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MEPs call on Russia to stop illegitimate prosecution of Lithuanian judges

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

Russia should stop illegitimately prosecuting Lithuanian judges and EU countries should refuse any legal assistance, says European Parliament.In the text adopted by 493 votes in favour, 43 against and 86 abstentions on Thursday, MEPs call on Russia to end the politically motivated prosecution of Lithuanian judges and prosecutors who found 67 Russian, Belarussian and Ukrainian citizens guilty of war crimes against Lithuania, following the events of 13 January 1991 in Vilnius.Parliament denounces Russia’s actions as “unacceptable external influence”, “politically motivated” and a violation of fundamental legal values, especially the independence of judiciary.MEPs ask all member states to not transfer any personal data to Russia that could be used in criminal proceedings against Lithuanian judges as well as to refuse Russia’s requests for related legal assistance. EU countries and Interpol should also ignore all international arrest warrants against the accused Lithuanian officials”, they say. They also call for EU member states to be more consistent in their policies towards Russia.

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A Sochi il primo summit economico tra Russia e Africa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 novembre 2019

Dopo la Cina, anche la Russia ha organizzato alla fine di ottobre a Sochi il primo summit economico con tutti i 54 paesi dell’Africa e le sue più importanti organizzazioni regionali. Nel corso di due giorni di discussioni e di intensi negoziati tra le varie delegazioni e i ben 40 capi di Stato, sono stati siglati più di 500 importanti documenti, tra accordi, memorandum e contratti veri e propri per un ammontare di oltre 20 miliardi di euro. Attualmente l’interscambio commerciale tra Russia e Africa è di circa 20 miliardi di dollari, con un aumento del 17% nell’ultimo anno. Ancora molto lontano dai 170 miliardi dei commerci tra Cina e il continente africano. Il presidente Putin, però, ha annunciato l’intenzione di raddoppiare gli scambi entro 4-5 anni. Ha ricordato che in passato la Russia ha cancellato più di 20 miliardi di dollari di debiti che i paesi africani avevano accumulato durante il periodo sovietico. “Non solo per una ragione di generosità, ma anche come una manifestazione di pragmatismo, in quanto molti paesi africani non erano in grado di pagare gli interessi sui prestiti”, ha ricordato, e anche per dare inizio ad una nuova fase di fattiva cooperazione economica e politica basata sul principio dello “scambio del debito con lo sviluppo”. A differenza della Cina, che è in grado di offrire enormi prestiti a condizioni favorevoli in cambio, però, dell’accesso alle materie prime africane e alla costruzione e gestione delle grandi infrastrutture, come ferrovie, strade, porti e dighe, la Russia non ha grande bisogno di quelle materie prime poiché anch’essa ne possiede in grande abbondanza. Ciò vale anche per l’energia e le tante ambite “terre rare”, i materiali di importanza strategica per i delicati settori militari, delle comunicazioni e delle tecnologie più avanzate. Mosca intende rafforzare e valorizzare soprattutto i legami scientifici e culturali con il continente che, secondo le valutazioni di molti, promette di diventare un nuovo centro di opportunità e crescita dell’economia mondiale. Cosa che, purtroppo, spesso l’Europa preferisce ignorare. Una vecchia analisi dei rapporti in essere vorrebbe la Russia semplicemente come un grande fornitore di armi. In verità, molti armamenti provengono ancora da Mosca e personale qualificato riceve un training militare in Russia, ma la Russia è anche tra i primi 10 fornitori di cibo al mercato africano.
Ci sembra che l’intenzione russa sia strategica più che economica. S’intende creare un nuovo meccanismo per il dialogo e la partnership tra Russia e Africa, anche nell’ottica di un ordine politico internazionale multipolare. Quello di Sochi è stato il primo forum dei capi di Stato che dovrebbe ripetersi ogni tre anni, preparato con più frequenti incontri a livello ministeriale secondo le tematiche congiuntamente decise.
Putin, ovviamente, ha ricordato il sostegno russo alla lotta dei popoli africani contro il colonialismo, il razzismo e l’apartheid e ha rinnovato l’impegno per il rispetto e la difesa della loro indipendenza e della loro sovranità. Al riguardo oggi, oltre alla partecipazione nella costruzione delle infrastrutture, Mosca intende continuare l’impegno per il training professionale e scientifico di migliaia di giovani africani presso le università russe, dove già studiano 17.000 studenti africani, ma anche presso i nuovi centri di cultura e di qualificazione professionale che la Russia intende creare in molti paesi dell’Africa. E’ importante notare le nuove aree di cooperazione discusse a Sochi: oltre alle infrastrutture, le risorse energetiche rinnovabili e il nucleare per scopi pacifici, le tecnologie digitali, la sanità, l’information security, e le nuove frontiere dell’ingegneria. Un aspetto non secondario del Forum è stato l’impegno di favorire il rapporto tra l’Unione Economica Eurasiatica e gli stati africani, soprattutto con le sue organizzazioni, come l’Unione Africana. Ciò è ancora più importante se si considera che soltanto pochi mesi fa è stato siglato a Niamey, in Niger, l’accordo per un mercato africano libero dai dazi. Il presidente russo naturalmente ha polemizzato con “certi stati occidentali che stanno esercitando pressioni, intimidazioni e ricatti” nei confronti dell’Africa, dichiarando di volersi opporre a qualsiasi “gioco geopolitico” che coinvolga il continente. Come riportato nella dichiarazione finale, il Forum si è anche espressamente impegnato a “promuovere un rapporto più stretto e profondo di cooperazione e di partnership tra i paesi BRICS e l’Africa per rafforzare i meccanismi collettivi della governance globale all’interno di un sistema multipolare di relazioni internazionali”.Tutto ciò ci induce a chiedere:”Quando l’Unione europea, come istituzione, promuoverà incontri regolari con l’Unione Africana e tutti i capi di Stato dell’Africa per programmare insieme una continua e proficua iniziativa di cooperazione e di sviluppo tra i due continenti?” L’alternativa sono forme striscianti di neo colonialismo, come recentemente è stato stigmatizzato anche dal Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte.Con rare eccezioni finora, purtroppo, la Francia preferisce un rapporto diretto e solitario con i paesi francofoni, l’Inghilterra fa lo steso con quelli anglofoni e gli altri paesi europei, come l’Italia, cercano di infilarsi nelle “fessure” lasciate ancora aperte e inserire le proprie imprese nei vari progetti di sviluppo. Spesso, però, tale comportamento crea soltanto tensioni e liti tra gli europei che minano ancora di più la credibilità dell’Unione europea. (By Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Doppia visita istituzionale: Usa – Russia

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Parma L’Ateneo ha ricevuto delegazioni della Delaware Law School della Widener University (USA) e della Russian Presidential Academy of National Economy and Public Administration – RANEPA
Per la Delaware Law School della Widener University sono arrivati in Ateneo i docenti Eileen Greena-Piretti e Anthony P. Doyle, in occasione di un incontro istituzionale programmato dalla Pro Rettrice all’Internazionalizzazione Simonetta Anna Valenti, e coordinato da Malaika Bianchi, docente del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali e componente della Commissione Internazionale del Dipartimento, e da Alessandro Bernazzoli, Responsabile della U.O. Internazionalizzazione.All’incontro hanno partecipato anche i docenti Fabio Salvatore Cassibba ed Emanuele Castelli del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali e Pier Luigi Marchini del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali, e Giovanna Colangelo della U.O. Internazionalizzazione.Nel meeting, che si è svolto all’Erasmus International Home, si è discusso sulle possibili opportunità di collaborazione tra le due istituzioni per l’avvio di un programma di doppio titolo nell’ambito della laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, oltre che dell’attivazione di scambi di studenti delle discipline giuridiche ed economiche.È stata inoltre confermata la presenza dell’Ateneo di Parma, nella persona del Prof. Cassibba, alla prossima Legal Scholars Academy in programma dal 21 ottobre nell’Ateneo statunitense.
La delegazione della Russian Presidential Academy of National Economy and Public Administration – RANEPA era invece composta dalle docenti Natalia Abramova, Director School of Public Policy and Mangement, e Elena Prokhorova, Director English Language Undergraduate Programs. L’incontro istituzionale è stato coordinato dal Delegato del Rettore per i Doppi Titoli, Guglielmo Wolleb, e da Alessandro Bernazzoli, Responsabile della U.O. Internazionalizzazione.RANEPA è tra le maggiori università russe e l’unica che vanta il titolo di “Presidential”, in forza della sua diretta dipendenza dal governo russo.

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Il Gruppo Veronesi approda in Russia insieme a Finest

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2019

Quinto di Valpantena (VR) Il Gruppo Veronesi, con il supporto di Finest – società finanziaria per l’internazionalizzazione delle imprese del Nordest – investe circa 11 milioni di euro per l’avvio della sua prima filiera integrata oltreconfine, destinata alla produzione di carni bianche. L’operazione in Russia è un progetto pilota che consente al Gruppo Veronesi di entrare anche in uno dei mercati a più alta crescita e di consolidare il percorso di internazionalizzazione che lo ha già portato negli anni a esportare in più di 70 Paesi in Europa e nel mondo.Il Gruppo italiano leader nell’agroalimentare, che oggi esporta all’estero circa il 16% della produzione dei 23 siti produttivi tutti presenti in Italia, ha pianificato, insieme a un socio di minoranza russo, di implementare in Russia l’intero ciclo della filiera della carne di tacchino. L’insediamento del polo produttivo nel distretto di Belgorod – il primo all’estero della storia del Gruppo – nasce per poter rispondere alla domanda crescente di prodotti avicoli di qualità da parte dei consumatori russi. Grazie al progetto pilota, il Gruppo Veronesi darà vita a una filiera integrata che comprende alcuni allevamenti, il sito di trasformazione, la distribuzione e commercializzazione delle carni fresche. Tutte le carni prodotte in Russia saranno destinate esclusivamente al mercato locale.Commentando l’operazione, Luigi Fasoli, Amministratore Delegato del Gruppo Veronesi ha dichiarato: “Alla base di questo progetto c’è l’interesse del nostro Gruppo ad esplorare nuovi mercati, come la Russia, dove il consumo di carne bianca sta crescendo e crediamo possa svilupparsi in maniera significativa nei prossimi anni. Siamo orgogliosi di questa start up che attraverso la costituzione di una joint venture di diritto locale con Finest – continua Fasoli – ci farà entrare in uno dei mercati più promettenti. Questa è per noi la prima filiera integrata che realizziamo oltreconfine e che ci consentirà, almeno nella prima fase, di offrire anche ai consumatori russi un prodotto freschissimo, uno dei tratti distintivi della nostra azienda” – ha concluso Fasoli.Pur nella consapevolezza della complessità che caratterizza il mercato russo, il progetto pilota permetterà al Gruppo Veronesi di sviluppare al meglio le proprie potenzialità, misurandosi con l’economia russa, che nel 2018 ha visto un interscambio totale di 21,4 miliardi di euro con l’Italia, registrando una crescita del 5% rispetto all’anno precedente. L’operazione rientra nel più ampio orizzonte dei processi di internazionalizzazione del Gruppo sviluppata anche con una significativa attività di Ricerca e Sviluppo attenta a interpretare al meglio i gusti dei consumatori stranieri. Finest, l’equity partner dell’operazione Veronesi in Russia, ha contribuito come partner tecnico e finanziario con una partecipazione al capitale sociale e un finanziamento estero diretto in accompagnamento all’operazione. Finest detiene il 22% della sub-holding russa del Gruppo, appositamente costituita per questa operazione.

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L’arte religiosa della Grande Madre Russia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 settembre 2019

Firenze. Avrà un suo spazio dedicato nel cuore di Firenze, nella reggia granducale di Palazzo Pitti: la storica collezione di 78 icone sacre raccolta a Firenze dai Medici e soprattutto dai Lorena nel corso del Settecento e del secolo successivo, sarà infatti per la prima volta esposta in un allestimento permanente. Si tratta di quattro grandi sale affacciate sul cortile al piano terra di Palazzo Pitti e decorate con affreschi seicenteschi: al termine dei lavori, previsto entro Natale, le sale entreranno a far parte del normale percorso di visita della ex reggia. Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt presenta oggi il progetto a Mosca, nell’ambito di una conferenza internazionale. L’insieme di 78 icone costituisce la più antica collezione del genere al mondo al di fuori della Russia e risale in buona parte al secondo quarto del XVIII secolo.
Non è noto quando le icone russe siano giunte in Italia e per quali vie. Si sa però che si trovavano già a Firenze nel 1761: forse dono di qualche ambasciatore al granduca o, più probabilmente, omaggio della comunità ortodossa di Livorno a Francesco Stefano di Lorena, che aveva autorizzato la costruzione in città della chiesa di rito ortodosso della Trinità, eretta fra il 1757 e il 1760. Nel 1796 iniziò una diaspora delle icone: Un tempo accolte agli Uffizi, finirono per la maggior parte depositate prima alla villa medicea di Castello, dove rimasero fino all’inizio dello scorso secolo, per esser poi spostate all’Accademia – dal 1958 al 1968 – quindi a Palazzo Pitti e di nuovo, dal 1984, all’Accademia. Nel 2013 la preziosa raccolta venne di nuovo trasferita agli Uffizi, dove durante la stagione natalizia del 2014 fu esposta in una mostra organizzata dagli Amici degli Uffizi.
Sono da segnalare i due pannelli che compongono il Menologio, ossia il calendario delle festività religiose ortodosse divise per semestri, da settembre a febbraio e da marzo a gennaio: ogni icona si compone di venti file orizzontali con scene sacre e e figure di santi, ciascuna identificata da un’iscrizione. Essi sono sempre rimasti agli Uffizi, per la loro evidente importanza, come l’icona con Santa Caterina d’Alessandria, databile al 1693-1694 grazie al punzone nella oklad di argento dorato (il rivestimento metallico che copre alcune parti delle icone). La principessa martire è raffigurata con attributi molto simili a quelli dell’arte occidentale: la palma e la ruota del martirio, i libri e la sfera armillare che alludono alla sua vasta conoscenza. L’opera è attribuita all’atelier del Palazzo dell’Armeria, la bottega che lavorava alla corte dello zar nel palazzo del Cremlino a Mosca, ed è affinite allo stile di Kirili Ulanov, uno dei più noti maestri dell’atelier moscovita fra XVII e XVIII secolo.
Solo di un esemplare della collezione fiorentina si conosce l’autore, Vasilij Grjaznov, che firma l’icona della Madre di Dio di Tichvin, datata 16 luglio 1728. Si tratta di una replica dell’immagine miracolosa che secondo la tradizione apparve nel 1383 a Tichvin, nel territorio di Novgorod. Nel dipinto, la data è iscritta secondo il sistema occidentale, introdotto in Russia dallo zar Pietro il Grande (1672-1725) insieme ai numeri arabi e al calendario giuliano, in sostituzione di quello bizantino fino ad allora in uso.
Gli esemplari più antichi della collezione sono l’icona raffigurante la Madre di Dio, del tipo detto “In te si rallegra ogni creatura”, e quella con la Decollazione del Battista. Il loro arrivo a Firenze non è legato al collezionismo lorenese, bensì ai Medici. Le due icone facevano infatti parte degli oggetti liturgici conservati nella cappella delle Reliquie a Palazzo Pitti già nel 1639, al tempo del regno di Ferdinando II de’ Medici e della sua consorte Vittoria della Rovere.
Un’icona è una raffigurazione sacra dipinta su tavola, prodotta nell’ambito della cultura cristiana bizantina e slava. Il termine deriva dal russo “икона”, a sua volta derivante greco bizantino “εικόνα” (eikóna) e dal greco classico εικών -όνος derivanti dall’infinito perfetto eikénai, traducibile in “essere simile”, “apparire”, mentre il termine eikóna può essere tradotto con “immagine”.

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Botticelli “La Madonna della Loggia” va in Russia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 agosto 2019

MadonnaLoggiaBotticelliLa prima tappa della mostra svolgerà il 4 e 5 settembre 2019, quando la Madonna della Loggia sarà esposta all’Eastern Economic Forum, all’Università di Vladivostok. Successivamente, dal 8 settembre al 6 novembre 2019 sarà possibile vederla presso la Galleria Nazionale Primorye di Vladivostok. Per la prima volta la regione dell’Estremo Oriente russo ospiterà un’opera proveniente da un museo italiano.
Dal 17 novembre la Madonna della Loggia sarà esposta all’Ermitage di San Pietroburgo nella sala di Leonardo da Vinci in assenza della Madonna Litta. Nell’anno delle celebrazioni di Leonardo l’Ermitage ha infatti prestato ai musei italiani per delle mostre temporanee entrambi i capolavori di Leonardo – Madonna Benois e Madonna Litta.
La Madonna Della Loggia, dipinto proveniente dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze, eseguito del celebre Maestro del Rinascimento italiano Sandro Botticelli (1445-1510), sarà esposta per la prima volta in Russia.
Le due tappe di esposizione dell’opera saranno al centro del programma culturale del V Eastern Economic Forum di Vladivostok e del VIII Forum internazionale della Cultura di San Pietroburgo, grazie al sostegno di Sberbank. Le mostre, patrocinate e sostenute dall’Ambasciata d’Italia a Mosca, sono organizzate dalle Gallerie degli Uffizi, dalla Galleria Nazionale Primorye di Vladivostok, dal Museo Statale Ermitage, con MondoMostre e il supporto organizzativo di Roscongress.
Su iniziativa del Partner Generale del progetto, PAO Sberbank, anche le persone non vedenti e ipovedenti avranno accesso al capolavoro: insieme all’opera originale sarà esposta una copia tattile del quadro con l’apposita audioguida. (foto madonna della loggia copyright uffizi)

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Oltre 9 mila italiani emigrati in Russia per lavoro nel primo semestre 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2019

Dal 2019 la guardia frontiera del Servizio di sicurezza federale russo (FSB) ha iniziato a calcolare il numero dei cittadini stranieri che entrano nel Paese per i motivi di lavoro. Nei primi sei mesi del 2019 si sarebbero recati in Russia per il lavoro più di 9 mila italiani. Il servizio statistiche della Russia, Rosstat, ha aggiornato gli strumenti statistici per l’organizzazione da parte dell’FSB del monitoraggio di numero di cittadini stranieri che arrivano in Russia. Nel documento aggiornato, l’elenco dei motivi di soggiorno dichiarati è stato ampliato ed ora include anche “lavoro” e “studio”. Va precisato che il dato presentato fa riferimento ai controlli all’ingresso nella Federazione Russa, per cui viene ogni ingresso o uscita dal paese viene calcolato come dato singolo, tralasciando il fatto che una persona possa visitare il Paese più di una volta. I dati più precisi, saranno quelli resi noti a fine anno da ROSSTAT, l’istituto di statistica russa, che si basa sui registri del Ministero degli Interni, redatti a partire dalla registrazione del domicilio che ogni cittadino straniero temporaneamente in territorio russo è tenuto a effettuare. Quello che oggi sta vivendo l’Italia è un esodo pari a quello del Secondo dopoguerra. Un’emorragia di connazionali che lasciano il Paese, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, per cercare condizioni migliori. Tuttavia questi dati raccontano soltanto parte del fenomeno, perché vanno incrociati con le altre statistiche anagrafiche dei maggiori Paesi europei. Da sottolineare che la destinazione Russia, oggi per la prima volta, si aggiunge alla lista ed ai numeri dell’Aire (cioè dell’Anagrafe degli italiani all’estero) anche se la prima destinazione resta la Germania (20mila italiani arrivati a inizio 2018), poi Regno Unito (18.517) e Francia (12.870), anche se con la Brexit le presenze in Uk sono scese del 25,2%.

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Dire d’essere un fascista o un comunista che senso ha ai giorni nostri?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 agosto 2019

Ancora oggi i nostri politici ricorrono alla parola “magica” del fascista o del comunista per screditare i propri avversari. Non dico che non vi siano ancora dei “nostalgici” ma sono per lo più persone che hanno un’idea confusa su cosa possa rappresentare questa specie di “patacca politica” da assegnare agli avversari o ritenuti tali. In questa congerie di opinioni si finisce con il fare confusione sino ad associare quella che veniva considerata la destra storica, del genere propugnato da Benedetto Croce, dal fascismo sia pure nato da una sua costola. Lo stesso dicasi per i comunisti che ebbero come loro profeta Carlo Marx ma che poi si divisero in tanti rivoli anche se il più robusto è stato il Leninismo e che assurse all’attenzione mondiale con la rivoluzione d’ottobre in Russia. Tutto questo appartiene alla storia con le sue drammatiche devianze che hanno portato il nazi-fascismo ad una guerra fratricida con 50 milioni di morti e con sei milioni di ebrei trucidati nei lager e a milioni di morti in Russia con le “purghe” staliniane. Oggi, sia pure a fatica, si cerca di superare questo steccato ideologico partendo dall’idea che l’umanità si trova al cospetto di una realtà diversa che fa della politica un luogo di scontro culturale tra chi ha e chi è. I miliardi di diseredati di tutto il mondo non sono né comunisti né fascisti. Sono il frutto dell’egoismo di pochi che li schiavizzano, che ostacolano l’dea che tutti noi abbiamo identico diritto a vivere con dignità a prescindere dei natali e dal luogo in cui siamo nati. E dire che è una storia antica se si pensa che già Prassagora, vissuto alla fine del quarto secolo avanti Cristo, aveva così sintetizzato nel suo dialogo con Blepiro: “voglio che tutti abbiano parte dei beni comuni e che la proprietà sia di tutti, da oggi in avanti non ci sarà più distinzione tra ricco e povero, non si ripeterà il caso di un uomo che possiede vaste estensioni di terreno mentre un altro non avrà neppure il sufficiente per scavare la propria sepoltura… E’ mia intenzione che vi sia un solo tenore di vita per tutti… Per cominciare farò in modo che tutta la proprietà privata divenga proprietà comune.” Al che Blepiro risponde: “Ma allora chi farà tutto il lavoro?” E Prassagora: “Per questo vi saranno gli schiavi”. E proprio quest’ultimo aspetto costituisce il punto cruciale sul quale è chiamata l’intera umanità per trovarne la soluzione: Si pensò alle macchine così come ora si pensa alle tecnologie. Sarà la svolta buona per non avere più schiavi? (Riccardo Alfonso)

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Best’s Market Segment Report: Positive Momentum for Russia’s Insurance Market

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 luglio 2019

Following a period of challenge, Russia’s insurance market appears to have reached a turning point with more diversified premium growth and better profitability reported in 2018, according to a new AM Best report. Nevertheless, in AM Best’s view, the recovery is fragile, and threats remain that could adversely impact market development and performance in the medium term.The Best’s Market Segment Report, titled “Positive Momentum for Russia’s Insurance Market, but Threats Remain,” states that development of Russia’s insurance market has been tempered in recent years by geopolitical instability, economic stagnation and the weak performance of the compulsory motor third-party liability segment. At the same time, more stringent oversight from the country’s insurance regulator, the Central Bank of Russia (CBR), has led to a reduction in the number of market participants, as smaller (re)insurers have been unable to withstand the increase in regulatory scrutiny.In 2018, the market’s total insurance premiums rose by approximately 16%, to RUB 1.48 trillion (USD 23 billion), according to the CBR. Notably, the uptick in gross written premiums was supported not just by growth in the life insurance business, but by higher income from non-life products as well. In terms of profitability, Russian insurers benefited from solid investment returns and improved combined ratios.The report also notes that at year-end 2018, 199 insurers were operating in Russia, down from over 700 companies 10 years earlier. The number of participants has declined each year, as a result of higher regulatory capital requirements, more stringent regulatory oversight and the voluntary exit of some companies. As a result of tougher conditions and a number of mergers and acquisitions, the market has also become more concentrated.

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IFO: Regina Elena e Russia alleate contro i tumori

Posted by fidest press agency su sabato, 11 Mag 2019

E’ stato appena siglato su terreno russo un accordo tra IFO Regina Elena e il Petrov National Medical Center of Oncology, dopo che lo scorso dicembre era stato siglato a Roma l’accordo e il St. Petersburg Clinical Research and Practical Center for Specialized Types of Medical Care (Oncologic).Il Direttore Generale IFO Francesco Ripa Di Meana e il Direttore Scientifico del Regina Elena Gennaro Ciliberto sono appena rientrati da San Pietroburgo dove hanno visitato entrambi i centri oncologici e siglato il secondo accordo quadro.Gli obiettivi sono migliorare la qualità e la competitività della ricerca scientifica, collaborare nella formazione professionale e sviluppare nuove strategie cliniche per il trattamento dei pazienti oncologici.A parte gli accordi formali, vi sono già collaborazioni avviate tra gli istituti. I vertici dei centri di San Pietroburgo sono particolarmente colpiti dal nostro sistema di ricerca traslazionale, dalle tecnologie per le indagini e gli studi di biologia molecolare, nonché dalle tecniche chirurgiche d’avanguardia. Gli interessi scientifici comuni sono notevoli e le teleconferenze sempre più numerose, in particolare tra i nostri chirurghi toracici, piuttosto che gli specialisti dell’anatomia patologica del Regina Elena e i rispettivi specialisti dei due centri.

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Nuove opportunità in Russia nel settore artigianale

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Prosegue la missione a Mosca di ARTIGIANATO E PALAZZO per presentare ad operatori e associazioni la mostra e il progetto di raccolta fondi “MEMORIE DI RUSSIA A FIRENZE”, allo scopo di promuovere all’estero il settore dell’artigianato italiano e rafforzare il legame culturale tra Firenze e la comunità russa.
Un lungo percorso di oltre 24 anni quello della mostra fiorentina, nata da un’idea di Giorgiana Corsini e Neri Torrigiani per tutelare arti e mestieri legati alla cultura del fatto a mano, affinché il patrimonio dei territori non vada disperso e sia un’opportunità per le nuove generazioni.”Artigianato e Palazzo è un appuntamento importante per le molteplici iniziative che la mostra persegue: l’esposizione infatti non solo valorizza l’arte e le tradizioni artigiane, ma si impegna, come nell’edizione di quest’anno, all’aiuto per il completamento del restauro e al recupero di opere d’arte legate alla comunità russa che,dall’800 ai primi del ‘900, hanno arricchito Firenze di residenze, chiese e collezioni artistiche”, ha spiegato L’AMBASCIATORE D’ITALIA A MOSCA PASQUALE TERRACCIANO.
La campagna “MEMORIE DI RUSSIA A FIRENZE” ha come obiettivo di raggiungere oltre 308.000 euro per sostenere interventi di restauro e conservazione a favore dei capolavori della Collezione Demidoff conservati al Museo Stibbert; dell’Emiciclo del Cimitero Evangelico agli Allori; e per il completamento dei restauri della Chiesa della Natività di Nostro Signore Gesù e San Nicola Taumaturgo.
Nel corso di un evento organizzato per l’occasione dall’Ambasciata d’Italia a Mosca, Giorgiana Corsini e Neri Torrigiani hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con personalità e operatori del territorio.
“Le riunioni che abbiamo avuto in questi giorni con associazioni e aziende di diversi settori – dichiarano Giorgiana Corsini e Neri Torrigiani – ci confermano un grande interesse verso l’artigianato italiano, riconosciuto come valore del made in Italy, e ci stanno dando l’opportunità di individuare nuove forme di collaborazione, culturali e commerciali, che serviranno a favorire lo sviluppo delle piccole imprese artigiane in questo Paese”.

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M5S Lombardia: Stop sanzioni alla Russia

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Milano. Stop alle sanzioni alla Russia. Lo chiede il M5S Lombardia con un emendamento a firma dei consiglieri Marco Fumagalli e Raffaele Erba in discussione oggi nell’ambito dei lavori sulla Proposta di risoluzione concernente il Programma della Commissione Europea 2019. L’emendamento chiede di “appoggiare e sostenere l’azione del Governo presso le Istituzioni Europee per bloccare il rinnovo delle sanzioni economiche stabilite dal Consiglio Europeo contro la Russia. Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S Lombardia, spiega: “La Russia è un Paese importante e in crescita. Le aziende lombarde possono esprimere tutta la loro creatività e capacità commerciale in un mercato così premettente. I pregiudizi politici nei confronti della Russia sono un grave limite per le nostre imprese e devono essere superati.Non si possono usare due pesi e due misure nel giudicare i partner economici”.

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PE: la Russia non può più essere considerata un “partner strategico”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 marzo 2019

L’UE dovrebbe prepararsi ad adottare ulteriori sanzioni contro la Russia. La Russia deve ripristinare l’integrità territoriale dell’Ucraina. Affrontare le sfide globali comuni solo attraverso una cooperazione selettiva Il Parlamento ha adottato definitivamente un sistema UE di certificazione per la sicurezza informatica, e espresso la forte preoccupazione per gli interessi cinesi nella tecnologia dell’UE.La risoluzione del Parlamento per valutare lo stato delle relazioni politiche UE-Russia è stata approvata con 402 voti favorevoli, 163 contrari e 89 astensioniI deputati hanno rilevato che, dal 2015, sono emerse nuovi tensioni tra L’UE e la Russia, tra cui l’intervento russo in Siria e l’ingerenza in Paesi come la Libia e la Repubblica Centrafricana. Hanno inoltre sottolineato il sostegno del Cremlino ai partiti anti-europeisti e ai movimenti di estrema destra, ad esempio in Ungheria, e come il Paese continui a interferire nelle elezioni politiche e a violare i diritti umani su proprio territorio.Il Parlamento ribadisce che l’UE dovrebbe essere pronta ad adottare ulteriori sanzioni contro la Russia, in particolare contro individui. Le sanzioni dovrebbero essere proporzionate alle minacce poste dalla Russia. Nel dicembre scorso, il Consiglio ha prorogato le sanzioni economiche fino al 31 luglio 2019.L’UE dovrebbe rivedere il suo attuale accordo di partenariato e cooperazione (APC) con la Russia e limitare la cooperazione ai settori di interesse comune come il cambiamento climatico, la sicurezza energetica, la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale e la lotta al terrorismo richiedono un impegno selettivo. Nella risoluzione si afferma che una più stretta collaborazione sarà possibile solo se la Russia attuerà pienamente i cosiddetti accordi di Minsk per porre fine alla guerra nell’Ucraina orientale e inizierà a rispettare il diritto internazionale.

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Sanzioni alla Russia

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 dicembre 2018

La scorsa settimana ho seguito con molto interesse il Forum imprenditoriale italo-russo presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – è quanto ha dichiarato la consigliera della Città Metropolitana di Roma Micol GRASSELLI (FdI) a margine del Consiglio italo-russo di Cooperazione economica, industriale e finanziaria / Итало-российский Совет по экономическому, промышленному и валютно финансовому сотрудничеству. Il Consiglio – copresieduto dai Ministri Moavero Milanesi e Manturov – ha visto la presenza dei Rappresentanti dei vari comparti delle Pubbliche Amministrazioni dei due Paesi, vere protagoniste dei lavori. La riunione, ad un anno di distanza dalla precedente tenutasi nella capitale russa, conferma l’importanza che Italia e Russia attribuiscono alle relazioni economiche e culturali bilaterali. Dopo la sessione plenaria del Circeif si è svolta la riunione del “Forum Imprenditoriale italo-russo”, i cui lavori sono stati aperti dagli stessi Ministri Moavero Milanesi e Manturov, alla presenza dei rappresentanti di circa 200 piccole e medie imprese russe e italiane. In una fase di diversificazione delle relazioni economiche e commerciali fra i due Paesi, il Forum guarda oltre la cooperazione nei tradizionali settori dell’industria e del commercio, aprendosi ai nuovi settori, come ad esempio l’economia dell’IT, le “smart city”, la sanità digitale e l’industria meccanica per la trasformazione agro-alimentare. In questa sede – prosegue l’esponente di Fratelli d’Italia – è stata da più parti ribadita la pesante ripercussione delle sanzioni internazionali contro la Federazione Russa, ma, spiace sottolinearlo, il nostro Ministro ha chiaramente affermato come l’Italia “comprende” e “condivide” il significato delle sanzioni imposte contro la Russia, per il suo ruolo nella crisi in Ucraina, sebbene non considera sempre questo tipo di misure “necessariamente benvenute” (della serie tiro il sasso e nascondo la mano!). Sul punto non sono affatto d’accordo (e neanche la Lega e i 5 Stelle lo erano fino a ieri mi risulta!). E penso alle pesanti ripercussioni economiche per il nostro Paese (il secondo in Europa per esportazioni verso la Federazione Russa) e anche per il territorio provinciale di Roma in seguito alle misure imposte(ci) dall’Unione Europea (ammontano a diversi miliardi di euro i danni subiti dalle imprese italiane!), seppur il quadro politico della crisi ucraina sia estremamente confuso e in divenire.
Noi di Fratelli d’Italia, invece, crediamo nell’importanza della cooperazione con Mosca non solo come nostro partner commerciale, manifatturiero, turistico ed energetico, ma anche in altri campi, ad esempio quale fondamentale strumento di lotta contro il terrorismo internazionale di matrice islamica; di conseguenza, a tutela degli interessi degli Italiani, contrasteremo con forza, in ogni sede, il rischio di compromissione del rapporto politico-culturale e, in senso ampio, morale e civile tra il nostro Paese e il popolo russo!
Ho ritenuto opportuno quindi, insieme agli altri due componenti del gruppo FdI, Volpi e Silvestroni, presentare una mozione che impegni la Sindaca Raggi:
I) ad esprimere la contrarietà della Città Metropolitana di Roma Capitale alle sanzioni in danno alla Federazione Russa;
II) a manifestare formalmente al Governo italiano, mediante invio della mozione, la contrarietà dell’Ente ad ogni ulteriore rinnovo della sanzioni economiche e finanziarie adottate dalla UE contro la Federazione Russa;
III) a richiedere al Governo che l’Italia si opponga nelle competenti sedi europee ad ogni proposta di proroga delle sanzioni economiche e finanziarie ad oggi vigenti nei confronti della Federazione Russa, così come all’applicazione di eventuali sanzioni ulteriori;
IV) ad inviare copia della mozione in discorso all’Ambasciata della Federazione Russa in Italia.
Bene ha fatto allora Giorgia Meloni a ribadire – conclude la GRASSELLI -, nel silenzio assordante del panorama politico nazionale, quello che pensano tanti lavoratori ed imprenditori italiani sulla questione: “Via le sanzioni alla Russia!. Belli gli slogan, le promesse, i proclami. Poi ci sono i fatti, e questi ci dicono che questo Governo ieri ha votato supinamente il rinnovo delle sanzioni, alla faccia delle aziende italiane che aspettavano con ansia la liberazione da una zavorra che sulla bilancia commerciale pesa più di 3 miliardi l’anno”.(Micol Grasselli, Gruppo consiliare Fratelli d’Italia – Presidente Commissione Lavori Pubblici della Città Metropolitana di Roma Capitale)

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Russia: “Sanzioni danneggiano Made in Italy, devono essere rimosse”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 ottobre 2018

“Quella contro le sanzioni alla Russia è una battaglia che sto portando avanti da anni, sin dai primissimi giorni del mio mandato al Parlamento europeo, e sono davvero felice che il Ministro Salvini condivida la mia posizione: le sanzioni devono essere eliminate soprattutto per sostenere gli imprenditori italiani, per difendere il Made in Italy da un embargo assurdo e sconsiderato. Nei primi tre anni dalla loro introduzione, gli esportatori italiani hanno perso circa 7 milioni di euro al giorno, una cifra davvero enorme. Soltanto in Lombardia, le sanzioni economiche alla Russia sono costate più di 3 miliardi di export. La mia storica battaglia per rimuovere le sanzioni alla Russia andrà certamente avanti, perché sono assolutamente determinato a difendere gli esportatori italiani con tutte le mie forze”. Lo afferma Stefano Maullu, europarlamentare di Forza Italia.

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“Sposami”… Dalla Russia con i fiori

Posted by fidest press agency su martedì, 2 ottobre 2018

Cosenza 04 ottobre H 14.00 (l’evento continuerà fino al 6 ottobre 2018) Chiostro di Santa Chiara – via Serra.Giunge alla terza edizione la manifestazione “Dalla Russia con i fiori” quest’anno incentrata in particolare sul matrimonio. Come gli altri anni la manifestazione coinvolge fioristi Russi e Italiani che realizzeranno un workshop all’interno del Chiostro di Santa Chiara presso la Biblioteca Civica di Cosenza. L’evento, promosso dall’associazione ACAV è a cura di Marilena Morabito e Tatiana Ogorodnikova è patrocinato dalla Provincia di Cosenza e dalla Biblioteca Civica di Cosenza.Il workshop, è organizzato con l’intento di valorizzare antichi palazzi impiegando le composizioni floreali e rappresenta anche un’occasione per condividere le conoscenze e le esperienze in questo campo tra gli attori nazionali ed internazionali. Nei primi due giorni i partecipanti elaboreranno il progetto di decorazione del chiostro di Santa Chiara e realizzeranno le composizioni floreali.
Sabato 6 ottobre a partire dalle ore 18 il finissage dell’evento “Sposami – dalla Russia con i fiori”, dove sarà presentato il chiostro di Santa Chiara addobbato di decorazioni floreali ed una ricca kermesse di eventi e performance con sfilate di abiti realizzati in fiori, sfilate di moda delle nuove collezioni realizzate dalle designer russe “OlgaSmiArt” e “Arins” e le creazioni degli allievi della Accademia di moda “New Style” di Cosenza. La manifestazione ha come scopo non soltanto la valorizzazione dell’arte floristica, ma rappresenta anche un’opportunità di scambio culturale, una comparazione tra la cultura Russa, Italiana e Arbereshe, inoltre durante la serata finale ci sarà la performance di danza orientale di Elena Vaccaro e la danza rituale, del gruppo Shpirti Arbereshe a cura di Jessica Novello.
Per tutta la durata dell’evento, dal 4 al 6 ottobre, sarà visitabile la mostra fotografica “Il mito di Persephòne” della fotografa Elena Vaccaro a cura di Marilena Morabito.
Durante le tre giornate dell’evento sarà presente il mercatino vintage a cura di Sartoria Bubamara e Vintage Star e, uniche nel loro genere, le sculture floreali di argilla polimerica giaponese di Inna Storozhuk.

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La Russia è un interlocutore fondamentale per l’Europa e l’Occidente

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 luglio 2018

«Positivo l’incontro tra i presidenti USA e Russia, sperando che metta fine alla folle politica di ostilità perseguita dall’amministrazione Obama. La Russia è un interlocutore fondamentale per l’Europa e l’Occidente in ambito commerciale, di sicurezza e di contrasto al fondamentalismo islamico. Un nuovo dialogo è anche la base per creare una pace duratura, rassicurare gli Stati dell’est Europa e risolvere definitivamente la crisi Ucraina».È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. E Cirielli (Fratelli di Italia) dichiara: “Le sanzioni alla Russia vanno sicuramente cancellate perchè penalizzano le imprese italiane ma è chiaro come siano uno strumento per il pieno rispetto da parte di Russia e Ucraina dell’accordo di Minsk. Solo con il pieno rispetto di tali accordi le sanzioni è giusto che cessino. Il rispetto del cessate il fuoco è fondamentale, dato che ci sono ancora vittime “: è quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli di Italia e componente della commissione Esteri della Camera dei deputati, commentando la posizione ribadita oggi dai due vicepremier, Luigi di Maio e Matteo Salvini, di abolire le sanzioni Ue alla Russia”.“Le sanzioni dovevano servire a far terminare gli scontri armati nel Donbass dell’Ucraina orientale. Vorrei ricordare che solo nei mesi di maggio e giugno hanno perso la vita a causa dei bombardamenti e dei cecchini decine di civili e soldati prevalentemente ucraini nella predetta regione di Donbass. Cancellare le sanzioni è fondamentale per le imprese italiane ma lo è anche il cessate il fuoco” – conclude Cirielli.

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In ricordo della divisione alpina tridentina e la loro impresa in Russia nella seconda guerra mondiale

Posted by fidest press agency su domenica, 8 luglio 2018

Torino. Domenica 15 luglio alle 8,30 si terrà una cerimonia alla stazione di Torino Porta Nuova, al binario da cui alle 9,10 partirà il treno storico. Alle 9,50 il convoglio arriverà ad Avigliana, per la deposizione di una corona d’alloro alla lapide posta all’ingresso della stazione in ricordo della partenza di undici tradotte della “Tridentina”. Seguiranno la cerimonia ufficiale con le autorità e la sfilata lungo corso Laghi e verso piazza del Popolo, dove alle 11 è previsto un concerto della Fanfara Alpina Montenero. Alle 11,45 la Messa in suffragio degli Alpini caduti e dispersi nella campagna di Russia e dei caduti di tutte le guerre, con la partecipazione del coro della sezione ANA di Torino. Il rancio militare sarà preparato dalla cucina da campo del Gruppo Alpini di Giaveno e servito sotto una tensostruttura. Alle 15 allo scalo ferroviario sarà possibile visitare il treno storico e i mezzi militari d’epoca. Sarà rievocata la partenza delle tradotte, con Alpini in divisa, muli, materiali e mezzi militari dell’epoca e la partecipazione di gruppi storici. Alle 17,05 il treno storico ripartirà per Torino, con una sosta intermedia a Collegno alle 17,25 per la deposizione di una corona alla lapide in ricordo della partenza di quattro tradotte. A Rivoli, in contemporanea, si terrà la cerimonia ufficiale di chiusura, con l’ammainabandiera, al monumento degli Alpini in largo Susa.
Nei primi mesi dell’anno sono state poste tre targhe nelle stazioni ferroviarie di Asti, e Chivasso per ricordare la partenza degli alpini da quelle stazioni. A Torino Porta Nuova l’appuntamento è per giovedì 12 luglio alle 10,30 nell’atrio partenze, mentre sabato 14 arriveranno in città i partecipanti a un grande raduno nazionale. Alle 15,30 di sabato 14 si terrà cerimonia di apertura della manifestazione a Rivoli, con l’alzabandiera e la deposizione di una corona al monumento agli Alpini in largo Susa. Alle 16 nella sala consiliare del Comune verrà presentato il libro “La Tridentina in Piemonte. Dalla permanenza tra le genti del Torinese e dell’Astigiano alla tragica ritirata di Russia”, curato da Franco Voghera, Beppe Barbero, Pier Giorgio Longo e dallo storico Gianni Oliva.
Giunti nel nord del Piemonte nel luglio del 1941, di ritorno dalla campagna di Grecia, i militari della Tridentina soggiornarono per quasi tre mesi in alta Valle di Susa, per poi acquartierarsi in pianura nel mese di ottobre, in varie zone del Torinese e dell’Astigiano, dove rimasero fino alla partenza per la Russia. I soldati stabilirono con le popolazioni locali forti rapporti di amicizia e di affetto, vivendo in Piemonte un periodo sereno della vita militare, prima che su di loro si scatenasse nuovamente l’inferno della guerra. Nelle città e nei paesi nacquero anche alcuni amori tra ragazze piemontesi e alpini lombardi e veneti, alcuni dei quali, usciti vivi da quella disastrosa guerra, tornarono in Piemonte per sposarsi.
Si addestrarono sulle Alpi Occidentali prima di affrontare la Campagna di Russia, raccontata in pagine memorabili da scrittori del calibro di Mario Rigoni Stern, Nuto Revelli e Giulio Bedeschi: erano gli Alpini della Divisione Tridentina, che sarebbe stata mandata al massacro dal regime fascista e dalla monarchia sabauda tra le steppe dell’Unione Sovietica, insieme alla Cuneense, alla Julia e al Battaglione Alpini Sciatori “Monte Cervino” del capitano Giuseppe Lamberti. Li mandarono ad affrontare il terribile inverno russo e le truppe sovietiche che difendevano la propria patria. Combatterono con equipaggiamenti, mezzi e armamenti inadeguati, in un teatro di guerra in cui si contrapponevano otto milioni di soldati, nello scontro militare più imponente che la storia avesse mai conosciuto. Quando i sovietici scatenarono l’attacco alla linea difensiva tenuta dai reparti italiani dell’ARMIR gran parte dello schieramento non resse l’urto e gli attaccanti dilagarono nelle retrovie del fronte. I reparti alpini furono trattenuti sulle loro linee di combattimento per espresso ordine di Hitler. Quando lasciarono le postazioni l’intero Corpo d’Armata alpino si trovò accerchiato e il ripiegamento si trasformò in una ritirata caotica e tragica.
Dal 17 al 26 gennaio 1943 gli alpini affrontarono dieci giorni di scontri continui in condizioni ambientali estreme. Le Divisioni Julia e Cuneense non riuscirono a superare gli sbarramenti e furono quasi totalmente annientate, mentre gli uomini della Tridentina, giunti il 26 gennaio alle porte di Nikolajewka, ultimo sbarramento della “sacca” del Don, riuscirono ad aprire un varco per se stessi e per molti altri reparti sbandati italiani, tedeschi e ungheresi.
“Ricordo della Tridentina in Piemonte” è il titolo di una manifestazione commemorativa che il Comitato Tridentina 1942-2018, costituito dalle Sezioni di Torino, Asti e Val Susa dell’Associazione Nazionale Alpini, ha organizzato per il mese di luglio, con il patrocinio e il sostegno della Città Metropolitana di Torino. L’iniziativa che intende tenere viva la memoria del soggiorno degli Alpini della Tridentina in Piemonte e della loro partenza nel luglio 1942 dalle stazioni di Torino, Asti, Avigliana, Collegno e Chivasso alla volta del fronte russo, dopo un anno di impegnativo addestramento.

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Fronte rossonero filo russo e anti-USA

Posted by fidest press agency su martedì, 26 giugno 2018

fare fronte.jpgIl movimento Fare Fronte ha partecipato attivamente allo storico incontro milanese, organizzato, settimana scorsa, dall’editore militante Maurizio Murelli (Edizioni AGA, Orion Libri), con il filosofo tradizionalista russo, Prof. Alexander (Aleksandr) Dugin, consigliere geopolitico del presidente Vladimir Putin. Dugin ha presentato il suo ultimo libro “Putin contro Putin”, partecipando ad un dibattito con il filosofo rosso-bruno Diego Fusaro ed il giornalista Adriano Scianca, direttore della rivista Il Primato. Presenti oltre quattrocento attenti ascoltatori, molti i volti noti, fra i quali citiamo: Marco Battarra (altro editore-libraio militante delle Edizioni Ritter), Aldo Braccio (studioso, collaboratore della rivista geopolitca Eurasia), Andrea Scarabelli (intellettuale e direttore della rivista filosofica Antares), Attilio Carelli (esponente della destra aristocratica evoliana e segretario della Fiamma Tricolore), gli avvocati Renato Maturo e Stefano Sutti (punti di riferimento sia della comunità russa lombarda che degli imprenditori italiani che vogliono investire nella ex Unione Sovietica), i docenti universitari Massimilliano Bonavoglia e Sergio Luppi, Giuseppe Ghirardini (presidente del Comitato Europa dei Popoli e fedele della Chiesa Ortodossa Russa), il conte zarista georgiano russofono Nikoloz Verdanisdev (della associazione eurasiatica ACIGEA) e, naturalmente, Gianluca Savoini (presidente della storica associazione Lombardia Russia, influente ed ascoltato consigliere del segretario leghista Matteo Salvini, per la politica estera). In sala anche molti dirigenti del centrodestra (Lega e Fratelli d’Italia) e della destra radicale (Casa Pound e Lealtà Azione), cittadini russi e dell’ex impero russo. Nella giornata milanese, Dugin ha anche approvato la nomina del portavoce ufficiale in Italia del suo movimento politico internazionale eurasiatico (simbolo una runa solare gialla su sfondo nero): Pietro Fraccavento, giovane creativo e tecno musicista. La delegazione di Fare Fronte era guidata dal presidente Roberto Jonghi Lavarini e dall’imprenditore Mirko Cuneo. Jonghi ha confermato le sue antiche simpatie zariste (il “barone nero” è, peraltro, amico personale del Granduca George Romanoff, capo della casa imperiale ed erede al trono di tutte le Russie), la sua adesione alla corrente filosofica e geopolitca di Dugin, ed il suo pieno sostegno politico (più volte espresso anche alla agenzia di stampa internazionale russa Sputnik) ad una grande alleanza (politica, economica e militare) continentale ed euraoasiatica fra l’Europa e la Santa Madre Russia Ortodossa, “ritonata Terza Roma e faro di civiltà”. In questa direzione, Fare Fronte ha annunciato diverse iniziative sia per chiedere l’abolizione delle “infami e autolesioniste” sanzioni economiche alla Russia, che per chiedere l’uscita dell’Italia dalla NATO (esercito coloniale dell’imperialismo USA) e lo smantello delle 115 basi straniere presenti sul territorio nazionale. Da ricordare i solidi rapporti fra lo stesso Jonghi, diversi alti ufficiali delle Forze Armate italiane, e l’ex ministro della difesa, il senatore Ignazio La Russa di Fratelli d’Italia. (Agenzia Stampa Vega)

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Celebrazioni dell’Anno Bilaterale Italia Russia

Posted by fidest press agency su martedì, 26 giugno 2018

Torino mercoledì 27 giugno, alle ore 21.30 – con il concerto dell’Orchestra Klassika di San Pietroburgo diretta dal Maestro Kantorov si inaugura Torino Estate Reale in occasione delle celebrazioni dell’Anno Bilaterale Italia Russia per la promozione della lingua e della cultura russa in Italia. L’esibizione presenta alcuni tra i maggiori capolavori della musica classica russa. L’orchestra “Klassica”, una delle più importanti di San Pietroburgo, con 25 anni di storia, è molto attiva nel diffondere la propria tradizione musicale in patria e all’estero.
Aleksandr Kantarov, fondatore e direttore artistico dell’orchestra, ha da sempre un rapporto speciale con l’Italia dove dal 2010, su proposta dello stesso artista, si sono diffuse diverse iniziative storico-culturali che hanno portato alla nascita di un vero e proprio progetto indipendente: il festival musicale internazionale “Impero di Tchajkovskij”, di cui questo concerto è parte integrante. Il festival internazionale, giunto alla VIII edizione, si svolge annualmente a Sanremo, dintorni e, dal 2010, anche in Costa Azzurra.
Per la sua importante carriera artistica, il suo impegno civile e musicale, Kantarov ha ricevuto premi e riconoscimenti da diversi enti e paesi: la città di Sanremo gli ha assegnato il titolo “Amico di Sanremo” e, nel 2017, il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella gli ha conferito l’onorificenza di “Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia” come riconoscimento al prezioso contributo in ambito artistico e culturale che il maestro ha saputo dare al nostro paese. Musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij – Nikolaj Rimskij-Korsakov – Modest Мusorgskiy – Aleksandr Borodin. http://www.torinoestate.it

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