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I libri di Riccardo Alfonso

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2015

Riccardo Alfonso L’Ultima frontiera – Editrice Zephir – Roma pag. 312 . L’avventura scientifica e tecnologica del XX secolo inizia con una grande tragedia con le deflagrazioni delle bombe atomiche a Nagasaki e Hiroshima. Solo in quel momento l’opinione pubblica mondiale si rese conto della nuova realtà. Eppure furono numerosi i segni premonitori. Da qui parte una riflessione dell’autore che ripercorre la storia degli eventi più significativi, e non solo di natura scientifica ma anche sociale e religiosa, che hanno attraversato il XX secolo. Saggistica

Riccardo Alfonso L’altra faccia della vita, Edizioni Fidest – Roma – pag.378. Tutto ruota intorno alla ragione. L’essere umano è stato in grado sino ad ora di perpetuare, oltre i confini della vita, i suoi ricordi. Ma tutte le volte che ha tentato d’esplorare l’ignoto si è lasciato solo prendere da infinite ansi, paure, ciniche elucubrazioni, rigurgiti ascetici. Eppure quella verità “ultima” che ci porta oltre la vita è dentro di noi e tra di noi. Basta guardare nella direzione giusta. Narrativa

La mia storia infinitaRiccardo Alfonso La mia storia infinita, Edizioni Fidest – Roma – pag.170 Questo libro è nato per ricordare le cose più belle della vita. Per un nonno seduto accanto al camino e dei nipoti che lo contornano curiosi ed interessati ai suoi racconti. E’ anche la storia di un’amicizia con un poeta e alla dolcezza dei racconti infantili. Narrativa

Riccardo Alfonso Il prezzo del progresso, Edizioni Fidest – Roma – pag. 194. La storia dell’uomo incomincia forse 500 mila anni fa o forse meno. Due furono i momenti significativi che cambiarono il corso degli eventi: il balzo netto della curva demografica tra il 1750 ed il 1800 e la nuova economia borghese capitalista o altrimenti detta rivoluzione industriale. Tutto ciò po’ spiegare quanto è accaduto nel XX secolo? Storico

Riccardo Alfonso La medicina coniugata al sociale, Edizioni Fidest – Roma – pag. 178 . Perché continuiamo a volere le pensioni di anzianità e vecchiaia? Perché un lavoro a tempo indeterminato? Perché chiediamo sicurezza sociale, ordine pubblico e giustizia? Perché la classe politica continua ad illuderci assicurandoci un cambiamento mentre si guarda bene dal realizzarlo? Forse perché se i mali venissero eliminati e i problemi esistenziali risolti non esisterebbero nemmeno i politici e la politica e ciò, per taluni, è un male peggiore del rimedio. Medicina sociale/welfare

Riccardo Alfonso Le Ombre, Edizioni Fidest – Roma – pag.254 € 13. Le ombre celano, a volte, una realtà che vorremmo sempre presente. Nell’ombra continua a nascondersi un personaggio emblematico che l’autore incontra in lampi di luce sempre più brevi sino scomparire del tutto. Possiamo definirlo un racconto autobiografico? Forse si, forse no. Lasciamo al lettore la decisione finale. Fantascientifico

Il DittatoreRiccardo Alfonso Il Dittatore. Edizioni Fidest – Roma – pag. 180. Un giornalista viene ucciso: E’ Mino Pecorelli. Perché è accaduto? Il fatto permette all’autore di approfondire lo scenario che lo contorna e di prefigurare l’esistenza di un “puparo”. Diventa uno spaccato della vita e dei costumi italiani dal 1945 al 1990. Saggistica

Riccardo Alfonso, Le tre medicine, edizioni Fidest. Roma – pag. 368. L’avventura umana si carica di tre significative componenti: lo spirito, la materia ed i ricordi. Lo spirito accende in noi la sete della ricerca, l’introspezione intimistica che ci avvicina ai valori del trascendente. La materia è nella cura di sè, del modo come ci avviciniamo alla vita, ne assaporiamo i suoi frutti e ci serviamo per lenire gli affanni del corpo. Tra i due momenti, tra queste due pieghe emerge il ricordo, il magico elisir che c’insegna ad amare il passato e a sognare il futuro e a rinfrancarci nei nostri affanni quotidiani. Sono pagine dove è franco il rapporto con la Fede, è altrettanto crudo quello con la medicina ed i suoi lenimenti ed è appassionato allorché i ricordi si addensano e lo lasciano abbacinato. Saggistica

GheddafiRiccardo Alfonso, Muammar Gheddafi – Il prezzo del progresso – Collana editoriale Fidest – pag. 232. La storia incomincia il primo settembre del 1969 con l’operazione Gerusalemme. E’ un altro importante capitolo della storia politica dell’Islam. E’ anche una svolta significativa alla politica occidentale che aveva cercato di sostituire il colonialismo con governi locali autoctoni ma asserviti alla causa capitalistica e ancora peggio ai vari comitati d’affari, sovente di malaffare, e alle multinazionali. E’ una premessa che ci pone un interrogativo: è possibile cambiare la storia dei paesi africani ed asiatici con governi indipendenti e sovrani della volontà popolare o anche rivoluzionari ma guidati da uomini come Gheddafi che hanno saputo garantire l’autonomia del paese dalle tante seduzioni occidentali? Saggio storico

L’eroe e il carnefice, lo spirito ed il corpo. (da un saggio di Riccardo Alfonso) Lo sgomento del principe Arjuna davanti alla prospettiva d’impugnare le armi per uccidere i propri simili in battaglia è allontanato dal dio Krsna che gli appare in sogno e lo esorta a combattere. L’esortazione a tuffarsi nella lotta e ad uccidere senza patemi d’animo è data secondo il principio che tutto è eterno. La lama del giustiziere non distrugge l’immutabile. Può apparire come una implicita esortazione all’omicidio. Noi dunque siamo attraversati da due mondi: quello visibile dei corpi e perituro, e quello invisibile, immanifesto. E’ la stessa divisione del reale affermata da Platone e dall’intera tradizione filosofica dell’occidente e raccolta dal cristianesimo. Dovremmo arguire che l’uccisione è nella natura delle cose, ma significa proprio questo? Vivere vuol dire fare violenza agli altri? No di certo. Occorre cancellare questo falso dalla nostra memoria e partire dal presupposto che non esistono nemici da combattere e da uccidere, in tutte le possibili battaglie della vita: dalle guerre dichiarate, ai conflitti locali, alle contese private. Se non rendiamo universale tale precetto è difficile poter capire che debbano esistere delle eccezioni e che la violenza e il delitto possano avere eroi che osannano il loro trionfo con l’uccisione del nemico.

Cultura e religioni monoteiste, punti d’incontro e di scontro.(Saggio di Riccardo Alfonso edizioni Fidest). Le recenti vicende che in Ucraina hanno messo a nudo i contrasti tra religioni che si richiamano alla comune matrice cristiana: Chiesa d’oriente e d’occidente) rendono attuale un saggio scritto qualche anno fa. L’autore nella sua prefazione scrive, tra l’altro: In un mondo occidentale che perde il senso dei valori assoluti e non riesce più in particolare ad agganciarli ad un Dio signore di tutto, la testimonianza del primato di Dio su ogni cosa e della sua esigenza di giustizia ci fa comprendere i valori storici di coloro che portano con se tale testimonianza. Da qui parte una proposta: E’ necessario che incominciamo dalle scuole da ogni ordine e grado. E’ una cultura dell’informazione e della formazione che va incoraggiata e sostenuta per favorire la conoscenza e la comprensione delle posizioni altrui.

Vite vissute. Storia del XX secolo di Riccardo Alfonso (edizione Fidest pag.148). L’autore traccia un profilo degli eventi di maggiore rilievo che hanno attraversato il XX secolo. I più traumatici oltre alle due grandi guerre sono stati i momenti che li hanno preceduti ed in particolare con l’avvento del fascismo e del nazismo. Ma la storia continua anche dopo. Possiamo dire che il declino del fascismo e del nazismo coincide anche per l’assenza di talenti e per la mancata formazione di una èlite adeguata alle circostanze. Il XX secolo che incomincia con le scoperte di Marconi e di madame Curie, le geniali intuizioni di Einstein, fermi e Fleming, si completa con i sogni d’intere generazioni verso una società migliore e più evoluta.

RicordiRicordi (Riccardo Alfonso, Edizioni Fidest pag. 212) L’opera rientra nel filone della narrativa. E’ la storia ultima della vita. Un vecchio è davanti ad un focolare a scaldarsi. E’ solo. Fuori imperversa la tempesta. Gli spifferi entrano gelidi dalle porte sconnesse e lo fanno rabbrividire. Lo coglie un profondo torpore. In quel momento rivive la sua vita. Ricorda, e le lacrime gli solcano il volto, reso grinzoso ed attraversato da profonde rughe. Ricorda e sorride. Sono gli spaccati di una vita felice, di un amore che gli ha addolcito il cuore. Ricorda ed i suoi occhi si riempiono di furore, per una ingiustizia patita che ancora gli brucia come un tizzone ardente preso involontariamente tra le mani. Sente nelle narici l’odore acre della pelle che brucia e gli scopre la carne.

La crisi delle arti grafiche tradizionali e l’avvento delle nuove tecnologie. Riccardo Alfonso edizioni Fidest. Le nuove tecnologie automatizzate stanno sostituendo del tutto i vecchi metodi. La chiave del successo è costituita dalla possibilità di poter offrire alla clientela nuove soluzioni a prezzi contenuti, con rapidità di esecuzione e con un prodotto finito d’alta risoluzione. Partendo da questo punto l’autore sviluppa il suo discorso prima passando in rassegna le tecniche di stampa tradizionali e poi le nuove applicazioni per l’editoria dei giornali e dei libri ed i loro interfaccia alla carta stampata con i CD ed internet. Si considera, inoltre che le nuove tecniche prevedono la possibilità che tutto il materiale cartaceo, afferente la modulistica aziendale, sia contenuto in dischetti o richiamati sui computer aziendali, di volta in volta, e ciò evita sia l’immagazzinamento di moduli sia la ricerca di spazi adatti e l’invio, di volta in volta, alle dipendenze.

L’aromaterapia di Riccardo Alfonso (edizioni Fidest). Un interessante volumetto è stato dedicato all’analisi e allo studio sugli odori. Sin dall’antichità si conosceva questa cura che utilizza le essenze odorose delle piante. Si distingue dalla fitoterapia che a sua volta usa l’impiego terapeutico delle piante (infusi, estratti, decotti), ma con modalità diverse. I vantaggi che producono gli odori si possono grosso modo indicare in questi quattro punti: 1) gli odori sono più facili da analizzare e da somministrare in dosi precise; 2) si diffondono e sono assorbibili rapidamente dalla pelle; 3) il loro uso è più agevole, sia sotto forma di aerosol sia di gocce; 4) la loro alta concentrazione consente un utilizzo molto modesto del prodotto. Ma di quali proprietà medicinali si tratta? Tanto per cominciare possono sterilizzare utilizzando le loro doti antisettiche, intere colonie batteriche ed inibendo, ove il caso, i loro effetti patogeni. Procurano benefici balsamici all’apparato respiratorio, impediscono la crescita di batteri senza ucciderli (batteriostatici) nelle cistiti e nelle varie infiammazioni urinarie. Sono, inoltre, antispastici, digestivi, antiinflautolenti a livello delle vie digerenti, cicatrizzanti nelle affezioni cutanee, rivulsivi o regressivi per le mialgie, i dolori muscolari e per i dolori articolari. L’aromaterapia ha comunque dei limiti e delle cautele che vanno osservate.

Il villaggio globale di Riccardo Alfonso, edizioni Fidest. Man mano che le tecnologie ci permettono l’accesso a forme di comunicazione più diretta ed in tempo pressoché reale, ciò che era considerato un “villaggio globale”, sposta gli obiettivi su “interpretazioni” sempre più avanzate. E’ l’argomento sviluppato in questa pubblicazione. Su tale filone di considerazioni si cita, tra gli altri, il celebre sociologo canadese Marshall McLuban, allorché attribuì questo termine, diversi anni fa, pensando alla televisione. Oggi questo ruolo di comunicatore privilegiato già appartiene ad altri: è internet. In pochi anni abbiamo creato un mercato di concorrenza perfetta dopo che all’inizio del XX secolo e per decenni, economisti di fama mondiale, lo avevano studiato come un modello teorico per rappresentare un’organizzazione degli scambi dove prezzi e quantità d’ogni transazione fossero istantaneamente noti a tutti i partecipanti e che non vi fossero costi o limitazioni d’entrata e di uscita.

Il trasporto intermodale di Riccardo Alfonso, edizioni fidest. Il punto debole in Italia, e in senso più generale in Europa, è il trasporto delle merci o, per l’esattezza, il trasporto intermodale. Si analizzano in questa pubblicazione sia l’inadeguatezza delle reti viarie stradali, ferroviari, fluviali, marittime ed aeree, nell’ambito nazionale, sia la loro incapacità di collegarsi a livello europeo con un sistema omogeneo di trasporto. Il problema a questo punto sta non solo nel modo come si trasporta ma nella possibilità di effettuare degli scambi senza creare complicazioni. Basta pensare, ad esempio, che la quota del trasporto merci su rotaia in Italia è salito, nel giro di un decennio, dal 9 al 14,2%, ma resta ben poca cosa se pensiamo che nel frattempo registriamo in Francia un 38%, un 28% in Germania ed un 24,2% in Gran Bretagna. Questa situazione diventa sempre più grave in Italia proprio perché le nostre imprese devono fare i conti con una concorrenza internazionale sempre più agguerrita e l’unificazione dei mercati sta già esercitando un ruolo decisivo sui costi aziendali, la mobilità delle merci e, soprattutto, dai risparmi che possono derivarne dai trasporti.

L’uso esperto della ragione, di Riccardo Alfonso edizioni Fidest. Oggi non vi può essere capacità di comprendere e far fronte a nuove situazioni senza “informazione” o, per meglio dire senza la capacità di muoversi con destrezza nella massa crescente d’informazioni. E’ in buona sostanza quanto sostiene l’autore di questa pubblicazione. E’ stato costruito un modello informativo sempre più esclusivo dove non è facile far circolare le notizie se non attraverso canali ben definiti. Internet oggi sembra l’unico strumento di mandare a gambe all’aria questa struttura monolitica, ma, purtroppo, non è così. L’informazione, in pratica, è soffocata dalla massa delle notizie che circolano. Basti pensare che solo in Italia sono attivi circa 500.000 siti. E’ praticamente impossibile non diciamo visitarli tutti ma anche il loro 10% o ancora meno, diciamo 1%. In questo modo ritornano in auge le corsie preferenziali ed il loro perverso sistema di incanalare un sistema di comunicazione privilegiato rispetto a tutti gli altri.

Rapporti d’interdipendenza Nord-Sud, di Riccardo Alfonso edizioni Fidest. L’evoluzione dei rapporti d’interdipendenza Nord-Sud sta subendo una sostanziale evoluzione alla luce dei mutamenti della situazione geopolitica di questi ultimi anni. L’autore ha individuato tre direttrici: 1) le vie di comunicazione. Sono ritenute vitali per collegare la produzione al mercato di sbocco; 2) l’informazione. Non vi è dubbio che la formula del successo del sistema Paese passa per la sua capacità di dotarsi di infrastrutture adeguate nella comunicazione elettronica, 3) analisi del progetto di sviluppo. Pensiamo alla lotta contro la povertà, alla integrazione delle economie in via di sviluppo, alla sana gestione dei bilanci, all’attuazione delle riforme economiche e alle economie di scala attraverso la riorganizzazione dei servizi pubblici.

Le reti immateriali, di Riccardo Alfonso, edizioni Fidest. Queste reti sono costituite da migliaia di centri di ricerca, di laboratori d’imprese, di università, d’istituti d’insegnamento superiore, di organismi di formazione e centri di innovazione, sparsi in tutto il mondo. E’ un’armatura intellettuale che l’autore richiama nel suo libro per raccontarcela nei dettagli. Le reti, a loro volta, non escludono il contatto fisico tra i protagonisti. Essi s’incontrano regolarmente nel corso di seminari e di conferenze e in tale ambito colgono l’occasione per migliorare maggiormente l’interconoscenza e per sviluppare nuove idee e nuovi contatti.

La violenza e la risposta delle istituzioni di Riccardo Alfonso edizioni fidest. I recenti fatti di Genova rendono di grande attualità questa pubblicazione edita qualche anno fa. In U.S.A. si uccide legalmente e, del resto, ciò accade anche in altri paesi del mondo, Cina compresa. Le vittime sono, per lo più, criminali che hanno già ucciso altri esseri umani e per ragioni abiette: per gelosia, per sadismo, per stupidità, per cinismo, per amoralità. E’ una lunga scia di sangue che da Caino ad oggi non sembra avere fine. A questo punto ci chiediamo perché impietosirci nei confronti di chi non ha avuto pietà? Perché, d’altro canto, essere alla pari spietati mettendosi sullo stesso piano di chi proditoriamente spezza una vita? Probabilmente non è facile dare ragione agli uni e torto agli altri senza che un “pizzico” di dubbio ci attraversi la mente. E’ proprio sul dubbio che la trama del racconto-verità dell’autore ci conduce su questo sentiero impervio e c’induce a riflettere, forse un po’ di più di quanto non abbiamo già fatto.

Le clausole vessatorie ed il consumatore di Riccardo Alfonso, edizioni fidest. L’autore parte dalla legge n° 52/1996 in attuazione della direttiva Comunitaria 93/11/CEE. Lo fa per analizzare le norme antivessatorie contenute nel disposto legislativo. Esse sono poste a tutela del consumatore quale contraente debole. E’ una sistematica ricerca della nuova e complessa materia e della relativa casistica. Vi è una parte riservata alle diverse possibilità di difesa del consumatore disciplinate dalla legge, compreso il ricorso per la conciliazione extra processuale. Sono dei percorsi non sempre agevoli per il consumatore italiano proprio per la cronica difficoltà in cui si dibatte la giustizia italiana dai processi lunghissimi e che richiedono anche dieci anni di dibattimenti prima di concludersi con una sentenza definitiva.

La crescita della produttività nella new economy di Riccardo Alfonso edizioni Fidest. Associare il rapido aumento della produttività aziendale con la contestuale introduzione delle tecnologie informatiche e delle comunicazioni (TIC), è un dato di fatto che va, tuttavia, analizzato con la crescita dell’economia nel suo complesso. Perché questo avvenga è necessario che le Tic abbiano il carattere di una tecnologia pervasiva (general purpose technology) per avere la certezza che il suo uso possa generare un aumento più rapido dell’efficienza complessiva del processo economico, ovvero del più elevato tasso di crescita del prodotto potenziale. Non va dimenticato che il mutamento tecnologico ha delle subordinate dipendenti dalla qualità delle politiche che lo accompagnano e da un insieme di altri fattori tra cui la liberalizzazione dei mercati finanziari nazionali e la loro progressiva integrazione internazionale.

Visti da lontano, di Riccardo Alfonso, edizioni Fidest, pag. 140. Non si tratta di un timore riverenziale che l’autore ha per i grandi personaggi visti realmente da…lontano. Roma, d’altra parte, è una grande vetrina dove è facile trovare esposte figure di livello internazionale nei più disparati campi dalla politica all’economia e alle scienze e alla cultura. A volta capita sorprenderli in un ristorantino di Trastevere o seduti al Puff per gustarsi, come tutti gli altri spettatori, le gag in versi di Nando Fiorini. Sono questi spaccati d’intimità dove una celebrità cerca di confondersi tra la gente che non è facile ritrovare nei pranzi ufficiali o negli incontri formali. Il libro vuole essere, in un certo qual modo, la risposta all’incontrario del più famoso libro di Andreotti: Visti da vicino. Chi, ci chiediamo, dei due autori ha colto meglio dell’altro i segreti sentimenti di questi uomini e donne d’eccezione? ma non tutti i personaggi collimano tra i due racconti. Ve ne sono diversi che i “visti da lontano” non compaiono nel libro di Andreotti e viceversa.
Il crollo dell’ideologia come quella marxista-leninista è irreversibile? Di Riccardo Alfonso edizioni Fidest pag.114. E’ una tesi, sostenuta dall’autore sia pure con in fondo un interrogativo, che è ben lungi dall’essere teorica ed ipotetica. In Italia, ad esempio, prospera un buon 5% dell’elettorato italiano che si identifica, sia pure con diverse sfumature, a quella ideologia che ha avuto dal crollo del muro di Berlino una caduta rovinosa e per molti mortale. Se essa resiste, sia pure diventando minoranza nei paesi dove ha prosperato, e riducendosi di molto negli altri, resta la ragione ultima di una lotta sociale per nulla spenta. E’ questo il tema conduttore nel quale si cimenta l’autore.

Non profit. Le origini di una scelta sociale di Riccardo Alfonso “Quaderni fidest). Il tutto è nato negli anni settanta dalla pretesa dello Stato italiano di voler monopolizzare il sociale sbandierando lo slogan “servizi pubblici generali gratuiti”. Come dire niente più assistenza precaria, confessionale, paternalistica. Un concetto in se suggestivo, ma irrealizzabile. E’ una constatazione che non ci rende giustizia perché prova una sola cosa: l’incapacità dello Stato di difendere i diritti dei più deboli ed i suoi sprechi e le sue inefficienze rendono addirittura più grave il rapporto oggi esistente tra lo Stato ed i cittadini. Pensiamo a quella che è l’assistenza sanitaria, dove il dibattito più a la page sembra quello se reintrodurre il ticket per i medicinali oppure no. Per non parlare della giustizia i cui tempi lunghissimi favoriscono solo i benestanti e non certo i poveri che non si possono permettere spese di tale genere e per periodi tanto estesi. E le pensioni dove le mettiamo? Milioni di pensionati vivono, si fa per dire, con assegni inferiori al milione di lire e dovendo pagare, per giunta, fitti che assorbono l’80% delle loro modeste entrate.

Socialismo reale e realtà economica di Riccardo Alfonso edizioni Fidest. Negli anni a cavallo tra le due guerre mondiali abbiamo governato l’Italia all’egida di un’economia “mista” nella quale era prevalente la mano pubblica e non solo nei settori più importati dell’energia e della finanza. Si pensò ad una nuova filosofia produttiva impostata sull’economia mista sotto il protettorato dello Stato. Per questo motivo, probabilmente, l’esperienza fu, grosso modo, riproposta nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale. Il privato, a sua volta, ne traeva vantaggi sia con l’erogazione a pioggia di contributi a fondo perduto per sostenere le produzioni che non avevano più mercato, ma erano fonte d’occupazione di manodopera, per lo più generica ed altrimenti senza avvenire. Ma la caduta del muro di Berlino, nel 1989, il conseguente crollo del socialismo reale, il trattato di Maastricht, la liberalizzazione dei mercati, la necessità di risanare i conti pubblici usciti fuori quadro per milioni di miliardi, costrinse l’Italia ad un drastico giro di boa. Le imprese fuori mercato furono costrette a chiudere, gli enti pubblici furono ridimensionati e, in taluni casi, ceduti a privati e gli stessi servizi pubblici furono costretti a fare i conti con le aspettative del mercato e con il passo dei tempi nuovi. Siamo così giunti ai tempi nostri. Quale futuro ci attende?

Le bombe che cambiarono il volto del mondo di Riccardo Alfonso Edizioni Fidest. Nel 1945 due furono le atomiche lanciate su altrettante città giapponesi dagli americani: Nagasaki ed Hiroshima. Sono trascorsi 56 anni da allora ma si continua a morire per gli effetti devastanti di quei ordigni. Altre distruzioni, diciamo più convenzionali, le abbiamo avute con i tre giorni di bombardamenti subiti ad Amburgo nel luglio del 1943 allorché rimasero uccise 43.000 persone e a Dresda nel febbraio del 1945 con 135.000 morti. Ma fu l’atomica a segnare l’inizio di un’era diversa. Vi pervenimmo ignorando quasi del tutto gli studi che furono condotti a monte e che videro la partecipazione anche degli italiani. Il richiamo a quegli eventi ci aiuta ad introdurci nella realtà odierna, dove la medicina ci porta alle soglie della vita con la clonazione umana, ma ci rende consapevoli che noi stiamo percorrendo una strada privi di quel bagaglio culturale imposto allora dalle chiusure di una società autoritaria e alla sua preconcetta diffidenza per qualsiasi novità, ed oggi per l’ansia di voler scavalcare ogni limite per raggiungere un primato di potere e non di conoscenza. In effetti esiste un rapporto incompreso tra le meraviglie del progresso e il progresso effettivo della società. Sta a noi, al nostro senso di responsabilità, alla luce della nostra saggezza, comprendere i limiti oltre i quali non vi è la scienza ma l’avidità umana e le sue nequizie.

La sfida del secolo: l’Africa di Riccardo Alfonso Edizioni Fidest (saggio). Il mondo occidentale dovrà, prima o poi, confrontarsi con un continente per nulla alla deriva: L’Africa. Oggi si pensa al contingente: alla sua povertà, in alcuni casi estrema, alle sue risorse naturali, alla capacità di spolparla secondo una logica da neo colonizzatori ma un domani, non molto lontano, le cose cambieranno ed allora cosa accadrà se ci ritroviamo con un paese tenuto troppo a lungo sotto pressione e sfruttato? I numeri ci dicono che i suoi abitanti, secondo una stima di qualche anno fa, sono 763 milioni. Vivono in 53 Paesi su un territorio di 30,4 milioni di Kmq. Oggi 29 milioni di persone in Africa sono a rischio alimentare e 18 milioni di essi sopravvivono grazie agli aiuti internazionali. 250 milioni di poveri sono concentrati nelle regioni a sud del Sahara e vivono con meno di un dollaro al giorno. 25,3 milioni di persone sono colpite da infezione da hiv. Più di 11 milioni di bambini hanno perso entrambi i genitori per causa dell’Aids. 15 mila persone, in media, sono assistite da un solo medico In Burkina Faso il rapporto medico/pazienti è di uno per 57.310. 2,3 milioni sono i profughi presenti nel Continente: vittime di guerre, siccità e carestie. 53,6 milioni di mine sono ancora disseminate sul territorio africano. L’Egitto è il Paese con il maggior numero di ordigni: 23 milioni.

Dopo Marx un altro Marx di Riccardo Alfonso Edizioni Fidest (saggio). Il potere sovietico comunista è crollato e con esso il sistema sociale che lo supportava. Ora i “posteri” si chiedono se questa ideologia, e l’autore si riferisce a quella specifica del marxismo e non del marxismo-leninismo, ha in via definitiva perso il suo ruolo nella storia dell’umanità o se le deformazioni che l’hanno viziata sono quelle che, in effetti sono morte. Il marxismo, per l’autore non è solo un messaggio sociale in chiave laica, ma un richiamo ad una giustizia universale che non ha ricadute, nei nostri rapporti esistenziali, se non temporanee ed accidentali. Allorché un ministro tedesco molto famoso, riferendosi al crollo dell’Urss, ebbe a dire “Marx è morto, Gesù è vivo” possiamo solo obiettare, come fa Johannes Weib che né Gesù è così vitale né Marx è così morto.

La ricerca e la lotta per la verità e la conoscenza di Riccardo Alfonso edizioni Fidest (saggio). L’intelletto ha una vista acuta quanto ai metodi e agli strumenti, ma è cieca quanto ai fini e ai valori. Tuttavia ogni aspetto di questo multiforme scibile umano assume toni e significati diversi a seconda di chi lo manipola: la scienza ha avuto la sua relatività, ma anche la bomba atomica. La filosofia si muove nella realtà di un ambiente temporale immergendosi in un topos tipico di un dibattito ideologico naturale con le enormi potenzialità espresse dai tanti Marx, Nietzsche e Freud. E’ una penetrazione nel mondo scientifico e filosofico fatta nell’ambito del sistema e delle sue categorie intellettuali. Ciò, ovviamente, non esclude l’intimo rapporto con l’uomo, il suo muoversi ai margini della coscienza mondiale, in un messaggio religioso che ritrova la sua continuità dalla virus pagana alla fede rivelata. E’ il tema conduttore di una riflessione di una conoscenza che ci ha portati a sfiorare il mistero ultimo della vita e della morte e che oggi si apre ad un dibattito sempre più serrato.

Le scoperte dell’uomo nella loro ovvietà, di Riccardo Alfonso edizioni Fidest (saggio). La vita dell’uomo sembra oramai dipendere interamente dalla scienza. Il fuoco, la ruota e la nave furono le prime grandi manifestazioni del percorso umano. Dal periodo “babilonese antico” (1800/1600 a.C.) al “seleucidico” (tre secoli prima di Cristo) abbiamo avuto numerose anche se discontinue testimonianze delle scoperte e delle invenzioni che hanno caratterizzato l’impegno dell’essere umano verso una evoluzione ordinata della società. L’autore traccia in questo modo una panoramica sugli eventi più importanti che ci hanno portato alle conoscenze odierne e a distinguere ciò che è stata l’invenzione rispetto alla scoperta. La prima è senza dubbio una conquista intellettuale superiore alla scoperta “elevandosi – a detta degli antichi – alla potenza degli Dei.” Ora dobbiamo chiederci se tutto ciò costituisce un privilegio o un limite, a dispetto del progresso che abbiamo conquistato.

Le guerre del XX secolo di Riccardo Alfonso, Edizioni Fidest. La prima grande guerra mondiale fu in prevalenza un conflitto di posizione coinvolgendo il 6% delle popolazioni nelle azioni belliche. La seconda, invece, fu caratterizzata da truppe in continuo movimento e concorsero a coinvolgere il 90% delle popolazioni degli Stati che furono occupati militarmente. La terza guerra mondiale non scoppiò perché furono tutti consapevoli che avrebbe provocato un genocidio di proporzioni bibliche ed avrebbe reso inabitabile gran parte della terra. Lelio Basso, negli anni sessanta, fece una distinzione tra le guerre. Per lui erano solo di due tipi: borghesi ed anti-coloniali. Nel primo caso egli fece rientrare le due grandi guerre. Esse mandarono al macello milioni di esseri umani “per ideali che non comprendevano, e che in realtà nascondevano interessi di casta.” Nel secondo tipo di guerra vi sono popoli che insorgono per avere finalmente libertà, giustizia, diritto alla propria identità ed autonomia. L’autore, a questo punto, giunge ad una diversa riflessione: le guerre sono guerre e la loro illegittimità prevale sui motivi che potrebbero essere nobili e che albergano a monte. Le guerre, in altre parole, sono il frutto di un imbarbarimento della cultura civile e democratica dei popoli. E’ la loro mancanza al dialogo che spinge gli uni contro gli altri e non è solo il frutto di chi si pone in posizioni conflittuali nei confronti del suo prossimo. E’ quella cultura della guerra che noi abbiamo ereditato dal nostro passato e che ancora oggi non riusciamo a scrollarci di dosso. E’ nella nostra natura predatoria che offende l’intelligenza e la saggezza dell’homo novus.

Vita di campagna. L’agriturismo tra il vecchio ed il nuovo di Riccardo Alfonso, edizioni Fidest. Scrive il cittadino Mauriac pensando alla campagna: “Ciò che spaventa della vita in campagna è quell’essere esposti senza riparo alla pioggia, al fango, alla neve, alla notte. La vita di città sfugge ai fenomeni atmosferici. Il suo ritmo non dipende dalla meteorologia. In campagna, preda del maltempo, il cittadino scopre di essere un animale inadatto a vivere. Come vivere? Come potrà resistere il pensiero, diciamo la coscienza, su questo globo inondato, ghiacciato, tenebroso?” Sono parole che, qualche anno fa, faceva sorridere ai cittadini che si tuffavano nella vita di campagna, quindici giorni all’anno e d’estate o al più a giugno o a settembre. Ora un po’ meno considerato che l’agriturismo ha avuto una certa evoluzione recettiva ed incomincia ad adattarsi alle comodità cittadine: piscine, campi di tennis, sauna ecc. E’ un peccato. Bernardelli ci ricorda che il tempo della campagna è quella della vita nascosta: ci ha insegnato a crescere, ci ha insegnato a conoscere noi stessi. Nella nostra anima di adolescenti segregati, mortificati, pensosi ha ammesso il senso misterioso della durata, il fremito inavvertito dei grandi paesaggi, la delicatezza della meditazione e ci ha preparati a morire.” E’ la memoria – per Bernardelli – il sussurro della cima di un albero, un’ombra di nuvole nel cielo del mattino, è lo struggimento di quell’esistenza di allora, piena di affanno, di desiderio, di rinuncia. La campagna è come una malattia, isola il fanciullo e l’artista in una solitudine miracolosa. Dobbiamo avere anche di questa “percezione” un amaro rimpianto?

Le privatizzazione nell’Europa dell’Est di Riccardo Alfonso edizioni Fidest. L’Europa dell’Est è uscita di recente dal socialismo reale delle “economie pianificate” per immergersi in una nuova e non certo meno traumatica esperienza. Si è partiti da una ragnatela d’intrecci tra grandi imprese statali inefficienti. I programmi di riforma imposti dalle mutate condizioni politiche e di conduzione economica hanno attivato un profondo processo di trasformazione della proprietà. Questo perché una semplice apertura alla concorrenza non sarebbe stata sufficiente per eliminare legami così duraturi ed obbligare le aziende a basarsi solo sulle proprie risorse. Il primo aspetto è costituito dalle profonde lacune strutturali ed infrastrutturali che affliggono quest’area. Ad esse si associa il debole ruolo delle istituzioni che concorrono a rendere più difficile il trapasso da un sistema all’altro. Vi è poi un percorso suscettibile d’inquinamenti malavitosi, da spregiudicati arrampicatori sociali e da politici corrotti. Da qui partono alcune riflessioni ed indicazioni formulate dall’autore mentre l’UE preme per una unificazione che appare ai più difficile da realizzare in tempi brevi se non si sanano in via preliminare e permanente le tante contraddizioni esistenti.

Lo stato sociale U.E. di Riccardo Alfonso edizioni Fidest. L’idea basilare posta nel testo dall’autore è che la nuova politica sociale non può fondarsi sul presupposto che il progresso sociale debba essere sacrificato al rilancio della competitività economica, perché l’Europa deve gran parte della sua influenza e della sua forza alla capacità di combinare la creazione di ricchezza e lo sviluppo del benessere e della libertà al valore delle sue risorse umane e che esse hanno priorità su tutto. Tuttavia non sembra chiaro il ruolo che la Comunità intende svolgere per una politica innovativa dello stato sociale. Non è vincolando l’età minima lavorativa ai 40 anni ed ai relativi contributi che si possono creare le premesse per una società innovativa. Bisogna pensare qualcosa d’altro. Da qui parte una proposta. Appare rivoluzionaria perché non fissa più confini d’età per il pensionamento, perché fa addirittura sparire questa parola. Perché si afferma la convinzione che bisogna riscrivere regole nuove per affrontare il nuovo che si prospetta.

Ricordi di fede di Riccardo Alfonso edizioni Fidest. E’ una storia che si richiama ad un episodio della vita dell’autore e al suo primo incontro con Padre Pio, alla sua indifferenza prima e alle sue emozioni poi. Alla religiosità del padre e del suo essere “figlio spirituale” del frate beato. L’amicizia del padre con il cappuccino risaliva agli anni che precedettero la grande guerra. Li univa, forse, l’essere stati coetanei, profondamente religiosi ed amanti della verità e della giustizia. Morirono ad un anno di distanza. Sono questi i ricordi che generano forza e costanza. Sono impressi dal ricordo dei propri cari e delle persone dal grande carisma e che si riverberano in noi, per non cadere nella disperazione.

Le nuove guerre di Riccardo Alfonso edizioni fidest. Le recenti vicende di Genova in occasione del G8 hanno dato attualità ad una pubblicazione scritta qualche anno fa. la caduta del muro di Berlino ha fatto cadere del tutto il pericolo di una guerra globale che il XX secolo ci aveva abituati e che la guerra fredda aveva trasformato in una possibile catastrofe nucleare. Ora le guerre sono regionali, ma tendono ad essere esportate per coinvolgere gli altri governi ed i loro cittadini. Così arriviamo alle guerriglie urbane dove vi sono dei veri e propri commandos internazionali con persone provenienti dai più disparati e lontani paesi per misurarsi su tematiche non sempre comprese ed accettate ma che si trasformano in un terreno di scontro da terra bruciata.
Le clausole vessatorie ed il consumatore di Riccardo Alfonso, edizioni fidest. L’autore parte dalla legge n° 52/1996 in attuazione della direttiva Comunitaria 93/11/CEE. Lo fa per analizzare le norme antivessatorie contenute nel disposto legislativo. Esse sono poste a tutela del consumatore quale contraente debole. E’ una sistematica ricerca della nuova e complessa materia e della relativa casistica. Vi è una parte riservata alle diverse possibilità di difesa del consumatore disciplinate dalla legge, compreso il ricorso per la conciliazione extra processuale. Sono dei percorsi non sempre agevoli per il consumatore italiano proprio per la cronica difficoltà in cui si dibatte la giustizia italiana dai processi lunghissimi e che richiedono anche dieci anni di dibattimenti prima di concludersi con una sentenza definitiva.

Il villaggio globale di Riccardo Alfonso, edizioni Fidest. Man mano che le tecnologie ci permettono l’accesso a forme di comunicazione più diretta ed in tempo pressoché reale, ciò che era considerato un “villaggio globale”, sposta gli obiettivi su “interpretazioni” sempre più avanzate. E’ l’argomento sviluppato in questa pubblicazione. Su tale filone di considerazioni si cita, tra gli altri, il celebre sociologo canadese Marshall McLuban, allorché attribuì questo termine, diversi anni fa, pensando alla televisione. Oggi questo ruolo di comunicatore privilegiato già appartiene ad altri: è internet. In pochi anni abbiamo creato un mercato di concorrenza perfetta dopo che all’inizio del XX secolo e per decenni, economisti di fama mondiale, lo avevano studiato come un modello teorico per rappresentare un’organizzazione degli scambi dove prezzi e quantità d’ogni transazione fossero istantaneamente noti a tutti i partecipanti e che non vi fossero costi o limitazioni d’entrata e di uscita.

L’uso esperto della ragione, di Riccardo Alfonso edizioni Fidest. Oggi non vi può essere capacità di comprendere e far fronte a nuove situazioni senza “informazione” o, per meglio dire senza la capacità di muoversi con destrezza nella massa crescente d’informazioni. E’ in buona sostanza quanto sostiene l’autore di questa pubblicazione. E’ stato costruito un modello informativo sempre più esclusivo dove non è facile far circolare le notizie se non attraverso canali ben definiti. Internet oggi sembra l’unico strumento di mandare a gambe all’aria questa struttura monolitica, ma, purtroppo, non è così. L’informazione, in pratica, è soffocata dalla massa delle notizie che circolano. Basti pensare che solo in Italia sono attivi circa 500.000 siti. E’ praticamente impossibile non diciamo visitarli tutti ma anche il loro 10% o ancora meno, diciamo 1%. In questo modo ritornano in auge le corsie preferenziali ed il loro perverso sistema di incanalare un sistema di comunicazione privilegiato rispetto a tutti gli altri.

Rapporti d’interdipendenza Nord-Sud, di Riccardo Alfonso edizioni Fidest. L’evoluzione dei rapporti d’interdipendenza Nord-Sud sta subendo una sostanziale evoluzione alla luce dei mutamenti della situazione geopolitica di questi ultimi anni. L’autore ha individuato tre direttrici: 1) le vie di comunicazione. Sono ritenute vitali per collegare la produzione al mercato di sbocco; 2) l’informazione. Non vi è dubbio che la formula del successo del sistema Paese passa per la sua capacità di dotarsi di infrastrutture adeguate nella comunicazione elettronica, 3) analisi del progetto di sviluppo. Pensiamo alla lotta contro la povertà, alla integrazione delle economie in via di sviluppo, alla sana gestione dei bilanci, all’attuazione delle riforme economiche e alle economie di scala attraverso la riorganizzazione dei servizi pubblici.

Le condizioni dell’anziano in Italia. (dalle dispense della Fidest curate da Riccardo Alfonso, pag.108). Prendendo lo spunto dalla recente relazione biennale al parlamento sulla condizione dell’anziano in Italia e dalle ricerche condotte dal Centro Studi sul welfare in Italia, la Fidest ha inteso elaborare un rapporto analitico sullo stato dell’anziano e sull’attenzione che sino ad oggi le autorità italiane e comunitarie vi hanno prestato. E’ un fenomeno sociale che lo Stato non sembra volersi assumere alcun carico. Ancora adesso la cura degli anziani è delegata quasi esclusivamente ai familiari, essendo molto poco frequente, a differenza degli altri paesi europei, l’istituzionalizzazione dell’anziano. Proprio per questo motivo le relazioni all’interno della famiglia assumono una rilevanza particolare. La terza e la quarta età sono, infatti, le età dal ritiro dal lavoro, le età in cui è più facile rimanere soli dopo la morte del proprio compagno o compagna di vita, le età in cui si avverte fortemente il bisogno di aiuto mentre la famiglia che ospita l’anziano è spesso distratta da altri impegni: lavoro, educazione dei fili, domestici ecc.

La terra dei padri. L’agriturismo è uno dei tanti strumenti possibili per risollevare le sordi di una agricoltura depressa. Scrive il cittadino Mauriac pensando alla campagna: “Ciò che spaventa della vita in campagna è quell’essere esposti senza riparo alla pioggia, al fango, alla neve, alla notte. La vita di città sfugge ai fenomeni atmosferici. Il suo ritmo non dipende dalla meteorologia. In campagna, preda del maltempo, il cittadino scopre di essere un animale inadatto a vivere. Come vivere? Come potrà resistere il pensiero, diciamo la coscienza, su questo globo inondato, ghiacciato, tenebroso?” Sono parole che, qualche anno fa, faceva sorridere ai cittadini che si tuffavano nella vita di campagna, quindici giorni all’anno e d’estate o al più a giugno o a settembre. Ora un po’ meno considerato che l’agriturismo ha avuto una certa evoluzione recettiva ed incomincia ad adattarsi alle comodità cittadine: piscine, campi di tennis, sauna ecc. E’ un peccato. Bernardelli ci ricorda che il tempo della campagna è quella della vita nascosta: ci ha insegnato a crescere, ci ha insegnato a conoscere noi stessi. Nella nostra anima di adolescenti segregati, mortificati, pensosi ha ammesso il senso misterioso della durata, il fremito inavvertito dei grandi paesaggi, la delicatezza della meditazione e ci ha preparati a morire.” E’ la memoria – per Bernardelli – il sussurro della cima di un albero, un’ombra di nuvole nel cielo del mattino, è lo struggimento di quell’esistenza di allora, piena di affanno, di desiderio, di rinuncia. La campagna è come una malattia, isola il fanciullo e l’artista in una solitudine miracolosa. Dobbiamo avere anche di questa “percezione” un amaro rimpianto? Forse perché la terra appartiene solo ai nostri padri?

Le privatizzazione nell’Europa dell’Est di Riccardo Alfonso edizioni Fidest. L’Europa dell’Est è uscita di recente dal socialismo reale delle “economie pianificate” per immergersi in una nuova e non certo meno traumatica esperienza. Si è partiti da una ragnatela d’intrecci tra grandi imprese statali inefficienti. I programmi di riforma imposti dalle mutate condizioni politiche e di conduzione economica hanno attivato un profondo processo di trasformazione della proprietà. Questo perché una semplice apertura alla concorrenza non sarebbe stata sufficiente per eliminare legami così duraturi ed obbligare le aziende a basarsi solo sulle proprie risorse. Il primo aspetto è costituito dalle profonde lacune strutturali ed infrastrutturali che affliggono quest’area. Ad esse si associa il debole ruolo delle istituzioni che concorrono a rendere più difficile il trapasso da un sistema all’altro. Vi è poi un percorso suscettibile d’inquinamenti malavitosi, da spregiudicati arrampicatori sociali e da politici corrotti. Da qui partono alcune riflessioni ed indicazioni formulate dall’autore mentre l’UE preme per una unificazione che appare ai più difficile da realizzare in tempi brevi se non si sanano in via preliminare e permanente le tante contraddizioni esistenti.

Questa è solo una piccola parte degli oltre 150 libri dello stesso autore in parte visibili su Amazon. E potremmo dire non finisce qui se si pensa che è un ghost writer che viene dal XX secolo e continua a scrivere nel XXI anche per gli altri autori.

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Salone del libro di Torino

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Mag 2011

Torino. Tra i 150 libri selezionati per raccontare l’Italia in mostra al prossimo Salone del Libro di Torino, non poteva mancareCentomila gavette di ghiaccio di Giulio Bedeschi, pubblicato nel 1963 da Mursia, un long seller di cui sono stati venduti a oggi oltre 4 milioni e mezzo di copie. A Torino, in questi giorni “occupata” da centinaia di migliaia di alpini provenienti da tutta Italia per l’84° Adunata Nazionale, si ripercorre anche il contributo che gli scrittori con la Penna Nera hanno dato alla letteratura e alla saggistica italiana: un ‘reparto’ che ha arruolato firme come Scipio Slataper, Salvator Gotta, Mario Rigoni Stern,Piero Jahier, Paolo Monelli, Curzio Malaparte, Carlo Emilio Gadda, Nuto Revelli. Un ruolo importante nella diffusione della pubblicistica alpina l’ha avuto la casa editrice Mursia, che ha attualmente in catalogo circa 100 titoli di e su gli alpini ed è l’editore di riferimento dell’ANA di cui ha pubblica i volumi storici. Oltre a Centomila gavette di ghiaccio Mursia ha pubblicato titoli su tutta l’epopea alpina: dalla Grande Guerra ai nostri giorni. Del triestino Scipio Slataper, 3° reggimento artiglieria alpina, medaglia d’oro al valor militare, Mursia sta per ripubblicare Il mio carso, autobiografia di uno scrittore di frontiera; già in catalago invece Piero Jahier, poeta, scrittore e sottotenente alpino autore di Canti di soldati e Con me e con gli alpini, diario in versi e in prosa della sua esperienza bellica. ll catalogo prosegue con il capitano alpino e letterato arguto Paolo Monelli, tra i fondatori del premio Bagutta, giornalista del Resto del Carlino, Corriere della Sera, La Stampa, la Gazzetta del popolo ha raccontato la naja in cronache ora raccolte nel volume Ricordi di naja alpina. Ma è nella seconda guerra mondiale che la memorialistica e la letteratura delle Penne Nere ha il suo periodo più intenso: Giulio Bedeschi ed Egisto Corradi vivono la tragedia dell’ARMIR che documenteranno nei loro memoriali:Centomila gavette di ghiaccio di Bedeschi (premio Bancarella nel 1964) e La ritirata di Russia di Corradi, Nelson Cenci e Carlo Vicentini, autori rispettivamente di Ritorno, diario della ritirata e di Noi soli vivi, drammatico resoconto sulla prigionia nel lager sovietici, ancora oggi riempiono le sale: giovani e meno giovani accorrono per sentire dalla viva voce degli ultimi reduci la storia della Ritirata. Cambiano i tempi, il servizio militare e il modo di condurre le guerre. Il reparto delle Penne Nere impegnate sul fronte letterario cambia profilo e stile lettarario. Filippo Pavan Bernacchi, ufficiale degli alpini e scrittore di spy-story fa vivere le sue storie nei nuovi teatri bellici: Non uccidete Bin Laden, ambientato in Afghanistan ha anticipato l’eliminazione dello sceicco del terrore con i suoi ambigui retroscena. Infine le nuove testimonianze di guerra: non più scritte a mano con la matita ma su blog e pagine dei social network. E’ stato curando un blog dei soldati della Taurinense che Mario Renna, maggiore degli alpini, ha dato voce agli alpini in missione in Afghanistan nel suo diario Ring Road.
In occasione della 84° Adunata che si concluderà domenica a Torino, Mursia ha riportato sugli scaffali delle librerie una testimonianza davvero eccezionale, un reportage firmato da Rudyard Kipling che nel 1917, come inviato speciale, dedicava un ritratto affettuoso, a tratti toccante, alla Penne Nere impegnate sul fronte durante la prima guerra mondiale. Da quel «corpo di giovani scapestrati, con il carattere tosto, l’aspetto curato e lo sguardo inflessibile», Kipling rimarrà letteralmente affascinato regalando agli Alpini pagine straordinarie pubblicate dai giornali dell’epoca e raccolte ora, insieme a un breve storia su questo corpo militare a cura di Massimo Zamorani, inLa guerra nelle montagne (pagg.128; euro 12,00). (renna)

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Premio: Nuove lettere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 ottobre 2010

Napoli 9 ottobre 2010, alle ore 17, nella sala conferenze “Gabriele D’Annunzio” dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, in via Bernardo Cavallino, 89 (“la Cittadella”); Napoli, si terrà la Cerimonia di premiazione della XXV edizione (2009) del Premio Internazionale di Poesia e Letteratura “Nuove Lettere”.  Il Premio è a cura dell’Istituto  Italiano  di  Cultura  di  Napoli ed in collaborazione con la rivista internazionale di poesia e letteratura “Nuove Lettere”. Molti i nomi illustri, sia italiani che stranieri, fra i premiati nelle varie sezioni (poesia, narrativa, saggistica; edito e inedito). La Giuria è composta dai redattori di “Nuove Lettere”: Constantin Frosin (Università Danubius), Antonio Illiano (Università della North Carolina), Roberto Pasanisi (Presidente; Università Cattolica di Lovanio), Mario Susko (Università Statale di New York), Násos Vaghenás (Università di Atene), Nguyen Van Hoan (Università di Hanoi). Chiara Guida e Lisa Salzarano, lettrici. L’ingresso è libero.
L’Istituto Italiano di Cultura di Napoli (ICI) esiste dal gennaio del ‘90 ed è attualmente diretto da Roberto Pasanisi. Sin dall’inizio, in tempi non ancóra sospetti, l’Istituto ha concepito la cultura nel suo senso più ampio, vivificata cioè da profonde implicazioni civili e sociali: ha denunciato, nell’àmbito del programma del suo anno accademico ed attraverso la sua rivista “Nuove Lettere”, la corruzione e l’inefficienza del sistema, il malaffare e la collusione fra politici, mafiosi e camorristi, la gestione clientelare del potere; rimarcando, nel contempo, la necessità imprescindibile d’un ritorno alla legalità e ad una vita politica e sociale fondata sui sacri valori dell’etica, della cultura e della giustizia. L’Istituto, nel corso della sua attività, ha assunto sempre di più, accanto a quella primaria (letteraria e culturale), una funzione civile, di luogo di dibattito e di aggregazione di quella che oggi viene chiamata la ‘società civile’; di laboratorio politico, nel senso etimologico del termine (idest come ‘scienza del cittadino’), ma sempre super partes  (anzi: contra partes). http://www.istitalianodicultura.org

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Premio Internazionale di Poesia

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2010

Napoli 30 gennaio 2010, alle ore 18, nella sala conferenze “Gabriele D’Annunzio” dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, in via Bernardo Cavallino, 89 (“la Cittadella”); Napoli, si terrà la Cerimonia di premiazione della XXIV edizione (2009) del Premio Internazionale di Poesia e Letteratura “Nuove Lettere”.  Il Premio è a cura dell’Istituto  Italiano  di  Cultura  di  Napoli ed in collaborazione con la rivista internazionale di poesia e letteratura “Nuove Lettere”. Molti i nomi illustri, sia italiani che stranieri, fra i premiati nelle varie sezioni (poesia, narrativa, saggistica; edito e inedito). La Giuria è composta dai redattori di “Nuove Lettere”: Constantin Frosin (Università Danubius), Antonio Illiano (Università della North Carolina), Roberto Pasanisi (Presidente; Università di Lovanio), Mario Susko (Università Statale di New York), Násos Vaghenás (Università di Atene), Nguyen Van Hoan (Università di Hanoi). Aldo Spina, lettore; intermezzo musicale di Guglielmo Esposito. L’ingresso è libero.

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Concorso letterario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2009

Sono aperte le iscrizioni per partecipare alla prima edizione del concorso letterario indetto dalla rivista culturale “In Purissimo Azzurro”.  Il concorso e’ aperto a tutti i cittadini residenti in Italia, che abbiano compiuto 18 anni di eta’, ai quali e’ dato di concorrere in una soltanto delle sezioni in cui si articola il premio, che sono: poesia, narrativa, saggistica.  Il tema degli elaborati e’ libero, ma saranno privilegiati quei testi che sapranno elaborare in forma matura e convincente la moderna ricerca dell’assoluto, il senso profondo della vita con le domande sull’uomo e il suo destino, i valori ineludibili dello spirito capaci di veicolare il sentimento religioso del tempo attraverso i molti chiaroscuri dell’esperienza umana. I testi presentati devono essere tutti rigorosamente inediti, pena l’immediata esclusione dal concorso. Per inedito si intende un testo mai pubblicato prima, in nessuna forma, ne’ su carta ne’ sul web. Tre sono le sezioni del premio in cui si puo’ concorrere: A) poesia singola (non più di 2 cartelle, pari a 60 righe)  B) raccolta di poesie (tra 50 e 80 cartelle) A) racconto (max 10 cartelle)  B) romanzo o raccolta di racconti (max 200 cartelle) A) articolo o saggio breve di argomento culturale (max 8 cartelle)  B) saggio lungo di carattere culturale o religioso (biografia, pamphlet, testimonianza, saggio critico, monografia) della lunghezza massima di 150 cartelle (ricordiamo che per cartella si intende un testo della lunghezza di 1800 battute, ovvero 1800 “caratteri spazi inclusi” del programma di videoscrittura: si veda Strumenti – Conteggio parole).  Ogni testo va inoltre inviato esclusivamente in allegato rtf (non in “documento doc”, pena l’esclusione dal concorso) con una mail di accompagnamento, la quale deve contenere: nome, cognome, data di  nascita del concorrente, indirizzo postale, telefono, email, titolo dell’opera inviata con la dicitura “testo inedito”, breve nota biografica dell’autore (con l’indicazione di eventuali libri precedentemente pubblicati), autorizzazione all’utilizzo dei dati personali per le esclusive finalità del concorso.  Il premio consistera’ nella pubblicazione dei testi vincitori sul numero di dicembre della rivista “In Purissimo Azzurro” (sezioni: poesia singola, racconto, articolo e saggio breve) mentre per i testi primi classificati nelle altre sezioni (raccolta di poesie, romanzo, libro di racconti, saggio lungo) e’ prevista la pubblicazione presso i tipi della casa editrice indicata dagli stessi membri della giuria come la piu’ idonea a recepire la pubblicazione dell’opera vincente. La Giuria del concorso , scelta fra i collaboratori della rivista “In Purissimo Azzurro” e tra personalità di chiara fama in campo culturale, si riserva di non assegnare il premio come anche di segnalare autori particolarmente meritevoli fuori della rosa dei premiati, che potranno ricevere una proposta di pubblicazione. La Giuria ricevera’ ogni elaborato in forma anonima, privo cioe’ di contrassegni atti al possibile riconoscimento delle opere, cosi’ da assicurare trasparenza e liberta’ di giudizio di ciascuno dei membri chiamati a esprimersi con voto. Il giudizio della Giuria e’ da ritenersi insindacabile.  Gli elaborati devono pervenire (esclusivamente con la posta elettronica) alla redazione di “In Purissimo Azzurro” entro e non oltre il 31 agosto 2009. inpurissimoazzurro@yahoo.it

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