendetta trasversale, impalpabile tritatutto non manca di fare il proprio dovere annichilente, alimentando un effetto spostamento che non teme avversari, anzi, li soggioga incondizionatamente.A ben guardare quel che esce fuori dalla scatola magica sembra un coacervo di tiratori scelti, dove ognuno mira ad abbattere il proprio avversario diventato nel contempo nemico, ciascuno indaffarato a celarne momentaneamente l’intrigo da impallinare a tempo debito, una sorta di guerra asociale dove non è lecito fare prigionieri, chi non spara alla nuca è out rispetto agli obbiettivi da raggiungere a qualunque costo.In questa battaglia di grandi professionalità e di ruoli davvero autorevoli, a fare la differenza c’è la vergogna, che non è una emozione primaria, che esplode istintivamente, essa è una meditata condizione di consapevolezza della perdita di valori, una opprimente precarietà esistenziale.Vergogna è ciò che dovrebbe assalire non solo quando siamo inondati di corpi nudi, di sorrisi sfavillanti e di liti costruite a misura di audience, bensì quando siamo investiti dalle miserie umane travestite di buone intenzioni, dalla disumanità delle parole incapaci di nascondere l’umiliazione che infertono.Vergogna è quanto spetta a chi non sente i colpi di cannone, di fucile, di pistola, quel carico insopportabile che non intende riconoscere il rumore del silenzio imposto, di chi abbassa lo sguardo nei riguardi di quella parte di popolo ribelle e istituzionale che vicendevolmente commettono le infamie più incoffessabili, impossibili da giustificare perfino per il più “autorevole” dei nuovi rivoluzionari. In entrambe le schiere s’annidano le carogne, non le fiere, quelle sono anime sante, distanti da tanto spreco dis-umano.Tv e carta stampata ci dicono qualcosa, ce lo dicono passandoci accanto, come fosse qualcosa che non deve riguardarci troppo, non sta accadendo qui, ma dall’altra parte del mondo, perciò dell’altra parte di strada che non è la nostra.You tube con una sequela terribile di video shock, ci mette con le spalle al muro, senza più possibilità di negare, di dire “non sapevo”, sono immagini che fanno inorridire la più ottusa e conclusa delle smemoratezze, c’è palese l’assenza di umanità, morta e sepolta ogni forma di giustizia, fotogramma dopo fotogramma ci obbliga a fare i conti con l’identità più sconvolgente della violenza.Violenza messa in atto dagli eserciti dittatoriali, da quelli insorgenti, dagli altri rivoluzionari, violenza allo stato puro che non risparmia nessuno, innocenti e colpevoli, le vittime sono quotidiano conto di mano per colorare di altre bugie la libertà.Per terra rimangono i pezzi di popolo, la carne morta e i silenzi, le urla e i lamenti sono echi che la televisione non ci rimanda, ci racconta un altro film per distoglierci dal fare i conti con quelle atrocità, che sbattono sulla nostra indifferenza non per tramite di qualche reporter in azione sul campo, di giornalisti di guerra sparpagliati sulle rovine di ogni giorno.No, sono i telefonini del soldato di regime, del ribelle soldato di Dio, sono questi i veri registi, gli esiti della guerra passano anche da questa nuova pratica delegittimante, e di solito la spunta di chi ha più ferocia e infamia in corpo.Uomini torturati con la flemma più miserabile, donne denudate, violentate, picchiate a morte tra le risate e i denti digrignati, bambini folli di paura, obbligati a diventare monchi e ciechi mentre lo scarpone chiodato si abbassa con forza sulla loro testa.Gli eserciti contrapposti fanno sfoggio del proprio cannibalismo addomesticato, del dolore che immediatamente è trapassato, la sofferenza unica spettanza, i video-telefonini riprendono grida, sangue, terrore, la morte, non c’è nulla di inventato, di mascherato, di tenuto celato, la messaggistica istantanea è il risultato del “vale tutto” di una libertà perduta o riconquistata ma ripetutamente spogliata di ogni dignità.Troppo facile ribadire che la guerra è sempre sbagliata, ciò che sta in bella mostra in quei video da fare “vedere” ai nemici di turno, non consentirà a nessuno di essere assolti o dimenticati dalla storia, per quanto sta succedendo e si sta perpetrando in quelle terre è bene sapere, tutti, soprattutto chi sta costantemente con la faccia voltata da un’altra parte, che non sarà sufficiente chiedere perdono.

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XXIX edizione Orestiadi di Gibellina

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

Gibellina fino al  31 luglio. Da ventinove anni Gibellina è luogo di incontro e confronto culturale, sede di un Festival internazionale che persegue la scelta del teatro contemporaneo e di autore. Davanti al “Cretto” che Alberto Burri stese come un enorme sudario sulle rovine della vecchia Gibellina, dal 1981, le Orestiadi, che anche quest’anno si avvalgono del main sponsor Orestiadi Vini (www.orestiadisrl.it), presentano un mese di spettacolo tra musica, poesia, danza contemporanea e soprattutto teatro di sperimentazione.  Gli appuntamenti sono previsti al Baglio di Stefano, al Teatro degli Ulivi e al Cretto di Burri più i concerti di apertura e chiusura in piazza Municipio. Presenti al Festival: Palermo Art Ensemble, Claudio Collovà, Mariella Lo Sardo, Ralph Towner, La Compagnia Scimone\Sframeli, Ugo Giacomazzi E Luigi Di Gangi E I Loro Teatri Alchemici, Nino Romeo, Graziana Maniscalco, Piero Maccarinelli con Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia, Valentina Sperlì e l’artista visivo Giancarlo Neri, Ars Ludi Ensemble E La Piccola Banda Ikona, Salvatore Cantalupo E Riccardo Veno, Motus Di Enrico Casagrande & Daniela Nicolò, Alessandra Luberti E La Compagnia Esse P.A. Con Domenico Sciajno E Alessandra Pescetta, Franco Scaldati Con Massimiliano Carollo Ed Egle Mazzamuto, Mario Modestini.   Il costo del biglietto intero è di 12 euro, mentre il ridotto (over 65 e under 24) e Soci Idea Net, 10 euro. Le prevendite sono in vendita a Palermo da Master Dischi (091.323151) e presso la libreria Modusvivendi (091.323493).  È presente un servizio di bus-navetta a pagamento Palermo-Gibellina-Palermo con prenotazione obbligatoria effettuato dalla Società Cooperativa Mondo Donna (vincere)

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Tivoli: Autunno a Villa Adriana

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2009

Tivoli 26 Settembre 2009 ore 11.00  Ingresso Villa Adriana (lato plastico) Largo Marguerite Yourcenar Prima della rappresentazione Animula vagula blandula. Quattro personaggi in cerca di un imperatore. L’archeologia diventa spettacolo  e presenta una delle sue pagine più affascinanti.  A spasso tra terme, piscine e rovine imperiali accompagnati da attori, figuranti, personaggi che dal passato si svelano e dialogano tra loro.

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