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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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La mafia? È nata nel 1816. Ecco perché

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 giugno 2019

In libreria per Rubbettino “La spugna d’oro” dello studioso Dario Lanfranca, un saggio che mette in relazione la storia politica siciliana con le origini di cosa nostra
Grazie al lavoro di inquirenti e studiosi oggi sappiamo molto della mafia, di com’è strutturata, della sua ramificazione all’interno della società. L’aspetto che continua a rimanere avvolto nel mistero resta però quello delle sue origini che spesso vengono grossolanamente confuse con quelle del brigantaggio, quasi che l’una fosse la naturale prosecuzione dell’altro.
“La spugna d’oro” (Rubbettino), Il saggio di Dario Lanfranca, studioso siciliano, dottorato a Parigi, attualmente docente a Palermo, vuole indagare proprio quel tratto della storia della mafia che appare ancora fumoso ed enigmatico. Il libro che Rubbettino lancerà in libreria il prossimo 20 giugno vanta la prefazione di Goffredo Fofi e una postfazione di Enzo Ciconte.
“La spugna d’oro” è il frutto di una ricerca durata dieci anni tra gli archivi siciliani e alcune tra le più importanti biblioteche europee, in particolare la BNF di Parigi.
L’autore arriva a delineare l’oggetto sfuggente del suo studio solo dopo aver percorso una lunga – e non frequentata – strada, quella della storia politica della Sicilia. Tutto comincia con un sovrano, Federico III d’Aragona, che nella turbolente fase post-Vespri per mantenersi al potere è costretto ad offrire ai feudatari siciliani buona parte delle competenze e dei beni che appartenevano alla corona: da qui comincia una dinamica di continuo logorio del potere centrale da parte dei poteri periferici rappresentati dai feudatari, legittimati dalle ‘costituzioni’ di Federico, i quali diventano (e permangono nel corso di secoli) signori assoluti di buona parte del territorio isolano. In Sicilia nasce quindi una pratica politica che non si trova da nessun altra parte, in cui al centro del confronto pattizio tra la classe dirigente locale e il sovrano (che dal 1400 circa in poi risiederà fuori) c’è il demanio regale: si verifica il paradosso di sovrani che nel parlamento siciliano – il luogo di ogni compromesso pattizio – mettono in vendita parte dello ‘Stato’ per avere il denaro che consenta loro di riacquistarne parti vendute precedentemente. In Sicilia si sviluppa un’ideologia originale che l’autore chiama con un neologismo nazionalautonomismo, che consiste in una concezione flessibile della nazione che è tale solo nella misura in cui garantisce pattiziamente le prerogative autonomistiche, cioè gli interessi dei potentati locali. Nel meccanismo di funzionamento e di riproduzione del sistema vicereale-parlamentare che per secoli governa l’isola, un ingranaggio essenziale era costituito da quelle strutture adibite alla violenza e al controllo dell’ordine pubblico, con una storia tutta a sé stante di Palermo, centro della dinamica pattizia da cui partivano e in cui confluivano le diramazioni politico-amministrative-economiche dall’intera isola. La fine del parlamento nel 1816 crea un vuoto che viene riempito dalla polvere del crollo delle suddette strutture che nel corso dell’Ottocento si rideposita creando un nuovo aggregato: la mafia. Un aggregato composto da una strana caratteristica mistura di vecchio, anche molto vecchio, e nuovo.
http://www.rubbettinoeditore.it

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Trump e l’intelligence

Posted by fidest press agency su domenica, 19 febbraio 2017

trump11Attacco di Trump ai servizi segreti americani: abbiamo chiesto un commento a Mario Caligiuri, direttore del Master in Intelligence presso l’Università della Calabria e autore per Rubbettino di diversi libri sul tema tra i quali, appena pubblicato: “Intelligence e magistratura. Dalla diffidenza reciproca alla collaborazione necessaria”  un libro che tra le altre cose affronta proprio il tema della diffidenza verso i servizi e della loro estrema necessità nel mondo globalizzato.
CALIGIURI: «Il mandato di the Donald è nato sotto il segno dell’intelligence. Infatti, agli esponenti dei servizi segreti si è direttamente rivolto nell’immediatezza della sua elezione, ringraziandoli in modo inconsueto insieme a familiari e collaboratori della campagna elettorale. Adesso è in aperta polemica con loro perché non gli passerebbero le informazioni. Da rilevare che, in particolare negli States il sistema di intelligence, in cui la CIA ha un ruolo preminente, dipende direttamente dal Presidente, che di prima mattina ne incontra il direttore per un briefing quotidiano. Quindi se Trump non può fidarsi della propria Intelligence, che a sua volta lo ritiene inaffidabile, si pone un problema fondamentale, non solo per gli Stati Uniti ma per l’intero blocco occidentale. Riemergono in modo netto le critiche alla CIA avanzate negli anni Sessanta nel primo testo che ha affrontato in modo organico il ruolo dei Servizi nel sistema politico, il celebre “Il governo invisibile” di Wise e Ross, nel quale una delle accuse che veniva rivolta alla CIA era quella di compiere una politica estera tutta sua, che sfuggiva al controllo del Presidente e del Congresso. Pertanto, se un Capo dello Stato, peraltro di una potenza mondiale, non può fare pieno affidamento su uno degli strumenti principali dai quale avere utili indicazioni per orientare la propria politica siamo di fronte a una crisi senza precedenti. Da sempre all’interno dell’intelligence americana convivono molte anime e differenti sensibilità, ma nel XXI secolo, segnato dalla lotta al terrore e alla criminalità oltre che della sorveglianza globale, questo strumento è diventato decisivo. Infatti, chi prima e meglio conosce ha un vantaggio differenziale straordinario. È stato sempre così, dalla notte dei tempo ma oggi in una società liquida dalla comunicazione immediata non si può fare a meno di una efficace intelligence, con tutto quello che questo comporta»

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Il futuro del packaging alimentare in un convegno organizzato da Rubbettino Print

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2015

30 ottobre a Soveria Mannelli, presso la sala convegni “E. Critelli” dello stabilimento Rubbettino dal titolo “Il futuro del packaging alimentare” L’evento che avrà inizio alle 14,30, dopo l’introduzione e i saluti del Direttore Generale Rubbettino Print, Marco Rubbettino e la visita allo stabilimento a cura del Direttore di produzione Michele Marasco entrerà nel vivo del problema con le relazioni di:
Antonio Taormina, responsabile tecnico commerciale per il Sud Italia di Agroqualità SPA che relazionerà su “Sicurezza alimentare e certificazione ISO 22000:2205”
Marco Pasqualini, sempre di Agroqualità, in qualità di Lead auditor SGSA e norme tecniche MOCA che parlerà dei dati del sistema di allerta rapido europeo in rapporto al food packaging e alla sicurezza alimentare;
seguiranno le relazioni di Antonio Sità (QAS Consulting) sui sistemi di gestione della filiera agroalimentare e di Emilio Leo, direttore creativo Rubbettino, sul rapporto tra design e packaging alimentare.
Le conclusioni verranno affidate a Fortunato Amarelli, presidente del Consorzio Kalòs.
L’evento, oltre al fare il punto della situazione in campo di packaging alimentare, vuole richiamare l’attenzione sull’importanza di un elemento della filiera produttiva, quale quello degli imballi alimentari, spesso non adeguatamente considerato da produttori e consumatori. Questi ultimi sono infatti sempre più attenti alla qualità e alla provenienza del cibo ma spesso sono ignari dei possibili pericoli che derivano dagli involucri destinati a presentare e preservare i prodotti che consumano.
È fondamentale invece considerare la possibile contaminazione degli imballaggi da sostanze durante la fase di produzione degli stessi e/o durante la fase di immagazzinamento o confezionamento nell’industria alimentare. Solo una capace ed attenta analisi dei rischi per la sicurezza alimentare effettuata da tutti gli attori della catena produttiva alimentare può infatti salvaguardare e garantire la salute del consumatore.

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Rubbettino ripubblica “Zefira”, il romanzo profetico dell’autore di “Anime Nere”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2015

criacoSe Gioacchino Criaco, autore del best seller “Anime nere” (dal quale è stato tratto l’applaudissimo film omonimo), l’avesse scritto oggi, “Zefira” sarebbe apparso ai più come una cronaca romanzata degli ultimi anni di vita politica e civile calabrese di cui il “caso” Lanzetta rappresenta solo uno degli ultimi episodi.
Peccato che Criaco quel libro l’abbia scritto sei anni fa, subito dopo “Anime Nere”, e quella storia oggi appare una sorta di nera profezia. Nel libro corrotti e corruttori si confondono, mafia e antimafia camminano a braccetto, e i paladini dell’antimafia usano la lotta alla criminalità come strumento di autoaffermazione personale se non come grimaldello contro i propri avversari politici… Così a Zefira, luogo immaginario (ma non troppo) della Calabria ionica, il bene e il male finiscono per non essere distinti come ci piace credere. Se in “Anime nere” ci si sorprendeva a scoprire come quei ragazzi dell’Aspromonte fossero più simili a noi di quanto ci facesse comodo immaginare, qui in “Zefira” coloro che dovrebbero essere “i buoni” sono spesso peggiori dei “cattivi”, con l’aggravante di un pesante velo di ipocrisia che annebbia e confonde le cose, come lo zefiro, quel venticello che appare così innocuo eppure nasconde sempre delle insidie per i naviganti, tanto da essere guardato con sospetto dai Greci che vennero ad abitare in questo lembo di terra. E se il lettore dovesse individuare tra le pagine di questo libro personaggi e situazioni a lui note, non se ne stupisca, talvolta la verità trascende la fantasia.
Gioacchino Criaco è nato ad Africo, ai piedi dell’Aspromonte. È autore di Anime nere dal quale è stato tratto l’omonimo film diretto da Francesco Munzi e American Taste

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Rubbettino lancia il portale Biblioteca liberale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 ottobre 2014

Più libri più liberi 2010_Foto di Jacopo Pergameno_Courtesy AIE_Associazione Italiana Editori_PANORAMICA_E’ on line Biblioteca liberale http://www.bibliotecaliberale.it, il portale della Rubbettino editore dedicato al liberalismo. Un luogo di incontro, discussione, confronto e approfondimento del pensiero liberale. Grazie a un potente motore di ricerca powered by Google la piattaforma si configura come la più ricca risorsa on line in lingua italiana dedicata al liberalismo. È possibile non solo sfogliare la sezione del catalogo Rubbettino dedicata al liberalismo (più di 300 titoli, cartacei e ebook, che fanno di Rubbettino l’editore italiano più attento a questa tradizione culturale) ma soprattutto fare ricerche per parole chiave all’interno dei libri. Per questo motivo Biblioteca liberale è strumento di lavoro e di ricerca imprescindibile per chi si occupa di tematiche liberali. Vi sono infine due sezioni che mettono gratuitamente a disposizione del visitatore documenti testuali e video originali.

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Scuola di formazione “Luigi Sturzo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2010

Il Centro Studi Tocqueville-Acton, in collaborazione con Rubbettino Editore, presenta l’edizione 2009/2010 della Scuola di formazione “Luigi Sturzo”: 12 seminari di approfondimento sulle tematiche dell’enciclica Caritas in veritate di Benedetto XVI.  I seminari sono a numero chiuso. Tra tutti i curricula pervenuti all’indirizzo m.serio@rubbettino.it entro il 15 gennaio 2010, saranno selezionati i partecipanti al corso. Nell’ultimo incontro sarà rilasciato un attestato di partecipazione a chi avrà frequentato almeno 8 lezioni su 12.  Laddove è previsto dalle convenzioni vigenti, la frequenza al corso darà diritto all’acquisizioni di crediti universitari.  Tutti i seminari si svolgeranno dalle ore 17.45 alle ore 19.30 presso la sede romana di Rubbettino Editore, in Lungotevere Sanzio, 9. (sturzo)

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