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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Posts Tagged ‘ruoli’

Scuola. Ascani: rivediamo le regole di accesso ai ruoli. Anief: lo chiediamo da 10 anni

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2020

Da parte del Governo sembra esserci la volontà di attuare un nuovo reclutamento. Una volta riaperte le scuole dopo il lockdown, bisognerà riscrivere le regole di accesso alle immissioni in ruolo, ha detto oggi la viceministra all’Istruzione Anna Ascani al Corriere della Sera. Positiva la risposta dell’Anief: “L’emergenza Covid19 – spiega il suo presidente nazionale Marcello Pacifico – ha messo a nudo tutti i limiti di della macchina organizzativa del ministero dell’Istruzione per assumere nuovi docenti e per gestire le supplenze di lunga e breve durata. Sicuramente, lo abbiamo sempre ammesso, i concorsi rimangono la via principale per essere assorbiti nei ruoli dello Stato. E la scuola non è da meno. Detto questo, non bisogna dimenticare che l’Italia continua a ignorare che vi sono tantissimi precari che vanno stabilizzati, a prescindere da tutto il resto: ce lo chiede da vent’anni la Commissione europea, con la direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999 sistematicamente aggirata. E mai come in questo momento storico, con i tantissimi posti liberi senza titolare e i soldi in arrivo del Recovery Fund, abbiamo la possibilità di intraprendere la strada dalla stabilizzazione di questi precari. Come quella dell’assunzione dopo 36 mesi, di una gestione diversa delle graduatorie, anche delle Gps, della revisione degli organici, riportandoli ai parametri pre-2008; ma anche dell’attivazione dei passaggi verticali per il personale Ata, dell’assunzione in ruolo di tante figure professionali messe erroneamente ai margini per decenni, come i diplomati magistrale (anche da confermare nei ruoli), gli educatori, i docenti di religione, il personale Ata e tanti altri”.Si torna a parlare di revisione del sistema di assunzioni nella scuola. Affrontando il problema della carenza di docenti e delle cattedre scoperte, che quest’anno produrrà 250 mila e forse più contratti a tempo determinato, la viceministra Anna Ascani ha detto: “Se si prendono i professori di una stessa classe e si chiede come sono diventati di ruolo, ognuno avrà una storia diversa, chi con le stabilizzazioni, chi con la sanatoria, chi con le scuole di specializzazione”. Ascani ha aggiunto che “una volta aperte le scuole” sarebbe il caso di mettersi a “riscrivere le regole per l’accesso al ruolo. Io cambierei anche la prova: bisognerebbe valorizzare di più le capacità dei candidati di svolgere una lezione”.

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Scuola: Dm da confermare nei ruoli, Salva-Precari da estendere a Infanzia e Primaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 ottobre 2019

Le proposte di Anief nelle parole del presidente nazionale Marcello Pacifico, intervistato da Italia Stampa: “Chiediamo cose semplici, serve una svolta, basta con le occasioni mancate” Prorogare le supplenze al 30 giugno per i diplomati magistrale è la pseudo soluzione partorita da governo e altri sindacati. È il destino che toccherà a quarantamila maestri diplomati prima del 2002, solo un’occasione mancata, non una concreta rivoluzione per dare un futuro di stabilità a tanti docenti e alle loro famiglie. Anief, come spiega il presidente nazionale Marcello Pacifico in un intervento radiofonico a Italia Stampa, immagina un futuro diverso per i dm. Con proposte concrete da realizzare in tempi rapidi e che avrebbero un largo consenso. Sono due le direttrici da seguire per superare le occasioni mancate proposte dalla politica: confermare nei ruoli chi ha superato l’anno di prova, dopo valutazione collegiale; superare il problema del mancato inserimento nelle GaE. Il giovane sindacato ha le idee chiarissime, tanto più che rappresenta la metà del cinquanta per cento dei diplomati magistrale. E, incredibilmente, continua a non essere convocato dal Miur.

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Nuovi ruoli per medici e infermieri

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2015

chietiChieti 13 novembre, dalle ore 14 nell’Auditorium Cianfarani del Museo Archeologico “La Civitella” di Chieti, in via G. Pianell, un convegno dedicato a “Professioni sanitarie e sostenibilità del Sistema sanitario nazionale: ostacoli e opportunità”. Una seconda sessione è prevista sabato mattina, 14 novembre, dalle ore 8.30.Sarà anche l’occasione per conoscere lo stato di avanzamento delle controverse riforme, allo studio delle Camere, che riguardano il ruolo di medici e infermieri.
E’ attesa, infatti, la presenza delle Presidenti nazionali dell’Ordine dei Medici, Roberta Chersevani, e dell’Ipasvi, Barbara Mangiacavalli, di parlamentari (Maria Amato, Vittoria D’Incecco), giuristi (Gianfranco Iadecòla, già magistrato di Cassazione, e Luca Benci, docente universitario di professioni sanitarie), amministratori regionali (l’assessore alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci) e locali.
A fare gli onori di casa saranno i presidenti provinciali dell’Ordine dei Medici, Ezio Casale, e dell’Ipasvi, Giancarlo Cicolini, insieme al rettore dell’Università d’Annunzio, Carmine Di Ilio, e al direttore generale facente funzioni della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, mentre il sindaco, Umberto Di Primio, rivolgerà il saluto della città.«E’ il momento di guardarsi negli occhi – spiegano Casale e Cicolini – e condividere le responsabilità che derivano dal cambio di prospettiva di una sanità che deve necessariamente riorganizzarsi per essere sostenibile. La riforma delle professioni sanitarie deve, inoltre, essere un’occasione di arricchimento e integrazione tra ruoli e competenze dei professionisti sanitari, in particolare di quelli più rappresentati, ovvero medici e infermieri, piuttosto che un semplice scontro su funzioni che sono ormai tradizionalmente e reciprocamente riconosciute».

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Finanza e tutela consumatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Maggio 2011

Roma 19 maggio 2011 si svolgerà nell’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190), dalle ore 9.00, un convegno su “Il settore finanziario tra esigenze di mercato e tutela dei consumatori”, in cui ci si interrogherà sulle ragioni della crisi per poi scandagliare i correttivi normativi e le proposte auto-regolamentari che vanno delineandosi nell’ottica di favorire la ripresa e tutelare i consumatori. Una volta definiti i contorni del contesto economico-giuridico rilevante, ci si soffermerà sul ruolo e la funzione da assegnare all’antitrust, verificando l’opportunità di sospenderne ovvero di rafforzarne l’enforcement. La domanda a cui si intende rispondere nella seconda parte della mattinata è se la promozione della concorrenza in tempo di crisi sia parte del “problema” o piuttosto della “soluzione”. Oltre al Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Pres. Antonio Catricalà, che illustrerà il ruolo delle Authorities in tempo di crisi, interverranno Padre Paolo Scarafoni L.C., Alberto Gambino, Matilde Bini, Vittorio Santoro, Umberto Morera, Antonella Sciarrone Alibrandi, Gustavo Ghidini e Valeria Falce. Presiederà e modererà i lavori Gustavo Visentini.

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Il Coisp-polizia ricorda Cossiga

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 agosto 2010

“Rattrista la morte dell’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Rattrista dal punto di vista umano ma soprattutto istituzionale. Cossiga era un uomo con un alto senso dello Stato e delle Istituzioni anche nel suo essere sempre sopra le righe. E lo ha dimostrato anche nell’atto estremo, rifiutando i funerali di Stato. Uno Stato che egli non personificava mai, ma di cui teneva alto il valore attraverso il rispetto e la difesa dei ruoli degli uomini che quello Stato lo rappresentano e lo difendono”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, ricorda lo scomparso Presidente Emerito della Repubblica. “A Francesco Cossiga non interessava uniformarsi e conformarsi – dice Maccari – aveva una grande capacità di analisi, di ascolto e di lungimiranza. Quelle qualità che gli hanno consentito di farsi tra i primi promotori della legge di riforma della Polizia di Stato nel 1981 e che ha fatto in modo che anche gli Operatori della Polizia di Stato godessero al pari di tutti i dipendenti pubblici del giorno di riposo settimanale!” “Pragmatico e diretto Francesco Cossiga – continua ancora il Segretario Generale del Coisp – ha assunto su di sé anche le responsabilità che erano ascrivibili a comportamenti e scelte di altri, consapevole dell’importanza che un dibattito libero ha nella crescita democratica di ogni comunità. Ecco perché Cossiga non solo ascoltò sempre la voce dei Sindacati, come espressione più alta delle istanze portate avanti dai lavoratori, ma, in particolare tra le Forze di Polizia, – conclude Franco Maccari – incoraggiò la nascita di un sindacalismo indipendente e autonomo che potesse, attraverso le battaglie portate avanti con il rispetto delle regole e delle Istituzioni, perorare meglio i diritti fin troppo spesso negati di quegli uomini e di quelle donne che lui sapeva bene essere i soli a difendere ed a tutelare la tenuta democratica di quello Stato che egli tanto amava e che, come ha scritto nelle sue ultime volontà, si onorava di servire”.

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Poche donne nelle stanze dei bottoni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2010

Troppe poche donne nelle “stanze dei bottoni” che governano la sanità italiana. A ribadirlo è il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, nel corso della tavola rotonda su “Sanità e prospettive per le donne medico”, organizzata a Verona nell’ambito del 44esimo Congresso nazionale della Società italiana per la radiologia medica (Sirm). «Oggi la presenza femminile nel Servizio sanitario nazionale è il 60,9% del totale – sottolinea Martini – Tuttavia, nella distribuzione dei ruoli le donne costituiscono il 32,2% dei medici, mentre sono il 75,5% del personale infermieristico. Nella dirigenza medica del Ssn le donne sono presenti al 32%. In Europa la percentuale di medici donna è simile in Italia e in Grecia; Paesi come Finlandia e Svezia, ma anche Spagna e Portogallo si collocano sopra il 45%; altri come Gran Bretagna e Norvegia attorno al 40%». Secondo il sottosegretario, «le donne medico sono relegate a determinati settori della professione, in particolare all’area materno-infantile e nella medicina di base, e la loro rappresentanza è quasi assente in altre specializzazioni considerate appannaggio del sesso maschile (neurochirurgia, cardiochirurgia, urologia). Solo una donna ricopre la carica di presidente dell’Ordine dei medici, pochissime quelle che ricoprono il ruolo di primario (11% del totale), di docente ordinario (per la chirurgia generale solo il 2% sono donne) o di manager delle Aziende sanitarie locali». (fonte doctor news)

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Lucetta Scaraffia sa bene

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2010

Lettera al direttore. Lucetta Scaraffia, su L’Osservatore Romano (11 marzo) scrive: “La Mulieris dignitatem di Giovanni Paolo II ha ricordato infatti come alle donne debbano venire attribuiti ruoli di eguale importanza, sebbene di diversa natura, a quelli degli uomini nella vita della Chiesa…Il problema però è che a questa importante elaborazione teorica non ha fatto seguito con altrettanta nettezza una trasformazione nella partecipazione femminile alla vita della Chiesa”. Lucetta sa bene, ma ovviamente scrivendo su L’Osservatore non può dirlo, che non sarà possibile conferire alle donne nella Chiesa ruoli di uguale importanza, sino a che la Chiesa si ostinerà a  negare alle donne il sacerdozio, e quindi la possibilità di diventare Papa. Lucetta sa bene, ma anche questo non può dirlo, che i motivi che inducono la Chiesa a negare il sacerdozio femminile, oltre a contrastare palesemente con la ragione e col buon senso, non trovano serio fondamento nel Vangelo. Lucetta, infine, sa bene che Cristo “qui e ora”, non farebbe distinzioni di sorta, e che se dovesse scegliere gli apostoli nel nostro tempo, non esiterebbe a nominare sei donne e sei uomini. Anzi, poiché le donne sono meno egoiste degli uomini, e più inclini al sacrificio, è probabile che sceglierebbe un numero minore di uomini. (Renato Pierri)

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Lecture a Pavia di Lorenzo Bini Smaghi

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2010

Università di Pavia 24 febbraio 2010, ore 11,00, Facoltà di Economia, Sala di Lettura, via S. Felice 5 “Slaves of Defunct Economists: Resuscitating Keynes” è il titolo della lecture che Lorenzo Bini Smaghi, Membro del Comitato Esecutivo della Banca Centrale Europea, terrà  a Pavia, in occasione dell’avvio del corso di laurea magistrale in lingua inglese in  International Business and Economics della Facoltà di Economia. La lezione si terrà presso la Sala di Lettura (ex-chiesetta) della Facoltà di Economia (via san Felice, 5). Lorenzo Bini Smaghi ha un prestigioso curriculum vitae internazionale. Prima di entrare a far parte del Comitato Esecutivo della BCE, infatti, ha guidato la Direzione Rapporti Finanziari Internazionali del Ministero dell’Economia e delle Finanze a Roma e ha coperto vari ruoli e incarichi in prestigiosi istituzioni nazionali e internazionali quali l’Istituto Monetario Europeo, la Banca d’Italia e l’OCSE. Da giugno 2005 Bini Smaghi è membro del Comitato Esecutivo della BCE al quale compete la responsabilità della gestione quotidiana della politica monetaria dell’area dell’euro. Nella sua lectio magistralis dal titolo “Slaves of Defunct Economists: Resuscitating Keynes” Bini Smaghi discuterà, anche alla luce della recente crisi finanziaria, del ruolo e delle condizioni sotto le quali la politica monetaria può contribuire a ridurre il livello di incertezza sui mercati e a creare le condizioni sotto le quali la politica  fiscale risulta più efficace, contribuendo così a una rapida uscita dalla recessione in atto. Al termine della lezione, alle ore 12,00,  il Dott. Bini Smaghi sarà a disposizione della stampa per rispondere a eventuali domande sulla politica della BCE e sui possibili scenari futuri connessi alla cosiddetta exit strategy delle autorità di governo comunitarie.

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Firmato l’accordo tra Governo, Assocamerestero

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2009

L’accordo tra Ministero dello sviluppo economico, Unioncamere e Assocamerestero, siglato stamani in occasione della 18esima Convention della Camere di commercio italiane a l’estero a Salerno, “servirà ad aiutare in particolare le Piccole e micro imprese a fare affari all’estero, attraverso un nuova organizzazione degli enti deputati a fare internazionalizzazione, una più efficiente distribuzione dei ruoli tra sistema camerale e Istituti per il commercio estero (Ice), moltiplicando le occasioni che possano generare business transfrontaliero per le Pmi, con un focus verso i Paesi emergenti quali Nord Africa, golfo arabo, Brasile, e ovviamente India, Cina ed Europa dell’est”. E’ quanto ha dichiarato Adolfo Urso, il Viceministro allo Sviluppo economico, che ha ricordato inoltre come “il Governo sia stato incaricato lo scorso luglio, con legge delega dal Parlamento, di riorganizzare le centinaia di leggi e migliaia di norme sull’internazionalizzazione, in un testo Unico che le raccolga tutte e potenzi (anche prevedendo ulteriori finanziamenti, ndr) l’attività di promozione del sistema Italia da parte delle Camere di Commercio nel mondo, attraverso la creazione di uno sportello unico per l’internazionalizzazione basato nei presidi esteri di Ccie e Ice già esistenti, e un’azione di sviluppo sempre più coordinata, razionale ed organica”. Dagli umori dei vertici di Unioncamere, Governo e Assocamerestero traspare ottimismo e voglia di investire, in un momento in cui poco alla volta la crisi si sta arrestando (+5% l’export nel secondo semestre 2009 verso nei Paesi extra Ue, +14% lo stesso dato relativo al terzo trimestre dell’anno) ed è necessario strutturarsi per farsi trovare preparati alla nuova fase economica mondiale.

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Lettera aperta di un militare ai parlamentari

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2009

“Egregi onorevoli, oggi si tratta nuovamente di un provvedimento per il riordino dei ruoli che poteva essere già posto in essere nel 2003 il quale riguardava un progetto di legge per la tutela dei ruoli non dirigenti e non direttivi, provvedimento che allora venne affondato per motivi futili. Ora siamo di fronte ad un problema ancora più annoso, infatti la carriera del ruolo volontari si conclude con 16 anni di servizio a 35 anni di età circa e, da questo momento in poi si blocca non solo la carriera da cui scaturisce malessere e demotivazione all’interno del ruolo e quindi mortificando il personale in un grado, ma ancor peggio si blocca anche la progressione economica per i prossimi 30 anni di vita militare. Pertanto in considerazione delle ultime risorse allocate per gli aumenti contrattuali che portano nelle casse di un 1° caporale maggiore la vitale somma di 30 € mensili, allora ci sa tanto che il riordino dei ruoli è necessario al fine di salvaguardare la dignità del ruolo e garantire una progressione economica al personale volontario. Appare ridicolo non valutare detta esiguità di risorse che in particolar modo indeboliscono ulteriormente la fascia dei volontari e  dei sergenti. Infatti questa analisi ci lascia perplessi e apre delle riflessioni profonde, tant’è che riteniamo sia una grossa responsabilità politica decidere di dare un aumento contrattuale così esiguo, non vorremmo pensare che ci sia una strategia ben precisa di tenere un volontario con una remunerazione economica bassa, perché lo stesso per poter garantire una vita più dignitosa alla propria famiglia, di una casa e di un futuro per i propri figli, si decida di partire nei teatri operativi. Oggi la categoria volontari e sergenti piangono il tributo più alto di sangue nei teatri operativi, infatti da Tenente e da Maresciallo Ordinario in su non è mai deceduto nessuno in operazione. Questo non vuol dire che siamo gelosi di questo primato, ma se ci viene chiesto un sacrificio così alto, allo stesso tempo ci deve essere dedicata dal mondo politico, che è colui che delinea il nostro impiego e che è colui che dispone anche della nostra vita,  un’attenzione particolare e cioè salvaguardare quel ruolo che dimostra al mondo intero la maturità dell’Italia. In questo momento riteniamo opportuno pertanto chiedere a gran voce al mondo politico di avviare il riordino dei ruoli così come auspicato al fine di dare la giusta dignità e dedicare la giusta attenzione al ruolo volontari utilizzando le risorse a suo tempo allocate.    (dr. Leonardo Bitti   Delegato Cocer Esercito)

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Pubblica sicurezza o insicurezza?

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2009

Il giornalista Riccardo Bocca ha condotto un’accurata indagine conoscitiva riportata in questi giorni su Repubblica e che si può consultare in versione integrale su  sullo stato della polizia in Italia collegandosi con la video inchiesta: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/pubblica-insicurezza/2106876. Per gli addetti ai lavori, ovviamente, non è una novità. Forse lo è per il grosso pubblico. Lo denunciano, da tempo, i responsabili delle varie sigle sindacali quali, ad esempio, il Siulp e il Coisp. Dichiara Felice Romano del Siulp:  “La polizia è costretta a operare in condizioni allucinanti. Di più: emergenziali. Siamo a un passo dal collasso, e il tutto avviene nell’indifferenza generale…”. Parola di Felice Romano, segretario generale del Siulp: il Sindacato italiano unitario lavoratori di Polizia (circa 30 mila iscritti). “Ormai”, dice Romano, “il funzionamento della sicurezza è affidato ai sacrifici degli agenti, sia sul piano economico – anticipando spesso le spese delle missioni – sia su quello fisico, con turni massacranti”. Insomma, sostiene il leader del Siulp, “il settore della sicurezza è un cumulo di carenze: uno spettacolo triste che non onora il Paese”. Eppure, osserva Bocca, rispetto all’Europa il rapporto agenti abitanti (571 ogni centomila abitanti) è il più alto d’Europa sommando Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia penitenziaria, Forestale e polizie locali. Ma, risponde Romano, “All’estero per queste statistiche si considerano solo le Forze che hanno competenza generale sul territorio (come da noi Polizia di Stato e Carabinieri). Dunque il discorso non regge…”. Eppure, incalza Bocca, nell’Ue l’Italia risulta essere il Paese che investe di più in sicurezza (2,1% del Pil). Anche qui, ovviamente vi è una spiegazione e che potremmo sintetizzare in una sola parola: sprechi. Lo sono sia per la mancanza di un coordinamento tra le varie forze di polizia sia per quei servizi, come le scorte, che assorbono notevoli risorse e impieghi di personale. Da queste poche note estratte dalla lunga inchiesta di Bocca già possiamo avere un quadro desolante della situazione. A nostro avviso occorre rivedere per intero tutto il comparto sicurezza per razionalizzare le risorse, che pure ci sono, e assicurare sul territorio una presenza meno legata a logiche settoriali o da contenuti demagogici. I militari in servizio d’ordine pubblico non sono una risposta adeguata così come non lo sono le ronde nella versione Lega e del ministro Maroni. Il controllo del territorio oggi rappresenta il punto nodale del ruolo della polizia e può essere svolto al meglio incominciando a definire le competenze, funzioni e presenze, evitando doppioni. Se poi vogliamo parlare di “ronde” perché non affianchiamo al poliziotto di quartiere un extracomunitario con il compito di stabilire un rapporto più diretto e di natura informativa per i tanti immigrati che non hanno idee chiare sui compiti della polizia in Italia e forse sono ancora troppo condizionati da quella del loro paese d’origine che è, in molti casi, tutt’altra cosa? Vi è poi l’apporto non indifferente che può darci la tecnologia con le video camere di sorveglianza dove possono essere impiegati per la visione delle immagini a personale non in divisa, ma appartenenti a ruoli amministrativi. Lo stesso discorso varrebbe per i poliziotti e i carabinieri che svolgono incarichi amministrativi negli uffici giudiziari, nelle questure e nei commissariati. (A.R.)

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Scuole isola d’Elba

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Allarme organici dalle scuole situate nelle isole minori: “Abbiamo rilevato una discriminazione nelle scuole dell’Elba rispetto alle realtà continentali –denuncia Jachen Gaudenz, Presidente dell’Associazione Genitori A.Ge. Arcipelago Toscano- dove, forse per mantenere nella propria sede il personale di ruolo e non costringerlo a trasferimenti in sedi disagiate, sono stati operati tagli più ridotti”. Ecco allora scattare la lettera-denuncia indirizzata al Ministro Gelmini, agli Uffici scolastici di Livorno e della Toscana, ma anche ai Presidenti di Provincia e Regione e all’Assessore regionale all’istruzione Simoncini, decisa dal Consiglio d’Istituto dell’I.S.I.S. Foresi di Portoferraio, di cui Gaudenz è il presidente. Il Consiglio d’Istituto del Foresi ricorda alle autorità preposte che le Circolari ministeriali prot. 9027 del 17/6/09 e CM 63 prot. 10042 del 6/7/09, consentono deroghe a tagli indiscriminati e fa presente che l’Istituto è diviso in sedi plurime, ha attività in cui è indispensabile la presenza degli assistenti tecnici (istituti professionali), mentre il Liceo Scientifico è sede del Piano Nazionale d’Informatica PNI. Tutti i crismi insomma per mantenere quell’assistente tecnico indispensabile per il buon funzionamento della scuola, e rispettare la delibera della Giunta esecutiva dell’Istituto in merito. Degna di nota la lettura del Consiglio d’Istituto a proposito della dispersione scolastica: “La scuola elbana soffre da decenni di gravi carenze e decurtazioni pesanti e sistematiche di figure professionali indispensabili al regolare svolgimento delle attività didattiche e amministrative, essenziali per offrire una qualità minima di formazione scolastica –si afferma nella lettera- Da anni si parla di dispersione scolastica, di abbandono precoce della frequenza scolastica, della necessità di formazione e preparazione degli alunni. Tutto questo sembra abbia rilevanza solo per costruire progetti, fare seminari, istituire commissioni parlare, incontrasi, concertare un consumo ingentissimo di energie e risorse, ma poi, all’atto pratico, è minima la ricaduta sugli studenti”. “Per noi è indispensabile mantenere l’organico indipendentemente da chi lo potrà occupare – conclude Gaudenz- In sostanza siamo sempre i più penalizzati perché fino ad oggi avevamo personale precario ed oggi, grazie a questa particolare situazione, siamo i primi a subire i tagli”.

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Azzeramento della giunta regionale siciliana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 Maggio 2009

“L’azzeramento della Giunta regionale siciliana è manifestazione inequivocabile della persistente incapacità di rispondere alle pressanti esigenze del territorio, purtroppo sempre più destinato a divenire terra di conquista di cinismi e personalismi, a meno di un improvviso ed operativo risveglio delle coscienze”. Così l’on. Domenico Scilipoti dell’ Italia Dei Valori commenta i recenti accadimenti in seno alla giunta  della Regione Sicilia, presieduta da Raffaele Lombardo. “Sembra siano sufficienti appena 48 ore per delineare nuovi ruoli e competenze all’interno della Giunta. Tuttavia – prosegue il deputato IDV – più che improcrastinabili correzioni per il bene comune, probabilmente i ripensamenti del Presidente Lombardo rimangono confinati nelle esigenze di carattere squisitamente elettorale in vista dell’imminente tornata. Una manovra dunque strumentale che si accompagna con l’intervento improvvisato a Messina dall’assessore Russo per disquisire sul futuro dell’Ospedale Piemonte, avviato a divenire di questo passo una sorta di indesiderato remake della storia dell’ex Ospedale Regina Margherita. I cittadini siciliani prendano atto della necessità di una classe politica rinnovata nella sostanza – conclude Scilipoti- si affidino alla parte più sana della società, lasciando perdere le fumose rassicurazioni e le solite manovre di partito”.

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