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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘Royal Society’

Giacomo Rizzolatti: Foreign Member della Royal Society

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 Maggio 2021

Giacomo Rizzolatti, Professore emerito dell’Università di Parma e neuroscienziato di fama mondiale grazie alla scoperta dei neuroni specchio, è stato eletto Foreign Member della Royal Society, la più prestigiosa Accademia scientifica del Regno Unito. Un riconoscimento particolarmente importante, non solo perché la Royal Society è – insieme all’Accademia dei Lincei – la più antica accademia scientifica mondiale, ma anche perché il titolo è assegnato a un massimo di 10 scienziati per anno. Dal 2000 a oggi, solo 4 scienziati italiani l’avevano ottenuto. Il Prof. Rizzolatti, già Direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma, si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Padova, dove ha anche conseguito la specializzazione in Neurologia. Ha trascorso tre anni all’Istituto di Fisiologia dell’Università di Pisa, diretto da Giuseppe Moruzzi. La sua carriera accademica è poi proseguita prevalentemente all’Università di Parma, prima come Assistente alla Cattedra di Fisiologia Umana e quindi come Professore Ordinario di Fisiologia Umana. Ha trascorso un anno al Dipartimento di Psicologia della “McMaster University”, a Hamilton, Canada, e un anno, come “Visiting Professor”, al Dipartimento di Anatomia dell’Università di Pennsylvania, a Filadelfia. È membro dell’Accademia dei Lincei, dell’Academia Europaea, dell’Académie Francaise des Sciences, ed è “Honorary Foreign Member” dell’American Academy of Arts and Sciences. È stato eletto alla National Academy of Science, USA. Tra gli innumerevoli riconoscimenti ottenuti, oltre a diverse Lauree Honoris Causa conferite da Atenei italiani ed esteri, si ricordano: il “Premio Golgi per la Fisiologia””, il “George Miller Award” della Cognitive Neuroscience Society, il premio “Feltrinelli” per la Medicina dell’Accademia dei Lincei, il premio “Herlitzka” dell’Accademia delle Scienze di Torino e il premio internazionale “Grawemyer 2007” per la psicologia, considerato il premio internazionale più prestigioso in questo campo. Ha ricevuto il Premio Principe delle Asturie per la Scienza, il più prestigioso premio scientifico spagnolo, e il Brain Prize for Neuroscience, il maggiore riconoscimento internazionale per le neuroscienze.

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The World Summit, at the Royal Society in London

Posted by fidest press agency su martedì, 20 febbraio 2018

London. The latest advances in vaccine safety, reducing unnecessary C-sections and person & patient engagement will be among the varied breakout sessions offered the day after the 6th Annual World Patient Safety, Science & Technology Summit in London by the Patient Safety Movement Foundation. The breakout sessions will convene on Sunday, February 25, 2018 at the prestigious Royal Society, the independent scientific academy of the United Kingdom and the Commonwealth, dedicated to promoting excellence in science.The breakout sessions are full-day working meetings structured for shared learning on existing Actionable Patient Safety Solutions (APSS) – collaborative, evidence-based processes that show results in patient safety – and for developing new APSS. These sessions provide healthcare professionals, advocates, and enthusiasts the opportunity to contribute their experiences and expertise, which is critical to process improvement, while also promoting transparency and encouraging aligned incentives that will eventually lead to ZERO preventable patient deaths in hospitals by 2020.
The World Patient Safety, Science & Technology Summit, and Breakout Sessions are supported by the Rt. Hon Jeremy Hunt, MP, Secretary of State for Health and Social Care, Department of Health United Kingdom and co-convened by the European Society of Anaesthesiology.

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L’uomo e la donna del futuro?

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 ottobre 2014

ciberneticoMolto probabilmente avranno occhi, capelli e carnagione “mediterranei”, parleranno inglese, vivranno in città e mangeranno prevalentemente carne. Culturalmente si potranno definire democratici capitalisti occidentali e seguiranno una religione monoteista – se non saranno atei. Secondo Mark Pagel, saggista e docente di Biologia evolutiva dell’Università di Reading (GB) e membro della Royal Society, è questa la tendenza che ci attende, seguendo un processo inarrestabile e sempre più rapido di globalizzazione e di omogeneizzazione linguistica, culturale e genetica. Pagel, introdotto da Paolo Ermano, è intervento stasera al FF2014, il Future Forum che proseguirà a Udine fino al 20 novembre, in una conferenza realizzata in collaborazione con l’Università di Udine. «Se volete mantenere una diversità linguistica, in particolare – ha rimarcato rispondendo ad alcune domande del pubblico, che hanno evidenziato la specificità del friulano – dovete lavorare sodo, perché queste sono le tendenze che nel mondo stanno avvenendo spontaneamente». E allora ecco emergere l’esperienza della lingua gallese, confrontabile con l’esperienza del friulano. «Anche in Galles hanno introdotto lo studio obbligatorio del gallese per i bambini delle scuole, altrimenti la lingua locale sarebbe destinata a sparire in una ventina d’anni».
Pagel ha evidenziato come la globalizzazione sia un fenomeno spontaneo, che sempre è esistito («Probabilmente il Mediterraneo può definirsi il primo Internet della storia»), da che gli uomini hanno cominciato a scambiarsi conoscenze e merci. E la globalizzazione è un processo che tende alla prosperità e alla ingegnosità tecnologica: tutti vogliono vivere con queste due condizioni, che possono esistere solo grazie alla globalizzazione. Nel mondo ci sono 7 mila lingue parlate, ognuna delle quali strettamente legata alla cultura più “intima” di una popolo. «Ma sono 10 le lingue parlate dal 50% della popolazione mondiale, alcune delle quali sono lingue ponte, con cui ci si esprime per capirsi – ha rimarcato –. Anche questo processo sta portando a una omogeneizzazione linguistica. Le persone stanno tendendo verso le “lingue di maggioranza”, grazie alle quali il 90% della popolazione mondiale riesce a scambiarsi informazioni». Un fenomeno che fa il paio con l’omogeneizzazione culturale. «Il mondo si sta urbanizzando sempre più rapidamente. Nell’800 solo il 4% della popolazione viveva nelle città – ha ricordato il docente –. Nel 2006 siamo arrivati al 50%. Le proiezioni dicono che nel 2050 il 75% delle persone vivrà in città». Sono le città i luoghi in cui si cerca lavoro, in cui si cerca creatività, benessere, sicurezza. E non ci sono solo le città a uniformare il mondo: ci sono le unioni politiche (come l’Ue o l’Asean), ci sono le unioni monetarie, i trattati economici, le democrazie che via via stanno cercando di sostituirsi ai regimi autoritari, le diete, sempre più a base di carne. Tutto uniforma. E questa è la tendenza che porta la globalizzazione. Ci piaccia o no, però, è la globalizzazione che permette alle comunità di prosperare. «Più una società è isolata, meno è prospera», ha detto Pagel, e anche la tecnologia moderna dipende dalla globalizzazione, ossia dallo scambio di informazioni, idee, materiali e beni. Di converso, la globalizzazione rende il mondo più competitivo: le nuove imprese, per esempio, si estinguono molto più rapidamente delle vecchie imprese, nate in altri contesti economici. I giovani d’oggi sono la “generazione dipendente” (in senso familiare), ossia il 50% dei giovani vive più a lungo in famiglia, segno di una crescente difficoltà e competitività della vita.
L’ultimo processo descritto da Pagel nella sua prefigurazione di scenario, quello probabilmente più lungo in termini di tempo, è l’omogeneizzazione genetica, che comunque risponde a tutte le altre condizioni. La popolazione del mondo si sta muovendo ovunque e se le persone si mescolano, si mescolano anche i geni. In America, nel 2010, già il 10 % dei matrimoni erano matrimoni “interraziali”. Questa è una tendenza globale che tenderà a uniformare dunque anche i caratteri della popolazione mondiale. Da qui l’identikit dell’uomo del futuro. …Salvo imprevisti!

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“International School of Organometallic Chemistry (ISOC)”

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 agosto 2013

English: Camerino (MC) Italiano: Camerino (MC)

English: Camerino (MC) Italiano: Camerino (MC) (Photo credit: Wikipedia)

E’ in programma all’Università di Camerino, dal 30 agosto al 3 Settembre 2013, la nona edizione dell’“International School of Organometallic Chemistry (ISOC)” incentrata sul tema “Organometallic Systems to Sustain a Better Future”. ISOC è la più importante scuola di chimica organometallica, a livello europeo, organizzata sotto l’egida della EuCheMS, l’Associazione europea per la Chimica e le Scienze Molecolari e del gruppo interdivisionale di chimica organometallica della Società Chimica Italiana. La Scuola, grazie alla presenza di scienziati europei illustri, si propone di incoraggiare la presenza di giovani ricercatori e dottorandi provenienti sia dal mondo dell’Università che da quello dell’Industria e di incrementare il trasferimento di conoscenze di alto livello tra diversi paesi europei.“Nel corso di questa edizione di “ISOC” – ha dichiarato il Prof. Claudio Pettinari, Pro Rettore Vicario di Unicam e Responsabile della Scuola – saranno approfonditi temi che si collegano direttamente a quelle che possono essere considerate le sfide del terzo millennio, in particolare, l’energia, la produzione di nuovi materiali, le problematiche ambientali e l’utilizzo di composti organometallici, ad esempio, per la purificazione dell’acqua. Fra le finalità della Scuola si rilevano, principalmente, il trasferimento di conoscenza da importanti scienziati a giovani ricercatori emergenti e dottorandi che approcciano la ricerca per la prima volta e la creazione di reti internazionali che condividono il loro sapere, anche con l’obiettivo di creare e presentare, nell’ambito del nuovo Programma Quadro Horizon 2020, progetti di ricerca sempre più multidisciplinari ed innovativi”.L’iniziativa, oltrechè dall’EuCheMS (Associazione europea per la Chimica e le Scienze Molecolari), è patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri ed è inserita nell’ambito dei Progetti Cost, ha il sostegno delle più importanti case editrici che operano nel settore della chimica, fra cui la Wiley che stampa gli atti e i prodotti (contributi poster e Flash Presentation) che gli iscritti alla Scuola presenteranno. Ai migliori contributi poster e alle migliori Flash Presentation saranno assegnati due premi di rilievo: un Premio della Royal Society ed un Premio attribuito dall’American Chemical Society.“Sono veramente soddisfatto – prosegue il Prof. Pettinari – perché nell’edizione di quest’anno abbiamo registrato il più alto numero di partecipanti e la più alta percentuale di ricercatori internazionali, intorno al 40%, provenienti da 26 Paesi diversi. Fra i 140 studenti iscritti, 10 arrivano dall’Olanda e 8 dalla Francia. La Scuola, inoltre, vanta l’intervento di 14 Speakers, fra cui illustri scienziati europei, giapponesi e statunitensi e, solo per citarne alcuni, ci onoreranno della loro presenza il Prof. Peter Sadler della University of Warwick, massima autorità nella sintesi di composti antitumorali inorganici e il Prof. Kaz Tatsumi della Nagoya University in Giappone, esperto di Bio Organometallica. Vorrei esprimere un sentito ringraziamento all’Ersu di Camerino e a due aziende del nostro territorio, Med Store e Poltrona Frau, per l’importante supporto fornito e alla Roche che accompagna ormai ISOC da ben sei edizioni”.

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Contemporary science and technology

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 marzo 2012

The Royal Society in London

Image via Wikipedia

London, Ontario March 5, 2012 – 5:30pm Room 1145, Stevenson Hall at the University of Western Ontario 1151 Richmond Street, Free admission Whether the issue is genetically modified organisms, stem cells, or nuclear energy, public debate appears to be constricted within a consolidated pattern. On the one hand there are the advocates of the unbridled development of science and technology; on the other those who call for restraints on science’s encroachment into fields that have traditionally been the prerogatives of social, political, and religious choices and practices. Paradoxically, the two sides share the same prejudice: they both consider science and society to be internally compact entities, rigidly separate, and impervious to each other. On this view, science’s task is to supply a constant flow of new proposals which society then inspects and (often) rejects. But there are, in fact, frequent overlaps between scientific discourse and public opinion, and between research priorities and the expectations of citizens and consumers, which erode the boundaries between science and society and expose the divisions internal to each of them: suffice it to mention the debates on climate change or biomedicine. This tangled relationship between science and society fuels the conflict between advocates of scientism and anti-scientism: a deceptive case of role-playing that hinders fuller understanding of the challenges raised by contemporary science and technology.
Massimiano Bucchi (Ph.D. Social and Political Science, European University Institute) is Professor of Science and Technology in Society at the University of Trento, Italy. He has published several books, including Science and the media (London and New York, Routledge, 1998), Science in society. An Introduction to Social Studies of Science (London and New York, Routledge, 2004), Handbook of Public Communication of Science and Technology (with B. Trench, London and New York, Routledge, 2008), Beyond Technocracy. Citizens, Politics, Technoscience (New York, Springer, 2009) and essays in international journals such as History and Philosophy of the Life Sciences, Nature, New Genetics and Society, Science and Public Understanding of Science. He has served as advisor and evaluator for several research and policy bodies, including the US National Science Foundation, the Royal Society, the European Commission and the European Food Safety Authority. He has carried out research and given seminars at several international institutions, such as the Royal Society, London School of Economics, University of California Berkeley, Royal Academy of Sciences Sweden, Science University Tokyo, Rikken Institute, American Association for the Advancement of Science and received several recognitions for his work, including the Mullins Prize awarded by the Society for Social Studies of Science (1997) and the Merck-Serono special jury award for science books (2007). He is a member of the editorial board of the journal Public Understanding of Science and chairs the international committee organizing the 2012 World Conference on Public Communication of Science in Technology in Florence.(bucchi)

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