Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 255

Posts Tagged ‘rsa’

Dopo emergenza Covid 19 avanza la richiesta di rivedere il sistema delle Rsa

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2020

Si poteva e si doveva evitare la “strage dei nonni”. È una frase che pesa come un macigno quella urlata dai sindacati dei pensionati, ritrovatisi fuori dal convitto Principessa Felicita di Savoia per lanciare la campagna unitaria Senza radici non c’è futuro.Anche Graziella Rigolino, segretaria pensionati Cgil Piemonte, sottolinea le gravi carenze organizzative che hanno portato a registrare oltre 700 morti in regione, solo durante il periodo di pandemia. In particolare, evidenzia la mancata fornitura dei dpi (dispositivi di protezione individuale), il ritardo dell’isolamento dai parenti ed il mancato uso dei tamponi.
La segretaria, a cui si associa Lorenzo Cestari, segretario pensionati Uil Piemonte, ritiene responsabile la Regione, ancor di più che le strutture, quasi come se far morire gli anziani fosse stato ritenuto il male minore. Ecco perché, dopo che le Rsa si sono trasformate in veri e propri lazzaretti, i sindacalisti chiedono una revisione di tutto il sistema tramite l’iniziativa Senza radici non c’è futuro. Nello specifico chiedono che nelle Rsa ci siano solo i non autosufficienti di alta intensità, con la maggioranza degli anziani curata in famiglia fino a quando è possibile, grazie agli aiuti delle istituzioni. (fonte: Fondazione Leonardo)

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Fase 2 per tutti ma non per gli ospiti delle RSA

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

«La fase 2 è partita per tutti, ma non per gli anziani ospiti delle RSA. Non è pensabile parlare di Fase 2, infatti, quando parliamo di residenze per anziani, senza avere un supporto trasparente, chiaro e costante da parte delle istituzioni su alcuni punti fondamentali per garantire la ripresa e il mantenimento della rete del welfare – lo dichiara Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani – Anzitutto riscontriamo con allarme che manca ancora la capacità del sistema di effettuare costantemente lo screening, ovvero tamponi più test sierologici sia degli ospiti che del personale delle RSA. Ci chiediamo come sia possibile in tal modo mantenere la sicurezza delle strutture e prevenire il contagio. È urgente, inoltre, che la rete ospedaliera possa riprendere a svolgere l’attività di emergenza-urgenza, con la conseguente possibilità di invio in Pronto Soccorso degli ospiti delle RSA in caso di acuzie che lo richiedano. Occorre inoltre una riapertura della RSA al territorio secondo un percorso protetto ma che garantisca la veloce ripresa dell’attività, con linee guida che siano sostenibili. In mancanza di tali provvedimenti urgenti non possiamo pensare che si riesca a contenere il contagio. Col nostro Advisory Board formato dai massimi esperti del settore abbiamo chiesto a gran voce che sia rafforzato il ruolo della sanità territoriale affinché possa gestire anche il trasferimento degli ospiti in ambito familiare ove possibile prevedendo un ruolo di primo piano dei MMG e degli specialisti ambulatoriali nella partecipazione alle attività territoriali, dotati degli indispensabili sistemi di monitoraggio. Occorre intensificare la lotta contro le situazioni irregolari, con il rafforzamento delle attività di ispezione e verifica del rispetto delle norme per accertare ogni responsabilità. D’altro canto non dobbiamo dimenticare quelle strutture regolari, che hanno operato e stanno operando nel pieno rispetto dei protocolli. La dichiarazione di Pandemia dovrebbe avere in sé il riconoscimento dell’impossibilità di evitare il contagio in modo assoluto e distinguere chi opera nel rispetto delle regole da chi non lo fa, altrimenti non faremo altro che fare di tutta l’erba un fascio e portare un intero Sistema di welfare al collasso lasciando le famiglie delle persone non autosufficienti ancora più sole e prive di importanti punti di riferimento per la cura dei propri cari.»

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Stato agitazione per rinnovo Sanità Privata e Rsa

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

“Le lavoratrici e i lavoratori della Sanità Privata e delle Rsa hanno diritto al rinnovo del contratto nazionale. Per interrompere l’assordante silenzio che investe questa vicenda Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl proclamano lo stato di agitazione del personale, con iniziative di mobilitazione in tutti i territori”. I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil rilanciano così la mobilitazione della Sanità Privata e delle Rsa per il rinnovo del contratto nazionale, disegnando un percorso per arrivare, in assenza di un riscontro risolutivo, all’indizione dello sciopero generale nazionale.Da oltre 13 anni, scrivono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in una lettera indirizzata ai vertici di Aris e Aiop e, per conoscenza, al ministro della Salute Speranza e al presidente delle Regioni Bonaccini, “le lavoratrici e i lavoratori che operano presso le strutture della Sanità Privata stanno attendendo il rinnovo del contratto nazionale: professioniste e professionisti che, al pari dei loro colleghi che operano nelle strutture pubbliche, sono stati pienamente coinvolti nella gestione dell’emergenza Covid-19, subendone anche loro le conseguenze. A differenza però dei loro pari colleghi del settore pubblico non stanno vedendo riconosciuto in alcun modo il loro ‘lavoro quotidiano’, sia nell’ordinarietà che dovrebbe tradursi nel diritto al giusto rinnovo del contratto nazionale di lavoro, che nella straordinarietà dell’attuale momento che vedrà riconoscere al personale pubblico ulteriori elementi economici”.Dopo oltre due anni e mezzo di trattativa per giungere al rinnovo del contratto della Sanità Privata, ripercorrono i sindacati, “di accordi raggiunti anche al Ministero della Salute e disattenti dalle controparti Aris e Aiop, pur nella consapevolezza della delicata situazione che il paese sta vivendo, non possiamo più accettare che tale problema continui ad essere rinviato. Siamo in attesa, ormai da diverse settimane, di una convocazione che possa porre fine a questa situazione e consenta la rapida conclusione della trattativa”. Insieme a questa vertenza, continuano, “si aggiunge la situazione nella quale versano i lavoratori delle Rsa che meritano una risposta altrettanto tempestiva, che garantisca anche a loro di vedere rinnovato il contratto collettivo nazionale”.Per queste ragioni, “alla luce dell’assordante silenzio a cui stiamo assistendo, non siamo più disposti ad attendere ancora: i lavoratori della Sanità Privata e delle Rsa hanno diritto al rinnovo del loro contratto nazionale di lavoro. È pertanto proclamato lo stato di agitazione a livello nazionale, con conseguente sospensione di ogni forma di lavoro supplementare e/o straordinario di tutto il personale delle suddette strutture. In tutte le regioni saranno definite ulteriori iniziative da svolgersi a livello regionale/locale/aziendale. Contestualmente si procede con la formale comunicazione agli organismi preposti di richiesta del tentativo obbligatorio di conciliazione onde poter procedere, in assenza di qualsiasi riscontro che consenta la rapida conclusione della vertenza, all’indizione dello sciopero generale nazionale”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

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Le Rsa sono le strutture più colpite in Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 3 maggio 2020

Le RSA e più in generale le strutture residenziali per anziani sono state in tutta Europa le realtà più colpite dal Coronavirus a causa della maggiore vulnerabilità delle persone anziane e non autosufficienti ospitate in tali strutture. Per questo Senior Italia FederAnziani ha espresso grande allarme e deciso di costituire un Advisory Board formato dai massimi esperti del settore sanitario alfine di offrire suggerimenti alle direzioni delle RSA sulla gestione dell’emergenza e di avanzare in merito precise proposte ai decisori politici.Ricerca di soluzioni alternative, come gli alberghi, rispetto al trasferimento nelle RSA dei pazienti positivi al COVID-19 paucisintomatici o che hanno superato la fase acuta; esecuzione dei tamponi sia agli ospiti che agli operatori, inclusi quelli in attesa di rientrare in struttura al termine della quarantena; garanzia di adeguata fornitura di dispositivi di protezione individuale agli operatori; formazione del personale alla gestione delle emergenze; supporto psicologico a ospiti e famiglie con una particolare attenzione alla trasparenza nella comunicazione; chiarezza organizzativa e delle responsabilità: sono le indicazioni che emergono nel documento Gestione dell’emergenza COVID 19 nelle strutture residenziali per anziani elaborato dal prestigioso Advisory Board scientifico.Tra le indicazioni per i decisori politici quella di «rafforzare il ruolo della sanità territoriale affinché possa gestire anche il trasferimento degli ospiti in ambito familiare ove possibile prevedendo un ruolo di primo piano dei MMG e degli specialisti ambulatoriali nella partecipazione alle attività territoriali, dotati degli indispensabili sistemi di monitoraggio.
Devono essere fornite alle RSA adeguate informazioni circa le procedure da rispettare per contenere l’infezione, così come avviene negli ospedali pubblici, anche fornendo la consulenza specialistica di pneumologi e infettivologi territoriali e di altre branche specialistiche che, in tale contesto, sono figure fondamentali. Deve essere prevista per le RSA, idonee all’isolamento dei casi positivi COVID 19 clinicamente non complessi e gestibili all’interno delle strutture, la possibilità di utilizzare, attraverso i Servizi territoriali ASL di riferimento, in maniera flessibile e limitatamente al periodo epidemico, sistemi di telemonitoraggio cardiorespiratorio, per individuare precocemente il deterioramento dei parametri vitali e consentire il tempestivo trasferimento dei residenti in ospedali COVID adeguatamente attrezzati.»Non va trascurato poi l’impatto psicologico dell’emergenza, da gestire con un adeguato supporto a famiglie e ospiti, anche attraverso la strutturazione di unità dedicate a questo scopo e incentivando la comunicazione verso i familiari. Particolare attenzione va dedicata alla prevenzione dello stress e del burnout per coloro che lavorano all’interno delle strutture.Occorre, si legge nel documento, «riaffermare con chiarezza ruoli e responsabilità delle direzioni sanitarie rispetto alle procedure e dei medici del lavoro rispetto alla valutazione del rischio del personale» e «riportare la responsabilità precisa delle funzioni a ciascun soggetto. Il medico competente, in piena autonomia e senza condizionamenti, deve valutare accuratamente l’esposizione al rischio biologico del personale nel pieno rispetto dei protocolli.»Fondamentale la lotta contro le situazioni irregolari, con il rafforzamento delle attività di ispezione e verifica del rispetto delle norme. In caso di pandemia, occorre prevedere che la responsabilità dei Gestori e degli operatori sanitari e socio-sanitari sia circoscritta al solo caso di dolo. Un capitolo a parte è quello dedicato alla gestione delle cronicità degli ospiti, per cui è necessario rafforzare tutte le azioni necessarie alla gestione preventiva e terapeutica delle cronicità. Anche la riabilitazione conserva un ruolo centrale nell’emergenza. «Allo stato attuale – recita il documento – è anacronistico oltre che inappropriato e contrario alle linee guida internazionali pensare ad una riabilitazione d’organo. Da queste premesse, ed in considerazione dell’attuale emergenza da Covid19 è importante sottolineare come, sebbene l’interessamento polmonare sia tra le principali manifestazioni di questa patologia, si ha il coinvolgimento di altri organi e distretti. La prolungata immobilizzazione soprattutto nei casi gravi provoca un grave decondizionamento con conseguente disabilità, danno funzionale (miopatia e neuropatia da Critical Illness) danno polmonare e netto peggioramento della qualità di vita. È quindi evidente come, anche nelle RSA, ogni intervento riabilitativo per disabilità di origine differente, anche come esiti della Covid19, debba essere gestito dal Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa come responsabile e coordinatore di un Team multidisciplinare.» Non va dimenticata, infine, la mortalità degli anziani presso il proprio domicilio, che secondo quanto emerso dalle ricerche dell’Osservatorio Settoriale sulle RSA della LIUC Business School, coinvolto nell’Advisory Board, non va considerato necessariamente un luogo più sicuro delle RSA: «La popolazione anziana rappresenta il segmento demografico che nel suddetto periodo del 2020 registra il più alto incremento dei decessi rispetto alla media dei 5 anni precedenti, anche se le variazioni più alte si sono verificate nelle fasce anagrafiche degli young old (+91,2%) e degli old old (+99,5%), rispetto a quella degli oldest old (+83,8%), al cui interno ricadono in netta prevalenza i tipici utenti delle RSA. Va, infatti, considerato che l’età media di ingresso nelle RSA negli anni si è progressivamente innalzata e, secondo i dati dell’Osservatorio Settoriale sulle RSA della LIUC Business School, risulta pari a 84,5 anni. È, quindi, evidente che la mortalità registrata negli anziani dei segmenti anagrafici precedenti sia per lo più riconducibile ad anziani residenti al proprio domicilio, che non è, quindi, necessariamente da considerare un luogo più sicuro delle RSA e/o della altre unità di offerta residenziali del territorio rivolte alla popolazione anziana. Queste evidenze vanno tenute in debita considerazione nel ripensare l’attuale sistema di offerta residenziale, soprattutto al fine di evitare di snaturare immotivatamente il ruolo delle RSA all’interno della filiera dei servizi per la non autosufficienza.»

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I dati dell’ATS Città Metropolitana di Milano sulle strage nelle RSA sono reali o manca qualcosa?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

Abbiamo accolto con grande perplessità le dichiarazioni di giovedì 23 aprile del Dr. Walter Bergamaschi, rese di fronte alla Commissione Consiliare congiunta Affari istituzionali e Politiche sociali del Comune di Milano, in merito alla situazione delle RSA presenti in città.Innanzitutto, ci risulta che il numero totali di posti letto nelle RSA milanesi sia di 8334, il che indica – in considerazione degli standard regionali per l’accreditamento – come sia sensibilmente basso il numero di 3334 lavoratori in servizio all’interno delle RSA, come indicato da Bergamaschi. Si tratta di un numero che dovrebbe invece essere di poco inferiore ai 4500 e che rivela come i dati forniti non siano del tutto corretti o che in alternativa non venga rispettato lo standard regionale per l’accreditamento (già di per sé molto basso). Sarebbe opportuno chiarire con più precisione i dati forniti, a maggior ragione in virtù del numero dei tantissimi operatori assenti per malattia e/o quarantena.Riteniamo inoltre importante precisare che la ATS di Milano avrebbe informato di non poter più fornire i tamponi per gli ospiti alle strutture RSA e similari, come abbiamo appreso anche durante un incontro con la dirigenza dell’ASP Golgi-Redaelli. Una criticità che, se confermata, andrebbe ad aggravare ulteriormente la drammatica situazione del sistema socio-assistenziale regionale dimostratosi estremamente fragile e che sta pagando un altissimo tributo di vite umane, anche a causa delle scelte messe in atto da chi lo ha amministrato negli ultimi anni.
Infine siamo fermamente convinti che anche l’assenza di un vero controllo istituzionale sull’effettuazione della sorveglianza sanitaria per i dipendenti delle RSA sia uno dei motivi che sta alla base dei 3045 decessi nel 39,3% delle strutture regionali, certificati dall’ISS.Non esattamente un passaggio trascurabile che però temiamo sia mancato nella relazione del Direttore Generale dell’ATS Città Metropolitana di Milano.

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Coronavirus e RSA

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2020

Agire tempestivamente nei confronti delle RSA, delle case di riposo, delle residenze sanitarie per disabili di tutto il territorio nazionale effettuando tamponi a tappeto sugli operatori sanitari e sugli ospiti, anche sulle persone asintomatiche. Questo l’appello che Senior Italia FederAnziani lancia ai Governatori delle Regioni e agli Assessori alla Salute, alla Protezione Civile, al Ministro della Salute Roberto Speranza. Perché quella che sta provocando il Covid-19 in queste strutture è una vera mattanza, come confermano i dati indicativi diffusi in questi giorni dall’Istituto Superiore di Sanità, riferiti a un campione di 1082 strutture residenziali e sociosanitarie (il 33 per cento di quelle contattate, 3042): dal primo febbraio al 14 aprile 2020 in queste strutture ci sono stati in tutto 6.773 decessi tra i residenti, che ben nel 40,2 per cento dei casi (2.724 su 6.773), sono avvenute con infezioni da Covid o con manifestazioni simil-influenzali.“Non è tempo di polemiche – dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina – l’emergenza coronavirus non si ferma e le RSA continuano ad essere la più importante trincea, accanto a quella degli ospedali, nella quale si combatte ogni giorno la guerra contro il Coronavirus. Sappiamo ormai che in tutta Europa la metà dei decessi di Covid 19 è avvenuta nelle strutture residenziali per anziani. La ‘distrazione’ nei confronti di questi luoghi ha generato ovunque una vera e propria mattanza. Per mettere fine a questa eutanasia legalizzata dei più fragili vanno fatti tempestivamente e capillarmente i tamponi, non solo agli ospiti delle strutture ma anche a chi ci lavora dentro con la stessa abnegazione del personale sanitario degli ospedali. E il tema dei costi eccessivi non può rappresentare un limite o un alibi. Stessi provvedimenti devono essere adottati con urgenza nei confronti delle residenze sanitarie per disabili che sono a loro volta delle bombe pronte a esplodere poiché anche qui troviamo soggetti fragili ed esposti al rischio peggiore, sicché tali realtà vanno gestite con la massima attenzione, puntando sulla fornitura dei dispositivi di protezione individuale, quella che fin dall’inizio dell’epidemia è mancata alle strutture per anziani, e sul monitoraggio costante della salute di operatori e ospiti. Verrà il tempo dell’accertamento delle responsabilità, ma quello attuale è il tempo dell’azione necessaria a salvare finché è possibile le vite dei nostri anziani e delle persone disabili. Non continueremo ad assistere inermi al senicidio in corso”.

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Codici: esposti in Procura per indagare sulle stragi nelle Rsa

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2020

L’associazione Codici ha predisposto una serie di esposti per chiedere che venga fatta chiarezza sulle tante, troppe morti nelle Rsa. Quella delle strutture per l’assistenza degli anziani è una delle pagine più tristi e al tempo stesso inquietanti di questa emergenza, con molti aspetti che necessitano dell’intervento della magistratura.“Riteniamo doveroso – dichiara l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – l’apertura di un’indagine preliminare per accertare quanto accaduto nelle Rsa dove si sono verificati decine di contagi e di decessi. Abbiamo predisposto una serie di esposti con cui chiediamo alle varie Procure territoriali di accertare, ad esempio, se nelle strutture sono stati rispettati i protocolli e le convenzioni per la cura delle infezioni da Covid-19 e di disporre l’acquisizione delle cartelle cliniche delle persone decedute per accertare le patologie di cui erano affette e le cure apprestate per il Coronavirus. Bisogna fare luce sulla gestione dell’emergenza nelle Rsa, sentendo anche i familiari delle vittime, perché ci sono troppi aspetti poco chiari ed inquietanti”. Codici è impegnata a fornire assistenza con i propri legali ai familiari degli anziani ospiti delle Rsa.

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Rsa e Coronavirus: Necessario fare chiarezza e accertare eventuali colpe

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

Destano forte preoccupazione le notizie relative al contagio da Covid-19 all’interno delle RSA, ai presunti tentativi di occultamento e alle scarse o inesistenti precauzioni adottate per i pazienti e per gli operatori sanitari. Alle autorità che hanno aperto fascicoli su tali vicende chiediamo di andare fino in fondo nell’accertare le responsabilità di chi poteva intervenire e non lo ha fatto, nonché di chi ha tentato di nascondere la presenza di contagi. Le famiglie degli anziani ricoverati presso tali strutture hanno il diritto di conoscere la verità, hanno diritto alla piena trasparenza da parte di chi gestisce le strutture e, giustamente, vogliono sapere in che modo i loro cari sono tutelati dalla devastante pandemia che attanaglia il Paese.Famiglie che sono protagoniste di una sofferenza nella sofferenza: non solo non possono vede i propri cari in questa grave situazione, ma sono costantemente angosciate dal sospetto che non vengano adottate le precauzioni necessarie ad assicurarne la salute.Quando ci si affida a queste strutture è per assicurare ai propri cari una assistenza continua e attenta, nell’ottica di garantire loro una maggiore sicurezza. Non si può tollerare, invece, che proprio dove dovrebbero essere più protetti, gli anziani si trovino più a rischio.“Ecco perché, come Federconsumatori, siamo pronti a costituirci parte civile in ogni procedimento in cui sarà verificata una carenza o una condotta illegale della struttura.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori.Inoltre offriamo la nostra assistenza e la nostra disponibilità di supporto e informazione alle famiglie degli anziani ricoverati ed agli operatori, affinché possano conoscere in che modo far valere i loro diritti in questa delicata situazione.

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Le Rsa non diventino reparti Covid-19, sia garantita cura e rianimazione a tutti gli anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

Di fronte all’aggravarsi della situazione sanitaria nelle RSA e, più in generale, negli istituti per anziani, la Comunità di Sant’Egidio lancia un appello urgente al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al ministro della Salute, Roberto Speranza, e ai Presidenti delle Regioni, perché siano garantiti i diritti alla cura per le persone ospitate in queste strutture. Dopo non avere ottemperato, in molti casi, alle precauzioni dovute per proteggere sia il personale che i residenti, è scandaloso che stia passando, nel silenzio generale, un modello che prevede la trasformazione di alcuni istituti o di loro sezioni, in reparti per malati di Covid-19.
Le persone anziane non sono cittadini di serie B: hanno diritto come tutti ad essere assistiti al meglio ed ottenere il ricovero in terapia intensiva se necessario. E’ inaccettabile l’idea di una divisione per categorie di malati di questa emergenza sanitaria. E non si può accettare, rassegnati – o peggio – indifferenti, una strage silenziosa che si sarebbe potuta e dovuta evitare. A causa di un eccessivo ricorso, negli anni passati, all’istituzionalizzazione è stata secondarizzata l’assistenza domiciliare che, oltre a offrire condizioni di vita più dignitose, e allungare le aspettative di vita, può anche contribuire in modo determinante alla riduzione dei contagi e degli sprechi economici nel mondo della sanità.

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Codacons su strage nelle RSA lombarde

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

Lombardia: qualcuno la ha chiamata la “strage silenziosa” quella che sta avvenendo nelle RSA di tutta la Lombardia; secondo un articolo apparso su Repubblica intitolato “Coronavirus, focolai nelle case di riposo il picco in Lombardia” sarebbe rimasto ucciso un ospite su dieci. Dati allarmanti, che hanno origine dalla decisione intrapresa dalla giunta regionale lombarda, la numero XI/2906 che chiedeva, tra le altre cose, alle Agenzie di tutela della salute (Ats) regionali di individuare strutture Rsa per accogliere pazienti positivi al Covid-19 “a bassa intensità assistenziale”, ovvero che non necessitano di cure particolari. Decisione così definita da Luca Degani (Presidente dell’associazione della case di riposo Uneba Lombardia): “È stato come accendere un cerino in un pagliaio”; decisione definita “Folle” perché, ha spiegato Degani stesso in un’intervista rilasciata a “Wired”, in caso di inserimento di pazienti Covid in questo tipo di strutture, viste le condizioni degli ospiti che accolgono, “non li si espone al contagio, ma alla morte”.Codacons: “è arrivato il momento che si faccia chiarezza, ci sono troppi aspetti oscuri che devono essere ancora spiegati e che necessitano di risposte, perché in quelle RSA c’erano delle persone, persone che sono state esposte ad un enorme rischio – afferma il Presidente del Codacons Marco Donzelli – necessario che se saranno accertate delle responsabilità qualcuno ne risponda.”

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Lombardia: RSA, errori imperdonabili, a ultrasettantacinquenni no a cure ospedaliere

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

“Con atti di Giunta, approvati senza aver nemmeno interpellato le opposizioni, Regione Lombardia ha condannato centinaia di anziani. Liquidando temi come etica, fine vita e morale a due righe in calce ad un allegato, dopo essersene per anni riempiti la bocca. Quando l’emergenza sarà alle spalle, abbiamo tutti il dovere di non dimenticare e stabilire come, da chi e perché sono state prese simili decisioni”, così Massimo De Rosa, consigliere regionale del M5S Lombardia commenta la delibera della Lombardia XI/3018 del 30 marzo che per gli ultrasettantacinquenni che hanno una “situazione di precedente fragilità nonché più comorbilità” indica “che le cure vengano prestate presso la stessa struttura” e non in ospedale.“Nella gestione della pandemia all’interno delle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) sono stati commessi errori imperdonabili, dagli esiti nefasti. Oggi apprendiamo come quegli errori siano figli non solo di incapacità politica, bensì frutto di scelte tanto ponderate, quanto nefaste. Ora vogliamo sapere chi ha preso quelle decisioni e su quali basi Regione Lombardia ha scientemente valutato come sacrificabili, gli ospiti ultrasettantacinquenni residenti nelle RSA Lombarde”, chiede Massimo De Rosa. “Negli allegati della delibera XI/3018 del 30 marzo si legge: ‘I maggiori di 75 anni che presentano dei valori anomali di saturazione dell’ossigeno e sono in ‘discrete condizioni di salute’, vengono dirottati sul circuito ospedaliero tramite il 112’.Per gli ultrasettantacinquenni che hanno una “situazione di precedente fragilità nonché più comorbilità, è opportuno che le cure vengano prestate presso la stessa struttura per evitare ulteriori rischi di peggioramento dovuti al trasporto e all’attesa in Pronto Soccorso”. Quindi a tutti i pazienti over 75 con fragilità e altre patologie, praticamente l’assoluta maggioranza degli ospiti, viene negato l’accesso alle cure ospedaliera. Nei fatti la giunta Fontana, dopo aver deliberato di farli ammalare, nega loro l’accesso alle cure, per non gravare sul sistema ospedaliero. Per loro solo ossigenoterapia in struttura. E se non bastasse Regione Lombardia indica anche in questo caso la strada, mettendolo nero su bianco all’interno di un allegato: “se il paziente è terminale si allegano le linee guida per ‘protocollo di sedazione terminale/sedazione palliativa”, conclude De Rosa.

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RSA Conference 2019 APJ Announces Innovation Program for Regional Cybersecurity Entrepreneurs Ecosystem

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 aprile 2019

RSA Conference, the world’s leading information security conferences and expositions, has today announced its new innovation program in the Asia-Pacific and Japan (APJ) region to help cybersecurity startups move from pilot or stealth to proof of concept and scale.
The RSA Conference (RSAC) innovation program in the USA has proven success, enabling startups like NuID, Spherical Defence and Styra to take the next step in growth. RSAC is now working to make this program a reality in the APJ region.The innovation program will be a new and integral part of RSAC 2019 APJ, which begins on Tuesday, 16 July, and runs through Thursday, 18 July, at the Marina Bay Sands Convention Center in Singapore. Into its seventh year, RSAC 2019 APJ will support Singapore’s endeavor to develop early and growth-stage cybersecurity entrepreneurs and startups, whether homegrown or from across the world.
These programs will reach entrepreneurs at all stages in their careers and at different levels of product development. The RSAC 2019 APJ innovation program will include RSAC Launch Pad, which is designed to give burgeoning cybersecurity talent a platform to pitch their new businesses and industry solutions to high-profile venture capitalists (VCs) and Chief Information Security Officers (CISOs) in a live, Shark Tank®-style format. If the judging panel believe in a company’s solution, the startup could receive VC funding, mentorship support or be invited to exhibit at RSAC 2020 USA to propel its business to the next level.
In addition to RSAC Launch Pad, the innovation program also introduces RSAC Early Stage Expo. This is an innovation pavilion on the exhibition floor that is dedicated to promoting up-and-coming companies in the cybersecurity industry. Emerging startups that are less than five years old can use this dedicated space to showcase their innovations and demo their solutions at the briefing center to influential decision-makers and investors.

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28th Annual RSA Conference

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 marzo 2019

RSA Conference, the world’s leading information security conferences and expositions, today concluded its 28th annual event in San Francisco.The week saw more than over 42,500 attendees, 740 speakers and 700 exhibitors at Moscone Center and Marriott Marquis, where they experienced the North and South Expo, keynote presentations, peer-to-peer sessions, track sessions, tutorials, seminars and special events on topics such as privacy, hackers and threats, machine learning, artificial intelligence and the human element, law, IoT security, public interest technology, and talent shortages.“At RSA Conference, we strive to showcase unique content from the world’s top cybersecurity minds, and the latest security solutions, in a way that connects us all, reveals diverse perspectives, and creates a safe space for tackling the tough issues we all face,” said Linda Gray Martin, Director & Chief of Operations of RSA Conference. “We are proud of our attendees, exhibitors, and speakers that made this goal a reality over the past week. We thank everyone involved for bringing their passion and commitment to improving cybersecurity, and our world, to RSA Conference year after year.”

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28th Annual RSA Conference

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 marzo 2019

RSA Conference, the world’s leading information security conferences and expositions, today concluded its 28th annual event in San Francisco.The week saw more than over 42,500 attendees, 740 speakers and 700 exhibitors at Moscone Center and Marriott Marquis, where they experienced the North and South Expo, keynote presentations, peer-to-peer sessions, track sessions, tutorials, seminars and special events on topics such as privacy, hackers and threats, machine learning, artificial intelligence and the human element, law, IoT security, public interest technology, and talent shortages.“At RSA Conference, we strive to showcase unique content from the world’s top cybersecurity minds, and the latest security solutions, in a way that connects us all, reveals diverse perspectives, and creates a safe space for tackling the tough issues we all face,” said Linda Gray Martin, Director & Chief of Operations of RSA Conference. “We are proud of our attendees, exhibitors, and speakers that made this goal a reality over the past week. We thank everyone involved for bringing their passion and commitment to improving cybersecurity, and our world, to RSA Conference year after year.”

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28th Annual RSA Conference

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

The week saw more than over 42,500 attendees, 740 speakers and 700 exhibitors at Moscone Center and Marriott Marquis, where they experienced the North and South Expo, keynote presentations, peer-to-peer sessions, track sessions, tutorials, seminars and special events on topics such as privacy, hackers and threats, machine learning, artificial intelligence and the human element, law, IoT security, public interest technology, and talent shortages.“At RSA Conference, we strive to showcase unique content from the world’s top cybersecurity minds, and the latest security solutions, in a way that connects us all, reveals diverse perspectives, and creates a safe space for tackling the tough issues we all face,” said Linda Gray Martin, Director & Chief of Operations of RSA Conference. “We are proud of our attendees, exhibitors, and speakers that made this goal a reality over the past week. We thank everyone involved for bringing their passion and commitment to improving cybersecurity, and our world, to RSA Conference year after year.

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RSA Conference 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 9 marzo 2019

RSA Conference, the world’s leading information security conferences and expositions, today announced Tal Rabin as the recipient of its annual award for Excellence in the Field of Mathematics.The award recognizes innovation and ongoing contributions to the field of cryptography. Rabin was selected out of nominated individuals and organizations often affiliated with universities or research labs by a judging committee seeking to acknowledge nominees who are pioneers in their field and whose work has applied lasting value.
“Many previous recipients of this award have been my inspiration and role models, so it’s a great honor to be recognized alongside them,” said Rabin. “These are extremely exciting times for the area of cryptography, as advanced applications are moving into more mainstream use. So, we should make the most of it!” Rabin serves as the head of cryptography research at IBM’s Thomas J. Watson Research Center. Her research primarily focuses on cryptography and network security, specifically the design of efficient and secure encryption algorithms. She also looks at secure distributed protocols and the theoretical foundations of cryptography, as well as number theory, and the theory of algorithms and distributed systems. Rabin has co-authored over 100 papers and is registered for five patents in the U.S. In addition, she focuses on making communications over the internet more secure. Her most cited works in this field explore the design of digital signature schemes, among other applications, in protocols for secure web communications.“Tal is a trailblazer in her field who has made enormous strides in cryptography and encryption,” said Linda Gray Martin, Director and Chief of Operations at RSA Conference. “She is an inspiration and role model for not only those in her field but the entire cybersecurity community. RSA Conference is proud to honor Tal for her outstanding achievements and groundbreaking work.” http://www.rsaconference.com.

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ForceShield to Reveal New IoT & OT Security Solutions at RSA Conference 2018

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

ForceShield, the IoT Defender, is bringing a new way to stop automated attacks that target the Internet of Things to the 2018 RSA Conference, April 16-20 at Moscone Center in San Francisco.
ForceShield enables safe operation in a connected environment with Dynamic Transformation Technology-based solutions that make systems defensible from emerging threats. With ForceShield, protection from hackers is proactive, allowing customers to protect valuable online assets from all types of unknown threats and botnet attacks, cost-effectively and efficiently. Visitors to ForceShield’s booth #5104, North Expo Hall, will experience how ForceShield’s breakthrough dynamic security solutions protect the connected devices, networks, and clouds of the IoT, Industrial IoT (IIoT) and Operational Technology (OT). RSAC attendees will have a chance to win prizes in a drawing held each day at 3:00pm April 17-19 for the newest iPad Wi-Fi 32GB Gold.
ForceShield, the IoT Defender, is the world’s first dynamic security provider to the IoT industries. ForceShield creates a total protection shield over the IoT ecosystem to prevent automated attacks. ForceShield’s cybersecurity solutions help device manufacturers, system integrators and OEM protect IoT devices, OT networks, and web and mobile application clouds. ForceShield is the trusted provider of IoT protection to the world’s largest high-end home router vendor, and national governments. ForceShield’s investors include Eight Roads (Fidelity International) and Sumitomo Corporation Equity Asia Limited (SCEA). ForceShield is privately held with offices in Palo Alto, and an R&D center in Asia.

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Il mondo invecchia: assistenza e gestione dell’anziano

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

federanzianiMilano, 15 giugno 2017 h. 10.00 c/o Regione Lombardia – Sala Pirelli – Via Fabio Filzi 22. L’OMS ha dichiarato che entro il 2050 raddoppierà il numero di over 60 nel mondo, passando da 900 milioni a 2 miliardi. Onda, rivolgendosi al mondo degli anziani, ha istituito lo scorso anno i Bollini RosaArgento, un riconoscimento che ha l’obiettivo di individuare e segnalare le strutture di lungodegenza assistita (RSA) con i requisiti più opportuni per garantire una gestione personalizzata, sicura e soprattutto umana degli ospiti. Durante la conferenza stampa, verranno presentati i risultati di un’indagine conoscitiva volta a esplorare a livello nazionale il ruolo degli anziani in ambito familiare e sociale, gli stili di vita, le necessità, i bisogni, le paure e le loro aspettative. Verrà inoltre trattato il tema del fine vita e delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT) mettendo a confronto vari operatori che quotidianamente hanno a che fare anche con questi temi. Partecipano:
Emilia de Biasi, Presidente Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica
Roberto Maroni, Presidente Regione Lombardia
Sara Valmaggi, Vice Presidente Consiglio Regionale Lombardia
Alberto Aronica, Medico di Medicina Generale del Servizio Sanitario Nazionale
Adriano Benzoni, Istituto Geriatrico P. Redaelli, Milano
Luigi Bergamaschini, Direttore Unità Operativa Complessa 2, ASP IMMeS e Pio Albergo Trivulzio e Direttore Scuola di Specializzazione in Geriatria, Università Statale di Milano
Fernando Boscaino, Quadrifoglio (ex Residence Cristal), Giulianova (TE)
Gilberto Corbellini, Professore Ordinario di Storia della Medicina e docente di Bioetica, Università La Sapienza, Roma
Maria Josè Falcicchia, Dirigente Ufficio Prevenzione Generale, Questura di Milano
Giorgio Fiorentini, management Imprese Sociali, Centro di Ricerca sull’Assistenza Sanitaria e Sociale (CERGAS), Università L. Bocconi e SDA, Milano
Agatino Licandro, RSA Viterbo, Viterbo
Francesca Merzagora, Presidente Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna

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A Sky Italia nasce la rsa USB

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

GiornalistiGiornalisti, tecnici e impiegati di Sky del comitato Lavoratori Sky in Lotta impegnati nella lotta contro il piano di ristrutturazione aziendale Poseidon che prevede la chiusura delle attività romane, il trasferimento coatto a Milano di 453 lavoratori e le dimissioni forzate di altri 100, hanno costituito una Rappresentanza sindacale aziendale che aderisce a USB Mass Media. È la fine del monopolio del sindacato unico Fnsi, nonché un segnale di stop ai confederali di Cgil, Cisl, Uil e di Ugl.Una buona notizia, la prima, dopo che il 16 maggio una lettera di 62 pagine inviata alle Rsu di Roma e Milano, alle rappresentanze nazionali e territoriali di sindacati confederali, UGL e Confindustria e alle Regioni Lazio e Lombardia, si è avviata l’ultima fase del piano lacrime e sangue annunciato 4 mesi fa da Sky Italia. Un piano nemmeno giustificato da una crisi, dal momento che la filiale italiana dell’impero dello squalo Rupert Murdoch vanta un semestre d’oro con un +141% di utili.L’operazione, fantasiosamente denominata Poseidon perché tutto deve fare spettacolo, anche le lacfrime e il sangue dei lavoratori, è stata accolta in modo vergognosamente favorevole dal Cdr di SkyTg24 e dalla Fnsi, nel silenzio di confederali e Ugl. Ecco perché il 17 gennaio è nato il comitato di lavoratori autoconvocati Lavoratori Sky in Lotta, che ora ha costituito una rappresentanza sindacale aziendale, aderendo al nuovo sindacato di settore aperto a tutti i dipendenti del mondo dell’informazione: USB Lavoro Privato – Settore Mass Media. Dentro ci sono, fianco a fianco, gli impiegati, i tecnici televisivi e quei giornalisti che ripudiano il sindacato unico della stampa padrona che anche stavolta si è piegato ai voleri dell’azienda senza battere ciglio: sì, il monopolio è finito, per tutti i giornalisti e gli operatori del settore con la schiena dritta c’è finalmente un’alternativa, un sindacato vero!

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RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali). Nuovo ISEE cassato dal TAR Lazio ma le sentenze restano inattuate. Come difendersi

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2015

tar lazioIl nuovo ISEE, introdotto con DPCM n. 159 del 3 dicembre 2013 e in vigore da gennaio 2015, e’ gia’ stato cassato dal TAR Lazio a poco piu’ di un mese dalla sua entrata in vigore. Il Tribunale Amministrativo infatti, con tre sentenze del 11 febbraio 2015 (Sez. I, n. 2454/15, n. 2458/15 e n. 2459/15), ne ha annullato alcune norme, modificando la base di calcolo dell’ISEE per le prestazioni agevolate di natura socio-sanitaria, fra le quale rientrano le prestazioni di degenza in RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) per persone ultrasessantacinquenni non autosufficienti. Il TAR Lazio ha escluso che, per queste prestazioni, possano essere computati nel calcolo dell’ISEE i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche non imponibili ai fini IRPEF (fra cui indennita’ di accompagnamento, pensione sociale, pensione di invalidita’, indennità e assegni riservati agli invalidi civili, ciechi, sordi ecc.) poiche’ non costituiscono reddito, incremento di ricchezza, ma sono emolumenti riconosciuti e corrisposti per aiutare l’utenza a far fronte economicamente a situazioni di disabilita’ e fragilita’. Ancora, il Tar Lazio ha aumentato la franchigia per le persone non autosufficienti, livellandola a quella riconosciuta ai minorenni. Di conseguenza, l’ISEE si deve calcolare con riferimento alla porzione di reddito che eccede i 9.500 euro l’anno, e solo su quella.
Le tre sentenze sono immediatamente esecutive (quindi devono essere immediatamente eseguite ed osservate dall’INPS, dai Comuni, dal Ministero del Lavoro, dalla Presidenza del Consiglio) e favoriscono gran parte dell’utenza, poiche’ hanno come effetto di diminuire il valore finale dell’ISEE per l’accesso alle prestazioni agevolate di natura socio-sanitaria, e conseguentemente aumentare in misura di molto maggiore rispetto al passato la contribuzione economica comunale ai servizi resi. Se si considera infatti che gran parte delle persone ultrassesantacinquenni non autosufficienti percepisce esclusivamente la pensione minima sociale e l’indennita’ di accompagnamento, emolumenti che per l’effetto delle sentenze TAR non possono essere computati, e che in ogni caso va applicata una franchigia di 9.500,00 sui redditi prodotti, ne consegue che l’ISEE che ne derivera’ sara’ spesso pari o prossimo allo zero, con conseguente coinvolgimento economico del Comune di residenza per larga partedella quota sociale.
Morale della favola, un bel problema per i Comuni, che in applicazione della normativa per come oggi vigente (decreto ISEE come modificato dal TAR Lazio), dovrebbero contribuire economicamente in misura di molto maggiore rispetto al passato.
Il condizionale e’ d’obbligo, perche’ le sentenze sono rimaste fino ad oggi – illegittimamente – lettera morta, inapplicate. Le sentenze del TAR Lazio sono immediatamente esecutive MA i sistemi informatici dell’INPS sono settati secondo le “vecchie” regole. Quindi i cittadini che richiedono e ottengono l’ISEE per prestazioni agevolate di natura sociosanitaria hanno in mano una dichiarazione illegittima ed errata.La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha annunciato di aver presentato appello al Consiglio di Stato, chiedendo che in attesa della decisione definitiva sospenda l’esecutivita’ delle sentenze.Con la mancata esecuzione delle sentenze in attesa di una pronuncia del Consiglio di Stato, il “problema dell’ISEE” – che per i Comuni rischia di essere una questione di non poco conto – viene nel frattempo riversato sulle spalle, e nelle tasche, degli utenti.
Cosa fare? Come chiedere allora la determinazione (o la rideterminazione) della quota sociale posta a carico dell’utente in base al nuovo ISEE dal 2015? Il nostro consiglio e’ di presentare la richiesta di determinazione o rideterminazione della quota al Comune (art. 10, comma 6, DPCM 159/2013) fornendo loro la DSU (e non quindi rivolgendosi ai CAF o all’INPS) senza indicare i redditi non imponibili ai fini Irpef, specificando espressamente, in una separata istanza allegata alla richiesta, che ai fini della determinazione della quota sociale l’ISEE dovra’ essere calcolato secondo la vigente disciplina normativa, ovverosia secondo quanto previsto dal DPCM n. 159 del 3 dicembre 2013 come modificato dalle sentenze del TAR Lazio, Sez. I, n. 2454/15, n. 2458/15 e n. 2459/15, e chiarendo che nel caso in cui i sistemi informatici dell’INPS calcolassero illegittimamente l’ISEE sara’ onere dell’amministrazione provvedere al corretto ricalcolo disapplicando l’ISEE illegittimamente fornito dall’INPS. (Emmanuela Bertucci, legale Aduc)

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