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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘rubli’

La bufala del pagamento in rubli e sostegno alla Russia con i proventi delle forniture di gas all’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Maggio 2022

Avete visto come il presidente russo, Vladimir Putin, ha messo nel sacco l’Italia, imponendo il pagamento delle forniture di gas in rubli e aggirando le sanzioni per cui con la vendita del gas si sostiene la Russia? E’ la notizia è apparsa sui media nei giorni scorsi. E’ così? No. L’Eni paga il gas russo in euro o dollari, come da contratto e, una volta arrivato a buon fine il pagamento, quei soldi vengono posti sotto sequestro a causa delle sanzioni imposte alla Russia. Tra l’altro, Gazprombank, la banca ricevente, non li può riversare alla Banca centrale russa che è sanzionata, né può usarli per pagamenti per conto di altre società sanzionate, né per pagare le importazioni di armi che è soggetta a embargo. L’ENI ha aperto anche un conto in rubli in via precauzionale e temporanea, in attesa di ulteriori chiarimenti, ma non c’è nessun pagamento in rubli che potrebbero essere rimessi in circolazione nel mercato interno russo. Riepilogando, l’ENI paga il gas russo in euro o in dollari che sono congelati dalle sanzioni, quindi non utilizzabili. Eppure, abbiamo sentito raccontare la fiaba del gas pagato dall’Italia che serve a riarmare la Russia.I media dovrebbero informare. Dovrebbero. Primo Mastrantoni, Aduc http://www.aduc.it

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Gas russo e rubli

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2022

Non è facile rinunciare al gas russo, ma dovremmo farlo per farci bene ed impedire che il “male di Putin” faccia più danni di quanti già non ne stia facendo ora. Questo è il proposito di cui abbiamo letto e sentito dalle istituzioni nazionali ed europee. Ma sembra che non sia ancora chiaro. Oggi è l’Eni che ha aperto un conto in rubli presso Gazprom Bank. Pur con tutte le precauzioni e i distinguo, al fine di non trovarsi pronta nel momento della bisogna, il conto è stato aperto. “Aprire un conto in rubli è una violazione delle sanzioni”, ci ha detto una fonte della Commissione. Ma “tocca agli stati membri far rispettare le sanzioni. Se non lo faranno, la Commissione aprirà una procedura di infrazione”, ha spiegato la fonte. Anche dentro la Commissione c’è la consapevolezza che alcuni stati membri useranno questa ambiguità per adeguarsi al decreto di Putin e non correre il rischio di vedersi tagliare il gas. Situazione difficile e tragica, sulla quale ci aspettiamo pesanti interventi del nostro governo. E questo mentre ai consumatori finali viene ripetuto un giorno sì e l’altro pure che occorre fare risparmi energetici e che i prossimi mesi saranno terribili. Certo, l’Eni lo farebbe per il “nostro bene” facendo il “proprio bene” come business… Ma chi gioca per chi? : Il gruppo spiega che la decisione e’ stata presa “secondo una pretesa unilaterale di modifica dei contratti in essere, in coerenza con la nuova procedura per il pagamento del gas disposta dalla Federazione Russa”. Eni, tuttavia, “ha gia’ da tempo rigettato tali modifiche”. Pertanto l’apertura dei conti avviene – precisa la societa’ – su base temporanea e senza pregiudizio alcuno dei diritti contrattuali della societa’, che prevedono il soddisfacimento dell’obbligo di pagare a fronte del versamento in euro. Tale espressa riserva accompagnera’ anche l’esecuzione dei relativi pagamenti”. François-Marie Arouet – Aduc http://www.aduc.it

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Gas russo/Rubli. Sfascismo europeo e italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 3 Maggio 2022

Mentre fonti Ue fanno sapere che nessuno Stato ha intenzione di pagare il gas russo in rubli… l’Ungheria fa sapere che rispetterà le condizioni russe per il pagamento in rubli. Nel contempo il ministro Renato Brunetta appare possibilista e il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, plaude contro i rubli. L’evoluzione di posizioni è di vario tipo e non c’è da stupirsi di nulla. Le linee guida della Commissione Ue dicono che i clienti europei di Gazprom possono aprire un conto in euro presso Gazprombank senza violare le sanzioni, ma che la conversione deve essere effettuata dalla banca russa. La Commissione dovrebbe chiarire l’ambiguità di questa ndicazione il prossimo 2 maggio. Nel frattempo, secondo Bloomberg, dieci clienti europei di Gazprom hanno aperto conti correnti in rubli presso Gazprombank e quattro hanno già utilizzato il meccanismo di conversione del decreto. La Germania ed Eni stanno pensando di fare altrettanto.Chiaro il contesto? Ognuno fa da sé e non potrebbe essere altrimenti, visto che non abbiamo una politica europea energetica con uno Stato (federale) che ne imporrebbe il rispetto. Unione europea in prima fila per le sanzioni contro la Russia, ma non in grado di farle rispettare. Politica politicante. Vittime di questa situazione, i consumatori finali, saranno sacrificati alle capacità o meno dei propri governanti? Magari… già questo sarebbe un punto fermo. I consumatori si devono accontentare di ciò che capiterà e, a parte il condizionatore di quest’estate, non sanno cosa accadrà per il riscaldamento del prossimo autunno/inverno. Auspicando che lo sfascimo in atto a livello nazionale e comunitario possa trovare una composizione è bene che ogni consumatore cominci ad organizzarsi per proprio conto. Non certamente mettendo in ulteriore difficoltà il governo, come alcuni fanno con scioperi nei prossimi giorni, ma prendendo atto dello sfascismo e, con le diverse possibilità che il mercato offre, cominciare ad organizzarsi con il fai da te: Vista anche la buona stagione e la minore necessità di gas e un clima che facilita qualunque attività, è il caso – individualmente o a livello di condominio o gruppi ad hoc – di cominciare ad informarsi, fare preventivi, organizzarsi e fare partire lavori. Le opzioni sono molteplici e adattabili a diverse situazioni: la pratica base è che deve essere energia prodotta da altre fonti che non siano gas (soprattutto) ed elettricità. Produzione con impianti di diverso tipo, dalle stufe domestiche ai pannelli solari e turbine eoliche. La cosa importante è che,specialmente per sole e vento, essere consapevoli di doversi confrontare con amministrazioni che probabilmente non saranno all’altezza di urgenza e necessità, dovendo in questo caso farsi supportare dalla politica locale e non solo. François-Marie Arouet: http://www.aduc.it

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Putin e il bluff sul pagamento in rubli

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 marzo 2022

Putin fa una cosa e ne sbaglia due. Non sapendo cosa fare dopo l’aggressione all’Ucraina, il presidente della Federazione russa gioca con il cambio del rublo, ridotto al valore della carta su cui è stampato.Dunque, Putin pretende il pagamento delle forniture energetiche in rubli, invece che in dollari o euro, come da contratto. Le società acquirenti dovrebbero convertire euro o dollari in rubli acquistandoli dalla Banca centrale della Federazione russa, e con quelli pagare Gazprom o altre aziende. In questo modo la Banca russa acquisirebbe valuta pregiata.C’è un particolare: Gazprom, da tempo, gira alla Banca russa l’80% degli introiti in valuta pregiata in cambio di rubli e trattiene solo il 20% dei pagamenti in euro o dollari, che le servono per saldare le scadenze sui propri bond societari. Portare al 100% le entrate di Gazprom in rubli condurrebbe al non rispetto degli obblighi finanziari e al fallimento, a meno che la Banca russa non supporti tali obblighi.Il risultato finale sarà quello di spingere la ricerca di altre fonti energetiche da parte dell’Ue e Gazprom, cioè Putin si terrà il gas a casa, non avendo i gasdotti verso l’Europa connessioni con altri Paesi.La mancata integrazione economica della Russia con l’Occidente, la porterà a ulteriore povertà e alla dipendenza dal gigante economico asiatico: la Cina. Un risultato putiniano. Primo Mastrantoni, Aduc

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