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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘sala’

Milano: “Giuseppe Sala ha ufficializzato la propria candidatura”

Posted by fidest press agency su martedì, 19 gennaio 2021

Milano. Lo scorso 7 dicembre e successivamente ha avviato la campagna elettorale presentando la lista che porterà il suo nome. Siamo nel semestre bianco, per l’amministrazione comunale, ed è opportuno che la Giunta si limiti all’ordinaria amministrazione senza intraprendere azioni straordinarie, consentendo in ogni caso alle opposizioni di vigilare senza ostacoli e reticenze. Tuttavia, ho richiesto al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale di convocare il Tavolo permanente per l’Emergenza Coronavirus istituito il 5 marzo dal Consiglio Comunale che lo votò all’unanimità, per avere un aggiornamento su quanto sia stato speso del Fondo di Mutuo Soccorso e sui residui del Bilancio Comunale, ma il Tavolo non è più stato convocato. Oltre a una grave negligenza da parte della maggioranza, il protrarsi di tale situazione configura il mancato rispetto degli impegni assunti dal Sindaco e dal Presidente del Consiglio. Tale atteggiamento che penalizza l’Opposizione è stato denunciato anche al Prefetto di Milano. Questa grave situazione, sommata alla mancata convocazione in presenza del Consiglio Comunale, mette a rischio i principi di trasparenza e democrazia con i quali ci si dovrebbe avviare alla fase elettorale” denuncia Andrea Mascaretti Capogruppo FdI Palazzo Marino

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Sala condannato? Noi lo sapevamo: si dimetta!

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

Che EXPO a Milano fosse una fucina di corruzione e un guazzabuglio tra interessi privati e capitali pubblici, apparecchiati su un tavolo al quale hanno desinato – tutti insieme – la politica, le mafie e l’imprenditoria, lo avevamo denunciato sin da subito. Una convinzione che, ad ottobre del 2014, ci spinse ad attraversare la città con un lunghissimo corteo, al grido di NO EXPO!Avevamo visto lungo e giusto, anche se già allora la cronaca giudiziaria aveva fornito abbastanza materiale perché chiunque potesse avere chiaro le reali condizioni nelle quali l’esposizione mondiale stava per avere inizio. EXPO però, con Sala al comando, sarebbe stato anche un grande laboratorio di precarizzazione del lavoro e di cancellazione dei diritti: lavoro volontario e gratuito (anche per gli studenti delle scuole superiori in cambio di crediti, successivamente istituzionalizzato con l’Alternanza Scuola Lavoro), sono concetti che furono sdoganati proprio in quella occasione e che, proprio da allora, hanno ulteriormente cambiato in peggio il mondo del lavoro; fu allora che a Milano comparvero i riders, simbolo della condizione di sfruttamento estremo e di un mondo del lavoro senza diritti: non certo un caso!Giuseppe Sala è chiaramente uomo-simbolo dei poteri forti e, se la storia ci insegna qualcosa, oggi guardiamo con grande preoccupazione alla gigantesca macchina che si metterà in movimento per l’altro grande evento che sta facendo esultare all’unisono la politica, gli imprenditori e – possiamo scommetterci – soprattutto le stesse mafie che di EXPO furono il maggiore collettore di guadagni: le Olimpiadi invernali del 2026 appena aggiudicate da Milano e Cortina. A quest’altro grande evento Sala, il cui mandato termina nel 2021, intende essere presente ancora da sindaco di Milano, avendo dichiarato di volersi ricandidare proprio in occasione dell’annuncio delle Olimpiadi. Un eventuale secondo mandato sarebbe ancor di più all’insegna dell’arrogante ed assoluto disinteresse ai bisogni dei comuni cittadini milanesi: ne è dimostrazione la malagestione dei servizi, in particolare dei servizi alla persona, all’infanzia e dei servizi sociali. Aumenterebbe l’attacco ai diritti dei lavoratori: nella città dei grandi eventi viene ripetutamente negato il diritto di sciopero alla Polizia Locale, vengono differite arbitrariamente le assemblee nei musei, si attuano progetti di lavoro straordinario con flessibilità e prolungamenti di orari serali al servizio di una immagine patinata della metropoli diametralmente opposta alle reali esigenze dei cittadini e dei lavoratori del Comune.Per queste ragioni, USB Lombardia ritiene che oggi Sala abbia il dovere morale e politico di dimettersi immediatamente da sindaco di Milano, una città che lo stesso Sala decanta ad ogni occasione come città-modello alla quale le altre devono conformarsi ma che, a giudicare dai fatti, è solo la maschera pulita di un sistema di malaffare talmente grande che quella maschera non riesce più a contenere.

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A Milano la metropolitana costerà più che nel resto d’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

metropolitanaLo ha annunciato il sindaco di Milano Sala, che ha sfornato una trovata per tirare la volata a Gori, candidato Pd a governatore della Lombardia. Mi spiego meglio: il sindaco di Milano addossa la colpa dei rincari alla Regione e chi si candida a nuovo governatore, vedasi Gori, avrà il tempo per promettere che con lui alla guida questi aumenti non ci saranno. Smontiamo da subito la tesi: intanto è il governo che dovrebbe concedere i fondi necessari per il trasporto pubblico, la Regione ha l’onere di ridistribuirli. Gori, Sala, Gentiloni, rappresentano una triangolazione Pd che più che dare ossigeno alla mobilità rischia di strangolare definitivamente ogni buon proposito di efficientamento del servizio. Da parte mia, sento di promuovere un appello alla Regione per fare il possibile al fine di migliorare un servizio, affossato dalla città di Milano e dalla Città Metropolitana che è stata anche capace di tagliare le corse dei pullman domenicali (non garantendo la sua quota parte di contributi). L’aumento del biglietto annunciato per il 2019 non è certo un buon viatico per lavorare verso il potenziamento che invece è lecito attendersi, dall’estensione delle Linee (io non rinuncio a perseguire il prolungamento a Paullo della M3), all’ampliamento dell’orario (il venerdì e il sabato dovremmo pensare ad un allungamento dell’orario). Senza il temuto caro biglietto, se non a garanzia di un miglioramento, per tutti, della rete metropolitana, non si può proseguire seriamente sul tema in analisi. Se ci fosse un servizio efficiente, credo che nessuno avrebbe di che obiettare per 50 centesimi in più. Eppure qualche ingranaggio che gira male possiamo sicuramente trovarlo oggi. Cominciando dalla fruibilità della stessa metropolitana: il servizio sulle Linee M1, M2 e M3 si conclude intorno alle 00.30; la Linea M5 svolge il servizio alle ore 24. È possibile incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico, chiedere ai giovani di muoversi in sicurezza la notte nei fine settimana, poi precludergli la possibilità di un trasporto pubblico efficiente? Nel resto d’Europa gli orari non sono tanto “corti”. Il venerdì notte, il sabato notte e la vigilia dei giorni festivi le linee metropolitane viennesi sono in servizio 24 ore su 24. I treni viaggiano a intervalli di 15 minuti. A Madrid si viaggia fino all’1.30. E anche a Londra, che l’assessore di Milano Granelli ha preso ad esempio non troppo tempo fa come modello da perseguire, vanta orari che variano ma che si prolungano in genere fino all’1. (Franco Lucente)

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Voto elettronico e burocrazia milanese

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 ottobre 2017

voto elettronico“La notizia dei presidenti di seggio bloccati fino a tarda ora nelle sedi del voto viene strumentalizzata per denigrare la sperimentazione del voto elettronico che in tutte le sedi, tranne nel Comune di Milano, ha funzionato senza problemi tanto che i cittadini hanno espresso soddisfazione per le modalità di voto.Di chi è allora la colpa? Perché solo il Comune di Milano ha creato questo impasse? I sindacati dei lavoratori denunciano abbandono e disinteresse dei dirigenti del Comune e disorganizzazione generale ed in particolare nei processi di raccolta e consegna delle chiavette USB. Dov’era il Sindaco Sala mentre nella sua città si votava per un referendum a cui lui stesso aveva dato appoggio?”, così il M5S.

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Sala indagato: Expo emblema dell’assenza di trasparenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 giugno 2017

sala“Expo è un disastro amministrativo: è l’emblema dell’assenza di trasparenza e della gestione leggera dei soldi pubblici in Italia. Non ci voleva un luminare del codice degli appalti per capire che non esistevano i tempi tecnici per aprire il sito senza trovare scappatoie nella Legge fino al degrado che sta emergendo grazie alle inchieste della Magistratura. Che sono solo un inizio; sono ancora innumerevoli le sacche di opacità sull’Esposizione Universale.
La gestione di Expo è stata un disastro a partire dal pasticcio delle bonifiche, per passare alle infiltrazioni mafiose, ai biglietti venduti e non pagati, ai costi lievitati e arrivare alle procedure in deroga. E potremmo andare avanti a lungo. Proprio per questo il Paese pretende chiarezza totale su come sono stati spesi i nostri soldi per l’Expo. Tutte le forze politiche hanno incensato Expo mentre il M5S effettuava controlli, accessi agli atti e denunce. Certo abbiamo avuto l’esposizione universale, ma il conto salato è stato saldato fino all’ultimo euro dai cittadini e se qualcuno ha sbagliato deve pagare”, così Silvana Carcano, consigliera regionale del M5S Lombardia, commenta la notizia riportata dal Corriere della Sera d’apertura di un inchiesta per turbativa d’asta che coinvolge il sindaco di Milano Giuseppe Sala.
“‘Ritorno a fare il sindaco, io sono onesto aveva dichiarato Sala dopo la pantomima dell’autosospensione in seguito alla prima indagine che lo ha coinvolto lo scorso dicembre. Ora che dirà? Capirà che Milano non merita un primo cittadino indagato proprio per come ha gestito i soldi pubblici? Per non parlare del famoso ‘Modello Milano’, che noi abbiamo sempre criticato e che oggi, sfidiamo chiunque a prendere come esempio.
E’ vero, questa nuova tegola su Milano non ci sorprende, ma desta in noi una notevole preoccupazione. Perché, se Sala ha gestito in questo modo gli appalti relativi a Expo – da noi sempre considerato uno dei più grandi scandali speculativi degli ultimi decenni -, cosa ne sarà dei grandi appalti che il Comune dovrà affrontare in futuro?
Ora le indagini faranno il loro corso e, se le accuse contestate al sindaco saranno confermate, crediamo che Sala dovrà agire di conseguenza per il bene della città”, rincara la dose la capogruppo M5S a Palazzo Marino, Patrizia Bedori.

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Presentazione del restauro della Sala delle Fatiche di Ercole

Posted by fidest press agency su martedì, 23 maggio 2017

palazzoveneziaRoma martedì 23 maggio 2017, ore 11.30 Palazzo Venezia il Polo Museale del Lazio e la Fondazione Silvano Toti presentano alla stampa il restauro del soffitto e del fregio a fresco della Sala delle Fatiche di Ercole.Alla presentazione intervengono Edith Gabrielli, Direttore del Polo Museale del Lazio, Maria Teresa Toti, Presidente Fondazione Silvano Toti, Sonia Martone, Direttore del Museo di Palazzo Venezia e Paolo Castellani, Direttore dei lavori di restauro. Il restauro restituisce al pubblico la magnificenza degli affreschi e del fregio ligneo della Sala delle Fatiche di Ercole, che riportano otto fatiche dell’eroe: Ercole e il leone Nemeo, Ercole e Anteo, Ercole e i buoi di Gerione, Ercole e Gerione, Ercole e il drago Ladone, Ercole e la cerva di Cerinea, Ercole e gli uccelli di Stinfalo ed infine Ercole e il centauro Nesso.

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Campidoglio: inaugurata la Sala degli Orazi e Curiazi

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2017

orazi-e-curiaziDa oggi la Sala degli Orazi e Curiazi, all’interno dei Musei Capitolini, torna al suo massimo splendore per essere nuovamente ammirata nella sua bellezza e apprezzata con l’eleganza di una sua rinnovata veste. Ad inaugurare la Sala al termine dei lavori di restauro la sindaca di Roma Virginia Raggi, il vicesindaco Luca Bergamo, il Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali Claudio Parisi Presicce e il presidente della Federazione Italiana di Scherma, Giorgio Scarso.Un intervento di restauro, reso possibile grazie all’atto di mecenatismo di Mr. Alisher Usmanov che ha contribuito destinando a questo progetto la somma di 300.000 euro, consentendo così di ripristinare la bellezza del ciclo pittorico che era stato pesantemente interessato dagli effetti di infiltrazioni d’acqua dovute alla pioggia.Sono quindi terminati i lavori di restauro che hanno riguardato, in particolare, la fascia superiore delle pareti interne dove si trovano gli affreschi di Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino e il soffitto ligneo cassettonato, realizzato nel 1884 in sostituzione di quello cinquecentesco. Il soffitto presentava un generale sbiadimento e diverse disconnessioni: mancavano molti motivi ornamentali ed era presente un diffuso deterioramento per l’attacco di insetti xilofagi.I lavori, avviati il 9 maggio scorso con la consegna della Sala alla ditta aggiudicataria della gara di appalto, si sono svolti in modalità “open”: anche per questo cantiere, infatti, la Sovrintendenza Capitolina ha previsto un passaggio all’interno della sala per dare ai visitatori l’opportunità di vedere i lavori in corso d’opera.Inoltre, per fare avvicinare il pubblico alla tecnica di esecuzione dell’affresco, sono state organizzate speciali visite didattiche che, grazie ad una passerella all’uopo predisposta, hanno “elevato” i visitatori all’altezza degli affreschi, regalando loro una esperienza memorabile e unica nel suo genere.“Oggi restituiamo ai romani e al mondo intero una delle più belle sale dei Musei Capitolini dopo gli importanti lavori di restauro – dichiara la sindaca Raggi – La Sala Orazi e Curiazi torna al suo antico splendore proprio quando manca poco più di un mese al 60°anniversario dei Trattati di Roma che ci stiamo preparando a celebrare. Un ringraziamento particolare va ad Alisher Usmanov che ha contribuito al restauro. Un esempio di passione per l’arte e di amore per la nostra città”.“Il mecenatismo è uno strumento fondamentale per mantenere nelle migliori condizioni il nostro eccezionale patrimonio storico-archeologico. Spero che a questi contributi ne seguiranno molti altri per aiutarci a tenere viva e a restituire al mondo la grande bellezza di questa città” conclude.
La Sala degli Orazi e Curiazi è collocata nel piano nobile del Palazzo dei Conservatori dove “l’Appartamento” costituisce il complesso delle sale di rappresentanza dell’antica magistratura civica. Destinata in origine alle udienze del Consiglio Pubblico, la Sala è decorata da un ciclo di affreschi affidato nel 1595 a Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino (1568-1640), esponente di spicco del manierismo romano. La conclusione dei lavori era prevista per il Giubileo del 1600, ma nel 1613 erano compiute solo le prime tre scene. Dopo una interruzione di oltre vent’anni i lavori terminarono nel 1640.Il ciclo degli affreschi illustra alcuni noti episodi della storia delle origini di narrati da Tito Livio e resi come una serie di arazzi divisi da festoni di frutta e fiori, trofei d’armi e vasi. L’affresco che dà il nome alla Sala raffigura il combattimento tra gli Orazi e i Curiazi, episodio della guerra di Roma contro la vicina città di Albalonga, che si concluse con un duello tra i tre fratelli Orazi, vittoriosi, che rappresentavano Roma e i tre Curiazi per Albalonga.
Nei lati corti della Sala vi sono due magnifiche statue onorarie di Papi: l’una, in marmo, scolpita da Gian Lorenzo Bernini tra il 1635 e il 1640, raffigura Urbano VIII Barberini (1623-1644); l’altra, realizzata in bronzo tra il 1645 e il 1650 in onore di Innocenzo X Pamphilj (1644-1655), è opera dello scultore bolognese Alessandro Algardi.

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Ballottaggio a Milano

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 giugno 2016

Piazzale Carlo Magno milanoUna nota breve, perché non occorrono lunghe disquisizioni per mettere “il punto” alle elezioni imminenti a seguito dei ballottaggi. La città più impegnata è certamente Milano, sul cui risultato si discuterà a lungo, senza cavare un ragno dal buco.
Se non ci fossero di mezzo i vari Berlusconi, Renzi, Salvini, Meloni & C. sarebbe ottimale un patto tra i due per garantire una amministrazione produttiva della città di Milano, su basi manageriali e non di bassa manovalanza politica.
Purtroppo c’è di mezzo la politica, il primato e la leadership della destra, le guerre sotterranee nel PD, per cui ogni ipotesi di collaborazione tra i due pretendenti cade nel vuoto.
Non importa chi vince dei due, è importante che vinca la città di Milano, che sta diventando uno strumento in mano ai politicanti corrotti, corruttori e corruttibili.
Ottimale sarebbe l’elaborazione di un programma su base manageriale elaborato da Parisi e Sala (rigorosamente in ordine alfabetico) per amministrare bene la città che rappresenta il volano dell’economia italiana ; quindi il maggior votato diventerebbe sindaco e il secondo vice-sindaco vicario, mentre i politici di cui sopra andrebbero mandanti… dove tutti li inviamo con perentorio indirizzo. (Rosario Amico Roxas)

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Nuovo caso di lite in sala operatoria?

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 settembre 2010

Bergamo. Un nuovo, presunto, caso di lite tra medici, risalente al gennaio scorso, è stato denunciato dal padre di una bimba nata cieca ed invalida agli Ospedali Riuniti di Bergamo dopo un parto drammatico. “Sicuramente – interviene Simone Graziosi, viceresponsabile per la provincia di Bergamo dell’Italia dei Diritti – vanno fatte tutte le verifiche del caso, capire cosa sia successo veramente e come possa essere accaduto, conoscere le dinamiche interne alla sala operatoria e se i protocolli siano stati rispettati.  Va valutato se sono stati commessi errori di comunicazione, spesso quando ciò accade, si rischia di originare un errore, che si protrae e degenera in conseguenze drammatiche”.
Un travaglio lungo due giorni, quello vissuto da Albana Zekaj.La donna, secondo la ricostruzione del marito Saimir, non solo non sarebbe stata seguita adeguatamente ma avrebbe pagato, con patimenti fisici suoi e del feto che portava in grembo la discussione fra 2 dottoresse, l’una favorevole l’altra contraria all’intervento di taglio cesareo. Operazione poi rivelatasi necessaria ed effettuata dal personale del turno successivo quando ormai era troppo tardi per la salute della neonata, attualmente invalida al 95% e per quella della madre, appena trentunenne, che ha l’utero lacerato e non potrà più avere figli.
“Non essendo ancora in presenza di verifiche – prosegue Graziosi  – ritengo esprimere l’urgenza di accertarsi della verità e del reale andamento dei fatti, non affrettando il semplice pensiero che se qualcosa va male si tratti necessariamente di malasanità. E’ però fondamentale, –  conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro  – in casi come questi, comprendere se siano stati commessi errori che hanno potuto esser causa della dolorosa vicenda”.

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