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Posts Tagged ‘saggi’

Il piacere dell’arte

Posted by fidest press agency su domenica, 25 marzo 2012

Roma Lunedì 26 marzo ore 18.30 Via Nizza 138, Macro – Museo d’Arte Contemporanea Sala Conferenze, ala storica – ingresso libero. Adriana Polveroni e Maria Vittoria Marini Clarelli, direttore della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, con Stefano e Raffaella Sciarretta, collezionisti e presidenti della Nomas Foundation di Roma, affrontano il tema del collezionismo così come viene approfondito nel volume Il piacere dell’arte, edito da Johan & Levi, che analizza ad ampio raggio il collezionismo contemporaneo in Italia. «Si è cercato di raccontare il piacere dell’arte, l’avventura che il far crescere una collezione può rappresentare nella vita di un individuo, il percorso di conoscenza, l’interrogazione di sé, la passione accesa e a volte vorace che assorbe molte energie, non solo economiche, il sapere dello sguardo, la voglia di scommettere sul futuro. Possibilità di esistenza che questo fare insito nella natura umana chiamato collezionismo riesce ancora a schiudere». Con queste parole Adriana Polveroni riassume l’intento del libro, che affronta il fenomeno del collezionismo contemporaneo. L’analisi condotta dalle autrici prende avvio tracciando un profilo storico del collezionismo contemporaneo: dagli anni quaranta, quando il fenomeno è essenzialmente espressione della borghesia imprenditoriale milanese, si passa attraverso le esperienze di Roma e Torino e le prime figure di spicco come Giorgio Franchetti, Marcello Levi e Giuseppe Panza di Biumo che hanno connotato gli anni cinquanta-settanta, per arrivare agli anni ottanta, quando il mercato conosce una nuova stagione orientandosi in senso internazionale, e infine agli anni novanta con l’affermazione di collezionisti impegnati ad aprire musei e luoghi di pubblica fruizione.
Le autrici si confrontano successivamente con le caratteristiche più specifiche del collezionare e dei collezionisti: le motivazioni che spingono a raccogliere attorno a sé oggetti d’arte, le scelte metodologiche, la trasformazione impressa alle collezioni dalle nuove modalità espressive dell’arte (in particolare l’arte ambientale e le opere site-specific), le criticità e le modalità filosofiche di approccio al restauro di opere d’arte contemporanea, fino al rapporto tra i collezionisti e le istituzioni, elemento non nuovo ma che negli anni più recenti ha decisamente assunto forme e importanza senza precedenti. Senza dimenticare gli aspetti economico-fiscali e legali che vincolano il mercato italiano rispetto ad altre realtà europee. E se impedimenti burocratici e fiscali frenano il dialogo con le istituzioni e la crescita del mercato, la privatezza del nostro collezionismo ha paradossalmente favorito la nascita di collezioni aperte al pubblico e soprattutto di fondazioni, tratto distintivo della nostra realtà rispetto a quelle straniere. E per dar riscontro alla ricerca si è data voce alle esperienze concrete e agli approcci personali di autorevoli protagonisti del collezionismo contemporaneo italiano quali Giorgio Fasol, Andrea Accornero, Lidia Berlingieri Leopardi, Ernesto Esposito, Volker Feierabend, Vittorio e Nunzia Gaddi, Paolo Palmieri, Claudio Palmigiano.
Adriana Polveroni è giornalista e critica d’arte. Insegna Museologia del contemporaneo presso l’Accademia di Brera di Milano. Ha pubblicato This is contemporary! Come cambiano i musei d’arte contemporanea (2007) e Lo sboom. Il decennio dell’arte pazza tra bolla finanziaria e flop concettuale (2009), oltre a molti altri saggi in volumi collettanei e in cataloghi. Dal 2012 è direttrice di Exibart.
Marianna Agliottone è curatrice e critica d’arte, da tempo svolge attività di consulenza per il collezionismo privato. Ha collaborato con numerose riviste di settore tra cui Arte e Critica e Frieze, attualmente è consulente editoriale per Exibart.

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Studenti nella commissione dei saggi

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 febbraio 2011

Catania Università. Sono appena stati designati i  membri che faranno parte della Commissione volta ad approvare lo statuto che dovrà recepire la legge di riforma “Gelmini”. La legge in questione prevede che ogni ateneo nomini una Commissione ad hoc composta da 15 membri, scelti tra gli appartenenti al senato accademico, al consiglio di amministrazione, oltre alla presenza del Rettore e di due rappresentanti degli studenti, nominati dallo stesso. Ad essere stati designati per rappresentare gli studenti all’interno della Commissione, il capogruppo di Studenti per le Libertà-Azione Universitaria al CNSU  Erio Buceti, ed Emanuele Maniscalco, neoeletto al CUN (Consiglio Universitario Nazionale).  Con la “scelta” di Buceti e Maniscalco, il Rettore è riuscito nell’obiettivo di dare garanzie maggiori agli studenti, designando coloro che realmente hanno un contatto diretto e quotidiano con la riforma e, creando così, quella sinergia che purtroppo spesso manca tra gli studenti ed il Ministero.  Secondo i due neoeletti in seno alla Commissione: “ Il nostro obiettivo sarà quello di essere sempre presenti, vigilando sull’emanazione dei criteri da porre all’interno dello statuto, informando costantemente gli studenti sul lavoro fatto e, ponendosi come fine principale, il diritto allo studio, la meritocrazia e la totale trasparenza delle scelte che verranno fatte in ambito della Riforma”.

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Presentazione volume “Il maestro utopico”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2009

Parma 20 novembre, alle ore 17, presso l’Aula dei Filosofi dell’Ateneo (Via Università 12), avrà luogo la presentazione del libro “Il maestro utopico. Scritti in onore e memoria di Pietro Maria Toesca”, edito da Edizioni Diabasis. Il volume raccoglie alcuni saggi scritti degli allievi del Prof. Toesca, insegnante di Filosofia Teoretica all’Istituto di Filosofia dell’Università di Parma tra il 1965 e il 1980, morto tre anni fa. L’evento, organizzato dal Dipartimento di Filosofia dell’Ateneo, vedrà gli interventi e le testimonianze di Danilo Amadei, Ferruccio Andolfi, Alessandro Bosi, Romano Romani, Angelo Scivoletto, Don Pino Setti e Alberto Siclari. Durante l’incontro saranno proiettate alcune sequenze del video “L’alfiere del vento”, contenente immagini di Piero Maria Toesca.
Pietro Maria Toesca insegnò Filosofia teoretica all’Istituto di Filosofia dell’Università di Parma tra il 1965 e il 1980. In quegli anni trasmise la passione per la teoresi agli studenti che affluivano numerosissimi nell’Aula dei Filosofi, dove ora una piccola schiera di quei suoi “discepoli” gli rende onore presentando, a distanza di alcuni anni dalla sua morte, un volume di saggi. Per lui la purezza della contemplazione s’intrecciava sempre con l’intento pratico di dare qualche parziale realizzazione a progetti utopici, nei quali si scorgevano tracce nitide delle culture in cui maggiormente si riconosceva, il cristianesimo conciliare e il marxismo critico. Molte persone in città lo ricordano: a esse è rivolto l’invito, ma anche alle generazioni più giovani che vogliano avere qualche percezione dell’atmosfera che si respirava in quegli anni all’università di Parma.

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O’Brien Michael D. L’isola del mondo

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2009

In una Croazia sconvolta dall’avvento del comunismo, la vicenda drammatica e struggente, ma al tempo stesso poetica e salvifica, del giovane Josip Lasta. Anche nel Male più estremo vi è una possibilità nuova che ricompone le relazioni umane.  Josip Lasta è un bambino capace di intuire il mistero del mondo – contemplando l’azzurro del mar Adriatico – e di parlare il linguaggio del cuore, silenzioso e profondo. Nato in un piccolo villaggio sui monti della Croazia ove regnano l’armonia, la solidarietà e il gusto delle cose semplici, Josip viene educato alla fede e alla vita da un padre amorevole e una mamma generosa. Nel caos politico precedente l’affermazione al potere di Tito, la violenza sconvolge la vita del piccolo paese, da cui Josip fugge – unico superstite del massacro. Inizia così il pellegrinaggio di una vita intera, misurata sulle numerose perdite di affetti e sicurezza, sugli attacchi incessanti del Male e sull’esperienza del dolore – ma anche sulla poesia, l’amore fedele, l’amicizia accogliente e la redenzione ad opera di un Cristo bambino, con le mani piagate.  Michael D. O’Brien nasce a Ottawa (Canada) nel 1948. Pittore autodidatta e scrittore, ha pubblicato numerosi saggi dedicati alla fede e la cultura in periodici internazionali. Ha scritto numerosi libri, soprattutto la serie di romanzi in sei parti Children of the Last Days pubblicata da Ignatius Press (San Francisco). Per le Edizioni San Paolo ha pubblicato nel 2008 Il nemico e Il libraio. Edizioni San Paolo 848 pagine – formato 15,5×22,5 ISBN 9788821565830 Euro 26,00

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Navigatori esploratori del multimediale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2009

Una riflessione di Vincenzo Andraous. Saggi e profani insistono a dire che la televisione trasforma gli adolescenti in barbari.  Penso invece che la televisione o meglio, le televisioni, non scopriamo l’acqua calda, contengono messaggi sub-liminali ormai ben noti, input “estremi” per raccogliere guadagni…e poco contano i limiti imposti dalle regole, o il bon-ton richiesto dal vivere civile.  Questo andazzo, non autorizza a pensare che ciò induca una ipnosi collettiva, la  deriva che un po’ tutti affrontiamo in questo presente, è sul serio un cataclisma che ferisce, soprattutto i più giovani, coloro che non sono in possesso di strumenti difensivi.  In particolare coloro che ancora non hanno sviluppato capacità critiche. Di certo la televisione non è il nostro genitore, neppure il nostro educatore, ancor meno il nostro compagno di viaggio. Per cui affermare che: “la vita mi è passata davanti, e non me ne sono accorto”, perché la televisione mi ha condizionato, o peggio ipnotizzato, è davvero una mera giustificazione.  La televisione è l’imputata? La corte che giudica saremmo noi? Coloro che non hanno tempo neppure per fare l’amore? Per una carezza? Per una preghiera? Mi viene da pensare che la liceità di una accusa così qualunquista al tubo catodico, sia espressa per colmare e riempire quei vuoti e lacune, più volte sottolineati, ma comodamente licenziati.  La verità, una delle tante e troppe verità, è che siamo noi ad aver creato tanti bambini spot!!!  Perché non ammettere che quando cominciano i compromessi con le proprie responsabilità di genitori, di educatori, di accompagnatori, si è destinati a una proiezione virtuale, che indica nei ragazzi una imbecillità non loro, ma piuttosto nostra. La televisione non è il fine che compie il percorso della nostra vita, è solo un mezzo per informarci e intrattenerci; per un tempo necessario, e non per intero. Dovremmo fare nostra la filosofia di S. Agostino, indipendentemente dalla fede che ognuno professa. Filosofia del dialogo e della relazione improntata a ribadire il valore della memoria, dell’intelletto, della volontà, per aiutarci a comprendere i segni di un disagio che è sempre più relazionale. Per non inciampare nella vulnerabilità delle giustificazioni, nelle incredulità costruite, nelle inadeguatezze improvvise. È una filosofia che potrebbe allontanare il pericolo incombente dell’inabitabilità dell’uomo con se stesso e con gli altri, figuriamoci in una pseudo convivenza mediatica. Condannare alla reclusione a vita la televisione non è il vero obiettivo, forse affidarci a risposte più sfumate non significa andare incontro a conclusioni errate, ma a un giudizio meno approssimativo. Esistono geometrie che non conosciamo, incertezze, solo i comandamenti sono certi, indiscutibili. In conclusione siamo dentro fino al collo nell’era delle comunicazioni istantanee, stiamo diventando tutti navigatori-esploratori del multimediale. Proprio per questo sarebbe bene tendere a fare gli entronauti di noi stessi quanto meno per ascoltare-guardare   con orecchi-sguardi nuovi i tanti figli, al palo, in attesa. (Vincenzo Andraous)

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